Il Giardino di Evan – Brian Lies

Evan e il suo cane facevano tutto insieme.
Trascorrevano insieme ogni giorno e ogni stagione
Ma ciò che amavano sopra ogni cosa era lavorare
nel magnifico giardino di Evan.

Evan è un signor volpe che ha un cane come inseparabile amico: si divertono, giocano, insieme fanno un sacco di cose. Tra cui occuparsi del loro giardino rigoglioso!


Un giorno accade l’impensabile e il migliore amico di Evan, il cane, muore.
La vitalità di Evan, e così anche quella del giardino, vengono meno.

Evan non può sopportare di vedere lo sbocciare della vita del suo giardino quando quella del suo amico non è più lì. E così si rifiuta di prendersene cura, non vuole più che il giardino sia un posto felice.


Lui non è più felice. Non sopporta più di stare in giardino e lo abbatte tutto al suolo. Al posto delle verdure, spuntano le erbacce, ed Evan si ritrova a curare le erbacce. Se non può essere felice, creerà un giardino oscuro come il suo umore.

Ma la natura non si ferma facilmente.
E il tempo nemmeno.

Un giorno, nel silenzio del giardino, Evan vede un nuovo germoglio, un tralcio di zucca entrava da sotto lo steccato.
Vorrebbe reciderlo, ma forse è pronto a rivedere la luce e lascia che quel germoglio fiorisca.

Riscopre così la sensazione di prendersi di nuovo cura di qualcosa.
E di lì a sentire di avere di nuovo spazio nel cuore per prendersi cura anche di qualcuno, il passo è breve.

Il Giardino di Evan di Brian Lies edito da HarperCollins è un albo illustrato tra i più toccanti e accessibili sul dolore e la guarigione che abbiamo letto con i bambini, scritto con voce onesta e piena di speranza. È un libro premuroso, in tutti i sensi della parola. Se hai difficoltà a parlare con tuo figlio della perdita e del lutto, condividere questa storia potrebbe essere un modo utile per iniziare la conversazione.
Nelle illustrazioni nitide, colorate e ricche di emozioni, Brian Lies racconta le profonde profondità del lutto e il riaccendersi dell’amore.

Il Giardino di Evan parla di perdita e dolore, in particolare della morte di un animale domestico o, nel caso di Evan, di un amico. Descrive l’impatto del dolore nelle nostre emozioni—che nutre sentimenti di amarezza e rabbia—e il suo effetto nelle nostre vite—essere distruttivi e chiudersi fuori dal mondo.
Una bellissima storia di amore, perdita, guarigione e nuovi inizi,
una storia che spezza il cuore e pagina dopo pagina lo ripara di nuovo

“Ma un buon posto non resta mai vuoto a lungo.
Nuove piante germogliano, allungandosi verso il cielo.”

Questo libro mi è piaciuto molto perché contiene le fasi principali del lutto in modo colorato e accessibile ai bambini:

la negazione : l’autore usa la parola “impensabile” per descrivere la morte del cane
la rabbia : questa fase di rabbia è descritta attraverso la distruzione del giardino da parte di Evan che distrugge tutto e strappa le radici
la depressione : Evan si ripiega su se stessa, non esce più e non prova più un’immensa tristezza
l’accoglienza : la fase di accoglienza avviene attraverso la pianta di zucca che apre nuove opportunità (nuove emozioni con la voglia di prendersi cura dell’emozione all’idea della fiera, la capacità di godere del tempo presente divertendosi e infine l’incontro finale con il cucciolo).
Questo album può essere un mediatore per i bambini in lutto (soprattutto un animale domestico). La storia ci ricorda che accettare non è vedere la situazione sotto una luce positiva, ma imparare a convivere con la perdita.

La storia di Evan sottolinea l’importanza di non esortare le persone in lutto a essere forti o a nascondere le proprie emozioni. Rabbia, tristezza, paura sono emozioni sane da provare sulla via del lutto. L’accettazione è un processo lento , non un punto di arrivo.

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Una Cioccolata calda per Orso – Jee-Yeon Park

L’orso a cui piaceva abbracciare tutto
era famoso in città per essere un vero amante
della cioccolata calda.
Da casa sua, usciva sempre
un dolce profumo di cioccolata calda.

Nella foresta vive un orso molto, molto tenero. Un orso calmo, con lineamenti morbidi e che adora coccolare. Trascorre il suo tempo abbracciando tutto ciò che vede, dalla sua sedia agli alberi che circondano la sua casa. Per mantenere questo lato caldo, consuma molta cioccolata calda. Sfortunatamente, scopre di non avere più cacao in dispensa. C’è solo una soluzione: andare al negozio, che dista solo 2 colline per comprarne un po’. E mentre si reca al negozio, ci sono buone probabilità che cederà ai suoi impulsi …

Sulla sua strada incontra molti animali della foresta, come la volpe che piange triste perchè i suoi amici la pensano furbacchiona, oppure il maiale che brontola perchè l’autobus è in ritardo, incontra anche dei coniglietti dispettosi…così tanti sentimenti diversi che questo orsetto molto, molto tenero troverà una soluzione per calmarli e renderli più felici: abbracciali.
Proprio così, qui ci vogliono dei teneri abbracci, Orso lo sa bene e non si tira indietro.

Quindi, se ne va per andare al negozio a prendere la sua cioccolata, ma l’orso si accorge che è arrivato tardi ed è chiusa, quindi è impossibile avere la cioccolata! 😦
Triste e deluso l’orso torna a casa… ma una bella sorpresa potrebbe aspettarlo fuori dalla sua porta …

Una Cioccolata calda per Orso di Jee-Yeon Park edito da Jaca Book è una bella storia di solidarietà e amicizia che delizia grandi e piccini! Una storia dal sapore dolce e cioccolatoso piena di dolcezza e tenerezza. Un album da leggere nelle giornate con la “luna storta”, perchè è proprio vero che gli abbracci hanno un grande potere e portano calore e benessere 😉

Tutti gli animali aiutati da Orso sapranno ricambiare con la miglior cosa che possa succedere in un pomeriggio nevoso e freddo ad un orso amante della cioccolata??
Non dirò di più per non rovinarvi la storia, ma questo finale è semplicemente troppo dolce! Si tratta di solidarietà e amicizia.
Abbracciare, abbracciarsi è una terapia tanto semplice quanto efficace perché capace, più di mille parole, di comunicare un volersi bene, così come si è, coi propri difetti e limiti. Il buon Orso assomiglia tanto ai bambini, che hanno questa gratitudine profonda nel cuore: basta che tu ci sia e loro ti ri-amano di un amore infinito.

