Una Grande lezione di Vita

L’ultima conferenza del prof. Randy Paush, con traduzione in italiano, una grande lezione di vita.

“Come realizzare i sogni della vostra infanzia”

Buonasera a tutti. É magnifico essere qui. Questa serie di conferenze un tempo si chiamava “L’ultima conferenza: se aveste un’ultima conferenza da fare, di che cosa parlereste?” E io ho pensato: “Accidenti, finalmente avevo centrato l’argomento e loro le cambiano nome!” [Risate].

Bene, eccoci qui. Nel caso in cui ci fosse qualcuno che è capitato qui per caso e non conosce la mia storia, mio padre mi ha insegnato che quando c’è un grosso problema bisogna affrontarlo. Nelle mie Tac compaiono una decina circa di tumori al fegato e il dottore mi ha detto che mi restano dai tre ai sei mesi di buona salute. Considerato che me l’ha detto un mese fa, i conti sono presto fatti. Ho i medici migliori al mondo. Cosa c’è? Non funziona il microfono? Allora parlerò più forte…[aggiusta il microfono]. Va bene così? Ok. Allora, stavo dicendo che le cose stanno così. Non possiamo cambiarle. Possiamo soltanto decidere in che modo reagiremo alla situazione. Non possiamo cambiare le carte che ci sono date, possiamo soltanto decidere come giocare la prossima mano. Se non vi sembro depresso o cupo come pensate che dovrei essere, mi dispiace deludervi. [Risate].

Vi assicuro che non provo un atteggiamento di rifiuto. Non è che io non sia pienamente consapevole di quanto mi sta accadendo.

La mia famiglia, i miei tre figli, mia moglie…abbiamo traslocato. Abbiamo comperato una splendida casa in Virginia e stiamo facendo tutto ciò perché questo è un posto bellissimo per viverci. […] L’altra cosa che vorrei dirvi è che in questo momento sono in ottima forma, in forma smagliante e fenomenale. Ciò che intendo dire è che il fatto che io sia in ottima forma davvero è l’esempio di dissonanza cognitiva più plateale che vi possa capitare di vedere. Di fatto, credo di essere in forma migliore della maggior parte di voi qui presenti. [Randy si sdraia per terra e inizia a fare flessioni] [Applausi] Pertanto se qui c’è qualcuno che intende piangere o compatirmi, può scendere e fare un paio di flessioni, e soltanto dopo potrà compatirmi. [Risate].

Va bene… allora, di una cosa non parleremo oggi. Non parleremo di cancro, perché ho già parlato a lungo di questo e davvero non mi interessa parlarvene. Se avete qualche integratore a base di erbe o qualche altro rimedio, vi prego di starmi alla larga. [Risate].

Non parleremo anche di altre cose che sono più importanti dell’esaudire i sogni della vostra infanzia. Non parleremo di mia moglie e non parleremo dei miei figli, per esempio, perché sono bravo, sì, ma non così bravo da poterne parlare senza scoppiare a piangere. Pertanto, molto semplicemente, accantoneremo questo argomento, che è molto più importante.

Altre cose di cui non parleremo sono la spiritualità e la religione, anche se vi devo confessare di aver appena avuto una conversione in extremis, in punto di morte… [pausa drammatica di silenzio]. Mi sono appena comperato un Macintosh. [Risate e applausi]. Ecco, adesso so che almeno un nove per cento del pubblico è con me…

D’accordo, ma allora di che cosa parliamo oggi? Parliamo dei miei sogni d’infanzia e di come li ho realizzati. Da questo punto di vista sono stato molto fortunato. Parleremo di come credo di aver reso possibili i sogni altrui e, in una certa qual misura, degli insegnamenti che se ne possono ricavare. Sono un professore, pertanto dovrebbe essere possibile ricavare qualcosa che consenta ai vostri sogni di realizzarsi. A mano a mano che si diventa grandi, si può scoprire che “permettere ai sogni altrui di realizzarsi” è ancora più gratificante.

Dunque, volete sapere quali erano i sogni della mia infanzia? Prima di tutto vi premetto di aver avuto un’infanzia davvero molto felice. Sì, sul serio, non sto scherzando. Ho frugato nell’archivio di famiglia e la cosa che mi ha davvero colpito è che non sono riuscito a trovare nessuna foto di me bambino nella quale io non stessi sorridendo. E questo di per sé è già molto gratificante. [Compare una diapositiva] Questo è il nostro cane, d’accordo? Sbadiglia… e questo sono io che sogno. Sognavo molto.

Sapete, c’era molto per cui sognare ad occhi aperti. Sono nato nel 1960. Avevo otto o nove anni e se guardavo la televisione potevo vedere l’uomo sbarcare sulla Luna. A quel punto capite bene che ogni cosa è possibile. Ecco, questo non dovremmo dimenticarlo mai. L’ispirazione e la possibilità di sognare sono immense.

Quali erano i miei sogni d’infanzia? Potrete anche non essere d’accordo con il mio elenco, ma si tratta dei seguenti: sperimentare l’assenza di gravità, giocare nella Lega Nazionale di Football, scrivere una voce della World Book Enciclopedia (beh, sì, presumo che i secchioni si individuino subito, non è così? ), essere Captain Kirk…

C’è qualcuno tra voi che ha avuto questi stessi sogni quando era bambino? No, alla Carnegie Mellon University no di sicuro! Volevo anche essere uno di quei tipi che vincono i pupazzi giganti al Luna Park, e volevo diventare uno degli imagineer della Disney.

Ecco, ve li ho elencati in ordine sparso, anche se a esclusione forse del primo, sperimentare l’assenza di gravità, di sicuro erano sogni di difficile realizzazione.

Io credo che sia molto importante avere sogni precisi. Non sognavo di diventare un astronauta, perché quando ero piccolo e indossavo gli occhiali qualcuno mi aveva detto che gli astronauti non possono indossare gli occhiali… e io avevo dichiarato: “Mmmm, non mi interessa diventare astronauta. A me interessa soltanto galleggiare nell’aria”.

Così da piccolo, come potete vedere nella diapositiva, mi allenavo [si vede Randy bambino che sdraiato sul tavolo di casa assume la posizione tipica di chi galleggia in assenza di gravità]. Ma ovviamente questo sistema non funzionava granché. Più avanti è saltato fuori che la Nasa disponeva di una cosa detta “La cometa del vomito” con la quale si addestravano gli astronauti. Si tratta di un apparecchio che effettua delle paraboliche. Alla sommità di ogni arcata per 25 secondi circa si diventa dei proiettili e si sperimenta, per circa 25 secondi soltanto, un vago equivalente dell’assenza di gravità.

Ebbene, esiste un programma al quale gli studenti universitari possono sottomettere varie proposte e il progetto migliore si aggiudica il diritto di volare. Così io ho pensato che potesse essere un’occasione meravigliosa. Ho formato un team di studenti che ha vinto e si è aggiudicato il diritto di volare. Io ero al settimo cielo: sarei andato anch’io. Poi però mi sono scontrato con la prima dura realtà: mi hanno detto chiaramente che per nessun motivo un membro di facoltà avrebbe potuto volare con il team. Capirete… ero a pezzi. Mi sembrava impossibile: avevo lavorato così sodo!

Allora mi sono riletto con grande attenzione tutto ciò che c’era da leggere sul programma e ho scoperto che la Nasa, nell’ambito del suo programma di assistenza e promozione, permetteva agli studenti di portarsi dietro dalla loro città il giornalista di un media locale. [Risate]. E così… [fa la voce profonda] “Randy Pausch è un giornalista web”. [Torna alla voce normale].

È davvero molto facile ottenere un pass per la stampa! [Risate]. A quel punto chiamo la Nasa e chiedo a quale numero avrei potuto faxare alcuni documenti. Loro mi chiedono di che documenti si tratta. E io rispondo che si tratta delle mie dimissioni da membro della facoltà e della mia candidatura al ruolo di giornalista. Loro mi chiedono: “Non le pare un po’ troppo sfacciata come manovra?”. E io dico: “Sì certo, ma il nostro progetto riguarda la realtà virtuale. Porteremo con noi moltissime cuffie con apparecchi VR (virtual reality), e tutti gli studenti che formano il gruppo la sperimenteranno, mentre tutti i veri giornalisti riprenderanno la scena”. E Jim Foley (che è qui tra il pubblico e annuisce… sì, tu, bastardo!) mi dice: “Eccole il numero di fax”.

Quindi, in conclusione, abbiamo rispettato i patti. Questo è uno di quegli argomenti di cui sentirete parlare ancora a lungo più avanti: avere sempre qualcosa da mettere sul tavolo, proprio così, perché questo vi rende più bene accetti. Se siete curiosi di sapere com’è l’assenza di gravità, ecco… spero che il sonoro funzioni. [Nella diapositiva si vede Randy che sperimenta l’assenza di gravità]. Io sono questo qui. [Risate, perché le persone del video si schiantano sul pavimento dell’aereo]. Pertanto, sogno d’infanzia numero uno: esaudito.

Ok, passiamo al football.

Il mio sogno, come vi ho detto, era giocare nella Lega Nazionale di Football, ma probabilmente ho avuto molto più da questo sogno che non si è realizzato che da tutti quelli che invece si sono realizzati.

