Il piccolo Bruco maisazio – Eric Carle

Una notte, su una foglia illuminata dalla luna,
c’era un piccolo uovo.

Ma una Domenica mattina,
quando si levò il sole,
caldo e splendente,
dall’uovo “Crac!”
uscì un piccolo
bruco affamato…
Subito si mise in cammino alla ricerca di cibo.

La storia del piccolo bruco mai sazio è molto semplice ma intensa.
Un piccolo bruco si affaccia alla vita con una missione precisa: diventare una farfalla. Per farlo deve crescere e deve mangiare. Giorno dopo giorno si nutrirà e diventerà abbastanza grande per costruirsi un bel bozzolo e subire la sua metamorfosi.

Le parole del testo sono semplici come le immagini proposte. Si ripercorre la settimana del bruco giorno dopo giorno e i bambini hanno modo di seguire il suo percorso di vita scandito dai giorni che si succedono veloci.

Lunedì mangiò una mela, ma non riuscì a saziarsi.
Martedì mangiò due pere, ma non riuscì a saziarsi.
Mercoledì mangiò tre prugne, ma non riuscì a saziarsi.
Giovedì mangiò quattro fragole, ma non riuscì a saziarsi.
Venerdì mangiò cinque arance, ma non riuscì a saziarsi.
Sabato mangiò un dolce al cioccolato, un gelato,
un cetriolo, un pezzo di formaggio, una

fetta di salame…
Alla sera aveva il mal di pancia!”

Sono trascorsi 7 giorni da quando il bruco è venuto al mondo. È di nuovo domenica, e per fortuna l’animaletto ora si mette a mangiare una bella foglia verde, che lo fa sentire subito meglio.

“Il giorno dopo era di nuovo Domenica.
E il bruco si mise a mangiare una bella foglia

verde.
Si sentì subito meglio… “

Il bambino conta, osserva i frutti, scopre i giorni della settimana e capisce che tutto cambia… anche il piccolo bruco che da piccolo diventa sempre più grande. E alla fine la meraviglia della metamorfosi.
Il racconto è semplice ma coinvolgente e consente di affrontare in modo giocoso la tematica del cambiamento, esplorare i fenomeni della natura e condividere emozioni ed esperienze. Dal racconto poi è facile passare alla fase più operativa e coinvolgente attraverso il gioco e la manipolazione diretta.

I libri di Eric Carle infatti sono straordinari perché nella loro semplicità riescono ad offrire tantissimi spunti per creare attività disparate e affrontare diversi temi o argomenti.
Il piccolo bruco mai sazio può permettere di stimolare:

  • L’interesse per il mondo che ci circonda;
  • La capacità di comprendere, condividere e fare propria un’esperienza di lettura;
  • La comprensione di quanto sia importante la crescita e il cambiamento per il raggiungimento di un obiettivo o un sogno da realizzare;
  • L’osservazione e la riflessione.

Il piccolo Bruco Maisazio, creato da Eric Carle nel 1969, da allora è arrivato tra le manine di milioni di bambini in tutto il mondo e la sua storia, semplice, divertente e imperniata di tenerezza, tradotta in oltre 60 lingue, venduta in 41 milioni di copie, continua a deliziare grandi e piccoli. In Italia la casa editrice del piccolo Bruco Maisazio è la Mondadori, che dal 1989 lo rende disponibile ai nostri giovani lettori in edizioni e formati differenti: tradizionale, pop-up, cartonato, misura grande, piccola.
Il piccolo bruco con la sua storia è assolutamente un libro vincente perchè:

  • ha delle illustrazioni colorate, luminose, gioiose, indubbiamente un marchio di fabbrica di Eric Carle. Sono realizzate manualmente con la tecnica del collage, sovrapponendo fogli di carta velina dipinti
  • in tutte le versioni proposte dalla cartonata a quella pop-up le pagine del libro presentano tanti buchini in corrispondenza dei punti in cui il bruco entra ed esce dal cibo per mangiarlo, passandoci attraverso (i buchi nei libri, ah che grande diletto per i bambini! Una modalità di lettura interattiva che non smette mai di richiamarli)
  • la storia è chiara, essenziale, divertente, originale, gradevole da leggere ad alta voce
  • affiorano una serie di messaggi educativi da trasmettere ai bambini come il fatto che il bruco è affamato e va alla ricerca del cibo per crescere e diventare grande (proprio come i bambini), ma se ci si abbuffa con dolciumi e goloserie per nulla sane, poi si sta male;
    oppure, mentre il bruco passa di frutto in frutto, la numerazione delle pietanze cresce in maniera sequenziale (ecco che si fa la conta dei numeri da 1 a 7 e memorizzarli rappresenta un gioco coinvolgente)

E poi il messaggio di speranza arriva sicuramente chiaro e limpido nei cuori e nelle menti dei piccoli lettori.

«Per molto tempo non ho capito perché fosse così popolare.
Ma poi ho cominciato a credere che molti bambini possano identificarsi
con il bruco indifeso, piccolo e fragile, e si rallegrano quando si trasforma in una bellissima farfalla.
Penso che sia un messaggio di speranza.
Dice: anch’io posso crescere.
Anch’io posso aprire le mie ali (il mio talento) e volare nel mondo.
Questa è una preoccupazione universale che i bambini hanno:
crescerò? sarò in grado di farcela da adulto?»
.
Eric Carle

Vi suggerisco la visione di questo video, Eric Carle legge la storia del nostro amico bruco!

Il Piccolo Bruco Maisazio è il libro che credo proprio ogni bambino dovrebbe avere nella sua piccola o grande libreria, perfetto per i più piccini ma affascina sempre anche i più cresciuti…
è talmente “geniale” da coprire una fascia d’età molto ampia: dai 2 ai 5/6 anni. 😉

Buona lettura!
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La musica più bella del mondo – Cindy Wume

Roy è un leoncino
che vive in una grande città.
La sua passione è la musica.

Roy, il leoncino è appassionato di musica e per essere un famoso violinista crede di aver bisogno di collezionare suoni bellissimi in giro per la città; tuttavia, nessuno di loro sembra essere abbastanza bello quando li suona con il violino.


Il suo vicino di casa Jimmy, è un amabile e vivace lemure che ama la compagnia di Roy e ha, pure lui, l’amore per la musica.
Jimmy è pronto ad aiutare Roy nella sua ricerca di grandi suoni, ma Roy trova la sua compagnia una distrazione e crede di non aver bisogno di assistenza e in aggiunta considera semplicemente i suoi sforzi musicali troppo agitati e un disturbo per uno come lui.

