Carlo alla scuola per Draghi

“9 aprile 1821. Silenzio.
Aria da fine del mondo. Il cielo è immobile. Nebbia.
Qualcuno sta nascendo in cima a una montagna, dentro un nido di sassi.
Eccolo! E’ nato! Lo chiamano…Carlo!”

Carlo e’ un drago meraviglioso. Nato sulla cima di una montagna altissima e coccolato da mamma e papa’ fin dal primo giorno. Ha solo un piccolo problema, ha dei piedi grandissimi e delle ali enormi. E’ diverso dagli altri draghi. Quando arriva il momento di cominciare la scuola, tutti imparano a volare e a sputare fuoco per incendiare i libri. Lui i libri li vuole leggere e sui fogli bianchi vuole scrivere poesie!
I compagni lo prendono in giro, la maestra non lo capisce e Carlo si sente solo e inadatto a questo mondo difficile e crudele.


Lui non riesce a volare, il suo corpo sembra essere molto sproporzionato. Ma lui non demorde e l’aiuto di una piccola mosca sarà la chiave di svolta per Carlo.

Una piccola mosca, ma la prima vera amica della sua vita, che lo incoraggia e lo sprona a sfruttare le proprie possibilità, a valorizzare le sue doti.

Ed ecco che finalmente Carlo spiega le sue magnifiche e immense ali dorate e vola. Nel frattempo la maestra e i compagnetti stanno festeggiando la fine della scuola, ma all’improvviso il cielo di mezzogiorno diventa buio: è Carlo che vola in alto mentre declama versi di rivincita e le sue ali sono così ampie da oscurare persino il sole.
Carlo vola e oscura il sole, e sorprende tutti!
Tutti acclamano Carlo, ne ammirano finalmente quelle caratteristiche fisiche che prima trovavano buffe.
Il cielo si riempie di bellissimi fuochi d’artificio. Carlo ha finalmente trovato se stesso… mentre si allontana alla ricerca di nuove avventure.

Carlo alla scuola per draghi di Alex Cousseau e Philippe-Nenri Turin edito da Giunti è una bellissima storia con illustrazioni a dir poco fantastiche, che ci parla di diversità, di solitudine, di coraggio, di avventura!


Il libro è realizzato in un maxi formato, quasi a misura di drago 😉 è bellissimo, le illustrazioni geniali, grandi e colorate. Un bambino non puo’ che lasciarci trascinare dalla storia e vivere la sua avventura insieme a Carlo. I colori sono forti e attraggono i piccolo lettori.


Ci sono momenti di sconforto e tutti abbiamo bisogno di un’iniezione di fiducia ogni tanto.


Gli amici, i fratelli, le mamme e i papà sono tante moschine che possono aiutarci e incoraggiarci a spiccare il volo.
Un libro che non può assolutamente mancare nella libreria di un drago!
E’ perfetto per draghi a partire direi dai 4 anni ma se ami le illustrazioni questo libro non ha età!
E poi…tutti a trovare la mosca!…e ricordiamoci che anche i piccoli possono insegnare qualcosa ai grandi… perchè anche noi grandi dobbiamo sempre stare attenti alle piccole lezioni che i piccoli vogliono e possono darci!

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Fiocchi di Neve – Helena Kraljic

Nevica! Nevica!
Eva osservava incantata i fiocchi
che cadevano dal cielo:

“Sono tutti diversi.
E ognuno di loro è così speciale!”

A scuola Eva e i suoi compagni di classe guardano fuori dalla finestra e si accorgono che sta iniziando a nevicare così corrono alla finestra entusiasti per osservare i fiocchi che scendono dal cielo come per magia.
Le lezioni riprendono ed Eva, come prima guardava incantata i fiocchi di neve ora guarda incantata i suoi compagni e si rende conto che i suoi compagni sanno fare delle cose molto meglio di lei:

“come sarebbe bello saper disegnare come Sandra,
che meraviglia saper cantare come Anna,
sarebbe magnifico essere coraggiosa come Zoe
o essere brava in matematica come Nico…”.

