Raccogliamo i nostri pensieri dentro di noi

Vi capita a volte di non riuscire a smettere di rimpiangere il passato o di preoccuparvi per il futuro? Quando mi capita, ricordo una famosa storia Zen:

Un giorno, mentre camminava attraverso la foresta, un uomo incontrò una feroce tigre. Si diede immediatamente alla fuga per salvare la propria vita e la tigre lo inseguì.

L’uomo arrivò al bordo di un dirupo e la tigre lo stava per raggiungere. Non avendo scelta, si arrampicò giù per il precipizio, tenendosi con entrambe le mani ad una pianta di vite.

Appeso sul dirupo, l’uomo vide sopra di sé la tigre. Guardò verso il basso e vide un’altra tigre, che ruggendo attendeva la sua discesa. Era tra due fuochi.

Due topi, un bianco ed un nero, apparvero sulla vite a cui si aggrappava e, come se la situazione non fosse abbastanza grave, cominciarono a rosicchiare la pianta.

L’uomo sapeva che se i topi avessero continuato a rosicchiare, ad un certo punto la vite non avrebbe più potuto sostenere il suo peso, si sarebbe rotta e lui sarebbe caduto. Provò a mandare via i topi con le sue grida, ma questi tornavano sempre a rosicchiare.

Ad un certo momento, notò una fragola che cresceva sul dirupo, non lontano da lui. Era rossa e matura. Tenendosi alla vite con una mano e raggiungendo la fragola con l’altra, la colse.

Con una tigre sopra, un’altra sotto e due topi che continuavano a rosicchiare la vite, l’uomo assaggiò la fragola e la trovò assolutamente squisita.

Questa storia riguarda il sapere vivere il presente. Nonostante la sua situazione pericolosa, l’uomo non ha permesso che i futuri pericoli lo paralizzassero. E’ stato capace di afferrare e assaporare il momento.

La storia contiene molte metafore. Tutti gli elementi principali nella storia sono rappresentazioni che possiedono significati più profondi.

La parte superiore della scogliera rappresenta il passato. È dove l’uomo era e da dove è venuto. In termini personali, questa metafora si riferisce a tutte le nostre esperienze e ricordi della vita che già abbiamo vissuto.

Aggrapparsi alla vite, nella parte superiore del dirupo, significa rivisitare il passato. La tigre sulla parte superiore rappresenta il pericolo di indugiare troppo nel passato. Se costantemente ci compiangiamo per non essere stati in grado di fare determinate cose come avremmo dovuto, o se siamo sommersi dal rammarico e dalla vergogna per errori che abbiamo fatto, allora la tigre ci ha ferito con i suoi artigli taglienti. Se non riusciamo aliberarci delle esperienze negative dal passato che ci rendono timidi ed impauriti, o se ci sentiamo vittime perché veniamo da un passato fatto di traumiabusi, allora la tigre ci ha azzannato dolorosamente.

La tigre inoltre rappresenta l’impossibilità di andare indietro nel tempo per porre rimedio a qualcosa. A volte vorremmo fare andare indietro l’orologio e rifare certe cose. Forse pensiamo al ritorno perfetto, molto tempo dopo il momento giusto; forse c’era una persona speciale a scuola che avremmo voluto conoscere ma non lo abbiamo fatto; forse abbiamo detto qualcosa di cattivo a qualcuno che amiamo e adesso faremmo qualunque cosa per non averlo fatto. Purtroppo, il tempo scorre in una sola direzione – la tigre sorveglia la parte superiore della scogliera e noi mortali non possiamo tornare indietro.

La parte inferiore della scogliera rappresenta il futuro. È il paese non scoperto, il capitolo non scritto. Il futuro contiene tutti i nostri sognitimoriaspirazionidelusioni, potenzialivittorie e possibili sconfitte. È la misteriosa ed incerta regione del domani.

Arrampicarsi giù per la vite, verso la parte inferiore del dirupo, è guardare avanti, anticipare e speculare circa il futuro. La tigre nella parte inferiore rappresenta il pericolo dipreoccuparsi eccessivamente di quello che deve ancora venire – specialmente a scapito della nostra capacità di agire o di mantenere la pace interiore.

