LA COMUNICAZIONE NON VERBALE – Il linguaggio segreto del nostro inconscio

Cos’è la comunicazione non verbale?

Si potrebbe definirla come tutti quegli atti comunicativi non rientranti nel normale linguaggio logico. Infatti, il nostro cervello è costituito da due emisferi: uno destro e uno sinistro. Non sono separati (altrimenti non saremo vivi!) ma si tratta di una suddivisione di comodo in quanto nella parte destra vi sono la maggior parte delle funzioni del nostro inconscio (creatività, emozionalità, sogni, intuizione ecc.) mentre in quella sinistra vi sono quelle adibite alla parte razionale (logica, matematica, valutazione, capacità sequenziale, parola ecc.). Mentre la parte razionale utilizza il linguaggio informativo per comunicare (il tipo di comunicazione maggiormente conosciuta), l’inconscio utilizza un altro genere di comunicazione: la comunicazione non verbale.

Si tratta di gestualità, tono di voce, gestione degli spazi territoriali e “toccamenti” (ad esempio, dare una pacca sulla spalla, o toccare se stessi come accarezzarsi i capelli). Si tratta di un vero e proprio mondo sommerso di cui ignoriamo l’esistenza o a cui non diamo troppa importanza. La società occidentale è essenzialmente basata sulla logica e la razionalità (emisfero sinistro) e per questo tendiamo a dare importanza in maniera esclusiva al linguaggio informativo. Badiamo più alle parole che al modo in cui sono espresse.

Se, ad esempio, chiediamo ad un nostro amico di prestarci l’auto e questo ci risponde che lo farà, prestiamo ascolto solo alle parole dette. Non notiamo, ad esempio, se mentre asserisce scuote la testa (come a indicare un “no”), abbassa inconsciamente il tono di voce (quasi a non voler pronunciare quelle parole) o tende ad allontanarsi da noi (quasi a “prendere le distanze” dall’affermazione). In questo esempio, riscontriamo una serie di incongruenze tra comunicazione logica e inconscia. E non dovremo meravigliarci se il nostro amico ci chiamerà dopo un paio d’ore per dirci che a causa di un impegno imprevisto, non potrà mantenere la parola data. Ma vorrei farvi un esempio ancora più semplice: quante volte è accaduto di incontrare qualcuno che, da un punto di vista logico ci ha fatto discorsi ineccepibili, seri e pieni di buone intenzioni ma, quando poi se ne andato, dentro di noi ci siamo detti: “Questo non mi convince?”. Eppure, ha fatto dei bei discorsi! La spiegazione è semplice: il nostro inconscio decodifica i segnali non verbali del nostro interlocutore (conosce la comunicazione non verbale!) e filtra le incongruenze. L’unico modo per avvisare la parte logica consiste nell’inviargli una sensazione (che spesso ignoriamo). Infatti, quello che faremo qui è rendere logica la comunicazione non verbale, ricodificare un linguaggio ormai perso in quanto da piccoli usavamo solo questo (non sapevamo usare il linguaggio informativo).

Ma, a questo punto, si potrebbe affermare che questo è un sistema per smascherare le bugie. Non è proprio così. Tornando all’esempio del nostro amico che vorrebbe prestarci l’auto, potrebbe darsi che lui sia convinto logicamente di potere soddisfare le nostre richieste ma forse ha completamente dimenticato che l’auto gli serve per una commissione. Ma il suo inconscio non lo ha dimenticato e lo comunica. Ma perché è importante conoscere il linguaggio del nostro inconscio? Forse, la domanda non è corretta: quanto il linguaggio dell’inconscio influenza la comunicazione? E quanto conta quello logico?
A tal proposito sono stati effettuati degli studi e delle ricerche il cui risultato è a dir poco sconvolgente: il 93% della comunicazione è gestita dall’inconscio. La parte razionale influenza il 7%. Questo non vuol dire che il linguaggio informativo non è importante, anzi, provate a parlare con qualcuno solo gesticolando e senza esprimere un significato logico: probabilmente vi scambierà per pazzi. Anche se ha solo il 7%, ha un’importanza fondamentale in quanto tutta la nostra cultura si basa su comunicazione di tipo informativo.