Ogni bambino è diverso e proprio per questo c’è chi è bravissimo a disegnare, chi a cantare, chi corre rapidissimo e chi risolve i problemi di matematica alla velocità della luce. La piccola Eva sente un po’ di invidia nei loro confronti e vorrebbe tanto essere come loro..fino a quando una sua amica le fa un bellissimo complimento e allora si rende conto che le persone sono come i fiocchi di neve

“tutti così diversi
e ognuno così speciale”.

Fiocchi di Neve di Helena Kraljic è un racconto molto dolce ed evocativo edito da Picarona e con illustrazioni stupende di Maja Lubi. Il racconto fa riflettere i lettori su svariati argomenti validi sia in ambito infantile che adulto: spesso tendiamo a buttarci giù, a notare la bravura degli altri, sentirci inadeguati, senza alcuna capacità o peculiarità.


Dovremmo (in primis noi adulti) avere maggior stima di noi stessi: è corretto apprezzare e ammirare le caratteristiche altrui ma rimane fondamentale avere altrettanta fiducia nelle nostre possibilità.
Dobbiamo amarci, ed insegnare ai bambini ad amarsi per quello che sono, impegnandosi a migliorare ogni giorno di più

Una storia piena di magia e simpatia in cui vediamo il valore dell’essere diversi e dell’amicizia.
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Ecco come Funziona il corpo Umano – Nicola Edwards

Perché nell’acqua le mani e i piedi raggrinziscono?
Perché quando abbiamo freddo ci vengono i brividi?
Come si formano croste e cicatrici?
Qual è il muscolo più forte? Che cosa ci fa produrre rutti e puzzette?
Come funziona la memoria?
Quanta pipì può contenere la vescica?
Perché i lividi cambiano colore?

Per i bambini arriva sempre il momento di queste domande “ordinarie”, e trovare risposte non banali ma sufficientemente semplici è complicato.
Ghiandole salivari, apparato tegumentario, muscolo striato, aorta, articolazioni mobili, intestino tenue o crasso, bronchi, bronchioli, vene, apparato digerente, sistema nervoso, cellule, apparato circolatorio, DNA, tessuti, cornea, sistema immunitario e molto altro ancora.
Le domande dei bambini su come lavora ogni parte del nostro corpo trovano risposta nell’imperdibile libro di Nicola Edwards, Ecco come funziona il CORPO UMANO.

Ci sono molti libri, giochi e attività creative che possiamo utilizzare per spiegare il corpo umano ai bambini. L’argomento è sempre molto interessante e può essere affrontato in modo creativo, senza rinunciare ai termini specifici e all’approccio scientifico.
La casa editrice Editoriale Scienza per la sua collana “A tutta scienza“, ha pubblicato Ecco come Funziona il corpo Umano di Nicola Edwards, uno di quei libri che si ha voglia di sfogliare già solo guardandone la copertina, rigida e dalle dimensioni importanti, ricca di disegni colorati che spiccano per la loro chiarezza sul fondo nero.


Aperto il volume ci si trova subito di fronte ad una piacevolissima sorpresa: il retro della copertina infatti è composto da una pagina apribile che svela un vero e proprio “libro nel libro”: un libricino, infatti, presenta il corpo umano in maniera sintetica con delle mappe del corpo umano.
Apparato tegumentario, sistema muscolare, sistema scheletrico, apparato digerente, apparato respiratorio, apparato circolatorio, sistema nervoso e apparato urinario compaiono nell’indice delle mappe con accanto il rimando alle pagine dell’albo dove questi argomenti saranno trattati, mentre in ogni mappa è presente una scheda con l’elenco delle parti del corpo presenti in quel determinato sistema o apparato.

