Una Splendida Giornata – Jackson & Suzy Lee

Per scacciare il nero di una giornata
sottosopra puoi cantare,
ballare o rotolarti tra i fiori.
Con la spensieratezza di un bambino.
E l’aiuto di un po’ di colore.

Una Splendida giornata è un albo illustrato di Suzy Lee (nota autrice e illustratrice coreana) che insieme alle parole dell’autore americano Richard Jackson, ci regalano spensieratezza e spunti per sorridere della vita anche nei giorni di pioggia, ricordandoci che esiste appunto anche un’altra faccia della medaglia, quella che non guardiamo mai e che sarebbe bello riuscire a mostrare anche e soprattutto ai più piccoli

QUESTA splendida giornata…
ci fa danzare tutti quanti
e ondeggiare.

Così comincia il libro tra le pagine grigie, senza colore, nelle illustrazioni vediamo una giornata di pioggia i bambini in casa, c’è chi si stiracchia sul tappeto o chi annoiato guarda fuori e a poco a poco arriva la noia…ma basta poco, basta ascoltare il suono della musica e della pioggia e aprendo la finestra la voglia di ballare ha già contagiato tutti, si divertono, fremono e scalpitano perchè anche se la giornata è grigia (anche dentro di noi) c’è un tipo di pioggia che mette il buon umore.


Questa pioggia ha carattere, rimbalza e fa musica! Musica sulle tegole del tetto, musica sull’asfalto, musica sui vetri che sembra ballare il tip tap, rimbalza sulle braccia e sul viso, e si fa sentire a squarciagola quando salta sull’ombrello. E poi è speciale da catturare con la lingua che pizzica di meno della neve!
Eh sì, c’è un tipo di pioggia che mette il buon umore e non solo fuori!

É una pioggia giocosa che per divertirsi, una goccia dopo l’altra, vicina una all’altra, ma anche una sopra l’altra, forma una magnifica pozza pronta a vederci saltare e a grida festanti.
È la pioggia per piccoli e grandi.
È una pioggia amica.
È una pioggia che si colora del giallo vispo degli stivali di gomma e delle cerate
e dell’azzurro degli ombrelli che riflettono, schizzano e cantano con l’acqua e i bambini!
E’ una pioggia che pian piano lascia posto ai colori vivaci del sole e dei fiori, tutto ciò che si può fare insieme è adatto a una splendida giornata, con la pioggia o con il sole, quando non manca il buonumore…

Sfogliando questo libro è veramente remota la possibilità che una giornata iniziata “grigia” e con la pioggia possa davvero continuare ad essere noiosa e triste!
Magari, se la giornata inizia con i toni del grigio all’inizio ci si può sentire un po’ smarriti…ma poi “se si ascolta bene questa musica”, ti alzi con una nuova voglia, di una splendida giornata che ti fa ondeggiare, ballare, cantare o fischiettare.
Così facendo, passano le ore, il buon umore cresce in modo esponenziale, la felicità si fa così grande da coinvolgere tutto attorno, come nel libro da 4 si diventa 7, da 7 a 9 …man mano che i piccoli escono all’aperto, e iniziano a giocare fuori, saltellando, cantando, strillando, fremendo (divertitevi a trovare tutte le parole “nuove” per i piccoli!), le scene si dipingono di colori, si fanno sempre più vivaci, esplosive.

E danzare, girare su sé stessi, fischiettare,
organizzare una sfilata di ombrelli colorati,
arrampicarsi sugli alberi…
dicendo ad alta voce:
“Questa è una splen-di-da giornata!”

Un inno alla gioia e all’infanzia attraverso un albo illustrato le cui pagine possono essere sfogliate avanti e indietro perché cambiano i colori ma non l’allegria che i bambini hanno e devono essere liberi di avere, e poi si sa: l’allegria è contagiosa!

La narrazione di Richard Jackson è essenziale, le sue parole diventano la bella cornice alle illustrazioni meravigliose di Suzy Lee, le cui linee sono proprio inconfondibili e ci regalano ancora una volta uno splendido sogno da vivere, coccolare e fare nostro.

Suzy Lee è nata a Seul, in Corea. Ha deciso di diventare un’artista fin da piccola, perché credeva davvero a tutti i complimenti ai suoi disegni (come di solito accade a ogni bambino) da parte delle persone intorno a lei.
Dopo aver conseguito il BA* in Fine Arts in Painting presso l’Università Nazionale di Seul, ha partecipato a diverse mostre di pittura e ha iniziato a lavorare come illustratrice freelance. E’ rimasta affascinata dagli album illustrati, perché mostrano l’essenza del mondo con estrema semplicità e forza. Spesso i suoi libri raccontano storie senza parole, attraverso immagini di forte impatto narrativo che condividono il tema del limite: il margine di rilegatura di un libro diventa una sorta di limite tra l’immaginazione e la realtà, in senso fisico e metaforico, creando una storia vera e unica!
Un albo che l’illustratrice dedica al padre declinandolo tutto al maschile. Allegro, coinvolgente, frizzante, sonoro, questo albo è un inno alla gioia…alla gioia in una giornata di pioggia torrenziale e cielo cupo…eh sì! Questo è un inno alla vita, al pensare positivo!
Suzy Lee con le sue vispe illustrazioni ci fa amare questo libro “Una splendida giornata“, perché in fondo ogni giornata nera può diventare luminosa: basta affrontarla con la spensieratezza di un bambino!

Utile a parlare del potenziale di ogni giornata, anche di quelle “terribilmente piovose”. E non solo delle giornate…ma anche dei bambini.
Un libro perfetto per intrattenersi durante i temporali d’estate o le prime pioggie autunnali, per ricordare che il bello della vita non dipende dal meteo e che per apprezzare e condividere ogni momento con creatività, un po’ di noia ogni tanto non guasta.

Provate a sfogliarlo e sarà quasi impossibile arrivare in fondo senza sorridere.
Perfetto per chi vuol regalare un inno alla gioia.

Puoi acquistare il libro QUI:

Nessuno è perfetto, ma ognuno è unico

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“Nessuno è perfetto, ma ognuno è unico: questo rende prezioso il dono della nostra esistenza, perché nessuno potrà donare al mondo quello che portiamo noi.

E ogni anno la primavera torna, per quanto l’inverno sia stato lungo e rigido. C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi. Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

La prossima volta che ti ritrovi a camminare per strada, anche se sei vestito in giacca e cravatta o hai i tacchi a spillo, prova a saltellare come fanno i bambini per qualche passo. Già all’idea ti vergogni? Devi aver avuto ben nascosto il tuo bimbo interiore per giudicarlo subito con un: “Questo non si deve fare!”. Ricontatta il bambino che c’è dentro di te e dedicagli due saltelli: ti ritroverai a sorridere e la tua innocenza sorriderà con te.

