Adelina Testafina e la lettera d’amore sbagliata – Cristina Marsi

“Ooooh… ma è un’orribile lettera d’amore!
Con tanto di cuoricini. Ovviamente il piccione ha sbagliato indirizzo!”

Alzi la mano chi non ha sognato almeno una volta nella vita di ricevere una letterina d’amore o di trasformarsi in investigatore?
Adelina e il suo piccolo gatto, Bricco sono già abili investigatori, grazie alle loro lunghe camminate raggiungono tutti i luoghi nei dintorni, preziosa la mappa a inizio e fine libro che localizza tutti i luoghi salienti dell’avventura che i nostri piccoli e furbi protagonisti sono pronti a intraprendere senza alcuna paura, come due seri investigatori.

Adelina è una bambina intraprendente e curiosa. Le piace ficcare il naso un po’ dappertutto e quindi spesso si ritrova a dover risolvere misteri e a calarsi nei panni di un’investigatrice.
Vive così divertenti avventure, tra fantasia, immaginazione e realtà, all’interno del quartiere in cui vive.
In questo secondo libro, che la vede protagonista, un piccione viaggiatore le recapita una lettera d’amore!

Ma dalle parole sdolcinate, Adelina capisce che la lettera non è per lei.
La nasconde immediatamente perchè solo leggerla l’ha fatta arrossire e immagina come potrebbe sentirsi in imbarazzo se i suoi genitori la trovassero.

Ovviamente chiede subito consiglio alla sua vice nonna Mafalda, la quale le suggerisce di cercare il vero destinatario con gli indizi che ha e quindi non può che basarsi sulla scrittura ma anche sulla carta da lettere utilizzata. Insieme al gatto Bricco e con l’aiuto anche del piccione viaggiatore che Adelina tiene ben ancorato a sè per paura che scappi prima di arrivare alla verità sono pronti per dare inizio alla ricerca.
Il pennuto (che si chiama Agostino) ha evidentemente sbagliato indirizzo. Quindi con il fido Bricco, munita di merenda, cartina della città, biglietto d’autobus, candela e borraccia, si parte per questa nuova indagine!

Riuscirà a scoprire a chi è indirizzata la lettera e chi l’ha scritta?
Quello che Adelina ignora è che alla fine avrà una bella sorpresa su questo mistero.
Alla fine sapremo chi sono il misterioso P e la vera destinataria della lettera?

“Che vuole da me signorina?”
“Voglio aiutarla a consegnare la lettera di persona…”
“Mi risulta difficile dichiarare i sentimenti delicati.”
“Oh lo capisco, ma se lo farà, starà meglio…
E mi chiami Adelina, smetta di darmi del lei, che ho cent’anni di meno”

Adelina Testafina e la lettera d’amore sbagliata di Cristina Marsi edito da Terre di mezzo è una storia a capitoli, curiosa e appassionata, sempre in bilico tra la realtà e l’immaginazione più sfrenata, Adelina è un personaggio che somiglia a tanti dei nostri bimbi, che non faranno fatica ad immedesimarsi e immergersi nella lettura. Perfetta dai 6 anni in sù, o per una lettura condivisa 😉


La lettura è molto scorrevole e piacevole, con il giusto mix delle bellissime illustrazioni firmate da Francesca Carabelli che aiutano ad entrare ancora di più nella storia e anche conoscer in qualche modo i protagonisti.
Adelina sa come incantare i bambini, sa come farli divertire ma sa anche come stupirli perchè è proprio una di loro.

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Ali di Lana – Cristiana Soriano

“Nel giardino del signor Beniamino vivevano fiori, api, libellule, farfalle, coccinelle, uccellini, un gatto e tante fate.
Dodo era una fata.”

La piccola Dodo è una fatina nata senza ali, a causa di questo, viene etichettata come diversa, derisa e allontanata da tutti. Fortunatamente Dodo, pur soffrendo delle prese in giro, non si lascia abbattere, è decisa ad avere le sue ali, e dimostrare a tutti che riuscirà anche lei a volare.

Lei le desidera tanto e si impegna molto perché possano spuntare, addirittura segue tutti i consigli della nonna per farle crescere. C’è una lista di cose da fare piuttosto bizzarra, tra cui il consiglio di indossare sempre calzini ai piedi per non far spuntare le ali proprio dai piedi, dormire 8 ore ogni notte e fare un’ottima colazione.

“Era alta un filo d’erba o poco più.
Amava danzare.
Aveva la polvere magica tra le dita.
Tipico delle fate…”

Le ali, però, nonostante tutta la buona volontà di Dodo e della nonna non arrivano e la fatina inizia a sentirsi diversa, viene emarginata a scuola e presa in giro da tutti i suoi compagni dotati di ali dalle forme e colori più disparati. La nonna le ricorda:

“Dì alle tue amichette che non servono le ali
per volare in alto, ma tanto coraggio,
un vero amico e delle braccia robuste.”

La nonna saggia e premurosa, decise di realizzarle delle ali con la sua lana, ma a causa della pesantezza del materiale, non erano proprio indicate per volare, infatti quando la nostra fatina, cercò di spiccare il volo dalla cima di uno stelo di una rosa, si ritrovò a precipitare. Fortunatamente arrivò in suo soccorso una farfalla che la prese al volo.
Da quel giorno le Dodo e le farfalle divennero amiche e inseparabili.

Ali di Lana di Cristiana Soriana edito da Sassi Junior racconta una storia semplice, ma molto ricca perchè pagina dopo pagina troviamo tanti temi: la differenza e l’unicità, l’inclusione e l’amore famigliare, il coraggio e la determinazione e infine la bellezza dell’amicizia.
Come la nostra fatina ogni bambino può 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑜, 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑎𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜, 𝑢𝑛 𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑎𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑒 crederci!
L’autrice, Cristiana Soriana, in questo delicato albo illustrato parla ai bambini con frasi semplici e dolcissime, ricordando che è solo con coraggio che si possono raggiungere i propri obiettivi. Racconta di quell’amicizia che va oltre le differenze, è l’amicizia vera che, come due ali invisibili di farfalla, sorregge, supporta e aiuta a spiccare il volo

Per affrontare le sfide della vita ci vuole tenacia, tentare e ritentare senza stancarsi, credere nei propri sogni… e poi ci vuole vicino qualcuno che sogna come noi, una mano amica per volare insieme. La fatina Dodo ha Ali di Lana e un amica speciale per volare alto…
Un libro per tutti i bambini che credono nelle fate, che si sentono diversi ma unici.
Per tutti i bambini che hanno un amico con cui volare e sognare

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Passeggiata col cane – Sven Nordqvist

Passeggiata col cane di Sven Nordqvist edito da Camelozampa, finalista del premio Andersen 2021 nella categoria Miglior libro senza parole, non solo è un silent book adatto ai bambini, perchè con le sue tavole grandi ricche di colori e divertenti dettagli riesce contemporaneamente a stimolare diverse funzioni cognitive e la fantasia nei bambini, con disegni e racconti da scovare all’interno di ogni illustrazione.

