L’isola del Nonno – Benji Davies

Syd si ritrovò sul ponte di una grande nave.
Tutto intorno c’era un oceano di tetti.
Il nonno tirò una leva,
BOOOOOOOOP!
La sirena suonò e la nave iniziò
lentamente a muoversi.

Syd si reca spesso a trovare il nonno, nella sua abitazione in fondo al giardino. Ha tanta familiarità da poter entrare anche quando il nonno è assente, conoscendo il nascondiglio dove egli ripone la chiave.
Un giorno che la casa pare deserta, il bambino si sente chiamare dalla soffitta. Il nonno si è rifugiato in soffitta, quella stanza sconosciuta, ingombra di oggetti curiosi.

Syd lo raggiunge e insieme passano oltre una misteriosa porta di ferro, nascosta da un telo.
Al di là c’è il ponte di una nave, svettante sui tetti delle città. Un rombo di sirena e i due salpano, prendono il mare aperto e giungono fino a un’isola tropicale rigogliosa, verdeggiante, fitta di una vegetazione meravigliosa.

L’isola in cui approdano è bellissima, decisamente tropicale, il nonno sta talmente bene che non gli serve nemmeno il bastone.
Tanto divertente è la vita sull’isola, tra tuffi, giochi e momenti di quiete, che al momento di tornare indietro, verso casa, il nonno comunica a Syd che la sua intenzione è quella di restare.

Il bimbo comprende e dopo un attimo di preoccupazione, coraggiosamente assume il comando della nave e rientra in città. Il viaggio verso casa sarà più duro senza il nonno, ma seppur nella tempesta, Syd porterà la nave a casa sana e salva.

E’ il giorno dopo, quando Syd torna nella casa deserta, che scatta la malinconia: il nonno non è più lì, la soffitta è deserta e perfino la porta di metallo è scomparsa.
Che sia stato solo un sogno?
Ma in bocca a un pellicano arriva il messaggio a rassicurare e fugare il dubbio: un nonno sorridente, sereno in mezzo agli amici dell’isola.

L’isola del nonno di Benji Davies, autore inglese di grande dolcezza e sensibilità, edito da EDT – Giralangolo, riesce ad affrontare l’argomento con una dose davvero mirabile di grazia, merito anche della scelta di una chiave immaginifica, simbolica e fantasiosa, lieta oltre la malinconia di fondo, grazie alla quale la dimensione affettiva si percepisce in ogni grande, colorata, intensa e vivissima tavola…è un tripudio di colori, la quintessenza della vita che vive anche quando qualcosa, o qualcuno, si perde per strada.
Infatti le illustrazioni hanno un tratto morbido, gaio e gentile, tinte pastose, semplici nello stile eppure eloquenti, che si accompagnano a un testo lieve ed essenziale, raccontando – grazie a rimandi, citazioni, particolari, pose, espressioni – molto agli occhi che sanno indugiare nell’osservazione.
Ad esempio con un occhio attento si potrà notare che alcuni degli oggetti che popolavano la soffitta si ritrovano anche sull’isola. La teiera, ad esempio, il grammofono, ma anche la scimmia, che in casa era un pupazzo inerte di peluche mentre ora è un animale vivo e vivace.

È una bellissima metafora del saluto, del ricordo, della bellezza del volersi bene e dello stare insieme, ma anche una conferma rassicurante di ciò che rimane dopo e che resta per sempre parte di noi, del fatto che la vita ci mette di fronte a delle grandi sfide, ma che in fondo si può riuscire a superarle tornando a casa sani e salvi.

Non è semplice con in nostri bambini affrontare il tema della morte di una persona cara, di un famigliare, di un nonno magari, al quale si è voluto molto bene, con il quale si sono condivisi momenti di gioco, complicità, scoperta, affettività.
E’ propio questo a rendere L’isola del nonno un libro illustrato molto prezioso, proprio grazie a questa sua capacità di parlare di una tematica dolorosa e difficile senza aver bisogno di nominarla, né di darne una rappresentazione diretta, didascalica. Non per questo risulta meno eloquente, anzi, dal punto di vista emotivo è estremamente toccante

E’ inoltre una metafora efficace per parlare, senza dirlo, del potere del ricordo, della possibilità di far rivivere costantemente chi si è perso nella memoria delle esperienze che si hanno avute insieme: l’isola è quel posto speciale dove risiedono tutti i momenti felici che nonno e nipote hanno condiviso ed è lì che il nonno si troverà per sempre a vivere, mandando al suo amato nipote messaggi che sono, e sempre saranno, i ricordi, che continueranno a germogliare nel suo cuore.

Consiglio con affetto questo libro a chi è alle prese con bambine e bambini che hanno bisogno di elaborare un lutto perché può contribuire a offrire al piccolo un riferimento immaginifico cui appoggiarsi.
Certamente, come tutti i buoni libri, non può fornire loro risposte, non promette soluzioni, ma sicuramente accarezza il loro cuore, le loro emozioni e spinge il lettore a guardare dentro di sé, a sentire, rivivere e pensare da un punto di vista diverso.
L’isola del nonno non ha età, può essere letto insieme ai bambini dai 4 anni, a quelli più grandi, ma scalda il cuore anche a noi adulti
E uno di quei libri capaci di smuovere i sentimenti più profondi, lasciandoti con gli occhi pieni di lacrime e il sorriso stampato sulla bocca.

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Dove il Mare incontra il Cielo – The Fan Brothers

Fin ricordava la voce del nonno.
Gli raccontava storie su un posto lontano
dove il mare incontra il cielo.

Finn vive vicino al mare e il mare vive da lui. Ogni volta che guarda fuori dalla finestra è un costante ricordo delle storie che suo nonno gli ha raccontato sul luogo in cui l’oceano incontra il cielo. Dove volano balene, meduse, uccelli e i castelli galleggiano.

Il nonno di Finn, che oggi avrebbe 90 anni, non c’è più, ma Finn conosce il modo perfetto per onorarlo.
Costruirà la sua nave e salperà per trovare lui stesso questo luogo magico! È estate: il tempo del mare, dell’andare per luoghi sconosciuti verso l’avventura.

Una barca di fortuna, pezzi raggranellati sulla spiaggia che chi cerca, trova! Assi di legno assortite, telai per ipotetiche finestre, due legni lunghi ben trattenuti da un saldo giro di corda, l’albero maestro; un pezzo di staccionata la carena, una lanterna e per bandiera una vecchia canotta a righe, che le righe si sa, fior di pirati le hanno indossate 😉
Un lavoro di ricerca, per il piccolo Finn, che è già un viaggio che percorre l’infinita battigia e porta oltre le dune di sabbia. Cercare e trovare e poi assemblare questi regali del mare.

Lettori e ascoltatori salpano per un viaggio che ha del surreale. Ammirando le illustrazioni con un raffinato sguardo, un confine sembrerà già essere abbattuto, mentre le nuvole si allungano riempiendo il cielo di un impalpabile pulviscolo che si compone e scompone in figure, piccoli segni di un possibile percorso, compagni di un destino che si sta compiendo ingannando l’occhio, rimescolando i colori là, in fondo, vicino all’orizzonte.

Dopo momenti di solitudine, Finn si ritrova davanti una gigantesca carpa dorata con baffi e pizzetto, proprio in quel momento, quando il giorno cede il passo alla sera e poi all’oscurità della notte, nel profondo silenzio del mare aperto, la grande carpa cambia ritmo alla narrazione e allo stato dell’anima del piccolo viaggiatore.

“Sai dove l’Oceano incontra il Cielo?” Finn chiese al pesce.
“È alto e basso, e profondo come il mare”
“È su e giù e molto lontano”

La carpa dorata è in testa alla solitaria spedizione e con lei Finn visiterà le Isole Biblioteca, popolate da cento variopinti uccelli-lettori, un’isola di conchiglie giganti impervie come montagne da scalare.
Bisogna fermarsi, osservare tra le pagine, tra i dettagli ed immergersi dentro, là, dove le meduse quadrifoglio danzano, e poi su tra cielo e mare dove non sai sei ti stai librando in volo o se è l’acqua… Ma non importa, ciò che i tuoi occhi vedono ora come bolle di sapone alimentate da un gigantesco e invisibile diffusore è quanto di più magico, mistico, magnetico e surreale ti sarà mai dato modo di vedere.


