Pensiero positivo: Louise Hay

crescere leggendo

pensiero posiitvo

Lo scopo di questo articolo è di descrivere quelli che secondo il mio punto di vista sono i punti chiave del pensiero di Louise Hay.
[..]
Quello che mi ha colpito di Louise Hay, oltre alla sua straordinaria guarigione dal cancro, è la semplicità e la grande umanità del suo linguaggio, che punta diritto al cuore delle persone senza paroloni e complicate teorie.

I suoi libri sono di grande aiuto dopo una giornata di lavoro , di stress o di caos , ricordandomi di amare e comprendere anzitutto me stesso.

[..] Le cose che dice Louise Hay, sono più da sperimentare che da sapere.

Ognuno di noi è responsabile delle proprie esperienze.

Ognuno di noi è responsabile al 100% di ciò che fa e di ciò che gli accade nella vita, il meglio e il peggio.

Questo non significa affatto che gli altri abbiano sempre ragione o che giustifichiamo gli eventuali comportamenti negativi degli altri. Significa invece che negli accadimenti della nostra vita noi siamo totalmente responsabili della nostra parte.

La cosa non è affatto scontata come può sembrare poiché se noi fossimo totalmente responsabili delle azioni che compiamo e delle situazioni che ci accadono, non avremmo nessuno da incolpare per esse. Infatti sarebbero solo il nostro comportamento e le nostre convinzioni a determinare situazioni negative per noi.

Siamo gli artefici della nostra vita, ma quasi sempre rinunciamo a questo potere incolpando gli altri per le nostre frustrazioni.

Louise Hay dice che niente può avere autorità su di noi, perchè noi siamo gli unici “pensatori” nella nostra mente.

I nostri pensieri e le nostre parole creano la nostra realtà.

Ciò che pensiamo di noi stessi diventa reale per noi. I pensieri che abbiamo nella mente creano il nostro futuro, e le parole che usiamo per descrivere le nostre esperienze, creano la nostra realtà.

Facciamo attenzione alle parole che usiamo, i pensieri sono come gocce d’acqua e si accumulano nel tempo diventando convinzioni profonde e fatti.

Abituiamoci a soffermarci più spesso sui nostri pensieri, sul nostro modo di parlare e sulle frasi che pronunciamo, sulla scelta delle parole.

Veramente vogliamo il genere di vita che questi pensieri creano?

Scegliamo i pensieri che più ci occorrono.
Scegliamo pensieri creativi, che possano aiutarci a metterci nel percorso verso ciò che desideriamo.

I pensieri “negativi“, cerchiamo di capire da dove vengono e perchè li abbiamo fatti, perchè vogliamo ostacolarci.
Nulla è stato creato o realizzato senza essere stato prima pensato e desiderato.

Accettazione e amore per noi stessi

Le chiavi per un cambiamento positivo sono l’approvazione di sé e l’accettazione di sé nel momento presente.

Vale a dire che chiunque, inclusi noi stessi, ha fatto e sta facendo il meglio che può in ogni momento, con l’esperienza, la comprensione e la conoscenza che ha o ha avuto in quel dato momento.

Ciò non vuol dire giustificare o dimenticare le nostre “malefatte” passate o presenti, ma vuol dire che da questo momento possiamo accettarci così come siamo, comprendendoci e perdonandoci per le nostre attuali incapacità, cosa che può essere anche dolorosa.

Se da bambini i nostri genitori erano infelici, con molti sensi di colpa o con molte paure, o carichi di rabbia, abbiamo senz’altro appreso numerosi concetti negativi su noi stessi e sulla vita.
Abbiamo anche dovuto rinunciare a molte cose per adeguarci ai loro insegnamenti e non perdere il loro amore.
Crescendo e diventando adulti trasformiamo le nostre esperienze in modo da ricostruire l’ambiente emozionale della nostra infanzia e ripetiamo nei rapporti personali lo stesso tipo di relazioni che abbiamo avuto con i nostri genitori.
Ma soprattutto trattiamo noi stessi come loro ci hanno trattato, cioè ci puniamo, ci incolpiamo, ci consideriamo male, ci svalutiamo, ci odiamo.
Abbiamo invece bisogno di conoscere il bambino che vive ancora nel profondo di noi, e di diventare il genitore affettuoso di cui il nostro bambino interiore ha bisogno.
Impariamo quindi anzitutto ad amare e perdonare noi stessi.

Come possiamo aspettarci che gli altri ci amino e ci accettino se noi per primi non ci amiamo e non ci accettiamo?

Anche se ci hanno insegnato il contrario, noi meritiamo e possiamo essere amati, a patto che anzitutto siamo noi a crederci, poichè quello che crediamo e pensiamo diventerà realtà per noi.

di Claudio Faggi

http://www.ass-arcano.it/

Libro consigliato di Louise Hay:


Louise L. Hay

Pensieri del Cuore

Pensieri di saggezza e di infinita bontà da rivolgere a se stessi e agli altri per apprezzare la meravigliosa avventura della vita


Louise Hay consiglia di immergersi ogni giorno nella lettura di alcune pagine del suo libro, di rilassarsi e di lasciare che dentro di noi fluiscano soltanto sentimenti “limpidi”; le parole e le riflessioni che echeggeranno nella nostra mente rappresenteranno un riferimento utile per affrontare alcuni aspetti della vita che ci mettono a disagio. Se accompagnate da un forte e autentico desiderio di cambiare, queste semplici esercitazioni quotidiane potranno davvero far ritrovare a ciascuno il benessere fisico e la serenità interiore e assicurare un futuro più luminoso e carico di promesse.

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Ascolta il Tuo medico interiore

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Nella nostra società ed in particolare in quella occidentale alla quale apparteniamo siamo stati abituati da sempre per educazione, cultura, culto ecc… a tenere sotto controllo il nostro corpo, le nostre emozioni, i nostri istinti, i nostri bisogni corporei. Appena un sintomo o un disturbo si presenta, psicologico o fisico lo scacciamo immediatamente con la pillolina magica. Un’arma a doppio taglio. Un malessere, una depressione o un sintomo fisico sono i segnali che ci manda l’anima attraverso il sensore che è il nostro corpo fisico e le sue emozioni o dolori per riportarci alla nostra naturalità. Purtroppo spesso non solo i messaggi non vengono ascoltati ma vengono soppressi con l’uso dei farmaci e solo momentaneamente allontanati. Il messaggio continuerà a ripresentarsi e a far sentire la propria voce. Non venendo colto nel tempo il rischio è quello di somatizzare i primi malesseri in disturbi di di entità sempre maggiore.

