Tutti a spasso – Shirley Hughes

Tutti a spasso parla della vita all’aperto in ogni condizione metereologica,
della gioia di vivere il vento, il fango, la neve,
il mare, giocare fuori in un giorno di sole.

L’albo illustrato, Tutti a spasso di Shirley Hughes edito da Pulce Edizioni si suddivide in quattro capitoli, uno per ogni stagione.
Per ogni stagione ci sono tante poesie, che rimandando a momenti dell’anno che tutti, abbiamo vissuto nella nostra infanzia. Pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1988 e la Hughes, classe 1927, era già una amatissima autrice e illustratrice, nonché vincitrice del prestigioso premio letterario Kate Greenaway.

Fare una passeggiata accanto ad un bambino, senza avere fretta e senza particolari mete, può rivelarsi un’esperienza ricca e preziosa.
Katy e Olly saltellano, corrono, gridano e oltre la porta di casa, osservano, esplorano, cercano, accompagnati dal loro cagnolino, si rincorrono, giocano, sperimentano, si immergono nella natura. L’immersione nella natura, stagione dopo stagione, è un invito a godere della vita all’aria aperta ed è un omaggio a quella spensieratezza e a quella sensibilità tipiche dell’infanzia.

Stivali lucidi tutti nuovi,
germogli pallidi spuntano fuori.
Nel giardino io saltello,
corro, grido, giocherello.
In cielo onde bianche e un cinguettio,
gli uccelli han da fare
e sfaccendo anch’io.

Perché Shirley Hughes è questo che pensa della poesia:

LA POESIA NON DEVE PER FORZA AVERE DELLE RIME, MA QUANDO SUCCEDE È DIVERTENTE […]
QUESTA RACCOLTA DI POESIE OFFRE UN ASSAGGIO DI CIÒ CHE POTREBBERO TROVARE ANDANDO A SPASSO FUORI; PICCOLE COSE COME FOGLIE E POZZANGHERE, O GRANDI COSE COME IL CIELO O UNA SPIAGGIA O UNA COLLINA VENTOSA

Mi piace l’acqua.
Quella a pozza, schizzosa e gioconda,
quella stai-attento-che-è-profonda.
La verso, la travaso,
la spruzzo in giro a caso.
Quanto mi piace, l’acqua.

La natura cambia con le stagioni e i due fratellini la osservano e ce la descrivono con termini quasi inventati, frutto del loro vocabolario bambino.
Le filastrocche e le illustrazioni creano un’unica e poetica esperienza sensoriale: Hughes ci spinge ad osservare i dettagli, a provare le emozioni e l’eccitazione dipinte sui volti dei bambini, ad annusare i profumi e a scrutare la luce che cambia stagione dopo stagione, ad ascoltare i suoni e a toccare il fango e la sabbia, a bagnarci e a giocare con l’acqua fresca, a sfiorare i fili d’erba in un momento di quiete.

Salgo la terra,
afferro e affondo…
All’improvviso
si vede il mondo!

Tutte le poesie seguono Katie e il suo fratellino Olly mentre si godono i grandi spazi aperti, che si tratti di giocare nel fango, costruire castelli di sabbia, andare in slitta nella neve fresca o addirittura a volte stare a casa.

Schizzi di arcobaleno,
raggi di magia,
il cortile è pieno
di strilli di allegria!

Come sempre con Shirley Hughes, le poesie e le opere d’arte sono senza tempo, ma ricordano un tempo in cui le cose, la vita, sembravano più semplici. Sorprendentemente, l’opera d’arte riesce a trasmettere sia una certa eleganza che la confusione dell’infanzia. Sia le parole che le opere d’arte offrono un’istantanea così meravigliosa di com’è essere un bambino.

Sabbia nei panini,
sabbia nel tè,
sabbia bagnata sotto di me.

C’è un’incredibile accuratezza e sottigliezza nel descrivere le minuzie della vita quotidiana!
Le parole e le illustrazioni si intrecciano incredibilmente bene nel trasmettere e trasformare le cose più semplici e usuali in qualcosa di evidente, degno di essere vissuto o goduto.

I bimbi sono lasciati liberi di giocare all’aria aperta, nel rispetto della loro autonomia e indipendenza, il tempo è scandito dalle stagioni ed è un tempo di qualità che condividono tra coetanei o con la famiglia
Ogni storia, ogni stagione sa di libertà, di corse nei prati e salti nelle pozzanghere, sono storie tenere adatte ai piccoli ma anche ai più grandi, per il piacere di sorridere e di scoprirsi incuriositi da tutto ciò che ci circonda, con la meraviglia negli occhi.


Shirley Hughes ricorda che tutto l’anno è davvero sorprendente.


Sarà bellissimo tenerlo a portata di mano e leggerlo nel susseguirsi delle stagioni…
leggere le poesie per ogni stagione e poi correre a fare quelle esperienze:
uscire a contare “gli alberi di candele” o cercare le nuvole a primavera.
Ricordarsi dell’arcobaleno o correre a sguazzare nel fango.
Tutti a spasso è un vero tesoro, uno di quei libri che, letto più e più volte durante l’infanzia, vivrà a lungo nella memoria degli adulti.

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Lupo e Orsa – Daniel Salmieri

Era una notte senza vento e fiocchi di neve lucenti scendevano fra gli alberi nella foresta.
Orsa era uscita per una passeggiata, quando vide spuntare qualcosa nel bianco scintillante.

In una tranquilla notte d’inverno, Orsa si avventura nella foresta per osservare la natura meravigliosa che la circonda. Mentre assapora il tocco dei fiocchi di neve scintillanti che cadono sulla sua pelliccia, vede qualcosa che spunta dal bianco scintillante.

Nello stesso momento, Lupo era uscito per una passeggiata, quando vide spuntare qualcosa nel bianco scintillante.

Mentre i due solitari camminatori si avvicinano, si vedono da vicino: una giovane orsa, un giovane lupo.

Vide il muso appuntito, il manto liscio e grigio, gli occhi dorati e il naso lucido e nero.
…Vide la testa rotonda, il manto morbido e scuro, gli occhi ambrati e il naso lucido e nero.

Orsa e Lupo si incontrano non con un’ostilità spaventata ma con una curiosità sincera e compassionevole. Il loro incontro è un punto interrogativo condiviso, considerato con reciproca buona volontà e preoccupazione piuttosto che paura dell’altro:

“Ti sei perso?” chiese Orsa.

“No, non mi sono perso. E tu?” chiese Lupo.

“No, non mi sono persa. Sono uscita per una passeggiata.
Volevo…godermi la quiete del bosco quando nevica.”

