Attacco e Difesa

Se vediamo un altro come attaccante crediamo di doverci difendere e troviamo direttamente o indiretta­mente una via per un contrattacco.

Attaccare viene sempre dalla paura e dalla colpa. Nessuno attacca se non si sente minacciato e pensa che lui con l’attacco, a costo della debolezza dell’altro, può dimostrare la propria forza.

Tanti credono che attaccare ci procuri veramente qualcosa che vogliamo avere. Sembra che abbiamo dimenticato che attaccare e difendere non ci porta pace interiore.

Per ricevere PACE anzichè CONFLITTO dobbiamo spostare la nostra percezione. Anzichè vedere gli altri come attaccanti li possiamo vedere come paurosi. Esprimiamo sempre o amore o paura.

Paura è in realtà un chiedere aiuto, cioè è una richiesta d’amore. Per apprendere PACE dobbiamo evidentemente comprendere che abbiamo effettivamente la possibilità di scegliere le nostre percezioni.

Tanti nostri tentativi di correggere gli altri pensando di criticarli costruttivamente, sono in realtà tentativi di attaccarli per dimostrare che noi abbiamo ragione e loro torto. Qui può essere di aiuto il controllare le nostre motivazioni. Insegniamo AMORE o dimostriamo attacco ?

Se gli altri non si comportano come noi desideriamo, li vediamo con tutta probabilità colpevoli e rafforziamo la credenza sulla loro colpa. La pace della mente viene dal non voler cambiare gli altri ma accettandoli come sono. La vera accettazione non ha aspettative, esigenze o pretese.

liberamente tratto da Un Corso in Miracoli

Testo Libro degli esercizi Manuale per gli insegnanti

Il testo fondamentale per il nuovo millennio finalmente tradotto in italiano.
Un corso in miracoli è un’opera di straordinario interesse. Una fonte ineguagliabile d’ispirazione per tutti coloro che desiderano cambiare positivamente la propria vita. Focalizzato sulla ‘guarigione dei rapporti’ il libro di esercizi contiene 365 lezioni dedicate all’allievo.

Un palloncino nel vento

Il cuore della pratica del Dharma è la meditazione. Il suo scopo è quello di rendere la mente calma e pacifica. Se la mente è pacifica, saremo liberi da preoccupazioni e disagi mentali, e così potremo provare la felicità vera; ma se la mente non è pacifica, troveremo molto difficile essere felici, anche se stessimo vivendo nelle migliori condizioni. Se ci addestriamo nella meditazione, la nostra mente diverrà gradualmente sempre più pacifica e noi sperimenteremo una forma di felicità sempre più pura. Alla fine ci sarà possibile rimanere in uno stato continuo di felicità, anche nelle circostanze più difficili.

Di solito troviamo difficile controllare la nostra mente, che sembra essere come un palloncino nel vento, spinta qua e là dalle circostanze esterne. Se le cose vanno bene, la mente è felice, ma se vanno male, diventa immediatamente infelice. Se per esempio riusciamo ad avere ciò che vogliamo, un oggetto o un’amicizia nuova, diventiamo eccitatissimi e ci aggrappiamo con forza a queste cose; ma dal momento che non possiamo avere tutto quello che desideriamo, e poiché ci dovremo inevitabilmente separare dagli amici e dagli oggetti di cui godiamo attualmente, questa vischiosità mentale, o attaccamento, serve solo a causarci dolore. D’altra parte, se non riusciamo ad avere ciò che vogliamo, o se perdiamo qualcosa che ci piace, ci abbattiamo o ci irritiamo. Se, ad esempio, fossimo costretti a lavorare con un collega non gradito, probabilmente ci scopriremmo nervosi e risentiti, col risultato di non riuscire a lavorare insieme in modo efficiente, e di rendere il tempo speso sul lavoro stressante e non remunerativo.

Queste oscillazioni di umore sorgono perché siamo coinvolti troppo da vicino dalle situazioni esterne. Siamo come un bambino che costruisca un castello di sabbia, che si senta eccitato appena lo ha terminato, ma rimanga sconvolto vedendolo distruggere dal sopraggiungere della marea. Per mezzo dell’addestramento nella meditazione, creiamo uno spazio interiore e una chiarezza che ci rendono capaci di controllare la mente senza essere più influenzati dalle circostanze esterne. Gradualmente sviluppiamo un equilibrio mentale, una mente stabile che è felice in continuazione, anziché una mente non equilibrata che oscilla fra gli estremi dell’eccitazione e dello scoraggiamento.

Se ci addestriamo in modo sistematico nella meditazione, saremo capaci, alla fine, di sradicare dalla mente tutte le perturbazioni mentali, che sono la causa dei problemi e delle sofferenze che abbiamo. In tal modo giungeremo a provare la pace interiore permanente, conosciuta come ‘liberazione‘ o ‘nirvana‘, e quindi, sia di giorno sia di notte, in tutte le nostre esistenze future, sperimenteremo solo pace e felicità.

La meditazione è un metodo per familiarizzare la nostra mente con la virtù; è una mente che analizza o si concentra su un oggetto virtuoso. Un oggetto virtuoso è quello che produce lo sviluppo di una mente pacifica quando lo analizziamo o ci concentriamo su di esso. Se contempliamo un oggetto ed esso ci causa invece lo sviluppo di una mente non pacifica, come la rabbia o l’attaccamento, questo indica che quell’oggetto è non virtuoso. Ci sono anche molti oggetti che non sono né virtuosi né non virtuosi, ma neutri.

