Nei Guai – Oliver Jeffers

Questa storia ebbe inizio quando l’aquilone di Leo
finì tra i rami d’un albero.
I veri guai cominciarono quando
Leo lanciò la sua scarpa preferita

per liberare l’aquilone…

L’aquilone di Leo finisce, come spesso accade ai bambini, impigliato tra i rami di un grosso albero.
Urge soluzione per poter continuare il gioco e il nostro piccolo protagonista non è certo di quelli che si perdono d’animo o filano a chiamare un adulto che risolva il problema.

Leo è deciso a cavarsela da solo e, per far cadere l’aquilone, come si è soliti fare, lancia tra le chiome prima l’una e poi l’altra scarpa. Niente da fare: le scarpe restano lì, ben vicine al giocattolo.

Sfortuna vuole che il suo paffuto gatto passi proprio lì accanto. E via! Su sull’albero anche lui! Ma da che mondo è mondo, tutti i gatti rimangono incastrati sugli alberi e così dopo pochi minuti il bambino ha ben due problemi: liberate l’aquilone e liberare l’animale.

Non resta che lanciare qualcosa d’altro, una scala, ad esempio. Ma anche questa viene trattenuta tra le fronde, piuttosto ricche, della pianta.
E così si parte: l’escalation del paradosso ha inizio in una sequenza che farà sì che l’incredulo lettore passi dal sorriso abbozzato a quello più deciso, via via fino alla risata di cuore.

In ordine un po’ sparso finiscono tra i rami: un’anatra, una bicicletta, la porta di casa scardinata all’uopo, l’auto di famiglia, il lattaio, barche di varie dimensioni, un orango-tango, un intero camion completo di rimorchio, la sventurata abitazione dei vicini…perfino l’autopompa dei pompieri accorsi nel sentire tanta confusione.
Leo, forzutissimo e inarrestabile, pare deciso a tirare sull’albero qualsiasi oggetto, persona o animale che gli capiti a tiro. Purtroppo senza alcun successo nel risolvere i suoi guai.
Alla fine dei giochi, la povera pianta pare un gigantesco puntaspilli nel quale si incastrano le cose più disparate.

Credete voi che il piccolo eroe si arrenda?
Niente affatto!

Che fare? Riuscirà Leo a riappropriarsi
del suo tanto amato giocattolo?

Nei guai di Oliver Jeffers, edito in Italia da Zoolobri è un libro imprevedibile e gustosissimo, una storia palesemente paradossale ma con un senso dell’esagerazione così prossimo alla mente bambina da risultare, allo stesso tempo, candido ed esilarante, assurdo e incredibilmente logico.
Una storia che parla in modo indiretto della rabbia, della difficoltà del protagonista non solo nel trovare una soluzione al suo problema, ma anche nel gestire la frustrazione che prova e l’impulsività che manifesta con il suo comportamento.

“Quella sera Leo si addormentò esausto.
Anche se aveva l’impressione di
aver dimenticato qualcosa…”

Oltre alle trovate esilaranti e assurde (ma logicissime per un bambino) il pezzo forte del libro sono le illustrazioni di Oliver Jeffers: semplici, coloratissime, vivaci, comiche, fresche ed in linea con le emozioni del piccolo Leo e dei mille personaggi che lancia come nulla fosse sull’albero. Una meraviglia tutta da gustare per farsi un sacco di risate e catapultarsi nel mondo a volte comicissimo dei bambini.

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Minimalario – Pinto&Chinto

C’era un lupo ormai vecchissimo che di notte,
per addormentarsi, contava le pecore che aveva mangiato!

C’era una gallina che covava sei uova.
Dopo ventun giorni le uova si schiusero
e la chioccia contò i pulcini. Erano sette!

C’era un piccolo riccio che non aveva fratelli e doveva sempre giocare da solo.
Allora si appallottolava e giocava da solo.

C’era un cervo che aveva perso un corno in un combattimento. Al suo posto mise un attaccapanni, fissato con il nastro adesivo. Tempo dopo, un boscaiolo trovò il corno nel bosco. Se lo portò a casa e lo usò come attaccapanni.

C’era un pesce palla pieno di paure, che nuotava sempre con cautela.
Il pesce palla nuotava con cautela perchè aveva paura di incontrare un pesce ago

C’era un camaleonte che non sapeva cambiare colore. Vedendo che gli altri camaleonti ci riuscivano, diventava verde d’invidia…

Sono centoquattordici storie per centoquattordici animali diversi
Tutte puntano ad un esito comune: una risata divertita.

In un regime di felicità quanto estrema sintesi, che tanto pesca nella favola, i modi per ottenerla, questa risata, spaziano dall’ironia al nonsense, si servono di giochi di parole, fin dal titolo, ricorrono all’assurdo, al paradosso. Ed è questo, l’assurdo, ovvero il ribaltamento di ogni logica.


Accanto all’assurdo e al paradosso, si gioca con il buon senso esasperandolo fino a farlo diventare comico.
Si tratta di un’ironia fine, studiata ad hoc per ognuno degli animali, che in alcuni casi lascia l’amaro in bocca per le riflessioni che fa scaturire, in altri fa ridere spensieratamente.


Accanto ai testi così felici di Chinto, si dispone il segno inconfondibile del compagno di giochi di sempre, David Pintor, in arte Pinto. Collaudatissima coppia di vignettisti da più di vent’anni Pinto&Chinto si intendono alla perfezione e anche in questo Minimalario edito da Kalandraka.


Ogni pagina è dedicata a una storia di cinque o sei righe accompagnata da un’illustrazione, che vede come protagonisti degli animali in situazioni surreali e fantasiose. L’età di lettura consigliata è dai 7-8 anni.

Incontriamo una lucciola senza luce, il calamaro allegro che spruzza inchiostro colorato, il gallo stonato che fa piovere quando canta, una cocorita educata che non ripete mai parolacce… Ciascuna storia, scritta con una vena umoristica intelligente, ci consegna una morale, come avviene nelle favole


Come una lucertola che rinuncia alla sua coda per poter scappare, come il maiale che non avendo soldi per un vestito per il ballo in maschera rimediò una striscia di fango sulla schiena per travestirsi da salvadanaio, un ghiro che passa tutto l’inverno dormendo, una cicala che canta una canzone insulsa e monotona, una vespa che adora i dolci, una mucca che nitrisce come un cavallo… e poi ancora un millepiedi che vuole diventare un calciatore, un topo da laboratorio con un sacco di malattie, una medusa che si sente molto sola, una pulce che vive sulla testa di un cane, un asino molto pigro, un pinguino freddoloso che gli amici prendono in giro, uno scorpione che non ha mai punto nessuno, una iena che non ride mai…

Una carrellata di animali, un vero e proprio animalario con tanti, anzi tantissimi animali diversi, grandi e piccoli, e tutti con una storia da raccontare, anzi cento storie brevi, brevissime…

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