Molti di noi hanno avuto l’esperienza di preoccuparsi all’infinito per un compito, un discorso o un’intervista di lavoro imminenti. Pensiamo a tutte le cose che possono andaremale. La notte non possiamo dormire perché siamo troppo nervosi per il giorno seguente.

Così cosa accade quando arriva il momento della prova? La nostra incapacità di rilassarci ci allontana dal genio creativo del Tao. Non riusciamo ad essere al nostro meglio. Non riusciamo a trasformare tutta quell’energia nervosa in azione efficace; invece, si trasforma in tensionestress. Ci siamo arrampicati troppo in basso lungo la vite e ci siamo avvicinati troppo alla tigre, permettendo così che ci rechi danno.

La tigre in basso inoltre rappresenta la morte. La morte aspetta pazientemente tutti noi nell’avvenire. Sa che prima o poi saremo sue prede. Quando la tigre ruggisce verso di noi, sentiamo il vento gelido della decadenza.

La posizione dell’uomo fra le due tigri rappresenta il presente. Si noti che rimane sospeso a mezz’aria. Nello stesso modo, anche noi viviamo sospesi fra il passato ed il futuro.

Questa cosa che chiamiamo “adesso” o “presente” può essere un concetto piuttosto elusivo. Non appena individuiamo un istante e lo definiamo come “ora”, scivola via e non è più il presente. Un altro istante, ugualmente elusivo, prende il suo posto. Non importa quanto ci proviamo, non saremo mai capaci di fissare il presente.

Il presente inoltre sfugge ad ogni definizione, proprio come il Tao. Anche se possiamo misurare il tempo con grande esattezza, la nostra precisione tecnica ci non aiuta per nulla ad isolare la parte infinitesimale di tempo di zero durata. Anche se abbiamo la tecnologia per costruire un orologio atomico con un margine di errore inferiore ad un decimo di miliardesimo di secondo, tutti gli orologi atomici del mondo non possono fermare lamagia dell’istante presente.

Anche se l’istante attuale è oltre la nostra comprensione, il paradosso dell’esistenza è che il presente è ciò che viviamo. Effettivamente, è tutto quello abbiamo sempre avuto. Non possiamo mai avere il passato o il futuro; uno è andato irreparabilmente e l’altro deve ancora venire. Il presente è qui ed ora ed è nostro completamente e senza riserve. Nessuno può prendercelo e solo noi abbiamo il potere di decidere come usarlo.

La vite rappresenta la vita nel mondo materiale. Proprio come l’uomo si tiene alla vite con entrambe le mani, anche noi ci aggrappiamo caparbiamente alla vita fisica. L’istinto disopravvivenza ci costringe ad aggrapparci alla nostra vita e non la lasceremmo senzalottare.

Aggrapparsi alla vite non è facoltativo. L’uomo, inseguito dalle tigri, non ha altra scelta che aggrapparsi. Allo stesso modo, una volta che veniamo al mondo, non abbiamo altra scelta che vivere le nostre vite da un momento al seguente. Quindi, la vite può inoltre essere vista come il samsara – il ciclo della nascita e della morte.

I due topi rappresentano il passare del tempo. Sono uno nero e uno bianco per la semplice ragione che simbolizzano il giorno e la notte.

I ratti rosicchiano la vite, rendendola sempre più debole. Questo rappresenta come ogni ciclo del giorno e della notte ci porta un po’ più vicino alla morte. Quando la vite si rompe, l’uomo cade verso una fine certa. Nello stesso senso, quando un certo numero di giorni e notti è passato, la vita fisica a cui ci aggrappiamo giungerà alla fine e sarà il tempo per la morte. Non avremo altra scelta che affrontare la tigre.

