Borgo Nascondino – Agathe Demois & Vincent Godeau

Tutto va come un trenino
qui a Borgo Nascondino,
e senza aver mai troppa fretta
ognuno lavora nella sua casetta.

Chi abita in quella grande casa?
In posta, staranno smistando i pacchetti da consegnare?
E in quell’ufficio lavorano o giocano?
Quella famiglia cosa si sta portando in vacanza con tutti quei bagagli?
E il treno fermo in stazione è vuoto?
Gli alberi con le loro belle chiome sono case vuote o son abitati?
Chi si nasconde là?!
Dove sono finiti gli animali dello zoo?

Preparatevi, questa è una lettura unica! Una lettura con una lente d’ingrandimento magica! 😉

Borgo Nascondino di Agathe Demois & Vincent Godeau edito da L’Ippocampo Ragazzi, è uno di quei libri che fin dalla prima pagina fan luccicare di gioia gli occhi dei bambini che lo vedono e non lo vorrebbero lasciare più! (Nel 2014 gli stessi autori hanno realizzato anche: La grande traversata sempre edita da L’ippocampo Ragazzi)

Un libro-gioco dalle molteplici letture: quella tradizionale, fatta attraverso le parole e le immagini, e quella interattiva che viene fatta con l’ausilio di una speciale lente magica. Passandola sulle immagini monocrome rosse che caratterizzano le pagine, il lettore scopre un mondo nascosto, popolato!
Pagina dopo pagina, casa dopo casa, negozio dopo negozio, albero dopo albero e così via si scopre un intero mondo rosso, che a guardarlo così sembra tanto normale quanto noioso…
Ma dietro a questi muri, dentro le chiome degli alberi, dentro le auto si nasconde un altro mondo…Borgo Nascondino!


Basta utilizzare la lente magica per scoprire cosa ci nasconde ogni scena dietro quei tratti rossi.
Un gatto sopra un lampadario, una coppia che festeggia un compleanno, una scala fatta a forma di coccodrillo, c’è chi cucina, chi dorme, chi danza e compera scarpe, pasticceri alle prese con una gigante torta, un panificio affollato, gli uccellini che smistano la posta nell’ufficio postale, chi gioca con gli aerei di carta in ufficio o a ping-pong!

Borgo Nascondino, è un libro curioso, tutto da scoprire, che invita i bambini a viaggiare con la fantasia ed entrare liberamente in un mondo fantastico dove accadono pure cose strane. Tante cose tutte da scoprire e da giocare. È proprio come scostare una tenda ed entrare silenziosamente in un’altra realtà: la lente ci permette di scoprire nuovi personaggi, a volte buffi e stravaganti, altre volte seri e impegnati nei lavori più disparati.

Un albo di grande formato, dove le immagini che si estendono su tutta la pagina sono le vere protagoniste; il breve testo è scritto sempre in rosso nella parte inferiore del libro. Un testo lento, curioso, che ben si sposa con le immagini che necessitano di un’attenta visione, hai visto che buffo quel pino dove mi è sembrato di vedere un signore in altalena!? 😀 E in quella fabbrica?
Pure in piscina ho visto uno strano scivolo! 😀

Un viaggio di scoperta, che porta il lettore a girare il mondo, attraverso semplici case, negozi, fabbriche, palestre, auto, alberi e zoo.
L’occhio si perde, esplorando con pazienza centimetro per centimetro un disegno complesso, articolato e la sensazione è sempre quella di aver trascurato qualcosa, un dettaglio, un particolare, uno schema, una piccola narrazione.
La casa editrice L’Ippocampo dimostra ancora una volta attenzione e sensibilità verso i piccoli lettori, proponendo l’oggetto libro come fonte di vero divertimento e sorpresa!
Un caleidoscopio di invenzioni visive straordinarie sospese tra fantasia e realtà.
Tante storie diverse in cui perdersi…di certo una gioia per la vista!

