Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

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Lupo lupo, ma ci sei? – Giulia Orecchia

Cosa si nasconde dietro quelli che sembrano gli occhi,
la boccaccia, il naso peloso, le zampe del temibile lupo?
Ha davvero così paura la Cappuccetta della storia?

Lupo lupo, ma ci sei? racconta in modo semplice una simpaticissima storia che una volta capito il meccanismo, i bambini si divertono a cercare di indovinare cosa apparirà il famoso Lupo ed è incredibile il loro stupore di fronte a quelle immagini che non riescono comunque ad individuare.

Dal 2003 questo cartonato continua a stupire e a incantare i più piccoli, vogliamo proporlo anche noi, visto che continua ad essere ristampato. Il gioco delle grandi finestre che si aprono dietro i particolari del lupo ci parlano del gioco dell’apparenza e dei suoi inganni.

Stampato in robusto cartone, adatto per l’età in cui – anche attraverso la conoscenza delle fiabe di tradizione orale che, ricordiamolo, non dicono di «non aver paura» ma aiutano a capire che la paura può e deve essere superata – il bambino si avvicina appunto al problema della paura e ha bisogno di esorcizzarla. L’intento delle due autrici è quello di aiutare i bambini a rendersi conto che, se ci sono momenti – consci o inconsci – di paura, tali sensazioni possono essere sbagliate.

La bambina protagonista crede di vedere il lupo in vari momenti della sua giornata ma poi si accorge che le immagini che vede – o crede di vedere – sono soltanto una parte di figure più complesse: il muso dell’animale, ad esempio, si rivela soltanto un branco di pesci nel mare. L’illusione è data da una pagina con “buchi” sagomati che offrono un’apparenza paurosa: si solleva la pagina e sotto si trova che tutto c’è tranne il lupo.

Così le orme si rivelano per le macchie di un leopardo, i denti esagerati per i segni sull’ala di una farfalla, la linguaccia per il petalo di un fiore, le zampe per i rami secchi di un albero, ecc… Il testo è ridotto all’essenziale in brevi piacevoli rime, le figure rispondono perfettamente alle indicazioni del racconto.

Su questo principio hanno giocato le due autrici Giusi Quarenghi e Giulia Orecchia in Lupo lupo, ma ci sei? edito da Giunti. Il lupo non c’è, anche se noi siamo convinti di vederlo. Ma le “orecchie”, il “naso”, “l’occhio e la bocca” fanno parte di un’altra pagina, visibile attraverso tre finestrelle opportunamente praticate nella copertina. Quando si apre la pagina con i buchi si scopre che il lupo non c’è, e che il disegno rappresenta tutt’altro.

Tutte le pagine del libro sono strutturate a questo modo, creando un simpaticissimo gioco di scoperta con i bimbi. C’è l’illusione, perché si vede ciò che non c’è.
C’è l’attenzione al dettaglio.

Un libro che piace molto ai bambini, dai 2 anni..e si presta benissimo alla lettura ad alta voce 😉

Buona lettura!
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Irene la Coraggiosa – William Steig

“E’ il vestito più bello del mondo!
La duchessa ne sarà felicissima.”

La madre di Irene è una sarta e ha appena finito di cucire un bellissimo abito per la duchessa che ha organizzato una festa per la stessa sera. Bisogna consegnarlo al più presto, ma la mamma di Irene non si sente tanto bene e quindi la bambina, vedendo la madre stanca e ammalata, la convince a stare al calduccio tra le morbide coperte che le rimbocca, dopo averle portare qualcosa di caldo.

Irene, si copre bene con cappello rosso, sciarpa, cappotto e guanti, bacia sei volte la madre e parte abbracciata alla scatola del vestito, felice sotto la neve che sta cominciando a cadere.
E così la bambina si mette in viaggio, a piedi, tra la neve, tenendo stretto il pacco, senza farsi intimidire dal vento gelato.


Ben presto la nevicata si trasforma in tormenta; il vento soffia contrario e ce la mette tutta per strapparle la scatola ma, Irene reagisce con la forza della rabbia: gli urla contro, gli volta la schiena e non gliela dà vinta; ha ottimi motivi e pensieri per reagire con furia anche quando finisce nella neve fino al collo o quando ad un certo punto Irene si perde tra la neve e, peggio ancora, la scatola si apre e l’abito vola via, tirato dal vento contro cui Irene lotta per l’intero viaggio.

Irene non si arrende e arriva a casa della duchessa credendo di dover spiegare l’accaduto, ma…la magia della natura riserva ad Irene una sorpresa.. 😉

Irene la coraggiosa di William Steig edito da Rizzoli è una storia straordinaria e splendidamente illustrata. La storia nasce da una situazione praticamente ordinaria (una bimba che vuole aiutare la propria mamma) e diventa pagina dopo pagina una piccola perla che scalda il cuore.
Irene non solo compie un percorso, ma lo fa dimostrando tenacia e coraggio. La paura c’è, come in tutti i bimbi della sua età, ma lei si aggrappa sempre e fortemente all’amore per la sua mamma. Quello è più forte di tutto. Del vento, del freddo e delle difficoltà che si palesano.

Scelto dal “New York Times” come Miglior albo illustrato nel 1986, anno della sua pubblicazione, Irene la coraggiosa ha la grazia di una fiaba.