Conoscere la comunicazione non verbale è un ottimo sistema per decodificare la comunicazione del nostro interlocutore in tempo reale, sapere se chi abbiamo di fronte gradisce o rifiuta i nostri argomenti, potendo leggere in lui come in un libro aperto sollevando il velo dei convenevoli logici! È un sistema per capire da cosa è stimolato il nostro interlocutore, qual è l’argomento che ama e utilizzarlo per creare un rapporto empatico. Infatti, ho suddiviso i segnali in tre categorie: Gradimento, Rifiuto e Specifici. Il nostro inconscio si esprime in maniera semplice e comunica gradimento o rifiuto verso un argomento, una parola o una persona. I segnali Specifici sono una variante di rifiuto e gradimento ma con qualche significato in più.

Alcuni segnali

1. Bacio dato a se stessi.
Il nostro interlocutore esprime un specie di bacio inconscio, un “arricciamento” delle labbra. Questo segnale significa che l’argomento o la parola espressa lo stimola e che dovremmo approfondire quanto detto. Si sta creando in lui un interessamento positivo. Spesso questo segnale è appena accennato e poco visibile.

2. Pressione della lingua all’interno delle guance.
Questo segnale è visibile come un rigonfiamento delle guance e viene espresso rarissime volte. Significa che l’interesse verso l’argomento a la parola espressa è molto alto (anche se non si è raggiunto il massimo del gradimento). Infatti è precedente ad un altro segnale (il linguino – esposizione della lingua). Si potrebbe dire che siano collegati. È come se la lingua accarezza internamente le guance per poi esporsi.

3. Accarezzamento delle labbra con le dita o il dorso della mano.
Il nostro interlocutore si accarezza le labbra utilizzando le dita o il dorso della mano. Può essere espresso anche utilizzando, ad esempio, una penna. In genere tutti gli atti concernenti l’accarezzamento, esprimono gradimento. Questo segnale significa che il nostro interlocutore è coinvolto emotivamente verso la parola o argomento espresso.

4. Linguino.
Si tratta del massimo segnale di gradimento. In percentuale potremmo affermare che è pari al 100%. Si tratta di una breve esposizione della lingua sulle labbra come per umidificarle. Questo segnale esprime il massimo dell’empatia. Se il vostro interlocutore tende a fare spesso e volentieri questo atto, a prescindere dall’argomento, vuol dire che il gradimento è nei vostri confronti.

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Immaginate per un attimo di essere in grado di andare d’accordo con chiunque, di poter comprendere il funzionamento della mente del vostro interlocutore, il suo modo di ragionare e vedere il mondo, di prevedere in anticipo le sue reazioni emotive e il suo comportamento, di poter creare empatia anche con le persone più “difficili”. Lo scopo di questo libro è fornire uno strumento pratico ed efficace per attivare queste straordinarie capacità.

L’Enneagramma è un sistema antichissimo che permette di comprendere la propria personalità e quella di chi ci circonda, mentre la Programmazione Neurolinguistica (PNL) è una disciplina che aiuta gli individui a raggiungere l’eccellenza.

La loro fusione crea un potente sistema per migliorare le nostre relazioni con gli altri.

In questo manuale di facile consultazione apprenderete:
– cos’è l’Enneagramma
– le basi della PNL
– come comprendere il tipo dell’Enneagramma del vostro interlocutore
– come sintonizzarvi sulla sua “frequenza comunicativa”
– come generare Rapport con ogni tipologia dell’Enneagramma
– come decodificare la gestualità non verbale
– come usare le “parole che affascinano”.

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Il segreto per disegnare la tua vita

Qual è il segreto per realizzare la propria vita?

Ogni mattina ci svegliamo, prendiamo contatto con il giorno, iniziamo con i nostri pensieri (negativi e positivi) e abbiamo delle aspettative (consce e inconsce) su come si svolgerà la nostra giornata.

Molte volte viviamo nella pura inconsapevolezza di quanto i pensieri possono realmente influenzare la vita perché nessuno ci ha mai detto che il pensiero è una forma di energia. Quante volte vi è capitato di pensare in modo negativo e puntualmente si sono verificati i fatti di cui avevate paura?

Una prima spiegazione risiede nel forte potere di autosuggestione: appena svegli siamo in stato Alfa (stato di apprendimento in cui il nostro inconscio è facilmente programmabile) e ogni pensiero tende a dare un input. La nostra parte emotiva non giudica e se le date suggestioni negative lei le eseguirà, perché è quello che le state chiedendo. A volte si tratta di “films mentali”, ad esempio sul nostro capo che ci sgrida, sul nostro partner che ci critica, sul lavoro che non va bene, sul fatto di sentirsi soli, ecc.. Potrei andare avanti con altri esempi, ma credo che questi siano giù sufficienti per renderne l’idea.

