Quando arrivi è Natale – Barbara Ferraro

«Il momento prima della partenza
è sempre quello più entusiasmante, ma
ancora più emozionanti sono gli attimi
in cui mi immagino come sarà…»

Quando arrivi è Nataleun racconto che profuma di sogni e natale, scritto da Barbara Ferraro ed illustrato da Serena Mabilia per Lupoguido edizioni.


Tobia è il piccolo protagonista della storia, insieme a mamme e papà partono in viaggio per trascorrere la Vigilia di Natale dai nonni, ma nonostante abbia controllato la lista delle cose da portar via diverse volte, si accorge di essersi dimenticato a casa il suo orsacchiotto Junior.
Capita proprio così, corri di qua, corri di là, e finisce che qualcosa rimane a casa, come Junior che rimane a terra sul pavimento, scordato.

Tristezza, dolore, incredulità. E’ una sofferenza palpabile ritrovarsi per la prima volta separati. Il primo a accorgersene però è l’orso, che magicamente si anima e nella solitudine dell’appartamento vuoto scoppia a piangere.
Junior è disperato e il suo grido di dolore giunge fino alle orecchie di un gabbiano loquace e invadente che sbuca dalla finestra.
Manco a dirlo seguono momenti spassose in cui l’orso e il gabbiano, di nome Ernesto, battibeccano, si stuzzicano, si studiano.
Come non ritrovarsi con il sorriso leggendo e ascoltando i dialoghi tra il furbo e affamato gabbiano e il triste orsacchiotto in cerca di una soluzione?!


Dopo aver compreso quanto sia triste orsacchiotto per l’accaduto, Ernesto decide di aiutarlo: Ti porto io dal tuo amico. E lo accoglie sulla sua schiena larga e morbida senza farsi spaventare dalla distanza o dalle prove impervie che lo aspettano.
Quanti imprevisti e che incontri assurdi farà Junior! Il più stupefacente sarà quello con i pesci che nuotano nelle nuvole pozza cariche di umidità, lassù nel cielo.

L’orsacchiotto Junior è quell’inseparabile compagno, è un orsacchiotto di peluche diventato per la sua pazienza e la sua presenza nei momenti belli, tristi o di noia, il miglior amico di Tobia.

Infatti mentre le tradizioni della famiglia in casa dai nonni si ripetono, i gesti, le decorazioni, le pietanze… tutto è come sempre ma niente è lo stesso per Tobia, senza Junior.
Per i bambini, ma anche per noi adulti, sapere che c’è qualcuno lì pronto ad ascoltarci sempre, ad accoglierci tra le sue braccia prima di dormire è un punto sicuro importante.


Questa storia, raccontata con dolcezza e attualità, ancora una volta mostra quanto l’amicizia sia quel bene prezioso e speciale, quanto l’Amicizia ci renda felici ma allo stesso tempo vulnerabili.
Quanto è nell’assenza, nel mancarsi l’un l’altro, che ci si rende conto di quanto ci si voglia bene e si abbia bisogno di stare vicini!
L’amicizia tra Tobia e Junior è tratta da una storia vera trasformata in un racconto fantastico che pagina dopo pagina si fa poesia, una poesia ancor più speciale perchè ci porta nei momenti quotidiani, in quei semplici e autentici momenti semplici ma speciali che sono poi lo scopo e il senso della nostra vita.

«È venuto fin qui, di notte!
Da solo! Per me!
Metto il naso in quello spazio soffice
che ha tra le orecchie e il collo,
sembra fatto apposta per me,
è della mia perfetta misura»

Quando arrivi è Natale è un dolcissimo racconto fantastico, una tenera storia d’amicizia profonda che ci accompagna nelle calde atmosfere natalizie.
Una storia che invita noi adulti a ricordarci quanto l’Amicizia sia un bene così essenziale e unico, e ricorda ai bambini come la fantasia e i sogni siano vita!
I testi di Barbara Ferro sono perfettamente in sintonia con le illustrazioni delicate di Serena Mabilia e si snodano in due fili paralleli che ci appassionano e senza accorgerci ci ritroviamo a sentire l’emozione e la frenesia della partenza, le spericolate avventure, la tristezza parlando con la nonna, il desiderio di un miracolo e lo stupore quando ad un tratto tutto pare così fantastico ma normale.

Tobia ci apre la porta color salvia di casa sua, per portarci in un racconto fantastico a riconoscere la magia nei piccoli gesti di tutti i giorni…non ci rimane che aprire più spesso queste porticine speciali!
Da non perdere per il finale pieno di calore e magia.

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Bilù – Alexis Deacon

Bilù non doveva trovarsi lì.
Si era persa.
Nessuno sembrava capirla.

Bilù racconta la storia incredibilmente commovente di una piccola aliena, che assomiglia molto a un coniglio giallo con tre occhi e orecchie lunghe e flosce. Cade sulla terra e scopre di essere stata separata dalla sua famiglia. Trovandosi bloccata in un mondo sconosciuto, dove nessuno pare capire la sua lingua, decide allora di cercare un riparo.


Nella sua ricerca è pronta ad adattarsi, la piccola Bilù ma affronta l’ostilità e il rifiuto di tutti quelli che incontra (rifiuto che arriva solo dagli adulti), tuttavia, nonostante il suo aspetto, un gruppo di bambini piccoli fa amicizia con lei e si affezionano.


L’astronave dei suoi genitori arriveranno al momento giusto per salvarla?
La narrazione è raccontata dal punto di vista di una bambina e della sua esperienza di arrivo in un luogo straniero, delle difficoltà che incontra per non essere in grado di comunicare e del rifiuto e dell’isolamento che sperimenta a causa della sua differenza di linguaggio e aspetto.

Bilù di Alexis Deacon edito da Il Castoro, è un libro illustrato che con essenzialità esemplifica i temi della separazione, della solitudine, del rifiuto, dell’ostilità, dell’isolamento, della differenza, della gentilezza, dell’accettazione e dell’appartenenza.


Il testo semplice e le illustrazioni austere ma accattivanti funzionano perfettamente insieme e l’ambientazione autunnale cattura abilmente le emozioni di tristezza e solitudine di Bilù.
Anche molti aspetti della vita londinese sono abilmente incorporati; dalle strade affollate, la gente indaffarata, che si precipita senza tempo per nessuno, l’iconica cabina telefonica rossa di Londra (identificabile da persone provenienti da tutto il mondo) gli edifici alti e grigi e il senso di multiculturalismo e diversità, rappresentato da illustrazioni di bambini, di varia provenienza in un parco giochi.

