Manuale pratico per star bene con se stessi

Gioia & Benessere
Manuale pratico per star bene con se stessi

Il compito più difficile è portare nella vita di tutti i giorni un atteggiamento positivo, poiché il quotidiano è la sabbia mobile in cui si affonda, è il sasso in cui si inciampa.

Questo libro propone riflessioni e percorsi per stare bene con se stessi. Con esercizi pratici.

La separazione tra spiritualità e corpo, specialmente in Occidente, ha creato il diffuso pensiero che il corpo non ha nulla a che vedere con l’evoluzione spirituale, anzi per lo più è una zavorra o un ostacolo a questa realizzazione.

Nella concezione del “benessere evolutivo“, i due ambiti sono invece strettamente connessi e l’autrice è fortemente convinta che non ci possa essere vera evoluzione se non si tiene in considerazione anche il nostro corpo.

  • Attraverso l’incontro con argomenti diversi si delinea un cammino quotidiano con cui misurarsi.
  • La coerenza tra il nostro sentire e il nostro agire è alla base del benessere evolutivo.
  • La quotidianità e tutte le sue problematiche sono la “grande” prova.

Quindi non abbiamo bisogno di rifugiarci in una grotta ed essere eremiti per percorrere il nostro sentiero spirituale, basta fare piccoli passi consapevoli e portare il cuore nei nostri pensieri e nelle nostre azioni.

La Vita è una vacanza..

Io paragono la vita ad una vacanza.

In una vacanza:
– scegliamo il luogo dove andare;
– ci informiamo degli usi e costumi del luogo;
– ci preoccupiamo dei soldi che ci occorrono per vivere lì;
– prenotiamo gli alberghi dove soggiorniamo;
– studiamo i percorsi e i tempi di permanenza;
– prepariamo un elenco di amici o conoscenti da andare a visitare;
– ci portiamo dietro qualche regalino da fare ai nostri amici;
Queste sono solo alcune delle azioni che compiamo per fare questa vacanza.
Dove sta la somiglianza con la vita?
La nostra vita che abbiamo condotto e quello ancora che ci rimane da vivere è stata preparata con le stesse modalità di una vacanza.
Voi vi chiederete da chi?
Risposta semplicissima: da noi stessi!!!
Si, siamo noi stessi che abbiamo organizzato tutto. Noi abbiamo scelto di nascere bianco, nero, giallo o al polo Nord. Noi abbiamo scelto in che luogo nascere. Noi abbiamo scelto la nostra famiglia. Noi abbiamo scelto le nostre mogli e compagne. Noi abbiamo scelto i nostri figli. Noi abbiamo scelto gli amici da incontrare.
Quando la nostra vita giunge al termine è la stessa cosa quando torniamo al luogo di partenza dopo la nostra vacanza. La morte non coincide con la fine di tutto ma solo la fine della vacanza e si torna a casa, pronti a programmare una nuova vacanza.

Qualcuno dirà: impossibile!!!
Non ho modo di dimostrarti che è realmente così, e nessun uomo potrà farlo. La mia teoria deriva dalla mia esperienza, dalle idee che mi sono fatto ascoltando vari personaggi e leggendo dei libri.
Non ha nessuna importanza se questa teoria sia vera o falsa. L’importanza è se questa ti fa vivere meglio la tua vita.
Io vivo bene e tu?

In base a ciò aggiungo: non piangete se un vostro amico o persona cara ha terminato la sua vacanza, ma gioite. Lui è tornato a casa. Un giorno anche per noi arriverà la fine della vacanza.

Pensare in positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interiore

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Liberarsi da schemi mentali negativi, per aprirsi alla vita con un approccio ottimistico, significa servirsi del pensiero positivo come strumento indispensabile per vivere felici, all’insegna dell’amore e della pace.
L’autrice, affetta da una grave forma tumorale, è riuscita a sconfiggere il cancro grazie ad un processo di autoguarigione, attivato dal pensiero positivo.