Il testo è piuttosto breve, perfettamente adatto a un pubblico giovane. La ripetizione, con il fatto che ogni incontro con l’orso fa la stessa cosa, è un principio che piace molto ai bambini perché permette loro di anticipare la reazione degli animali e quindi di sapere in anticipo cosa succederà.
Anche le illustrazioni, sono davvero molto carine, molto morbide con colori tenui e caldi.

In un periodo come quello in cui stiamo vivendo oggi, dove gli abbracci sembrano così lontani, ora come mai, tutti ci accorgiamo di quanto sia essenziale, di quanto bene ci faccia, stringerci forte.
Una stretta forte a volte è la sola cosa di cui abbiamo bisogno…per sapere che non siamo soli, per sapere che ce la possiamo fare, per rincuorarci.
Ecco che questa storia è anche un promemoria per noi adulti, abbracciamo i nostri bambini, quando sono felici, per dirgli quanto gli vogliamo bene, ma soprattutto quando sono tristi o ancor di più arrabbiati e scontrosi… perchè proprio quando c’è la rabbia che bolle, una abbraccio forte può calmare, rassicurare e donare calma e tranquillità!

Una storia da leggere e rileggere, in cui semplici gesti pieni di spontaneo affetto mostrano ai più piccoli come l’amicizia passi anche attraverso momenti teneri di vita quotidiana, come una tazza di cioccolata calda bevuta con gli amici.
Un libro illustrato per promuovere un momento molto dolce e coccoloso con i bambini. Come questo simpatico orso bruno, che ci ricorda e ci invita alla gentilezza, alla dolcezza e agli abbracci! Piacevolissima e perfetta come lettura serale molto tenera.
Un racconto dolce e caldo, come la cioccolata calda o come un abbraccio.

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Una Rabbia da Leone – Una Gelosia da Orango

Leone era un felino
davvero particolare:
si arrabbiava sempre,
anche per nulla!

Leone ha il suo bel caratterino, diventa scontroso e si arrabbia proprio per tutto ed appena qualcosa lo infastidisce, esplode!
Ma un bel giorno Furia, la sua rabbia, gli esce letteralmente fuori, e inizia a tenergli testa…
Come andrà a finire?


Un libro che aiuta a gestire ed accettare le proprie emozioni, senza lasciarsi sopraffare dalla negatività ma, al contrario, a comprenderne l’esistenza come parte integrante del proprio essere.

All’improvviso,
con un balzo repentino,
FURIA saltò fuori
dalle fauci di Leone.
…si trovò davanti una copia di se stesso,
ma con la criniera tutta arruffata.

La gestione della rabbia e il riconoscimento delle proprie emozioni è un processo lungo e complicato. Una rabbia da Leone di Giulia Pesavento illustrato da Susy Zanella edito da Sassi Junior, tratta in modo semplice e diretto il tema della rabbia e, attraverso la storia di un leone iracondo, spiega come imparare ad accettarla e gestirla per poterci convivere. Ci piace e lo consigliamo perchè a differenza di molti altri testi non insegna a sopprimerla ma a conoscierela.

Le prese la zampa,
provò a pettinare la criniera,
le saltò sulle spalle;
si arrampicarono sulle liane,
corsero insieme
fecero capriole
e si tuffarono nel laghetto.

…Tra di loro, ormai, regnava l’armonia.

Un leone, come un bambino che gradualmente impara a convivere con le sue emozioni e ad accettarle
Le illustrazioni poi sono davvero bellissime e completano perfettamente il senso della storia grazie alla loro vivacità!

La rabbia, di cui si parla nel libro, è molto complessa da gestire e anche gli adulti spesso devono farci conti! La prima volta che un bambino si arrabbia non sa dare un nome a quella sensazione ed è molto facile che si lasci dominare da ciò che prova.
Provare rabbia è normale: si tratta di un’emozione primordiale dettata dall’istinto naturale di difesa ma attenzione a non lasciarci soggiogare!
La rabbia, infatti, può insegnarci molto su noi stessi… Basta saperla ascoltare 🙂
Una rabbia da Leone offre lo spunto per lavorare su questo complicato aspetto della nostra sfera emotiva con i più piccoli.
Perché sto provando rabbia? Cosa l’ha scatenata?” sono le domande da cui noi tutti, adulti e bambini, possiamo partire per cercare di capire le nostre emozioni e non lasciarci sopraffare dall’ira.

Ancora una volta, un bel libro è un ottimo strumento per introdurre ai bimbi più piccoli il complesso tema delle emozioni.

Orango stava sempre nascosto tra le foglie e le liane,
e NESSUNO aveva il coraggio di disturbarlo.
Orango era GELOSISSIMO della sua casa,
ma Orango era GELOSO

soprattutto delle sue cose.

In questa storia invece incontriamo, Orango gelosissimo delle sue cose, e non lascia mai avvicinare nessuno a ciò che possiede.
Guai a chi osa avvicinarsi al suo albero!
Ai rami sono appesi tanti bellissimi sacchetti colorati: cosa conterranno di così prezioso?
Un giorno, un piccolo cucciolo di orango, si perde nel bosco: riuscirà Orango a fargli un po’ di spazio e a condividere con lui le sue cose più preziose?

“Per stanotte puoi restare” disse al piccolo.
“Ma non ti avvicinare alle MIE COSE.
Non pensarci neanche!”
Guardando il cucciolo che faceva dolci sogni, però,
sentì che il suo cuore si faceva più MORBIDO

Una dolce storia per capire che la condivisione è il regalo più bello.
Proprio grazie all’amicizia, Orango scopre che la condivisione è il regalo più bello.

Orango, rimase SOLO,
come lo era sempre stato.
Solo con i suoi sacchetti colorati.
Aveva TUTTE le sue cose.
Stavolta, però, sentiva quasi
di non avere NIENTE.

Una Gelosia da Orango di Irene Trevisan illustrato da Susy Zanella edito da Sassi Junior è una bella storia dedicata all’importanza di dare il giusto valore alle cose.


Un bambino che cresce si trova a sperimentare non soltanto il mondo che lo circonda ma anche quello, spesso ben più misterioso e sconvolgente, che si agita dentro di sé, e con queste due letture in compagnia di Leone e di Orango sarà piacevole provare a rinoscere due grandi emozioni, la Rabbia e la Gelosia.
Sono due libri di facile accessibilità ed immediatezza emotiva per i piccoli lettori da 3-4 anni.