E così si dirigono nel bosco fianco a fianco, naso bagnato vicino al naso bagnato, consapevoli di essere “entrambe creature fatte per stare bene con il freddo“.
Assaporano lo splendore di questo mondo nella foresta, che condividono, annusando “la corteccia umida degli alberi”, ascoltando “i piccoli suoni” dei fiocchi di neve che cadono sulla loro pelliccia, osservando da vicino la moltitudine di forme.

Mentre Orsa e Lupo avanzano, si imbattono in una grande radura bianca nel bosco, un luogo vagamente familiare, perché ci sono già stati entrambi, ma d’estate. Quello che ora è un vasto ovale bianco era allora un vasto lago blu.
E poi arriva il momento per loro di separarsi e tornare alle loro vite separate, vissute parallelamente in questo mondo condiviso – Orsa deve tornare alla sua caverna in letargo con la sua famiglia, e Lupo deve tornare dal suo branco per correre alla ricerca di caribù.
Si voltano l’uno dall’altro e si allontanano.
Le stagioni cambiano, l’inverno si riscalda in primavera e in questa foresta torna la vita con la fioritura e il canto degli uccelli, Orsa e Lupo si incontrano di nuovo – diversi ancora, trasformati un po’ ma pronti a camminare di nuovo fianco a fianco nel mondo che condividono.

Questo meraviglioso albo illustrato, Lupo e Orsa di Daniel Salmieri edito da Il Castoro è una bellissima storia di amicizia che racconta il ritmo sottile della vita quando siamo aperti al mondo e gli uni agli altri.
Sono curiosi e amici, mentre camminano insieme, vedono nuovi dettagli nella foresta innevata. Insieme spiano un gufo in alto, guardano in profondità nella faccia ghiacciata del lago e contemplano il pesce che dorme sotto la superficie.

Lupo e Orsa è un bellissimo libro sulla compagnia, la natura e il tempo con parole potenti quanto le illustrazioni. C’è poesia nelle parole, la magnificenza del mondo naturale e il potere del semplice essere con un altro.
Una lettura tranquilla ma bellissima, splendidamente illustrata con colori tenui che catturano l’inverno, sia da vicino che da una prospettiva più distante. I bambini sono portati a pensare di rallentare e godersi tutti gli aspetti della natura come fanno Orso e Lupo.

La curiosità compassionevole è la qualità o la prospettiva di connettersi con un “altro” in un modo che dice che abbiamo il desiderio di capire ed esplorare questo “altro” in un modo attento e sicuro. Può sembrare molto da trarre da un libro illustrato su due animali, ma se lo leggete bene sono sicura che lo vedrete. Due animali che cacciano, nella desolata asprezza dell’inverno, si incontrano. Dove ci si potrebbe aspettare il confronto, invece c’è compagnia e apprezzamento. Mentre i nostri figli camminano in un mondo sempre più cupo e aspro, spero che possano trovare momenti di curiosità compassionevole e connessione con “l’altro”.

Buona lettura

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Pomelo Elefantino innamorato – Ramona Bădescu

Pomelo è innamorato.
Dell’undicesimo rapanello della terza fila.
Della rugiada. Un po’ anche di Gigi.
Della luuuuuuuna!

Pomelo, piccolo elefantino rosa con una lunga proboscide che vive in un orto all’ombra del suo soffione
e ci fa scoprire momenti di vita, pieni di domande e poesia.
Ed eccolo, Pomelo è tornato con tre nuove avventure. Questa volta però sarà anche alle prese con un sentimento speciale… (scopri le prime tre QUI)

In Pomelo – Elefantino Innamorato di Ramona BADESCU, illustrato da Benjamin CHAUD, edito da Terre di Mezzo, scopriamo che Pomelo può confondere allegramente il sentimento di amore e l’affetto per una cosa o una situazione.
Pomelo ama l’undicesimo ravanello della terza fila, ama Rita (la rana) anche se lei non la guarda mai, ama la rugiada, ama i fiori di carciofo, ama il suo soffione e ama il giardiniere che cura così bene i suo orto!
Pomelo un giorno è un po’ agitato, non capisce cosa sta succedendo al suo giardino: le piante di fragola non hanno fatto i frutti, le zucchine sono brutte, i pomodori sono scomparsi assieme al cielo blu e ai suoi amici.
Pomelo è triste, anche il suo soffione è volato via… Ma dal cielo inizia a scendere qualcosa: la neve!
Pomelo può rotolarsi nella neve, lasciare delle impronte, scivolare e costruire un soffione.
Pomelo è rosa ed elefantastico: è bello, non è mai spettinato, è impermeabile e ha tantissimi amici ed è l’unico a poter abitare sotto ad un soffione.

Come dicevo anche questo secondo libro è composto da tre episodi.
Nel primo, “Pomelo è innamorato“, troviamo appunto il nostro piccolo protagonista alle prese con l’amore.
Ma innamorato di chi? Di tutto ciò che lo circonda. Dalle piante agli animali, dai rumori alle cose per noi più semplici, come l’acqua, un sasso, la luna, i profumi. Il suo amore è dovuto allo stupore, al guardarsi intorno e accorgersi della bellezza del mondo delle piccole e “banali” cose che si hanno sempre vicine, ma spesso invisibili.
Amarle anche se non ci sono pienamente chiare, ma talmente belle da non poter restare indifferenti,
e in questo modo cercare di capirle un po’ di più.

Con i suoi occhi a palla, la lunga proboscide e soprattutto quel colore, così lontano da quello vero degli elefanti, non può non intenerire grandi e piccini. Carino, buffo e tenero, è perfetto per una storia legata all’infanzia.
Durante la storia Pomelo assume varie espressioni, una più azzeccata dell’altra, che lo rendono vero, reale,
in quanto sono espressioni tipiche dei bambini. Dubbio, felicità, tristezza, perplessità, sorpresa.
Diverte perchè è così semplice, quanto simpatico e ricco di sfumature.

Il secondo episodio, “La scomparsa“, trascorre il tempo e si alternano le stagioni.
Pomelo è spiazzato e triste perché da un giorno all’altro il giardino è diventato brutto, secco, perdendo i suoi colori vivi. Le piante hanno assunto un aspetto pessimo o addirittura sono scomparse.


Persino i suoi amici insetti non ci sono più. Il cielo è di un colore strano, minaccioso, come non l’aveva mai visto,
e il suo tanto caro soffione si sfalda, volando via. Pomelo cerca di impedirglielo, ma non ci riesce.
Poi però dal cielo scende qualcosa, qualcosa di nuovo e sconosciuto. E’ la neve.
Ma il piccolo elefantino non sa cos’è e rimane inizialmente interdetto, per poi lasciarsi andare, muovendosi,
rotolandocisi dentro e scoprendo un nuovo divertimento e tante possibilità di gioco. Potrà persino costruirsi
un altro soffione, questa volta di neve, anche per sentirsi un po’ meno solo.