…un grande musicista come Roy
non ha bisogno di aiuto.

Un giorno, Roy decide di partire per un’avventura visitando luoghi vicini e lontani alla ricerca del suono più bello e unico del mondo. (I lettori / ascoltatori attenti noteranno che anche qualcun altro sta facendo il viaggio).


Dalla pioggia della foresta che produce “Pling, plic, ploc, pic”
In montagna con gli uccelli che volano cantando “Cip cip, cipiricip, cipì”
Nel deserto dove Roy raccoglie il fischio del vento ” fiuuuuu, fiuuuuuuuuu”
e poi via la mare per raccogliere lo sciabordìo delle onde e al mercato il chiacciericcio della gente.
Foreste, montagne, deserti vengono esplorati con l’intenzione di raccogliere una varietà di suoni speciali…

Ma qual’è il suono migliore?
Qual’è ora il suono più bello di tutti??

La musica più bella del mondo di Cindy Wume edito da Gallucci è una storia che parla di musica, ma anche di affetto e sentimenti; Roy è tanto affascinato quanto appassionato alla musica e ai suoni del mondo, ma è così assorbito e concentrato solo in questa sua ricerca che rischia di sentirsi solo, diventare triste e soprattutto di trascurare un amico, sempre presente, nonostante tutto
Le scene illustrate da Cindy sono perfettamente raccontate da urbane o selvagge, sono meravigliose, specialmente quelle in cui la musica fiorisce grazie alle note fornite dal violino di Roy e dai vari altri suoni armoniosi che regala la natura.

Per Roy, il piccolo leone della città, la musica è la sua cosa preferita…


Forse, però, quello che cercava veramente è da qualche parte che non avrebbe mai pensato di guardare…
Ancora una volta, in modo semplice e delicato un libro, una storia diventa un perfetto e potente inno all’amicizia e alle piccole cose..per i nostri piccoli lettori 😉

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Ti CERCO, ti TROVO – Anthony Browne

“Giochiamo a qualcosa?” chiese Cy
“MA a cosa possiamo giocare?” chiese Poppy

Due fratellini, Cy e Poppy, sono in cucina. La loro tristezza è tangibile per un cane, Goldie, scomparso da casa da giorni. Che si fa? Sono tristi e non sanno come passare il tempo.
Si potrebbe uscire, nel bosco e giocare a nascondino. Poppy è d’accordo. Uno, due, tre, quattro…

“Facciamo che tu vai più lontano che puoi nel bosco
e poi io ti vengo a cercare”.

Cy ha trovato una capanna di rami nella quale nascondersi, è emozionato perché questa volta sua sorella non lo troverà così facilmente, eppure per qualche ragione inizia a tremare.
Poppy e Cy giocano, ma il lettore continua ad avvertire un velo di inquietudine.


Il bosco per Antony Browne diventa sempre qualcos’altro, il posto dove i bambini sperimentano la propria solitudine, il proprio dolore o la propria disperazione. In questo albo il gioco del nascondino è doppiamente simbolico: Cy si è nascosto così bene che Poppy non riesce a trovarlo e Goldie, il loro cane, è lì fuori da qualche parte.
L’inquietudine, come sempre negli albi di questo straordinario autore, diventa la condizione necessaria per trovare una rassicurazione, la chiave con cui il doppio registro narrativo, senza sforzi, mescola conscio ed inconscio.

Ti cerco, ti trovo, di Anthony Browne che la casa editrice Camelozampa ha portato in Italia con la traduzione di Sara Saorin.
Un libro illustrato ricco, importante, che si sviluppa su livelli emozionali diversi.
Anche questa volta la lettura di uno dei libri di Browne equivale ad un’immersione totale nella storia. Riusciamo a percepire persino la brezza che si alza con il procedere della sera, il fremere delle foglie e quello di Cy che vorrebbe scomparire nel cumulo di fronde in cui si è nascosto ed insieme essere ritrovato dalla sorella a mano a mano che il tempo passa e calano le ombre e la sessione di nascondino nella sua mente infantile pare diventare infinita.


Un bosco è natura che accoglie, alberi altissimi, profumi e suoni che infondono pace. Ma si trasforma in un luogo molto diverso quando si è bambini e ci si trova lì da soli. Anthony Browne lo sa bene ed è capace, attraverso l’uso dei colori, del tratto e della prospettiva, a infondere nel lettore un’inquietudine crescente e a trasportarlo lì, nel bosco, insieme a Poppy e Cy.

Il gioco del nascondino è un gioco antico, forse il gioco simbolico più antico di tutti, quasi un rito iniziatico e tutti da piccoli eravamo entusiasti di giocarci. C’è una preda, c’è un cacciatore e c’è una tana, quella che ti salva e ti libera, e quella dove ti nascondi, ma che non ti può tenere al sicuro per sempre. Nel libro di Antony Browne, il lettore interpreta entrambe le parti – quella del cercatore e quella della preda – perché è questo che fa la letteratura, ci dà la possibilità di sperimentare e scambiare i ruoli, di attraversare i boschi, da quelli delle fiabe a quelli degli albi.

La storia si svolge al tramonto. Le ombre sono lunghe, scure, ma il cielo è terso in questa bella sera d’autunno. Pare di percepire l’aria pungente.


Il bosco, sebbene così nitido e luminoso, resta un luogo misterioso, pieno di ombre, di giochi di luce: i rami, le radici e la corteccia degli alberi sembrano o celano volti, animali, addirittura cose.
La prima lettura di questo albo ci troverà troppo presi emotivamente nel seguire le vicende dei due fratellini per accorgerci che Browne ha preparato per noi un secondo piano lettura/gioco, il lettore deve giocare a nascondino con Poppy e Cy. Cosa si nasconde nel bosco?
Antony Browne ha disseminato le pagine di oggetti da rintracciare. Allora sarà un piacere ricominciare a sfogliarlo da capo per cogliere la lista elencata a fine racconto.

Ti cerco, ti trovo, come suggerisce il titolo, si conclude con un lieto fine. Nel cambio di colori e di atmosfera, l’autore sembra quasi volerci ricordare una cosa semplice ma determinante: che il modo in cui percepiamo ciò che viviamo è spesso dettato soltanto dalla natura del nostro sguardo sul mondo.
Per questo le sue storie sono un dono, un luogo dove coltivare la speranza; bisogna avere paura, addentrarsi nel profondo di noi stessi, perdersi per ritrovarsi. Si ascolta, si valuta, si sta in attesa, si trattiene il fiato. Poi il gioco inizia.

