Una coccola per le donne

Meditazione e Musica per nutrire la propria Femminilità

Buono

Ascolta un’anteprima delle tracce QUI

Musiche, melodie dolci e carezzevoli inondano l’essere donna all’ascolto di questo Cd facendoci assaporare ed emergere emozioni che appartengono al femminile sacro.

Grande opportunità per la donna di lasciarsi coccolare da rilassanti musiche per il suo benessere e da una meditazione guidata che conduce a comprendere le immense e meravigliose qualità che le appartengono.

Woman Meditation è una rinfrescante sosta rigenerante. L’ascolto puo’ alleviare lo stress intensificando l’energia vitale del corpo, trasformando momenti di fragilità psichica a momenti di creatività.

La meditazione e le musiche di questo CD aiutano a un piacevole relax stimolando la produzione di serotonina che influenza l’umore e il comportamento riducendo la tensione muscolare, sbalzi d’umore, dolori pre-mestruali e mal di testa, dando un piacevole sollievo di benessere a tutto il corpo.

Magiare bene per stare bene

Perché è importante mangiare bene

E’ a tutti noto che a tavola la salute può essere conquistata, persa o conservata. Ce lo dicono gli esperti della nutrizione, i giornali, la televisione; ma i consigli degli esperti difficilmente bastano a cambiare le abitudini sbagliate, a meno che non si arrivi a comprendere pienamente perché certi comportamenti sono tanto nocivi.
Io vorrei spiegare il punto di vista della Medicina Cinese a proposito di alimentazione e fare capire perché il mangiare bene sia così importante.

Le energie che quotidianamente consumiamo hanno una doppia origine: una innata e l’altra acquisita.
Dal momento della nascita in poi la vita umana è assicurata dall’aria respirata e dai cibi che consumiamo. La respirazione e l’alimentazione sono perciò le basi su cui si costruisce la salute; personalmente non possiamo modificare la qualità dell’aria dell’ambiente che ci circonda, mentre sicuramente possiamo scegliere gli alimenti in qualità e quantità.

Aria e cibo, opportunamente trasformati, forniscono al corpo energia e sangue. L’energia è la base di ogni funzione utile a costruire e mantenere in vita il corpo (riscaldare, trasformare, riparare, costruire, fare circolare); il sangue nutre ogni cellula. Per svolgere le nostre attività quotidiane consumiano energia e sangue; se alla fine della giornata rimane una quota inutilizzata di energia e sangue esse vengono trasformate in energia essenziale, un vero e proprio risparmio, che viene depositata nei Reni; energeticamente, possiamo considerare questi organi come la banca centrale del corpo, che tiene in riserva ciò che non è immediatamente necessario utilizzare.
Oltre a questa essenza detta acquisita, che si forma dopo la nascita, i Reni conservano anche l’essenza innata, energia che ognuno riceve in dono dai genitori al momento del concepimento: rappresenta un patrimonio strettamente personale che ci assicura un certo numero di anni di vita, se non viene sperperato, ma protetto. E’ facile comprendere quanto importante sia preservare questo tesoro; ed è proprio l’essenza acquisita che assolve a questo compito di sostenere e nutrire l’energia essenziale innata dalla quale dipende la qualità e la durata della nostra vita.

300 ricette di cucina e rimedi naturali

Prezzo  (-15%)
Compralo su Macrolibrarsi

Un’opera unica, frutto di oltre 20 anni di esperienza che l’autrice ha dedicato all’alimentazione naturale macrobiotica e alle terapie olistiche.

