Buon natale cane Puzzone – Gutman e Boutavant

E’ Natale, e ritorna Cane Puzzone in una nuova avventura accompagnata dal suo fedele amico Spiaccigatto.
Questa vigilia di Natale, troviamo i nostri due amici nella loro pattumiera scaldarsi con una borsa dell’acqua calda che perde acqua e il cane spelacchiato invece è ben vestito di calzini spaiati e bucati. Malgrado il freddo i due discutono dei doni che il Cane Natale porterà loro.

“Speriamo ci porti tante belle cose, Spiaccigatto!”
“Sì, come l’anno scorso,
un monopattino senza ruote e un osso senza carne!”

Ma il freddo e la fame si fanno sentire … e soprattutto la voglia di trascorrere una vigilia di natale i una casa vera diventa la lor grande ambizione…e la trovano pure! Il cartello indica:
“Famiglia Natale! da noi è Natale tutti i giorni!”


ma ahimè a dispetto del nome e delle apparenze qui ci sono dei bimbi davvero perfidi e usano Spiaccigatto e Cane puzzone non per regalarsi un animale ma per farsi i dispetti donando l’un l’altro la cosa più brutta e indesiderabile che sono riusciti a trovare. La perfida bambina regala al fratello la coppia di animali e il perfido gratello le regala una bambola senza braccia trovata per terra accanto ad una bambina addormentata per strada. Insomma, questi due bimbi sono molto lontani dall’essere la famiglia Natale!

Per fortuna Cane Puzzone e Spiaccigatto scappano in tempo e trovano davvero un’anima buona che li accoglie e, indovinate un po’…, è la stessa bambina che chiedeva l’elemosina e che si era addormentata sul marciapiede a cui il bambino aveva rubato la bambola per fare un regalo -dispetto alla sorella… ma per la povera bambina aver perso la sua bambola senza braccia è come aver perso la cosa più preziosa…


Ecco che nonostante il susseguirsi di disgrazie che inevitabilmente li sopraffanno, i nostri due antieroi con un cuore d’oro troveranno il tempo di aiutare la bambina, Cuordilana.

Buon natale cane Puzzone di Colas Gutman e Marc Boutavant edito da Terre di Mezzo ci racconta ancora una volta, una storia attuale: c’è molta tristezza, miseria sociale, ma pagina dopo pagina il tutto è avvolto perfettamente da un buon livello di umorismo e perfettamente in linea con il buon spirito natalizio, infatti termina con un risultato di speranza e quell’incrollabile amicizia di un cagnolino puzzone e del felino molto intelligente.


Umorismo, fantasia e tenerezza sono ancora ben presenti in questa nuova opera, la quarta ( Scopri QUI le 3 precendenti) in compagnia dei nostri due simpatici amici a quattro zampe.
È divertente, toccante e perfetto per le festività natalizie.

Tutto è bene quel che finisce nel bidone
“Arrivederci Cuordilana, non prendere freddo” le raccomda cane puzzone.
“Grazie amici. Mi avete fatto passare un bellissimo Natale!”

Questo libro, attraverso due personaggi atipici, permette di avvicinarsi alle differenze , perché sinceramente chi vorrebbe un cane e un gatto che odorano le sardine per passare il Natale!?
Una storia di Natale molto lontana dalla ricchezza solitamente associata al Natale e che apre la strada alla discussione! Qui è la povertà che regna e che lascia il posto a molte emozioni!!!
Leggiamo anche la miseria sotto forma di animali poveri e abbandonati ma anche di una bambina che non ha nulla da mangiare e che implora, è molto commovente !!!

E’ un libro che apprezzo molto ma dopo o durante la lettura, è necessario lasciare il tempo da dedicare alle molte domande che i bambini inevitabilmente porranno perché gli argomenti si muovono e raramente vengono discussi!

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Il Secondo lavoro di Babbo Natale – Michele D’Ignazio

Lui era uno stagionale:
lavorava solo durante le feste di Natale.
Il suo era un incarico intenso, faticoso e importante,
ma che gli permetteva di starsene in panciolle
( e in pantofole) per tutto il resto dell’anno.
Da gennaio a novembre era in vacanza!

Il protagonista della storia è proprio il Babbo più famoso, ovvero Babbo Natale che, in un periodo in cui la tecnologia tenta di prendere il posto della magia, riceve la lettera più temuta, quella in cui viene decretato il suo licenziamento.


Licenziare Babbo Natale?! Ma si può?!
Evidentemente sì, visto che il Servizio Postale Internazionale non si è fatto scrupoli e così Babbo Natale, in un colpo solo, si è ritrovato senza lavoro.
Lui che è buono di natura non si perderà d’animo e, cercando di rimettersi al passo con i tempi sempre più intrisi di tecnologia, inizierà a inviare il proprio curriculum (un po’ maldestramente) ed a mettersi in gioco con i lavori più disparati.

Ma a cosa può essere idoneo una persona come lui?
Potrebbe essere un cameriere? Sfortunatamente no perchè dovrebbe in primis mettersi a dieta e soprattutto tagliarsi la barba, qualcosa di altamente improbabile visto che è ciò che lo caratterizza.
L’animatore? Perchè no, lui che è tanto amato dai bambini può certamente rientrare in questa categoria, se non fosse che questa volta è la sua età e non il suo aspetto a non andare bene. Dunque la ricerca si fa sempre più ardua, ma forse sembra esserci una piccola speranza anche per lui e, in tutta questa sfortuna Babbo Natale potrebbe aver trovato molto di più che un nuovo lavoro, qualcosa che è ancora più raro e da custodire.
Tra numerosi lavori vagliati, quello che però darà una svolta alla storia sarà quello che vedrà il nostro Babbo Natale diventare un nuovo netturbino.

Da lì in poi si entra nel vivo la storia, una storia nuova e decisamente emozionante, ricchissima di spunti nascosti ad ogni pagina, spunti su cui riflettere che forse si riveleranno persino più importanti per i lettori più adulti ma in fondo non è forse questa la vera magia dei libri per ragazzi?!

Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele D’Ignazio edito da Rizzoli, è una lettura per ragazzi brillante, sagace e divertente, una di quelle adattissime ai lettori più giovani (dai 6 anni) ma che riesce a dare moltissimo anche a noi adulti.
Tra battute e scene esilaranti, Il secondo lavoro di Babbo Natale si legge in un soffio ma è chiaro sin da subito che questa lettura sia destinata a rimanere a lungo nei cuori dei lettori che vi si accosteranno.

Arricchita dalle modernissime illustrazioni di Sergio Olivotti, la storia parla di seconde opportunità, del coraggio che ci vuole per mettersi di nuovo in gioco dopo una caduta, trovando sempre in sè il coraggio di tentare, di reinventarsi e così crescere.


Le illustrazioni caratterizzano la maggior parte della storia e i ragazzi si soffermano a gurdarle nei dettagli perchè saltano subito all’occhio con colori accesi e vivaci.
Non solo la meritocrazia ma anche l’attenzione all’ambiente sarà centrale nella nuova avventura di Babbo Natale, due punti di estrema attualità che secondo me sono stati affrontati egregiamente dall’autore.

Ma cosa vuole trasmettere questo libro?
Molte sono le tematiche affrontate dall’autore che lo fa con ironia mai banale.
Mai perdersi d’animo, mai soggiacere al pessimismo, vietato mollare! Così come ci insegna Babbo Natale, le cadute più forti portano alle più grandi risalite che però richiedono forza, coraggio, determinazione, voglia di mettersi in gioco e decisamente molta fantasia.
…E scopre che non è mai tardi per realizzare i desideri.
I propri, ma anche quelli degli altri!

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Aspettando il Natale – Olivier Dupin

Raccontare le fiabe di Natale ai propri bambini durante le festività natalizie è il miglior modo per avvicinare i bambini al magico mondo delle feste. Addobbare l’albero di Natale, realizzare il presepe, incartare i regali sono tutte attività che accompagnate da una buona tazza di cioccolato caldo e una bella fiaba renderanno i giorni in famiglia dei momenti indimenticabili.


Aspettando il Natale – storie in 5 minuti di Olivier Dupin edito da Jaca Book è una raccolta di 10 brevissime storie, scritte con un linguaggio chiaro ed uno stile semplice adatto ai bambini e cosa ancor più carina, hanno per protagonisti cuccioli di animali parlanti, nonni, folletti e chi più ne ha più ne metta.

Partendo dal ladro di nocciole, infatti la prima storia racconta di un piccolo scoiattolo ghiotto di noccioline ricoperte di cioccolato e messe nel calendario natalizio;


Il nonno è matto, invece ha per protagonista un bambino figlio di un pirata buono che, prima della nanna, gli racconta delle favole della buonanotte relative alle gesta del nonno pirata che un giorno incontrò Babbo Natale;
Buon Natale, caro lupo! beh qui troviamo al centro della storia una Cappuccetto Rosso diversa, aiutante di Babbo Natale che consegna i regali agli animali della foresta, compresa la casa del povero lupo 😉 ;


Il folletto pieno di idee, che ci racconta di Leone, un piccolo folletto che grazie ad un pizzico di inventiva e ad un po’ di distrazione inventa il puzzle!
Una trappola per Babbo Natale, qui ci son due bambini, fratelli, che si ingegnano per catturare quel famoso uomo di rosso vestito, ma finiscono soltanto per catturare un papà assonnato 😀


A me il regalo, qui invece incontriamo una piccola gallinella che trova un regalo, ma viene inseguita da una volpe che a sua volta viene inseguita da un lupo. Entrambi non sono interessati al piccolo volatile, ma al regalo che ha trovato…. 😀
…ma ora non vi anticipo altro, vi lascio la magia di sfogliare e leggere queste storie al calduccio in casa a scuola o in biblioteca 😉

C’è un periodo dell’anno in cui grandi e piccini si lasciano trasportare dalla fantasia, e anche Babbo Natale può esistere, se solo lo vogliamo. È la magia del Natale con le sue storie, i suoi racconti, i colori e le immagini.
E se il Natale è la festa soprattutto dei più piccoli, ecco i 5 storie per un momento di sogno e condivisione insieme a tutti questi simpatici protagonisti…Perché leggere una storia, anche in cinque minuti, è sempre un piacere!

10 storie che raccontano e divertono
10 storie perfette per quelle sere che noi adulti siamo stanchi ma i bambini vorrebbero tanto “Un’altra storia!” 😉

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Nonno Natale – Michael Morpurgo

“Ogni anno a Natale, vado a prendere nel sottoscala
lo scatolone con gli addobbi per l’albero.

E’ lì che teniamo anche il diario che scrivevo da piccola…
…Tutti gli anni tiro fuori questo diario
e lo nascondo tra i rami ai piedi dell’albero.”

Mia è cresciuta e ha una famiglia tutta sua, ma ogni anno a Natale tira fuori la lettera che suo nonno le ha scritto quando era una bambina. Il nonno nutriva un grande desiderio per la sua nipotina: amare la terra e imparare a rispettarla, proprio l’amore che c’è tra loro.
La lettera del nonno racconta le sue profonde preoccupazioni per il nostro fragile pianeta.

Carissima piccola Mia,
Questo Natale, invece di una cartolina di Natale
– ne avrai un sacco – e invece di un regalo –
ne avrai un sacco anche di quelli, ti invio una lettera…

La sua lettera è un caldo, appassionato e sincero desiderio di un mondo migliore in cui vivere Mia. Ricorda con affetto i tempi trascorsi nel suo giardino alla ricerca di rane e vermi e piantando semi.
Ma il nonno si preoccupa che tutte le cose che amano così tanto siano in pericolo …
La sua lettera è un appello promettente a Mia (e a tutti noi) per continuare a prendersi cura e proteggere il nostro prezioso mondo.

“Perciò piccola Mia, auguro a te
e a tutti i bambini della terra,
un mondo nuovo, senza guerre e
senza sprechi…
un tempo nuovo dove coltiviamo e mangiamo
solo ciò di cui abbiamo bisogno..
e impariamo a condividere quello che abbiamo,
così nessuno, in nessun luogo sarà più affamato.”

