REALIZZARE SE STESSI: 5 consigli utili

Come “quale sensazione”?

Se non la riconosci significa che ci stai dentro con tutti e due i piedi (senza neanche accorgertene) e in qualche modo ti sta fregando.

Qui sotto puoi leggere 3 situazioni tipiche nelle quali riconoscerla:

SITUAZIONI TIPICHE NELLE QUALI RICONOSCERE QUESTA SENSAZIONE

SITUAZIONE 1

Non riesci ad ottenere risultati e, invece di fare praticamente qualcosa per cambiare rotta, ti ritrovi come bloccato/a.
E’ questa la tua situazione attuale?

SITUAZIONE 2:

Le cose funzionicchiano, riesci a fare cose nella media ma non riesci a spiccare veramente il volo.
E’ questa la tua situazione attuale?

SITUAZIONE 3:

Hai fatto qualcosa di buono, che ha funzionato, che ti ha dato gloria e onori, magari ti ha fatto guadagnare bene e continui a ripetere quella cosa che ha funzionato una volta, sperando che continui a funzionare uguale.
E’ questa la tua situazione attuale?

IN OGNUNA DI QUESTE 3 SITUAZIONI C’E’ UN GRANDE PERICOLO (E HA ANCHE UN NOME)

Sai come si chiama?

Zona di Comfort

La Zona di Comfort è quella zona (fisica e mentale) nella quale ti senti a tuo agio (non perchè ti stanno bene quei risultati ma perchè comunque conosci il territorio).

Sai cosa c’è fuori dalla zona di comfort? L’ignoto. E’ questo che ti fa paura (e rimanere bloccato, in ognuna delle 3 situazioni).

COSA C’E’ OLTRE QUELLA SOGLIA?

L’uomo ha tendenzialmente paura dell’ignoto. Ma nuovi risultati sono lì dove non sei mai andato a guardare.

1. Riconosci quella sensazione

2. Superala (qui trovi 5 consigli utili per spingerti oltre quella soglia, cosa potrai trovarci?)

Esci dalla Tua Zona di Comfort! - PiuChePuoi

“Quando credi e affermi
di averle provate tutte e in ogni modo
ricordati solo una cosa: non è vero. “

C’è un modo diverso di vedere le cose.

Sali al tuo Livello Superiore.
Più che puoi, sempre.

Esci dalla Tua Zona di Comfort!
Esci dalla Tua Zona di Comfort!

Perchè stai continuando a limitarti? Che cosa ti trattiene?

Ti stai misurando con la tua maledettamente pericolosa zona di comfort

“Esci dalla tua zona di comfort”

I 5 consigli per spingerti oltre i tuoi limiti, verso risultati straordinari

di DARIO BRUSADELLI

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Il cavaliere dalla lucente armatura

Nell’intimo di ogni uomo c’è un eroe o un cavaliere dalla lucente armatura. Più di ogni altra cosa, lui vuole servire e proteggere la donna che ama. Quando sente di godere della sua fiducia, è in grado di portare in superficie la parte più nobile di sé. Diventa più sollecito e più interessato a lei. La sfiducia, d’altro canto, ottunde la sua vitalità e la sua energia ed è inevitabile che, dopo un certo periodo di tempo, l’uomo smetta di provare interesse.

Immaginiamo un cavaliere che erra per il paese con una lucente armatura. Improvvisamente sente una donna che piange. Il cavaliere ha un sobbalzo, sprona il cavallo e al galoppo raggiunge il castello dove la donna è prigioniera di un drago. Il nobile cavaliere sguaina la spada e uccide il drago. Riconoscente, la principessa lo accoglie con tutti gli onori.
I cancelli si aprono e il cavaliere viene festeggiato dalla famiglia della principessa e dagli abitanti della città, invitato a restare presso di loro e acclamato eroe. Lui e la principessa si innamorano.
Un mese più tardi il nobile cavaliere parte per un altro viaggio. Sulla via del ritorno sente la sua amata principessa gridare aiuto. Un altro drago ha attaccato il castello.
Il cavaliere sguaina la spada per uccidere il mostro.
Ma ecco che la principessa gli grida dalla torre: “Non usare la spada, usa questo laccio. Sarà più efficace.” Gli getta il laccio e gli mostra come utilizzarlo. Esitante, lui ubbidisce. Lo avvolge intorno al collo del drago e tira con forza. Il mostro muore tra il sollievo generale.
Durante i festeggiamenti, il cavaliere è oppresso dalla sgradevole sensazione di non avere fatto nulla per meritare gli onori che gli vengono tributati. Il fatto di avere usato il laccio e non la sua spada lo induce a pensare di non essere degno della fiducia e dell’ammirazione dei cittadini.
Si sente un po’ depresso e dimentica di lucidare l’armatura.

Un mese dopo parte per un altro viaggio. È armato della sua spada, ma la principessa lo trattiene e, ammonendolo a guardarsi dal pericolo, gli ingiunge di prendere anche il laccio. Di ritorno a casa, il cavaliere vede un altro drago che insidia il castello. Ancora una volta si precipita verso di lui con la spada, ma poi esita, pensando che forse dovrebbe usare il laccio. La breve incertezza gli è fatale, perché il drago, eruttando fiamme, gli brucia il braccio destro. Nella confusione lui alza la testa e vede la principessa che gli fa cenno da una finestra.
“Il veleno,” grida lei. “Il laccio non funziona.”
Gli getta il veleno che lui versa nella gola del drago, uccidendolo. Tutti lo acclamano e festeggiano la liberazione, ma il cavaliere prova vergogna.

Un mese dopo si prepara a partire per un altro viaggio.
E sul punto di uscire quando la principessa gli ricorda di stare attento e di portare con sé il laccio e il veleno. Seppure infastidito dai suoi suggerimenti, lui decide di assecondarla.
Il cavaliere è in viaggio quando sente le grida di aiuto di un’altra donna. Mentre si precipita in suo soccorso non è più depresso e si sente di nuovo vivo e sicuro di sé. Ma quando sguaina la spada per uccidere il drago, lo coglie nuovamente l’esitazione. Devo usare la spada, si chiede, il laccio o il veleno? Che cosa direbbe la principessa?
Per un momento resta sconcertato, ma poi ricorda le sensazioni provate durante il suo primo incontro con la principessa, quando era armato solo della sua spada. Con rinnovata sicurezza, getta via laccio e veleno e carica il drago con la sua fidata lama. Lo uccide e la popolazione lo porta in trionfo.
Il cavaliere dalla lucente armatura non tornò mai più dalla sua principessa. Rimase nel nuovo villaggio dove visse per sempre felice. Alla fine si sposò, ma solo dopo essersi accertato che la sua nuova compagna non sapesse nulla di lacci e veleni.
Ricordare che nell’animo di ogni uomo si nasconde un cavaliere dalla lucente armatura vi aiuterà a non trascurare i suoi bisogni primari. Sebbene un uomo apprezzi a volte la sollecitudine e l’aiuto, dosi troppo massicce minano la sua sicurezza e lo allontanano da voi.

Tratto da: Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

Il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo

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“Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perchd si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla Terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.”

Da anni Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere è un bestseller mondiale, costantemente presente nelle classifiche di vendita di numerosi Paesi.
Il libro di John Gray – che intanto ha raggiunto fama planetaria diventando un vero e proprio “guru della coppia” – si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare.

I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l’uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di “ritirarsi nella sua caverna”, in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. Il dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine.

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere è un libro illuminante e divertente, che fornisce un punto di vista originale sulla vita di coppia, aiutando realmente i lettori a fare chiarezza nel meraviglioso caos dell’amore.