Esprimiti liberamente nel tuo sentire, non aver paura di ciò che senti, anzi, tutto ciò che non esprimi può diventare risentimento verso te stesso, gli altri e il mondo.”

Tiberio Faraci

Corso per Amare Te Stesso - Libro + CD Mp3
130 consigli per evolversi personalmente e accrescere l’autostima giorno per giorno – Gli Esercizi di “Innamorati di Te”

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Hai la sensazione di essere soffocato da vecchi schemi mentali? 
Ti senti imprigionato da tempo e non sai come reagire?

È giunto il momento di liberarti! 

In questo straordinario corso, Tiberio Faraci e Laura Goglio ti insegnano come amare te stesso: partendo dai piccoli gesti quotidiani puoi cambiare le abitudini consolidate che ti bloccano, imparare a raggiungere i risultati che desideri e acquisire gli strumenti per un sano benessere.

Grazie a 130 pratici Esercizi puoi allenarti giorno per giorno

a ricercare e ottenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita. 

Ma non solo, con l’audiolibro di Innamorati di Te puoi esercitarti facilmente, ovunque tu sia, a ritrovare l’autostima perduta ascoltando gli utili consigli dell’autore.

La trasformazione inizia quando si accetta se stessi e si lascia andare il giudizio su di sé. 
Il cambiamento deve avvenire per amore verso se stessi, dicendosi la verità…

“Corso per Amare Te Stesso” ti aiuta a ritrovare l’innocenza perduta dell’esser bimbi, accompagnandoti istante dopo istante alla ricchezza e al dono della vita!

“Se cambi i tuoi pensieri di base potrai trasformare anche gli eventi. Se non vuoi farlo, significa che i risultati che stai ottenendo e che dici di non apprezzare, sono esattamente quelli che desideri”.

Perchè essere felice

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Sii felice perchè sei vivo
Sii felice perchè sei unico
Sii felice perchè sei perfetto
Sii felice perchè sei permeato da un’energia amorevole
Sii felice perchè esiste sempre una ragione per esserlo
Sii felice perchè stai respirando
Sii felice perchè nonostante tutto hai ciò che hai
Sii felice perchè tutto quello che sperimenti prende il nome di evoluzione per il tuo essere
Sii felice perchè anche per oggi hai la possibilità di sorridere
Sii felice perchè anche oggi puoi abbracciare un tuo caro o il tuo animale
Sii felice perchè non hai nessun motivo di temere la morte, perchè non esiste
Sii felice perchè hai tutte le ricchezze dentro di te, non ti resta che riconoscerle
Sii felice perchè puoi sognare
Sii felice perchè puoi amare
Sii felice perchè puoi divertirti se vuoi
Sii felice perchè Dio ama vederti felice
Sii felice perchè… perchè dipende soltanto da te se esserlo
Sempre
A prescindere
All’infinito…

Mp3 - Voglio dirti Grazie - Audiolibro
Piccola Guida per la Felicità

Questo audiolibro vuole essere un’esortazione a vivere la propria vita da protagonisti e non da spettatori.

Spinge a seguire ciò che vogliamo veramente, a interrogarci su ciò che conta per noi. Ci invoglia a riflettere sull’importanza dei sentimenti e sulla difficoltà di esternarli, riconoscerli ed esprimerli in tutta la loro forza.

Lo scopo dell’audiolibro è fornire un aiuto al lettore per riappropiarsi dei legami con le persone più importanti.

Un Natale speciale

Un Natale speciale

Un Natale speciale

Per un natale vero da non dimenticare,
quest’anno nella mia casa farò addobbi un po’ speciali.

Su la porta d’ingresso ci metterò l’ottimismo
e tutte le finestre circonderò d’allegria.
Sul mio grande albero, al posto delle luci
ci appenderò speranze e piccole coccarde di serenità.

Poi anche la cena sarà particolare,
come primo piatto porterò la pace.
Mentre da bere, invece porterò a tutti,
bicchieri colorati e colmi di sorrisi.
Per concludere la serata, non può mancare il dolce,
naturalmente poi, brinderemo tutti,
con coppe di armonia e di solidarietà.

Da non dimenticare, una candela accesa,
che tutti noi in casa dovremmo sempre avere;
per far sì che la sua fiammella, si accenda lentamente,
ardendo i nostri cuori, arricchendoli d’amore.

Per me Natale è questo:
Render grazie,
vivere serenamente,
sorridere alla vita.

Agenda del Pensiero Positivo 2014
Autori Vari
Con le citazioni più significative e illuminantidei maestri
e degli ispiratori del pensiero positivo:
Echkart Tolle, Louise L. Hay, Deepak Chopra, Norman Vincent Peale

Idee, suggerimenti, spunti di riflessione

per affrontare ogni giorno dell’anno

con inossidabile ottimismo e rinnovato entusiasmo.

Qualsiasi cosa desideriate fare in questa vita può essere fatto,
e potete realizzare qualsiasi cosa vogliate
purché abbiate abbastanza amore nel vostro cuore
.
Deepak Chopra

Idee, suggerimenti, spunti di riflessione per affrontare ogni giorno dell’anno con inossidabile ottimismo e rinnovato entusiasmo.

I più noti ed apprezzati autori del pensiero positivo – da Louise L. Hay a Norman Vincent Peale, daVera Peiffer a Deepak Chopra – ci accompagnano giorno per giorno e, con le loro parole persuasive e rasserenanti, ci aiutano a raccogliere e a vincere le sfide quotidiane con cui il 2010 ci metterà alla prova.

In questa agenda troveremo, distillata in citazioni folgoranti e pregne di significato, una filosofia di vita che abbraccia ogni campo del vivere quotidiano e può guidare le nostre scelte nell’amore e nella malattia, nel rapporto con noi stessi e con i familiari, nel lavoro e nelle relazioni sociali.

