Ti Amerò SEMPRE – Robert Munsch

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“Ti amerò sempre”.
Proprio quello che provo io e che credo provino tutte le mamme e i papà:
noi genitori amiamo sempre i nostri bambini.

Li amiamo quando sono bravi, quando ci fanno arrabbiare, quando siamo stanchi dopo una lunga giornata, quando loro si comportano in maniera strana, quando crescono…
Noi lo sappiamo, se c’è una forza straordinaria che solo l’amore genitoriale può avere è quella di essere immune da stanchezza, la mamma e il papà davvero ti ameranno per sempre qualsiasi cosa accada.

Dovete sapere, prima di tutto che quando Ti amerò sempre fu pubblicato, nel 1986, (e tradotto anche in Italiano) di genitore in genitore, di paese in paese, presero a cantare i suoi dolci ritornelli ai loro bambini, prima di andare a letto. Furono vendute milioni di copie del libro nel giro di pochi anni. Nel 2001 conquistò la quarta posizione nell’elenco, dei testi per bambini più venduti di sempre.

Ma prima di diventare un riferimento per l’infanzia, “Ti amerò sempre” era una semplice poesia di quattro versi che l’autore, Robert Munsch cantava silenziosamente a se stesso dopo aver messo al mondo un bimbo nato morto.

E’ anche incredibile sapere che quando Munsch sottopose la storia al suo editore, perché ne facesse un libro, il suo lavoro venne respinto: la casa editrice riteneva fosse troppo oscura per il genere infantile. Fu il suo distributore a decidere di pubblicare il libro.
“Disse che mentre leggeva sentiva i capelli rizzarsi dietro la nuca”, ha affermato Munsch.

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Il libro inizia con la bellissima illustrazione di una mamma all’interno di una bolla, come un bimbo all’interno della pancia della mamma, nuda stringe il suo bambino avvolto in una copertina.

“Una mamma teneva in braccio il suo bambino appena nato
e pian piano lo cullava su e giù, su e giù, su e giù.
E mentre lo stringeva cantava: ti amerò sempre,
sempre avrai il mio amore, e finché vivrò sarai il mio piccino”.

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Nella pagine successive si assiste alla crescita graduale del bimbo..il tempo passa, arrivano i terribili 2 anni, 😉 l’impertinenza unica degli 8 anni,  e l’adolescenza…
dal correre per tutta la casa al tira giù i libri dagli scaffali,
dal non voler lavarsi al dire parolacce,
fino a quando da adolescente inizia a voler cambiare a vestirsi in maniera strana,
diventa adulto e va a vivere da solo.
In queste tappe della vita, in questa sua crescita la mamma lo accompagna sempre, e anche se a volte pensa di impazzire continua a cullare ed amare il suo piccino, sempre, infinitamente, incondizionatamente e in maniera discreta.
Mamma, ama, cura, culla fino a quando diventa vecchia e non riesce più a cantare al suo bambino la canzone che ha nel cuore.
Ed è in questo momento della vita che succede una cosa bellissima,
una cosa che non vi svelo perché preferisco lasciarvi l’emozione di questa sensile e dolce lettura.

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Però vi avviso, e voglio essere sicera: è un libro che tocca sentimenti molto forti e io, come molte mamme ho fatto fatica a distinguere le parole delle ultime pagine a causa degli occhi pieni di lacrime…
lacrime che parlano d’amore..
lacrime che parlano di vita  ❤

Come ha affermato Munsch all’HuffPost:
“Questo libro rappresenta una sorta di ideale, il modo in cui speriamo andranno le cose [..]
Tra i miei libri, è l’unico ad essere diventato molto più di un libro per bambini”.

“Ti amerò per sempre
sempre avrai il mio amore
e finchè vivrò sarai il mio piccino”

Con più di 15 Milioni di copie vendute nel mondo
Ti Amerò sempre è uno di quei libri UNICI,
un libro per tutti, bambini e genitori
un libro che racconta il segreto del cerchio della vita, dalla nascita e per sempre…
un testo che affronta in modo delicato il tema della continuità,
dell’amore con la forza delle parole di una mamma

una storia d’amore tra una mamma e il suo bambino…
Un libro che fa pensare al futuro, a quando i nostri bimbi saranno giovani adulti,
a quali sono i valori che vogliamo trasmettergli tramite il nostro esempio, ed il nostro affetto..!?
Un libro dalla storia semplice ma vera, toccante e pieno di amore.
Un piccolo libro, un piccolo capolavoro!
Ti Amerò sempre è un libro sulla famiglia e per la famiglia.
Una storia semplice e delicata quanto vera e attuale.

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Ai bambini piace tanto per le ripetizioni e il ritmo di questo racconto così poetico.
Noi genitori, adulti, ne cogliamo il messaggio più profondo sul rapporto tra genitori e figli, e sulla trasmissione da una generazione all’altra.

Un libro che consiglio da regalare alle nostre mamme, da regalare a noi stesse, a tutte le mamme, ai papà e a tutti i figli. Dolce, sensile, Ti amerò sempre è il regalo perfetto da leggere insieme ai nostri bimbi per trasmettere con una delicatezza e una melodia unica l’amore più grande.

Ogni mamma lo sa.
Buona lettura per vivere e crescere leggendo
Consigliato dai 3 anni.

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Robert Munsch

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Il Potere del Possibile

Il Potere del Possibile
Nulla cambia finché noi non cambiamo

Perché le persone che amiamo fanno resistenza al nostro aiuto, anche quando siamo sicuri di sapere cosa sia meglio per loro?

Spesso passiamo tutta la vita a cercare di cambiare qualcunoper il suo bene” continuando a fallire, senza capire che in realtà gli stiamo impedendo di farlo. Il segreto di questa inspiegabile resistenza in realtà è molto semplice: niente cambia finché noi non cambiamo.

Auriela McCarthy ci insegna che dobbiamo perdere la battaglia dell’aver ragione per vincere la guerra dell’essere felici. Con una rara chiarezza di visione, ci racconta storie di persone ordinarie che, in un momento cruciale della vita, hanno toccato il fondo prima di capire che non potevano cambiare gli altri, ma solo se stessi.

