Benjamin Chaud: 3 Episodi di Papà orso e il suo piccolo

Tre libri, che hanno il gusto del latte caldo, la dolcezza del miele, l’odore del pane speziato, il sapore indescrivibile delle sere d’inverno, delle veglie intorno al fuoco, delle storie dentro un letto accogliente. Tre libri, indipendenti tra di loro, ma che allo stesso modo è una storia unica che continua, che parla d’orsi, parla di famiglia, parla di padri e figli.

Come nasce la trilogia di Papà orso e il suo piccolo di Benjamin Chaud?

Tutto è iniziato con questo poster che ho creato per un’opera chiamata ” La maison est en carton ” (La casa è fatta di cartone)…

Oltre ad essere un’immagine per l’opera, era anche una dedica alla nascita del mio primo figlio. Mi è piaciuto molto lavorare su questa immagine e volevo creare più immagini come questa.
Così ho proposto a Sophie Giraud, di creare un libro con questo tipo di immagini e lei ha detto, “va bene, crea qualcosa come ‘Dov’è Wally?’ in opera con un papà canguro e il suo piccolo canguro...

Dato che non mi piace disegnare i canguri, ho scelto di disegnare orsi, ai quali mi sento più vicino – ed ecco che ho continuato a raccontare cosa vuol dire essere un papà. 🙂

Dato che mi è piaciuto molto realizzare questo primo libro Una canzone da orsi ed è stato molto ben accolto e con molto piacere è stato vincitore del Premio Andersen 2013 come miglior libro 0-6 anni.
Da allora ne ho fatto un secondo. Pupupidù Orsi in Pista, una nuova fantasmagorica avventura dedicata a papà Orso e a Orsetto.
Non c’è due senza tre e non potevo fermarmi, e appena avuto il mio secondo figlio, ho continuato con le avventure di papa orso in un terzo libro “Un Ballo da Orsi” che è piuttosto autobiografico.

Non sapevo se ero davvero capace di farlo, e non pensavo che mi sarebbe piaciuto creare immagini con così tanti dettagli – ma una volta iniziato, ho cominciato a divertirmi totalmente.
Per me è impossibile immaginare così tanti personaggi, quindi disegno amici, familiari o personaggi famosi. Questo mi aiuta molto; sapendo che esistono davvero mi permette di sapere come si muovono, cosa fanno, come sono vestiti … e li faccio diventare tutti i protagonisti del mio film truccato.

Così sono nati questi tre grandi capolavori di Benjiamin Chaud editi in Italia da Franco Cosimo Panini, un piacevolissimo trio di libri illustrati di gran formato che uniscono una storia simpatica, semplice e spiritosa a splendide e ricche illustrazioni, zeppe di particolari, entro cui perdersi, restando saldi però ad un filo conduttore narrativo ben preciso.
Ma sopratutto sono 3 libri dei quali non ci si accontenta di una sfogliata veloce, anzi, invita i piccoli lettori a qualche momento di indugio e di gioco in più.

Una canzone da orsi

In questo primo libro siamo quasi in inverno e un piccolo orso – curioso e, come tutti i cuccioli, poco incline ad abbandonarsi all’inattività forzata del sonno – al momento di andare in letargo si lascia distrarre dallo svolazzare tardivo di una minuscola ape.
Dove c’è ape c’è miele, come è ben noto. Ed è così che il piccino non ci pensa due volte prima di lanciarsi fuori dalla tana all’inseguimento del ronzante insetto.


Quando Papà Orso, già addormentato, si accorge di essere rimasto solo è troppo tardi: Orsetto è ormai lontano. Ma da bravo, apprensivo e premuroso genitore, l’animale si getta all’inseguimento e alla ricerca del figlioletto.
E così – via! – parte l’avventura che il piccolo lettore può seguire sulle grandi tavole le quali, con il breve testo relegato a poche righe in fondo, occupano quasi l’intera doppia pagina.

Dove sarà finito Orsetto?
E dove starà andando, a passo svelto dietro la sua ape?

Sarà’ divertente cercare entrambi, e non troppo facile individuarli, nel fitto della foresta prima e nel caos della città, poi.

Spingendosi, insieme a Papà Orso, addirittura dentro il sontuoso ed elegantissimo palazzo dell’Opera, tra signore ingioiellate, gentiluomini in smoking, luci della ribalta e ballerine piumate.
Fino a scoprire che il divo della serata, stavolta, risulterà proprio e il grosso e peloso genitore!… Bhe, magari non per tutti, ma di certo sarà così per lo spettatore più importante…

Un racconto tenero e garbato, sicuramente gradevole, anche se il punto di forza dell’albo, dichiarato e sbilanciato, è costituito dalle illustrazioni.
Si tratta in questo caso di uno sbilanciamento positivo perché, grazie alle immagini, la storia, che fa da canovaccio e da spina dorsale al libro, diventa anche punto di partenza per narrazioni parallele e giochi.
Si suggerisce infatti, ad ogni voltar di pagina, di cercare e trovare l’orsetto fuggiasco e l’ape svolazzante ma, oltre questi, il testo, ad una lettura non troppo veloce, indica altre piste, altri particolari da scovare, altre piccole chicche su cui posare lo sguardo e l’attenzione. Come i taglialegna terrorizzati in cima agli alberi, o il cartello pubblicitario raffigurante un orsacchiotto.