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Ti mangio di baci – Carmen Gil

Il mostro Peloso era grande.
Più della quercia millenaria.
O della torre del castello.
O della montagna nuvolosa.

Peloso è un mostro molto grande che è sempre arrabbiato e solo. E più è solo, più si arrabbia, e più si arrabbia, più solo è…
Peloso era grande, enorme e soprattutto era sempre arrabbiato, arrabbiato e ruggente come una tempesta GRRRRRR !!


Peloso viveva nel paese dei paronzoli, adorabili esseri colorati che temono il grande mostro. Ogni volta che provano ad avvicinarsi a lui, scappano spaventati, intanto Peloso continua ad arrabbiarsi e ringhiare.
Una volta un paronzolo viola ha cercato di avvicinarsi a lui, ma un disegno che stava facendo è andato storto e Peloso non poteva sopportare che qualcosa fosse andato storto. Il grande Peloso iniziò ad arrabbiarsi e cominciò a ringhiare e ad agitarsi. Grrrrrr


Il paronzolo viola iniziò a correre pensando che Peloso lo avrebbe mangiato.
Allo stesso modo in cui il paronzolo viola ha cercato di avvicinarsi, così ha fatto anche un paronzolo blu, ma anche lui scappò dalla paura.

Ma arriva un giorno in cui un paronzolo arancione invece di scappare, gli sorride e questo sorprende così tanto Peloso che le sue sopracciglia sempre aggrottate si trasformano in un enorme sorriso. A poco a poco si rende conto che l’affetto che il paronzolo gli sta dando, anche quando è arrabbiato, gli fa perdere la rabbia…e tornare il sorriso!

Cosa succederà alla fine?
Farà amicizia davvero con tutti i paronzoli?
Perché il libro si chiama “Ti mangio baci” e non ho menzionato nulla sui baci?
Qual è la fine? Dovrete scoprirlo da soli 😉

Sai quando dicono… “amami quando meno lo merito, sarà quando ne avrò più bisogno“?
Ti mangio di baci di Carmen Gil edito da NubeOcho è una bella storia che mi ha ricordato quella frase.

Peloso aveva bisogno di amore, qualcuno che nonostante qualche momento no, e qualche arrabbiatura non se si fosse spaventato lasciandolo solo, accompagnandolo e convalidando i suoi sentimenti. Una storia che può insegnarci molto, sia ai più piccoli che a noi adulti 😉

Consiglio questo libro per lavorare sull’autostima, soprattutto nella fase dell’infanzia, dove si costruiscono veri sentimenti verso se stessi e verso gli altri. Possiamo anche lavorare con questo libro sull’empatia verso gli altri, poiché Peloso è un mostro che ha un problema a livello personale e questo influisce sui suoi rapporti con gli altri. Come possiamo aiutare alcuni amici che sono come Peloso?

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Mappe delle mie Emozioni – Bimba Landmann

Mappe delle mie Emozioni di Bimba Landmann edito da Camelozampa è una storia speciale ed è anche un silent book.
Senza dire una sola parola, il bambino protagonista prende il suo zaino sulle spalle e con una piccola imbarcazione, inizia la sua navigazione fuori dal tempo e dallo spazio comune, verso luoghi immaginifici e sconosciuti per esplorare la sua dimensione più intima e profonda.

Le prime Terre che scopre all’inizio di questo viaggio sono quelle della Speranza, dai colori sulle tonalità dei verde chiari e cristallini. Il centro di questa terra rasserenante è un occhio che osserva e tranquillizza, il Mare dei Sogni, in cui è possibile coltivare questi piccoli desideri nascosti e custoditi in un cassetto, è possibile guardare avanti con coraggio, e ancora, abbracciare promesse e desideri.

Lungo la strada, non manca di incontrare un compagno di viaggio, e insieme si avventurano e continuano questo viaggio misterioso.
Il bambino e il piccolo amico, con fiducia proseguono il cammino verso nuove terre proiettati nel futuro, ma ecco che all’orizzonte compaiono le Terre della Paura, sono scure, agitate, inquiete. Senza l’uso di nessuna parola, l’autrice trasmette in modo semplice e diretto l’emozione che cambia, il cuore batte forte e i dubbi affiorano, un senso di panico e paura attanaglia il giovane, che non si sente abbastanza pronto e forte per superare queste zone piene di paure, lo sgomento, il terrore. Queste terre sono impetuose, imprevedibili dalla Paura al Disgusto, meglio spostarsi e cambiare meta.
Ed eccoli finalmente in volo, leggeri e candidi volare verso le Terre della Gioia. Di nuovo emergono emozioni piacevoli, positive e trascinanti, l’allegria, la delizia, la beatitudine, la felicità e i colori delle illustrazioni tornano ad essere luminosi, brillanti.

Le emozioni di ogni terra hanno strade, montagne, laghi e mari e tanti dettagli da osservare e cercare.
Non ci resta che mettere lo zaino in spalla e viaggiare, giocare, esplorare ogni territorio insieme al piccolo protagonista.
Pagina dopo pagina Bimba Landmann racconta attraverso luoghi fantastici ed evocativi, ricchi di grande inventiva e varietà di registri tutte le sfumature delle emozioni, dalla gioia alla vergogna, dalla meraviglia alla tristezza, fino all’amore.
Un altro aspetto importante è come tutti i territori, sono collegati tra loro, fanno parte di un unico “mondo” e sono tutte ugualmente importanti affinché l’equilibrio possa continuare.
Mappe delle mie Emozioni porta un messaggio silenzioso, senza voler insegnare, senza voler giudicare, ma tra avventure di scoperta, di terra in terra, di colore in colore, scorre durante tutto l’albo.

E’ un albo illustrato che ogni volta che viene letto e sfogliato racconta e completa pezzi della storia, pezzi di questo immenso viaggio dentro se stessi.
Dal Mare dell’Allegria, al Grande Albero dei Doni, dalla Foresta del Buon Augurio al Mare del Dubbio, dall’Isola “non so fare nulla” al Lago della Malinconia, dalla Foresta stellata della Salute alla pianura degli Abbracci…


Percorriamo Strade che Guardano Lontano e Spiagge del Controllo, attraversiamo Foreste Stellate e ci immergiamo in Città Sotterranee del Delirio…ogni terra, come ogni sensazione, emozione hanno un nome preciso e descrivono il territorio, strade e sentieri conducono a ognuno di essi. Mondi che sembrano sconosciuti ma che invece ci appartengono perchè sono le nostre emozioni.


