Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi. Il racconto musicale in un giorno

“Isabelle dorme serena nella sua stanza…
Non sa che al suo risveglio l’attende un’incredibile avventura:
un viaggio attraverso le quattro stagioni in un sol giorno…

In una sola giornata la bambina e Pickle vedranno fiorire la primavera con la sua aria fresca e frizzante, accoglieranno il sole splendente e i colori brillanti dell’estate, sentiranno la leggera brezza autunnale smuovere le foglie dagli alberi e sulla strada del ritorno, il freddo pungente dell’inverno che ha portato la neve.
Il loro è un viaggio che ci viene raccontato pagina dopo pagina, in cui i temporali improvvisi e l’aria fresca della primavera, il sole ed il caldo torrido dell’estate, gli acquazzoni autunnali ed il gelido freddo che fa battere i denti d’inverno vengono accompagnati e scanditi dalle note dell’opera più famosa di Antonio Vivaldi.

Ecco appunto che la storia si ispira alla più conosciuta tra le opere di Vivaldi, composta nel 1723 e pubblicata due anni dopo.
Il passaggio tra una stagione e l’altra è scandito, passo dopo passo, da dieci brevi temi tratti da “Le Quattro stagioni” (registrati dalla Wichita State University Chamber e segnalati graficamente sul libro da note musicali che si azionano con una leggera pressione del dito).
Si tratta in realtà di 10 brevi melodie estratte da alcuni dei movimenti dell’opera, sufficienti per incuriosire i bambini accompagnandoli all’ascolto di brani insoliti, lasciandoli allo stesso tempo liberi di immaginare il susseguirsi delle infinite storie che nelle illustrazioni si svolgono contemporaneamente:
i trattori sulla collina, il temporale che si avvicina, gli animali che corrono al riparo, bambini che cercano le uova di Pasqua, danzatrici, conigli che si nascondono, la battaglia a palle di neve…

Tutte le tavole associano un particolare momento del viaggio di Isabelle ad altre possibili storie che intravediamo nel disegno, il tutto accompagnato dalla musica che è capace di evocare ricordi e nuove realtà.

Come la tavola dedicata all’estate che riesce a evocare il caldo ma contemporaneamente ci avvisa che sta arrivando l’autunno. Qui tantissime persone popolano il disegno, così il bambino può immaginare il raccolto, gli uccellini, il grano, i giochi all’aria aperta, e anche il melo di Isabelle sfoggia delle mele rosse incantevoli.

Scritto da Katie Cotton e tradotto da Francesca Pellegrino, Le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi è un racconto musicale in un giorno edito da Giunti.
Un libro da leggere, guardare e ascoltare

Fin dalla copertina l’albo si presenta con un rivestimento rigido di tela, bella da toccare e da vedere dato che i colori molto tenui e la doratura di alcuni dettagli la impreziosiscono.
Nel libro illustrazioni, storia e musica viaggiano perfettamente all’unisono ma ogni singolo elemento regge benissimo anche da solo ed è proprio questa la sua vera forza.
Ogni pagina è impreziosita di dettagli e di colori in base ad ogni stagione, grazie alle bellissime e sature illustrazioni di Jessica Courtney-Tickle, diventano veri e propri scenari per il racconto di Isabelle, una bimba dai capelli castani.

Con il cambiare delle stagioni cambiano anche la piccola Isabelle e Pickle, le loro azioni, e il piccolo alberello di mele su cui lo scorrere del tempo ha preso il sopravvento… ma non vi racconto di più, vi invito a leggere la storia e a lasciarvi trasportare dalle note, dai colori e dalle parole di questo libro plurisensoriale che affascinerà anche i vostri bambini!

Immagino già i bambini intenti ad ascoltare, leggere, creare le loro storie!
Un omaggio a Vivaldi, alla musica, ma soprattutto a quanto di bello è possibile cogliere accanto e attorno a noi. Personalmente suggerisco il libro anche per laboratori di classe, credo che i bambini riescano a stupirci, sfoggiando la loro incredibile capacità di vedere oltre, captare dettagli e narrare storie su storie 😉

Buona lettura e buon ascolto!
Puoi acquistare il lirbo QUI:

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Nonno Albero – Tetamo & Proietti

“Paride è un bambino che ha sempre abitato in città.
Quest’estate, i suoi genitori hanno deciso di andare a trovare la nonna
in un posto chiamato campagna.”

Nonno Albero di Maria Romana Tetamo e Laura Proietti edito da Glifo edizioni ci porta alla scoperta della campagna e dei legami con tenero stupore.

C’era una volta Paride, il piccolo protagonista di questo libro, che aveva sempre abitato tra alti palazzi e strade grigie: una vità da bambino di città che cambia radicalmente, come il suo modo di vedere le cose, quando i genitori decidono di portarlo in campagna.
La nonna, tipica donnona di campagna dal visino simpatico passeggia con il nipote attraverso la campagna, i suoi colori luminosi, tra gli alberi secolari, piante e fiori di mille colori… Paride ammira i colori e la maestosità della natura e si ricorda di averli già visti, già ma in un suo videogioco! 😦

Essendo una favola non può però mancare la fantasia: così, Paride scopre l’orto magico della nonna e si ritrova abbracciato ad un speciale albero parlante che solleciterà la sua curiosità e lo spingerà ad amare per sempre la campagna.

Adatto a bambini dai 3 anni in su, la storia prende per mano i più piccoli mostrando loro le meraviglie della natura.
Un pizzico di magia, sapientemente aggiunto dall’autrice, è l’ingrediente essenziale per incuriosire e svelare gli intimi segreti della vita. I colori brillanti, vivaci e le forme di Laura Proietti disegnano un paesaggio luminoso e allegro, popolato da una natura viva e sempre in movimento.

Nonno albero è per tutti i bambini che già amano tantissimo stare immersi nella natura ma anche per tutti quei bambini che vivendo in città non sempre riescono ad avere la possibilità di venire a contatto con la campagna e le sue meraviglie, non conoscono i processi di nascita di frutta e verdura, infatti il piccolo Paride scopre che le patate non nascono fritte nel frigorifero e nemmeno le carote a rondelle. 😀

Questo libro invita grandi e piccoli a prendersi una pausa e scoprire i luoghi, i sapori e gli odori dei luoghi che ci danno cibo e quiete. Senza dimenticare il rispetto e la cura per ciò che ci dà vita.