Ogni mappa ha il colore delle pagine del libro a cui fa riferimento, una guida per facilitare la lettura senza però obbligarla in alcun modo.
Insomma sicuramente oltre alle informazioni e nozioni le protagoniste sono anche le immagini disegnate dai bravissimi illustratori George Ermos e Jem Maybank, che centrano in pieno l’obiettivo di spiegare senza troppi giri di parole com’è fatto il corpo umano.
Perchè è anche guardando le immagini che i bambini potranno intuire molto con un colpo d’occhio.
Per esempio come sono fatte le ossa: invece di dover leggere che sono composte da cartilagini, osso spugnoso, fisi, midollo, periostio e osso compatto, basterà guardare con attenzione l’immagine. Lo stesso vale per i vari apparati (digerente, respiratorio, circolatorio, genitale, eccetera).

Il libro è composto da 40 pagine di una bella carta spessa e non patinata, si può idealmente suddividere in tre parti: un’introduzione che conduce i lettori all’interno del corpo umano e lo avvicina ai concetti di sistema ed apparato; l’approfondimento degli undici apparati e sistemi che compongono l’uomo; un’ultima sezione imperniata sul DNA che spiega perché siamo fatti proprio in un determinato modo e accenna anche a concetti come l’ereditarietà. A chiusura del volume vi è poi un utile glossario che permette di ritrovare con immediatezza il significato delle parole chiave incontrate nelle diverse pagine.

Molto interessante è l’approccio scelto per veicolare le informazioni, che si caratterizza per un mix di spiegazioni e curiosità com’è tipico delle pubblicazioni firmate da Editoriale Scienza.


Infatti, per ogni argomento trattato, è presente un bollino “Lo sapevi?” in cui si svela una particolare curiosità legata al tema o alla parte del corpo trattata. L’approfondimento più didattico è naturalmente immancabile e si realizza attraverso l’unione di informazioni più generali descritte direttamente dal testo piuttosto che dalle illustrazioni.

Questo libro piace molto ai ragazzi (direi almeno frequentanti la scuola primaria o dai 7/8 anni, poi ovviamente dipende dalle passioni e dagli interessi di ogni bambino 😉 specie se avete bambini curiosi che vi fanno domande a cui non sapete rispondere!)
Piace perchè contiene dei “fumetti” di approfondimento che rispondono ad un sacco di curiosità.
Contiene informazioni curiose che raramente si trovano nei libri di questo genere, come scoprire che lo starnuto più veloce ha raggiunto i 165 km all’ora.
Sicuramente è un testo di qualità che da modo di approfondire alcuni argomenti che si affrontano a scuola in modo più divertente e quindi facilitando l’apprendimento.

Buona scoperta del Corpo Umano!
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Mi disegni un piccolo principe? – Babalibri

Come avrete perceptito dal titolo, questo è un piccolo, ma grande libro perchè porta con sè un messaggio molto bello e profondo, proprio come nel storico e famosissimo libro Il Piccolo Principe.
L’albo di Van Zeveren non si pone solo come un delicato spunto di riflessione per genitori e figli, ma anche come uno spensierato racconto per tutti quei bambini che si sono sempre vergognati di non saper fare qualcosa nello stesso modo in cui la sapevano fare gli altri e a cui nessuno ha mai rivelato una strada alternativa per poter essere ed esprimere se stessi.

“Mi disegni, per favore, una pecora?”
Queste sono le prime parole con cui il Piccolo Principe si presenta, dal 1943 alle orecchie e agli occhi dei suoi numerosissimi lettori di tutte le età.

“Mi disegni un piccolo principe?”
Questo invece è il titolo di un libro illustrato per bambini, che trovo fantastico, di Michel Van Zeveren edito da Babalibri, dove una dolce pecorella, chiamata Piccola Pecora, chiede a sua madre di disegnare il famoso viaggiatore interstellare dai capelli biondi. Per chiunque sia cresciuto con il celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, il titolo dell’albo rimanda immediatamente alla prima domanda avvenuta tra il protagonista del racconto e il narratore.