Avevo un allenatore. Firmai con lui a nove anni. Ero il più piccolo della Lega, e avevo un allenatore, Jim Graham, che era alto quasi un metro e novanta e aveva giocato da linebacker con i Penn State. Era un colosso ed era della vecchia scuola. Intendo proprio vecchia… il primo giorno di allenamento eravamo tutti spaventati a morte da quel gigante. Lui arrivò… ed era senza pallone. Come avremmo mai potuto allenarci senza pallone? Allora un ragazzino si fece avanti e gli disse: «Senta coach, mi scusi, ma non c’è il pallone». E il coach Graham: «È vero. Ma ditemi un po’, quante persone ci sono in campo?». E noi in coro: «Undici per squadra, ventidue in tutto». «Esatto. E quante persone alla volta toccano il pallone?». «Una sola». «Giusto. Quindi noi inizieremo da quello che fanno gli altri ventuno».

Sì, è propria una bella storiella, perché parla delle cose fondamentali, le cose basilari, le cose che contano. È importante concentrarsi su queste, le cose fondamentali, perché tutto ciò che è superfluo e inutile non serve a niente.

L’altra cosa importante legata al coach Jim Graham riguarda l’allenamento. Mi stava sempre addosso, sempre. Mi faceva sgobbare e lavorare senza sosta: “Sbagli questo, ripeti. Sbagli anche quell’altro. Fallo ancora. Torna indietro e ricomincia. Me lo devi… dopo l’allenamento fai le flessioni” e così via. Un giorno, al termine dell’allenamento, uno degli altri coach mi si avvicina e mi dice: «Il coach ti ha lavorato ben bene, non è così?». Io rispondo di sì, e lui chiosa: «Si tratta di un buon segno. Quando sbagli qualcosa e nessuno ti dice più niente, significa che ormai hanno rinunciato».

Questa è una lezione che ho imparato e ho ricordato per tutta la vita: quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirti qualcosa, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore.

Dopo il coach Graham ne ho avuto un altro, il coach Setliff, che mi ha insegnato moltissime cose sul potere dell’entusiasmo. Faceva una cosa terribile, a ripensarci: inseriva un giocatore alla volta per un solo tempo nella posizione che era la meno plausibile e la più sbagliata per lui. Per esempio, metteva in campo tutti i bassi nella posizione di ricevitore, capite? Beh, insomma, l’altra squadra era assolutamente disorientata. Non sapeva chi era a colpire. Perché se si gioca soltanto un tempo e non ci si trova dove uno suppone ci si debba trovare, libertà diventa sinonimo di nulla da perdere… L’entusiasmo era alle stelle. Ancora oggi da nessuna parte mi sento più a mio agio che su un campo da football.

Quello che voglio dire è che quando ho un problema da risolvere [tira fuori un pallone], la gente mi vede andare in giro con uno di questi… perché quando si è giovani e qualcosa come il football è la tua vita, diventa una parte di te. Per sempre. Sono molto contento che il football sia stato parte della mia vita. Anche se il desiderio di giocare nella Lega Nazionale di Football non si è realizzato, pazienza. Probabilmente ci sono cose che contano di più. Se poi guardiamo a quello che stanno facendo nella NFL… non sono più così sicuro che si stiano comportando bene….

Bene, uno dei modi di dire che ho acquisito lavorando per l’Electronic Arts, che mi piace moltissimo ed è in relazione a quanto ho appena raccontato è questo: “L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi”. Penso che sia assolutamente deliziosa.

L’altra cosa che posso dire del football, come di qualsiasi altro sport o attività che facciamo praticare ai nostri figli, che si tratti di football o di calcio, di nuoto o di qualsiasi altra cosa, è che questo è un esempio di quello che io definirei l’apprendimento indiretto. In realtà noi non vogliamo che i nostri figli imparino a giocare a football. Sì, insomma, è carino che io abbia queste tre punte e che so come fare blocco e così via… ma noi mandiamo i nostri figli a imparare cose molto più importanti di queste. Spirito di squadra, spirito sportivo, perseveranza, eccetera. Tutti questi apprendimenti indiretti sono importantissimi. Anzi, bisognerebbe aprire bene gli occhi, stare sempre all’erta e coglierli ovunque, perché sono ovunque.

Passiamo adesso all’altro desiderio, diventare autore di una voce della World Book Encyclopedia. Quando ero bambino, su una mensola di casa nostra c’era la World Book Encyclopedia… per le matricole devo precisare che si tratta di un’enciclopedia in versione cartacea! Bene, c’erano queste cose che chiamavamo libri [risate]. Dopo che sono diventato per così dire un’autorità in fatto di realtà virtuale, ma non poi così importante, mi sono trovato al livello di coloro ai quali la World Book Encyclopedia avrebbe potuto chiedere di scrivere un articolo. E infatti mi chiamarono e io ho scritto un articolo! Questa è Caitlin Kelleher [nella diapositiva Caitlin indossa una cuffia VR con la quale si muove in un mondo tridimensionale] e se andate nella vostra libreria locale, dove conservano ancora copie cartacee della World Book Encyclopedia, se cercate alla voce Virtual Reality troverete il mio articolo. Tutto ciò che posso dire è che effettivamente essendo stato scelto per diventare un autore della World Book Encyclopedia, posso assicurarvi che Wikipedia è una fonte perfetta di informazioni per voi, perché conosco il controllo di qualità delle vere enciclopedie!

Ok, passiamo pure al desiderio successivo. [Diapositiva riportante la scritta: “Incontriamo il Capitano Kirk”] [Risate].

A un certo punto della propria vita uno si rende conto che ci sono alcune cose che non potrà fare, così forse sarebbe meglio starsene con i piedi per terra. Beh, mio Dio, che modello per i giovani! [Risate] [diapositiva del Capitano Kirk seduto alla sua postazione di controllo sull’astronave Enterprise].

Ecco, io volevo essere così, ma quello che mi ha spinto più avanti nel corso della vita alla vera leadership, è aver capito che lui non era il più importante dell’astronave! C’era Spock, che non era niente male, e McCoy, il dottore, e poi c’era Scotty, l’ingegnere… tanto che alla fine uno finisce col chiedersi quali competenze, quali abilità possa mai avere lui per starsene ai comandi e coordinare tutti? E allora capisci che c’è una cosa che si chiama leadership, e ti piaccia o meno questa serie di telefilm, non c’è dubbio che osservando quel tipo in azione si imparano molte cose su come dirigere e comandare gli altri. E in più ha i giocattoli più belli di tutti! [mostra una diapositiva dei gadget di Star Trek].

Beh, insomma, da bambino credevo fosse affascinante che il Capitano Kirk avesse tutte queste cose, [tira fuori uno Star Trek Communicator] e potesse parlare a tutta l’astronave con questo. Credevo che fosse semplicemente spettacolare e ovviamente anche io oggi ne possiedo uno, e perfino più piccolo… [Estrae il suo telefono cellulare]. Insomma, tutto ciò è molto cool… quindi ho realizzato anche questo sogno.

James T. Kirk e il suo alter ego William Shatner hanno scritto un libro, che credo sia un libro niente male affatto. Lo hanno scritto con Chip Walter, uno scrittore che vive a Pittsburgh. Il libro parla della scienza di Star Trek, ovvero di quello che di Star Trek si è avverato. Gli autori si sono recati in vari posti del Paese, osservando varie cose e sono venuti qui a osservare la nostra realtà virtuale. Così abbiamo realizzato una realtà virtuale apposita, che era più o meno una cosa del genere. [Mostra la diapositiva del ponte virtuale di Star Trek ripreso da una trasmissione televisiva degli anni Sessanta]. È stato davvero forte conoscere l’idolo della mia infanzia, ma ancora meglio è quando è lui a venire da te per capire le cose più incredibili che tu stai preparando nel tuo laboratorio. Sì, fu un grande momento davvero…

Bene, siamo arrivati alla vincita dei peluche… potrà sembrarvi qualcosa di assolutamente banale, ma quando si è piccoli e al luna park si vedono questi tipi con grossi peluche sotto il braccio… bene, questa è la mia adorabile moglie e queste sono tutte immagini di grossi peluche che ho vinto. [Risate, mostra le diapositive di vari peluche di grosse dimensioni]. Questo è mio padre in posa con un peluche che ho vinto. Sì, ne ho vinti moltissimi. Questo è ancora mio padre con un peluche che ha vinto lui. Questa è una parte della mia vita e della mia famiglia.

Già so che cosa staranno pensando i cinici: diranno che in questa epoca di immagini manipolate digitalmente, forse tutti questi orsi non sono davvero nella foto con me, o forse ho pagato cinque dollari a qualcuno che aveva vinto davvero i peluche perché mi facesse fare una fotografia con loro… Così mi sono chiesto: come posso in quest’epoca di cinismo, convincere le persone? Risposta: ho capito, porto gli orsi. Prego, portateli fuori! [Svariati peluche di grosse dimensioni sono portati in scena. Risate e applausi]. Ecco, appoggiateli alla parete di fondo, grazie.