Come l’uomo prova a mandare via i topi, noi proviamo a ritardare l’invecchiamento e tenere lontane le malattie. Vi sono industrie intere dedicate ai prodotti per mantenerci giovani ed in buona salute o, per lo meno, apparire tali. Pensiamo a tutte le vitamine, i supplementi, i trattamenti, le stazioni termali, le terapie ormonali, i lifting, le liposuzioni, itrapianti di capelli… e così via.

Ma come i topi continuano a ritornare, così il tempo passa e non rallenta per nessuno. Nonostante i nostri sforzi, il nostro tempo in questa vita rimane limitato.

La fragola rappresenta la bellezza, la grazia, l’energia e la vitalità del momento presente. È sempre là, sempre disponibile per coloro che hanno la capacità di vederla esperimentarla.

Per esempio, in questo stesso momento possiamo attivare la nostra consapevolezza e sentire questo miracolo della comunicazione che permette lo scambio fra noi di pensieriidee. Possiamo sentire come sia stupefacente che questo collegamento tra persone sia possibile. C’è una magia e una bellezza meravigliosa che difficilmente possiamo esprimere a parole.

Usciamo e poniamoci in comunione con la natura. Restiamo testimoni silenziosi dell’opera del Tao. Percepiamo la realtà come un’interazione infinita delle forze naturali, operanti intorno a noi così come dentro di noi. Dalla sfera macrocosmica a quella microcosmica, sentiamo come i processi naturali seguono il loro corso, regolati da un principio intrinseco che è al di là della nostra comprensione.

Vi è così tanta bellezzabontà in ogni singolo momento che, se dovessimo sentirla tutta, ne saremmo sopraffati. Parafrasando la nostra storia, potremmo dire che la fragola è piena di un succo squisito.

Cogliere la fragola è afferrare il momento. Così facendo, siamo coscienti del presente, dirigiamola nostra attenzione al flusso che si muove attraverso di noi e scegliamo di immergerci completamente nel fiume dell’eterno presente.

Assaggiare la fragola è assaporare completamente la realtà. Così facendo, cominciamo ad apprezzare il miracolo dell’esistenza e a notare una bellezza che è sempre presente dovunque rivolgiamo lo sguardo. Ciò riempie il nostro cuore di gioia e di gratitudine.

Cogliere ed assaggiare la fragola può essere molto più facile a dirsi che a farsi. Per la gran parte del tempo, la maggioranza di noi ha difficoltà ad entrare in quella condizione di coscienza che ci permette di afferrare la realtà e di assaporare il momento. Ci sono ostacoli che ci bloccano.

Il primo ostacolo, che la maggior parte dei seguaci del Tao ha superato, è la mancanza di consapevolezza. Molta gente vive ogni giorno rimpiangendo il passatopreoccupandosi per il futuro, ignari del tesoro del presente che già possiedono. Tornando alla storia, è come se l’uomo fossi così occupato a guardare su e giù da non notare il delizioso frutto proprio vicino a lui.

Il secondo ostacolo è più difficile e la maggior parte di noi lo incontra di tanto in tanto. Facciamo il caso che l’uomo veda la fragola, ma poiché è troppo spaventato dalle tigri, non ne ha desiderio. Anche se sa bene dov’è la fragola, non è interessato a mangiarla.

Qualcuno che abbia affrontato questo ostacolo può dire “va bene capire le metafore nella storia, ma c’è una grossa differenza nel trasferire questa comprensione nella vita reale. So che il mio obiettivo dovrebbe essere di vivere il presente, ma come faccio esattamente?”

La storia offre un indizio. Quando l’uomo vede la fragola, si tiene alla vite con una mano e prende la fragola con l’altra. Questa azione include due elementi essenziali: lasciare andare e sporgersi.

L’uomo non potrebbe cogliere la fragola se continuasse a tenersi con entrambe le mani. Con entrambe le mani strette alla vite, tutto quello che potrebbe fare sarebbe guardarla. Per ottenere il premio, ha dovuto distendere una mano e staccarla dalla vite.

È esattamente lo stesso con la vita. La vite rappresenta la nostra esistenza fisica. Tenersi troppo strettamente alla vite equivale ad avere attaccamenti troppo forti allepreoccupazioni materiali. Con tali attaccamenti, non possiamo lasciarci andare. Questo è il modo sicuro per impedirci di godere il presente.