Michel Van Zeveren, il creatore e l’autore di questa stupenda storia, la quale è evidente che si propone come una giocosa prospettiva rovesciata, riprende un aneddoto particolarmente educativo presente all’interno del libro francese.
Infatti l’interlocutore del Piccolo Principe, avrà bisogno di diversi tentativi prima di esaudire finalmente la richiesta della personcina di fronte a lui, giungendo alla soluzione attraverso un gesto del tutto inusuale. Dopo una lunga serie di pecorelle inadeguate, il narratore disegnerà una scatola con tre buchi all’interno della quale sarà nascosta la pecora.
Questa scelta decisamente alternativa, è il riferimento dell’illustratore belga e del suo libro “Mi disegni un piccolo principe?”.

Ma torniamo a Piccola Pecora.

La storia comincia nella classe di Piccola Pecora dove c’è una pecora, Pecorella, che disegna benissimo. I compagni di classe accorrono al tavolo per ammirare il suo bellissimo disegno del piccolo principe; quando tutti tornano al proprio posto, Piccola Pecora chiede all’amica di disegnarle un piccolo principe ma sentendo la richiesta le altre pecore della classe accorrono con la stessa richiesta e così Pecorella, che non ha voglia di disegnare tanti piccoli principi, invita a disegnarselo da sole.

Il problema è che Piccola Pecora non sa disegnare così, una volta tornata a casa, chiede aiuto alla mamma, ma neanche lei è un granché con matite e colori, anzi ricorda ancora le risate degli allora compagni di classe davanti ai suoi lavori.

E se la chiave non dovesse essere quella di imitare, ma inventare?
Questo è in ogni caso il bel messaggio di questo nuovo album divertente, intelligente e benevolo.

La madre però può fare molto di più che un disegno, insegnando alla figlia a pensare al di là del “gregge”: per prima cosa, perché disegnare un piccolo principe?
Si può disegnare qualcos’altro, magari qualcosa che nessuno vede.

Il giorno dopo, in classe i compagni sono entusiasti dall’idea della mamma e dalla sua opera, si mettono tutti al lavoro ma Piccola Pecora è in difficoltà anche con quello che nessuno vede… e se disegnasse invece ciò che ha nella testa, che cosa ne verrebbe fuori?

Scritto e illustrato da Michel Van Zeveren, l’autore belga ci regala (in questo caso è proprio il caso di parlare di dono) un libro che mette di buonumore e fa riflettere.
Un libro che penso già come un piccolo classico per i più piccoli, come nella migliore tradizione Babalibri.

La nostra protagonista è vittima di un dramma che ha e sempre accompagna molti bambini, durante gli anni della scuola primaria e dell’infanzia: non riesce a disegnare.
Agli adulti, forse, tutto ciò potrà sembrare cosa da poco, ma avvertire la pratica del disegno come un obbligo e un motivo per non sentirsi inferiori, esclusi, non solo è una sensazione molto meno rara di quanto si creda, ma anche potenzialmente pericolosa per l’autostima dei nostri bambini.

Piccola Pecora ha, però, un adulto che la consiglia: sua madre. Anche lei non è mai stata una gran disegnatrice, tuttavia trova per la sua dolce figlioletta la giusta soluzione.
Una soluzione brillante con un finale inatteso, perché è proprio quello che serve a piccola pecora per sbloccare il suo estro artistico.

C’è molta dolcezza anche nelle illustrazioni che sanno essere allo stesso tempo raffinate, ingenue, perfettamente adattate ad un giovane pubblico e sopratutto ci comunicano le emozioni in modo molto evidente.
Infatti con il suo carattere semplice e dinamico questi piccoli personaggi sono meravigliosamente espressivi e diretti verso il piccolo e grande lettore.
Ancora una volta, ci piace questa storia a diversi livelli di lettura, che sa offrire un cenno divertente al famoso romanzo di Saint-Exupéry così come una vera ode alla fiducia in se stessi.

La fiducia in se stessi e nella creatività sono temi diffusi e in questa bella storia che salva la suspense fino alla fine nel rivelare l’opera di Petit Mouton solo nell’ultima pagina. E che disegno !!!! Indubbiamente il più bello, perché fatto con il cuore.
Un album pieno di umorismo e malizia che incoraggia i bambini a lasciare che sia la loro immaginazione a parlare senza colmare e assumere una visione di cose a volte diverse da quelle degli altri.
Un libro per ricominciare a credere in se stessi e nella propria immaginazione.