Come diventare padrone della tua vita – A livello personale, finanziario, di salute e benessere


Compralo su Macrolibrarsi

Non ne potevo più!

Poi 5 nuove attitudini hanno cambiato ogni cosa!

Ero stanco di dire: “Sarebbe bello ma…”!

Non avevo soldi per le cose che mi piacevano, non avevo una direzione, e mi ero ritrovato (non so come) a fare un lavoro che non mi piaceva! Mi “consolavo” leggendo libri, le storie delle persone che ce l’avevano fatta!

Quanto ho invidiato quelle persone! Per anni ho letto e preso appunti, letto e preso appunti! Ma tutte le storie erano diverse, totalmente diverse dalla mia. Così complicate!

Poi un giorno arrivai al culmine: doveva cambiare qualcosa!

Ripresi in mano tutti i miei appunti, quelli di 20 anni di studi.

E in un lampo… e arrivato l’essenziale! 5 semplie attitudini. 5 chiavi.

Semplici, facili da seguire, alia portata di tutti!

Oggi, nel momento in cui scrivo, e una bella giornata di sole. Sto ridendo e penso che… la vita e davvero una gran bella cosa. Mentre faccio il lavoro dei miei sogni (aiuto la diffusione di una culture del possibile su http://www.piuchepuoi.it) ho deciso di condiviedere tutto questo con te. Perche anche tu, da adesso, possa iniziare a vivere la vita che hai sempre sognato.

Ecco alcuni degli strumenti che stai per padroneggiare:

  • Come superare la paura di agire con un metodo “logico” ed “emotivo”;
  • Non sai cosa vuoi veramente? Ecco come riscoprire i tuoi veri sogni;
  • Impara a gestire i giudizi degli altri (e non farti distogliere dalla realizzazione della vita che vuoi);
  • Le 3 regole per mettere il turbo alla tua vita;
  • Come progettare e, soprattutto vivere, la vita come tu la vuoi. A partire da adesso.

Un traguardo da raggiungere!

C’era una volta un uomo che voleva trovare l’acqua che gli serviva per irrigare i suoi campi, per dar da bere ai suoi figli, per la sua igiene personale e non importa quante altre cose…

Quello che è realmente importante di questa storia, almeno per il lettore, è che quell’uomo aveva un traguardo da raggiungere!

Cosicché, armato di un piccone e di una pala, cominciò a scavare un pozzo, perché, ovviamente, l’acqua si preleva dai pozzi! Passò giorni e giorni a scavare senza trovare una sola goccia d’acqua. Ma un giorno, mentre stava scavando, uno sconosciuto passò occasionalmente per la sua proprietà. Gli disse: «Cerchi l’acqua? Perché non provi lì vicino all’albero? È un albero frondoso e verde e probabilmente troverai l’acqua più facilmente».

Il nostro protagonista gli diede ascolto e si mise a scavare un altro pozzo dove gli aveva indicato lo sconosciuto. Alla fine di una settimana di duro lavoro ancora non aveva trovato l’acqua; ma era un uomo ostinato e continuava a scavare senza posa. Mentre era concentrato nel suo lavoro, udì il rumore di carri e di cavalli, che si stavano avvicinando. Una carovana si fermò vicino alla sua casa ed egli andò a ricevere i nuovi venuti.

Quando lo videro così sudato e stravolto dalla fatica, i nuovi arrivati gli chiesero che cosa stesse facendo; al che rispose che stava scavando un pozzo per prendere l’acqua e non dover andare tutti i giorni fino al fiume, che era molto lontano.

«Allora non è il luogo adatto» gli disse quello che sembrava essere il capo della carovana «Dovresti andare dietro alla casa, vicino alla roccia!».
E senza aggiungere altro tutti se ne andarono.

Il nostro amico si diresse alla porta posteriore della sua abitazione, con il suo piccone e la sua pala, pronto a ricominciare fiducioso a scavare. Dopo vari giorni di inutile lavoro, non aveva ancora trovato neanche una goccia del prezioso liquido.

All’improvviso si sentì chiamare per nome. Era un suo buon amico, accompagnato da un uomo anziano, che gli fu presentato come un famoso indovino.
«Ho saputo che volevi fare un pozzo e ho pensato che ti avrebbe fatto comodo conoscere un grande specialista».

Il nostro protagonista mostrò con un certo orgoglio all’indovino i tre profondi pozzi, che aveva scavato con tanta inutile fatica.

L’anziano sorrise e gli disse: «Se veramente desideri trovare l’acqua, sei sulla strada sbagliata».

Di fronte all’idea di dover scavare un quarto pozzo, il nostro si arrabbiò moltissimo e, senza sentire ragioni, scacciò bruscamente l’amico e l’indovino dalla sua proprietà.

Sulla via del ritorno, l’indovino commentava l’accaduto con il suo accompagnatore, che era molto dispiaciuto per l’accaduto: «Non preoccuparti, non è la prima volta che mi imbatto in un caso come questo. Per il tipo di terreno in cui si trova il giardino, deve esserci acqua tra i quindici e i venti metri. Il tuo amico ha scavato tre pozzi di dieci o dodici metri. Se solo avesse perseverato un po’ di più in uno qualunque di essi, in questo momento avrebbe tutta l’acqua che gli serve!».
***************


Questa storia, apparentemente così ingenua e semplice, dice molte cose sul carattere dei “nati perdenti”; di quelli che, nonostante sforzi sovrumani, sono abbonati al fallimento e non riescono a raggiungere le proprie mete, anche se le programmano.

Per prima cosa, costoro non raggiungono i propri traguardi perché gli manca quella qualità che gli uomini chiamano: perseveranza!
Possiamo avere le idee molto chiare, agire nella giusta direzione, utilizzare i metodi adatti ma, se siamo impazienti e non perseveriamo, falliremo il 99% delle volte.

I “falliti di professione”, oltre a mancare di perseveranza, di solito non credono in se stessi e danno retta al primo che passa. Non sanno che è meglio sbagliare da soli e imparare le lezioni dai propri errori, che ripetere gli errori degli altri, soprattutto quando neanche sanno che si tratta di errori.

Napoleone coniò a riguardo una frase storica: «Non datemi consigli, preferisco sbagliare da solo!».

Un altro dei “loro” errori è che non sono capaci di approfondire i lavori; i loro sforzi sono troppo superficiali per raggiungere le mete desiderate. Possono sfiorare il trionfo, ma non lo raggiungeranno mai!

Il “trionfatore nato” non è mai superficiale; mentre coloro che vorrebbero vincere per caso, senza metodo e senza sforzi, peccano sempre di superficialità.

Il “fallito cronico” s’infuria quando le cose non gli riescono bene e, anziché riprovare, proietta il suo fallimento su qualcuno o qualcosa di esterno che non è lui stesso. In quest’ultimo caso, egli si sta comportando in modo irresponsabile.

Se stai leggendo questo libro (Stabilire traguardi e raggiungerli), probabilmente appartieni alla famiglia dei “trionfatori nati”, anches e forse non hai ancora avuto occasione di manifestarlo pienamente.

Allora, non fare come il protagonista della nostra storia: qualunque “cosa” sia ciò che hai intrapreso, persevera, vai fino alla fine, non lasciarti scoraggiare dai consigli o dai dubbi degli altri. E, se sbaglierai, non incolpare nessuno: impara dai tuoi errori!

Compralo su Macrolibrarsi

Spesso, per lo più inconsciamente, siamo schiacciati da circostanze che ci fanno sentire persi, frustrati, inadeguati.
Chi non ha mai sperimentato situazioni che parevano insormontabili e, magari a causa di queste, ha visto naufragare i propri desideri e progetti? Ma questo da oggi può cambiare!

La prima ricchezza dell’uomo è la coscienza dei suoi sogni e desideri profondi; prenderne atto, dialogare con quella parte di sé che rimane spesso inascoltata, può essere l’inizio di una vita più gratificante e luminosa. Lawson insegna esattamente questo: come uscire dal gorgo dei nostri tentativi falliti, dall’insoddisfazione, dalle lamentele che non portano a nulla.Cambiare! In modo costruttivo, secondo i nostri desideri.
Jack Lawson ci propone un vero e proprio manuale di educazione al successo in cui ci spiega, passo dopo passo, come ottenere ciò che vogliamo rimuovendo gli ostacoli per realizzare quello che ci siamo proposti, trasformando le idee da desideri a realtà.

Con i problemi c’è soltanto una via d’uscita: risolverli quando hanno una soluzione o prescindere da essi quando non ce l’hanno e, soprattutto, essere sufficientemente saggi da distinguere la differenza.

L’edificio di un grande successo si costruisce con pazienza, perseveranza e tanti mattoni: i piccoli successi quotidiani che ricostruiranno in noi un’identità “vincente”. Anche gli errori in questa nuova ottica, saranno rivalutati come tappe di apprendimento, veri e propri segnali stradali sulla via che ci porterà ai nostri traguardi.

Raccogliamo i nostri pensieri dentro di noi

Vi capita a volte di non riuscire a smettere di rimpiangere il passato o di preoccuparvi per il futuro? Quando mi capita, ricordo una famosa storia Zen:

Un giorno, mentre camminava attraverso la foresta, un uomo incontrò una feroce tigre. Si diede immediatamente alla fuga per salvare la propria vita e la tigre lo inseguì.