Nonno Natale di Michael Morpurgo edito da Jaca Book incornicia un potente messaggio sulla protezione dell’ambiente in questa bellissima storia personale sul desiderio di un nonno che sua nipote viva in un mondo migliore.
Le parole toccanti di Morpurgo sono un potente antidoto al consumismo grossolano e allo spreco che aumenta ancor di più nel periodo natalizio, e un forte richiamo al messaggio originale di buona volontà e donazione.
Le illustrazioni di Jim Field fanno eco alla profonda tristezza insita nel testo ma allo stesso tempo mettono in luce questa grande speranza e il legame amorevole tra Mia e suo nonno.
Vedere il contrasto tra il danno ambientale e il mondo dei sogni del nonno ci aiuta a capire esattamente cosa stiamo facendo e quanto potrebbe essere diverso. Adoro i paesaggi. Ogni foglia e ogni filo d’erba è pieno di vita e movimento.

“Ti auguro un mondo in cui, per far volare gli aerei,
per guidare le macchine per riscaldare la case…
non si sciolgano i ghiacciai…

Ti auguro un mondo in cui la balena e il delfino,
la tartaruga e la medusa possano vivere
la vita degli abissi  indisturbati..

Che nessun albero venga mai più abbattuto
senza piantarne almeno tre…

Dobbiamo imparare ad amare di nuovo la terra,
ad amarla come io amo te e tu ami me.”

Lo trovo un libro speciale perchè oltre al suo immenso messaggio d’amore verso il nostro pianeta, ci mostra anche il rapporto che Mia intratteneva con suo nonno. Trascorrevano del tempo insieme quando era piccola.
Uno dei momenti più toccanti del Natale è la sensazione che manchi qualcuno dei nostri cari. Nulla riporta quella perdita come una cartolina di Natale mancante. Questa storia ci ricorda delicatamente che, sebbene le persone se ne siano andate, potremmo avere messaggi che ci hanno dato nella vita. La routine di Mia di leggere la lettera del nonno ai suoi figli ci mostra che, sebbene il dolore non vada mai, troviamo il modo di tenere quelle persone vicine ai nostri cuori.

È un grande desiderio e ogni anno Mia e la sua famiglia ricordano il nonno e la sua lettera leggendola insieme in un abbracciamoci-stretti
Un libro illustrato di Natale splendido, perfetto per essere condiviso da tutta la famiglia.
E’ una storia ricca di speranza, di vita da leggere con qualche lacrima…
Lo consiglio proprio perchè penso che sia importante riconoscere il Natale come un momento di riflessione e cambiamento, e questo libro illustrato lo fa così magnificamente che merita di essere un classico letto da molte generazioni.

C’è molto da sanare, molto da amare…
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La sera di Natale in casa Mellops – Tomi Ungerer

Il giorno della vigilia,
Isidor decise di fare una sorpresa alla famiglia
e andò nel bosco a cercare un bell’albero da decorare.
Casimir ebbe la stessa idea.
Anche Ferdinand…e Felix lo stesso.

Il papà ha comprato un libro sulle decorazioni natalizie e decide quindi di procurarsi un albero per poter mettere in pratica i consigli di stile; nel frattempo tutti e quattro i bambini hanno avuto la stessa idea: addobbare la casa con uno splendido abete.


In questa storia di Natale, pubblicata per la prima volta nel 1978, i quattro giovani maialini Casimir, Isidor, Felix e Ferdinand indipendentemente l’uno dall’altro decidono di sorprendere il padre recuperando l’albero più bello della foresta per decorare per Natale. I conti si fan presto e nel soggiorno della famiglia Mellops ci sono 5 alberi di Natale. Cosa farne? Beh, donarli certamente a chi ne abbia bisogno. Ma anche il più bisognoso dei bisognosi un albero ce l’ha già e pure bello!

Il sarcasmo vestito a festa con l’abito della generosità raggiunge il suo culmine quando i quattro, dopo esser usciti delusi dall’orfanotrofio, dall’ospedale e dalla prigione finalmente si imbattono in qualcuno di davvero disperato: una porcellina che piange affranta. E non solo lei è povera e derelitta, ma vive in una casa con quattro stanze i cui abitanti sono più tristi di lei: una nonna malata, un vecchio soldato cieco e su una sedia a rotelle, due porcellini tremanti e un porcellino in lutto. Bene!
Ecco i posti perfetti per i quattro alberi!
E pensare che stavano per buttarli nella spazzatura!

La tenerezza natalizia fa capolino anche nel nonsense e diventa una bislacca manifestazione di cura: Isidor, Casimir, Ferdinand e Felix usano tutti i loro risparmi per donare a quei bisognosi un bel Natale e poi tornano a casa a gustarsi il proprio, con papà e mamma Mellops.

La sera di Natale in casa Mellops edito da Donzelli di Tomi Ungerer è una bella storia di Natale che ci ricorda che ci sono sempre delle persone più sfotunate e povere vicino a noi e se ci prendiamo il tempo di guardare, troveremo quelli a cui possiamo “dare”. I ragazzi di Mellop non si arrendono al primo posto, o addirittura al secondo o terzo, ma continuano a cercare. E quando trovano quelli che hanno bisogno, tornano a casa per riportare altre cose di cui avevano bisogno ancora di più. Un racconto sul dare e donare dal cuore piuttosto che scaricare il nostro eccesso di cose che forse non sono le cose di cui le persone hanno veramente bisogno.

Adoro il modo in cui i ragazzi di Mellops non solo lasciano una bella decorazione, ma fanno del loro meglio per fare la differenza nella vita di queste famiglie per Natale.