Senza bisogno di parole, ma come vi dicevo con un’abbondanza incredibile di dettagli, Sven Nordqvist ci invita a seguire un simpatico bambino durante la sua quotidiana passeggiata con il cane.
Un cane che, ci presenta da subito un simpaticone e “sbrinzolone”, molto peloso.
Cosa potrà mai accadere durante queste normali uscite di routine? Beh, di tutto! 😉
Uscendo il bimbo saluta la nonna e inizia il suo percorso in un mondo che diventa sempre più imprevedibile. Salgono sul treno e partono per il viaggio. Cambiano le proporzioni di animali e oggetti, si vedono scene curiose come rane che leggono o persone che trasportano borse di bambini.
È realtà o tutto frutto della fantasia del bimbo?

Intanto la passeggiata continua, i due ci accompagnano in mondi strabilianti, dalle torri ai mari, dal cielo al deserto, dal castello alle stanze private di incredibili personaggi, e qui, tra queste pagine, non solo dobbiamo ritrovarli nascosti nei disegni, ma possiamo anche costruire storie su storie partendo proprio dai mille dettagli proposti. Perché, mentre i due continuano instancabili a passeggiare, troviamo animali giganti e bagnanti davvero sopra le righe, stanze sott’acqua e statue enormi. Assolutamente una super passeggiata!


Le 13 doppie pagine sono così piene di dettagli e idee folli che non sai nemmeno dove cercare prima.
Ma eccoli, che passato il campo di grano un po’ alla volta si ritrova la strada di casa, oltrepassando il paese dei balocchi, le fiabe e il circo, senza lasciarsi ingannare, fino ad arrivare dalla nonna in attesa sulla porta illuminata.

Nella biblioteca ideale per un bambino non dovrebbe mancare una buona selezione di silent books. I libri senza parole stimolano la fantasia e invogliano a creare storie.


Linguaggio, immaginazione, emozioni sono alcuni degli aspetti che vengono coinvolti dalla lettura di un albo illustrato senza parole. Passeggiata col cane è un titolo imperdibile!
Non ti stanchi mai di guardare questo libro – e anche dopo la decima volta c’è ancora qualcosa di nuovo da scoprire.
Consigliato anche per la lettura a scuola, è ottimo per stimolare e coinvolgere tutta la classe in giochi, racconti, osservazioni ogni volta sempre più entusiasmanti.

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Domenica – Fleur Oury

“Oggi è domenica, Clementina
e i suoi genitori vanno a trovare Nonna.”

Domenica è un libro illustrato delicato e magico. È una storia toccante che si libera dalla monotonia della quotidianità grazie a un’avventura in cui i sogni, la fantasia e le gioie dei bambini sono all’ordine del giorno.
Questa storia ci ricorda che le cose non sono quasi mai come sembrano…e nemmeno le persone.

Domenica di Fleur Oury edito da Giralangolo racconta una classica domenica, quando Clementina e i suoi genitori, una famiglia di volpi, va a pranzo dalla nonna, in campagna. Lungo il tragitto, e all’arrivo, non mancano le raccomandazioni del padre a Clementina.
La nonna attende sulla soglia, “buongiorno passerotto mio”, abito azzurro e scarpe blu, il solito abbraccio un po’ fastidioso perché “nonna è sempre piena di ramoscelli”.


La casa all’interno è deliziosa e ordinata dai piccoli dettagli curati, circondata da un giardino curato.
La nonna è vecchia e bisogna rispettare le buone maniere.
Durante il pranzo si conversa piacevolmente, la nonna si appisola a fine pasto, Clementina si annoia, esce, e gironzola. Finchè non scopre un buco nella siepe.
La piccola volpe farà un incontro che cambierà la svolta della sua giornata, ma soprattutto la sua visione della nonna.

Il mondo che scopre Clementina, dopo un tunnel pieno di rametti tra rovi e cespugli, è un stupendo e naturale, con tanti animali da osservare, ci sono tronchi su cui saltare, c’è anche il lago in cui tuffarsi, che Clementina scopre seguendo quel ragazzino umano che la invita a giocare, incontrato proprio appena uscita dal tunnel.

In universo incantato, dove l’immaginazione ha la precedenza, dove tutto diventa permesso e possibile!

La loro è una relazione fatta di esperienze e silenzi, infatti il ragazzo non comprende la lingua di Clementina, ma questo non li ferma, continuano a scoprire una meraviglia dopo l’altra fin quando una voce, proveniente dall’altra parte, chiama Clementina.
E’ ora di tornare a casa.

E così in quell’abbraccio di saluto con la nonna, tra due pellicce e vestiti zeppi di rametti e ramoscelli ci sono i saluti e tante parole non dette di una nuova complicità.
Perché quando torna dall’altra parte del giardino, un dettaglio dovrebbe attirare la nostra attenzione: i rametti tra i suoi capelli e il suo vestito sono identici a quelli della nonna… Allora, questo fantastico pomeriggio, sogno o realtà?
Questa nonna è così reale: parla poco e sembra sopraffatta dall’eccitazione familiare, si addormenta a fine pasto… ma ha conservato questa capacità di trasformare i suoi sogni in realtà, di mescolare il reale e l’immaginario, (caratteristica comune a bambini e anziani), per ricreare un piccolo mondo tutto suo.