Inoltre Borgo Nascondino ci regala moltissimi spunti per un laboratorio ricco, poche pagine o anche un solo disegno, possono essere assolutamente riproducibili o realizzabili dai bambini.
Occorrente:
Fare un disegno con un pennarello a punta fine blu,
Disegnare sopra un’altro disegno/storia, questa volta con il colore rosso.
Prendiamo in prestito la lente dal libro Borgo Nascondino et voilà, il gioco era fatto: annullando i tratti rossi con il filtro della lente i disegni blu diventavano improvvisamente visibili.
L’opportunità che da questo libro è di sperimentare con materiali, tecniche, recupero di oggetti destinati ai rifiuti mettendo in campo idee e creatività è dietro l’angolo, non lasciamocela sfuggire! Così come la possibilità di raccontare una storia collettiva, immaginarla, scriverla e disegnarla insieme, assegnando compiti e missioni, controllando lo spessore dei tratti, verificando il funzionamento della lente, correggendo se necessario.

Per i bambini più tecnologici c’è anche la possibilità di scaricare l’applicazione (per smartphone e tablet) realizzata per “Borgo Nascondino” che ha vinto il Ragazzi Digital Award alla Fiera di Bologna 2018.
Per continuare a scoprire i misteriosi abitanti del borgo, creati da Agathe Demois e Vincent Godeau, anche attraverso dei mini-video divertenti e poetici!

Borgo Nascondino non è una classica lettura, è un esercizio di pazienza, è un esercizio di fantasia, perché all’osservatore tenace è anche richiesto di scoprire ed inventare, perché no, i nessi, le storie, le relazioni, per poi ricominciare da capo.
Davvero una gioia per gli occhi e per la mente di osservatori di tutte le età! 😉

Puoi acquistare il libro QUI:

Il curioso caso del mammut scomparso – Ellie Hattie

È notte fonda, tutti dormono… O meglio, quasi tutti! Sì, perché Oscar, il bambino protagonista del libro Il curioso caso del mammut scomparso scritto da Ellie Hattie e Karl James Mountford edito da Sassi Junior, proprio a mezzanotte viene svegliato da strani rumori.

Comincia così un’avventura, un piccolo giallo che si svolge durante una notte all’interno del Museo di Storia Naturale e delle Curiosità, una storia capace di catturare i bambini e di condurli per mano fino all’ultima pagina, sulle tracce di Teddy, il fratellino che il mammut Timothy deve riacciuffare e riportare nella bacheca del museo, accanto alla sua mamma, prima che scocchi l’”ora X”.
Quello che segue è un tour di questo divertente museo durante l’ora magica, mentre tutti gli animali, i dipinti e i fossili esposti prendono vita.

Oscar e Timothy partono infatti all’inseguimento di Teddy, e l’inseguimento li porta… dritti dritti nel museo;

Non c’è tempo per perdere però!
Dove si sarà nascosto il piccolo Mammut?

Stanza dopo stanza i due amici lo cercano, nonostante qualche piccola tappa, ad esempio per mangiare una fettina di torta nel Mondo subaqueo dove è in corso una festa, o per prendere velocemente un tè nella sala dei dinosauri.

Questo è un museo che di notte prende vita, e in cui succedono tante cose affascinanti finché non scocca l’una, l’ora fatidica, e il museo cade nel buio e nel silenzio!

Il Curioso caso del Mammut scomparso, è un libro che non delude anzi, sin da subito coinvolge i bambini in un viaggio magico. Con semplicità è uno di quei libri che combina molto bene l’apprendimento e la narrazione di una simpatica avventura. Inoltre trovo veramente geniale l’ambientazione in un museo, per introdurre e far conoscere ai piccoli lettori le delizie dei musei!

Un libro adatto ai bambini indicativamente dai 5 anni, bambini che iniziano pian piano ad affacciarsi al mondo e sono pieni di curiosità e di voglia di conoscere; un libro da leggere, da guardare, da aprire, seguendo il filo della storia ma anche cercando di aprire e scoprire le tante finestrelle che movimentano ogni pagina, e che se talvolta nascondono uno snodo della narrazione, in altri casi propongono piccole notizie e affascinanti dati storici in grado di catturare l’attenzione dei bambini. 😉

Ad esempio lo sapevi che:
…il più piccolo libro del mondo è grande come la metà di un seme di papavero?!
Che… per confondere i predatori. I calamari cambiano colore o spruzzano il loro inchiostro?!
Che… la testa di un triceratopo adulto poteva misurare anche 2.5 metri. Come la metà di un’automobile?!

