Lupo & Lupetto – La fogliolina che non cadeva mai

Un lupo solitario e un po’ brontolone si trova un giorno, sotto l’albero dove vive, un piccolo lupetto, che senza dire nulla si piazza lì con lui. All’inizio Lupo sarà un po’ diffidente, non capirà perché Lupetto debba invadere così i suoi spazi, ma poi pian piano comincerà ad accettarlo e scoprirà una cosa fondamentale: se Lupetto va via, a lui mancherà… e tanto!

Questa la trama del primo volume della serie Lupo & Lupetto, scritta da Nadine Brun-Cosme e illustrata da Olivier Tallec: l’essenzialità della storia, unita ai valori che trasmette, e la finezza delle illustrazioni, sono uno dei motivi del successo di questo albo francese, che ha vinto il Premio Nati per Leggere come miglior libro per bambini tra i 3 e i 6 anni nel 2014.

La casa editrice Clichy, ha pubblicato il secondo volume della serie, Lupo & Lupetto 2 – La fogliolina che non cadeva mai, in cui i nostri amatissimi eroi, ormai amici per la pelle, si concentrano per cercare di prendere una fogliolina in cima ad un albero, che diventa il chiodo fisso di Lupetto!
Ma ne varrà veramente la pena?
Lo scopriranno, ancora una volta, insieme 😉

Tema centrale di questa storia è nuovamente l’amicizia fra Lupo e Lupetto che in questo libro diventa ancora più forte al punto da spingere Lupo oltre i propri limiti e le proprie paure pur di rendere felice Lupetto.
Ma è anche una storia di coraggio e di dolcezza accompagnata da bellissime tavole legate ai colori delle stagioni che non possono non affascinare.

In primavera la foglia è di un verde così dolce e tenero che Lupetto vorrebbe mangiarsela.
In estate è così brillante che Lupetto vorrebbe averla per specchiarsi dentro.
In autunno è di un marrone così dolce che Lupetto vorrebbe tanto appoggiarla sulla guancia.
In inverno è di un bel grigio cenere ma…Lupetto ha ormai perso ogni speranza che la foglia cada dall’albero.??
Una mattina Lupo, che ha passato tutte le stagioni dicendo a Lupetto che la foglia prima o poi sarebbe caduta da sola, decide di arrampicarsi fino in cima all’albero e di raccogliere la foglia per donarla al suo amico.
Lupo sale spavaldo ma più si arrampica e più cresce la paura di trovarsi su quell’albero ghiacciato e di non farcela, ma continua a ripetersi che deve continuare per Lupetto.
Finalmente riesce a toccare la foglia ma questa si sbriciola in tanti piccoli pezzi che cadono come stelle sul musetto di Lupetto che finalmente riesce a sentire quanto sia tenera, brillante e morbida la foglia, proprio come se l’era immaginato.

La fogliolina che non cadeva mai è un racconto che racchiude più di un percorso di lettura. Il primo, quello che ti avvolge subito con un fluire di emozioni, è quello legato alle stagioni. Le stupende tavole di Tallec ci restituiscono colori e i sentori speciali e unici della primavera, dell’estate, dell’autunno e dell’inverno attraverso la descrizione di una semplice fogliolina e questi sfondi, incantevoli, di una natura non contaminata dagli esseri umani. C’è una sorta di reverenza nei confronti dell’ambiente, una cura profonda e allo stesso tempo delicata che avvolge gli alberi, le colline, il cielo. Ogni pagina è come un dipinto.

Le sensazioni e le fantasie di Lupetto, le quali scandiscono la narrazione, sono tutte incentrate sui cinque sensi e, per questo motivo, offrono spunti interessantissimi per la condivisione con i più piccoli. Lupetto, infatti, vorrebbe prima mangiare la fogliolina per via del suo verde così tenero, poi vorrebbe specchiarsi in essa grazie alla brillantezza del suo colore; infine, quando l’autunno la dipinge con le sue tinte più calde, desidera sentire la sua morbidezza sulla guancia.

Un altro tema molto forte, tuttavia, resta quello dell’amicizia. Per rendere felice Lupetto, Lupo è disposto a faticare e a rischiare di farsi male… Proprio quando sembra aver fallito, ecco che il piccolo miracolo si compie 😉
Questa è una storia di amicizia, di sacrificio, di riconoscenza e di bellezza.
Lupo sfiderà il pericolo per veder brillare gli occhi di Lupetto.
Il piccoletto capirà il gesto del suo grande amico e si chiederà se ne sia valsa la pena.

Lupetto aspettò che arrivasse.
E poi disse: «Non avevo mai visto niente di così bello».
Lupetto sorrise.
Anche Lupo sorrise. «Sì, ne valeva veramente la pena».