Tutto il fascino di questo libro illustrato sta nei dettagli e Fleur Oury eccelle in questo. Con la decorazione della cucina della nonna, i suoi mobili, i piatti, tutta l’atmosfera di questa “domenica” ha un fascino antico, antiquato.. Poi, quando Clementina passa dall’altra parte del giardino, la vegetazione si dispiega, rigogliosa e colorata. Possiamo pensare ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ovviamente. Ma è quando Clementina torna alla realtà che il libro illustrato tocca di più, poiché è lì che si rivelerà l’infinita tenerezza che avvolge queste due generazioni, che forse condividono più di quanto pensiamo.
Domenica, è un albo illustrato così bello e tenero che vorremmo prolungare il nostro passaggio dietro la siepe, in questo universo inaspettato, o prendere sottobraccio la nonna e fare un po’ di strada con lei.

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Una festa inaspettata – Akiko Miyakoshi

“Quella mattina Kikko si era svegliata in un paesaggio invernale incantato.
Aveva nevicato tutta la notte.”

C’è qualcosa di estremamente unico e indescrivibile nel camminare nei boschi in inverno. È tutto tranquillo, ma la natura, sappiamo, nasconde molti segreti… Forse anche un po’ di magia.

Una festa inaspettata di Akiko Miyakoshi edito da Salani, esprime perfettamente questa sensazione. Quando una giovane ragazza di nome Kikko si rende conto che suo padre ha dimenticato la torta che avrebbe dovuto portare a casa della nonna, si offre di provare a raggiungerlo mentre si fa strada attraverso il bosco. Cercando il più velocemente possibile di raggiungerlo correndo sulla neve fresca, inciampa e cade, rovinando torta.


Ma Kikko non si fema, si alza e segue in fretta le orme di suo padre nella neve e si imbatte in una grande casa che non ha mai visto prima. Curiosa, Kikko sbircia attraverso la finestra, quando viene sorpresa da un piccolo agnellino che indossa un cappotto e porta una borsa.
Ancora più sorprendente, l’agnello parla, chiedendole con voce gentile:

“Sei qui per la merenda?”

Improvvisamente, Kikko si rende conto che il suo viaggio nei boschi si è trasformato in qualcosa di magico.

Ecco! Quanto è fantastica l’atmosfera in questa illustrazione? Quel preciso istante in cui le cose non sono assolutamente come sembrano?
Kikko entra in un incantevole momento di festa dedicato alla merenda. Subito viene accolta da una lista di ospiti di animali di tutte le forme e dimensioni.

“Benvenuta!” la salutarono
Un coniglio la fece accomodare.
“Avrai freddo” disse il cinghiale.
“Forza, vieni a scaldarti”
“Stiamo per fare merenda” aggiunse il coniglio.

Sentendosi nervosa ed eccitata, spiega agli animali che stava portando una torta da sua nonna, ma la torta si è rovinata lungo la strada. Gli animali la incoraggiarono a prendere un assortimento di torte che avevano alla festa per sostituire la torta rovinata.

Una festa inaspettata, è un albo illustrato è tranquillo e suggestivo, pieno di fantasia e meraviglia.
La pluripremiata autrice e illustratrice Akiko Miyakoshi ha splendidamente realizzato un originale libro illustrato che delizia e incanta. L’esclusiva presentazione visiva presenta principalmente illustrazioni in bianco e nero con l’uso occasionale di rosso o giallo per guidare i lettori attraverso le pagine. La miscela di coraggio e reticenza di Kikko insieme alla sua natura curiosa la rendono un personaggio con cui i bambini si rapportano, e i molti colpi di scena inaspettati della sua avventura fanno crescere l’intrigo.


Il finale è libero di essere interpretato dai lettori – in cui non è chiaro se Kikko abbia immaginato la merenda o se gli animali siano semplicemente scomparsi di nuovo nel bosco – offre ai bambini un’incredibile opportunità di valutare ciò che pensano sia successo.

Con l’utilizzo di un linguaggio fiabesco, semplice e accogliente di Miyakoshi, combinate con le scene fantasiose e il finale allegro rendono questa storia molto molto bella, perfetta da condividere.”
E’ delizioso quando la storia prende una piega nuova, e scopriamo che tutti gli animali sono il miglior tipo di compagnia.
E voi, siete mai andati ad una festa decisamente inaspettata e unica?
Questa è una storia meravigliosa da godersi tutto l’anno.

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Quando arrivi è Natale – Barbara Ferraro

«Il momento prima della partenza
è sempre quello più entusiasmante, ma
ancora più emozionanti sono gli attimi
in cui mi immagino come sarà…»

Quando arrivi è Nataleun racconto che profuma di sogni e natale, scritto da Barbara Ferraro ed illustrato da Serena Mabilia per Lupoguido edizioni.


Tobia è il piccolo protagonista della storia, insieme a mamme e papà partono in viaggio per trascorrere la Vigilia di Natale dai nonni, ma nonostante abbia controllato la lista delle cose da portar via diverse volte, si accorge di essersi dimenticato a casa il suo orsacchiotto Junior.
Capita proprio così, corri di qua, corri di là, e finisce che qualcosa rimane a casa, come Junior che rimane a terra sul pavimento, scordato.

Tristezza, dolore, incredulità. E’ una sofferenza palpabile ritrovarsi per la prima volta separati. Il primo a accorgersene però è l’orso, che magicamente si anima e nella solitudine dell’appartamento vuoto scoppia a piangere.
Junior è disperato e il suo grido di dolore giunge fino alle orecchie di un gabbiano loquace e invadente che sbuca dalla finestra.
Manco a dirlo seguono momenti spassose in cui l’orso e il gabbiano, di nome Ernesto, battibeccano, si stuzzicano, si studiano.
Come non ritrovarsi con il sorriso leggendo e ascoltando i dialoghi tra il furbo e affamato gabbiano e il triste orsacchiotto in cerca di una soluzione?!


Dopo aver compreso quanto sia triste orsacchiotto per l’accaduto, Ernesto decide di aiutarlo: Ti porto io dal tuo amico. E lo accoglie sulla sua schiena larga e morbida senza farsi spaventare dalla distanza o dalle prove impervie che lo aspettano.
Quanti imprevisti e che incontri assurdi farà Junior! Il più stupefacente sarà quello con i pesci che nuotano nelle nuvole pozza cariche di umidità, lassù nel cielo.