Questa intuizione ha prodotto in loro straordinari cambiamenti. Abbandonarsi al fluire della vita, accettare di essere parte di questo flusso, smettere di “remare contro”, li ha messi in contatto con l’enorme potere insito nell’esistenza, ha guarito le loro ferite e ha creato nuove e inaspettate possibilità. Un libro che vi cambierà nel profondo, e alla fine vi lascerà completamente diversi.

  • Il potere del perdono: il primo passo per il cambiamento.
  • Capirci per imparare a perdonarci.
  • Quando l’impotenza può diventare la condizione di maggiore forza.
  • Perché non cambia nulla finché noi non cambiamo.
  • Le priorità nelle relazioni.
  • Come far funzionare l’amore.

La magia di Il potere del possibile è che non arriverete a capire come fare, vi scoprirete semplicemente a farlo.

Siete gli autori della vostra realtà e questo è realmente il libro delle vostre possibilità!

Hai fiducia in te stesso?

La fiducia in te stesso è il più grande pregio che possiedi: Fallo venire a galla!

Tutti noi siamo direttamente responsabili di ciò che proviamo a livello emozionale e sentimentale, quindi nessun’ altro se non io posso modificare ciò che sento nel mio profondo. Sono le mie scelte non le contingenze che rendono reale ciò che sono adesso e quindi ciò che sarò domani.
Ciò che tu ti rappresenti come realtà nella tua mente, non è la realtà vera, ma è la realtà vista dal tuo punto di vista, posizione determinata da ciò che sei, la cui responsabilità è da attribuire a tutte le tue scelte passate. Perché le tue scelte e le tue decisioni hanno determinato ciò in cui credi oggi e quelli che sono i tuoi principi di vita e i tuoi valori più profondi.

Tutti noi potenzialmente siamo in grado di capovolgere la nostra vita in un attimo solo volendolo. Focalizzati su ciò che vuoi ottenere e realizza nella tua testa un film video e audio dell’uomo che vorresti essere e aggiungici le emozioni che ciò ti ssono sopraffarti. Tu sei più forte!

E con questa personalità vincente affronta anche tutti i tabù del passato, rivivili da una nuova posizione percettiva e trasforma tutti i tuoi ricordi dolorosi in lezioni di vita che hanno contribuito con i loro insegnamenti a fare sì che oggi tu sia quella grande persona che sei!

Definisci bene quali sono i tuoi obiettivi, chiariscilo prima di tutto a te stesso, abbi fiducia nelle tue azioni, prenditi la responsabilità di quello che fai, sii perseverante, costante, ambizioso e determinato. Punta sempre al top e non accontentarti mai! Tu puoi ottenere di più! “Ottimismo” deve diventare il tuo secondo nome!

Non dubitare mai di raggiungere i tuoi scopi e sii sempre convinto di essere sulla strada giusta, perché è così! Tu sei più forte di qualunque sfida ti si possa presentare. Sei tu quello che ne uscirà sempre vincente! La parola “fallimento” non fa parte del tuo vocabolario, perché ogni esperienza che tu vivi è un esperienza positiva che porta conoscenza, crescita, evoluzione e insegnamenti sempre nuovi e indispensabili perché il tuo futuro sia sempre più luminoso.
Vivi le difficoltà come semplici stimoli a crescere e migliorarti, le sensazioni negative non sono altro che campanelli d’allarme che ti inducono a cambiare direzione e tornare sulla strada maestra.
Sii sempre tollerante ed elastico con il tuo prossimo, perché la maggior parte delle persone non sono quasi mai quello che sembrano, spesso non sono nemmeno quello che pensano di essere, e in ogni caso tu non puoi conoscere la strada che le ha portate ad essere quello che sono diventate, per cui sii sempre indulgente e vedrai che ti sarà riservato il medesimo trattamento.

Non ti spaventare delle novità e non temere il cambiamento, da queste esperienze non può che derivare arricchimento.
Conosci persone nuove, vedi posti nuovi, fai nuove esperienze, la vita è una sola (o per lo meno delle altre non hai memoria) quindi sfruttala, vivila , fai tutto ciò che ti permette di non avere rimpianti domani.

Allarga tutti i tuoi orizzonti e varia spesso la tua prospettiva, ne avrai un enorme arricchimento spirituale, emozionale, culturale e cognitivo.

Sappi sempre nel profondo del tuo cuore che tu sei in costante crescita e miglioramento per rendere la tua vita sempre più favolosa e accattivante aggiungendo ad essa sempre maggior valore.

Tu sei una gran persona e sei la precisa manifestazione dei tuoi pensieri e delle tue emozioni.

Punta su te stesso e vivi alla grande!

fonte:

di GIO’ http://www.giopop.blogspot.com

Inizia ad amarti e ad avere fiducia in te stesso

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Se non vi convince ciò che vi hanno insegnato su come va la vita; se non vi basta ciò che la società vi ha dato; se avete speso grandi quantità di tempo, energie e denaro per migliorarvi, cercando di diventare la persona che credete di dover essere per far funzionare il mondo, questo è il libro che fa per voi.

Vi spiega che non potete migliorare e correggere ciò che siete, semplicemente perché non c’è niente di sbagliato in voi. Ma c’è molto di sbagliato in ciò che vi hanno detto su di voi e sulla vita. Le parole semplici e profonde di Cheri Huber vi porteranno ad accettarvi e amarvi, mettendo in pratica nella quotidianità l’antica sapienza zen.

Un bel respiro profondo e sorridiamo!

Schiena dritta, testa alta! Un bel respiro profondo e sorridiamo! Muoviamoci con energia!
Bastano pochi istanti per percepire istantaneamente un miglioramento del nostro stato emotivo e una gradevole sensazione di maggiore forza fisica e mentale. Dalle più recenti scoperte sulla fisiologia umana sappiamo infatti che agendo volontariamente sulla postura del corpo è possibile modificare il nostro stato emotivo, sfruttando alcuni processi che si mettono in atto del tutto inconsciamente dentro di noi.

