365 Frullati Vegan per una salute perfetta

“Seguite abitudini che vi piacciono e che vi danno energia e vitalità, invece che succhiarvele via.
E una delle mie abitudini sane, felici ed energizzanti è quella di bere frullati.
L’ abitudine di bere frullati non è una dieta! 😉 “

Benessere è la parola chiave che deve diventare parte del vostro stile di vita.
Un’abitudine sana, e non una moda, che son sicura finirete per amare, desiderare e da cui potreste dipendere 😉
Ogni giorno nelle nostre cucine e nei nostri pranzi, purtroppo, sono  presenti cibi con additivi chimici; presi dalla fame o da tendenze che i media ci impongono, troppo spesso ci dimentichiamo di un’alimentazione fresca, gustosissima e sempre presente in natura: la frutta e la verdura da cui possiamo ricavare dei fantastici frullati.

Scopri un programma suddiviso in 12 Mesi di Benessere per nutrirti in perfetta salute con un arcobaleno di Frutta e Verdura.
Un libro novità, tutto da scoprire e da provare, che ci propone ben 365 frullati Vegan;
365 ricette facili da realizzare con tantissimi ingredienti salutari : frutta, verdura, cerali e semi;
365 deliziosi frullati vegani da sperimentare lungo tutto l’anno;
365 frullati Vegan per disintossicare, dare energia, dimagrire, rinforzare il corpo e le difese immunitarie, ritrovare la calma, rinforzare la mente, migliorare la digestione, mantenere in salute il cuore, rallentare l’invecchiamento, potenziare il buonumore 🙂

“I cibi che mangiamo hanno un impatto enorme sul nostro umore,
sulla forza, sui livelli di energia, sul peso, sulla concentrazione, sull’immunità,
la longevità e in generale sulla vita.”

Come dice l’autrice Kathy Patalsky, i frullati possono cambiarci la vita!
Un’affermazione forte dirai, ma è vera!
Io non sono vegana, ma mi piace stare attenta al mangiar sano, e da diverso tempo ho la bella abitudine quotidiana di bere frullati.
All’inizio non l’avrei mai detto, ma è stata una delle scelte migliori che ho fatto per la mia alimentazione, per la mia salute.
Personalmente adoro iniziare la giornata con un frullato. E se posso, prima di arrivare all’ora di pranzo ne bevo due o tre. Mi preparano al meglio per la giornata, dandomi una bella carica di energia, e così ho proprio l’impressione di fare una scorta speiale che mi da la spinta ad affrontare la giornata carichissima.

Le ricette proposte nel libro 365 Frullati Vegan sono originali, preparate con svariati ingredienti del mondo vegetale, come frutta fresca e secca, verdura, spezie, semi e cereali, e sono rese fluide e vellutate con l’aggiunta di acqua, latte o yogurt vegetali e ghiaccio.

Scopri con gusto questi buonissimi smoothies,
e se non gli hai mai provati scoprirai che berli con regolarità sarà piacevolissimo!

Smoothies = Salute, perchè ricchi di vitamine e fibre fanno bene e mantengono sano, pulito ed in equilibrio il corpo e la mente.
Smoothies = Bontà, perchè sono favolosi, ad esempio per iniziare la giornata con una colazione colorata, deliziosa e veloce
Smoothies = Mangiare sano, perchè sono 100% alimentazione naturale

Sfaterai, come ho fatto io, i falsi miti che hai sui frullati, ad esempio se pensi:
Se non mi piace il cavolo di certo non mi piacerà nei frullati. – Non è sempre vero! Qualche volta un frullato può cambiare il sapore di un ingrediente.
Se pensi i frullati non mi riempiranno. – cerca ricette ricche di fibre che non contengono solo carboidrati ma anche grassi e proteine.

Insomma, il nuovissimo libro, 365 frullati vegan di Kathy Patalsky si propone a te:
che ami la frutta e la verdura,
che ami l’alimentazione sana,
che ami provare nuovi gusti,
che ami ricercare il benessere per il tuo corpo.

Prepara la tua carica di energia e salute con un frullato delizioso, idratante e ricco di fitochimici.
Cominciare a prendersi cura del corpo e informarsi sugli effetti dell’alimentazione, aumentando la quantità di frutta consumata giornalmente e utilizzando i frullati per la colazione e/o per le merende pomeridiane sarà più facile con 365 frullati per tutti i gusti e le stagioni 😛

Non siate gelosi di tutta questa energia” è quello che direte a tutti mentre affronterete alla grande la giornata grazie agli smoothies..”
Scopri qui un’anteprima di molti frullati,.. vedrai il gusto è garantito!
<< ANTEPRIMA LIBRO >>

Dona alle tue papille gustative, un nuovo stile di vita più sano e vitale,
un nuovo modo di essere che ti coinvolgerà con la mente e il corpo...perchè nel nostro piccolo, il cammino verso la salute a trecentosessanta gradi è mangiare più cibo vegetariano, tanta frutta e verdura.

 

365 Frullati Vegan - Libro
Scopri il programma 12 Mesi di Benessere – In perfetta salute con un arcobaleno di Frutta e Verdura

365 deliziosi frullati vegani

per seguire una corretta e saporita alimentazione lungo tutto l’anno

Il libro contiene 365 ricette facili da realizzare con tantissimi salutari ingredienti: frutta, verdura, cerali e semi.

365 Frullati Vegan propone ricette per tutti i gusti: che tu sia un amante dei frullati verdi o stia cominciando ora a bere gli smoothie, in queste pagine troverai la bevanda che fa per te: frullati leggeri, rinfrescanti, estivi e mix per corpose colazioni. Puoi trovare ricette con ingredienti che già conosci e ami (ananas, banane, frutti di bosco, fragole, pesche, kiwi, latte di soia, menta, mirtilli, ecc.) e altre con ingredienti esotici o particolari tra i quali semi di chia, proteine di canapa, cavolo nero, bietole, zenzero, pepe di Cayenna, scagliette di cacao.

Prepara e bevi un nuovo frullato ogni giorno dell’anno!

Whole – Vegetale e Integrale: un cambiamento per salute e alimentazione

whole-vegetale-integrale

Sentiamo molto spesso parlare di cibi consigliati o cibi da eliminare assolutamente dalla nostra tavola per ritrovare il peso forma ideale, ma mangiare in modo sano significa molto di più, significa ritrovare quel benessere che ci fa stare bene con noi stessi!
Diete per chi vuole dimagrire se ne trovano ovunque, ma dimentichiamo che la cosa fondamentale e rivoluzionaria è considerare i cibi vegetali naturali come il miglior modo di nutrirci.

Il libro The China study, di T. Colin Campbell, già ben noto a chi pensa alla salute del proprio corpo, ci aveva introdotto in un modo nuovo di considerare il cibo, dimostrandoci appunto l’importanza di imparare a nutrirci con cibi vegetali.
Grazie all’autore, ora abbiamo la possibilità di conoscere ancora meglio come ottenere più salute, vitalità ed energia, con un video della durata di ben 150 minuti Whole – Vegetale e integrale; un video seminario che vi assicuro vi farà cambiare idea su quelle che son state fin’ora le vostre abitudini alimentari fondate su convinzioni errate, spiegandovi in modo chiaro i fondamenti pratici e teorici di questa stupenda scoperta.

“Voglio fornirvi un nuovo quadro di riferimento per capire il rapporto tra alimentazione e salute, 
un modello che elimini la confusione, prevenga e curi le malattie e vi consenta di vivere una vita più appagante.”
T. Colin Campbell

Quali alimenti preferisci?
Quante abitudini errate hai sulle tue abitudini alimentari?
Conosci l’importanza di mangiare cibi a base vegetale?
Sei diposto a cambiare il modo di mangiare e cosa mangiare per far ritrovare il benessere al tuo corpo?
Queste domande e molte altre che ti starai ponendo troveranno una chiara e forte risposta nel video seminario di Campbell.