Dalla penna e dalla matita del grande scrittore per bambini Tomi Ungerer, la storia della famiglia Mellops alle prese con il Natale.
Tomi Ungerer (mancato ad inizio anno) emerge nel panorama dei libri per l’infanzia per la sua creatività, l’irriverenza, l’umorismo e per la buona dose di “assurdo” con cui condisce le sue storie. Ogni suo libro ha un’identità particolare e una caratterizzazione unica, poiché, secondo l’autore, ogni progetto ha bisogno del proprio stile.
Tomi non si tira indietro dall’uscire dagli schemi intingendo i suoi libri per bambini di argomenti e di un vocabolario considerati non consoni per quella fascia editoriale.

«I bambini non hanno bisogno di libri per bambini,
hanno bisogno di storie raccontate bene»

Il rispetto per l’intelligenza dei più piccoli e il rifiuto di presentare loro un mondo zuccherato, lo portano a trattare temi importanti e forti come la guerra e la diversità e ad inserire spesso nei suoi libri elementi paurosi, perché i suoi protagonisti sono senza paura, proprio come lui era stato cresciuto da sua madre. Per realizzare i propri libri si ispira non solo alla condizione dell’uomo, ma anche alla natura, alle piante e agli animali, tutto ciò che lo ha sempre meravigliato.

Una storia commovente sulla gioia del dare!

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L’ultimo regalo di Natale – John Burningham

Era la vigilia di Natale.
Babbo Natale e le renne
erano finalmente tornati a casa.
Erano stanchissimi, perchè
avevano consegnato i regali
a tutti i bambini del mondo.

È la vigilia di Natale. Babbo Natale e le renne sono finalmente a casa – sono molto stanchi perché hanno consegnato regali ai bambini di tutto il mondo. Dopo aver fatto uno spuntuno, tutti a letto, serve proprio una bella dormita, anche alla renna che non si sente troppo bene forse per il lungo viaggio… Anche Babbo Natale indossa il pigiama e sta per andare a letto quando nota che c’è ancora un regalo nel suo sacco.

Oh no! Babbo Natale ha dimenticato di consegnare il regalo di Beniamino Stamberbugio. Babbo Natale sapeva tutto di Beniamino Stamberbugio – sapeva che i suoi genitori erano troppo poveri per comprargli regali, sapeva che l’unico regalo che Beniamino avrebbe avuto sarebbe stato il regalo che gli avrebbe portato Babbo Natale e sapeva che Beniamino viveva in una capanna in cima al Monte Rotolo, lassù molto, molto lontano.
Babbo Natale era molto stanco, le renne dormivano profondamente ma sapeva che doveva portare il regalo a Beniamino Stamberbugio.

Quindi si mise il cappotto sopra il pigiama, si mise gli stivali e il cappello, raccolse il sacco e iniziò a camminare attraverso la fredda notte d’inverno verso la casina dove abitava Beniamino Stamberbugio in cima al Monte Rotolo, che era molto, molto lontano lontano.
E così, si avvia e, con l’aiuto di alcune persone di buon cuore, infatti appena incontra un uomo con l’aaereoplano, subito Babbo Natale chiede se può aiutarlo.

“Scusi tanto, sono Babbo Natale.
Mi è rimasto nel sacco l’ultimo regalo,
che è per Beniamino Stamberbugio,
il bambino che abita nella casupola
in cima al Monte Rotolo,
lassù, molto, molto lontano.
E tra poco sarà Natale.”

Incominciò però a nevicare troppo forte per volare e l’aereo cade giù, ma dopo un piccolo tratto appena dopo la collina ecco che incotra l’uomo con la jeep, e via via intoppo dopo intoppo incontra e si fa aiutare anche dal ragazzo con la motocicletta, la ragazza con gli sci, e ancora lo scalatore con la corda, tutti gentili e desiderosi di aiutarlo se non fosse per improvvisi inconvenienti. Fortunatamente ognuno è riuscito ad aiutarlo a modo suo anche se per piccoli tratti e Babbo Natale riesce a farcela appena in tempo.

L’ultimo regalo di Natale di John Burningham edito da Mondadori è un libro magnifico che sottolinea lo spirito natalizio. Il dono stesso non ha importanza tanto quanto il viaggio nel dono. L’ultima riga della storia specula su cosa sia il dono “E chissà che cosa sarà…“. Ciò incoraggerà i bambini a sognare su ciò che pensano che Beniamino abbia ricevuto come regalo da Babbo Natale.
È una storia adorabile come è ambientata nel periodo natalizio e ha anche un elemento di umorismo che fa ridere i bambini.

Il testo ripetitivo è utile per coinvolgere i bambini più piccoli nella narrazione della storia:
“Scusi tanto, sono Babbo Natale. Mi è rimasto nel sacco l’ultimo regalo, che è per Beniamino Stamberbugio, il bambino che abita nella casupola in cima al Monte Rotolo, lassù, molto, molto lontano. E tra poco sarà Natale.”

La storia viene raccontata attraverso questa coinvolgente ripetizione e, quando Babbo Natale incontra un disastro dopo l’altro, quella ripetizione trasmette un senso di urgenza al lettore: Per favore, lascia che Babbo Natale arrivi a casa di Beniamino Stamberbugio in tempo! Per favore, non lasciarlo svegliare la mattina di Natale e non trovare un regalo! Sbrigati Babbo Natale, sbrigati!
È un viaggio lungo e arduo che richiede molti e diversi mezzi di trasporto, ma Babbo Natale non si scoraggia.

In questo libro natalizio John Burningham segue lo schema delle sue storie più amate per i bambini, portando il nostro eroe in un viaggio che è disseminato di un cast di persone utili attraverso splendidi paesaggi pittorici.
Infatti Babbo Natale viaggia attraversando panorami del mondo che si sta lentamente svegliando, viaggiando in aereo, in moto, con gli sci e infine percorrendo la cima delMonte Rotolo. Offre a Burningham ampie opportunità di riempire intere porzioni con grandi macchie di colore, luce e nelle scene più suggestive, ghiaccio e neve completamente neri.
Queste scene impressionistiche si adattano perfettamente alla vigilia di Natale e all’impossibile compito affrontato da Babbo Natale, che viene spesso rappresentato come un piccolo granello contro il vasto paesaggio.