L’uomo arrivò al bordo di un dirupo e la tigre lo stava per raggiungere. Non avendo scelta, si arrampicò giù per il precipizio, tenendosi con entrambe le mani ad una pianta di vite.

Appeso sul dirupo, l’uomo vide sopra di sé la tigre. Guardò verso il basso e vide un’altra tigre, che ruggendo attendeva la sua discesa. Era tra due fuochi.

Due topi, un bianco ed un nero, apparvero sulla vite a cui si aggrappava e, come se la situazione non fosse abbastanza grave, cominciarono a rosicchiare la pianta.

L’uomo sapeva che se i topi avessero continuato a rosicchiare, ad un certo punto la vite non avrebbe più potuto sostenere il suo peso, si sarebbe rotta e lui sarebbe caduto. Provò a mandare via i topi con le sue grida, ma questi tornavano sempre a rosicchiare.

Ad un certo momento, notò una fragola che cresceva sul dirupo, non lontano da lui. Era rossa e matura. Tenendosi alla vite con una mano e raggiungendo la fragola con l’altra, la colse.

Con una tigre sopra, un’altra sotto e due topi che continuavano a rosicchiare la vite, l’uomo assaggiò la fragola e la trovò assolutamente squisita.

Questa storia riguarda il sapere vivere il presente. Nonostante la sua situazione pericolosa, l’uomo non ha permesso che i futuri pericoli lo paralizzassero. E’ stato capace di afferrare e assaporare il momento.

La storia contiene molte metafore. Tutti gli elementi principali nella storia sono rappresentazioni che possiedono significati più profondi.

La parte superiore della scogliera rappresenta il passato. È dove l’uomo era e da dove è venuto. In termini personali, questa metafora si riferisce a tutte le nostre esperienze e ricordi della vita che già abbiamo vissuto.

Aggrapparsi alla vite, nella parte superiore del dirupo, significa rivisitare il passato. La tigre sulla parte superiore rappresenta il pericolo di indugiare troppo nel passato. Se costantemente ci compiangiamo per non essere stati in grado di fare determinate cose come avremmo dovuto, o se siamo sommersi dal rammarico e dalla vergogna per errori che abbiamo fatto, allora la tigre ci ha ferito con i suoi artigli taglienti. Se non riusciamo aliberarci delle esperienze negative dal passato che ci rendono timidi ed impauriti, o se ci sentiamo vittime perché veniamo da un passato fatto di traumiabusi, allora la tigre ci ha azzannato dolorosamente.

La tigre inoltre rappresenta l’impossibilità di andare indietro nel tempo per porre rimedio a qualcosa. A volte vorremmo fare andare indietro l’orologio e rifare certe cose. Forse pensiamo al ritorno perfetto, molto tempo dopo il momento giusto; forse c’era una persona speciale a scuola che avremmo voluto conoscere ma non lo abbiamo fatto; forse abbiamo detto qualcosa di cattivo a qualcuno che amiamo e adesso faremmo qualunque cosa per non averlo fatto. Purtroppo, il tempo scorre in una sola direzione – la tigre sorveglia la parte superiore della scogliera e noi mortali non possiamo tornare indietro.

La parte inferiore della scogliera rappresenta il futuro. È il paese non scoperto, il capitolo non scritto. Il futuro contiene tutti i nostri sognitimoriaspirazionidelusioni, potenzialivittorie e possibili sconfitte. È la misteriosa ed incerta regione del domani.

Arrampicarsi giù per la vite, verso la parte inferiore del dirupo, è guardare avanti, anticipare e speculare circa il futuro. La tigre nella parte inferiore rappresenta il pericolo dipreoccuparsi eccessivamente di quello che deve ancora venire – specialmente a scapito della nostra capacità di agire o di mantenere la pace interiore.

Molti di noi hanno avuto l’esperienza di preoccuparsi all’infinito per un compito, un discorso o un’intervista di lavoro imminenti. Pensiamo a tutte le cose che possono andaremale. La notte non possiamo dormire perché siamo troppo nervosi per il giorno seguente.

Così cosa accade quando arriva il momento della prova? La nostra incapacità di rilassarci ci allontana dal genio creativo del Tao. Non riusciamo ad essere al nostro meglio. Non riusciamo a trasformare tutta quell’energia nervosa in azione efficace; invece, si trasforma in tensionestress. Ci siamo arrampicati troppo in basso lungo la vite e ci siamo avvicinati troppo alla tigre, permettendo così che ci rechi danno.

La tigre in basso inoltre rappresenta la morte. La morte aspetta pazientemente tutti noi nell’avvenire. Sa che prima o poi saremo sue prede. Quando la tigre ruggisce verso di noi, sentiamo il vento gelido della decadenza.

La posizione dell’uomo fra le due tigri rappresenta il presente. Si noti che rimane sospeso a mezz’aria. Nello stesso modo, anche noi viviamo sospesi fra il passato ed il futuro.

Questa cosa che chiamiamo “adesso” o “presente” può essere un concetto piuttosto elusivo. Non appena individuiamo un istante e lo definiamo come “ora”, scivola via e non è più il presente. Un altro istante, ugualmente elusivo, prende il suo posto. Non importa quanto ci proviamo, non saremo mai capaci di fissare il presente.

Il presente inoltre sfugge ad ogni definizione, proprio come il Tao. Anche se possiamo misurare il tempo con grande esattezza, la nostra precisione tecnica ci non aiuta per nulla ad isolare la parte infinitesimale di tempo di zero durata. Anche se abbiamo la tecnologia per costruire un orologio atomico con un margine di errore inferiore ad un decimo di miliardesimo di secondo, tutti gli orologi atomici del mondo non possono fermare lamagia dell’istante presente.

Anche se l’istante attuale è oltre la nostra comprensione, il paradosso dell’esistenza è che il presente è ciò che viviamo. Effettivamente, è tutto quello abbiamo sempre avuto. Non possiamo mai avere il passato o il futuro; uno è andato irreparabilmente e l’altro deve ancora venire. Il presente è qui ed ora ed è nostro completamente e senza riserve. Nessuno può prendercelo e solo noi abbiamo il potere di decidere come usarlo.

La vite rappresenta la vita nel mondo materiale. Proprio come l’uomo si tiene alla vite con entrambe le mani, anche noi ci aggrappiamo caparbiamente alla vita fisica. L’istinto disopravvivenza ci costringe ad aggrapparci alla nostra vita e non la lasceremmo senzalottare.

Aggrapparsi alla vite non è facoltativo. L’uomo, inseguito dalle tigri, non ha altra scelta che aggrapparsi. Allo stesso modo, una volta che veniamo al mondo, non abbiamo altra scelta che vivere le nostre vite da un momento al seguente. Quindi, la vite può inoltre essere vista come il samsara – il ciclo della nascita e della morte.

I due topi rappresentano il passare del tempo. Sono uno nero e uno bianco per la semplice ragione che simbolizzano il giorno e la notte.

I ratti rosicchiano la vite, rendendola sempre più debole. Questo rappresenta come ogni ciclo del giorno e della notte ci porta un po’ più vicino alla morte. Quando la vite si rompe, l’uomo cade verso una fine certa. Nello stesso senso, quando un certo numero di giorni e notti è passato, la vita fisica a cui ci aggrappiamo giungerà alla fine e sarà il tempo per la morte. Non avremo altra scelta che affrontare la tigre.

Come l’uomo prova a mandare via i topi, noi proviamo a ritardare l’invecchiamento e tenere lontane le malattie. Vi sono industrie intere dedicate ai prodotti per mantenerci giovani ed in buona salute o, per lo meno, apparire tali. Pensiamo a tutte le vitamine, i supplementi, i trattamenti, le stazioni termali, le terapie ormonali, i lifting, le liposuzioni, itrapianti di capelli… e così via.

Ma come i topi continuano a ritornare, così il tempo passa e non rallenta per nessuno. Nonostante i nostri sforzi, il nostro tempo in questa vita rimane limitato.

La fragola rappresenta la bellezza, la grazia, l’energia e la vitalità del momento presente. È sempre là, sempre disponibile per coloro che hanno la capacità di vederla esperimentarla.

Per esempio, in questo stesso momento possiamo attivare la nostra consapevolezza e sentire questo miracolo della comunicazione che permette lo scambio fra noi di pensieriidee. Possiamo sentire come sia stupefacente che questo collegamento tra persone sia possibile. C’è una magia e una bellezza meravigliosa che difficilmente possiamo esprimere a parole.

Usciamo e poniamoci in comunione con la natura. Restiamo testimoni silenziosi dell’opera del Tao. Percepiamo la realtà come un’interazione infinita delle forze naturali, operanti intorno a noi così come dentro di noi. Dalla sfera macrocosmica a quella microcosmica, sentiamo come i processi naturali seguono il loro corso, regolati da un principio intrinseco che è al di là della nostra comprensione.

Vi è così tanta bellezzabontà in ogni singolo momento che, se dovessimo sentirla tutta, ne saremmo sopraffati. Parafrasando la nostra storia, potremmo dire che la fragola è piena di un succo squisito.

