Abbraccio di Orso – Susanna Isern

Natuk viveva nel Nord.
Una notte, mentre passeggiava su un mare
di ghiaccio, trovò, raggomitolato,
un piccolo orso bianco.

Natuk una bambina che vive in un piccolo villaggio eschimese a nord, dove il mare è quasi sempre coperto da uno spesso strato di ghiaccio e le notti sembrano eterne. Un pomeriggio, mentre camminava, trovò un piccolo orso bianco. Era solo e così piccolo che non riusciva nemmeno ad aprire gli occhi.

Natuk lo portò a casa, gli diede da mangiare e dormì con lui tutta la notte per stargli vicino.
Natuk e l’orso diventano inseparabili, lei si prende cura di lui e lui la ringrazia con abbracci affettuosi e maestosi da orso . Dormono insieme, giocano insieme…vivono insieme.

L’orsetto cresce, ed è diventato un animale grande e forte.
Fino a quando un giorno, mentre tutti gli eschimesi dormono, la riserva di pesci scompare. Tutti gli eschimesi del villaggio, danno la colpa all’orso, perché credono che essendo così grande sarà diventato anche molto affamato da aver mangiato tutto il pesce.
Natuk cerca di difenderlo, ma gli abitanti decidono che orso deve andarse via.
Con un abbraccio e unNon ti dimenticherò mai” quello stesso giorno Natuk saluta il suo amico.

Natuk era convinta dell’innocenza del suo grande amico dal pelo bianco, ma nessuno la ascoltava.
Natuk riuscirà a dimostrare che il suo amico orso non è un pericolo per la città, anzi sarà la sua salvezza?
Abbraccio di Orso di Susanna Isern illustrato da Betania Zacarias edito da NubeOcho è una storia che racconta di una tenera amicizia tra una bambina e un orso, un’amicizia che viene momentaneamente interrotta a causa dei pregiudizi.

L’orso bianco fu accusato, senza prove, di aver spazzato via le scorte di cibo e credevano addirittura che poteva essere in grado di fare di peggio, se gli fosse stato permesso di rimanere nel villaggio. Quando la verità sarà finalmente scoperta, i due amici saranno in grado di condividere ore di gioco e molti abbracci.

E quando Natuk era triste, aveva
freddo, paura o arrivava una tormenta,
sempre, sempre poteva contare sul suo
abbraccio…l’abbraccio di Orso.

Un albo illustrato davvero molto bello e profondo che parla di sentimenti, amicizia e cura reciproca, che promuove l’amore per gli animali e il sentimento di giustizia nei bambini.
Ancora una volta l’autrice sceglie un animale come protagonista di una delle sue storie meravigliose. Ai bambini piace e trovano facile entrare in empatia con loro, soprattutto grazie a quel modo tenero con cui il testo dell’autore li descrive.

Susanna Isern è una psicologa, ma fortunatamente, è anche una scrittrice di libri per bambini. Tutti i suoi libri sono carichi di apprendimento e sono eccellenti risorse su emozioni, valori, amicizia o diversità.

Le tenere illustrazioni a tutta pagina di Betania Zacarias danno vita a questi due amati protagonisti, predominano i toni blu e giallo, in una bella combinazione di colori che ci riportano perfettamente in inverno e nel luogo freddo dove si svolge la storia.
Una storia delicata adattabile a innumerevoli situazioni della vita, ma soprattutto adatta ad accompagnare le situazioni di giudizio affrettato e pregiudizi 😉

Questa è la storia della loro Amicizia!

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Dormi tranquillo, piccolo coniglio – Stefan Gemmel

Era mostruosamente grande e mostruosamente
grosso e aveva la pelle verdissima.
Bodo era un dragim l’ultimo della sua specie.

Bodo è un drago dall’animo tenero che raccoglie fiori, saluta il sole e danza per la luna.
Un giorno Bodo incontra un piccolo coniglio che lo istruisce sulla vera natura dei draghi:
i draghi spaventano gli animali urlando con rabbia e facendo rumore, non raccolgono fiori e tanto meno cantano canzoni!

Spaventano gli animali?
Ma come si fa a spaventare gli animali?
Niente fiori? – chiese Bodo
Niente fiori! – risponde il coniglio

Bodo si lascia convincere dal piccolo amico e prova a fare l’urlo più terrificante che possa fare ma il risultato non è quello sperato!
Il coniglio piange dalla disperazione…forse Bodo l’ha spaventato troppo?!

“Scusa, ti ho spaventato?”
“No, Non mi hai spaventato” sussurò il coniglio
“sembravi un rinoceronte che fa la danza della pioggia”
“E allora perchè piangi?”

Il piccolo coniglio è alla ricerca di qualcuno che spaventi la sua paura per poter dormire perché la sera è così spaventato da non riuscire a chiudere occhio.
Bodo vuole aiutare il suo nuovo amico e urla talmente forte da far tremare tutto il bosco: adesso sì che è uno spaventoso drago! Quando cala il sole Bodo usa tutte le sue forze per urlare, strillare, saltare e fare più rumore che può!
Chiede al suo amico se la sua paura se n’è andata ma non ottiene risposta: il piccolo coniglio si è finalmente addormentato.
A Bodo, però, resta un’ultima domanda: “Chissà, dovrei forse chiedere scusa alla paura?”