I cambiamenti, dopotutto, lasciano sempre perplessi, a volte spaventati, ma bisogna avere il coraggio di affrontarli, esplorarli, farli propri, in modo che possano portare a esperienze nuove, che possano arricchirci, ampliando la nostra conoscenza del mondo.

L’ultimo episodio, “Pomelo è elefantastico“, esalta le qualità del nostro personaggio, proprio per mostrare che,
nonostante la sua piccola stazza, il colore particolare, il suo essere insomma diverso, è pieno di qualità invidiabilissime, come il poter diventare invisibile su sfondo rosa, l’essere grande rispetto ad altri esserini suoi amici, essere bello, impermeabile, pratico.
E la riflessione sulla diversità che diventa ricchezza è importantissima. Anche questa volta il tutto terminerà
ai piedi del suo amato soffione, da cui ritorna sempre.

Il testo dell’autrice è breve ma pieno di finezza. Su ogni doppia pagina, è una domanda che può sembrare banale ma rimanda ad altre domande per il giovane lettore. Tutte le storie consentono un’apertura su altre possibilità, su un’altra realtà.
La collezione è un successo, anche perché i disegni di Benjamin CHAUD apportano un vero valore aggiunto, non solo specchio del testo ma lettura integrale.
Pagina dopo pagina è un piacere per sognare, interrogarsi delicatamente, portare le distanze e trovare la parte bella delle cose.

Le avventure di Pomelo piacciono molto perchè…
Perché ci ricorda di amare la vita nei suoi aspetti più semplici e quotidiani per Pomelo, che è un elefantino dolce e sognatore, qualità indispensabili nella vita ❤
Perché ci fa immaginare e sognare tante storie e avventure dei piccoli animaletti che vivono in orti e giardini
Perchè, dopo la letture è bello disegnare assieme ai bimbi nuove e fantastiche avventure di Pomelo,
basta un foglio e un color rosa 😉

Per tutti i bambini alle prese con le prime dimostrazioni d’affetto
per tutti i bambini affascinati dalle stagioni e dalla natura!
Tre storie semplici ma ricche di emozioni, sorrisi e tenerezza
sarà impossibile non cercare sotto ai soffioni Pomelo il piccolo elefantino rosa

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Babbo Natale fa gli straordinari – Michele D’Ignazio

Da quando Babbo Natale aveva trovato un nuovo lavoro,
la sua vita era cambiata. E non poco.
Era molto felice di collaborare con la Befana.
Ma soprattutto adorava fare il netturbino.

Babbo Natale, dopo aver trovato finalmente il suo secondo lavoro come netturbino, è contento ed appagato, ama costruire i giocattoli chiesti dai bambini rigorosamente con materiali di recupero ed il sodalizio lavorativo con la Befana va alla grande. Ogni mattina, al rientro dal lavoro, Babbo Natale ama fare colazione insieme a Bice che, giorno dopo giorno, è diventata sempre più una persona importantissima per Babbo Natale.

Ogni mattina, al rientro dal lavoro, Babbo Natale e Bice fanno colazione insieme, e leggono le letterine dei bambini. Ci sono quelle classiche con richieste di giocattoli, ma ce ne sono altre con richieste particolari che mettono in difficoltà Babbo Natale.

«Per il prossimo Natale non desidero un dono, ma un perdono.»

«Vorrei più tempo con la mamma e il papà.»

Ma sono sopratutto le lettere di una bambina a turbare Babbo Natale.

«Caro Babbo Natale, nella città in cui vivo ci sono pochi alberi. La cosa strana è che non fanno frutti. Ma la cosa ancora più strana è che fanno pochissimi fiori. Ne sbuca uno ogni tanto. E appassisce subito. Mi mancano…Con i miei amici mi divertivo a osservarli da vicino, a sentirne gli odori. E ora? Dove sono finiti tutti i fiori? E i loro profumi? E i colori?

Mi puoi aiutare?».
Neve

Neve, nelle sue letterine non chiede regali materiali, nè, come qualche volta accade, qualcosa di immateriale come per esempio più pomeriggi da passare con mamma e papà. No. Neve chiede semplicemente a Babbo Natale di riportarle i fiori. Fiori?! Sì, avete capito bene.
Ancora una volta è quindi Babbo Natale il protagonista, con l’assistenza della Befana ma l’ingresso più importante è quello di Neve, una semplice bambina che tuttavia ha il potere di spingere Babbo Natale ad ascoltare il suo cuore, il suo personaggio è quindi quello che subisce l’evoluzione più grande in questo libro perchè non è solo un personaggio famoso per tutti, ma anche una persona che merita di vedere i suoi desideri realizzati.


Infatti mentre pensa a qualcosa che possa renderla felice, allo stesso tempo capisce che una volta anche lui stesso era un bambino con tanti desideri, alcuni dei quali li ha realizzati, altri che invece ha riposto in un cassetto e che forse è arrivato il momento di tirarli fuori.
Da qui inizia una nuova avventura che porterà Babbo Natale a partire insieme alla Befana per portare le api nella città di Neve.

Ma c’è dell’altro. Anche Bice ha scritto una nuova letterina per Babbo Natale e il suo desiderio lo scombussolerà ancora di più.

Babbo Natale fa gli straordinari edito da Rizzoli è l’attesissimo seguito di Il secondo lavoro di Babbo Natale, la seria ideata e scritta da Michele D’Ignazio ed illustrata da Sergio Olivotti.
Come già era accaduto con il primo libro della serie, anche questo volumetto ha una potenza che non ti aspetti. Queste pagine, nella sua semplicità e genuinità venata di tenera ironia, porta alla luce tematiche forti: l’amore per la natura, il rispetto dell’ambiente e la cultura del riuso, ma anche l’importanza di ascoltare il proprio cuore.


Con questo suo stile semplice ed ironico e arricchito da tantissime illustrazioni che vanno a caratterizzare questa storia, Michele D’Ignazio è ritornato con una bellissima storia di Natale che rende unico e speciale questo momento così delicato, che ci ricorda di non mettere da parte i nostri desideri ma soprattutto di apprezzare quello che si ha già, senza mai dare nulla per scontato.

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Pupazzi di Neve – David McKee

“Andiamo a fare un omino di neve” disse Rupert
“Un omino? siete sicuri?” domandò papà
“Io farò una donnina di neve” disse Kate

Rupert e Kate sono fratelli e sono i protagonisti, che in una giornata di neve decidono di fare un pupazzo di neve, ma se Kate vuole fare una donnina di neve, Rupert quasi sconcertato sceglie di fare il suo omino di neve. Prima comunicano le loro scelte ai genitori, che molto serenamente ritengono valide e belle entrambi le idee; genitori che nel loro essere e fare quotidiano sono rappresentati alle prese con le faccende che “solitamente” vengono etichettate al rispettivo compagno.
infatti il papà i bambini lo interrogano finchè è alle prese con le pulizie con l’aspirapolvere e la mamma con martello e chiodi sta fissando un quadro in casa.
E poi via! Entrambi con entusiasmo si adoperano per creare i loro pupazzi.


