Per ripristinare la tua vita: Ho-Oponopono

Possiamo mettere le cose al posto giusto e vivere felici tutti i giorni?

Sì, si può basta porre rimedio a situazioni vissute, ripristinare l’esistenza e la tua identità attraverso un lavoro sulle memorie: cancellando, e cancellando ancora dentro di te con un profondo e semplice mantra.

Nel libro Ho-Oponopono ci vengono spiegati i punti chiave per praticare questa tecnica:

  • Accettare completamente e con responsabilità tutto ciò che ci accade.
  • Eliminare la razionalità
  • Essere disposti a lasciar andare i problemi, rancori, paure o quant’altro del passato
  • Non aspettarsi nessun risultato, se non IL MEGLIO
  • Accettare e comprendere che i problemi che si manifestano sono un’opportunità per arrivare ad ottenere IL MEGLIO.

Ti stupirà scoprire questa tecnologia mentale di pulizia, perché imparerai a capire che ogni problema  ha origine da una memoria archiviata nel tuo subconscio, e quindi lavorando per eliminare quella memoria si eliminerà anche il problema.

Perciò ora abbiamo la chiave per capire che sta a noi prenderci le nostre responsabilità e cominciare a perdonare noi stessi, amarci in modo incondizionato e sopratutto con infinita Gratitudine.

” Io sono nell’Amore e nella Luce dell’Uno Infinito.
Perdonami, Mi spiace, Grazie, Ti Amo.
Io sono felice nel Potere
e nella Pace dell’Uno Infinito.
Perdonami, Mi Dispiace, Grazie, Ti Amo.
Io sono l’Amore e la Luce, sono il Potere e la Pace.
Perdonami, Mi Dispiace, Grazie, Ti Amo.
Io sono l’Uno Infinito.
Perdonami, Mi Dispiace, Grazie, Ti Amo.
… e così E’.”

Quindi come ci viene indicato nel libro, dall’autore Josaya ” in realtà ciò che io individuo come problema, lo posso risolvere, a condizione che io ne accetti al 100% la responsabilità e che cerchi le soluzioni nella mia interiorità, lì dove tutti i problemi hanno la loro vera origine.”
Non è certamente un concetto facile da digerire e fare nostro, il saperci responsabili di tutto, ma proprio tutto ciò che fa parte della nostra vita… infatti se il responsabile di tutto ciò che accade nella mia esistenza, sono io, non ho bisogno di perdonare nessuno per le cose brutte che ci sono nella mia vita, se non me stesso.

A questo punto è bene anche ricordare che quando reagiamo a quello che qualcuno fa o ci dice, o lo critichiamo o lo giudichiamo, è perché lo stesso atteggiamento in realtà esiste anche dentro di noi.

Grazie a Ho-Oponopono possiamo trasformare noi stessi per trasformare il nostro mondo che ci circonda.

Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo
Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo
Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo..

Grazie a questo libro ho cominciato a praticare questa tecnica, ed a vederne i tanti risvolti, comprendendo che sentiamo tante, troppe volte parlare di pace, ma ci dimentichiamo che La Pace comincia da Te.

Adesso con Ho-Oponopono possiamo far cominciare la Pace, cominciando dal nostro cuore.
Quando ci sarai riuscito proverai le Divinità in te. E tutto diventerà pace.

Quale meraviglioso potere abbiamo nelle nostre mani? Allora cominciamo..
Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo..


Cominciamo ogni mattina appena ci alziamo ringraziando per tutto quello che abbiamo..
Grazie, Ti Amo, Grazie, Ti Amo, Perdonami, Mi dispiace, Grazie, Ti Amo, Grazie, Ti Amo…

Elisa – Crescere Leggendo

Ho-Oponopono - La Pace Comincia da Te - Libro
Metti le cose al posto giusto

Voto medio su 91 recensioni: Da non perdere

Immagina la sensazione di vivere libero dal passato, da tutti gli errori commessi finora, da cattivi sentimenti e da pensieri negativi. Libertà dalle paure, dai timori, dai sensi di colpa e dai modelli che compromettono la tua salute e la tua energia. Ma soprattutto immagina di vivere felice tutti i giorni.

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Sei contento di ciò che fai?