Giusi De Francesco in tutti questi anni di studio e confronto quotidiano con i più comuni disturbi e anche gravi patologie ha sviluppato notevoli capacità curative. A partire dalla propria esperienza personale, ha potuto verificare come il cibo possa essere il primo elemento su cui basare migliore equilibrio e armonia per il corpo, la mente e lo spirito. Nascono così più di 300 squisite ricette e rimedi naturali. La prima parte del libro presenta la cucina terapeutica rivolta al recupero della salute. Segue una seconda parte relativa alla cucina naturale, più varia e gustosa, destinata a chi è in buona salute e utilizza il cibo per mantenersi in forma e di buon umore. Le conoscenze che l’autrice condivide permettono a chi legge di occuparsi della propria salute con più consapevolezza, risolvendo e prevenendo malesseri e problemi.
Completano il libro gli appasionanti e coinvolgenti racconti di chi ha riconquistato la salute e la gioia di vivere grazie alla cucina e ai consigli dell’autrice. Sono proprio queste testimonianze dirette, la migliore dimostrazione degli straordinari risultati che si possono ottenere passando ad un’alimentazione sana e naturale.

Crescita spirituale

“Quando si è guidati da una visione, un ideale, si creano grandi cose, si realizzano grandi progetti”.

mondo-crescita
Così come ha sottolineato Corinne McLaughlin, direttrice esecutiva del Center for Visionary Leadership, “c’è urgente necessità di una scintilla spirituale nel buio del consumismo”. Ha inoltre affermato che molti sentono attualmente la necessità di una discussione seria sulla politica e sui valori spirituali e morali. Ogni cittadino e cittadina è responsabile della propria sincera applicazione di valori etici e spirituali nella vita quotidiana. La fede sposta le montagne ed è proprio quando la fede è diretta e nutrita da un cuore chiaro e limpido che si può far tutto. Possa quindi la luce del nostro cuore illuminare sempre ogni attività cui prendiamo parte.

PERCORSO ATTUATIVO

Dalla teoria alla pratica: Conoscenza e Azione
La conoscenza è sterile fino a quando non si traduce in azione concreta. È l’azione il vero potere personale di ognuna di noi. Ogni volta che rimandiamo una decisione o un’azione non stiamo usando il nostro potenziale.
E, per finire, vorrei condividere con tutte voi questo elenco di un autore (autrice) a me ignoto, che sinceramente ringrazio:

R I C O R D A:

1. Se sei fra coloro che vogliono riformare il mondo, comincia col riformare te stessa: sii pronta ad agire sempre per il bene. Vinci tutte le tue antipatie. Vivi come Volontaria del Bene e sarai una benedizione per tutti.

2. Se vuoi vivere una vita più alta segui fedelmente queste parole: sii buona, franca e semplice. Sii cortese, serena e sicura di te.

3. Ciò che tu pensi si avvera. Perciò pensa a ciò che è costruttivo e che ti migliora.

4. Il pensiero deve andare d’accordo con le tue parole e le parole con le azioni.

5. Fa agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Fa il meglio che puoi e lascia a Dio il resto.

6. Ritorna a te quello che parte da te: semina il bene e raccoglierai amore.

7. Sappi volere: la volontà è il mezzo più potente per chi sa valersene.

8. Se tu ami gli esseri umani e ogni cosa, allora soltanto tu ami veramente Dio.

9. Nulla è peggiore della depressione. Accogli con viso sorridente qualunque cosa ti avvenga.

10. Questo mondo è come uno specchio: se sorridi, ti sorride; se lo guardi arcigno e diffidente, con lo stesso viso arcigno e diffidente guarderà a te.

Un dialogo fuori del comune
ISBN: 9788860614537

Prezzo € 8,93

invece di € 10,50 (-15%)
Compralo su Macrolibrarsi

Tutte le domande che vorremmo porre e spesso poniamo a Dio e le risposte di un uomo che si è posto in ascolto e ha potuto così udire la sua voce. “Questo libro non l’ho scritto io mi è letteralmente capitato” afferma l’autore. Tutti gli uomini sono in grado di ascolto dare la voce di Dio, ma molti sono convinti che abbia smesso di parlarci 2000 anni fa.

Neale Donald Walsch, afferma:
“Qualche anno fa iniziai a ricevere delle risposte alle mie domande sull’abbondanza, sul denaro e su ciò che molti chiamano il giusto modo di vivere. Credo che provenissero direttamente da Dio. Ricevendole, ne restai così impressionato che decisi di scriverle”.

