Conoscersi Accettarsi Migliorarsi

L’impazienza di vivere

Forse anche tu, fratello pensiero che mi leggi, sei una delle tantissimissime formiche cittadine intrappolate nel tran tran quotidiano. E corri avanti e indietro dalla mattina alla sera… E fai questo… E ti interessi di quello… E cerchi di realizzare quell’altro…

Fermati un momento!

Non essere impaziente di farlo… Ruba una manciata di minuti alla tua routine giornaliera e… Stattene con te.

Forse un giorno ti pentirai di non aver meglio assaporato alcuni momenti della tua vita.

Fermati un momento!

Non essere impaziente di agguantare il tuo futuro. Il domani giungerà prima di quanto immagini e forse un giorno vorresti tornare dove sei adesso, ma non puoi farlo.

Fermati un momento!

Non essere impaziente di vivere.

Non andare sempre di corsa senza gustarti la strada.

Non rincorrere la felicità

…e sarà lei a venirti incontro…

…E sarà bello vivere.

Moltissimo corrono, corrono verso il traguardo,
ma quando infine lo raggiungono
s’accorgono che era da tutt’altra parte.


Concentrarsi spesso sul momento che si sta vivendo

Prova ad analizzarti, ogni tanto, durante la tua giornata. Ti accorgerai che raramente sei con la mente dove sei con il corpo.

Vi sono due dimensioni temporali in cui i tuoi pensieri vanno a curiosare spesso: ilpassato e il futuro.

A volte ti trasferisci in un brutto avvenimento passato, e rivivi le nere sensazioni ad esso accoppiate o rimugini sugli errori commessi in quell’occasione… Altre volte, invece, ti metti a dipingere frittelle di vetro, facendo però il classico errore di forgiare troppe parapiglie di zucchero o troppe zuzzerelle viola.

E tu, intanto, dove sfinferi? ……O nell’alluminio cotto o nelle bottiglie lesse… Ma così è come se non sciabordassi… Perché fondere è caracollare nelle mattine di gesso.

??????????????????

Non capisci quest’ultimo brano, vero? Ho scritto di proposito le sciocchezze che hai appena letto… perché? …Perché voglio facilitarti l’apprendimento della regina delle buoneabitudini: l’accettazione.

Adesso ti spiego.

Tu stavi leggendo tranquillamente.

Il brano era strutturato, armonicocoerente… La tua mente non incontrava alcunadifficoltà nell’intendere il significato delle frasi, seguiva un itinerario logico, schemirazionali… Tutto filava liscio… Improvvisamente è accaduto qualcosa di imprevisto, di strano, di anormale. Hai incontrato parole senza senso.

Come hai reagito?

Hai avvertito fastidio? Hai perso l’orientamento? Hai subito pensato: “Questo Omar Falworth è matto da legare“…

[…]

Incappare in un brano senza senso si legge un nonlibro… è come incontrare degli ostacoli lungo il cammino… è come trovarsi improvvisamente al buio… è come conoscere persone strane, posti strani, lo strano di se stessi.

Se ci si abitua a rimanere perfettamente calmisereni di fronte agli inconvenienti, alle diversità e alle stranezze di un nonlibro, si riuscirà a rimanere abbastanza colmi e sereni di fronte a tutto ciò che di poco bello produce l’odierno pazzo, pazzo, pazzo modo di vivere.

Questo nonlibro è come la vita.
Noi iniziamo a percorrere la vita convinti che il nostro viaggio sarà sereno e senza intoppi. In realtà esso non va mai liscio come vorremmo.

Tratto da Conoscersi Accettarsi Migliorarsi di Omar Falworth.

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Intervista a Anthony Robbins

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CHI ERA ANTHONY ROBBINS 20 ANNI FA?

“Ero un giovane infelice, pieno di dubbi e di paure. Non avevo un dollaro. Vivevo in un monolocale senza cucina: lavavo i piatti nella vasca da bagno. Avevo 15 chili di troppo. Con mille problemi. Anzi, ero io il problema….”

COS’E’ SUCCESSO POI?

Ho toccato il fondo. Lì ho trovato la spinta per ribaltare la mia condizione. Ricordo ancora che scrissi una lista di tutte le cose negative. Di quelle che non avevo più intenzione di accettare nella mia vita. E di tutto ciò che invece volevo realizzare. Ho cominciato a frequentare corsi e seminari di Programmazione Neuro-Linguistica… Sono passato all’azione.”

CHI E’ ANTHONY ROBBINS OGGI?

“Non sono un guru, sono un coach. I media mi definiscono “allenatore dello stato di massimo rendimento”. Aiuto le persone a raggiungere gli obiettivi, a scoprirsi talenti e risorse innate. Non sono io a cambiare la loro vita, sono loro a cambiarsela.”

CHI SARA’ ANTHONY ROBBINS FRA 20 ANNI?

Uno che non si accontenterà. Che ricercherà sempre il meglio, per sé e per i suoi amici. Si, avrò ancora una “fame” profonda di diventare qualcosa di più. Sarò ancora profondamente affamato di diventare sempre qualcosa di più!”

E’ VERO CHE IL TUO OBIETTIVO E’ QUELLO DI DIVENTARE PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI?

“Il mio obiettivo è aggiungere valore alla vita degli altri. Ho iniziato rivolgendomi alle singole persone. Poi sono passato a gruppi, aziende, squadre. Il passo successivo sarà quello di concentrarmi su istituzioni e governi. Non so ancora in che modo… ma credo che resterò esterno. Mi vedo come un imprenditore che sostiene il processo politico in senso lato. Ma, prima di tutto, voglio continuare a dimostrarmi che sono una persona di cui gli altri si possono fidare.”

COS’E’ LA MOTIVAZIONE?

“E’ quel potere infinito che tutti noi possediamo e che fa la differenza tra chi cresce chi resta fermo; é quella forza che io chiamo drive: una passione interiore che ci trasforma in meglio, fornendoci una spinta continua che moltiplica le nostre energie e il nostro entusiasmo. La drive ci fa cambiare, è una forza duratura, da non confondere con la motivazione temporanea.”

PERCHE’?

“La motivazione temporanea è una spinta limitata nel tempo. Esempio: una ragazza che voglia indossare un certo abito è motivata per un periodo di tempo a dimagrire  starà attenta alla dieta e aumenterà l’attività fisica: di sicuro entrerà in quel vestito. Raggiunto l’obiettivo, perderà la motivazione e, con ogni probabilità, tornerà al peso di prima. La drive invece è un motore ben più potente, cui attacchiamo la nostra identità e la percezione di quello che vogliamo diventare nella vita.”

C’E’ UNA STORIA DI VITA CHE PUO’ ESSERE ESEMPIO PER TUTTI?

“Conosco una donna italiana, oggi brillante avvocato, che aveva “perso se stessa”. Non riusciva a superare l’esame di abilitazione professionale, si era inaridita, si sentiva senz’anima. Una volta professionista si era sposata e aveva aperto uno studio. Ma un tumore all’utero interrompeva la sua prima gravidanza. Qualche anno dopo riusciva a diventare madre. Però non aveva più cura di sé, trascurava persino il lavoro, il suo matrimonio andava a rotoli. E, quando ebbe altre complicazioni con la seconda gravidanza, la sua vita degenerò. Fu a quel punto che partecipò al mio seminario e cominciò a guardarsi dentro. Oggi è dimagrita, ha ripreso in mano la sua attività, si è reinventata il rapporto con il marito. È una donna soddisfatta.”