Ad ogni nostro pensiero si attivano nel nostro cervello determinati gruppi di neuroni e di sinapsi ossia le connessioni tra un neurone e l’altro. Tali attivazioni seguono dei modelli sempre molto simili, per cui se oggi ad esempio pensiamo ad un gatto, le aree cerebrali attivate saranno grosso modo le stesse anche tra un mese, o tra un anno.

Con le emozioni, essendo in fondo anch’esse dei “pensieri”, avviene la stessa cosa, quindi un certo stato emotivo per “affacciarsi” alla nostra mente richiede il coinvolgimento di determinate “aree del cervello” ben definite.

Attivando tali aree del cervello e attraverso un complesso “gioco” simpatico/parasimpatico (più avanti tratteremo anche questo argomento in modo più approfondito), nel corpo si determina sempre un rilascio di sostanze chimiche prodotte dal nostro stesso organismo e più o meno note (adrenalina, noradrenalina, endorfine, ecc…). Ne consegue che prendono vita tutta una serie di reazioni fisiologiche, in gran parte involontarie.
Frequenza del respiro, battito cardiaco, traspirazione, tono muscolare, movimenti intestinali e altri valori corporei vengono dunque immediatamente influenzati da questi stati emotivi interiori.

Oggi sappiamo che se si prende “volontariamente” il controllo di alcune di queste manifestazioni del corpo, come appunto la postura, il respiro o l’espressione del volto, anche solo simulando determinati stati emotivi, si può indurre coscientemente un processo inverso andando ad attivare le aree del cervello interessate proprio da quegli stati emotivi che desideriamo raggiungere.
E’ un po’ come girare il volante di un’auto senza toccarlo ma spostando dall’esterno le sole ruote anteriori! Il meccanismo che sfruttiamo è quello già esistente: non ci serve infatti modificare nemmeno un ingranaggio eppure possiamo muovere il volante senza toccarlo e senza neppure salire a bordo!

Inutile dire che quanto più impariamo ad indurre continuamente e con la nostra volontà stati emotivi positivi mediante questi meccanismi, tanto più semplice sarà per noi rimanere in tali stati per periodi sempre più lunghi, sino a trasformarli nel nostro “clima emotivo” abituale.

Chi ha praticato fin dalla prima giovinezza la danza classica in genere conserva un portamento e una postura eccellenti per tutta la vita, poiché ha dedicato così tanto tempo a correggere e curare questo aspetto del proprio corpo che non solamente si sono instaurati dei condizionamenti mentali positivi, entrati ormai a far parte integrante di sé ma si sono prodotti persino effetti permanenti sull’apparato muscolo-scheletrico dal momento che il continuo stimolo cosciente ha indotto uno sviluppo armonico della stessa colonna vertebrale e una eccellente forza e tonicità dei muscoli dorsali, determinanti nel mantenimento di questa postura ideale.

Da oggi dunque, per mantenere sempre una “vitapositiva”, schiena dritta! Testa alta e un bel sorriso!

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Il Pensiero positivo è cambiare noi stessi per mutare la realtà che ci circonda: la nuova filosofia del XXI secolo.

  • Come vincere la paura, la depressione e i sentimenti negativi con l’autostima
  • Pensare positivo: un’autoterapia per ottenere un migliore benessere psicofisico
  • Ottanta esercizi e spunti di meditazione per tramutare in successi gli insuccessi.

La nostra isola felice

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Se capita di essere da soli in casa, la maggior parte delle persone accende subito il televisore o la radio o ascolta un CD o telefona a qualcuno, cerca insomma si sentire la voce di qualcuno. Si evita come la peste di  essere in silenzio, si fa di tutto per sfuggirci, per non ritrovarsi con sé stessi, con la propria coscienza, col proprio intimo vero e profondo.
Sarebbero forse la TV, o i mass media, o lo Stato, o la Chiesa o la scuola preposti a dare le risposte alle nostre domande o sollievo alle nostre angosce e paure? O son forse proprio loro le principali cause del nostro inaridimento, della povertà dei valori umani che caratterizza l’attuale società?

La solitudine viene considerata e vissuta con angoscia, con paura quasi a livello infantile. Cos’è che vogliamo evitare di vedere, di scoprire in noi stessi?

Aridità, egoismo, insensibilità, fragilità, indifferenza, odio, rancore …. è forse tutto questo, e altro, che cerchiamo di non portare alla luce, a livello di coscienza?

Ognuno di questi sentimenti ha il suo opposto, il suo rovescio, come tutte le cose di questo mondo duale, e non dobbiamo per nulla essere spaventati se li scopriremo in noi, anzi, guardandoli bene in faccia, e accettandoli per quello che sono (non compiacendocene, ovviamente), potremo essere in grado di modificarli, fino a magari eliminarli del tutto. Tutti noi conosciamo benissimo, ad esempio, quanto è sottile la barriera che separa l’odio dall’amore.

Questo lavoro di pulizia interiore va però fatto in perfetta solitudine, con consapevolezza, con coraggio anche, ma niente è impossibile a chi vuole veramente. È da soli che si fa questo cammino dentro di noi, con pazienza, perseveranza, silenzio e pronti ad accettare fino in fondo ciò che troveremo strada facendo.

È importantissimo quindi ritagliarsi, possibilmente ogni giorno, fra tutte le incombenze familiari e lavorative, un breve periodo di tempo da dedicare a noi stessi, per conoscerci, per fermarsi a riflettere su chi siamo, dove siamo, cosa stiamo facendo, dove stiamo andando, con chi stiamo dividendo la nostra vita, quali aspetti della nostra personalità migliorare, quali obiettivi, quali priorità dare alla nostra esistenza.

Possiamo fare ciò in vari modi, scegliamo quale si adatta di più alla nostra situazione personale: meditare, camminare, scrivere,  o altro ancora. Scegliamo anche quando “ritrovarci”, a volte può andar bene al mattino, prima di incominciare gli impegni della giornata, ad alcuni andrà meglio nel primo pomeriggio o alla sera, prima di andare a letto. All’inizio si potranno trovare ostacoli di ogni tipo e potrà sembrare che non succeda nulla, ma se si riesce a perseverare, nonostante l’apparente inutilità e perdita di tempo, i risultati faranno presto a venire e questo nostro “appuntamento” giornaliero diverrà la nostra “isola felice” per ricaricarci, per volerci bene, per aiutarci ad affrontare e risolvere anche i piccoli e grandi problemi quotidiani, non solo quelli “esistenziali”.