Da qui in poi la storia diventa un sogno meraviglioso, dove il piccolo Finn a bordo della sua barca vede paesaggi mozzafiato, creature marine straordinarie, acque cristalline solcate da mongolfiere, draghi e vascelli.
Lì tra cielo e mare un castello si annida in una nuvola, dirigibili, vascelli, il Titanic, golette dalle vele piumate, pesci volanti, lo Zeppelin e sottomarini di grandette e lunghezza diverse, dragoni sospesi trasportati da leggere mongolfiere e poi meduse, meduse che ballano. E sullo sfondo una gigantesca e luminosa luna che una grande balena blu, di passaggio in primo piano, sembra dividerla in due.

Se aguzzi la vista, proprio lì vicino c’è la minuscola barchetta di Finn fatta di cose che il mare gli ha portato come doni preziosi.
E quando arriverà, forse, solo forse, troverà qualcosa che non sapeva che stava cercando…
Il cielo si apre, l’acqua si ritira e una splendida luna illumina tutte quelle meraviglie… fino all’arrivo della mamma di Finn.

E’ stato solo un sogno?
Oppure adesso Finn conosce il luogo dove il mare incontra il cielo?
Forse tutto quel blu di cui Finn è stato testimone è un luogo magico che non esiste, o forse è un luogo dove si ritrovano coloro che portiamo sempre con noi nel cuore, tra mare e cielo…

Dove il Mare incontra il Cielo di Eric Fan e Terry Fan (The Fan Brothers) edito da Gallucci editore, è un libro incredibilmente poetico che colpisce per le immagini spettacolari a cui ci hanno abituato i Fan Brothers, i fratelli canadesi dallo straordinario gusto estetico che, lavorando insieme, hanno prodotto dei libri straordinari, assolutamente inclassificabili, ma da ammirare per la loro bellezza.
Assolutamente da avere nelle propria libreria!
Nominato per il premio Kate Greenaway 2019.

Una storia, emotivamente carica che affronta in modo delicato la perdita e il lutto; grazie alle splendide e ricche illustrazioni la narrazione esprime e arriva dritta al cuore senza precedenti.
Non è stato trascurato nessun dettaglio…un libro da leggere con calma per “salpare insieme a Finn” ed immergersi come in un sogno che fonde le bellezze della natura.
In una scena toccante, Finn saluta il volto sorridente e illuminato del nonno.

Questo elegante libro illustrato è un viaggio contemplativo e curativo alimentato dall’amore e dalla perdita.
Le illustrazioni eleganti dei Fan Brothers e la narrazione semplice ma piena di emozioni creano un libro illustrato che è al tempo stesso mistico, magico e magnetico.
Questa avventura amorfa e fantasiosa porta nascosti fili di malinconia che ignoreranno la maggior parte dei giovani lettori, ma rimarranno affascinati dalle illustrazioni magiche e dall’accettazione della nozione che i mondi fantastici di sogni e storie esistono veramente.

Certo, sono possibili molte letture di questo viaggio, non ultima quella spirituale ma sempre di viaggio si tratta, sempre di meraviglia e maestosità: quella dei luoghi che costruiamo nel nostro cuore.
Quel “Finn?” sussurrato dalla mamma ci riporterà al presente con uno sguardo..

“…verso quel magico luogo tanto lontano,
dove il mare incontra il cielo.”

Buon viaggio e Buona lettura!
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Mortina – Barbara Cantini

Mortina non è una bambina normale.
Ma lei non si sente nemmeno così diversa.
Certo la sua pelle non ha il tipico colorito rosa delle bambine.
Anzi è decisamente bianca.

Mortina non è una bambina come tutte le altre, è una bambina zombie: ha la pelle bianca, gli occhi sporgenti con le occhiaie viola e può staccarsi parti del corpo. Vive felicemente in una villa che gli abitanti del villaggio ritengono abbandonata perché la zia Dipartita le vieta di farsi vedere, men che meno se si tratta di bambini!

In meno di due anni le avventure di Mortina sono diventate ben 3 e con un successo internazionale, tradotto in 23 lingue, tra cui gli Stati Uniti dove Mortina si chiama ‘Ghoulia’ e dove insieme al primo libro è stato realizzato un dvd. Il primo volume, Mortina – Una storia che ti farà morire dal ridere dedicato alla festa di Halloween, uscito il 17 ottobre 2017, è entrato subito in classifica e ha venduto 15 mila copie, il secondo, Mortina e l’odioso cugino, pubblicato nel marzo 2018, in cui appare l’odioso cugino Dilbert, è arrivato a 9 mila copie. Infine il terzo volume, pubblicato i primi di ottobre (2018) Mortina e l’amico fantasma.
Le avventure di Mortina sono scritte ed illustrate da Barbara Cantini edite da Mondadori.
Il tono leggero e con quel pizzico di umorismo dei 3 libri appare palese sin dalle deliziose copertine che raffigurano in primo piano una pallida bimbetta dagli occhi sporgenti affiancata da compagni bizzarri e sullo sfondo, alle loro spalle, il classico castello dell’immaginario horror. Se non fosse già evidente così, ci pensa pure il sottotitolo a chiarire la natura ironica del volume, calcando un po’ la mano 😀

Il pubblico di destinazione è quello dei giovani lettori dai sette ai nove anni, perché ogni racconto è ricco di allusioni, doppi sensi nelle parole e stimoli nei disegni che i più grandicelli sanno cogliere meglio.
Diverte, però, anche i più piccoli, che temono e amano allo stesso tempo le atmosfere paurose e i colori cupi, ma colgono immediatamente il tono umoristico e spiritoso proprio. Infatti, grazie alla freschezza e al loro approccio giocoso rappresentano ingredienti prelibati anche per bambini più piccoli, di cinque-sei anni, che seguiranno le figure dal fascino gotico e si porranno in silenzioso ascolto.
Sopratutto in questo periodo dell’anno che precede la festa di Halloween, le storie di Mortina riscuotono indistintamente nei bambini e bambini un grande fascino ed interesse! Una grande occasione anche per avvicinarli alla lettura e al meraviglioso mondo dei libri 😉

Scopriamo insieme queste storie, condite da tanta ironia, della bambina zombie 😉

Mortina
Una storia che ti farà morire dal ridere

Mortina gioca col suo amico fidato, Mesto un levriero albino e scorazza tra le stanze, nel giardino o nel bosco dietro la villa, ma le manca di poter giocare con i bambini della sua età. Così cerca di escogitare strategie per poter uscire e l’occasione giusta si presenta!


L’occasione giusta è proprio la festa di Halloween, in cui i bambini girano per le case travestiti da mostri a chiedere: “Dolcetto o scherzetto?”.
Mortina ha la grandiosa idea di partecipare alla festa fingendosi una bambina travestita. Distrae la zia con un diversivo ingegnoso: scuce la coda e un orecchio al gatto Ombra in modo che lei rimanga impegnata a ricucirlo e non si accorga della sua fuga. Mentre fervono i preparativi nel villaggio, la bambina aspetta impaziente il giorno della festa che finalmente arriva: Mortina passa la mattina e la prima parte del pomeriggio a prepararsi e per cestino pensa bene di usare il vecchio portagioie della zia, peccato che si tratti della testa del prozio Funesto! Lo convince a restarsene zitto senza brontolare e corre fuori a cercare i bambini mascherati.

Si fa coraggio e chiede se può unirsi al gruppo: i bambini la guardano incuriositi ma l’accolgono con entusiasmo.