L’orsacchiotto Junior è quell’inseparabile compagno, è un orsacchiotto di peluche diventato per la sua pazienza e la sua presenza nei momenti belli, tristi o di noia, il miglior amico di Tobia.

Infatti mentre le tradizioni della famiglia in casa dai nonni si ripetono, i gesti, le decorazioni, le pietanze… tutto è come sempre ma niente è lo stesso per Tobia, senza Junior.
Per i bambini, ma anche per noi adulti, sapere che c’è qualcuno lì pronto ad ascoltarci sempre, ad accoglierci tra le sue braccia prima di dormire è un punto sicuro importante.


Questa storia, raccontata con dolcezza e attualità, ancora una volta mostra quanto l’amicizia sia quel bene prezioso e speciale, quanto l’Amicizia ci renda felici ma allo stesso tempo vulnerabili.
Quanto è nell’assenza, nel mancarsi l’un l’altro, che ci si rende conto di quanto ci si voglia bene e si abbia bisogno di stare vicini!
L’amicizia tra Tobia e Junior è tratta da una storia vera trasformata in un racconto fantastico che pagina dopo pagina si fa poesia, una poesia ancor più speciale perchè ci porta nei momenti quotidiani, in quei semplici e autentici momenti semplici ma speciali che sono poi lo scopo e il senso della nostra vita.

«È venuto fin qui, di notte!
Da solo! Per me!
Metto il naso in quello spazio soffice
che ha tra le orecchie e il collo,
sembra fatto apposta per me,
è della mia perfetta misura»

Quando arrivi è Natale è un dolcissimo racconto fantastico, una tenera storia d’amicizia profonda che ci accompagna nelle calde atmosfere natalizie.
Una storia che invita noi adulti a ricordarci quanto l’Amicizia sia un bene così essenziale e unico, e ricorda ai bambini come la fantasia e i sogni siano vita!
I testi di Barbara Ferro sono perfettamente in sintonia con le illustrazioni delicate di Serena Mabilia e si snodano in due fili paralleli che ci appassionano e senza accorgerci ci ritroviamo a sentire l’emozione e la frenesia della partenza, le spericolate avventure, la tristezza parlando con la nonna, il desiderio di un miracolo e lo stupore quando ad un tratto tutto pare così fantastico ma normale.

Tobia ci apre la porta color salvia di casa sua, per portarci in un racconto fantastico a riconoscere la magia nei piccoli gesti di tutti i giorni…non ci rimane che aprire più spesso queste porticine speciali!
Da non perdere per il finale pieno di calore e magia.

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Acchiappasguardi – Marina Núñez

La nonna ha sempre occhi per lei,
anche se dice di non vederci più tanto bene.
Ascolta tutte le sue storie,
anche se dice di non sentirci più bene come prima.
E non ha mai fretta e altre mille cose da fare.
Marina Núñez

E’ molto bella, tanto quanto attuale, questa storia, di questa bambina che non può restare indifferente quando tutte le persone intorno a lei guardano uno schermo e non hanno tempo di guardarla e guardarsi.
Sente il bisogno di trovare una soluzione a questo problema, motivo per cui esce di casa molto presto in cerca di sguardi. Armata di retino deve acchiappare sguardi, vede molte persone, ma nessuno la guarda; ognuno guarda il proprio schermo: cellulare o tablet che sia.


A volte riceve in cambio uno sguardo consapevole da altri bambini, anche se non da tutti. Anche a casa non la guardano, i suoi genitori e suo fratello guardano sempre il loro piccolo schermo. Se la guardano, è con un telefono per scattare una foto di un suo gesto, o in malo modo per far sparire uno di quei dispositivi.

“Se gli adulti non osservano
e non apprezzano le cose meravigliose,
come riuscirò a fare in modo che mi guardino?”

Più i giorni passano più una strana e brutta sensazione cresce nel petto di Vera. Come fare?
Quando non ce la fa più, va alla ricerca dell’unica persona che può aiutarla, sua nonna Marga.
Come far capire alle persone che la meraviglia del mondo non si trova dentro uno schermo del telefono, ma alzando gli occhi e vivendo quello che le circonda? Per fortuna nonna Magda ha un piano… che deve funzionare!
Hanno passato un intero pomeriggio a elaborare un piano.
Hanno inventato un gioco che hanno messo in pratica nel parco, quando passavano più persone.

E’ una rivoluzionaria la piccola Vera, la protagonista di questo albo illustrato Acchiappasguardi di Marina Núñez edito da Kalandraka. Con un retino da pesca e tanta determinazione, vuole riuscire a cambiare quella che ormai è diventata un’ossessione, ossia “scollare” gli occhi degli adulti (e non solo) dallo schermo del telefono, tablet, pc.


In Acchiappasguardi troviamo quello che spesso si verifica nella realtà: da una parte abbiamo i bambini ai quali è proibito l’uso della tecnologia e dall’altra parte gli adulti incollati allo schermo dello smartphone da diventarne quasi un tutt’uno.
Vera è una bambina che ama ancora le cose “reali”, che ama guardare lontano con il suo cannocchiale, che ama osservare la natura e rincorrere le farfalle con il suo retino.
Il bello di questo libro è che sono i bambini a tentare di riportare gli adulti alla vera realtà!

Un albo illustrato dal formato quadrato, ricco di illustrazioni colorate, attuale e senza età, che fa riflettere su come il modo di osservare la realtà sia cambiato con l’avvento degli smartphone e dei social network: ormai troppo impegnati per cogliere l’attimo perfetto col cellulare piuttosto che godere davvero delle piccole cose e delle persone che ci circondano.


Questa storia si presta a far riflettere anche noi adulti sulla qualità delle relazioni e del tempo che dedichiamo ai nostri bambini. Inoltre permette di approcciare con loro molteplici temi (la comunicazione, l’educazione digitale, la solidarietà intergenerazionale, l’educazione alle emozioni…) L’albo è stato finalista del XII Premio Internazionale Compostela di Albo Illustrato.