Perchè si presentano tali disturbi? Emozioni negative come istinti repressi, rabbia, paura, frustrazione, senso di colpa e senso di ineguatezza spesso inconscio si traducono in depressione, cefalee, attacchi di panico, e altro.

Come fare dunque? Prima cosa importante è riprendere in mano la nostra vita e riprenderci la nostra natura, e liberarci dai condizionameti che ci hanno allontanati dalla nostra essenza, rallentare i tempi, i ritmi e amarci di più, rispettarci di più e soprattutto imparare ad ascoltare il nostro corpo e la nostra anima, i messaggi che ci manda, ascoltare le nostre reali e naturali esigenze senza reprimerle, conoscerci meglio, capire ciò che ci fa stare realmente bene che spesso è diverso da ciò che gli altri si aspettano da noi.

Il nostro corpo è il veicolo col quale ci parla la nostra anima, quindi possiamo tranquillamente affidarci a noi stessi poichè nessuno può sapere cosa è meglio per noi, di noi stessi. I genitori, i famigliari, i maestri, i medici, i preti, gli amici, i parenti non fanno altro che creare delle interferenze fra quello che siamo noi e la nostra vera essenza col rischio di disorientarci. E col tempo l’ascolto diventa sempre più incomprensibile poichè offuscato da tante onde di disturbo. Questo disorientamento che ci allontana dalla nostra reale natura crea problematiche psicologiche o fisiche. Ciò che arriva sotto forma di disturbo non è solo un messaggio ma un dono. Ascoltando il nostro corpo, la nostra anima percepiamo cosa non sta andando e dove invece desideriamo realmente andare. La terapia della soppressione del sintomo ci impedisce questa comunicazione fra noi e la nostra anima. Il sintomo va ascoltato, accolto e capito e deve essere interpretato come un indicazione per dare una svolta positiva alla nostra vita. Ci deve insegnare ad amarci di più. Sopprimendolo, continuando ad ascoltare gli altri che vorrebbero che noi fossimo uniformati secondo determinate regole, sopprimendo le nostre reali esigenze accontentando i nostri cari e i conoscenti, continuando a correre ad affannarci oberati dai “doveri” verso qualcosa e verso qualcuno che “crediamo” avere bisogno di noi o che si aspetta qualcosa da noi, e pensando che non è possibile fermare la nostra folle corsa il sintomo si somatizza ed iniziano a crearsi le malattie. Queste arrivano per fermarci, per farsi ascoltare. Il disagio, ascoltato per tempo e affidandoci al nostro medico interiore e a ciò che a da dirci possiamo evitare l’aggravarsi dei disturbi.

In tutti noi c’è uno sciamano, un maestro, un guaritore che ci parla attraverso il nostro corpo e nessuno ci conosce meglio, è la nostra parte spirituale collegata con la natura di tutte le cose. Le stesse malattie sono la risposta alla nostra mancanza di ascolto dello sciamano, del medico, del guaritore che è dentro tutti noi.

Abbiamo bisogno di far riemergere nella nostra vita tutte le nostre potenzialità latenti e spesso represse dalla società e da noi stessi che ne siamo condizionati. Abbiamo bisogno di far riemergere la parte creativa, la parte passionale, i talenti nascosti dentro di noi per sentirci appagati, felici e pieni di vita, solo cosi ritroviamo il benessere psicologico ed il benessere fisico. Ascoltando i messaggi che la nostra anima o il nostro se superiore, o la nostra parte spirituale (è possibile identificarlo in vari modi) ci manda attraverso il nostro corpo.

Quindi imparare ad ascoltare il nostro corpo, il suo interno, i nostri organi, amarli, il nostro respiro, amare l’aria che entra ed esce dai polmoni, ascoltarla… fermarci quando stiamo correndo troppo e mettersi in ascolto.

Siamo abituati a sentire persone che si lamentano in continuazione per questo e per quello. Il lamento crea condizioni negative sia per chi lo esercita sia per chi lo ascolta. Siamo abituati a fare le vittime quando in realtà tutto dipende solo da noi anche se non ce ne rendiamo conto e gli avvenimenti esattamente come lo stato fisico sono la causa degli effetti che noi abbiamo creato e dell’energia che abbiamo messo alla nostra esistenza terrena. Quindi non esistono reali colpevoli, non c’è niente e nessuno al quale puntare il dito se qualcosa va storto, e nemmeno colpevolizzarci o rimuginare. Non abbiamo bisogno di creare ulteriore energia negativa, dobbiamo solo imparare ad amarci a stimarci a bandire da noi senso di colpa o vittimismo, consapevoli che c’è un maestro dentro ad ogni uomo. Se iniziamo ad amarci ed a stimarci istantaneamente inizieremo a tenere lontane dalla nostra vita le emozioni dannose che tanto ci disturbano o l’inutile senso di vittimismo consapevoli che noi siamo gli artefici del nostro destino. SOLO noi e nessuno altro. Nessuno ci può realmente aiutare poichè solo noi sappiamo cosa abbiamo bisogno e dentro di noi c’è un medico ed un maestro che ci conosce come nessun altro. E’ l’unico al quale dobbiamo dare ascolto. Dobbiamo amarci mentre ci nutriamo e amare il cibo che stiamo masticando. Amare ogni cosa che facciamo, riempire la vita d’amore. In questo modo cambiamo l’energia intorno a noi e anche gli altri se ne accorgeranno e cambieranno a loro insaputa migliorando e non chiedendoci cose che si aspettano da noi. Queste dinamiche nel corso del tempo e degli anni sono fondamentali per una buona salute psicofisica.

Nel corso degli anni ho visto famiglie distruggersi dalla loro stessa co-dipendenza, dalle ansie e dallo stress, nelle quali ognuno si aspettava qualcosa dagli altri componenti della famiglia ed aggravare la propria e la loro situazione nel tempo fino a trasformarla in malattie dapprima leggere e poi gravi. Evitiamo di essere delle macchine e riappropriamoci della nostra naturale essenza del nostro vero IO. Ascoltiamo i messaggi che il corpo ci manda per crescere come individui e capire ciò che desideriamo da questa esistenza terrena.

E’ fondamentale per essere sani, felici e realizzati.