Quello che pensiamo (soprattutto appena svegli) influenzerà i nostri comportamenti e inconsciamente andremo in quella direzione, anche se razionalmente non vogliamo.

A volte ci sforziamo di pensare positivo e non otteniamo gli stessi risultati che raggiungiamo in negativo. Come mai? La risposta, purtroppo, sta nel fatto che non ne siamo convinti. Se mi dico: “Sono felice” ma dentro di me non ne sono convinto, non funziona. Invece, spesso siamo fortemente convinti che le cose vanno male.

Esiste anche un’altra spiegazione più spirituale e che prende in considerazione l’Energia Universale. Tutto quello che ci circonda (la sedia su cui sediamo, la scrivania, il computer, i nostri vestiti e noi stessi) è fatto di energia che varia in base alle diverse velocità di vibrazione. Si tratta di un tipo di energia che risponde a leggi ben precise, la cui conoscenza ci può permettere di divenire consapevoli e responsabili della nostra esistenza.

I mistici dicono: tutto quello che emani ritorna.

Questa legge è importante perché fa comprendere come mai emozioni e pensieri influenzano la nostra vita. Immaginate di essere in una piscina, ogni vostro movimento crea delle onde che rimbalzano contro i bordi e tornano verso di voi. Le vostre azioni, pensieri ed emozioni funzionano allo stesso modo: tutto quello che emanate torna indietro. Se siete arrabbiati, torna rabbia; se avete delle paure, attirate quello che più temente; se vi sentite soli, attirate solitudine. Mi rendo conto che non è semplice cambiare schemi di pensiero ed emozionali, soprattutto quando le cose non vanno bene, ma continuare a non farlo significa continuare a tenere attivo un circolo vizioso. Allora cosa fare? Illudersi che le cose vanno bene? Alcuni ci riescono, ma non è una cosa semplice perché se non ne siete convinti, non funziona.

Un consiglio molto efficace consiste nel cominciare a cambiare alcuni aspetti della vostra esistenza per cominciare ad elevare il vostro livello energetico. Esaminate le persone che vi circondano: come sono? Vi motivano o vi deprimono? Non avete idea quanto sia importante questo punto, perché, se avete al vostro fianco persone che vi dicono “Sbagli sempre – E’ inutile che ti dai da fare, tanto non cambierai mai – Se sei il solito imbecille”, vi influenzano in maniera significativa sul livello di “chi siete” e sui vostri valori e convinzioni. Un primo passo consiste nel cominciare a frequentare persone che vi rafforzano positivamente e che credono in voi:

Puoi farcela – Sei in gamba – Puoi realizzare il tuo sogno”.

Ora, non dico che dovete tagliare dalla vostra vita gli Sponsor Negativi, ma di aumentare significativamente quelli Positivi. Questo meccanismo trova anche spiegazione nel “sistema di informazioni” che si crea in base alle persone che frequentate. Se la gente non crede in voi e rivelate loro i vostri progetti, emetteranno pensieri “scettici” che ostacoleranno i vostri sforzi. Chiaramente, più numerosi sono quelli che non credono in voi, più facilmente le cose non andranno bene; quindi, un altro consiglio che mi sento di darvi è: rivelate i vostri sogni solo a chi crede davvero in voi. Per farvi comprendere meglio questo meccanismo, pensate ad un momento della vostra vita in cui frequentavate gente che non vi stimava: le cose sicuramente non andavano bene. Invece, come andavano le cose quando frequentavate persone che hanno creduto in voi? Sicuramente molto meglio.

Cerchiamo di dare una risposta razionale a questi fenomeni e, probabilmente, un aiuto arriva dalla Fisica Quantistica. Alcuni suoi esperimenti e teorie sembrano rafforzare le idee dei mistici.