Si avviano cantando per le vie e Mortina è felice perché quei bambini non sembrano aver paura di vampiri, streghe, uomini lupo, zombie o fantasmi. Ma loro non hanno capito che il suo vero nome è Mortina è non Martina, come la chiamano 😀
E quando la bambina zombie, ormai a suo agio, si rivela, la guardano allibiti.
Riusciranno ad accettarla per quello che è?
E Mortina riuscirà finalmente a farsi degli amici con cui giocare?
Vi dico solo che Mortina non è tipo da arrendersi!

Un delicato racconto sul bisogno di aggregazione e di accettazione!

Mortina e l’odioso cugino

“Pioveva da ore. Mortina era annoiata
perchè i bambini del villaggio
non si erano visti a Villa Decadente quel giorno.”

L’avventura di questo secondo episodio si snoda all’interno di Villa Decadente e vede protagonisti Mortina, il cugino Dilbert e gli amici del villaggio vicino.
Ma andiamo con ordine.


Mortina si annoia. Zia Dipartita ha trovato nella Botanica la sua grande passione. Mesto è in giro a caccia di rospi. Fuori piove e i suoi amici non sono andati a trovarla.
Quando suona il campanello Mortina è felicissima.
Quando apre la porta e si ritrova davanti un piccolo zombie aristocratico è curiosa.
Quando capisce che tipo è suo cugino pensa che sarebbe stata meglio sola.
Il bambino, per niente simpatico e con un atteggiamento tutt’altro che gentile, si accomoda in casa con il suo ragno da compagnia.

Mortina va su tutte le furie. Perché la zia ha invitato Dilbert? Ma soprattutto dove è finita la zia?
Suona di nuovo il campanello di casa e, ad uno ad uno, arrivano anche gli amici del villaggio, anch’essi invitati dalla zia con un biglietto trovato davanti casa, su cespugli, piante o alberi.

Che strano! Come mai Mortina non sapeva niente di questi inviti? E perché poi?
I bambini decidono di mettersi in cerca della zia per la Villa ma non trovano nulla, neanche un indizio di dove possa essere finita. A un certo punto scompare anche Teresa, una delle amiche di Mortina…

E insomma…il mistero si infittisce sempre più finché sarà proprio l’odioso Dilbert a risolverlo e soprattutto a trovare la zia e Teresa.
Non vi svelo nulla perché vi consiglio di leggerlo;)

Vi dico solo che anche questa volta Mortina offre un importante spunto di riflessione: mai giudicare qualcuno senza conoscerlo a fondo, anche se apparentemente possa sembrare scorbutico e antipatico!
Dando una possibilità, si possono ricevere delle belle sorprese…perché ognuno in fondo ha un suo talento!
Tutti abbiamo una qualità speciale perciò mai fermarsi alle apparenze, diamo sempre a noi stessi e agli altri la possibilità di scoprirla! 😉

Mortina e l’Amico Fantasma

“Nevicava ormai da giorni
e Villa Decadente era tutta imbiancata.
Il lunedì Mortina stava giocando ai vampiri
con Mesto e dalla finestra

aveva visto balenare una piccola luce.”

Per tutta la settimana Mortina e Mesto vedono accadere strane cose nelle stanze della villa e guardando fuori dalla finestra, curiosi vedono un bambino luminiscente, sbiadito..ma carino!

Mortina in questo terzo volume dovrà vedersela con un misterioso bambino fantasma che non ricorda più il suo nome. La bambina zombie, insieme al suo inseparabile levriero albino Mesto, cercherà ogni dettaglio possibile per ricostruire l’identità del simpatico spettro.
Tra i libri della biblioteca, analizzando il suo abbigliamento e chiedendo un suggerimento anche a zia Dipartita.
La Zia ricorda, con il suo fare signorile, che per cercare qualcuno nel passato bisognava consultare dei registri che si trovavano in chiesa.
Ovviamente era fuori discussione che Mortina ci potesse andare, ma oramai conosciamo bene la furba Mortina 😉

Dopo mille peripezie per scappare dalla finestra della villa nonostante la promessa, entrare in chiesa dopo che il guardiano aveva senito il cancello cigolare, e uscire dalla stessa spaventandolo a morte fingendosi una poverina in una bara, Mortina riesce a tornare di corsissima al sicuro nella villa e mentre tutti dormivano lei e il fantasma continuavano a cercare nel registro rubato.

Vi lascio scoprire durante la lettura il bellissimo finale di questo terzo volume, ma vi anticipo solo che questo fantasma riuscirà a far battere il cuore alla piccola Mortina..
Anche in questa terza storia Mortina porta con sè un esempio importante, sulla forza e il potere di sentire un legame con qualche nuovo amico e sopratutto quel desiderio unico che porta indistintamente grandi e piccini a sentire di voler aiutare qualcun altro!

Come ha affermato Barbara Cantini in un intervista “È una storia basata sulla capacità di ricordare chi non c’è più. Una cosa che sento molto, soprattutto da quando è morto mio padre”

Mortina opera della creatività di Barbara Cantini, che per la prima volta si è cimentata anche nella scrittura, confezionando ben tre frizzanti storie “horror” dallo stile garbato e buffo. Le ambientazioni sono minuziose e realistiche, qua e là le pagine sono arricchite da didascalie e brevi testi che descrivono ironicamente lo strampalato assortimento dei personaggi presentati.
L’atmosfera gotica, ben espressa dalla predilezione per le tinte cupe, come il nero, il viola fa da cornice a tre simpatici racconti di immediata comprensione, ritmati, che giocano sui doppi sensi delle parole, sulla parodia e sulla voglia dei bambini di lasciarsi attraversare da qualche piccolo e innocuo brivido.

Barbara Catini, ci racconta di Mortina
e si racconta per i piccoli e grandi lettori
di Crescere Leggendo:

Barbara ci racconti un po’ della tua vita e di quando hai deciso di dedicarti al mondo magnifico dell’illustrazione?

La passione per il disegno e l’illustrazione mi accompagna da che ho memoria, ho sempre passato molto tempo a “perdermi nelle figure” dei miei libri illustrati preferiti. Pensare realmente che l’illustrazione potesse essere la mia strada però ha necessitato di più tempo e una maggior fiducia e consapevolezza. Dopo gli studi artistici e universitari e una breve parentesi nel settore del restauro, sentivo che dovevo riprendere a disegnare, mi mancava troppo, e farlo nei ritagli di tempo non mi bastava più. Quindi mi sono iscritta ad un corso di animazione cartoon, piuttosto che quello di illustrazione, perché l’idea di imparare a far “vivere” i personaggi attraverso il movimento mi emozionava tantissimo. L’animazione mi è stata molto utile anche perché mi ha insegnato a raccontare una storia come una sequenza di immagini. Terminata la scuola e fatto qualche anno di esperienza in uno studio di animazione ho partecipato al concorso “L’illustratore dell’anno” di Città del Sole e dopo averlo vinto, ho avuto la spinta per dedicarmi esclusivamente all’illustrazione, che è sempre stata il mio “primo amore”.
Il passaggio alla scrittura è stato più lento, anche più “rispettoso” oserei dire. E’ più recente ed è avvenuto passando attraverso il piacere di iniziare a immaginare i miei personaggi e il loro mondo. Chi erano, cosa facevano, qual erano il loro vissuto e i loro desideri?

Mortina è ora una serie di tre libri illustrati e scritti da te.
Com’è nata l’idea?

Mortina è nata dopo una “lunga gestazione”, a partire da un semplice schizzo sul mio blocco da disegno, risalente ai tempi in cui frequentavo la scuola di animazione, ormai 12 anni fa.
Avevo disegnato una bambina stralunata, inizialmente in compagnia di un pipistrello balbuziente, che poi lavorandoci si è “trasformato” in un cane, il Mesto che conosciamo ora. Per non farla sparire dalla memoria è stato sufficiente essermi fermata quel disegno e un unico appunto scritto “Mortina”.
Ho poi ripreso l’idea a cavallo tra il 2015-2016, sviluppandole intorno una storia e un contesto di vita familiare. A livello narrativo ho scelto senza esitazione di portare un’ambientazione “fantastica” in un contesto generale di realtà e non di creare un mondo apposito popolato solo di mostri e fantasmi. Ma tutto ha preso forma dal disegno abbozzato della piccola zombie e dal gioco di parole Mortina-Martina. Sempre appuntarsi le idee! 🙂
Per me il libro sarebbe stato solo il primo, ma fin da prima della pubblicazione l’editore mi suggerì di pensare alla possibilità di una serie, perché il personaggio si prestava bene ad essere sviluppato in libri successivi.