NON SEMPRE IL SUCCESSO E’ SINONIMO DI FELICITA’. PERCHE’?

“C’è una gran differenza tra riuscire in un compito ed essere davvero realizzati. Il successo senza la realizzazione personale rappresenta comunque un fallimento e la condanna all’infelicità. Il senso della vita non sta in quello che capita (ricchezza e successo), ma nel significato che gli attribuiamo e al modo in cui reagiamo.”

TRE PERSONE CHE CONOSCO HANNO FREQUENTATO UN SUO CORSO, MA SOLTANTO UNA E’ SODDISFATTA…

“Tre giorni di seminario non ti rivoluzionano la vita. Se dicessi che basta frequentare un mio corso per cambiare, soffrirei di delirio di onnipotenza. È però vero che, in tre giorni, acquisiscono strategie con cui iniziare un cambiamento. Che vanno poi applicate tutti i giorni. Questo processo non è semplice. Io ho dovuto frequentare numerosi seminari, anche gli stessi corsi più volte, prima di constatare dei veri cambiamenti nella mia vita. Per riuscire ci vuole disciplina, ma soprattutto allenamento. La frustrazione è parte integrante di questo cammino. E il successo non è garantito. Ottenere e (soprattutto) mantenere i risultati, dipende da quanto si è predisposti al cambiamento. Dalla capacità di mettersi in gioco e aprirsi alle novità. E ancora: non c’è felicità che duri se non definiamo obiettivi e mete da raggiungere.”

UN SEGRETO PER AVERE PIU’ FIDUCIA IN SE STESSI, DA SUBITO?

Immaginate le situazioni del passato in cui avete avuto successo. Che cosa facevate? Quali erano i vostri pensieri? Concentratevi, provate a rivivere quelle emozioni, a sentirle dentro di voi. Invierete al cervello degli stimoli tali da condizionarci all’ottimismo.”

di Eleonora Chioda

Tony Robbins Live a Roma!
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A che punto sei oggi nella tua vita?

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Quattro giorni durante i quali Tony sarà il tuo allenatore personale e ti spiegherà le strategie, gli strumenti e le tecniche di potenziamento individuale, le stesse che ha utilizzato con i principali leader di tutto il mondo.

Il livello di motivazione personale influenza, infatti, la qualità della nostra vita. Spesso non riusciamo a vivere come vorremmo e a concretizzare quello che realmente desideriamo, perché non siamo sufficientemente consapevoli delle nostre enormi e infinite potenzialità.

Tony Robbins ti fornisce mezzi straordinari per guardare alla tua vita, tracciare un percorso, identificare la tua missione, capire fino in fondo cosa ti impedisce di andare avanti e cosa devi fare, invece, per progredire. Tony ha bussato alla mia anima e mi ha aiutato a leggere con più chiarezza il disegno della mia vita.
Donna Karan

Anthony Robbins: il più grande motivatore del potenziale umano
New York Times

Una delle 10 Personalità più eminenti al mondo
International Chamber of Commerce

E’ l’autore di volumi di successo del self help; conduce seminari a effetto; ha affascinato, negli anni, clienti che vanno da svariati Presidenti americani al Leader russo Mikhail Gorbachev; i suoi discorsi sono echeggiati anche tra le mura della Casa Bianca di George Bush padre e di Bill Clinton
Il Sole 24 Ore


Riprogramma il tuo cervello

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Per far evolvere la tua vita

Joe Dispenza chiropratico e famoso autore scientifico, dedica le sue ricerche al campo della neurologia, della biochimica e delle funzioni cerebrali e presenta le sue recenti scoperte in un ultimo DVD intitolato: “Riprogramma il tuo cervello per far evolvere la tua vita” — 3 DVD CON 8 ORE DI VIDEOCORSO FORMATIVO E INTERVISTA!

Dispenza offre al pubblico italiano le scoperte scientifiche più all’avanguardia per ottenere i migliori risultati dalla vostra vita riprogrammando il vostro cervello e creando nuove reti neurali.

Dopo decenni dedicati allo studio delle funzioni cerebrali, Dispenza ci spiega in questo videocorso come usare il più importante strumento del nostro corpo: scoprirete la relazione esistente tra pensieri e corpo fisico, come guarire dalle malattie e quali autentici potenziali di evoluzione possiede il nostro cervello.

Combinando dinamicamente nozioni scientifiche a semplici istruzioni pratiche, imparerete come un nuovo pensiero e nuove credenze possano letteralmente rinnovare il cervello, per cambiare il vostro comportamento, le vostre reazioni emotive, i vostri modelli di formazione delle abitudini.

Con questo videocorso lavorerete su un’area che desiderate cambiare e imparerete di persona quali strumenti sono necessari per evolvere. Supererete gli stati emozionali distruttivi come l’insicurezza, la mancanza di autostima e la rabbia e li sostituirete con nuovi stati mentali. Passerete dal pensare all’agire all’essere, in un processo di trasformazione graduale e rivoluzionario del vostro più grande cambiamento: il vostro destino.

Benefici e vantaggi

  • attraverso di esso, scoprirete la relazione esistente tra pensieri e corpo fisico
  • come guarire dalle malattie
  • quali autentici potenziali di evoluzione possiede il nostro cervello
  • scoprirete la neuro plasticità e l’arte di ricablare il cervello
  • combinando dinamicamente nozioni scientifiche a semplici istruzioni pratiche, imparerete come un nuovo pensiero e nuove credenze possano letteralmente rinnovare il cervello
  • imparerete come uscire dai vecchi comportamenti, dalle vecchie reazioni emotive, dai modelli di formazione delle abitudini.

Passerete dal pensare all’agire all’essere, in un processo di trasformazione graduale e rivoluzionario del vostro più grande cambiamento: il vostro destino.

Per star bene.. (parte seconda)

Come trasformare l’odio un sentimento positivo

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È molto meglio vivere bene e avere torto…. Che vivere male e aver ragione! (Louise Hay).

Molte persone non ammettono di provare sentimenti di odio. Esse affermano: “Io non porto alcun odio dentro di me, verso nessuno, davvero!“. Probabilmente non provano un odio costante ed intenso per qualcuno o qualcosa, ma ciò non esclude che non sentano occasionali sentimenti di odio verso chi è causa di una loro paura, di un’umiliazione o una frustrazione. Nella vita di un bambino questo è un fenomeno molto frequente.

Cominciate perciò a distinguere le sensazioni di odio quando si presentano. Dite a voi stessi: “Ecco, questo pensiero è stato provocato dall’odio, mi nuoce, non continuerò a nutrire e ad accrescere quest’emozione. Preferisco pensare o fare una cosa migliore“. Dovete rendervi conto che l’odio è una creatura della vostra mente: una reazione sbagliata provocata da una paura, umiliazione o frustrazione.

Spesso l’odio è praticamente dovuto all’incapacità della mente di reagire consapevolmente dinanzi ad un determinato pensiero, una determinata azione o una determinata parola di altri. Quando vi è possibile cercate di scaricare l’energia provocata da questa emozione con un movimento fisico: facendo alcuni passi, muovendo energicamente le braccia come se doveste scagliare lontano qualcosa, lanciando un fischio o pronunciando un’esclamazione a voce alta. Se ne avete la possibilità pigliate a calci una palla. Qualsiasi movimento fisico più o meno violento scarica l’energia accumulatasi in seguito alle vibrazioni dei nervi.