Spesso quando arriva il momento di andare a letto i nostri bambini protestano, fanno i capricci e non vogliono arrendersi al sonno. Possiamo aiutarli a calmarsi e a rilassarsi, dimenticando le ansie e le tensioni della giornata, attraverso il libro e la nostra voce.
Inoltre sappiamo bene, ormai, quanto sia importante creare una routine della buonanotte che aiuti i bambini a rilassarsi e andare a letto sereni e tranquilli.
Leggere con loro un bel libro prima di dormire è un’ottima abitudine per i nostri bambini, che probabilmente la conserveranno anche in età adulta.


Dormi tranquillo, piccolo coniglio di Stefan Gemmel, illustrato da Marie-Josè Sacré, edito da Bohem Press è una di quelle storie perfette per il pre-nanna, perchè questa è una tenera storia di una nuova grande amicizia, un’amicizia disposta a tutto pur di vedere sereno e felice l’amico.
Tutti i bimbi sogneranno il buon Bodo a loro fianco nei momenti di paura per scacciarla a suon di buffi urli e salti 😉

Bodo è un drago molto speciale, molto comprensivo, sensibile e adorabile… grande come un adulto, ma ancora piccolo nel cuore e aperto a tutto.
L’autore, Stefan Gemmel ha preso ispirazione per questa storia dai suoi figli, anche la scelta del drago non è casuale; visto sempre come una figura immensa e sputafuoco qui invece è adorabile e completamente pacifico, proprio per mostrare ai bambini che noi adulti siamo si grandi, ma siamo sempre lì vicino a loro…sappiamo essere forti se ne hanno bisogno o se hanno paura.

Una lettura molto piacevole, piace ai bambini avventurosi e spavaldi, piace ai bambini in cerca di coccole e sicurezza.

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Bella e il Gorilla – Anthony Browne

C’era una volta un gorilla molto speciale,
a cui era stao insegnato un linguaggio dei segni.
Sembrava avere tutti ciò che serviva.
Ma era triste.
“Io… voglio…
un amico.”

Gorilla è probabilmente oggetto di ricerca, vive tranquillo e con tutti gli agi in un appartamento, ha anche una televisione e un water e gli viene insegnata la lingua dei segni.


Un giorno il Gorilla comunica con il linguaggio dei segni che si sente solo e con i gesti chiede ai suoi custodi un amico. E’ così che arriva Bella, una piccola e affettuosa gattina che in un primo momento appare spaventata dalla creatura enorme e nera nelle cui mani viene affidata, ma poi i due diventano tutt’uno.
Lui le vuole bene, donandole le attenzioni di cui ha bisogno, dandole il latte e anche del miele, trascorrono le giornate insieme e dormono abbracciati insieme…e non solo, i due vanno anche a fare i loro bisognini insieme 😀
Bella e Gorilla trascorrono così felici e appagati le giornate in amicizia per moltissimo tempo.

Finchè un giorno Gorilla si arrabbia moltissimo guardando un film alla tv, la rabbia è così forte che rompe la televisione. I custodi si preoccupano subito, pensano che il gorilla sia diventato improvvisamente pericoloso e la conseguenza è che bisogna allontanare la gattina a cui rischia di far del male.

“Il gorilla guardò Bella.
Bella guardò il gorilla.
Poi lei cominciò a segnare.
Sono…
stata…
IO!”

Bella e il Gorilla di Anthony Browne edito da Camelozampa è un’opera prevalentemente di immagini, disegni a colori espressivi e commoventi; un volume nel quale la narrazione è affidata soprattutto agli occhi dei protagonisti, da soli in grado di raccontare gioie, dolori, paure e speranze.
Il racconto è liberamente tratto dalla storia vera di Koko, la gorilla nata nello zoo di San Francisco (morta circa un anno fa) che conosceva il linguaggio inglese dei segni, questo racconto per i più piccoli fa riflettere sull’importanza dell’amicizia, anche fra specie diverse.
Un bel libro, senza alcun dubbio! Un libro che, con la sua genuinità carica di buoni insegnamenti, abbatte le barriere dei pregiudizi e parla ai lettori di valori universali da preservare, come la solidarietà, la riconoscenza, l’amicizia.

La trama stessa può essere un punto di partenza per la discussione sulla solitudine, l’amicizia e la gentilezza. Infatti durante la storia il gorilla vive una serie di emozioni: tristezza, felicità, rabbia, che sono tutte raccontate dalle espressioni sul suo volto.
Le emozioni vissute dal Gorilla sono qualcosa che tutti i bambini avranno vissuto in qualche modo nella loro vita, rendendo questo libro qualcosa a cui potranno relazionarsi. Ciò potrebbe anche migliorare ulteriormente la loro interpretazione delle emozioni mostrate attraverso le illustrazioni.

Una storia speciale che ha il potenziale per essere usata con una vasta gamma di età. Le straordinarie illustrazioni realistiche attirano l’attenzione anche dei lettori più giovani. Un libro illustrato, dove l’entusiasmo di Browne incoraggia i bambini a diventare lettori di parole e immagini.

Bella e il grande e grosso Gorilla non possono che provocare tenerezza e amore, insegnare il rispetto e la considerazione, il termine discriminazione qui non trova assolutamente casa perchè pagina dopo pagina un gatto e un gorilla di fatto diventano grandi complici e inseparabili amici.
Ce lo dimostrano spesso i bambini, ora anche Bella e il Gorilla ci ricordano che l’Amicizia a volte è qualcosa di inaspettato, succede e basta.