Questo libro è un viaggio che non ha età, un viaggio unico dentro noi stessi, adulti e bambini, perchè Mappe delle mie Emozioni è un inno alla bellezza di ogni sfaccettatura del nostro carattere

Bimba Landmann con questo albo illustrato, dal sapore visionario e dal grande impatto scenico, ci ricorda come i territori della nostra interiorità siano isole meravigliose da esplorare, talvolta terre inattese da attraversare, rifugi in cui trovare riparo ma anche siti oscuri e minacciosi da cui allontanarsi.

Un silent book che colpisce e conquista per le sue magnifiche illustrazioni e per la forza con cui permette ai bambini ( e non solo) di imparare a conoscersi, trasformando ogni pagina in un viaggio alla scoperta delle Emozioni.
Un libro che stimola una catena di nuovi pensieri, idee, racconti e libera la fantasia.
Dopo la lettura, con i piccoli lettori si possono creare mappe mai esistite, lasciandoli liberi di immaginare posti intimi e personali, creature dai nomi strani che possono abitarli…non serve una precisa direzione, lasciamoli liberi di raccontare le loro emozioni 😉

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Le Emozioni siamo Noi – Clotilde Perrin

Yuppi, evviva, vai così!
Sono carica, sono entusiasta, sono Gioia,
Vieni a cantare con me, batti le mani e balla!
La vita è così bella!
Arrampichiamoci sugli alberi,
rotoliamoci nell’erba,
saltiamo e facciamo festa!

Le emozioni siamo noi di Clotilde Perrin edito da Franco Cosimo Panini è un libro intelligente che permette ai bambini dar voce alle loro emozioni e forse anche di calmarsi. Da leggere e rileggere e conservare preziosamente tra i libri preferiti!
In questo libro, Clotilde Perrin mette in luce le cinque emozioni fondamentali: rabbia, paura, disgusto, gioia e tristezza . Facilmente identificabili, comuni ai bambini.

Tremi davanti a me e fai bene!
Sono rabbia e sono incontrollabile.
Scoppio come una bomba e sono potente
come un terremoto. Grido, urlo, mi dibatto.
Non ragiono. Nessuno può toccarmi
Se ti avvicini…attento a te!

Qui ogni doppia pagina è dedicata ad ogni emozione: nella pagina di sinistra la descrizione dettagliata dell’emozione e nella pagina di destra, un’animazione ricca di sorprese da esplorare manualmente.

Scopriamo così quali emozioni amano, odiano, le canzoni che gli piacciono particolarmente, i loro punti di forza / debolezza, i loro giochi preferiti, i loro pasti preferiti, i personaggi di cui sono fan; senza dimenticare le caratteristiche fisiche che sono loro specifiche e le sensazioni che provocano nell’individuo (umano e non). Scritte con una penna leggera e con grande tenerezza, le parole sono morbide e piacevoli da leggere. Sdrammatizzano tutta la serietà che circonda l’universo delle emozioni.

Bleah! Puah!
Lo vedo, lo sento, lo so,
c’è qualcosa di davvero disgustoso!
Non mi piace,non mi va,
non lo sopporto, non resisto.
Sono Disgusto e sto per…

Ad accompagnare queste descrizioni molto dettagliate, ai bambini viene offerta un’animazione ricca di parti da muovere, alzare e aprire. Le manine curiose dei bimbi ne saranno deliziate! Su diversi livelli, molte sorprese sono nascoste in questi mini pop-up di questo maxi libro! Ogni emozione è rappresentata da un personaggio e da un colore. Qui, tiriamo, solleviamo, apriamo, ruotiamo, rimuoviamo un sacco di piccole cose. In alcuni casi, gli oggetti di carta possono anche essere estratti dall’animazione (penso in particolare alla Tristezza) e manipolati.
I colori e i dettagli sono stati assolutamente scelti con cura e si adattano perfettamente allo spirito del tema.
Le emozioni siamo noi, è un grande successo.
Le emozioni siamo noi, è un’insolito album, dal grande formato che rivela le caratteristiche delle varie emozioni.

Sulla sinistra la doppia pagina è dedicata ad una scheda dettagliata della singola emozione con le sue caratteristiche, le sue qualità e difetti, ecc. Insomma scopriamo una vera carta d’identità dove viene stilata una lista di punti deboli e punti di forza, accompagnata da tutte le indicazioni necessarie per conoscere l’emozione in profondità.
Inoltre diventa una bella occasione per parlare di ogni singola emozione da vicino.

Proprio come i due libri precedenti dell’autrice: Buoni come Noi e Cattivi come noi, insieme sono maxi libri di grande successo che stupiscono i bambini.


Gli elementi da attivare sono semplici ma ben pensati, molto efficaci. A volte sono sovrapposti, un lembo può nascondere un altro, anche altri due! È qui che la dimensione dell’album ha senso: le animazioni sono facilmente manipolate da tutti.
Un libro che può essere scoperto con delicatezza con i bambini della Scuola dell’infanzia, ma anche i più grandi apprezzeranno la scoperta aletta dopo aletta di questi personaggi 😉

Non lasciatevi sfuggire in ogni illustrazione, il cuore, organo al centro dell’emozione, è messo in scena in modo originale. Sta a te trovarlo e domarlo 😉
Se volete parlare di emozioni, o semplicemente volete scoprire un libro animato meraviglioso, consiglio questo titolo più che mai.
Ancora una volta, un albo molto bello: 41 cm di altezza ed emozioni!

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Bella e il Gorilla – Anthony Browne

C’era una volta un gorilla molto speciale,
a cui era stao insegnato un linguaggio dei segni.
Sembrava avere tutti ciò che serviva.
Ma era triste.
“Io… voglio…
un amico.”

Gorilla è probabilmente oggetto di ricerca, vive tranquillo e con tutti gli agi in un appartamento, ha anche una televisione e un water e gli viene insegnata la lingua dei segni.


Un giorno il Gorilla comunica con il linguaggio dei segni che si sente solo e con i gesti chiede ai suoi custodi un amico. E’ così che arriva Bella, una piccola e affettuosa gattina che in un primo momento appare spaventata dalla creatura enorme e nera nelle cui mani viene affidata, ma poi i due diventano tutt’uno.
Lui le vuole bene, donandole le attenzioni di cui ha bisogno, dandole il latte e anche del miele, trascorrono le giornate insieme e dormono abbracciati insieme…e non solo, i due vanno anche a fare i loro bisognini insieme 😀
Bella e Gorilla trascorrono così felici e appagati le giornate in amicizia per moltissimo tempo.