Adoro come Babbo Natale diventa visibilmente più stanco man mano che la notte si consuma. Quando finalmente lo fa vicino a casa, le sue ginocchia stanno cedendo e la sua schiena è dolorosamente chinata. Ma come mostra l’ultima, meravigliosa immagine, è valsa la pena ogni passo.
La storia è semplice ma molto dolce. Ha le piccole frasi di ripetizione che adorano i bambini piccoli e le illustrazioni di Burningham sono piene di carattere. Questo è un libro di Natale che molti di voi potrebbero aver letto già da piccoli e chiuso in uno scatolone in soffitta…ora è ritornato per i bambini di oggi perchè è una storia che merita, merita di essere un classico Natalizio!

E dopo la lettura ecco alcune attività che si possono fare:

Scrivere una lettera di ringraziamento di Beniamino Stamberbugio a Babbo Natale descrivendo quale fosse il suo regalo.

Creare una mappa del viaggio di Babbo Natale fino alla cima del Monte Rotolo.

Disegnare Babbo Natale con il tuo mezzo di trasporto preferito dalla storia o un’altro 😉

Scrivi una serie di istruzioni per dire a Babbo Natale come arrivare a casa tua.

Ci sono molte altre attività che possono essere ispirate da questa storia non solo del Natale, ma dell’impegno, della perseveranza e del fare qualcosa di buono per qualcun altro.
Un libro adorabile con un messaggio sincero per questo speciale periodo dell’anno.

Cosa pensi sia stato il regalo di Natale di Beniamino Stamberbugio…!?
Buona lettura

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Olly va a sciare – Elsa Beskow


Quando Olly compì sei anni,

ricevette in regalo dal padre un paio di sci nuovi.
Olly non stava più nella pelle
per l’attesa e continuava a chiedersi:

“Arriverà mai l’inverno quest’anno?”.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter.
Il suo stile inconfondibile ha sempre cercato di rappresentare la natura in modo delicato, raccontando storie di vita quotidiana strettamente legate al suo mondo in cui gli elementi naturali prendevano vita.
Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly va a sciare è una fiaba di Elsa Beskow, pubblicata in Italia da Officina Libraria è una fiaba che ha più di 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei!

Olly è un bambino di 6 anni. Vive ai margini di un bosco con la sua famiglia. Riceve per il compleanno un paio di sci tutto suo dopo quelli smessi dal figlio del mastro dove lavora il padre.
Manca solo la neve!

Alla fine l’inverno arrivò.
Un paio di settimane prima di Natale
la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi
e nevicò per due giorni e due notti di fila
così che tutto venne avvolto
da una pesante coltre bianca.

Ah, quanto era felice Olly!
Così felice da fare tre capriole nel letto!

Non si era mai vestito così in fretta prima;
forse si mise perfino qualcosa al contrario.

Poi di corsa dalla mamma:
“Mamma, mamma,
posso andare subito nel bosco?”

L’intraprendenza del bambino è vera, credibile, convincente, tangibile sia nel testo, sempre puntellato da numerosi dialoghi, sia nei quadretti in bianco e nero posizionati di tanto in tanto all’interno della righe stampate. Pare quasi di averlo accanto, Olly, mentre trangugia la colazione, monta sugli sci e salutando mamma e fratellino si avvia verso il bosco.
E’ ovvio che Olly non aspetta altro, indossa i propri sci e va!
Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno.
Olly è davvero così felice che chiama ad alta voce proprio il Re Inverno per ringraziarlo. Al suo posto compare Mastro Gelo, un anziano signore barbuto, di bianco vestito, che con il solo soffio cosparge di brina e neve il cappotto di Olly.

E così s’incamminarono attraverso il bosco,
Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Mentre il dialogo tra i due si fa sempre più amichevole, compare una signora anziana, incappucciata, infreddolita, raffreddata, che viene prontamente -e malamente- scacciata da Mastro Gelo.
È la vecchia Sgelo che sbaglia sempre i tempi e al suo passaggio scioglie la neve per preparare l’arrivo della sua signora, la Primavera!

Ma la vera avventura per Olly deve ancora incominciare.
Con lui Olly arriverà scivolando e racchettando al palazzo del Re Inverno, dove assisterà, all’incredibile lavorio del popolo lappone al suo servizio, intento a preparare quelli che di abitudine sono i regali che chiedono i bambini svedesi: scarponi in pelle per sciare, calzettoni e guanti da sci con polsini lunghi fatti a maglia con magnifiche rose ricamate sopra, sci, slittini e pattini da ghiaccio. Ma al suono del gong…tutti fuori a giocare e allora sì ebbe inizio il divertimento!

E proprio qui accompagnato da Mastro Gelo, Olly conosce Re Inverno, una figura davvero imponente con al seguito due trichechi. Re Inverno, dopo averlo conosciuto, promette a Olly dei pattini nuovi, dato che non li ha mai avuti e gli permette di giocare con i bambini che al castello stanno lavorano per la realizzazione di semplici giochi. Quei regali arriveranno sulla porta di casa il giorno dopo.

Ti sei divertito?chiese Mastro Gelo, che arrivò proprio in quel momento.
Non mi sono mai divertito tanto in vita mia!”.
Non fatico a crederlodisse Mastro Gelo compiaciuto. Dopodiché legò una renna davanti agli sci di Olly, sali anche lui sugli sci per guidare e si misero in viaggio attraverso la grande torbiera dove Olly di solito raccoglieva more boreali durante l’estate.

Ritorna la calma, la tensione cala, Mastro Gelo conduce Olly fino al margine del bosco, verso casa. Ormai saldo, il legame tra il bambino e la natura, nella realtà fantastica, proseguirà nel tempo e quando Olly troverà due pacchetti regalo con pattini e sci davanti alla porta di casa, saprà da chi provengono;
quando vedrà la pioggia, il vento e il fango spazzare via il paesaggio invernale tanto amato da lui e suo fratello, saprà che vecchia Sgelo sta ormai compiendo il suo inevitabile lavoro 😉

Una storia, viva perché popolata da tanti personaggi, incantatrice, come solo l’immaginazione dei bambini sa essere, da assaporare e in cui accoccolarsi in attesa della neve. Grazie alle illustrazioni a piena pagina, accolte sempre nella tavola di destra, sono ariose, movimentate, luminose, dipinte con varie tonalità di bianco.