Naturalmente non intendiamo trasformarvi in individui incapaci di controllarsi che non sanno nascondere le proprie emozioni, tuttavia, quando è possibile, è sempre meglio scaricare l’eccesso di energia piuttosto che reprimerlo.

Dopo alcune settimane di questo esercizio, messo in pratica ogni volta che se ne presenta l’occasione, le sensazioni di odio diminuiranno progressivamente, manifestandosi ad intervalli sempre più lunghi sino ad attenuarsi quasi completamente.

Successivamente bisognerà andare alla caccia delle sensazioni di odio più blande, celate tra le antipatie e le avversioni di ogni genere.

Come cambiare i propri pensieri

  1. Rendersi conto e ammettere con se stessi di provare una sensazione di odio,
  2. Riconoscere che ciò è nocivo, sotto ogni aspetto, alla propria salute e impedisce di reagire correttamente,
  3. Scaricare l’eccesso di energie,
  4. Evitare di approfondire questo sentimento con tutti quei pensieri che potrebbero accrescerlo.

Come ho già detto prima si possono anche eseguire degli esercizi fisici per liberarsi da questo sentimento negativo: prendere a calci un pallone, fare alcuni movimenti di boxe, chi possiede un pianoforte e sa suonarlo potrebbe accennare una sonata vivace, e via dicendo.

Il perdono

Il perdono può spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere ed alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può evitare di essere attratto.

È provato che attriti, odi e rancori, fanno consumare molta energia vitale. Dopo aver perdonato, infatti, avremo in noi maggiori energie in grado di favorire l’eventuale guarigione e lo stato di buona salute. Il perdono fa diventare forti i deboli; trasforma i codardi in coraggiosi; muta gli ignoranti in saggi, e fa degli scontenti delle persone felici. Ricordate che il perdono può eliminare ciò che si era messo come ostacolo tra voi ed il vostro benessere.

Oltre a perdonare gli altri dobbiamo anche imparare a perdonare noi stessi. L’autocondanna ci priva della salute e ci può causare problemi di tutti i tipi, compresi quelli finanziari. Charles Fillmore, fondatore del movimento spirituale: “Unity” propone questa formula di perdono dicendo che questo è un trattamento mentale garantito per curare ogni tipo di malattia:

  • Ogni sera, prima del sonno, siediti per circa 30 minuti e chiedi perdono, mentalmente, a tutti quelli verso cui hai avuto un atteggiamento negativo o antipatia. Se hai dei pregiudizi contro un animale, o ne temi la presenza, chiedi perdono pure a lui e mandagli il tuo amore.
  • Se hai accusato qualcuno; hai discusso duramente; hai criticato o fatto pettegolezzi; ritira le tue parole chiedendo (mentalmente) perdono alle persone offese.
  • Se le circostanze ti hanno portato a delle rotture con parenti (o amici) fai tutto ciò che ti è possibile per sistemare le cose.
  • Cerca di vedere tutte le persone come dei figli di Dio che stanno facendo delle penose esperienze nella vita terrena. Offri loro la tua incondizionata comprensione ed i più intensi pensieri d’amore.
  • Non coricarti mai con la sensazione che vi siano nel mondo persone, animali, cose o situazioni, con cui non hai un buon rapporto.

Una formula per un perdono completo dovrebbe sempre comprendere il perdono che diamo all’altro per il male che ci ha fatto, e la richiesta di essere perdonati per il male che eventualmente noi abbiamo fatto a lui. Nessuno è santo e noi abbiamo sempre una parte di colpa, magari per qualcosa che abbiamo fatto in ua vita passata. Pertanto:

  • chiama mentalmente la persona da perdonare, quindi, dille a bassa voce, con cuore aperto e animo sincero:
  • Io ti perdono (nome e cognome), per tutto il male che mi hai fatto, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate […].
  • Ora ti chiedo perdono (nome e cognome), per tutto il male che posso averti fatto, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate […].
  • Io affermo che tu sei libero e io sono libero […]

Louise Hay, ammalata di cancro in fase terminale, è guarita quando ha iniziato a perdonare in cuor suo tutti coloro con cui aveva avuto un cattivo rapporto. In seguito ha scritto diversi libri di cui il primo (Guarisci il tuo corpo) che comprende esercizi di visualizzazione che aiutano il processo di perdono e guarigione.

Ogni pensiero ed ogni parola creano

Ricordate che la vostra serenità e la vostra felicità non sono di grande importanza soltanto per voi, ma anche per gli altri.

Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche emozione, crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato nella vostra anima. Questo sentimento crea poi il presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perché attirerà a voi quelle circostanze che corrispondono al sentimento già registrato nella vostra anima ed esse lo ricreano. E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri, perché; le parole sono solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a loro volta, sono nati dal pensiero. Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso?

Non esiste il caso o la coincidenza in questo mondo e nessuno è una “vittima” della volontà o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito in precedenza tutto ciò che accade ora nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul “come sarebbe? se…”, o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò che qualcun altro vi ha detto. Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle emozioni. Tutto!

Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di diventare vostro sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono già accadute o attendono di accadere. Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore mai, che mai può essere distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della vostra vita; è l’anello che vi collega con la Mente di Dio.

Conclusione

E, per concludere, dovremmo sempre ricordare che: È molto meglio vivere bene e avere torto, piuttosto che vivere male e aver ragione (Louise Hay — Guarisci il tuo corpo).

Fonte: http://www.procaduceo.org

Poi siediti sopra e ridi!

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La vita è una lotta senza fine, piena di frustrazioni e di prove, ma prima o poi riesci a trovare il parrucchiere giusto!

La cosa più semplice da fare quando sembra che tutto vada a rotoli è prendere i nostri guai, chiuderli in uno scatolone e ridere! È il consiglio appassionato dell’autrice di questo libro, scritto con la saggezza affettuosa e l’umorismo che la contraddistinguono e che contagiano i suoi lettori.

Quando siamo tormentati da domande come:

  • Che cosa fare quando chi amiamo ci spezza il cuore?
  • Come perdonare e dimenticare le offese ricevute?
  • Come eliminare i nostri sensi di colpa?
  • Come uscire dalla depressione?

Barbara Johnson, basandosi sulle sue esilaranti battaglie personali, ci aiuta a trovare la risposta giusta e a sorridere sempre dei problemi della vita, anche attraverso una serie di spunti di riflessione e di comicità che lei chiama “Scacciaguai” e che concludono ogni capitolo.

“Dobbiamo darci da fare, lottare sopravvivere… e anche vincere. È di questo che parla il mio libro: trovare delle risposte laddove non sembrano essercene, adattarsi alle situazioni che appaiono ineluttabili e accettare le persone – soprattutto i propri cari – quando si comportano in modo del tutto inaccettabile”.

Per star bene..(parte prima)

Quando smetterai di voler riempire la tua coppa di felicità, e inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena (Paramansa Yogananda).

perdono-1

Per star bene è molto importante sostituire i pensieri negativi con quelli positivi. Dice un vecchio adagio “cuor contento il ciel l’aiuta“. È inutile arrabbiarsi se si rompe qualcosa: ormai è rotto e conviene mettersi il cuore in pace. Dovremmo anche imparare a non giudicare i nostri simili, non importa il loro modo di vedere le cose o il colore della pelle. Al limite possiamo evitare di frequentarli, comunque dovremmo sempre salutarli e mantenere un buon rapporto con loro.
[…]

Suggeriamo anche di tornare indietro nel tempo e considerare tutte le volte che abbiamo avuto un grosso problema, che poi si è superato e ora non esiste più. È anche benefico tener presente che “dietro l’ombra più nera si cela la luce più fulgida”, i problemi, infatti, portano la possibilità di crescere o imparare qualcosa.

