Dove il Mare incontra il Cielo – The Fan Brothers

Fin ricordava la voce del nonno.
Gli raccontava storie su un posto lontano
dove il mare incontra il cielo.

Finn vive vicino al mare e il mare vive da lui. Ogni volta che guarda fuori dalla finestra è un costante ricordo delle storie che suo nonno gli ha raccontato sul luogo in cui l’oceano incontra il cielo. Dove volano balene, meduse, uccelli e i castelli galleggiano.

Il nonno di Finn, che oggi avrebbe 90 anni, non c’è più, ma Finn conosce il modo perfetto per onorarlo.
Costruirà la sua nave e salperà per trovare lui stesso questo luogo magico! È estate: il tempo del mare, dell’andare per luoghi sconosciuti verso l’avventura.

Una barca di fortuna, pezzi raggranellati sulla spiaggia che chi cerca, trova! Assi di legno assortite, telai per ipotetiche finestre, due legni lunghi ben trattenuti da un saldo giro di corda, l’albero maestro; un pezzo di staccionata la carena, una lanterna e per bandiera una vecchia canotta a righe, che le righe si sa, fior di pirati le hanno indossate 😉
Un lavoro di ricerca, per il piccolo Finn, che è già un viaggio che percorre l’infinita battigia e porta oltre le dune di sabbia. Cercare e trovare e poi assemblare questi regali del mare.

Lettori e ascoltatori salpano per un viaggio che ha del surreale. Ammirando le illustrazioni con un raffinato sguardo, un confine sembrerà già essere abbattuto, mentre le nuvole si allungano riempiendo il cielo di un impalpabile pulviscolo che si compone e scompone in figure, piccoli segni di un possibile percorso, compagni di un destino che si sta compiendo ingannando l’occhio, rimescolando i colori là, in fondo, vicino all’orizzonte.

Dopo momenti di solitudine, Finn si ritrova davanti una gigantesca carpa dorata con baffi e pizzetto, proprio in quel momento, quando il giorno cede il passo alla sera e poi all’oscurità della notte, nel profondo silenzio del mare aperto, la grande carpa cambia ritmo alla narrazione e allo stato dell’anima del piccolo viaggiatore.

“Sai dove l’Oceano incontra il Cielo?” Finn chiese al pesce.
“È alto e basso, e profondo come il mare”
“È su e giù e molto lontano”

La carpa dorata è in testa alla solitaria spedizione e con lei Finn visiterà le Isole Biblioteca, popolate da cento variopinti uccelli-lettori, un’isola di conchiglie giganti impervie come montagne da scalare.
Bisogna fermarsi, osservare tra le pagine, tra i dettagli ed immergersi dentro, là, dove le meduse quadrifoglio danzano, e poi su tra cielo e mare dove non sai sei ti stai librando in volo o se è l’acqua… Ma non importa, ciò che i tuoi occhi vedono ora come bolle di sapone alimentate da un gigantesco e invisibile diffusore è quanto di più magico, mistico, magnetico e surreale ti sarà mai dato modo di vedere.


Da qui in poi la storia diventa un sogno meraviglioso, dove il piccolo Finn a bordo della sua barca vede paesaggi mozzafiato, creature marine straordinarie, acque cristalline solcate da mongolfiere, draghi e vascelli.
Lì tra cielo e mare un castello si annida in una nuvola, dirigibili, vascelli, il Titanic, golette dalle vele piumate, pesci volanti, lo Zeppelin e sottomarini di grandette e lunghezza diverse, dragoni sospesi trasportati da leggere mongolfiere e poi meduse, meduse che ballano. E sullo sfondo una gigantesca e luminosa luna che una grande balena blu, di passaggio in primo piano, sembra dividerla in due.

Se aguzzi la vista, proprio lì vicino c’è la minuscola barchetta di Finn fatta di cose che il mare gli ha portato come doni preziosi.
E quando arriverà, forse, solo forse, troverà qualcosa che non sapeva che stava cercando…
Il cielo si apre, l’acqua si ritira e una splendida luna illumina tutte quelle meraviglie… fino all’arrivo della mamma di Finn.

E’ stato solo un sogno?
Oppure adesso Finn conosce il luogo dove il mare incontra il cielo?
Forse tutto quel blu di cui Finn è stato testimone è un luogo magico che non esiste, o forse è un luogo dove si ritrovano coloro che portiamo sempre con noi nel cuore, tra mare e cielo…

Dove il Mare incontra il Cielo di Eric Fan e Terry Fan (The Fan Brothers) edito da Gallucci editore, è un libro incredibilmente poetico che colpisce per le immagini spettacolari a cui ci hanno abituato i Fan Brothers, i fratelli canadesi dallo straordinario gusto estetico che, lavorando insieme, hanno prodotto dei libri straordinari, assolutamente inclassificabili, ma da ammirare per la loro bellezza.
Assolutamente da avere nelle propria libreria!
Nominato per il premio Kate Greenaway 2019.