Le illustrazioni, che paiono frammenti di una sequenza animata, raccontano il lungo e tormentoso viaggio di una bambina verso un palazzo lontano, per consegnare un abito da ballo. Un viaggio attraverso il quale il lettore vede la protagonista avanzare nella neve, intestardirsi, arrabbiarsi, farsi avanti tutta bagnata e reagire fino ad avere la meglio.
Irene non cede davanti a nulla; non le viene probabilmente manco l’idea che si possa cedere, visto che – per quanto abbattuta – ha pur sempre un pensiero che la fa indomita e anche un po’ temeraria.
La piccola Irene deve affrontare la bufera di neve e soprattutto il vento, tanto insistente da sembrare un folletto dispettoso. Ma la bambina ha coraggio, determinazione e volontà incredibili e davanti agli ostacoli stringe i denti e allunga il passo, non cedendo di fronte a nulla, anche quando tutto sembra perduto. Il suo coraggio sarà fonte d’ispirazione per tutti i bambini, che seguiranno l’avventura di Irene con il fiato sospeso, fino all’ultima pagina.

Il Coraggio è il tema cardine della trama, la linfa vitale ed il cuore pulsante di questa tenerissima storia che fa sorridere e allo stesso tempo anche un po’ pensare. Quella di Irene è una vera e propria avventura (seppur ridotta a poche battute) per piccoli e grandi lettori, grazie alla quale è possibile riscoprire il valore del coraggio e l’importanza della famiglia. In questo racconto la famiglia ha un valore inestimabile: il rapporto ed il legame tra Irene e la signora Rocchetto, l’abile e affidabile sarta, è il centro della storia stessa, la scintilla che da vita e forza al Coraggio, che porta la piccola Irene ad affrontare una dura, durissima, prova. Tutto pur di aiutare la povera madre febbricitante.

Irene la coraggiosa, piace! Pagina dopo pagina i bambini non vedono l’ora di vedere se Irene riuscirà o meno nella sua avventura, ovviamente tifando per lei! 😉
Una favola per bambini, indicativamente dai 4-5 anni, ma che tocca corde profonde anche negli adulti. Perché quotidianamente cediamo alla polemica o nel lamento dimenticandoci la risorsa che dobbiamo utilizzare quando le cose si fanno difficili: il nostro amico coraggio.

Buona lettura!
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La notte della Stella Cadente – Una storia di Amicizia

Cane e Coniglietta vivono l’uno accanto all’altra
con in mezzo un recinto.

Cane e Coniglietta sono vicini che vivono sui lati opposti del recinto in due case diverse.

La casa di Coniglietta è blu ed è arredata in stile coniglietto, la testiera del letto con le orecchie di coniglio, la sedia ha una soffice coda bianca, una lampada per leggere e tantissimo cioccolato 😛

Cane ha una casa rossa con arredi rossi. Son troppo carini il bordo del tappeto e le piastrelle del camino, per non parlare dell’interrutore della luce a forma di zampina. 😀

Entrambi hanno viste sul lago e cartelli che indicano che vogliono essere lasciati soli mentre fanno le loro attività in solitaria.
Comunque, per prima cosa ogni mattina Coniglietta guarda attraverso la staccionata Cane e
Cane guarda attraverso il recinto Coniglietta.


Entrambi non si parlano e non si salutano nemmeno con un Buongiorno!
Si sbirciano curiosi durante tutta la giornata e prima di coricarsi controllano la luce nella finestra della casa di fronte.

Passano le stagioni:
vanno, vengono, ritornano.
Cane e Coniglietta non si salutano,
no si dicono né ciao, né oggi faccio un pic-nic

Il tempo passa e una notte di luna, entrambi incapaci di dormire, vengono trascinati fuori a guardare le stelle.
Cane e Coniglietta pensano entrambi che l’altro abbia bisogno di un amico.
Chi potrebbe essere suo amico?
L’improvvisa apparizione di una stella cadente fornisce un’esperienza condivisa!

Coniglietta guarda Cane
Cane guarda Coniglietta

Nella notte della stella candente
due porte si aprono

“Potremmo essere amici”
“Sarebbe bello!”

Cane e Coniglietta sono i tenere protagonisti del libro La notte della Stella Cadente di Amy Hest edito da Lapis edizioni.
Dal narratore Amy Hest e dall’artista Jenni Desmond arriva un libro illustrato, toccante e puntuale su come trovare il coraggio di dire “Potrei essere tuo amico”.

Con la semplictà che comunica anche ai più piccini Cane e Coniglietta ci ricordano come fare nuove amicizie possa intimidire.
Chi più chi meno abbiamo tutti dovuto fare questo passo (il primo giorno di scuola materna, scuola media, scuola superiore, post-secondaria, un nuovo lavoro, ecc.).
Ci vuole molto coraggio e spinge grandi e piccini indifferentemente fuori dalla zona di comfort quando si incontramo nuove persone per la prima volta.
Quante volte vediamo ora i bambini in questa situazione?!
Alcuni abbracciano questa sfida con sicurezza, senza paura e senza preoccupazioni.
Altri sono più timidi, nervosi e ansiosi.

Fare nuove amicizie può essere difficile, ma avere una nuova amicizia vale assolutamente la scomodità di dire “ciao” o “ciao vuoi essere mio amico?” ad una nuova persona.
La notte della stella cadente è una storia che parla di questa scomodità, e della ricompensa indescrivibile che succede quando grandi o bambini fanno quel passo…quel passo unico e magico che crea una nuova amicizia.

Una storia accattivante sul potere dell’amicizia. Coniglietta e Cane sono apparentemente felici nel loro stile di vita solitario: hanno cose che forse potrebbero dare loro gioia (o un’illusione). Dopo la loro esperienza condivisa e lo sbocciare della loro nuova amicizia, vediamo un netto cambiamento in Coniglietta e Cane; sono più felici che mai!
Una storia meravigliosa da condividere con i bambini, dai 3 – 4 anni per le loro future nuove Amicizie!