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Allarme Rosso! – Marco Scalcione

ALLARME ROSSO!

Una formichina molto agitata, dopo aver notato qualcosa oltre ai confini delle pagine (che ovviamente il lettore non vede), incomincia, molto agitata, a gridare al megafono per dare ALLARME ROSSO!

I gruppi di pacifiche formiche che tavola dopo pagina si parano davanti al protagonista e ai piccoli lettori, sembrano colti dal panico e fuggono subito.
Di pagina in pagina l’allarme viene ripetuto e le formiche sempre più nel panico scappano.

Ma di quale emergenza si tratterà?
Che cos’è questo “ALLARME ROSSO!”?
E soprattutto dove si metteranno in salvo
tutte quelle simpatiche formichine nere?

Non lo sappiamo, ma ad un certo punto anche la formica principale lascia abbandonato il megafono a terra e corre con le altre.
Tutti, sia chi stava lavorando, sia chi stava oziando, sono chiamati a raccolta, con massima urgenza, dal grido di ALLARME ROSSO che rimbomba tra le pagine di questo bellissimo albo illustrato, un quasi-silent book.

Allarme Rosso! È il titolo di questo stupendo albo illustrato di Marco Scalcione edito da Minibombo.
I bambini sfogliano le pagine, e la fantasia li spinge a cercare quale potrebbe essere la causa di così tanto scompiglio, ma il finale è inaspettato, oltre ogni possibile immaginazione. 😉

Non tutti gli allarmi però vengono per nuocere 😉
…Fino a quando ci accorgiamo che tutte le formiche non scappano da qualcosa ma corrono verso qualcosa!
Una storia per parlare di natura, di paura e di pericolo che per noi non è il medesimo che per delle piccolissime e operosissime formiche, e per far fare ai bambini una bella scorpacciata di frutta!

Marco Scalcione da piccolo aveva il sogno di diventare, un giorno, gelataio o pompiere. Da grande scopre, invece, che gli piace disegnare il cielo come una linea blu sopra le teste, gli alberi grandi come gli uomini e gli uomini grandi come le case fino al camino e anche oltre.
E ora con i suoi disegni fa viaggiare con la fantasia e fa leggere dei libri ai bambini permettendo loro di scoprire un nuovo modo di divertirsi!

Chi l’ha detto che una storia finisce
quando il libro si chiude?

si possono creare insieme ai bambini dei piccoli megafoni con i rotoli di carta igenica o delle formiche utilizzando dei calzini neri…e soprattutto sarà un nuovo spunto per mangiare la frutta con un pizzico di divertimento in più, con i bambini che si sentiranno come delle vispe formichine 😀
e…. l’avventura continua! 😉

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Una splendida notte stellata – Jimmy Liao

Questo è uno di quei libri che, una volta terminato, si riprende in mano per il puro piacere di sfogliarlo e immergersi in quelle suggestive illustrazioni ❤

La voce narrante è quella di una ragazzina che racconta le tappe importanti di un anno della sua vita. La prima pagina, completamente nera quasi come fosse un sipario, lascia il posto poi a un susseguirsi di sfumature che traducono in immagini eventi e emozioni.

Si racconta, la ragazza, i primi anni della sua vita si sono srotolati a diretto contatto con la Natura.

«fino all’età di sei anni ho vissuto
con i miei nonni in montagna,
dove di notte le stelle
erano immense e splendenti.
»

  Qualche pagina più in là,
la ritroviamo con una mamma
«molto occupata col lavoro
e con i suoi tanti amici
»

e un papà
«sempre al telefono.
Ogni sua chiamata sembra di vitale importanza.
In ogni caso, non ho molto da dirgli
e probabilmente lui, allo stesso modo,
non sa di cosa parlare con me
.
»

La ragazza non vive più immersa nella Natura. Quello che ha lungamente desiderato, ritornare in città dai suoi genitori, si è presto rivelato qualcosa di sgradevole e avvilente.
E come se non bastasse, l’incedere inesorabile della vita si prende anche il nonno. E allora, sì che tutto crolla, o tutto potrebbe crollare.

Proprio in questo momento dove la ragazza è travolta dagli eventi e dalle emozioni ecco che incontra l’inattesa opportunità della rinascita in una voce, in un volto, in un’altra anima fragile eppure fortissima

«durante una fredda notte d’inverno,
mi sono svegliata da un sogno
e ho sentito qualcuno cantare.
Ho visto un ragazzo sconosciuto sdraiato sul tetto
sulla casa della anziana signora.
Cantava dolcemente verso un cielo carico di neve.
C
on i suoi modi felici e spensierati,
era come se provenisse da un altro pianeta.»

La ragazza incrocia spesso quel ragazzo schivo, accompagnato dal suo cane, che adora correre sotto la pioggia. Una volta lo vede in un vicolo circondato da coetanei con cattive intenzioni. La ragazza non tollera le ingiustizie. Lo salva. Finiscono entrambi ammaccati in ospedale e lì, dal niente, sboccia il fiore dell’amicizia.


Si capiscono, si confidano, si liberano.


Insieme partono.


Come per ogni romanzo di formazione, è nel viaggio – solitario o condiviso con un compagno fidato – che il cambiamento fiorisce.
Meta? La casa del nonno in montagna.
Sì, proprio là, dove i ricordi prendono vita. Dove la Natura riannoda con placida pazienza i fili del passato dell’uno e dell’altra per aprire a nuovi orizzonti.

Si sono sorretti. Sono cresciuti. Sono rinati.
Le insormontabili paure di un tempo sono tornate piccole.


Cosa ne sarà della ragazza? E del ragazzo?
A ciascun lettore scoprirlo e riscoprirlo.
Non vi rivelo altro, anche se questa storia è così ricca su così tanti livelli, che svelarvi la semplice trama non la sminuirebbe di molto.
Perché nella lunga e toccante strada di ogni storia creata da Jimmy Liao ci sono sentieri che aspettano lettori coraggiosi per condurli là, in quel posto speciale, dove
«quando sollevi lo sguardo verso il cielo stellato, il mondo prodigiosamente si trasforma
Là, dove tutto ebbe inizio.