La formula per la Vita

I tre livelli di coscienza e la salute
Medicina corpo-mente

L’espressione «corpo-mente» è diventata molto popolare, tanto da aver persino dato il titolo ad alcune riviste. Le prove scientifiche del collegamento fra mente e corpo sono cresciute esponenzialmente. La medicina corpo-mente raccoglie tutte le modalità che agiscono tramite i meccanismi con cui i nostri stati emozionali (la psiche) influiscono sulla fisiologia (i processi che avvengono nell’organismo). La ricerca ha dimostrato che c’è un enorme potere insito nelle nostre intenzioni, che può, quando lo si usa con efficacia, influenzare il benessere generale, e persino i processi cellulari e genetici. L’obiettivo di questo libro è mostrarvi come adoperare questo potere dell’intenzione per guarire anima e corpo a livelli inimmaginabili.
Un cocktail miracoloso: intenzione e potere magico dell’anima
Quando l’intenzione è combinata con altri ingredienti magici quali rilassamento, abbandono, convinzione e aspettative abbinate a gratitudine, accadono miracoli. È possibile farlo in molte forme diverse: qi gong, visualizzazione, ipnosi, biofeedback, yoga, rituali sciamanici, preghiere e salmodie, per nominarne solo alcune. Ecco una storia che illustra questa magia in azione.
John era un quarantaduenne cui era stato diagnosticato un tumore al pancreas, una delle forme di cancro più letali. Gli era stata somministrata una serie di cocktail chimici per rallentare lo sviluppo della massa tumorale, compresi alcuni farmaci sperimentali. John aveva dodici metastasi; quando lo incontrai durante una conferenza era magrissimo ed esausto. Mi pose la domanda che molti malati cronici o incurabili mi ripetono: «Conosce qualcosa che possa aiutarmi?» L’avevo già notato durante il mio intervento: non solo era pelle e ossa, ma anche grigiastro ed evidentemente malandato.

Parlò rapidamente, come se non avesse più molto tempo. Lo guardai e gli chiesi: «Che lavoro fai?» Rispose veloce: «Ero un dirigente delle vendite». «Eri bravo?» gli domandai. «Uno dei migliori nella mia azienda», fu la risposta. «Bene, allora hai una possibilità», dissi e continuai: «Voglio che vendi a te stesso un nuovo leasing sulla vita. C’è qualche condizione che devi rispettare per vincere questa battaglia; ti farò un elenco delle cose da fare. Devi farle alla lettera perché non abbiamo molto tempo. Non ti do alcuna garanzia, ma ottime probabilità.»
«Innanzitutto devi ascoltare una serie di dodici meditazioni guidate che ho creato e chiamato Omega Healing. Ti insegneranno a rilassarti e a controllare il sistema nervoso autonomo, a programmare la tua mente e il tuo sistema immunitario per raggiungere il risultato desiderato. Devi farlo per un minimo di sei ore al giorno, otto se possibile. Comincia con la prima, poi passa alla seconda il giorno successivo, alla terza il terzo giorno e poi avanti così; alla fine ripeti il ciclo da capo.
«Secondo, devi seguire il mio programma intitolato ‘Come far sì che quest’anno sia il migliore che hai passato’ alla lettera, e praticarlo finché ti viene automatico.»
Ecco l’elenco che diedi a John perché lo leggesse otto volte al giorno.

Come far sì che quest’anno sia il migliore che hai passato sappi e ricorda a te stesso che tutto sarà perfetto alla fine

Cancella dalla mente TUTTO ciò che non concorda con l’intenzione di fare di quest’anno il migliore tra quelli che hai trascorso.

Cancella TUTTI i pensieri negativi e ripeti ” Sto vivendo l’anno migliore della mia vita (tre volte respirando profondamente). Mentre lo ripeti chiudi la mano sinistra a pugno e colpisciti tre volte sul cuore (per un totale di nove colpi). Questa è la cosiddetta «àncora del potere» (la spiegheremo dettagliatamente più avanti).

Fai un elenco di tutte le persone che ti hanno causato dolore o sofferenza. Perdonale tutte dedicando dieci minuti a ogni persona. Individua un insegnamento o un dono che hai ricavato
da ogni episodio doloroso; perdona anche te stesso per il tuo eventuale contributo nell’accaduto, cosciente o meno che fosse.

Ogni mattina, fatti le seguenti domande:

1. Cosa mi entusiasma in questo preciso istante?
2. Chi amo? Chi mi ama?
3. Fai TUTTO senza resistenza, fai TUTTO con il cuore ricolmo di gioia.
4. Cosa posso fare oggi per far sorridere il prossimo? Come posso sorridere di più? Per cosa sono grato?
5. Come posso divertirmi e ridere di me?
6. Chi sono io?
7. Abbandona TUTTA la negatività, abbandona TUTTO e ricorda solo che sei uno spirito divino che sperimenta ciò che chiamiamo vita.
8. Cosa devo fare oggi? Il tuo compito è accettare ciò che non puoi cambiare, e rilassarti nell’esperienza.

Concentrati sui tuoi punti di forza (i tuoi talenti o doni), rafforzati sapendo che ogni esperienza ti rafforza e ti aiuta a equilibrare ciò che ha bisogno di essere equilibrato. Con questo potere cambi ciò che dev’essere cambiato in te, quindi la vita diventa libera dalla paura ed è più piacevole. TUTTO è perfetto, alla fine, perché in realtà non c’è alcuna fine, solo una trasformazione che ci riporta a chi siamo: esseri divini ricolmi dell’essenza dell’amore.
Ripeti tutto ciò prima di andare a letto.
Mangia solo alimenti biologici, bevi molta acqua, prendi molti antiossidanti e prega Dio, gli angeli e gli altri esseri di luce perché ti inviino la guarigione; visualizzala mentre ti entra nel corpo.
Dopo che gli ebbi consegnato la lista, John mi chiese: «Non devo prendere qualche medicina speciale?» La mia risposta fu: «Questa è la tua medicina. È la migliore medicina che io possa darti. Torna da me tra un anno.»

John se ne andò e io mi dimenticai completamente di lui. Due anni dopo, durante un’altra conferenza, un uomo mi venne incontro. Aveva un aspetto molto sano, pareva addirittura risplendere di energia. Con un grande sorriso disse: «Roy, ti ricordi di me? Sono John!» Lo guardai senza avere la più pallida idea di chi fosse: aveva un volto familiare ma non mi ricordavo dove l’avessi conosciuto. Incontro migliaia di persone ogni anno, per cui lo guardai con aria interrogativa. Continuò: «Due anni fa sono venuto a vederti, stavo morendo, i dottori mi avevano dato quattro mesi di vita al massimo. Tu mi hai dato un elenco di regole per far sì che questo fosse il migliore anno della mia vita. Mi hai consigliato di ascoltare le tue dodici sessioni di Omega Healing.