I cellulari esistono e non possono scomparire ma Vera, con l’aiuto di nonna, riesce a far capire agli adulti che ogni tanto alzare lo sguardo, distoglierlo dal cellulare, e soprattutto vivere la vita reale, è un’ottima opportunità per scoprire altre cose, cose fantastiche come la vita e lo stare insieme.
Ecco dunque come questo libro illustrato riflette una realtà che tutti osserviamo intorno a noi: persone appassionate di chiamate, messaggi, foto, musica, social network … che vedono la realtà attraverso i loro telefoni cellulari e dimenticano che ci sono cose meravigliose che possono essere osservate solo alzando gli occhi, senza la mediazione di alcun dispositivo elettronico…


Marina racconta in modo semplice ma perfettamente veritiero di come è mutata la nostra società, ma questo albo è anche un chiaro messaggio di speranza: un invito a tornare a guardarsi negli occhi e Vera ha scoperto come fare!

Sicuramente piacerà a tutti i lettori, perché gli album di qualità non hanno un pubblico specifico, piacciono a grandi e piccini.

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Un’Estate dalla Nonna – Benji Davies

Nico non sapeva bene cosa pensare della nonna:
cucinava zuppa d’alghe e teneva i denti in un barattolo.

Nico trascorre le sue estati dalla nonna, lei abita su un′isola molto lontana, battuta dal vento. La casa della nonna è una grande barca rovesciata, con la chiglia al posto del colmo del tetto e il fasciame a fare da tegole.
La nonna di Nico è sempre molto indaffarata con le sue cose, come cucinare zuppe d′alghe, a fare yoga sulla spiaggia o a rammendare le vele della sua barchetta, così una mattina, durante la bassa marea, il bambino si avventura da solo tra gli scogli. Quante cose da scoprire!

Ci sono tantissime cose curiose da osservare, come i granchi, le stelle marine… e uno strano luccichìo in lontananza. Che cosa sarà mai!?


Manco a dirlo, Nico si avvicina e scopre un gigantesco scoglio pieno di buchi. Lo scoglio all′interno nasconde una specie di grotta, ma ecco che all′improvviso il tempo cambia e il mare incomicia a scagliarsi contro le rocce. Nico rimane al coperto nella grotta, ma a un certo punto si accorge di non essere solo: la tempesta ha fatto ruzzolare all′interno un piccolo uccellino tutto tremante. Bisogna fare qualcosa, e presto! Se solo ci fosse la nonna, saprebbe come prendersi cura di lui…

Era un uccellino e non aveva un bell’aspetto.
Il piccolo uccello tremava tra le mani di Nico.
Nico sapeva che doveva fare qualcosa e in fretta.
Forse la nonna avrebbe saputo cosa fare

È ancora la tempesta il motore di questa terza storia di Benji Davies, dal titolo Un’Estate dalla nonna edito da Giralangolo.
Lo sappiamo, dalla paura che è sempre emozione che si può vivere e che ci lascia interi, nascono sorprese e nuove possibilità d′incontro. In questa storia, la tempesta di onde e di pioggia porta un uccellino intirizzito tra le mani di Nico. Il bambino ha paura di stare da solo nella tempesta, e la paura trema tra le sue mani, in un pulcino ancora più piccolo e spaventato di lui.

La nonna, personaggio simpaticamente vivace e fuori dagli schemi, indossa infradito verde alga, e arriva in suo aiuto: “Tranquillo! Sono qui!” e fa salire a bordo nipote e uccellino in un bell′intreccio di mani che accolgono.
Ecco quindi che l’autore ci dimostra come non serva essere supereroi per essere bravi nonni. Un vero supereroe si vede nel momento del bisogno, anche con un piccolo semplice gesto.

È una nonna forte, che non ha paura della solitudine, del mare in tempesta e di sfidare i pericoli per il nipote che ripone in lei la massima fiducia al punto che, trovato l’uccellino, è certo che lei avrà la soluzione giusta.

La tempesta scuote il mare e chi lo solca, ma sembra scuotere interiormente anche la nonna che, da lì in poi diventa una complice, una compagna di avventure, un’amica per Nico. 😉

Sono ancora le mani, di Nico e della nonna, a impugnare cucchiai di zuppa di alghe per nutrire tutti gli uccellini travolti dalla tempesta e raccolti lungo la strada verso casa.
Un’Estate dalla nonna è una storia semplice e nutriente, fatta di poche parole e di grandi immagini che ci portano a sentire il profumo della salsedine, il rumore del mare in burrasca e la gioia di vedere due mani tese per aiutarti.

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Verde – Non voglio essere una strega!

Poteva almeno fare lo sforzo di chiamarmi
Bianca o Bruna.
Al limite Violetta,
invece no, è andata a scegliere Verde.

Verde, è una simpatica ragazzina undicenne, figlia e nipote di strega, a cui non interessa affatto imparare l’arte della magia, ma piuttosto capire cosa farne del compagno di classe Sufi (è innamorato di lei o no? E lei cosa prova?) e trovare suo padre che non ha mai conosciuto.


Quando la mamma decide che ogni mercoledì lo passerà dalla nonna, nella speranza che cominci a imparare i fondamentali della stregoneria, Verde capisce che la magia non serve solo a zittire il cane dei vicini o a far fronte all’ennesimo fastidio, come pare sia per la mamma, ma può anche avere dei risvolti positivi e migliorare la vita delle persone.

Il libro si dipana allegramente tra la vita domestica e quella scolastica di Verde, la sua lotta nel contrastare la madre con i suoi piani, cercando di sfuggire alle tattiche della nonna nell’insegnarle ogni sorta di magia/incantesimo/pozione, tentando al contempo di vivere con leggerezza la sua vita scolastica, con gli amici, in momenti, insomma, che la rendono normale … e felice!


Verde non vuole essere una strega come sua madre e che aspira solo a vivere come “tutti”. Le preoccupazioni della giovane eroina non fanno rima con pozioni, elisir e calderoni: sono molto più concrete, si oserebbe dire; anche se… quando si tratta di attrarre l’Amore, non siamo solo a un passo da qualcosa di magico?!

Forse alla fine, Verde potrebbe
essere una strega, ma a modo suo?