«Se Jimmy Liao, in queste pagine,
è riuscito a comunicare con il mondo
è anche grazie al fatto che parla la lingua dell’arte »
Tomaso Montanari

In questo libro illustrato Una splendida notte stellata di Jimmy Liao pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, l’autore racconta la difficoltà di crescere e di comunicare attraverso una nuova storia-poesia, in cui le immagini e le parole si fondono con la bellezza e con l’arte, in un continuo gioco di rimandi.
Le parole in questa storia sono poche ed essenziali. La comunicazione viene quasi integralmente affidata ai disegni, bellissimi, spesso a doppia pagina che contengono numerosi echi di opere artistiche, una delle quali – La notte stellata di Van Gogh – non solo è citata esplicitamente nel titolo e riprodotta in miniatura nell’ultima pagina, bensì è anche richiamata in diverse tavole del racconto. Le citazioni artistiche però non si fermano a Van Gogh, ma attraversano anche il mondo di Magritte e Klee.
Ogni tavola, ogni pagina è un vero e proprio quadro in cui immergere gli occhi per una pausa rigenerante dal peso specifico della realtà.
Leggere e soprattutto guardare questo albo è un’esperienza sensoriale ed emotiva ricca e profondaquando arrivi all’ultima pagina di questo albo, il mondo intorno sembra domandare un’attenzione e una propensione alla scoperta della sua grandezza anche nelle cose semplici (gioiose e tristi) che spesso tendiamo a dimenticare.

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Disegno con i timbri all’Aperto

Permettere ai bambini di lasciare libera la propria creatività è molto importante, i bambini hanno soprattutto bisogno di giocare e divertirsi, e realizzare “lavoretti” utilizzando i colori e le loro manine è uno dei tantissimi metodi che permette loro di sperimentare, apprendere e divertirsi.
La loro creatività con i colori sarà superiore a quella realizzata con altri metodi: creare ed immaginare tantissime cose che prendono forma e vita proprio grazie ai colori è un’esperienza che piace un sacco!

Con il libro Disegno con i timbri all’aperto, di Fiona Watt e pubblicato da Usborne Edizioni, si può dare il via libera alla fantasia completando i vari disegni che vengono proposti in ogni pagina, ambientati nella natura e all’aria aperta..insomma perfetto per la primavera! 😉
Il libro comprende un tampone con sei colori, e sei timbri di varie forme per completare e arricchire le pagine.
Ecco che con il timbro a cerchio si posso creare tante piccole rane e ragnetti, con il timbro a goccia ecco nascere tante foglie, carote e persino topolini.
Le forme più comuni e conosciute dai bambini, cerchio, quadrato, triangolo, mezzaluna.. ed ecco nascere mangiatoie per gli uccellini, coccinelle, talpe, ghiande, bandierine, farfalle…i colori e le forme danno vita alle pagine permettendo ai bambini di realizzare a loro piacimento piccoli scorci di natura.

Un’occasione per impare le forme geometriche, conoscere gli animali e gli insetti che si nascondono in giardino e giocare con i colori!
Il gioco e l’attività può continuare realizzando tanti timbri 100% naturali con la frutta e la verdura; ad esempio con mezza mela, mezzo limone, il fondo del radicchio, una foglia e così via alla fantasia!

Vi è “…la necessità di allargare quanto più possibile l’esperienza del bambino se vogliamo formare delle basi abbastanza solide per la sua attività creativa. Quanto più il bambino avrà visto, udito e sperimentato, quanto più avrà conosciuto e assimilato, quanto maggiore sarà l’entità di elementi della realtà che avrà avuto a disposizione della sua esperienza, tanto più significativa e feconda – a parità di ogni altra condizione – riuscirà la sua attività immaginativa”

Vygotskij

Disegno con i timbri all’Aperto sembra solo una semplice attività con i timbri ma, è molto di più è un modo per coltivare la creatività e la fantasia che la quotidianità e la tecnologia limita ed imbriglia.
E’ un’attività importantissima per i bambini, non solo sviluppa la creatività, ma allena la motricità fine della mano, fondamentale per quando dovranno imparare a scrivere. Per questo è importante lasciarli sperimentare il più possibile, usando diverse tecniche e materiali.

Se combino insieme due mezze lune e una goccia cosa potrebbe nascere?! Un pettirosso!
E tre timbrini a forma di goccia?! un bellissimo tulipano!
Oppure con due cerchi e due timbri a goccia? Che ne dite di un gufetto saggio?!
Le manine dei bambini creano pagina dopo pagina ricci, lumache, pesciolini, margherite, violette, cagnoli, gatti…
Non ha importanza se i ricci saranno rossi e azzurri o se il gatto sarà verde l’importante è che il bambino colori e giochi con la sua fantasia! 😉

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Il giardino Magico – Lemniscates

Il vento le sussurra all’orecchio:
“Guarda quanti colori hanno le foglie!
Presto arriverà l’inverno
e l’albero si ritroverà spoglio…
però in primavera ti sorprenderà di nuovo…”
Cloe si ferma le sembra di sentire una voce
e inizia ad ascoltare.

Cloe sta facendo una passeggiata nel suo giardino, ma non sa che è magico e che ogni giorno si verificano unici e meravigliosi cambiamenti.
Un giorno il sussurro del vento la incoraggia ad allargare gli occhi, le orecchie, la mente e il cuore e ad osservare le trasformazioni perpetue che stanno avendo luogo proprio nel suo giardino.

Si rende immediatamente conto dei cambiamenti stagionali che stanno avvenendo.


Guarda da vicino e scopre presto bruchi che si trasformano in farfalle, un giardino notturno che brilla di insetti che brillano nella notte e cori che cantano fino al sorgere del sole, creature timide che si mimetizzano e prendono in prestito i colori intorno a loro, uccelli che tessono meravigliosi nidi, ragni che fanno girare spettacolari ragnatele e api che raccolgono il nettare dai fiori e lo trasformano in dolce miele…solo per citarne alcuni.
Cloe è ipnotizzata dallo forza e unicità di ciò che sta assistendo. Chi non lo sarebbe!?

Il giardino Magico di Lemniscates pubblucato da Notes edizioni è un libro illustrato che porta i piccoli lettori in un viaggio attraverso la natura e la meraviglia delle stagioni e a scoprire come la natura sia adatta ad una storia magica che è in realtà molto reale!