Sopratutto è un invito a conoscere il senso vero del legame, del mantenere le proprie radici, e dell’importanza di coltivare, non solo letteralmente gli ortaggi, ma anche gli affetti e le tradizioni che fanno parte di noi

Nonno albero, prende per mano i più piccoli e non solo e li conduce verso le meraviglie della natura e i ricordi che conosceranno.

Buona lettura immersi nella natura! 😉
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Sarai sempre qui con me – Sanja Pregl

“Sei andato via, ma sei ancora qui”
Questa è la storia di una ragazza di nome Ela, dei suoi genitori, zii e nonni e di tutti quelli che la circondano. Ogni giorno impara qualcosa di nuovo da tutti loro, dalle persone che la amano e da chi ama. Sanja Pregl ci parla di quell’amore che dura nel tempo, anche oltre la vita stessa.

Sarai sempre qui con me di Sanja Pregl edito in Italia da Picarona ci racconta di Ela, una graziosissima e dolce bambina che è circondata da una famiglia che la ama molto e le insegna molte cose: fare bolle di sapone, fare piccoli rumori con il suo naso, pulire con i pantaloni sotto il tavolo, disegnare…
Nonni, cugini e genitori, la amano molto e le insegnano le cose, ma c’è un nonno che non conosce perché morì quando la piccola Ela era ancora nella pancia di sua madre, pertanto, non è in grado di immaginare come sarebbe stato giocare con lui…
Ela sa benissimo e capisce che sua nonna, sua madre e suo zio sono stati molto tristi, perchè se qualcuno a cui vogliamo bene non è più tra noi, ci manca ma, lei non lo conosceva e non sa come fosse, ma sa una cosa molto più importante…che nel suo cuore ci sarà sempre un posto per lui.

Maja Lubi, con le sue illustrazioni delicate e belle, mostra in questa storia la dolcezza del concetto di amore.
Le sue immagini e i colori in toni pastello evocano il tempo dell’infanzia.
Le illustrazioni dei personaggi sono adorabili, con forme molto arrotondate che danno realismo.
I colori tenui di ciascuno di essi, aiutano ancora di più a migliorare la storia.

Sarai sempre qui con me, grazie alla piccola Ela, mostra che il dolore può essere avvertito dai bambini, ma possiamo aiutarli a vederlo in modo non drammatico.
È bello avere queste storie a casa o in classe perché emanano AMORE ovunque.

So sempre che lui è con me…
Nessuno muore se lo portiamo nei nostri cuori !!

Questa è l’idea che questo bellissimo album illustrato sa trasmettere, ideale per affrontare la perdita di persone amate senza mostrare eccessivi drammi, ma in modo molto naturale e amorevole. Con esso, possiamo spiegare ai bambini l’importanza della figura delle persone che mancano, ma che fanno parte delle nostre vite! Attraverso il testo di Sanja Pregl, questa domanda può essere spiegata con grande delicatezza ai bambini.

Questo racconto riflette una situazione molto comune nelle famiglie. I nonni sono persone essenziali nello sviluppo e nella cura dei più piccoli. Hanno sempre tempo per loro, per giocare, insegnare loro le cose e dirgli altro che l’immenso amore che danno loro. Trovo la relazione che i nonni e i nipoti hanno ed è insostituibile, molto bella e speciale. Ma ci sono molti bambini che purtroppo non sono venuti a conoscere i loro nonni o addirittura li hanno persi molto presto. Viene loro raccontato, le famiglie li ricordano, ma per i bambini non sono esseri tangibili. Se non li hanno conosciuti, non hanno ricordi di loro ma, sanno che sono esistiti e che senza questi, loro stessi non sarebbero mai nati.

Inoltre, questo libro mi sembra molto dolce ed immenso quando si tratta di onorare la figura dei nonni.
Grandi alleati dei nipoti, nei giochi e nelle piccole marachelle 😉
Anche grandi aiutanti dei genitori in molte occasioni con l’educazione dei bambini.
L’asse fondamentale della famiglia, su cui ruotano la maggior parte dei ricordi e delle esperienze di ognuno.

Buona lettura e felici ricordi ❤

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Un Bacio e Addio – Jimmy Liao

Un bacio è importante al momento di alzarsi
per
salutare e augurarvi un buon giorno,
per confermare un amore.

Un bacio può essere un piccolo prodigio
nella vita di ogni persona

e ci aiuta a sentirci speciali.

E’ la storia di Woody, un bambino che fa un grande viaggio in compagnia del suo cane Pudin a casa di suo nonno. Questa avventura ci porta a scoprire diverse figure oniriche che ci portano a speranze, sogni e altri elementi positivi che ci aiutano a crescere in armonia.

Questa strada è piena di ricordi preziosi di quella che è stata la sua vita che gli ricorda momenti speciali con la sua famiglia, che lo inducono a desiderare tempi felici che non ci sono più.

Ecco che il viaggio che Woody affronta, non è un semplice viaggio, è soprattutto un viaggio dentro se stesso, dentro alle sue paure più profonde e ai suo ricordi.
Con la sua valigia rossa e la tuta verde, in un treno vuoto, questo bambino spaurito ci entra nel cuore.
Nella sua valigia, appartenuta prima al bisnonno, poi al nonno e poi ancora al suo papà, il bambino conserva tutto ciò che ama e che gli ricorda la sua famiglia.

A partire da quel giorno, Woody dimenticò molte cose:
dimenticò ciò che sua madre gli aveva detto;
si è dimenticato di annaffiare le rose di suo padre;
dimenticò come Pudin, il cane che lo accompagnava, fosse venuto da lui;
dimenticò che era ancora un bambino perché pensava che fosse più vecchio …

Woody e Pudin prendevano il treno per andare in campagna dal nonno.
Mentre il treno calpestava la strada, Woody ricordò lentamente cose che aveva già dimenticato. Era come se, dopo aver attraversato un lungo tunnel nero, vedesse di nuovo la luce; come se i bei ricordi del passato che erano rimasti nascosti lo stessero aspettando nella luce della bocca del tunnel.

Quando il bimbo è troppo stanco, il sonno ha la meglio e il bambino si addormenta. I suoi sogni si mescolano ai paesaggi che il treno sta attraversando.
Fino a quando arriva dal nonno ma si accorge di aver lasciato sul treno la sua valigia rossa.
Il treno corre via ma adesso il bambino è a terra tra le braccia del nonno. Che non sono di certo le braccia che avrebbe voluto ma non per questo sono braccia con meno amore.