Una storia che ha il sapore della leggenda, basti sapere e ricordare come molti di noi sono cresciuti sentendo la leggenda dei giorni della merla che spiegava il freddo di fine gennaio. A inizio novembre ci sono giorni di sole perché è l’estate di San Martino, legata alla famosa cappa ceduta per benevolenza. Re Inverno non fa più parte delle storie che raccontiamo ai bambini, ma è una tradizione culturale molto presente in altri paesi soprattutto del Nord Europa. In Russia, durante gli anni in cui era proibito il culto cattolico, i bambini non potevano aspettare la nascita di Gesù Bambino, almeno ufficialmente, allora si rimediava dicendo che aspettavano Nonno Gelo o Re Inverno.

Una storia che merita di essere letta ai bambini perchè parla in modo originale del Natale, senza nominare Babbo Natale. Infatti Re Inverno porta doni ai bambini, vive in luogo pieno di ghiaccio dove i lapponi realizzano oggetti in legno e stoffa per i bambini. La sovrapposizione delle due figure è chiara, ma in Olly va a sciare è il legame tra favola e stagione il tema principale.

Buona lettura!
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Le più belle Fiabe di Natale – Barbara Brocchi

C’è un periodo dell’anno in cui grandi e piccini si lasciano trasportare dalla fantasia, e anche Babbo Natale può esistere, se solo lo vogliamo.
È la magia del Natale con le sue storie, i suoi racconti, i colori e le immagini.

Dalle pagine di libri intramontabili per bambini e ragazzi nascono storie per far sognare tutta le famiglia. Dato che sembra che il Natale sia la festa soprattutto dei più piccoli, è da inizio mese che proponiamo letture sul Natale da leggere con loro 🙂

Raccontare le fiabe di Natale ai propri bambini durante le festività natalizie è il miglior modo per avvicinare i bambini al magico mondo delle feste. Addobbare l’albero di Natale, realizzare il presepe, incartare i regali sono tutte attività che accompagnate da una buona tazza di cioccolato caldo e una bella fiaba renderanno i giorni in famiglia dei momenti indimenticabili.
Ecco perchè oggi vi propongo Le più belle fiabe di Natale edito da Armando Curcio Editore con le illustrazioni di Barbara Brocchi, che infondono il giusto tocco di magia per permetterci di sognare… un libro che raccoglie le più belle fiabe di sempre, per i piccoli dai 5 ai 7 anni.

Sotto l’albero, qualche candela accesa, tutti riuniti intorno alle fiabe di Natale più belle di sempre e l’atmosfera diventa subito festosa.

Lo spirito del Natale è il vero protagonista dei racconti natalizi più famosi, da il classico Canto di Natale, una storia senza tempo capace di far tornare lo spirito del Natale a chiunque, anche al più cinico dei cuori, alla Regina delle Nevi, per continuare con I tre doni della fata e L’oca d’oro.
Insomma ben 10 storie tutte da leggere e scoprire, alcune più commoventi, alcune legate a leggende popolari.

Buone letture 😉
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Il Grinch. A chi piace il Natale?

“Il Grinch viveva in una grotta
sul monte Briciolaio, sopra la città di Chi-non-so.
E credici o no, a lui il Natale non piaceva.
Anzi lo Odiava proprio.”

La storia è quella classica. Nella città di Chi-non-so tutti amano tantissimo il Natale e festeggiarlo con decorazioni, canti, feste e allegria. Tutti tranne il Grinch, il protagonista, un essere verde menta, brontolone e cinico, che odia il Natale e abita sul monte Briciolaio.
Lui preferisce stare da solo, con Max il suo fedele cagnolino perchè proprio non riesce a sopportare questa melensa festività.


Al nostro protagonista tutta questa allegria da’ fastidio: bambini che giocano, i regali, la neve….
Riuscirà la gioia e l’entusiamo contagiosi della piccola Cindy-Sarà-Lou a far scoprire al Grinch il vero significato del Natale?
Riuscirà a fargli vedere e a rivedere le sue burbere convinzioni?

Il Grinch è proprio convinto! Il Natale non ha niente di buono!
Dalle decorazioni ai i biscotti allo zenzero che a sentir lui hanno il sapore del cartone e gli si appiccinacano ai denti, per non parlare degli alberi di Natale che lo fanno persino starnutire, e le luci e gli addobbi lucciccanti?! Peggio che peggio! intasano solo le strade e son pericolose perchè se non sta attento il Grinch finisce per inciamparci dentro!

Il Grinch. A chi piace il Natale? edito da Mondadori è uscito in concomitanza con il nuovo film animato arrivato nei cinema italiani proprio per le feste.
Poche frasi, scritte con una grafica accattivante, dove alcune parole sono in carattere più grande e quindi, idealmente, sottolineate, e illustrazioni a tutta pagina rendono l’albo perfetto per un primo incontro tra i più piccoli e la storia ideata dal Dr. Seuss e adatto a giovani lettori dai tre anni in su.
La storia di questo simpatico mostro verde è stata ideata dal geniale Dr Seuss nel 1957, Il Grinch (titolo originale How the Grinch Stole Christmas) è un super classicone di Natale, specialmente a “casa” sua, in America, dove nel corso del tempo si è conquistato la simpatia di generazioni di bambini, quasi al pari del suo antagonista, Santa Claus.

Negli USA il Grinch è popolarissimo non solo come personaggio letterario, ma anche come protagonista di film, spettacoli teatrali, giocattoli, albi da colorare e giocare. In Italia, al contrario, è poco conosciuto, e ciò non stupisce se si pensa che la prima edizione italiana del libro Il Grinch è giunta a noi solo nel novembre del 2000 con Mondadori.
Trovo che la vicenda di questo mostro arrabbiato e cinico, dal cuore troppo piccolo per poter amare il Natale, che ogni anno maledice l’arrivo della Festa e odia i preparativi, le luci, l’atmosfera allegra, i regali, le calze, sia un esempio fulgido della capacità del Dr Seuss di divertire, stupire e coinvolgere i bambini con la sua scrittura allegra, rimata, fantasiosa.
E’ un racconto di Natale da considerarsi un classico ma allo stesso tempo è originale, divertente, irriverente e saggio come solo il Dr. Seuss lo ha saputo inventare!