Se avremo dentro una sincera “aspirazione” a capire, a migliorarci, a non barare con noi stessi, allora riusciremo senz’altro nell’intento e sarà come un sasso gettato in uno stagno perché, col nostro esempio e col nostro cambiamento, invoglieremo anche chi ci sta vicino a fare altrettanto ed effettuare così insieme questa pacifica “rivoluzione interiore” che è l’unica che ci  potrà portare alla possibile soluzione dei drammatici ed improrogabili problemi a livello planetario.

Un famoso scienziato americano, Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends di Washington ed autore di numerosi bestsellers, considerato “la coscienza sociale dell’America” sui temi dell’alta tecnologia ed ingegneria genetica, ha più volte dichiarato che l’unica soluzione adottabile per arginare l’effetto serra è che tutti dobbiamo, indistintamente, cambiare il nostro atteggiamento mentale.
Non saranno quindi gli scienziati a risolvere gli immani problemi della Terra, non sarà la sofisticatissima tecnologia o chissà chi altro, ma saremo noi, noi presi a uno ad uno, noi formichine, noi che, mattone su mattone, ricostruiremo dapprima noi stessi e poi l’ambiente intorno a noi, noi che ripuliremo i nostri pensieri, le nostre cellule e di conseguenza non sporcheremo più né noi né l’ambiente né il pianeta.

Questa voglia di pulizia è nell’aria, è vibrante, facciamola crescere i noi, non soffochiamola soprattutto nei nostri bambini.

È la più bella e grande sfida che il genere umano abbia mai accettato finora dall’inizio della sua esistenza in questo mondo. È in questa nostra generazione che si sta decidendo il futuro destino dell’intera umanità.

Prefazione di Og Mandino

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Che cosa volete realmente? Nominatelo e sarà vostro se imparerete ad applicare i principi più volte qui formulati. In seguito allo studio di questo libro accadrà qualcosa di meraviglioso: godrete di salute fisica, mentale e morale, raggiungerete la felicità personale, avrete ricchezze di ogni tipo o qualsiasi bene il cui conseguimento non trasgredisca i diritti del prossimo.

 

La musica e le emozioni

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Numerosissimi studi, dalla psicoacustica alle ricerche dei musicoterapeuti, documentano come la musica agisce attraverso il piano dell’anima, a livello soprattutto delle emozioni ponendosi al limite tra il mondo fisico ed il mondo spirituale. Favorisce un perfetto equilibrio tra le strutture anatomo-fisiologiche del corpo fisico, la potenza dei pensieri e la forza delle emozioni. Agisce sul corpo sofferente cambiando la vibrazione delle cellule ammalate. Ne aumenta l’intensità vibrazionale con indiscutibili benefici su tutto l’organismo.
Possiamo decisamente affermare che la musica agisce sulle emozioni e sul pensiero orientandolo ad atteggiamenti positivi verso la vita.

Da epoche molto antiche i suoni e la armonie musicali hanno trovato applicazioni terapeutiche.

  • E’ noto il passo bibblico che racconta la guarigione del Re Saul da uno stato depressivo, con somatizzazioni, grazie al suono dell’arpa di Davide.
  • I narratori greci ci raccontano di Alessandro il Grande che curava i suoi disturbi psichici e somatici con le melodie della lira.
  • Negli antichi manoscritti cinesi di Su Ma T’sien si legge che “la nota Tche agisce sul cuore e conduce l’uomo all’armonia dei riti perfetti”.
  • Indicazioni che trovano sintonia con gli studi di Pitagora il quale usava melodie diatoniche, cromatiche ed enarmoniche per guarire il corpo e la mente, trasformando le emozioni negative in movimenti positivi dell’anima.
  • Anche P.Deunov e M.O.Aivanhov danno estrema importanza alle potenzialità di guarigione dei suoni musicali, ed in particolare, per quanto riguarda i disturbi cardiaci, alle melodie intonate sul do naturale. A tale nota correlano la possibilità di generare rapidamente uno stato di calma e di gioiosità interiore che aiuta a mostrarsi positivi e vitali verso la vita.

Recentemente le neuroscienze hanno approfondito con rigorosità scientifica il rapporto tra medicina, psicologia e musica indicando la musica come un benefico completamento per aiutare l’uomo ammalato nel processo di guarigione. Beneficio particolarmente utile soprattutto quando il farmaco o la tecnologia non hanno strumenti per raggiungere la dimensione dell’inconscio superiore dell’uomo.

Nessun ricercatore mette in discussione il fatto che la musica, essendo stato dimostrato il suo stretto rapporto con i processi cognitivi ed il tono dell’umore umano, abbia una sua azione positiva sulla sofferenza, sul dolore fisico, sui vissuti depressivi di solitudine e disistima.
La musica permette di percepirsi in modo più autentico e profondo. Ci porta a contattare la nostra dimensione spirituale e ad utilizzarla come importante risorsa che coadiuva il processo di guarigione.

Così nasce “Ama e calma il tuo cuore”.

Queste premesse scientifiche hanno portato l’artista della musica Rino Capitanata e lo psichiatra Giuliano Guerra, ricercatore su temi attinenti all’anima umana e al suo potenziale di auto-guarigione, a decidere di sperimentare, in varie strutture sanitarie pubbliche e private, delle musiche spirate, integrate con dei suggerimenti verbali, per verificarne il potenziale terapeutico.

In particolare, oltre a ricercare il possibile impiego della musica, integrata con parole, come coadiuvante terapeutico nel trattamento medico di varie patologie, si è deciso di approfondire le possibili indicazioni nelle patologie di pertinenza della cardiologia.