È una branca della Fisica ed apre le porte sul mondo subatomico che sconvolge il nostro ordinario modo di vedere la realtà. Si è scoperto che la luce ha una doppia natura: può essere un’onda e anche una particella (fotone). Può qualcosa essere impalabile e non localizzabile specificamente nello spazio (onda) e allo stesso tempo qualcosa di localizzabile precisamente nello spazio(particella)? A quanto pare sembrerebbe di sì. La sua natura cambia in base agli strumenti di misurazione. Quando gli osservatori si aspettano di trovare dei fotoni, li trovano. Quando, invece, eseguono esprimenti sulla natura ondulatoria della luce, questa risponde come un’onda. L’ipotesi suggestiva è che le aspettative influenzano l’esito. Questa affermazione molto forte potrebbe far scaturire un’altra ipotesi che i mistici ripetono da millenni: il pensiero potrebbe influenzare quello che ci circonda, l’osservatore influenza il sistema osservato.

David Bohm, professore di fisica al Birbeck College, Università di Londra, afferma che la Fisica Quantistica ci propone un nuovo strumento di pensiero e di interpretazione della realtà, dove non esistono parti separate dell’universo in quanto connesse ad un livello profondo privo di discontinuità.

Se tutto è collegato e non esiste separazione, come mai sono seduto su una sedia solida e la materia mi appare nettamente separata?

Tutto ciò che ci circonda è energia che assume determinate forme in base alla diversa velocità di vibrazione. È come vedere un’onda nel mare: ci sembra un’entità ben distinta, ma è il mare che acquisisce quella determinata forma.

David Bohm, ha dedotto che la realtà non è oggettiva ma soggettiva, l’universo e la materia, per come noi la conosciamo, non sono altro che una grande illusione creata dai cinque sensi: un grande e dettagliato ologramma. Non è un caso che, quando si va in uno stato alterato di coscienza (ad esempio, con la meditazione), riusciamo a sperimentare stati che non riusciamo a spiegareuna volta che torniamo alla percezione ordinaria. Quando si sospende il pensiero, si entra in contatto con l’Energia Universale e si va al di là dei 5 sensi.

Per parlare di Fisica Quantistica in modo dignitoso occorrerebbe molto più spazio e vi rimando a testi dedicati (Ad esempio, “Il Tao della Fisica” di Fritjof Capra). Tenete a mente che “spacca” in due il mondo dei fisici: molti la avversano, altri la appoggiano. Questa divisione avviene perché va in netto contrasto con le leggi della fisica classica, ma non può essere né smentita e né confermata pienamente proprio perché l’osservatore influenza il sistema osservato.

Voglio concludere questo breve articolo con alcuni punti fondamentali sull’arte di manifestare e come sintonizzarci con l’Energia Universale prendendo spunto dalle tradizioni spirituali.

1) Diventare consapevoli dei propri pensieri ed emozioni

Abbiamo già esaminato questo punto: è impossibile manifestare una realtà diversa se viviamo nelle paure e se proviamo emozioni negative. Inoltre, se prendiamo la frase “l’osservatore influenza il sistema osservato”, comprendete quanto è importante in che modo focalizziamo la realtà?

2) Visualizzare la realtà desiderata

Le tradizioni sciamaniche dicono che, quando visualizziamo qualcosa attraverso i cinque sensi, creiamo sul piano astrale. Gli studi sulla mente ci dicono che questo tipo di visualizzazioni “ingannano” la nostra mente, in quanto non fa una distinzione tra realtà e immaginazione. E’ come programmare il nostro inconscio verso una meta. I mistici dicono che l’inconscio è collegato con l’Energia Universale; di conseguenza, se la nostra parte profonda è suggestionata verso un obiettivo, “manda” nell’Energia quello che desideriamo.

3) Distacco

Se rimaniamo attaccati a quello che desideriamo, difficilmente riuscirà a manifestarsi perché non permettiamo all’immagine seme di scorrere nell’Energia. Il distacco (non pensarci più o semplicemente avere fede che prima o poi accadrà) permette il movimento nell’Universo. Questa risponde ad un’altra legge dell’Energia che è la Bipolarità: prima devo desiderare tanto qualcosa (carica +), poi devo distaccarmene (carica -). L’energia, infatti, scorre grazie a due cariche opposte. Per rendervi maggiormente conto come questo meccanismo sia vero, pensate a tutte quelle volte che avete rinunciato a realizzare qualcosa e si è manifestata (proprio quando non ve ne importava più nulla).