Verde – Non voglio essere una strega di Marie Desplechin e Magali Le Huche edito da Mondadori è un libro con una storia a quattro voci, poiché scopriamo pagina dopo pagina, fumetto dopo fumetto tutti i dettagli di questa avventura attraverso quattro personaggi: Ursula, Anastabetta, Verde e Sufi. Ognuno racconta, racconta Verde. Ognuno vede e racconta le cose per come le vede, ma portando nuovi elementi.

Contrariamente a quanto si può immaginare al primo sguardo, questo fumetto non è essenzialmente fantastico. Vi sono certamente alcuni elementi in cui intervengono i trucchi magici, ma pian piano si rivela molto più profondo di così. Affronta in particolare i temi della genitorialità, della trasmissione, dell’educazione, ma anche di altri problemi personali per i giovani ragazzini: come i sentimenti di amore e crescita.
Insomma in questa bella storia vengono affrontati molti temi: amicizia, differenze, relazioni madre-figlia e nonna-nipote, adolescenza e necessità di differenziarsi, assenza e la ricerca del padre.

Una storia davvero piacevole leggera e simpatica, anche le illustrazioni di Magali Le Huche sono delicate, colorate e divertenti da guardare grazie a questa veste grafica a fumetti.

In Verde, nessuna stregoneria cupa, piena di scheletri e ragnatele, anche se è in un seminterrato che si trova il magico “laboratorio”.
Né verruca sul naso, né lunghi capelli sporchi. No… Verde, sua madre Ursula e sua nonna Anastabetta sono vere donne del nostro tempo, che vivono nella nostra vita quotidiana. Questo è qualcosa che avvicina i lettori ai personaggi di questa storia!


Inoltre i personaggi hanno ciascuno il loro carattere, le loro caratteristiche che li rendo unici e pure molto simpatici.
Ursula la madre è asciutta con capelli arancioni e vispi, talvolta furiosa e isterica, ma amorevole, di una gentilezza che fa sbiadire le altre madri con invidia;
La nonna Anastabetta è tonda, generosa, pazza, ma attenta e di una gentilezza che ti fa venire voglia di cucinare quattro ore al suo tavolo;
e il giovane Sufi, innamorato ma chi lo sa se proprio di Verde…
oh e poi c’è proprio lei Verde, che strega affascinante e birichina che è 😀

Una storia piena di sorrisi da scoprire!
Una bella striscia a fumetti che piacerà a tutti i giovani lettori, che parla di magia, ma non solo … e che incanta con bellissime illustrazioni,… una storia un po’ folle e divertente!
Se cercate una storia ironica, divertente, sopra le righe e spumeggiante allora Verde fa per voi 😉

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Grande come il Mare – Ingrid Chabbert

Per tutti i sognatori,
piccoli e grandi…
un inno all’amore e alla dedizione della famiglia,
alla generosità e all’umanità.

Alì vive ai confini del deserto con la bisnonna, e ogni sera mangiano datteri e scrutano insieme la notte stellata sul tetto della casa di famiglia. Ali vede che sta incontrando sempre più difficoltà e sta diventando sempre più vecchia
Poi una sera gli pone la domanda:
“Sei riuscita a realizzare tutti i tuoi sogni?”

Dopo aver pensato, la bisnonna risponde:
Credo di aver realizzato tutti i miei sogni, tranne…
Tranne quello di vedere il mare… Avrei potuto, non è molto lontano da qui…Eppure ho sempre rimandato…

L’anziana nonnina ha avuto una vita felice, ma non è mai riuscita a vedere il mare con i propri occhi. E ormai è troppo anziana per camminare così a lungo fino al mare.
Così Alì parte, armato di secchiello, deciso a realizzare il sogno della bisnonna.
Due giorni dopo, eccolo lì, di fronte a lui c’è il mare.

“Alì vorrebbe tenere per mano la bisnonna
e guardare i suoi occhi
che si immergono in tutto quel blu.”

Riempie il secchiello per tornare prima possibile dalla nonnina, gli manca il suo profumo e non vede l’ora di sciogliersi nel suo caldo abbraccio e mostrarle il secchiello pieno d’acqua cristallina.
Ali è deluso.
Al suo ritorno si accorge di aver perso quasi tutta l’acqua strada facendo, eppure in quella singola goccia di mare rimasta è racchiuso tutto il suo amore.
Quella singola goccia d’acqua salata nella mano rugosa della nonna è come un oceano di sogni realizzati.

“Oh Alì, questo è uno dei giorno più belli della mia via!”
Immediatamente, Ali comprende con il cuore e dimentica la sua delusione per lasciare il posto alla gioia immensa. E ogni notte, sul tetto, guardando le stelle, le racconta il mare…

Grande come il mare di Ingrid Chabbert edito da Terre di Mezzo è un albo illustrato assolutamente bellissimo, molto dolce, una poesia per gli occhi e per il cuore. La storia si svolge in un deserto immaginato africano o forse orientale. Ma cosa più importante è come rivela il calore del legame tra un bambino e la sua bisnonna e l’ansia del bambino nel vedere le difficoltà della nonna anziana.

Alì mostra ai bambini che anche loro, a volte hanno il potere di realizzare i sogni dei grandi.
Sebbene l’acqua sia quasi evaporata tutta sulla via di casa, la nonna realizza il suo sogno di toccare il mare attraverso una goccia nel secchio. Il bambino è commosso e felice di aver contribuito alla felicità di sua nonna.

Un album meraviglioso sul rapporto nonni/bambino. Evoca l’importanza delle piccole cose che rendono veramente ricca la vita, con la condivisione al centro di tutto.
Un bambino coraggioso, sensibile allo scorrere del tempo, che riesce ad andare all’essenziale di una vita come pochi adulti possono fare: andare fino alla fine dei suoi desideri e provare tutto per non partire con rimpianti.

Un’opera morbida e modesta, un viaggio in sé, superbamente illustrato dal talentuoso Raùl Guridi.
Le illustrazioni sono splendide. Presentano un’immensa e rotonda nonna che sembra simboleggiare la sua importanza nella vita del bambino e la sua morbidezza nell’accoglierlo.

Una storia dolcissima che invita ad ascoltare i nostri cari e a non trascurare i piccoli gesti di attenzione.