Esistono due tipi di meditazione: analitica e collocata. La prima consiste nella contemplazione del significato delle istruzioni del Dharma che abbiamo ascoltato o letto. Contemplando profondamente queste istruzioni, alla fine raggiungeremo una conclusione definitiva, o sorgerà in noi uno specifico stato mentale virtuoso. Questo è l’oggetto della nostra meditazione collocata. A questo punto ci concentriamo univocamente su questa conclusione, o su questo stato mentale virtuoso, il più a lungo possibile, in modo da svilupparne con esso una profonda familiarità. Questa concentrazione univoca è la meditazione collocata. Spesso con il termine di ‘contemplazione’ ci riferiamo alla meditazione analitica, e con quello di ‘meditazione’ alla meditazione collocata. La meditazione collocata dipende dalla meditazione analitica, e la meditazione analitica dipende dall’ascolto o dalla lettura delle istruzioni del Dharma.

Il primo stadio della meditazione è frenare le distrazioni e rendere la nostra mente più chiara e più lucida. Tale stadio può essere portato a compimento per mezzo della pratica di una semplice meditazione sul respiro. Scegliamo un posto tranquillo per meditare, e quindi sediamoci in una posizione comoda. Possiamo usare la posizione tradizionale a gambe incrociate o qualsiasi altra che per noi sia confortevole; se vogliamo possiamo sederci su di una sedia. La cosa più importante è mantenere la schiena diritta per impedire che la mente diventi pigra o assonnata.

Sediamoci tenendo gli occhi parzialmente chiusi e dirigendo l’attenzione verso il respiro. Respiriamo in modo naturale, preferibilmente dalle narici, senza tentare di controllare il respiro, e quando l’aria entra ed esce attraverso le narici, cerchiamo di diventare consapevoli della sensazione che il respiro produce. Questa sensazione è il nostro oggetto di meditazione. Concentriamoci su di essa escludendo qualsiasi altra cosa.

All’inizio la nostra mente sarà occupata da molti pensieri, e potremmo avere l’impressione che con la meditazione si stia riempiendo ancor di più; ma in realtà stiamo solamente diventando più consapevoli di quanto affollata effettivamente essa sia. Saremo fortemente tentati di seguire i diversi pensieri che sorgono, ma dovremmo resistere a questo, e rimanere focalizzati univocamente sulla sensazione del nostro respiro. Se scopriamo che la mente sta vagando e segue i pensieri, dovremmo immediatamente farla ritornare sul respiro. Possiamo ripetere questo processo per tutto il tempo necessario, fino a che riusciremo a farla posare sul respiro.

Praticando pazientemente in questo modo, i pensieri distraenti gradualmente diminuiranno, e noi proveremo una sensazione di pace interiore e di rilassamento. La mente si sentirà lucida e spaziosa e noi ci sentiremo rinvigoriti. Quando il mare è mosso, i sedimenti vengono agitati e l’acqua s’intorbidisce, ma quando i venti calano, il fango si deposita gradualmente sul fondo, e l’acqua diventa chiara. Allo stesso modo, quando il flusso incessante dei pensieri che ci distraggono si calma, attraverso la concentrazione sul respiro, la mente diventa insolitamente lucida e chiara. Dovremmo rimanere allora in questo stato di calma mentale per un po’ di tempo.

Anche se la meditazione sul respiro è solo uno stadio preliminare della meditazione, può essere molto efficace. Possiamo vedere che con essa è possibile provare pace interiore e appagamento solo controllando la mente, senza dover dipendere per nulla da condizioni esterne. Quando la turbolenza dei pensieri che distraggono si affievolisce e la mente si calma, sorgono spontaneamente in noi una profonda felicità e appagamento. Questa sensazione di appagamento e di benessere ci aiuta ad affrontare le attività e le difficoltà della vita di ogni giorno. Gran parte dello stress e della tensione che proviamo normalmente sorge dalla nostra mente, e molti dei problemi che sperimentiamo, inclusa la malattia, sono causati o aggravati da questo stress. Anche solo facendo meditazione sul respiro per dieci o quindici minuti al giorno, potremo ridurre questo stress. La nostra mente sarà pervasa da una sensazione di calma e di spazio, e molti dei nostri problemi consueti svaniranno. Le situazioni difficili diventeranno facili da affrontare, proveremo spontaneamente del calore verso gli altri e saremo ben disposti nei loro confronti, cosicché le nostre relazioni miglioreranno.

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Questa guida dedicata ai principianti, già ottimamente accolta dal pubblico di tutto il mondo, è uno strumento utile per imparare a concentrarsi sul proprio corpo, ad alleviare la sofferenza e ad eliminare i sentimenti negativi entrando in sintonia con la parte più saggia e profonda di sé, anche nel caotico e conflittuale mondo moderno.

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“Vipassana” è la maniera di osservare senza spiegare nulla, perché quando non abbiamo la “mente contaminata” possiamo percepire come le cose si spiegano da sé stesse.

Questo implica un modo di vivere, già che facendolo, accettando le cose per quello che sono, e lasciandole essere in accordo alla realtà, allora possiamo liberarci dall’illusorio, maya, quello che ci danneggia e causa sofferenza.

