Lupo & Lupetto – La fogliolina che non cadeva mai

Un lupo solitario e un po’ brontolone si trova un giorno, sotto l’albero dove vive, un piccolo lupetto, che senza dire nulla si piazza lì con lui. All’inizio Lupo sarà un po’ diffidente, non capirà perché Lupetto debba invadere così i suoi spazi, ma poi pian piano comincerà ad accettarlo e scoprirà una cosa fondamentale: se Lupetto va via, a lui mancherà… e tanto!

Questa la trama del primo volume della serie Lupo & Lupetto, scritta da Nadine Brun-Cosme e illustrata da Olivier Tallec: l’essenzialità della storia, unita ai valori che trasmette, e la finezza delle illustrazioni, sono uno dei motivi del successo di questo albo francese, che ha vinto il Premio Nati per Leggere come miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni nel 2014.

La casa editrice Clichy, ha pubblicato il secondo volume della serie, Lupo & Lupetto 2 – La fogliolina che non cadeva mai, in cui i nostri amatissimi eroi, ormai amici per la pelle, si concentrano per cercare di prendere una fogliolina in cima ad un albero, che diventa il chiodo fisso di Lupetto!
Ma ne varrà veramente la pena?
Lo scopriranno, ancora una volta, insieme 😉

Tema centrale di questa storia è nuovamente l’amicizia fra Lupo e Lupetto che in questo libro diventa ancora più forte al punto da spingere Lupo oltre i propri limiti e le proprie paure pur di rendere felice Lupetto.
Ma è anche una storia di coraggio e di dolcezza accompagnata da bellissime tavole legate ai colori delle stagioni che non possono non affascinare.

In primavera la foglia è di un verde così dolce e tenero che Lupetto vorrebbe mangiarsela.
In estate è così brillante che Lupetto vorrebbe averla per specchiarsi dentro.
In autunno è di un marrone così dolce che Lupetto vorrebbe tanto appoggiarla sulla guancia.
In inverno è di un bel grigio cenere ma…Lupetto ha ormai perso ogni speranza che la foglia cada dall’albero.??
Una mattina Lupo, che ha passato tutte le stagioni dicendo a Lupetto che la foglia prima o poi sarebbe caduta da sola, decide di arrampicarsi fino in cima all’albero e di raccogliere la foglia per donarla al suo amico.
Lupo sale spavaldo ma più si arrampica e più cresce la paura di trovarsi su quell’albero ghiacciato e di non farcela, ma continua a ripetersi che deve continuare per Lupetto.
Finalmente riesce a toccare la foglia ma questa si sbriciola in tanti piccoli pezzi che cadono come stelle sul musetto di Lupetto che finalmente riesce a sentire quanto sia tenera, brillante e morbida la foglia, proprio come se l’era immaginato.

La fogliolina che non cadeva mai è un racconto che racchiude più di un percorso di lettura. Il primo, quello che ti avvolge subito con un fluire di emozioni, è quello legato alle stagioni. Le stupende tavole di Tallec ci restituiscono colori e i sentori speciali e unici della primavera, dell’estate, dell’autunno e dell’inverno attraverso la descrizione di una semplice fogliolina e questi sfondi, incantevoli, di una natura non contaminata dagli esseri umani. C’è una sorta di reverenza nei confronti dell’ambiente, una cura profonda e allo stesso tempo delicata che avvolge gli alberi, le colline, il cielo. Ogni pagina è come un dipinto.

Le sensazioni e le fantasie di Lupetto, le quali scandiscono la narrazione, sono tutte incentrate sui cinque sensi e, per questo motivo, offrono spunti interessantissimi per la condivisione con i più piccoli. Lupetto, infatti, vorrebbe prima mangiare la fogliolina per via del suo verde così tenero, poi vorrebbe specchiarsi in essa grazie alla brillantezza del suo colore; infine, quando l’autunno la dipinge con le sue tinte più calde, desidera sentire la sua morbidezza sulla guancia.

Un altro tema molto forte, tuttavia, resta quello dell’amicizia. Per rendere felice Lupetto, Lupo è disposto a faticare e a rischiare di farsi male… Proprio quando sembra aver fallito, ecco che il piccolo miracolo si compie 😉
Questa è una storia di amicizia, di sacrificio, di riconoscenza e di bellezza.
Lupo sfiderà il pericolo per veder brillare gli occhi di Lupetto.
Il piccoletto capirà il gesto del suo grande amico e si chiederà se ne sia valsa la pena.

Lupetto aspettò che arrivasse.
E poi disse: «Non avevo mai visto niente di così bello».
Lupetto sorrise.
Anche Lupo sorrise. «Sì, ne valeva veramente la pena».

Date il significato che volete a Lupo e Lupetto, alla fogliolina ostinata; che la leggiate in senso letterale, simbolico, metaforico, la storia che questo albo racconta resta una parabola alla portata di qualsiasi bambino dai 3 anni d’età!

Un albo dal grande formato, con illustrazioni e parole che rivelano tutta la dolcezza e l’affetto che i due provano reciprocamente.
Pagina dopo pagina troviamo lo scorrere delle stagioni, una storia di grande affetto, c’è la dimostrazione della pazienza e dell’attesa che ai bambini è sempre bene far conoscere, il tutto presentato con delicatezza grazie a queste meravigliose illustrazioni, che non hanno bisogno di commenti!

Dedicato a tutti i bambini che da grandi vogliono diventare felici.
Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

La fogliolina che non cadeva mai.

Nadine Brun-Cosme

Piccole cose così importanti di Peter Carnavas

La mamma di Christopher sa fare tutto: cucinare, tinteggiare, costruire, leggere, giocare.
La mamma Christopher sa fare tutto perché il papà di Christopher non c’è più.