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Il Sentiero – Marianne Dubuc

La signora Tasso è molto vecchia.
Ogni domenica, si avvia lungo il sentiero
in fondo al giardino e cammina fino in cima.
E’ una domenica come tutte le altre.
Ma oggi si sente osservata…

La signora Tasso è solita fare delle lunghe passeggiate solitarie fino in cima alla montagna del Pan di Zucchero.

La sua camminata è costellata di rituali, incontri solo apparentemente fortuiti, tappe che segnano il cammino verso la vetta, lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. La dolce signora Tasso ha un pensiero, un sorriso e un saluto da dedicare a tutti. Anche per quella gattina che la sta osservando, e impaurita le dice che vorrebbe tanto salire sulla montagna, fino a Pan di zucchero, ma si sente ancora troppo piccola.

«“Sono troppo piccolo” Con lei niente è impossibile.
“Io avevo la tua età quando ci sono salita la prima volta”.
Ma succede che non le si creda».

La piccola Lulù, dapprima timorosa di non essere all’altezza della scalata e poi compagna inseparabile di ogni nuovo ritorno al Pan di Zucchero settimana dopo settimana con la signora Tasso.

Settimana dopo settimana,
infatti i due camminano a fianco!

Quante cose imparerà durante il tragitto!

«“Che sentiero prendiamo?”
La signora Tasso sa che la vita è fatta di decisioni.

“Scelgo questa qui. Sa di melo”
E che basta ascoltare il cuore».

Come ogni giovane creatura che guarda con curiosità alla vita, Lulù fa molte domande, e la signora Tasso conosce tutte le risposte 😉 Con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, Lulù comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore…

La loro bellissima Amicizia prende forma e sostanza su quei pendii, passo dopo passo proprio nel cuore della natura, mentre camminano fianco a fianco e imparano a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi reciprocamente. E mentre Lulù diventa via via più sicura, coraggiosa e spedita sulla montagna, la signora Tasso comincia via via a rallentare, a fermarsi su un tronco per riprendere fiato, a lasciare che sia la piccola gattina a passare davanti e a guidare l’esplorazione.

Fino a che la signora Tasso
non ha più le forze per accompagnare Lulù

«“Ti aspetterò qui.
Al mio ritorno mi racconterai tutto”».

Settimana dopo settimana,
il sentiero dona a Lulù nuovi tesori.

«Poco a poco la montagna della signora Tasso
diventa la montagna di Lulù».

Il Sentiero di Marianne Dubuc edito da Orecchio Acerbo con una delicatezza meravigliosa e unica racconta la metafora della vita. Un passaggio di testimone, dunque, una vita che genera l’altra la quale a sua volta ne accoglie e dà il via ad una nuova quando in chiusura Lulù incontrerà un nuovo compagno che, proprio come lei tanti anni prima, vorrà andare alla cima del Pan di Zuccherò insieme a qualcuno che possa guidarlo.

Pagina dopo pagina, passo dopo passo, salita dopo salita si viaggia verso un sentiero che porta a crescere, a diventare “grandi”, a riconoscere la bellezza delle piccole cose, a essere gentili con gli altri, a incontrarsi e a conoscersi con autenticità. Un sentiero in cui la giovinezza e la vecchiaia possono trovarsi e percorrere insieme un tratto di strada, lasciando a chi rimane insegnamenti preziosi e ricordi incancellabili.

Il grande potenziale di comunicare un tema così grande è la caratteristica di una grande autrice, raccontare a piccoli e grandi, senza retorica, con delicatezza e semplicità un tema così grande e allo stesso tempo universale, come lo sono la vita e la morte.

“Penso che i bambini capiscano molto più di quanto pensiamo
e dobbiamo fidarci di loro come lettori.
Ne sono convinta. “
Marianne Dubuc

Questo libro, ho scritto in memoria di mia nonna morta“, spiega Marianne Dubuc. “Era molto presente nella mia infanzia, ma anche in altri momenti importanti della mia vita.”

“Nella sua vita, già, volevo scriverle una storia, ma prima che trovassi il modo di farlo, lei morì. Finalmente, sono riuscita a scrivere questa storia in onore e in memoria di tutte queste cose che mi ha dato, che lei mi ha mostrato. Parte di se stessa che ha condiviso con me e che, anche se non è più lì, rimarrà sempre in me, nei miei ricordi, nei miei modi di fare le cose, i miei riflessi. Cose che condivido ancora con le persone intorno a me. Il libro parla davvero del fatto che anche se una persona non è più fisicamente lì, è ancora con noi in un altro modo “.

L’impronta della nonna di Marianne Dubuc è ovviamente molto forte nell’album, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

“Mia nonna viveva sulla strada per la Montagne à Saint-Hilaire. Il titolo arriva direttamente da lì. Spesso andavamo a Pan di Zucchero, la cima del Mont Saint-Hilaire. Essendo cresciuto a Montreal, in quei fine settimana con lei, era il mio contatto con la natura. Mia nonna era un’amante della natura; per lei era molto importante. Nei miei libri, succede sempre in natura. Immagino ci sia un collegamento.”

“Non ho scritto questo libro per un particolare pubblico. L’ho scritto come lo sentivo. Ma volevo mantenere questo lato filosofico. Perché è parte della vita accettare che le persone che abbiamo amato e che sono state nella nostra vita ci lascino un giorno. Continuano a vivere da noi. “

Il Sentiero è un libro da assaporare prima con gli occhi, colpisce per la qualità delle illustrazioni, ma anche per il suo spirito contemplativo.
Piace l’attenzione al dettaglio nelle illustrazioni dell’autore: la piccola coccinella su un ramo, si può quasi sentire il profumo dei fiori di melo o il fruscio delle foglie al vento.
Quest’ultima opera di Marianne Dubuc è molto più di un bel libro per bambini.
Per il suo nuovo libro, Marianne Dubuc fa rivivere la dolcezza e la sensibilità che abbiamo trovato in Il leone e l’uccellino . Si prende il tempo di mettere la sua storia sul testo, mentre prendiamo un percorso secondo i nostri desideri. Tutto intorno, ci sono le sue illustrazioni nitide, con caratteristiche delicate.