Finchè un giorno Gorilla si arrabbia moltissimo guardando un film alla tv, la rabbia è così forte che rompe la televisione. I custodi si preoccupano subito, pensano che il gorilla sia diventato improvvisamente pericoloso e la conseguenza è che bisogna allontanare la gattina a cui rischia di far del male.

“Il gorilla guardò Bella.
Bella guardò il gorilla.
Poi lei cominciò a segnare.
Sono…
stata…
IO!”

Bella e il Gorilla di Anthony Browne edito da Camelozampa è un’opera prevalentemente di immagini, disegni a colori espressivi e commoventi; un volume nel quale la narrazione è affidata soprattutto agli occhi dei protagonisti, da soli in grado di raccontare gioie, dolori, paure e speranze.
Il racconto è liberamente tratto dalla storia vera di Koko, la gorilla nata nello zoo di San Francisco (morta circa un anno fa) che conosceva il linguaggio inglese dei segni, questo racconto per i più piccoli fa riflettere sull’importanza dell’amicizia, anche fra specie diverse.
Un bel libro, senza alcun dubbio! Un libro che, con la sua genuinità carica di buoni insegnamenti, abbatte le barriere dei pregiudizi e parla ai lettori di valori universali da preservare, come la solidarietà, la riconoscenza, l’amicizia.

La trama stessa può essere un punto di partenza per la discussione sulla solitudine, l’amicizia e la gentilezza. Infatti durante la storia il gorilla vive una serie di emozioni: tristezza, felicità, rabbia, che sono tutte raccontate dalle espressioni sul suo volto.
Le emozioni vissute dal Gorilla sono qualcosa che tutti i bambini avranno vissuto in qualche modo nella loro vita, rendendo questo libro qualcosa a cui potranno relazionarsi. Ciò potrebbe anche migliorare ulteriormente la loro interpretazione delle emozioni mostrate attraverso le illustrazioni.

Una storia speciale che ha il potenziale per essere usata con una vasta gamma di età. Le straordinarie illustrazioni realistiche attirano l’attenzione anche dei lettori più giovani. Un libro illustrato, dove l’entusiasmo di Browne incoraggia i bambini a diventare lettori di parole e immagini.

Bella e il grande e grosso Gorilla non possono che provocare tenerezza e amore, insegnare il rispetto e la considerazione, il termine discriminazione qui non trova assolutamente casa perchè pagina dopo pagina un gatto e un gorilla di fatto diventano grandi complici e inseparabili amici.
Ce lo dimostrano spesso i bambini, ora anche Bella e il Gorilla ci ricordano che l’Amicizia a volte è qualcosa di inaspettato, succede e basta.

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Sonata per la Signora Luna – Babalibri

“Puoi chiamarmi signora Luna”.
“E non hai freddo, lassù nel cielo” chiese Hank.
“Sì” rispose la signora Luna. “È così”.

Harriet Henry è una bambina molto timida ed introversa che ama suonare il violoncello.
Una sera, dopo che i suoi genitori le propongono di suonare in un’orchestra, Harriet detta Hank, si chiude nella sua camera ed inizia a suonare.
Harriet non ama suonare davanti a una platea, non ne sopporta nemmeno l’idea. Preferisce crearsi uno spazio, tutto suo… solitario in cui suonare solo per se stessa.

All’inizio disturbata dalla presenza di un gufo, la piccola Harriet, smette di colpo di suonare.
Hank vorrebbe suonare, in pace, da sola, ma quel gufo appollaiato fuori dalla finestra disturba la sua concentrazione. Nulla può una tazzina tirata in direzione della notte scura col fine di allontanarlo.
Di lì a poco una scoperta: quella stessa tazzina ha combinato un grande disastro. La luna è stata colpita, è caduta dal cielo e si è incastrata sul comignolo della sua casa. Tocca riportarla al suo posto.

Harriet non aveva intenzione di colpire il gufo.
Voglio solamente stare da sola” pensò.
Si sedette per la terza volta e cercò di trasformare il rimorso in una nuova tazza di tè.
Prima che ci riuscisse, però, la casetta si riempì di fumo. In fretta e furia Harriet fece da sé un secchio, lo riempì d’acqua e lo rovesciò nel camino. Dopodiché corse fuori.

E fu così che Harriet, detta Hank, e la signora Luna fecero conoscenza.
Come potrà aiutare la signora Luna a ritornare lassù nel cielo?

Semplicemente da qui, tra le due, nasce un’amicizia luminosa, in un viaggio profondo, un viaggio che è percorso interiore e di crescita, una nuova amicizia fatta di piccoli gesti di aiuto e di cura…


Harriet accompagnò la luna, trasportandola su un carretto, a comprare un berretto dal cappellaio Orso, che però non volle essere pagato perché, quando era molto giovane, si era innamorato in una notte di luna piena…dopo aver scoperto che la luna amerebbe tanto fare un giro in barca, Hank trasportò il carretto fino alla sponda del lago e chiese al Tricheco, il pescatore, di noleggiare una barca. Il tricheco non si volle far pagare perché, molto tempo prima, la luna l’aveva condotto in salvo durante una tempesta.
Donarsi all’altro per aiutarlo è un modo per riconoscere dentro di noi delle potenzialità. E la piccola Hank che vediamo prima di chiudere il libro è una bimba un po’ più sicura di quello che realmente era in grado di fare e pensare.

Babalibri con Sonata per la Signora Luna ci accompagna in un’emozionante storia, di una dolce rara e preziosa poesia con cui è intriso questo racconto, che e prende vita attraverso i dialoghi di Philip C. Stead e le illustrazioni dai colori tenui e dai contorni morbidi e abbozzati di Erin E. Stead.
I colori tenui avvolgono con delicatezza Harriet e fanno da controcanto perfetto alle parole di Philip, e viceversa, perché non c’è una melodia principale e una secondaria in quest’albo, che consiglio a grandi e piccini che inseguono un sogno bellissimo, e a chiunque abbia timore della sua bellezza.

All’inizio il piccolo mondo di Harriet è racchiuso al sicuro in una stanza, le cui pareti la isolano da ciò che può far paura, dalle aspettative dei suoi genitori, all’entrare in contatto con nuove persone…
Ma perfortuna il fortunato incontro con la luna diventa un’occasione per ascoltare ed essere ascoltata, per conoscere e per lasciarsi conoscere, e per accogliere e per farsi accogliere.
Condividere la propria musica con la luna è il primo grande passo di Harriet per aprire sé stessa al mondo.