Sì questo libro “Piccole cose così importanti” di Peter Canvas edito da Valentina edizioni ci parla di lutto in modo lieve e incredibilmente toccante, soprattutto per un adulto che nel leggerlo si trova, se se lo permette, in gioco su tutti i fronti. Innanzitutto è il genitore che potrebbe andarsene e che non vorrebbe mai, poi è il genitore che potrebbe rimanere e non sa come fare, ancora è la persona che si potrebbe trovare a gestire un vuoto insopportabile in se stesso e nel cuore innocente della sua estensione, l’entità oltre umana, che ogni figlio impersonifica per il proprio genitore.

Un giorno la mamma decide di riempire uno scatolone con tutte le cose di papà e di portarlo in città, in un negozio che vende cose di seconda mano.
Porta via la tazza sbeccata.
Porta via il vecchio paio di pantofole.
Porta via lo spartito ingiallito e stropicciato.
Porta via il cappello verde, perché nessuno l’avrebbe più indossato.
Però sono le piccole cose che ci fanno ricordare…

Lo smarrimento del piccolo Christopher e della sua mamma è familiare, ed è una presenza con la quale così poco volentieri si convive quotidianamente, che proprio come accade nel libro, mamma e bimbi arrivano al punto di portare i vecchi oggetti del papà, impacchettati ed inscatolati dal rigattiere, ma questi piccoli oggetti non ne vogliono sapere di scomparire, rientrano sempre nella vita, nel cuore, se non dalla porta, dalla finestra, se non su invito, di notte, a tua insaputa

Quelle Piccole cose così importanti – una tazza, uno spartito, delle pantofole – sono però destinate a fiorire, se le si lascia fare. Le si guarda e si ricorda, si rielabora, meglio se insieme, ma l’importante è farlo, e si smette di avere paura della sofferenza: i bambini sono più aperti e pronti e bravi in questo, se gli adulti lasciano loro lo spazio.
Essi possono sì essere solo piccole cose insignificanti, ma una tazza di caffè incrinato, un cappello a brandelli, un vecchio foglio di musica…non sono poi così insignificanti se sono le cose che tengono in vita i propri cari nei nostri cuori…

La lettura di questo libro dimostra ampiamente come i bambini possano capire e sapere che succede a volte, che persone e animali che amiamo vadano via per sempre, magari leggendo scende una lascrima e un velo di tristezza, ma poi senti che pagina dopo pagina ti arrichisce la vita con una nuova consapevolezza, che sì capita, ma gli si gira intorno e si va avanti, che altra alternativa c’è?
La saggezza dei piccoli è questa ed è immensa.

Piccole cose così importanti penso accompagnerà qualche lacrima e qualche dolce ricordo in ognuno di noi e nell’animo, perchè la storia che racconta è parte integrante dei nostri giorni dà loro senso e valore.
Avvicinarsi a tale saggezza nei primi anni è strano, ma probabilmente necessario ed è meglio farlo con l’aiuto di una bella lettura, con le sue delicate parole, i suoi magici colori, e meravigliose illustrazioni, che ci sembrano parlanti, bellissime e piene di racconti e di storia.
Infatti nel libro, le parole sono poche, essenziali, ben bilanciate, per lasciare lo spazio al cuore, ai ricordi alla mente…

Questo recente libro di Peter Carnavas non vi deluderà, racconta in modo semplice di momenti toccanti della vita, senza sentimentalismo.
Piccole cose così importante, è un libro incredibilmente commovente che non ha prezzo per coloro che hanno perso una persona cara!
Come sempre i libri di Peter sono molto speciali perché toccano il cuore; toccano il cuore di grandi e piccini! Le storie emotive sono piene di speranza e sono raccontate attraverso eleganti illustrazioni e semplici, ma profonde parole.

Peter Carnavas in questo libro ha trovato la chiave per raccontare il ricordo delle persone care, e proprio come questo ricordo può vivere in oggetti che apparentemente non servono più o sono molto vecchi, perchè ciò che importa è continuare a ricordare, così da essere più forti della mancanza.
… se ci fanno pensare a una persona importante per la nostra vita, possono essere tutto!
Non bisogna dimenticare… il ricordo ci rende migliori

Età consigliata: dai 4 ai 7 anni
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Piccole cose così importanti

Peter Carnavas

 

Spino – Ilaria Guarducci

In un bosco nero, nero vive un essere davvero cattivo, cattivissimo.
SPINO è un essere imbronciato che ha spine sulla schiena, sulla pancia, sulla testa, sulle braccia, sulle ginocchia e persino…sul sedere!!!
E’ cattivissimo e trascorre le sue giornate a infastidire e terrorizzare tutti.

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Ama spaventare tutti quelli felici e gioiosi, piccoli e indifesi, lenti e ridarelli animali perché… perché …. perché?
Forse perché lui non ha mai imparato a ridere?
Forse perché lui non ha mai imparato ad amare?
Forse perché lui non è stato amato?
Forse perché di lui hanno riso?

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Un giorno, però, le sue spine cominciano a cadere…
I giorni passano e SPINO si ritrova morbido e rosa simile ad una caramella!!
Come farà ora il nostro piccolo amico a spaventare gli altri animali del bosco con la sua pelle morbida e gommosa?
Ora, incapace di spaventare.. cos’altro può fare??
Quali strategie mettere in atto per dare un senso alle giornate?

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Lo spelacchiato passa il tempo seduto sul sasso più duro del bosco, triste e pensieroso.
Le sue giornate sono nere e buie. Poi un giorno gli si avvicina Bernardo, un coniglietto saggio pronto a dispensare consigli.

Spino è un stupendo albo illustrato sul valore della gentilezza, per scoprire come essere gentili con gli altri ci fa stare meglio e ci rende felici.
Personaggio “cattivo” quanto adorabile, Spino è stato mandato alla migliore Scuola di Cattiveria del paese, ha imparato le più moderne tecniche di spavento finché non si ritrova, improvvisamente, senza spine…
E di fronte a una scelta da compiere. Perché si può sempre decidere se essere crudeli o gentili, e la vita si può vivere con tenerezza, che si sia o no coperti di spine!