È il risultato è un best seller internazionale. I tre libri in cui sono stati raccolti i suoi “Dialoghi con Dio” sono stati tradotti in ben 27 lingue riscuotendo grande successo ovunque.
Walsch dice anche che non è necessario credere nella provenienza delle sue risposte per poterne ricevere beneficio.

È necessario soltanto restare aperti alla possibilità che possa esistere qualcosa che molti umani non comprendono bene, riguardo all’abbondanza. Qualcosa che potrebbe cambiare tutto…

Innumerevoli sono state finora le conferenze in giro per il mondo e incontri con il pubblico nelle librerie per autografare copie del libro. Ma il risultato più importante è che adesso milioni di persone in tutto il mondo si stanno svegliando e ricordando il loro collegamento con Dio.

Ciò che fa presa sul pubblico di tutto il mondo è il bel messaggio di amore universale contenuto nei suoi libri.

Thich Nhat Hanh: il lungo cammino della pace

thich-nhat-hanh_intervista

Intervista a  Thich Nhat Hanh

Vivi qui e ora, nel momento presente è un concetto sempre più diffuso, entrato quasi nel senso comune, fino ad apparire quasi privo di significato. Quando però a pronunciarlo è il maestro zen Thich Nhat Hanh, monaco, poeta, filosofo, teorico e pratico della pace, il colore e il sapore della frase sono tutti diversi. Perché non è più un concetto, non è un’idea, ma è la traduzione in parole di una vita esemplare.
A fine aprile del 2003 è stato in Italia, nella pineta di Castelfusano, in un incontro sul tema “Nutrire la gioia e la stabilità in tempi incerti“. Come a tutti i giornalisti che chiedono di intervistarlo, Thich Nhat Hanh mi ha chiesto di partecipare per qualche giorno al ritiro, per sperimentare quella “pratica” che è quanto di più semplice e di più profondo, quella del respiro e della camminata lenta e silenziosa, come quella che viene mostrata nel video. Un’esperienza utile per andare al di là delle parole. Se il video dell’intervista riuscirà a trasmettere almeno in parte la calma e la forza che traspare dai gesti e dalle parole di Thich Nhat Hanh, forse anche chi legge e guarda saprà andare oltre le parole e il concetto apparentemente semplice: “Vivi qui e ora, nel momento presente.”

Nei suoi insegnamenti lei dice che il nostro reale nemico è la dimenticanza. Come ‘è possibile non considerare nemici nessuno di quelli che ha ucciso i suoi confratelli, i suoi amici, i suoi allievi e al tempo stesso non dimenticare?
La dimenticanza è il nemico perché non ci permette di essere interamente presenti qui e ora. A causa di ciò non sappiamo cosa succede e cosa fare e non fare. Noi permettiamo che sorgano la rabbia e il dolore: per questo vivere consapevolmente è importante, perché quando vivi consapevolmente sei veramente presente, veramente vivo, e puoi contattare la sofferenza e puoi comprendere la sofferenza e quando comprendi la sofferenza hai la compassione e questo ti può aiutare ad agire. Quando una persona sta male, il medico deve uccidere i batteri che ci sono in lui e non uccidere la persona: quindi l’uomo non è il nemico, ma il nemico è la dimenticanza, che causa la mancanza di comprensione, la mancanza di compassione, e causa dolore e rabbia. Così la dimenticanza rafforza tutte le energie negative che sono dentro di noi e in particolare l’ignoranza, la mancanza di comprensione e di compassione, di responsabilità e di fratellanza.