Libro consigliato:


Brandon Bays

The Journey

Una guida straordinaria per guarire la vostra vita e rendervi liberi

Di cosa parla
Nel 1992 a Brandon Bays venne diagnosticato un tumore, e lei si ritrovò improvvisamente a vivere un viaggio straordinario e liberatorio dell’ Anima. Dopo solo sei settimane e mezzo dalla diagnosi, ripetendo le analisi, i medici la giudicarono fisicamente sana, e questo senza medicine e soprattutto senza interventi invasivi.
L’intenso processo di guarigione che Brandon Bays è riuscita a ricostruire ed a  descrivere in questo libro, da allora ha liberato milioni di persone da blocchi emotivi e fisici.“The Journey”, guidandoci direttamente alle origini di qualunque difficoltà, ci offre gli strumenti per risolverla completamente e per sempre, attuando in noi una vera trasformazione.
Il dolore cronico semplicemente sparisce. L’ansia, la depressione ed i blocchi sessuali svaniscono. Tutti i problemi causati dalla mancanza di autostima, dalla perdita di una persona cara e dalla rabbia eccessiva si sciolgono. Le dipendenze scompaiono e le malattie guariscono.
A chi si rivolge
Si rivolge a chiunque sia in cerca di libertà, di guarigione, di felicità.

Che cos’ha di particolare
Questo libro offre una tecnica semplice, alla portata di tutti, applicabile da subito anche da casa e con i propri cari. Contiene esercizi partici e schede di lavoro dettagliate. The Journey è ormai un metodo ed un movimento di portata mondiale, che partecipa in modo attivo alla guarigione del pianeta.

Con processi pratici, semplici da usare The Journey ti fornisce:

  • la liberazione da anni di blocchi fisici e emotivi
  • il ritrovamento del pieno potenziale interiore
  • l’opportunità di vivere la propria vita come espressione del più alto potenziale
  • la possibilità di sperimentare la gioia illimitata dentro di sè
  • la vera libertà

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Amati e la vita cambierà

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“I pensieri sono creativi e noi siamo i pensatori.”
Se solo cogliessimo la verità di quest’affermazione, tutta la visione della nostra vita cambierebbe in un istante!
Qualcuno ha scritto: “Se puoi pensare a te stesso come ad un giardino fiorito, attirerai a te solo luci, colori e profumi. Ciò che pensi di te diventa la tua realtà”. Tutti noi intratteniamo un continuo dialogo interiore con noi stessi. Siamo sintonizzati sulla nostra radio mentale privata. I programmi che queste radio trasmettono sono spesso intitolati cosi’: “ non ce la faro’ mai”, “non posso, non ho, non sono, non merito…”. Questi “slogan” li abbiamo memorizzati sin da bambini, quando assorbivamo come spugne i modelli che avevamo a disposizione e che nel tempo sono diventati il leitmotiv della nostra vita.
Se questi pensieri così limitanti, ci rendono insoddisfatti, perché non tentare un nuovo approccio?
Il pensiero positivo non è, come un’interpretazione semplicistica potrebbe suggerire, un invito all’ottimismo forzato ignorando i dolori e le frustrazioni che ognuno di noi ha incontrato nella propria esperienza. Il pensiero positivo è il pensiero posto in essere. E’ riconoscere il potere di scelta che abbiamo ha disposizione ogni volta che interpretiamo la nostra realtà.

I pensieri che scegliamo di concepire danno origine alle esperienze che viviamo. Se, per esempio, pensiamo di non essere capaci di fare qualcosa, quest’idea diventa vera per noi e le nostre azioni tenderanno a confermare questa convinzione. Pensare positivo significa accettare l’idea che ogni problema, incidente o malattia non siano avvenimenti casuali. Essi racchiudono in sè un messaggio per la nostra evoluzione e che, una volta colto il senso non abbiamo più bisogno di ripetere quell’esperienza. La maggior parte di noi crede di poter essere felice nel momento in cui si verificheranno determinate condizioni nella nostra vita: un nuovo amore, un lavoro migliore, una casa più bella… e se invece fosse il contrario? Se fossero la felicità e la gioia di essere vivi a creare il terreno ideale per attirare a noi relazioni costruttive, amicizie sincere, successi professionali, e quant’altro desideriamo?
Vale la pena di provare, non credete!
La filosofia e le tecniche elaborate da Louise L. Hay, hanno cambiato la vita di migliaia di persone. Prima di iniziare ad aiutare gli altri, Louise ha guarito se stessa e la sua vita. Il giorno che le fu diagnosticato un cancro che i medici giudicarono incurabile, invece di accettare questa sentenza decise che se nulla di esterno poteva guarirla, il rimedio si trovava dentro di lei. Ripercorrendo col pensiero le tappe della sua vita, giunse alla conclusione che la malattia è il risultato di esperienze negative, rabbie represse, angosce e frustrazioni trattenute.
Decise quindi di cambiare gli schemi di vita che l’avevano accompagnata sino a quel momento cruciale per sostituirli con un atteggiamento positivo all’insegna dell’amore.

Ma da dove si comincia?

Qual è il punto di partenza fondamentale per cambiare in positivo la percezione di se’ e del mondo?

Il potere è in Te ricercando ed individuare le nostre convinzioni limitanti e sostituendole con altre positive ed efficaci, ci ricreiamo il nostro vero equilibrio.

Che cosa dobbiamo imparare?

  • AUTOSTIMA: è il filtro attraverso il quale percepiamo noi stessi e il mondo ed è il risultato dei nostri schemi mentali e delle nostre credenze. Accrescendo così il proprio livello di autostima, di conseguenza,crescono  le nostre possibilità di successo in ogni ambito della vita.
  • SALUTE: è il risultato del nostro stile di vita, della cura che abbiamo di noi stessi. Il corpo “racconta” la nostra storia emotiva. Abbiamo imparato a somatizzare le emozioni represse? Ora abbiamo l’opportunità di mettere in atto il processo inverso: liberando le memorie emotive lasciamo fluire l’energia rigeneratrice e possiamo tornare forti e in forma.
  • RELAZIONI: le nostre relazioni si modellano sulla relazione più importante delle nostra vita: quella che intratteniamo con noi stessi. Le nostre relazioni sono lo specchio della nostra autostima. Se ci reputiamo degni di amore, rispetto e considerazione attraiamo persone che confermano le nostre aspettative e “calamitiamo” gli amori che ci fanno bene al cuore.
  • CARRIERA: che cos’è il successo? E come si misura? Ognuno di noi lo definisce a modo suo. “Fare carriera” non equivale sempre ad un’escalation ai massimi vertici di una compagnia. Per molti è un percorso di crescita per fare del proprio lavoro espressione creativa di sé. Guardarci dentro è importante per scoprire le risorse che abbiamo a disposizione per migliorare la nostra posizione professionale o per trovare il coraggio di inventarne una che ci assomigli.
  • PROSPERITA’: “Chiedete e vi sarà dato” . La prosperità è un’attitudine che si può sviluppare. La prosperità economica è il risultato di una serie di azioni compiute con il medesimo atteggiamento: di massima fiducia. Se crediamo che nell’Universo c’è abbondanza per tutti, mettiamo automaticamente in atto strategie inconsce che producono prosperità. Individuiamo le nostre convinzioni limitanti e impariamo fin da ora a sostituirle con altre positive ed efficaci.
  • SESSUALITA’: l’energia sessuale è la forza creatrice per eccellenza e permea interamente le nostre vite. Per vivere una sessualità ricca ed appagante bisogna trovarsi seducenti. Se amiamo il nostro corpo e ci permettiamo la libera espressione delle nostre emozioni, possiamo sperimentare non solo il piacere, ma l’estasi, la via suprema della conoscenza. Ritrovare il contatto con la nostra dimensione fisica in un processo di ascolto e accettazione ci apre le porte a nuove consapevolezze.