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Una storia divertente, vivace e colorata che tratta il tema dell’amicizia e della gentilezza.
Spino di Ilaria Guarducci  edito da Camelozampa, piace molto grazie ai disegni e alla storia raccontata in maniera esplicita e semplice, i colori tenui e delicati si lasciano ammirare e studiare, perfetti per gli occhietti dei più piccoli!

La storia è leggera, sfrontata e vera.
Alla fine tutti devono sentirsi amati non solo per il proprio aspetto fisico ma per quello che si ha nell’animo. Tutti siamo uguali, senza distinzione. Un libro che fa riflettere e non solo i piccoli 😉

Ed ancora una volta attraverso questi piccoli racconti possiamo cambiare, far crescere i nostri bambini con l’animo puro e non infestato da criptiche presunzioni. Un bambino felice è libero di scegliere ciò che desidera…

Buona lettura con Spino e gli amici del bosco!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Spino

Ilaria Guarducci

i bestiolini – Gek Tessaro

In un prato apparentemente, sembra che non ci sia quasi niente,
i fiori, gli steli, le foglie qua e là, ma siamo sicuri che sia tutto qua?
Se in mezzo all’erba ti metti a cercare,
tanti piccolini potrai incontrare:
corrono, saltano, son birichini. Ecco a voi i bestiolini.

Mosche dispettose che corrono dietro a tutto ciò che si muove, lucertole che regalano la loro coda, farfalle dalla bellezza che dura assai poco… e poi ancora rane, libellule, lumache dalle strie viscide e umide, formiche in schiere sotterranee, zanzare invise a tutti, cicale e grilli canterini, api, lucciole intermittenti… tutti questi compongono l’esercito di Bestiolini, simpatiche creaturine che abitano le praterie di quelli che a noi sembrano solo semplici prati, che anche se non usano le stesse parole a riscaldarli hanno lo stesso sole.

Gek Tessaro, autore di letteratura per l’infanzia e teatro e uno dei più importanti e amati illustratori contemporanei (Premio Andersen 2010 e 2012 e Premio Nati per leggere 2011), è l’autore di questo delizioso libro: I Bestioli edito da Franco Cosimo Panini, ci ha dato la possibilità di conoscere da vicino le storie di insetti e di altri piccoli abitanti dei prati attraverso una narrazione allegra e giocosa, talvolta tanto tenera da arrivare diretta al cuore dei bambini di ogni età.

Le pagine sono ricche di colori, proprio come i prati e i versi in rima semplici, descrittivi e facilmente memorizzabili rendono questo libro ricco di momenti di grande intensità, capace di far riflettere e far comprendere il rispetto per i più piccoli e per la vita.

I protagonisti di questo libro, infatti sono insetti, piccoli e semplici, senza pretese. Esserini minuscoli, che aspirano a un po’ di felicità, certi soltanto di voler esserci in questo mondo, “pieno di cose belle per chi sa vedere”.
Formichine, bruchini, api, lumache e libellule, tanti sono i bestiolini che popolano il prato! Ogni animaletto si presenta con una filastrocca ritmata e divertente e racconta tante piccole curiosità che lo caratterizzano.

Adatto a tutte le età, i piccoli ameranno andare alla scoperta de i «bestiolini», d’altronde lo sappiamo come i bambini siano sempre molto affascinati da questi esserini che si muovono nel verde 😉 e i grandi?! beh aiuteranno nella ricerca!

“Lavoro coi bambini e tento di ricordarmi il disagio che si può provare a quell’età. Tento perciò di misurarmi con loro solo dopo aver piegato le ginocchia per trovarmi così alla pari”.
Gek Tessaro

Gek Tessaro gioca con i bambini, quando leggi un suo libro non devi sforzarti di interpretare, non devi prepararti prima, puoi improvvisare perché il libro è perfetto com’è e saprà arrivare al bambino anche senza alcuna mediazione.
Ancora dice di se:
“Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio
perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo”

E Gek Tessaro disegna con collage, acrilico, acquerello, inchiostro, sperimentando, ma rendendo la sua firma riconoscibile sempre. Dopo la lettura del libro consigliamo un piccolo laboratorio ad esempio disegnando su un unico prato i bestiolini che avete incontrato magari facendo una bella passeggiata 😉

Delizia per ogni bambino che si ritrovi la fortuna di averle per le mani, queste pagine. Simpaticissimi Bestiolini, tutti occhi e colori sgargianti, popolano i fogli colorati e fra papaveri, stagni e fili d’erba zompettano, strisciano, svolazzano raccontando in versi la loro micro-macro vita nei meandri di un universo perlopiù nascosto agli occhi di noi umani.
I bestiolini sono minuscoli, sono birichini, tremano di paura all’avvicinarsi del più piccolo dei bambini, si possono spaventare con un dito solo e tremare di paura… Adesso comprendiamo che è bello e importante imparare a conoscerli e rispettarli, anche e malgrado siano tanto diversi da noi:
“Il mondo è grande, c’è tanto posto…
ti do la zampa, tu dammi la mano,
ecco magari fa un poco pianino, son delicato, son un bestiolino”.
Amore e rispetto sono essenziali e si imparano fin da piccoli, e preziosi si riveleranno sempre ❤

Buona lettura e buone passaggiate alla ricerca dei nostri amici Bestiolini!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

I bestiolini

Gek Tessaro

Una Lucciola per lanterna.. e la paura del buio va via!

Chi da bambino almeno una volta non ha avuto paura di stare da solo a letto al buio?
E chi non ha desiderato il conforto di una lucina?
In questi giorni stiamo parlando spesso delle paure dei bambini, una delle più comuni è la paura del buio, ma come possiamo aiutare i nostri piccoli?
Sicuramente, tenendo un piccola lucina accesa in cameretta, ma anche i libri ci vengono in aiuto. Le storie a tema servono tantissimo, perché i bambini si immedesimano nei personaggi.