Buona lettura

Puoi acquistare il libro qui:

Mi disegni un piccolo principe?

Michel Van Zeveren

Come migliorare il rapporto con i bambini

LA COMUNICAZIONE ADULTO BAMBINO.
Come migliorare il rapporto con i bambini

Domenica 24 Ottobre 2010 – Grand Hotel Rimini
Dalle 10,00 alle 17,00

“I bambini incominciano amando i loro genitori,
poi li giudicano e a volte finiscono per perdonarli”.

Oscar Wilde

Cosa dovrei fare quando mio figlio fa i capricci?
Come dovrei comportarmi quando mia figlia non mi ascolta?
Qual è il modo migliore di punire un brutto comportamento?
Come si educa un bambino al rispetto delle regole sociali?
Come posso aiutare mio figlio con la scuola?
Cosa devo fare per aiutarlo ad avere stima in se stesso?

Una giornata dinamica e intensa durante la quale Maria Rita Parsi e Claudio Belotti risponderanno alle domande tipiche di chi vuole comunicare meglio con i bambini. Sarà un occasione unica per genitori, insegnanti ed educatori per scoprire segreti, intuizioni, metodi, tecniche e sistemi che rendono la comunicazione con il bambino efficace.

Psicologa, Psicoterapeuta, Esperta d’infanzia, Scrittrice, svolge da anni un’intensa attività di formazione presso università e istituti specializzati. Collabora con molti quotidiani e partecipa a numerose trasmissioni televisive in qualità di esperta di psicologia infantile. Dal 2002 è consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia.
E’ uno dei pionieri del Coaching in Italia. E’ l’unico italiano dei quattro “Senior Trainer” al mondo scelti personalmente da Anthony Robbins. E’ Master Trainer in PNL certificato da Richard Bandler, il massimo livello di specializzazione riservato a una decina di persone nel mondo. Ha una vasta esperienza internazionale, negli ultimi 18 anni ha lavorato come Coach e Trainer con migliaia di persone in 4 continenti.


L’EVENTO SERVIRA’ A RACCOGLIERE FONDI A FAVORE DELL’ASSOCIAZIONE SOGNI

Maggiori dettagli sull’Evento
LA COMUNICAZIONE ADULTO BAMBINO >> QUI

Il tuo critico interiore

critico-interiore

Il critico interiore è una parte della nostra personalità che si forma, come le altre parti primarie, quando siamo molto piccoli e quindi echeggia i giudizi dei nostri familiari e genitori (in seguito, in età scolare, quelli della chiesa e della scuola).

Non sei capace. Non ce la puoi fare. Ancora non ti è riuscito. Lui è migliore di te. Lui è più preparato, è più colto, più intelligente, bravo, bello. Sei un bluff, speriamo che nessuno se ne accorga. Meglio che non ti metti in mostra, potrebbero vederti per ciò che veramente sei….

Queste sono le frasi favorite del “critico interiore“.

Ripensiamo alla nostra infanzia: i nostri genitori ci insegnavano ad essere buoni, ad avere atteggiamenti considerati giusti, a comportarci in modo adeguato. Tutto questo doveva servire a renderci migliori e di conseguenza, ad avere successo nel mondo, nella vita, nella società.

I nostri genitori hanno fatto del loro meglio per vedere cosa ci fosse di ” sbagliato” in noi e hanno fatto del loro meglio per ” aggiustarlo”. Sentivano il bisogno di renderci una persona migliore e giusta (qualunque cosa questo significasse per loro ) in modo da sentirsi bene. Questo rifletteva la loro insicurezza e la loro paura di fallire come genitori. Indipendentemente dalle loro motivazioni, il messaggio che ne scaturiva e che noi abbiamo integrato è: ” C’è qualcosa di sbagliato in te”.