Seguire Cloe nel suo viaggio e scoprire come funziona la natura è un momento di serenità è come fare un sogno ad occhi aperti.
Progettato per i bambini piccoli per capire le prime basi della biologia in un maniera semplice, divertente e coinvolgente, questo racconto è un must.
Infatti il libro è altamente illustrativo e racconta il ciclo intelligente della natura nel modo più coinvolgente per i bambini. Pagina dopo pagina si scopre come le foglie cambino colore e cadano dagli alberi, come i fiori sono impollinati in estate e come si diffondono attraverso la terra. Con le deliziose illustrazioni a tutta pagina è facile seguire Cloe nel suo viaggio attraverso la natura e viaggiare con lei 🙂

Magia, magia, magia, magia…” è al suono di queste parole che Cloe si risveglia dopo che il vento l’ha come rapita dalla realtà. Ora, però, è tempo di andare a fondo e scoprire qualcosa di più su quanto le ha raccontato il vento.
Una meravigliosa introduzione alla scienza, alla natura e alle stagioni per i più piccoli e un invito a impegnarsi nello stupore ed esplorare il mondo appena fuori dalla nostra porta.
Inoltre, al termine del racconto è inclusa una nota dell’autore su otto diversi fenomeni naturali, come il motivo per cui le lucciole si illuminano, perché gli animali hanno colori brillanti e come / perché ragni e uccelli girano e si intrecciano.

Il giardino magico è un viaggio attraverso il magico mondo della natura
Il giardino Magico lo consiglio vivamente a genitori e insegnanti. È il seguito perfetto per un viaggio avventuroso nel giardino e anche una leggera spinta per incoraggiarci a prenderci del tempo per fermarsi ad osservare e vivere le piccole grandi trasfomazioni che avvengono ogni giorno davanti ai nostri occhi!

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Il giardino curioso – Peter Brown

C’era una volta una città
senza giardini né alberi né prati.

Nulla, neppure un ciuffo d’erba.
La maggior parte delle persone
passava il proprio tempo al chiuso.

Come puoi immaginare
era un posto molto triste.

La forza della natura è sempre sotto i nostri occhi:
un fiore che cresce da una crepa nell’asfalto, una pianta rampicante che esce da un buco in un muro, l’erba che sfida il peso della ghiaia del vialetto e spunta tra i sassolini bianchi. Sembra che fiori, piante e erbe siano curiosi di vedere cosa c’è anche dove non è esattamente il loro posto e, quindi, sbucano dove meno ce l’aspettiamo.
È un po’ questa l’idea su cui si basa Il giardino curioso edito da Giralangolo, la cui storia, narrata con parole e immagini strepitose da Peter Brown, è ispirata da ciò che è successo veramente alla vecchia ferrovia sopraelevata, la High Lane, a New York, sul lato ovest di Manhattan.
Per anni i treni hanno viaggiato su quelle rotaie, finché, nel 1980, sono state abbandonate. Da allora, pian piano, la vegetazione ha preso il sopravvento, e adesso, guardando in quella direzione, si vedono fiori, piante selvatiche e alberi: un vero e proprio giardino che si snoda sopra strade e palazzi.

Il protagonista di questa avventura è Liam, un bambino che ama stare all’aperto, sempre, anche quando piove. Un giorno, per caso, sale gli scalini di una stazione della vecchia ferrovia sopraelevata. Tra binari arrugginiti e traversine disfatte, Liam vede una piccola macchia di colore: è un fiore che, con fatica, cerca di crescere.


Liam, non è un giardiniere, ma non ci mette molto a decidere di prendersi cura di lui e delle altre piantine che via via scopre tra la ghiaia. Liam con il suo entusiasmo, la sua pazienza e il suo impegno, riesce pian piano a far in modo che le piante comincino a crescere bene e le massicciata si trasformi in un giardino speciale, che sembra muoversi impaziente in avanti, curioso di esplorare tutto il percorso della ferrovia.

Il giardino curioso è un albo illustrato molto interessante per la storia e per come è narrata. Le parole raccontano, ma sono soprattutto le grandi immagini a catturare il piccolo lettore. Le pagine si aprono come finestre affacciate su questo giardino e ne mostrano i particolari, riducendo il testo al minimo necessario per lasciar parlare la natura nella sua voglia dirompente di rigogliosità.
Le tavole di Peter Brown sono incorniciate da sottili linee nere, che sembrano dar loro la natura di un quadro o una fotografia e, nello stesso tempo paiono arginare la natura esuberante, che ormai ha preso il sopravvento riempiendo sempre più di colore anche le pagine.

Come dice l’autore nella nota in fondo al libro, sebbene sembri impossibile per la natura svilupparsi in una città fatta di mattoni e acciaio, viaggiando e guardando il mondo intorno a noi è facile realizzare che spesso la natura esplora posti che abbiamo dimenticato.
Un libro decisamente positivamente visionario sulla forza della natura che, con la collaborazione di tutti, può cambiare anche il volto di una intera grande città.


Un libro straordinario. Una storia bella e commovente che cela significati profondi ma senza ostentare una morale.
La natura vince sul grigiore della città!
Giorno dopo giorno, con impegno e costanza, il bambino curioso riesce a dar vita ad un giardino altrettanto curioso, che si spinge oltre i suoi binari per esplorare altri luoghi, fino a colorare l’intera città, riportando il sorriso tra gli abitanti.

Non perdiamo mai occasione di educare i bambini alla natura.
Quanto bello sarebbe se in ogni città ci fosse più natura?
Un libro che incuriosisce i bambini e li diverte, educandoli al rispetto della natura, con i suoi tempi e le sue attese: attraverso l’impegno, la costanza e la tenacia, il piccolo Liam riesce a raggiungere obiettivi straordinari, coinvolgendo anche i suoi concittadini.
Sensibilizziamo e sensibilizziamoci in questa direzione per vivere meglio e garantire un futuro più felice ai nostri figli.

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Il Sentiero – Marianne Dubuc

La signora Tasso è molto vecchia.
Ogni domenica, si avvia lungo il sentiero
in fondo al giardino e cammina fino in cima.
E’ una domenica come tutte le altre.
Ma oggi si sente osservata…

La signora Tasso è solita fare delle lunghe passeggiate solitarie fino in cima alla montagna del Pan di Zucchero.

La sua camminata è costellata di rituali, incontri solo apparentemente fortuiti, tappe che segnano il cammino verso la vetta, lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. La dolce signora Tasso ha un pensiero, un sorriso e un saluto da dedicare a tutti. Anche per quella gattina che la sta osservando, e impaurita le dice che vorrebbe tanto salire sulla montagna, fino a Pan di zucchero, ma si sente ancora troppo piccola.

