Quando Johan trovò una vitellina – Astrid Lindgren

“La neve cadeva e cadeva. Quando Johan uscì sui gradini davanti casa, quel mattino, rimase un attimo immobile a guardare. Quasi tutto il podere Angtorpet, era sepolto dalla neve.”

Questa storia è ambientata nel freddo inverno svedese: è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale e la neve cade fitta, il piccolo Johan è diretto a scuola sulla sua slitta, ma i suoi pensieri corrono alla cosa terribile che è accaduta ieri: l’unica mucca della famiglia, Embla, è morta…
Johan è così triste, sente quanto tutto sia così ingiusto…
Ma non tutto è perduto perchè accadrà qualcosa di inaspettato, di magico, una sorpresa che saprà trasformare ogni cosa.

“Aveva smesso di nevicare.
Una dopo l’altra, si accesero le stelle.”

Astrid Lindgren, come nessun altro, può ritrarre e   raccontare la sensazione di tristezza e gioia. Quando Johan trovò una vitellina è una storia di compassione ed empatia. Astrid Lindgren ci riporta alla vita agricola quotidiana di Småland e le bellissime immagini di Marit Törnqvist catturano in modo suggestivo persone, animali e ambienti.
La storia fu pubblicata per la prima volta nel 1951.
Una nuova edizione di un classico libro illustrato che merita di essere evidenziato e letto.

La famiglia di contadini del piccolo Johan ha perso la sua unica mucca, Embla. Si è mangiata un chiodo ed è morta ieri. Ora Johan si trova sul ponte del portico e pensa alla cosa terribile che è accaduta. Guarda la neve bianca che cade e che si stende come una coperta silenziosa su ogni cosa. Ma non è molto tranquillo, perché sulla strada passa Bäckhultarn diretto in città. È il giudice e ha almeno venti mucche nella sua stalla. È così ingiusto. Johan non sa quando sta lì e vede la slitta di Bäckhultarn scomparire lungo la strada.

Questa è una storia emozionante sull’amore per un animale e su come erano le condizioni di vita in passato. Sulla vita quotidiana nella fattoria con le sue fatiche e la sua povertà. Ma anche una storia di compassione, empatia, tristezza e gioia. Un classico con parecchio testo, che dà il meglio di sé se lo leggete insieme e potete parlare di ciò che sta accadendo e spiegare le parole a volte difficili. La storia ha illustrazioni bellissime e suggestive di Marit Törnqvist e ogni immagine è come un intero dipinto.
Le illustrazioni sono assolutamente stupende! Adoro le foto di Törnqvist e migliorano davvero l’esperienza di lettura.
Le magistrali immagini ad acquerello di Törnqvist riflettono gli ambienti urbani e agricoli della fine del secolo scorso.

Qui seguiamo proprio la famiglia del piccolo Johan che ha perso tragicamente la sua unica mucca, Embla. Il dolore e la presa di coscienza delle conseguenze che ciò comporta caratterizza l’intera famiglia. Ma poi il ricco giudice Bäckhultarn passa con la sua slitta. È ubriaco e improvvisamente la vita cambia per la piccola famiglia.
La prosa caratteristica e tonale sicura di Lindgren è una piacevole rappresentazione con un testo stimolante e mai noioso.
La differenza tra ricchi e poveri è chiara, ma che la compassione e la gioia possano provenire da luoghi inaspettati è un messaggio che dà speranza.
E’ una strana storia, che inizia tristemente ma finisce brillantemente ❤

Un classico prezioso che finalmente arriva anche in Italia grazie a Camelozampa
Mi piace che le nuove generazioni prendano parte alle storie di Astrid Lindgren, che hanno influenzato e plasmato così tante persone e sono ancora molto rilevanti in molti modi. Consiglio vivamente questo libro, adatto alla lettura ad alta voce, alla conversazione e all’immersione.

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La sera di Natale in casa Mellops – Tomi Ungerer

Il giorno della vigilia,
Isidor decise di fare una sorpresa alla famiglia
e andò nel bosco a cercare un bell’albero da decorare.
Casimir ebbe la stessa idea.
Anche Ferdinand…e Felix lo stesso.

Il papà ha comprato un libro sulle decorazioni natalizie e decide quindi di procurarsi un albero per poter mettere in pratica i consigli di stile; nel frattempo tutti e quattro i bambini hanno avuto la stessa idea: addobbare la casa con uno splendido abete.


In questa storia di Natale, pubblicata per la prima volta nel 1978, i quattro giovani maialini Casimir, Isidor, Felix e Ferdinand indipendentemente l’uno dall’altro decidono di sorprendere il padre recuperando l’albero più bello della foresta per decorare per Natale. I conti si fan presto e nel soggiorno della famiglia Mellops ci sono 5 alberi di Natale. Cosa farne? Beh, donarli certamente a chi ne abbia bisogno. Ma anche il più bisognoso dei bisognosi un albero ce l’ha già e pure bello!