Indossati, guanti, sciarpa, giubbotto e berretto eccoli uscire, Rupert per fare un omino e Kate una donnina.
Non manca nulla ai due pupazzi di neve, grazie a mamma e papà l’omino di neve e la donnina di neve infatti hanno anche i loro cappelli e la loro sciarpa e non manca la foto ricordo…anche perchè dopo la notte forse i pupazzi potrebbero non esserci più…

Pupazzi di neve di David McKee edito da Mondadori, vede i piccoli Rupert e Kate intenti a costruire un pupazzo di neve. Rupert è felice, ma Kate vorrebbe realizzare una donnina di neve. Certo, nessuno ne ha mai vista una… Però, in fondo, chi ha detto che non si possa fare?


Ancora una volta un bel albo illustrato che insegna a guardare il mondo senza pregiudizi di genere e a sostenere con forza le proprie idee, dall’autore di Elmer.

Con la naturalezza e la semplicità di pensiero dei bambini, i due insieme trovano questa soluzione creativa alla questione, una soluzione che diverte e fa riflettere su un tema importante e di grande attualità come quello dei pregiudizi legati al genere.
Un classico scritto oltre trent’anni fa che, oggi più che mai sarà amatissimo anche dai nostri bambini.

David McKee deve gran parte della sua notorietà all’aver ideato un personaggio potente ed amatissimo dai  bambini: Elmer l’elefantino variopinto, che ha fatto della sua diversità una bandiera. Una riflessione quella che riguarda l’identità, il rapporto con se stessi, la relazione con gli altri che è presente in tutta la produzione dell’autore inglese, a partire da Elmer fino ad arrivare ai Due mostri protagonisti delle altre sue storie illustrate.
Con grande intelligenza e sapienza David Mckee è riuscito a regalare ai bambini di tutto il mondo albi che sanno far riflettere ma con grande leggerezza, avulsi da qualsiasi tipo di moralismo o conformismo, ma anzi propagatori di valori profondamente universali oltre che di un’idea d’infanzia assolutamente libera e selvaggia.
Nella vasta produzione disegnata di David McKee due possono essere i filoni principali da cui far partire la nostra analisi: da una parte l’accettazione della diversità e dall’altra la creazione fantastica del reale, o, se vogliamo, la normalità quotidiana nel suo rapporto con la fantasia e la fiaba.
Tutte qualità speciali che possiamo riscontrare anche in questo ultimo titolo Pupazzi di Neve.

Consiglio la scuola anche alle maestre, ai nonni, ai genitori in biblioteca… perchè è un albo che insegna a guardare il mondo senza pregiudizi di genere e a sostenere con forza le proprie idee.

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Mamma Volpe – Amandine Momenceau

“Ha nevicato molto stanotte.
Non vi allontanate troppo piccoli miei.”

In una bella giornata di sole invernale, ai margini di un bosco, una volpe e i suoi cuccioli si godono il sole. I quattro cuccioli giocosi che si nascondono in questo fresco paesaggio innevato. La mamma li perde rapidamente di vista. Vorrebbero giocare a nascondino?

Il bellissimo album Mamma Volpe di Amandine Momenceau, animato da pagine tagliate, invita a partecipare anche noi al gioco.
La parte di “nascondino” viene lanciata e funziona meravigliosamente grazie alle animazioni dell’autore. L’obiettivo è vagare da una pagina all’altra, i ritagli lasciano molto spazio per scoprire gli elementi nascosti. Divertente a volontà, la calma è essenziale per gli eventi mentre ci lasciamo trasportare dall’allegria dei più piccoli.

Li cerchiamo come mamma volpe, alzando una pagina, scoprendo un nuovo paesaggio e una volpe qui, un altro dietro un cespuglio, un altro ancora dietro la mamma volpe.

Il libro ci invita a giocare, a camminare, ripercorriamo i nostri passi, ri-girando una pagina per vedere come il piccolo si è nascosto in questo paesaggio immacolato.

Mamma Volpe edito da Pulce edizioni è un libro sorprendentemente elegante ed essenziale che riesce a sorprenderci con la sua costruzione semplice e geniale…con forme pure ed eleganti e colori morbidi e teneri.

“Dobbiamo sbrigarci, è notte ormai.
Io lo so perchè giocate a nascndino
è per stare fuori il più a lungo possibile.
Ma adesso bisogna proprio andare a dormire.”

L’album, fatto di carta fustellata e sagomata, è realizzato in modo tale che il contorno degli alberi risalti nella pagina e dia alla foresta tutta la sua imponenza, rivelando gradualmente la sua estensione e profondità.
Il taglio dà sollievo a piante, animali, con la sensazione di poterli sentire sotto le dita.

Una bella e gioiosa passeggiata attraverso paesaggi innevati, che termina calda, rannicchiata contro la mamma…
Un album con un testo delicato che rivela tutta la tenerezza, l’attenzione e la serenità di questa madre volpe.

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Questa è la storia di TopoLina – Emanuela Nava

Questa è la storia di TopoLina
e della neve che cadde a primavera.

Questa è la storia di TopoLina, una piccola topina che non ha mai visto la neve e non riesce a gestire le sue emozioni.
TopoLina di fronte a questo cambiamento è spaventata ma allo stesso tempo ne è attratta. Le sue zampine lasciano impronte curiose, orme rabbiose, orme più delicate.
Esce fuori di casa a scoprirla ma purtroppo la neve continua a scendere fino a nascondere la sua tana.
TopoLina si arrabbia, ha paura di non ritrovare più la sua casetta. Comincia a correre, sentendosi perduta, finché finalmente si accorge che sulla neve ci sono delle impronte, ce ne sono tante, disegnano bellissimi percorsi sul tappeto bianco del prato, e decide di seguirle.

“Fu mentre si muoveva avanti e indietro
che vide le impronte.
Ce n’erano tante sulla neve fresca:
frettolose, indecise, pesanti, leggere,
persino innamorate.

Aveva freddo, era arrabbiata, ma le piacevano
qui segni bellissimi disegnati sulla neve.”

Incontra altri animali: Volpe, Scoiattolo, Talpa, Daino e Capriolo.
TopoLina però non riesce a comunicare con loro, non può parlare, e non capisce le loro parole, allora prova a tracciare delle impronte, in direzione della sua casa, proprio come quelle che aveva seguito all’inizio.
Inizialmente gli animali la trovano strana, molto strana, non la comprendono, fanno fatica a comunicare con lei, ma poi Volpe guarda le orme e capisce che TopoLina sta chiedendo loro di seguirla.
Volpe intuisce il bisogno di TopoLina e attraverso il disegno comunica con lei.
..insieme tutti iniziano anche a scavare per aiutarla a ritrovare la sua casa, e a loro se ne aggiungono altri, perchè la generosità diventa contagiosa e aiutare un’amica è divenuto un bel gioco di squadra.

