Il Vento – Alessandro Riccioni

Una mattina d’inverno si alzò il vento.
Si alzò di cattivo umore.
Di più, di pessimo umore. L’azzurro del cielo,
sgombro di nuvole, lo irritò così tanto
che decise di sfogare tutta la sua rabbia.

E’ così che ha inizio una giornata strana, di trambusto e confusione. E, quando il vento è arrabbiato, soffia.
Soffia tra le pagine del libro Il Vento di Alessandro Riccioni edito da Il Leone Verde Piccoli e soffia anche tra le vie di quella città..

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La gente cerca riparo nei negozi, si stringe nei cappotti, ma per i cappelli non c’è nulla da fare: volano via.
Di tre cappelli in particolare seguiamo pagina dopo pagina il lungo viaggio verso il mare, dove il vento osserva divertito il berretto di lana di un bambino conquistato da un piccolo granchio;

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il cappello a cilindro di una statua vivente che vola insieme a un gabbiano;

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e l’elegante cappellino di una vecchia signora che nuota in groppa a una balena.

Il Vento illustrato da Simone Rea è come il caso, che scombina l’esistenza ricomponendola a suo piacere. L’assenza di controllo sugli eventi e anche il fatto di non riuscire a salvare il proprio cappello può decisamente essere ragione di fastidio, ma i personaggi di questo libro sollevano le spalle e dicono Pazienza! 😉
Impossibile anche per il vento, inizialmente arrabbiato, resistere alla risata che, fragorosa, alza un bel po’ di sabbia.
Con quella sua voglia di giocare e di ridere, che trova eco negli alberi azzurri e invernali, dove un piccolo scoiattolo riceve pure un dono inaspettato, una coppola rossa che gli calza proprio a pennello.

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Simone Rea ha disegnato un vento come un grigio gigante gonfio e tondo con piccoli arti e grossi denti, ma ad attirare lo sguardo è anche quel piccolo scoiattolo che si affaccia al principio e alla fine con qualcosa di cambiato..
e quel chiarore del bosco nebbioso che si contrappone in modo stupendo ad una città molto colorata e articolata nei suoi volumi che diventa una sorta di strumento musicale nelle mani, molte più di due, del gigante del vento.

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Passata la “furia” del vento ecco che il sole splende di nuovo ora il vento si è placato e tutto sembra tornare come prima…ma qualcosa di diverso c’è.. 😉

In questo libro certo si parla del vento, ma anche della rabbia che arriva e spazza via tutto.
Si parla della città, dei suoi palazzi e dei suoi abitanti, ma anche dei cambiamenti dell’anima..
È adatto ai piccoli (dai 4 anni) perché le illustrazioni sono stupefacenti.
E’ adatto anche ai più grandi perchè sono in grado di coglierne gli aspetti più significativi della storia.

Insomma un libro illustrato assolutamente imperdibile.   

E voi, riuscite a salvare il cappello quando incontrate un vento così birichino?!
Buona lettura!
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Il vento

Alessandro Riccioni

Spino – Ilaria Guarducci

In un bosco nero, nero vive un essere davvero cattivo, cattivissimo.
SPINO è un essere imbronciato che ha spine sulla schiena, sulla pancia, sulla testa, sulle braccia, sulle ginocchia e persino…sul sedere!!!
E’ cattivissimo e trascorre le sue giornate a infastidire e terrorizzare tutti.

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Ama spaventare tutti quelli felici e gioiosi, piccoli e indifesi, lenti e ridarelli animali perché… perché …. perché?
Forse perché lui non ha mai imparato a ridere?
Forse perché lui non ha mai imparato ad amare?
Forse perché lui non è stato amato?
Forse perché di lui hanno riso?

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Un giorno, però, le sue spine cominciano a cadere…
I giorni passano e SPINO si ritrova morbido e rosa simile ad una caramella!!
Come farà ora il nostro piccolo amico a spaventare gli altri animali del bosco con la sua pelle morbida e gommosa?
Ora, incapace di spaventare.. cos’altro può fare??
Quali strategie mettere in atto per dare un senso alle giornate?

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Lo spelacchiato passa il tempo seduto sul sasso più duro del bosco, triste e pensieroso.
Le sue giornate sono nere e buie. Poi un giorno gli si avvicina Bernardo, un coniglietto saggio pronto a dispensare consigli.

Spino è un stupendo albo illustrato sul valore della gentilezza, per scoprire come essere gentili con gli altri ci fa stare meglio e ci rende felici.
Personaggio “cattivo” quanto adorabile, Spino è stato mandato alla migliore Scuola di Cattiveria del paese, ha imparato le più moderne tecniche di spavento finché non si ritrova, improvvisamente, senza spine…
E di fronte a una scelta da compiere. Perché si può sempre decidere se essere crudeli o gentili, e la vita si può vivere con tenerezza, che si sia o no coperti di spine!