La tua vita scorre liscia? Sei contento di ciò che fai? Ti senti in pace con  il mondo, oppure la tua vita è piena di alti e bassi? Sei insoddisfatto del  mondo in cui vivi o del lavoro che svolgi? Ti riesce difficile armonizzarti con le anime che ti circondano? Incolpi del tuo scontento e della tua insoddisfazione le persone che ti stanno attorno e le circostanze materiali? Ritieni che se tu fossi altrove tutto andrebbe bene e saresti in pace? Quando dentro di te regna la pace perfetta, non importa né dove ti trovi, né con chi, né che tipo di lavoro fai, fosse anche il più banale e materiale.
Niente potrà turbarti o sbilanciarti, perché sei perfettamente equilibrato ed interiormente in armonia. Invece di lottare contro le circostanze, impara a fluire con esse e scopri dentro di te la pace e la comprensione.

Meditazione Facile come l'ABC - DVD

Non è il silenzio ma il rumore a rappresentare la dimensione costante delle nostre giornate. Spesso è quello alto e fastidioso delle città, ma ancor più frequentemente è quello della nosta mente che causa stress e malesseri psicofisici.

La meditazione spegne questo rumore e ci mette in contatto con il nostro mondo interiore. Non occorre avere competenze particolari o attrezzature complesse. Pochi minuti di pratica quotidiana basteranno a ristabilire l’equilibrio che stiamo cercando.

Seguendo i ritmi frenetici di una vita sempre in corsa, si rischiano problemi di salute e stati depressivi. Come fare?

Ritagliandosi uno spazio di meditazione! Chiunque e in qualsiasi momento, una volta acquisita la semplice tecnica della visualizzazione insegnata in questo corso base e accompagnata da utili immagini e musica, può imparare a meditare, astraendosi facilmente dal contesto caotico nel quale vive semplicemente chiudendo gli occhi e iniziando a respirare consapevolmente.

La meditazione è una tecnica fondamentale per un profondo e reale beneficio in termini di salute fisica e mentale!

Che brutti ricordi..

Qual è la funzione dei brutti ricordi?

È notizia di poco tempo fa: alcuni ricercatori negli USA stanno sperimentando molecole in grado di eliminare selettivamente i brutti ricordi. Esperienze traumatiche del passato, lutti, violenze subite: forse un giorno, dicono, potremo cancellarli con una pillola. Nessuno però si chiede: che funzione svolgono questi ricordi? Perché il cervello non li elimina spontaneamente, come fa con le migliaia di istanti delle nostre giornate di cui non conserviamo nessuna traccia? Quale funzione evolutiva può esserci per noi nel mantenere proprio questi ricordi così spiacevoli?

Ecco perché i brutti ricordi tornano

Il cervello non fa niente per caso, tanto meno per sbaglio. È sempre lui a decidere cosa conservare e cosa eliminare, cosa deve entrare a fare parte della nostra personalità o cosa tagliare via perché dannoso. Questo significa che se qualcosa resiste ai continui colpi di spugna esercitati dal cervello sulla memoria, che costantemente ci purificano dai ricordi inutili, quel qualcosa è importante. Non dobbiamo intenderlo in modo letterale: il brutto ricordo non torna per fissarci su quel fatto del passato e ripeterci di continuo: “Guarda come sei stato sfortunato, non sarai più quello di prima”. Siamo noi che lo interpretiamo così, perché ci siamo identificati nell’idea di una vita già segnata in cui niente può più cambiare. Ma la vita non torna mai “quella di prima”, tutto in noi muta incessantemente.

I brutti ricordi sono nutrimento per le nostre radici

brutti ricordi sono, in realtà, importanti messaggi che ci mettono a disposizione un’esperienza passata allo scopo di trasformarci, per rendere le nostre radici più profonde e salde, per accrescere la nostra consapevolezza. Possono diventare  nutrimento per l’anima, purché ci avviciniamo a loro con l’atteggiamento giusto.

La tecnica che trasforma i brutti ricordi in una fiaba

– Quando arrivano i brutti ricordi di solito tentiamo di “non guardarli”, di sviare l’attenzione. Ma così il ricordo tornerà ancora più forte.