“Vipassana” è esaminare attentamente, è la comprova, la verifica, accorgersi di qualcosa, rendersi conto di un fatto, di quello che succede, vedendolo realmente senza aggregargli la fantasia della “mente contaminata” senza i concetti religiosi, politici, sociali o morali, senza immagini.

Soltanto con l’osservazione possiamo accorgerci della REALTÀ, dell’ESSERE, dell’ESISTERE, della VITA, della SANTITÀ, dell’ENERGIA, della LUCE.

“Vipassana” è l’essenza di tutte le filosofie e cammini spirituali, la somma della spiritualità, che va più in là di qualsiasi pensiero, emozione soggettiva, essere umano e maestro.
È la cosa più sensata che esiste. È una delle attività più importanti, angolari, determinante perché possa attivarsi tutto quello che si apprende in qualunque Sentiero Spirituale onesto.

Il perdono è la chiave della felicità

Imparare a dire “Scusa, ho sbagliato” è una delle cose più difficili da fare.
Capita nei rapporti familiari, nelle relazioni di lavoro, in ogni ambiente in cui ci siano individui.

Credo conosca anche tu persone che hanno incrinato i rapporti con altri per non aver saputo chiedere “scusa” dopo un litigio o dopo una discussione un pò accesa.
Ho visto dei rapporti veramente disintegrarsi per non aver saputo cedere all’orgoglio di continuare a dire : “ho ragione io”.
Pensa: riuscire a dire “Ho sbagliato e ti chiedo scusa”.

Semplice vero, e invece no, non lo è…

Purtroppo non si riesce a fare un passo indietro, a recitare dentro di sè una sorta di mea culpa.
Eppure se ci stacchiamo momentaneamente da quella posizione e cerchiamo di vederla con animo distaccato, senza partecipazione, sembrerebbe così facile farlo. Pensa ai vantaggi che ne ricaveremmo, a tutti i livelli.
Prima di tutto il rapporto con l’altra persona magicamente si rinsalderebbe; in secondo luogo il rapporto con te stesso migliorerebbe immediatamente, lasciandoti in una sorta di pace interiore.
Questo aspetto si lega a un altro, che è quello del perdono.

Il perdono vuol dire dimenticare, lasciar andare, proseguire. Ci si libera così dalle energie negative e ci si rende conto, per quanto sia a volte complicato pensarlo e anche capirlo, che nessuno può farci del male senza il nostro consenso.
Non fraintendermi. Voglio solo dire che è la “risposta” che diamo ( cioè la reazione allo stimolo esterno) che determina poi i nostri atteggiamenti e la nostra vita.
E’ meglio allora concentrarci sui nostri errori piuttosto che su quelli degli altri. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” oppure ancor di più “Non ti dico di perdonare sette volte il tuo nemico, bensì settanta volte sette”, per dire cioè perdona all’infinito…

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Ricomincia da Te è un vero e proprio seminario creato per il lettore e che lo aiuterà gradualmente ad abbandonare le resistenze a lasciare andare quello che nel passato ha portato risultati negativi.
Il perdono porta alla comprensione che il passato è concluso per sempre, e restituisce intatte le proprie possibilità di affermazione. Le cause del conflitto spesso si trovano dentro di noi, nel nostro cuore, risolverle ci permette di affrontare il presente e il futuro con energie del tutto nuove.
Perdonare con responsabilità ci restituisce pienamente il nostro potere.

È proprio questo il momento per lasciare andare tutto quello che non ha funzionato nella tua vita.
E ricominciare da subito.
Q
uello che afferma il perdono è che il passato è passato.
(Con molti esercizi all’interno)

“NON PUO ESSERCI FORMA DI SOFFERENZA
CHE NON NASCONDA UN PENSIERO DI NON PERDONO.
NÉ PUÒ ESSERCI FORMA DI DOLORE
CHE IL PERDONO NON POSSA GUARIRE”
(Un Corso in Miracoli)

Se leggendo Innamorati di Te e Imparare ad Amare Se Stessi Si Può, non ti sei autorizzato ancora ad accedere alla fonte al massimo potenzialedelle tue attitudini, forse dopo aver letto Ricomincia da Te (Il Perdono è la Chiave della Felicità) e aver integrato l’importanza assoluta del tema del Perdono, sarai pronto ad aprire davvero la tua vita al tuo prossimo futuro felice…

Le tue paure vengono dal passato perché è lì che abitano, perché ti ostini a volerle ospitare così spesso? Non sei costretto a sentire obblighi o doveri di cortesia verso di loro. Rimandale indietro da dove sono venute con un bel messaggio per il mittente: «Niente ho più a che vedere con voi, che siete solo le mie paure del passato».

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Tutto ciò che succede è un raccolto!