Cogliere la fragola è afferrare il momento. Così facendo, siamo coscienti del presente, dirigiamola nostra attenzione al flusso che si muove attraverso di noi e scegliamo di immergerci completamente nel fiume dell’eterno presente.

Assaggiare la fragola è assaporare completamente la realtà. Così facendo, cominciamo ad apprezzare il miracolo dell’esistenza e a notare una bellezza che è sempre presente dovunque rivolgiamo lo sguardo. Ciò riempie il nostro cuore di gioia e di gratitudine.

Cogliere ed assaggiare la fragola può essere molto più facile a dirsi che a farsi. Per la gran parte del tempo, la maggioranza di noi ha difficoltà ad entrare in quella condizione di coscienza che ci permette di afferrare la realtà e di assaporare il momento. Ci sono ostacoli che ci bloccano.

Il primo ostacolo, che la maggior parte dei seguaci del Tao ha superato, è la mancanza di consapevolezza. Molta gente vive ogni giorno rimpiangendo il passatopreoccupandosi per il futuro, ignari del tesoro del presente che già possiedono. Tornando alla storia, è come se l’uomo fossi così occupato a guardare su e giù da non notare il delizioso frutto proprio vicino a lui.

Il secondo ostacolo è più difficile e la maggior parte di noi lo incontra di tanto in tanto. Facciamo il caso che l’uomo veda la fragola, ma poiché è troppo spaventato dalle tigri, non ne ha desiderio. Anche se sa bene dov’è la fragola, non è interessato a mangiarla.

Qualcuno che abbia affrontato questo ostacolo può dire “va bene capire le metafore nella storia, ma c’è una grossa differenza nel trasferire questa comprensione nella vita reale. So che il mio obiettivo dovrebbe essere di vivere il presente, ma come faccio esattamente?”

La storia offre un indizio. Quando l’uomo vede la fragola, si tiene alla vite con una mano e prende la fragola con l’altra. Questa azione include due elementi essenziali: lasciare andare e sporgersi.

L’uomo non potrebbe cogliere la fragola se continuasse a tenersi con entrambe le mani. Con entrambe le mani strette alla vite, tutto quello che potrebbe fare sarebbe guardarla. Per ottenere il premio, ha dovuto distendere una mano e staccarla dalla vite.

È esattamente lo stesso con la vita. La vite rappresenta la nostra esistenza fisica. Tenersi troppo strettamente alla vite equivale ad avere attaccamenti troppo forti allepreoccupazioni materiali. Con tali attaccamenti, non possiamo lasciarci andare. Questo è il modo sicuro per impedirci di godere il presente.

Sembra semplice mentre ne parliamo, ma pensiamo alle persone che conosciamo che sono così concentrate sul soldi che non si prendono mai il tempo di godersi la vita. Se le osserviamo, possiamo vedere che non riescono a rilassarsi neppure quando hanno terminato un compito. Per esempio, in vacanza non possono smettere di pensare all’ufficio. Nella metafora della nostra storia, tali persone sono mortalmente attaccate alla vite.

So di un signore la cui fissazione era il mercato azionario. Era un trader che seguiva il mercato minuto per minuto. Quando gli amici comunicavano con lui al telefono, potevano sempre indovinare quando i valori delle sue azioni scorrevano sullo schermo del suo computer, perché le sue risposte diventavano improvvisamente molto più lente, come se fingesse di ascoltare. Questo era chiaramente un caso dove il forte attaccamento alle cose materiali avevano completamente distrutto la capacità di godere delle conversazionicon i vecchi amici – una delle cose migliori della vita.

L’altro elemento, ugualmente importante, è uscire da se stessi, esplorare. La zona disicurezza può essere comoda, ma non offre niente di nuovo. Per ottenere la fragola, dobbiamo avventurarci oltre il familiare, puntare ad un premio che possiamo vedere ma non possiamo afferrare.

Il Tao si manifesta nella vita e la caratteristica della vita è che si sviluppa. La vita esplora continuamente nuovi territori, prende dei rischi e va in posti in cui non è stata prima. Se facciamo lo stesso, scopriremo ben presto che la vita è gioiosa ed emozionante e piena di possibilità. Vedremo che vivere nel presente è sia facile che divertente.

Quindi, la nostra storia insegna che quando abbiamo difficoltà a vivere pienamente econsapevolmente nel presente, dobbiamo soltanto farci alcune domande come:

  • Quali sono i miei attaccamenti? Quali sono le cose che da cui non riesco a staccarmi? Di quali attaccamenti sono disposto a liberarmi, per vivere la mia vita pienamente?
  • Sto imparando qualche cosa di nuovo? Sto conoscendo nuove persone? Sto facendo qualche cosa non ho fatto prima? Che cosa potrei studiare per divertimento? Quali progetti interessanti potrei intraprendere?

Le nostre risposte indicheranno la strada da seguire. Formuliamo di conseguenza il nostro piano d’azione.

Seguendo il nostro piano d’azione per vivere consapevolmente il presente, troveremo sempre più facile smettere di vivere nel passato o di preoccuparci eccessivamente per il futuro. Godendo maggiormente il presente, scopriremo inoltre che i ricordi sgradevoli o persino dolorosi non ci toccano più; le preoccupazioni e i timori sulle incertezze future non ci paralizzano più.

Scopriremo che il presente è letteralmente un presente meraviglioso. È un regalo miracoloso pieno di pace, di soddisfazione, di energia e di entusiasmo. È una scatola piena di fragole squisite.

Cominceremo a renderci conto che l’unico requisito per meritarci un tal regalo è accettarlo e goderlo. Saremo stupiti che vi sono persone che non ne approfittano. Alcuni neppure comprendono che hanno questa possibilità. Non lo riconoscono come loro diritto di nascita, né ne capiscono il valore inestimabile.

Raccogliamo i nostri pensieri nuovamente dentro di noi. È tempo di dischiudere il nostro presente.

Di Derek Lin.

Traduzione: Alessandro Zampagna.

Fonte: http://www.taoism.net

Il risveglio

Compralo su Macrolibrarsi

Essere nel Presente racconta di una ricerca interiore guidata dall’aspirazione profonda verso un cambiamento di consapevolezza.

È indirizzato a coloro che, pur seguendo percorsi spirituali o religioni diverse, condividono il fatto che la vita è un cammino di risveglio; a coloro che sono pronti a portare la quiete nella vita di tutti i giorni e a permettere così che il passato non abbia più nessun potere sul Presente.

Questo libro non si basa su alcun credo religioso, non propone una filosofia, non offre tecniche psicofisiche per il miglioramento della vita, fa invece riferimento a quel risveglio umano che si è manifestato in ogni tempo, che appartiene a tutte le culture e che ispira l’insegnamento di molti maestri spirituali contemporanei.

Quell’insegnamento che è stato di Gesù e del Buddha, che troviamo nel Tao Te Ching e nei sutra della Bhagavad Gita. Nel libro l’autrice fa riferimento all’esperienza degli insegnamenti di Eckhart Tolle e ai dieci anni di cammino spirituale passati accanto a lui.

La tua voce è la tua storia:Soul Voice

con Karina Schelde



Compralo su Macrolibrarsi

Per iscrizioni entro il 28/02/2010 € 33,33 + IVA  invece di 40,00 €!!!

“Karina apre le porte dei nostri cuori e mostra come ritrovare il nostro potere. Lascia che la tua voce venga sentita e ti riempirai di gratitudine per il resto della vita”.

Roy Martina


SOUL VOICE

Incontro esperienziale
con Karina Schelde
15 Marzo 2010 – Milano

oppure il 16 Marzo a Bologna

Libera la voce dell’anima!

Ti sei mai sentito incapace di esprimere a parole ciò che davvero volevi comunicare? Ciò che realmente stavi provando? E poi, a un tratto, hai iniziato a emettere un suono…
Il Soul Voice è un metodo che ti permette di trovare e liberare la tua voce attraverso i TUOI suoni e grazie al tuo peculiare modo di esprimerti. Il Soul Voice, unico al mondo, è un processo per risvegliare l’anima della tua voce, l’essenza di chi tu sei realmente.

Perchè partecipare?
Partecipare a un incontro esperienziale sul Soul Voice con Karina Schelde ti aprirà le porte di un mondo in cui i suoni rispecchiano esattamente il tuo universo interiore.
Attraverso semplice esercizi scoprirai come:

  • Liberare la tua voce e ENTRARE IN CONTATTO CON IL TUO CUORE
  • AFFRONTARE i tuoi limiti e le tue paure
  • Guarire e migliorarti seguendo la tua VOCE AUTENTICA
  • Raggiungere l’armonia e la bellezza di ESSERE ASCOLTATO
  • Comunicare al mondo CHI VERAMENTE SEI E CIÒ CHE VERAMENTE VUOI

Il Soul Voice ti farà urlare e gridare; ti farà innalzare e volare in così tanti inaspettati e imprevedibili modi, che rivelerai ciò che forse stai intrappolando da tempo dentro te stesso.