Buone letture
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Grande Gatto Piccolo Gatto – Silvia Borando

Se Grande Gatto si stiracchiava
sul grande tappeto del salotto…
…Piccolo Gatto si faceva le unghie
sul piccolo tappeto
dello sgabuzzino.

Grande Gatto è, neanche a dirlo, un gatto grande. Piccolo Gatto invece è un gatto piccolo piccolo.
Quello che fa Grande Gatto di riflesso lo fa anche Piccolo Gatto.

Grande Gatto Piccolo Gatto è una delle ultime new entry in casa Minibombo facile ricondurre alla mano creativa di Silvia Borando, l’autrice e l’illustratrice di questo libro.
Il suo stile in effetti è inconfondibile e si ripete, anche se in modo diverso, in tutti i suoi libri.
I disegni sono semplici e belli, colorati e chiari nel rappresentare ciò che devono rappresentare.

Silvia Borando da piccola voleva fare la parrucchiera per tingere i capelli di fucsia alla zia. Da grande mantiene la sua passione per i colori.
Autrice e illustratrice, coordina tra le varie cose il progetto Minibombo, casa editrice completamente dedicata ai piccoli lettori (e ai grandi che leggono con loro). Vive tra Trecate e Reggio Emilia e il suo animale preferito è il riccio. Con Gatto nero, gatta bianca, ha vinto il Premio Nati per Leggere 2015 (sezione Nascere con i libri).

I protagonisti di questo libro sono così Grande Gatto e Piccolo Gatto che trascorrono la prima parte della storia (e quindi le loro giornate) a vivere come due comuni gatti, e quindi a bere il latte, a stiracchiarsi e a rincorrere lucertole…se non fosse che le immagini accompagnate dalle parole (ed ovviamente mi riferisco a Piccolo e Grande) scritte con un carattere diverso, attirano la nostra attenzione proprio sulla differenza che c’è tra i due.
Una differenza di grandezze, in tutto e per tutto.

I due gatti vengono così messi a confronto nella stessa pagina: Grande Gatto con la sua grande ciotola e Piccolo Gatto con la sua ciotolina.
Il paragone tra i due gatti continua con il gomitolo con cui giocano, per il tappeto sul quale si stiracchiano e addirittura per la lucertola che tentano di acchiappare.

Tutto sembra legato alla loro grandezza.
Finché un giorno Piccolo Gatto con un grande balzo (ed ecco che iniziamo a mescolare Grande con Piccolo) salta sulla chioma di un albero.

E da lì tutto sembra trasformarsi in qualcosa di grande: dal gran bel panorama, ai grandi giochi tra le foglie, dai grandi discorsi con un bruco alla grande paura che piccolo gatto ha al calar del sole.

A questo punto l’autrice sembra voler spingere, in modo delicato, il piccolo lettore ad affrontare le proprie paure più grandi.
Come Piccolo Gatto si trova ad affrontare e a superare la paura del buio, così il piccolo lettore ha la possibilità di immedesimarsi con il piccolo protagonista che, a piccoli passi, si sta muovendo verso il mondo dei grandi.

Quando un libro presenta in modo divertente la differenza tra piccolo e grande.
Quando un libro tratta il tema della crescita, del sentirsi grandi…anche quando si è ancora piccoli…
Quando c’è una bella storia felina che parla di amicizia e di aiuto reciproco…ecco che diventa semplicemente un libro che i bimbi, anche più piccoli, adorano!

Piccolo Gatto ne insegue una piccina che svelta svelta sale sull’albero e lui dietro.
Con grandi balzi arriva in cima alla chioma dove salta tra le foglie,
chiacchiera con gli animaletti che ci vivono, si gode il panorama.
Ben presto arriva la notte
e Piccolo Gatto miagola forte forte per la paura.

Ma Piccolo Gatto che farà?! Il coraggio gli torna piccolo come il suo miagolio finché poco alla volta, sempre più convinto e deciso, fa un gran

“M I A O !!”

così forte e grande da svegliare tutti, anche Grande Gatto che lo aiuta a scendere.

Piccolo Gatto è riuscito a vincere la paura del buio ottenendo così una grande conquista.
Ma dopo un momento di grande spavento, non c’è niente di meglio che una bella dormita nella stessa cuccia assieme ad un Grande Gatto ❤

…un Grande Gatto che rappresenta un genitore, la mamma o il papà è quella figura comunque sempre vigile e pronto per rispondere alla richiesta di aiuto e, senza esitazione e con fermezza e saggezza, aiuta piccolo gatto a superare le proprie paure.
Se ci pensiamo Grande Gatto Piccolo Gatto rappresenta, ciò che realmente accade tra genitori e figli, quando, anche se ancora piccoli cuccioli iniziano ad essere desiderosi di sentirsi grandi, per fare ogni giorno le loro piccole ma grandi consquiste..con un “grande gatto” sempre dietro l’angolo pronto a sostenerli, incoraggiarli, a dare consigli o più semplicemente per accoglierli in un grande abbraccio

Scommetto che vi sarete accorti che dietro a molti libri Minibombo c’è il bollino “Giochiamo con…”.
Per Minibombo infatti il libro è solo un punto di partenza che porta poi ad altre storie, a giochi, ad attività da fare con i bambini.
Infatti è stato accompagnato da un’app concepita per completare il libro e continuare a giocare dalla carte ai nuovi dispositivi.
Il gioco vede Piccolo e Grande Gatto alle prese con delle avventure e il piccolo lettore dovrà aiutarli a giungere alla meta scegliendo di volta in volta chi dei due sarà più adatto a superare gli ostacoli.
Il gioco lo trovate su App Store e Google Play.