“Dimenticai molte cose, ma non i sogni.
Quelli li ricordavo benissimo.”

Non si sa esplicitamente cosa è successo alla sua famiglia, ma Liao ci fa capire dalle immagini che probabilmente la vicenda si svolge nel marzo del 2011 quando, a causa del terremoto e maremoto del Tohoku del 2011, la Centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi subì gravi danni, che hanno causato la messa fuori uso dei vari sistemi di raffreddamento e diverse esplosioni che hanno portato alla dispersione di grandi quantità di materiale radioattivo (fonte Wikipedia). Lo capiamo dalla città inondata dalle acque, dalle centrali in fumo dietro alle spalle del bambino, dagli incendi che Woody osserva.

Un bacio e addio, ci fa riflettere sulla solitudine o sulla morte dei nostri cari e apprendere la lezione che la vita ci offre, integrando ogni processo e crescendo come persone.

Le illustrazioni sono spettacolari come tutto ciò che fa questo autore. Troviamo grandi contrasti tra le figure, dando le dimensioni che ci fanno capire l’importanza di ognuna.
Anche il colore è molto significativo perché usa i colori pastello per ammorbidirsi nei momenti mentre a volte si aggiunge con colori forti per evocare sentimenti più profondi.
Le figure sono sempre delicate e ben definite.

La vita, il passare del tempo, le perdite, le assenze, i ricordi, l’amore si incontrano in questo libro: Un Bacio e addio, di Jimmy Liao edito da Camelozampa, con la traduzione per l’Italia di Silvia Torchio; penso basti questa sua affermazione per capire la dose di emozioni che trasmette portando i testi dal cinese all’italiano:
“Il mio approccio ai suoi testi è sempre stato istintivo: li leggo e accolgo come pure poesia. Li intuisco e mi emozionano. E poi li traduco.”

Ogni pagina è ricca di poesia a piccole dosi, in ogni frammento, in ogni immagine, in ogni domanda e desiderio.
“Il treno fa rumoree, mentre avanza, scopriamo le piccole cose della vita.
Semplicemente spettacolare, vale la pena goderselo.

Qui il cortometraggio ispirato al libro:

Jimmy Liao è nato a Taipei (Taiwan) nel 1958. Ha iniziato a lavorare nel mondo della pubblicità, ma nel 1995 gli è stata diagnosticata la leucemia ed è stato costretto a trascorrere un anno di trattamento, isolato. Questo evento ha avuto una svolta radicale nella sua vita e nella sua visione del mondo. Quando si è ripreso, nel 1998, ha pubblicato i suoi primi due libri, e da allora è diventato uno dei più noti illustratori di tutto il mondo.

Durante un’intervista Jimmy Liao ha affermato che:
“All’inizio di tutto, quando ho realizzato il mio primo libro, ero molto chiaro che non avrei fatto libri solo per bambini. Mi aspettavo che fossero per tutte le età [..]
Non penso mai ai miei potenziali lettori quando lavoro. Potrei avere una vaga idea. Ma non mi preoccupo troppo delle caratteristiche tradizionali dei libri per bambini.
I miei libri sono per tutte le età.”

Penso che questa sia una delle caratteristiche che fanno dei suoi libri una ricchezza unica di pagine e illustrazioni che parlano proprio a tutte le età, e parlano di vita..ed ognuno in base alla sua esperienza e al suo vissuto ne elabora una sua visione.
Un albo che segna uno dei momenti più alti della produzione di Jimmy Liao, per il perfetto intreccio tra parole e immagini, la profondità delle tematiche, affrontate con lievità ma senza giri di parole, la forza evocativa di ogni illustrazione (con rimandi a Mondrian e alla pittura paesaggistica) e di un testo toccante e poetico.

Mentre affiorano i ricordi e, dentro e fuori dal treno,
scorre un paesaggio sospeso tra realtà e fantasia,
diventa possibile dare
quel bacio di addio per schiudere una nuova vita.

Jimmy non ha creato una semplice avventura, ma una commovente e avvincente storia.
Un bacio e addio è che la storia emotiva ed evocativa che può sembrare semplice e leggera, ma grazie alla sua fantasia unica e prodigiosa, vanta una saggezza complessa e profonda a dimostrare la preoccupazione del suo creatore per l’ambiente, la cultura e la vita.
Per chi desidera conoscere meglio questo autore, consiglio, come era stato consigliato a suo tempo a me, di entrare nel suo sito ufficiale, senza preoccuparsi dei testi. Esploratelo e gustatelo, viaggiate con lui senza mappa. Immaginate di essere i bambini dei suoi libri, che viaggiano liberi da aspettative e scoprono meraviglie ad ogni angolo. Lasciatevi catturate dalla magia e dalle emozioni che ogni copertina vi trasmette.

Un libro è molto più di una lettura per un bambino, diventa una finestra sul mondo, un buon amico, un giocattolo che risveglia la tua immaginazione…un regalo unico e prezioso, basta saper aprire gli occhi e il cuore

Buona lettura e che sia un viaggio meraviglioso 🙂
Puoi acquistare il libro QUI:

L’accalappialuna – Barroux

“Il mio nonno ha una casa in cima alla collina,
tre peli sulla zucca e un sacco di storie da raccontare.
Ha sempre in testa il suo cappellino rosso.
Un giorno, prima o poi, fra tanto tempo, me lo regalerà.”

Il nonno di questo bambino vive in una piccola casa arroccata. Un pò come lui.
Il simpatico nonnino porta sempre, sulla sua testa, un piccolo cappello rosso che non separa mai…e dentro la sua testa, miglia di storie folli e ricordi incredibili che condivide con suo nipote.

Agli occhi del bimbo il suo “rifugio” è magico, ci sono dappertutto i ricordi delle sue avventure, dal pavimento al soffitto, dalla cantina alla soffitta.

“Lui dice che è stato un addestratore di gnu,
di mamuth e di orsi artigliati.
E io gli credo.”

L’accalappialuna di Barroux, illustrato magnificamente da‎ Séverine Vidal è edito in Italia da Edizioni Clichy ed è quasi difficile descriverlo con le parole data l’alchimia che si instaura tra queste due persone, l’affetto che li lega è qualcosa di unico e straordinario.
Il piccolo protagonista di questa storia: un bambino che vede nel nonno con l’inseparabile cappellino rosso il suo supereroe, colui che ha inventato le uova lisce e rotonde (prima erano quadrate), che per sbaglio una volta ha pescato una sirena e lo sai ragazzo mio, quanto ha cantato…., che raccoglie le cose rotte e le trasforma in oggetti magici.