Bellissime le illustrazioni, tutte giocate sui toni un po’scuri e “notturni” dei blu e dei verdi, con tante piccole trovate che permettono ai piccoli lettori di soffermarsi a osservare anche i particolari; bella anche l’idea dei piccoli fumetti pronunciati dai “reperti” di animati del museo, e che strappano spesso un sorriso.

Insomma, un libro da leggere a più livelli, seguendo la storia principale ma anche gustandosi i piccoli testi di contorno.

Buona lettura…al museo! 😉
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Quando si guarda

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C’erano tre uomini molto saggi e venerabili, tre instancabili pellegrini imbarcati nella più nobile delle esplorazioni dei Misteri Universali: cercavano il Sacro Elefante Bianco il quale rappresentava per loro la Divinità.

I tre erano ciechi dalla nascita ma per essi quello non era un ostacolo alla loro ricerca poiché, come è risaputo, gli occhi fisici molte volte offuscano la realtà soffermandosi alle apparenze mentre il saggio che riconosce questo guarda con gli occhi dell’intuito, con gli occhi dell’ anima.

Quando si guarda così le apparenze svaniscono e l’essenza rimane nuda, niente rimane nascosto agli occhi dell’Anima.

Dopo aver a lungo viaggiato,esausti, arrivarono ad un villaggio dove un anziano indicò loro il luogo in cui avrebbero trovato l’elefante.

Camminarono tutta la giornata con decisione, fermezza ed entusiasmo fino a che finalmente lo trovarono. Il magico incontro tra i tre e quello che essi avevano invocato con costanza e perseveranza per tanto tempo, cioè una risposta Divina, era finalmente giunto.

Profondamente emozionati si avvicinarono all’elefante che era placidamente sdraiato su alcune foglie. Uno degli anziano si aggrappò fortemente alla proboscide dell’elefante, un altro abbracciò una delle zampe del pachiderma, il terzo si aggrappò ad una delle Sue grandi orecchie.

Colmi delle benedizioni del sacro elefante se ne andarono completamente trasformati. Tornati al villaggio i tre condivisero le proprie emozioni, esperienze, sensazioni ma ben presto le loro voci cominciarono ad alterarsi.

Discutevano riguardo alla “verità”. Quello che toccò la proboscide dell’elefante disse: la Verità è che la rappresentazione del Sacro Elefante Bianco è lunga, rugosa e flessibile; il cieco anziano che toccò la zampa dell’elefante disse: quella non è la verità! La “Verità” è dura come un grosso tronco di albero! L’anziano che toccò l’orecchio del pachiderma, indignato,disse: la “Verità” è fine, ampia e si muove col vento.

I tre, benché saggi e buoni non riuscirono a mettersi d’accordo e decisero di andare ognuno per la propria strada. Viaggiarono per molti paesi diffondendo ognuno la “propria” verità. Crearono tre grandi religioni e rapida fu la loro espansione poichè predicavano onestamente e con il cuore.

I tre cercatori erano arrivati a trovare la Divinità ma, benché sinceri nella loro ricerca e nel loro servizio, non percepirono la Sua ampiezza, limitandosi a sperimentarne una parte.

1 – Come i tre anziani molti individui cercano qualcosa; la felicità, il successo, la pienezza, l’amore, l’accettazione degli altri, l’amicizia,la Verità, il perchè delle cose, della vita, dell’esistenza ecc…

2 – Benché ci disturbi accettarlo, come i tre anziano, l’essere umano parte verso quella sacra ricerca con l’evidente e profonda cecità della propria ignoranza. I cinque sensi e l’intelletto non sono strumenti sufficienti per investigare e scoprire la “Verità”, la quintessenza che sta dietro alle apparenze, dietro tutto il creato.
3 – Ognuno degli anziani ha scoperto, senza dubbio, parte di quel Gran Mistero, di quella Divinità ma avere una profonda esperienza con la cosa divina non è inglobare tutto il suo contenuto.

Sono molti quelli che tentano di monopolizzare la Verità attraverso una Religione, una dottrina o una Filosofia ma non si può limitare una cosa illimitata, non possiamo prendere a Dio e rinchiuderlo in un libro e dire che è l’unica Verità Suprema ed indiscutibile.

Così cominciano molte guerre e conflitti, per tristezza mentale.

Tratto da “La luce diamantina” di Francisco Redondo Segura

da: http://www.olistic.it

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