Buone avventure con grande e piccolo gatto 😉
Puoi acquistare il libro QUI:

Grande gatto piccolo gatto

Silvia Borando

Il figlio unico – Guojing

Siamo in Cina, una bambina lasciata sola a casa esce per andare dalla nonna.
Durante il tragitto si perde.. Che paura!
Ma poiché di una favola si tratta, ecco apparire un maestoso cervo che la aiuta e che la porta in un mondo soffice e fantastico sopra le nuvole.

Qui la bambina incontrerà altri adorabili personaggi,
si lancerà in avventure incredibili,
riderà, si addormenterà, avrà di nuovo paura.
Per fortuna il cervo magico è sempre lì a proteggerla, per poi riaccompagnarla sulla via di casa.

Il figlio unico è un silent book surreale e poetico, pubblicato da Mondadori, illustrato da Guojing, che ha raccontato questa storia partendo da una esperienza vissuta personalmente.
Infatti l’autrice si è ispirata a un fatto reale della sua infanzia, quando in Cina era in vigore la politica del figlio unico (che da pochissimo non è più in vigore) e i bambini fin da piccoli erano abituati alla solitudine. Un retroscena che si scopre dalla prefazione perché nel resto del libro non ci sono parole.

Guojing, vuole trasmetterci fin dalle primissime illustrazioni proprio il senso di isolamento e solitudine da lei provato, quando i suoi genitori erano costretti a lasciarla sola in casa per andare al lavoro.
Questa realtà sofferta trova la sua cura nella creatività:
la magia della fantasia è quindi per la bambina – e per l’autrice – l’antidoto ideale contro l’assenza, perché popola il mondo di creature con le quali condividere, in silenzio, le proprie emozioni.

Le illustrazioni sono in bianco e nero e sono fatte di linee morbide dai contorni incerti, che rendono perfettamente l’atmosfera trasognata ed emotivamente intensa della storia.
Sono illustrazioni che arrivano dirette e riescono a raccontare e a suggerire ogni emozione, dalla paura allo stupore, dal senso di libertà alla nostalgia.
Si può inventare un commento alle immagini per guidare l’attenzione dei bambini. Oppure decidere di sfogliarlo insieme in silenzio, lasciandoli liberi di seguire la storia nella loro testa e aspettando domande e considerazioni.

Questo libro mi sento di consigliarlo si a bambini sopra i 5 anni, ma anche per noi genitori..è un mix speciale e ricco di emozioni, ogni disegno, ogni pagina se vi lascerete trasportare come ha fatto la bimba, sulle ali della fantasia, vi regalerà lacrime dai mille sapori.. perchè vi ritroverete a respirare a vivere le emozioni della piccola protagonista, insomma emozioni uniche!

E se vi state chiedendo “Ma come fai a dire che è una poesia: non ci sono parole, qui: solo disegni!

Effettivamente come già detto, nel libro che consigliamo, a parte la breve introduzione dell’autrice, di parole non ce ne sono affatto.

Il figlio unico, osannato dal Wall street Journal come il miglior libro dell’anno, è proprio poesia disegnata, una poesia che parla direttamente al cuore raccontandoci una storia, lunga ben 112 pagine, con garbo, in silenzio.

Buona lettura e buon viaggio sulle ali della fantasia
Puoi acquistare il libro qui:

Il figlio unico. Ediz. illustrata

Guojing

Lassù, in Paradiso – Emma Chichester Clark

Arthur ha un cane chiamato Daisy.
E Daisy come ogni cagnolino felice, ama Arthur tanto tanto!
Ma Daisy è ormai molto vecchia, e ultimamente ha difficoltà a tenere il passo con il piccolo e giovane Arthur.

Una notte, dopo che lei va a dormire come al solito, si sveglia in cielo. Il paradiso è un posto meraviglioso e a Daisy piace proprio tanto, si diverte. Ma sa che Arthur è triste e la manca.
Ecco quindi che la dolce cagnolina Daisy trova un modo per far sapere ad Arthur lei è felice. Visita Arthur nei suoi sogni e cerca di mostrargli quanto divertimento, quanti bei prati e quanti amici cagnolini ha in cielo.

Lassù, in Paradiso di Emma Chichester Clark edito da AER edizioni, ci racconta la vicenda in modo semplice, ma toccando con estrema delicatezza temi diversi e tutti importanti, a partire proprio dal rapporto fra morte e vita, fra ricordo e realtà. Lo fa in modo colloquiale e sereno e a rendercela ancor più grata contribuiscono in modo determinante le meravigliose illustrazioni della Chichester Clark, ricche di colore e di particolari che insieme ad un testo chiaro e intenso, riescono nella difficile impresa di dar voce ai sentimenti, in modo comprensibile anche per i piccoli.
Colpisce in questa autrice la calcolata spontaneità con cui riesce a calarsi con le figure e le parole nel mondo dell’infanzia, rapprensentandone, con grazia e sollecitudine, paure e speranze, interrogativi e timori, ansie e curiosità.

Infatti pagina dopo pagina, pian piano il piccolo Arthur assimila questa notizia, e dopo aver visto i sogni di Daisy, anche lui gli manda un sogno..
..il sogno d’avere un nuovo cucciolo per continuare a giocare come faceva con lei..la sua cagnolina Daisy.
Arthur infine ottiene un nuovo cucciolo, ma badate bene, solo perché ha un nuovo cucciolo, non significa che abbia mai dimenticato la sua vecchia amica Daisy!

“Lassù, In Paradiso” vince il Premio Primo Voto, prima edizione, Napoli 2004.