«“Sono troppo piccolo” Con lei niente è impossibile.
“Io avevo la tua età quando ci sono salita la prima volta”.
Ma succede che non le si creda».

La piccola Lulù, dapprima timorosa di non essere all’altezza della scalata e poi compagna inseparabile di ogni nuovo ritorno al Pan di Zucchero settimana dopo settimana con la signora Tasso.

Settimana dopo settimana,
infatti i due camminano a fianco!

Quante cose imparerà durante il tragitto!

«“Che sentiero prendiamo?”
La signora Tasso sa che la vita è fatta di decisioni.

“Scelgo questa qui. Sa di melo”
E che basta ascoltare il cuore».

Come ogni giovane creatura che guarda con curiosità alla vita, Lulù fa molte domande, e la signora Tasso conosce tutte le risposte 😉 Con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, Lulù comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore…

La loro bellissima Amicizia prende forma e sostanza su quei pendii, passo dopo passo proprio nel cuore della natura, mentre camminano fianco a fianco e imparano a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi reciprocamente. E mentre Lulù diventa via via più sicura, coraggiosa e spedita sulla montagna, la signora Tasso comincia via via a rallentare, a fermarsi su un tronco per riprendere fiato, a lasciare che sia la piccola gattina a passare davanti e a guidare l’esplorazione.

Fino a che la signora Tasso
non ha più le forze per accompagnare Lulù

«“Ti aspetterò qui.
Al mio ritorno mi racconterai tutto”».

Settimana dopo settimana,
il sentiero dona a Lulù nuovi tesori.

«Poco a poco la montagna della signora Tasso
diventa la montagna di Lulù».

Il Sentiero di Marianne Dubuc edito da Orecchio Acerbo con una delicatezza meravigliosa e unica racconta la metafora della vita. Un passaggio di testimone, dunque, una vita che genera l’altra la quale a sua volta ne accoglie e dà il via ad una nuova quando in chiusura Lulù incontrerà un nuovo compagno che, proprio come lei tanti anni prima, vorrà andare alla cima del Pan di Zuccherò insieme a qualcuno che possa guidarlo.

Pagina dopo pagina, passo dopo passo, salita dopo salita si viaggia verso un sentiero che porta a crescere, a diventare “grandi”, a riconoscere la bellezza delle piccole cose, a essere gentili con gli altri, a incontrarsi e a conoscersi con autenticità. Un sentiero in cui la giovinezza e la vecchiaia possono trovarsi e percorrere insieme un tratto di strada, lasciando a chi rimane insegnamenti preziosi e ricordi incancellabili.

Il grande potenziale di comunicare un tema così grande è la caratteristica di una grande autrice, raccontare a piccoli e grandi, senza retorica, con delicatezza e semplicità un tema così grande e allo stesso tempo universale, come lo sono la vita e la morte.

“Penso che i bambini capiscano molto più di quanto pensiamo
e dobbiamo fidarci di loro come lettori.
Ne sono convinta. “
Marianne Dubuc

Questo libro, ho scritto in memoria di mia nonna morta“, spiega Marianne Dubuc. “Era molto presente nella mia infanzia, ma anche in altri momenti importanti della mia vita.”

“Nella sua vita, già, volevo scriverle una storia, ma prima che trovassi il modo di farlo, lei morì. Finalmente, sono riuscita a scrivere questa storia in onore e in memoria di tutte queste cose che mi ha dato, che lei mi ha mostrato. Parte di se stessa che ha condiviso con me e che, anche se non è più lì, rimarrà sempre in me, nei miei ricordi, nei miei modi di fare le cose, i miei riflessi. Cose che condivido ancora con le persone intorno a me. Il libro parla davvero del fatto che anche se una persona non è più fisicamente lì, è ancora con noi in un altro modo “.

L’impronta della nonna di Marianne Dubuc è ovviamente molto forte nell’album, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

“Mia nonna viveva sulla strada per la Montagne à Saint-Hilaire. Il titolo arriva direttamente da lì. Spesso andavamo a Pan di Zucchero, la cima del Mont Saint-Hilaire. Essendo cresciuto a Montreal, in quei fine settimana con lei, era il mio contatto con la natura. Mia nonna era un’amante della natura; per lei era molto importante. Nei miei libri, succede sempre in natura. Immagino ci sia un collegamento.”

“Non ho scritto questo libro per un particolare pubblico. L’ho scritto come lo sentivo. Ma volevo mantenere questo lato filosofico. Perché è parte della vita accettare che le persone che abbiamo amato e che sono state nella nostra vita ci lascino un giorno. Continuano a vivere da noi. “

Il Sentiero è un libro da assaporare prima con gli occhi, colpisce per la qualità delle illustrazioni, ma anche per il suo spirito contemplativo.
Piace l’attenzione al dettaglio nelle illustrazioni dell’autore: la piccola coccinella su un ramo, si può quasi sentire il profumo dei fiori di melo o il fruscio delle foglie al vento.
Quest’ultima opera di Marianne Dubuc è molto più di un bel libro per bambini.
Per il suo nuovo libro, Marianne Dubuc fa rivivere la dolcezza e la sensibilità che abbiamo trovato in Il leone e l’uccellino . Si prende il tempo di mettere la sua storia sul testo, mentre prendiamo un percorso secondo i nostri desideri. Tutto intorno, ci sono le sue illustrazioni nitide, con caratteristiche delicate.

Più che una passeggiata, Marianne Dubuc ci offre una storia sulla cura, la resilienza, l’importanza di prendersi il proprio tempo e la trasmissione di conoscenza e conoscenza di generazione in generazione. In breve, è un albo pieno di significato e può essere letto ancora e ancora senza esaurire mai le possibilità!

Buona lettura e buona passeggiata tra le pagine di questo Sentiero! 😉
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Olly va a sciare – Elsa Beskow


Quando Olly compì sei anni,

ricevette in regalo dal padre un paio di sci nuovi.
Olly non stava più nella pelle
per l’attesa e continuava a chiedersi:

“Arriverà mai l’inverno quest’anno?”.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter.
Il suo stile inconfondibile ha sempre cercato di rappresentare la natura in modo delicato, raccontando storie di vita quotidiana strettamente legate al suo mondo in cui gli elementi naturali prendevano vita.
Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly va a sciare è una fiaba di Elsa Beskow, pubblicata in Italia da Officina Libraria è una fiaba che ha più di 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei!