Non dovete pensare all’Energia Universale come ad un distributore di desideri dove basta mettere un gettone. L’Energia ci guida con le sincronicità verso la realizzazione dei nostri obiettivi e non sempre è detto che realizzi quello che desideriamo. Infatti, la vita può essere considerata come una grande scuola per evolversi e spesso siamo costretti a passare attraverso dei “paletti” per apprendere determinate lezioni positive anche se gli eventi sono negativi. Quando accadono bisognerebbe vederli come momenti di crescita in cui bisogna scoprire il messaggio celato. Mi rendo conto che non è facile e, vedere lezioni positive dietro eventi infausti, a volte richiede qualcosa che va al di là della “santità”. È possibile farlo dopo anni, quando ormai siamo distaccati emotivamente e riusciamo a vedere la situazione con distacco. Se riuscissimo a farlo mentre siamo coinvolti, è possibile andare oltre e sciogliere eventi ciclici. Questo risponde ad un concetto molto importante dei mistici che è l’Accettazione: accogliere tutti gli eventi (soprattutto quelli negativi) senza giudizio cercando di comprenderne l’insegnamento positivo.

Ricordate che l’Energia ci fornisce delle guide per la realizzazione dei nostri desideri, sta a noi cogliere i segnali e lasciarci trascinare dalla corrente. Non basta starsene seduti a visualizzare la vita desiderata, è importante agire verso la sua realizzazione, avendo la piena certezza che l’Energia si muove per il nostro bene. Avere fede ci aiuta a praticare un sano distacco e, quindi, a far scorrere il pensiero forma verso l’Universo.

Articolo tratto da Il Potere dell’Energia Universale

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Questo libro ti mostrerà i meccanismi
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Grazie a esso diventerai responsabile della tua esistenza.

Ovunque, nell’Universo così come dentro di noi, esiste un’Energia che tutto governa e muove. È l’Energia Universale, sempre pronta a soddisfare le richieste del nostro Io interiore. Le leggi che la guidano sono chiare e semplici: conoscerle e imparare ad applicarle offre a ciascuno di noi la possibilità di migliorare la propria vita.

Grazie a un linguaggio lineare e diretto e all’abbinamento sapiente di esercizi pratici, riflessioni teoriche e meditazioni, Vincenzo Fanelli conduce il lettore attraverso un percorso di crescita e consapevolezza lungo il quale ogni persona potrà allinearsi con l’immenso potere dell’Energia Universale. Frutto di attente ricerche nei campi della fisica quantistica, del misticismo e della spiritualità, quest’opera ci rivela come migliorare la percezione di noi stessi, comprendere l’influenza del karma e manifestare la nostra realtà in modo pratico ed efficace, evitando di cadere nelle pericolose trappole dell’Ego.

Una vera e propria guida per diventare
consapevoli co-creatori della nostra esistenza.

Cos’è l’Enneagramma

Cos’è l’enneagramma e a che serve

enneagram

Tutti possediamo qualche lato oscuro che ci condiziona negativamente e che, in un certo senso, è una strategia di autodifesa scelta inconsciamente per ottenere sicurezza e soddisfazioni ed evitare dolori e fallimenti. Riconoscere il segreto predominio di queste pulsioni negative è il primo passo verso la libertà interiore. L’enneagramma, dottrina antichissima oggi riscoperta e apprezzata da teologi e psicologi, può rappresentare un mezzo efficace per acquisire la necessaria capacità di autocritica in vista di una più armonica crescita psicologica e spirituale.

Le radici dell’enneagramma (ennea: nove e gramma: lettera, punto), risalgono a più di 2000 anni fa. Venne sviluppato sul finire del Medioevo da alcune confraternite sufi. I sufi erano musulmani devoti rinuncianti (simili ai francescani), arrivavano a Dio con la preghiera e la meditazione.

L’enneagramma è una dottrina che descrive nove diversi caratteri. Ma oltre alla descrizione minuziosa delle varie caratteristiche umane, l’enneagramma conduce al cambiamento interiore ed esteriore. L’enneagramma è più di un’indagine psicologica per la conoscenza di sé, ci dà la possibilità di metterci a confronto con l’automatismo in cui viviamo inconsciamente, ci invita a prenderne coscienza e a dirigerci verso la libertà.