Ricorda, sta a noi decidere quali cibi mangiare per far stare bene davvero il nostro corpo, non si tratta solo di prevenire malattie più o meno gravi, ma con una sana alimentazione regaliamo tantissimi altri benefici alla nostra salute.
Come ci insegna T. Colin Campbell il nostro corpo mira sempre alla salute, e si impegna sempre nonostante i nostri errori alimentari..
..sta a noi sfruttare a pieno le nostre capacità,
sta a noi la decisione ultima di mangiare sano per ritrovare una piena salute.

Whole - Vegetale e Integrale - DVD
Un cambiamento epocale per salute e alimentazione
Seminario formativo + intervista esclusiva

L’autore di “The China Study“, il più importante e completo studio su alimentazione e salute, ritorna in Italia per illustrare i risultati del suo nuovo lavoro, “Whole – Vegetale e integrale“: un seminario formativo all’avanguardia in materia di nutrizione che sradicherà le nostre abitudini alimentari, un’indagine scientifica a trecentosessanta gradi dalle forti implicazioni per la nostra salute e il nostro modo di concepire il mondo.

Quello lanciato dal dott. T.Colin Campbell è un monito appassionante per chiarezza e intenti:

ciò che mangiamo determina come stiamo, e soprattutto come staremo.

Macrolibrarsi.it presenta il VIDEO: Whole - Vegetale e Integrale

Star bene con il massaggio Shiatsu

Il massaggio shiatsu è una forma di terapia nata in Giappone all’inizio del XX secolo, ma che trae le sue radici dal taoismo e dall’antica medicina cinese; è basato sull’uso delle articolazioni e sulla digitopressione, l’arte di stimolare la superficie cutanea procurando effetti benefici all’interno del corpo. Il termine giapponese shiatsu significa letteralmente “pressione delle dita” e infatti questa stimolante tecnica di massaggio viene eseguita soprattutto con i pollici anche se, talvolta, vengono usati il palmo e il dorso delle mani, gli avambracci, i gomiti, le ginocchia e i piedi. Come la digitopressione, lo shiatsu esercita la pressione su centinaia di punti superficiali (i cosiddetti tsubo), lungo i meridiani del corpo (canali energetici) per stimolare il flusso del Qi (energia vitale) lungo i canali. Le terapie shiatsu sono praticate in Giappone da centinaia di anni e derivano dall’amna, un antico sistema orientale di massaggio che consiste nel frizionare e nel manipolare mani e piedi. Si tratta di una tecnica sicura, utilizzata prevalentemente come strumento di prevenzione, ma considerata anche come forma di fisioterapia per disturbi specifici.

Le origini del massaggio shiatsu – Diversamente dalle tecniche più recenti come l’agopuntura, lo shiatsu e la digitopressione erano impiegati come trattamenti casalinghi trasmessi di generazione in generazione e praticati da uno dei membri della famiglia. Così come la medicina cinese, anche il massaggio shiatsu arrivò in Giappone nel 560 d.C. dai monaci buddisti e venne assimilato dal suo popolo, trasformandosi gradualmente in una terapia diversa da quella originale. Malgrado la sua lunga storia, lo shiatsu non venne considerato come terapia a sé stante e completa per centinaia di anni e solo all’inizio del XX secolo ottenne un riconoscimento ufficiale, grazie a Tokujiro Namikoshi, che fu tra i primi a renderlo popolare. Attualmente lo shiatsu è praticato secondo diverse scuole che si differenziano per le caratteristiche che ogni maestro ha imposto.

I principi e le tecniche del massaggio shiatsu – Uno dei fondamenti dello shiatsu considera il massaggio come mezzo per agire sulle forze elettromagnetiche dell’organismo, che nelle aree intorno ai punti di pressione sono particolarmente intense o scarse. Stimolando o calmando tali punti, lo shiatsu mira a riequilibrare la quantità e la qualità dell’energia elettromagnetica distribuita lungo i meridiani, recando beneficio non solo al corpo, ma anche alla mente, ai sentimenti e allo spirito. Il compito del terapeuta è innanzitutto quello di formulare una diagnosi per proporre il trattamento più idoneo. Successivamente inizieranno le sedute, di un’ora ciascuna, precedute solitamente da esercizi di stiramento, rotolamento e stimolazione per attivare il flusso dell’energia, classici esercizi del Do-in, antica forma di auto-massaggio cinese. A questo punto il terapeuta tratta i punti di pressione con vigore, trasmettendo una sensazione profonda e piacevole, anche se può manifestarsi dolore se sussistono blocchi energetici. La pressione viene applicata durante l’espirazione, ossia quando il soggetto è più rilassato, e sempre con i pollici, non con le punte, ma con i polpastrelli, aumentando gradualmente il controllo appoggiando leggermente il resto della mano sul corpo del soggetto. Per cominciare, il trattamento può avere luogo una volta alla settimana, poi ogni 15 giorni o a intervalli più lunghi per mantenere il corretto equilibrio dell’energia.

Cosa può curare il massaggio shiatsu? – I terapeuti sostengono che una vasta gamma di malanni quotidiani può essere alleviata dal massaggio shiatsu, tra cui cefalea ed emicrania, lombalgia e dolore alla schiena. Il trattamento è ritenuto efficace anche per i problemi digestivi, la stitichezza e, in genere, le forme di colite. Convalescenti hanno ritrovato vitalità e vigore, mentre si ritiene che sofferenti di stress e di tensione, depressione o insonnia ne traggano particolari benefici. Anche soggetti con postumi di traumi da sport o da altre attività fisiche hanno reagito bene al trattamento. Lo shiatsu sarebbe indicato inoltre per tonificare la circolazione, il sistema nervoso e il sistema immunitario, per favorire l’eliminazione delle tossine e contribuire al rafforzamento delle ossa.

Come effettuare un massaggio shiatsu da soli – A prescindere dai benefici presunti o reali delle pressioni shiatsu, è possibile utilizzare alcuni semplici concetti di questa disciplina per ottenere un rilassamento comunque utile. Per esempio per migliorare la flessibilità è possibile provare un paio di esercizi per ridurre la rigidità (soprattutto quella del collo) e per alleviare la tensione delle spalle, dilatando il torace. Il primo consiste nel sedere con la schiena eretta, inclinando il collo lateralmente, portando l’orecchio destro verso la spalla. Bisogna poi portare il braccio destro sopra il capo, in modo che la mano copra l’orecchio sinistro, ruotare la spalla sinistra 10 volte in senso orario, poi in senso antiorario, aumentando gradualmente lo stiramento, ripetendo poi il tutto dall’altra parte. Il secondo esercizio va effettuato in posizione eretta, con i piedi leggermente divaricati e le mani intrecciate dietro la schiena, chinandosi in avanti partendo dai fianchi, senza curvare la parte superiore del corpo. Sollevate le mani intrecciate quanto più in alto possibile, poi abbassatele, raddrizzatevi e piegate il capo all’indietro e sollevate le mani quanto più possibile. Il beneficio dovrebbe essere immediatamente percepibile.

Self Shiatsu
Come farsi lo shiatsu da soli. Manuale pratico con oltre 150 fotografie

Lo Shiatsu è una disciplina di grande efficacia, che affonda le proprie radici nella millenaria tradizione orientale e che oggi conosce un notevole successo anche in occidente.