Sullo sfondo affascinante e misterioso dell’anima umana, le musiche e le parole sono state create con un preciso intento di favorire un’azione terapeutica che si espliciti a vari livelli sul corpo e sulla mente e che soprattutto agisca sulla dimensione spirituale. Infatti è ben noto il ruolo dello stress, dello stile di vita, delle abitudini voluttuarie, della vita emotiva e dei pensieri sulla funzionalità cardiaca e sul sistema cardio-vascolare. Significativa è, in proposito, l’affermazione riportata in tutti i libri sapienziali che “ad ammalare l’ uomo non è tanto l’evento traumatico reale che subisce quanto piuttosto la reazione emotiva e comportamentale che segue al trauma”. In sostanza i sentimenti, le emozioni ed i pensieri che vengono generati e mantenuti nel tempo.

L’interazione alchemica che si é ricercata, alternando le musiche, specificamente studiate sul tema dominante del DO, per favorire un’azione più diretta sul cuore, con le parole, agisce in modo armonico sulle vibrazioni delle cellule. L’intento è quello di attivare le risorse positive per favorire il processo di guarigione, integrando i  programmi terapeutici in atto. L’obbiettivo è quello di creare delle condizioni psico-emotive di quiete e di serena gioiosità interiore che aiuti a ritrovare il naturale benessere ed a ripristinare una sana omeostasi.

Nel CD “Ama e calma il tuo cuore” viene proposta l’interazione di musica ispirata, basata sulla risonanza delle vibrazioni della nota do con l’organo cuore, con parole che attivano il potere straordinario delle immagini mentali  e risvegliano le risorse psicologico-spirituali per il processo di guarigione. Nel profondo del nostro essere esiste una forza straordinaria che ripara e induce il rifiorire della vita. Gli antichi latini la chiamavano vix sanatrix naturae, i ricercatori moderni la definiscono potere di guarigione dell’energia della dimensione dell’anima e dello spirito.

Il nostro intento, abbinando musica e parole ispirate, è pertanto quello di aiutare il paziente a risvegliare il suo potenziale di auto-guarigione. In questo senso va inteso l’ascolto del CD.
Proponendosi di integrare le terapie mediche in atto, trova particolare indicazione nelle varie patologie di pertinenza della cardiologia. Se ne consiglia l’ascolto quotidianamente, in situazioni favorevoli per ben interiorizzare i contenuti musicali e verbali, in uno stato di serena e rilassante vigilanza.
Accanto alle terapie cardiologiche prescritte e alle ben note prescrizioni mediche in tema di prevenzione alle malattie cardiocircolatorie (attività fisica, consumo di frutta e verdura, astensione dal fumo, controllo della colesterolemia e dei valori pressori, gestione dello stress, ..) si pone anche questo CD, come ulteriore e valido contributo per aiutare le persone ad AMARE E CALMARE IL PROPRIO CUORE.
Un contributo della medicina e della psicologia spirituale, ad integrazione delle cure cardiologiche in atto, per risvegliare il proprio potere di auto-guarigione.

Musiche e parole ispirate in cardiologia

Prezzo € 15,73

invece di € 18,50 (-15%)
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Sveglia il gigante!

«Sveglia il gigante che c’è in te.
Nel profondo dell’uomo albergano sopiti poteri,
poteri che lo stupirebbero
e che egli non ha mai sognato di possedere;
forze che rivoluzionerebbero la sua vita,
se destate e messe in azione!»

Da Come Migliorare il Proprio Stato Mentale, Fisico, Finanziario
di Anthony Robbins

Come Migliorare il Proprio Stato Mentale, Fisico, Finanziario
L’energico A. Robbins insegna a proiettarsi nelle giusta dimensione mentale per realizzare le proprie aspirazioni lasciando da parte la vittimizzazione e la paura di sbagliare.

Di fronte al destino e agli ostacoli che mettono a repentaglio la nostra felicità viene spontaneo credere che l’unica reazione sensata sia quella di convivere serenamente con i propri fallimenti. L’autore insegna a proiettasi nella giusta dimensione mentale per realizzare le proprie aspirazioni, lasciando da parte la paura di sbagliare.
Un libro a cui fare riferimento ogni volta che la vita presenta una nuova sfida così da affrontarla con coraggio ed energia per migliorare la qualità della propria vita.

Meditare è l’arte di vivere

meditazione

La meditazione è là ad attenderti – basta solo che ti rivolgi all’interno, ed è disponibile.
E’ sempre stata con te.
La meditazione è la tua natura intrinseca è in te è il tuo essere, non ha niente a che vedere con il tuo fare.
Non puoi averla, non può essere posseduta. Non è una cosa.
E’ in te. E’ il tuo essere.
La meditazione è uno stato di chiarezza, non uno stato della mente.
La mente è confusione.
La mente non è mai chiara…non può esserlo.
La meditazione è chiarezza, una visione di assoluta chiarezza.
Siedi
Lascia che i pensieri si acquietino da soli. Lascia che la mente cada spontaneamente…sii silente, non fare assolutamente nulla.
…rilassati…
…perditi…
…senza sforzo…
Non andare da nessuna parte.
Come se tu stessi addormentandoti sveglio – sei sveglio e stai rilassandoti, ma il tuo corpo si sta addormentando.
Rimani allerta dentro di te, mentre il tuo corpo si muove verso un profondo rilassamento.

Osho

Maneesha James
Sostenere la motivazione a meditare

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Anche se sappiamo che includere una pratica salutare nella nostra vita ci fa bene, riuscire a farlo davvero può essere una bella sfida.

Finchè anche la nostra mente inconscia, che è molto più grande e forte, non è inclusa nel prendere la decisione, la nostra determinazione cadrà. Seguendo la semplice guida di questo cd, puoi rilassarti e accedere alla tua mente inconscia.

Ushma Hinnawi è “la voce” italiana di Maneesha, è con Osho dal 1978 e dal 1979 co-leader del centro Osho Arihant. Diplomata in Naturopatia, si è formata in Cromopuntura presso la scuola di Peter Mandel a Milano, come Breathworker presso la Osho Breath Energy School International, Osho neo Reiki Master, tiene corsi di guarigione evolutiva.

Attualmente unisce la sua passione per la meditazione con Maneesha ed insieme conducono il training “La Scienza Suprema”, oltre a creare e pubblicare meditazioni guidate che fanno parte della serie “Tesori Interiori”.