Prima devi seminare! E se vuoi il meglio, devi seminare bene! Anche i contadini sanno che se vogliono raccogliere devono prima seminare!
Cosa devi seminare? Appunto rispetto, amore e prosperità.
Come?
Pensando bene degli altri. Pagando con gioia il dovuto. Compiendo gesti gentili. Ringraziando col cuore per tutto ciò che hai.
Offrire mance il più che puoi. Invece, hai sempre cercato di prendere, di ricevere, di ottenere? E tutto pareva eternamente sfuggirti?
Ma non si può ottenere dalla vita nulla se prima non dai, perché l’esistenza è un’unità cosmica, quindi vige la legge dell’equilibrio assoluto, la legge di causa-effetto, la legge karmica di Azione=Reazione.
Nella vita non esiste il caso, la fortuna o la sfortuna! Il fato, il caso è una superstizione dovuta al fatto di ignorare le connessioni tra causa ed effetto.
Tutto ciò che succede è un raccolto! Dipende da ciò che prima si è seminato!
E non è ammesso il non conoscere l’esistenza di questa legge.
Essa funziona sempre e comunque.
Non è una legge morale, o religiosa, o esoterica: non è stata inventata dagli uomini.
È una legge naturale, e siamo al mondo per comprenderla sempre più, grazie all’amore.
Devi prima seminare pienezza, gioia, soddisfazione, rispetto, ricchezza, se vuoi raccogliere tutte queste cose! Ma se quando sei in un meraviglioso parco, pensi al tuo conto in banca che è esiguo, semini così povertà.
Mentre se ti soffermi sul qui e ora, vedresti la vita, che è abbondanza, bellezza, ricchezza e assoluta perfezione e sicurezza.

Se vuoi raccogliere ricchezza devi seminare ricchezza. Se paghi i tuoi conti di malavoglia, allora stai pensando che chi ti offre un prodotto o un servizio non merita del denaro per il suo lavoro.
Questa è una azione che avrà una sua reazione: anche il tuo lavoro non verrà considerato e avrai uno scarso reddito.
Devi necessariamente seminare bene: perché l’Universo è una Unità, un Equilibrio Perfetto.
E perciò esiste ovunque la forza universale di azione = reazione. Come puoi pretendere che gli altri ti rispettino, ti considerino, ti paghino volentieri, se dentro di te giudichi, valuti, sminuisci, condanni?
Non dovresti condannare niente e nessuno! Perché tutto è Esistenza, tutto ha presenza e consapevolezza, tutto è Dio.
E se condanni, raccoglierai tu stesso ciò che semini: perché tu sei gli altri e gli altri sono te.

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Il Giardiniere di Dio, un grande classico di spiritualità brasiliana, è il capolavoro del celebre autore Cesar Romao, una delle più importanti personalità del nuovo corso letterario brasiliano.
Con dedica speciale di Paulo Coelho e di Og Mandino, “Il Giardiniere di Dio” è un libro che ti consigliamo di leggere attentamente per trovare la pace interiore che risiede dentro di te.

Vivere la vita del mondo è essere un lavoratore qualunque in mezzo a un campo. Vivere la vita del proprio cuore è essere un seminatore, qualcuno che trasforma qualcosa a beneficio di se stesso e delle altre persone coinvolte nella sua esistenza. Un amico, un amore o un buon lavoro non si trovano sugli alberi ma nel seme di un perdono, di un gesto d’affetto, di uno sforzo. La principale missione dell’essere umano è seminare la propria essenza, coltivando il mondo come una divina fattoria della quale Dio erediterà il granaio. È Lui che ci ha lanciati con un suo soffio nell’Universo e che ci raccoglierà dalla terra. Servire ci rende partecipi dell’Universo e ce lo fa comprendere più a fondo. È nel servizio che scopriamo la strada per realizzare le nostre aspirazioni e i nostri desideri, diventando veri Giardinieri di Dio“.

Il potere di adesso

adesso“Per molti di noi, lungo la via, vi sono nuove scoperte da fare: noi non siamo la nostra mente. Possiamo trovare l’uscita dal dolore psicologico. L’autentico potere umano si trova arrendendosi all’Adesso.
Scopriamo anche che il corpo è in effetti una delle chiavi per entrare in uno stato di pace interiore, così come lo sono il silenzio e lo spazio intorno a noi. Infatti l’accesso è disponibile ovunque. I punti di accesso, o portali, possono tutti essere usati per portarci nell’Adesso dove i problemi non esistono. E’ qui che troviamo la nostra gioia e che siamo capaci di abbracciare il nostro vero sé. E’ qui che scopriamo che siamo già completi e perfetti.”

Tratto da Il Potere di Adesso di Eckhart Tolle

La pace interiore

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Ora, dovremmo davvero domandarci, ma come può l’uomo, finalmente, prendere il cammino che lo porti al raggiungimento di una pace universale? Sicuramente attraverso un percorso di consapevolezza che difficilmente potrà passare solo per le piazze o per l’idea di una guerra che produca davvero pace.

Purtroppo la guerra è un business. Ma lo è anche la pace, in molte situazioni. Anche se quest’ultima non rende probabilmente abbastanza da controbilanciarne i ricavi economici. Fare ricorso ai vari Gandhi, a M.L.King, o ai Vangeli, per  chi è credente, a Madre Teresa, San Francesco, poco serve. Questo è un percorso per iniziati, per chi ha deciso di mettere in gioco se stesso, di pagare in prima persona il prezzo delle proprie azioni. E’ un percorso duro, pericoloso, perché rende diversi, emarginati.

Porsi accanto ai diseredati, vuol dire accettare la medesima condizione, se non fisicamente, perlomeno nello spirito. Chi sceglie la maturazione interiore dell’idea di pace, sa che questa si raffronta solo con l’individuo, inteso come singola persona.

La pace va insegnata, ma come scelta di vita.