Sembra semplice mentre ne parliamo, ma pensiamo alle persone che conosciamo che sono così concentrate sul soldi che non si prendono mai il tempo di godersi la vita. Se le osserviamo, possiamo vedere che non riescono a rilassarsi neppure quando hanno terminato un compito. Per esempio, in vacanza non possono smettere di pensare all’ufficio. Nella metafora della nostra storia, tali persone sono mortalmente attaccate alla vite.

So di un signore la cui fissazione era il mercato azionario. Era un trader che seguiva il mercato minuto per minuto. Quando gli amici comunicavano con lui al telefono, potevano sempre indovinare quando i valori delle sue azioni scorrevano sullo schermo del suo computer, perché le sue risposte diventavano improvvisamente molto più lente, come se fingesse di ascoltare. Questo era chiaramente un caso dove il forte attaccamento alle cose materiali avevano completamente distrutto la capacità di godere delle conversazionicon i vecchi amici – una delle cose migliori della vita.

L’altro elemento, ugualmente importante, è uscire da se stessi, esplorare. La zona disicurezza può essere comoda, ma non offre niente di nuovo. Per ottenere la fragola, dobbiamo avventurarci oltre il familiare, puntare ad un premio che possiamo vedere ma non possiamo afferrare.

Il Tao si manifesta nella vita e la caratteristica della vita è che si sviluppa. La vita esplora continuamente nuovi territori, prende dei rischi e va in posti in cui non è stata prima. Se facciamo lo stesso, scopriremo ben presto che la vita è gioiosa ed emozionante e piena di possibilità. Vedremo che vivere nel presente è sia facile che divertente.

Quindi, la nostra storia insegna che quando abbiamo difficoltà a vivere pienamente econsapevolmente nel presente, dobbiamo soltanto farci alcune domande come:

  • Quali sono i miei attaccamenti? Quali sono le cose che da cui non riesco a staccarmi? Di quali attaccamenti sono disposto a liberarmi, per vivere la mia vita pienamente?
  • Sto imparando qualche cosa di nuovo? Sto conoscendo nuove persone? Sto facendo qualche cosa non ho fatto prima? Che cosa potrei studiare per divertimento? Quali progetti interessanti potrei intraprendere?

Le nostre risposte indicheranno la strada da seguire. Formuliamo di conseguenza il nostro piano d’azione.

Seguendo il nostro piano d’azione per vivere consapevolmente il presente, troveremo sempre più facile smettere di vivere nel passato o di preoccuparci eccessivamente per il futuro. Godendo maggiormente il presente, scopriremo inoltre che i ricordi sgradevoli o persino dolorosi non ci toccano più; le preoccupazioni e i timori sulle incertezze future non ci paralizzano più.

Scopriremo che il presente è letteralmente un presente meraviglioso. È un regalo miracoloso pieno di pace, di soddisfazione, di energia e di entusiasmo. È una scatola piena di fragole squisite.

Cominceremo a renderci conto che l’unico requisito per meritarci un tal regalo è accettarlo e goderlo. Saremo stupiti che vi sono persone che non ne approfittano. Alcuni neppure comprendono che hanno questa possibilità. Non lo riconoscono come loro diritto di nascita, né ne capiscono il valore inestimabile.

Raccogliamo i nostri pensieri nuovamente dentro di noi. È tempo di dischiudere il nostro presente.

Di Derek Lin.

Traduzione: Alessandro Zampagna.

Fonte: http://www.taoism.net

Il risveglio

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Essere nel Presente racconta di una ricerca interiore guidata dall’aspirazione profonda verso un cambiamento di consapevolezza.

È indirizzato a coloro che, pur seguendo percorsi spirituali o religioni diverse, condividono il fatto che la vita è un cammino di risveglio; a coloro che sono pronti a portare la quiete nella vita di tutti i giorni e a permettere così che il passato non abbia più nessun potere sul Presente.

