Quello che succede nella tua vita

Ecco il libro da leggere a San Valentino

San Valentino è alle porte. Ci sono molti modi per trascorrere questa data speciale, ma noi te ne vogliamo consigliare uno davvero unico. Nel giorno degli innamorati regalati un momento di magica armonia, – da solo o con il tuo partner – leggendo le riflessioni senza tempo dell’autore tedesco Ruediger Schache, racchiuse nel bestseller Il Segreto del Cuore; uno straordinario manuale che guida alla scoperta dell’Amore. Quello vero.

C’è una forza dentro di te – scrive Ruediger Schache -, che è la causa di tutto quello che succede nella tua vita, di ogni avvenimento che ha dato un’impronta alla tua esistenza. Nulla avviene per caso”. E’ il tuo cuore il magnete che attrae le persone intorno a te.
Ciò che vivi e  le persone che incontri “sono infatti come uno specchio che ti mostra delle parti importanti del tuo essere”. È per questo che bisogna sempre osservare e analizzare ciò che accade nel corso della propria vita.

Amore è comprensione

Sei tu il creatore della tua felicità. “Tanto più capisci come funziona la tua vita, tanto meglio riesci a proteggerti dagli influssi esterni e tanto più intensamente il tuo magnete attrae ciò che ti appartiene”, si legge ne Il Segreto del Cuore.

Per San Valentino quindi concediti un attimo di pace e pensa se la tua esistenza sta andando nella direzione del tuo cuore, dei tuoi pensieri e delle tue emozioni. Fermati un attimo e ascolta. “Senti cosa succede dentro di te mentre immagini di poterti dare quello che finora hai sempre aspettato di ricevere dagli altri”… Suggerisce l’autore e allora perché non provare?

Il fascino di questo libro sta nello spiegare – con esempi concreti e facili ragionamenti – come utilizzare la forza che è in ognuno di noi per trovare (o mantenere) il vero amore.  “Nel mondo nulla avviene per caso. Le persone e gli avvenimenti che compaiono nelle nostra vita  nascondono sempre importanti significati e spiegazioni”, scrive l’autore, aprendo le porte ad un mondo in cui l’amore non è irrazionale, ma è qualcosa di comprensibile, amico, quasi matematico.

I lettori nel parlare del libro si lasciano andare a riflessioni molto profonde, come quella diAnna che scrive “Il Segreto del Cuore è un balsamo per l’anima, una guida semplice e diretta per un cuore aperto a ricevere” oppure quella di Gianna Un consiglio… non prestatelo, perché è sempre meglio averlo a portata di mano per qualche consulto urgente. È anche un’idea regalo se si vuol fare un bel pensiero a qualcuno”.

Ruediger Schache ha scritto infatti un testo ricco e poliedrico che guida alla scoperta dell’amore di noi stessi per riscoprire l’altro e la bellezza dello stare insieme.  “Il modo in cui nascono e si sviluppano i tuoi rapporti non ha nulla a che vedere con la fortuna o la sfortuna – scrive. Dipende invece da una forza che ci collega tutti quanti e fa in modo che ci incontriamo oppure no”.

E’ il nostro cuore il magnete che attrae le persone intorno a noi, per questo è importante saperlo controllare. Attraverso racconti, esercizi emozionali e citazioni di autori senza tempo, come Confucio ed  EinsteinRuediger Schache narra l’amore, quello puro e semplice: il più bello, da perseguire in un’ottica di rispetto reciproco e di complementarità.

Ciò che racconta l’autore non è l’ amore che consuma ma quello che fa crescere. Forse il solo che può durare tutta la vita.