L’enneagramma definisce nove tipi di personalità a partire da nove ‘trappole’, ‘passioni’ o ‘peccati mortali’. Si tratta dei sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, ingordigia, lussuria e a questi si aggiungono due ulteriori ‘peccati’: menzogna e paura. Il termine “peccato” viene inteso come la nostra “separazione da Dio”, ma anche dal nostro prossimo e da noi stessi. I “peccati” sono inasprimenti del carattere che impediscono all’energia, all’amore di Dio di fluire liberamente. Ogni “peccato” lo abbiamo scelto noi e quindi ne siamo responsabili.

Ognuno dei nove tipi di personalità comprende una classe che si estende tra poli estremi: “irredento” (immaturo, malsano) e “redento” (maturo, sano). Una persona irredenta è imprigionata in se stessa, e pensa che il suo punto di vista sia l’unico valido.

I sufi chiamavano l’enneagramma ‘Il volto di Dio’, essi immaginavano che nel cammino di liberazione l’uomo divenga sempre più capace di abbandonare la propria posizione per osservare la vita da un altro punto di vista. Se fossimo capaci di ‘indossare tutte le nove paia di scarpe’ e osservare la realtà da ognuno dei nove punti di vista, allora osserveremmo il mondo con gli occhi di Dio.

Sulla riva opposta troviamo la ‘personalità redenta’. Quanto più ci avviciniamo a Dio – il centro al quale tendiamo – tanto più ci muoviamo verso la parte redenta. Un grande aiuto in questo senso è la comunità, il gruppo. Nessuno dei nove tipi è migliore o peggiore di altri, ognuno di essi ha bisogno di arrivare alla libertà e ognuno di essi ha doni unici.

Conoscendo l’enneagramma è possibile elaborare meglio i nostri rapporti e le dinamiche delle relazioni: in ambito lavorativo; tra genitori e figli; tra uomini e donne; di amicizia; di gruppo. Ma soprattutto l’enneagramma è uno strumento utilissimo per l’autoconoscenza e la consapevolezza di sé.

I tre centri: pancia; cuore; testa

I nove tipi dell’enneagramma vengono segnati sulla circonferenza in senso orario e sono riuniti in gruppi di tre:
Pancia

OTTO, NOVE, UNO: gruppo degli uomini di pancia o “tipo sessuale”. Essi reagiscono in maniera immediata, spontanea e impulsiva e non filtrano con il cervello.
Gli uomini di pancia reagiscono istintivamente. Il centro del corpo che li guida è l’apparato digerente e il plesso solare. L’orecchio e il naso sono i loro organi di senso più sviluppati. Tutto per loro gira intorno al potere. La vita è per loro un campo di battaglia. Spesso, inconsciamente si occupano di potere e di giustizia. Esteriormente risultano sicuri di sé e forti, mentre interiormente possono essere afflitti da dubbi morali su di sé.
In una situazione nuova dicono come prima cosa: “Qui ci sono io, occupatevi di me”, oppure chiedono: “Come mai io sono qua?”.
Accedono a Dio vedendolo come Padre. Riescono facilmente nelle pratiche di meditazione.
Ssiccome seguono molti impulsi “istintivi”, parte del loro compito nella vita è di trasformare i “diversi amori” in amore.
Cuore

DUE, TRE, QUATTRO: gruppo dell’uomo di cuore o “tipo sociale”. L’energia dei tipi di cuore va incontro agli altri, il loro tema sono le relazioni interpersonali.
Il cuore e i sistemi circolatori sono il loro centro del corpo. In loro sono particolarmente sviluppati il tatto e il gusto. Tutto per loro gira intorno all’essere per gli altri. Risulta loro difficile rimanere soli con se stessi. In una situazione nuova chiedono: “vi piacerò?” oppure: “Con chi sto?”. Vedono la vita come un compito da svolgere. Si preoccupano del prestigio e dell’immagine (spesso inconsapevolmente). L’aspetto positivo di tutto ciò è che hanno un senso di responsabilità sviluppato. Tendono ad adeguarsi, a reclamare attenzione, ad essere saccenti. Vengono influenzati da ciò che gli altri pensano di loro e ritengono spesso di sapere ciò che è bene per gli altri. Tendono a sopprimere la loro aggressività, nascondendosi dietro una facciata di bontà e di attività. Esteriormente risultano sicuri di sé, allegri e armonici, interiormente però si sentono spesso vuoti, incapaci, tristi e vergognosi.
Forme di devozione legate a calore sociale e sicurezza (ad esempio comunità di preghiera), attirano gli uomini di cuore. Essi devono imparare soprattutto a stare soli a pregare in una maniera che non viene notata né premiata. Il loro approccio a Dio avviene spesso attraverso un’esperienza di gruppo (Spirito Santo).
Prima o poi però deve seguire il passo nel silenzio e nella solitudine. (“Chi non sa rimanere solo tema la comunità”, Bonhoeffer). Poiché gli uomini di cuore ritengono di saper fare tutto da soli, risulta difficile per loro accettare la redenzione come regalo.
Il loro compito di vita consiste nel trasformare in speranza tutto ciò che costantemente si aspettano.
Testa