E allora ecco un libro che piace molto! Una lucciola per lanterna di Gabriel Alborozo edito da Sinnos, un bellissimo libro illustrato che possiamo leggere ai nostri bambini per aiutarli a vincere la paura del buio, e per scoprirne i lati positivi 😉

Nina è una bambina che ha paura del buio. La sera, quando va a letto, tiene sempre una lucina sul comodino accesa, calda e rassicurante a forma di luna accesa… ma poi una notte la corrente se ne va e la lucina si spegne.

Nina è spaventatissima. Ombre mostruose sembrano arrivate nella stanza e ha paura. Corre dai genitori, ma dormono profondamente, la bambina si affaccia alla finestra e vede che il giardino è “pieno di piccoli punti danzanti LUCCIOLE”.

Trova il coraggio di andare fuori e prenderne una con un barattolo che le faccia da lanterna, infatti la luce della lucciola le fa compagnia durante la notte, giocando a bere un tè con le bambole e giocando con le ombre cinesi, ma ben presto Nina capisce che la lucciola deve stare solo in compagnia delle sue amiche lucciole, infatti si sa, che le lucciole chiuse in un barattolo non possono starci, soffrono e poi si spengono.
La piccola prende coscienza che non si può ricaricare una lucciola, ma solo renderle la libertà ecco che quindi decide di riportarla fuori, in giardino, fra le sue compagne, dove la luccioletta può riprendere a brillare come prima e rendere magica la notte buia.

Alla piccola Nina non resta che tornare nel suo lettino a godere della luce dorata che filtra dalla sua finestra.
Un albo che con delicatezza tratta la paura del buio e, in un certo senso, aiuta ad affrontarla e vincerla.
Il testo è semplice, la narrazione crescente, accompagnata magistralmente da immagini in cui i colori predominanti sono il nero e il rosso, il bianco e il giallo a contrasto.
Il finale? Beh, il finale è a sorpresa ed è meraviglioso… 😉

Una Lucciola per lanterna è una storia, che si racconta e sfoglia pagina dopo pagina, tutta nel buio della notte (nere infatti sono le pagine)..
è un libro illustrato, per tutti i grandi che avevano paura del buio e non se lo ricodano più,
e per tutti quei bambini che che ancora temono la notte (consigliato dai 4 anni),
per imparare che c’è sempre, da qualche parte, una luce pronta per illuminarci e farci scoprire anche la magia della notte.

Buona lettura e dolce notte
Puoi acquistare il libro QUI:

Una lucciola per lanterna

Gabriel Alborozo

La Piccola No-E-Poi-no

“Ogni notte, poco dopo essersi addormentata, la piccola si sveglia
e si chiede se il giorno sia già sorto..
… Ogni notte gli ripete: “Giorno non gironzolare troppo a lungo. Vieni presto”

Spesso capita ai piccoli di aver paura del buio e si sentono piccoli e spaventati.
Vi ricordate quando, da bambini, avevate timore di qualcosa? Avreste tanto voluto un metodo per far passare la paura, non è vero? Il libro La piccola No-E-Poi-No di Irena Štusej ed edito da Picarona è una favola moderna che grazie anche alle illustrazioni stupende di Kristina Krhin la piccola protagonista ci rivela che la fonte del suo malessere deriva dalle favole classiche che la mamma le legge prima di andare a dormire.

A pensarci bene, quante volte le nostre mamme raccontavano a noi e noi leggiamo ai nostri figli quel famoso C’era una volta… Tanto tempo fa, in un paese molto lontano,….
Parole magiche che ci portano, come per incanto nel mondo della fantasia, dove tutto è possibile, dove regna il linguaggio delle emozioni e la realtà magicamente acquista le forme più svariate, a volte crudeli, a volte magnifiche…sopratutto se questo c’era una volta è legato alle più note favole della nostra tradizione, come quelle dei Fratelli Grimm, per esempio e talvolta risultano essere tutt’altro che confortevoli ma popolate, invece, da streghe, genitori che abbandonano i figli, lupi che mangiano le nonne, e spesso può capitare che risultino essere poco digeribili per un bambino prima di andare a letto.

Dobbiamo sapere che La fiaba parla la stessa lingua del bambino, arriva direttamente al suo mondo inconscio, senza mezze misure, lo accompagna tra forti emozioni e lo aiuta ad affrontare i problemi umani universali, soprattutto quelli che occupano la sua mente (la gelosia tra fratelli, sentimenti ambivalenti verso i genitori, la paura del buio, la paura di diventare grande, ecc) . Il linguaggio
della fiaba si rivolge direttamente all’ Io in erba del bambino, e ne incoraggia lo sviluppo, placando allo stesso tempo pressioni emotive interne consce e inconsce.

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.
– G. Chesterton

Fortunatamente mai come oggi, di fronte al dominio incontrastato di internet e della televisione, la lettura, che è anche disciplina interiore della parola e dei significati che ad essa diamo, è l’unico strumento che fa crescere liberi, che rinsalda i legami affettivi e offre contenuti veri alla vita quotidiana. Il bambino che, attraverso la fiaba, entra in contatto con il mondo, ha ottime possibilità di diventare un adulto veramente libero


Anche nel libro, la mamma della piccola No-e-poi-No sà che i libri parlano con il linguaggio delle fiabe per raccontare la verità, ma nello stesso tempo aiutano gli adulti a parlare con i bambini.
Per sconfiggere la paura del buio valgono ancora tutti gli escamotage che i genitori usavano per noi da piccoli: porta aperta, lucina accesa, pupazzetto che fa compagnia, etc. Ma più di tutto è importante, però, trovare anche delle modalità attraverso le quali il bambino possa rivalutare il buio in chiave positiva, ad esempio con un favola.
…mi piace ricordare che la paura in genere o la paura del buio, come capita nel libro La piccola No-e-poi-No fa parte di un normale percorso di crescita e come tale va affrontato e condiviso insieme a mamma e papà, esorcizzando insieme la paura attraverso le favole e i giochi.
Non ha senso sdrammatizzarle o dire che non esistono: per i bambini ci sono e sono reali. A mio parere è molto più opportuno invece attivare strategie di ascolto e di accoglimento che i piccoli ci raccontano. Alle volte il solo fatto di poter contare su qualcuno che ascolta e che cerca di comprendere ciò che proviamo, ci aiuta a sentirci più protetti e sicuri!
Ed è così che ad entrare dalla finestra sarà un giorno magnifico.