Thich Nhat Hanh: il lungo cammino della pace

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Intervista a  Thich Nhat Hanh

Vivi qui e ora, nel momento presente è un concetto sempre più diffuso, entrato quasi nel senso comune, fino ad apparire quasi privo di significato. Quando però a pronunciarlo è il maestro zen Thich Nhat Hanh, monaco, poeta, filosofo, teorico e pratico della pace, il colore e il sapore della frase sono tutti diversi. Perché non è più un concetto, non è un’idea, ma è la traduzione in parole di una vita esemplare.
A fine aprile del 2003 è stato in Italia, nella pineta di Castelfusano, in un incontro sul tema “Nutrire la gioia e la stabilità in tempi incerti“. Come a tutti i giornalisti che chiedono di intervistarlo, Thich Nhat Hanh mi ha chiesto di partecipare per qualche giorno al ritiro, per sperimentare quella “pratica” che è quanto di più semplice e di più profondo, quella del respiro e della camminata lenta e silenziosa, come quella che viene mostrata nel video. Un’esperienza utile per andare al di là delle parole. Se il video dell’intervista riuscirà a trasmettere almeno in parte la calma e la forza che traspare dai gesti e dalle parole di Thich Nhat Hanh, forse anche chi legge e guarda saprà andare oltre le parole e il concetto apparentemente semplice: “Vivi qui e ora, nel momento presente.”

Nei suoi insegnamenti lei dice che il nostro reale nemico è la dimenticanza. Come ‘è possibile non considerare nemici nessuno di quelli che ha ucciso i suoi confratelli, i suoi amici, i suoi allievi e al tempo stesso non dimenticare?
La dimenticanza è il nemico perché non ci permette di essere interamente presenti qui e ora. A causa di ciò non sappiamo cosa succede e cosa fare e non fare. Noi permettiamo che sorgano la rabbia e il dolore: per questo vivere consapevolmente è importante, perché quando vivi consapevolmente sei veramente presente, veramente vivo, e puoi contattare la sofferenza e puoi comprendere la sofferenza e quando comprendi la sofferenza hai la compassione e questo ti può aiutare ad agire. Quando una persona sta male, il medico deve uccidere i batteri che ci sono in lui e non uccidere la persona: quindi l’uomo non è il nemico, ma il nemico è la dimenticanza, che causa la mancanza di comprensione, la mancanza di compassione, e causa dolore e rabbia. Così la dimenticanza rafforza tutte le energie negative che sono dentro di noi e in particolare l’ignoranza, la mancanza di comprensione e di compassione, di responsabilità e di fratellanza.

Per eliminare la sofferenza noi dobbiamo partire dall’esperienza della sofferenza. Qual è il messaggio di sofferenza che ci arriva dalle vittime della guerra dell’Iraq, come quello che ci arrivò dal Vietnam?
In una guerra non si soffre solo da una parte , ma da entrambe le parti. In Vietnam non furono solo i vietnamiti le vittime, ma anche gli americani sono stati vittime della guerra. La guerra non portò distruzione solo in Vietnam, ma anche nel popolo e nella nazione americana. Non solo morirono in Vietnam 50.000 ragazzi americani, ma anche i sopravvissuti quando tornarono in America, portarono in America la guerra. Portarono la sofferenza nelle loro famiglie, portarono violenza ai loro bambini, alla loro società, portarono molti crimini, molti divorzi. E fino ad oggi le ferite della guerra del Vietnam in America non sono guarite, e l’attacco al World Trade Center l’11 settembre è l’effetto di una guerra portata in casa propria dagli americani, perché le “azioni speciali” che hanno fatto avevano creato molte incomprensioni e sofferenze nel mondo. E molta gente non ha compreso, molta gente ha odiato la politica estera degli Stati uniti. E perfino coloro che morirono per attaccare le Torri Gemelle credevano che quest’attacco fosse fatto in nome di Dio, in nome della giustizia, e così via. C’è stata molta incomprensione, e odio, e rabbia e violenza e la guerra in Iraq è proprio la continuazione di un’azione che non fa soffrire solo gli iracheni ma anche molti americani. Così bisogna ascoltare non solo la sofferenza dei vietnamiti o degli iracheni ma anche quelli del popolo americano. In America c’è ancora molta sofferenza, molti pensano di essere vittime della discriminazione, vittime dell’ingiustizia e l’America non riesce davvero a fermarsi ad ascoltare la sofferenza all’interno di se stessa. Ascoltando la tua sofferenza sarai capace di comprendere la sofferenza degli altri popoli e questo è il solo modo per ristabilire la comunicazione e ristabilendo la comunicazione attivi la comprensione e l’accettazione dell’altro, che è il solo modo per rimuovere la violenza e il terrorismo. Non si può sperare di rimuovere il terrorismo con le bombe, bisogna rimuoverlo con lo strumento del dialogo, ascolto profondo, ascolto compassionevole, usando un tipo di discorso amorevole perché la comunicazione sia di nuovo possibile.