Questo racconto è una risorsa utile per qualsiasi insegnante o genitore, in quanto offre uno spunto per approfondire i temi individuati. L’idea di usare una piccola aliena è una buona metafora per ogni bambino che potrebbe sentirsi come se non gli appartenesse, trovandosi in un nuovo ambiente o sentendosi un “estraneo; sentimenti con cui molti di noi possono relazionarsi, soprattutto i bambini che iniziano la scuola o arrivano in una nuova città.


Bilù offre fantastiche opportunità per promuovere l’inclusione, poiché consente di insegnare ai bambini che essere diversi non è qualcosa di cui vergognarsi o prendere in giro, e che tutti, indipendentemente da come possono apparire o parlare, dovrebbe essere trattato con rispetto e gentilezza
Una storia sincera su un atto di gentilezza e su come accogliamo i nuovi amici intorno a noi.

Bilù è indimenticabile, curiosa e coraggiosa, con interessanti spunti sulla vita sulla terra.

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Il Giardino di Evan – Brian Lies

Evan e il suo cane facevano tutto insieme.
Trascorrevano insieme ogni giorno e ogni stagione
Ma ciò che amavano sopra ogni cosa era lavorare
nel magnifico giardino di Evan.

Evan è un signor volpe che ha un cane come inseparabile amico: si divertono, giocano, insieme fanno un sacco di cose. Tra cui occuparsi del loro giardino rigoglioso!


Un giorno accade l’impensabile e il migliore amico di Evan, il cane, muore.
La vitalità di Evan, e così anche quella del giardino, vengono meno.

Evan non può sopportare di vedere lo sbocciare della vita del suo giardino quando quella del suo amico non è più lì. E così si rifiuta di prendersene cura, non vuole più che il giardino sia un posto felice.


Lui non è più felice. Non sopporta più di stare in giardino e lo abbatte tutto al suolo. Al posto delle verdure, spuntano le erbacce, ed Evan si ritrova a curare le erbacce. Se non può essere felice, creerà un giardino oscuro come il suo umore.

Ma la natura non si ferma facilmente.
E il tempo nemmeno.

Un giorno, nel silenzio del giardino, Evan vede un nuovo germoglio, un tralcio di zucca entrava da sotto lo steccato.
Vorrebbe reciderlo, ma forse è pronto a rivedere la luce e lascia che quel germoglio fiorisca.

Riscopre così la sensazione di prendersi di nuovo cura di qualcosa.
E di lì a sentire di avere di nuovo spazio nel cuore per prendersi cura anche di qualcuno, il passo è breve.

Il Giardino di Evan di Brian Lies edito da HarperCollins è un albo illustrato tra i più toccanti e accessibili sul dolore e la guarigione che abbiamo letto con i bambini, scritto con voce onesta e piena di speranza. È un libro premuroso, in tutti i sensi della parola. Se hai difficoltà a parlare con tuo figlio della perdita e del lutto, condividere questa storia potrebbe essere un modo utile per iniziare la conversazione.
Nelle illustrazioni nitide, colorate e ricche di emozioni, Brian Lies racconta le profonde profondità del lutto e il riaccendersi dell’amore.

Il Giardino di Evan parla di perdita e dolore, in particolare della morte di un animale domestico o, nel caso di Evan, di un amico. Descrive l’impatto del dolore nelle nostre emozioni—che nutre sentimenti di amarezza e rabbia—e il suo effetto nelle nostre vite—essere distruttivi e chiudersi fuori dal mondo.
Una bellissima storia di amore, perdita, guarigione e nuovi inizi,
una storia che spezza il cuore e pagina dopo pagina lo ripara di nuovo

“Ma un buon posto non resta mai vuoto a lungo.
Nuove piante germogliano, allungandosi verso il cielo.”

Questo libro mi è piaciuto molto perché contiene le fasi principali del lutto in modo colorato e accessibile ai bambini:

la negazione : l’autore usa la parola “impensabile” per descrivere la morte del cane
la rabbia : questa fase di rabbia è descritta attraverso la distruzione del giardino da parte di Evan che distrugge tutto e strappa le radici
la depressione : Evan si ripiega su se stessa, non esce più e non prova più un’immensa tristezza
l’accoglienza : la fase di accoglienza avviene attraverso la pianta di zucca che apre nuove opportunità (nuove emozioni con la voglia di prendersi cura dell’emozione all’idea della fiera, la capacità di godere del tempo presente divertendosi e infine l’incontro finale con il cucciolo).
Questo album può essere un mediatore per i bambini in lutto (soprattutto un animale domestico). La storia ci ricorda che accettare non è vedere la situazione sotto una luce positiva, ma imparare a convivere con la perdita.

La storia di Evan sottolinea l’importanza di non esortare le persone in lutto a essere forti o a nascondere le proprie emozioni. Rabbia, tristezza, paura sono emozioni sane da provare sulla via del lutto. L’accettazione è un processo lento , non un punto di arrivo.

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Il maglione della Mamma – Jayde Perkin

“Ti voglio bene” abbiamo detto alla mamma
Siamo usciti dall’ospedale.
Avrei tanto voluto che la mamma potesse venire con noi.

E’ difficile continuare a vivere come prima quando la mamma non c’è più. In questa storia delicata e sensibile, una bambina cerca i modi per affrontare la rabbia, la solitudine e la gelosia che la morte può creare.


Trova conforto nel vecchio maglione della sua mamma, e pian piano scopre che il dolore non si riduce necessariamente nel tempo, ma a poco a poco, giorno dopo giorno…

Lei adorava questo maglione.
Anch’io lo adoro
Ha il suo profumo.
Papà dice che il dolore è come il maglione della mamma.
Il maglione resterà sempre della stessa misura,
ma pian piano sarò io a crescerci dentro.

Il maglione della mamma di Jayde Perkin pubblicato da Salani editore, affronta la perdita e il dolore attraverso gli occhi di una bambina la cui madre se nè andata in cielo e lei lotta su come sentirsi: come riesce a superare questo evento? Perché è arrabbiata e gelosa di coloro che guariscono più velocemente? Come “dovrebbe” sentirsi? Quando scopre uno dei maglioni di sua madre, trova conforto nell’indossarlo come promemoria.
Il libro affronta il tema più difficile in assoluto: quello della perdita. E si inserisce in un filone narrativo che ha questo aspetto della vita dei piccoli dedica molta attenzione.