C) CINQUE, SEI SETTE: sono i tipi di testa o “tipo di autoconservazione”. Questo è un gruppo cerebrale. L’energia della testa è un’energia che si ritira dagli altri.
Gli uomini di testa in ogni situazione per prima cosa fanno un passo indietro per riflettere. Vengono guidati dal sistema nervoso centrale e il loro centro sono gli occhi. In una nuova situazione per prima cosa vogliono orientarsi, si chiedono: “Dove sono?” ovvero: “Come si combina tutto ciò?” Vedono la vita come un enigma, un mistero. Hanno il senso dell’ordine e del dovere. Il loro atteggiamento è di solito impassibile e concreto (“È così!”). Sembrano avere poche esigenze e sanno lasciare spazio agli altri. All’esterno risultano spesso chiari, convinti e capaci, interiormente però si sentono spesso isolati, confusi e privi di senso.
Il loro approccio a Dio parte dal Figlio, nel quale Dio si è rivelato ed è divenuto visibile. La loro vita di preghiera può sembrare arida, astratta e semplice adempimento di un dovere, ma possono, seguendo il percorso dei pensieri lucidi, sviluppare sentimenti caldi.
Gli uomini di testa devono passare dal pensare al fare e il passo dall’isolamento alla comunità. (“Chi non sa vivere nella comunità si guardi dal stare da solo”, Bonhoeffer).
Il loro compito consiste nel trasformare i loro dubbi e parziali verità in fede. Tipi di “Pancia”, di “testa” e di “cuore”.

I test

PER SENTIRMI A POSTO CON LA MIA COSCIENZA DEVO:

Segna una X accanto alla voce in cui ti riconosci maggiormente (una sola voce):

* Aiutare gli altri (2)
* Essere efficiente, pratico e avere successo (3)
* Conoscere e imparare il più possibile (5)
* Essere “diligente” e fare il mio dovere (6)
* Essere “perfetto” il più possibile (1)
* Divertirmi, stare allegro, godermi la vita il più possibile (7)
* Essere forte per difendere la giustizia (8)
* Essere “diverso”, distinguermi dalla massa (4)
* Riposare e lasciare che la vita scorra calma (9)

L’IMMAGINE CHE HO DI ME

Segna una X accanto alla voce in cui ti riconosci maggiormente (una sola voce): ·

* Io mi muovo per primo se c’è da aiutare qualcuno (2)
* Io sono una persona efficiente, competente e di successo (3)
* Io mi distinguo dagli altri in ogni cosa che faccio (4)
* Sono calmo tranquillo e soddisfatto di come scorre la mia vita (9)
* Sono perspicace e comprendo bene le cose (5)
* Sono forte e gestisco autorevolmente i miei rapporti (8)
* Sono ordinato e faccio sempre il mio dovere (6)
* Sono ottimista e cerco di divertirmi e godermi la vita (7)
* Io credo di aver sempre ragione o almeno il più delle volte (1)

da http://www.viviamoinpositivo.org/


Vincenzo Fanelli

Enneagramma – DVD

Scopri te stesso e gli altri – 3 ore di videocorso e intervista con l’autore

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Capire se stessi e gli altri, scoprire i propri punti di forza e debolezza, essere di supporto alla crescita personale degli altri e comprendere cosa ci accade in fase di stress e di riposo, individuare la propria compulsione nascosta: tutto questo grazie all’apprendimento semplice e immediato dei nove tipi di personalità dell’Eenneagramma, un antichissimo sistema di derivazione esoterica introdotto in Europa da G.I.Gurdjieff nei primi del 900 e rivalutato recentemente.

Un video-corso completo, diretto, adatto a qualsiasi tipo di pubblico e arricchito anche dal test personalizzato per scoprire la propria tipologia e quella dei nostri interlocutori in allegato nel libro.