Questo manuale insegna come praticare lo shiatsu da soli presentando facili esercizi, illustrati da oltre 150 fotografie e suddivisi in vari capitoli, a seconda delle diverse esigenze di ciascuno: self- shiatsu del mattino, della sera e trattamento dei singoli canali energetici.

Il testo offre anche una presentazione dei canoni di base della Medicina Tradizionale Cinese e una sezione dedicata ai trattamenti di Pronto Soccorso.

La pratica del self-shiatsu è facile e può essere eseguita da chiunque abbia a cuore il proprio benessere psico-fisico o desideri dedicare un po’ di tempo a se stesso per alleviare dolori, stress e tensioni.

Rappresenta anche un ottimo strumento per prevenire l’insorgere di svariati squilibri di carattere energetico, per conservare un buono stato di salute fisica e mentale e aumentare il senso generale di autostima.

Il cavaliere dalla lucente armatura

Nell’intimo di ogni uomo c’è un eroe o un cavaliere dalla lucente armatura. Più di ogni altra cosa, lui vuole servire e proteggere la donna che ama. Quando sente di godere della sua fiducia, è in grado di portare in superficie la parte più nobile di sé. Diventa più sollecito e più interessato a lei. La sfiducia, d’altro canto, ottunde la sua vitalità e la sua energia ed è inevitabile che, dopo un certo periodo di tempo, l’uomo smetta di provare interesse.

Immaginiamo un cavaliere che erra per il paese con una lucente armatura. Improvvisamente sente una donna che piange. Il cavaliere ha un sobbalzo, sprona il cavallo e al galoppo raggiunge il castello dove la donna è prigioniera di un drago. Il nobile cavaliere sguaina la spada e uccide il drago. Riconoscente, la principessa lo accoglie con tutti gli onori.
I cancelli si aprono e il cavaliere viene festeggiato dalla famiglia della principessa e dagli abitanti della città, invitato a restare presso di loro e acclamato eroe. Lui e la principessa si innamorano.
Un mese più tardi il nobile cavaliere parte per un altro viaggio. Sulla via del ritorno sente la sua amata principessa gridare aiuto. Un altro drago ha attaccato il castello.
Il cavaliere sguaina la spada per uccidere il mostro.
Ma ecco che la principessa gli grida dalla torre: “Non usare la spada, usa questo laccio. Sarà più efficace.” Gli getta il laccio e gli mostra come utilizzarlo. Esitante, lui ubbidisce. Lo avvolge intorno al collo del drago e tira con forza. Il mostro muore tra il sollievo generale.
Durante i festeggiamenti, il cavaliere è oppresso dalla sgradevole sensazione di non avere fatto nulla per meritare gli onori che gli vengono tributati. Il fatto di avere usato il laccio e non la sua spada lo induce a pensare di non essere degno della fiducia e dell’ammirazione dei cittadini.
Si sente un po’ depresso e dimentica di lucidare l’armatura.

Un mese dopo parte per un altro viaggio. È armato della sua spada, ma la principessa lo trattiene e, ammonendolo a guardarsi dal pericolo, gli ingiunge di prendere anche il laccio. Di ritorno a casa, il cavaliere vede un altro drago che insidia il castello. Ancora una volta si precipita verso di lui con la spada, ma poi esita, pensando che forse dovrebbe usare il laccio. La breve incertezza gli è fatale, perché il drago, eruttando fiamme, gli brucia il braccio destro. Nella confusione lui alza la testa e vede la principessa che gli fa cenno da una finestra.
“Il veleno,” grida lei. “Il laccio non funziona.”
Gli getta il veleno che lui versa nella gola del drago, uccidendolo. Tutti lo acclamano e festeggiano la liberazione, ma il cavaliere prova vergogna.

Un mese dopo si prepara a partire per un altro viaggio.
E sul punto di uscire quando la principessa gli ricorda di stare attento e di portare con sé il laccio e il veleno. Seppure infastidito dai suoi suggerimenti, lui decide di assecondarla.
Il cavaliere è in viaggio quando sente le grida di aiuto di un’altra donna. Mentre si precipita in suo soccorso non è più depresso e si sente di nuovo vivo e sicuro di sé. Ma quando sguaina la spada per uccidere il drago, lo coglie nuovamente l’esitazione. Devo usare la spada, si chiede, il laccio o il veleno? Che cosa direbbe la principessa?
Per un momento resta sconcertato, ma poi ricorda le sensazioni provate durante il suo primo incontro con la principessa, quando era armato solo della sua spada. Con rinnovata sicurezza, getta via laccio e veleno e carica il drago con la sua fidata lama. Lo uccide e la popolazione lo porta in trionfo.
Il cavaliere dalla lucente armatura non tornò mai più dalla sua principessa. Rimase nel nuovo villaggio dove visse per sempre felice. Alla fine si sposò, ma solo dopo essersi accertato che la sua nuova compagna non sapesse nulla di lacci e veleni.
Ricordare che nell’animo di ogni uomo si nasconde un cavaliere dalla lucente armatura vi aiuterà a non trascurare i suoi bisogni primari. Sebbene un uomo apprezzi a volte la sollecitudine e l’aiuto, dosi troppo massicce minano la sua sicurezza e lo allontanano da voi.

Tratto da: Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

Il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo

Compralo su Macrolibrarsi

“Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perchd si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla Terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.”

Da anni Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere è un bestseller mondiale, costantemente presente nelle classifiche di vendita di numerosi Paesi.
Il libro di John Gray – che intanto ha raggiunto fama planetaria diventando un vero e proprio “guru della coppia” – si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare.

I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l’uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di “ritirarsi nella sua caverna”, in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. Il dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine.

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere è un libro illuminante e divertente, che fornisce un punto di vista originale sulla vita di coppia, aiutando realmente i lettori a fare chiarezza nel meraviglioso caos dell’amore.

A spasso con il tuo respiro

camminare-BREATHWALK

BREATHWALK – A spasso con il tuo respiro

La migliore ginnastica per rinvigorire il corpo, acuire l’intuito e rilassare la mente?
E’ alla portata di tutti, basta camminare respirando secondo semplici regole di Rita Bertazzoni

Il Breathwalk affonda le sue radici nel Kundalini Yoga, o yoga della consapevolezza, insegnato dal Maestro indiano Yogi Bhajan una combinazione dinamica di asana, pranayama mantra e meditazioni utili a mantenere in salute il corpo, allenare la mente a essere forte e flessibile, conquistare un profondo senso di pace e benessere. Yogi Bhajan, a partire dalla fine degli anni Sessanta, diffuse il Kundalini Yoga in Occidente per fornire anche agli occidentali uno strumento utile ad affrontare la quotidianità in modo nuovo all’insegna della spiritualità. “Questo non è lo yoga che si pratica in solitudine, in cima a una montagnae fuori dalla realtà, è stato insegnato per la gente che lavora, che ha una famiglia e che è sottoposta agli stress di ogni giorno” soleva affermare il Maestro.

Che cosa ha mantenuto di questo stile il Breathwalk?

Respirare e camminare. Sono queste le attività più semplici e naturali della nostra vita e, se eseguite in sincronia, possono diventare dei potenti strumenti di trasformazione personale a livello fisico, emotivo e mentale. Approfittando della bella stagione e dell’arrivo della primavera, possiamo cogliere i benefici del Breathwalk, una disciplina che collega ritmi diversi di respirazione all’atto consapevole del camminare.