All’inizio ero dubbioso, ma non avevo nulla da perdere. Dopo una sola settimana ho sentito un cambiamento formidabile. Dopo tre settimane ho cominciato a sperare, perché mi sentivo sempre meglio. Dopo tre mesi sono andato a fare un controllo e ho scoperto che il 50% delle metastasi se n’era andato. Dopo sei mesi ne era rimasta solo una, il tumore originale nel pancreas. Oramai mi sentivo fortissimo ed ero certo che avrei battuto anche quello. E sai che ti dico, quest’esperienza è stata la cosa migliore che mi sia mai capitata. Ora sono una persona diversa: sono felice e mi godo la vita; e ho ripreso a lavorare, ma questa volta è diverso, lo faccio con piacere e gratitudine per avere avuto una seconda possibilità. Ti ho portato un regalo», e mi diede una bottiglia di vino. «Bevila alla mia salute!»

La storia di John conferma che laddove l’intenzione è combinata con gli ingredienti magici di rilassamento, abbandono, convinzione e aspettative abbinate a gratitudine, accadono miracoli. John non guarì solo a livello fisico, ma anche a quello dell’anima. Aveva lavorato sia sul conscio sia sul subconscio…

Tratto da: La Formula per la Vita di Roy Martina


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Affrontando il problema da una prospettiva olistica, la “formula” messa a punto dall’autore va oltre i semplici sintomi e agisce alla radice, correggendo abitudini ed emozioni negative attraverso i nove codici della prevenzione, della guarigione e della felicità.

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Roy Martina svela come possiamo attingere alle infinite risorse che tutti abbiamo dentro di noi per ottenere il massimo delle potenzialità vitali: bellezza, salute, equilibrio psicofisico, felicità.

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È il momento di sbloccare il potere di guarigione che è dentro di te e di scoprire i tuoi codici di accesso a salute, felicità e libertà.

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Un Ascolto profondo

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La pace è ogni passo.
Il fulgido sole rosso è il mio cuore.
Ogni fiore sorride con me.
Quanto verde rigloglio tutto intorno!
Com’è fresco il soffio del vento!
La pace è ogni passo.
E fa gioioso il sentiero senza fine.

In questi versi è racchiusa l’essenza del messaggio di Thich Nhat Hanh: la pace non è qualcosa di esterno che bisogna inseguire o conquistare. Vivere in consapevolezza, rallentare i ritmi, godere di ogni passo e di ogni respiro è sufficiente. La pace è già presente in ogni passo; se camminiamo con questo spirito, a ogni passo ci spunterà un fiore sotto i piedi. I fiori ci sorrideranno davvero, augurandoci buon viaggio.

di Thich Nhat Hanh

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Ascoltare profondamente è sapersi fermare e sapersi far pervadere da ciò che si ascolta, diventando uno con esso, che provenga dall’interno o dall’esterno di noi.

Ascolto profondo è sapersi fermare e sapersi far pervadere dall’oggetto del nostro ascolto diventando uno con esso, che sia al nostro interno o al nostro esterno.
Per ascoltare in modo nuovo, insegna Thich Nhat Hanh, è necessario rimuovere le percezioni erronee che si hanno su se stessi e sugli altri: in questo modo si trasforma anche il modo di parlare, e la parola diventa strumento di felicità anziché portatrice di sofferenza.
Iparare la pratia ll’asolto poono è allora oe imparar ua nuova lingua si ha isogno di mpo pe familiarizzarsi o i nuovi suoni e per potersi ascoltare è importante imparare a conoscere “i propi suoni”, cioè gli elementi, al nostro interno, con i quali siamo poco in contatto.
All’ascolto profondo ci si avvicina tramite la condivisione, una delle pratiche cui Thich Nhat Hanh dà maggiore spazio come strumento di pace.
In questo libro sono stati raccolti i discorsi che più si soffermano sull’argomento: i temi trattati possono invitarci a riflettere su come ci ascoltiamo e su come ci siamo ‘sentiti’ fino a oggi, e forse scardinare un po’ l’immagine che abbiamo acquisito di noi stessi.

Le 17 regole di vita di Og Mandino

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Diciassette regole per cambiare la propria vita

PRIMA REGOLA per un modo migliore di vivere

Considera le fortune che hai. Una volta che ti sarai reso conto di quanto vali, tornerai a sorridere, vedrai risplendere il sole, riuscirai finalmente ad andare in contro alla vita come Dio l’aveva intesa per te… con grazia, forza, coraggio e fiducia. Uno dei segreti della vita più importanti e inconfutabili che ho dovuto imparare, nel dolore, è che non puoi nemmeno iniziare a modificare un’esistenza irrimediabilmente fallita, un lavoro monotono e ingrato o una grave situazione finanziaria che sembra condannarti alla sconfitta personale finché non sai apprezzare i beni che già possiedi.

SECONDA REGOLA per un modo migliore di vivere

Ogni giorno fai più di quanto tu sia pagato per fare. Una volta appreso il segreto di rendere più di quanto ti sia richiesto, il successo sarà quasi raggiunto. Fai in modo di essere così importante nel tuo lavoro da diventare indispensabile. Esercitati a percorrere qualche chilometro in più e goditi le ricompense che riceverai. Te le meriti!

TERZA REGOLA per un modo migliore di vivere

Quando commetti un errore o la vita ti delude, non guardarti indietro troppo a lungo. Gli errori sono il modo in cui la vita ti può insegnare qualcosa. La tua capacità di reagire agli errori grossolani è inseparabile dalla tua capacità di raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato. Nessuno vince sempre e le sconfitte, quando avvengono, fanno parte del tuo processo di crescita. Scrollati di dosso gli errori che hai commesso.

QUARTA REGOLA per un modo migliore di vivere

Cerca sempre di premiare le lunghe ore di lavoro e di fatica nel modo migliore, circondandoti della tua famiglia. Coltiva con cura il loro amore, ricordando che i figli hanno bisogno di modelli, non di critiche. Progredirai più in fretta se ti sforzerai costantemente di mostrare loro il tuo lato migliore. E anche se agli occhi del mondo tu sei un fallito, ma hai una famiglia che ti ama, sei una persona di successo.

QUINTA REGOLA per un modo migliore di vivere

Costruisci questo giorno sulle fondamenta di pensieri positivi. Non affliggerti per le imperfezioni che temi possano ostacolare i tuoi progressi. Ricordati, ogni volta che sarà necessario, che sei una creatura di Dio e hai la forza di realizzare qualsiasi sogno elevando i tuoi pensieri. Potrai volare quando deciderai di essere in grado di farlo. Non ripensare più alla sconfitta. La scia che la visione che hai nel cuore entri nei progetti della tua vita. Sorridi!