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Sonata per la Signora Luna – Babalibri

“Puoi chiamarmi signora Luna”.
“E non hai freddo, lassù nel cielo” chiese Hank.
“Sì” rispose la signora Luna. “È così”.

Harriet Henry è una bambina molto timida ed introversa che ama suonare il violoncello.
Una sera, dopo che i suoi genitori le propongono di suonare in un’orchestra, Harriet detta Hank, si chiude nella sua camera ed inizia a suonare.
Harriet non ama suonare davanti a una platea, non ne sopporta nemmeno l’idea. Preferisce crearsi uno spazio, tutto suo… solitario in cui suonare solo per se stessa.

All’inizio disturbata dalla presenza di un gufo, la piccola Harriet, smette di colpo di suonare.
Hank vorrebbe suonare, in pace, da sola, ma quel gufo appollaiato fuori dalla finestra disturba la sua concentrazione. Nulla può una tazzina tirata in direzione della notte scura col fine di allontanarlo.
Di lì a poco una scoperta: quella stessa tazzina ha combinato un grande disastro. La luna è stata colpita, è caduta dal cielo e si è incastrata sul comignolo della sua casa. Tocca riportarla al suo posto.

Harriet non aveva intenzione di colpire il gufo.
Voglio solamente stare da sola” pensò.
Si sedette per la terza volta e cercò di trasformare il rimorso in una nuova tazza di tè.
Prima che ci riuscisse, però, la casetta si riempì di fumo. In fretta e furia Harriet fece da sé un secchio, lo riempì d’acqua e lo rovesciò nel camino. Dopodiché corse fuori.

E fu così che Harriet, detta Hank, e la signora Luna fecero conoscenza.
Come potrà aiutare la signora Luna a ritornare lassù nel cielo?

Semplicemente da qui, tra le due, nasce un’amicizia luminosa, in un viaggio profondo, un viaggio che è percorso interiore e di crescita, una nuova amicizia fatta di piccoli gesti di aiuto e di cura…


Harriet accompagnò la luna, trasportandola su un carretto, a comprare un berretto dal cappellaio Orso, che però non volle essere pagato perché, quando era molto giovane, si era innamorato in una notte di luna piena…dopo aver scoperto che la luna amerebbe tanto fare un giro in barca, Hank trasportò il carretto fino alla sponda del lago e chiese al Tricheco, il pescatore, di noleggiare una barca. Il tricheco non si volle far pagare perché, molto tempo prima, la luna l’aveva condotto in salvo durante una tempesta.
Donarsi all’altro per aiutarlo è un modo per riconoscere dentro di noi delle potenzialità. E la piccola Hank che vediamo prima di chiudere il libro è una bimba un po’ più sicura di quello che realmente era in grado di fare e pensare.

Babalibri con Sonata per la Signora Luna ci accompagna in un’emozionante storia, di una dolce rara e preziosa poesia con cui è intriso questo racconto, che e prende vita attraverso i dialoghi di Philip C. Stead e le illustrazioni dai colori tenui e dai contorni morbidi e abbozzati di Erin E. Stead.
I colori tenui avvolgono con delicatezza Harriet e fanno da controcanto perfetto alle parole di Philip, e viceversa, perché non c’è una melodia principale e una secondaria in quest’albo, che consiglio a grandi e piccini che inseguono un sogno bellissimo, e a chiunque abbia timore della sua bellezza.

All’inizio il piccolo mondo di Harriet è racchiuso al sicuro in una stanza, le cui pareti la isolano da ciò che può far paura, dalle aspettative dei suoi genitori, all’entrare in contatto con nuove persone…
Ma perfortuna il fortunato incontro con la luna diventa un’occasione per ascoltare ed essere ascoltata, per conoscere e per lasciarsi conoscere, e per accogliere e per farsi accogliere.
Condividere la propria musica con la luna è il primo grande passo di Harriet per aprire sé stessa al mondo.

Sonata per la signora Luna è un libro delicato, poetico e sognante che pagina dopo pagina parla di timidezza, crescita, amicizia e immaginazione.
Dopo la lettura: possiamo far creare ai bambini la loro Amica luna, con l’uso creativo di materiali diversi: carta ondulata, carta crespa, carta vellutina, tempere… ognuno si diverte a darle la forma “amica” che più pensa essere la migliore 😉

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I fantasmi non bussano alla porta – Eulàlia Canal

Bruno e Carlotta trascorrevano insieme ogni pomeriggio.
Adoravano giocare a freccette e andare alla ricerca di tesori nascosti.

Bruno e Carlotta, l’orso e la marmotta, si incontrano ogni pomeriggio. Giocano a freccette e trovano tesori nascosti. Ballano, ridono e si divertono insieme guardando le figure che le foglie degli alberi disegnano sul cielo… Ecco perché quando un freddo pomeriggio invernale l’orso annuncia che l’anatra li visiterà quel pomeriggio per giocare insieme, la marmotta è fin da subito contraria e gelosa…

Proprio così, un giorno come gli altri, un giorno d’inverno, Bruno comunica a Carlotta che ha invitato Aldo, il papero, per giocare con loro. Questa notizia non entusiama Carlotta. Cos’è questa storia che deve venire qualcun’altro a giocare con noi?!