Quali sono i temi conduttore che affronti nei tre libri?

Premetto che le storie non sono nate in modo “costruito” per portare un messaggio piuttosto che un altro.
Certamente il filo conduttore che ritroviamo nei libri della serie è quello dell’amicizia, l’empatia e la disponibilità verso gli altri. Il tutto in un contesto un po’ creepy, per il quale ho una propensione fin da piccola. E certamente anche nella stesura delle storie ho dovuto rispettare i binari del mistero e del piccolo brivido, per coerenza con il personaggio e l’ambientazione. Il mio approccio è sì gotico, per le situazioni e le illustrazioni (e mi viene detto sempre!) ma prevale sempre una forte ironia che riesce a riportare anche gli aspetti macabri e grotteschi su un piano affrontabile e perché no, spero anche divertente per dei bambini.
Nei libri, specialmente nel primo, è individuabile anche l’aspetto della paura e della capacità di sovvertire qualche piccola regola, di prendersi qualche rischio, in nome di uno scopo più importante.
Quando parlo della paura, non intendo tanto quella di zombie o fantasmi, quanto la paura di “non piacere abbastanza”, di essere accettati per quello che siamo, nonostante le nostre “mostruosità”, ovvero quelli che sappiamo (o crediamo) essere i nostri difetti. Mortina sta abbastanza bene con se stessa e con la sua famiglia, ha Mesto, il suo amico cane che sta sempre insieme a lei. Ma come tutti i bambini, ha bisogno di stare anche con i suoi coetanei e vorrebbe poter condividere un po’ del suo tempo e dei suoi giochi con altri bambini. Per questo è inquieta e decisa a tentare di tutto pur di riuscire nell’impresa.
Il suo coraggio verrà premiato e scoprirà che quelli che credeva fossero i suoi limiti, le cose da nascondere, sono invece la sua forza e il suo tratto distintivo. Dall’altro lato scoprirà che i bambini sono entusiasti di poter avere un’amica così speciale e vivere con lei avventure un po’ diverse dalla quotidianità.
Anche “l’odioso cugino” Dilbert in verità si rivelerà a suo modo prezioso e possiamo anche intuire che il suo antipatico comportamento è dovuto come spesso accade a qualche silente sofferenza.

E’ previsto un 4° volume delle avventure di Mortina?

Qui mi riallaccio alla risposta precedente, dicendo che sì, ho già scritto una quarta storia su richiesta dell’editore e mi appresto a iniziare lo storyboard e le illustrazioni. E proprio in questo quarto libro scopriremo le ragioni del comportamento un po’ arrogante del cugino Dilbert.
L’uscita dovrebbe essere a Giugno 2019.

Cosa ti piacerebbe che i bambini imparassero da Mortina?

Non ho la pretesa di insegnare, ma mi auguro che indirettamente tra le righe, ai bambini possa arrivare il messaggio che le differenze e le diversità sono un arricchimento per ciascuno. Che ognuno deve andare fiero delle proprie particolarità, perché spesso sono proprio quelle che ci mettono alla prova, migliorandoci e rendendoci noi stessi. Che poi se fossimo tutti uguali sarebbe una noia mortale!
Un altro aspetto che spero passi dalle storie è quello dell’empatia, dello slancio di voler aiutare qualcun altro solo perché riusciamo a metterci nei suoi panni, comprendendone un bisogno.

Altri progetti per il futuro?

Ho diverse idee da sviluppare e non so se tutte vedranno la luce, ma insieme alla mia nuova agente intanto ne abbiamo scelta una da mettere a fuoco e da cui iniziare. Si tratterà di un albo però, non di un racconto come Mortina.
Prima però ho la quarta storia di Mortina da realizzare! 🙂

 

Ecco quindi che è decisamente impossibile non affezionarsi a Mortina e non restare conquistati dalla sua anima, pura e sincera, decisamente rara. La diversità dovrebbe essere la normalità, le apparenze non dovrebbero mai essere porte che si chiudono e Mortina lo ricorda e lo dimostra a grandi e piccini, con gentilezza e una grande sensibilità!
Buone letture!

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Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi. Il racconto musicale in un giorno

“Isabelle dorme serena nella sua stanza…
Non sa che al suo risveglio l’attende un’incredibile avventura:
un viaggio attraverso le quattro stagioni in un sol giorno…

In una sola giornata la bambina e Pickle vedranno fiorire la primavera con la sua aria fresca e frizzante, accoglieranno il sole splendente e i colori brillanti dell’estate, sentiranno la leggera brezza autunnale smuovere le foglie dagli alberi e sulla strada del ritorno, il freddo pungente dell’inverno che ha portato la neve.
Il loro è un viaggio che ci viene raccontato pagina dopo pagina, in cui i temporali improvvisi e l’aria fresca della primavera, il sole ed il caldo torrido dell’estate, gli acquazzoni autunnali ed il gelido freddo che fa battere i denti d’inverno vengono accompagnati e scanditi dalle note dell’opera più famosa di Antonio Vivaldi.

Ecco appunto che la storia si ispira alla più conosciuta tra le opere di Vivaldi, composta nel 1723 e pubblicata due anni dopo.
Il passaggio tra una stagione e l’altra è scandito, passo dopo passo, da dieci brevi temi tratti da “Le Quattro stagioni” (registrati dalla Wichita State University Chamber e segnalati graficamente sul libro da note musicali che si azionano con una leggera pressione del dito).
Si tratta in realtà di 10 brevi melodie estratte da alcuni dei movimenti dell’opera, sufficienti per incuriosire i bambini accompagnandoli all’ascolto di brani insoliti, lasciandoli allo stesso tempo liberi di immaginare il susseguirsi delle infinite storie che nelle illustrazioni si svolgono contemporaneamente:
i trattori sulla collina, il temporale che si avvicina, gli animali che corrono al riparo, bambini che cercano le uova di Pasqua, danzatrici, conigli che si nascondono, la battaglia a palle di neve…

Tutte le tavole associano un particolare momento del viaggio di Isabelle ad altre possibili storie che intravediamo nel disegno, il tutto accompagnato dalla musica che è capace di evocare ricordi e nuove realtà.

Come la tavola dedicata all’estate che riesce a evocare il caldo ma contemporaneamente ci avvisa che sta arrivando l’autunno. Qui tantissime persone popolano il disegno, così il bambino può immaginare il raccolto, gli uccellini, il grano, i giochi all’aria aperta, e anche il melo di Isabelle sfoggia delle mele rosse incantevoli.

Scritto da Katie Cotton e tradotto da Francesca Pellegrino, Le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi è un racconto musicale in un giorno edito da Giunti.
Un libro da leggere, guardare e ascoltare

Fin dalla copertina l’albo si presenta con un rivestimento rigido di tela, bella da toccare e da vedere dato che i colori molto tenui e la doratura di alcuni dettagli la impreziosiscono.
Nel libro illustrazioni, storia e musica viaggiano perfettamente all’unisono ma ogni singolo elemento regge benissimo anche da solo ed è proprio questa la sua vera forza.
Ogni pagina è impreziosita di dettagli e di colori in base ad ogni stagione, grazie alle bellissime e sature illustrazioni di Jessica Courtney-Tickle, diventano veri e propri scenari per il racconto di Isabelle, una bimba dai capelli castani.