– Proviamo invece a considerare i brutti ricordi come messaggeri. Ci stanno dicendo qualcosa e sta a noi interpretarlo. Per farlo, usiamo la fantasia: in un momento di calma, da soli, torniamo a quel ricordo, evochiamolo nella mente, percepiamo per qualche istante tutte le sensazioni che ci provoca senza giudicarle belle o brutte. Sentiamole e basta. Poi, senza sforzo, lasciamo che dal ricordo si sviluppi, nella mente, una storia, un racconto fatto di immagini e di parole. Proviamo a inventare un personaggio, ad esempio una bambina o un bambino, oppure un personaggio di fiaba, che si trovi a vivere quell’evento. Immaginiamolo bene: com’è vestito, cosa dice… Immaginiamo quindi che debba attraversare delle peripezie, che si sviluppano a partire dall’evento che ha scatenato il brutto ricordo, che incontri altri personaggi e debba compiere delle imprese, per poi giungere a un lieto fine. Perdiamoci un po’ in queste fantasie. Quando lo desideriamo, poniamo termine all’esperienza e torniamo alle normali occupazioni. Proviamo a rifare l’esercizio almeno una volta al giorno, quando i brutti ricordi tornano a visitarci.

– Attraverso questo esercizio, immergiamo il cervello nell’ambiente delle immagini e nelle fiabe. L’aspetto “letterale” dei fatti piano piano sfumerà lasciando emergere un significato simbolico più ampio, che indicherà il posto che quel ricordo occupa nella nostra interiorità, arricchendola. La storia che abbiamo immaginato, in modi misteriosi, racconterà qualcosa di noi, regalandoci col tempo più consapevolezza e serenità nei confronti di noi stessi e del nostro passato e mandando via le sofferenze che quei ricordi scatenavano.

di Raffaele Morelli

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C’è una piccola rivoluzione copernicana in questo libro, un ribaltamento di punto di vista che ci insegna a dare importanza a ciò che di solito consideriamo banale. E ci fa trovare la felicità dove non la si era mai neppure cercata. La formula segreta del benessere, spiega Raffaele Morelli, sta nascosta nei piccoli gesti quotidiani che compiamo senza dar loro nessuna importanza. È una forza segreta potenzialmente in grado di darci una gioia infinita, che però noi offuschiamo di continuo coi nostri ragionamenti e i nostri giudizi, col nostro ingolfarci di scopi e progetti.

Dopo averci fatto capire che Ciascuno è perfetto e che Non siamo nati per soffrire, Morelli propone in queste pagine un suo nuovo fondamentale insegnamento, che si incastona alla perfezione nella filosofia controcorrente con cui l’autore ha conquistato migliaia di lettori. Un approccio all’esistenza a tutto tondo capace, nella sua elementare radicalità, di dare una vera svolta alla nostra vita.

Autori Vari

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Un gruppo di sette cantanti di varie nazioni si incontrano per la prima volta in Italia, toccando il cuore e coinvolgendo con la sua fresca spontaneità e la gioiosa ispirazione delle sue melodie. Gioioso ascolto a tutti quanti!

Meditare è un sano stile di vita

meditazione-salute

In questo nostro stile di vita nel quale gli impegni, le relazioni, la fretta, lo stress, il traffico, ci logorano ogni giorno di più, concedersi piccole pause di silenzio è quanto di meglio si possa fare per riacquistare quel benessere psicofisico che sempre più rischiamo di perdere.

E’ innegabile che la nostra società sia colma dei più diversi stimoli emotivi e sensoriali e che proprio gli stili di vita sempre più accelerati e la competitività fra persone siano la causa principale di disturbi psicologici e di forme di nevrosi. Diventa allora indispensabile coltivare una calma interiore che ci consenta di guardare alle situazioni come se queste fossero lontane da noi, per mantenere un’imparzialità di giudizio e una serenità d’animo che al momento pochi possiedono.

Meditare vuol dire ristabilire un contatto con la propria realtà più profonda, con il proprio sé, prendendo, almeno in quel momento, le distanze dalle emozioni e dai condizionamenti della vita quotidiana.


Come si entra in una forma di meditazione?

Il nostro cervello ha un’attività di tipo elettrico che viene misurata da appositi apparecchi che ne calcolano la frequenza nei diversi momenti di attenzione. Queste frequenze sono state classificate e divise in cicli di secondo per determinare i diversi livelli di coscienza nei quali ci muoviamo nell’ambito della nostra giornata.

Sono stati individuati quattro stadi principali, ossia quattro frequenze elettriche che corrispondono a diversi tipi di attenzione del nostro cervello.

Abbiamo le onde beta, che corrispondono alla stato di veglia: quel periodo nel quale siamo svegli, consapevoli e impegnati in una qualche attività.