Tutte queste storie, suo nipote potrebbe ascoltare per ore, ne beve ogni singola parola, non mette in dubbio niente, perché il nonno è capace di farlo ridere costruendo macchine pazze per farlo volare e quando va a pescare con suo nonno, è sempre lì con la speranza segreta di incontrare Denise, la sirena, che un tempo aveva deliziato suo nonno con la sua voce magica.

Un affetto destinato a crescere negli anni, fino a quando il nonno, stanco, consegna il cappellino rosso al nipote, come fosse un passaggio di testimone, e con la stessa tenerezza il nipote, racconterà le sue meravigliose avventure, le sue invenzioni sbagliate, i suoi record del mondo… al suo caro nonno desideroso di storie e di amore.
È ora il suo turno di raccontare o disegnare storie esilaranti.

Ma avrebbe potuto farlo senza questo nonno con un’immaginazione traboccante?
Tutto è detto in questo bellissimo album con contorni poetici, il legame privilegiato tra le generazioni, la forza della fantasia, l’importanza della trasmissione, la leggenda di famiglia che ci aiuta a crescere.

Con il testo modesto e meravigliosamente malinconico di Séverine Vidal, possiamo trovare le illustrazioni di Barroux leggermente ombreggiate e leggermente sfocate. Se le parole ci portano in storie per dormire, le immagini di profondo blu ci immergono in sogni d’oro.
L’accalappialuna con grandi tavole a doppia pagina dai bei colori, è uno di quegli album dolci e belli allo stesso tempo, come previsto, un po ‘divertente e un po’ triste anche come nella vita ❤

Un libro ricco di dolcezza e di vita da gustare da 4 anni!
Puoi acquistare il libro QUI:

L’accalappialuna. Ediz. illustrata

Barroux, Séverine

Iniziazione all’Amore Prenatale – Genitori prima e dopo la nascita

Iniziazione all'Amore Prenatale

“Concepire un figlio è una delle grandi opere della vita,
che coinvolge corpo e anima.
Credo che molte mamme custodiscano gelosamente ricordi come quelli di una lunga gravidanza,
del parto e del momento in cui hanno finalmente preso in braccio il loro bambino.”

Hai mai pensato, che il tuo bimbo possa ricordare il periodo trascorso nell’utero e la propria nascita?
Nel 2000, questa idea venne a Akira Ikegawa autrice del favoloso libro Iniziazione all’Amore Prenatale – Genitori prima e dopo la nascita.
Effettuò un’indagine su ben 79 mamme con figli di un’età compresa tra i 2 e i 7 anni. In molti non crederanno ai risultati..più della metà delle mamme aveva avuto risposte dal figlio che aveva ricordi di quel genere.

Una di queste risposte, quando una madre chiese al figlio fu:
“Perchè ti muovevi così poco nella mia pancia?”,
eil piccolo rispose: “Perchè tu mi dicevi: “Mi fai male”.
Stavo fermo perchè non volevo farti male, mamma.”
(bambino di 4 anni e 9 mesi)

Consiglio questo libro a tutte i futuri genitori, e anche a chi lo è già 😉
Impariamo quanto il feto nell’utero sia estremamente sensibile a ciò che la madre fa e pensa.
Un’amore reciproco, un legame fortissimo. Il figlio ama fin dal concepimento e protegge la sua mamma, nello stesso modo in cui noi mamme e papà ci prendiamo cura di lui, forse..anche di più 🙂

Cominciare a costruire il legame con tuo figlio fin da subito, dopo il concepimento è molto importante.
Dobbiamo comprendere che il nostro approccio con i neonati andrebbe ripensato.
Loro sono consapevoli di quanto accade nel mondo esterno e anche in grado di rispondere agli stimoli provenienti da fuori.
Non possiamo dire “ tanto i bambini non capiscono nulla.” non c’è affermazione più errata.

“La madre e il padre sono rotelle dell’ingranaggio della genitorialità.
La madre assicura un’accoglienza completa,
il padre una guida stabile, e dal sostegno di entrambi
il figlio trae un senso di sicurezza.”

Mamme e papà, Iniziazione all’Amore Prenatale, vuole essere un invito ad una nuova consapevolezza;
per cominciare a creare un legame con vostro figlio già dal momento in cui scoprite la doce attesa, perchè è già con voi 🙂

Per le mamme le fasi della gestazione, del parto e dell’accudimento dei figli sono occasioni che cambiano la vita, assicurando loro momenti meravigliosi con ottime opportunità per maturare e crescere.

Inoltre, ricorda… ogni volta che ti senti sola o in ansia, ricorda bene che il tuo bimbo è sempre con te e sta pensando:
Ti voglio bene, mamma!”
E sono così tante quelle che vorrebbero dirti, mamma.. ad esempio perchè sono nati e quale dono portano con sè.
Loro vorrebbero parlarne a lungo, dobbiamo solo, noi genitori ascoltarli con amore.

Buona lettura,
a te che ha scoperto di essere in dolce attesa,
a te che lo sei già, ma devi ancora scoprirlo..
a te che lo sarai,
a te che stringi tra le braccia il tuo cucciolo e da oggi lo “ascolti” con nuovi occhi e nuove orecchie.

Buon viaggio di crescita insieme a tutti, mamme e papà, zii e zie :*

Iniziazione all'Amore Prenatale
Genitori prima e dopo la nascita

Voto medio su 1 recensioni: Buono

Sono disposto a cambiare

Sono disposto a cambiare

Sono disposto a cambiare

Lo so, vorresti che fossero gli altri e tutto il resto a cambiare.

Sono tua madre, tuo padre, il capo, gli amici, la sorella, il fidanzato, il padrone di casa, il vicino, il ministro della chiesa o l’esponente del governo a dover cambiare perché la tua vita possa essere perfetta.

Ma non funziona così. Se vuoi un cambiamento nella tua vita, sei tu a doverlo compiere.
Quando cambi, allora anche le persone che appartengono al tuo mondo cambiano in rapporto a te.

Sei disposto a cambiare?

Se la risposta è sì, allora creeremo insieme la vita che dici di volere.

Tutto quello che devi fare è cambiare qualche pensiero ed eliminare qualche convinzione. Semplice, no? Tuttavia, non è sempre facile farlo. Analizzeremo alcune delle credenze che potresti avere in diverse aree della tua vita.