Buffi e allo stesso tempo dotati di una loro, pur essenziale , raffinatezza, i disegni riescono ad essere ricchissimi senza diventare caotici.
Lo sguardo è così libero di correre sull’illustrazione senza affaticarsi ma, anzi, godendone appieno e riuscendo con facilità a cogliere dettagli e sfumature.
Forse merito anche dei colori usati che risultano armonici e con un effetto leggermente retrò, grazie ad un sapiente uso di tinte nette accanto ad altre più morbide e sfumate, senza disdegnare il bianco e nero.

Pupupidù. Orsi in pista

Le storie di Orsetto e del suo papà continuano del secondo libro, Pupupidù. Orsi in pista, ed è un piacere ritrovare lo stile ironico, dinamico e raffinato di Chaud. Questo è un altro libro in cui perdersi piacevolmente: ricco di particolari, di storie dentro alle storie, colpi di scena e humor.
Sfogliatelo, e ogni volta scoprirete qualcosa che vi era sfuggito… e vi divertirete a seguire non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari.

Anche stavolta Orsetto si lascia trascinare dalla propria curiosità e si tuffa in un viaggio fantastico. A differenza del primo libro, in questo troviamo dei “buchi” che introducono ogni volta in un mondo diverso, dai sotterranei al tendone di un circo…

La storia è l’occasione per conoscere mamma orsa e Orsettino, il fratellino di Orsetto. La famiglia, una volta riunita, vivrà una splendida esperienza che lascerà tutti a bocca aperta…
Se Una canzone da orsi era ambientato in un teatro, Pupupidù offre al lettore lo spaccato di un altro ambiente magico, quello del circo. L’arte e l’espressività sono ancora una volta il motore centrale del racconto.

Anche in questo secondo “episodio” il racconto si presenta ai piccoli lettori, insolito, appassionante e ricco di stimoli diversi: un albo illustrato di grande formato dove le immagini sono le protagoniste assolute, mentre il testo semplice e breve offre solo una delle chiavi di lettura.
Il resto è tutto da sognare grazie alla vostra curiosità e fantasia…

Un ballo da orsi

Il terzo libro a completare le avventure di Papà orso e del suo piccolo è Un ballo da orsi.
Siamo a Parigi. È notte e grossi fiocchi di neve scendono dal cielo.
Sui tetti vicino all’Opera si vedono delle orme.
Piccole e grandi.
Affiancate.
E capitomboli.
Sono di Papà Orso e suo figlio Orsetto.
Avevano deciso di passare l’inverno sul tetto dell’Opera, ma la nevicata li ha costretti a cercare un altro rifugio.
E così “intrufolandosi in una finestra socchiusa, i due orsi finiscono in mezzo a una tribù di orsacchiotti colorati, che sembrano anche loro in letargo”.

La tana è così comoda che Papà Orso e Orsetto si addormentano subito. L’indomani iniziano i problemi: la tana è un centro commerciale e gli orsacchiotti colorati dei peluche. Qui iniziano i guai 😀
Il piccolo orsetto, viene scambiato per un peluches da un bambino e dai suoi genitori. Mentre viene portato fuori dal negozio Papà Orso si risveglia dal suo ronfare e si caccia all’inseguimento.

Eccolo papà orso, lo ritroviamo con casco rosso e scooter giallo a inseguire un taxi.
Poi a correre tra la folla di ritardatari frenetici alla stazione ferroviaria. In equilibrio su un container che è caricato su una nave.
Sul ponte di questo “labirinto galleggiante” alla ricerca di aria fresca.
A esplorare i fondali marini e su una spiaggia affollata con “i peli che si arruffano da tutte le parti”.

A partecipare a una festa in maschera con una ghirlanda al collo e un fiore dietro l’orecchio. In un “folle ballo di gruppo” dove potrà porre fine alla sua corsa e finalmente insieme a Orsetto pensare solo a ballare, mangiare e cantare.

Come nei due libri che lo hanno preceduto, Un ballo da orsi contiene una ricchezza di dettagli e personaggi sbalorditivi. Ancora una volta la sparizione del piccolo orso è un pretesto per giocare con i bambini e scoprire dove si è cacciato in mezzo a quel vortice di persone, colori, situazioni, vite parallele che si intrecciano e si mescolano alla trama principale.
Il piccolo lettore diventa protagonista di un gioco di osservazione e di ricerca: non perdere mai di vista Orsetto, mentre corre a perdifiato tra le pagine ricche di dettagli.
Anche questo, come i due precendenti è Un libro da gustare in mille versioni, insieme, grandi e piccini, fino alla sorpresa finale.

Con questi tre libri si può LEGGERE, OSSERVARE, GIOCARE e IMMAGINARE.
Da soli o in compagnia di un adulto, con o senza suggerimenti.
Può diventare pretesto per sfide con mamma e papà o con gli amici (“vediamo chi trova…”), oppure territorio per fantasticare in solitudine, collegare personaggi, dettagli, minuzie che al primo sguardo, magari, non erano risaltate.