Questo libro non si basa su alcun credo religioso, non propone una filosofia, non offre tecniche psicofisiche per il miglioramento della vita, fa invece riferimento a quel risveglio umano che si è manifestato in ogni tempo, che appartiene a tutte le culture e che ispira l’insegnamento di molti maestri spirituali contemporanei.

Quell’insegnamento che è stato di Gesù e del Buddha, che troviamo nel Tao Te Ching e nei sutra della Bhagavad Gita. Nel libro l’autrice fa riferimento all’esperienza degli insegnamenti di Eckhart Tolle e ai dieci anni di cammino spirituale passati accanto a lui.

Anche tu sei nato ricco!

Da Sei Nato Ricco di Bob Proctor, una introduzione ai capitoli del libro con i primi suggerimenti per capire come avere successo ed ottenere ricchezza e prosperità.

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Tutti gli esseri umani sono “nati ricchi”: solo che la maggior parte al momento si trova a corto di soldi!

Questo libro è stato scritto con l’intenzione di colmare la distanza tra la vostra posizione attuale e quella in cui vorreste trovarvi. Passo dopo passo, capitolo dopo capitolo, vi aiuterà a mettere insieme i pezzi di quel puzzle che spesso chiamiamo “vita”, cosicché potrete capire come avere successo, creare un’immagine di ricchezza nella vostra mente e procedere alla sua concretizzazione nella realtà. Infatti, la vita è molto simile al cubo di Rubik, perché abbiamo tutti i quadratini e i colori giusti, eppure metterli al loro posto è un processo frustante e infinito; invariabilmente, almeno un pezzo o due rimangono isolati.

Man mano che proseguirete nella lettura, vi renderete conto che non vi sto dicendo niente che non sappiate già. Mi limito solamente a esprimere le idee in modo chiaro e coerente, così da permettervi di ottenere i risultati che desiderate sin dal momento in cui avete cominciato a fare uso del pensiero. Ogni giorno, in tutto il mondo, milioni di “sognatori” acquistano biglietti della lotteria, sperando che qualcuno estragga il loro numero e che una fortuna piova loro tra le mani. Queste persone si rifiutano capire che la vera gioia nella vita non deriva dal denaro servito su un piatto d’argento, bensì dall’impegno e dal lavoro per guadagnarlo con le proprie forze.

Inoltre, se conosceste la verità, vi rendereste conto di possedere già le capacità di ottenere le cose che per il momento osate solo sognare.

Lasciate che questo libro si riveli la vostra lampada di Aladino; siete già in possesso di quello che cercate. Questo è un piano molto semplice che vi porterà dalla posizione in cui siete a quella in cui volete essere. A dire il vero, è facile solo in apparenza: non lasciatevi ingannare dalla sua apparente semplicità, perché ogni capitolo contiene un’idea che si dimostrerà di enorme valore.

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Tali idee sono estremamente efficaci: nell’ultimo quarto di secolo le ho messe alla prova una per una e ho osservato i partecipanti dei miei seminari fare altrettanto. Posso quindi dirvi, per esperienza sia diretta che indiretta, che in moltissimi casi i risultati sono stati straordinari.

Per esempio, persone con risorse appena sufficienti per provvedere ai bisogni elementari hanno acquisito una grande agiatezza; altri che avevano problemi urgenti che li rendevano infelici o li deprimevano si sono trasformati in individui sereni ed equilibrati.

Ora anche voi avete l’opportunità di mettere alla prova tali idee nella vostra vita. Qual è l’oggetto del vostro desiderio? Sappiate che potete averlo – potete avere qualsiasi cosa desideriate – a patto che comprendiate appieno e applichiate tutte le idee che andrò esponendovi. La sola memorizzazione o lettura non vi porterà al successo: solo la comprensione e l’applicazione del pensiero corretto hanno importanza.