È necessario evitare il rimorso continuo

Il senso di colpa, è un piccolo strumento di precisione si può usare quando non si vuole assumere le responsabilità della propria vita. Usatelo ed eviterete ogni rischio, ma impedirete a voi stessi di crescere (Wayne W. Dyer).

Se ci tormentiamo per qualcosa avvenuto nel passato, ricordiamoci che abbiamo due occhi davanti e nessuno dietro, pertanto dovremmo guardare innanzi a noi e non sciupare il presente rovistando nel passato. Vi sono delle persone che, dal momento in cui si rendono conto di aver commesso un errore, si lamentano per giorni e settimane. Rimangono paralizzate, non vogliono più agire. Se credono che così faranno impietosire il Signore, si sbagliano. Bisogna smetterla con questo atteggiamento.

Chi ha fatto un errore, si metta al lavoro per riparare […]. Quando si lavora ci si sporca, ma non è grave, poi ci si lava. L’essenziale è lavorare, fare dei progressi. Quali che siano le vostre sciocchezze, i vostri errori, le vostre cadute, non interrompete mai il lavoro. Continuate, finché l’amore e la luce cominceranno a regnare in Voi.

I VELENI DELLA NOSTRA MENTE

I vari stimoli che raggiungono la nostra mente, ricordi compresi, producono tutto il complesso di “vibrazioni” di cui fanno parte anche le emozioni. Gli antichi testi tibetani citano quattro passioni, chiamate “veleni” in grado di produrre stimoli ed emozioni con effetti nocivi sul nostro io. Esse sono:

  1. odio,
  2. orgoglio,
  3. gelosia,
  4. l’avidità.

Ad esse i testi aggiungono la stupidità, capace di accecare l’individuo, e noi riteniamo opportuno aggiungere l’ira, la lussuria e la cupidigia.

Odio e rancori sono causa di malattia

Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si prova odio o rancore. Esse, se non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in mente quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto guastandoci il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia ed agitazione (Mario Rizzi).

L’odio è una passione veramente distruttiva che trova la sua origine in vari fattori, tra cui:

  1. impedimento a realizzare un desiderio,
  2. paura (di non essere amati, compresi, valutati, ecc.),
  3. umiliazione (reale o apparente), 4. frustrazione.

L’odio può manifestarsi verso una o più persone come un impulso che dura pochi secondi, oppure può consolidarsi come atteggiamento permanente nei confronti di un determinato individuo o di tutta la società. Esiste l’odio verso gli altri e perfino verso se stessi, è la fonte di aggressività, feroce gelosia, suicidi, omicidi, è come una piastra di acciaio contro la quale si infrangono gli slanci più nobili.

Un impulso di odio, talvolta, è comprensibile, ma diventa patologico se si prolunga nel tempo. I deboli cercano di eliminare la loro sofferenza, come è naturale, cercano di distruggere la causa di tale sofferenza e, quando esasperati, potranno nutrire odio contro altre persone, contro lo Stato, contro una religione, o contro se stessi. Per esempio: quale bambino umiliato o terrorizzato non ha sentito un impulso di odio contro chi lo faceva soffrire?

Avversione, antipatia, opposizione e aggressione

Vi sono anche delle emozioni meno violente, che comunque racchiudono in sé il seme dell’odio, tra esse citiamo: avversione, antipatia, qualche volta anche l’opposizione, l’aggressione che è sempre una conseguenza dell’odio, l’intolleranza che porta fatalmente all’odio, e tutte le altre emozioni meno facilmente distinguibili che sono all’opposto dell’amore. Certamente l’odio è il primo sentimento che si deve cambiare, perché impoverisce le nostre energie vitali e ci impedisce di coltivare emozioni positive e di ampliare i nostri orizzonti mentali.

Accade spesso che alcune mogli pervengano ad esaurimenti mentali a causa del continuo alternarsi dei loro sentimenti di odio e di amore nei confronti del coniuge, infatti il conflitto di questi due opposti sentimenti produce un’enorme tensione nervosa. Lo stesso accade anche a certi bambini nei loro rapporti coi genitori e questo spiega il loro comportamento imprevedibile e irrazionale. Alcune volte l’odio per la matrigna o il patrigno è talmente intenso, che distrugge psichicamente chi lo nutre. È evidente, quindi, che l’odio è un sentimento da respingere, perché nuoce soprattutto a noi stessi.

ISBN: 8817012270

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Ogni volta che il Dalai Lama parla di perdono ama raccontare la storia di un monaco di Lhasa che conobbe prima dell’occupazione cinese del Tibet. “Lopon-la fu incarcerato e torturato dai cinesi. Rimase prigioniero per diciotto anni. Poi, finalmente libero, venne in India. Gli chiesi se avesse mai avuto paura e mi disse: ‘Sì, c’era una cosa di cui avevo paura. Avevo paura di perdere la compassione verso i cinesi’.” In un mondo dove l’ansia e l’egoismo sembrano essere dominanti, il leader del buddhismo tibetano ci invita a riscoprire “la saggezza del perdono” e l’importanza cruciale dell’unico sentimento in grado di combattere rabbia e odio.

I nemici possono essere i nostri più preziosi maestri e offrirci la possibilità di coltivare qualità come la compassione e l’altruismo, fondamenti della vera felicità e di un’autentica crescita individuale e sociale, e colonne portanti della stessa pratica spirituale del Dalai Lama. Le sue parole ci aiutano a riflettere sui grandi temi del buddhismo alla luce degli avvenimenti a noi contemporanei, offrendoci l’eccezionale ritratto pubblico e privato di una personalità straordinaria e di un uomo dall’incrollabile fede nell’amore tra gli uomini.

Semplicemente un sorriso


Tanzania 2009Tanzania 2009

Con emozione vi presento: Semplicemente un Sorriso..con il magico naso rosso, questo il nome del progetto di clownterapia al quale parteciperò, per i bambini Tanzani, che prevede momenti di divertimento ed educazione, con la collaborazione di S.O.S. Bambino International Adoption O.N.L.U.S.

Elisa

Continual’impegno di S.O.S. Bambino in Tanzania in favore dell’infanzia in difficoltà.

L’Associazione, infatti, sta realizzando un nuovo progetto di clown terapia denominato “Semplicemente un sorriso”, con il quale intende avviare un percorso ludicoaffettivo fra i bambini ospiti del Kurasini National Children’s Home di Dar es Salaam.

Il prossimo agosto tre volontari esperti in animazione di corsia per bambini, […] assieme a due volontarie di S.O.S. Bambino si recheranno nell’istituto Kurasini dove realizzeranno una serie di attività di animazione per promuovere l’educazione alla gioia e la pedagogia dell’affettività.

La delegazione sarà accolta dal nostro prezioso collaboratore e referente locale Andrea Pannocchia.

Sono stati pianificati divertenti momenti ricreativi che sviluppino la socialità attraverso la metodologia del gioco e favoriscano l’instaurarsi di relazioni affettive positive.

E’ molto importante che i bambini che hanno conosciuto il trauma dell’abbandono e vivono in istituto abbiano la possibilità di sperimentare momenti di gioco e spensieratezza, di divertirsi ed esprimere liberamente le proprie emozioni e la propria creatività.

Le dinamiche di gruppo favoriranno, inoltre, gli effetti positivi sullo stato psicofisico ed affettivorelazionale dei piccoli ospiti dell’istituto.