Buona lettura

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La piccola No-e-poi-no

Irena Stusej

 

Buonanotte, Topinambur… una favola che va di stanza in stanza

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“C’era una volta, in un paese lontano lontano,
un bambino piccolo che si chiamava Topinambur.
Topinambur non voleva mai andare a dormire nella sua cameretta
e chiedeva alla mamma e al papà di poter dormire con loro nel lettone..”
Capita spesso che ci siano bambini e bambine che faticano a dormire da soli nel loro lettino. Spesso sono situazioni transitorie, ma accade anche che queste diventino delle vere e proprie difficoltà. Sovente il bambino o la bambina hanno bisogno di addormentarsi con la mamma, oppure di voler dormire nel lettone di mamma e papà. Quella che potrebbe essere una situazione di coccola e di tenerezza (avere il proprio bambino che viene a giocare nel lettone con mamma e papà) può diventare un vero e proprio problema quando uno dei due genitori è costretto a dormire sul divano, o nella cameretta del proprio figlioletto.

Come aiutare dunque i propri bambini a dormire da soli?

Una storia inventata ogni sera da un papà e il proprio figlio sul bordo di un lettino è diventata una favola, buona, come il pane fatto in casa!
Sto parlando di Buonanotte Topinambur, nato tra l’amore delle mure di casa. Un bimbo che inventa favole sulle cose che scopre, che desidera e che magari gli fanno anche un po’ paura; un padre che lo ascolta e le traduce in righe e pagine; e una zia che con la sua fantasia e il suo mestiere le trasforma in colori e immagini!

Il piccolo Topinambur e il suo papà Andrea, prima che arrivi il sonno, immaginano stanze sempre diverse dove si possa dormire volentieri da soli. Camere magiche, fantastiche, fatte di ogni cosa scoperta dal bimbo finora: neve, cacca, uova, fuoco… cose candide, puzzolenti, appiccicose, scoppiettanti. Tutte, in egual misura, meravigliose!

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Questo libro è un viaggio fantastico, fatto di amore genuino e di parole, percorrendo insieme quella strada fondamentale che si snoda lungo il corridoio di casa e della vita. 🙂
Il momento più critico per i bambini è quello in cui devono riuscire ad addormentarsi e vivono il momento del prendere sonno come un distacco qualche volta difficile da gestire.
Nei bambini piccoli le abitudini sono rassicuranti ed inserire nel buon rituale una bella lettura della buonanotte sarà un bel risultato.

A che età i vostri bambini hanno iniziato a dormire nella loro camera?
La migrazione dalla stanza di mamma e papà o dal lettone è stata travagliata?
Avete preso voi la decisione o, a un certo punto, ve lo hanno chiesto loro?

Capita spesso che anche dopo qualche anno riescano ad addormentarsi solo se mamma o il papà sono lì accanto.

Per non trasformare il momento della buonanotte, che casomai fortunatamente oggi è sereno, in una fonte di stress, agitazione e turbamento, vi consiglio Buonanotte Topinambur!
I genitori, che come tutti farebbero ogni cosa per il proprio figlio, costruiscono per lui un castello con cento stanze da letto, tutte diverse! Eh già, tutte diverse, proprio per permettergli di scegliere ogni notte quella che gli piace di più 😉
A far respirare il profumo di casa e di famiglia in questo libro è proprio la semplicità e la quotidianità  degli elementi che Topinambur ritrova in ogni stanza.

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Divertenti, spaventose, puzzolenti, dolci ed esileranti.. cammina cammina ed ogni stanza diverte ma anche rassicura, perchè è proprio il bambino che la prova e ne scopre i pregi e i “difetti” per questo magico rito della buonanotte.
La nostra preferita e la preferita dai bambini?
Beh.. sicuramente quell’ultima stanza del castello, che Topinambur scopre quasi per caso..
una stanza che apparentemente non ha nulla di strabiliante, ma che si rivela essere solo la più speciale! 😉

Una favola, che piace ai bambini
Una favola che affronta paure e nuove avventure
Una favola per noi fantastica, e come accade per tutte le avventure fantastiche poi ti viene voglia di tornarci dentro e portarci chissà qualche amico!
Una favola che si snoda magicamente lungo il piccolo corridoio di ogni casa,
Una favola assolutamente da provare..ops la leggere 😉

Io credo che Buonanotte Topinambur sarà di ispirazione anche per tutti quei bimbi che ancora tentennano e non sono così convinti di buttarsi all’avventura 🙂
Buona lettura e buonanotte nella vostra stanza migliore ❤

Se ti piace questo libro puoi acquistarlo qui:

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Buonanotte, Topinambur!

Lo Schiaccianoci – George Balanchine e Valeria Docampo

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“Era la vigilia di Natale, e a casa Stahlbaum Maie e Fritz
erano così eccitati che sentivano il solletico alle dita dei piedi..”