SESTA REGOLA per un modo migliore di vivere

Lascia sempre che le tue azioni parlino per te, ma stai in guardia contro le terribili trappole del falso orgoglio e della presunzione che possono fermare i tuoi progressi. La prossima volta che sarai tentato di vantarti, immergi la mano in un secchio pieno d ‘acqua e, quando la toglierai il buco rimasto nell’acqua ti darà la giusta misura della tua importanza.

SETTIMA REGOLA per un modo migliore di vivere

Ogni giorno è un dono speciale di Dio e, anche se la vita può non essere sempre giusta, non devi mai permettere che i dolori, le barriere e gli ostacoli del momento rovinino il tuo atteggiamento e i tuoi progetti per te stesso e il tuo futuro. Non potrai mai vincere se indosserai il terribile mantello dell’autocommiserazione: il suono spiacevole del lamento caccerà via di sicuro tutte le opportunità di successo. Non farlo mai più. C’è un modo migliore.

OTTAVA REGOLA per un modo migliore di vivere

Non riempire più i giorni e le notti di cose così futili e poco importanti da non avere il tempo di affrontare una vera sfida quando ti capita di incontrarne una. Questo vale sia per il tempo libero che per il lavoro. Un giorno in cui non si sia fatto altro che sopravvivere non merita di essere festeggiato. Non sei qui per sciupare ore preziose, visto che, cambiando leggermente la tua routine, avresti la possibilità di ottenere risultati migliori. Smettila di impegnarti con delle stupidaggini, smettila di nasconderti dal successo. Trova del tempo per crescere. Adesso. Non do mani, adesso!

NONA REGOLA per un modo migliore di vivere

Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo. Ricordati che “domani” esiste solo nel calendario degli sciocchi Dimentica le sconfitte di ieri e ignora i problemi di domani. Ecco. Il giorno del giudizio. Tutto quello che hai. Rendilo il giorno migliore dell’anno. Le parole più tristi che tu possa mai pronunciare sono: «Se potessi tornare indietro…» Afferra la vita con le mani, adesso! Questo è il tuo giorno! La maggior parte dei falliti si comporta come se avesse ancora mille anni da vivere davanti a sé. Alcuni dormono due o tre ore per notte più del necessario

DECIMA REGOLA per un modo migliore di vivere

Tratta chiunque incontri, amico o nemico, amato o estraneo, come se dovesse morire a mezzanotte. Estendi a ogni persona, anche se si tratta di un rapporto superficiale, tutta l’attenzione, la gentilezza, la comprensione e l’amore che puoi dare, e fallo senza pensare a un’ eventuale ricompensa. La tua vita non sarà mai più la stessa.

UNDICESIMA REGOLA per un modo migliore di vivere

Ridi di te stesso e della vita. Non con lo spirito di derisione o di lamentosa autocommiserazione, ma come se fosse un rimedio, una medicina miracolosa che allevia il dolore, cura la depressione e ti aiuta a vedere in prospettiva la sconfitta del momento apparentemente terribile. Caccia la tensione, le preoccupazioni e le inquietudini ridendo della tua condizione, liberando la mente per poter pensare tranquillamente alla soluzione che troverai di sicuro. Non prenderti mai troppo sul serio.

DODICESIMA REGOLA per un modo migliore di vivere

Non trascurare mai le piccole cose. Non risparmiare mai quello sforzo ulteriore, quei pochi minuti in più, quella dolce parola di lode o di ringraziamento, quella conferma di quanto tu possa fare meglio. Non importa cosa pensino gli altri; importa invece ciò che tu pensi di te stesso. Non potrai mai fare del tuo meglio — che dovrebbe essere il tuo obiettivo costante — se aggiri gli ostacoli e ti sottrai alle responsabilità. Sei speciale, comportati come una persona speciale. Non trascurare mai le piccole cose!

tredicesima regola per un modo migliore di vivere

Accogli ogni mattino con un sorriso. Guarda il nuovo giorno come un altro dono speciale del tuo Creatore, un’altra opportunità d’oro per finire ciò che non hai potuto completare ieri. Cerca di essere una persona efficiente, che non perde tempo. Predisponi la prima ora della tua giornata nel segno del successo e delle azioni positive che seguiranno certamente. Oggi non si ripeterà un‘altra volta. Non sprecarlo con una falsa partenza o, peggio ancora, senza partire affatto. Non sei nato per fallire.

quattordicesima regola per un modo migliore di vivere

Stabilisci degli obiettivi per la singola giornata: progetti non lunghi e difficili da realizzare, ma che ti portino, passo dopo passo, verso il successo finale. Scrivili pure, se vuoi, ma fai in modo che l’elenco non sia troppo lungo, per non dover rimandare a domani le cose che oggi non sei riuscito a portare a termine. Ricorda che in ventiquattr’ore non puoi costruire una piramide. Sii paziente. Non lasciare che il tuo giorno sia così pieno da dover trascurare gli scopi più importanti: fare meglio che puoi, goderti questa giornata e andare a dormire soddisfatto di ciò che hai raggiunto.

quindicesima regola per un modo migliore di vivere

Non permettere mai a nessuno di guastarti la festa e far così scendere un velo di tristezza e di sconfitta sulla tua giornata. Ricordati che per scoprire cosa c‘è che non va non è necessario alcun talento, alcun sacrificio, alcuna capacità intellettiva. Niente dall’esterno può avere effetti su di te a meno che non sia tu a permetterlo.

sedicesima regola per un modo migliore di vivere

Cerca il seme del bene in ogni avversità. Impadronisciti di questo principio e avrai con te un prezioso scudo per proteggerti quando dovrai at traversare le valli più oscure. Si possono vedere le stelle nel fondo di un pozzo anche quando non le si può ammirare dalla cima di una montagna. Così, nelle avversità, imparerai delle cose che, senza problemi, non avresti mai scoperto. C ‘è sempre un seme del bene. Trovalo e fallo crescere.

diciassettesima regola per un modo migliore di vivere

Renditi conto che la vera felicità è dentro di te. Non perdere tempo e non fare sforzi inutili per cercare soddisfazione, gioia e serenità nel mon do esterno. Ricordati che la felicità non consiste nell’avere ma solo nel dare. Porgi una mano. Condividi. Sorridi. Abbraccia. La felicità è un profumo che non puoi versare sugli altri senza ritrovarti con qualche goccia addosso.

Tutte le regole riportate sono tratte dal libro “Un modo migliore di vivere” di Og Mandino, l’autore del best seller “Il  più grande venditore del mondo“, che ha venduto oltre 15 milioni di copie.