Grazie all’aiuto dei nostri amici clown, muniti di nasi rossi e palloncini colorati, e alla loro contagiosa allegria, saranno avviati laboratori di manualità e piccoli spettacoli interattivi.

Semplicemente un sorriso... con il magico naso rosso

I laboratori prevedono la creazione di figure con i palloncini, lezioni di trucco e di giocoleria con palline ed anelli e perfino la scuola di micromagia. Sono previsti, inoltre, una scuola di improvvisazione teatrale e piccole gag, nonché giochi di gruppo.

I volontari saranno anche disponibili a visitare ed animare realtà vicine e collegate al Kurasini e durante il periodo di permanenza collaboreranno con il personale locale per eventuali mansioni di ristrutturazione e di abbellimento degli spazi al fine di rendere più confortevole la vita dei bambini all’interno dell’istituto.

Anche gli altri bambini e le famiglie residenti nei pressi della missione saranno invitati a prendere parte agli spettacoli teatrali che verranno organizzati. In questo modo il progetto avrà delle ricadute positive su un numero maggiore di beneficiari e consentirà l’aggregazione di più persone, anche di età diverse.

semplicemente sorriso 2 Semplicemente un sorriso... con il magico naso rosso abbracci

Infine, l’invio di questa delegazione a Dar es Salaam sarà anche una preziosa occasione per monitorare l’andamento degli altri progetti che S.O.S. Bambino sta realizzando in loco, per portare ai bambini supportati grazie al progetto di sostegno a distanza S.O.S. Tanzania il caloroso saluto dei loro padrini. Ma soprattutto per manifestare a tutti i bambini e i giovani ragazzi ospiti del Kurasini l’affetto e l’incoraggiamento dell’Associazione e di tutti i suoi sostenitori.

Di Lara Bertazzi.
Fonte: S.O.S. Bambino n.1 2009 – http://www.sosbambino.org

L’esperienza dei clown-dottori con i bambini

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Ridere fa bene alla salute. Ecco la testimonianza di come il gioco e l’umorismo aiutino i bambini ospedalizzati e i loro genitori a superare periodi difficili di malattia e a guarire più facilmente. Un medico e un professore di teatro raccontano le storie toccanti che vivono quotidianamente negli ospedali francesi.

Perchè fa bene ridere di gusto?

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Su quali organi agisce sopratutto il ridere di gusto?

Nel CERVELLO è una zona specifica a trasmettere il segnale: si tratta di particolari strutture, il limbo e l’ippocampo in cui si trovano i circuiti legati alle emozioni. Oltre a questi circuiti, si attivano i nuclei grigi della base encefalica e il corpo striato, ma è il talamo che sovrintende alla risata come centro sensoriale, mentre il corpo striato induce le reazioni motorie. Gli stimoli del riso e del pianto hanno origini simili e i segnali di inizio di una fragorosa risata, così come di un pianto dirotto, partono da una stessa zona cerebrale. La teoria che il riso faccia bene alla salute, in quanto sembra che riduca certi inibitori delle difese immunitarie, è avallata da dai risultati di numerose ricerche, che rafforzano la convinzione dell’esistenza di importanti interazioni fra la mente e il sistema immunitario.

ORMONI: Il riso fa aumentare la produzione di quegli ormoni, quali l’adrenalina e la dopamina, che hanno il compito di liberare le nostre morfine naturali: endorfine, encefaline e simili.
Le ENDORFINE provocano una diminuzione del dolore e della tensione, permettendo il raggiungimento di uno stato di relax e tranquillità.
Le ENCEFALINE sembrano esaltare il sistema immunitario, aiutando a meglio combattere le malattie.
MUSCOLATURA: quando si ride parte della muscolatura, soprattutto a livello del torace e degli arti superiori, alternativamente si contrae e si rilassa e innesca una ginnastica addominale che migliora le funzioni del fegato e dell’intestino, (Ridere equivale a un buon jogging fatto rimanendo fermi).
Solo col riso muoviamo alcuni muscoli del corpo e soprattutto del viso. Quando il cervello invia il messaggio “ridi”, ben quindici muscoli del viso vengono attivati dal segnale. La risata si riflette dall’espressione facciale ai muscoli del torace e dell’addome (le spalle e il torace si sollevano aritmicamente) sino agli sfinteri. Non a caso dopo una risata a crepapelle si sentono i muscoli della pancia doloranti, come pure le costole.
RESPIRAZIONE: il primo beneficio provocato da una risata lo riceve la respirazione, che grazie ad essa diviene più profonda. L’aria nei polmoni viene rinnovata attraverso attraverso fasi di espirazione e inspirazione tre volte più efficace che in stato di riposo. Le alterazioni del ritmo respiratorio vengono intervengono sull’ossigenazione del sangue.
CIRCOLAZIONE SANGUIGNA: la risata favorisce, attraverso la respirazione profonda, l’ossigenazione e la circolazione del sangue con aumento della pressione arteriosa.Il riso crea un CALORE INTERNO generalizzato che ossigenando tutte le cellule del corpo, può accelerare la rigenerazione dei tessuti e stabilizzare molte funzioni corporee, contribuendo a difendere il fisico da infezioni.
CUORE: durante una risata, il cuore aumenta le pulsazioni anche fino a 120 al minuto. Numerose ricerche sugli effetti derivanti dal ridere, hanno evidenziato come il riso possa essere uno strumento terapeutico di rilievo rivolto non solo allo spirito ma anche al corpo. Possedere la capacità di saper percepire gli aspetti comici e di abbandonarsi all’ilarità è un requisito fondamentale per prendere la vita per il verso giusto, sapendone apprezzare gli aspetti positivi senza troppo lasciarsi condizionare dalle situazioni sfavorevoli.

Il riso aiuta a superare più facilmente le situazioni difficili, anche di salute. Il caso più classico di guarigione ottenuta non con farmaci ma con sane risate è quello di Norman Cusins, docente e ricercatore della facoltà di MEDICINA dell’UCLA, venne colpito da una grave forma di artrite reumatoide spondilite anchilosante che provoca, tranne rarissimi casi, la paralisi progressiva e poi la morte. I medici gli predissero pochi mesi di vita e allora lui abbandonò l’ospedale e si trasferì in un grande albergo. Interruppe così la terapia consigliata dai medici e sostituì le medicine con massicce dosi di vitamina C e film comici.
Quindici anni dopo la diagnosi che lo dava per spacciato, Norman Cousins pubblicò “Anatomia di una malattia” un libro dove racconta la sua storia, che è diventata l’emblema, anche nella medicina tradizionale, di uno dei tanti risultati positivi ottenuti attraverso il ridere.
L’umorismo in medicina andrebbe utilizzato di più. Lo si vede in corsia: chi fa battute e scherza con i malati è molto più umano.
Una nuova branca della medicina la PSICONEUROENDOCRINOIMMUNOLOGIA (PNEI) ha dimostrato che il ridere influenza positivamente il sistema immunutario, vero garante della nostra salute.

Tutti gli studi nel campo della salute ci assicurano che dovremmo cominciare col ridere di più, perché RIDERE FA BENE.
Anzi fa benissimo.
Per il buddismo Zen quindici minuti di risate equivalgono a sei ore di meditazione. Da sempre si sa, le persone allegre e ottimiste vivono più a lungo, e soprattutto vivono meglio.
Come scriveva lo psicanalista Ernst Kris: “… sotto la spinta della battuta di spirito, torniamo all’allegria dell’infanzia. possiamo finalmente liberarci dai legami del pensiero logico e divertirci in una libertà dimenticata da anni”.
La felicità è contagiosa, e il riso apre le valvole dell’energia comunicativa.