Detto fatto, ci pensa lei ad allontanarlo, con un cartello deterrente appeso fuori dalla porta forse basterà..pensa lei!
Così Carlotta mette in pratica il suo piano: quando arriva, dice ad Aldo che lei e Bruno non sono in casa, non del tutto, perché sono dei… fantasmi! 😀

E da qui, grazie al cartello di Carlotta e alla sua voglia di tenersi tutto per sé il suo amico Bruno, si creano involontariamente una serie di equivoci e nella foresta la voce si sparge, adesso tutti vogliono vedere i fantasmi o tanfasma?!
Quando finalmente saranno tutti e tre felici in casa al calduccio, chi è che busserà alla loro porta?!

Quando due amici hanno un bel legame forte, fanno tutto insieme e sono inseparabili, se viene aggiunto un terzo amico, le cose potrebbero cambiare, perché poi arrivano la paura e la gelosia, il migliore amico potrebbe allontanarsi ed essere più interessato a quello nuovo. E’ proprio questo che ci racconta Eulàlia Canal con le illustrazioni di Rocio Bonilla nel libro I Fantasmi non bussano alla porta, edito da Valentina Edizioni.

Un albo illustrato caldo, divertente e con un messaggio chiaro di amicizia, fantasmi e gelosia.
Tutti i bambini hanno paura di perdere un amico con qualcun altro. È normale che prima si difendano e inventino delle scuse per cui a qualcuno non è permesso giocare. L’importante ora è che siano trattati con comprensione e spiegati sensibilmente perché il loro comportamento è sbagliato.
Questo libro racconta di orso e marmotta, che stanno vivendo qualcosa di simile. Innanzitutto, descrive l’amicizia tra i due e quanto si divertono insieme. Mentre le marmotte preferiscono stare da sole con un orso, vorrebbero condividere questo meraviglioso momento con qualcun altro. Questo crea una situazione strana e divertente che nessuno si aspettava e che farà ridere i bambini. Tuttavia, l’affermazione dietro il tutto non è persa. Al contrario, è confezionato in modo divertente ed è quindi molto più giocoso e divertente per i bambini.

Sentimenti come la gelosia e la paura sono percepiti anche dagli altri e sono normali, ecco che i bambini imparano anche che questi sentimenti sono completamente infondati guardando le cose dal lato giusto. Solo perché un nuovo amico si unisce non significa che perdi il tuo vecchio. Al contrario, perché ora hai qualcuno con cui puoi divertirti ancora di più!

Con il suo libro, Eulàlia Canal porta questo messaggio ai giovani lettori in un modo meravigliosamente caloroso e spiritoso. La narrazione è accompagnata da illustrazioni altrettanto divertenti e grandiose di Rocio Bonilla. Le sue foto raccontano la storia su una vasta area e con molti dettagli. Le emozioni nell’espressione facciale e nella postura si manifestano e ispirano i giovani lettori tanto quanto la storia stessa.

Adoro questa storia perché l’approccio mi sembra molto divertente e le illustrazioni sono molto belle e affascinanti. Considerando l’importanza dell’argomento, raccomando questo libro per parlare di gelosia con i bambini.

I fantasmi non bussano alla porta è una storia sull’amicizia, la gelosia e le piccole bugie che hanno conseguenze impreviste. Sebbene i bambini ricevano un messaggio importante lungo la strada, è comunque un libro molto divertente e giocoso. Ciò consente loro di essere coinvolti molto bene nella trama, di ascoltare con entusiasmo quando vengono letti e di chiudere rapidamente il libro nel loro cuore.

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Un’Estate dalla Nonna – Benji Davies

Nico non sapeva bene cosa pensare della nonna:
cucinava zuppa d’alghe e teneva i denti in un barattolo.

Nico trascorre le sue estati dalla nonna, lei abita su un′isola molto lontana, battuta dal vento. La casa della nonna è una grande barca rovesciata, con la chiglia al posto del colmo del tetto e il fasciame a fare da tegole.
La nonna di Nico è sempre molto indaffarata con le sue cose, come cucinare zuppe d′alghe, a fare yoga sulla spiaggia o a rammendare le vele della sua barchetta, così una mattina, durante la bassa marea, il bambino si avventura da solo tra gli scogli. Quante cose da scoprire!

Ci sono tantissime cose curiose da osservare, come i granchi, le stelle marine… e uno strano luccichìo in lontananza. Che cosa sarà mai!?


Manco a dirlo, Nico si avvicina e scopre un gigantesco scoglio pieno di buchi. Lo scoglio all′interno nasconde una specie di grotta, ma ecco che all′improvviso il tempo cambia e il mare incomicia a scagliarsi contro le rocce. Nico rimane al coperto nella grotta, ma a un certo punto si accorge di non essere solo: la tempesta ha fatto ruzzolare all′interno un piccolo uccellino tutto tremante. Bisogna fare qualcosa, e presto! Se solo ci fosse la nonna, saprebbe come prendersi cura di lui…

Era un uccellino e non aveva un bell’aspetto.
Il piccolo uccello tremava tra le mani di Nico.
Nico sapeva che doveva fare qualcosa e in fretta.
Forse la nonna avrebbe saputo cosa fare

È ancora la tempesta il motore di questa terza storia di Benji Davies, dal titolo Un’Estate dalla nonna edito da Giralangolo.
Lo sappiamo, dalla paura che è sempre emozione che si può vivere e che ci lascia interi, nascono sorprese e nuove possibilità d′incontro. In questa storia, la tempesta di onde e di pioggia porta un uccellino intirizzito tra le mani di Nico. Il bambino ha paura di stare da solo nella tempesta, e la paura trema tra le sue mani, in un pulcino ancora più piccolo e spaventato di lui.