Per eliminare la sofferenza noi dobbiamo partire dall’esperienza della sofferenza. Qual è il messaggio di sofferenza che ci arriva dalle vittime della guerra dell’Iraq, come quello che ci arrivò dal Vietnam?
In una guerra non si soffre solo da una parte , ma da entrambe le parti. In Vietnam non furono solo i vietnamiti le vittime, ma anche gli americani sono stati vittime della guerra. La guerra non portò distruzione solo in Vietnam, ma anche nel popolo e nella nazione americana. Non solo morirono in Vietnam 50.000 ragazzi americani, ma anche i sopravvissuti quando tornarono in America, portarono in America la guerra. Portarono la sofferenza nelle loro famiglie, portarono violenza ai loro bambini, alla loro società, portarono molti crimini, molti divorzi. E fino ad oggi le ferite della guerra del Vietnam in America non sono guarite, e l’attacco al World Trade Center l’11 settembre è l’effetto di una guerra portata in casa propria dagli americani, perché le “azioni speciali” che hanno fatto avevano creato molte incomprensioni e sofferenze nel mondo. E molta gente non ha compreso, molta gente ha odiato la politica estera degli Stati uniti. E perfino coloro che morirono per attaccare le Torri Gemelle credevano che quest’attacco fosse fatto in nome di Dio, in nome della giustizia, e così via. C’è stata molta incomprensione, e odio, e rabbia e violenza e la guerra in Iraq è proprio la continuazione di un’azione che non fa soffrire solo gli iracheni ma anche molti americani. Così bisogna ascoltare non solo la sofferenza dei vietnamiti o degli iracheni ma anche quelli del popolo americano. In America c’è ancora molta sofferenza, molti pensano di essere vittime della discriminazione, vittime dell’ingiustizia e l’America non riesce davvero a fermarsi ad ascoltare la sofferenza all’interno di se stessa. Ascoltando la tua sofferenza sarai capace di comprendere la sofferenza degli altri popoli e questo è il solo modo per ristabilire la comunicazione e ristabilendo la comunicazione attivi la comprensione e l’accettazione dell’altro, che è il solo modo per rimuovere la violenza e il terrorismo. Non si può sperare di rimuovere il terrorismo con le bombe, bisogna rimuoverlo con lo strumento del dialogo, ascolto profondo, ascolto compassionevole, usando un tipo di discorso amorevole perché la comunicazione sia di nuovo possibile.

Nel movimento per la pace che non è mai stato grande come in queste occasioni, quali vede come punti di forza e quali come punti di debolezza?
La scorsa settimana abbiamo fatto una camminata per la pace a Firenze. Nessuno di noi portava alcuna bandiera, non abbiamo gridato slogan, non abbiamo presentato alcun simbolo. Abbiamo camminato molto lentamente e con gioia, perché l’obiettivo della nostra marcia non era protestare contro qualcun altro. La nostra marcia si proponeva di innaffiare il seme della pace dentro di noi e trasformare il seme della violenza che è in noi. Perché noi sappiamo che se non cominciamo da noi stessi non possiamo aiutare la fine della guerra, perché la guerra forse continua dentro di noi. In ognuno di noi c’è violenza, c’è conflitto, c’è sofferenza e praticare la pace è prima di tutto essere consapevoli degli elementi di guerra che abbiamo dentro. Noi dobbiamo vivere nella vita quotidiana in modo da dare ai semi di pace dentro di noi una possibilità di fiorire e da rimuovere i semi di guerra, cioè dobbiamo ascoltare la nostra sofferenza; apprendere come abbracciare la nostra sofferenza per trasformarla è davvero fondamentale nella pratica della pace. E se comprendiamo la nostra sofferenza, se possiamo ridurre la sofferenza dentro di noi, allora possiamo comunicare con gli altri, con i nostri nemici, e provare le nostre capacità di relazione e aiutare le altre persone a trasformare la sofferenza dentro di loro e innaffiare i semi della pace e della felicità e insieme possiamo aiutarci a fare la stessa cosa nella nostra città, nella nostra nazione e con il mondo. Così quando ci incontriamo con un milione di persone, dovremmo incontrarci per renderci conto che la guerra è dentro di noi e dobbiamo trasformarla. Il mio camminare in pace non è una protesta contro nessuno: noi facciamo convergere i nostri sentimenti, i nostri propositi, vogliamo che la gente faccia come noi, non permettendo di lasciarsi trasportare dal sentimento del dolore, della rabbia, della rinuncia all’interno di se stessi, in modo da non soffrire e da non causare sofferenza negli altri. Credo che i nostri politici debbano praticare la pace, e noi dovremmo avere i mezzi per aiutare i nostri leader politici a praticare la pace, perché nella nostra vita politica non c’è la dimensione spirituale, l’abbiamo persa. Per questo politici come Bush, Blair, Chirac non hanno un rapporto con la spiritualità, che gli permetta di occuparsi della propria sofferenza, di fare pace dentro di loro. Per questo quando eleggiamo coloro che ci governano dobbiamo stare attenti: dobbiamo eleggere solo quelli che sanno come fare pace dentro di sé e nella loro famiglia. Perché se non sanno fare questo in loro e nella loro famiglia, come possono farlo nel mondo? Per questo la pace è un processo di educazione, di autoeducazione sulla pace e di educazione alla famiglia e alla pace e educazione delle masse riguardo alla pace. Se non si segue questa linea di azione, dimostrare e gridare la nostra rabbia contro il governo non può aiutare molto.

