Puoi guarire la tua Vita

L’Amore si sa, è uno dei più potenti strumenti di guarigione. Imparare ad accettarci e ad amarci esattamente così come siamo, è forse la lezione che tutti noi siamo chiamati ad imparare.
Spesso però siamo capaci di amare noi stessi e gli altri, solo se questo amore è vincolato da precise condizioni. E’ come se, in un certo senso, seguissimo la regola del cosiddetto ‘solo se…’ o ‘ solo quando…’
L’Amore è uno dei più potenti strumenti di guarigione
Mi amerò solo se… troverò un nuovo partner…quando dimagrirò… quando cambierò lavoro… se saranno gli altri ad amarmi per primi…. e la lista potrebbe continuare all’infinito.
A chi e a che cosa condizionate il vostro amore? E cosa succede quando anche solo una di queste condizioni viene meno? Cosa accade se non avete ancora trovato il vostro partner ideale? E se il lavoro dei vostri sogni pazienta ad arrivare? Cosa succede se anche gli altri, seguendo il vostro stesso ragionamento, si aspettano che siate proprio voi a fare la prima mossa?
Amare se stessi –dice Louise Hay – è un’avventura meravigliosa: è come imparare a volare. E’ vero, non è sempre semplice amarsi completamente: tutti noi, infatti, abbiamo i nostri piccoli e grandi difetti che a volte, ai nostri occhi, appaiono così evidenti, da ritenere impossibile l’atto di poterci amare incondizionatamente. Eppure, non è possibile imparare a volersi bene se non partiamo proprio dall’accettarci così come siamo, anche con i nostri difetti.
Ripercorriamo insieme, brevemente, le Dieci fasi ideate da Louise Hay per imparare ad amare se stessi, nella speranza di aiutare sia le persone che già hanno iniziato a farlo, sia coloro che vorrebbero cominciare ora.

1. CESSARE DI CRITICARCI:

le critiche e i giudizi spesso non servono per progredire verso il cambiamento che auspichiamo, bensì per tenerci imprigionati al passato e ai nostri vecchi comportamenti. Per esempio, se ci disprezziamo per la nostra incapacità di mantenere fede alla promesse fatte con noi stessi, non ci stiamo certo aiutando a realizzare il nostro obiettivo. Allo stesso modo, se ci ripetiamo di essere degli stupidi o degli incapaci, questo non ci renderà di certo delle persone migliori, e noi rimarremo solo bloccati nei sentimenti spesso ancora più dannosi del biasimo e del risentimento verso noi stessi. Ogni giorno è un nuovo giorno per attuare comportamenti diversi e provare ad abbandonare le tensioni create da atteggiamenti iper responsabili e ipercritici ai quali ci sottoponiamo continuamente.

2. SMETTERE DI SPAVENTARCI:
quante volte usiamo i nostri pensieri per rendere le situazioni peggiori di quello che realmente sono? Quante volte formuliamo pensieri capaci addirittura di terrorizzarci? Utilizziamo questo comportamento anche nella vita sociale: se qualche nostro collega d’ufficio incontrandoci non ci saluta, cominciamo subito a pensare che dobbiamo avergli fatto un torto, quando magari sta semplicemente pensando ad altro. Pensieri del genere non fanno altro che paralizzarci e non ci sono di nessuna utilità. Ogni volta che ci ritroviamo a formulare pensieri negativi, fermiamoci e riportiamo dolcemente l’attenzione ad una immagine per noi positiva (per esempio il tramonto), o ad un suono (magari il rumore del mare), oppure semplicemente ripetiamoci ad alta voce una frase positiva che ci aiuti ad uscire dal loop negativo nel quale siamo entrati.

3. ESSERE GENTILI, DOLCI E PAZIENTI CON NOI STESSI
la pazienza è davvero uno strumento straordinario. Troppo spesso pretendiamo che le nostre aspettative vengono soddisfatte subito, o che i cambiamenti che sentiamo necessari per noi e per la nostra vita avvengano quanto prima. Ma i nostri tempi spesso non coincidono con i tempi della lezione che siamo venuti ad imparare su questa terra: potrebbe infatti volerci più tempo del previsto oppure le cose potrebbero semplicemente non accadere secondo la nostra sequenza spazio-temporale. Tutti commettiamo errori mentre apprendiamo qualcosa di nuovo ed è solo se ci diamo il permesso di accettare questi errori e di imparare da questi, che progrediamo e miglioriamo veramente. E’ come quando abbiamo cominciato a camminare – dice Nicola Riva, insegnante certificato Louise Hay – se dopo il primo tentativo ci fossimo subito arresi o ci avessero detto che eravamo degli stupidi solo perché ci avevamo provato ma eravamo caduti, avremmo forse imparato più velocemente o meglio?’ Probabilmente no… e allora perché quando sbagliamo non possiamo semplicemente perdonarci e considerare l’accaduto un ulteriore passo verso il miglioramento?