La nonna, personaggio simpaticamente vivace e fuori dagli schemi, indossa infradito verde alga, e arriva in suo aiuto: “Tranquillo! Sono qui!” e fa salire a bordo nipote e uccellino in un bell′intreccio di mani che accolgono.
Ecco quindi che l’autore ci dimostra come non serva essere supereroi per essere bravi nonni. Un vero supereroe si vede nel momento del bisogno, anche con un piccolo semplice gesto.

È una nonna forte, che non ha paura della solitudine, del mare in tempesta e di sfidare i pericoli per il nipote che ripone in lei la massima fiducia al punto che, trovato l’uccellino, è certo che lei avrà la soluzione giusta.

La tempesta scuote il mare e chi lo solca, ma sembra scuotere interiormente anche la nonna che, da lì in poi diventa una complice, una compagna di avventure, un’amica per Nico. 😉

Sono ancora le mani, di Nico e della nonna, a impugnare cucchiai di zuppa di alghe per nutrire tutti gli uccellini travolti dalla tempesta e raccolti lungo la strada verso casa.
Un’Estate dalla nonna è una storia semplice e nutriente, fatta di poche parole e di grandi immagini che ci portano a sentire il profumo della salsedine, il rumore del mare in burrasca e la gioia di vedere due mani tese per aiutarti.

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Emma e il Baku Blu – Bradburne

Se fossi blu saresti anche tu
uno scalpitante e incalzante Baku.
Se i sogni fossero frittelle, e non pensieri a rotelle,
ne mangeresti di sicuro di più.
…Emma si rigira con un gran sorriso sul volto
gli occhi ancora chiusi nel sonno.

Emma è una bimba di 8 anni e Baku è un mostro blu in grado di divorare i suoi sogni ma non i suoi incubi, perchè non può digerirli.
La storia di Emma racconta una leggenda giapponese che se un bambino, svegliato da un terribile incubo, ripete per tre volte «Baku-san, vieni a mangiare il mio sogno», la creatura entrerà nella sua stanza e divorerà l’incubo. Ma guai ad abusare dei servigi del Baku, perché se dovesse rimanere affamato, potrebbe mangiare anche speranze e desideri! Al Baku blu che abita i sogni di Emma, però, gli incubi sono indigesti. Preferisce di gran lunga il sapore dei sogni belli e questo è un gran problema.


Nella trama si fondono stupore, meraviglia, scoperta dell’altro: Emma è una bambina di indole solitaria. La notte è di quelle agitate, perché il giorno dopo c’è un importante esame di matematica. Ma quando nel sonno le appare il tapiresco Baku blu, tutto prende una piega magica e surreale. Baku è in difficoltà: c’è un incubo che proprio non gli va giù. Finché Emma comprende quanto quella strana dieta a base onirica renda difficile l’esistenza della creatura blu.
C’è anche una morale: il Baku, nonostante la fame, capisce che non può mangiare i sogni più belli della piccola.
Il Baku Blu è un mostro blu che mangia i sogni con una lunga lingua, spaventoso, ma in qualche modo anche amichevole e affascinante.

Ne hai compiuti sette solo un anno fa,
in un baleno ne avrai quattordici,
e poi volerai all’università.
Gli anni passano come in un sogno,
ma se fuori invecchiamo
dentro restiamo quelli di sempre.
Gli anni passano, ma i nostri sogni
d’infanzia restano per sempre.

La storia è accompagnata dalle illustrazioni stupende e delicate di Chiara Sacchi con uno stile lirico, etereo, impalpabile come i bei sogni, ma a volte anche tormentato, nervoso, inquieto quando si tratta di incubi. Le illustrazioni accompagnano e ben si adattano al testo estremamente musicale e ritmico di Bradburne.
È come se la musica, in questa versione di Emma e il Baku blu, sia stata sostituita dalle illustrazioni, che raccontano le emozioni della bambina attraverso l’alternanza di colori ora freddi, ora caldi.

Eppure, senza i sogni
la vita e i progetti non sono niente, perchè
un vuoto totale senza sogni
non vale poi un granchè.

E grazie a te, mio dolce Baku
tutto per me un sogno bellissimo terrò
Che ogni giorno mi aiuterà
ad affrontare le sfide che incontrerò.

Il risultato di questa collaborazione è lo splendido volume di Emma e il Baku Blu edito da Valentina Edizioni, un libro di un’opera lirica per bambini e famiglie, rappresentato per la prima volta nel 2017 presso la Biblioteca Braidense.
Quello di Bradburne, non è solo una storia di evasione ma è un modo per avvicinare le famiglie e i bambini al mondo delle opere splendidamente racconatate e messe in scena a teatro.

L’autore James M. Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, ha incontrato per la prima volta il Baku nel 1985, mentre era in viaggio in Oriente, la figura di questa creatura ibrida della tradizione cinese, entrata poi nella mitologia giapponese. “Quando la figlia di 9 anni del mio amico compositore Bruce Adolphe ha letto la storia ha voluto a tutti i costi che il padre scrivesse un’opera ispirata al racconto, e io scrissi il libretto»

Ecco, ora abbiamo capito perchè a volte i sogni son così difficili da ricordare, c’è un buffo e strambo Baku blu affamato che li vuole mangiucchiare?!
Dopo la lettura, diamo spazio ai bambini per farci raccontare a ruota libera i loro sogni sulle ali della fantasia,… non si sa mai che non vediamo e sentiamo comparire un Baku blu mangiucchione 😉

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Non avere PAURA, piccolo GRANCHIO – Chris Haughton

“La vita si restringe o si espande
in proporzione al nostro coraggio.”
Anaïs Nin

La storia racconta di un papà, Grande Granchio, e di un figlio, Piccolo Granchio.
I due vivono tra gli scogli, in una piccola pozza. Ma oggi è un giorno speciale: Piccolo Granchio vedrà il mare per la prima volta.