Ridere, giocare, divertirsi fa portare fuori il nostro bambino interiore, vivo, creativo, stimolante, che deve essere incoraggiato.
Affidarci solo al pensiero positivo indotto non basta. Ecco perché il riso diviene un passaggio chiave per spegnere il lavorio mentale, risvegliando la mente inconscia attraverso il non-fare e il non-pensare, e favorendo la creatività, come presupposto a libere associazioni.
Quando andiamo in ospedale a fare il volontariato-clown facciamo in modo che il malato anche solo per 10-20 minuti si scordi della sua malattia, ritorni ad essere una persona e non un malato.
Il nostro corpo è in armonia quando siamo sereni, allegri, liberi, altrimenti, inevitabilmente, ci si ammala. Mentre ridere aumenta le nostre difese immunitarie, una mente preoccupata apre la strada ai nemici della salute.
Gli effetti psicologici e biologici del riso sono tutti positivi. Ridere infatti è un esercizio muscolare e respiratorio, che permette un fenomeno di purificazione e liberazione delle vie respiratorie superiori.
ridere può in effetti far cessare una crisi di asma, provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi, per azione del sistema parasimpatico. per coloro che soffrono di enfisema, ridere, provocando l’aspirazione dell’aria, migliora l’insufficienza respiratoria. L’aumento degli scambi polmonari tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue, promuovendo un effetto benefico sul colesterolo.

Quando noi ridiamo, tutto il nostro corpo ride e si rilassa. Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano.
Si può affermare quindi che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi. Ridere inoltre possiede una funzione depurativa dell’organismo per espulsione dell’anidride carbonica, e permette un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.
Ridere combatte la stitichezza perché provoca una tale ginnastica addominale che rimesta in profondità l’apparato digestivo.
Sullo stato generale di salute, ridere combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione infatti causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere calma il dolore, in quanto distrae l’attenzione da esso (calma temporanea) e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere, e quindi ha delle proprietà antidepressive.
Anche l’insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne.
Ridere è il mezzo più sano per vivere meglio e più a lungo possibile sfidando le frustrazioni della vita.I ricercatori del gruppo internazionale Arise, che si occupano di studi sul piacere, hanno dimostrato l’esistenza di un rapporto diretto tra cali dell’umore e risposte del sistema immunitario.
Il riso riduce la secrezione di ormoni da stress, come il cortisolo, e stimola la produzione di betaendorfine, analgesici prodotti dall’organismo (come sostiene William Frye, neurologo dell’università di Stanford).

“… il piacere è importante per la nostra salute sotto tre aspetti” dichiara il professor Warburton, coordinatore dell’Arise: “… primo: può contribuire a favorire la salute fisica e mentale. secondo: può facilitare il processo di rilassamento e proteggere dallo stress, ovvero svolgere una funzione di antidoto. terzo: può agire come un fattore di protezione dalle malattie. proprio come un vaccino

IN CHE MODO FUNZIONA lA CLOWNTERAPIA IN TERMINI SCIENTIFICI?

La risposta arriva attraverso le parole di un autorevolissimo scienziato americano, il professor William Fry della Stanford University. I suoi studi hanno dimostrato in maniera inconfutabile che la risata è un perfetto esercizio aerobico. In particolare, incrementa l’apporto di ossigeno ai polmoni, aumenta la resistenza cardio-polmonare (un minuto di risata equivale a dieci minuti di esercizi sul vogatore), rilassa i muscoli, massaggia gli organi interni, migliora la circolazione sanguigna, favorisce il sonno calmo e rilassato. Un altro scienziato americano, il dottor Lee S. Berk dell’Università di Loma Linda in California, ha verificato che la risata aumenta il livello delle globuline A nella mucosa respiratoria, e dunque irrobustisce il sistema immunitario e aiuta in maniera determinante chi soffre di asma e di bronchiti. Non bastasse, incrementa il livello delle endorfine, diminuisce il tasso di stress, combatte attivamente la depressione.

Fonte: http://www.clownterapia.it

Il sorriso nelle pratiche di cura

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Un clown e un bambino s’incontrano. Attorno bianco e azzurro. Luci s’accendono a intermittenza e apparecchi computerizzati, con grovigli di fili, dettano il ritmo al movimento delle persone. Lo spazio del letto del bambino delimita l’incontro. Avvolto in lenzuola stirate e fra le sbarre di protezione, il bambino affronta una sfida: vivere. E lo fa al ritmo delle apparecchiature, alla velocità degli uomini e con il mistero della vita che vive nel suo piccolo corpo.
Il clown crede che scherzare sia il modo migliore per fare un incontro e che questo non ha un tempo determinato per avvenire: tutto dipende dall’intensità degli sguardi e dal permesso per scherzare. E in realtà il gioco già è iniziato e non è facile dire chi fa lo scherzo e chi lo riceve. É una cosa talmente intensa che durante l’incontro scherzare equivale a vivere.
La scienza riesce a descrivere pochi misteri del nostro corpo. Le cifre delle apparecchiature forse non captano completamente il risultato di questi incontri, come non lo fanno le osservazioni dei tecnici e degli scienziati. Sono i sorrisi, che adesso fanno parte degli ambienti ospedalieri, a dare testimonianza del contributo che tali unioni apportano alla vita.
Non avere fretta di leggere le storie che compongono questo libro. Non aver fretta perché ogni incontro fra i clown e i bambini è un vero spettacolo, con tanto di capo, corpo e coda. Ma come accade tutto ciò? Clown e bambini condividono un fattore importante: sono troppo occupati a vivere il presente, cercando di colorarlo d’allegria. Questa è la forza dell’incontro: mettere la
vita in movimento.

Ridere, fa bene!

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Ridere, specialmente nelle situazioni critiche e disperate, libera tutta una serie di mediatori e neurotrasmettitori endorfinici che possono capovolgere emozionalmente la più drammatica delle situazioni, basta solo avere la costanza di continuare a ridere a crepapelle per almeno dieci minuti e il gioco è fatto, tutto il resto della vostra persona entrerà in risonanza con la risata iniziale, scacciando il demone della disperazione dalle vostre menti atterrite e sconvolte.
Ridere, fa ridere non solo il volto, ma anche il diaframma, i visceri, migliora la circolazione sanguigna, e incrementa le difese immunitarie ed alcalinizza notevolmente cellule e tessuti.

Per ridere si utilizzano oltre sessanta muscoli, pellicciai, mimici, cervicali ecc., mentre per piangere solo una ventina …

Il vero jogging per l’anima quindi, non è forse la risata?
Ridere è più facile di quanto possiate supporre; basta semplicemente cercare d’imitare qualcun altro che già sta ridendo e il gioco è fatto. Se sentite ridere qualcuno e la sua risata vi piace, abbordatelo senza riserve dichiarandogli apertamente che avreste intenzione di clonare e apprendere la sua bellissima risata. Identificate e memorizzate bene la fisiologia dello stato d’animo correlato alla risata e servitevene per ricrearlo quando ce n’è bisogno; infatti, solo modificando la fisiologia dei vostri stati emozionali negativi, sarete in grado di migliorare il livello della prestazione e, cosa più importante, non sarete divorati dagli squali che potreste incontrare lungo la vostra rotta!