LA TECNICA
Respiro, allineamento del corpo, ascolto sono le basi di questa pratica che dona energia, rivitalizza
il corpo, rende lucida la mente, giova all’umore. Il Breathwalk prevede diversi tipi di camminata consapevole (o programmi) a seconda dei risultati che si vogliono ottenere: relax, concentrazione,
vitalità, intuito, creatività…
• Ogni programma è composto da una serie di esercizi suddivisi in 5 momenti in successione: risveglio, allineamento, vitalizzazione, equilibrio e integrazione.
• Il Breathwalk ti chiede di prestare attenzione alla postura, all’andamento con cui procedi e al modo in cui respiri.
Il respiro, durante la passeggiata, viene sincronizzato sui passi.

PROGRAMMA PERUNA MENTE LUCIDA E RILASSATA
Questa sequenza di esercizi è una delle tante previste nel Breathwalk. Serve a rilassare il corpo e ottenere lucidità e chiarezza mentale, migliorare l’attenzione e la consapevolezza del presente inducendo una profonda calma interiore.

Risveglio (durata: 12-15 minuti)

Rilassa il corpo e lo prepara alla camminata.

  1. In posizione seduta, inizia a respirare lentamentee profondamente (1-3 minuti).
  2. In piedi, allunga le braccia in avanti e in alto (a circa 150°) con i polsi diritti e i palmi delle mani rivolti in basso con le dita stese. La schiena è diritta e il mento leggermente rientrato. Esegui il Respirodi Fuoco (Kapalabhati) per 2-3 minuti. Poi inspira,mtrattieni per qualche secondo a polmoni pieni, infineespira e rilassa.
  3. Ora piega le braccia a candelabro (90°) con le ditadelle mani in Gyan Mudra (pollice e indice a contatto, le altre dita stese e rilassate). Inspirando, ruota il bustoe le braccia a sinistra (le gambe restano ferme), espirando ruota a destra. Ripeti il movimento a sinistra(inspirando) e a destra (espirando) per 2 minuti. Alla fine inspira al centro, trattieni per qualche secondoa polmoni pieni, espira e rilassa.
  4. Congiungi le mani al centro del petto nella posizio-ne della preghiera (Namasté). Inspirando, allarga le braccia parallele al pavimento con i palmi delle manirivolti verso l’alto. Espirando, congiungi le mani sopra la testa con le braccia tese che sfiorano le orecchie ele dita che puntano verso il cielo. Di nuovo inspira e abbassa le braccia parallele al pavimento con i palmidelle mani rivolti verso l’alto, poi, espirando, torna80nella posizione iniziale (in Namasté). Continua la sequenza dei 4 movimenti per circa 3 minuti. In posizione seduta, chiudi gli occhi e ascolta il battito del cuore sul polso sinistro. Respira profondamente. Espandi la consapevolezza fino a percepire il battito cardiaco in tutto il corpo mentre il respiro si fa sempre più lento e prolungato (3 min.). Poi riapri gli occhi e, mantenendo la respirazione lenta, resta in ascolto delle sensazioni (2 min). Infine, rilassa.

Allineamento (durata: 2 minuti)
Inizia a camminare lentamente aumentando con gradualitàl’andatura fino a trovare un ritmo confortevole.  Fai attenzione alle diverse parti del corpo, in particolare piedi, spalle e anche per mettere in asse il corpo. Questo esercizio di consapevolezza perfeziona l’andatura e la presenza mentale.

Vitalizzazione (durata: 21 minuti)
È il Breathwalk vero e proprio. Questo programma utilizza due moduli: l’aquila e la tigre, alternando il respiro segmentato con quello continuo. L’aquila: inspira dal naso in 4 segmenti ed espira, sempre dal naso, in 4 frazioni di uguale durata. A ogni segmento corrisponde un passo. Una volta che l’andatura e il ritmo respiratorio si sono sincronizzati, puoi aggiungere la scala dei 4 suoni primari ripetendo mentalmente “Sa, Ta, Na, Ma” mentre inspiri e “Sa, Ta, Na, Ma” quando espiri. Ogni sillaba corrisponde a un passo e a un segmento di respiro. La tigre: il respiro è profondo, completo e continuo. Inspira in 4 passi ed esprira in altri 4 passi. Quando l’andatura e il respiro si sono sincronizzati, puoi ripetere mentalmente i suoni “Sa, Ta, Na, Ma” mentre inspiri e “Sa, Ta, Na, Ma” mentre espiri. Ogni sillaba corrisponde a un passo e a un segmento di respiro. Inizia con 3 minuti del ritmo aquila, poi cammina liberamente e con vitalità per 2 minuti. Ripeti il passo
dell’aquila per 5 minuti a cui seguono 3 minuti di andatura normale. Poi introduci il passo della tigre e fallo per 5 minuti, facendolo seguire da 3 minuti di camminata normale. Respira sempre con il naso, mai con la bocca. E sempre in maniera armoniosa

La tradizione

• I primi riferimenti alla meditazione camminata si trovano nel discorso del Buddha sui quattro fondamenti della consapevolezza: il Buddha istruiva gli yogi ad applicare la concentrazione
e la chiara comprensione mentre andavano “avanti e indietro”. Tuttora la meditazione camminata
buddhista insegna a essere consapevoli di ogni atto del procedere – sollevare, avanzare, appoggiare, toccare e premere il piede a terra – osservando la leggerezza o pesantezza dei movimenti e sperimentando i diversi elementi (fuoco, aria, acqua, terra).
• Nei monasteri Zen e nei Dojo (centri zen) alla meditazione seduta Zazen si alterna la meditazione Kinhin, una meditazione camminata lungo il perimetro della sala (nella foto un monaco nel tempio Nanzen-ji, a Kyoto). Le mani sono nel mudra Shashu: braccia all’altezza dello sterno, le dita della mano destra chiuse a pugno mentre avvolgono il pollice, la mano sinistra copre quella destra.
• La meditazione camminata fa parte anche della pratica dell’attenzione consapevole proposta dal monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, di tradizione Zen scuola Rinzai. Egli integra con essa e con alcune visualizzazioni guidate la meditazione Vipassana. Ogni passo diventa momento di crescita interiore.

fonte: http://www.yogajournal.it/

BREATHWALK – A spasso con il tuo respiro

La migliore ginnastica per rinvigorire il corpo, acuire l’intuito e rilassare la mente? E’ alla portata di tutti, basta camminare respirando secondo semplici regole di Rita Bertazzoni

Il Breathwalk affonda le sue radici nel Kundalini Yoga, o yoga della consapevolezza, insegnato dal Maestro indiano Yogi Bhajan una combinazione dinamica di asana, pranayama mantra e meditazioni utili a mantenere in salute il corpo, allenare la mente a essere forte e flessibile, conquistare un profondo senso di pace e benessere. Yogi Bhajan, a partire dalla fine degli ann Sessanta, diffuse il Kundalini Yoga in Occident per fornire anche agli occidentali uno strument utile ad affrontare la quotidianità in modo nuovo all’insegna della spiritualità. “Questo non è lo yoga che si pratica in solitudine, in cima a una montagnae fuori dalla realtà, è stato insegnato per la gent che lavora, che ha una famiglia e che è sottoposta agli stress di ogni giorno” soleva affermare il Maestro. Che cosa ha mantenuto di questo stile il Breathwalk? Respirare e camminare. Sono quest le attività più semplici e naturali della nostra vitae, se eseguite in sincronia, possono diventare dei potenti strumenti di trasformazione personale alivello fisico, emotivo e mentale. Approfittando della bella stagione e dell’arrivo della primavera, possiamo cogliere i benefici del Breathwalk, una disciplina che collega ritmi diversi di respirazione all’atto consapevole del camminare.