Se hai delle convinzioni positive, ti incoraggio a mantenerle e a espanderle.
Se invece rintracceremo delle credenze negative, ti aiuterò a lasciarle andare.

La mia vita è un ottimo esempio di quel che può succedere quando si cambia modo di pensare.

Sono passata dall’essere una bambina maltrattata e vittima di abusi cresciuta in povertà, con pochissima autostima e tantissimi problemi, all’essere una donna di una certa notorietà che è in grado di aiutare gli altri.

Non vivo più nel dolore e nella sofferenza.
Ho creato una vita meravigliosa.

E anche tu puoi fare lo stesso.

Ti consiglio di essere buono con te stesso mentre svolgi gli esercizi del manuale. Cambiare può essere difficile o facile. Riconosci tutti gli sforzi che fai. Tieni presente che potrebbe verificarsi un periodo di transizione tra il tuo vecchio sistema di credenze e quello nuovo. Potresti oscillare tra il compor­tamento attuale e gli schemi di pensiero del passato.

Non perderti d’animo.

Sii affettuoso con te stesso come lo saresti con un caro amico.
Infondi in te l’incoraggiamento necessario per vivere questa esperienza.

Otterrai rapidi risultati se svolgerai gli esercizi con costanza e regolarità.
Ma ti sarà utile lo stesso anche fare solo un esercizio al mese.
Fai quel che puoi.

Gli esercizi ti daranno nuove informazioni su di te.
Sarai in grado di compiere scelte nuove.

Ogni nuova scelta presa è come un seme piantato nel tuo giardino mentale.

Può volerci un po’ di tempo perché i semi germoglino e crescano. Ricorda infatti che quando pianti un seme, non ottieni subito un albero di mele. Allo stesso modo, non sempre facendo gli esercizi otterrai risultati immediati.

Ti consiglio di usare il libro per sezioni. Prova a lavorare su un segmento della tua vita alla volta. Esamina attentamente i tuoi sentimenti mentre svolgi ciascun esercizio.

Leggi tutto il libro una prima volta. Lascia emergere pensieri e ricordi.

Poi torna indietro e fai gli esercizi. Falli anche se non hai problemi in quell’area. Potresti restare sorpreso di quello che emerge. Ripeti gli esercizi più volte se invece si tratta di un’area in cui hai delle difficoltà. Crea esercizi ad hoc per te.

A volte può essere utile tenere a portata di mano un pacchetto di fazzolettini di carta. Concediti il permesso di esplorare il passato e di piangere se necessario. Le lacrime sono il fiume della vita e hanno un enorme potere di purificazione.

di Louise L. Hay tratto da:  Come puoi guarire la Tua Vita – Il Manuale

Come puoi guarire la Tua Vita - Il Manuale - Libro
Love yourself, Heal your Life

Questo manuale ti spiega come mettere in pratica i principi di amore, autostima e pensiero positivo racchiusi nel best seller “Puoi guarire la tua vita”, applicandoli a tutta una serie di problematiche e aree esistenziali:

  • Salute
  • Sessualità
  • Lavoro
  • Paure e fobie
  • Autostima
  • Intimità
  • Amicizia
  • Abbondanza e denaro
  • Dipendenze

Come dice Louise: “Questi esercizi ti permettono di scoprire cose nuove su di te, così sarai in grado di fare scelte diverse, per il tuo bene supremo. Se lo vuoi, puoi creare davvero la vita che desideri.”

Non cercare la Felicità!

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Se non trovi la Felicità forse è perché la cerchi dalla parte sbagliata,
non la cerchi nei tuoi panni…
Non la cerchi nel tuo focolare.
Secondo te, gli altri sono più felici, ma tu non vivi a casa loro…
Dimentichi che tutti hanno i loro problemi e se fossi al posto degli altri, certamente non ti piacerebbe.
Come puoi amare la Vita se il tuo cuore è pieno di invidia?
Se non ti ami?
Se non ti accetti?

Il più grande ostacolo alla felicità, forse, è sognare una Felicità troppo grande.
Cogli la Felicità col contagocce: sono le goccioline a fare gli oceani.
Non cercare la Felicità nei tuoi ricordi, non cercarla neppure nel futuro: cercala nel presente.
E’ qui, e qui soltanto, che essa è in attesa.
La Felicità non è un oggetto che puoi trovare fuori da te.
La Felicità è solo un progetto che parte da te e in te si realizza.
Non vi è mercato della Felicità.
Non vi è macchina della Felicità.

Ci sono persone che credono nella Felicità,
ci sono persone che costruiscono la loro Felicità.
Se allo specchio il tuo volto non ti piace,
a che servirà rompere lo specchio?
Non è lo specchio che va infranto… sei tu che devi cambiare!

C.E. Plourde

100 Modi per Cambiare Vita ed Essere Felici - Libro
Proposte, esperienze, riflessioni,
link e contatti per un’esistenza più felice e a impatto zero

Sono davvero tante le cose che si possono fare da soli o insieme ad altri per vivere meglio e più felicemente a partire dai propri talenti, passioni e sogni per ritrovarsi finalmente più ricchi dentro e dare senso, gioia e utilità alla nostra esistenza.

Per avere un punto di riferimento
agile e pratico sulle diverse opzioni ed esperienze in grado di cambiare
in meglio la nostra vita.

Un volumetto agile e pratico per illustrare 100 modi per trasformare radicalmente il proprio modo di vivere e migliorare le relazioni con gli altri.

Ogni scheda presenta una proposta alla portata di tutti per abbandonare la routine e inventarsi una nuova esistenza.

A completare il volume una ricca e stimolante gamma di letture, link a siti internazionali e ad associazioni a cui fare riferimento per uno stile di vita a impatto zero e più felice.

La profonda crisi che stiamo attraversando, se affrontata con ottimismo può essere ribaltata positivamente e vissuta come una formidabile occasione di cambiamento: è questa la sfida lanciata dagli autori di 100 modi per cambiare vita ed essere felici.

Se siete insoddisfatti del vostro quotidiano, se siete ancora alla ricerca di un’occupazione o se più semplicemente desiderate prendervi una lunga pausa dal tran tran di ogni giorno, questo è il libro che fa per voi.

In questo agile compendio troverete suggerimenti, indirizzi, link a siti web e letture di approfondimento per cambiare vita e trasformare,da subito, questo momento di difficoltà in un’opportunità.