Dopo le onde beta siamo nelle onde alfa, che corrispondono ad uno stato di rilassamento nel quale l’attività cerebrale è rallentata e le onde elettriche sono più distanti tra loro. La coscienza è vigile, ma il corpo è rilassato ed è scarsa o nulla l’attività motoria. E’ quello stato nel quale è più facile avere un’intuizione e immagini mentali slegate dal contesto attuale. Sono le onde della meditazione.


Seguono poi le onde theta, che ci portano in un rilassamento ancor più profondo. Le onde cerebrali sono molto più ampie e l’inconscio diventa più percepibile perché la mente ha rallentato la sua attività. Queste onde portano ad uno stato di meditazione profonda oppure al sonno con sogni.


Infine ci sono le onde delta, che corrispondono al massimo del rilassamento quello in cui l’attività razionale è del tutto sopita. Sono le frequenze del sonno più profondo durante il quale i sogni sono assenti e soltanto l’organismo è attivo e mantiene le sue funzioni vitali.


La meditazione avviene con il rilassamento e l’ingresso nelle onde alfa, poi chi è in grado di farlo può arrivare alle onde theta, ma per raggiungere questo livello è necessaria una grande capacità di concentrazione e molto esercizio.


La pratica della meditazione

Il consiglio che viene dai maestri che insegnano questa pratica è di meditare sempre alla stessa ora e nello stesso posto, per una forma di disciplina interiore e per motivi molto più profondi che gli allievi delle varie scuole imparano presto.

La pratica fornisce anche la tecnica. Ognuno ne sviluppa con il tempo una propria e sarà facile, poi, riuscire a meditare in ogni posto, in ogni situazione e a qualsiasi ora. A volte basteranno pochi minuti per ritrovare la concentrazione o l’ispirazione utile al momento.

E’ consigliabile, comunque, iniziare con cinque, dieci minuti di meditazione al giorno, imparando a concentrarsi su un oggetto, un pensiero.

Di solito si rimane a fissare la luce di una candela cercando di mantener ferma l’attenzione e il turbinio dei pensieri. Oppure ci si concentra sul respiro seguendo il percorso dell’aria che si inspira ed espira, si può unire a questo esercizio la visualizzazione di un colore (ad esempio: il bianco nell’inspirazione ed il grigio nell’espirazione), si può anche pensare che con l’aria che entra arrivi la pace e con quella che esce vada via lo stress (o la rabbia, l’insicurezza…). Poi gradualmente si passa a tecniche più sofisticate e interiorizzate. All’inizio serve l’aiuto e la guida di una persona esperta.

Ci sono vari modi per meditare. Si può meditare all’occidentale o all’orientale ma l’importante è dedicare quel tempo a se stessi e alla propria crescita come individuo.

Molto spesso s’imparano le tecniche di rilassamento e di meditazione frequentando un corso diyoga o altri simili, ci sono tante scuole e tanti insegnamenti, alcuni di questi sono legati ad un credo, ad una tradizione religiosa, come ad esempio il buddismo, ma non necessariamente si sceglie di meditare per una scelta di tipo spirituale, ognuno ha la sua strada e forte della sua intenzione troverà a chi rivolgersi.

Autore: Maria Santucci

Maneesha James
Tecniche per una nuova vita. Come uscire dal caos frenetico quotidiano

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Oltre sessanta tecniche di meditazione, molto semplici e di sicura efficacia, in grado di soddisfare le esigenze di tutti! Nel mondo d’oggi, in cui tutto contribuisce a farci vivere “fuori” di noi tralasciando di curare la nostra vita interiore, la conseguenza più logica è la perdita d’equilibrio e di un senso nella vita.

Le meditazioni proposte consentono di ottenere un nuovo equilibrio, una rinnovata energia e un miglior rapporto con noi stessi.

Le tecniche, di facile esecuzione e studiate al fine di essere integrate facilmente nel ritmo frenetico della vita moderna, sono suddivise in quattro grandi gruppi:

– Tecniche per la mattina – Tecniche per il lavoro – Tecniche per il tempo libero – Tecniche per la notte

Maneesha James risponde in maniera chiara e esauriente ai più comuni quesiti riguardanti la meditazione: che cos’è, quali sono i fraintendimenti più comuni, quali le tecniche, il loro funzionamento, la scelta di quella più adatta per ognuno e come comprendere se si stanno facendo o meno dei progressi. Divertenti vignette e illustrazioni accompagnano e arricchiscono questo vero e proprio manuale per affrontare la vita moderna e renderla armoniosa, completa, viva.