Proprio così inizia la meravigliosa fiaba “Lo Schiaccianoci” di George Balanchine illustrato da Valeria Docampo, autrice di La grande fabbrica delle parole e La valle dei mulini, ed edito da Terre di Mezzo.
Lo Schiaccianoci è un grande classico di Natale, è una fiaba che si legge in modo facile, scorrevole e dolce come lo zucchero filato.
In questo libro, dal grande formato, viene narrata la storia di Marie e di suo fratello Fritz  Stahlbaum. Ambientata nel periodo natalizio, la fiaba ci racconta di come la bimba sia venuta in possesso di un magico schiaccianoci e delle vicende che ruotano attorno ad esso.

Quella sera Marie, riceve un regalo speciale dal suo caro padrino, uno schiaccianoci!
Marie si stava divertendo particolarmente con il suo nuovo regalo, quando il suo fratellino lo rompe per gelosia, lei se ne rammarica così tanto che finisce per voler trascorrere con l’ometto di legno ogni istante della nottata.
In questa notte magica, il salotto di casa sua, sotto al grande albero di natale, si anima come per magia, divenendo il teatro di una battaglia fra lo Schiaccianoci e il perfido Re dei Topi, una disputa che si protrae, a causa di un incantesimo, da molti anni.
Sarà proprio Marie a salvare lo schiaccianoci dal Re dei Topi, ed è così che si romperà l’incatesimo che lo imprigionava, trasformandolo in un bel principe!
Insieme, tra i fiocchi di neve i due andarono incontro ad un viaggio fantastico alla scoperta di un mondo a dir poco  incantato e paradisiaco!
Incontreranno la Fata Confetto, i bastoncini di zucchero, le pastorelle di marzapane che in punta di piedi  suonano il flauto.. Mamma zenzero e Fata ruguada, insomma una gioiosa festa per loro!

La storia dello Schiaccianoci si ama sempre e non delude mai, una storia molto gradevole, dolce e spensierata
La consiglio assolutamente ai bambini, ma anche ai grandi se hanno voglia di tornare un po’ bambini, tuffandosi in un mondo di pan di zenzero e caramelle e dove tutto profuma di una suggestiva magia Natalizia.
Una storia d’altri tempi che saprà avvolgervi come una calda coperta e vi farà assaporare certamente l’atmosfera del Natale!

Lo Schiaccianoci di George Balanchine, rende in modo magnifico il senso dell’avventura, il senso del sogno, il trascinamento in un altro mondo magico, insomma c’è tutto quello che piace ai bambini 😉
A renderlo ancora più speciale e profondo a mio parere è che al di là dell’atmosfera fiabesca, questa fiaba nasconde dei messaggi molto profondi, uno su tutti è il ricordarci il potere della fantasia dei più piccoli.

La bellezza di questo libro risiede, comunque, proprio nel suo essere una favola, un magico sogno che può portare tutti i bambini, ma anche gli adulti che un poco restano bambini, a sconfiggere le paure dell’infanzia e a vagare liberi e felici, fra dolci che ballano, vestiti di marzapane e di cioccolata, in un mondo senza paure e fatto solo di dolcezze:  forse, questo l’eterno sogno dei più piccini?

Se ti piace questo libro puoi acquistarlo qui:

Lo Schiaccianoci

George Balanchine

Il giorno che sono diventato un passerotto – Una vera storia d’amore

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«Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione.
Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto. Non è questo che più stanca.
È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi
fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli».

Oggi mentre leggevo Il Giorno che sono diventato un passerotto mi sono tornate in mente le bellissime parole di Janusz Korczak, il poeta dei bambini.

È vero, come ben dice il poeta, l’altezza dei sentimenti non dipende dall’età. Eppure, non sempre ci aspettiamo di incontrare così presto (4, 5 o 6 anni) certi batticuori nei nostri bambini.
E ditemi un po, quante volte, davanti ad un bambino che sostiene di essere innamorato, abbiamo pensato:
Ma cosa ne puoi sapere tu dell’amore…?”.

A pensarci bene, forse sono proprio i bambini che ci insegnano che cos’è l’amore vero e sincero; quello lontano da doppi fini; quello che sembra eterno e sempre vero.
Cosa dire, dunque, quando ad amare è un piccolo bambino che tenta l’impossibile pur di far colpo sulla bambina di cui è innamorato?

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Il giorno che sono diventato un passerotto di Ingrid Chabbert e illustrato da Raul Nieto Gurid, parla di quell’amore puro, vero e pieno di tenerezza; quell’amore che soltanto un bambino di 6 anni potrebbe provare.

Com’è complicato l’amore! Con quella sensazione che ti spinge, a volte anche inconsapevolmente, a cercare la vicinanza della persona amata. A fare qualsiasi cosa per avere la sua attenzione, anche diventare qualcosa di diverso da quello che siamo veramente, per ottenere la sua ammirazione, il suo sguardo.

“Il primo giorno di scuola mi sono innamorato.
Era la prima volta.
[..] Io e Candela siamo in classe insieme.
E’ seduta proprio davanti a me.
Solo io la vedo. Lei non mi vede.”

Il bimbo protagonista è innamorato di Candela, una bambina della sua classe che non lo degna manco di uno sguardo, appassionata di ornitologia tanto da sembrare lei stessa un usignolo. Decide allora di far leva su questo suo interesse e si traveste da uccello sperando di finire inquadrato dal binocolo con cui Candela osserva il mondo.
Il costume è bello, ma un po’ pesante, puzza pure di cane bagnato quando piove e fa anche ridere i compagni.
Ma un giorno sono gli occhi veri del bambino e non quelli gradi del passerotto ad incrociare finalmente lo sguardo di Candela, che lo libera dal costume, lo abbraccia per quel che è e gli regala le ali con la semplicità di bambina.

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Da ricordare che questo meraviglioso libro è arrivato finalista al Premio Andersen 2016 – Miglior Libro 6-9 anni!