Perchè dobbiamo “lavorare” su noi stessi?

· Per appropriarsi del proprio potere personale e raggiungere le proprie mete
· Per vivere e scegliere da protagonisti.
· Per sviluppare l’energia che trasforma i desideri in azione.
· Per trasformare la rabbia repressa in forza propulsiva orientata al successo.
· Per accettare il proprio valore, l’unicità e la bellezza che ci appartiene
· Per apprendere le tecniche per aumentare la nostra autostima.
· Per trasformare i nostri errori ed esperienze negative in occasioni di crescita.
· Individuare ed affrontare i meccanismi di autosabottaggio ed i propri condizionamenti inconsci.

Libro consigliato

per approfondire l’argomento e cominciare ora a cambiare:


Louise L. Hay

Il Potere è in Te

Amore, gioia, serenità: scoprili dentro di te per vivere in perfetta armonia

Per permette a ciascun individuo di raggiungere la Saggezza Interiore tenendo ben salde le redini del proprio destino.

Il mondo vi ha trattato male?

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Gli studenti che si iscrivono al corso “Attegiamento Mentale Positivo: la scienza del successo” sono in maggioranza
persone che ritengono di aver fallito in un settore della loro vita. Non appena entrano in classe, la prima domanda che solitamente poniamo loro è: perché vuoi seguire questo corso? Perché non hai avuto il successo che vorresti avere? E i motivi che adducono rivelano spesso una stona tragica sottesa ai vari fallimenti.
«Non ho mai avuto davvero la possibilità di migliorare. Mio padre era alcolizzato».
«Sono nato nei bassifondi, una cosa che non si riesce a dimenticare facilmente».
«Ho frequentato appena le scuole elementari».

Queste persone vogliono essenzialmente dire che il mondo le ha trattate male. Danno la colpa alla società, alla genetica, all’ambiente e alle circostanze, cioè a qualcosa di esterno, per il loro fallimento. In pratica, iniziano con un atteggiamento sbagliato e, ovviamente, con tale disposizione finiscono per essere davvero svantaggiati. Ma è l’Attegiamento Mentale Negativo a limitarli, e non gli svantaggi sociali a cui attribuiscono le loro disgrazie.
Una lezione appresa da un bambino.
Vi è una meravigliosa storiella su un reverendo che, il sabato mattina, stava preparando il suo sermone in condizioni difficili. Sua moglie era uscita a fare spese; la giornata era piovosa e il loro figlio, non avendo nulla da fare, si annoiava e inquietava. Disperato, il pastore prese una vecchia rivista, la sfogliò e trovò una figura dai vivaci colori: era una cartina geografica del mondo. Quindi strappò la pagina e ne fece tanti pezzettini, sparpagliandoli sul pavimento
del salotto e dicendo al figlio: «Johnny, se riesci a riordinare i pezzi, ti do 25 centesimi». Il reverendo credeva che al ragazzino sarebbe voluta la mattinata intera, ma dopo dieci minuti udì bussare alla porta del suo studio. Era Johnny che aveva rimesso in ordine i pezzi del giornale. Il padre fu stupito dalla rapidità e dal fatto che i pezzi di giornale fossero riordinati nel modo esatto, cosi che la cartina del mondo appariva ricomposta.
«Figlio mio, come hai fatto a finire tanto presto?» chiese il padre.
«Oh», disse il figlio, «è stato facile. Sul retro c’era la figura di un uomo. Io ho messo un foglio sotto, rimesso assieme le parti dell’uomo, messo un foglio sopra e poi ho girato la pagina. Ho pensato che, se l’uomo era in ordine, lo sarebbe stato anche il mondo». Il padre sorrise, diede al figlio i 25 centesimi di dollaro e poi aggiunse: «Mi hai dato lo spunto
per il sermone di domani. Se un uomo è a posto, lo sarà anche il suo mondo». In questa frase c’è una grande lezione. Quando siete insoddisfatti del vostro mondo e volete cambiarlo, il posto da cui iniziare è voi stessi. Se siete a posto voi, lo sarà anche il vostro mondo. In fondo, l’AMP è tutto qui. Assumendo un atteggiamento positivo, i vostri problemi (socioambientali) si piegheranno davanti a voi.
Siete nati campioni.
Avete mai pensato alle battaglie che avete vinto prima di nascere? «Fermatevi a riflettere», esorta Amram Scheinfeld, celebre genetista. «In tutta la storia del mondo non c’è mai stato nessuno esattamente come voi e, nel futuro infinito, non ci sarà mai un altro uguale a voi». Voi siete persone speciali: per generarvi ci sono volute molte lotte, da condurre in modo adeguato. Dieci milioni di cellule spermatiche hanno partecipato alla grande battaglia, ma solo una ha vinto, quella che vi ha fatto nascere! È stata una grande corsa per arrivare al piccolo nucleo contenuto in un preziosissimo ovulo. Tutte le cellule maschili erano in competizione per la conquista di una cosa di dimensioni ancor più minuscole della punta di un ago. E ogni spermatozoo è talmente piccolo che, per vederlo a occhio nudo, occorre ingrandirlo migliaia di volte. Eppure, è a questo livello microscopico che si è combattuta la
guerra decisiva per la vostra vita.
La “testa” dei milioni di spermatozoi conteneva un pregiato carico: 24 cromosomi, che dovevano unirsi ai 24 cromosomi dell’ovocita. Ogni cromosoma era costituito da perline gelatinose strettamente intrecciate. Ogni perlina era composta da centinaia di geni, a cui gli scienziati ascrivono tutti i fattori ereditari.I cromosomi spermatici comprendevano tutto il materiale ereditario e le tendenze conferite da vostro padre e dai suoi avi; quelli contenuti nell’ovulo vi hanno conferito i tratti ereditari di vostra madre e dei suoi progenitori. Da parte loro, vostro padre e vostra madre rappresentavano il risultato di più di due miliardi di anni di vittorie nella guerra per la soprawivenza. Allora, un solo spermatozoo il più veloce, resistente e vincente si è unito all’ovulo in attesa per creare un’unica, minuscola cellula. La vita della persona più importante al mondo è iniziata così. Siete diventati esperti, sconfiggendo le probabilità più contrarie che dovrete mai affrontare, ereditando dalla vasta riserva del passato tutte le facoltà e abilità potenziali di cui avete bisogno per realizzare i vostri obiettivi.
Siete nati per essere dei campioni: gli ostacoli e le difficoltà che troverete sul cammino non valgono nemmeno un decimo di quelli che avete già superato al momento del concepimento.
La vittoria è connaturata in ogni persona vivente.