La vivacità dei colori nelle illustrazioni bilancia davvero la pesantezza del testo, ma il messaggio è chiaro a prescindere: non importa quanto sia buio il giorno, ci aspettano giorni più luminosi. L’idea della solitudine è portata a casa in modo impeccabile poiché la bambina è raramente raffigurata da sola su una pagina, e anche quando lo è, c’è un certo livello di caos raffigurato intorno a lei o da lei. L’unica eccezione a questo è il momento di chiarezza verso la fine in cui si rende conto che anche se il suo dolore potrebbe essere sempre lì, il suo mondo crescerà e il dolore si sentirà più piccolo: la ragazza appare completamente sola, irrigando un giardino che cresce attraverso da sinistra a destra su uno sfondo completamente bianco. Come la diffusione, il cuore della bambina è aperto e ordinato, ed è pronta a crescere e continuare a vivere.

Il maglione della mamma, come racconta l’autrice, è autobiografico, quando è mancata la sua mamma ha messo le sue emozioni nei panni di una persona molto più giovane cercando di dare un senso al dolore in quel modo. Esplorando così l’idea che non solo “superiamo” il dolore, e che è molto più complicato di così, ma cresciamo, cambiamo. Il dolore non si limita a “svanire”, ma gli facciamo spazio nel nostro mondo.

Sento la mia mamma in ogni cosa.
E’ nell’aria, nel mare,
è nei fiori, e dentro di me.

Delicato ed emozionante, toccante e diretto, per affrontare la perdita a cuore aperto e passo dopo passo, giorno dopo giorno, andare incontro alla vita protetti dall’abbraccio di un maglione.

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Una Cioccolata calda per Orso – Jee-Yeon Park

L’orso a cui piaceva abbracciare tutto
era famoso in città per essere un vero amante
della cioccolata calda.
Da casa sua, usciva sempre
un dolce profumo di cioccolata calda.

Nella foresta vive un orso molto, molto tenero. Un orso calmo, con lineamenti morbidi e che adora coccolare. Trascorre il suo tempo abbracciando tutto ciò che vede, dalla sua sedia agli alberi che circondano la sua casa. Per mantenere questo lato caldo, consuma molta cioccolata calda. Sfortunatamente, scopre di non avere più cacao in dispensa. C’è solo una soluzione: andare al negozio, che dista solo 2 colline per comprarne un po’. E mentre si reca al negozio, ci sono buone probabilità che cederà ai suoi impulsi …

Sulla sua strada incontra molti animali della foresta, come la volpe che piange triste perchè i suoi amici la pensano furbacchiona, oppure il maiale che brontola perchè l’autobus è in ritardo, incontra anche dei coniglietti dispettosi…così tanti sentimenti diversi che questo orsetto molto, molto tenero troverà una soluzione per calmarli e renderli più felici: abbracciali.
Proprio così, qui ci vogliono dei teneri abbracci, Orso lo sa bene e non si tira indietro.

Quindi, se ne va per andare al negozio a prendere la sua cioccolata, ma l’orso si accorge che è arrivato tardi ed è chiusa, quindi è impossibile avere la cioccolata! 😦
Triste e deluso l’orso torna a casa… ma una bella sorpresa potrebbe aspettarlo fuori dalla sua porta …

Una Cioccolata calda per Orso di Jee-Yeon Park edito da Jaca Book è una bella storia di solidarietà e amicizia che delizia grandi e piccini! Una storia dal sapore dolce e cioccolatoso piena di dolcezza e tenerezza. Un album da leggere nelle giornate con la “luna storta”, perchè è proprio vero che gli abbracci hanno un grande potere e portano calore e benessere 😉

Tutti gli animali aiutati da Orso sapranno ricambiare con la miglior cosa che possa succedere in un pomeriggio nevoso e freddo ad un orso amante della cioccolata??
Non dirò di più per non rovinarvi la storia, ma questo finale è semplicemente troppo dolce! Si tratta di solidarietà e amicizia.
Abbracciare, abbracciarsi è una terapia tanto semplice quanto efficace perché capace, più di mille parole, di comunicare un volersi bene, così come si è, coi propri difetti e limiti. Il buon Orso assomiglia tanto ai bambini, che hanno questa gratitudine profonda nel cuore: basta che tu ci sia e loro ti ri-amano di un amore infinito.

Il testo è piuttosto breve, perfettamente adatto a un pubblico giovane. La ripetizione, con il fatto che ogni incontro con l’orso fa la stessa cosa, è un principio che piace molto ai bambini perché permette loro di anticipare la reazione degli animali e quindi di sapere in anticipo cosa succederà.
Anche le illustrazioni, sono davvero molto carine, molto morbide con colori tenui e caldi.

In un periodo come quello in cui stiamo vivendo oggi, dove gli abbracci sembrano così lontani, ora come mai, tutti ci accorgiamo di quanto sia essenziale, di quanto bene ci faccia, stringerci forte.
Una stretta forte a volte è la sola cosa di cui abbiamo bisogno…per sapere che non siamo soli, per sapere che ce la possiamo fare, per rincuorarci.
Ecco che questa storia è anche un promemoria per noi adulti, abbracciamo i nostri bambini, quando sono felici, per dirgli quanto gli vogliamo bene, ma soprattutto quando sono tristi o ancor di più arrabbiati e scontrosi… perchè proprio quando c’è la rabbia che bolle, una abbraccio forte può calmare, rassicurare e donare calma e tranquillità!

Una storia da leggere e rileggere, in cui semplici gesti pieni di spontaneo affetto mostrano ai più piccoli come l’amicizia passi anche attraverso momenti teneri di vita quotidiana, come una tazza di cioccolata calda bevuta con gli amici.
Un libro illustrato per promuovere un momento molto dolce e coccoloso con i bambini. Come questo simpatico orso bruno, che ci ricorda e ci invita alla gentilezza, alla dolcezza e agli abbracci! Piacevolissima e perfetta come lettura serale molto tenera.
Un racconto dolce e caldo, come la cioccolata calda o come un abbraccio.

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Paolona musona – Jeanne Willis e Tony Ross

«Che cos’hai, Paolona Musona?» le chiese un agnellino.
«Piove», si lamentò la mucca.
«La pioggia fa crescere l’erba», disse l’agnellino.
«A te piace l’erba. Devi essere contenta!»
La pioggia fece crescere l’erba e la mucca se la mangiò.
Ma quando l’agnellino vide di nuovo la mucca…
…lei era ancora triste.”

Paolona Musona non potrebbe avere nome più appropriato, e Tony Ross l’ha raffigurata avvilita e con le orecchie basse, sotto una nuvoletta di pioggia che pare avercela solo e sempre con lei.
Non sorride mai. Quale sarà la ragione di tanta tristezza?

