Come migliorarsi?

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Non dimenticate che il comportamento umano è il risultato dello stato d’animo in cui ci si trova. Se almeno una volta in vita avete ottenuto unbuon risultato, potete rifarlo ripetendo le stesse azioni mentalifisichecompiute allora. Prima dei Giochi olimpici del 1984 ho lavorato con Michael O’Brien, un nuotatore selezionato per la gara dei 1500 metri stile libero. Si era bene allenato, ma aveva la sensazione di non mettercela tutta per riuscire a spuntarla. Aveva creato dentro di sé tutta una serie di blocchi mentali che sembravano limitarlo, e considerava con timore il successo, per cui si aspettava di avere la medaglia di bronzo, al massimo quella d’argento. Non era lui il favorito, non era lui quello destinato a vincere l’oro: il favorito, George DiCarlo, aveva già battuto Michael più volte.

Ho trascorso con Michael un’ora e mezzo, aiutandolo a imitare gli stati d’animo delle sue migliori prestazioni, in altre parole a scoprire come mettersi nelle sue condizioni ideologiche più produttive, che cosa si era immaginato, che cosa aveva detto a se stesso, quali erano stati i suoi sentimenti quell’unica volta che aveva battuto George DiCarlo. Abbiamo cominciato ad analizzare le azioni da lui compiute, mentalmente e fisicamente, in occasione delle sue vittorie, ricollegando lo stato d’animo in cui si era trovato allora a uno stimolo automatico, lo sparo della pistola dello starter. E ho scoperto cosi che il giorno in cui aveva battuto Geode DiCarlo immediatamente prima della partenza aveva ascoltato Hey Lewis e i News. Per cui il giorno della Finale ha fatto esattamente lo stesso, ha compiuto le stesse azioni di quello in cui aveva vinto, ascoltando persino Hey Lewis prima della partenza. E ha battuto George DiCarlo e si è guadagnato l’oro olimpionico con un vantaggio di sei buoni secondi.

Da “Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri” – pagina 55:

Chi è Anthony Robbins

Dalla Prefazione di Kenneth Blanchard (coautore di One Minute Manager)

Quando Tony Robbins mi ha chiesto di scrivere la prefazione a questo suo libro ne sono stato molto lieto per tutta una serie di ragioni. In primo luogo perché ritengo Tony un giovane che ha dell’incredibile. Il nostro primo incontro ha avuto luogo nel gennaio 1985, a Palm Springs dove mi trovavo per partecipare a un torneo di golf, il Bob Hope Desert Classic Pro-Am Tournament. Avevo appena concluso un’ora felice di chiacchiere al Ranch Las Palmas Marriott, dove tutti facevano a chi le sparava più grosse. Mentre andavo a cena con un australiano mio amico, Keith Punch, passai davanti a un cartellone che annunciava un Seminario di Pirobazia di Tony Robbins. LIBERATE IL POTERE DENTRO DI VOI, vi si leggeva. Avevo sentito parlare di Tony e la mia curiosità ne fu pungolata. Siccome Keith e io avevamo già bevuto un bicchiere e non volevamo correre rischi, decidemmo che sui carboni accesi non potevamo camminare, ma che valeva comunque la pena di assistere al seminario.

Durante le successive quattro ore e mezzo ho visto Tony ipnotizzare una vasta folla composta di uomini d’affari, casalinghe, medici, avvocati e simili. E dicendo “ipnotizzare” non mi ferisco certo a una qualche magia nera. Semplicemente, Tony teneva desta l’attenzione di tutti con il suo carisma, il suo fascino, la sua profonda conoscenza del comportamento umano, ed è stato il più esaltante e divertente seminario al quale ho assistito in vent’anni di partecipazione attiva a corsi di specializzazione per manager. Alla fine tutti, salvo noi due, hanno percorso un letto lungo cinque metri di carboni accesi che avevano continuato ad ardere tutta la sera. E tutti senza riportarne il minimo danno. Tony si serve della pirobazia come di unametafora. Non insegna capacità mistiche, ma piuttosto un insieme distrumenti pratici tali da rendere l’individuo capace di iniziative concrete nonostante eventuali paure

comemigliorarepropriostato Sprigiona il potere che è in te   Anthony Robbins accettazione