Con il cambiare delle stagioni cambiano anche la piccola Isabelle e Pickle, le loro azioni, e il piccolo alberello di mele su cui lo scorrere del tempo ha preso il sopravvento… ma non vi racconto di più, vi invito a leggere la storia e a lasciarvi trasportare dalle note, dai colori e dalle parole di questo libro plurisensoriale che affascinerà anche i vostri bambini!

Immagino già i bambini intenti ad ascoltare, leggere, creare le loro storie!
Un omaggio a Vivaldi, alla musica, ma soprattutto a quanto di bello è possibile cogliere accanto e attorno a noi. Personalmente suggerisco il libro anche per laboratori di classe, credo che i bambini riescano a stupirci, sfoggiando la loro incredibile capacità di vedere oltre, captare dettagli e narrare storie su storie 😉

Buona lettura e buon ascolto!
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Nonno Albero – Tetamo & Proietti

“Paride è un bambino che ha sempre abitato in città.
Quest’estate, i suoi genitori hanno deciso di andare a trovare la nonna
in un posto chiamato campagna.”

Nonno Albero di Maria Romana Tetamo e Laura Proietti edito da Glifo edizioni ci porta alla scoperta della campagna e dei legami con tenero stupore.

C’era una volta Paride, il piccolo protagonista di questo libro, che aveva sempre abitato tra alti palazzi e strade grigie: una vità da bambino di città che cambia radicalmente, come il suo modo di vedere le cose, quando i genitori decidono di portarlo in campagna.
La nonna, tipica donnona di campagna dal visino simpatico passeggia con il nipote attraverso la campagna, i suoi colori luminosi, tra gli alberi secolari, piante e fiori di mille colori… Paride ammira i colori e la maestosità della natura e si ricorda di averli già visti, già ma in un suo videogioco! 😦

Essendo una favola non può però mancare la fantasia: così, Paride scopre l’orto magico della nonna e si ritrova abbracciato ad un speciale albero parlante che solleciterà la sua curiosità e lo spingerà ad amare per sempre la campagna.

Adatto a bambini dai 3 anni in su, la storia prende per mano i più piccoli mostrando loro le meraviglie della natura.
Un pizzico di magia, sapientemente aggiunto dall’autrice, è l’ingrediente essenziale per incuriosire e svelare gli intimi segreti della vita. I colori brillanti, vivaci e le forme di Laura Proietti disegnano un paesaggio luminoso e allegro, popolato da una natura viva e sempre in movimento.

Nonno albero è per tutti i bambini che già amano tantissimo stare immersi nella natura ma anche per tutti quei bambini che vivendo in città non sempre riescono ad avere la possibilità di venire a contatto con la campagna e le sue meraviglie, non conoscono i processi di nascita di frutta e verdura, infatti il piccolo Paride scopre che le patate non nascono fritte nel frigorifero e nemmeno le carote a rondelle. 😀

Questo libro invita grandi e piccoli a prendersi una pausa e scoprire i luoghi, i sapori e gli odori dei luoghi che ci danno cibo e quiete. Senza dimenticare il rispetto e la cura per ciò che ci dà vita.

Sopratutto è un invito a conoscere il senso vero del legame, del mantenere le proprie radici, e dell’importanza di coltivare, non solo letteralmente gli ortaggi, ma anche gli affetti e le tradizioni che fanno parte di noi

Nonno albero, prende per mano i più piccoli e non solo e li conduce verso le meraviglie della natura e i ricordi che conosceranno.

Buona lettura immersi nella natura! 😉
Puoi acquistare il libro QUI:

Sarai sempre qui con me – Sanja Pregl

“Sei andato via, ma sei ancora qui”
Questa è la storia di una ragazza di nome Ela, dei suoi genitori, zii e nonni e di tutti quelli che la circondano. Ogni giorno impara qualcosa di nuovo da tutti loro, dalle persone che la amano e da chi ama. Sanja Pregl ci parla di quell’amore che dura nel tempo, anche oltre la vita stessa.

Sarai sempre qui con me di Sanja Pregl edito in Italia da Picarona ci racconta di Ela, una graziosissima e dolce bambina che è circondata da una famiglia che la ama molto e le insegna molte cose: fare bolle di sapone, fare piccoli rumori con il suo naso, pulire con i pantaloni sotto il tavolo, disegnare…
Nonni, cugini e genitori, la amano molto e le insegnano le cose, ma c’è un nonno che non conosce perché morì quando la piccola Ela era ancora nella pancia di sua madre, pertanto, non è in grado di immaginare come sarebbe stato giocare con lui…
Ela sa benissimo e capisce che sua nonna, sua madre e suo zio sono stati molto tristi, perchè se qualcuno a cui vogliamo bene non è più tra noi, ci manca ma, lei non lo conosceva e non sa come fosse, ma sa una cosa molto più importante…che nel suo cuore ci sarà sempre un posto per lui.

Maja Lubi, con le sue illustrazioni delicate e belle, mostra in questa storia la dolcezza del concetto di amore.
Le sue immagini e i colori in toni pastello evocano il tempo dell’infanzia.
Le illustrazioni dei personaggi sono adorabili, con forme molto arrotondate che danno realismo.
I colori tenui di ciascuno di essi, aiutano ancora di più a migliorare la storia.

Sarai sempre qui con me, grazie alla piccola Ela, mostra che il dolore può essere avvertito dai bambini, ma possiamo aiutarli a vederlo in modo non drammatico.
È bello avere queste storie a casa o in classe perché emanano AMORE ovunque.

So sempre che lui è con me…
Nessuno muore se lo portiamo nei nostri cuori !!

Questa è l’idea che questo bellissimo album illustrato sa trasmettere, ideale per affrontare la perdita di persone amate senza mostrare eccessivi drammi, ma in modo molto naturale e amorevole. Con esso, possiamo spiegare ai bambini l’importanza della figura delle persone che mancano, ma che fanno parte delle nostre vite! Attraverso il testo di Sanja Pregl, questa domanda può essere spiegata con grande delicatezza ai bambini.

Questo racconto riflette una situazione molto comune nelle famiglie. I nonni sono persone essenziali nello sviluppo e nella cura dei più piccoli. Hanno sempre tempo per loro, per giocare, insegnare loro le cose e dirgli altro che l’immenso amore che danno loro. Trovo la relazione che i nonni e i nipoti hanno ed è insostituibile, molto bella e speciale. Ma ci sono molti bambini che purtroppo non sono venuti a conoscere i loro nonni o addirittura li hanno persi molto presto. Viene loro raccontato, le famiglie li ricordano, ma per i bambini non sono esseri tangibili. Se non li hanno conosciuti, non hanno ricordi di loro ma, sanno che sono esistiti e che senza questi, loro stessi non sarebbero mai nati.

Inoltre, questo libro mi sembra molto dolce ed immenso quando si tratta di onorare la figura dei nonni.
Grandi alleati dei nipoti, nei giochi e nelle piccole marachelle 😉
Anche grandi aiutanti dei genitori in molte occasioni con l’educazione dei bambini.
L’asse fondamentale della famiglia, su cui ruotano la maggior parte dei ricordi e delle esperienze di ognuno.

Buona lettura e felici ricordi ❤

Puoi acquistare il libro QUI:

Un Bacio e Addio – Jimmy Liao

Un bacio è importante al momento di alzarsi
per
salutare e augurarvi un buon giorno,
per confermare un amore.

Un bacio può essere un piccolo prodigio
nella vita di ogni persona

e ci aiuta a sentirci speciali.

E’ la storia di Woody, un bambino che fa un grande viaggio in compagnia del suo cane Pudin a casa di suo nonno. Questa avventura ci porta a scoprire diverse figure oniriche che ci portano a speranze, sogni e altri elementi positivi che ci aiutano a crescere in armonia.

Questa strada è piena di ricordi preziosi di quella che è stata la sua vita che gli ricorda momenti speciali con la sua famiglia, che lo inducono a desiderare tempi felici che non ci sono più.