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Ogni istante della tua vita

Ogni istante della tua vita

L’uomo esaminò la pietra: la foto del padre, le due date 1916 e 2000 separate da un trattino di un paio di centimetri. Poi scosse la testa e disse: “Non so come spiegarmi, ma mi sembra così poco. Vede, mio padre ha avuto una vita piena, lunga, avventurosa. Vorrei si intuisse in qualche modo la sua infanzia in una grande famiglia, la campagna ricca di verde e di animali, i lavori pesanti, la soddisfazione di un buon raccolto, le preoccupazioni per i temporali estivi, la siccità…
Poi la guerra, le divise, le tradotte, la ferita, la fuga da un campo di prigionia, l’incontro con mia madre…
I figli che nascono, crescono, si sposano, i nipotini che arrivano uno dopo l’altro…
Poi la vecchiaia serena, la malattia, certo, ma anche l’affetto, l’amore, l’entusiasmo, la passione, le lunghe giornate di lavoro, le ansie, le preoccupazioni, le gioie…”.
L’incisore ascoltava con attenzione, poi impugnò lo scalpello e il martello e con quattro rapidi colpi allungò il trattino tra la data di nascita e quella di morte di quasi mezzo centimetro.
Si voltò verso l’uomo e fece: “Va meglio così?…”

La vita non può essere un trattino tra due date.

Abbraccia ogni istante della tua vita.

Adesso.

La vita è tutto quello che hai.

La pratica quotidiana della saggezza

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“La più grande ironia della vita è che tutto ciò che vogliamo, l’abbiamo già.”

Ecco una delle verità per cui Walsch è tanto famoso – e tanto provocatorio. In questo libro risponde con la consueta ironia e serenità a domande fondamentali sulla ricchezza, sull’amore, sul lavoro: le dimensioni della vita dove il desiderio di quello che non si possiede domina l’animo con forza, tenendolo in scacco.

Walsch trasforma i problemi in avventure: senza appoggiarsi a risposte miracolose, ma modificando il punto di vista dei suoi lettori-interlocutori e mostrando loro le sconosciute ricchezze interiori di cui non fanno uso.

Frutto di alcuni seminari che Neale Donald Walsch ha tenuto in diverse parti del mondo ai suoi numerosissimi lettori, questo libro ha il ritmo di una vera e propria conversazione con un amico, ai cui buoni consigli si ritorna spesso.

La terapia verbale

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TERAPIA VERBALE: La Malattia è una Commedia

Seminario Interattivo con Gabriella Mereu

Domenica 20 settembre 2009 ore 17.00

Cesena

Durante il seminario ci sarà l’incredibile opportunità di ascoltare in diretta degli esempi pratici di Terapia Verbale.

I pazienti della dottoressa Mereu la chiameranno per avere delle consulenze telefoniche, le racconteranno i loro sintomi e i loro disagi.  Assistendo a questi dialoghi medico-paziente si potranno comprendere in maniera semplice i passaggi  che portano alla guarigione e alla liberazione dai propri blocchi emotivi. La dottoressa Mereu farà sì che le storie degli altri possano diventare una straordinaria occasione di crescita personale ed emotiva per tutti coloro che parteciperanno alla conferenza.


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Avete mai provato ad ascoltarvi mentre vi lamentate di dolori fisici?
Avete mai pensato che le vostre parole potrebbero spiegare le vostre malattie?
Difficile da credere, eppure c’è chi ha studiato a fondo il linguaggio dei pazienti, arrivando ad afferrarne i significati più profondi. La dottoressa Mereu, ormai famosa in tutta Italia per la sua ricerca, presenterà a Cesena la sua tecnica d’interpretazione del sintomo: la Terapia Verbale. Durante il seminario dimostrerà in modo divertente come il “malato” stesso, parlando dei propri disturbi, riveli sotto forma di metafora il conflitto che l’ha portato alla patologia. La mimica, le espressioni figurate, i modi di dire e la grafia sono indicazioni preziose per svelare la vera natura dei vostri sintomi! Imparando a decodificare le metafore, potrete risalire all’origine dei vostri blocchi mentali e finalmente arrivare alla guarigione.


PERCHÈ PARTECIPARE?