Prendiamo a esempio la vita di Ben Cooper, uno dei giudici più rispettati d’America, almeno alla fine della sua carriera, perché il giovane Cooper aveva un altro concetto di sé. Come un ragazzo spaventato ha sviluppato l’AMP.
Ben nacque in una borgata di St. Joseph, nel Missouri, vicino alle baracche. Suo padre era un emigrante e faceva il sarto, però guadagnava poco. Spesso la famiglia non aveva niente da mangiare. Per riscaldare la piccola casa, Ben soleva prendere il secchio, risalire la limitrofa ferrovia e raccogliere 1 pezzi di carbone. Era imbarazzante doverlo fare. Ben passava di soppiatto nelle viuzze interne per non farsi vedere dai bambini che andavano a
scuola. Ma a volte lo vedevano. C’era una banda di ragazzi che si divertiva parecchio a tendergli degli agguati mentre lui tornava a casa col secchio di carbone, colpendolo e picchiandolo. Poi versavano il suo carbone per la strada e lo mandavano a casa piangente. Così, Ben visse la sua infanzia in uno stato più o meno permanente di paura e umiliazione personale. Ma accadde qualcosa, come capita sempre quando non accettiamo più la sconfitta. La vittoria che alloggia in noi non si manifesta finché non siamo pronti. Ben fu motivato a intraprendere azioni positive a causa di un libro di Horatio Alger. Nell’opera di Alger, Ben lesse le avventure di un giovanotto che, come lui, doveva combattere contro circostanze avverse, che però riuscì a sormontare grazie al coraggio e alla forza morale, due qualità che anche Ben voleva possedere.
In seguito, Ben prese a prestito e lesse tutte le opere di Alger. Leggendo, si immedesimava nella parte dell’eroe di ciascun libro. Sedette per tutto l’inverno nella fredda cucina a leggere le storie di coraggio e successo, assimilando inconsciamente l’atteggiamento mentalepositivo.
[…]

Identificatevi con un’immagine di successo.
Se ci identifichiamo con un’immagine di successo, sarà più facile sbarazzarci delle abitudini inveterate che si sedimentano nella nostra personalità negli anni di incertezze e sconfitte che forgiano un AMN. Un’altra tecnica parimenti importante ed efficace per cambiare il nostro mondo consiste nell’identificarci con un’immagine che può ispirare le decisioni giuste.
Potrebbe essere uno slogan, un quadro, o qualsiasi altro simbolo per noi significativo.
Che cosa vi dice il poster?
Un giorno, il presidente di un’azienda del Midwest operativa a livello internazionale volle visitare la filiale di San Francisco. Arrivando, vide una sua gigantografia appesa alla parete dell’ufficio di Dorothy Jones, la segretaria. «Ehi, ma non è troppo grande per una stanza come questa?» le chiese. La segretaria replicò: «Quando ho un problema, sa cosa faccio?» Senza aspettare la risposta, diede una dimostrazione pratica: mise i gomiti sulla scrivania, le mani sotto il mento per sostenere la faccia e si mise a fissare il poster. «Capo, come diavolo risolverebbe questo
problema?» esclamò enfaticamente.
L’abitudine di Dorothy potrebbe sembrare uno scherzo, mentre la sua idea è essenzialmente convincente. Forse anche voi avete un quadro appeso alla parete di casa o dell’ufficio, oppure tenete una foto nel portafoglio, a cui vi rivolgete per ottenere la soluzione di un problema importante che vi inquieta. Forse tenete la foto di vostra madre o moglie, di vostro padre o manto, oppure la riproduzione dell’immagine di un santo.
Che cosa vi dice il vostro poster? C’è un modo per scoprirlo: quando siete di fronte a una decisione difficile, domandate la soluzione al poster, e ascoltate la sua risposta.
Un altro fattore essenziale per cambiare le abitudini è la chiarezza di intenti, una delle chiavi del successo.
La chiarezza di intenti come punto d’avvio per ogni conquista.
Avere chiaro in mente l’obiettivo da raggiungere, senza mai dimenticare l’AMP, è l’esordio di ogni valida realizzazione. Ricordate: il vostro mondo cambia comunque, a prescindere dalla vostra decisione di cambiarlo. Spetta a voi scegliere la direzione verso cui orientare il cambiamento. Abbiamo, infatti, la facoltà di stabilire gli obiettivi che preferiamo. Una volta fissati tali traguardi con AMR seguirà la tendenza naturale ad applicare sette princìpi di
successo:
a. spirito di iniziativa;
b. autodisciplina;
c. visione creativa;
d. ponderatezza (o pensiero accurato);
e. attenzione controllata (o sforzo concentrato);
f. gestione di tempo e denaro;
g. entusiasmo.

Libro consigliato:


Napoleon HillIl successo attraverso l’Atteggiamento Mentale Positivo

Prefazione di Og Mandino

Che cosa volete realmente? Nominatelo e sarà vostro se imparerete ad applicare i principi più volte qui formulati. In seguito allo studio di questo libro accadrà qualcosa di meraviglioso: godrete di salute fisica, mentale e morale, raggiungerete la felicità personale, avrete ricchezze di ogni tipo o qualsiasi bene il cui conseguimento non trasgredisca i diritti del prossimo.