Tic-tic fanno i due granchi mentre si muovono sugli scogli, splash splash quando invece attraversano le pozze e squich squich squich è il rumore delle loro chele che si arrampicano sulle alghe marine scivolose.

Piccolo Granchio si sente grande. “Posso andare dappertutto” dice. Quando però vede il mare, quando ci si trova di fronte e può finalmente coglierne la vastità e la forza delle sue onde, Piccolo Granchio perde un po’ della sua sicurezza.

“Non mi piace il mare” dice piccolo granchio.
“E’ meglio se torniamo a casa.”
“Non avere paura Piccolo Granchio.
Ci sono io. Vieni!
Ancora pochi passi…”

Infatti, tutto il suo entusiamo iniziale di vedere il mare, si spegne. Appena arrivati alla scogliera Piccolo Granchio è alquanto timoroso, e le onde – grandi, sempre più grandi – non aiutano, anzi gli fanno molta paura.
Per fortuna a rassicurarlo c’è Grande Granchio. Così, piano piano, onda dopo onda, il padre accompagna il figlio nella conoscenza del mare; lo incoraggia quando lui, come è naturale, si sente intimorito e vorrebbe rinunciare e lo sprona a provare, a tuffarsi, a fidarsi, a non arrendersi…e quando prenderà coraggio e deciderà di buttarsi scoprirà un mondo nuovo, e imparerà che lui può andare dappertutto.


Piccolo Granchio ha osato e viene ripagato dalla vista degli splendidi fondali marini, coloratissimi e abitati da pesci di ogni genere e dimensione, che lo accolgono con gentilezza e simpatia.

“E vanno giù
giù
giù
giù
giù…”
Piccolo Granchio GUARDA!
Tutti i pesci vengono a salutarti.”

Non aver paura, Piccolo Granchio di Chris Haughton, edito da Lapis, è adatto a lettori dai 3 anni in su. E’ un albo illustrato che racconta una bella storia di coraggio e scoperta, e lo fa soprattutto attraverso le immagini e in particolar modo i colori. La parte scritta non è molta, anzi la narrazione è ricca di onomatopee e l’organizzazione dello spazio illustrativo accresce il pathos, l’attesa e la teatralità e questo rende il libro perfetto da leggere con i più piccoli, ed è ideale per le letture animate!


Un albo illustrato dedicato al rapporto tra padre e figlio, ma anche sulla paura di crescere e di affrontare quello che non si conosce, tipica dei bambini.

Autore, illustratore e designer irlandese, Haughton ha esordito con Oh-oh!, un albo diventato subito un grande successo internazionale, insignito del Premio Andersen nel 2013 sia nella sezione dedicata agli albi illustrati da 0 a 6 anni che come Super Premio Andersen.
Chris Haughton ancora una volta non ci delude. Come potrebbe farlo, d’altra parte, dopo averci affascinati e divertiti con albi assolutamente geniali come “Oh-oh!” e “Shh! Abbiamo un piano” ?
Con la sua consueta originalità, con il suo stile illustrato inconfondibile, i collage di sgargianti e allegri, sono semplici e raffinati, capaci di attrarre l’attenzione dei più piccini in modo giocoso.
Leggetelo, fate piccoli passi come i granchietti, tuffatevi… senza stancarvi di dover rileggere…Whoosh!! 😉

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Cos’era quel terribile grrr? – A. H. Benjamin

Cos’era quel terribile
grrrrrrr?
Un orso enorme e peloso
che vive nel bosco?
Perchè grida?
Cosa vuole?

Il protagonista è un piccolo fratello maggiore che gioca tranquillamente con i suoi treni quando sente un “ringhio”.
Cosa può essere? si chiede.
È completamente convinto che sia un grande orso peloso e si preoccupa perché quell’orso sia arrivato a casa sua.
Quindi, mentre sta leggendo un libro, sente di nuovo il ringhio. Mentre indossa il pigiama, un altro. Quando si lava i denti, ancora un forte ringhiare. Il bambino continua a sentire questo forte ringhio, mentre sta cercando di pranzare ecco lo sente di nuovo, ma questa volta è sicuro che sia un feroce leone della savana. Questo schema continua con un gorilla arrabbiato e un orco brutto, un verme viscido, un mostro marino verde, un drago sputafuoco e persino una creatura chiazzata di dieci occhi dallo spazio.

E ad ogni ringhio cresce l’immaginazione del bambino e le idee diventano sempre più assurde e bizzarre. Ma, naturalmente, c’è una risposta perfettamente valida a questo, e i bambini si divertiranno molto lungo il percorso a indovinare cosa potrebbe essere quello che emette quel suono e cosa vuole.