Avrete la straordinaria possibilità di ascoltare in diretta e vedere dal vivo esempi pratici di Terapia Verbale. Potrete interagire con la dottoressa Mereu, chiedendole consigli e raccontandole i vostri disturbi. Apprenderete così, in maniera piacevole, i semplici meccanismi che portano alla comprensione dei vostri sintomi. Il seminario vi fornirà preziosi strumenti di consapevolezza per essere più vigili e attenti agli indizi che il corpo vi offre. Problemi psicologici, relazioni sbagliate e stress si ripercuotono infatti sul vostro organismo, facendovi stare male. Per questo Gabriella insegnerà ad ascoltarvi e capire come i vostri malesseri mutano e si trasformano in parole.

Il seminario è dedicato a tutte le persone sensibili che stanno cercando la strada che conduce alla salute e al piacere.


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Le nostre parole spiegano le nostre malattie

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L’ego

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L’ego nasce quando la coscienza inizia a muoversi verso il mondo della creazione, perpetrando le spinte istintuali dettate dalla volontà di sopravvivenza.
L’ego è una struttura auto-difensiva eretta nei confronti del mondo esterno, generata durante il primo stadio evolutivo.
L’individuo per conoscersi deve inevitabilmente perdersi nelle forme della creazione, patire la sofferenza della perdita di sé stesso, sino ad anelare successivamente la riscoperta di sé stesso.
Così stanno le cose per loro stessa natura: il gioco della vita si fonda sulla necessità di perdersi per poi ritrovarsi. L’estasi si può volere solo dopo aver sperimentato la sofferenza.
Dio può gioire di se stesso solo dopo aver dimenticato e rievocato la sua natura divina.
V’è, pertanto, un dolore necessario al ricordo di sé e un dolore reiterante, malato, connaturato alla struttura dell’ego.
La mente cerca di capire, cambiare, manipolare la realtà.
Quanto sono superflui i nostri perché, quanto sono infantili le nostre domande.
Ora c’è dolore, sofferenza, paura: desistiamo da ogni tentativo di capirli e spiegarli.

Tutto ciò serve solo a distorcere la reale comprensione dei fenomeni per tentare di controllarli e manipolarli secondo il nostro desiderio di sicurezza. Queste sono solo le dinamiche auto-protettive dell’ego.
Immobili, restiamo nel presente, seduti nel cuore del nostro dolore, e lasciamo che da solo si racconti.
Stando alla sua presenza, senza manipolarlo, come ghiaccio al sole si dissolve svelando la sua origine inconsistente e svelandoci il silenzio che nasconde al suo interno.
Voler capire equivale a fuggire.
Vedere è tutt’altra cosa: vedere è comprendere istantaneamente oltre il tempo.
Usiamo il pensiero perché non riusciamo a reggere la realtà di ciò che accade.
In ogni evento i vecchi schemi della mente s’insinuano come un virus, deformando la visione totale e chiara delle cose.
La visione giunge come un lampo che squarcia le tenebre, non si può causare, può solamente accadere, e noi possiamo unicamente preparare lo spazio dove questo fenomeno può avvenire.
Tutto ciò che è volontariamente causato è vincolato alle dinamiche di causa ed effetto.
Tutto ciò che è sotto il dominio di tale legge non conosce libertà alcuna e ruota all’interno di meccanismi prestabiliti, ordinati nel mondo temporale.
La mente ordinaria lavora applicando tali dinamiche. Si può forse affermare che senza la mente comune quest’universo non conoscerebbe nulla come il tempo e i processi consequenziali.
La sofferenza sotto una certa prospettiva è, pertanto, una sorta di benedizione.
L’intelligenza creativa, imbrigliata nelle anguste celle del pensiero reiterante, soffre e si contorce. La sofferenza diviene così un potente richiamo ad una dimensione di libertà e creatività ora dimenticata.
L’intelligenza non sta nel pensiero logico, discorsivo, sillogistico, causale, mnemonico, temporale, ma vive oltre tutto questo.
L’intelligenza creativa è intuitiva, esplosiva, diretta, non causata, auto-generata, a-temporale, a-spaziale, vivifica e vivificante.
Il pensiero logico, se si esplica nella sua massima estensione, può unicamente giungere a un’auto-sospensione.
Un pensiero perfetto può unicamente auto-terminarsi, come tutto ciò che giunge a perfezione, perchè tutto ciò che è limitato, prima o poi, giungerà al suo apogeo, alla sua morte e dissoluzione.
Ciò che è illimitato non conosce il senso del termine perfezione, o forse, l’illimitato è imperfezione perfetta, continua trascendenza, ma queste rimangono solo vuote parole se il nostro desiderio di verità e libertà non si sposta dal piano del pensiero al piano dell’azione totale. Sediamo quindi in silenzio e in attenta e passiva osservazione del mondo che ci circonda e compenetra. Diveniamo scienziati di noi stessi. Trasformiamo la nostra stessa vita in un laboratorio di ricerca!!