Il Grinch. A chi piace il Natale? mostra in questa nuova versione ai bambini un Grinch sempre dal carattere pessimo e sempre con il suo odio in particolare verso la festa del Natale ma con illustrazioni colorate, accattivanti e talvolta buffe fa arrivare loro che la bellezza di questa storia risiede semplicemente nel messaggio che c’è sempre la possibilità di trovare un cuore dove sembrerebbe non esserci
E soprattutto che in realtà il Natale non è fatto dagli oggetti, ma dai sentimenti buoni che vivono dentro di noi.
Con simpatia, ironia e un tocco unico di Grinch i bambini portano con sè il vero significato del Natale 😉

Buona lettura!
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Il Calendario del Natale

“Questa è una festa magica.
Avete mai sentito parlare dello spirito del Natale?
Lo spirito del Natale è speciale, ed è dappertutto – dice la nonna
Nina si guarda intorno Ma, perchè io non lo vedo?
Cerca bene, E non guardare solo con gli occhi.”

Molti bambini, ancora oggi vivono questo periodo senza apprezzarne a pieno lo spirito e la magia che si nasconde nelle piccole cose, nei piccoli gesti…proprio come Nina.
Lei non ha mai sentito parlare dello spirito del Natale e tantomeno l’ha mai visto!
Riuscirà a trovarlo? Come?
Inzia così una simpatica e serena passeggiata a spasso per la città, dove incontrerà molti amici che a loro modo l’aiuteranno nella sua ricerca, facendole scoprire e apprezzare con il cuore le emozioni che tanto caratterizzano questa festa.

Dedicato allo spirito del Natale, con un testo giocoso e pieno di magia che, giorno dopo giorno, ci accompagna fino alla vigiliaIl Calendario di Natale edito da Fabbri Editori.
Questo è davvero un Calendario dell’Avvento particolare, sapete?
I bambini ne rimangono affascinati e fin da subito lo adorano! A differenza di quelli tradizionali, questo Calendario segue una tenerissima storia, quella di Nina appunto, a spasso per la città alla ricerca dello spirito del Natale che la nonna Agata le ha detto essere dappertutto!

Sparse nelle pagine i bambini trovano venticinque alette che nascondono altrettanti simboli della festa. Sollevandole, una dopo l’altra, i piccoli lettori e lettrici (età consigliata dai 3 anni) accompagneranno Nina nella sua scoperta dello spirito natalizio: lo slittino, la tombola, l’omino di panpepato, le stelle, il panettone, il vischio, il cuore e così via. Sono gli stessi disegni che nell’ultima pagina si ritrovano sotto forma di stickers da attaccare all’illustrazione di un bell’albero di Natale.

La piccola Nina incontra in città davvero tanti personaggi come Nicola che è bravissimo a fare gli origami anche a forma di renna, le Mestre Alba e Serena, la piccola Teresa ma anche i moltissimi cuginetti di Nina, tutti tenerissimi e dolcissimi. Ma il Natale è anche il suono della zampogna, in città, e il profumo della cioccolata calda che Nina assapora nel bar di Giovanni. Che dire poi del gigante del parco, l’abete coperto di neve, e delle pigne e dei rametti che possono diventare decorazioni per una ghirlanda da appendere alla porta di casa?
Si respira sempre di più la magia e lo spirito del Natale!

Ogni casellina porta un messaggio speciale, un messaggio che arriva al cuore e che testimonia l’infinita magia del Natale. Si perchè Nina, al termine di questo percorso, arriverà a comprendere quella lezione che a volte gli adulti dimenticano e che invece dovremmo tutti tenere a mente: Natale significa Famiglia, significa Amore.

“…ho capito che per me il
Natale siete voi

L’edizione è molto curata, interamente cartonata e colorata, quindi adatta anche ai bambini più piccolini o per essere letta ogni Natale 😉 Le illustrazioni sono accattivanti, ricche di particolari e colori. Decisamente un bel regalo, una storia significativa da leggere tutta d’un fiato o giorno per giorno, proprio come un calendario dell’avvento per prepararsi al meglio alla notte più magica…

E voi con i vostri piccoli avete già scoperto insieme il vostro speciale spirito di Natale?
Buona lettura 😉
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Sveglia! E’ Natale! – Catherine Metzmeyer

Sento parlare così tanto di questa festa, esclama Riccio,
in cui pare che tutti siano felici!
Ma proprio in quei giorni io e la mia famiglia dormiamo…
Quest’anno per favore, vieni a svegliarci.

Una dolce e delicata storia per prepararsi all’arrivo del Natale.
Sveglia è Natale scritta da Catherine Metzmeyer edita da Jaka Book la storia ha come protagonisti gli animali del bosco un mix che rende ancora più piacevole la storia!


Due piccoli ricci si lamentano perché l’intera foresta si prepara a festeggiare il Natale, ma loro, come ogni anno, non vedranno nulla perché saranno in letargo. Convincono il loro amico topo a venire a svegliarli la vigilia di Natale.
Riusciranno i piccoli ricci a far festa con i loro amici?
Riusciranno a svegliarsi in tempo durante l’inverno e non perdersi come ogni anno questa festa della quale sentono tanto parlare?

Buonanotte dice papà
Ci vediamo a Natale, dice la mamma.
Ah, sospira il piccolo, non vedo l’ora che arrivi quel giorno.