Paolona musona di Jeanne Willis, edito da Il Castoro, è un albo illustrato molto tenero e divertente che mostra ai piccoli lettori quanto sia importante avere un buon amico per affrontare i momenti tristi della vita.
La mucca Paolona, sembra non trovare nulla di bello per cui gioire, al contrario, ogni cosa le offre l’occasione di lamentarsi e per essere musona.

Non riesce a essere di buon umore nemmeno al suo compleanno, perché significa che sta invecchiando……e neppure a Natale…perché fa freddo, le luci dell’albero sono troppo forti, i petardi troppo rumorosi e Babbo Natale fa troppi regali!


Niente da fare…Paolona è sempre più triste, e l’agnellino?
Nonostante faccia di tutto per rallegrarla e mostrarle la vita da un’altra prospettiva, lei proprio non scorge il bello che c’è attorno a lei e la sua profonda tristezza getta nello sconforto anche lui che ha cercato di starle accanto.

“L’agnellino andò a casa e scoppiò in lacrime.
Prima di incontrare la mucca,
non si era mai accorto di quanto questo
mondo fosse angoscioso, nuvoloso e disgustoso.
Per forza era impossibile farla stare allegra!
Non poteva sopportare di vedere la sua amica così triste,
e allora decise di non vederla mai più.”

E ora che farà Paolona Musona? Qualcosa sicuramente è cambiato nella sua vita.
Ora le manca il “sorriso allegro” dell’agnellino e comincia a cercarlo.
Quando lo trova, rimane molto sorpresa. Il piccolo agnellino è immerso in una pozzanghera e piangendo.
Cosa gli sarà mai accaduto?

«Non posso essere felice se non lo sei tu»
…«Funziona così fra amici»

Paolona si rende conto che la positività di agnellino le faceva bene e quando lo trova triste capisce che è il momento di aiutarlo a sua volta.
Una bella storia, che oltre a divertire i bambini, dimostra e ricorda come la tristezza possa essere contagiosa, ma anche l’entusiasmo può esserlo. Soprattutto se arriva da un amico che dimostra di tenere a noi, facendoci sentire amati e speciali.

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Mappe delle mie Emozioni – Bimba Landmann

Mappe delle mie Emozioni di Bimba Landmann edito da Camelozampa è una storia speciale ed è anche un silent book.
Senza dire una sola parola, il bambino protagonista prende il suo zaino sulle spalle e con una piccola imbarcazione, inizia la sua navigazione fuori dal tempo e dallo spazio comune, verso luoghi immaginifici e sconosciuti per esplorare la sua dimensione più intima e profonda.

Le prime Terre che scopre all’inizio di questo viaggio sono quelle della Speranza, dai colori sulle tonalità dei verde chiari e cristallini. Il centro di questa terra rasserenante è un occhio che osserva e tranquillizza, il Mare dei Sogni, in cui è possibile coltivare questi piccoli desideri nascosti e custoditi in un cassetto, è possibile guardare avanti con coraggio, e ancora, abbracciare promesse e desideri.

Lungo la strada, non manca di incontrare un compagno di viaggio, e insieme si avventurano e continuano questo viaggio misterioso.
Il bambino e il piccolo amico, con fiducia proseguono il cammino verso nuove terre proiettati nel futuro, ma ecco che all’orizzonte compaiono le Terre della Paura, sono scure, agitate, inquiete. Senza l’uso di nessuna parola, l’autrice trasmette in modo semplice e diretto l’emozione che cambia, il cuore batte forte e i dubbi affiorano, un senso di panico e paura attanaglia il giovane, che non si sente abbastanza pronto e forte per superare queste zone piene di paure, lo sgomento, il terrore. Queste terre sono impetuose, imprevedibili dalla Paura al Disgusto, meglio spostarsi e cambiare meta.
Ed eccoli finalmente in volo, leggeri e candidi volare verso le Terre della Gioia. Di nuovo emergono emozioni piacevoli, positive e trascinanti, l’allegria, la delizia, la beatitudine, la felicità e i colori delle illustrazioni tornano ad essere luminosi, brillanti.

Le emozioni di ogni terra hanno strade, montagne, laghi e mari e tanti dettagli da osservare e cercare.
Non ci resta che mettere lo zaino in spalla e viaggiare, giocare, esplorare ogni territorio insieme al piccolo protagonista.
Pagina dopo pagina Bimba Landmann racconta attraverso luoghi fantastici ed evocativi, ricchi di grande inventiva e varietà di registri tutte le sfumature delle emozioni, dalla gioia alla vergogna, dalla meraviglia alla tristezza, fino all’amore.
Un altro aspetto importante è come tutti i territori, sono collegati tra loro, fanno parte di un unico “mondo” e sono tutte ugualmente importanti affinché l’equilibrio possa continuare.
Mappe delle mie Emozioni porta un messaggio silenzioso, senza voler insegnare, senza voler giudicare, ma tra avventure di scoperta, di terra in terra, di colore in colore, scorre durante tutto l’albo.

E’ un albo illustrato che ogni volta che viene letto e sfogliato racconta e completa pezzi della storia, pezzi di questo immenso viaggio dentro se stessi.
Dal Mare dell’Allegria, al Grande Albero dei Doni, dalla Foresta del Buon Augurio al Mare del Dubbio, dall’Isola “non so fare nulla” al Lago della Malinconia, dalla Foresta stellata della Salute alla pianura degli Abbracci…


Percorriamo Strade che Guardano Lontano e Spiagge del Controllo, attraversiamo Foreste Stellate e ci immergiamo in Città Sotterranee del Delirio…ogni terra, come ogni sensazione, emozione hanno un nome preciso e descrivono il territorio, strade e sentieri conducono a ognuno di essi. Mondi che sembrano sconosciuti ma che invece ci appartengono perchè sono le nostre emozioni.


Questo libro è un viaggio che non ha età, un viaggio unico dentro noi stessi, adulti e bambini, perchè Mappe delle mie Emozioni è un inno alla bellezza di ogni sfaccettatura del nostro carattere

Bimba Landmann con questo albo illustrato, dal sapore visionario e dal grande impatto scenico, ci ricorda come i territori della nostra interiorità siano isole meravigliose da esplorare, talvolta terre inattese da attraversare, rifugi in cui trovare riparo ma anche siti oscuri e minacciosi da cui allontanarsi.