Ecco che il viaggio che Woody affronta, non è un semplice viaggio, è soprattutto un viaggio dentro se stesso, dentro alle sue paure più profonde e ai suo ricordi.
Con la sua valigia rossa e la tuta verde, in un treno vuoto, questo bambino spaurito ci entra nel cuore.
Nella sua valigia, appartenuta prima al bisnonno, poi al nonno e poi ancora al suo papà, il bambino conserva tutto ciò che ama e che gli ricorda la sua famiglia.

A partire da quel giorno, Woody dimenticò molte cose:
dimenticò ciò che sua madre gli aveva detto;
si è dimenticato di annaffiare le rose di suo padre;
dimenticò come Pudin, il cane che lo accompagnava, fosse venuto da lui;
dimenticò che era ancora un bambino perché pensava che fosse più vecchio …

Woody e Pudin prendevano il treno per andare in campagna dal nonno.
Mentre il treno calpestava la strada, Woody ricordò lentamente cose che aveva già dimenticato. Era come se, dopo aver attraversato un lungo tunnel nero, vedesse di nuovo la luce; come se i bei ricordi del passato che erano rimasti nascosti lo stessero aspettando nella luce della bocca del tunnel.

Quando il bimbo è troppo stanco, il sonno ha la meglio e il bambino si addormenta. I suoi sogni si mescolano ai paesaggi che il treno sta attraversando.
Fino a quando arriva dal nonno ma si accorge di aver lasciato sul treno la sua valigia rossa.
Il treno corre via ma adesso il bambino è a terra tra le braccia del nonno. Che non sono di certo le braccia che avrebbe voluto ma non per questo sono braccia con meno amore.

“Dimenticai molte cose, ma non i sogni.
Quelli li ricordavo benissimo.”

Non si sa esplicitamente cosa è successo alla sua famiglia, ma Liao ci fa capire dalle immagini che probabilmente la vicenda si svolge nel marzo del 2011 quando, a causa del terremoto e maremoto del Tohoku del 2011, la Centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi subì gravi danni, che hanno causato la messa fuori uso dei vari sistemi di raffreddamento e diverse esplosioni che hanno portato alla dispersione di grandi quantità di materiale radioattivo (fonte Wikipedia). Lo capiamo dalla città inondata dalle acque, dalle centrali in fumo dietro alle spalle del bambino, dagli incendi che Woody osserva.

Un bacio e addio, ci fa riflettere sulla solitudine o sulla morte dei nostri cari e apprendere la lezione che la vita ci offre, integrando ogni processo e crescendo come persone.

Le illustrazioni sono spettacolari come tutto ciò che fa questo autore. Troviamo grandi contrasti tra le figure, dando le dimensioni che ci fanno capire l’importanza di ognuna.
Anche il colore è molto significativo perché usa i colori pastello per ammorbidirsi nei momenti mentre a volte si aggiunge con colori forti per evocare sentimenti più profondi.
Le figure sono sempre delicate e ben definite.

La vita, il passare del tempo, le perdite, le assenze, i ricordi, l’amore si incontrano in questo libro: Un Bacio e addio, di Jimmy Liao edito da Camelozampa, con la traduzione per l’Italia di Silvia Torchio; penso basti questa sua affermazione per capire la dose di emozioni che trasmette portando i testi dal cinese all’italiano:
“Il mio approccio ai suoi testi è sempre stato istintivo: li leggo e accolgo come pure poesia. Li intuisco e mi emozionano. E poi li traduco.”

Ogni pagina è ricca di poesia a piccole dosi, in ogni frammento, in ogni immagine, in ogni domanda e desiderio.
“Il treno fa rumoree, mentre avanza, scopriamo le piccole cose della vita.
Semplicemente spettacolare, vale la pena goderselo.

Qui il cortometraggio ispirato al libro:

Jimmy Liao è nato a Taipei (Taiwan) nel 1958. Ha iniziato a lavorare nel mondo della pubblicità, ma nel 1995 gli è stata diagnosticata la leucemia ed è stato costretto a trascorrere un anno di trattamento, isolato. Questo evento ha avuto una svolta radicale nella sua vita e nella sua visione del mondo. Quando si è ripreso, nel 1998, ha pubblicato i suoi primi due libri, e da allora è diventato uno dei più noti illustratori di tutto il mondo.

Durante un’intervista Jimmy Liao ha affermato che:
“All’inizio di tutto, quando ho realizzato il mio primo libro, ero molto chiaro che non avrei fatto libri solo per bambini. Mi aspettavo che fossero per tutte le età [..]
Non penso mai ai miei potenziali lettori quando lavoro. Potrei avere una vaga idea. Ma non mi preoccupo troppo delle caratteristiche tradizionali dei libri per bambini.
I miei libri sono per tutte le età.”

Penso che questa sia una delle caratteristiche che fanno dei suoi libri una ricchezza unica di pagine e illustrazioni che parlano proprio a tutte le età, e parlano di vita..ed ognuno in base alla sua esperienza e al suo vissuto ne elabora una sua visione.
Un albo che segna uno dei momenti più alti della produzione di Jimmy Liao, per il perfetto intreccio tra parole e immagini, la profondità delle tematiche, affrontate con lievità ma senza giri di parole, la forza evocativa di ogni illustrazione (con rimandi a Mondrian e alla pittura paesaggistica) e di un testo toccante e poetico.

Mentre affiorano i ricordi e, dentro e fuori dal treno,
scorre un paesaggio sospeso tra realtà e fantasia,
diventa possibile dare
quel bacio di addio per schiudere una nuova vita.

Jimmy non ha creato una semplice avventura, ma una commovente e avvincente storia.
Un bacio e addio è che la storia emotiva ed evocativa che può sembrare semplice e leggera, ma grazie alla sua fantasia unica e prodigiosa, vanta una saggezza complessa e profonda a dimostrare la preoccupazione del suo creatore per l’ambiente, la cultura e la vita.
Per chi desidera conoscere meglio questo autore, consiglio, come era stato consigliato a suo tempo a me, di entrare nel suo sito ufficiale, senza preoccuparsi dei testi. Esploratelo e gustatelo, viaggiate con lui senza mappa. Immaginate di essere i bambini dei suoi libri, che viaggiano liberi da aspettative e scoprono meraviglie ad ogni angolo. Lasciatevi catturate dalla magia e dalle emozioni che ogni copertina vi trasmette.

Un libro è molto più di una lettura per un bambino, diventa una finestra sul mondo, un buon amico, un giocattolo che risveglia la tua immaginazione…un regalo unico e prezioso, basta saper aprire gli occhi e il cuore

Buona lettura e che sia un viaggio meraviglioso 🙂
Puoi acquistare il libro QUI:

L’accalappialuna – Barroux

“Il mio nonno ha una casa in cima alla collina,
tre peli sulla zucca e un sacco di storie da raccontare.
Ha sempre in testa il suo cappellino rosso.
Un giorno, prima o poi, fra tanto tempo, me lo regalerà.”

Il nonno di questo bambino vive in una piccola casa arroccata. Un pò come lui.
Il simpatico nonnino porta sempre, sulla sua testa, un piccolo cappello rosso che non separa mai…e dentro la sua testa, miglia di storie folli e ricordi incredibili che condivide con suo nipote.

Agli occhi del bimbo il suo “rifugio” è magico, ci sono dappertutto i ricordi delle sue avventure, dal pavimento al soffitto, dalla cantina alla soffitta.

“Lui dice che è stato un addestratore di gnu,
di mamuth e di orsi artigliati.
E io gli credo.”

L’accalappialuna di Barroux, illustrato magnificamente da‎ Séverine Vidal è edito in Italia da Edizioni Clichy ed è quasi difficile descriverlo con le parole data l’alchimia che si instaura tra queste due persone, l’affetto che li lega è qualcosa di unico e straordinario.
Il piccolo protagonista di questa storia: un bambino che vede nel nonno con l’inseparabile cappellino rosso il suo supereroe, colui che ha inventato le uova lisce e rotonde (prima erano quadrate), che per sbaglio una volta ha pescato una sirena e lo sai ragazzo mio, quanto ha cantato…., che raccoglie le cose rotte e le trasforma in oggetti magici.