Un splendido albo illustrato, che affronta con delicatezza e poesia il tema della scomparsa dell’animale prediletto, e quindi anche della morte in generale.
Dire addio a qualsiasi animale che è cresciuto con i nostri bambini, è sempre difficile e spiegarlo ai nostri figli lo è ancora di più.
AMO questa storia perché è dolce e pacifica, e non tira troppo sulle corde del cuore.
Una storia che racconta ai piccoli e grandi lettori di un cane che muore e il suo piccolo proprietario Arthur, che dopo la sua assenza non riesce a smettere di piangere e di sentirne la sua mancanza.
La storia viene raccontata dalla prospettiva della cagnolina Daisy in cielo che aiuta il suo grande amico inviandogli sogni che possano raccontare anche a lui quanto lei sia molto felice Lassù, in paradiso. Non è un racconto religioso, ma si basa sul concetto che quando i nostri animali domestici muoiono, vanno in paradiso e hanno una bella ‘nuova vita’ con vecchi e nuovi amici. ❤

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Lassù, in Paradiso

C’è un mostro nel bosco! – Savinelli Paola

Le storie sui mostri hanno da sempre un maggior successo, infatti sono quasi sempre in assoluto i più richiesti.
Uno dei più recenti è C’è un mostro nel bosco! di Paola Savinelli, illustrato magnificamente da Andrea Scoppetta edito da Lavieri.

Cos’ha di così travolgente questa lettura per bambini?
Perché i giovani lettori, attenti ascoltatori e osservatori (maschi e femmine indistintamente) ne rimangono rapiti?
Molto semplice, oltre ad avere come protagonista un mostro da cacciare ha delle illustrazioni grandi, dal forte impatto, ricche di elementi e particolari buffi.


I testi sono ben dosati, semplici da seguire, musicali e in piena sintonia con il mondo dell’infanzia.
Anche i protagonisti vivono avventure straordinarie e fantastiche, dimostrando coraggio e spirito di iniziativa.
C’è un mostro nel bosco! è un albo dinamico, dal ritmo incalzante, che invita a voltare velocemente pagina per vedere cosa succede.
E’ un libro che sà giocare con il lettore e che gli riserva continue sorprese ed una bella e sana morale!

C’è un mostro nel bosco, ha come protagonista una simpatica e vispa bambina che aveva una stanza disordinatissima e all’ora di andare a letto lei non ne voleva sapere.. così la paziente e cara nonna,
si siede accanto a lei e le racconta una storia…


Comincia così un piccolo viaggio in “un regno molto lontano in cui la vita scorreva serena, quasi noiosa…
almeno fin quando non venne sconvolta dall’arrivo di un mostro terribile che si era accampato
nel bosco vicino al castello del re”. Aiutoooo! C’è un mostro nel bosco!!?
Mentre gli abitanti scappano in preda al panico, il re ed i suoi collaboratori tentano subito le più svariate
soluzioni per allontanare il mostro, ma queste si rivelano ahimè tutte inefficaci.

Anche la più bella tra le belle, viene travolta in modo ridicolo, infatti il risultato fu solo che il profumo della fanciulla fece starnutire il mostro facendo finire lei tra le rane di uno stagno.

Anche il buffone di corte non si rilevò la soluzione, al quale il mostro reagì con un sonoro sbadiglio.
Il re che provò ad offrire alla creatura il suo tesoro, ma nulla
Provò anche a mandare l’arciere, che rischiò di restare colpito dalle sue stesse frecce.

I sudditi vivono nel terrore mentre i ragazzini fanno ipotesi su come sia brutto e il mostro interrogandosi sul suo aspetto.
Fu proprio allora che una bambina curiosa decise di intervenire lei stessa, andò decisa nel bosco e affrontò lei il mostro, sfatando uno ad uno tutti i miti che i sudditi avevano messo su a proposito del mostro e del suo aspetto spaventoso.
Il mostro non faceva affatto paura… così la bambina riuscì a farlo andare via.

“E come ha fatto la bambina a far scappare il mostro?”
Con la sua curiosità e il suo coraggio, che distinguono proprio i bambini, lo avevano scacciato.

Ognuno di questi momenti, nella semplicità del racconto e delle illustrazioni, vuole essere un insegnamento: non si sconfigge un mostro con la bellezza esteriore, troppo spesso elevata a rimedio, né con le castronerie del “buffone di corte” o con la ricchezza materiale, masticata e poi sputata dal mostro.
E niente risolve la violenza dell’arciere, che anzi gli si ritorce contro e rischia di diventare letale.
Eppure, quando tutto sembra perduto, “a passi piccoli piccoli, arriva qualcuno” che,
forse anche con un pizzico d’incoscienza, riesce a far paura al mostro, tanto da farlo andar via… 😉

Insomma, C’è un mostro nel bosco! è un libro in cui i bambini si divertono per le vicessitudini dei vari personaggi essendo una storia avvincente, ricca di colpi di scena, di divertimento e risate,
e sopratutto ricca di una morale tutta da condividere con loro, riflettendo sull’uso della violenza e di altri mezzi per risolvere i conflitti.

Ve lo consiglio! Come lettura animata e non, alla materna, al parco, in biblioteca e “tranquilli” in casa!
Buona lettura 😉

PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI:

C’è un mostro nel bosco!

Paola Savinelli

Lupo & Lupetto – La fogliolina che non cadeva mai

Un lupo solitario e un po’ brontolone si trova un giorno, sotto l’albero dove vive, un piccolo lupetto, che senza dire nulla si piazza lì con lui. All’inizio Lupo sarà un po’ diffidente, non capirà perché Lupetto debba invadere così i suoi spazi, ma poi pian piano comincerà ad accettarlo e scoprirà una cosa fondamentale: se Lupetto va via, a lui mancherà… e tanto!