Manuale di psicologia del cambiamento
tony robbins live a roma 25185 Sprigiona il potere che è in te   Anthony Robbins accettazione
Sprigiona il potere che è in te

dal 24 al 27 Giugno 2010
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Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri

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Non dimenticate che il comportamento umano è il risultato dello stato d’animo in cui ci si trova. Se almeno una volta in vita avete ottenuto un buon risultato, potete rifarlo ripetendo le stesse azioni mentali e fisiche compiute allora. Prima dei Giochi olimpici del 1984 ho lavorato con Michael O’Brien, un nuotatore selezionato per la gara dei 1500 metri stile libero. Si era bene allenato, ma aveva la sensazione di non mettercela tutta per riuscire a spuntarla. Aveva creato dentro di sé tutta una serie di blocchi mentali che sembravano limitarlo, e considerava con timore il successo, per cui si aspettava di avere la medaglia di bronzo, al massimo quella d’argento. Non era lui il favorito, non era lui quello destinato a vincere l’oro: il favorito, George DiCarlo, aveva già battuto Michael più volte.

Ho trascorso con Michael un’ora e mezzo, aiutandolo a imitare gli stati d’animo delle sue migliori prestazioni, in altre parole a scoprire come mettersi nelle sue condizioni ideologiche più produttive, che cosa si era immaginato, che cosa aveva detto a se stesso, quali erano stati i suoi sentimenti quell’unica volta che aveva battuto George DiCarlo. Abbiamo cominciato ad analizzare le azioni da lui compiute, mentalmente e fisicamente, in occasione delle sue vittorie, ricollegando lo stato d’animo in cui si era trovato allora a uno stimolo automatico, lo sparo della pistola dello starter. E ho scoperto cosi che il giorno in cui aveva battuto Geode DiCarlo immediatamente prima della partenza aveva ascoltato Hey Lewis e i News. Per cui il giorno della Finale ha fatto esattamente lo stesso, ha compiuto le stesse azioni di quello in cui aveva vinto, ascoltando persino Hey Lewis prima della partenza. E ha battuto George DiCarlo e si è guadagnato l’oro olimpionico con un vantaggio di sei buoni secondi.

Da “Come Ottenere il Meglio da Sé e dagli Altri” – pagina 55:

Chi è Anthony Robbins

Dalla Prefazione di Kenneth Blanchard (coautore di One Minute Manager)

Quando Tony Robbins mi ha chiesto di scrivere la prefazione a questo suo libro ne sono stato molto lieto per tutta una serie di ragioni. In primo luogo perché ritengo Tony un giovane che ha dell’incredibile. Il nostro primo incontro ha avuto luogo nel gennaio 1985, a Palm Springs dove mi trovavo per partecipare a un torneo di golf, il Bob Hope Desert Classic Pro-Am Tournament. Avevo appena concluso un’ora felice di chiacchiere al Ranch Las Palmas Marriott, dove tutti facevano a chi le sparava più grosse. Mentre andavo a cena con un australiano mio amico, Keith Punch, passai davanti a un cartellone che annunciava un Seminario di Pirobazia di Tony Robbins. LIBERATE IL POTERE DENTRO DI VOI, vi si leggeva. Avevo sentito parlare di Tony e la mia curiosità ne fu pungolata. Siccome Keith e io avevamo già bevuto un bicchiere e non volevamo correre rischi, decidemmo che sui carboni accesi non potevamo camminare, ma che valeva comunque la pena di assistere al seminario.

Durante le successive quattro ore e mezzo ho visto Tony ipnotizzare una vasta folla composta di uomini d’affari, casalinghe, medici, avvocati e simili. E dicendo “ipnotizzare” non mi ferisco certo a una qualche magia nera. Semplicemente, Tony teneva desta l’attenzione di tutti con il suo carisma, il suo fascino, la sua profonda conoscenza del comportamento umano, ed è stato il più esaltante e divertente seminario al quale ho assistito in vent’anni di partecipazione attiva a corsi di specializzazione per manager. Alla fine tutti, salvo noi due, hanno percorso un letto lungo cinque metri di carboni accesi che avevano continuato ad ardere tutta la sera. E tutti senza riportarne il minimo danno. Tony si serve della pirobazia come di una metafora. Non insegna capacità mistiche, ma piuttosto un insieme di strumenti pratici tali da rendere l’individuo capace di iniziative concrete nonostante eventuali paure