Tutte queste storie, suo nipote potrebbe ascoltare per ore, ne beve ogni singola parola, non mette in dubbio niente, perché il nonno è capace di farlo ridere costruendo macchine pazze per farlo volare e quando va a pescare con suo nonno, è sempre lì con la speranza segreta di incontrare Denise, la sirena, che un tempo aveva deliziato suo nonno con la sua voce magica.

Un affetto destinato a crescere negli anni, fino a quando il nonno, stanco, consegna il cappellino rosso al nipote, come fosse un passaggio di testimone, e con la stessa tenerezza il nipote, racconterà le sue meravigliose avventure, le sue invenzioni sbagliate, i suoi record del mondo… al suo caro nonno desideroso di storie e di amore.
È ora il suo turno di raccontare o disegnare storie esilaranti.

Ma avrebbe potuto farlo senza questo nonno con un’immaginazione traboccante?
Tutto è detto in questo bellissimo album con contorni poetici, il legame privilegiato tra le generazioni, la forza della fantasia, l’importanza della trasmissione, la leggenda di famiglia che ci aiuta a crescere.

Con il testo modesto e meravigliosamente malinconico di Séverine Vidal, possiamo trovare le illustrazioni di Barroux leggermente ombreggiate e leggermente sfocate. Se le parole ci portano in storie per dormire, le immagini di profondo blu ci immergono in sogni d’oro.
L’accalappialuna con grandi tavole a doppia pagina dai bei colori, è uno di quegli album dolci e belli allo stesso tempo, come previsto, un po ‘divertente e un po’ triste anche come nella vita ❤

Un libro ricco di dolcezza e di vita da gustare da 4 anni!
Puoi acquistare il libro QUI:

L’accalappialuna. Ediz. illustrata

Barroux, Séverine

Iniziazione all’Amore Prenatale – Genitori prima e dopo la nascita

Iniziazione all'Amore Prenatale

“Concepire un figlio è una delle grandi opere della vita,
che coinvolge corpo e anima.
Credo che molte mamme custodiscano gelosamente ricordi come quelli di una lunga gravidanza,
del parto e del momento in cui hanno finalmente preso in braccio il loro bambino.”

Hai mai pensato, che il tuo bimbo possa ricordare il periodo trascorso nell’utero e la propria nascita?
Nel 2000, questa idea venne a Akira Ikegawa autrice del favoloso libro Iniziazione all’Amore Prenatale – Genitori prima e dopo la nascita.
Effettuò un’indagine su ben 79 mamme con figli di un’età compresa tra i 2 e i 7 anni. In molti non crederanno ai risultati..più della metà delle mamme aveva avuto risposte dal figlio che aveva ricordi di quel genere.

Una di queste risposte, quando una madre chiese al figlio fu:
“Perchè ti muovevi così poco nella mia pancia?”,
eil piccolo rispose: “Perchè tu mi dicevi: “Mi fai male”.
Stavo fermo perchè non volevo farti male, mamma.”
(bambino di 4 anni e 9 mesi)

Consiglio questo libro a tutte i futuri genitori, e anche a chi lo è già 😉
Impariamo quanto il feto nell’utero sia estremamente sensibile a ciò che la madre fa e pensa.
Un’amore reciproco, un legame fortissimo. Il figlio ama fin dal concepimento e protegge la sua mamma, nello stesso modo in cui noi mamme e papà ci prendiamo cura di lui, forse..anche di più 🙂

Cominciare a costruire il legame con tuo figlio fin da subito, dopo il concepimento è molto importante.
Dobbiamo comprendere che il nostro approccio con i neonati andrebbe ripensato.
Loro sono consapevoli di quanto accade nel mondo esterno e anche in grado di rispondere agli stimoli provenienti da fuori.
Non possiamo dire “ tanto i bambini non capiscono nulla.” non c’è affermazione più errata.

“La madre e il padre sono rotelle dell’ingranaggio della genitorialità.
La madre assicura un’accoglienza completa,
il padre una guida stabile, e dal sostegno di entrambi
il figlio trae un senso di sicurezza.”

Mamme e papà, Iniziazione all’Amore Prenatale, vuole essere un invito ad una nuova consapevolezza;
per cominciare a creare un legame con vostro figlio già dal momento in cui scoprite la doce attesa, perchè è già con voi 🙂

Per le mamme le fasi della gestazione, del parto e dell’accudimento dei figli sono occasioni che cambiano la vita, assicurando loro momenti meravigliosi con ottime opportunità per maturare e crescere.

Inoltre, ricorda… ogni volta che ti senti sola o in ansia, ricorda bene che il tuo bimbo è sempre con te e sta pensando:
Ti voglio bene, mamma!”
E sono così tante quelle che vorrebbero dirti, mamma.. ad esempio perchè sono nati e quale dono portano con sè.
Loro vorrebbero parlarne a lungo, dobbiamo solo, noi genitori ascoltarli con amore.

Buona lettura,
a te che ha scoperto di essere in dolce attesa,
a te che lo sei già, ma devi ancora scoprirlo..
a te che lo sarai,
a te che stringi tra le braccia il tuo cucciolo e da oggi lo “ascolti” con nuovi occhi e nuove orecchie.

Buon viaggio di crescita insieme a tutti, mamme e papà, zii e zie :*

Iniziazione all'Amore Prenatale
Genitori prima e dopo la nascita

Voto medio su 1 recensioni: Buono

Sono disposto a cambiare

Sono disposto a cambiare

Sono disposto a cambiare

Lo so, vorresti che fossero gli altri e tutto il resto a cambiare.

Sono tua madre, tuo padre, il capo, gli amici, la sorella, il fidanzato, il padrone di casa, il vicino, il ministro della chiesa o l’esponente del governo a dover cambiare perché la tua vita possa essere perfetta.

Ma non funziona così. Se vuoi un cambiamento nella tua vita, sei tu a doverlo compiere.
Quando cambi, allora anche le persone che appartengono al tuo mondo cambiano in rapporto a te.

Sei disposto a cambiare?

Se la risposta è sì, allora creeremo insieme la vita che dici di volere.

Tutto quello che devi fare è cambiare qualche pensiero ed eliminare qualche convinzione. Semplice, no? Tuttavia, non è sempre facile farlo. Analizzeremo alcune delle credenze che potresti avere in diverse aree della tua vita.

Se hai delle convinzioni positive, ti incoraggio a mantenerle e a espanderle.
Se invece rintracceremo delle credenze negative, ti aiuterò a lasciarle andare.

La mia vita è un ottimo esempio di quel che può succedere quando si cambia modo di pensare.

Sono passata dall’essere una bambina maltrattata e vittima di abusi cresciuta in povertà, con pochissima autostima e tantissimi problemi, all’essere una donna di una certa notorietà che è in grado di aiutare gli altri.

Non vivo più nel dolore e nella sofferenza.
Ho creato una vita meravigliosa.

E anche tu puoi fare lo stesso.

Ti consiglio di essere buono con te stesso mentre svolgi gli esercizi del manuale. Cambiare può essere difficile o facile. Riconosci tutti gli sforzi che fai. Tieni presente che potrebbe verificarsi un periodo di transizione tra il tuo vecchio sistema di credenze e quello nuovo. Potresti oscillare tra il compor­tamento attuale e gli schemi di pensiero del passato.

Non perderti d’animo.

Sii affettuoso con te stesso come lo saresti con un caro amico.
Infondi in te l’incoraggiamento necessario per vivere questa esperienza.

Otterrai rapidi risultati se svolgerai gli esercizi con costanza e regolarità.
Ma ti sarà utile lo stesso anche fare solo un esercizio al mese.
Fai quel che puoi.

Gli esercizi ti daranno nuove informazioni su di te.
Sarai in grado di compiere scelte nuove.

Ogni nuova scelta presa è come un seme piantato nel tuo giardino mentale.