Questa la trama del primo volume della serie Lupo & Lupetto, scritta da Nadine Brun-Cosme e illustrata da Olivier Tallec: l’essenzialità della storia, unita ai valori che trasmette, e la finezza delle illustrazioni, sono uno dei motivi del successo di questo albo francese, che ha vinto il Premio Nati per Leggere come miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni nel 2014.

La casa editrice Clichy, ha pubblicato il secondo volume della serie, Lupo & Lupetto 2 – La fogliolina che non cadeva mai, in cui i nostri amatissimi eroi, ormai amici per la pelle, si concentrano per cercare di prendere una fogliolina in cima ad un albero, che diventa il chiodo fisso di Lupetto!
Ma ne varrà veramente la pena?
Lo scopriranno, ancora una volta, insieme 😉

Tema centrale di questa storia è nuovamente l’amicizia fra Lupo e Lupetto che in questo libro diventa ancora più forte al punto da spingere Lupo oltre i propri limiti e le proprie paure pur di rendere felice Lupetto.
Ma è anche una storia di coraggio e di dolcezza accompagnata da bellissime tavole legate ai colori delle stagioni che non possono non affascinare.

In primavera la foglia è di un verde così dolce e tenero che Lupetto vorrebbe mangiarsela.
In estate è così brillante che Lupetto vorrebbe averla per specchiarsi dentro.
In autunno è di un marrone così dolce che Lupetto vorrebbe tanto appoggiarla sulla guancia.
In inverno è di un bel grigio cenere ma…Lupetto ha ormai perso ogni speranza che la foglia cada dall’albero.??
Una mattina Lupo, che ha passato tutte le stagioni dicendo a Lupetto che la foglia prima o poi sarebbe caduta da sola, decide di arrampicarsi fino in cima all’albero e di raccogliere la foglia per donarla al suo amico.
Lupo sale spavaldo ma più si arrampica e più cresce la paura di trovarsi su quell’albero ghiacciato e di non farcela, ma continua a ripetersi che deve continuare per Lupetto.
Finalmente riesce a toccare la foglia ma questa si sbriciola in tanti piccoli pezzi che cadono come stelle sul musetto di Lupetto che finalmente riesce a sentire quanto sia tenera, brillante e morbida la foglia, proprio come se l’era immaginato.

La fogliolina che non cadeva mai è un racconto che racchiude più di un percorso di lettura. Il primo, quello che ti avvolge subito con un fluire di emozioni, è quello legato alle stagioni. Le stupende tavole di Tallec ci restituiscono colori e i sentori speciali e unici della primavera, dell’estate, dell’autunno e dell’inverno attraverso la descrizione di una semplice fogliolina e questi sfondi, incantevoli, di una natura non contaminata dagli esseri umani. C’è una sorta di reverenza nei confronti dell’ambiente, una cura profonda e allo stesso tempo delicata che avvolge gli alberi, le colline, il cielo. Ogni pagina è come un dipinto.

Le sensazioni e le fantasie di Lupetto, le quali scandiscono la narrazione, sono tutte incentrate sui cinque sensi e, per questo motivo, offrono spunti interessantissimi per la condivisione con i più piccoli. Lupetto, infatti, vorrebbe prima mangiare la fogliolina per via del suo verde così tenero, poi vorrebbe specchiarsi in essa grazie alla brillantezza del suo colore; infine, quando l’autunno la dipinge con le sue tinte più calde, desidera sentire la sua morbidezza sulla guancia.

Un altro tema molto forte, tuttavia, resta quello dell’amicizia. Per rendere felice Lupetto, Lupo è disposto a faticare e a rischiare di farsi male… Proprio quando sembra aver fallito, ecco che il piccolo miracolo si compie 😉
Questa è una storia di amicizia, di sacrificio, di riconoscenza e di bellezza.
Lupo sfiderà il pericolo per veder brillare gli occhi di Lupetto.
Il piccoletto capirà il gesto del suo grande amico e si chiederà se ne sia valsa la pena.

Lupetto aspettò che arrivasse.
E poi disse: «Non avevo mai visto niente di così bello».
Lupetto sorrise.
Anche Lupo sorrise. «Sì, ne valeva veramente la pena».

Date il significato che volete a Lupo e Lupetto, alla fogliolina ostinata; che la leggiate in senso letterale, simbolico, metaforico, la storia che questo albo racconta resta una parabola alla portata di qualsiasi bambino dai 3 anni d’età!

Un albo dal grande formato, con illustrazioni e parole che rivelano tutta la dolcezza e l’affetto che i due provano reciprocamente.
Pagina dopo pagina troviamo lo scorrere delle stagioni, una storia di grande affetto, c’è la dimostrazione della pazienza e dell’attesa che ai bambini è sempre bene far conoscere, il tutto presentato con delicatezza grazie a queste meravigliose illustrazioni, che non hanno bisogno di commenti!

Dedicato a tutti i bambini che da grandi vogliono diventare felici.
Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

La fogliolina che non cadeva mai.

Nadine Brun-Cosme

Piccole cose così importanti di Peter Carnavas

La mamma di Christopher sa fare tutto: cucinare, tinteggiare, costruire, leggere, giocare.
La mamma Christopher sa fare tutto perché il papà di Christopher non c’è più.