Sonata per la signora Luna è un libro delicato, poetico e sognante che pagina dopo pagina parla di timidezza, crescita, amicizia e immaginazione.
Dopo la lettura: possiamo far creare ai bambini la loro Amica luna, con l’uso creativo di materiali diversi: carta ondulata, carta crespa, carta vellutina, tempere… ognuno si diverte a darle la forma “amica” che più pensa essere la migliore 😉

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Nei Guai – Oliver Jeffers

Questa storia ebbe inizio quando l’aquilone di Leo
finì tra i rami d’un albero.
I veri guai cominciarono quando
Leo lanciò la sua scarpa preferita

per liberare l’aquilone…

L’aquilone di Leo finisce, come spesso accade ai bambini, impigliato tra i rami di un grosso albero.
Urge soluzione per poter continuare il gioco e il nostro piccolo protagonista non è certo di quelli che si perdono d’animo o filano a chiamare un adulto che risolva il problema.

Leo è deciso a cavarsela da solo e, per far cadere l’aquilone, come si è soliti fare, lancia tra le chiome prima l’una e poi l’altra scarpa. Niente da fare: le scarpe restano lì, ben vicine al giocattolo.

Sfortuna vuole che il suo paffuto gatto passi proprio lì accanto. E via! Su sull’albero anche lui! Ma da che mondo è mondo, tutti i gatti rimangono incastrati sugli alberi e così dopo pochi minuti il bambino ha ben due problemi: liberate l’aquilone e liberare l’animale.

Non resta che lanciare qualcosa d’altro, una scala, ad esempio. Ma anche questa viene trattenuta tra le fronde, piuttosto ricche, della pianta.
E così si parte: l’escalation del paradosso ha inizio in una sequenza che farà sì che l’incredulo lettore passi dal sorriso abbozzato a quello più deciso, via via fino alla risata di cuore.

In ordine un po’ sparso finiscono tra i rami: un’anatra, una bicicletta, la porta di casa scardinata all’uopo, l’auto di famiglia, il lattaio, barche di varie dimensioni, un orango-tango, un intero camion completo di rimorchio, la sventurata abitazione dei vicini…perfino l’autopompa dei pompieri accorsi nel sentire tanta confusione.
Leo, forzutissimo e inarrestabile, pare deciso a tirare sull’albero qualsiasi oggetto, persona o animale che gli capiti a tiro. Purtroppo senza alcun successo nel risolvere i suoi guai.
Alla fine dei giochi, la povera pianta pare un gigantesco puntaspilli nel quale si incastrano le cose più disparate.

Credete voi che il piccolo eroe si arrenda?
Niente affatto!

Che fare? Riuscirà Leo a riappropriarsi
del suo tanto amato giocattolo?

Nei guai di Oliver Jeffers, edito in Italia da Zoolobri è un libro imprevedibile e gustosissimo, una storia palesemente paradossale ma con un senso dell’esagerazione così prossimo alla mente bambina da risultare, allo stesso tempo, candido ed esilarante, assurdo e incredibilmente logico.
Una storia che parla in modo indiretto della rabbia, della difficoltà del protagonista non solo nel trovare una soluzione al suo problema, ma anche nel gestire la frustrazione che prova e l’impulsività che manifesta con il suo comportamento.

“Quella sera Leo si addormentò esausto.
Anche se aveva l’impressione di
aver dimenticato qualcosa…”

Oltre alle trovate esilaranti e assurde (ma logicissime per un bambino) il pezzo forte del libro sono le illustrazioni di Oliver Jeffers: semplici, coloratissime, vivaci, comiche, fresche ed in linea con le emozioni del piccolo Leo e dei mille personaggi che lancia come nulla fosse sull’albero. Una meraviglia tutta da gustare per farsi un sacco di risate e catapultarsi nel mondo a volte comicissimo dei bambini.

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La Bella Addormentata – Valeria Docampo

Ognuno ha letto mille volte le fiabe classiche ai propri figli, nipoti e pronipoti. Ogni fiaba ha una sua magia, una bellezza che si perpetua negli anni e rimane così nel cuore di chi l’ha letta. Una di queste fiabe storiche è proprio “La bella addormentata”. È stata riprodotta più e più volte, in svariate movenze e colori, dai cartoni animati, ai libri, ai film.
Noi oggi la vediamo in una nuova veste, raccontata e illustrata secondo la spettacolare messa in scena del New York City Ballet, con colori e disegni raffinati, eleganti e fiabeschi.

La bella Addormetata edito da Terre di mezzo, in un formato elegante e grande.
Dopo il successo dello Schiaccianoci un’altra delle fiabe classiche più popolari di tutti i tempi è raccontata con i disegni, molto particolari e unici della bravissima illustratrice Valeria Docampo.
Questo libro è la seconda collaborazione del New York City Ballet e l’illustratrice Valeria Docampo. Le illustrazioni vibranti evocano la magica produzione, raccontando un racconto di sacrificio e valori, in sfumature di viola, rosa e blu, che portano ad un agitazione vibrante e felice nel finale.

La protagonista della storia è una Principessa, una bellissima bambina, in suo onore viene allestita una grande festa e invitate le fate madrine di Aurora ma una delle fate, la fata cattiva, non viene invitata. Carabosse arriva avvolta dalla rabbia, mentre le altre fate stanno consegnando alla principessa Aurora i loro doni: bellezza, grazia e intelligenza, ma lei non è arrivata per consegnare un regalo, bensì una maledizione!
Scaglia, un terribile maleficio contro la bambina :

“La bambina crescerà e crescerà e crescerà.
Ma il giorno del suo sedicesimo compleanno
si pungerà il dito con un fuso, e morirà!”

Fortunatamente la Fata dei Lillà doveva ancora consegnare il suo dono…
“La bambina crescerà e crescerà e crescerà.
Ma il giorno del suo sedicesimo compleanno
si pungerà il dito con un fuso ma non morirà…
cadrà invece in un sonno profondo.”

“Il sonno durerà cento anni,
allo scadere dei quali verrà svegliata
dal bacio del vero amore”

Molti del passaggi della fiaba sono resi, attraverso le illustrazioni, come se fossero dei fermo-immagine del balletto, delle vere coreografie.
Uno dei balletti classici più famosi e una delle fiabe più amate di tutti i tempi, in un libro prezioso: La Bella Addormentata. Questo libro è presentato da un nome prestigioso, una vera icona della danza internazionale, il New York City Ballet, e illustrato con un tratto delicato e poetico, ma estremamente incisivo, da Valeria Docampo.
Il libro è decisamente riccamente illustrato e segue la trama, la coreografia, i costumi e le scenografie della produzione della Bella Addormentata del New York City Ballet.