Diciassette regole per cambiare la propria vita

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Stai per imparare a realizzare molti dei tuoi sogni! Per raggiungere i tuoi obiettivi non servono a niente tutti i pensieri più nobili del mondo e nemmeno i tuoi progetti segreti, a meno che non vengano messi in atto. Non sono le buone intenzioni, ma le azioni che compiamo a determinare il nostro valore.

Mentre guidiamo..

Semaforo_rosso

Mentre guidiamo, pensiamo ad arrivare, e sacrifichiamo il viaggio allo scopo della meta, ma la vita va trovata nel momento presente, non nel futuro. In effetti, una volta giunti a destinazione possiamo soffrire di più. Se dobbiamo parlare di una meta, cosa dire della nostra destinazione finale, il cimitero?

Non vogliamo andare verso la morte, bensì verso la vita. Ma dov’è? L’esistenza può essere trovata solo nel momento presente. Quindi, ogni chilometro he percorriamo, ogni passo che facciamo, deve portarci nel momento presente: questa è la pratica delle consapevolezza.

Quando vediamo un semaforo rosso o un segnale di stop, possiamo sorridergli e ringraziarlo, perché è un bodhisattva che ci aiuta a ritornare al momento presente. Il semaforo rosso è un campanello di consapevolezza. Possiamo averlo considerato un nemico che ci impediva di raggiungere il nostro obiettivo, ma ora sappiamo che il semaforo rosso è un amico che ci aiuta a resistere alla tentazione di accelerare e ci richiama al momento presente, dove possiamo trovare la vita, la gioia e la pace.

Thich Nhat Hanh
, “Present Moment, Wonderful Moment”.

e al bambino interiore

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Dedicati espressamente ai bambini, potranno anche esser letti dagli adulti, o dal bambino che forse è ancora dentro di loro. Thich Nhat Hanh, convinto che il nostro rapporto con i bambini sia indice della salute e armonia del nostro rapporto con gli altri e con il mondo, dice con parole semplici e all’apparenza infantili verità severe, che risuonano nella profondità di noi stessi.

Liberati della tristezza!

lascia-tristezza

Non per tutti è facile liberarsi dalla tristezza, il più delle volte le persone rimangono saldamente attaccate alla tristezza, non hanno alcuna intenzione di lasciarla andare…. Sono talmente identificate con essa al punto che se dovessero staccarsene avrebbero la sensazione di perdere qualcosa di se stessi. Sembra paradossale ma in molti casi è così. A tutto questo si aggiuge il problema dei condizionamenti ricevuti. Esistono molti condizionamenti con i quali siamo cresciuti e di cui non sempre ci rendiamo conto. Essi ci dicono: “Non devi essere triste. È male. Non dovresti essere triste. Dovresti essere felice”. Ora nasce la divisione, il problema!

Ci hanno insegnato che non dovremmo essere così, dobbiamo sforzarci a sorridere altrimenti che penserà la gente?
Se siamo tristi il partner ci lascierà, gli amici ci abbandoneranno e potremmo perdere il lavoro.

Se ad esempio sei un primario i pazienti non saranno contenti di vederti così triste. Vogliono un medico simpatico, gioioso, brillante, e invece tu hai l’aria così triste. Allora ti sforzi di sorridere e se non riesci a creare un vero sorriso ne fai uno falso, ma sorridere a tutti i costi con il tempo ci farà sentire falsi.
Il problema è propio questo: tu fingi, reciti. Riesci a sorridere, ma a quel punto sei diviso in due persone. Hai represso la verità, sei diventato falso.

Ed è per questo motivo che si incontrano mille difficoltà quando desideriamo conoscere noi stessi, come possiamo conoscere noi stessi se non siamo capaci di accettarci.

Ecco perché non riesci a conoscere te stesso. Come puoi conoscere te stesso se non ti accetti?. L’autoconoscenza avviene quando viviamo con un grande senso di accettazione, senza creare divisioni nel nostro essere.

Ma allora come facciamo a “buttar via la tristezza”?
Tutto cio che possiamo fare è di rilassarci in ciò che siamo, ed essere in grado di vedere. Questo è il punto da comprendere. Questa profonda comprensione è l’inizio della liberazione dalla tristezza. A qualcuno tutto questo potrebbe sembrare troppo semplice, ed invece è propio da questi piccoli ma significativi passi che tutta la trasformazione ha inizio.

Ricorda la chiave magica: se accetti la tristezza, scomparirà. Per quanto tempo puoi rimanere triste se accetti la tristezza? Se sei capace di accettare la tristezza, sarai capace di assorbirla nel tuo essere, si trasformerà in profondità e la tua vita inizierà a cambiare. Accetta la tristezza, dalle il benvenuto, e semplicemente osserva cio che accade.

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Alcune tecniche naturali e insegnamenti di filosofie e religioni di tutto il mondo per affrontare e superare i momenti di calo energetico e di depressione. Seguendone i consigli ritroverete in pochi giorni o minuti il sorriso nella vostra vita.

Un naso rosso per Carmelo

claun
“Un naso rosso per Carmelo Come un bambino duramente provato dalla malattia e dalla sofferenza riscoprì la gioia di vivere e di sorridere. “

Infermiera! Infermiera! Dove sei stata? Ho molto male!”
“Su, perché adesso non ti calmi un po’, mio piccolo amico?”
“No, non mi calmo” E non sono affatto tuo amico!”
Carmelo era furibondo. Era sempre furibondo e ne aveva tutte le ragioni. Nato a Manhattan da genitori portoricani, all’età di tre anni era stato colpito da una seria disfunzione renale. Poi un polmone aveva cessato di funzionargli e da quel momento gli attacchi di polmonite si erano susseguiti con regolarità. A cinque anni, Carmelo era stato sottoposto a una terapia contro l’ipertensione. A sei, aveva avuto un colpo apoplettico. A otto, era diventato epilettico e si era
gravemente ammalato di cuore. Aveva nove anni quando, dopo il divorzio dei genitori, era stato affidato alla madre, una cocainomane. A dieci anni, Carmelo aveva subito il trapianto di un rene supplementare, ma il suo organismo lo aveva rigettato, ed era stato necessario toglierglielo. Due anni dopo, nel tentativo di controllare l’ipertensione in continuo peggioramento, i chirurghi avevano asportato i reni del bambino, comunque non funzionanti. A 14 anni, Carmelo era alto solo un metro e nove centimetri, pesava 18 chili e mezzo e sembrava un bambino di cinque anni. La rabbia era la sua difesa.