La meditazione è la danza della tua energia

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“La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell’estasi, lo stato di ebbrezza divina. E’ una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione. L’osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell’osservare, è meditazione.

Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Allorché la mente è assolutamente assente – se n’è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte – per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.
Grazie all’osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all’erta, senza che esista in te un singolo pensiero… ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.

Questo è il momento in cui l’energia si volge all’interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l’energia si volge all’interno, porta con sé una gioia infinita. Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione.” (Osho)

Osho consiglia meditazioni statiche come la Vipassana?

Domanda:
Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice. Ma vedendo le persone fare Vipassana, ho perso ogni speranza di diventare mai un buon meditatore. Per favore, dammi un piccolo incoraggiamento.

Osho:

La meditazione è semplice. Proprio perchè è semplice, sembra difficile.

La tua mente è abituata ad avere a che fare con problemi difficili, e ha completamente dimenticato come rispondere alle cose semplici della vita. Più una cosa è semplice,
più sembra difficile alla mente, perchè la mente è molto efficiente nel risolvere cose difficili. E’ stata addestrata a risolvere cose difficili, non sa come affrontare quelle facili. La meditazione è semplice, la tua mente è complicata. Non è un problema creato dalla meditazione. Il problema deriva dalla tua mente, non dalla meditazione.

La Vipassana è la più semplice meditazione del mondo. Con la Vipassana Buddha si è illuminato e con la Vipassana molte altre persone si sono illuminate, più che con ogni altro metodo. Vipassana è il metodo. Certo, esistono anche altri metodi, ma hanno aiutato solo poche persone. La Vipassana ne ha aiutate migliaia ed è veramente molto semplice; non è come lo yoga.

Lo yoga è difficile, arduo, complesso. Devi torturarti in molti modi: distorcere il tuo corpo, contorcere il tuo corpo, stare seduto in questo o quel modo, torturarti, stare sulla tua testa – esercizi su esercizi…. ma lo yoga sembra avere molto fascino sulle persone.

La Vipassana è così semplice che non la prendi affatto in considerazione.
In effetti, avvicinandosi alla Vipassana per la prima volta, uno dubita che possa essere chiamata meditazione. Che cos’è? — nessun esercizio fisico, nessun esercizio di respirazione; un fenomeno molto semplice: semplicemente osservare il tuo
respiro che entra, che esce… finito, questo è il metodo; seduto in silenzio, osservi il tuo respiro che entra, che esce; senza perdere il suo percorso, questo è tutto. Non devi cambiare la tua respirazione – non è pranayama; non è un esercizio di respirazione, in cui devi fare profondi respiri, esalare, inalare, no. Lascia che la respirazione sia semplice, così com’è. Devi solo introdurle una nuova qualità: la consapevolezza.

Il respiro esce, osserva; il respiro entra, osserva. Diventerai consapevole: il respiro che tocca le tue narici in un certo punto, diventerai consapevole. Ti puoi concentrare lì: il respiro entra, senti il tocco del respiro sulle narici; poi esce, senti ancora il tocco. Rimani lì, sulla punta del naso. Non è che devi rimanere concentrato sulla punta del naso; devi solo rimanere attento, essere consapevole, osservare. Non è concentrazione. Non perderlo, solo continua a ricordartelo.
All’inizio lo perderai in continuazione; allora ritorna lì. Se per te è difficile – per alcune persone è difficile osservarlo lì – allora puoi osservare il respiro nella pancia. Quando il respiro entra, la pancia si solleva; quando il respiro esce, la pancia si abbassa. Continui a osservare la tua pancia. Se hai davvero la pancia, questo ti sarà d’aiuto.

Ci hai fatto caso? Se guardi le statue indiane di Buddha, queste statue non hanno la pancia – in effetti non hanno per niente pancia. Buddha sembra un atleta perfetto: spalle in fuori, pancia in dentro. Ma se guardi una statua giapponese di Buddha rimarrai sorpreso: non assomiglia per niente a un Buddha – una grande pancia, talmente grande, che non riesci nemmeno a vedere il petto, come se Buddha fosse incinto, tutto pancia. Il motivo per cui è successo questo cambiamento è che in
India, quando viveva Buddha, egli stesso osservava il respiro nel naso, quindi la pancia non era per niente importante. Ma quando la Vipassana si spostò dall’India in Tibet, in Cina, in Corea, in Birmania, in Giappone, lentamente le persone si
accorsero che è più facile osservare la pancia che non il naso. E allora le statue di Buddha incominciarono a essere diverse, con pance più grandi.