Tra le pagine di questo volume troverete tutte le informazioni per prendervi un anno sabbatico, girare il mondo con pochi spiccioli grazie al couch surfing, andare a vivere in un ecovillaggio in Italia o all’estero, fare volontariato ambientale in qualche ong, lavorare in cambio di ospitalità nelle aziende biologiche e biodinamiche d’Europa, sperimentare l’economia de dono, imparare una nuova professione o una nuova lingua.
Macrolibrarsi.it presenta: Il Grande Libro di Ho'oponopono

La delicatezza e la potenza dei profumi

La delicatezza e la potenza dei profumi

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Spesso un profumo richiama ricordi piacevoli, immagini del passato che si credevano perdute mentre erano semplicemente nascoste in un angolo della mente.

Ciò avviene perchè tutti gli stimoli olfattivi vengono elaborati dal sistema limbico, una delle componenti più antiche del cervello. Pertanto lo stimolo olfattivo coinvolge il complesso delle emozioni, innescando processi immediati e suscitando stati interiori particolari.

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Profumo con lavanda, litsea, arancio

Sinergia di arancio, lavanda, litsea.Un’unione positivizzante giusta per il risveglio.

Il buon umore e la solarità dell’arancio, l’equilibrio dalla lavanda, l’energia dalla litsea ci donano una fresca sinergia che ci può accompagnare anche per il resto della nostra giornata.

Essenza Buonumore
Profumo con arancio, cannella, mandarino

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Il corpo di questa sinergia è costituito dagli agrumi, Arancio e Mandarino; l’olio essenziale estratto da questi frutti richiama qualità tipicamente solari , vitalità, espansione, azione, che aiutano a far ritrovare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità creative.
Essenza Polvere di Stelle
Patchouli, cannella, limone

La luce, la terra, lo spazioenergie primordiali

Essenza Frizzante
Profumo con menta, litsea
Energia, concentrazione promuove il movimento, la velocità e la chiarezza, rende chiari i pensieri.
Essenza Bergamotto
Solleva lo stato d’animo, è il profumo del Paradiso

Fresco, fruttato e dolce, l’olio essenziale viene estratto dalla buccia del bergamotto per spremitura. Questo olio essenziale ha proprietà antisettiche ed è molto utilizzato nel campo del benessere per la sua flessibilità.

E’ definito come l’olio del Paradiso e dà un senso di piacere, scioglie i blocchi interni, aiuta a percorrere la propria strada con gioia e serenità.

Che brutti ricordi..

Qual è la funzione dei brutti ricordi?

È notizia di poco tempo fa: alcuni ricercatori negli USA stanno sperimentando molecole in grado di eliminare selettivamente i brutti ricordi. Esperienze traumatiche del passato, lutti, violenze subite: forse un giorno, dicono, potremo cancellarli con una pillola. Nessuno però si chiede: che funzione svolgono questi ricordi? Perché il cervello non li elimina spontaneamente, come fa con le migliaia di istanti delle nostre giornate di cui non conserviamo nessuna traccia? Quale funzione evolutiva può esserci per noi nel mantenere proprio questi ricordi così spiacevoli?

Ecco perché i brutti ricordi tornano

Il cervello non fa niente per caso, tanto meno per sbaglio. È sempre lui a decidere cosa conservare e cosa eliminare, cosa deve entrare a fare parte della nostra personalità o cosa tagliare via perché dannoso. Questo significa che se qualcosa resiste ai continui colpi di spugna esercitati dal cervello sulla memoria, che costantemente ci purificano dai ricordi inutili, quel qualcosa è importante. Non dobbiamo intenderlo in modo letterale: il brutto ricordo non torna per fissarci su quel fatto del passato e ripeterci di continuo: “Guarda come sei stato sfortunato, non sarai più quello di prima”. Siamo noi che lo interpretiamo così, perché ci siamo identificati nell’idea di una vita già segnata in cui niente può più cambiare. Ma la vita non torna mai “quella di prima”, tutto in noi muta incessantemente.

I brutti ricordi sono nutrimento per le nostre radici

brutti ricordi sono, in realtà, importanti messaggi che ci mettono a disposizione un’esperienza passata allo scopo di trasformarci, per rendere le nostre radici più profonde e salde, per accrescere la nostra consapevolezza. Possono diventare  nutrimento per l’anima, purché ci avviciniamo a loro con l’atteggiamento giusto.

La tecnica che trasforma i brutti ricordi in una fiaba

– Quando arrivano i brutti ricordi di solito tentiamo di “non guardarli”, di sviare l’attenzione. Ma così il ricordo tornerà ancora più forte.

– Proviamo invece a considerare i brutti ricordi come messaggeri. Ci stanno dicendo qualcosa e sta a noi interpretarlo. Per farlo, usiamo la fantasia: in un momento di calma, da soli, torniamo a quel ricordo, evochiamolo nella mente, percepiamo per qualche istante tutte le sensazioni che ci provoca senza giudicarle belle o brutte. Sentiamole e basta. Poi, senza sforzo, lasciamo che dal ricordo si sviluppi, nella mente, una storia, un racconto fatto di immagini e di parole. Proviamo a inventare un personaggio, ad esempio una bambina o un bambino, oppure un personaggio di fiaba, che si trovi a vivere quell’evento. Immaginiamolo bene: com’è vestito, cosa dice… Immaginiamo quindi che debba attraversare delle peripezie, che si sviluppano a partire dall’evento che ha scatenato il brutto ricordo, che incontri altri personaggi e debba compiere delle imprese, per poi giungere a un lieto fine. Perdiamoci un po’ in queste fantasie. Quando lo desideriamo, poniamo termine all’esperienza e torniamo alle normali occupazioni. Proviamo a rifare l’esercizio almeno una volta al giorno, quando i brutti ricordi tornano a visitarci.

– Attraverso questo esercizio, immergiamo il cervello nell’ambiente delle immagini e nelle fiabe. L’aspetto “letterale” dei fatti piano piano sfumerà lasciando emergere un significato simbolico più ampio, che indicherà il posto che quel ricordo occupa nella nostra interiorità, arricchendola. La storia che abbiamo immaginato, in modi misteriosi, racconterà qualcosa di noi, regalandoci col tempo più consapevolezza e serenità nei confronti di noi stessi e del nostro passato e mandando via le sofferenze che quei ricordi scatenavano.

di Raffaele Morelli

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C’è una piccola rivoluzione copernicana in questo libro, un ribaltamento di punto di vista che ci insegna a dare importanza a ciò che di solito consideriamo banale. E ci fa trovare la felicità dove non la si era mai neppure cercata. La formula segreta del benessere, spiega Raffaele Morelli, sta nascosta nei piccoli gesti quotidiani che compiamo senza dar loro nessuna importanza. È una forza segreta potenzialmente in grado di darci una gioia infinita, che però noi offuschiamo di continuo coi nostri ragionamenti e i nostri giudizi, col nostro ingolfarci di scopi e progetti.