Date il significato che volete a Lupo e Lupetto, alla fogliolina ostinata; che la leggiate in senso letterale, simbolico, metaforico, la storia che questo albo racconta resta una parabola alla portata di qualsiasi bambino dai 3 anni d’età!

Un albo dal grande formato, con illustrazioni e parole che rivelano tutta la dolcezza e l’affetto che i due provano reciprocamente.
Pagina dopo pagina troviamo lo scorrere delle stagioni, una storia di grande affetto, c’è la dimostrazione della pazienza e dell’attesa che ai bambini è sempre bene far conoscere, il tutto presentato con delicatezza grazie a queste meravigliose illustrazioni, che non hanno bisogno di commenti!

Dedicato a tutti i bambini che da grandi vogliono diventare felici.
Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI:

La fogliolina che non cadeva mai.

Nadine Brun-Cosme

Un Leone a Parigi – Beatrice Alemagna

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Tengo un libro tra le mani.
In copertina un leone gigante si specchia sulle rive della Senna.
L’acqua gli sorride, il sole gli illumina il muso.

È contento, felice, in pace con se stesso.

«Era un grande leone. Un leone giovane, curioso e solitario.
Nella sua savana si annoiava molto.
Così un giorno partì in cerca di un lavoro, un amore, un futuro»

Un leone a Parigi è un albo bellissimo (è di Beatrice Alemagna, difficilmente potrebbe essere diversamente, a pensarci bene) edito da Donzelli Editore, ha vinto la prima edizione del Premio nazionale Nati per leggere.

Stufo della sua vita monotona nella savana, un grosso leone, curioso e solitario, decide di mettersi in viaggio in cerca di un avvenire. E arriva così nella capitale francese, dove la sua presenza non suscita né stupore né timore.
Poi però succede qualcosa: la Gioconda gli sorride, un palazzo di vetro si illumina al sole, una signora gli mostra il Sacré Coeur come una torta di panna, guarda la città dalla cima della Torre Eiffel… Parigi non è poi così male, anzi, sembra di colpo sorridergli nei volti della gente.
E camminando tra le strade e le piazze di questa città che non smette mai di vivere, il leone trova una piazza con un piedistallo, ci si mette sopra e decide che quello è il suo posto, e lì la gente lo ama e lo fa sentire finalmente felice.

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Una storia surreale, tenera e un po’ malinconica, affidata alla capacità evocativa delle grandi immagini e ai collage. Illustrazioni che mescolano la forza visionaria di un racconto fantastico agli squarci sulla routine e sui luoghi di una Parigi inizialmente disinteressata al nuovo arrivato che passeggia in città.
La storia è dedicata al Leone di Belfort, la scultura di Frédéric Bartholdi (lo stesso artista della Statua della Libertà di New York), che dal 1880 domina Piazza Denfert-Rochereau di Parigi ed è da sempre uno sei simboli dell iconografia della città.

Un albo molto bello, come dicevo, nel quale si parla di una statua davvero esistente a Parigi e la si immagina nel suo percorso fantastico per arrivare lì. Questo libro è anche una dichiarazione d’amore per una città che non si ama mai abbastanza, 😉 e che è bello raccontare ai bambini attravaerso disegni così originali e caratteristici della sua autrice Beatrice Alemagna.
Lo caratterizzano parole semplici, un formato davvero molto grande, che invita ad abbracciarlo, un’impaginazione orizzontale che rende ancora più accattivante la lettura ad alta voce.

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Un Leone a Parigi, pagina dopo pagina racconta in modo straordinario lo stato d’animo del leone mostrandoci una sensazione che può impossessarsi di ognuno di noi, grande o piccolo che sia. Un senso di smarrimento e di stupore per quello che ci circonda.
Ma ci piace ancor di più per il messaggio di accettazione e della serenità della propria vita che ha a che fare col posto in cui ci sentiamo amati, più che in quello dove nasciamo.

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Arrivare in un posto nuovo, che sia Parigi, che sia la scuola materna, che sia un altra casa fa paura e può mettere anche un pochina di tristezza, inevitabilmente, però se si porta pazienza, dopo qualche “ruggito” ci si accorgerà del bello, di quel sole speciale che c’è. Dappertutto.
Molto interessante, lo consiglio di cuore a tutti, ma ancora di più, oggi più che mai, lo consiglio a chi sta cercando un posto dove stare sereno, dove non dover gridare per farsi sentire.

Un albo per bambini, e per gli adulti, che sa anche essere una bizzarra e spassosa guida delle bellezze di Parigi.

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Beatrice Alemagna