Nel movimento per la pace che non è mai stato grande come in queste occasioni, quali vede come punti di forza e quali come punti di debolezza?
La scorsa settimana abbiamo fatto una camminata per la pace a Firenze. Nessuno di noi portava alcuna bandiera, non abbiamo gridato slogan, non abbiamo presentato alcun simbolo. Abbiamo camminato molto lentamente e con gioia, perché l’obiettivo della nostra marcia non era protestare contro qualcun altro. La nostra marcia si proponeva di innaffiare il seme della pace dentro di noi e trasformare il seme della violenza che è in noi. Perché noi sappiamo che se non cominciamo da noi stessi non possiamo aiutare la fine della guerra, perché la guerra forse continua dentro di noi. In ognuno di noi c’è violenza, c’è conflitto, c’è sofferenza e praticare la pace è prima di tutto essere consapevoli degli elementi di guerra che abbiamo dentro. Noi dobbiamo vivere nella vita quotidiana in modo da dare ai semi di pace dentro di noi una possibilità di fiorire e da rimuovere i semi di guerra, cioè dobbiamo ascoltare la nostra sofferenza; apprendere come abbracciare la nostra sofferenza per trasformarla è davvero fondamentale nella pratica della pace. E se comprendiamo la nostra sofferenza, se possiamo ridurre la sofferenza dentro di noi, allora possiamo comunicare con gli altri, con i nostri nemici, e provare le nostre capacità di relazione e aiutare le altre persone a trasformare la sofferenza dentro di loro e innaffiare i semi della pace e della felicità e insieme possiamo aiutarci a fare la stessa cosa nella nostra città, nella nostra nazione e con il mondo. Così quando ci incontriamo con un milione di persone, dovremmo incontrarci per renderci conto che la guerra è dentro di noi e dobbiamo trasformarla. Il mio camminare in pace non è una protesta contro nessuno: noi facciamo convergere i nostri sentimenti, i nostri propositi, vogliamo che la gente faccia come noi, non permettendo di lasciarsi trasportare dal sentimento del dolore, della rabbia, della rinuncia all’interno di se stessi, in modo da non soffrire e da non causare sofferenza negli altri. Credo che i nostri politici debbano praticare la pace, e noi dovremmo avere i mezzi per aiutare i nostri leader politici a praticare la pace, perché nella nostra vita politica non c’è la dimensione spirituale, l’abbiamo persa. Per questo politici come Bush, Blair, Chirac non hanno un rapporto con la spiritualità, che gli permetta di occuparsi della propria sofferenza, di fare pace dentro di loro. Per questo quando eleggiamo coloro che ci governano dobbiamo stare attenti: dobbiamo eleggere solo quelli che sanno come fare pace dentro di sé e nella loro famiglia. Perché se non sanno fare questo in loro e nella loro famiglia, come possono farlo nel mondo? Per questo la pace è un processo di educazione, di autoeducazione sulla pace e di educazione alla famiglia e alla pace e educazione delle masse riguardo alla pace. Se non si segue questa linea di azione, dimostrare e gridare la nostra rabbia contro il governo non può aiutare molto.

Sono arrivato, sono a casa“. Questa è una delle frasi chiave per le meditazioni che lei insegna, per le pratiche. Lei stesso però manca dalla sua casa, dal suo Paese da oltre trent’anni. Molti milioni di persone sono costretti come rifugiati, come esuli fuori dalla loro patria. Come è possibile essere a casa ovunque?
Nel 1966 feci per la prima volta l’esperienza di sentirmi esule perché non mi fu permesso di tornare a casa dopo il mio appello per la pace; e ho sofferto come tutti gli altri, ho sofferto perché tutti i miei amici e il mio lavoro, i miei studenti erano in Vietnam. Ma a quel tempo stavo già praticando, così potevo sentirmi a casa dovunque, e dopo circa un anno riuscii a sentirmi felice, a sentirmi a casa in Europa e dovunque andassi, ed ero capace di considerare il Pianeta terra come la mia casa. Dovunque si può vedere il cielo azzurro, si può vedere la luna piena, si può entrare in contatto con una splendida vegetazione, si può giocare con i bambini e così via, e questa è pratica: il passato è andato e il futuro non è ancora qui. C’è un solo momento in cui puoi sentirti vivo, che è il momento presente. Se aspettassi di essere vivo quando potrò rientrare in Vietnam, potrebbero passare molti anni, potrei aspettare l’intera vita e non sarebbe saggio. Così si può praticare in questo modo ed essere felici e vivere proprio qui e ora. E questo è un insegnamento molto importante di Buddha: io sono riuscito ad essere a casa ovunque io sia. In questo momento preciso mi sento a casa in Italia, in questo posto dove stiamo parlando e la mia pratica è vivere in questo modo, restando in contatto con la meraviglia della vita. In ogni momento possiamo essere vivi: se siamo invasi dalla rabbia e dai progetti, non è possibile far così. Quando pratichi hai la libertà dentro di te: sei libero dai tuoi progetti, dalle tue emozioni, dalla tua rabbia, dalla tua disperazione, dalla tua sofferenza e ogni respiro che fai ti dà vita, ti dà gioia e felicità. Ogni respiro è una poesia e scrivi una poesia senza bisogno di carta né di penna perché quando respiri in modo calmo e consapevole puoi sentirti vivo e sorridi, e questa è una vera poesia, e ogni passo che faccio potrebbe essere una poesia perché cammino con stabilità, toccando la meraviglia della vita ad ogni passo. Ogni passo dovrebbe diventare una poesia, perché la poesia non è qualcosa che scrivi sulla carta, è qualcosa che puoi vivere in ogni momento della tua vita. Quando tieni la mano di un bambino e cammini e sei felice ad ogni passo e guardi un bambino in viso, questa è vita reale ed è poesia vera, non è un sogno, è qualcosa di molto reale, molto vivo, che sta accadendo. E a volte devi affrontare situazioni di violenza, di rabbia, ti trovi di fronte a situazioni difficili, ma è sempre possibile “trattarle” con passione, con comprensione, con compassione, e anche questa è poesia, quando provi a salvare i boat people, quando provi ad aiutare chi è arrabbiato e stanco, quando scrivi una lettera per sostenere qualcuno che è in difficoltà, tu hai bisogno di capire, hai bisogno di compassione e la tua azione è una vera poesia.

Che cos’è allora per lei scrivere poesie?
Non scrivi poesia solo quando ti siedi a tavolino e usi una penna e un foglio di carta. La poesia si compone in ogni momento della tua vita quotidiana: quando innaffi la verdura, quando lavi i piatti, quando fai colazione, in quel momento hai una grande esperienza della vita, puoi avere gioia, compassione, visione profonda e in quel momento quando ti siedi a scrivere stai consegnando la poesia, ma poesia è sempre nel mondo, è in continua creazione e questo perché anche quando dormi e sogni, anche quella è poesia.

Un’ultima domanda è dedicata a Nat Chi May, una sua studentessa che si diede fuoco in Vietnam, una di quelle immagini che restano nell’immaginario collettivo e che è più difficile da comprendere. Che cosa resta di lei e di questa immagine dopo 35 anni?