Un silent book che colpisce e conquista per le sue magnifiche illustrazioni e per la forza con cui permette ai bambini ( e non solo) di imparare a conoscersi, trasformando ogni pagina in un viaggio alla scoperta delle Emozioni.
Un libro che stimola una catena di nuovi pensieri, idee, racconti e libera la fantasia.
Dopo la lettura, con i piccoli lettori si possono creare mappe mai esistite, lasciandoli liberi di immaginare posti intimi e personali, creature dai nomi strani che possono abitarli…non serve una precisa direzione, lasciamoli liberi di raccontare le loro emozioni 😉

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Le Emozioni siamo Noi – Clotilde Perrin

Yuppi, evviva, vai così!
Sono carica, sono entusiasta, sono Gioia,
Vieni a cantare con me, batti le mani e balla!
La vita è così bella!
Arrampichiamoci sugli alberi,
rotoliamoci nell’erba,
saltiamo e facciamo festa!

Le emozioni siamo noi di Clotilde Perrin edito da Franco Cosimo Panini è un libro intelligente che permette ai bambini dar voce alle loro emozioni e forse anche di calmarsi. Da leggere e rileggere e conservare preziosamente tra i libri preferiti!
In questo libro, Clotilde Perrin mette in luce le cinque emozioni fondamentali: rabbia, paura, disgusto, gioia e tristezza . Facilmente identificabili, comuni ai bambini.

Tremi davanti a me e fai bene!
Sono rabbia e sono incontrollabile.
Scoppio come una bomba e sono potente
come un terremoto. Grido, urlo, mi dibatto.
Non ragiono. Nessuno può toccarmi
Se ti avvicini…attento a te!

Qui ogni doppia pagina è dedicata ad ogni emozione: nella pagina di sinistra la descrizione dettagliata dell’emozione e nella pagina di destra, un’animazione ricca di sorprese da esplorare manualmente.

Scopriamo così quali emozioni amano, odiano, le canzoni che gli piacciono particolarmente, i loro punti di forza / debolezza, i loro giochi preferiti, i loro pasti preferiti, i personaggi di cui sono fan; senza dimenticare le caratteristiche fisiche che sono loro specifiche e le sensazioni che provocano nell’individuo (umano e non). Scritte con una penna leggera e con grande tenerezza, le parole sono morbide e piacevoli da leggere. Sdrammatizzano tutta la serietà che circonda l’universo delle emozioni.

Bleah! Puah!
Lo vedo, lo sento, lo so,
c’è qualcosa di davvero disgustoso!
Non mi piace,non mi va,
non lo sopporto, non resisto.
Sono Disgusto e sto per…

Ad accompagnare queste descrizioni molto dettagliate, ai bambini viene offerta un’animazione ricca di parti da muovere, alzare e aprire. Le manine curiose dei bimbi ne saranno deliziate! Su diversi livelli, molte sorprese sono nascoste in questi mini pop-up di questo maxi libro! Ogni emozione è rappresentata da un personaggio e da un colore. Qui, tiriamo, solleviamo, apriamo, ruotiamo, rimuoviamo un sacco di piccole cose. In alcuni casi, gli oggetti di carta possono anche essere estratti dall’animazione (penso in particolare alla Tristezza) e manipolati.
I colori e i dettagli sono stati assolutamente scelti con cura e si adattano perfettamente allo spirito del tema.
Le emozioni siamo noi, è un grande successo.
Le emozioni siamo noi, è un’insolito album, dal grande formato che rivela le caratteristiche delle varie emozioni.

Sulla sinistra la doppia pagina è dedicata ad una scheda dettagliata della singola emozione con le sue caratteristiche, le sue qualità e difetti, ecc. Insomma scopriamo una vera carta d’identità dove viene stilata una lista di punti deboli e punti di forza, accompagnata da tutte le indicazioni necessarie per conoscere l’emozione in profondità.
Inoltre diventa una bella occasione per parlare di ogni singola emozione da vicino.

Proprio come i due libri precedenti dell’autrice: Buoni come Noi e Cattivi come noi, insieme sono maxi libri di grande successo che stupiscono i bambini.


Gli elementi da attivare sono semplici ma ben pensati, molto efficaci. A volte sono sovrapposti, un lembo può nascondere un altro, anche altri due! È qui che la dimensione dell’album ha senso: le animazioni sono facilmente manipolate da tutti.
Un libro che può essere scoperto con delicatezza con i bambini della Scuola dell’infanzia, ma anche i più grandi apprezzeranno la scoperta aletta dopo aletta di questi personaggi 😉

Non lasciatevi sfuggire in ogni illustrazione, il cuore, organo al centro dell’emozione, è messo in scena in modo originale. Sta a te trovarlo e domarlo 😉
Se volete parlare di emozioni, o semplicemente volete scoprire un libro animato meraviglioso, consiglio questo titolo più che mai.
Ancora una volta, un albo molto bello: 41 cm di altezza ed emozioni!

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E’ in arrivo un bambino – John Burningham

Presto arriverà un bambino, sai.
Quando arriverà il bambino?
Come lo chiameremo?
Cosa farà il bambino?

La mamma annuncia al figlio che presto arriverà un nuovo bambino. E, come spesso accade, la fantasia del neo-fratello maggiore comincia a spaziare per immaginare come sarà e cosa potrà fare questo bambino. E ad ogni domanda seguono delle tavole solo illustrate dove di vede il bambino alle prese con la sua futura presunta occupazione.

E così dalle domande del fratello, accolte con tenerezza dalla mamma, emergono tutti i sentimenti contrastanti dell’attesa: curiosità, emozione, ma anche paura, gelosia, insicurezza…

“Mamma, non puoi dire
al bambino di andare via?
Non abbiamo mica bisogno di lui, vero?!

Non c’è bisogno di dire nulla. La mamma sceglie il silenzio per rispettare questo brutto pensiero.. l’importante, ancora una volta, è affrontarlo insieme, stretti stretti, in una natura complicità tra madre e figlio, al riparo di un grosso ombrello verde.

“Mamma, ma quand’è che arriva il bambino?
Ho tanta voglia di vederlo.

Non manca molto, ormai.
Sta facendo più in fretta che può.