La tua voce è la tua storia. È superiore a tutti gli strumenti musicali perché ha anima, cuore e coscienza. È la via che porta alla luce la tua anima e che ti aiuterà a sperimentare il VERO BENESSERE E UN NUOVO EQUILIBRIO per comunicare al mondo CHI VERAMENTE SEI E CIÒ CHE VERAMENTE VUOI.
Gioca a liberare le tue energie e scopri la possibilità di trasformare la tua voce in pura manifestazione delle tue emozioni. Il mondo risponderà al tuo richiamo e il suono ti aiuterà a sconfiggere blocchi emotivi, fisici e mentali; a rilassarti e ad approfondire la consapevolezza di te stesso, in una vero e proprio percorso di rinascita.

Immergetevi in un cammino di continuo approfondimento,
guarigione, gioco ed autentica espressione

A chi è rivolto?
A tutti coloro che vogliono riscoprire la SACRALITÀ del loro essere.

Nello specifico può essere molto utile:

  • A chi si rapporta con persone con handicap e disagi
  • A chi sta seguendo un percorso spirituale
  • A chi pratica medicina alternativa
  • A psicologi e counselor
  • Agli artisti, come cantanti, attori e musicisti
  • A chi vuole approfondire le implicazioni che la terapia frequenziale ha sui corpi
  • A genitori e insegnanti
  • Ai bambini, per farli crescere sani e in armonia con il loro corpo

Il metodo Soul Voice

Il metodo Soul Voice è già diffuso in Europa e nel mondo. Le sue straordinarie tecniche di auto guarigione attraverso i suoni della propria voce stanno conquistando sempre più persone anche in Italia.
Il Soul Voice induce la voce ad attraversare i molti livelli del sistema energetico umano, al fine di annullare o dissolvere qualsiasi impronta estranea indesiderata. Eliminando limiti e influenze esterne, il corpo – non solo ritroverà il suo equilibrio – ma tornerà anche a ricordare l’illimitata creatività di quando era bambino.

“Siamo tutti energia vibrante”

L’incontro di Milano sarà il primo step di un cammino che potrà proseguire con la lettura del libro di Karina Schelde, La Voce dell’Anima – in uscita con Macro Edizioni – o attraverso i seminari che l’autrice tiene in tutto il mondo.

Dove e quando

  • Libreria Esoterica – Galleria dell’Unione (Angolo Piazza Missori) MILANO

Lunedì 15 marzo 2010 dalle 19 alle 22 PREMI QUI per maggiori dettagli >>>QUI

  • Centro Natura c/o Le Tate in Festa via Sant’Alò, 5 BOLOGNA
    Martedì 16 Marzo 2010 dalle 19 alle 22 per maggiori dettagli >>>QUI

Il Cielo ti Cerca

Compralo su Macrolibrarsi

In questa favola vera e illuminante, Richard Bach racconta, con la limpida semplicità di sempre, una storia di sogni e illusioni, speranza e voglia di libertà.

Jamie Forbes è un pilota che non si stanca mai di volare: ha accumulato dodicimila ore di volo, ha guidato ogni tipo di aereo, e ogni volta che accende il motore prova la stessa magica emozione. Oggi che ha i capelli bianchi, Jamie insegna a volare a quelli che, come lui, sognano di avere le ali.

Finché, un mattino di settembre, durante un volo gli giunge il disperato SOS di una donna, Maria: è a bordo di un piccolo aereo e il pilota, suo marito, ha avuto un malore. Jamie le parla via radio, con dolcezza e fermezza, e le dà istruzioni per un atterraggio di fortuna. Con la sola forza della mente, la convince di poter volare: la ipnotizza. Proprio come ha fatto con lui il leggendario illusionista Blacksmith, che molti anni prima lo aveva persuaso a credere di essere prigioniero in una cella di pietra – mentre le mani tremanti di Jamie toccavano solo aria.

Soltanto ora, di fronte all’atterraggio miracoloso di Maria, Jamie Forbes capisce quella vecchia lezione. E si rende contro dell’immenso potere della suggestione nelle nostre vite, imparando che dobbiamo essere noi a dare forma alla realtà, e non la realtà, con le sue illusioni e i suoi inganni, a plasmare i nostri sogni e impedirci di viverli davvero.

Perché, come il gabbiano Jonathan Livingston, se solo lo vogliamo, possiamo essere tutti liberi di volare

Scegli il buono regalo (gift card) Macrolibrarsi: LIBRI, DVD, EBOOK, EVENTI. Il modo sicuro per fare un regalo unico e di successo. Clicca per maggiori dettagli

Il Segreto del Cuore

il-segreto-del-cuore

Ciò che accade fra le persone non avviene per caso.

Gli eventi che si sono verificati finora nella tua vita non sono capitati accidentalmente, e neppure il genere di rapporti interpersonali che ti trovi a vivere e il loro modo di svolgersi è casuale.
C’è un forza dentro di te che è la causa di tutto quello che succede nella tua vita, di ogni avvenimento che ha dato importanza alla tua esistenza. E’ questo il motivo per cui determinate persone e non altre non solo sono comparse nella tua storia, ma hanno anche agito in un determinato modo. Questa forza è costantemente all’opera, che tu ci creda o no, che tu lo voglia o meno: è il segreto del tuo magnete del cuore e tu hai il potere di modificarlo.
In questo modo proverai più amore per te stesso, per la tua vita e per gli altri. E più sentirai con chiarezza la presenza di questo amore, più attirerai persone che ti amano ed esperienze appaganti.
Se intraprenderai questo viaggio, vedrai  i tuoi desideri si realizzeranno in misura sempre maggiore.

” Chiunque cerchi la tua vicinanza viene attratto da qualcosa che si trova nel tuo mag,nete del cuore”.

Attrazione

Perchè alcune persone ricevono dimostrazioni di affetto in abbondanza mentre altre devono lottare per essere amate?
Qual è il motivo per cui un certo tipo di uomo o donna ti attrae come per magia e altri, sebbene più indicati per instaurare un rapporto di coppia funzionante, non ti attirano per niente?
Come mai tutte le tue relazioni hanno uno svolgimento simile, nonostante tutti i tuoi tentativi di cambiare le cose?
Perchè a lungo andare il partner, malgrado tutti i sforzi, non può fare a meno di comportarsi proprio in quel modo?
Perchè l’universo ti dà l’esatto contrario di ciò che chiedi con tutte le tue forze e non concede un bel niente?

Il motivo risiede nella forza d’attrazione del tuo magnete del cuore.
Questa forza agisce indipendentemente dall’aspetto, dall’istruzione, dall’età, dalla lingua e dalle circostanze materiali. Da un lato funziona come una calamita che fa in modo che determinate persone o circostanze ti attraggono o ti respingano, producano la tua reazione o la tua indifferenza. Nello stesso tempo agisce come un programma che fa sì che i diritti interessati si comportino proprio in quel modo e non in un altro.

Tutto reagisce a tutto

Tu sei molto più della materia che vedi: il tuo corpo, i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti sono forme di energia che agiscono su altre forme di energia.
La legge fondamentale della vibrazione e della risonanza fa in modo che le cose simili o opposte reagiscono con particolare evidenza le une alle altre. Entrano “in risonanza” e, comunque avvenga questa reazione, la percepirai e la troverai adeguata o inadeguata, piacevole o sgradevole, e a tua volta reagirai a queste sensazioni con pensieri e azioni corrispondenti.

Nulla accade senza motivo..
Ogni persona che ti si avvicina e ti tocca emozionalmente in modo o nell’altro è stata attratta per l’80% dalla forza contenuta nel tuo magnete e per il 20% da fattori esterni. C’è un motivo perfino quando le persone o gli avvenimenti sembrano entrare nella tua vita per caso, solo che in queste situazioni non è immediatamente evidente. A mano a mano che capirai meglio i segreti del tuo magnete interiore, le cause ti saranno più chiare e sperimenterai un meraviglioso viaggio alla scoperta di te stesso e degli altri.

..e tutto ha un senso
Osserva la persona con cui hai una relazione in questo momento, oppure prova a pensare al tuo ultimo partner. Il sentimento di affetto o di amore non è l’unica ragione per cui vi siete incontrati: questa persona ha o aveva qualcosa per cui tu provi nostalgia, oppure rappresenta qualcosa che ti è famigliare e affine, o molto probabilmente tutt’e due le cose. In più quella persona possiede delle caratteristiche così diverse dalle tue da creare in continuazione occasioni di conflitto.
A prescindere dalle esperienze che vivete assieme, alla base del vostro incontro c’è un senso più profondo: l’altro ti aiuta a trovare la risposta a due domande di capitale importanza: “Chi sono io?” e “Cos’è l’amore?”
Stando insieme ad un’altra persona, attraverso lo scambio continuo e le situazioni quotidiane, scopri molte più cose su di te di quante ne potresti scoprire se fossi da solo. Se l’altro ti mostra la tua bellezza e ti incoraggia nella tua crescita, comincerai ad amate te stesso e la tua vita. Se invece il partner ti inibisce con il suo comportamento finirà per farti perdere coscienza della tua forza, della tua sicurezza in te stesso e della tua libertà interiore. A volte basta poco tempo, altre volte ce ne vuole un po’ di più, ma il senso è sempre lo stesso.