Si deve partire dalla persona per arrivare alle masse, il percorso inverso mai ha dato davvero dei risultati decenti e spesso è stato il seme per qualcosa di peggio. La pace deve diventare momento di confronto, di meditazione, di crescita. La pace è amore verso gli altri e verso se stessi. Non si deve attendere di essere su un’auto lanciata a grande velocità per imparare guidare, si deve partire da piccole lezioni e solo alla fine, quando si sarà maturata la tecnica potremmo fare le nostre prove. Per chi crede, il percorso potrebbe apparire più chiaro.

La pace che ci portò il Cristo, non è la pace che immaginiamo noi, della tranquillità, della sicurezza. “Vi porto la pace, vi do la mia pace” ……. La Mia pace…. Non ci facilita il compito Gesù Cristo, quando ci indica la strada del distacco dalle cose, del possesso che corrompe, la pace che ci regala è quella della consapevolezza, della solitudine dell’uomo che si accosta agli altri, e non ne teme la presenza. E la Sua pace è quella dell’amore. E come si può dire di amare gli altri se non li si accetta per come sono, se li si vede soffrire senza che nulla si faccia per aiutarli. Finché ci sarà un ricco, o un insieme di paesi ricchi, ed un resto del mondo povero, alla fame. Fino al giorno in cui l’ingiustizia colpirà tanti innocenti, in questo terreno melmoso, la guerra troverà la sua vittoria. La pace non è assenza di guerra. La pace va costruita ogni giorno, nei piccoli gesti quotidiani, nell’aiutare chi ci è vicino ed ha bisogno. Come possiamo pensare di comprendere chi ci è tanto lontano, se siamo incapaci di stendere la mano ai nostri compagni di viaggio?

La guerra è solo una delle aberrazioni della mancanza di pace. Le altre sono la fame, l’odio, l’egoismo, l’incapacità di comprendere che nessuno può davvero dirsi diverso dagli altri. La pace va insegnata sempre, perché ci soccorra quando necessita e ci dia la grande occasione di sentirci uomini, tutti uguali, con un unico cammino ed una medesima meta. E soprattutto che non consenta a nessuno di utilizzare la pace per altri fini, economici, politici o legati a qualsiasi interesse personale. L’occidente deve capire che la più grande guerra che sta facendo al resto del mondo, quello povero, va sotto nomi che con la guerra in se possono non avere nulla a che spartire: fame, sete, cure mediche, istruzione, discriminazione.

La pace è interessarsi degli altri con animo tranquillo, gratuitamente, considerando il punto di vista altrui con pari dignità del nostro e non ritenendosi benefattore, parola che sovente nasconde l’idea di superiorità.

Esiste una sola pace?

Come ho già detto, non esiste un solo tipo di pace, laddove le motivazioni sono tra di loro diverse e diversi gli intendimenti per raggiungerla. La pace non esiste, se non c’è pace in una famiglia, o nelle strade, o se chi governa non rispetta e rende giustizia ad ogni singolo cittadino, dove l’economia arricchisce chi è già ricco ed impoverisce chi è già povero.

La pace diventa un puzzle impazzito, quando la spezzettiamo, la sezioniamo, la codifichiamo secondo interessi di parte. La pace non è uno stato delle cose, o non solo, ma qualcosa che risiede nell’animo umano. La pace è una sola e non potrebbe essere altrimenti. E’ un modo di essere, di pensare.

La pace va agita con il nostro modo d’essere, i nostri gesti devono essere lo specchio dei pensieri, delle emozioni che ne sono prodotte. La pace va insegnata ogni giorno, ogni ora dell’anno, attraverso un insegnamento all’amore, all’ascolto verso se stessi e verso gli altri. Va seminata riconsiderando il nostro tenore di vita, il vuoto consumismo, l’inutilità della maggior parte delle cose che crediamo di possedere. Ed essa germoglierà ogni volta che verranno riconosciuti i diritti anche di un solo uomo.

L’educazione alla pace produce amore, empatia, tolleranza, condivisione, altrimenti avremo odio, insofferenza, discriminazione. Noi, oggi, produciamo l’arrogante opulenza della nostra società che contrasta con l’infinito vuoto morale, con l’insofferenza per il dovere, per la poca consapevolezza delle nostre responsabilità.

Dovremmo tener presente che siamo tutti interdipendenti. Ogni cosa che accade ad un uomo, in qualsiasi parte del mondo egli viva, ci rende un po’ responsabili della sua sorte. Far finta di non vedere, vuol dire solo sostenere quella violenza cieca che è la causa principale dell’assenza di pace nel mondo. Siamo ciechi, tutti… sordi… distratti da non vedere ed udire quel dolore che provoca la sofferenza di donne, uomini e bambini in condizioni di indigenza talmente gravi da non aver nessuna speranza di vita.

fonte: http://www.ildialogo.org/

La necessità di una scelta consapevole

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Constatando il fallimento di molte iniziative di pace, Deepak Chopra propone una strategia alternativa per sconfiggere la cultura della guerra, la stessa che proponeva il Mahatma Gandhi: “Non c’è una via della pace, la pace è la via”. Non si tratta quindi di risolvere questo o quel conflitto, ma di sradicare l’idea stessa della guerra, nonostante essa sia istinto ancestrale, valvola di sfogo di bisogni di vendetta e possibilità di accedere alla sicurezza e al potere. Tutto questo fa parte dell’uomo, ma è compensato da una forza di peso uguale ma direzione contraria: quella dell’amore. Sulla scorta degli insegnamenti dei grandi pacificatori della storia, da Gesù a Buddha, da Gandhi a Nelson Mandela, Chopra stila un programma in sette passi per tutti coloro che vogliono trasformarsi in autentici “creatori di pace”.