Puoi osservare la pancia o il naso, quello che ti sembra più giusto per te, o quello che ti sembra più facile. Che sia più facile è il punto. E solo osservando il respiro, succedono miracoli.

La meditazione non è difficile, è semplice. Proprio perchè è semplice ti sembra difficile. Ti piacerebbe fare molte cose, e non c’è niente da fare; questo è il problema. E’ un grande problema, perchè ci è stato insegnato che dobbiamo fare molte cose.
Chiediamo che cosa dobbiamo fare, e meditazione significa uno stato di non-fare: non devi fare niente, devi fermare ogni fare. Devi essere in uno stato di totale inazione. Anche pensare è in un certo senso fare – lascia andare anche quello. Avere sensazioni è in un certo senso fare – lascia andare anche quello. Fare, pensare, avere sensazioni – se tutto viene lasciato cadere, tu semplicemente esisti. Questo è essere. Ed essere è meditazione. E’ molto semplice.

Nel grembo di tua madre eri in questo spazio. In Vipassana entrerai di nuovo nello stesso spazio. E ti ricorderai, avrai un deja-vu. Quando entri in Vipassana profondo, resterai sorpreso: lo conosci, lo conoscevi già da prima. Lo riconoscerai immediatamente perchè per nove mesi nel grembo di tua madre sei stato in quello stesso spazio,di non fare, solo essere.

Mi chiedi: “Pensavo che la meditazione fosse una cosa semplice, ma vedendo le persone praticare la Vipassana sto perdendo ogni speranza di diventare un buon meditatore“.

Non pensare mai alla meditazione in termini di successo

Perchè questo significa portare in essa la mente conquistatrice, la mente egoista. Allora la meditazione diventa un gioco del tuo ego. Non pensare in termini di successo o fallimento. Questi termini non sono applicabili al mondo della meditazione. Dimentica tutto ciò. Questi sono termini della mente; sono comparativi. E questo è il problema: probabilmente hai osservato gli altri aver avuto successo, aver raggiunto, essere in estasi, e ti sei sentito molto giù. Ti sarai sentito stupido, seduto a guardare il tuo respiro, a osservare il tuo respiro. Ti sarai sentito molto stupido e non è successo niente. Non succede niente perchè ti aspetti troppo che qualcosa succeda.

E all’inizio, ogni nuovo processo sembra difficile. Uno deve abituarsi al suo sapore.

Il marito di una signora era un ubriacone, e lei non aveva mai assaggiato l’alcool in tutta la sua vita.
“Ehi tu, ubriacone, dammi quella bottiglia. Voglio provare la cosa che ti ha reso il buono a nulla che sei”.
Afferrando la bottiglia di whiskey a buon mercato, ne prese un grande sorso. “Aargh….glompf…breecch…fuy…brrrit…ptui!” ansimò “Questo è il liquido più schifoso che ho mai avuto la sfortuna di lasciar passare nelle mie labbra. E’
terribile!”
“Vedi?” risponde il vecchio marito. “E in tutti questi anni hai creduto che io mi stessi divertendo”.

Aspetta solo un pochino, Paul. Solo un po’ di pazienza. All’inizio tutto sembra difficile, anche la cosa più semplice. E non avere fretta.

Questo è uno dei problemi della mente occidentale – la fretta. Le persone vogliono tutto immediatamente. Pensano in termini di caffè istantaneo, meditazione istantanea, illuminazione istantanea.

Un cittadino ereditò una fattoria piena di mucche, ed essendo un furbacchione, decise di incrementare la sua mandria. Pertanto, importò tre tra i più bei tori della zona e li chiuse per la notte nella stalla con le mucche. La mattina seguente
chiamò il padrone dei tori per lamentarsi. L’allevatore si mise a ridere. “Che cosa ti aspettavi?” chiese “Pensavi di trovare dei vitelli il giorno dopo?” “Forse no,” replicò il cittadino “Ma sicuramente mi aspettavo di vedere un po’ di sorriso
sulle facce di queste mucche!”