Dopo averci fatto capire che Ciascuno è perfetto e che Non siamo nati per soffrire, Morelli propone in queste pagine un suo nuovo fondamentale insegnamento, che si incastona alla perfezione nella filosofia controcorrente con cui l’autore ha conquistato migliaia di lettori. Un approccio all’esistenza a tutto tondo capace, nella sua elementare radicalità, di dare una vera svolta alla nostra vita.

Autori Vari

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Un gruppo di sette cantanti di varie nazioni si incontrano per la prima volta in Italia, toccando il cuore e coinvolgendo con la sua fresca spontaneità e la gioiosa ispirazione delle sue melodie. Gioioso ascolto a tutti quanti!

L’albero della nostra vita

albero-vita

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l’altro. Tutti li chiamiamo amici e ce ne sono di molti tipi.

Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell’anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell’anima si installa nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un’ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l’altra. Il tempo passa, l’estate se ne va, l’autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l’estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.

Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore fortuna e prosperità.

Oggi e sempre… semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.


Un metodo pratico in sette passi per godersi la vita


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Così come ognuno di noi possiede un livello personale di percezione del dolore, o di sopportazione del caldo e del freddo, noi tutti abbiamo un nostro personale livello di felicità.

Questo «serbatoio» è per il cinquanta per cento ereditario o genetico, per un dieci per cento è legato alle circostanze, ma per il quaranta per cento il nostro livello di felicità è determinato da pensieri, abitudini, sentimenti, parole, azioni sulle quali è possibile intervenire volontariamente.

Per gran parte, quindi, la nostra felicità non dipende dal successo, il denaro, le relazioni interpersonali o altri fattori esterni, ma è «senza motivo», dipende, cioè, solo da un nostro stato mentale, che può dunque essere raggiunto tramite la disciplina che ci svela marci shimoff in questo libro.

Certo, non si può essere felici semplicemente decidendolo razionalmente, ma con la giusta motivazione, la corretta pratica, l’applicazione di alcune regole e l’esercizio, è possibile raggiungere un grado di felicità indipendente da fattori esterni e pertanto più stabile e duraturo.

“Non importa da dove iniziate. Dovunque vi troviate, proprio ora, questo libro vi mostrerà come essere più felici. Non avete bisogno del gene della felicità, di vincere la lotteria o di diventare santi. Quando avrete finito di leggere queste pagine, saprete come sperimentare uno stato di autentica ininterrotta felicità per il resto della vostra vita.”

I lettori dicono:

«eccezionale! pratico, incoraggiante e facile. “felici senza motivo” offre davvero la possibilità di vivere felici!» – Stephen

«adoro l’approccio pratico alla felicità vera. le storie vere raccontate sono commoventi e incoraggianti. solo a leggerlo mi sono sentita già più felice.» – Olivia

«regola numero i per la felicità: leggere questo libro! siate “felici senza motivo” anche voi, perché tutto il resto deriva da quello.» – Phil

«”felici senza motivo” è il libro sulla felicità più importante che possiate mai leggere. ha un approccio unico e illuminante.» – Raymond

«Marci Shimoff è una delle persone più irresistibili che abbia mai conosciuto. sono felice che abbia voluto dividere con noi la sua saggezza nelle pagine di “felici senza motivo”.» – Marianne Williamson, autrice di «ritorno all’amore»

«”felici senza motivo” propone sette passi chiari ed efficaci che tutti possono mettere in pratica subito per essere più felici.» – John Gray, autore di «gli uomini vengono da marte, le donne da venere»

«questo libro raccoglie una sensazionale serie di tecniche ed esempi, condivisi dalle persone che sono riuscite a capire una grande verità: che la possibilità di essere felici senza motivo è già dentro di noi.» – Lindsay Wagner, vincitrice di un emmy, protagonista di «la donna bionica»

Invidia

invidia

Aurore Sand (che poi assumerà il nome di George Sand) e Jules Sandeau erano molto innamorati e avevano scritto insieme un romanzo , Rosa e Bianca, firmando con le iniziali del loro nomi. Poi, però, Aurore incomincia a rendersi indipendente. Si ritira nella casa di campagna e scrive, da sola, un nuovo romanzo: Indiana. Non lo firma col suo nome, Aurore, ma si limita ad abbreviare lo pseudonimo di prima: G. Sand. Il libro ha un successo trionfante, Sandeau resta colpito e imbarazzato, forse comincia ad essere un po’ invidioso. Ma la catastrofe arriva quando Aurore scrive un altro romanzo da sola: Valentina, e lo firma col nome di George Sand. Adesso lei è diventata famosa, adorata da tutti e lui quasi dimenticato. Il loro amore muore.

Occorre un grande, grandissimo amore per superare l’invidia. Occorre che uno riesca a gioire del successo dell’altro. Questo succede più facilmente se collabora attivamente alla sua costruzione, riuscendo, in tal modo a viverlo come suo. Ma, occorre anche che questo contributo venga riconosciuto pubblicamente e ricambiato con la fedeltà.

Alcuni pensano che un certo grado di competizione favorisca la vita di coppia. Alcune ricerche dimostrano, invece il contrario (Alberoni, 1992). Non bisogna confondere il bisogno di affermarsi nella vita per mostrare all’altro di meritare il suo amore, col desiderio di apparire meglio di lui. Ogni persona umana vuol avere un valore. E non vuole solo sentirsi amata, vuole anche veder riconosciuti i propri meriti. Vuol essere apprezzata per le sue capacità e per le sue virtù. Ma quando l’innamoramento si allontana, la società con i suoi “valori” torna a penetrare nella vita di coppia. Se la donna vede suo marito continuamente ammirato, adorato, mentre lei è sempre in seconda fila, prova un senso di svuotamento. Il piacere di trovarsi accanto ad una persona del genere, di condividere la sua luce, lascia a poco a poco, il desiderio di avere una propria luce, un proprio valore. Ma guai, se in questo caso scatta la competizione, perché è destinata alla sconfitta. E, con la sconfitta appare l’invidia.