“Tutti scavavano:
era un bel gioco aiutare un’amica.”

Emanuela Nava ha una dote speciale nel trovare le parole giuste per dire anche le situazioni più complesse alle orecchie dei bambini. Lo dimostra, una volta di più, con Questa è la storia di TopoLina: un racconto in forma d’albo illustrato, con le splendide illustrazioni di Simona Mulazzani, in cui le difficoltà comunicative che affliggono diversi bambini trovano voce attraverso la minuta figura di una topina del bosco.

E’ una storia che permette a tutti i bambini di riflettere su ciò che significa comunicare in modo diverso. Un manifesto che fa provare empatia e fa comprendere l’importanza di garantire a ogni persona il diritto a essere ascoltata, anche quando ciò richiede uno sforzo: un modo bellissimo di crescere e diventare grandi.

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Allianz UMANA MENTE e Confcommercio – Imprese per l’Italia, che hanno creduto nel suo scopo: spiegare a grandi e piccini che comunicare è un diritto di tutti.

Ci auguriamo che i passi di TopoLina sappiano guidare ognuno di noi all’ascolto paziente di chi non può parlare ma ha sogni, emozioni e pensieri che può condividere con noi.
Delicatissima, nelle parole e nelle illustrazioni, Questa è la storia di TopoLina è una storia di silenzi esterni che non corrispondono a silenzi interni, di amicizie che fanno trovare soluzioni inattese e di modi di relazionarsi insoliti ma straordinariamente affascinanti. Muovendosi in punta di piedi, Emanuela Nava e Simona Mulazzani dipingono un quadro fantastico in cui la disabilità, le difficoltà che implica e le risorse che fa emergere, non vengono mai citate esplicitamente ma trovano una rappresentazione lucidissima ed efficace.

Gli albi come Questa è la storia di TopoLina trasformano così esperienze particolari e importanti, come quella del Centro Benedetta d’Intino di Milano, in storie di grande fascino che arrivano al lettore grazie a un alleato prezioso: l’emozione…ancora una volta complimenti a Carthusia edizioni per aver dato vita ad un albo illustrato dedicato al “diritto di comunicare”.

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Peter nella neve – Ezra Jack Keats

Un mattino d’inverno
Peter si svegliò e guardò fuori dalla finestra.
Durante la notte aveva nevicato,
la neve copriva ogni cosa,
fin dove Peter riusciva a guardare.
Dopo aver fatto colazione, si mise la sua tutina e corse fuori.
La neve era stata raccolta in grandi mucchi ai lati delle strade,
per fare in modo che si potesse passare.

Crick crock crick crock…
i piedi di Peter sprofondavano nella neve.”

Peter è un bimbo, che come tutti i bambini ..e pure noi grandi 😀 , adora la neve e quella mattina, forse a svegliarlo è stato proprio il candore abbagliante della neve. Ne rimane fin da subito incantato e quasi incredulo, lì davanti alla finestra ammira la sua città completamente innevata.
Il passo successivo quale può essere se non ovviamente catapultarsi fuori!
Una colazione veloce, via fuori indossando un giubbottino con cappuccetto rosso in perfetto stile fiabesco.

Eccolo Peter fare i suoi passi sulla neve fresca e guidare i lettori in questa avventura giocosa.
Il piccolo Peter fa proprio quello che tutti i bambini fanno con la neve fresca: ci gioca!


Lascia le impronte con i piedini girati così e in cosà, facendo singoli passi oppure lunghe linee trascinando i piedi sulla neve morbida, ci disegna sopra con un bastoncino, la fa crollare dai rami bassi di un albero, ci costruisce un immancabile pupazzo di neve con il sorriso, prova più volte a creare la sua impronta di un angelo, e poi ne raccoglie un pugnetto, la stringe forte e se la mette in tasca. Per dopo, a casa ❤
Sì perchè Peter è quasi dispiaciuto di tornare a casa e di dover salutare la neve, ecco perchè raccoglie «una bella manciata di neve, poi un’altra e un’altra ancora, le pressò per bene e mise la palla di neve in tasca».

L’abbraccio caldo della mamma e della casa riscaldata avvolgono Peter che però teme che la magia incantata del bianco manto niveo scompaia.

«Ma quando si svegliò, il sogno svanì:
la neve era ancora dappertutto.
Anzi, ne stava cadendo di nuova!».

Suoni ovattati, impronte, palle di neve, piedi strascicati, nevicate procurate dagli alberi grondanti neve… pagina dopo pagina entriamo nell’animo inebriato di Peter che gioca, corre e sperimenta libero nella neve.

Peter nella neve di Ezra Jack Keats, edito da Terre di mezzo è un albo illustrato che finalmente, a quasi di sessant’anni dalla sua prima edizione in USA, ora è arrivato anche qui in Italia, Peter, questo bambino nero nella sua riconoscibile tutina rossa che gioca spensierato sulla neve bianca.

L’autrice Ezra Jack Keats nasce nel 1916 a New York da genitori ebrei emigrati dalla Polonia. Si appassiona fin da bambino all’arte e incomincia la sua carriera di illustratore agli inizi degli anni ’40, lavorando soprattutto per committenze di tipo commerciale. Nel 1962 gli viene chiesto di scrivere e illustrare un libro tutto suo e, grazie a questo invito, nasce il personaggio di Peter.
Peter con la sua storia è stato il primo albo di successo negli Stati Uniti ad avere un bimbo nero come protagonista, rompendo la “barriera del colore”. Ezra Jack Keats credeva infatti che tutti i bambini dovessero avere la possibilità di riconoscersi nei libri che leggono e che amano.
Nel 2012 la rivista dei bibliotecari americani l’ha inserito al quinto posto tra i 100 migliori albi di tutti i tempi. Un piccolo classico tradotto in 13 lingue, vincitore della Caldecott Medal 1963, fino a poco tempo fa inedito in Italia.

Un albo illustrato delizioso, che piace molto ai bambini, una bella storia per celebrare la neve e la sua magia, l’eccitazione felice del gioco e lo sguardo incantato dei bambini che quando escono tra la neve sembrano avventurarsi proprio in un altro mondo, indipendentemente dal colore della loro pelle ❤
Proprio come il testo della storia, che non parla del suo essere “nero”, ma semplicemente della felicità di questo bambino!

Da un articolo tratto dal The Minneapolis Star del 1962 si legge: “Un’insegnante delle elementari raccontò che prima di leggere ‘Peter nella neve’ alla classe, composta prevalentemente da bambini neri, sia i bambini neri che i bambini bianchi usavano il rosa per disegnare sé stessi. Dopo aver letto la storia, i bambini neri iniziarono ad utilizzare il marrone. Keats commentò: ‘Vedersi nei libri dà un senso di appartenenza’”.