Olly è un bambino di 6 anni. Vive ai margini di un bosco con la sua famiglia. Riceve per il compleanno un paio di sci tutto suo dopo quelli smessi dal figlio del mastro dove lavora il padre.
Manca solo la neve!

Alla fine l’inverno arrivò.
Un paio di settimane prima di Natale
la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi
e nevicò per due giorni e due notti di fila
così che tutto venne avvolto
da una pesante coltre bianca.

Ah, quanto era felice Olly!
Così felice da fare tre capriole nel letto!

Non si era mai vestito così in fretta prima;
forse si mise perfino qualcosa al contrario.

Poi di corsa dalla mamma:
“Mamma, mamma,
posso andare subito nel bosco?”

L’intraprendenza del bambino è vera, credibile, convincente, tangibile sia nel testo, sempre puntellato da numerosi dialoghi, sia nei quadretti in bianco e nero posizionati di tanto in tanto all’interno della righe stampate. Pare quasi di averlo accanto, Olly, mentre trangugia la colazione, monta sugli sci e salutando mamma e fratellino si avvia verso il bosco.
E’ ovvio che Olly non aspetta altro, indossa i propri sci e va!
Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno.
Olly è davvero così felice che chiama ad alta voce proprio il Re Inverno per ringraziarlo. Al suo posto compare Mastro Gelo, un anziano signore barbuto, di bianco vestito, che con il solo soffio cosparge di brina e neve il cappotto di Olly.

E così s’incamminarono attraverso il bosco,
Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Mentre il dialogo tra i due si fa sempre più amichevole, compare una signora anziana, incappucciata, infreddolita, raffreddata, che viene prontamente -e malamente- scacciata da Mastro Gelo.
È la vecchia Sgelo che sbaglia sempre i tempi e al suo passaggio scioglie la neve per preparare l’arrivo della sua signora, la Primavera!

Ma la vera avventura per Olly deve ancora incominciare.
Con lui Olly arriverà scivolando e racchettando al palazzo del Re Inverno, dove assisterà, all’incredibile lavorio del popolo lappone al suo servizio, intento a preparare quelli che di abitudine sono i regali che chiedono i bambini svedesi: scarponi in pelle per sciare, calzettoni e guanti da sci con polsini lunghi fatti a maglia con magnifiche rose ricamate sopra, sci, slittini e pattini da ghiaccio. Ma al suono del gong…tutti fuori a giocare e allora sì ebbe inizio il divertimento!

E proprio qui accompagnato da Mastro Gelo, Olly conosce Re Inverno, una figura davvero imponente con al seguito due trichechi. Re Inverno, dopo averlo conosciuto, promette a Olly dei pattini nuovi, dato che non li ha mai avuti e gli permette di giocare con i bambini che al castello stanno lavorano per la realizzazione di semplici giochi. Quei regali arriveranno sulla porta di casa il giorno dopo.

Ti sei divertito?chiese Mastro Gelo, che arrivò proprio in quel momento.
Non mi sono mai divertito tanto in vita mia!”.
Non fatico a crederlodisse Mastro Gelo compiaciuto. Dopodiché legò una renna davanti agli sci di Olly, sali anche lui sugli sci per guidare e si misero in viaggio attraverso la grande torbiera dove Olly di solito raccoglieva more boreali durante l’estate.

Ritorna la calma, la tensione cala, Mastro Gelo conduce Olly fino al margine del bosco, verso casa. Ormai saldo, il legame tra il bambino e la natura, nella realtà fantastica, proseguirà nel tempo e quando Olly troverà due pacchetti regalo con pattini e sci davanti alla porta di casa, saprà da chi provengono;
quando vedrà la pioggia, il vento e il fango spazzare via il paesaggio invernale tanto amato da lui e suo fratello, saprà che vecchia Sgelo sta ormai compiendo il suo inevitabile lavoro 😉

Una storia, viva perché popolata da tanti personaggi, incantatrice, come solo l’immaginazione dei bambini sa essere, da assaporare e in cui accoccolarsi in attesa della neve. Grazie alle illustrazioni a piena pagina, accolte sempre nella tavola di destra, sono ariose, movimentate, luminose, dipinte con varie tonalità di bianco.

Una storia che ha il sapore della leggenda, basti sapere e ricordare come molti di noi sono cresciuti sentendo la leggenda dei giorni della merla che spiegava il freddo di fine gennaio. A inizio novembre ci sono giorni di sole perché è l’estate di San Martino, legata alla famosa cappa ceduta per benevolenza. Re Inverno non fa più parte delle storie che raccontiamo ai bambini, ma è una tradizione culturale molto presente in altri paesi soprattutto del Nord Europa. In Russia, durante gli anni in cui era proibito il culto cattolico, i bambini non potevano aspettare la nascita di Gesù Bambino, almeno ufficialmente, allora si rimediava dicendo che aspettavano Nonno Gelo o Re Inverno.

Una storia che merita di essere letta ai bambini perchè parla in modo originale del Natale, senza nominare Babbo Natale. Infatti Re Inverno porta doni ai bambini, vive in luogo pieno di ghiaccio dove i lapponi realizzano oggetti in legno e stoffa per i bambini. La sovrapposizione delle due figure è chiara, ma in Olly va a sciare è il legame tra favola e stagione il tema principale.

Buona lettura!
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L’uovo del sole – Elsa Beskow

C’era una volta una piccola elfa che abitava all’interno di un albero cavo, nel mezzo del bosco.
Un giorno, mentre stava esplorando il bosco, Elfina si imbatté in una cosa grande, rotonda e arancione posata sul muschio.

Elfina, è una minuscola elfa dai capelli lunghi e rossi. Abitante del bosco e amica degli uccellini, li aiuta a recuperare le uova cadute dai loro nidi e passa il tempo a danzare ed esplorare il bosco. Un giorno trova un uovo, molto particolare, non il solito uovo che era abituata a vedere, ma un uovo molto più grande e di un colore anomalo, di un bel colore arancione.

«“Ohi, che uovo enorme” pensò.
«“Da dove sarà arrivato?”»
E proprio il colore arancione la porta a pensare
che quello forse poteva essere l’uovo del sole.