Come rilassarti

rilassarti

Il modo migliore per rilassare il corpo è cominciare col tenderlo, poiché così facendo potrai distribuire uniformemente il flusso di tensione dalla testa ai piedi. In questo modo, quando poi rilasserai i muscoli, se ne saranno andate anche tensioni che nemmeno sapevi di avere.
Questo procedimento è utile anche in caso di tensione emotiva. Molto spesso possiamo liberarci da un’emozione solo quando ha raggiunto l’apice della sua intensità, poiché prima non era ancora abbastanza definita perché potessimo metterla a fuoco chiaramente.
Anche le nostre debolezze psicologiche sono difficili da affrontare finché sono sostenute da un’energia mentale debole. Una persona può sembrare del tutto innocua, fino a quando la buona salute e la rinnovata energia non fanno emergere improvvisamente in lei una vena di meschinità che era in agguato da sempre.
Le crisi spirituali e le prove della vita sono una benedizione, nel senso che contribuiscono a mettere “sotto tensione” i nostri difetti, rendendoci più consapevoli della loro esistenza. La calma accettazione che annuncia il superamento di una prova è spesso accompagnata dalla liberazione da quella debolezza.

Per raggiungere uno stato di rilassamento fisico, necessario per poter meditare profondamente, dapprima tendi e poi rilassa tutto il corpo.

Per cominciare, fai alcuni respiri lenti e profondi per liberare il sangue dall’eccesso di anidride carbonica. Se hai abbastanza tempo, esegui questo esercizio:
1) inspira, contando mentalmente fino a 12
2) trattieni il respiro, contando fino a 12
3) espira, sempre contando fino a 12.
Ripeti da 6 a 12 volte, poi inspira profondamente e tendi tutto il corpo, non di colpo ma gradatamente, con tensione bassa, media e infine alta. Tendi con forza sufficiente a far vibrare tutto il corpo. Poi espira velocemente e rilassa ogni tensione. Ripeti ancora una o due volte.
Da qui in avanti, è importante che tu mantenga il corpo immobile. All’inizio può esserti difficile stare seduto perfettamente fermo, abituato come sei a muoverti di continuo; nel momento in cui decidi di stare immobile, è probabile che ti assalga il bisogno irrefrenabile di muoverti! Tuttavia, più a lungo riesci a mantenere il corpo completamente immobile, più ti sarà facile continuare a farlo. La tua irrequietezza fisica svanirà dopo cinque minuti o poco più e ben presto potrai apprezzare quella sensazione di libertà dalla coscienza del corpo.
Ricorda, essere legato ai muscoli significa essere schiavo del corpo. Getta via mentalmente il corpo e soffermati sul pensiero dello spazio.

Visualizzati circondato di spazio: spazio tutt’intorno a te; spazio che penetra lentamente nel tuo corpo attraverso i pori della pelle, come una purissima luce evanescente; spazio che permea il tuo corpo e lo rilassa completamente.
Di tanto in tanto, controlla mentalmente che il corpo sia ancora rilassato. Concentrati sulle tensioni che senti, visualizzando spazio o pura luce in quei punti.

Oppure, se senti che tutto il corpo sta diventando teso, inspira nuovamente, tendi il corpo, espira con forza e rilassati.
Anche il rilassamento mentale è importante. Non puoi meditare profondamente – anzi, non puoi meditare affatto – se la mente è tesa. Tra le cause principali di tensione mentale ci sono sentimenti di ostilità, rabbia e competitività, come pure il desiderio di esercitare il potere, in un modo o nell’altro, sulle persone o sugli avvenimenti.
Per rilassare la mente, concentra la tua attenzione nel cuore. Immagina in quel punto una pura luce bianca. Visualizza raggi di amore e di armonia che si irradiano da quella luce nel mondo intorno a te. Il cuore è il centro del sentire emotivo. Se le emozioni sono altruistiche e calme, si trasforman in intuizione e portano un’espansione della libertà interiore; se invece sono egoistiche o perturbate, causano solo confusione e un senso di schiavitù interiore.

Molto spesso, l’energia che fluisce dal cuore verso l’esterno ha l’effetto di intrappolare le persone nelle cose, negli avvenimenti o nella vita degli altri. Questi individui sono pieni di desideri e di avversioni; afferrano altri raggi di energia per possederli, oppure li combattono nella speranza di indebolirli e di vincerli. Immagina invece che nel tuo cuore ci sia una luce benefica.

Irradia all’esterno questa luce, come una benedizione per tutti. Benedici mentalmente tutti coloro che si trovano intorno a te. Poi invia benedizioni dal tuo cuore agli abitanti di ogni Paese, su tutta la Terra. Invia raggi d’amore a tutte le creature, a tutte le cose. Benedici le rocce, i deserti, gli immensi oceani e le alte montagne. Circonda il mondo intero di un’aura di luce, di amore, di gioia, perché tutto è vivo. Tutti gli esseri, tutte le cose create manifestano coscienza a vari livelli e sono parte della medesima vita, senza principio né fine, che anima anche te.
Più offri te stesso come canale di pace e di benedizioni per tutti, più ti sentirai colmato di benedizioni e di pace interiore.