Ma la rivoluzione di questo albo non si ferma qui. Keats decide di rompere la tradizione anche dal punto di vista grafico e stilistico. Peter nella neve è pura sperimentazione di materiali, forme, e colori: le illustrazioni dipinte a mano si uniscono al collage (realizzato con carte provenienti da tutto il mondo) Peter, è un bambino senza tempo che gioca, sperimenta, si diverte un sacco, osserva…semplicemente la neve 🙂

Se cercate qualche titolo da mettere sotto l’albero e da leggere ai più piccoli, ecco questo merita davvero un posto speciale!

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Il pupazzo di neve – Raymond Briggs

E’ la vigilia di Natale.
E c’è un bambino che dalla finestra della sua cameretta vede scendere la neve.
Come ogni bambino che si rispetti è felice. Il suo viso si illumina e corre a vestirsi.
Chiede alla mamma il permesso di uscire per poter fare quello che fanno di solito i bambini in queste circostanze: Costruire un pupazzo di neve! Prima di dare inizio all’opera recupera alcuni materiali utili.
Un vecchio cappello, una sciarpa, qualcosa che possa andare bene per gli occhi e il naso.
E poi esce, con un sorriso e la mente piena di fantasia.

Prima crea il corpo, enorme. Poi mette una grossa palla di neve sul busto per modellare la testa. Costruisce le braccia, le gambe e…ci aggiunge il cappello… e una sciarpa!
Con dei piccoli pezzi di carbone crea gli occhi e, con un mandarino, il naso. Alla fine tratteggia la bocca.
In poco tempo il bambino crea uno Pupazzo di Neve dalla faccia simpatica.


Ma si sta facendo tardi. La mamma lo chiama. Fa freddo e bisogna andare a letto presto.
Perchè, si sa, Babbo Natale è in arrivo. E così il bambino se ne va a dormire.
Quando ad un certo punto della notte viene svegliato da una luce, che sembra magica.
Si affaccia…e la sua sorpresa moltiplica quando vede il pupazzo di neve che si muove e lo saluta!
E’ l’inizio di una magica avventura natalizia!

Entrano in casa, in soggiorno, in cucina, in camera da letto. Tutto è nuovo per il pupazzo: il televisore, il frigo, gli abiti, i giocattoli… Comincia a divertirsi come un matto.
Alla fine il pupazzo di neve prende per mano il bambino e lo conduce di nuovo in giardino.
E ora?! Via a correre a perdifiato in mezzo alla neve, finché, d’incanto, spiccano il volo, su, su, sempre più in alto.


Volano abbracciati su città e villaggi, valli e montagne fino al mare sconfinato, aspettando insieme il sorgere del sole…
Si è ormai fatto tardi ed è giunta l’ora di ripartire. Il bimbo e il pupazzo di neve ancora una volta si librano in cielo, in alto, in alto, sorvolando valli e montagne, villaggi e città… Insieme, atterrarono nel punto esatto da cui erano partiti. Il giardino è avvolto dal silenzio, è ora di andare a dormire.
Una notte trascorsa con grande intensità, in cui ogni piccolo gesto acquista valore, a sottolineare forse la preziosità di quell’amicizia effimera trascorsa a divertirsi e a conoscersi.


Il libro si apre e …si chiude con un risveglio, molto ricco ed emozionante.
Qualcuno potrebbe forse provare amarezza nel finale. E’ un finale che si chiude con un risveglio e con la fine di un sogno (vero o reale che fosse) resa tangibile da ciò che, potete immaginare, rimane di un pupazzo di neve dopo una notte probabilmente non particolarmente fredda.
Penso invece che questo finale renda ancor più valore e magia alla notte di amicizia e avventure trascorsa dal bambino nella frenesia di gustarsi avidamente un momento magico, presente.

Il Pupazzo di neve di Raymond Briggs edito da Rizzoli è una storia estremamente poetica, commovente e piena d’affetto, ma anche molto movimentata e puntellata di accadimenti. E’ una storia in cui umanità ed empatia raccontano illustrazione dopo illustrazione dettagli e danno forma a ogni gesto.

Raymond Briggs è un illustratore britannico nato nel 1934 è particolarmente famoso per il suo libro “The Snowman” pubblicato nel 1978 e conosciuto in Italia come Il pupazzo di neve. Il libro ebbe subito successo e nel 1982 divenne un cartone animato di 26 minuti. Ebbe così successo che è divenuto un appuntamente natalizio d’obbligo del Natale!
Il libro è senza parole, rientra quindi tra quelli che oggi vengono chiamati silent books e la forza sta proprio qui, in queste illustrazioni a matita, morbide, delicate…bastano da sole a creare l’atmosfera di questa piccola storia magica, in cui un pupazzo di neve prende vita per una notte, facendo vivere al piccolo protagonista una meravigliosa avventura.

Un racconto poetico, un’avventura magica, un finale malinconico, l’innocenza dell’infanzia…
Un’amicizia speciale fra un bambino e il suo pupazzo di neve
Guardarlo, sfogliarlo, seguire le loro avventure è una gioia per gli occhi e un balsamo per il cuore.

Perchè insegna a credere nei propri sogni.

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Un Lupo nella Neve – Matthew Cordell

Un lupo nella neve è un silent book
perfetto per le fredde giornate invernali
..bilancia un freddo paesaggio invernale
con caldi sentimenti di gentilezza.

Come in tutti i silent book le immagini sono così potenti da non aver bisogno di parole. Il lettore sbircia dalla finestra di una casa nel bosco: al suo interno vive una bambina e i suoi genitori.


La bimba di rosso vestita saluta i genitori come fa ogni giorno e va a scuola, all’uscita, sulla via del ritorno, viene sorpresa da una tormenta di neve, perde la strada di casa e si trova smarrita.
La stessa sorte capita in contemporanea a un cucciolo di lupo che finisce per restare indietro rispetto al suo branco e a ritrovarsi solo in mezzo alla bufera.

A un certo punto avviene l’incontro. Due sguardi persi che si trovano. La bambina che tende le braccia verso il lupo. L’animale che si lascia aiutare e stringere in una presa calda. Più della paura può l’umanità.
Superato il timore del primo incontro, i due decidono di affrontare insieme l’ignoto nel tentativo di ritrovare le rispettive famiglie, condividendo la preoccupazione, la paura e la difficoltà di procedere in una situazione ostile.


Il lupetto, spaventato ed infreddolito, si lascia prendere in braccio dalla bambina, che arrancando sotto la neve riesce finalmente a riportarlo alla famiglia di lupi. Ma anche lei in fondo è un cucciolo da salvare e proteggere. E mamma lupa, anche se è una lupa, lo capisce.