Sì questo libro “Piccole cose così importanti” di Peter Canvas edito da Valentina edizioni ci parla di lutto in modo lieve e incredibilmente toccante, soprattutto per un adulto che nel leggerlo si trova, se se lo permette, in gioco su tutti i fronti. Innanzitutto è il genitore che potrebbe andarsene e che non vorrebbe mai, poi è il genitore che potrebbe rimanere e non sa come fare, ancora è la persona che si potrebbe trovare a gestire un vuoto insopportabile in se stesso e nel cuore innocente della sua estensione, l’entità oltre umana, che ogni figlio impersonifica per il proprio genitore.

Un giorno la mamma decide di riempire uno scatolone con tutte le cose di papà e di portarlo in città, in un negozio che vende cose di seconda mano.
Porta via la tazza sbeccata.
Porta via il vecchio paio di pantofole.
Porta via lo spartito ingiallito e stropicciato.
Porta via il cappello verde, perché nessuno l’avrebbe più indossato.
Però sono le piccole cose che ci fanno ricordare…

Lo smarrimento del piccolo Christopher e della sua mamma è familiare, ed è una presenza con la quale così poco volentieri si convive quotidianamente, che proprio come accade nel libro, mamma e bimbi arrivano al punto di portare i vecchi oggetti del papà, impacchettati ed inscatolati dal rigattiere, ma questi piccoli oggetti non ne vogliono sapere di scomparire, rientrano sempre nella vita, nel cuore, se non dalla porta, dalla finestra, se non su invito, di notte, a tua insaputa

Quelle Piccole cose così importanti – una tazza, uno spartito, delle pantofole – sono però destinate a fiorire, se le si lascia fare. Le si guarda e si ricorda, si rielabora, meglio se insieme, ma l’importante è farlo, e si smette di avere paura della sofferenza: i bambini sono più aperti e pronti e bravi in questo, se gli adulti lasciano loro lo spazio.
Essi possono sì essere solo piccole cose insignificanti, ma una tazza di caffè incrinato, un cappello a brandelli, un vecchio foglio di musica…non sono poi così insignificanti se sono le cose che tengono in vita i propri cari nei nostri cuori…

La lettura di questo libro dimostra ampiamente come i bambini possano capire e sapere che succede a volte, che persone e animali che amiamo vadano via per sempre, magari leggendo scende una lascrima e un velo di tristezza, ma poi senti che pagina dopo pagina ti arrichisce la vita con una nuova consapevolezza, che sì capita, ma gli si gira intorno e si va avanti, che altra alternativa c’è?
La saggezza dei piccoli è questa ed è immensa.

Piccole cose così importanti penso accompagnerà qualche lacrima e qualche dolce ricordo in ognuno di noi e nell’animo, perchè la storia che racconta è parte integrante dei nostri giorni dà loro senso e valore.
Avvicinarsi a tale saggezza nei primi anni è strano, ma probabilmente necessario ed è meglio farlo con l’aiuto di una bella lettura, con le sue delicate parole, i suoi magici colori, e meravigliose illustrazioni, che ci sembrano parlanti, bellissime e piene di racconti e di storia.
Infatti nel libro, le parole sono poche, essenziali, ben bilanciate, per lasciare lo spazio al cuore, ai ricordi alla mente…

Questo recente libro di Peter Carnavas non vi deluderà, racconta in modo semplice di momenti toccanti della vita, senza sentimentalismo.
Piccole cose così importante, è un libro incredibilmente commovente che non ha prezzo per coloro che hanno perso una persona cara!
Come sempre i libri di Peter sono molto speciali perché toccano il cuore; toccano il cuore di grandi e piccini! Le storie emotive sono piene di speranza e sono raccontate attraverso eleganti illustrazioni e semplici, ma profonde parole.

Peter Carnavas in questo libro ha trovato la chiave per raccontare il ricordo delle persone care, e proprio come questo ricordo può vivere in oggetti che apparentemente non servono più o sono molto vecchi, perchè ciò che importa è continuare a ricordare, così da essere più forti della mancanza.
… se ci fanno pensare a una persona importante per la nostra vita, possono essere tutto!
Non bisogna dimenticare… il ricordo ci rende migliori

Età consigliata: dai 4 ai 7 anni
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Piccole cose così importanti

Peter Carnavas

 

Spino – Ilaria Guarducci

In un bosco nero, nero vive un essere davvero cattivo, cattivissimo.
SPINO è un essere imbronciato che ha spine sulla schiena, sulla pancia, sulla testa, sulle braccia, sulle ginocchia e persino…sul sedere!!!
E’ cattivissimo e trascorre le sue giornate a infastidire e terrorizzare tutti.

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Ama spaventare tutti quelli felici e gioiosi, piccoli e indifesi, lenti e ridarelli animali perché… perché …. perché?
Forse perché lui non ha mai imparato a ridere?
Forse perché lui non ha mai imparato ad amare?
Forse perché lui non è stato amato?
Forse perché di lui hanno riso?

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Un giorno, però, le sue spine cominciano a cadere…
I giorni passano e SPINO si ritrova morbido e rosa simile ad una caramella!!
Come farà ora il nostro piccolo amico a spaventare gli altri animali del bosco con la sua pelle morbida e gommosa?
Ora, incapace di spaventare.. cos’altro può fare??
Quali strategie mettere in atto per dare un senso alle giornate?

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Lo spelacchiato passa il tempo seduto sul sasso più duro del bosco, triste e pensieroso.
Le sue giornate sono nere e buie. Poi un giorno gli si avvicina Bernardo, un coniglietto saggio pronto a dispensare consigli.