Tratto dal nuovo libro, Io amo meditare, di Swami Kriyananda

Guida pratica per la pace interiore

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“E’ un fatto: in tutto il mondo sempre più persone praticano la meditazione …e la amano! La meditazione non è affatto difficile da imparare .In questo prezioso libro sarai guidato passo passo da uno dei massimi esperti contemporanei, Swami Kriyananda, che ha imparato a meditare con il grande maestro indiano Paramhansa Yogananda e pratica e insegna la meditazione da oltre cinquant’anni. Con visualizzazioni.”

La visualizzazione per il perdono

La visualizzazione è davvero di grande utilità per il perdono. Comincerai a vederne i risultati positivi fin dai primi momenti; Scegli ora di riportare nella tua vita la luce, grazie al perdono.

Qui trovi un semplice esercizio che ora puoi donare a te stesso, per mettere fine ai sensi di colpa, perdonando.

Credici veramente, scegli così di amarti a pieno.

luce_interiore

Chiudi gli occhi e immagina di essere davanti a un microscopio molto speciale, che ti permette di vedere le cellule del tuo cuore. Guardando con attenzione nel microscopio vedrai che le cellule sono rotonde e hanno visi sorridenti: sorridono perchè sono piene e sazie d’amore. Tutto ciò di cui hanno bisogno è dentro di loro, perciò non hanno bisogno di nulla dall’esterno.

Il loro amore si estende e si espande, senza nulla chiedere giudicare. Ogni cellula è un microcosmo di noi stessi, così come noi lo siamo dell’universo: la nostra identità, come quella delle cellule, è amore senza limiti e nel nostro stato reale non abbiamo bisogno di nulla dall’esterno.

Guardando con attenzione, vedrai l’energia irradiata dall’amore nella cellula come una luce bianca che diventa sempre più intensa. Immagina che questa luce oltrepassi la membrana cellulare e si unisca alla luce bianca di tutte le altre cellule cardiache; vedi il tuo cuore come una bellissima luce bianca che pulsa e diventa sempre più intensa.

Questa luce è un riflesso dell’amore, perciò ripeti mentalmente a te stesso: ” Io sono la luce del mondo“.

Ora usa la tua immaginazione a pieno ritmo e manda la luce a tutte le cellule del tuo corpo, vedendolo trasformarsi in un fascio di luce. Poi osserva questo fascio unirsi e fondersi con tutti gli altri fasci dell’universo, finchè esiste un’unica luce universale che diventa sempre più intensa.

Adesso pensa a qualcuno che ti infastidisce o ti deprime, qualcuno che non hai ancora perdonato completamente. Lascia andare la percezione errata, legata alla colpa, di averlo ferito o di essere stato ferito da lui.

Lascia andare il passato, vedilo come un sogno che si è dileguato. Con gli occhi dell’immaginazione, guarda questa persona entrare nella luce – diventa quella luce – e intanto ripeti mentalmente a te stesso:

Io perdono sia te che me, entrambi siamo tutt’uno. Adesso posso dire: “Addio alla colpa e alle accuse”.

PUNTI PER RENDERE VIVA LA PACE INTERIORE:

  • Risvegliandoti al mattino, ricordati subito che l’unico obiettivo della giornata è la pace interiore.
  • A questo scopo scegli di lasciar andare i pensieri negativi legati alla paura, alla colpa e al dolore che potresti avere in questo momento nella tua mente.
  • Chiudi gli occhi e immagina che i raggi del sole siano l’amore sotto forma di un fascio di luce puntato verso il centro del tuo cuore. Senti questa luce che irradia dal tuo cuore a tutto il corpo. Estendi questa luce a tutte le creature viventi del mondo, nessuna esclusa. Ascolta le sensazioni che provi.
  • Ricorda a te stesso che la volontà, è che tu sia perfettamente felice oggi. Con il sorriso sulle labbra e nel cuore va’ nel mondo ed estendi a chi incontri la tua felicità.
  • Decidi oggi di non consegnare agli latri o alle situazioni esterne il potere di renderti felice o infelice.
  • Ogni mattina prenditi almeno dieci minuti per riflettere e meditare.
  • La sera prima di andare a dormire, dedica altri dieci minuti alla riflessione e alla meditazione per rivedere la giornata e lasciar andare ogni pensiero negativo che puoi aver trattenuto nella giornata; quindi rilassati e concedi a te stesso di godere la pace.

Geral Jampolsky

Libro consigliato:


    Gerald Jampolsky

    Dare è ricevere

    Piccola guida per guarire i rapporti e raggiungere la pace interiore

    Questo è un mini-corso di 18 giorni per guarire i nostri rapporti lasciando andare la paura che interferisce con la pace interiore. Lo scopo di questa piccola guida è farci riconoscere che sta a noi scegliere se vogliamo vivere la pace interiore o il conflitto.
    Il mini-corso fornisce i principi specifici e le indicazioni essenziali che si personalizzano quando vengono applicate nelle 18 lezioni quotidiane.

Costruisci la fiducia

energia
La confidenza e la fiducia si costruiscono dall’interno.
Così ogni volta che vuoi realizzare qualcosa, immagina te stessa/o come se l’avessi già realizzato. Visualizza te stessa/o come una persona riuscita, rendi l’immagine vivida e reale nella tua mente.
Chiudi gli occhi e immagina tutti i dettagli, come ti senti, come ti comporti, come si comportano gli altri in risposta alla tua nuova attitudine. Infine trasforma tutto questo in azione. Come pensi di essere così sei.