Sa cosa fare per ricondurla sana e salva a casa. E sarà proprio uno dei quei lupi che, ululando insieme agli altri, riuscirà a salvare la bambina dal cappotto rosso, facendola ritrovare dai suoi genitori.

Un Lupo nella Neve di Matthew Cordell edito da Clichy Edizioni è una storia, semplice ma emozionante, una storia come dicevamo senza parola ma come unico sottofondo l’ululare dei lupi.
Una storia ricca di emozioni, dove tutto sembra così lontano e irreale ma allo stesso tempo avvertiamo dalle emozioni quanto sia vicino e anche possibile. Pagina dopo pagina scopriamo e diamo noi voce ad una grande storia ricca di meraviglia e di vita…Una storia di amicizia, di aiuto reciproco, e di coraggio.

Un lupo nella neve nasce da un disegno fatto dall’autore, senza nessun intento di inserirlo in una trama di un libro. Lo pubblica su Facebook e molti dei suoi contatti gli suggeriscono che dovrebbe scriverci una storia.
Matthew non è convinto. Di fatto questo lavoro che tra le nostre mani ci arriva senza una sola riga di testo si rivela una delle sfide più grandi per il suo creatore.

L’autore ha vinto con questo libro la medaglia Caldecott del 2018, uno dei più prestigiosi premi americani per la letteratura per bambini.
La disposizione delle immagini dà ritmo alla storia; i disegni si sviluppano sia nella doppia che nella singola pagina, a volte sono rinchiusi in vignette tonde, e altre volte ancora ci sono più disegni piccoli in successione.
Le uniche parole del libro sono onomatopee.

Un’illustrazione che mi è rimasta particolarmente impressa è lo sguardo della mamma lupo quando ritrova il suo cucciolo, che esprime come i sentimenti delle mamme sono molto spesso universali.
A una lettura più attenta potrete anche vedere nel lupo la metafora del diverso, di chi ci fa paura e poi ci salva, di chi vorremmo cacciare e poi invece si rivela umile e generoso.
Potrete leggerci tutto questo e anche di più...

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Tantissimo bene…e tanto altro – Émile Jadoul

Per chi cerca libri cartonati unici,
fulminei e con illustrazioni essenzialmente visive.
Per chi cerca libri per piccini originali..
Per chi cerca un libro per dire…ti voglio Tantissimo bene!
Per chi cerca un libro che profumi di casa e di calzini!
Per chi cerca un libro che stuzzichi i bambini con il lupo!
Per chi cerca un libro molto divertente…perchè tutti ci vanno!

Pulce edizioni ci propone alcuni titoli di Émile Jadoul. I libri presentano un formato resistente, con le pagine cartonate e le punte arrotondate. Siete curiosi di conoscerli?

TI VOGLIO BENE …E TU?
UN POCHINO
IO TI VOGLIO DAVVERO MOLTO BENE! …E TU?

Tantissimo bene, ha come protagonista un gattone che dichiara il suo affetto a un pesciolino rosso nella boccia di vetro: “Ti voglio bene… e tu?”.


Il pesce non è proprio convinto, appare sul chi va là, non si sbilancia. D’altronde fidarsi di un micione che ti osserva intento e sembra volerti acciuffare da un momento all’altro, non viene proprio automatico.
Il testo ha un ritmo cadenzato, e consiste in un dialogo tra i due protagonisti. Lo sfondo è bianco e i disegni hanno un marcato contorno nero.


Qui l’autore gioca proprio apertamente con l’ambiguità di questo rapporto tra gatto e pesce: quali sono le vere intenzioni del micione? se lo mangerà o no il pesciolino? gli vuole realmente bene? perché lo vuole tirar fuori da lì? dove lo sta portando?


Beh, la conclusione spiega tutto e piacerà assolutamente molto ai bambini..e anche al pesciolino.
Una storia tanto carina che insegna ai piccoli, e ricorda ai grandi, che quando c’è affetto si possono superare tutte le difficoltà e tutti i limiti.

 

VEDI LEO, TUTTI CI VANNO!

ALLORA SE TUTTI CI VANNO,
CI VADO ANCH’IO!

Ma dove stanno andando così di corsa il papà, la principessa, l’indiano, la strega, la mamma e addirittura il principe?!?


Tutti ci vanno, sempre di Jadoul si rivela invece un divertente libro per tutti i bambini che si decidono a togliere il pannolino e devono iniziare a usare il bagno come i grandi.

 

OH! UNA CASA…
AH! UN NASCONDIGLIO…
MMMM… UNA TANA SOFFICE SOFFICE!

C’è un calzettone di lana verde e blu, abbandonato sul manto nevoso, oggetto che viene immediatamente considerato “casa” e riparo dato il freddo che c’è fuori e così diventa nascondiglio, tana, caverna per una serie di animaletti che passano di là: un topolino, un maialino, un coniglio, un orso ecc. All’interno è un po’ rumoroso e si sta stretti, ma c’è un bel caldino…

Ma… di chi sarà il calzino? Ve lo lascio scoprire da soli e vi assicuro che anche questa volta il finale non delude 😀
Però vi devo avvisare…non stupitevi se i bambini cercheranno un buchino nei loro calzini 😉


Questo libro si presta benissimo oltre alla lettura ad alta voce e alla creazione di un piccolo teatrino con un calzino e gli animali che si rifugiano dentro.

 

DALLA FINESTRA DI CASA SUA
GRANDE CERVO GUARDA FUORI

CERVO… CERVO… APRIMI! ARRIVA IL LUPO…
ENTRA, CONIGLIETTO! STIAMO VICINI…

Cervo abita vicino al bosco. Osserva il mondo dalla finestra della sua casetta.
Tutto sembra calmo e pacato quando un giorno alla porta iniziano a presentarsi tutti i suoi amici più cari, trafelati e con una gran fretta di entrare in casa, come se stessero scappando da qualcosa. O qualcuno….
Dalla finestra è basato sulla ripetizione e propone il classico gioco dei fraintendimenti che sempre piace un sacco e stuzzica i bimbi.


Le immagini e l’azione, il testo essenziale, ci portano a pensare subito solo a una cosa “Oh oh, aiuto, sta arrivando il lupo cattivo, salvatevi animaletti!“, mentre la scoperta finale ribalta tutte le aspettative e invita a non fidarsi delle apparenze.

“È all’interno dell’orecchio mi arrivano le parole dei miei libri.
La mia matita le disegna e inizia l’avventura.
Nevica spesso nei miei disegni.
Un piccolo coniglio mi accompagna;
poi gli metto una sciarpa al collo in modo che non prenda freddo,
qualche volta la condivide.