LA TECNICA
Respiro, allineamento del corpo, ascolto sono le basi di questa pratica che dona energia, rivitalizza
il corpo, rende lucida la mente, giova all’umore. Il Breathwalk prevede diversi tipi di camminata consapevole (o programmi) a seconda dei risultati che si vogliono ottenere: relax, concentrazione,
vitalità, intuito, creatività…

• Ogni programma è composto da una serie di
esercizi suddivisi in 5 momenti in successione: ri-
sveglio, allineamento, vitalizzazione, equilibrio e
integrazione.

• Il Breathwalk ti chiede di prestare attenzione alla
postura, all’andamento con cui procedi e al modo
in cui respiri.

  • Il respiro, durante la passeggiata, viene sincronizzato sui passi.

PROGRAMMA PERUNA MENTE LUCIDA E RILASSATA

Questa sequenza di esercizi è una delle tante previst nel Breathwalk. Serve a rilassare il corpo e ottenere lucidità e chiarezza mentale, migliorare l’attenzion e la consapevolezza del presente inducendo una profonda calma interiore.

Risveglio (durata: 12-15 minuti)

Rilassa il corpo e lo prepara alla camminata.

  1. In posizione seduta, inizia a respirare lentamentee profondamente (1-3 minuti).
  2. In piedi, allunga le braccia in avanti e in alto (a circa 150°) con i polsi diritti e i palmi delle mani rivolti in basso con le dita stese. La schiena è diritta e il mento leggermente rientrato. Esegui il Respirodi Fuoco (Kapalabhati) per 2-3 minuti. Poi inspira,mtrattieni per qualche secondo a polmoni pieni, infineespira e rilassa.
  3. Ora piega le braccia a candelabro (90°) con le ditadelle mani in Gyan Mudra (pollice e indice a contatto, le altre dita stese e rilassate). Inspirando, ruota il bustoe le braccia a sinistra (le gambe restano ferme), espirando ruota a destra. Ripeti il movimento a sinistra(inspirando) e a destra (espirando) per 2 minuti. Alla fine inspira al centro, trattieni per qualche secondoa polmoni pieni, espira e rilassa.
  4. Congiungi le mani al centro del petto nella posizio-ne della preghiera (Namasté). Inspirando, allarga le braccia parallele al pavimento con i palmi delle manirivolti verso l’alto. Espirando, congiungi le mani sopra la testa con le braccia tese che sfiorano le orecchie ele dita che puntano verso il cielo. Di nuovo inspira e abbassa le braccia parallele al pavimento con i palmidelle mani rivolti verso l’alto, poi, espirando, torna80nella posizione iniziale (in Namasté). Continua la sequenza dei 4 movimenti per circa 3 minuti. In posizione seduta, chiudi gli occhi e ascolta il battito del cuore sul polso sinistro. Respira profondamente. Espandi la consapevolezza fino a percepire il battito cardiaco in tutto il corpo mentre il respiro si fa sempre più lento e prolungato (3 min.). Poi riapri gli occhi e, mantenendo la respirazione lenta, resta in ascolto delle sensazioni (2 min). Infine, rilassa.

Allineamento (durata: 2 minuti)

Inizia a camminare lentamente aumentando con gradualitàl’andatura fino a trovare un ritmo confortevole.  Fai attenzione alle diverse parti del corpo, in particolare piedi, spalle e anche per mettere in asse il corpo. Questo esercizio di consapevolezza perfeziona l’andatura e la presenza mentale.

Vitalizzazione (durata: 21 minuti)

È il Breathwalk vero e proprio. Questo programma utilizza due moduli: l’aquila e la tigre, alternando il respiro segmentato con quello continuo. L’aquila: inspira dal naso in 4 segmenti ed espira, sempre dal naso, in 4 frazioni di uguale durata. A ogni segmento corrisponde un passo. Una volta che l’andatura e il ritmo respiratorio si sono sincronizzati, puoi aggiungere la scala dei 4 suoni primari ripetendo mentalmente “Sa, Ta, Na, Ma” mentre inspiri e “Sa, Ta, Na, Ma” quando espiri. Ogni sillaba corrisponde a un passo e a un segmento di respiro. La tigre: il respiro è profondo, completo e continuo. Inspira in 4 passi ed esprira in altri 4 passi. Quando l’andatura e il respiro si sono sincronizzati, puoi ripetere mentalmente i suoni “Sa, Ta, Na, Ma” mentre inspiri e “Sa, Ta, Na, Ma” mentre espiri. Ogni sillaba corrisponde a un passo e a un segmento di respiro. Inizia con 3 minuti del ritmo aquila, poi cammina liberamente e con vitalità per 2 minuti. Ripeti il passo
dell’aquila per 5 minuti a cui seguono 3 minuti di andatura normale. Poi introduci il passo della tigre e fallo per 5 minuti, facendolo seguire da 3 minuti di camminata normale. Respira sempre con il naso, mai con la bocca. E sempre in maniera armoniosa

La tradizione

• I primi riferimenti alla meditazione camminata si trovano nel discorso del Buddha sui quattro fondamenti della consapevolezza: il Buddha istruiva gli yogi ad applicare la concentrazione
e la chiara comprensione mentre andavano “avanti e indietro”. Tuttora la meditazione camminata
buddhista insegna a essere consapevoli di ogni atto del procedere – sollevare, avanzare, appoggiare, toccare e premere il piede a terra – osservando la leggerezza o pesantezza dei movimenti e sperimentando i diversi elementi (fuoco, aria, acqua, terra).
• Nei monasteri Zen e nei Dojo (centri zen) alla meditazione seduta Zazen si alterna la meditazione Kinhin, una meditazione camminata lungo il perimetro della sala (nella foto un monaco nel tempio Nanzen-ji, a Kyoto). Le mani sono nel mudra Shashu: braccia all’altezza dello sterno, le dita della mano destra chiuse a pugno mentre avvolgono il pollice, la mano sinistra copre quella destra.
• La meditazione camminata fa parte anche della pratica dell’attenzione consapevole proposta dal monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, di tradizione Zen scuola Rinzai. Egli integra con essa e con alcune visualizzazioni guidate la meditazione Vipassana. Ogni passo diventa momento di crescita interiore.

Il respiro per rivitalizzare il corpo, la mente e lo spirito

Prezzo € 18,00
Compralo su Macrolibrarsi

Respirare e camminare: le attività umane più semplici e ordinarie possono diventare potenti strumenti di trasformazione personale a livello fisico, emotivo e intellettuale. La tecnica del Breathwalk, esposta in questo volume dai massimi maestri sikh di meditazione e yoga kundalini, si basa su esercizi di tradizione secolare che armonizzano ritmi e schemi diversi di respirazione con l’atto consapevole del camminare. Il libro è una guida accurata e dettagliata per un’escursione al proprio interno: il lettore non potrà fare a meno di diventare camminatore.

Esiste una vasta letteratura sull’autocambiamento. Essa non si rivolge a chi soffre di gravi patologie psichiche, che esigono un trattamento professionale, ma a chi è insoddisfatto delle proprie limitazioni e inadeguatezze, a chi vuole essere più libero. Sono testi di autorità mondiali nel campo della psicologia, concepiti per divulgare conoscenze utili a migliorare la propria esistenza, il proprio rapporto con la realtà e con gli altri. La collana “Cambiare se stessi” vuole raccogliere il meglio di questa letteratura.

Un cammino interiore con la Fiaba

fantasia

Oltre ad un susseguirsi di fatti fantastici, la fiaba è anche un cammino interiore percorso senza muoversi: fare grandi cose stando fermi nella propria stanza.

E’ un tornare a casa, un ritorno alle origini, alle radici, un cambiamento dolce, dunque un cammino interiore senza stanchezza. Volare dentro ad ogni cosa, volare nell’acqua e nuotare tra le nuvole.