E’ in arrivo un bambino di John Burningham, illustrato dalla pluripremiata Helen Oxenbury edito da Mondadori è un libro che fa sentire un neo-fratello maggiore accolto e compreso, che lo fa sorridere con le buffe tavole dove il nuovo arrivato è alle prese con occupazioni nelle quali fallisce simpaticamente.
In questo albo l’attenzione degli autori è rivolta al fratello maggiore, che vive l’attesa alternando momenti di curiosità ad altri di tristezza e confusione.
John Burningham è un autore e illustratore inglese di cui si sente parlare poco o niente in Italia, eppure, è uno dei più grandi. È mancato a gennaio di quest’anno all’età di 82 anni. Era sposato con Helen Oxenbury (lei più conosciuta in Italia grazie a diversi libri tradotti, tra cui “A caccia dell’Orso
La Oxenbury oramai lo sappiamo quanto abbia una naturale predilezione e una speciale dote nel raffigurare l’essenza della prima infanzia. Suo è anche il capolavoro come “Dieci dita alle mani dieci dita ai piedini“.
Helen ha vinto due volte ed è stata in corsa altre quattro volte per il premio Kate Greenaway, un riconoscimento per le illustrazioni dato dai librai inglesi.

La notizia, al fratello maggiore, viene data presto, all’inizio della gravidanza, nel pieno della stagione invernale, quando il ventre della mamma è ancora piatto e il parto è previsto per l’autunno.
Ad ogni cambio pagina notiamo che il tempo scorre, e che le stagioni mutano, mentre la pancia della mamma cresce e il dialogo tra madre e figlio va avanti, sobrio, dolce.
Le situazioni che li ritraggono sono sempre diverse: li vediamo dialogare al ristorante, al museo, al parco, allo zoo, a casa nella vasca da bagno. La sensazione che arriva con semplicità è quella di una profonda intimità che li lega, di un affiatamento tangibile, un desiderio comune di vivere tante esperienze belle insieme.

La domanda su cui ruota il loro confronto è: “Che cosa farà il bambino?” e le fantasiose risposte che dà la mamma rappresentano un terreno fertile per innescare l’immaginazione del figlio.

Chissà, potrebbe lavorare in un ristorante e fare il cuoco…
ed ecco la fantasia del figlio prende forma e anche noi vediamo ciò che la sua mente gli suggerisce: un piccolo e maldestro bebè in cucina intento a preparare una torta.

Forse diventerà un pittore e dipingerà quadri meravigliosi…
ed ecco un buffo lattante che armeggia con pennelli e colori creando disastri in casa.

Il libro non è la soluzione o “il metodo perfetto” per favorire questi passaggi, ma può offrire spunti, parole, immagini e una chiave simbolica ed emotiva a noi e a nostri bambini. La lettura condivisa di temi poi così “grandi” ed importanti per i nostri piccoli, ci può aiutare a creare finestre per poterne parlare apertamente.

Un delizioso albo da regalare ad un primogenito in attesa di un fratellino, o subito dopo la nascita, è rassicurante e racconta con naturalezza i sentimenti del bimbo protagonista.

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Il ladro di colori – Mafra Gagliardi

In questa storia c’è un bambino di nome Pinin.
Mentre cammina in un bellissimo giardino scovato al di là delle colline, il piccolo Pinin è testimone di furto davvero molto insolito: un omino lungo e sottile, armato di spugna magica, sta rubando tutti i colori!
L’azzurro del lago, il verde del salice, il rosso del vulcano… Finiscono tutti mescolati in un grosso sacco, e al loro posto restano solo alberi e animali grigi.

Nel giardino passa un brivido d’allarme.
AIUTO! C’E’ UN LADRO DI COLORI!

Provate a immaginare un giardino rigoglioso, pieno di fiori, alberi, erba, colori e ad un tratto, qualcosa cambia, “l’aria rabbrividisce, l’erba si piega, il puledro drizza le orecchie”, e appare uno strano omino “grigio come l’ombra della sera” che comincia a sfiorare tutto quello che gli capita a tiro con la sua spugna, e i colori, come per magia, finiscono nel sacco che porta con sé. Pavoni, pettirossi, laghi, salici, vulcani, nessuno viene risparmiato dall’implacabile ladro di colori.

Tocca proprio a Pinin capire come sciogliere il triste incantesimo e poi far tornare ogni colore al posto giusto con l’aiuto della scimmia sapiente che rivela a Pinin che soltanto lui può sciogliere l’incantesimo, facendo qualcosa che gli altri abitanti del giardino non sanno fare. Dopo tante prove, finalmente (e casualmente) il nostro eroe scopre la sua inconfondibile prerogativa: soltanto lui sa ridere…

Quando sono triste, tutte le cose perdono il loro colore, diventano grigie.
Chi mi ruba i colori, mamma?
Da questa domanda di mia figlia bambina, racconta l’autrice, è nata la fiaba Il ladro di colori.
Eppure, è questa la forza del libro, il racconto non suggerisce mai schematicamente questa relazione: per il lettore bambino si parla di Pinin e del mondo fantastico in cui è finito, punto.
Una fiaba inventata quindi con il cuore da una mamma come tante per la sua bambina… in un giorno di tristezza.

Il ladro di colori di Mafra Gagliardi edito da Bohem press Italia ed è una storia che ha preso le forme e i colori della meraviglia, grazie al fantastico tocco artistico di Štepán Zavrel, un grande artista boemo che ha dato un decisivo impulso alla cultura dell’immagine per l’infanzia, anche nel nostro paese – che ricrea un paradiso terrestre da arabesco in cui fa muovere il piccolo Pinin come su un fondale teatrale.

E voi, che cosa fareste voi se un giorno uno strano omino, grigio come l’ombra della sera, vi togliesse uno dopo l’altro tutti i colori e vi ritrovaste in un mondo sempre più triste?

L’autrice Mafra Gagliardi racconta in modo semplice, Štepán Zavrel illustra, con i magnifici disegni e ai piccoli lettori e a noi adulti arriva il messaggio inequivocabile del potere straordinario del colore e il suo rapporto con lo stato d’animo infantile.

Questo libro è pubblicato in Italia in collaborazione con Morocolor Italia S.p.A., che han sostenuto con fiducia ed questo prezioso libro per far arrivare a più bambini possibile la magia e la forza dei colori e dell’arte, creando anche loro da tre generazioni colori di qualità!

“D’ora in poi, ogni volta che dopo un temporale
nel cielo comparirà un arcobaleno,

si ricorderà dei colori
del giardino meraviglioso tra le colline.

E proverà a disegnarlo.

Se vuoi, provaci anche tu.”

Il Ladro di colori in un meraviglioso caleidoscopio di immagini, parole e colori, usando il linguaggio delle favole, prova a raccontare le emozioni dei nostri bimbi, come gioia e tristezza, attraverso le mille sfumature dell’arcobaleno 😉

Buona lettura con Pinin!
Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Mamma – Delforge & Gréban

Essere madri è un viaggio meraviglioso e complicato. Significa andare oltre i propri confini, accettare la rivoluzione di cui si è portatrici, donarsi e donare. Significa una giostra continua di emozioni: felicità, speranza, paura, allegria, tristezza. Mille diverse sfumature che un piccolo grande libro ha saputo cogliere.