“Ciao” disse il clown.”Sono il dottor Mozziconi. Posso entrare?”
“Vattene via!” rispose Carmelo con Rabbia. Pallido come un cadavere, giaceva in un letto d’ospedale, in una stanza spoglia e tetra. Sondini trasparenti correvano dalla minuscola gamba del bambino a un’apparecchiatura che emetteva un ronzio continuo mentre purificava il suo sangue.
Carmelo odiava la dialisi.
Sollevando il capo, urlò: “Ti ho detto di andartene!” Obbediente, il dottor Mozziconi se ne andò con la sua andatura goffa e dondolante…

Sotto il trucco da clown c’era un uomo che aveva imparato a ridere alla scuola del dolore. Figlio illegittimo, Michael Christensen era stato allevato da una madre alcolista che riusciva a sopravvivere grazie al sussidio di disoccupazione, si era sposata quattro volte ed era morta a 55 anni. A dieci anni, Michael aveva cominciato a rubare nei negozi e a forzare automobili. Un giudice del tribunale minorile era riuscito, incutendogli un bel po’ di paura, a riportarlo sulla retta via.
All’università, Michael aveva scoperto il teatro.
Ma il vecchio trauma era profondamente sepolto nel suo cuore. Nel 1985 suo fratello era morto di cancro. Michael, che lo idolatrava, era piombato in un grave stato depressivo. Straziato dal dolore, era entrato in una chiesa vuota,
In un grave stato depressivo. Straziato dal dolore, era entrato in una chiesa vuota, era caduto in ginocchio davanti all’altare e aveva pianto. “Cosa vuoi che faccia?” aveva chiesto. Gli era sembrato di sentirsi rispondere che avrebbe dovuto dedicare la propria vita a qualcosa di più grande di lui.
Nel 1986 il Babies Hospital di New York aveva chiesto al clown Michael di far visita ad un reparto pediatrico. Quando vide quei visetti, poco prima impauriti, illuminarsi di gioia,il giovane attore aveva capito che cosa avrebbe dovuto fare. L’Unità di Soccorso dei Clown del Big Apple Circus aveva subito riscosso un enorme successo. Aiutato da offerte e donazioni, Michael era riuscito a mettere insieme un’allegra brigata di clown. Ora i 25 attori che compongono l’Unità di Soccorso trascorrono in media tre giorni la settimana in otto ospedali di New York. In una settimana, i clown
fanno visita a circa 800 bambini. (ndr. ricordate sempre: marzo 1991). In alcuni reparti, molti dei bambini non lasceranno l’ospedale vivi.

Pur essendo sistematicamente cacciato via da Carmelo, Michael continuò ad andarlo a trovare due volte la settimana per due mesi. Nei panni del dottor Mozziconi, Michael faceva giochi di prestigio, bolle di sapone, cantava simpatiche canzoncine. Carmelo lo ignorava o gli diceva di andarsene. Ricordando la propria infanzia piena di disperazione, Michael si identificava sempre più con quel piccolo invalido combattivo. A poco a poco, però, il bambino finì per rimanere affascinato da quella banda di clown dalle orecchie di giraffa che portavano biancheria intima a mò di cappello, e usavano stetoscopi con rane giocattolo al posto della capsula metallica per auscultare. Ogni volta
che starnutivano volavano innumerevoli stelle filanti, e spesso si cimentavano in divertenti trapianti di ossa. Dicevano cose senza senso (“quanti anni hai, sei? Quando avevo la tua età, io ne avevo sette”) e raccontavano divertenti indovinelli. Ricavavano flauti dalle siringhe, cornamuse dai guanti di gomma opportunamente gonfiati, “tube a ossigeno” da tubi per l’ossigeno, tamburi dalle padelle e poi facevano la serenata a tutti i presenti.

Un giorno uno dei prestigiatori del gruppo, il dottor Dottore, coinvolse Carmelo nel suo numero.
Chiamò un’infermiera e disse: “Questo ragazzo sa leggere nel pensiero!” Per dimostrarlo, il dottor dottore la “costrinse”, grazie alla destrezza con cui maneggiava le carte, a scegliere una carta che aveva precedentemente mostrato a Carmelo. Con gli occhi che gli brillavano per l’emozione, il bambino finse di riflettere; poi, trionfante, disse di quale carta si trattava. L’infermiera rimase senza fiato. Era nata una stella. Ogni volta che ripeteva il numero, Carmelo trovava il modo di arricchire il suo ruolo.