Ecco come comincia una storia”
Emile Jadoul

Quattro libri illustrati dal formato fresco, con copertine che attirano le manine dei bambini e invitano ad essere letti uno dopo l’altro, grazie al loro formato resistente e alle pagine cartonate si prestano benissimo per i più piccini. Infatti questi rappresentano una prima proposta di lettura destinata per la maggior parte ad un pubblico molto speciale ed esigente, i piccolissimi! Con qualche concessione anche ai più grandicelli, che vogliono cominciare a leggere da soli, casomai ai fratellini 😉
E’ necessario sottolineare che, a differenza di molte pubblicazioni per la primissima infanzia, che sono solitamente cataloghi di cose, questi albi contengono una storia che, per quanto semplice (ma molto divertente), permettono al bambino di approcciarsi ai meccanismi della narrazione.
Spiccano decisamente questi albi del sempre ottimo Émile Jadoul, autore belga che dedica buona parte del suo attento lavoro ai bimbi molto piccoli.

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Olly va a sciare – Elsa Beskow


Quando Olly compì sei anni,

ricevette in regalo dal padre un paio di sci nuovi.
Olly non stava più nella pelle
per l’attesa e continuava a chiedersi:

“Arriverà mai l’inverno quest’anno?”.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter.
Il suo stile inconfondibile ha sempre cercato di rappresentare la natura in modo delicato, raccontando storie di vita quotidiana strettamente legate al suo mondo in cui gli elementi naturali prendevano vita.
Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly va a sciare è una fiaba di Elsa Beskow, pubblicata in Italia da Officina Libraria è una fiaba che ha più di 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei!

Olly è un bambino di 6 anni. Vive ai margini di un bosco con la sua famiglia. Riceve per il compleanno un paio di sci tutto suo dopo quelli smessi dal figlio del mastro dove lavora il padre.
Manca solo la neve!

Alla fine l’inverno arrivò.
Un paio di settimane prima di Natale
la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi
e nevicò per due giorni e due notti di fila
così che tutto venne avvolto
da una pesante coltre bianca.

Ah, quanto era felice Olly!
Così felice da fare tre capriole nel letto!

Non si era mai vestito così in fretta prima;
forse si mise perfino qualcosa al contrario.

Poi di corsa dalla mamma:
“Mamma, mamma,
posso andare subito nel bosco?”

L’intraprendenza del bambino è vera, credibile, convincente, tangibile sia nel testo, sempre puntellato da numerosi dialoghi, sia nei quadretti in bianco e nero posizionati di tanto in tanto all’interno della righe stampate. Pare quasi di averlo accanto, Olly, mentre trangugia la colazione, monta sugli sci e salutando mamma e fratellino si avvia verso il bosco.
E’ ovvio che Olly non aspetta altro, indossa i propri sci e va!
Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno.
Olly è davvero così felice che chiama ad alta voce proprio il Re Inverno per ringraziarlo. Al suo posto compare Mastro Gelo, un anziano signore barbuto, di bianco vestito, che con il solo soffio cosparge di brina e neve il cappotto di Olly.

E così s’incamminarono attraverso il bosco,
Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Mentre il dialogo tra i due si fa sempre più amichevole, compare una signora anziana, incappucciata, infreddolita, raffreddata, che viene prontamente -e malamente- scacciata da Mastro Gelo.
È la vecchia Sgelo che sbaglia sempre i tempi e al suo passaggio scioglie la neve per preparare l’arrivo della sua signora, la Primavera!

Ma la vera avventura per Olly deve ancora incominciare.
Con lui Olly arriverà scivolando e racchettando al palazzo del Re Inverno, dove assisterà, all’incredibile lavorio del popolo lappone al suo servizio, intento a preparare quelli che di abitudine sono i regali che chiedono i bambini svedesi: scarponi in pelle per sciare, calzettoni e guanti da sci con polsini lunghi fatti a maglia con magnifiche rose ricamate sopra, sci, slittini e pattini da ghiaccio. Ma al suono del gong…tutti fuori a giocare e allora sì ebbe inizio il divertimento!

E proprio qui accompagnato da Mastro Gelo, Olly conosce Re Inverno, una figura davvero imponente con al seguito due trichechi. Re Inverno, dopo averlo conosciuto, promette a Olly dei pattini nuovi, dato che non li ha mai avuti e gli permette di giocare con i bambini che al castello stanno lavorano per la realizzazione di semplici giochi. Quei regali arriveranno sulla porta di casa il giorno dopo.

Ti sei divertito?chiese Mastro Gelo, che arrivò proprio in quel momento.
Non mi sono mai divertito tanto in vita mia!”.
Non fatico a crederlodisse Mastro Gelo compiaciuto. Dopodiché legò una renna davanti agli sci di Olly, sali anche lui sugli sci per guidare e si misero in viaggio attraverso la grande torbiera dove Olly di solito raccoglieva more boreali durante l’estate.

Ritorna la calma, la tensione cala, Mastro Gelo conduce Olly fino al margine del bosco, verso casa. Ormai saldo, il legame tra il bambino e la natura, nella realtà fantastica, proseguirà nel tempo e quando Olly troverà due pacchetti regalo con pattini e sci davanti alla porta di casa, saprà da chi provengono;
quando vedrà la pioggia, il vento e il fango spazzare via il paesaggio invernale tanto amato da lui e suo fratello, saprà che vecchia Sgelo sta ormai compiendo il suo inevitabile lavoro 😉

Una storia, viva perché popolata da tanti personaggi, incantatrice, come solo l’immaginazione dei bambini sa essere, da assaporare e in cui accoccolarsi in attesa della neve. Grazie alle illustrazioni a piena pagina, accolte sempre nella tavola di destra, sono ariose, movimentate, luminose, dipinte con varie tonalità di bianco.

Una storia che ha il sapore della leggenda, basti sapere e ricordare come molti di noi sono cresciuti sentendo la leggenda dei giorni della merla che spiegava il freddo di fine gennaio. A inizio novembre ci sono giorni di sole perché è l’estate di San Martino, legata alla famosa cappa ceduta per benevolenza. Re Inverno non fa più parte delle storie che raccontiamo ai bambini, ma è una tradizione culturale molto presente in altri paesi soprattutto del Nord Europa. In Russia, durante gli anni in cui era proibito il culto cattolico, i bambini non potevano aspettare la nascita di Gesù Bambino, almeno ufficialmente, allora si rimediava dicendo che aspettavano Nonno Gelo o Re Inverno.

Una storia che merita di essere letta ai bambini perchè parla in modo originale del Natale, senza nominare Babbo Natale. Infatti Re Inverno porta doni ai bambini, vive in luogo pieno di ghiaccio dove i lapponi realizzano oggetti in legno e stoffa per i bambini. La sovrapposizione delle due figure è chiara, ma in Olly va a sciare è il legame tra favola e stagione il tema principale.

Buona lettura!
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