Quindi, indipendentemente da quanto gli altri o io possiamo dirvi, spetta a voi metterle alla prova nella vostra vita. Avrei potuto riempire questo testo di dati scientifici, mostrandovi, nero su bianco, studi esaurienti che documentano la validità di queste idee. Tuttavia, al di là della soddisfazione della parte analitica della mente, quelle informazioni vi sarebbero di ben poca utilità pratica.

Sebbene nelle pagine di questo libro io faccia uso di molti esempi di individui o famiglie che hanno sperimentato queste idee traendone vantaggi e le spieghi, ho omesso di proposito qualsiasi ricerca scientifica, perché ho scoperto che sono di scarsa utilità da un punto di vista pratico e orientato ai risultati. Non farebbero altro che rallentarvi o magari confondervi le idee.

Questo libro è stato strutturato in modo da delineare un vero e proprio corso mentale che dovete seguire per raggiungere i vostri obiettivi, quali che siano. Potete viaggiare da un capitolo all’altro, e quello successivo vi porterà verso una consapevolezza sempre maggiore di voi stessi – del vero io – e delle vostre reali capacità.

Dovete tuttavia tenere sempre presente un fatto: le ricompense che riceverete in questa vita, materiali o psichiche, vi arriveranno non in virtù delle potenzialità, ma dalla loro applicazione. Ora seguitemi in una piccola anteprima del viaggio che state per intraprendere. Nel primo capitolo, “Io e il denaro” inizieremo col dare una definizione di quella materia sfuggente che è il denaro.

Inizieremo a rapportarci al denaro in modo corretto e svilupperemo una comprensione del motivo per cui tutti i grandi personaggi hanno inciso a lettere di fuoco nelle loro menti un principio fondamentale: “ama le persone e usa il denaro”. Scopriremo inoltre cosa succede se si invertono i termini dell’equazione. Questo capitolo vi aiuterà a comprendere che non c’è nessun peccato nella ricchezza, ma che anzi, diventare ricchi è un vostro dovere.

Il secondo capitolo, “Quanto è abbastanza?”, vi aiuterà a fare un inventario preciso dei pensieri e a fare il punto della vostra situazione economica reale. Imparerete a decidere a quanto equivale “abbastanza” per voi; scoprirete che è vostro diritto avere il denaro che vi serve per procuravi le cose che desiderate e per vivere nel modo in cui preferite.

Una volta presa tale decisione, sarete pronti per addentrarvi nel terzo capitolo, “La creazione delle immagini”. Diverrete consapevoli del fatto che l’intera esistenza è governata da immagini; ne consegue che dovete possedere una consapevolezza acuta delle immagini che costruite nella vostra mente e della necessità di creare le idee che produrranno i risultati che vi faranno procedere in avanti e in alto, verso la meta desiderata. Capirete che in realtà siete co-creatori: assicuratevi però di rivedere il concetto di responsabilità all’interno di tale ruolo.

Il quarto capitolo, “Lasciate che accada e affidatevi a Dio”, vi aiuterà a sviluppare una forte fede basata su una comprensione profonda. Vi aiuterà a liberare, senza fatica, la vostra immagine, passandola al potere interiore, in modo che questo possa mettersi all’opera e materializzare i risultati concreti, ossia la copia esatta dell’immagine mentale.

Il capitolo successivo, “Aspettatevi l’abbondanza”, si rileverà un’esperienza che vi aprirà la mente. La parola “aspettativa” acquisirà un significato del tutto nuovo e assisterete al potere meraviglioso invocato da questa mentalità.

Il capitolo “La legge della vibrazione e dell’attrazione” chiarisce numerosi punti interrogativi in sospeso da anni nelle vostre menti. Diventerà quindi evidente perché alcuni attirano proprio ciò che non vogliono, mentre, altri, al contrario, attirano esattamente l’oggetto del desiderio. Imparerete a calamitare quello che volete.