Questo bellissimo libriccino è un piccolo racconto d’amore, consigliato per bambini dai 6 anni..e perché no, un po’ per tutte le età perchè è un’emozione unica pensare alla forza dei sentimenti, scorgerla in un bambino così piccolo e saperlo capace di tirar fuori quello che prova, senza vergogna.
Chissà cosa conserverà di tutto questo quando sarà grande, chissà che uomo diventerà.
Me lo chiedo ogni giorno. E ogni giorno mi impegno a insegnare che dei sentimenti non dobbiamo avere mai paura.

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Il giorno che sono diventato un passerotto è una poesia lieve e piccina che ci parla con semplicità della bellezza dell’essere riconosciuti,
del poter essere se stessi,
del sapere che c’è qualcuno che ti conosce davvero per quello che sei..
E le delicatissime illustrazioni di Guridi, con tratti lievi guidano pagina dopo pagina grandi e piccini per dirci nel modo più semplice possibile di un amore bambino, ma anche di amore assoluto, quello che non lascia il posto ad altro, che fa dimenticare tutto attorno, che mette le ali.

Buona lettura per crescere e amare leggendo ❤

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Ingrid Chabbert

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Quello Speciale – Chiara Lorenzoni

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Il primo nessuno lo ricorda,
ma è per tutti uguale.
Delicato, salato, un po’ timoroso.
Ci sono quelli magici,
invisibili ma potentissimi.
C’è chi li regala e subito se ne dimentica.
E chi, invece, li ruba.
E poi ce n’è uno speciale,
che hai dentro da sempre
anche se non lo sai…

Con queste semplici parole che sanno di poesia e di fantasia inizia il libro “Quello speciale” di Chiara Lorenzoni
Ma di cosa stiamo parlando? Che cosa ci racconta questo dolce libro?

Beh… nel corso della vita, ce ne sono moltissimi e tutti diversi!
E’ tanto bello donarli, quanto riceverli.
Alcuni sono segreti, altri un po’ tristi, ma tutti vogliono dire qualcosa.

Di cosa stiamo parlando?
Ce ne sono di magici, che non vanno sprecati, perché hanno il potere di guarire ogni male, e le mamme lo sanno bene.

Di cosa stiamo parlando?
Ci sono quelli rubati, che non valgono molto.
Ci sono quelli che basta il ricordo a scaldare il cuore e che possiamo buttarci sulle spalle come una coperta in un giorno di pioggia…

Di cosa stiamo parlando?
ci sono quelli piccoli e speciali come una stella che brilla in cielo e che d’improvvisio ti accorgi come possa illuminare il tuo mondo..

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Quello Speciale è un libro dolcissimo
è un po’ poesia, un po’ indovinello…
Un libro da leggere e rileggere, da regalare a chi amiamo, e da sfogliare quando siamo un po’ giù.
un libro che non ha età, perchè quello speciale lo conoscono i bambini e anche i “grandi” 😉

Spesso la frenesia, la routine, i troppi impegni ci impediscono di far capire a chi ci sta vicino tutto l’amore che proviamo.
Spesso la paura, ci blocca inultimente, blocca quel sogno di darne uno profumato di rosa..
Questo libro per me è anche questo, un ricordarci che talvolta sarebbe bene fermarsi e dimostrare quanto chi amiamo sia speciale per noi.

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Per chi Quello speciale lo ha già ricevuto e lo conserva dentro,
per chi ancora lo deve ricevere,
per chi lo sogna guardando il cielo stellato,
per chi lo sogna stringendo una mano..
per chi lo ha già dato e per chi lo deve dare
per chi ama chi ancora non sa di essere amato
per chi ne vuole uno leggero che sappia di sonno e pigiama
Per chi ha uno sguardo triste e non ricorda più dove li ha messi..
per chi ne appoggia ogni giorno su una foto sbiadita..
per chi li ricorda tutti..
per chi non riesce più a trattenerlo e non vede l’ora di lasciarlo andare sussurando l’Amore, la Vita.
per chi osa affermare che l’amore non è uno scherzo e amare “lascia il segno”.

L’importante è ricordare che ce ne danno davvero tanti, ma…
ce n’è uno speciale, che hai dentro da sempre anche se non lo sai
ed è proprio Quello speciale, e lo possiamo donare a una persona soltanto…

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Concludo il racconto di questo libro con questo pensiero;
Quello Speciale è consigliato dai 5 anni, ma anche se piccolissimi i bambini sanno farsi capire, e la loro idea di amore è universale, vanno dai sentimenti ai momenti dolci con la mamma, a quelli per l’amico o compagno della materna.. con la sua delicatezza offre numerosi spunti per parlare con i bambini delle loro emozioni.

Voi avete mai provato a chiedere ai vostri bimbi che cos’è l’amore per loro?!
A questa domanda alcuni bambini della scuola materna ci hanno risposto:

Per Angela (5 anni) l’amore è darsi tanti bacini
Per Giulia (3 anni) l’amore è la mia mamma
per Francesco (4 anni) l’amore è quando la mia mamma e il mio papà mi fanno tante tante coccole
Per Melissa (6 anni) l’amore è quanto tu piangi però arrivo io e ti abbraccio
Per Alessandro (5 anni) l’amore è quando do i bacini alla mia sorellina e mi sorride

Consiglio questo libro fantastico!
È universale per grandi e piccini perché non parla di storie d’amore o di avventura…
Parla di tutto! Poche parole che si aprono e parlano della vita, dei ricordi, dei momenti tristi e dell’amore.
Insegna ai bambini e ricorda a quelli cresciuti l’importanza di un piccolo grande gesto che alla fine tutti ricordiamo e portiamo nel cuore.

da regarlare in ogni momento dell’anno a chi amiamo
da leggere in ogni momento della vita per ricordare la magia dell’amare.

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Chiara Lorenzoni

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Il lupo che saltò fuori da un libro

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Cosa potrebbe succedere se dallo scaffale dei vostri libri ne cadesse uno e dalle sue pagine saltasse fuori il lupo?