L’illustratrice, Valeria Docampo è nata a Buenos Aires in Argentina, ha studiato Belle Arti poi si è laureata presso l’Università di Buenos Aires come Graphic Designer e Comunicazione Visiva. Dal 2006 si dedica alle illustrazione per bambini. Attualmente vive a Lione in Francia. Nel suo lavoro usa entrambe le tecniche: manuali e digitali; indaga su nuovi metodi e materiali in una costante ricerca di nuove forme espressive. Valeria inizia a disegnare spinta dal desiderio di catturare la poesia delle cose.

Per quelli di noi che desiderano poter andare al balletto e vedere La Bella Addormentata, ecco il libro che stavamo aspettando 😉
Lo stile unico e immediatamente riconoscibile di Docampo è sempre elegante e assolutamente sorprendente e incredibile.
È come se L’illustratrice osservasse il balletto con te e fosse in grado di individuare ogni momento in cui sei stato colpito dallo stupore. Quindi prende quei momenti e li inserisce magicamente in un libro illustrato in modo da poter rivivere quei momenti ogni volta che vuoi.
È una bellissima visione e lettura che sorprende e delizia!

“Esattamente cento anni dopo,
il principe Désiré stava attraversando la foresta a cavallo
e si fermò a riposare.
Iniziò a sognare a occhi aperti,
e gli apparve la Fata dei Lillà.”

“Io so dove si trova il tuo futuro.
Giace con il tuo unico vero amore,
la bellisima principessa Aurora.”

Il resto dovrete scoprirlo da voi 😉 …pagina dopo pagina, entrando in punta di piedi tra ballerine fluttuanti e leggiadre nei movimenti, personaggi delle fiabe che si uniscono inaspettatamente, insomma ve ne innamorerete sicuramente. Dai colori ai disegni tutto vi sembrerà meraviglioso, in uno stile pastello e delicato vi catturerà!

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Voglio un’altra Mamma – Nadine Robert

..la mamma mi ha chiamato “testone”.
Tutte le volte che ne combino una, strilla: “razza di testone!”
Ma Testone non è il mio vero nome.
Il mio nome è Joseph Fipps!”.

Il protagonista della storia Joseph viene spesso chiamato Testone dalla mamma e dagli adulti attorno a sé, ogni volta che non ubbidisce e trasgredisce le regole. In questo nomignolo egli non si riconosce e dentro di sé lo rifiuta confermando a se stesso la sua vera identità.
Con la fantasia Joseph talvolta vola via desiderando di essere un grifone, animale fantastico con la testa e le ali di un’aquila e il corpo di un leone. È il suo espediente per fuggire dalla realtà.

Joseph Fipps è arrabbiato. Molto arrabbiato con sua madre, perchè come tutte le mamme, gli impedisce di fare tutto quello che gli passa per la testa.
Perché non poteva salire la scala per raggiungere il ramo di castagno più alto dove si nasconde il nido?
Chi ha deciso che all’età di cinque anni si è troppo piccoli?
Poi la rabbia aumenta, fino alla frase che esce come un grido di esasperazione!

“Mi dici sempre di “no!”
Non posso mai fare niente.
Sei cattiva e io voglio un’altra mamma!”

“Molto bene” dice lei.
“Conosco una mamma
che forse potrebbe fare al caso tuo.
E’ una mamma tricheco che vive sui ghiacci
al Polo Nord, cosa ne pensi?”

Un giorno all’ennesimo rimprovero Joseph dice alla mamma che è una cattiva mamma e che ne vuole un’altra diversa. La mamma gli dice che non ne può più delle sue birichinate e gli consiglia una nuova mamma tricheco che vive sui ghiacci del Polo Nord. A Joseph vengono le lacrime agli occhi, esce di casa e raggiunge il ruscello che scorre accanto al castagno, il suo albero preferito dove si annidano dei cardellini, uccellini tutti gialli che depongono uova azzurre. Si sdraia per terra a vedere le onde più piccole che si rincorrono sull’acqua. Inizia a fantasticare di essere un grifone sul ghiaccio del Polo Nord dove incontra mamma tricheco.

Joseph cavalca su di lei e la sua nuova mamma si arrampica e scivola sul ghiaccio. Poi conosce i cuccioli di tricheco con le loro piccole zanne. Mamma tricheco invita Joseph a dormire con loro quella notte. Nonostante la bellissima e divertente avventura, Joseph improvvisamente sente freddo e si rende conto di non avere la pelliccia di un grifone e di non avere le ali per volare fino a casa.

Ecco che Joseph torna alla realtà udendo i “cip cip” e i “pio pio” dei Cardellini e l’urlo della mamma: “Jooooseph! Al suo risveglio egli non è più arrabbiato, torna a casa e chiede alla mamma di andare al ruscello con lui a conoscere mamma tricheco. Mano nella mano s’incamminano verso il ruscello ma non trovano il Polo Nord né mamma tricheco. Ad attenderli ci sono i cardellini sul castagno. Mamma e figlio osservano gli uccellini condividendo questa esperienza in estasi e ritrovata armonia.

Ironico, spiazzante, eppure commovente, Voglio un’altra mamma di Nadine Robert e Geneviève Godbout, entrambe canadesi e alla prima prova insieme un albo magnificamente illustrato edito da LupoGuido. Un tenerissimo promemoria sui legami indissolubili (per quanto conflittuali) all’interno della famiglia.
È una storia per bambini senza morale e senza retrologie, non consiglia e non fornisce ricette pronte all’uso, parla ai bambini che vi si riconoscono, divertente e scanzonata.

In un intervista l’autrice racconta da dove arriva l’idea iniziale di questo racconto:
«L’idea me l’ha data un episodio realmente accaduto con mia figlia quando aveva quattro anni. È successo esattamente come nel libro, lei era arrabbiatissima con me e così, dopo aver enumerato tutte le mamme che conoscevamo, io sono passata a nominare mamme “assurde” come una mucca, un gorilla, fino alla famosa mamma tricheco che sta al Polo Nord. Mia figlia ha capito subito che stavo scherzando, ma in seguito mi ha detto che aveva iniziato a pensare per davvero a come sarebbe stato avere un tricheco per mamma. È stata quella la scintilla per la mia storia».