Il dolore viene neutrale, può distruggere o rigenerare, può condurre alla fioritura dell’intelligenza creativa o spingere in un ancor più profondo sepolcro di memorie.
La comprensione può determinare la modificazione dei nostri stati emotivi e comportamentali unicamente se è esercizio della totalità del nostro Essere.
Una cosa, anche se capita, non vuol dire che sia stata compresa e assimilata (quante persone capiscono che il fumo uccide, ma non per questo smettono. Comprendere che il fumo uccide significa vedere istantaneamente e totalmente, nell’azione di fumare, l’idiozia di un fatto mortale in atto e non in potenza).
La comprensione è contemporanea al mutamento. Il mutamento è l’ombra della comprensione, ma la comprensione, ripeto, non è un azione dell’intelletto, ma un fenomeno di percezione totale della nostra coscienza!

Comprendo e immediatamente agisco di conseguenza.

La comprensione parte dal centro e ordina la periferia con un atto totale.Il pensiero, che equivale al capire, parte dalla periferia per giungere al centro, ed e sempre un movimento limitato, ponderato, causale, temporale, incapace di penetrare nei recessi dell’animo umano.Il pensiero discorsivo, nella sua migliore espressione, può unicamente riflettere sé stesso e disquisire su se stesso, giungendo così ad intuire la propria intrinseca finitudine, lasciando, di conseguenza, spazio all’espansione della comprensione, dove, finalmente, l’Essere, non più ostacolato dalle barriere dei processi temporali del pensiero, può diffondere la propria luce nel mondo interiore del soggetto.

Continua la lettura su: http://www.lamentemente.com

Libro consigliato:



Dalai Lama

La Via dell’Amore

Aprire il cuore e la mente per raggiungere la saggezze e l’illuminazione

Oscar mondadori
ISBN: 9788804581413

Prezzo € 9,00

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Per ottenere la felicità e raggiungere l’appaga-mento personale è essenziale saper dare e ricevere amore. Ma fino a che punto comprendiamo la straordinaria forza trasformatrice di questo sentimento? Siamo davvero in grado di coltivarne e di apprezzarne i doni inestimabili?

Nella Via dell’amore il Dalai Lama ci insegna come tradurre l’energia che ognuno di noi dedica a se stesso in una forma di compassione rivolta agli altri. Riprendendo esercizi e tecniche messi a punto nei monasteri tibetani più di mille anni fa, ci guida lungo un cammino che porta a sviluppare il nostro potenziale, trasformando l’eccessiva e controproducente concentrazione su di noi in un sano interesse per gli altri.

Così, passo dopo passo, impariamo a superare la generale abitudine a inquadrare le persone in categorie rigide per creare e mantenere invece un atteggiamento positivo verso tutti coloro che ci circondano, allargandone sempre di più la cerchia. Riflettere sulla gentilezza e sull’amore ricevuti soprattutto durante l’infanzia (quando maggiore è la nostra dipendenza dall’attenzione e dalle cure altrui), ci spingerà poi a ricambiare chi ci ha fatto del bene, aiutandolo a raggiungere i suoi obiettivi.

In tal modo riusciremo ad apprezzare l’altruismo disinteressato, il dare con generosità senza tornaconto personale, perché nel momento in cui cerchiamo di realizzare il benessere degli altri stimoliamo la compassione, che è l’aspetto più vero e pieno dell’amore.