Ciò che sembra non servire è utile comunque. Niente è nulla: anche un’apparente nullità come un sassolino, nelle fiabe può essere un amuleto magico, un mistero…

Una briciola può contenere un paesaggio fatato, un intero universo… E non è così anche nella realtà? Il microcosmo con le sue particelle, non è forse lo specchio del macrocosmo…, dell’Universo intero, che nella fiaba si anima? La nostra fantasia in fondo non può che contemplare ciò che già conosce, compresa quella parte di realtà che spesso si cela ai nostri occhi.

La fiaba potrebbe essere definita anche come una sequenza di simboli che comunicano su due piani contemporaneamente: quello della coscienza, che deve comprendere utilizzando la sua parte razionale, e quello più profondo dell’inconscio che lo rielaborerà al di là dei limiti della mente e nell’ambito di un sapere antichissimo e comune a tutta quanta l’umanità.

Con la scrittura della fiaba attiviamo principalmente la parte destra del cervello e automaticamente ci proiettiamo in una dimensione di rilassamento e creatività, ricreando la medesima condizione che si ha, per esempio durante la meditazione, la recita di mantra… o più semplicemente mentre cuciniamo, dipingiamo etc…. Condizione questa, di grande ricettività al cambiamento. Ecco perché già solo per questo fatto la fiaba e’ terapeutica!

Inoltre, appena iniziamo a scriverla, mettiamo in moto diverse energie dentro di noi, secondo il principio che le nostre caratteristiche interiori sono riassunte in ogni simbolo contemplato dal racconto.

Dato che ogni simbolo possiede una forma ed una sostanza con piena capacità di interazione, acquisisce automaticamente il potere di movimento, vitalità e azione con e verso la struttura circostante dell’universo immaginativo. Quest’ultimo è un luogo rappresentativo, un piccolo frammento spazio/temporale della nostra psiche, che prende vita nell’ambito del dispiegarsi degli avvenimenti fiabeschi.

Come apparirà chiaro, in questo lavoro il simbolo crea un punto di riferimento importante, grazie al quale l’immagine che la fiaba fornirà nel suo insieme costituirà una struttura di riferimento, che darà la misura esatta della correzione da apportare nell’immaginario profondo della persona.

Conseguentemente questo tipo di terapia agisce proprio sugli aspetti che in noi si discostano dall’oggettività del simbolo, dalle piu’ elevate qualità che esso rappresenta: infatti con la fiaba contattiamo gli archetipi, cioè i punti di riferimento, i baluardi, i modelli originali di cui il mondo materiale e’ una conseguente copia.

Fondamentalmente la fiaba-terapia sfrutta la caratteristica secondo la quale la psiche umana ha un suo istinto di guarigione che si manifesta al massimo del suo potenziale, proprio in uno spazio rappresentativo e specifico come il racconto fantastico, appunto.

Nella fiaba questo spazio inizia a vivere gia’ dal “C’era una volta tanto tanto tempo fa…..”

Inizio magico che proietta la persona automaticamente nel regno della profondità della psiche, nello spazio idealmente perfetto, grazie al quale tutto il simbolismo, salito dall’inconscio, può’ vivere come nei sogni, liberamente e senza l’intromissione della mente razionale, che invece interagirà solo in un secondo tempo, tirando le fila e i nessi logici del materiale emerso.

Una rappresentazione simbolica come la fiaba rende pertanto la nostra mente testimone delle tematiche inconsce e dei processi profondi di trasformazione. In tal modo la nostra razionalità, pur comprendendo, permane in uno stato di sano distacco. Essa non può che prendere atto di quanto avviene e interagire con i medesimi strumenti, cioè i simboli, limitando a se stessa l’espletamento della sua unica funzione: comprendere e dedurre in modo logico, SENZA le sovrastrutture interpretative e teoriche, che la parte sinistra del cervello tenta sempre di anteporre alla destra.

La qualità “dell’essere testimone” si espleta anche grazie all’automatica identificazione col protagonista, che mette la persona nelle condizioni di sapere (anche se inizialmente solo a livello inconscio) che il successo può essere prima o poi raggiunto, cosi’ come lo ha raggiunto il suo eroe del racconto.

Il lavoro terapeutico e’ supportato proprio dalla magia della fiaba, che conduce per mano colui che la scrive (o che la ascolta), proiettandolo nel regno del fantastico, del tutto possibile, dove tutto e’ realizzabile.

Nella fiaba infatti ogni cosa può cambiare rapidamente… al semplice tocco di una bacchetta magica, o al rintocco di un orologio. In altre parole, ciò che nella realtà sarebbe percepito come un “miracolo quasi impossibile”, nella scrittura delle storie fantastiche diventa automaticamente plausibile, contemplato, e quindi preso in considerazione nel profondo di noi stessi, già da quel medesimo istante.

Ogni simbolo ha carattere evocativo, cosi’ come qualsiasi insieme di azioni costituenti un racconto. L’evocazione e’ una grande capacita’ creativa e terapeutica della mente; essa si fonda principalmente sull’aver lanciato un impulso, come ad es. un sassolino che per conseguenza farà tanti cerchi nell’acqua.

Ogni cosa, elemento, entità hanno carattere evocativo, in quanto la mente DEVE poter completare l’input iniziale: se pianto un seme… ne colgo già l’immagine della futura pianta nella sua totalità e bellezza.

Come diceva R. Campbell (1990), ” la metafora è un’immagine che suggerisce qualcos’altro”.

Aggiungo per esperienza, che il mare di simboli e di azioni metaforiche nel profondo della persona costituiscono già un andare “oltre” e pertanto questo lo sarà anche successivamente nella realtà della vita, come conseguenza fisiologica.

Ecco perche’ i simboli e la fantasia con tutte le loro possibili combinazioni di ambienti, personaggi e azioni, sono praticamente infiniti, cosi’ come infinito e’ il loro potenziale guaritivo.

Possiamo quindi concludere affermando che con la fiaba c’è un varcare i confini dei propri limiti, sublimando il concetto secondo il quale il fantastico e’ già oltre qualsiasi confine !


Edouard Brasey Jean-Pascal Debailleul

Vivere la Magia delle Fiabe

Come il meraviglioso può cambiare la nostra vita

Compralo su Macrolibrarsi

Le fiabe sono generalmente considerate alla stregua di storie inventate per addormentare i bambini. Tuttavia, oltre a questo primo livello di lettura, molti racconti racchiudono un potente sapere iniziatico.

Destinate a risvegliare l’uomo, a condurlo a una migliore consapevolezza di sé, le fiabe ci parlano di noi, della via che dobbiamo seguire per pervenire al pieno compimento delle nostre potenzialità.

Ma le rane che parlano, i castelli incantati, le vecchie dame che operano miracoli sono immagini che non sappiamo decodificare. Partendo dall’analisi di una quarantina di fiabe del repertorio tradizionale, dieci “chiavi di lettura” ci invitano a vivere la magia delle fiabe, in una originale esplorazione di noi stessi e della nostra storia personale. Decifrare il vocabolario simbolico di questi racconti consente di operare profondi mutamenti nel nostro vissuto quotidiano.

La funzione segreta delle fiabe ci viene rivelata per comprendere meglio le nostre imperfezioni, le nostre fughe e i nostri blocchi, per scoprire il “meraviglioso” che si trova proprio nella vita di tutti i giorni, per trovare una rinnovata energia capace di farci osare una autentica trasformazione.