Il capitolo “L’assunzione dei rischi” mette bene in chiaro che, se si è troppo prudenti, non si ottiene nulla. Per prima cosa dovete esporvi e solo allora potrete muovervi nella direzione che avete scelto. Nella maggior parte dei casi i veri vincenti sono solamente il due o il tre percento più efficiente dei perdenti: il capitolo “Il filo del rasoio” illustra nei dettagli questo principio. Capirete ben presto che potrete essere efficienti come tutti quelli di cui avete letto o sentito parlare. I sentimenti di inferiorità, come i dubbi che nutrite sulle vostre capacità, perderanno il loro fondamento e rimarranno indietro, mente voi vi avvicinerete alla vostra meta.

Mente vi avvicinate all’ultima curva sulla strada verso la soddisfazione, sarete avvertiti di non guardare indietro. Il capitolo “Non pensate all’indietro” chiarirà velocemente i motivi per cui alcuni continuano a ottenere sempre i medesimi risultati, anno dopo anno, illustrando una delle regole più basilari, eppure tra le più importanti, che governano il successo.

In dirittura d’arrivo, “La legge del vuoto prima della ricchezza” ci mostra come aprire tutte le porte che ci permetteranno di far entrare da tutti i lati il bene che desideriamo. Non solo si tratta di una legge gratificante, ma è anche piacevole da apprendere. Vi aiuterà a raccogliere le idee per completare il vostro quadro e arrivare alla destinazione prevista in tempo e in modo sicuro.

Prima di iniziare la lettura, permettetemi di ricordarvi nuovamente che la lettura e la memorizzazione non lo “faranno accadere”; solo la comprensione e l’applicazione delle idee giuste produrranno i risultati desiderati. Pensate bene ad ogni idea; sono molto semplici e veloci da capire, ma il punto è che dovete agire di conseguenza. Tenete questo libro con voi. Rileggetelo e inizierete a vedere le prove di tutte le spiegazioni nel mondo materiale.

L’intero libro è stato redatto con la sincera speranza che vi godiate ogni fase del vostro viaggio verso un modo di vivere completamente nuovo.

Bob Proctor

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La motivazione

motivazione

Cos’è la motivazione?

Esistono due tipologie di lavoratori: alla prima appartengono quegli individui che nello svolgere le proprie mansioni si applicano il minimo indispensabile: arrivano in ufficio tardi, non rispettano le scadenze o quando portano a termine un incarico lo fanno preoccupandosi poco della loro performance cercando invece di tirare avanti con il minimo sforzo; escono poi dall’ufficio il prima possibile, senza mai soffermarsi un minuto in più al di fuori dell’orario di lavoro.

Alla seconda tipologia appartengono invece quegli individui che, in qualunque progetto si applichino, danno sempre il massimo: costoro arrivano puntuali, lavorano sodo spesso soffermandosi in ufficio oltre l’orario di lavoro e accolgono con il sorriso i nuovi incarichi anziché lamentarsene. Essendo ambiziosi, sono mossi da una sincera spinta a fare sempre del loro meglio.

Cos’è dunque che rende tanto diverse queste due tipologie di lavoratori?

La risposta è LA MOTIVAZIONE

Con essa si intende l’insieme degli scopi che spingono un individuo ad agire e a mettere in atto un comportamento in direzione degli obiettivi da raggiungere.

Essere motivati significa essenzialmente svegliarsi ogni mattina con il sorriso, felici di iniziare una nuova giornata lavorativa; significa non sentirsi mai arrivati e stanchi, ma essere sempre alla ricerca di nuovi traguardi allo scopo di migliorare continuamente. In questo caso il lavoro non è considerato solo una fonte di guadagno, ma risponde anche al bisogno di autorealizzazione, in quanto permette una crescita non solo sul piano professionale ma anche su quello personale.

La motivazione è dunque un fattore soggettivo: ognuno di noi è motivato da fattori differenti.

Perché infatti lavoriamo? Cos’è che ci spinge a saltare fuori dal letto tutte le mattine, a ingoiare in fretta la colazione, a lottare con il traffico dell’ora di punta, quando sarebbe molto più comodo passare la giornata in casa a riposarci e fare quello che ci piace?

La risposta che viene automatica è: “per campare”, ma è una risposta riduttiva. E’ vero, lavoriamo per mangiare, per comprarci i vestiti, per pagare l’affitto di casa o il mutuo, ma la sopravvivenza è solo una delle ragioni per cui facciamo tanta fatica.