Ci sarà il tuo primo passo,
il tuo primo libro,
il tuo primo disegno.
Ci sarà il tuo primo bagno al mare,
la tua prima canzone,
la tua prima candelina.
Ci sarà il tuo primo film,
il tuo primo: “Mamma”.,
il tuo primo: “Ti voglio bene”.
Ci sarà il tuo primo scherzo,
il tuo primo cucchiaio di miele,
la tua prima margherita.
Coraggio,
non è ora di svegliarsi?
Ne abbiamo di cose da fare!

Mamma, la parola più amata. La prima che viene pronunciata, di solito, dai bimbi di ogni latitudine.

Come narrare, quindi, i vari momenti
e i mille modi diversi di essere mamma?

31 ritratti di mamme da tutto il mondo, tanto diverse e allo stesso tempo, nonostante epoche e luoghi differenti, tutte accomunate da sentimenti ed esperienze identiche. Un viaggio emozionante attraverso i paesi del mondo che racconta il rapporto esclusivo e il legame forte e indissolubile che si crea fra madre e figli, che va oltre lo spazio e il tempo.

“…Custodisci l’amore,
la felicità di essere come sei,

il gusto di ogni istante,
la gioia di stare con gli altri,
il coraggio di cambiare,
il bisogno di condividere e il piacere di ridere.
Se segui queste idee, giorno dopo giorno,
se resti te stessa, ovunque anche in famiglia,
se sai ascoltare, ma rifiuti di giudicare,
sarai una donna, figlia mia.”

Mamma, è un libro illustrato toccante e unico, è nato in Belgio ma già tradotto e pubblicato in 20 lingue, e Terre di Mezzo editore ha portato fortunatamente anche in Italia.
Davvero un splendido in ogni pagina, impreziosito dai brevi testi poetici di Hélène Delforge e dai grandi disegni, splendidi, di Quentin Gréban.
Mamma è un nome che evoca amore, affetto, legame, dolcezza, nostalgia, tanti sentimenti profondi e unici che Hélène Delforge – giornalista belga, autrice di libri per bambini e mamma – ha cercato di fissare sulla carta, in un connubbio ben riuscito fra parole e immagini. E lo ha fatto in modo esemplare.
Hélène, riesce a portare alla luce sfaccettature diverse dell’essere madre, evocando sentimenti che chi è già madre conosce molto bene.
Lo fa in modo discreto e usando poche parole che per la loro delicatezza, arrivano diritte al cuore.

“Mio tesoro,
mio gioiello,
meraviglia mia.
Resta al caldo, nella muraglia delle mie braccia.
Lascia che ancora per qualche anno ti difenda
dalla durezza del mondo.”

Le bellissime illustrazioni di Quentin Gréban– illustratore belga che dal 1999 ha pubblicato in diversi paesi d’Europa circa 50 libri per bambini – valorizzano a pieno il messaggio dell’autrice, ritraendo le mamme del mondo nei loro reali momenti di vita.
Le sue illustrazioni, descrivono in modo molto particolareggiato la situazione di mamme provenienti da diversi paesi del mondo e appartenenti a diverse epoche storiche, e insieme ai testi, scavano nel profondo dell’animo di queste donne.

“Sei arrivata tu.
Non dico: “Volevo scoprire il mondo, ma…”
Dico: “Voglio scoprire il mondo con te, per te, grazie a te”.
Non sei un freno, sei il mio motore.
Non sei un fardello, sei il mio portafortuna.”

31 testi delicati come una carezza, sono immaginati come dialoghi o monologhi che ogni mamma rivolge al proprio figlio, 31 ritratti in tempi e spazi diversi.
Riflettono con pazienza e affetto tutto ciò che le madri vivono per i loro figli, tutto ciò che sono e saranno, perché siamo sinceri, per una madre un figlio sarà sempre il suo bambino.

“Tutta questa gente.
Tutti questi consigli non richiesti.
Tutte queste frasi che mi confondono…
Quando succhi tra le mie braccia, il mondo si ferma.
So che stai bene.”

Troviamo la donna tibetana sorridente, con il suo piccolo addormentato fra le braccia.
La giovane africana con lo sguardo lontano e il bimbo che sbuca dalla fascia portabebè.
La madre indiana che protegge suo figlio con gli occhi di tigre. Quella eschimese a caccia, fra le mani l’arpione, il bambino sprofondato nella sua pelliccia di volpe argentata.
E poi ecco anche il salto indietro nel tempo. Madri del Settecento e del dopoguerra, della Belle Époque e della rivoluzione hippy: peace & love, pollice sollevato e bimbo in spalla. Perché gli autori non dimenticano mai che ogni mamma è, prima di tutto, una donna, cambiano solo le condizioni di contorno. Non certo la sostanza!

“Che avventura!
Tu sei all’inizio, io quasi alla fine.
Tu hai tutto fra le mani,
io mi sciolgo fra le tue dita.
Ti passo il testimone.
Che avventura.
Che avventura!”

Sono mamme che parlano dei loro figli, delle sensazioni che gli hanno fatto vivere dentro e fuori dalla pancia e che li difendono come leonesse.
Sono mamme che non si rassegnano ad una società che le vuole incasellate, donne che hanno molto da dire e lo dicono con in braccio il loro bambino.

“Il nostro legame invisibile,
quello che mi fa riconoscere la tua sagoma,
il tuo pianto o il tuo colpo di tosse anche in mezzo alla folla.
Quel filo, dunque, saldamente annodato tra te e me, ha ceduto.
Sei troppo lontano. Dove sei?
E’ questo, lasciar crescere un bambino?
Accettare che tagli il filo per partire all’avventura?”

L’attesa, la paura, la speranza, la solitudine, il distacco, la severità, la stanchezza… sono parole che in qualche modo accomunano tutte le mamme, mamme che qualunque cosa succeda perdonano, abbracciano e accolgono

Un delicatissimo libro
per omaggiare ancora una volta
tutte le Mamme.