Verena KastLe Fiabe che Curano

Racconti popolari e psicoterapia

Compralo su Macrolibrarsi

Cappuccetto Rosso, il piccolo sarto, la Regina delle nevi, la principessa sfortunata… Chi non si è mai identificato con loro? Come i sogni, anche le fiabe hanno molto da dirci su noi stessi: su come siamo e su come potremmo essere.

I racconti che un tempo ci hanno affascinato o che ancor oggi ci affascinano esprimono qualcosa su di noi, sui nostri desideri e nostalgie. Ci mostrano il comportamento di uomini con i quali vorremmo identificarci, le persone che vorremmo essere. Analizzandole più nel dettaglio, scopriamo anche che queste storie ci comunicano qualcosa dei nostri problemi, e descrivono come altri li affrontano e li risolvono.

Chakra:un viaggio dentro di Te (parte prima)

Noti da millenni a gran parte delle civiltà orientali e precolombiane (i Maya), i chakra (=centri energetici, porte girevoli, centri di forza) sono punti di connessione ai quali affluisce l’energia che scorre dal corpo di un individuo a quello di un altro e all’universo circostante. Sono porte in continua rotazione. Dei 12 chakra orientati all’aspetto fisico, 7 sono localizzati all’interno del corpo umano:

In sè, il chakra non è un organo specifico, ma il luogo e la sede di un insieme di attività che sono al contempo fisiche, emotive, psicologiche, e spirituali.

chakra

1°: CHAKRA DELLA RADICE

Connesso con gli istinti primari. Il centro dell’energia fisica e della vitalità, l’energia per farcela sul lavoro o nei possedimenti materiali. Gestisce le energie atte a rifornire le parti dure del corpo, ed interscambia con la terra e con tutto ciò che è materia. È la Vita, la nascita, l’appartenenza al mondo fisico, l’azione, la volontà, l’apprendimento e tutto ciò che è Energia sia distruttiva che costruttiva. Gestisce Sesso (se squilibrato, diviene possesso), Azione (se squilibrato, diviene incapacità), Volontà (se squilibrato, diviene pigrizia). Centro delle manifestazioni. Riceve la propria struttura elementare dal nucleo famigliare: in base ad essa il soggetto prenderà le proprie decisioni riguardo ai propri diritti e alla propria volontà di sopravvivenza. In questa sede sono anche registrate le primissime esperienze dell’individuo, che danno luogo a fenomeni di consapevolezza o di rimozione dei sentimenti primitivi.

Quando le energie o le vibrazioni dei chakra di due persone si mischiano, accade che la luce di un chakra influenza quella del chakra dell’altro: queste onde di luce si miscelano così da creare diverse figure, che saranno tanto più belle quanto maggiore sarà l’amore fra queste due persone.

Chi non Libera il primo chakra, sostituisce il Voglio con il Devo e si ritrova a non avere più il tempo da dedicare a se stesso perchè quello che deve fare (per gli altri) non lascia spazio, e la paura lascia fare perchè solo così può controllare l’ambiente circostante. Il controllo è la vera malattia del secolo perchè la maggior parte della popolazione è bloccata al primo chakra.

  • Si trova: zona inferiore del bacino e area genitale, presso l’osso sacro
  • Funzione dell’Io: io voglio (avere per diventare)
  • Colore: Rosso / Nero
  • Senso: Olfatto
  • Parola-chiave: consapevolezza
  • Fonte di: passione, rabbia, terrore, gioia, energia di sopravvivenza, energia materiale
  • Sede di: volontà di vivere
  • Energia equilibrata: centrato, coi piedi per terra, in salute, pienamente vivo, inesauribile energia fisica, può manifestare abbondanza
  • Eccessiva energia: egoistico, dominante, avido, sadico, energia sessuale interamente genitale
  • Mancanza di energia: insicurezza, debolezza, impossibilità di raggiungere i propri obiettivi, istinti suicidi, masochistico, energia sessuale: scarso interesse per il sesso, ci si sente indegni d’essere amati
  • Per bilanciare questo chakra: danzare è un ottimo metodo per tornare “coi piedi per terra”. D’estate, camminare scalzi. Fare pulizie domestiche e cucinare. Abbracciare un albero, prendersi cura delle proprie piante.

2°: CHAKRA SPLENICO

È il centro dei sentimenti, dell’amichevolezza, della creatività, della sessualità, delle emozioni e dell’intuito “a livello di stomaco”. È influenzato dal modo in cui le emozioni sono state espresse o represse durante l’infanzia. È connesso all’intestino e agli organi addominali. È il centro sessuale per le donne, collegato alle ovaie e dunque ai figli.

Quando due persone fanno l’amore, le luci dei loro chakra sessuali si mischiano e le luci creano figure la cui bellezza, anche in questo caso, dipende dall’amore che c’è fra le due persone. Due che si Amano veramente, creano un’aura fantastica attorno a sè quando fanno l’amore – che può essere paragonata a una foresta di alberi da fiaba, i cui fiori e foglie creano un arco sopra gli amanti, le cui vibrazioni sono così forti da bruciare un sacco di karma negativo. In altre parole, semplicemente amando un’altra persona e dimostrandolo facendo del sesso che faccia godere e soddisfi entrambi, è possibile svilupparsi molto e pertanto evolvere anche spiritualmente.

È una delle porte principali dal micro al macrocosmo: il desiderio attivandosi costringe il primo chakra a fornire Volontà e al terzo chiede la Forza (giallo). Desiderio e Piacere sono le pulsioni che questo chakra produce per farci andare verso il mondo, per stimolarci al movimento, a costruire/scoprire quella parte di noi ancora latente attraverso il mondo che ci circonda. Opera anche su sensualità e seduzione, al fine di renderci piacevoli al mondo e viceversa. Chiudere questa porta significa reprimersi, privarsi del gusto di vivere, di manifestarsi:la Paura ha in questo chakra un suo caposaldo, infatti paralizza e così come chi è fermo si pretende che tutto e tutti siano sotto controllo. L’elemento peggiore è il possesso del tempo: qui nascono tutte le preoccupazioni del futuro. Qui muore l’Io Voglio e nasce l’Io Devo. Occuparsi di quello che gli altri vogliono per non perderne il controllo. Qui si perde il Presente, l’Attimo, e sempre qui il Poi regna assoluto.

  • Si trova: 3~5 cm sotto l’ombelico
  • Funzione dell’Io: io desidero
  • Colore: Arancione
  • Elemento: Acqua
  • Senso: Gusto
  • Parola-chiave: sentimento, creatività
  • Fonte di: sentimenti ed energia creativa
  • Sede di: facoltà creative
  • Comunicazione fisica: pianto, grido, riso
  • Tipo di energia: Chi: energia vitale
  • Energia equilibrata: amichevole, interessato al prossimo, senso di appartenenza, intuitivo, chiarosenziente. Buon senso dell’umorismo. Irradia calore umano e compassione.
  • Eccessiva energia: eplosioni emotive, eccessivamente ambizioso, manipolativo, prigioniero di illusioni, troppo indulgente, e sessualmente tende a vedere le persone come oggetti sessuali.
  • Mancanza di energia: timido, facile all’imbarazzo, paralizzato dalla paura, ipersensibile, tende a negare sè stesso, oppresso da senso di colpa, energia sessuale: dipendente dal sesso, sensi di colpa legati alla sessualità, sessualmente abusato, frigida o impotente.
  • Per bilanciare questo chakra: esprimi la tua creatività, danza, muovi i fianchi, ridi, divertiti.. e, soprattutto: non giudicare e non giudicarti.