Una storia, emotivamente carica che affronta in modo delicato la perdita e il lutto; grazie alle splendide e ricche illustrazioni la narrazione esprime e arriva dritta al cuore senza precedenti.
Non è stato trascurato nessun dettaglio…un libro da leggere con calma per “salpare insieme a Finn” ed immergersi come in un sogno che fonde le bellezze della natura.
In una scena toccante, Finn saluta il volto sorridente e illuminato del nonno.

Questo elegante libro illustrato è un viaggio contemplativo e curativo alimentato dall’amore e dalla perdita.
Le illustrazioni eleganti dei Fan Brothers e la narrazione semplice ma piena di emozioni creano un libro illustrato che è al tempo stesso mistico, magico e magnetico.
Questa avventura amorfa e fantasiosa porta nascosti fili di malinconia che ignoreranno la maggior parte dei giovani lettori, ma rimarranno affascinati dalle illustrazioni magiche e dall’accettazione della nozione che i mondi fantastici di sogni e storie esistono veramente.

Certo, sono possibili molte letture di questo viaggio, non ultima quella spirituale ma sempre di viaggio si tratta, sempre di meraviglia e maestosità: quella dei luoghi che costruiamo nel nostro cuore.
Quel “Finn?” sussurrato dalla mamma ci riporterà al presente con uno sguardo..

“…verso quel magico luogo tanto lontano,
dove il mare incontra il cielo.”

Buon viaggio e Buona lettura!
Puoi acquistare il libro QUI

La felicità è molto vicina..

Tempo fa, un uomo camminò sulla spiaggia in una notte di luna piena…
Pensò che se avesse avuto una macchina nuova sarebbe stato felice
se avesse avuto una grande casa sarebbe stato felice.
Se avesse avuto un lavoro eccellente sarebbe stato felice
se avesse avuto una donna perfetta sarebbe stato felice…
In quel momento inciampò in una borsa piena di pietre.
Cominciò a giocare con le pietre, gettandole nel mare, una per ogni volta che aveva pensato:
Se avessi… sarei felice…
Finchè rimase solo con una pietra nella borsa e decise di tenerla
Quando arrivò a casa notò che quella pietra era un diamante molto prezioso
Ripensò a quanti diamanti aveva gettato per gioco nel mare, senza accorgersi che erano pietre preziose
Così fanno le persone…
Sognano quello che non hanno senza dare valore a quello che hanno vicino
Se osservassero meglio, noterebbero quanto sono fortunati…
La felicità è molto più vicina di quello che si pensa…
Ogni pietra dovrebbe essere osservata meglio…
Ogni pietra potrebbe essere un diamante prezioso!.. Ogni nostro giorno potrebbe essere un diamante prezioso e insostituibile…
Ognuno di noi può decidere se apprezzare ogni pietra o gettarla in mare….. E tu, stai giocando con le pietre?
Amici, famiglia, lavoro e sogni?
La morte non è la più grande perdita della vita.
La più grande perdita della vita è morire dentro mentre viviamo.
Vivi pienamente ogni giorno…

Autori Vari

Compralo su Macrolibrarsi

Un piccolo breviario della felicità da gustare ogni giorno per riscoprire i piccoli e i grandi piaceri della vita.

Un modo semplice ed efficace per riprendere contatto con se stessi, con chi ci sta intorno e con l’essenza profonda dell’esistenza.

.

Essere ciò che gli altri vogliono

crescere_essere

La cosa più facile di questo mondo è essere ciò che siamo, mostrare ciò che proviamo.
La più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo. Eppure è questo lo schema entro il quale ci vediamo costretti a vivere.
Siete voi stessi, o siete ciò che gli altri vi hanno detto che siete? E volete sapere davvero chi siete? Perché, se lo desiderate realmente, sarà il viaggio più lieto della vostra vita.

Ma questa persona che sa amare è anche un uomo o una donna costantemente consapevole che vivere è una fonte incessante di felicità e di stupefazione. Sono convinto che, contrariamente all’opinione comune, eravamo destinati alla felicità, perché ci sono troppe cose belle al mondo: gli alberi, gli uccelli, il volto della gente. Non esistono due cose uguali, e le cose mutano in continuazione. Com’è possibile annoiarsi? Non è mai esistito un tramonto uguale a un altro. Guardate la gente in faccia. Ogni volto differisce dagli altri. Ciascuno ha la propria bellezza. Due fiori identici non sono mai esistiti. La natura aborre l’uguale. Persino due fili d’erba sono diversi tra loro. I buddisti mi hanno insegnato una cosa fantastica. Loro credono nell’immediato, nel «qui» e nell’«ora».
Sostengono che la sola verità è quella che esiste nel presente, in ciò che avviene tra me e voi in questo preciso istante. Se tu vivi in funzione del domani, il che è soltanto un sogno, tutto ciò che avrai non sarà altro che un sogno inesaudito. Quanto al passato, è ormai estraneo a qualsiasi realtà. Ha un suo valore, perché è valso a fare di noi ciò che siamo,
ma il suo valore si esaurisce qui. Evitiamo dunque di vivere nel passato. Viviamo nel presente. Quando mangiamo, mangiamo. Quando parliamo a qualcuno, parliamo. Quando guardiamo un fiore, guardiamolo. Captiamo la bellezza nel singolo momento in cui viviamo!