Spino è un stupendo albo illustrato sul valore della gentilezza, per scoprire come essere gentili con gli altri ci fa stare meglio e ci rende felici.
Personaggio “cattivo” quanto adorabile, Spino è stato mandato alla migliore Scuola di Cattiveria del paese, ha imparato le più moderne tecniche di spavento finché non si ritrova, improvvisamente, senza spine…
E di fronte a una scelta da compiere. Perché si può sempre decidere se essere crudeli o gentili, e la vita si può vivere con tenerezza, che si sia o no coperti di spine!

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Una storia divertente, vivace e colorata che tratta il tema dell’amicizia e della gentilezza.
Spino di Ilaria Guarducci  edito da Camelozampa, piace molto grazie ai disegni e alla storia raccontata in maniera esplicita e semplice, i colori tenui e delicati si lasciano ammirare e studiare, perfetti per gli occhietti dei più piccoli!

La storia è leggera, sfrontata e vera.
Alla fine tutti devono sentirsi amati non solo per il proprio aspetto fisico ma per quello che si ha nell’animo. Tutti siamo uguali, senza distinzione. Un libro che fa riflettere e non solo i piccoli 😉

Ed ancora una volta attraverso questi piccoli racconti possiamo cambiare, far crescere i nostri bambini con l’animo puro e non infestato da criptiche presunzioni. Un bambino felice è libero di scegliere ciò che desidera…

Buona lettura con Spino e gli amici del bosco!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Spino

Ilaria Guarducci

i bestiolini – Gek Tessaro

In un prato apparentemente, sembra che non ci sia quasi niente,
i fiori, gli steli, le foglie qua e là, ma siamo sicuri che sia tutto qua?
Se in mezzo all’erba ti metti a cercare,
tanti piccolini potrai incontrare:
corrono, saltano, son birichini. Ecco a voi i bestiolini.

Mosche dispettose che corrono dietro a tutto ciò che si muove, lucertole che regalano la loro coda, farfalle dalla bellezza che dura assai poco… e poi ancora rane, libellule, lumache dalle strie viscide e umide, formiche in schiere sotterranee, zanzare invise a tutti, cicale e grilli canterini, api, lucciole intermittenti… tutti questi compongono l’esercito di Bestiolini, simpatiche creaturine che abitano le praterie di quelli che a noi sembrano solo semplici prati, che anche se non usano le stesse parole a riscaldarli hanno lo stesso sole.

Gek Tessaro, autore di letteratura per l’infanzia e teatro e uno dei più importanti e amati illustratori contemporanei (Premio Andersen 2010 e 2012 e Premio Nati per leggere 2011), è l’autore di questo delizioso libro: I Bestioli edito da Franco Cosimo Panini, ci ha dato la possibilità di conoscere da vicino le storie di insetti e di altri piccoli abitanti dei prati attraverso una narrazione allegra e giocosa, talvolta tanto tenera da arrivare diretta al cuore dei bambini di ogni età.

Le pagine sono ricche di colori, proprio come i prati e i versi in rima semplici, descrittivi e facilmente memorizzabili rendono questo libro ricco di momenti di grande intensità, capace di far riflettere e far comprendere il rispetto per i più piccoli e per la vita.

I protagonisti di questo libro, infatti sono insetti, piccoli e semplici, senza pretese. Esserini minuscoli, che aspirano a un po’ di felicità, certi soltanto di voler esserci in questo mondo, “pieno di cose belle per chi sa vedere”.
Formichine, bruchini, api, lumache e libellule, tanti sono i bestiolini che popolano il prato! Ogni animaletto si presenta con una filastrocca ritmata e divertente e racconta tante piccole curiosità che lo caratterizzano.

Adatto a tutte le età, i piccoli ameranno andare alla scoperta de i «bestiolini», d’altronde lo sappiamo come i bambini siano sempre molto affascinati da questi esserini che si muovono nel verde 😉 e i grandi?! beh aiuteranno nella ricerca!

“Lavoro coi bambini e tento di ricordarmi il disagio che si può provare a quell’età. Tento perciò di misurarmi con loro solo dopo aver piegato le ginocchia per trovarmi così alla pari”.
Gek Tessaro

Gek Tessaro gioca con i bambini, quando leggi un suo libro non devi sforzarti di interpretare, non devi prepararti prima, puoi improvvisare perché il libro è perfetto com’è e saprà arrivare al bambino anche senza alcuna mediazione.
Ancora dice di se:
“Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio
perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo”

E Gek Tessaro disegna con collage, acrilico, acquerello, inchiostro, sperimentando, ma rendendo la sua firma riconoscibile sempre. Dopo la lettura del libro consigliamo un piccolo laboratorio ad esempio disegnando su un unico prato i bestiolini che avete incontrato magari facendo una bella passeggiata 😉

Delizia per ogni bambino che si ritrovi la fortuna di averle per le mani, queste pagine. Simpaticissimi Bestiolini, tutti occhi e colori sgargianti, popolano i fogli colorati e fra papaveri, stagni e fili d’erba zompettano, strisciano, svolazzano raccontando in versi la loro micro-macro vita nei meandri di un universo perlopiù nascosto agli occhi di noi umani.
I bestiolini sono minuscoli, sono birichini, tremano di paura all’avvicinarsi del più piccolo dei bambini, si possono spaventare con un dito solo e tremare di paura… Adesso comprendiamo che è bello e importante imparare a conoscerli e rispettarli, anche e malgrado siano tanto diversi da noi:
“Il mondo è grande, c’è tanto posto…
ti do la zampa, tu dammi la mano,
ecco magari fa un poco pianino, son delicato, son un bestiolino”.
Amore e rispetto sono essenziali e si imparano fin da piccoli, e preziosi si riveleranno sempre ❤

Buona lettura e buone passaggiate alla ricerca dei nostri amici Bestiolini!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

I bestiolini

Gek Tessaro