Per ricordare a tutti il “cambiamento”.
Ogni volta che ci comportiamo coerentemente con la nostra identità, con ciò che crediamo di essere, ci sentiamo noi stessi e questa è la massima sensazione di certezza che si possiamo avere. Per questo spesso per giustificare il nostro comportamento ricorriamo all’espressione: “Io sono fatto così!”, rinforzando in questo modo la nostra sicurezza.
Tuttavia, al tempo stesso, le convinzioni circa la nostra identità limitano le nostre possibilità di crescita.
Quanto più siamo attaccati al nostro modo di essere e all’idea che “siamo fatti così”, tanto più questo crea resistenza ai cambiamenti che noi stessi desideriamo fare.

Un vero cambiamento può dirsi tale solamente quando cambia l’identità della persona, quando cioè cambia ciò che crede di se stesso e quindi come si vede nei confronti di quella determinata situazione. Ecco perché, ad esempio, molte persone, pur restando per lungo tempo senza toccare una sigaretta, non riescono a smettere di fumare definitivamente.
Ciò accade perché, con tutta probabilità, a un livello più profondo non sono cambiate le loro convinzioni riguardo al fumo e, soprattutto, non è cambiata la loro identità, che è rimasta almeno in parte quella del fumatore.
Allo stesso modo chi non si sente portato per una data cosa (ballare, imparare una lingua, usare un pc…) non potrà mai riuscirvi appieno.
Al contrario, quanto più siamo in grado di mettere in discussione l’idea che abbiamo di noi stessi, quanto più riusciamo ad essere flessibili e malleabili caratterialmente.
Più l’immagine che abbiamo di noi stessi è ampia e sfaccettata e più riusciamo a vederci e sentirci adeguati in ruoli diversi, in modi di essere e di fare diversi, tanto più ci sarà facile vivere positivamente il cambiamento, evolverci, migliorare ed essere realmente felici.
Per trovare la pace interiore, pratica l’autocontrollo; non disperdere le tue energie, ma tienile a freno e dirigile in modo utile…
Per trovare la pace interiore, dedicati con piena attenzione e interesse a tutto ciò che fai…
Per trovare la pace interiore, vivi pienamente nel momento, sciogliendo passato e futuro nei cicli dell’eternità…
Per trovare la pace interiore, rilassati interiormente: nel corpo, nelle emozioni, nella mente e, infine, nello spirito…
Per trovare la pace interiore, pratica il non attaccamento: sii sempre consapevole che niente e nessuno ti appartiene veramente…
Per trovare la pace interiore, coltiva consapevolmente pensieri gioiosi…
Per trovare la pace interiore, non avere desideri; realizza che la felicità è dentro di te, non nelle cose o nelle circostanze esteriori…
Per trovare la pace interiore, accetta le cose come sono e poi, se necessario, agisci con calma e con gioia per migliorarle…
Per trovare la pace interiore, realizza che non puoi cambiare il mondo, ma puoi cambiare te stesso…
Per trovare la pace interiore, coltiva amicizie armoniose ed evita la compagnia di persone irrequiete…
Per trovare la pace interiore, proietta la pace all’esterno, nell’ambiente che ti circonda…
Per trovare la pace interiore, vivi semplicemente, riduci ciò che ritieni “necessario”…
Per trovare la pace interiore, conduci una vita sana: fai abitualmente esercizio fisico, mangia con regolarità, respira profondamente…
Per trovare la pace interiore, mantieni limpida la tua coscienza; resta fedele ai tuoi ideali più alti…
Per trovare la pace interiore, agisci in libertà, dal tuo centro interiore, senza essere schiavo di ciò che il mondo ti chiede…
Per trovare la pace interiore, accetta la verità in ogni circostanza come la tua guida…
Per trovare la pace interiore, non desiderare quello che hanno gli altri, ma sappi che quanto è tuo di diritto troverà il modo di raggiungerti…
Per trovare la pace interiore, non lamentarti, ma riconosci che quello che la vita ti concede dipende da quello che tu, in primo luogo, concedi a te stesso…
Per trovare la pace interiore, accetta la responsabilità dei tuoi fallimenti e realizza che solo tu puoi trasformarli in successi…
Per trovare la pace interiore, conquista te stesso, non limitarti a cessare le ostilità…
Per trovare la pace interiore, pratica la disponibilità anche se le tue abitudini mentali vorrebbero farti urlare “no”…
Per trovare la pace interiore, sorridi nel cuore anche quando gli altri ti guardano storto…
Per trovare la pace interiore, dona la gioia piuttosto che pretenderla dagli altri…
Per trovare la pace interiore, includi il benessere degli altri nel tuo…
Per trovare la pace interiore, sii inoffensivo; non ferire mai deliberatamente nessuno…
Per trovare la pace interiore, lavora con gli altri, mai contro di loro…
Per trovare la pace interiore, medita e attingi alle sorgenti di pace dell’anima…
Per trovare la pace interiore, eleva la tua coscienza: dirigi il cervello, per poi centrarla nella sede della consapevolezza più elevata, tra le sopracciglia…
Per trovare la pace interiore, accetta te stesso: non essere cieco di fronte alle tue colpe, non odiarti per esse…
Per trovare la pace interiore, ama gli altri in modo disinteressato, senza motivazioni egoistiche.
Swami Kriyananda

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