«Le persone stupide ed egoiste pensano sempre a sé, e la conseguenza è immancabilmente negativa» afferma il Dalai Lama. «Le persone sagge, invece, pensano agli altri, aiutandoli il più possibile, e la conseguenza è la felicità. L’amore e la compassione sono benefici sia per te sia per gli altri. Se sei gentile con gli altri, la tua mente e il tuo cuore si apriranno alla pace.»

Un libro che avvicina il nostro cuore e la nostra mente all’esperienza di un amore illimitato, trasformando tutte le relazioni di cui è fatta la nostra esistenza, e che ci guida ancora una volta verso la saggezza e l’illuminazione.

Se non miri a qualcosa..

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“Se non miri a qualcosa, non colpirai mai nulla” (El Hogar Cristiano)

Le persone che non riescono ad avere successo si distinguono per un tratto comune: conoscono tutte le vie che portano al fallimento e usano tutti gli alibi possibili per spiegare i loro insuccessi.

Alcuni di questi alibi sono anche intelligenti, ma pochi di questi sono
giustificabili.

La costruzione di alibi con i quali spiegare qualsiasi fallimento è un
passatempo universale, l’abitudine è vecchia quanto il mondo, ed è fatale al successo.

Perché le persone sono così disposte a coltivare i loro alibi? La risposta è ovvia: essi difendono i loro alibi perché se li sono creati.

L’alibi di un uomo è figlio della sua immaginazione, ed è nella natura umana difendere le proprie creazioni.

Creare alibi è un’abitudine profondamente radicata, e le abitudini sono
difficili da estirpare, specialmente quando sono supportate da una certa
giustificazione.

Platone aveva certamente questo pensiero dentro di sé quando disse: “la prima e più grande vittoria è conquistare sé stessi“.

Essere invece conquistati da sé stessi è la cosa peggiore.

Un altro grande filosofo affermava: “E’ stata una grande scoperta per me l’aver notato che la maggior parte dei difetti che vedevo negli altri erano soltanto il riflesso della mia stessa natura“.

E’ sempre stato un gran mistero per me, (diceva Elbert Abbart) la ragione per cui la gente perda coscientemente tanto tempo per crearsi alibi per coprire le proprie debolezze, se lo usasse diversamente, esso sarebbe sufficiente per superare qualsiasi debolezza, ed allora non ci sarebbe bisogno di alcun alibi“.

Dobbiamo ricordare che la vita è come il gioco degli scacchi, e il nostro
avversario è il tempo.

Se esitiamo nel muovere, i nostri pezzi saranno scagliati fuori della
scacchiera del tempo perché stiamo giocando con un partner che non tollera assolutamente indecisioni.

Vi sono oggi milioni di uomini che ritengono di essere stati privati del
tipo di vita che desideravano, e ciò perché hanno affrontato i loro problemi non come una sfida per risolverli, quanto invece considerandoli come baratri senza fondo, attraverso i quali fosse impossibile gettare un ponte.

Una breve ricerca può dimostrare che gli uomini di successo hanno problemi come tutti gli altri, quindi il nocciolo della questione non sta nei problemi, che sono comuni a tutti, ma nella capacità di risolverli non creandosi degli alibi.

Ogni volta che scriviamo il nostro obiettivo in cima al foglio non
preoccupiamoci e non spaventiamoci, pensiamo a quell’obiettivo come se questo non aspettasse altro che di essere raggiunto, come un problema che non chiede altro che di essere risolto, affrontiamolo con fiducia e dirigiamo tutta l’enorme capacità della nostra mente verso la soluzione.

Tutto ciò mette ognuno di noi a sedere al posto di guida; non saremo più dei passeggeri su un treno guidato dal qualcun altro verso qualcosa di sconosciuto, ma saremo piuttosto noi i macchinisti in un viaggio
predeterminato, verso una destinazione di nostra scelta.

Libri consigliati:



Marco Clementi

E Se Fosse Così?

Se dipendesse da noi?

Anima Edizioni
ISBN: 9788889137772

Prezzo € 16,00

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