Io vivo bene e tu?

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Io paragono la vita ad una vacanza.

In una vacanza:
– scegliamo il luogo dove andare;
– ci informiamo degli usi e costumi del luogo;
– ci preoccupiamo dei soldi che ci occorrono per vivere lì;
– prenotiamo gli alberghi dove soggiorniamo;
– studiamo i percorsi e i tempi di permanenza;
– prepariamo un elenco di amici o conoscenti da andare a visitare;
– ci portiamo dietro qualche regalino da fare ai nostri amici;
Queste sono solo alcune delle azioni che compiamo per fare questa vacanza.

Dove sta la somiglianza con la vita?
La nostra vita che abbiamo condotto e quello ancora che ci rimane da vivere è stata preparata con le stesse modalità di una vacanza.
Voi vi chiederete da chi?
Risposta semplicissima: da noi stessi!!!
Si, siamo noi stessi che abbiamo organizzato tutto. Noi abbiamo scelto di nascere bianco, nero, giallo o al polo Nord. Noi abbiamo scelto in che luogo nascere. Noi abbiamo scelto la nostra famiglia. Noi abbiamo scelto le nostre mogli e compagne. Noi abbiamo scelto i nostri figli. Noi abbiamo scelto gli amici da incontrare.

Quando la nostra vita giunge al termine è la stessa cosa quando torniamo al luogo di partenza dopo la nostra vacanza. La morte non coincide con la fine di tutto ma solo la fine della vacanza e si torna a casa, pronti a programmare una nuova vacanza.

Qualcuno dirà: impossibile!!!
Non ho modo di dimostrarti che è realmente così, e nessun uomo potrà farlo. La mia teoria deriva dalla mia esperienza, dalle idee che mi sono fatto ascoltando vari personaggi e leggendo dei libri.
Non ha nessuna importanza se questa teoria sia vera o falsa. L’importanza è se questa ti fa vivere meglio la tua vita.
Io vivo bene e tu?

In base a ciò aggiungo: non piangete se un vostro amico o persona cara ha terminato la sua vacanza, ma gioite. Lui è tornato a casa. Un giorno anche per noi arriverà la fine della vacanza.

Vi invito a riflettere sulla mia teoria ed esprimere il vostro pensiero in merito.

scritta da: Mino

Si nasce, si cresce, si lavora, si soffre, si muore. Presi dagli affanni dell’esistenza, spesso ci scordiamo che siamo nati per vivere e non per prepararci a vivere

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Partendo dal concetto di base che “la vita è per ciascuno di noi una complessa e difficile impresa lastricata di problemi più o meno gravi”, l’autore ripercorre l’intera esistenza offrendo la risoluzione di ogni singolo problema del Vivere.

Lungo questo percorso, ruolo fondamentale lo ricopre la consapevolezza del nostro essere, del nostro presente. Perché sognare giardini incantati al di là dell’orizzonte quando possiamo gioire delle aiuole fiorite sotto le nostre finestre? Perché si tende a vivere il domani, programmando a lungo periodo la nostra vita, evitando il più delle volte di assaporare il presente?

La vita, lo apprendiamo troppo tardi, sta tutta nell’attimo in cui si vive, nella trama di ogni giorno e di ogni ora. L’uomo, insomma, non sa vivere. Carico di sapienza arcana, dopo aver udito ogni precetto umano e divino, aver interrogato ogni dottrina sacra e profana e aver svelato ogni mistero, l’uomo corre attraverso il mondo, bussa di porta in porta, gioca in teatri, in danze e in banchetti, sempre in cerca di felicità e di pace, ma purtroppo insoddisfatto e infelice. Non sa dove va, perché si è scordato da dove viene.
Da qui le deviazioni, le ansie, gli errori e le sconfitte della nostra generazione sfortunata, che rendono quantomai più opportune queste pagine.