4. ESSERE GENTILI ANCHE CON LA NOSTRA MENTE
trovarci a pensare a qualcosa di negativo non è certo la fine del mondo. Non dobbiamo odiarci perché facciamo pensieri negativi e nemmeno incolparci per le esperienze negative che abbiamo vissuto in passato. Un esercizio molto utile che Louise Hay consiglia in proposito è quello del rilassamento: quando ci troviamo tesi o spaventati semplicemente chiudiamo gli occhi e respiriamo profondamente per qualche minuto e mentre espiriamo ripetiamo a noi stessi ‘Ti voglio bene. Va tutto bene.’ In questo modo ci rilasseremo e allo stesso tempo invieremo al nostro cervello pensieri potenzianti.

5. LODARE SE STESSI:
così come le critiche deprimono il nostro spirito, le lodi lo risollevano. E’ importante dunque imparare a complimentarci con noi stessi per tutti i miglioramenti che siamo in grado di apportare alla nostra vita, e per tutti i cambiamenti che riusciamo ad attuare, anche per i più piccoli o per quelli che ci sembrano meno importanti.

Queste sono le prime cinque regole per imparare a volersi bene. Ed ora provate a pensare alla prossima volta in cui vi ritroverete a vivere una situazione che non vi soddisfa o in cui vi capiterà di formulare pensieri negativi… Come vi comporterete? Con quale frase potenziante sostituirete le solite vecchie critiche nei confronti di voi stessi? Come vi premierete per aver raggiunto quel traguardo, seppur piccolo, che vi eravate prefissi?

Accettati in modo totale per un’ intera giornata e stai a vedere che cosa succede!
Louise Hay

Pensare in positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interiore

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Liberarsi da schemi mentali negativi, per aprirsi alla vita con un approccio ottimistico, significa servirsi del pensiero positivo come strumento indispensabile per vivere felici, all’insegna dell’amore e della pace.
L’autrice, affetta da una grave forma tumorale, è riuscita a sconfiggere il cancro grazie ad un processo di autoguarigione, attivato dal pensiero positivo.

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Scegliere la vita

vita-vivere

Una volta un mio amico medico mi disse che secondo lui le persone, a volte, devono ammalarsi gravemente per imparare a prendersi cura di loro stesse e vivere una vita migliore.

Credo che la sua osservazione sia molto pertinente.

Molte persone che sono sopravvissute a malattie mortali raccontano di apprezzare in modo del tutto nuovo ogni giorno della loro vita e di provare addirittura un nuovo amore per l’umanità.

Secondo me, ogni giorno che scelgo di vivere mi porta una nuova saggezza.

Uso la parola “scelgo” perché sento che “scegliere” ha qualcosa a che fare con l’estensione della vita.

Ho bisogno di far sì che ogni giorno valga la pena di essere vissuto. A volte è sufficiente guardare il cielo e gli alberi. Altre volte, la chiave è aiutare un’altra persona. Qualche altra volta, l’occasione emerge dal fatto che qualcuno ha bisogno di te. Un sorriso donato o ricevuto da uno sconosciuto può essere importante.

Non tutti hanno avuto il supporto e le opportunità di cui ho goduto io.

Ma le cose si possono fare su piccola scala, un passo per volta, affinché, guardando indietro, sia possibile riconoscere molti passi e miglioramenti.

Ogni passo rende la vita molto più preziosa, e ogni successo la rende sempre più un privilegio.

La vita assume più significato quando ne diventiamo una parte dinamica.

Raccogliamo le nostre ricchezze lungo la strada dell’esperienza.

Mio figlio Robert insegna che ognuno ha la sua mappa del mondo e ognuno di noi ha la capacità di cambiare alcune delle linee sulla propria mappa per rendere il mondo un posto in cui scegliere di vivere.

di Patricia Dilts tratto dal libro:  Il Mio Viaggio

Storia di una guarigione

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Questo testo è un fondamentale promemoria per chi affronta ogni giorno il cancro: è rivolto alle persone che si ammalano, alle loro famiglie e a tutti coloro che esercitano la professione medica e para-medica.
Questo libro è un invito a ricordare che esiste un’indissolubile correlazione tra mente e fisico, che la volontà può avere effetti potenti sul recupero della salute e che il corpo umano può rispondere in modo straordinario alla scelta consapevole di continuare a vivere.
Consuelo Zenzani
Psicologa e Psicoterapeuta

Il resoconto del “Viaggio” di una donna nel suo corpo e nella sua mente, attraverso la malattia e oltre. In questo libro Patricia Dilts racconta di come abbia trasformato il rischio e la paura di morire in una potente determinazione a vivere in salute ancora per molti anni. E’ una storia da cui trarre ispirazione.
Donatella Stefanini
Medico chirurgo

Una storia reale in cui si vedono all’opera gli strumenti della PNL, senza che questa venga neanche menzionata. Avrete la sensazione di ascoltare questo racconto direttamente dalla voce della sua protagonista: una signora determinata a rimanere al mondo con gioia.
Claudio Belotti
Trainer PNL