No,neanche questo succederà presto. Sedendoti per un giorno in Vipassana, non ne uscirai sorridendo. Ne uscirai completamente stanco – stanco perchè ti è stato detto di non fare niente, stanco perchè non sei mai stato in una situazione così
stupida prima d’ora. Non fare niente? Tu sei uno che fa! Se avessi tagliato legna tutto il giorno, non saresti stato così stanco. Ma seduto in silenzio, senza fare nulla, solo osservando il tuo stupido respiro che entra e che esce…. molte volte sorge l’idea: “Che cosa sto facendo qui?” E il tempo sembrerà molto, molto lungo, perchè il tempo è relativo. Il tempo diventerà lunghissimo. Un giorno ti sembrerà come se fossero passati anni e anni – “E che cosa è successo? Oggi il sole
non tramonta? Quando finirà?”

Se hai fretta, se sei impaziente, non conoscerai mai il sapore della meditazione.

Il sapore della meditazione ha bisogno di tanta pazienza, infinita pazienza.

La meditazione è semplice, ma tu sei diventato così complicato, che rilassarti richiederà tempo. Non è la meditazione che richiede tempo – lascia che te lo ricordi ancora – è la tua mente complicata. Deve essere riportata al riposo, ad uno stato di
rilassamento. Questo richiede tempo.

E non pensare in termini di successo e fallimento. Divertiti! Non essere troppo orientato ad un fine. Divertiti nel puro silenzio osservando il respiro che entra e che esce, e presto avrai una bellezza, una nuova esperienza di bellezza e beatitudine. Presto vedrai che non occorre andare da nessuna parte per essere in beatitudine. Si può essere seduti in silenzio, da soli, ed essere in beatitudine. Non c’è bisogno d’altro, basta la pulsazione della vita. Se puoi
pulsare con lei, diventa una profonda danza interiore.

La meditazione è la danza della tua energia, e il respiro è la chiave.

Osho: The Guest, Capitolo 15


Osho

Meditazione – La soglia interiore

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“Solo la meditazione può rendere civilizzata l’umanità perché solo la meditazione permette di sprigionare la creatività che ogni essere umano possiede, sottraendogli al tempo stesso ogni distruttività”.

Una raccolta di intuizioni sul mondo e la visione di Osho, la meditazione, la sua importanza per l’Uomo Nuovo, e una guida per coloro che meditano.

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Osho

Cogli l’Attimo

Meditazione: metodi, esercizi, testi e stratagemmi per trovare l’armonia dentro di sé

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Ci sono metodi che si basano sul tocco, sull’annusare, sull’ascolto, sulla vista; ci sono metodi che si basano sulla respirazione, sull’immaginazione, sul lasciarsi andare. Ciascuno può scegliere il metodo che più gli si addice, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal piacere: la tecnica in sé può avere espressioni particolari, ma la sostanza non cambia.

L’energia del respiro

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Nell’ambiente che mi circonda, ancora oggi, sento che esistono delle difficoltà a rispondere alla domanda “che cos’è il Rebirthing?”. C’è chi lo definisce una tecnica, altri una terapia, altri ancora uno strumento per raggiungere il benessere. Nessuna di queste definizioni mi sembra errata, ma tutte incomplete e, in fondo, unendole l’un l’altra credo che il Rebirthing possa essere definito come un metodo di crescita personale. Crescere significa imparare a conoscere più profondamente se stessi, essere capaci di trovare le risposte in completa autonomia (Responsabilità), esprimere se stessi in modo chiaro e libero. Mi sembra perciò evidente che tutti questi elementi contribuiscano, in ultima analisi, a generare benessere emotivo, psicologico e fisico.

Il Rebirthing è un metodo che può accompagnare la crescita di ciascuno, è sempre adatto perché cambia con noi e ci sostiene a sentirci sempre più protagonisti della nostra quotidianità, il tutto in modo semplice e naturale, proprio come il respiro.

Un po’ di storia

Leonard Orr è riconosciuto da tutti come il fondatore del movimento chiamato Rebirthing. Per sua ammissione (“La storia del Rebirthing raccontata dal suo fondatore”), questa non fu una scoperta improvvisa, ma il risultato di una serie di esperienze e intuizioni. Richiese, infatti, circa tredici anni, anche se negli anni 1974-75 questo processo subì una decisa accelerazione, giungendo alla primordiale e ortodossa forma di questo metodo.

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