Ogni contatto con un’altra persona ha lo scopo di:

  • rafforzare quello che già esiste
  • completare ciò che è carente
  • far crescere grazie alle differenze
  • aiutarci a conoscere noi stessi

Quello che senti e come ti senti
determina la tua emozione,
e attrae proprio chi è in cerca di quello che tu emani, anche se per motivi diversi.

Non le tue parole o il tuo abbigliamento,
ma il modo in cui ti senti è la chiave..

Tratto da Il Segreto del Cuore

Tutti facciamo il possibile per trascorrere una vita appagante e ricca di significato.
Ci sforziamo di apprendere e migliorare ma, più di ogni altra cosa, vogliamo amare ed essere amati.

Nella vita di ogni giorno

Prezzo € 1 1,00 Compralo su Macrolibrarsi

Una parabola luminosa dei nostri giorni. L’incantatore di questa nuova storia di Og Mandino, Patrick Donne, ci insegna la lezione più importante, ma anche più difficile: vedere e apprezzare il bello, il divino, il paradiso che ci circonda proprio qui in terra.
Sette preziosi consigli contengono tutta la sapienza dei secoli. “Dopo averli piantati nel tuo calore diventeranno un meraviglioso giardino, colmo di conquiste e soddisfazioni che potrai coltivare, ammirare e raccogliere per tutta la vita…”.
Chiunque… chiunque si lasci condizionare dagli eventi, fino a perdere la speranza, commette un terribile errore. Successo, gioia, benessere, amore sono tutti a portata di mano, qui… adesso!

Da “Il Dono dell’Incantatore” – Pagina 70

Un altro consiglio. Se vi siete trincerati dietro al “molto lavoro”, smettetela! È una cosa che facciamo tutti di tanto in tanto, ma che può frenare una carriera.

sarà già capitato: avrete dovuto affrontare una sfida, progetto così grande e importante da poter trasformare completamente la vostra vita. Cosa avete risposto? “Mi spiace, vorrei veramente occuparmene ma adesso sono troppo impegnato. Sarà per un’altra volta”, Non siete troppo impegnati. Vi state solo nascondendo… nascondendo dietro a mille progetti di poco conto o a carte e cartellette che non significano niente in un disegno più grande. Smettete di evitare le opportunità. Non nascondetevi più dietro al “molto lavoro”!

Cinque consigli. Guardate che non ho detto “semplici consigli” perché certamente non lo sono. Se messi in pratica, sono in grado di illuminare il vostro futuro. Vivete ogni giorno della vostra vita in un compartimento stagno. Percorrete sempre un miglio in più, a casa, al lavoro e nel tempo libero. “Se seguirete questi 5 consigli, l’ultima regola di vita che ho da darvi, sarà facile. Non commettete mai un’azione della quale vi potreste pentire per aver violato una legge della vostra coscienza. Il tesoro più prezioso è la stima di noi stessi. Proteggetela con tutte le vostre forze.


Che fortuna, la sfortuna!

fortuna-sfortuna

Qualche giorno fa stavo chiacchierando con un mio cliente a proposito del fatto che talvolta accadono episodi nella nostra vita che ci demoralizzano e che ci fanno cadere in uno stato di apatia generale e di scarsa voglia di andare avanti e dare il meglio di noi.

La questione interessante su cui ragionavamo era che proprio da quegli eventi, molto spesso, nascono infinite opportunità di crescita e sviluppo. Infatti esaminandole con il “senno di poi” quelle circostanze, che abbiamo valutato come spiacevoli, talvolta disastrose, e che ci hanno fatto soffrire, si sono rivelate a distanza di qualche tempo utili, se non addirittura fondamentali.

Il mio cliente mi raccontò cosa gli era accaduto una decina di anni fa e la sua storia mi è parsa così emblematica da spingermi a condividerla con quanti stanno vivendo oggi esperienze poco fortunate. Riporterò tutto il racconto in discorso diretto.

“Ero appena stato lasciato dalla mia ragazza e chiaramente mi sentivo distrutto, continuavo a ripetermi che non avrei mai più trovato una donna così e continuavo ad interrogarmi sui possibili miei sbagli nel condurre quelle relazione. Ogni giorno che passava mi sentivo sempre più impotente e depresso ed ogni giorno si rafforzava in me la convinzione che sarei rimasto solo per sempre. Avevo smesso di uscire di casa, tagliato la maggior parte delle amicizie ed anche la mia vita professionale era ad un punto di stallo. Erano passati circa tre mesi da quella che allora ritenevo essere la più grande sfortuna della mia vita quando una mattina…

Bhe quella mattina, ricordo ancora il giorno esatto, era il 3 giugno, stavo uscendo per andare al lavoro, come al solito svogliato e nervoso, la mia vita svoltò inaspettatamente. Anche quel giorno stavo per fare tardi ed ero di fretta. Infilai la camicia e indossai la cravatta, corsi in cucina per una colazione al volo ed ecco che ancora una volta la sfortuna era con me quando versandomi il caffè, me ne rovesciai addosso una buona parte. Andai a cambiarmi rovistando furiosamente nell’armadio alla ricerca di abiti puliti. Riuscito finalmente ad uscire di casa, come se non bastasse, vidi che l’unico autobus che mi avrebbe portato al lavoro in orario era appena passato e la mia auto era dal meccanico.
Provai a chiamare qualche collega per farmi dare uno strappo ma senza successo. Rassegnato e
senza troppa convinzione decisi di giocare l’ultima carta che mi rimaneva a disposizione: fare l’autostop.
Dopo circa 10 minuti di attesa ed almeno un centinaio di auto sfrecciate indifferenti sul lungo vialone adiacente casa mia, ecco che inaspettatamente una piccola utilitaria di color rosa shocking accostò ed una voce soave mi chiese: «Vuole un passaggio?».
Già ammagliato per il canto di quella sirena, quando la vidi, entrai in un profondo stato confusionale, mi sentivo tutto in subbuglio, balbettai qualcosa che ora non ricordo e in un tempo che mi parve di pochi secondi ma insieme interminabile arrivammo a destinazione. Ancora oggi lei mi prende in giro per quanto fu strano il nostro primo incontro e sono sicuro che quando i nostri gemellini saranno più grandi non mancherà di raccontare loro questa storia. Ora sono l’uomo più felice del mondo”.

Ringraziai il mio cliente per avermi raccontato questa sua storia, gli chiesi di poterla pubblicare e lui acconsenti. Lo congedai rivolgendogli alcune domande:

E se la tua ex non ti avesse lasciato?
E se quella mattina non ti fossi rovesciato addosso il caffè?
E se non avessi perso l’autobus?

In effetti nessuno sa quali saranno le conseguenze di un evento negativo o sfortunato che ci succede oggi.

Meglio quindi farsi questa domanda: “E’ utile starmene qui a deprimermi quando magari tra due giorni, due mesi o un anno tutto questo potrebbe rivelarsi per me una gran fortuna? Ed ancora, quali potenziali vantaggi potrei trarne in futuro?“

Vivere bene oggi, senza lasciarsi condizionare dalle brutte esperienze di ieri

Prezzo € 14,00
Compralo su Macrolibrarsi

Le esperienze negative lasciano dentro di noi pessimismo, senso di sfiducia, convinzioni limitanti e pregiudizi nei confronti di noi stessi e degli altri. Questo libro propone un metodo rapido e concreto per ripulire la mente da tutte queste scorie psicologiche.
Si tratta di una vera e propria alternativa al percorso della psicoanalisi. L’autore, infatti, non ci chiede di guardare indietro, di rientrare in contatto con i vissuti dolorosi , né di capire il perché degli eventi che ci sono capitati. Preferisce fornire al lettore una strategia più pratica, divertente e veloce per ristabilire un rapporto positivo con il proprio passato.
Gli esercizi e le riflessioni di questo manuale saranno di grande aiuto a chi:

•    è sfiduciato verso il presente, il futuro, se stesso o gli altri;
•    non riesce ad uscire dai ricordi negativi;
•    non crede di meritare granché dalla vita o si sente vittima della sfortuna;
•    vuole evitare di ripetere gli stessi errori;
•    desidera trasformare il passato nel suo maestro.

Osserva la mente

mente-calma

Si tramanda una storia bellissima, che amo molto…
Un giorno il Buddha stava attraversando una foresta. Era un afoso giorno d’estate e aveva molta sete; disse ad Ananda, il suo discepolo più vicino: «Ananda, torna indietro. Cinque o sei chilometri fa, abbiamo attraversato un ruscello. Porta un po’ d’acqua, prendi la mia ciotola. Sono molto stanco e assetato». Era invecchiato…
Ananda tornò indietro, ma quando raggiunse il ruscello erano passati alcuni carri che avevano reso fangosa l’acqua. Le foglie morte che giacevano sul fondo erano sulla su.perficie; non era più possibile berla, perché si era intorbidita. Egli tornò a mani vuote e disse: «Dovrai aspettare un po’; andrò più avanti. Ho sentito dire che due, tre chilometri più avanti c’è un grande fiume. Porterò l’acqua da là».
Ma il Buddha insisté: «Torna indietro e prendi l’acqua da quel ruscello».