La persona che sa amare non è tenuta a essere perfetta. Basterà semplicemente che sia umana. Abbiamo quasi paura di affrontare qualunque cosa perché non siamo in grado di farla perfettamente. Maslow sostiene che certe esperienze splendide e decisive dovremmo viverle tutti: quella, per esempio, di fabbricare un vaso di maiolica, o di dipingere un quadro e poi dire: «Ecco, questa è un’estrinsecazione di me stesso».

Un’altra teoria esistenzialista afferma: «Io esisto perché ho fatto qualcosa. Ho creato, dunque sono». Eppure noi non vogliamo far «qualcosa» perché temiamo che non sarà ben fatto, che non riscuoterà l’approvazione altrui. Se sentite il desiderio di imbrattare una parete d’inchiostro, fatelo. Dite a voi stessi: «Questa azione promana da me. È una mia creazione. Ho fatto quel che ho fatto, e va benissimo». Ma non osiamo, perché vogliamo che le cose siano perfette. E pretendiamo che lo siano anche i nostri figli.

L’uomo peraltro è sempre suscettibile di progredire, migliorare, evolversi, e se non lo credete è segno che in voi è in corso il processo che conduce alla morte. Ogni giorno dovreste vedere il mondo alla luce di una nuova visione personale. L’albero davanti a casa vostra non è più lo stesso, e allora dovete guardarlo! Mutano giornalmente anche le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri figli, i vostri padri, le vostre madri: dunque, guardateli! Il cambiamento è in atto in ogni cosa, ivi inclusi voi stessi.

Giorni fa ero su una spiaggia con un gruppo di miei studenti. Uno di essi ha raccolto una stella di mare disseccata dal sole e con grande cautela l’ha rimessa in mare. «Sì, è secca, lo so» è stato il suo commento, «ma non appena avrà riassorbito l’acqua tornerà a vivere». Ha indugiato un momento, pensieroso, poi si è rivolto a me: «Sa» mi ha detto, «può darsi che il processo del divenire sia tutto qui; forse di tanto in tanto capita di sentirci prosciugati, e di avere bisogno solamente di un po’ di umidità per rimetterci in carreggiata e ricominciar da capo». Sì, può darsi che la faccenda sia tutta qui.
Effettivamente, investire nella vita equivale a investire nel cambiamento finale. Non è il caso di darci pensiero per la morte, dal momento che, dannazione, abbiamo un gran daffare a vivere! Lasciamo che la morte badi ai fatti suoi, ma al tempo stesso non si creda che la vita scorra placida e tranquilla! La vita non è così. Tenuto conto dei mutamenti
continuamente in atto attorno a noi, dobbiamo adeguarci senza posa: il che implica da parte nostra un divenire incessante, senza interruzioni. Stiamo facendo un viaggio formidabile, non c’è giorno uguale al precedente. Ogni esperienza è nuova, ogni persona è nuova, ogni mattino della vita è un fatto nuovo.

In Giappone, l’acqua che scorre è fatta oggetto di una cerimonia. Usavamo sedere in una piccola capanna nella quale aveva luogo la cerimonia del tè. Il nostro ospite colmava d’acqua un mestolo, poi lo versava nella teiera e gli astanti
porgevano l’orecchio al fievole rumore prodotto dal liquido che cadeva nel recipiente, onde quel suono acquistava echi elettrizzanti, fantastici. Penso al numero incredibile di persone che giornalmente lasciano scorrere le docce, l’acqua che cade dai rubinetti aperti nelle vasche e nei lavandini, e tuttavia non ne hanno mai udito il rumore. A quando risale l’ultima volta che avete indugiato ad ascoltare la pioggia?

Fonte: Amore di Leo Buscaglia

Compralo su Macrolibrarsi

Vivere amando se stessi e gli altri è la grande sfida della nostra esistenza. L’avventura più esaltante e creativa. Un sentimento senza età che, per il famoso pedagogista americano, ci fa diventare una forza suprema, responsabile, senza più limiti dei pregiudizi. Attraverso il reciproco amore si può arrivare a completare l’infinito.