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Anthony Robbins, il potere delle tue parole

ARCOBALENO-anthony-robbins

Sei mai stato profondamente commosso da un grande comunicatore? Ricordi ancora le parole di John Kennedy, Winston Churchili, Martin Luther King? Tramite la forza delle loro parole, questi uomini colpivano non solo me e te, ma intere nazioni e, perfino dopo le loro morti, le loro parole continuano a toccare gli altri.
Qualche volta, ti sei mai fermato a pensare al potere che hai per ispirare o deprimere te stesso, semplicemente con le parole che tu usi abitualmente? Le parole sono elevanti o devastanti? Sfociano in speranza o disperazione? Una delle più grandi scoperte che puoi fare sta nel potere che hai di cambiare immediatamente il tuo stato d’animo, da un momento all’altro, semplicemente selezionando con consapevolezza le parole che utilizzi per descrivere come ti senti.

Le parole hanno il potere di iniziare le guerre o creare la pace, distruggere rapporti o rafforzarli. La nostra percezione delle cose nasce dal significato che noi diamo alle cose stesse. Le parole che tu selezioni consciamente o inconsciamente per descrivere una situazione, immediatamente cambiano cosa questa significhi per te e quindi come ti senti. Se descrivessi a te stesso un avvenimento come devastante, ti sentiresti diverso da come ti saresti sentito descrivendolo come un po’ deludente? C’è una differenza di intensità di emozione tra descrivere qualcosa come un grande problema o una piccola sfida? Se tu descrivessi una tua convinzione a me e io ti dicessi che ti stai sbagliando? Che hai torto? Peggio ancora, se io scegliessi le parole “stai mentendo”? Questo influenzerebbe il nostro rapporto?

Tanti anni fa feci una scoperta che ha cambiato la mia vita per sempre. Ero ad una riunione con due miei soci, quando arrivò una notizia che sicuramente avrebbe portato conseguenze negative per tutti noi. Però ognuno di noi ebbe una intensità emotiva diversa in proposito. Inoltre, non potevo non notare i modi diversi con cui descrivemmo come ci sentivamo. Io ero “arrabbiato”, un altro era “fuori di sé” e il terzo era soltanto “scocciato”. Ricordo di aver pensato “che parola idiota per descrivere una tale situazione!”. Io non ero mai seccato. Interessante: non sentivo mai questa emozione e non usavo mai quella parola per descrivere come mi sentivo. Cominciai a domandarmi, “se si adottasse un’altra serie di parole, si potrebbero trasformare le matrici emotive?”

Basandomi sul meeting sopra indicato, mi impegnai per dieci giorni ad utilizzare questa sciocca parola – “seccato” – e ad usarla in qual-siasi situazione in cui di solito avrei detto di essere “arrabbiato” o “furibondo”. I risultati erano sconvolgenti. Soltanto cambiando la parola che usavo abitualmente per descrivere i miei sentimenti negativi, abbassavo subito la loro intensità. Dire “questo mi secca parecchio” ruppe la mia matrice. Presto cominciai con altre parole, come ” stai iniziando ad infastidirmi”. Puoi immaginare cosa significhi dire una cosa del genere a qualcuno con cui sei in collera mantenendo una faccia seria?
Seleziona una parola che usi abitualmente per descrivere i tuoi sentimenti negativi e trova una parola alternativa che romperà il tuo schema, o almeno abbasserà la sua intensità.

Semplicemente cambia il tuo vocabolario abituale – le parole che usi regolarmente per descrivere le tue emozioni e sensazioni – allo scopo di cambiare subito come pensi, senti, vivi. Questo è uno degli strumenti più potenti per cambiare la vita di chiunque in un attimo.

La maggior parte di noi non è consapevole della selezione delle parole che usa abitualmente per descrivere il proprio modo di vivere. Spesso abbiamo adottato delle parole per descrivere le nostre emozioni senza mai pensare all’impatto potenziale che avranno su di noi o altri. Queste parole diventano una parte del nostro vocabolario quotidiano e veramente formano il modo in cui ci sentiamo nella nostra vita.
Per esempio, molti usano abitualmente delle parole come “umiliazione” o “depressione” per descrivere quasi qualsiasi esperienza sgradevole. Dici qualcosa che non apprezzano e sono umiliati /depressi. Metti in dubbio un loro punto di vista e sono umiliati/depressi. Tutto li umilia o li deprime, perché essi legano queste parole a quasi ogni esperienza. E’ di grandissima importanza espandere il tuo vocabolario emozionale cosicché le parole che selezioni producano l’effetto emotivo che desideri e meriti.