Ananda non riusciva a capire la sua insistenza, ma se il Maestro diceva così, il discepolo doveva eseguire l’ordine. Sebbene vedesse l’assurdità della cosa – camminare ancora per cinque chilometri, nonostante l’acqua non si potesse bere – si mise in cammino. Mentre partiva, il Buddha gli disse: «Non tornare se l’acqua è ancora torbida. In quel caso, siediti sulla riva in silenzio. Non fare nulla, non entrare nel fiume. Siediti sulla riva in silenzio e osserva. Prima o poi l’acqua tornerà limpida, riempirai la ciotola e tornerai indietro».
Ananda andò e il Buddha aveva ragione: l’acqua era quasi pulita, le foglie se n’erano andate, il fango si era depositato; ma poiché non era ancora totalmente limpida, egli si sedette sulla riva a guardare il fiume scorrere. A poco a poco divenne chiaro come un cristallo. Allora tornò indietro danzando: aveva capito l’insistenza del Buddha. In ciò che era successo c’era un messaggio per lui, e l’aveva compreso.

Diede l’acqua al Buddha e, ringraziandolo, gli toccò i piedi.
Il Buddha disse: «Che cosa stai facendo? Sono io che dovrei ringraziarti, poiché mi hai portato l’acqua».
Ananda rispose: «Adesso posso capire. Prima ero arrabbiato; non l’ho fatto vedere, ma lo ero perché pensavo fosse assurdo tornare indietro. Tuttavia, ora comprendo il messaggio: era davvero ciò di cui avevo bisogno in questo momento. Seduto sulla riva del fiume, ho capito che la stessa cosa accade con la mente. Se salto nel ruscello, lo sporcherò di nuovo. Se salto nella mente, si crea più rumore, cominciano a sorgere nuovi problemi. Seduto in disparte, ho imparato la tecnica.
«Adesso anche con la mente mi siederò in disparte, osservandola in tutti i suoi problemi, la sporcizia, le foglie morte, le ferite, i traumi, i ricordi, i desideri. Imperturbato, starò seduto sulla riva, aspettando il momento in cui tutto sarà limpido.»
Accade da sé, perché quando siedi sulla riva della mente, non le dai più energia. Questa è la meditazione autentica. La meditazione è l’arte della trascendenza.

Tratto da: The Way of the Buddha

La vita e gli insegnamenti

Prezzo € 10,80
Compralo su Macrolibrarsi

Quante volte..senza saperlo?

generosita

Una ragazza stava aspettando il suo volo nella sala d’attesa dell’aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo decise di comprare un libro da leggere; acquistò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla, accanto a lei c’era un signore che leggeva il giornale. Iniziò a leggere il suo libro e quando prese il primo biscotto anche il signore ne prese uno: lei si sentì stupita e irritata, ma continuò a leggere il suo libro, pensando “Ma tu guarda questo maleducato, se solo avessi un po’ più di coraggio gli direi il fatto suo!”.

Così, ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto con perfetta disinvoltura ne prendeva uno anche lui. Continuarono così finché rimase un solo biscotto e la ragazza pensò:
“Ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!”.

L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà.

“Questo è troppo” penso lei e sbuffò indignata, prese le sue cose e se ne andò.

Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia fu sbollita, si sedette da un’altra parte e ripose il libro nella borsa… accorgendosi che il suo pacchetto di biscotti era ancora lì tutto intero! Sentì tanta vergogna e comprese che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quel signore che aveva diviso con lei i biscotti senza indignarsi, mentre lei si era sentita offesa e ferita nell’orgoglio…

Morale
Quante volte in vita nostra avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?

Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di giudicare male le persone GUARDIAMO ATTENTAMENTE le cose; spesso non sono come sembrano!

Ci sono cose nella vita che non si recuperano, tra queste:
una pietra dopo averla lanciata
una parola dopo averla detta
un’opportunità dopo averla persa
il tempo dopo che è trascorso
l’amore dopo che si è rovinato

Il secondo libro con il metodo che aiuta a essere, realizzare o avere tutto ciò che si desidera!

Prezzo € 7,65

invece di € 9,00 (-15%)
Compralo su Macrolibrarsi

In questo secondo libro Esther e Jerry Hicks autori di La Legge dell’Attrazione ci aiutano ad approfondire la più potente delle leggi universali, la «legge dell’attrazione». Una legge che ci porta a scoprire ciò che vogliamo dawero raggiungere nella nostra vita e a capire come fare per arrivarci.

Grazie agli insegnamenti di Abraham, un gruppo di evoluti maestri incorporei che, all’inizio degli anni Ottanta, cominciarono a veicolare la loro visione del mondo attraverso Esther Hicks mediante un linguaggio estremamente comprensibile, possiamo finalmente comprendere le vere dinamiche alla base dei nostri rapporti con gli altri, della nostra salute, delle nostre finanze e della nostra carriera.

Gli insegnamenti dei coniugi Hicks sono alla base di The Secret di Ronda Byrnes, il libro e DVD bestseller anche in Italia.

Molti pensatori e insegnanti all’avanguardia hanno incorporato i loro concetti nei propri libri e seminari, tra i quali Wayne W. Dyer, Louise May, Sylvia Browne.

“State per vedere e conoscere un mondo completamente nuovo che si trasformerà davanti ai vostri occhi. Comprenderete il vostro rapporto con il passato e il futuro, ma soprattutto sarete consapevoli del valore inestimabile e del potere intrinseco del momento presente.Imparerete ad essere gli artefici della vostra esperienza grazie a una serie di processi che vi aiuteranno a ritrovare il legame con la parte “Non-Fisica” di voi stessi, processi che contribuiranno a farvi ottenere tutto ciò che desiderate.E quando metterete in pretica questi esercizi, e la vostra memoria si ridesterà prendendo coscienza delle potenti Leggi dell’Universo, tra cui la Legge dell’Attrazione, ritornerà anche la vostra naturale gioia di vivere.”

“Queste voci dello Spirito usano un linguaggio comprensibile che potrete immediatamente tradurre in azione. Vi offrono addirittura un modello per capire e realizzare il vostro destino” – Wayne W. Dyer

Un dono

dono-presente

Mollare, non mollare…  Ti preoccupi troppo per ciò che era e ciò che sarà.

C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.

Realizza i tuoi sogni!

ottimismo-credi

La parabola del ranocchio…

C’era una volta una gara … di ranocchi. L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Richiamata dall’insolito spettacolo, si radunò molta gente per vedere e fare il tifo. Cominciò la gara, ma in realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi del tipo: “Ma che pena!!! Non ce la faranno mai!” E così alcuni ranocchi, che percepirono questi commenti, cominciarono a desistere, sfiduciati, tranne uno, che continuava a cercare di raggiungere la cima. Ma la gente continuava:

“… Che pena!!! Non ce la faranno mai!…”

Sennonché molti ranocchi si diedero per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio testardo, che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine, la cima.

Quindi, com’è naturale che fosse, gli altri vollero sapere come avesse fatto e uno degli altri ranocchi più curiosi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere quella difficile prova. Non ottenne risposta. E cosi si scoprì che quel ranocchio vincitore… era sordo!

Non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative… derubano le migliori speranze del tuo cuore! Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi. Per cui, preoccupati di essere sempre POSITIVO!

Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni.

E ricorda: l’ottimismo è la concezione filosofica secondo la quale il mondo è ordinato positivamente e il bene deve necessariamente prevalere sul male.

Prove sbalorditive del potere della mente. Prefazione di Louise L. Hay

Prezzo € 10,97

invece di € 12,90 (-15%)

Sono grata a David Hamilton per aver scritto questo libro illuminante. Sono certa che le sue ricerche contribuiranno ad accrescere nelle persone la consapevolezza che siamo fatti di energia. Far entrare questa verità nella nostra vita ci darà il potere di vivere ogni giorno sapendo consciamente che ogni pensiero influenza direttamente il nostro mondo e gli dà forma. È difficile leggere questo libro senza diventare esseri umani che amano in modo più consapevole.
Dalla Prefazione di LOUISE L. HAY, autrice del bestseller “Puoi Guarire la Tua Vita

Questo libro descrive il modo in cui i nostri pensieri, sentimenti, idee, convinzioni, speranze e sogni modificano le condizioni del nostro corpo, le circostanze della nostra vita e perfino la situazione del mondo.

Siamo davvero ciò che pensiamo

David Hamilton esplora l’affascinante connessione tra mente e corpo, raccogliendo in queste pagine le ricerche condotte da scienziati, guaritori e mistici di tutto il mondo. Arricchito da una preziosa bibliografia, il volume ci aiuta a comprendere una grande verità: l’aspetto più significativo dei nostri pensieri è la sorgente da cui nascono. Le nostre azioni sono importanti, ma ancor più importante è l’idea che le ha fatte nascere perché… è davvero il pensiero che conta!

Grazie a questo libro scoprirai:

  • il potere dell’intenzione collettiva
  • gli effetti della meditazione sul corpo
  • come i pensieri possono influenzare la struttura del DNA
  • la verità su come guarire noi stessi e gli altri, anche a distanza