Mentre la famiglia dorme tranquilla al calduccio sotto una coperta di muschio il piccolo topo si avvia con i suoi piccoli piedini infreddoliti tra la neve, sta andando a svegliare il suo amico Riccio in compagnia di scoiattolo e passero.
Tanta era la voglia e il desiderio di vivere e vedere questa festa che subito il piccolo e la piccola di casa Riccio si svegliano in un lampo.
E mamma e papà?! sembrano proprio addormentati profondamente, a nulla servono i pizziccotti sulle guance di passero o il solletico sul naso con la codona di scoiattolo.

Ahimè, sembra siano proprio addormentati alla grande.
Come può allora piccolo Riccio festeggiare il Natale?
Ci sperava così tanto 😦


Per fortuna, ci sono gli amici del bosco, in casa in men che non si dica c’è un gran da fare!
C’è chi prepara le ghirlande, chi canta, chi corre a cercare un abete da decorare, chi prepara un festone con le bacche di agrifoglio e chi decora i biscotti appena sfornati.

In tutta la tana si respira un’aria di calore!
Si sente il profumo della cioccolata calda, delle noce, del miele e si respira un’atmosfera di Amicizia, come riuscire a dormire in un clima così?!

Ci sono tantissimi modi di passare il Natale e lo sanno bene i protagonisti di questa storia: un topo e un riccio che insieme vivono un magico primo Natale, all’insegna della semplicità.
È davvero una bellissima storia di Natale, che celebra l’Amicizia e la Felicità di stare insieme a Natale.
Niente Babbo Natale, niente regali, solo una casa da decorare e un pasto da condividere ed è così semplicemente magia
Ecco quindi una bella lettura natalizia anche per chi non le ama, perchè è impossibile non innamorarsi di questo messaggio…il Natale è bello, se passato in famiglia tutti insieme

Con un’atmosfera invernale (natalizia), fredda e nevosa, ma anche calda e accogliente, c’è la natura, il bosco e gli animali. Le illustrazioni abbracciano a pieno le situazioni dando vita a meravigliosi scenari che richiamano la concretezza del quotidiano e dello stare insieme.

Buona lettura 😉
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Il Magico Natale di Folletto Dispetto

Ti sto per raccontare una storia speciale:
leggendola, vivrai la magia del Natale!
Chi sono?
Sono un elfo, un allegro folletto…

I Folletti di Natale sono piccole creature che vivono al Polo Nord con Babbo Natale.
Sono i suoi aiutanti più fidati! Queste creature che possono vestite di verde o di rosso, in base al loro gusto personale, ed hanno lunghe orecchie appuntite.
Essi si occupano di costruire i giocattoli nel laboratorio di Babbo Natale e si prendono cura delle renne, ma soprattutto nel periodo che precede il natale vanno nelle case dei bambini a “controllare” le azioni buone o cattive 🙂

I Folletti o Elfi in generale, hanno origini dalle storie e dalle leggende del nord Europa.
Comunque, i Folletti di Babbo Natale sono diventati parte della tradizione natalizia americana che è stata poi esportata, insieme a Babbo Natale, in molte parti del mondo e che da poco ha iniziato a prendere piede anche qui da noi!

Questo Natale in tutte le case può entrare un pizzico di magia in più con Il Magico Natale di Folletto dispetto edito da La Coccinella, illustrato ad acquarello da Cristina Mesturini e scritto in rima da Giovanna Mantegazza.
Sopresa delle soprese!!! Insieme al libro, ovviamente, c’è anche il Folletto dispetto e all’interno del libro si trova la porta in cartoncino che si stacca (tutto in tipico stile Coccinella) e che solo Folletto Dispetto può usare per fare visita ogni notte a Babbo Natale al Polo Nord!

Il simpatico folletto, come abbiamo detto è espertissimo e si nasconde nelle case dei bambini allo scopo di riferire poi a Babbo Natale tutte le azioni buone o cattive che essi compiono.
Il libro racconta i tanti piccoli dettagli e le avventure giornaliere che rendono la presenza dell’elfo in casa di Tommi e Cristina divertente e appassionante per i piccoli lettori.
Infatti, durante il giorno, come da tradizione, l’elfo è sempre immobile, è durante la notte che l’elfo prende vita per riferire a Babbo Natale quello che è successo nella giornata appena trascorsa, ma muovendosi in casa può combinare tanti piccoli disastri: così la mattina i bambini potranno trovare le tracce dei pasticci dell’elfo..disordine in cameretta, ma forse è stata la micia?!…. e la tavola della colazione chi l’avrà rovesciata mezza per terra?! …..Ma chi mai avrà tolto le rotelle alla bici di Cristina?!

Voi genitori, con il Folletto dispetto potete sbizarrirvi, raccontando ad esempio che l’Elfo non è un pupazzo, l’elfo è proprio un aiutante di Babbo Natale che di giorno finge di essere un pupazzo. La vostra fantasia può tornare bambina, ma è molto divertente l’idea che il giorno dopo i bambini lo trovino in un luogo diverso e che abbia combinato in casa una birichinata durante la notte, proprio come raccontato nel libro 😉

Un’atmosfera bizzarra ma sempre magica che incanterà i più piccoli, grazie anche alla complicità dei genitori, che renderà l’attesa del Natale ancora più speciale.
Naturalmente, quello che l’elfo riferisce a Babbo Natale durante i suoi viaggi notturni sembra essere determinante nel far sì che i desideri espressi dai bambini nelle loro letterine vengano esauditi: potete quindi ben immaginare l’impatto che può avere questa presenza in casa durante il periodo natalizio 😀
Poi come diciamo sempre noi, l’importante è mantenere tutto sull’impronta delicata, giocosa e magica tipica del clima natalizio.
Quindi mettete l’accento sul fatto che l’elfo è un esploratore e non un controllore, assiste alle cose brutte che possono succedere, ma riporta anche e sopratutto quelle belle e, non da ultimo, è un gran birichino che si diverte a fare un sacco di scherzetti!!! 😉

E a casa vostra
è già arrivato Il Folletto dispetto?

Se non è ancora arrivato, forse è perchè aveva sbagliato strada, e arriverà proprio domani 😉 Chi lo sà!?

Buon divertimento e buona lettura in compagnia di Folletto dispetto, ne vedrete delle belle 😉

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