Per proteggerci dalla pena e dalla vergogna di essere sempre valutati “meno di….” o confrontati con gli altri, si è formata dentro di noi una sub-personalità separata, che ci critica prima che i nostri genitori o gli altri possano farlo. La sua funzione primaria è risparmiarci vergogna e dolore.

Questa parte di noi è così terrorizzata che noi possiamo essere visti dagli altri nella nostra inadeguatezza, e possiamo essere criticati e feriti, che lo fa per prima. E’ sempre all’erta, è sempre ansiosa, e poichè riflette le ansie dei nostri genitori, è probabile che noi la avvertiamo dentro come una voce o un pensiero assillante, ma molto, molto familiare.

Mai più contro noi stessi!

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Il Critico Interiore rappresenta una guida unica e preziosa alla scoperta e alla trasformazione di noi stessi.

Ogni volta che sentiamo una voce interiore che critica ciò che siamo, il modo in cui agiamo, quello che diciamo e perfino ciò che pensiamo, stiamo ascoltando il nostro Critico, uno degli aspetti che compongono il meraviglioso caleidoscopio della nostra personalità.

Spesso questa voce risuona particolarmente distruttiva e come uno specchio deformante ci impedisce di considerare con lucidità il nostro corpo, la nostra psiche e i nostri comportamenti.

Come un genitore ansioso che crede di sapere ciò che è meglio per noi, il Critico Interiore ci tiene lontani da comportamenti e situazioni che potrebbero danneggiarci ma al tempo stesso limita la nostra capacità di rischiare e creare.

Spesso un’azione eccessiva del Critico dà origine alle nostre crisi di autostima, al nostro continuo confronto con gli altri e alla nostra paura dell’insuccesso.

Come impedire al Critico interiore di nuocerci
e come fare per trasformarlo in una vera risorsa per il nostro benessere?

Attraverso semplici ragionamenti, esempi immediati ed esercizi pratici, i coniugi Stone mostrano al lettore come recuperare dal proprio Critico Interiore le preziose facoltà che è in grado di offrirci: la capacità di valutare serenamente le nostre qualità e i nostri limiti e quella di giudicare con lucidità ed equilibrio persone e situazioni.

Una lettura che ci regalerà la fiducia in noi stessi
e la gratificante scoperta
di quanto possiamo stare bene con noi e con gli altri.

Pensiero positivo, pensiero creativo

pensiero_cielo

Come migliorare la propria vita, modificando il proprio sistema di pensiero. Il Pensiero Positivo nasce come esigenza di modifica e di miglioramento della qualità della vita che può avvenire in noi attraverso l’osservazione dei nostri pensieri.

La nostra mente lavora in continuazione seguendo degli schemi appresi dall’ambiente circostante, famiglia, scuola, lavoro, amicizie. Spesso però questi schemi causano un pensiero limitante che può condurre anche a degli stati di sofferenza in quanto non offrono degli spunti positivi riguardo alla vita.
Quante volte la sera al ritorno dal lavoro, o comunque al termine di una giornata si passa in rassegna quello che è successo ma di questo si ricorda solo gli eventi negativi, di tensione?
Anche questo è uno schema, pensare alle sole cose negative, e come schema può essere sostituito da uno migliore e più “creativo” per la nostra esistenza.
Questi appunti sul modo di pensare sono una considerazione e non una critica a noi stessi. Uno dei concetti essenziali consiste nell’amare noi stessi, per quello che siamo, considerando che ogni cosa che abbiamo fatto fino ad ora era la migliore che potevamo fare in quel momento in base all’esperienza maturata.
Accettare questo ci permette di non auto criticarci, e di far giungere una maggior consapevolezza di prosperità nella nostra vita.
Ognuno è responsabile delle proprie esperienze, e siccome ogni nostro pensiero crea il nostro futuro, possiamo fin d’ora provare a modificare gli schemi mentali a cui abbiamo ricorso fino
Molti avranno visto il film “L’attimo fuggente” e sicuramente ricorderete la scena degli allievi che salgono sopra la cattedra per avere un altro punto di vista. Trovare altri punti di vista significa rendere creativo ogni nostro pensiero e ogni nostro istante. Per questo motivo molte persone che conoscono il pensiero positivo sono spinte attualmente a denominarlo creativo, primo perché così si esce da una connotazione dualistica positivo-negativo secondo perché si dà al pensiero un’impronta neutra ma non limitante: creativo…creativo di ciò che si ritiene utile ed importante per noi stessi.