Tra tutti gli esseri viventi, solo l’uomo ha il dono del sorriso. Infatti ridere è un’attività tipicamente umana legata, sembra, a fattori organici.E’ l’uomo e non l’animale, a essere dotato del muscolo risorio del Santorini, situato lateralmente alle labbra, che quando si contrae fa ritrarre la bocca. Il risorio e il grande zigomatico provocano, fisicamente la risata.
Pensate che ridere é un’espressione innata. Tutti abbiamo la facoltà di ridere, indifferentemente a quale cultura apparteniamo o in quale parte del mondo viviamo. Il primo sorriso compare sul volto di un bambino entro le prime sei settimane di vita, ed é, con il pianto, uno dei pochi mezzi che ha per comunicare.

Ma che il ridere potesse diventare veramente una terapia utile per accelerare il processo di guarigione anche di mali fisici, é una intuizione piuttosto recente. Secondo alcuni studiosi, infatti, tutti noi nasciamo con una naturale tendenza verso il gioco e il divertimento in genere. Quando si diventa adulti, purtroppo, questa naturale inclinazione viene spesso sostituita dall’ansia, dalla depressione e dalla paura, anche se i nuovi umori non riescono, fortunatamente, a schiacciare completamente il nostro cosiddetto “potenziale creativo”.

Ridere cambia l’atteggiamento mentale. La mappa che ognuno, attraverso traumi e dolori si è formata nella mente, attraverso il riso e la positività muta colore, dimensione, suono.

E’ per questo che, anche alla luce del Pensiero Positivo e dei suoi insegnamenti, nell’ambito delle nuove terapie alternative alla medicina tradizionale è nata la “Comicoterapia”, un metodo di guarigione che trova le sue basi nella Gelotologia (dal greco “gelos”, che vuol dire “riso”), ma anche nella medicina psicosomatica e nell’immunologia neuro-psichica.

PERCHÉ É UTILE E IMPORTANTE FAR SORRIDERE?

Gli effetti psicologici e biologici del riso sono tutti positivi. Ridere infatti è un esercizio muscolare e respiratorio, che permette un fenomeno di purificazione e liberazione delle vie respiratorie superiori.
Ridere può in effetti far cessare una crisi di asma, provocando un rilassamento muscolare delle fibre lisce dei bronchi, per azione del sistema parasimpatico. Per coloro che soffrono di enfisema, ridere, provocando l’aspirazione dell’aria, migliora l’insufficienza respiratoria. L’aumento degli scambi polmonari tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue, promuovendo un effetto benefico sul colesterolo. Quando noi ridiamo, tutto il nostro corpo ride e si rilassa. Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano.
Si può affermare quindi che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi. Ridere inoltre possiede una funzione depurativa dell’organismo per espulsione dell’anidride carbonica, e permette un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.

Ridere combatte la stitichezza perché provoca una tale ginnastica addominale che rimesta in profondità l’apparato digestivo. Sullo stato generale di salute, ridere combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione infatti causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere calma il dolore, in quanto distrae l’attenzione da esso (calma temporanea) e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere, e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l’insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne. Ridere è il mezzo più sano per vivere meglio e più a lungo possibile sfidando le frustrazioni della vita.
Elenchiamo qui di seguito alcuni degli effetti benefici della risata:

Benefici generali al corpo, alla mente e all’intelletto (confermati da diversi setting di ricerca in particolare grazie alla riduzione dell’ormone dello stress). Senso di benessere e di leggerezza
Controllo della pressione alta e dei problemi cardiaci (confermato da una ricerca condotta su persone reduci da infarto del miocardio: mezz’ora al giorno di umorismo riduce il rischio di ricadute)
Aumento delle difese immunitarie (recentemente anche il Center of Public Health di Loma Linda, in California, ha dimostrato un netto incremento di molti parametri neuroimmunologici dopo l’esposizione a situazioni umoristiche). Aumento del livello delle endorfine e controllo del dolore

Benefici legati alla respirazione, in particolare per chi soffre di bronchite e di asma; aumento del livello di ossigeno nel sangue (una ricerca condotta presso l’Unità di Riabilitazione Respiratoria Don Gnocchi di Pozzolatico conferma: “…la risata è una ginnastica per i polmoni”). Miglior controllo del linguaggio per attori e cantanti. Effetto di ringiovanimento e maggior durata della vita (i ricercatori finlandesi del National Public Health Institute hanno dimostrato che esiste una stretta relazione tra durata della vita e pensiero positivamente orientato). Sviluppo della personalità e della propensione alla leadership
Miglioramento della capacità di lavorare in team.
Miglioramento delle relazioni interpersonali e maggiore consapevolezza di sé
Aumento della creatività.

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.

Fonte: http://www.clownterapia.it/

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Da quando l’uomo ha fatto la sua prima risata sa che ridere fa bene e, soprattutto, che non ridere per troppo tempo fa male. Il riso è uno dei modi più semplici e naturali per conoscere il mondo che ci sta intorno e per goderne. Inoltre è un potente analgesico contro i dolori fisici e psichici.

Cercare la risata significa anche cercare una parte fondamentale di se stessi: per poterla incontrare sempre più spesso è necessario amare ciò che siamo e quel che facciamo, instaurando una relazione sensata con ogni aspetto della nostra vita, buona o cattiva che sia.

Attraverso un profondo lavoro su di noi e sul modo in cui ci poniamo nei confronti degli altri possiamo imparare a ridere e far ridere. In famiglia e sul lavoro, nel rapporto di coppia, nelle diverse stagioni della vita, per superare le piccole delusioni quotidiane o quando invece fronteggiamo situazioni molto serie e drammatiche, sono infinite le situazioni nelle quali (sor)ridere può essere un’ancora di salvezza e un modo per riacquistare fiducia.

Per tale motivo Michele Galgani ha raccolto in questo volume preziosi suggerimenti e pratici esercizi che riguardano sia il linguaggio verbale sia quello del corpo, ispirato da una certezza fondata sulla sua lunga esperienza di terapeuta del riso: smettere di ridere è un po’come rinunciare a vivere.

Ridere fa bene!

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Uno studio dell’università di Baltimora conferma quanto intuito dal medico clown Patch Adams.

Ridere fa buon sangue, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, conferma un’originale ricerca scientifica appena presentata a Orlando, in Florida, all’American College of Cardiology , l’appuntamento più importante dell’anno per i cardiologi di tutto il mondo. La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni. Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno. Effetti: miglioramento della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie cardiovascolari. Controindicazioni: nessuna. Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne. La terapia del sorriso non è una novità: tutti ormai conoscono la storia di Patch Adams, il medico americano con il naso da clown che prima ha intuito, poi trasformato in cura il potere benefico della risata.

Cura la mente e il corpo:
lo dimostrano numerosi studi sugli effetti benefici della risata. Perfino un sorriso finto può aiutare

Una risata non è affatto un cattivo inizio per un’amicizia ed è di gran lunga il miglior modo per finirla, disse Oscar Wilde.

Vi sentite giù? Provate a ridere di più, o almeno a sorridere.

Che il riso faccia buon sangue è detto popolare ma la scienza conferma. La risata migliora l’umore e la resistenza allo stress, fa bene anche al cuore, alza le difese immunitarie, migliora il latte materno rendendolo uno scudo contro le allergie del neonato perché quando la mamma ride aumenta la quantità di melatonina. Non è necessario che la risata sia vera: va bene finta, addirittura indotta, tenendo in bocca una penna e costringendo il labbro superiore ad alzarsi per mostrare i denti, assicura Fritz Starck, psicologo dalla lunga carriera universitaria ora a Würzburg, in uno speciale dedicato alla questione sulla rivista Mind. Gli studi secondo cui risata e sorriso sono la migliore medicina, del resto, non mancano.