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Le scelte di ogni giorno

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Ogni giorno ci troviamo ad affrontare varie situazioni che
impongono una scelta e, nonostante gli sforzi, spesso non prendiamo
la soluzione che sappiamo essere “buona per noi”. Questo accade in
parte perchè la “scelta giusta” è sovente la più difficile e ci
costringe a sacrificare in certo grado il nostro piacere.
Nel corso dei secoli uomini e donne si sono sforzati di chiarire
quale ruolo il piacere dovesse svolgere nella loro vita: innumerevoli
filosofi, teologi e psicologi hanno analizzato il nostro rapporto con
questa sensazione. Nel terzo secolo a.C., Epicuro basò il proprio
sistema etico sull’audace concetto che “il piacere sia l’inizio e la
fine della vita felice
“. Ma anch’egli riconobbe l’importanza del
senso comune e della moderazione, e osservò come il farsi prendere in
maniera incontrollata dai piaceri sensuali producesse a volte dolore
anzichè gioia. Negli ultimi anni dell’Ottocento, Sigmund Freud si
dedicò all’elaborazione di una teoria del piacere e concluse che la
fondamentale motivazione alla base dell’intero apparato psichico è il
desiderio di alleviare la tensione causata da pulsioni istintuali
inappagate; a suo avviso, insomma, noi siamo motivati dalla ricerca
del piacere.
Ovviamente, nessuno di noi ha bisogno degli antichi filosofi greci,
degli psicoanalisti ottocenteschi o degli scienziati odierni per
capire che cosa sia il piacere. Sappiamo cos’è quando lo proviamo.
Comprendiamo cos’è quando la persona amata ci accarezza o ci sorride,
quando ci concediamo il lusso di un bagno caldo in un freddo
pomeriggio piovoso o quando contempliamo la bellezza di un tramonto.
Ma molti provano piacere anche nella frenesia indotta da una linea di
cocaina, nell’estasi dello sballo da eroina, nello stordimento della
sbornia alcolica, nella gioia di sfrenate imprese sessuali o
nell’euforia di un colpo di fortuna a Las Vegas. Anche questi sono
piaceri assai reali, con cui molta gente, oggi, è costretta a fare i
conti.
Benchè non vi siano sistemi facili per evitare simili godimenti
distruttivi, abbiamo il vantaggio di conoscere il punto di partenza:
ricordarci che quel che cerchiamo nella vita è la felicità. Come
osserva il Dalai Lama, questo è un dato di fatto incontrovertibile.
Se affronteremo le nostre scelte di vita tenendo a mente tale
concetto, faremo meno fatica a rinunciare alle cose che, pur dandoci
una soddisfazione momentanea, a lungo andare ci danneggiano. Il
motivo per cui è spesso così difficile dire “un semplice no” è da
ricercarsi in quel monosillabo: il “no” è infatti associato all’idea
di dover rifiutare a se stessi qualcosa, di dover compiere una
rinuncia e privarsi di qualcosa.
Ma forse l’approccio migliore è reinquadrare qualsiasi decisione
chiedendosi: “Mi darà la felicità?”.
Questa semplice domanda
rappresenta un prezioso strumento, perchè può aiutarci a gestire
tutti i settori della vita, non solo a decidere se dobbiamo indulgere
alla droga o concederci una terza fetta di torta alla banana. Ci
consente infatti di osservare le cose con un’ottica nuova. Se
affronteremo le decisioni e le scelte quotidiane con quella domanda
in mente, sposteremo il fulcro dell’attenzione da ciò che neghiamo a
noi stessi a ciò che cerchiamo: la vera felicità, che, come dice il
Dalai Lama, è stabile e durevole.

Libro consigliato:



Dalai Lama

Il Sutra del Cuore

Riflessioni sulla natura dell’uomo e sulla felicità

Sperling
ISBN: 8820035804

Prezzo € 13,50

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Quando si guarda

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C’erano tre uomini molto saggi e venerabili, tre instancabili pellegrini imbarcati nella più nobile delle esplorazioni dei Misteri Universali: cercavano il Sacro Elefante Bianco il quale rappresentava per loro la Divinità.

I tre erano ciechi dalla nascita ma per essi quello non era un ostacolo alla loro ricerca poiché, come è risaputo, gli occhi fisici molte volte offuscano la realtà soffermandosi alle apparenze mentre il saggio che riconosce questo guarda con gli occhi dell’intuito, con gli occhi dell’ anima.

Quando si guarda così le apparenze svaniscono e l’essenza rimane nuda, niente rimane nascosto agli occhi dell’Anima.

Dopo aver a lungo viaggiato,esausti, arrivarono ad un villaggio dove un anziano indicò loro il luogo in cui avrebbero trovato l’elefante.

Camminarono tutta la giornata con decisione, fermezza ed entusiasmo fino a che finalmente lo trovarono. Il magico incontro tra i tre e quello che essi avevano invocato con costanza e perseveranza per tanto tempo, cioè una risposta Divina, era finalmente giunto.

Profondamente emozionati si avvicinarono all’elefante che era placidamente sdraiato su alcune foglie. Uno degli anziano si aggrappò fortemente alla proboscide dell’elefante, un altro abbracciò una delle zampe del pachiderma, il terzo si aggrappò ad una delle Sue grandi orecchie.

Colmi delle benedizioni del sacro elefante se ne andarono completamente trasformati. Tornati al villaggio i tre condivisero le proprie emozioni, esperienze, sensazioni ma ben presto le loro voci cominciarono ad alterarsi.

Discutevano riguardo alla “verità”. Quello che toccò la proboscide dell’elefante disse: la Verità è che la rappresentazione del Sacro Elefante Bianco è lunga, rugosa e flessibile; il cieco anziano che toccò la zampa dell’elefante disse: quella non è la verità! La “Verità” è dura come un grosso tronco di albero! L’anziano che toccò l’orecchio del pachiderma, indignato,disse: la “Verità” è fine, ampia e si muove col vento.

I tre, benché saggi e buoni non riuscirono a mettersi d’accordo e decisero di andare ognuno per la propria strada. Viaggiarono per molti paesi diffondendo ognuno la “propria” verità. Crearono tre grandi religioni e rapida fu la loro espansione poichè predicavano onestamente e con il cuore.

I tre cercatori erano arrivati a trovare la Divinità ma, benché sinceri nella loro ricerca e nel loro servizio, non percepirono la Sua ampiezza, limitandosi a sperimentarne una parte.

1 – Come i tre anziani molti individui cercano qualcosa; la felicità, il successo, la pienezza, l’amore, l’accettazione degli altri, l’amicizia,la Verità, il perchè delle cose, della vita, dell’esistenza ecc…

2 – Benché ci disturbi accettarlo, come i tre anziano, l’essere umano parte verso quella sacra ricerca con l’evidente e profonda cecità della propria ignoranza. I cinque sensi e l’intelletto non sono strumenti sufficienti per investigare e scoprire la “Verità”, la quintessenza che sta dietro alle apparenze, dietro tutto il creato.
3 – Ognuno degli anziani ha scoperto, senza dubbio, parte di quel Gran Mistero, di quella Divinità ma avere una profonda esperienza con la cosa divina non è inglobare tutto il suo contenuto.

Sono molti quelli che tentano di monopolizzare la Verità attraverso una Religione, una dottrina o una Filosofia ma non si può limitare una cosa illimitata, non possiamo prendere a Dio e rinchiuderlo in un libro e dire che è l’unica Verità Suprema ed indiscutibile.

Così cominciano molte guerre e conflitti, per tristezza mentale.