Lasciamo aperta la porta alle nostre enormi potenzialità, e ci accorgeremo che la nostra vita può guarire!

Una volta un amico disse parlando di una sua situazione: Questa è l’unica cosa bella di questo periodo.
Perché non dire: Questa è la prima cosa bella di questo periodo! Non è mancanza di realismo, è semplicemente lasciare aperta la porta ad altre possibilità… la nostra mente riceverà così un messaggio creativo, apportatore, di nuove opportunità, invece di quello limitante.
Provando solo a cambiare questa frase potremmo comprendere che dietro al concetto: questa è l’unica cosa bella…, si potrebbero nascondere in realtà altre situazioni, altre emozioni, quali ad esempio quella di non meritare altre cose belle! Cercando in ogni istante di essere coscienti di ciò che si pensa. Possiamo lavorare oltre che sul nostro aspetto mentale anche su quello emozionale, liberandoci così dei vecchi pensieri limitanti e creare in ogni secondo un miracolo nella nostra vita.

Le Affermazioni sono uno degli “strumenti” più potenti e conosciuti del Pensiero Positivo. Una volta che conosciamo il potere dei nostri pensieri e delle parole è ora di fare qualcosa per trasformarli, in modo da creare dei benefici nella nostra vita.

Come possiamo rendere positivo il nostro linguaggio e trasformare i nostri pensieri su schemi più positivi?

La risposta è semplice, facendo le affermazioni. Per fare affermazioni intendo scegliere consapevolmente frasi e termini che ci aiutino a creare qualcosa di positivo nella nostra vita. Ogni qualvolta che pensiamo e parliamo, facciamo delle affermazioni. L’affermazione è il punto di partenza, il primo passo che apre la via al cambiamento. Facendo affermazioni, diciamo all’inconscio che ci stiamo responsabilizzando, che
possiamo e vogliamo fare qualcosa per cambiare.
Spesso quando parliamo delle esperienze che viviamo o che vogliamo realizzare noi utilizziamo il non, e in questo modo ci allontaniamo dall’obiettivo che vogliamo raggiungere. Questo perché l’inconscio non computa il non.

Vi faccio un esempio:

Se io dico “non voglio essere più malata“, non do al corpo una chiara immagine della salute che voglio godere. E l’inconscio percepirà unicamente ” malata”.
Invece posso cominciare a dire: “sto cominciando il mio processo di guarigione, mi sento più a mio agio con il mio corpo, ho anche un aspetto più sano“. Focalizziamo l’inconscio sulla guarigione, sulla salute e non sulla malattia. Focalizziamo l’attenzione sulla direzione verso la quale siamo diretti, piuttosto che focalizzarci su dove non vogliamo andare. L’inconscio è molto diretto non ha ne strategie ne obbiettivi da perseguire, fa in sostanza quello che sente; quindi prende tutto molto sul serio, senza senso dell’umorismo.
Possiamo paragonare il nostro inconscio ad un fruttivendolo, questo ci da’ solo ciò che noi gli chiediamo. Non entreremo mai da un fruttivendolo dicendo: “Non voglio le mele.“, bensì chiederemo con chiarezza cosa veramente vogliamo: “Voglio un chilo di pesche“.
Le caratteristiche di base per creare delle affermazioni funzionali sono:

  • Creare frasi chiare, precise, positive e al tempo presente a proposito di quello che vogliamo sperimentare nella nostra vita.
  • Mirano al processo per raggiungere quello che vogliamo, più che al risultato.
  • L’affermazione è necessario sia acquisita e mantenuta sotto la sola responsabilità della persona, quindi le affermazioni sono personali. Riguardano noi, il nostro cambiamento, non quello degli altri.