Può volerci un po’ di tempo perché i semi germoglino e crescano. Ricorda infatti che quando pianti un seme, non ottieni subito un albero di mele. Allo stesso modo, non sempre facendo gli esercizi otterrai risultati immediati.

Ti consiglio di usare il libro per sezioni. Prova a lavorare su un segmento della tua vita alla volta. Esamina attentamente i tuoi sentimenti mentre svolgi ciascun esercizio.

Leggi tutto il libro una prima volta. Lascia emergere pensieri e ricordi.

Poi torna indietro e fai gli esercizi. Falli anche se non hai problemi in quell’area. Potresti restare sorpreso di quello che emerge. Ripeti gli esercizi più volte se invece si tratta di un’area in cui hai delle difficoltà. Crea esercizi ad hoc per te.

A volte può essere utile tenere a portata di mano un pacchetto di fazzolettini di carta. Concediti il permesso di esplorare il passato e di piangere se necessario. Le lacrime sono il fiume della vita e hanno un enorme potere di purificazione.

di Louise L. Hay tratto da:  Come puoi guarire la Tua Vita – Il Manuale

Come puoi guarire la Tua Vita - Il Manuale - Libro
Love yourself, Heal your Life

Questo manuale ti spiega come mettere in pratica i principi di amore, autostima e pensiero positivo racchiusi nel best seller “Puoi guarire la tua vita”, applicandoli a tutta una serie di problematiche e aree esistenziali:

  • Salute
  • Sessualità
  • Lavoro
  • Paure e fobie
  • Autostima
  • Intimità
  • Amicizia
  • Abbondanza e denaro
  • Dipendenze

Come dice Louise: “Questi esercizi ti permettono di scoprire cose nuove su di te, così sarai in grado di fare scelte diverse, per il tuo bene supremo. Se lo vuoi, puoi creare davvero la vita che desideri.”

Non cercare la Felicità!

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Se non trovi la Felicità forse è perché la cerchi dalla parte sbagliata,
non la cerchi nei tuoi panni…
Non la cerchi nel tuo focolare.
Secondo te, gli altri sono più felici, ma tu non vivi a casa loro…
Dimentichi che tutti hanno i loro problemi e se fossi al posto degli altri, certamente non ti piacerebbe.
Come puoi amare la Vita se il tuo cuore è pieno di invidia?
Se non ti ami?
Se non ti accetti?

Il più grande ostacolo alla felicità, forse, è sognare una Felicità troppo grande.
Cogli la Felicità col contagocce: sono le goccioline a fare gli oceani.
Non cercare la Felicità nei tuoi ricordi, non cercarla neppure nel futuro: cercala nel presente.
E’ qui, e qui soltanto, che essa è in attesa.
La Felicità non è un oggetto che puoi trovare fuori da te.
La Felicità è solo un progetto che parte da te e in te si realizza.
Non vi è mercato della Felicità.
Non vi è macchina della Felicità.

Ci sono persone che credono nella Felicità,
ci sono persone che costruiscono la loro Felicità.
Se allo specchio il tuo volto non ti piace,
a che servirà rompere lo specchio?
Non è lo specchio che va infranto… sei tu che devi cambiare!

C.E. Plourde

100 Modi per Cambiare Vita ed Essere Felici - Libro
Proposte, esperienze, riflessioni,
link e contatti per un’esistenza più felice e a impatto zero

Sono davvero tante le cose che si possono fare da soli o insieme ad altri per vivere meglio e più felicemente a partire dai propri talenti, passioni e sogni per ritrovarsi finalmente più ricchi dentro e dare senso, gioia e utilità alla nostra esistenza.

Per avere un punto di riferimento
agile e pratico sulle diverse opzioni ed esperienze in grado di cambiare
in meglio la nostra vita.

Un volumetto agile e pratico per illustrare 100 modi per trasformare radicalmente il proprio modo di vivere e migliorare le relazioni con gli altri.

Ogni scheda presenta una proposta alla portata di tutti per abbandonare la routine e inventarsi una nuova esistenza.

A completare il volume una ricca e stimolante gamma di letture, link a siti internazionali e ad associazioni a cui fare riferimento per uno stile di vita a impatto zero e più felice.

La profonda crisi che stiamo attraversando, se affrontata con ottimismo può essere ribaltata positivamente e vissuta come una formidabile occasione di cambiamento: è questa la sfida lanciata dagli autori di 100 modi per cambiare vita ed essere felici.

Se siete insoddisfatti del vostro quotidiano, se siete ancora alla ricerca di un’occupazione o se più semplicemente desiderate prendervi una lunga pausa dal tran tran di ogni giorno, questo è il libro che fa per voi.

In questo agile compendio troverete suggerimenti, indirizzi, link a siti web e letture di approfondimento per cambiare vita e trasformare,da subito, questo momento di difficoltà in un’opportunità.

Tra le pagine di questo volume troverete tutte le informazioni per prendervi un anno sabbatico, girare il mondo con pochi spiccioli grazie al couch surfing, andare a vivere in un ecovillaggio in Italia o all’estero, fare volontariato ambientale in qualche ong, lavorare in cambio di ospitalità nelle aziende biologiche e biodinamiche d’Europa, sperimentare l’economia de dono, imparare una nuova professione o una nuova lingua.
Macrolibrarsi.it presenta: Il Grande Libro di Ho'oponopono

La delicatezza e la potenza dei profumi

La delicatezza e la potenza dei profumi

La delicatezza e la potenza dei profumi

La delicatezza e la potenza delle essenze Olfattiva!

Spesso un profumo richiama ricordi piacevoli, immagini del passato che si credevano perdute mentre erano semplicemente nascoste in un angolo della mente.

Ciò avviene perchè tutti gli stimoli olfattivi vengono elaborati dal sistema limbico, una delle componenti più antiche del cervello. Pertanto lo stimolo olfattivo coinvolge il complesso delle emozioni, innescando processi immediati e suscitando stati interiori particolari.

Pertanto è possibile intraprendere un percorso di conoscenza di sé stessi semplicemente utilizzando aromi e profumi. E questo è l’obiettivo di Olfattiva: regalare ai suoi clienti un’esperienza interiore molto personale.

Per fa ciò Olfattiva si basa sulle ampie e solide competenze tecniche e creative, ma soprattutto su una smisurata passione, che ha permesso di partire da oli essenziali di ottima qualità, arrivando a creare profumi naturali, dedicati a località, eventi, e stati d’animo.

profumi 100% naturali 
certificati per il corpo e l’ambiente

Essenza Mattino
Profumo con lavanda, litsea, arancio

Sinergia di arancio, lavanda, litsea.Un’unione positivizzante giusta per il risveglio.

Il buon umore e la solarità dell’arancio, l’equilibrio dalla lavanda, l’energia dalla litsea ci donano una fresca sinergia che ci può accompagnare anche per il resto della nostra giornata.

Essenza Buonumore
Profumo con arancio, cannella, mandarino

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Il corpo di questa sinergia è costituito dagli agrumi, Arancio e Mandarino; l’olio essenziale estratto da questi frutti richiama qualità tipicamente solari , vitalità, espansione, azione, che aiutano a far ritrovare fiducia in se stessi e nelle proprie capacità creative.
Essenza Polvere di Stelle
Patchouli, cannella, limone

La luce, la terra, lo spazioenergie primordiali

Essenza Frizzante
Profumo con menta, litsea
Energia, concentrazione promuove il movimento, la velocità e la chiarezza, rende chiari i pensieri.
Essenza Bergamotto
Solleva lo stato d’animo, è il profumo del Paradiso

Fresco, fruttato e dolce, l’olio essenziale viene estratto dalla buccia del bergamotto per spremitura. Questo olio essenziale ha proprietà antisettiche ed è molto utilizzato nel campo del benessere per la sua flessibilità.

E’ definito come l’olio del Paradiso e dà un senso di piacere, scioglie i blocchi interni, aiuta a percorrere la propria strada con gioia e serenità.