Quanta importanza ha la lingua nel formare la nostra esperienza di vita? E’ assolutamente fondamentale. Detto semplicemente, le parole che leghiamo alla nostra esperienza diventano la nostra esperienza.

Quali saranno le parole che hanno la più grande influenza su di te? Saranno parole affettuose? Epiteti? Esclamazioni? Esagerazioni?

La maggior parte della gente ha un vocabolario di poche migliaia di parole. Quando si pensa che la lingua inglese, la più ampia del mondo, contiene circa 650,000 vocaboli, vuole dire che un parlatore inglese utilizza mediamente press’a poco solo il 2 % delle sua lingua! Peggio ancora è che la maggior parte della gente abbia circa solo una dozzina di parole, forse un massimo di 20 per esprimere le proprie emozioni. E di queste, di solito la metà – o di più -sono negative.
Quante sono le parole che usi abitualmente per descrivere come ti senti, a te stesso o a qualcun altro? Quante potresti scriverne adesso?

Le persone con vocabolari poveri conducono vite impoverite. Persone con vocabolari ricchi hanno una tavolozza piena di colori diversi che possono utilizzare per dipingere le loro esperienze di vita, non solo per gli altri, ma anche per loro stesse.
Che cosa potresti fare oggi per espandere la tua “tavolozza delle emozioni”? Quali sono le parole positive ed emozionalmente edificanti che potresti aggiungere al tuo vocabolario abituale? Se usassi queste parole spesso, quanto più divertente potrebbe essere la tua vita?
Chi conosci che conduce una vita straordinariamente felice o appassionata? Quali sono le parole che usano abitualmente per descrivere l’esperienza delle loro vite e a cui potresti ispirarti, adottando così alcune delle loro matrici emozionali?

Hai deciso che è ora di usare lo strumento del Vocabolario di Trasformazione per sostituire le tue abituali parole che indeboliscono, con altre più ispirate?

Fai il seguente esercizio:
1)  Scrivi tre parole che usi spesso quando ti senti male.
2)Mettiti in uno stato giocoso, perfino esagerato. Fai il brainstorming per trovare parole nuove che rompano la struttura, o almeno abbassino la tua intensità emotiva. Scegli parole che sono talmente sciocche, strane o così fuori posto che rompono il tuo impeto negativo e creano un senso di divertimento. Uno dei motivi per cui adesso sostituisco “infastidito” o “seccato” con “arrabbiato” è perché queste parole sembrano così ridicole dette con una faccia seria.
Dobbiamo sempre abbassare l’intensità delle emozioni negative? Certo che no; tutte le emozioni umane hanno il loro posto. Qualche volta, per esempio, certe persone hanno bisogno di sentirsi arrabbiate allo scopo di creare abbastanza motivazione su se stesse per compiere un cambiamento. Ciò nonostante, non vogliamo accedere ai nostri stati più negativi ed intensi come prima azione da fare, quando non servono, non sono necessari, o sono poco appropriati.

Il traguardo è di sentire nelle nostre vite, sempre più abitualmente, meno dolore e più piacere.

Da Passi da Gigante di Anthony Robbins

passi gigante Chi è Anthony Robbins? Una storia per riflettere... accettazione

Piccoli cambiamenti per fare una grande differenza

365 lezioni quotidiane nella gestione di noi stessi: piccoli cambiamenti per fare una grande differenza.
Basato sulle migliori tecniche e strategie offerte nel libro Risveglia il Gigante che è in te, il Formatore motivazionale numero uno al mondo – Anthony Robbins – offre ispirazioni, piccole azioni ed esercizi che faranno fare grandi passi in avanti alla qualità della tua vita.

Dalla semplice abilità di prendere decisioni ai più specifici strumenti che possono ridefinire la qualità dei tuoi rapporti personali, finanziari, di salute ed emotivi, Robbins dimostra come ottenere i risultati migliori con il minimo investimento di tempo.

Passi da Gigante di Robbins è il piano fondamentale di gioco per la vita. È un manuale interattivo, carico di emozioni, per raggiungere il successo sia personale che professionale”.

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