Un esempio se volessi incrementare la fiducia in me stessa, creerò una affermazione tipo:
Ho fiducia nelle mie scelte, ogni cosa che faccio è giusta per me.
Non utilizzerò mai quest’altro tipo di affermazione:
Avrò fiducia nelle mie scelte, senza paura di sbagliare.
Nel secondo tipo di affermazione la mente, l’inconscio riceve il messaggio del futuro (avrò); perciò c’è tutto il tempo per farlo… magari domani. Ed inoltre, farò qualcosa senza paura, perciò l’attenzione va alla paura e non alla fiducia. Ricordate che l’inconscio non computa le negazioni.

Usare le affermazioni:
Uno dei modi per usare le affermazioni e quello di ripeterla a voi stessi, mentalmente o a voce alta, durante tutta la giornata, ogni volta che vi viene in mente, specialmente subito prima di addormentarvi o subito dopo il risveglio.
Una delle tecniche più potente che io abbia mai sperimentato e quella di prendere una particolare affermazione e scriverla dieci o venti volte di fila, pensando veramente alle parole mentre le scrivete. I risultati che si ottengono praticando questa facile tecnica sono talmente importanti che solo per questo vale la pena di provare.
Componetevi da soli delle canzoni semplici, usando delle affermazioni che creano la realtà che voi volete per voi stessi nella vostra vita, e… andate in giro per casa o per il mondo cantando la vostra canzone!!!
Cominciate a includere nelle vostre conversazioni e nei vostri discorsi delle affermazioni, formulando frasi molto positive che riguardano quello che volete costruire nella vostra vita.

Comincia fin da ora:

Realizzo uno dopo l’altro tutti i miei sogni e anche di più!!!!!


Libri consigliati:

Liberarsi da schemi mentali negativi, per aprirsi alla vita con un approccio ottimistico, significa servirsi del pensiero positivo come strumento indispensabile per vivere felici, all’insegna dell’amore e della pace.
L’autrice, affetta da una grave forma tumorale, è riuscita a sconfiggere il cancro grazie ad un processo di autoguarigione, attivato dal pensiero positivo.



Louise L. Hay

Puoi Guarire la Tua Vita

Pensare in positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interiore

Armenia
ISBN: 8834404521

Prezzo € 14,50

Compralo su Macrolibrarsi

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Louise L. Hay

Pensa in Positivo

120 pensieri per migliorare la propria vita e stare bene nel mondo

Armenia
ISBN: 9788834408544

Prezzo € 9,00

Compralo su Macrolibrarsi

Una scuola chiamata vita


Sei iscritto a una scuola che si chiama vita,  informale e a tempo libero e nella quale, ogni giorno, avrai l’opportunità di imparare.
Le lezioni ti potranno piacere oppure potrai crederle stupide ed irrilevanti.
Non ci saranno errori o sbagli, ma solo lezioni.
Ti verrà insegnato che la crescita è un processo di tentativi e sperimentazioni di errori.
Gli esperimenti “falliti” sono parte del processo quanto quelli che alla fine avranno “funzionato”.
Ogni lezione ti sarà presentata sotto vari aspetti e ripetuta sino a che non l’avrai imparata.
Solamente quando avrai capito e imparato, potrai passare alla lezione successiva.
Non c’è fine all’apprendimento delle lezioni.
Tutte le situazioni della vita hanno qualcosa da insegnarci.
Se sei vivo è perché hai lezioni da imparare.
Gli altri sono solamente specchi di noi stessi, non puoi amare o odiare qualcosa di un’altra persona, a meno che non rifletta qualcosa che tu ami o odi di te stesso.
Ciò che fai della vita dipende da te, hai tutti gli strumenti e le risorse di cui hai bisogno: la scelta è tua.
Tutte le risposte sono dentro di te.
Tutto ciò che devi fare è guardare dentro, meditare, ascoltare il tuo sentire, ma soprattutto avere fiducia.

Fonte: http://www.cosafavolareipalloncini.it/