Mamma è un libro dal formato particolare, rettangolare e piuttosto grande, come grandi sono le emozioni che suscita, perché forte è la carica dei sentimenti che questi affreschi provocano, pagina dopo pagina ci si ritrova con il sorriso e con le lacrime… Essere madri è una delle esperienze più totalizzanti che una donna può vivere, ma oltre alla gioia e alla felicità sono da mettere in conto anche la fatica, il dolore, lo scoramento, la delusione…
Sebbene questo libro sia raccomandato dagli 8 anni, lo vedo più come un libro per tutte le mamme di oggi, di ieri e di domani, ma anche perfetto per un momento molto tenero e di complicità tra madre e figlio

“Promesso per tutta la vita
ti accoglierò a braccia aperte quando ti sarai fatto male.
Spazzerò via il dolore a forza di baci magici.”

Nel libro vediamo madri vere, combattenti, con coraggio e tanto amore da dare.
Mamme che hanno le loro virtù e anche i difetti.
Mamma, invita e ricorda di godere tutti i momenti, quelli più piccoli che possono sembrare insignificanti a quelli più forti e folli che scuotono la vita.
Mamma è un libro che parla al cuore di ogni mamma, senza retorica e luoghi comuni, è profondo, toccante ed emozionante…ogni mamma leggendolo si riconoscerà nel suo profondo!

“Oggi, siamo in due.
All’orizzonte una luce dorata.
Tra le mie braccia, il futuro.
Dorme”.

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La piccola tessitrice di nebbia – Agnès Lestrade

“Ogni mattina, in riva al fiume,
Rose cattura la nebbia con la sua rete.
Si avvicina senza fare rumore
e la acciuffa con un gesto deciso.
Torna a casa con il sacco pieno di nebbia,
si sistema davanti all’arcolaio
e comincia a filare”.

Rose, la piccola tessitrice di nebbia, tutte le mattine, cattura la nebbia per poi filarla e tesserla. Le sue creazioni, tende, tappezzerie e paraventi, sono molto richieste dagli abitanti del suo villaggio.
Le usano per nascondere tutto ciò che non vogliono vedere: le rughe del proprio volto riflesse in uno specchio..dei genitori inopportabili..i propri debiti.
Tutti hanno qualcosa da coprire e il paese è presto grigio e opaco.
Anche Rose ha dei ricordi dolorosi, ricordi che vanno coperti di nebbia, perché magari se le ferite del nostro passato le avvolgiamo nella nebbia, ci illudiamo di non ricordarle e ci sembra di non averle mai vissute, le dimentichiamo.

Ma basta poco per ricordare, come ricorda Rose:
Aveva quattro anni, una infanzia felice, insieme a mamma e a papà,
avverte sulle guance i loro baci, sente ancora le loro risa allegre.
Poi però arrivano i litigi e le urla, la testa sotto il cuscino,
le mani sulle orecchie per non sentire.
E i vestiti del suo papà che spariscono dal guardaroba.
Crescere malgrado questo vuoto”.

Un giorno, però, Rose riceve una lettera: è di suo padre che lei non vede da molto tempo. Rose smette di tessere nebbia e si siede a leggere. Nella sua mente affiorano quei ricordi tristi di un passato che ha cercato di dimenticare ma a poco a poco nel suo cuore nasce un sentimento nuovo. Il suo papà sta tornando e insieme a lui l’entusiasmo per la vita.

All’improvviso tutto cambia e Rose, aspettando il suo arrivo, continua a tessere, ma non più la nebbia grigia, bensì la luce calda e dorata delle stelle.
Questo splendido albo illustrato, parla attraverso il linguaggio universale di un’opera d’arte.

La piccola tessitrice di nebbia di Agnès Lestrade, magistralmente illustrato dall’amatissima Valeria Docampo edito da Terre di Mezzo è un libro specialissimo, realizzato con inserti di carta semitrasparente che simula l’effetto della nebbia.
La casa editrice Terre di mezzo non delude mai, pubblica dei piccoli e preziosi capolavori, albi illustrati che vale la pena regalare e regalarsi!

L’attesa di suo padre riempie le giornate della tessitrice, la speranza di rivederlo cresce di giorno in giorno. All’improvviso nella nebbia appare.

“Non è cambiato molto.
Gli occhi si distendono come due sorrisi.

Le braccia sono meno grandi di quanto ricordava.
Ma avvolgenti come allora.
Rose appoggia la testa sulla sua spalla.
Sente le lacrime che le rigano la guancia”.

E all’improvviso tutto cambia.
Man mano che la storia prosegue ecco apparire la luce dorata, quella luce che ti scalda, che guarisce e ti regala nuova vita…

Non ci si può non commuovere leggendo questa piccola perla per l’attuale tema che tratta, seppur con leggiadra delicatezza.
Anche le illustrazioni lasciano senza parole: rendono perfettamente l’atmosfera della storia, la pesantezza del grigiore che opprime l’anima…la nebbia che avvolge, circonda, cela e nasconde.
La nebbia, così enfatizzata è diventata un rifugio senza fine e senza inizio e crea un mondo sospeso indefinito dove tutto si cela e si disfa e purtroppo nulla si affronta.
Perfino la scelta del font è funzionale alla storia…il carattere scelto ricorda la macchina da scrivere…le parole sembrano comparire..scomparire tra una pagina e l’altra, infatti si dissolvono grazie al gioco delle pagine semitrasparenti e delle sovrapposizioni.
Un albo dolce e poetico ricco di spunti per una lettura a più livelli. Le parole del testo breve ed essenziale sono scelte con cura da Agnès de Lestrade: sono dense, dirette ed efficaci. ❤

C’è qualcosa di magico in questo albo pieno di poesia, un filo invisibile che ti aggancia e ti porta dentro un ordito fatto di emozioni. E non è difficile ritrovarcisi e rivedere i propri drappi che coprono il dolore. O i fili di sole che spalancano la meraviglia.
La piccola tessitrice di nebbia è una storia che arriva ai bambini e ai grandi per far capire e ricordare che la nebbia è solo passeggera, e che il calore del sole riuscirà sempre, in un modo o nell’altro, a dissiparla 😉

A volte si vorrebbe avere un telo speciale con cui coprire e nascondere ciò che non ci piace o ciò che ci fa stare male. Un telo più o meno spesso che faccia solo intravedere quello che sta dall’altra parte. Un telo di “nebbia”, come quelli che sa creare Rose.
Questo libro è perfetto da leggere ai bambin* che devono affrontare una separazione dei genitori, bambin* che come la piccola Rose tessono grandi stoffe di nebbia per non vedere ciò che fa star male…
è perfetto per gli adulti che, come gli abitanti del paese di Rose, hanno continuato crescendo a nascondersi dietro paraventi o a nascondere lo sporco sotto al tappeto…
è perfetto per chiunque abbia voglia di ritrovare un po’ di luce attraverso le pagine di un libro per bambini ❤

Buona lettura
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