Più che una passeggiata, Marianne Dubuc ci offre una storia sulla cura, la resilienza, l’importanza di prendersi il proprio tempo e la trasmissione di conoscenza e conoscenza di generazione in generazione. In breve, è un albo pieno di significato e può essere letto ancora e ancora senza esaurire mai le possibilità!

Buona lettura e buona passeggiata tra le pagine di questo Sentiero! 😉
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C’è un RINOFANTE sul tetto!

“Daniel va a dormire per la prima volta dai nonni.
Il nonno gli legge la storia di un soldato valoroso.
La nonna gli canta la canzone di un topolino coraggioso
che corre sopra un orologio.
Adesso è ora di addormentarsi.”

Daniel, un bambino come tanti, già in pigiama, indossa pantofole tartan e tiene sotto il braccio il suo orso e, accompagnato dalla sua valigia, viene lasciato a dormire a casa dei nonni…per la prima volta e quando si spegne la luce la sua fantasia si scatena.
È alla sua prima prova di autonomia, lontano dai suoi genitori e le cose non vanno proprio per il verso giusto.
I nonni sono molto bravi: gli leggono una storia, gli cantano una canzone, ma già dalla prima pagina, quando tutto sembra tranquillo, le illustrazioni “entrano” nella testa di Daniel e ci fanno vedere il suo mondo, che amplifica i dettagli più inquietanti di ciò che lo circonda.

Una volta si aveva paura di un semplice lupo…
Ma se ora ballano sul tetto pesantissimi “RINOFANTI
oppure sbuffa nel bagno un viscido “COCCOPOTAMO”?
O sbuca dall’armadio una “DRAGORAFFA” blu dagli occhi fluorescenti
e da sotto al letto fa capolino un peloso “CERVORILLA”?

Daniel ha paura, anche se fatica ad ammetterlo.
Chiama il nonno per quel rumore sul tetto (i rinofanti, appunto)….

…in modo piuttosto paziente, il nonno provvede a scacciare i rinofanti con il suo bastone da passeggio…

 


poi la nonna, per il coccopotamo in bagno,

e ancora il nonno, per la dragoraffa nell’armadio.
La paura, si sa, è creativa: ci porta a immaginare, a ricostruire, a rimescolare elementi tra di loro rendendoli più spaventosi di ciò che sono.
Le creature nascono da un rumore che proviene dalla stanza accanto, o da qualcosa di intravisto nell’armadio: sono i sensi amplificati dall’allerta provocata dalla nuova situazione in cui Daniel si ritrova.

Con l’aiuto amorevole e giocoso dei nonni, Daniel affronterà uno a uno i «mostri» della sua immaginazione, uscendo indenne dall’attacco sferrato. La penultima battaglia contro i fantasmi della paura sarà con un cervorilla sotto il letto, che scoprirà essere un orsacchiotto di peluche, innocuo e addormentato.
L’ultima, invece, sarà la più ardua da combattere. Questa volta qualcosa si muove sul serio fra le coperte. Daniel vorrebbe sprofondare nel sonno senza vedere, ma è il caso di resistere e fare una coraggiosa ricognizione.
Questa volta la belva non è nata dalla fantasia, esiste davvero ed è il gattone dei nonni che fa le fusa e ha scelto l’amicizia di quell’ospite inatteso e gradito 😀

Con l’ironica trovata di questi animali spaventosi ma immaginari abbiamo un albo illustrato, che arriva dal Sudafrica per LupoGuido, neo-nato marchio per ragazzi, un albo illustrato che affronta in modo nuovo, la tanto famosa paura del buio. Un libro che si rivolge ai bambini, e vuole raccontare senza insegnare, ma per divertire, e questo è un albo davvero divertente!
C’è qualcuno che spia la scena da un buco, attorno il nero più pesto, Daniel e l’orso hanno gli occhi fissi e spalancati.
Quel qualcuno che osserva la scena da un buco è proprio il lettore che da passivo si farà attivo, pronto a sostenere Daniel e aiutarlo ad attuare un piano…di fuga! C’è un RINOFANTE SUL TETTO!!!!

Daniel riuscirà a trovare pace solo quando riuscirà ad ammettere ai nonni (e soprattutto a se stesso) di avere avuto paura, dimostrando che le sensazioni vanno vissute, affrontate e comunicate, e non nascoste.

C’è un rinofante sul tetto! di Marita van der Vyver, illustrato da Dale Blankenaar pubblicato per la prima volta nel 1997, è valso alla sua autrice vari premi letterari.
Opera molto più complessa di quanto potrebbe sembrare, C’è un rinofante sul tetto! è un divertente viaggio all’interno della psiche infantile e dei suoi arcani segreti, in grado di chiarire aspetti spesso misteriosi e conflittuali.
Dedicata a chiunque si trovi in difficoltà al momento di lasciare i bambini dai nonni per qualche notte…
ll bambino non esiterà a riconoscersi in quella lunga serie di paure e a ridere di gusto di un inconscio non ancora in grado di superare a pieno il terrore del buio e dell’ignoto 😉

Il formato insolito, stretto e alto, del libro, amplifica la dimensione onirica delle illustrazioni: la stanza dove dorme Daniel, ad esempio, sembra altissima, come se Daniel fosse osservato da qualcosa di molto più grande di lui.

E i mostri immaginari invadono le doppie pagine in tutta la loro trabordante presenza, incontenibili come le paure del protagonista.

È una storia che può essere goduta a più livelli e a differenti età che, come abbiamo già indicato, non vuole insegnare nulla ai bambini su come affrontare le proprie paure.
È una storia senza morale per i bambini, ma con un enorme insegnamento per noi adulti: è il bambino che deve rimanere al centro della storia, esattamente così com’è, con le sue paure, le sue debolezze, i suoi salti di crescita.
Noi adulti possiamo solo metterci accanto e far sentire loro che siamo presenti a supportarli con serenità e comprensione, senza però prendere la guida della situazione (non a caso i co-protagonisti di questa storia sono i nonni e non mamma e papà, solitamente più coinvolti emotivamente).
In C’è un rinofante sul tetto! i nonni giocano un ruolo fondamentale, affrontando e sconfiggendo – senza mai negarli – i mostri che nascono dalla fantasia del nipote Daniel.

Buona lettura tra mostri creativamente spaventosi e avventure tutte vostre per sconfiggerli 😉
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