Il testo – francamente eccellente – lascia talvolta il posto all’immagine che divide, ritma la storia. I disegni sono precisi, delicati, straordinariamente vivi, in costante movimento.
Le illustrazioni di Geneviève Godbout, sono piene di dolcezza e poesia. Bei disegni realizzati con matite colorate, con sfumature tenui, tondeggianti e sobrie si presentano su sfondi bianchi dentro bolle..un sano mix che rendono questo album un gioiello ricco di sentimento, come quando appare la figura intera della mamma solo nelle pagine finali del libro…proprio a sottolineare quel momento, quando finalmente la mamma e Joseph ritrovano il loro equilibrio, e come se il piccolo protagonista la riconoscesse in quel momento interamente nel suo ruolo di madre;
Il piccolo Joseph si rende conto che non vuole un’altra realtà, non vuole un’altra mamma e non vuole nemmeno essere un grifone. Lui è Joseph e come tale vuole essere trattato.
Ora insieme si dedicano a quelle piccole attività che lui, testardamente, voleva fare da solo.

Ci siamo passate un po’ tutte, noi mamme, e che ci continuiamo a passare mano a mano che i nostri figli crescono e forse le parole per dirlo cambiano, magari diventano meno esplicite, o più pungenti, magari si arricchiscono di sfumature e sinonimi. Ma fatto sta che il senso rimane quello.
Lo sappiamo.. le mamme, quando dicono NO, e impongono limiti, e pretendono il rispetto di alcune regole, e insistono su certi argomenti, tutti i giorni, come una cantilena, diventano insopportabili. E i bambini scoppiano. Inevitabile che accada 😉
Genitori e figli nella loro relazione possono permettersi di esagerare e di pronunciare a volte parole di troppo, con la certezza del perdono e della comprensione reciproca. Questo è il bello, bellissimo, della relazione in cui il legame è talmente forte e profondo che può andare oltre le parole e le azioni a volte spropositate.

Voglio un’altra mamma è un libro che parla di spazi e di individualità da rispettare: i bambini sono esseri umani che stanno scoprendo il mondo e soprattutto la loro identità e il loro essere unici..ecco quindi la prima cosa da tenere in considerazione 🙂
Voglio un’altra mamma illustrazione dopo illustrazione ci racconta e racconta in modo diretto e naturale ai piccoli lettori il rapporto unico che c’è tra un bambino e la sua mamma

Buona lettura!
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

La fabbrica delle Mamme – Claudia Mencaroni

Nino voleva a tutti i costi giocare a pallone,
ma la mamma disse no.

Bisognava tornare a casa,
preparare la cena, finire i compiti,
telefonare ai nonni,
svuotare la borsa della piscina
e tutte quelle cose lì.

All’ennesimo richiamo della mamma, Nino va su tutte le furie: vuole rimanere a giocare a pallone nel parco! La mamma insiste per tornare a casa, perché è tardi. A quest’ora ci sono tante cose da fare: preparare la cena, svuotare la borsa della piscina, fare i compiti… insomma, tutte quelle cose noiose che fanno i genitori.
Nino questa volta non vuole proprio obbedire e per rabbia pronuncia la fatidica frase:

“Io non voglio più essere tuo figlio!
Voglio un’altra mamma”

E se esistesse una fabbrica delle mamme dove poter scegliere la propria mamma, come la vorrebbe?
Se ci fosse, non un catalogo di mamme tra cui scegliere, ma la possibilità di costruire una mamma a proprio piacimento, i nostri figli come lo vorrebbero?

Dopo un primo istante di smarrimento, la mamma di Nino decide quindi di accompagnarlo alla fabbrica delle mamme, dove sicuramente potrà avere la mamma che più desidera.
Nino entra e viene accolto da un soldatino di stagno, che gli spiega che ad ogni tappa del suo cammino con lui dentro alla fabbrica, potrà scegliere una caratteristica della sua nuova mamma.
Che bellezza! A Nino non pare vero.

Tanto per cominciare vorrei una mamma buona, che mi lasci giocare a pallone quando mi va.
Deve avere la bocca grande per chiacchierare con le altre mamme,
così non mi chiamerà ogni cinque minuti per andar via.
E poi una bocca grande è capace di dare tanti baci può tornare utile”

Voglio una mamma brava,
che sappia fare le navicelle spaziali con i mattoncini,
costruire le capanna sui prati e preparare cose buone in cucina.
Non si devono stancare mai le sue mani,
non si possono fermare mai, tra coccole e frittelle con lo zucchero. ”

Voglio una mamma dolce, che legga per me tanti libri.
Deve avere gli occhi grandi per fare scorta di storie…

“E poi voglio una mamma forte che mi prenda in braccio se sono stanco,
così posso andare dovunque e arrivare più in alto quando mi va di arrampicarmi.
Deve avere piedi grandi per camminare svelta
e braccia lunghe e resistenti per sollevarmi senza fatica. ”

Tappa dopo tappa si delinea una mamma perfetta.


Ma è davvero così?

Quasi alla fine Nino si accorge che esiste già una mamma con cui vorrebbe tornare a casa: la sua.


Ripercorre quindi a ritroso il cammino correndo, temendo di non trovare più nessuno, di essere rimasto solo. Ma quando esce la mamma è lì, pronta per riportarlo a casa.
Le mamme ci sono sempre!

La fabbrica delle mamme di Claudia Mencaroni edito da Verbavolant edizioni è un libro dedicato a tutte le mamme, alle mamme e ai bambini.
Essere madre è il dono più bello che la vita può fare. Ma anche il più difficile.
Ma La fabbrica delle mamme ci ricorda che ognuna come meglio riesce è la mamma perfetta per i nostri figli.
E poi diciamolo, nessuno insegna ad essere madri, ma ogni mamma impara ad esserlo da sola, di giorno in giorno, grazie ai maestri migliori: i figli
Un libro che fa riflettere le mamme, ma che non manca di sorprendere e divertire i bambini!
Tenero, commovente e pieno di amore pagina dopo pagina ci mostra come sia insostituibile l’amore di una mamma e quanto sia difficile per i bambini capire cosa vuol dire veramente essere genitori.

Grazie alle grandi illustrazioni ad acquarello di Giulia Cregut, nasce così un albo che ci racconta una storia di crescita in cui il bambino prende consapevolezza di cosa comporta davvero la vita di una mamma e racconta in modo divertente un desiderio inconscio che almeno una volta ogni figlio ha avuto: cambiare mamma 😉

E i vostri bambini come vorrebbero la mamma
se potessero costruirne una su misura alla Fabbrica delle mamme? 😉

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