“Un lupo cade dalla libreria di Zoe.
L’urto fu fortissimo e ne uscì un lupo!”

Il lupo che saltò fuori da un libro di Thierry Robberecht gioca,  in maniera divertente e delicata, con la vera storia del lupo.
L’opera è edita da Valentina Edizioni e ci racconta la “traumatica” esperienza di un lupo che, estrapolato dalla cronaca del suo habitat narrativo, si ritrova nel surreale mondo reale.

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Questa è la storia di un piccolo lupo disperso, disorientato ed impaurito, che si vede costretto a concentrare tutte le sue forze e le sue energie per una fuga quasi impossibile, per poter sfuggire agli artigli di un grosso gatto… il gatto di Zoe. Così, nel tentativo di seminare il grande gatto rosso, il povero lupo si ritrova a nascondersi nei romanzi dell’immensa libreria da cui lui stesso è uscito.

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La fuga lo porta a dover condividere la scena in un libro di fiabe, ma il suo abbigliamento non è adatto ad un ballo principesco, ci prova in un libro di dinosauri, ma neanche quello è un posto per lui e viene cacciato.
Neanche il suo libro originale lo salva!
Sbaglia pagina, ci entra troppo presto, o troppo tardi, e chiaramente è di nuovo sbattuto fuori.

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Alla fine il povero lupetto trova posto in un libro in cui una bimba vestita di rosso piange seduta sul tronco di un albero perchè il lupo della sua storia non è arrivato!
Beh, di certo, si sapeva che prima di andare nel bosco Cappuccetto Rosso era a casa con la mamma, ma il lupo?
Dov’era?

Questi sono gli ingredienti di una storia molto spassosa che scombina fiabe famose e che racconta la paura di chi solitamente fa paura, attraverso grandi illustrazioni colorate.

Un libro divertentissimo! Una storia che è impossibile non adorare!
Il ritmo è sostenuto e ben scandito dalle coloratissime figure che sulla pagina si alternano in equilibrio perfetto con il testo.
Per tutti i bambini che amano la figura del lupo, ma anche per chi ne ha “paura”, in queste pagine il personaggio del lupo viene sdoganato ancora una volta dal suo ruolo di cattivo.. ma forse non imparerà mai bene la parte 😉

Come sempre il lupo ci conquista tutti!
Buona lettura

La Stellina che Aveva Paura del Buio

La Stellina che Aveva Paura del Buio

“C’era una volta una stella piccina, che viveva nel cielo insieme alla sua mamma.
Stellina era piccola e gentile e tutte le stelle in cielo le volevano bene.
Stellina però era una stella un po’ speciale.
Era diversa dalle altre stelle, perché a lei…
A lei non piaceva la notte!
Tutte le stelle amano la notte, perché di notte si svegliano e brillano nel cielo.
Stellina no. Stellina odiava il buio della notte, perché le faceva paura.
Finché un giorno Stellina sente la voce di una bimba piccina che,
come lei, aveva un po’ paura del buio…”

Inizia con questa scia di magia questa bella fiaba dedicata a tutti i bambini e bambine che alla sera non amano il momento di fare la nanna.

E voi mamma e papà, lo sapevate, che c’è una stellina che ha paura del buio??
Una piccola stellina, che come il vostro bimbo non ama la notte e ha paura di stare da sola al buio?!

L’autrice è Giorgia Cozza, una mamma giornalista che ha scritto numerosi libri per neo e futuri genitori e alcuni libri per bambini. Dopo aver affrontato l’argomento “nanna” nei suoi testi dedicati ai noi genitori, l’autrice si rivolge ora direttamente ai bambini con una storia originale che racconta quelle emozioni e paure comuni nella prima infanzia.

La Stellina che Aveva Paura del Buio - favola

La piccola protagonista è Stellina, ama il sole e il cielo azzurro, ma non appena il giorno fa spazio alla notte, lei corre vicino alla sua mamma, prende la sua copertina calda, augura buonanotte e chiude gli occhi. A nulla servono le parole della mamma che, per incoraggiarla a restare sveglia – come tutte le altre stelle -, elenca le tante cose belle che si possono fare, ascoltare, vedere, annusare… quando diventa buio.
Se resti sveglia” racconta ad esempio la mamma, “potrai giocare ad acchiappastelle insieme alle tue sorelle”.
E ancora: “Se resti sveglia potrai salutare la luna che illumina il cielo con il suo sorriso d’argento”.
Ma niente da fare… Stellina non ne vuol proprio sapere! Il buio le fa troppa paura!

Finché un giorno, una bambina che come lei ha un po’ paura del buio, guarda in cielo e… Non vi posso anticipare altro 😉 Vi dico però che la storia si conclude con il suo lieto fine: la paura vien sconfitta, Stellina impara ad apprezzare la bellezza della notte e sorride ai bimbi che vanno a fare la nanna. 🙂

Un libro che consiglio come idea-regalo, infatti ha anche uno spazio per la dedica, nella pagina iniziale, dove annotare il nome del piccolo destinatario.
Con le dolci parole dell’autrice e lo stile poetico della giovanissima illustratrice Miriam Caligari questo è un libro che dà voce ad emozioni e timori dei più piccoli, e allo stesso tempo aiuta a superarli e abbandonarsi al sonno con un sereno sorriso.
Una storia da leggere prima di dormire, un tenero momento tra le braccia di mamma e papà, o vicini vicini, per guardare insieme le illustrazioni di Stellina, mentre la voce del genitore aiuta il bimbo a rilassarsi nell’affetto, tenerezza e nella magia del racconto.

Buona lettura piccoli e grandi lettori…
Sogni d’oro!

La Stellina che Aveva Paura del Buio La Stellina che Aveva Paura del Buio

Giorgia Cozza, Miriam Caligari

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