Sono arrivato, sono a casa“. Questa è una delle frasi chiave per le meditazioni che lei insegna, per le pratiche. Lei stesso però manca dalla sua casa, dal suo Paese da oltre trent’anni. Molti milioni di persone sono costretti come rifugiati, come esuli fuori dalla loro patria. Come è possibile essere a casa ovunque?
Nel 1966 feci per la prima volta l’esperienza di sentirmi esule perché non mi fu permesso di tornare a casa dopo il mio appello per la pace; e ho sofferto come tutti gli altri, ho sofferto perché tutti i miei amici e il mio lavoro, i miei studenti erano in Vietnam. Ma a quel tempo stavo già praticando, così potevo sentirmi a casa dovunque, e dopo circa un anno riuscii a sentirmi felice, a sentirmi a casa in Europa e dovunque andassi, ed ero capace di considerare il Pianeta terra come la mia casa. Dovunque si può vedere il cielo azzurro, si può vedere la luna piena, si può entrare in contatto con una splendida vegetazione, si può giocare con i bambini e così via, e questa è pratica: il passato è andato e il futuro non è ancora qui. C’è un solo momento in cui puoi sentirti vivo, che è il momento presente. Se aspettassi di essere vivo quando potrò rientrare in Vietnam, potrebbero passare molti anni, potrei aspettare l’intera vita e non sarebbe saggio. Così si può praticare in questo modo ed essere felici e vivere proprio qui e ora. E questo è un insegnamento molto importante di Buddha: io sono riuscito ad essere a casa ovunque io sia. In questo momento preciso mi sento a casa in Italia, in questo posto dove stiamo parlando e la mia pratica è vivere in questo modo, restando in contatto con la meraviglia della vita. In ogni momento possiamo essere vivi: se siamo invasi dalla rabbia e dai progetti, non è possibile far così. Quando pratichi hai la libertà dentro di te: sei libero dai tuoi progetti, dalle tue emozioni, dalla tua rabbia, dalla tua disperazione, dalla tua sofferenza e ogni respiro che fai ti dà vita, ti dà gioia e felicità. Ogni respiro è una poesia e scrivi una poesia senza bisogno di carta né di penna perché quando respiri in modo calmo e consapevole puoi sentirti vivo e sorridi, e questa è una vera poesia, e ogni passo che faccio potrebbe essere una poesia perché cammino con stabilità, toccando la meraviglia della vita ad ogni passo. Ogni passo dovrebbe diventare una poesia, perché la poesia non è qualcosa che scrivi sulla carta, è qualcosa che puoi vivere in ogni momento della tua vita. Quando tieni la mano di un bambino e cammini e sei felice ad ogni passo e guardi un bambino in viso, questa è vita reale ed è poesia vera, non è un sogno, è qualcosa di molto reale, molto vivo, che sta accadendo. E a volte devi affrontare situazioni di violenza, di rabbia, ti trovi di fronte a situazioni difficili, ma è sempre possibile “trattarle” con passione, con comprensione, con compassione, e anche questa è poesia, quando provi a salvare i boat people, quando provi ad aiutare chi è arrabbiato e stanco, quando scrivi una lettera per sostenere qualcuno che è in difficoltà, tu hai bisogno di capire, hai bisogno di compassione e la tua azione è una vera poesia.