Nat Chi May era una giovane insegnante, un membro della scuola della gioventù per i servizi sociali. Vide la sofferenza, capì che era difficile far conoscere la sofferenza alla gente perché il suono delle bombe era tanto forte e le parti in guerra non ci permettevano di raccontare la nostra sofferenza, e lei scelse di usare il suo corpo come torcia per aiutare la gente dentro e fuori del Vietnam a diventare consapevole della sofferenza che c’era, sperando che venisse un aiuto per stabilire la fine alla guerra. Lei rappresenta molti di noi. Molti di noi i cui nomi non sono conosciuti hanno fatto esattamente la stessa cosa, non dandosi fuoco, ma impegnandosi in un lavoro per salvare la gente, per aiutare la gente senza paura e queste persone hanno mostrato molta comprensione e molta compassione: i miei studenti mi hanno nutrito molto e quello che io ho fatto e quello che ho detto è quello che loro hanno detto e fatto nello stesso tempo. Così quando vedete me che parlo, quando vedete me che agisco, dovete vedere tutti loro che fanno la stessa cosa. La loro coscienza è una coscienza collettiva nata dalla consapevolezza e dalla sofferenza e c’è un desiderio di agire per mettere fine alla sofferenza. Se guardate me e vedete una sola persona non avete visto molto chiaramente, dovete vedere molti e molti di noi che in situazioni molto difficili fanno la stessa cosa, che portano messaggi di compassione, di pace, di sacrifici per la gente e sperano che l’energia di comprensione e compassione possano nascere in ognuno e nei bambini, in modo che i nostri bambini abbiano un futuro. Molte grazie.

Intervista a  Thich Nhat Hanh di Luciano Minerva fonte: www.rainews24.it


Thich Nhat Hanh

Un Ascolto Profondo

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Ascoltare profondamente è sapersi fermare e sapersi far pervadere da ciò che si ascolta, diventando uno con esso, che provenga dall’interno o dall’esterno di noi.

Ascolto profondo è sapersi fermare e sapersi far pervadere dall’oggetto del nostro ascolto diventando uno con esso, che sia al nostro interno o al nostro esterno.
Per ascoltare in modo nuovo, insegna Thich Nhat Hanh, è necessario rimuovere le percezioni erronee che si hanno su se stessi e sugli altri: in questo modo si trasforma anche il modo di parlare, e la parola diventa strumento di felicità anziché portatrice di sofferenza.
Iparare la pratia ll’asolto poono è allora oe imparar ua nuova lingua si ha isogno di mpo pe familiarizzarsi o i nuovi suoni e per potersi ascoltare è importante imparare a conoscere “i propi suoni”, cioè gli elementi, al nostro interno, con i quali siamo poco in contatto.
All’ascolto profondo ci si avvicina tramite la condivisione, una delle pratiche cui Thich Nhat Hanh dà maggiore spazio come strumento di pace.
In questo libro sono stati raccolti i discorsi che più si soffermano sull’argomento: i temi trattati possono invitarci a riflettere su come ci ascoltiamo e su come ci siamo ‘sentiti’ fino a oggi, e forse scardinare un po’ l’immagine che abbiamo acquisito di noi stessi.

Aforismi e Citazioni

aforismi_citazioniSe vogliamo conoscere il senso dell’esistenza, dobbiamo aprire un libro:
là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo,
c’è una frase scritta apposta per noi.
P. Citati

Da oggi c’è una nuova pagina.. “Aforismi e Citazioni”

Qui troverai di giorno in giorno citazioni e aforismi, tratti tra i più bei libri, profondi, emozionanti, simpatici, ironici..per ogni pensiero, e per ogni momento della giornata.

Una scelta di citazione  e frasi che possono dire, dare ed essere una nuova chiave per te, per continuare a crescere leggendo.

E con molto piacere verranno pubblicate nuove citazioni e frasi che vorrete condividere

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Essere felice

felici

Essere felici
Puoi avere difetti, vivere con ansia e qualche volta essere irritato, ma non dimenticarti che la tua vita è la più grande impresa del mondo.
Solo tu puoi evitare che vada in fallimento.
Ci sono molte persone che hanno bisogno di te, ti ammirano e si tormentano per te.
Sarebbe bello che tu ricordassi sempre che essere felice non è avere un cielo senza tempeste, strade senza incidenti, lavori senza fatiche, relazioni senza delusioni.

Essere felice è trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella paura, l’amore nei distacchi.
Essere felice……
Non è solo valorizzare un sorriso, ma riflettere sopra la tristezza
Non è solo commemorare il successo, ma imparare la lezione dai fallimenti
Non è solo allietarsi degli applausi, ma trovare allegria nell’anonimato.
Essere felici è riconoscere che vale la pena di vivere la vita, malgrado le sfide.
Essere felici non è opera del destino, ma una conquista di chi sa viaggiare dentro il suo proprio essere.
Essere felici è abbandonare i problemi e diventare autore della propria storia.
Essere felici è…
attraversare deserti, ma essere capaci di incontrare un’oasi nel profondo della tua anima e ringraziare Dio ogni giorno per il miracolo della vita.
È non avere paura dei propri sentimenti.
È saper parlare di te stesso.
È avere la forza di accettare una critica, anche se ingiusta.
È baciare il marito o la moglie, i figli, sostenere i genitori e vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci hanno ferito.
Essere felici…
È lasciar vivere libero il bimbo libero e allegro che dimora dentro di noi.
È avere la maturità per dire “ho sbagliato”.
È avere il coraggio di dire “perdonami”.
È la sensibilità di dire “ho bisogno di te”.
È avere la capacità di dire “ti amo”.
Desidero che la vita sia un cantiere di opportunità affinché tu sia felice…
Che nelle tue primavere tu sia amante dell’allegria.
Che nei tuoi inverni tu sia amico della saggezza.
E, quando sbaglierai strada, ricomincia tutto di nuovo, così sarai ogni volta più innamorato della vita.
E scoprirai che…
Essere felice…
Non è avere una vita perfetta, ma… usare le lacrime per irrigare la tolleranza, usare le perdite per rafforzare la pazienza, usare le foglie per scolpire la serenità, usare il dolore per raffinare il piacere, usare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza.
Non abbandonare mai te stesso!
Non rinunciare mai alle persone che ami!
Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo imperdibile.
E tu una persona speciale!!!

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