In realtà, lavoriamo per soddisfare molti bisogni diversi, non solo materiali, ma anche psicologici ed emotivi, e più esigenze riusciamo a soddisfare con il nostro lavoro, più siamo motivati a svolgerlo con impegno.

La motivazione è strettamente legata alla passione, intesa come un intenso coinvolgimento e desiderio per una determinata attività: l’uomo infatti da sempre si muove per raggiungere gli obiettivi che più gli stanno a cuore.

Diverse possono essere le motivazioni che spingono un individuo ad appassionarsi al proprio lavoro, analizziamo le più diffuse:

* La ricerca di una certa specializzazione: alcuni individui sono assetati di conoscenza riguardo ad uno specifico ambito professionale; per costoro essere un “esperto in materia” offre l’opportunità di essere ricercati e di dispensare consigli; la condivisione pertanto con altri delle proprie conoscenze è determinante per la propria soddisfazione personale.

* Insegnare agli altri: questi individui amano trovarsi di fronte ad un gruppo, piccolo o grande che sia, come nel caso ad esempio di chi svolge il ruolo del formatore in aula; costoro si sentono realizzati nel trasferire ad altri le proprie conoscenze, affascinati dal fatto di trovarsi al centro di un palcoscenico; per altri invece, come gli impiegati di lunga data, può essere fonte di soddisfazione personale il fatto di trovarsi ad insegnare ai nuovi arrivati.

* Esprimere la propria creatività: avere la possibilità di esprimere la propria creatività è un altro fattore che aumenta la passione di chi lavora. Essa può essere espressa in modi differenti, esprimendo ad esempio le proprie idee o attraverso la realizzazione di nuovi prodotti o di strategie utili alla propria organizzazione.

* Risolvere i problemi: Alcune persone hanno la capacità di gestire problemi di difficile soluzione e si sentono realizzati nello svolgere quelle mansioni che consentono loro di applicare tale abilità. E’ questa ad esempio una caratteristica di chi svolge professioni nell’ambito tecnico: questi individui sono capaci di lavorare per ore e ore finchè non hanno trovato la giusta soluzione ad un problema, in quanto il desiderio di risolverlo è una passione che trascende l’attività in sè.

* Aiutare gli altri: chi ama aiutare gli altri ha invece un altro tipo di passione: per queste persone la gratificazione che deriva dall’apporto di aiuto è già di per sé un riconoscimento e l’essere ringraziati non fa altro che dare maggiore energia a questa passione. Si possono vedere impiegati dedicarsi completamente al proprio lavoro perché, facendo questo, altri ne trarranno vantaggio.

* Assumere dei rischi: alcune persone sentono la necessità di assumersi dei rischi per alimentare la propria propensione al lavoro; spesso operano in settori quali la borsa piuttosto che l’ambito speculativo, dove la riuscita come il fallimento sono possibili soluzioni; essi si sentono in grado di muoversi laddove altri ne sarebbero intimoriti.

Per concludere:

Si può dunque definire la motivazione al lavoro un bilancio tra gli aspetti positivi e gli aspetti negativi della propria professione.

Poiché ognuno di noi è motivato da fattori differenti, è importante non stancarsi mai di ricercare e di costruirsi l’attività lavorativa che nel complesso risulti più stimolante e ci consenta di esprimere al meglio le proprie potenzialità e i propri talenti.

Ogni tipo di lavoro può essere il più bello o più brutto del mondo, dipende sempre da come ci poniamo e da che cosa ricerchiamo realisticamente in una professione.

Il tempo che dedichiamo all’attività lavorativa rappresenta una parte troppo grande della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o della fine della giornata.

Se il bilancio del nostro lavoro non ci piace, costruiamoci un progetto per modificare le cose che non vanno o se è una lotta senza speranza, pianifichiamo e attuiamo la ricerca di una nuova società o cambiamo completamente tipologia di lavoro.

di Chiara Svegliado

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