Cos’era quel terribile grrr? di A. H. Benjamin edito da NubeOcho è un libro sulle paure dei bambini… che fa genialmente anche molto ridere! La narrazione semplice e ripetitiva, è perfetta per la lettura ad alta voce.
E’ un libro che fa leva sul coraggio dei piccoli lettori, invitando ad andare oltre anche grazie alla simpatia che destano i diversi personaggi mostruosi. La galleria di animali e mostriciattoli più o meno inquietanti si sussegue: per ognuno ci si chiede fino alla fine “Cos’era quel terribile grrr? Cosa vuole?

L’autore AH Benjamin ha una buona immaginazione da solo a inventare le idee che un bambino piccolo potrebbe evocare quando sente uno strano suono in questo testo molto scarno. L’illustratore Merel Eycherman ha uno stile delizioso e ci sono molti dettagli divertenti nelle illustrazioni per attirare i piccoli lettori pagina dopo pagina. Infatti le meravigliose illustrazioni sono un ulteriore vantaggio di questa bella storia. Le dimensioni e i colori vivaci delle creature aiutano davvero a mostrare come l’immaginazione del bambino stava creando più di ciò che era davvero lì.

Un libro ideale, ironico e divertente, se state pensando a bambini che hanno paura delle streghe, del buio, dei ladri e dei mostri o anche per i neo o futuri fratelli maggiori…insomma non può proprio mancare per alleggerire i pensieri 😉 !

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Lo strano caso del GRANDE CONIGLIO – Ramona Badescu

«Il grande Coniglio ha un problema.
Un problema grande come lui.
Un problema ingombrante che lo segue dappertutto
e gli impedisce di pensare ad altro».

Grande coniglio ha un grosso problema. Un grosso problema di cui non riesce a liberarsi. Che gli sta dando fastidio, prova ad ascoltare musica ma niente da fare, prova a guardare la tv ma ancora niente… Sa di poter contare sul suo amico lo scoiattolo e su sua mamma che con amore lo ascolta e consola, ma oggi purtroppo tutti sono impegnati e Grande Coniglio dovrà affrontare il suo problema come un grande.

«Niente, gli sembra che non ci sia niente da fare.
C’è sempre solo quel grosso problema che,
a quanto pare, è piuttosto a suo agio.
Il Grande Coniglio vorrebbe trovare
il modo di mandarlo via,
di farlo uscire di casa, di sbarazzarsene».

Scopriamo questo eroe, un coniglio arancione come nessun altro. Un coniglio divertente e accattivante, sopraffatto dal suo problema che prende la forma di una grande bestia grigia che lo segue dappertutto. Un aiutante ingombrante che sparirà come era venuto, una volta che il nostro grande coniglio è in buona compagnia.

E poi DRIING! La sua mamma e tutti gli amici sono proprio davanti a lui! Perché?!?
Il Grande Coniglio si era dimenticato di qualcosa di molto importante: del suo compleanno. E non a caso gli amici e la mamma sono lì a ricordargli: siamo felici che tu esista!

E il «grosso problema»?
«Il Grande Coniglio si rende conto di essersi completamente dimenticato del suo problema. Non ce n’è più nemmeno l’ombra, non ha lasciato nessuna traccia, tutto tace. Sparito! Passato, dimenticato, il problema se n’è andato! OPLÀ!»

Lo strano caso del GRANDE CONIGLIO di Ramona Badescu edito da Kite edizioni ci mostra l’universo colorato di Grande Coniglio che si divide su uno sfondo bianco. E da questi disegni umoristici ci ricorda che i problemi, per quanto impressionanti possano sembrare, scompaiono più velocemente dei fulmini quando ci circondano le persone giuste.

Una storia molto carina e utile che fa riflettere grandi e piccini e insieme è anche un’occasione per ricordare che “Non c’è problema, ci sono solo soluzioni…
E’ proprio questo il messaggio che arriva come una bella emozione leggendo le parole di Ramona Bădescu che insegnano che non ci sono Grandi Problemi se intorno a noi esistono fantastici amici sempre pronti a starci vicino, a prepararci sorprese e a darci una mano!

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Un Lupo nella Neve – Matthew Cordell

Un lupo nella neve è un silent book
perfetto per le fredde giornate invernali
..bilancia un freddo paesaggio invernale
con caldi sentimenti di gentilezza.

Come in tutti i silent book le immagini sono così potenti da non aver bisogno di parole. Il lettore sbircia dalla finestra di una casa nel bosco: al suo interno vive una bambina e i suoi genitori.


La bimba di rosso vestita saluta i genitori come fa ogni giorno e va a scuola, all’uscita, sulla via del ritorno, viene sorpresa da una tormenta di neve, perde la strada di casa e si trova smarrita.
La stessa sorte capita in contemporanea a un cucciolo di lupo che finisce per restare indietro rispetto al suo branco e a ritrovarsi solo in mezzo alla bufera.

A un certo punto avviene l’incontro. Due sguardi persi che si trovano. La bambina che tende le braccia verso il lupo. L’animale che si lascia aiutare e stringere in una presa calda. Più della paura può l’umanità.
Superato il timore del primo incontro, i due decidono di affrontare insieme l’ignoto nel tentativo di ritrovare le rispettive famiglie, condividendo la preoccupazione, la paura e la difficoltà di procedere in una situazione ostile.


Il lupetto, spaventato ed infreddolito, si lascia prendere in braccio dalla bambina, che arrancando sotto la neve riesce finalmente a riportarlo alla famiglia di lupi. Ma anche lei in fondo è un cucciolo da salvare e proteggere. E mamma lupa, anche se è una lupa, lo capisce.