“Sei davvero un attore di talento,Carmelo!” disse il dottor Dottore
“Si,lo so! Dopotutto, fingere è ciò che faccio ogni giorno!”. Come in un piccolo vulcano, la rabbiosa voglia di vivere di Carmelo, tanto a lungo repressa, esplose in una colata di parole che continuarono a scorrere per 45 minuti. Nel corso di una visita successiva all’ospedale, il dottor Dottore lanciò un’idea a Carmelo. “Sai” disse “di farebbe comodo un attore di talento come te nell’Unità di Soccorso dei Clown”
“Ti daremo un dollaro al giorno, per cominciare” disse Michael.
Carmelo prontamente replicò: “Ma sarò un clown molto bravo. Dovreste darmi tre dollari al giorno”
Si accordarono per due.
La volta dopo, quando arrivò in ospedale, il dottor Mozziconi trovò Carmelo che lo aspettava impaziente.
“Dai, Michael, truccami! Voglio che mi trucchi proprio come te!”
Il dottor Mozziconi non si fece pregare, e truccò Carmelo.
A testa alta, con gli occhi luminosi, il bambino sedeva sulla sedia a rotelle come un re sul trono.
Provava un’autentica venerazione per Michael, e lo chiamava “colui a cui voglio più bene”.
Aiutandosi con un tampone, il dottor Mozziconi passò un pò di lattice liquido su un grosso naso di gomma e poi lo attaccò al naso di Carmelo.
Una volta truccato, Carmelo si guardò in uno specchietto tascabile.
“Ooooh”disse volgendo lo sguardo verso Michael “sono proprio come te, solo più piccolo. Questo vuol dire che allora sei tu mio papà?”
Michael: “E’ pronto, dottor Tormento?” E Carmelo: “Prontissimo!” Si avviarono lungo il corridoio, il pagliaccio grande spingendo il pagliaccio piccolo sulla sedia a rotelle. Si formò un folto gruppo di piccoli pazienti sorridenti, molti dei quali affetto da cancro. “Ehi, Carmelo, facci divertire!”
Carmelo era raggiante.
“Eh, tu!” disse ad un ragazzino di 12 anni dalla magrezza impressionante, facendogli segno di avvicinarsi. “Sono il dottor Hector. Ti farò un esame della vista. Vedi questo pesce?” chiese, mostrando un pesce di plastica di almeno 30 centimetri.
“Vieni più vicino. Lo vedi, ora?” Il ragazzo fece un cenno di assenso col capo. “Vieni viciniccimissimissimo.”
Quando il ragazzo arrivò a circa 30 centimetri, Carmelo schiacciò il pesce, schizzando acqua sul viso del ragazzo. Il pubblico rispose con un boato d’ilarità La salute di Carmelo migliorò di pari passo con il suo umore, e il 1989 fu l’anno più felice, anche dal punto di vista fisico, della sua vita. Si ammalò poche volte, e il suo organismo divenne mano a
mano più robusto. Nell’estate di quell’anno, imparò a correre e acquistò tre chili. Per la prima volta la sua pelle assunse un colorito roseo. Era tornato a casa per vivere con il padre, che aveva ottenuto la custodia del ragazzo e pensava di risposarsi.
Ma alla fine di gennaio 1990 la fortuna abbandonò Carmelo. Fu colpito da setticemia, e la sua fistola un collegamento dialitico che gli era stato innestato chirurgicamente nella coscia sinistra si infettò. Estremamente indebolito, fu colto da un attacco di polmonite e trasportato d’urgenza al Babies Hospital. La fistola fu asportata e gli venne temporaneamente inserito un catetere nel collo. Ma la ferita sulla gamba guariva molto lentamente, e la setticemia resisteva al trattamento. Ciononostante, Carmelo non voleva rinunciare a esibirsi nelle corsie con i clown, aggrappandosi al sogno di una vita migliore.
“Ci sono talmente tante cose che voglio fare!” disse a Michael “Conosco già l’alfabeto. So scrivere il mio nome. Ora voglio imparare a leggere. Voglio scrivere un libro su cosa vuol dire essere un clown. Voglio andare alla televisione e raccontare a tutti quello che provo.” A metà aprile, senza che vi fossero segni premonitori, Carmelo manifestò delle disfunzioni epatiche. Le sue condizioni peggioravano di ora in ora. Cercammo di fargli mangiare qualcosa, ma la testa gli cadde nel piatto.
Ben presto cominciò a oscillare tra il delirio e uno stato semicomatoso. Perdeva i capelli a ciocche e la pelle aveva assunto un colore grigioverde. Fu colpito un’altra volta da setticemia. Gli esiti degli esami indicarono che la causa era il cuore, e in maggio gli specialisti furono concordi: l’unica speranza era un’operazione a cuore aperto.
Carmelo prese la notizia in modo tranquillo. “I medici sanno quello che fanno” disse. Poi, aggrottando le sopracciglia, aggiunse: “Spero solo che si ricordino di rimettere il cuore al suo posto”.

Prima dell’operazione guardò i cartoni animati alla televisione, e alle 8,30 vennero a prenderlo per portarlo in sala operatoria. Seduto con le gambe incrociate, attraversò il reparto come un lord sulla portantina. Le infermiere erano schierate lungo il corridoio.
“Ci vediamo dopo, Carmelo!” augurarono.
Lui fece un senso d’assenso, ma non disse nulla.
Mentre aspettava fuori della sala operatoria, si rinchiuse in se stesso e rimase seduto in silenzio per diversi minuti, come in meditazione, come se stesse raccogliendo tutte le sue forze per quello che lo aspettava. Il suo volto si rasserenò. Quel corpicino fragile pareva aver accumulato energia. Quando Michael arrivò, Carmelo era appena uscito dalla sala operatoria. Mimì, la matrigna di Carmelo, gli corse incontro .”Qualcosa lo protegge” disse a Michael” Una volta che stava male mi confidò. “Ringrazio Dio per quello che ho. Potrei essere morto. Qualunque cosa mi accada, sarà
dettata dalla volontà del Signore. C’è un messaggio in quello che ho patito.”
Michael entrò nella sala di rianimazione. Carmelo era disteso sulla schiena, privo di sensi, e aveva il respiro pesante. Una benda gli attraversava il petto, diversi fili si incrociavano sul suo corpo e aveva una cannula per l’ossigeno infilata in una narice. Michael si chinò e parlò dolcemente all’orecchio del bambino: “Carmelo, sono il dottor Mozziconi. L’operazione è pienamente riuscita. Ti rimetterai presto, vedrai. Tornerò a trovarti. Ricorda che, quando sarai pronto,troverai un naso rosso ad aspettarti.”

Benchè Carmelo avesse lottato duramente, uno alla volta i suoi organi vitali cessarono di funzionale. La mattina del 15 luglio 1990 il bambino chiesea un’infermiera di fargli il bagno, passargli una pomata sulle piaghe da decubito e vestirlo con il suo abito preferito. Poco dopo mezzogiorno chiuse gli occhi, e pochi istanti dopo cessò di vivere.
Negli anni Settanta, Michael aveva girato l’Europa, esibendosi per le strade come clown, poi aveva aiutato l’amico Paul Binder a creare a New York The Big Apple Circus, i dottori clown “professionisti” che lavorano negli ospedali.
I primi clown “medici clown” negli ospedali si sono visti a New York nel 1986. Il pioniere di questa attivtà è stato il sig. Michael Christensen, clown professionista, impiegato all’epoca al Big Apple Circus.
Insieme a Paul Binder, nell’86 ha creato la “The Clown Care Unit” (unità di cura da parte di clown), che porta il sorriso e la fantasia negli ospedali pediatrici.

Oggi questa fondazione senza scopo di lucro ha sviluppato le sue attività nel territorio dello stato di New York, dove è attiva con 35 “dottori clown” in 7 ospedali.

Fonte: www.clownterapia.it


Silvia Pepe

La Terapia del Sorriso

Osservare, comprendere, dare spazio alle emozioni


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La Terapia del Sorriso è un nuovo linguaggio nato per comunicare (in particolare con i bambini) attraverso le emozioni e un mezzo per riequilibrarle, suddiviso in due parti: l’Animazione Emozionale e l’Animazione Terapeutica.

Si tratta di due tecniche messe a punto osservando i bisogni delle persone al di là delle cure mediche rivolte al corpo fisico o alla mente, per aiutare il paziente ad essere consapevole della sua forza interiore stimolandone la guarigione.

Tutto questo è stato sperimentato a livello clinico: il libro si propone dunque come prima divulgazione e come indicazione generale per gli operatori sanitari, in primis, e per gli educatori, gli insegnanti e i genitori.