Tratto da “La luce diamantina” di Francisco Redondo Segura

da: http://www.olistic.it

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Manuela Maria Mancini

Respiro per l’Anima + CD

Libera la farfalle di luce che danza dentro di te con Transformational Breath!

Anima Edizioni
ISBN: 9788889137888

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Sai vivere

saper vivere_ crescere leggendo aforismiSai vivere quando,qualcuno ti fa un torto, e non ti adiri più di tanto, e non prepari un astuto piano per rendergli la pariglia,e, quando lo vedi, gli vai incontro accoglienza con sorriso.
Sai vivere quando quando gioisci dei pregi di chi ami, ma ne accetti benissimo i difetti, e non tenti di coinvolgerlo a pensarla come tu la pensi, e non cerchi di cambiargli i comportamenti che ritieni sbagliati. Ma, soprattutto,sai vivere quando riesci ad accettarti cosi come sei. Senza condannarti per non essere come vorresti, e riesci ad amarti
anche quando non sei amabile, e t’adoperi con tutte le energie per renderti felice.
Perchè sai che nessuno puro amare e nessuno se prima non ama  se stesso,e nessuno può fare felice nessuno se prima non fatto felice se stesso.

“Anonimo”



Monica Amarini Colosimo

Esercizi di Felicità

Test, prove e giochi di scrittura: 5 minuti al giorno per vivere meglio

Red Edizioni
ISBN: 9788874479214Prezzo € 10,00

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Che cosa fate con i vostri pensieri?

Dobbiamo ricordarci che l’unica cosa con cui stiamo trattando sono pensieri, ed
il pensiero può essere cambiato e, che ci crediate o no, noi scegliamo i nostri
pensieri.

Louis Hay

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Che cosa fate con i vostri pensieri?
Nel campo delle azioni, si può dire che la maggior parte della gente è piuttosto brava e ragionevole. Applica le
regole, rispetta le leggi della società. Interiormente invece, è un’altra cosa: si permette di tutto! Chiedete agli
esseri umani che cosa fanno con i loro pensieri, con i loro sentimenti, con la loro immaginazione! Creano delle nuvole, dei fumi, delle nubi, e anche delle creature mostruose. E quando, poi, si sentono stanchi, angosciati,
persi, malati, non ne comprendono nemmeno il perché!
Se si volessero fermare un attimo a riflettere, le persone in buona fede sarebbero obbligate a riconoscere che
in un certo momento dalla loro vita hanno avuto dei pensieri e dei sentimenti veramente malsani, distruttivi,
criminali. Ebbene, tali pensieri e sentimenti non rimangono senza effetto.

Voi credete che solo i gesti, le parole,le azioni abbiano veramente delle conseguenze e che ciò che accade nel mondo interiore può restare senza effetto?

… No, vi sbagliate. Tutto ciò che mettete in moto nel vostro mondo interiore produce dei risultati; certo
occorre più tempo per vederli apparire, ma infallibilmente un giorno appariranno.
Evitate di preoccuparvi di sapere se i vostri pensieri e sentimenti si realizzeranno: prima o poi si realizzeranno
di sicuro. Preoccupatevi solo di capire se tali pensieri e desideri sono buoni, perché se fossero
cattivi, il giorno in cui si realizzeranno, avrete di che lamentarvi, allora sarà troppo tardi.

I danni provocati dai pensieri incontrollati
Fermatevi un momento a pensare ai danni che può provocare il pensiero quando non è controllato: guai a se
stessi e agli altri, proporzionati alla potenza con cui furono emanati. Si pensi al vuoto interiore di quelli che si
abbandonano alle fantasticherie inutili. Essi fuggono dalla realtà in cui vivono, ma quando ricadono
necessariamente in essa, si ritrovano come estranei e in contrasto col tutto.
Peggio avviene agli sciagurati che se ne servono per danneggiare gli altri deliberatamente pensando di essi cose
negative. Se sapessero il male che fanno a se stessi, poiché l’energia di un pensiero ritorna al punto da cui
è partita, si guarderebbero bene dal farlo. Ma, purtroppo, sono ignoranti di questo fatto e pensano che con il
pensiero sia impossibile fare del male a qualcuno e specialmente a se stessi.
Quando l’uomo pensa cose non buone nei confronti di altri, anche se a parer suo se lo meritano, si carica di un
insieme di energie
negative che dovrà, poi, amaramente esaurire.

Considerata la grande pericolosità dei pensieri negativi, bisognerebbe che ognuno di noi si preoccupasse di
controllare il proprio pensiero come si fa’ per tutte le cose dannose. I pensieri, infatti, producono effetti
anche all’insaputa di chi le emana che poi si lamenta per i danni che essi gli arrecano.
L’odio, la vendetta e I’invidia, sono dei veleni terribile che uccidono fatalmente ciò che è buono in noi, peggio
dell’arsenico che uccide il nostro corpo.
Chi conserva per anni pensieri di odio, di invidia, di vendetta verso altri, li mette in condizione di essere ostili
nei confronti di stesso. Ciò che rende l’esistenza umana pesante e travagliata è l’uso errato del pensiero che
porta a subire conseguenze dolorose. Nessuno può conservare a lungo pensieri e sentimenti negativi
senza nuocere a se stesso.

La maggior parte dei mali che affliggono gli uomini sono creati dalla mente. Noi pensiamo che altri ci abbia
fatto del male, mentre siamo noi stessi gli autori dei nostri mali, tanto per le azioni compiute, che ritornano a
noi, che per quelle create con la nostra immaginazione, dando corpo alle ombre. Su quest’ultimo punto, si vuol
insistere per far comprendere che nessun male può essere arrecato arbitrariamente, mentre per la maggior
parte dei casi è la mente che li ha pensati.
Chi è convinto di star male, sta veramente male. Se sgombrasse la mente da questa creazione della fantasia, si accorgerebbe di star bene.

Libri consigliati:

È un libro che insegna a pensare, poiché la trasformazione dell’uomo dipende dai propri pensieri.
L’uomo comune è dominato dai suoi pensieri, che invadono la sua mente sotto forma di ricordi, sensazioni, immagini, brandelli di emozioni e di ragionamenti. Si abbandona passivamente alle fluttuazioni del pensiero, che cambia direzione e velocità ad ogni momento, come una vela posseduta dal vento.
L’uomo saggio ha le chiavi della propria mente. In essa i pensieri positivi sono ospiti ordinari. Sono banditi i pensieri che muovono vertici negativi, come quelli di paura, preoccupazione, ansia, agitazione, fretta e simili, tutti nemici della serenità dello spirito.
L’uomo saggio sa che se riesce a far tacere il rumore delle cose, la parte migliore di sé fa sentire la sua voce.
Questo è un ideale per tutti, che non è facile da raggiungere tra i tanti richiami della materia, che distolgono la nostra attenzione dall’Alto; ma la padronanza costante sui nostri pensieri ci porterà a un risultato felice.
D’altronde la regola è semplice: più i pensieri sono elevati, più la nostra vita sarà di ordine elevato.