Che cos’è allora per lei scrivere poesie?
Non scrivi poesia solo quando ti siedi a tavolino e usi una penna e un foglio di carta. La poesia si compone in ogni momento della tua vita quotidiana: quando innaffi la verdura, quando lavi i piatti, quando fai colazione, in quel momento hai una grande esperienza della vita, puoi avere gioia, compassione, visione profonda e in quel momento quando ti siedi a scrivere stai consegnando la poesia, ma poesia è sempre nel mondo, è in continua creazione e questo perché anche quando dormi e sogni, anche quella è poesia.

Un’ultima domanda è dedicata a Nat Chi May, una sua studentessa che si diede fuoco in Vietnam, una di quelle immagini che restano nell’immaginario collettivo e che è più difficile da comprendere. Che cosa resta di lei e di questa immagine dopo 35 anni?

Nat Chi May era una giovane insegnante, un membro della scuola della gioventù per i servizi sociali. Vide la sofferenza, capì che era difficile far conoscere la sofferenza alla gente perché il suono delle bombe era tanto forte e le parti in guerra non ci permettevano di raccontare la nostra sofferenza, e lei scelse di usare il suo corpo come torcia per aiutare la gente dentro e fuori del Vietnam a diventare consapevole della sofferenza che c’era, sperando che venisse un aiuto per stabilire la fine alla guerra. Lei rappresenta molti di noi. Molti di noi i cui nomi non sono conosciuti hanno fatto esattamente la stessa cosa, non dandosi fuoco, ma impegnandosi in un lavoro per salvare la gente, per aiutare la gente senza paura e queste persone hanno mostrato molta comprensione e molta compassione: i miei studenti mi hanno nutrito molto e quello che io ho fatto e quello che ho detto è quello che loro hanno detto e fatto nello stesso tempo. Così quando vedete me che parlo, quando vedete me che agisco, dovete vedere tutti loro che fanno la stessa cosa. La loro coscienza è una coscienza collettiva nata dalla consapevolezza e dalla sofferenza e c’è un desiderio di agire per mettere fine alla sofferenza. Se guardate me e vedete una sola persona non avete visto molto chiaramente, dovete vedere molti e molti di noi che in situazioni molto difficili fanno la stessa cosa, che portano messaggi di compassione, di pace, di sacrifici per la gente e sperano che l’energia di comprensione e compassione possano nascere in ognuno e nei bambini, in modo che i nostri bambini abbiano un futuro. Molte grazie.

Intervista a  Thich Nhat Hanh di Luciano Minerva fonte: www.rainews24.it


Thich Nhat Hanh

Un Ascolto Profondo

Compralo su Macrolibrarsi

Ascoltare profondamente è sapersi fermare e sapersi far pervadere da ciò che si ascolta, diventando uno con esso, che provenga dall’interno o dall’esterno di noi.

Ascolto profondo è sapersi fermare e sapersi far pervadere dall’oggetto del nostro ascolto diventando uno con esso, che sia al nostro interno o al nostro esterno.
Per ascoltare in modo nuovo, insegna Thich Nhat Hanh, è necessario rimuovere le percezioni erronee che si hanno su se stessi e sugli altri: in questo modo si trasforma anche il modo di parlare, e la parola diventa strumento di felicità anziché portatrice di sofferenza.
Iparare la pratia ll’asolto poono è allora oe imparar ua nuova lingua si ha isogno di mpo pe familiarizzarsi o i nuovi suoni e per potersi ascoltare è importante imparare a conoscere “i propi suoni”, cioè gli elementi, al nostro interno, con i quali siamo poco in contatto.
All’ascolto profondo ci si avvicina tramite la condivisione, una delle pratiche cui Thich Nhat Hanh dà maggiore spazio come strumento di pace.
In questo libro sono stati raccolti i discorsi che più si soffermano sull’argomento: i temi trattati possono invitarci a riflettere su come ci ascoltiamo e su come ci siamo ‘sentiti’ fino a oggi, e forse scardinare un po’ l’immagine che abbiamo acquisito di noi stessi.