Quanta ricchezza in questi 3 libri illustrati:
possiamo rileggerli davvero cento volte, vedremo sempre cose nuove e inventarne tante altre storie 😉

Ora spetta a voi perdervi ed immergervi in queste letture
e aiutare papà orso a seguire il suo piccolo
🙂

Puoi acquistare i libri QUI

Una canzone da orsi

Benjamin Chaud

Affrontando il viaggio con questo bagaglio..

Reality Transurfing - Il Fruscio delle Stelle del Mattino - Vol. 2

Il Transurfing è un’originale e straordinaria tecnica

di interpretazione e gestione della realtà

il Transurfing insegna a scivolare senza sforzo tra le onde del quotidiano

e a cavalcare la vita con leggerezza, senza affondare mai.

Perché i desideri non si realizzano e i sogni non si avverano? Per far sì che ciò avvenga, bisogna sapere come fare, scrive Zeland nell’introduzione al libro. E per farlo dobbiamo imparare ad ascoltare quello che l’autore chiama il “fruscio delle stelle del mattino”, quella voce senza parole, quella riflessione senza pensieri, quel suono senza volume, che altro non è che la nostra voce interiore.

Una voce che da sempre l’uomo si sforza di liberare e ascoltare, per realizzare le proprie aspirazioni.

Ancora una volta Zeland sorprende il lettore, offrendogli un nuovo, stupefacente punto di vista e catapultandolo – con il suo stile diretto e appassionante – verso prospettive fino a oggi inesplorate.

Un grande mistero avvolge la figura di Vadim Zeland. Di lui si hanno solo poche informazioni. Esperto di fisica quantistica, ha dedicato parte della sua vita alla tecnologia informatica, fino a quando non ha incontrato il Transurfing. Zeland dichiara di non essere un maestro spirituale, ma solo una persona fortunata che ha reso disponibile a tutti un approccio testato personalmente.

Se solo avessi conosciuto il Transurfing venticinque anni fa

la mia vita sarebbe stata completamente diversa, più facile e corretta.

Ma in questo caso non avrei potuto scrivere questi libri.

Sebbene molti transurfer abbiano espresso il desiderio di conoscerlo personalmente, Zeland continua a rimanere nell’ombra e a comunicare con i propri lettori solamente tramite il web.

Il Fruscio delle stelle del mattino è il secondo volume della trilogia, inaugurata da Lo Spazio delle Varianti (10.000 copie vendute in Italia in pochi mesi). Il terzo capitolo, Avanti nel passato, è atteso per la fine del 2010. Nel primo libro Zeland ha dipinto lo scenario e presentato il contesto

del Transurfing. Si può dire che abbia accompagnato il transurfer alla spiaggia e gli abbia mostrato per la prima volta cos’è il mare. Ora però, è venuto il momento di affrontare le onde e il secondo libro spiega esattamente come si fa.

Il Transurfing è una tecnica potente, in grado di fornire gli strumenti necessari per gestire il vostro destino a vostro piacimento.Nessun miracolo, però.

Vi aspetta qualcosa di ben altra entità. Vi convincerete che la realtà ignota è molto più stupefacente di qualsivoglia magia… La tecnica del Transurfing si è diffusa in Russia nel 2003, prima via Internet, dove ha suscitato un’animata discussione e un vivo dialogo tra i lettori, e poi grazie ai libri che, uscendo progressivamente nell’arco dei successivi due anni, hanno letteralmente invaso gli scaffali delle librerie diventando autentici bestseller.

L’autore di questi volumi, nell’unica intervista rilasciata alla stampa, sottolinea di non esserne “l’autore vero e proprio”. Egli infatti non si considera né un creatore né tantomeno un maestro spirituale, un’idea assolutamente contraria al Transurfing, che disdegna scuole o movimenti di pensiero. Di Vadim Zeland sappiamo solamente che è russo ed è un esperto di fisica quantistica, divenuto “trasmettitore” di questa incredibile tecnica.

Nei suoi libri, Zeland propone ai lettori un viaggio fantastico nella realtà, dove la destinazione non è un punto d’arrivo ma un processo, il vivere quotidiano in un’atmosfera di festa ininterrotta. Poiché, per colui che impara a gestire e scegliere il proprio destino e a ottenere ciò che desidera, la festa è ogni giorno, nel qui e nell’ora.

Nella valigia del Transurfer, pochissime cose: la consapevolezza, la libertà da ogni dipendenza, la riduzione dell’importanza di sé e del mondo, un pensiero improntato al positivo comunque sia.

Affrontando il viaggio con questo bagaglio essenziale, alleggerito da tutti i falsi stereotipi imposti dalla visione comune del mondo, l’uomo può solo scivolare di linea della vita in linea della vita verso la sua linea più favorevole, la sua onda della fortuna. Transurfing è proprio questo: scivolare per le linee della vita nello spazio delle varianti.

Reality Transurfing – Il Fruscio delle Stelle del Mattino – Vol. 2