Amadeus Voldben

La Potenza Creatrice del Pensiero

Mediterranee
ISBN: 9788827219164

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Per comprendere e migliorare la nostra vita interiore ed esteriore è di fondamentale importanza capire le leggi del pensiero. Metodi per padroneggiare e usare al meglio la sconfinata energia mentale celata in tutti noi con esempi comprensibili e legati alla realtà quotidiana. Verso la padronanza della mente.



Amadeus Voldben

Le Leggi del Pensiero

L’energia mentale e l’azione della volontà

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ISBN: 8827215018

Prezzo € 12,90

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Il guerriero della luce

Un dono, tanti piccoli doni quelli di oggi per condividere spunti di vita creati da Paulo Coelho.

Un libro che nella sua semplicità diventa una piccola guida per crescere ogni giorno.

guerrirodellaluce

Il guerriero della luce medita. Si siede in un angolo tranquillo della sua tenda, e si abbandona alla luce divina. Nel farlo, cerca di non pensare a niente. Si distacca dalla ricerca del piacere, dalle sfide e dalle rivelazioni, e lascia che i doni e i poteri si manifestino.
Anche se al momento non li avverte, questi
doni e questi poteri si stanno impossessano della sua esistenza e influiranno sulla sua vita quotidiana.
Mentre medita, il guerriero non è se stesso, ma una particella dell’Anima del Mondo. Sono questi momenti che gli permettono di comprendere le sue responsabilità …, e di agire in base a esse.
Un guerriero della luce sa che, nel silenzio del suo cuore, c’è un ordine che lo guida. “Quando il mio arco È teso”, dice Herrigel al suo maestro zen, “arriva un momento
in cui sento che, se non scaglio immediatamente, perder• lo slancio.”
“Finch‚ tenterai soltanto di arrivare al momento in cui scoccare la freccia, non apprenderai l’arte degli arcieri,” dice il maestro. “Ci• che a volte turba la precisione del lancio È la volontà… troppo irruenta dell’arciere.”
Talvolta un guerriero della luce pensa: “Quello che non farà io, non sarà… fatto.”
Non È così: egli deve agire, ma deve anche lasciare che l’Universo intervenga al momento debito.

Un guerriero della luce ha bisogno di pazienza e rapidità… nello stesso tempo.
I due maggiori errori di una strategia sono: agire prima del tempo e farsi sfuggire l’occasione. Per evitarli, il guerriero della luce tratta ogni situazione come se fosse unica, e non applica formule, ricette, o risoluzioni altrui.
Il califfo Moauiyat domandò a Omar Ben Al-Aas quale fosse il segreto della sua grande abilità… politica.
“Non mi sono mai impegnato in un’azione senza avere prima studiato la ritirata; d’altro canto, non sono mai entrato in un posto con l’intenzione di uscire correndo”, fu la risposta. Molte volte un guerriero della luce È preda dello scoramento. Pensa che niente riuscirà… a risvegliare l’emozione che desiderava. Spesso, il pomeriggio e la sera, È costretto a mantenere una posizione conquistata senza che un nuovo avvenimento sopraggiunga a restituirgli l’entusiasmo.
Gli amici commentano: “Forse la sua lotta È terminata.”
Udendo questi commenti, il guerriero prova dolore e confusione perchè‚ sa di non essere giunto dove voleva. Ma È caparbio, e non abbandona ciò che ha deciso di fare.
Poi, quando meno se lo aspetta, una nuova porta Si apre.

Non sempre un guerriero della luce può scegliere il campo di battaglia.
A volte viene colto di sorpresa, coinvolto in combattimenti che non desiderava. Ma fuggire non serve, perchè‚ queste lotte l’eseguiranno.
Allora, nel momento in cui il conflitto È quasi inevitabile, il guerriero parla con il suo avversario. Senza mostrare paura o vigliaccheria, cerca di scoprire perchè‚ l’altro vuole la lotta; quali cose lo hanno spinto a lasciare il paese e a cercare lui per un duello Senza sguainare la spada, il guerriero lo convince che quel combattimento non lo riguarda.
Un guerriero della luce ascolta ciò che l’avversario ha da dire. E lotta solo se È necessario.
Il guerriero della luce avverte una sorta di terrore di fronte alle decisioni importanti.
“E’ troppo grande per te,” commenta un amico. “Vai avanti, abbi coraggio,” dice un altro. E i Suoi dubbi aumentano.
Dopo alcuni giorni di angoscia, si ritira nell’angolo della sua tenda dove suole sedersi per meditare e pregare. Vede se stesso nel futuro. Scorge tutti coloro che avranno un beneficio o un danno dal suo atteggiamento. Egli non vuole causare sofferenze inutili ‚ tanto meno abbandonare il cammino.
Il guerriero allora lascia che la decisione si manifesti.
Se sarà… necessario dire di sì, egli lo dirà… con coraggio. Se sarà… necessario dire di no, lo dirà… senza vigliaccheria.

Il guerriero della luce deve sempre avere scolpite nella mente le cinque regole del combattimento, scritte da Chuan Tzu tremila anni fa La fede. Prima di affrontare una battaglia È necessario credere nel motivo della lotta.Il compagno. Scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perchè‚ nessuno vince una guerra da solo. Il tempo. Una lotta in inverno È diversa da una in estate; un buon guerriero presta attenzione al momento giusto per entrare in battaglia. Lo spazio. Non si lotta nella stessa maniera in una gola o in una pianura. Pensa a ciò che esiste intorno a te, e al modo migliore di muoverti. La strategia. Il miglior guerriero È colui che pianifica il proprio combattimento. Raramente il guerriero conosce l’esito di una battaglia quando questa si conclude. Il movimento della lotta ha generato molta energia intorno a lui, e c’è un istante in cui sia la vittoria che la sconfitta sono ancora possibili. Sarà… il tempo a dire chi ha vinto e chi ha perso. Ma egli sa che, da quel momento, non si può fare più nulla: il destino di quella lotta È nelle mani di Dio. In quei momenti, il guerriero della luce non si preoccupa del risultato. Guarda nel proprio cuore e si domanda: “Ho combattuto il Buon Combattimento?” Se la risposta È affermativa, si riposa. Se È negativa, prende la spada e ricomincia ad allenarsi.

Tratto dal libro:



Paulo Coelho

Manuale del Guerriero della Luce

Bompiani
ISBN: 8845231836

Prezzo € 10,00

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