L’invidia è il sentimento che noi proviamo quando qualcuno, che noi consideriamo del nostro stesso valore ci sorpassa, ottiene l’ammirazione altrui. Allora abbiamo l’impressione di una profonda ingiustizia nel mondo. Cerchiamo di convincerci che non lo merita, facciamo di tutto per trascinarlo al nostro stesso livello, di svalutarlo; ne parliamo male, lo critichiamo. Ma se la società continua ad innalzarlo, ci rodiamo di collera e, nello stesso tempo, siamo presi dal dubbio. Perché non siamo sicuri di essere nel giusto. Per questo ci vergogniamo di essere invidiosi. E, soprattutto, di essere additati come persone invidiose. In termini psicologici potremmo dire che l’invidia è un tentativo un po’ maldestro di recuperare la fiducia e la stima in sé stessi, impedendo la caduta del proprio valore attraverso la svalutazione dell’altro.

L’insidia della competizione e dell’invidia è particolarmente forte nelle coppie che fanno lo stresso lavoro, e ritengono di avere lo stesso valore. Perché basta che la società, a torto o a ragione, offra un riconoscimento maggiore, che l’altro viene preso dal dubbio e dallo sconforto.

Pochissime persone parlano chiaramente e volentieri dell’invidia che provano: parlarne apertamente inibisce perché è come mettersi a nudo, svelare la parte più meschina e vulnerabile di sé. Parlare della persona che si invidia e spiegare il perché, significa parlare della parte più profonda di sé stessi, delle aspirazioni e dei fallimenti personali, delle difficoltà e dei limiti che si trovano in sé stessi.

Esistono diversi tipi di invidia? Certamente, si!

Venite a sapere che uno dei vostri colleghi ha avuto una promozione che speravate toccasse a voi. Quali possono essere le vostre reazioni? Gli studiosi ne parlano di tre forme di invidia. Naturalmente, le reazioni di invidia sono di rado pure, anche se in genere le tre forme si mescolano o addirittura si succedono l’una all’altra.

Il primo tipo è l’invidia depressiva e la tipica frase che lo accompagna è: “Ahimè, questo a me non succederà mai!” col risultato di mettersi in disparte e di non pensare. Il secondo tipo è l’invidia ostile per cui voi direte: “Non posso sopportare che l’abbiano promosso prima di me, quell’incapace!”. Quindi, a livello comportamentale parlerete male del collega e magari gli preparerete un “bel scherzetto” (per fargliela pagare…). L’ultimo tipo, l’invidia ammirativa/emulativa, vi porterà a dire: “E’ normale che sia stato promosso, ha lavorato sodo!”, di conseguenza andrete a congratularvi con lui e probabilmente raddoppierete gli sforzi per essere promossi. A volte chi invidia benevolmente tende a diventare uno dei più grandi adulatori dell’invidiato: la lusinga aiuta a far credere di partecipare al successo altrui. Nella cultura americana un comportamento del genere è perfettamente accettato: vi è infatti una incitazione esplicita ad identificarsi con il vincitore. Ciò non accade nelle culture latine, dove invece chi riesce più degli altri non è altro che l’esempio della altrui insufficienza.

L’invidia è dunque un’emozione complessa: presuppone innanzitutto un paragone tra la nostra situazione e quella dell’altro, e ci porta a costatare la nostra inferiorità almeno in un certo campo, non modificabile immediatamente. F. Alberoni ne parla del tormento dell’impotenza dell’invidioso. Una volta costatato lo svantaggio personale, ne possono derivare altri pensieri ed emozioni: tristezza, collera, emulazione, ecc. La reazione di invidia è tanto più forte quanto più l’inferiorità constatata appartiene a un campo per noi importante, essenziale per l’immagine che abbiamo di noi stessi e dunque una componente fondamentale della nostra autostima.

Riconoscete di essere invidiosi

Questo consiglio vale per tutte le emozioni, ma soprattutto per l’invidia, che tentiamo di nascondere persino a noi stessi. E’ un’emozione di cui vergognarsi, tipica di chi “non sa perdere”, di chi è “inacidito”. Il fatto di provarla è in sé una minaccia al nostro amor proprio. Il morso dell’invidia è un’azione involontaria, rispetto alla quale non dovete difendervi né colpevolizzarvi ; al contrario, avete la responsabilità di saperla gestire.

Esprimete positivamente la vostra invidia o tenetela per voi

Il consiglio può sembrare paradossale: esprimere un’emozione negativa come l’invidia? Esprimete l’invidia in forma positiva, cioè con umorismo, se potete. Ecco alcune frasi pronunciate da persone in grado di gestire l’invidia:

“Bello il tuo appartamento, farà invidia a molti. Per esempio a me.”

“Fa in modo che non vada così bene tutti i giorni, altrimenti farò fatica a restarti amico”.

“Per fortuna non sono invidioso, altrimenti se lo fossi mi farebbe male. Ahia !”

Se non avete il senso del umorismo, non rimproveratevi, limitatevi a non esprimere la vostra invidia, senza però nasconderla a voi stessi e tenete sempre a mente che “il silenzio dell’invidioso fa troppo rumore” (Kahlil Gibran).

Esaminate i vostri pensieri di inferiorità

Il morso dell’invidia ci coglie spesso quando prendiamo consapevolezza della nostra inferiorità, almeno temporanea, nei confronti dell’altro. Il dolore può presto trasformarsi in reazione ostile. L’ostilità serve anche a controbilanciare il senso di inferiorità. In ogni situazione di invidia, cercate di esaminare i pensieri di inferiorità, spesso legati a dei ricordi, anziché mascherarli con una reazione aggressiva.

Comprendere, esprimere e trasformare le nostre emozioni

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Gioia, collera, invidia, tristezza, vergogna, gelosia, paura, amore: gli autori dedicano un capitolo a ogni emozione fondamentale, analizzando le forme che può assumere, spiegandone l’utilità soprattutto nelle relazioni con gli altri, mostrando come si possa convivere meglio con tutte le emozioni e come le emozioni possano venire utilizzare nel modo migliore rendendo la nostra vita più serena ed equilibrata.

Possiamo contenere la gelosia? Quale ruolo gioca il desiderio nell’amore e perché a volte siamo infedeli? In che senso la gioia fa bene alla salute? La felicità dipende da noi stessi o dalle circostanze?

Un libro per imparare a trasformare le emozioni in altrettanti punti di forza della nostra personalità.