Il sarcasmo vestito a festa con l’abito della generosità raggiunge il suo culmine quando i quattro, dopo esser usciti delusi dall’orfanotrofio, dall’ospedale e dalla prigione finalmente si imbattono in qualcuno di davvero disperato: una porcellina che piange affranta. E non solo lei è povera e derelitta, ma vive in una casa con quattro stanze i cui abitanti sono più tristi di lei: una nonna malata, un vecchio soldato cieco e su una sedia a rotelle, due porcellini tremanti e un porcellino in lutto. Bene!
Ecco i posti perfetti per i quattro alberi!
E pensare che stavano per buttarli nella spazzatura!

La tenerezza natalizia fa capolino anche nel nonsense e diventa una bislacca manifestazione di cura: Isidor, Casimir, Ferdinand e Felix usano tutti i loro risparmi per donare a quei bisognosi un bel Natale e poi tornano a casa a gustarsi il proprio, con papà e mamma Mellops.

La sera di Natale in casa Mellops edito da Donzelli di Tomi Ungerer è una bella storia di Natale che ci ricorda che ci sono sempre delle persone più sfotunate e povere vicino a noi e se ci prendiamo il tempo di guardare, troveremo quelli a cui possiamo “dare”. I ragazzi di Mellop non si arrendono al primo posto, o addirittura al secondo o terzo, ma continuano a cercare. E quando trovano quelli che hanno bisogno, tornano a casa per riportare altre cose di cui avevano bisogno ancora di più. Un racconto sul dare e donare dal cuore piuttosto che scaricare il nostro eccesso di cose che forse non sono le cose di cui le persone hanno veramente bisogno.

Adoro il modo in cui i ragazzi di Mellops non solo lasciano una bella decorazione, ma fanno del loro meglio per fare la differenza nella vita di queste famiglie per Natale.

Dalla penna e dalla matita del grande scrittore per bambini Tomi Ungerer, la storia della famiglia Mellops alle prese con il Natale.
Tomi Ungerer (mancato ad inizio anno) emerge nel panorama dei libri per l’infanzia per la sua creatività, l’irriverenza, l’umorismo e per la buona dose di “assurdo” con cui condisce le sue storie. Ogni suo libro ha un’identità particolare e una caratterizzazione unica, poiché, secondo l’autore, ogni progetto ha bisogno del proprio stile.
Tomi non si tira indietro dall’uscire dagli schemi intingendo i suoi libri per bambini di argomenti e di un vocabolario considerati non consoni per quella fascia editoriale.

«I bambini non hanno bisogno di libri per bambini,
hanno bisogno di storie raccontate bene»

Il rispetto per l’intelligenza dei più piccoli e il rifiuto di presentare loro un mondo zuccherato, lo portano a trattare temi importanti e forti come la guerra e la diversità e ad inserire spesso nei suoi libri elementi paurosi, perché i suoi protagonisti sono senza paura, proprio come lui era stato cresciuto da sua madre. Per realizzare i propri libri si ispira non solo alla condizione dell’uomo, ma anche alla natura, alle piante e agli animali, tutto ciò che lo ha sempre meravigliato.

Una storia commovente sulla gioia del dare!

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Quanto sia importante..

Certe persone non sanno, quanto sia importante che semplicemente esistano…..
Certe persone non sanno, quanto sia bello semplicemente vederle…….
Certe persone non sanno, quanto sia incoraggiante il loro sorriso……..
Certe persone non sanno,quanto sia importante la loro vicinanza……
Certe persone non sanno, quanto saremmo più poveri se loro non ci fossero……
Certe persone non sanno, di essere un dono del cielo…………..
…..Se non glielo diciamo, non lo sapranno mai……..
Dichiara ai tuoi amici quanto sono importanti per te.

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“Chi sei?” domandò senza indugio.
“Sono uno squalo e tu non dovresti rivolgermi la parola. Noi, i delfini ce li mangiamo. Dovresti aver paura di me”.
“Non ho paura di quello che non conosco”, gli rispose Daniel.

Lo squalo esitò: nessun delfino gli aveva mai risposto così.

“Be’, dovresti stare attento, così, in mare aperto…” riprese lo squalo più incuriosito che irritato. “Dov’è il resto del tuo branco?”.
“Probabilmente stanno pescando, ben protetti nella laguna”, rispose Daniel.
“Che cosa ci fai qui tutto solo, lontano dagli altri tuoi simili?”.
“Seguo il mio sogno. Sto cercando l’onda perfetta”.

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