Willibald Ruch, dell’Università di Zurigo, ha dimostrato che le risate suscitate dalle battute, siano esse in commedie o barzellette, alzano la soglia del dolore: i volontari di un gruppo di studio che sono riusciti a tenere più a lungo la mano nell’acqua ghiacciata senza soffrire erano anche quelli che fino a poco prima si erano divertiti ridendo a delle battute.

Chi è propenso all’umorismo e alle risate facili, poi, ha il 40% in meno di possibilità rispetto ai musoni di essere soggetto ad attacco cardiaco, dice uno studio condotto da Michael Miller dell’università del Maryland, presentato diversi anni fa. Ridere 15 minuti al giorno aiuta anche a perdere peso (perfino due chili in un anno). Lo sostiene una ricerca pubblicata sull’International Journal of Obesity, condotta da Maciej Buchowski della Vanderbilt University di Nashville (Tennessee, Usa) che ha esaminato il dispendio di energia di un gruppo di persone messo di fronte a programmi tv di vario tipo. Ebbene, le commedie hanno richiesto il 20% di fabbisogno calorico in più, perché ridere aumenta il battito cardiaco e impegna molti muscoli, producendo lo stesso effetto di una sana camminata.

Ridere è una sorta di “lubrificante sociale”, un atto ancestrale, un modo per fare nuove amicizie e consolidarne altre, fissare l’appartenenza nella gerarchia sociale, sostiene Robert R. Provine, psicologo e neurologo dell’università del Maine che all’argomento ha dedicato 20 anni di ricerche, per arrivare alla conclusione che ridere non è solo la risposta intellettuale a qualcosa di divertente ma è uno strumento istintivo di sopravvivenza, tipico degli animali sociali.

Il sorriso aiuta i rapporti sociali ma anche l’umore, e rende perfino le persone più sexy. Uno studio di Eric Bressler del Westfield State College ha dimostrato che le donne giudicano più attraenti i soggetti di foto sotto le quali c’è una battuta che viene attribuita all’uomo immortalato nello scatto. Alcuni psichiatri usano la terapia del sorriso per curare lievi forme di depressione, ma senso dell’umorismo e capacità di sdrammatizzare si sono dimostrati efficaci anche in casi più gravi. Un gruppo di psichiatri dell’università tdesca di Marburg hanno dimostrato che sono fondamentali in una strategia di distacco dai problemi, perché aiuta a vederli sotto un’altra luce.

Sorridi alla vita!

Guarire con il buonumore

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Ridere fa bene. Ossia: una disposizione positiva della mente, un atteggiamento attivo e reattivo sono i presupposti di una buona salute. Di più: ridere stimola la circolazione, aumenta l’ossigeno nei polmoni, abbassa la pressione, attiva i muscoli.

Il respiro è vita (seconda parte)

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L’addome è la barriera tra la metà superiore e quella inferiore del corpo, e la sua sensibilità ci mette in contatto con la sensibilità sessuale più profonda e con l’azione e l’indipendenza delle gambe.
Respirare è una funzione sia volontaria che involontaria, nel senso che lo facciamo il più del tempo senza pensarci, ma possiamo anche scegliere di cambiare ritmo o profondità al nostro respiro. Per questa ragione tutti i sistemi di autodifesa orientali, come l’Aikido, il Kung Fu, il Tai Chi Chuan e il Karate, sono basati sulla concentrazione sviluppata attraverso la respirazione nel ventre. È in questo modo che si sviluppano agilità, forza e, secondo i canoni orientali, “energia“, senza dover sviluppare le masse muscolari, come nella maggior parte dei sport occidentali.

Il Tantra, che fa dell’amore sessuale l’espressione più alta della spiritualità, chiama questa parte “donna interiore” o Kundalini.
La Kundalini è simbolizzata da un serpente arrotolato che dorme nella regione sessuale di ogni individuo e costituisce un’energia sessuale ad alto potenziale.
Quando il respiro scende profondamente si muovono i muscoli sessuali e si emettono suoni vibranti, allora il serpente Kundalini si sente stretto e soffocato e comincia a svegliarsi, a srotolarsi e a salire.

Questa descrizione simbolica della Kundalini è il riassunto di tutto ciò che finora è stato esposto sui recettori trascurati della sensibilità sessuale.
Se il respiro scende in profondità fino all’addome, tocca il centro sessuale, massaggia il sesso alla sua radice, dall’interno.
È in questo modo che diventa più attivo e veramente pieno di energia.
Il respiro è la vita che dall’alto va verso il basso, e il sesso è vita che dal basso va verso l’alto e, incontrandosi nell’addome, creano la vita piena, la piena energia, la piena potenza.
Se però abbiamo paura delle emozioni allora creeremo una distanza tra il respiro e il sesso.

Il primo passo riguarda l’imparare a respirare nella pancia.

Siediti su una sedia, la schiena dritta e i piedi appoggiati per terra, distanziati alla larghezza delle spalle.
Metti le mani sull’ombelico e rilassa la schiena appoggiando una vertebra sopra l’altra. Inala l’aria attraverso il naso, e senti con le mani il tuo addome che si espande nell’area ombelicale. Restando rilassato espira con un po’ di forza e tira in basso l’addome, indietro, verso la spina dorsale. Ripetere questo esercizio di respirazione ventrale qualche minuto al giorno, serve a tenere il contatto con la radice del nostro corpo.
Se poi non riesci assolutamente a respirare nella pancia, prova con una risata. Ridi forte come ti succede con gli amici intimi, quel modo di ridere che muove la pancia fino a fare male, poiché pochi di noi usano spesso questi muscoli. Siediti come per l’esercizio precedente e, ridendo, senti con le mani le vibrazioni del ventre.
Queste risate aiutano il diaframma a rilassarsi e ti permettono di respirare nella pancia generando energia.

Lasciare entrare il mondo.
Se respirare bene sviluppa tanta energia e tanti piacevoli vantaggi, quali possono essere allora le nostre resistenze e i nostri ostacoli?
Respirando profondamente e coscientemente passiamo dalla testa al corpo, collegando ciò che pensiamo e ciò che sentiamo. Respirando profondamente, laddove abitualmente non respiriamo, è possibile vivere ricordi, emozioni, sensazioni e sentimenti dimenticati. Iniziando a respirare profondamente è possibile che a qualcuno venga voglia di piangere e gridare. Ma se non affrontiamo i dolori dimenticati e le limitazioni accettate, non possiamo ritrovare neppure il piacere.
Il giardino dei sentimenti umani è prolifico di frutti dolci e amari. È importante accettarli tutti per non farne un deserto.
È lasciando fluire il respiro, permettendogli di arrivare a muovere i visceri che possiamo risvegliarci alla vita.

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Elisabetta Leslie Lionelli “Coccole e carezze”

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Leora Lightwoman Roger Lichy

Tantra – DVD

Far l’amore da dio

Il Tantra è un antico approccio alla sessualità e alla vita, ove l’unione con l’altra persona è intesa come percorso verso una profonda trasformazione interiore di gioia, amore ed estasi.

Questo DVD offre uno straordinario corso della durata di sei settimane, ricco di dimostrazioni, esercizi e spiegazioni. Una pratica per apprezzare la relazione sessuale intesa come percorso spirituale.

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