La notizia va data a tutti gli amici del bosco:
Pignetto, l’amico dispettoso, grande lanciatore di pigne ma anche sempre pronto a cercar di far pace con dell’ottimo succo di betulla fresco;
Rana Felice, così detta perché ride felice per qualsiasi cosa, e Rana Triste che a differenza non ride mai, preoccupata anche della sua ombra.
E poi lo scoiattolo, la chiocciolina e la lucertola; la civetta e, naturalmente…Radice Curva.
Curiosissimi, si radunano tutti attorno all’uovo arancione, mentre arriva Radice Curva, lo gnomo guardiano del bosco, che propone di far rotolare l’uovo fino allo stagno per evitare, nel caso si schiudesse, di bruciare tutto il bosco.

Sarà lo scoiattolo curioso ad assaggiarlo per primo quell’uovo, rubando un morsino della sua scorza!
E grazie al piccolo fringuello scoprono che non si tratta di un uovo ma di un frutto chiamato arancia, che cresce sugli alberi nella valle di sole e per di più con all’interno un succo delizioso

«“Oh, che buono!” disse schioccando la lingua
Non ho mai assaggiato nulla di così delizioso!“»

Ma sarà laggiù al sud, nella Valle di Sole, dove migra il piccolo tordo tutti gli anni, che la piccola Elfina scoprirà che quell’uovo non è l’uovo del sole ma…un frutto del sole!
Infatti, quando giunse l’autunno Elfina, partì con il tordo, che si offrì di trasportarla sulla sua schiena, e di partire verso la valle di sole.

«se le veniva fame le bastava fare un buchino
con la cannuccia d’erba
in uno dei grandi e dolci frutti del sole
per berne a sazietà»

È una fiaba che suona dei fruscii e dei rumori del bosco e dei suoi abitanti, anche di quelli immaginati o mai incontrati, profuma di arancia appena sbucciata e di autunno.

Illustrato e narrato da Elsa Beskow è un albo che racconta una storia dolcissima ambientata tra la natura, una natura magica con altrettanti personaggi magici, legati all’immaginario fiabesco, Elfina è un essere piccolissimo, delicato e fragile che vive in armonia con le stagioni e la natura, Radice Curva rappresenta il saggio custode del bosco 😉
In ogni pagina una piccola meraviglia, un’immagine poetica, una coccola. Il sole che perde il suo uovo, gli uccellini grati, nidi appoggiati a rami puntuti e odorosi, le loro melodie felici, Pignetto dalle lunghe orecchie elfiche a punta, per copricapo una pigna verde, cannucce d’erba…
Così illustrazioni ad acquerello, a tutta pagina, si alternano con il testo, e raccontano, con una pennellata fresca, l’ambiente naturale della radura e della valle.
L’autrice, oltre alle illustrazioni colorate, accompagna il testo con piccoli disegni in bianco e nero.
Elsa Beskow era considerata la Beatrix Potter della Scandinavia e così, ancora oggi, va accolta e letta: come una bella e serena storia, che non ha pretese di nulla se non quella di raccontare cose piccole e meravigliese.

L’uovo del sole è una fiaba scritta e illustrata da Elsa Beskow edita da Officina Libraria. Con la traduzione dallo svedese di Caroline Kocjancic e l’editing di Paola Gallerani, questa fiaba è un sempreverde, non solo perché verde di bosco, ma proprio perché di bosco, di tutti quei bei verdi che in ogni periodo della vita, in ogni stagione, di anno in anno qualcuno avrà sempre voglia ammirare e di leggere, o di ascoltare e anche di ricordare, come un piccolo gesto di amore nonostante i suoi ormai 85 anni!
La storia infatti data 1932 ma ancora oggi i piccoli (e grandi) lettori ne possono percepire la delicatezza d’espressione, sia nel racconto che nelle bellissime tavole.
Una storia che, nonostante i suoi anni, riesce ancora ad incantare i piccoli lettori per la sua semplicità e delicatezza.

Buona lettura!
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Giardino Blu – Elena Selena

Di notte il giardino non è più lo stesso,
poco a poco nel buio scopro le sue forme.

I libri pop up sono fatti per incantare e destare meraviglia in chi li sfoglia, adulti o ragazzi poco importa. La casa editrice L’ippocampo ci porta a scoprire questo mondo di carta e precisissimi incastri attraverso Giardino BLU.


Ben sette scenari per perderci in un giardino al chiaro di luna.

A tutti i bambini piace giocare in giardino e con la loro unica e grande curiosità non vedono l’ora di scoprire come sia fatto di notte! Ecco Giardino Blu di Elena Selena, un libro che lo descrive in tutta la sua magia: lo fa diventare blu e dà degli spunti sui rumori e su ciò che si vede tra le foglie.
E in più è un pop up speciale… ❤

Tutti i bambini anche per una piccola uscita o passeggiata sono stati in giardino di notte.
Tutto è blu scuro, appena gli occhi si abituano alla poca luce notturna, bisogna scoprirne le forme e ascoltare i rumori che la natura ci lascia scoprire, le foglie, i grilli, le cicale, una zanzara o i nostri passi.

Giardino Blu è originalissimo perché non è il solito pop up: le pagine si sfogliano in verticale e davanti ai nostri occhi si apre una specie di scenografia, quasi ci si trovasse a teatro, che con tutti i suoi intagli su più livelli, e qualche macchia di colore e luce ti fa letteralmente entrare in questo giardino notturno.

Giardino Blu è il primo libro per bambini ed era il progetto di laurea di Elena Selena autrice Lituana, da tempo desiderava raccontare una storia per bambini sulla notte, il mistero e il mondo immaginario che è dentro ogni bambino e adulto. Così ha trovato in questo suo progetto una forma che potesse corrispondere a questo desiderio di rendere un progetto un po’ magico.

L’autrice ha dato vita a questo album pop-up per offrire un’esperienza più ampia di lettura infatti afferma:
Credo che Giardino Blu sia d’impatto soprattutto la terza dimensione del libro, la profondità che aggiunge un sacco di magia al libro animato, perché il disegno esce fuori della pagina e occupa uno spazio. Mi piace che il bambino, come l’adulto, abbia l’impressione di partecipare al racconto della storia del libro perché ci “entra” dentro.

La magia sta anche nel fatto che, quando il libro è chiuso non si vede niente di speciale, è piatto, e una volta aperto appare agli occhi un mondo quasi magico.

Essendo un pop up è sicuramente delicato e da maneggiare con delicatezza, ma è un gioiello che piacerà a tutta la famiglia, da sfogliare insieme anche dai 3 anni, magari inventando una meravigliosa storia della buonanotte, che solo in questo giardino può prendere magicamente vita!

Ora lasciamo tranquillo il giardino, non turbiamo i suoi sogni..
Buona notte e buona lettura!

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