3°: CHAKRA DEL PLESSO SOLARE

Centro del potere personale. Quando il plesso solare è aperto, hai trovato il tuo dono unico, il lavoro che ti dà piacere e soddisfazione. (Un metodo per trovare il tuo dono consiste nel ripensare a cosa ti piaceva di più fare quand’eri piccolo: ciò ti fornirà degli indizi circa le tue predisposizioni naturali.) Nelle arti marziali si insegna a tirare i colpi col Plesso Solare poichè il terzo chakra è considerato il centro del Chi, la forza vitale (conosciuta anche come ReiKi). Funziona da deposito dei giudizi, delle opinioni e delle convinzioni su di sè e sul mondo. È il luogo dei processi decisionali. È anche il centro dei rapporti sociali.

Ha il potere di vivere ciò che conosce, di fare esperienza e misurarsi con essa, al fine di tramutare il vissuto in nuova conoscenza. Nutre dal basso il 4° e se manca il coraggio di sperimentare la Vita, di affrontare le proprie insicurezze, di lasciare il passato conosciuto per andare verso il futuro da scoprire, allora il Cuore si riempirà costantemente di Paura – una paura forte, difficile da combattere: la paura che porta l’anima verso il buio.

Quando due persone stanno litigando, le luci dei loro chakra del plesso solare divengono scura, e il modo che hanno di mischiarsi è caratterizzato dalla negatività. Si possono osservare forme differenti. Quanto più scura è la luce, tanto più odio c’è fra i due – e quando diventa sufficientemente scuro, diviene nero, e può avvenire un blocco del centro del plesso solare in uno o entrambi i contendenti.

  • Si trova: plesso solare
  • Funzione dell’Io: io sperimento
  • Colore: Giallo
  • Elemento: Fuoco
  • Senso: Vista
  • Parola-chiave: potere, discriminazione
  • Fonte di: potere personale, giudizi di sè e del prossimo
  • Sede di: autostima, potere, intelligenza, ma anche di orgoglio e impotenza
  • Comunicazione fisica: idee, pensieri, sapere
  • Tipo di energia: mentale, intellettuale
  • Energia equilibrata: spigliato, di buon umore, rispetta sè e gli altri, forte consapevolezza del proprio potere personale, abile, intelligente, rilassato, sponteneo, espressivo, pronto a nuove sfide, ama attività fisiche e il buon cibo.
  • Eccessiva energia: sempre a giudicare, lavoro-dipendente, perfezionista, eccessivamente intellettuale, bisogno di farmaci per rilassarsi, sessualmente inibito, incapace di esprimere le emozioni. L’accumulo di energie bloccate nel 3° chakra provengono dal passato che non riusciamo a lasciar scorrere per poter entrare nel futuro. Qui risiedono i rimorsi per le cose fatte e quelle subite.
  • Mancanza di energia: la persona tende a perdere la motivazione e l’interesse verso coloro che non appartengono alla famiglia; appaiono problemi di relazione interpersonale e mancanza di fiducia negli amici, c’è delusione e dipendenza dagli altri, non si è in grado di prendere iniziative. Depresso, confuso, si preoccupa di ciò che dicono gli altri, cattiva digestione, paura della solitudine, energia sessuale: insicuro, ha bisogno di continue rassicurazioni, geloso, infedele.
  • Per bilanciare questo chakra: strofìnati lo stomaco, visualizza un sole che irradia dal tuo plesso solare, respira usando il diaframma. Per liberare questa parte occorre Luce proveniente dal 4, ovvero Amore per se stessi, l’Amore che perdona, che comprende, che Libera – per sviluppare la capacità di perdonare e perdonarsi: ripeti più spesso: “Va bene”, “E sia”, “Come vuoi”..

4°: CHAKRA DEL CUORE

Il Cuore è considerato fin dall’alba dei tempi il centro del corpo umano, la sede dell’energia divina. Alla nascita il muscolo cardiaco è verde (indizio della capacità e dell’energia di tipo lenitivo innate nell’essere umano), poi nel corso dell’adolescenza diventerebbe rosa, infine il cuore di un adulto dovrebbe assumere la colorazione dorata (propria dell’amore universale). Il chakra del cuore è il centro della compassione: quando il cuore è aperto, trascendi i limiti della tua gente, delle piante, degli animali, di tutta quanta la vita. È il centro umanitario che ti spinge a interessarti di cause sociali, come salvare le balene e il pianeta Terra.

È la Porta tra il Mondo Invisibile e quello visibile, il varco dal quale entrano ed escono le energie Emozionali.È il Regno dell’Amore Puro ma anche della Paura più buia. È un Chakra poco adoperato: le Preghiere, i Sentimenti, i Legami che oggi l’uomo costruisce sono più Mentali. (Anche il Dio in cui si crede è più un Dio Mentale, che un Dio D’Amore.) Con questo chakra si smette di essere animale e si diventa Essere Umano.

  • Si trova: nel cuore (in mezzo al petto)
  • Funzione dell’Io: io sento
  • Colore: verde o rosa o giallo-oro
  • Senso: Tatto
  • Parola-chiave: amore, guarigione
  • Fonte di: energia curativa, sogni personali
  • Sede di: compassione
  • Comunicazione fisica: bisogni fisici ed emotivi
  • Tipo di energia: astrale
  • Energia equilibrata: compassionevole, empatico, umanitario, vede il bene in ogni persona, desidera educare gli altri, amichevole, spigliato, in contatto con le emozioni, energia sessuale: sa lasciarsi andare e unirsi in una relazione d’amore, sa aspettare l’arrivo del giusto partner.
  • Eccessiva energia: con molte pretese, ipercritico, possessivo, lunatico, melodrammatico, maniaco-depressivo, usa il denaro o il sesso per controllare le persone. Fa il martire, ed è un vero maestro dell’amore condizionato: “Ti amo se”. Sfrutta l’amore per ottenere il comportamento desiderato: “Non faresti questo se tu davvero mi amassi.”
  • Mancanza di energia: paranoide, dispiaciuto di sè stesso, indeciso, preoccupato di lasciarsi andare ed essere libero. Energia sessuale: si sente indegno di essere amato, non riesce a stabilire un contatto, è terrorizzato all’idea di venir respinto, ha bisogno costantemente di essere rassicurato.
  • Per bilanciare questo chakra: volontariato (gratis), guardare film romantici, ascoltare musica soft, giocare con gatti o cuccioli. Stare seduto tenendo in braccio un bambino. Abbracciare qualcuno. Soprattutto: ama e perdona te stesso.


Anodea Judith Selene Vega

I Sette Chakras

Un programma completo di tecniche ed esercizi per armonizzare corpo, mente e spirito e raggiungere la salute fisica e mentale


Compralo su Macrolibrarsi

Questo volume scaturisce dall’esperienza maturata sul campo dalle autrici, che da anni organizzano corsi di guarigione olistica attraverso il risveglio dei sette centri vitali di energia, e propone un programma completo e graduale per raggiungere l’armonia fra il corpo, la mente e lo spirito operando direttamente sui chakras.

In particolare, questo manuale, corredato di numerose illustrazioni offre:

• un’introduzione generale sulla natura dei chakras e delle correnti di energia che scorrono attraverso di essi, nonché sui motivi che ne causano i blocchi;

• sette capitoli, ognuno dei quali è dedicato ad un chakra, con l’illustrazione dei metodi di purificazione attraverso esercizi ginnici, tecniche di meditazione, attività artistiche (danza, musica, scrittura), esercizi interattivi e un apposito spazio per registrare i progressi.

Il programma può essere seguito individualmente, con un partner o in gruppo; le autrici, tuttavia, sottolineano l’importanza del confronto e dell’incoraggiamento reciproci fra tutti coloro che condividono l’esperienza.