Sa cosa fare per ricondurla sana e salva a casa. E sarà proprio uno dei quei lupi che, ululando insieme agli altri, riuscirà a salvare la bambina dal cappotto rosso, facendola ritrovare dai suoi genitori.

Un Lupo nella Neve di Matthew Cordell edito da Clichy Edizioni è una storia, semplice ma emozionante, una storia come dicevamo senza parola ma come unico sottofondo l’ululare dei lupi.
Una storia ricca di emozioni, dove tutto sembra così lontano e irreale ma allo stesso tempo avvertiamo dalle emozioni quanto sia vicino e anche possibile. Pagina dopo pagina scopriamo e diamo noi voce ad una grande storia ricca di meraviglia e di vita…Una storia di amicizia, di aiuto reciproco, e di coraggio.

Un lupo nella neve nasce da un disegno fatto dall’autore, senza nessun intento di inserirlo in una trama di un libro. Lo pubblica su Facebook e molti dei suoi contatti gli suggeriscono che dovrebbe scriverci una storia.
Matthew non è convinto. Di fatto questo lavoro che tra le nostre mani ci arriva senza una sola riga di testo si rivela una delle sfide più grandi per il suo creatore.

L’autore ha vinto con questo libro la medaglia Caldecott del 2018, uno dei più prestigiosi premi americani per la letteratura per bambini.
La disposizione delle immagini dà ritmo alla storia; i disegni si sviluppano sia nella doppia che nella singola pagina, a volte sono rinchiusi in vignette tonde, e altre volte ancora ci sono più disegni piccoli in successione.
Le uniche parole del libro sono onomatopee.

Un’illustrazione che mi è rimasta particolarmente impressa è lo sguardo della mamma lupo quando ritrova il suo cucciolo, che esprime come i sentimenti delle mamme sono molto spesso universali.
A una lettura più attenta potrete anche vedere nel lupo la metafora del diverso, di chi ci fa paura e poi ci salva, di chi vorremmo cacciare e poi invece si rivela umile e generoso.
Potrete leggerci tutto questo e anche di più...

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Che fifone ORSO! – Steve Smallman

Robby Junior era il più coraggioso dei conigli.
ADORAVA fare ricerche e scoprire cose nuove,
ma NON sopportava il fatto di dover andare a dormire.

Il piccolo coniglietto Roby Junior, la sera, piuttosto di fare la nanna, vuole andare a giocare là fuori nella foresta scura. La mamma spiega al suo piccolo che nella foresta fitta e scura si nasconde una terribile creatura, che tutti chiamano PELOSONE!
Che cosa ci sarà di GRANDE e PELOSO che causa così tanto allarme negli animali della foresta?
Secondo la madre di Robby Junior, è una creatura terribile con un ruggito come un tuono, enormi denti spaventosi e artigli lunghi, altrettanto spaventosi.

Il piccolo Roby, tuttavia, vuole scoprire da solo questa creatura e quindi aspetta che sua mamma dorma profondamente, afferra una super carota per difendersi e si insinua nella foresta: una foresta che al chiaro di luna sembra molto più spaventosa e minacciosa di come la conosceva di giorno.
Per schivare di diventare la cena di un gufo si tuffa in un enorme cespuglio, che non è affatto un cespuglio ma bensì un’enorme orso.

“Ehi! Mi hai spaventato!” esclama l’orso
“Scusa, sto dando la caccia al PELOSONE,
in tutta la foresta non esiste nulla di
più spaventoso di lui!”

I due, si presentano l’un l’altro e dopo aver deciso di diventare amici, Robby Junior e Robby Big, continuano la ricerca insieme.

“Come fai a essere così coraggioso?” chiede Orso
“Perchè sono piccolo fuori, ma GRAAANDE dentro!” mormorò Robby Junior
“Mi sa invece che io sono piccolo dentro!” piagnucolò Orso

A questo punto i due avvertono fitte di fame, quindi Robby Big l’orso, va alla ricerca di cibo. Improvvisamente da dietro sbuca fuori una volpe molto affamata.

Ora Robby Big ha bisogno di trovare quell’orso grande interiore, che l’amico gli ha detto che c’è! E’ l’unico modo per fare in tempo a salvare il suo amico dal diventare la cena della volpe.
Quando il piccolo coniglietto finalmente capisce chi è il suo salvatore, i due possono sistemare le cose tra loro senza far ricorso alla sua carota 😀

Che fifone questo ORSO! di Steve Smallman edito da Sassi Junior è un bel albo illustrato su come trovare la forza interiore e trovare un amico speciale.
Un grande promemoria, per ricordarci che possiamo essere tutti coraggiosi, indipendentemente dalla nostra forma o dimensione, fintanto che abbiamo la fiducia necessaria per attingere alle nostre risorse interiori, proprio come ci insegna Robby Big… talvolta nemmeno ce ne accorgiamo e siamo più coraggiosi di quanto pensiamo!


Piace fin dal primo sguardo, ai bambini, questo adorabile libro. Perchè una favolosa storia di amicizia e di superamento delle paure. All’interno, la storia è ricca di bellissime illustrazioni colorate e il testo è proposta in un formato perfetto anche per i bambini che stanno imaparando a leggere.

L’amicizia aiuterà ad affrontare le paure?!
Una storia meravigliosamente delicata che può stimolare la discussione sulla fiducia e l’amicizia. Dimostrando che le dimensioni non contano, ma è molto più importante ciò che senti dentro.

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