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Una storia divertente, vivace e colorata che tratta il tema dell’amicizia e della gentilezza.
Spino di Ilaria Guarducci  edito da Camelozampa, piace molto grazie ai disegni e alla storia raccontata in maniera esplicita e semplice, i colori tenui e delicati si lasciano ammirare e studiare, perfetti per gli occhietti dei più piccoli!

La storia è leggera, sfrontata e vera.
Alla fine tutti devono sentirsi amati non solo per il proprio aspetto fisico ma per quello che si ha nell’animo. Tutti siamo uguali, senza distinzione. Un libro che fa riflettere e non solo i piccoli 😉

Ed ancora una volta attraverso questi piccoli racconti possiamo cambiare, far crescere i nostri bambini con l’animo puro e non infestato da criptiche presunzioni. Un bambino felice è libero di scegliere ciò che desidera…

Buona lettura con Spino e gli amici del bosco!
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Spino

Ilaria Guarducci

Bee Bee la Pecora astuta + Adoro la Limonata – libri per ridere!!!

Volete ridere? Allora non perdete le avventure della piccola Bee Bee e il tacchino Tontolino.
Se non lo conoscete già, questo è il momento giusto per leggere entrambi i libri della serie Bee Bee la pecora astuta, il primo, e Adoro la limonata, il secondo. Sono due libri illustrati davvero irriverenti di Mark Sommerset ed editi da Valentina Edizioni.
MA FATE ATTENZIONE! Contengono tracce di scherzi
Meno male che lo dichiarano fin dalla copertina: entrambi i libri contengono “tracce di scherzi”. E che scherzi!

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Nel primo libro Bee Bee la pecora astuta, la piccola Bee Bee si stava annoiando, quando arrivò il tacchino Tontolino… Impossibile resistere all’idea di fargli uno scherzetto!
Le pillole di saggezza che l’astuta Bee Bee propone al suo amico Tontolino hanno il potere di rendere tutti più intelligenti, dei veri geni. E per di più sono gratis, ma solo per i tacchini… Guarda caso Tontolino è proprio un tacchino… Queste pillole sono davvero un affare!
Pillole che in fondo non hanno un bell’aspetto, e nemmeno un buon odore…
Ma non appena Tontolino le assaggia, subito si rende conto di essere caduto in un divertente tranello! 😀
Ma secondo voi Tontolino, dopo averle assaggiate, sarà diventato forse più saggio?

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Se vogliamo scoprirlo non ci resta che continuare la lettura con Adoro la limonata, il libro che racconta il piano escogitato da Tontolino per vendicarsi dello scherzetto subito da Bee Bee.
Riuscirà a darla a bere alla sua astuta amica? 😉

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Bee Bee adora le limonate fresche e dissetanti. Che fortuna… il tacchino Tontolino gliene offre una appena spremuta. E per di più è gratis, ma solo per le pecore e per i tacchini. Per i tacchini? Ma Tontolino è proprio un tacchino e anche lui adora le limonate fresche e dissetanti… Non vi svelo il finale esilerante! 😀
Chissà se questa volta l’astuta Bee Bee cadrà nel suo tranello, o se invece sarà sempre il povero Tontolino a ricevere una dura lezione…

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Perfetti per una lettura a due voci, con due buffi protagonisti che hanno avuto molto successo in Germania, in Francia e in Australia.
Ecco, questi sono due libri molto, molto carini, di quelli che piacciono sempre e fanno divertire sia i bimbi che gli adulti. Magari non è per bimbi piccoli, diciamo che dai tre anni e mezzo in sù è meglio, ma ho già chiarito che le mie indicazioni di fascia d’età son sempre da prendere con le molle.

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I due libri si basano sui dialoghi dei due protagonisti, dialoghi che si susseguono con un ritmo ed una intensità crescente fino allo scioglimento finale, dove si ride di gusto della furbizia di Bee Bee e della “stupidità” del tacchino Tontolino. Credo che siano fra i personaggi più amati durante le mie letture e non capita volta che non me lo chiedano. Non importa se ormai l’hanno sentito leggere mille volte, anche la “milleunesima” volta fa ridere. Anche perché tratta di pupù e pipì, come può non far ridere.
I disegni sono molto semplici ma li trovo molto ben fatti, suggeriscono tono e ritmo con la loro lunghezza e con la scelta dei termini. Insomma, da leggere è comunque facile.

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La storia viene racconta mediante il linguaggio fumettistico, mediato da un accorto utilizzo dei baloon e da strutture tipiche dell’illustrazione, giungendo a mostrare i semplici ed efficaci disegni narrati da inquadrature dinamiche e diversificate, in grado di sottolineare i tempi comici e le bellissime espressioni dei due protagonisti che colorano la scena e le battute, inutile sarebbe stato distrarre con scenografie aggiuntive.

Buona lettura e buone risate!
Se ti piacciono questi due esileranti libri puoi acquistarli qui:

Bee bee la pecora astuta

Mark Sommerset

Adoro la limonata

Mark Sommerset

Il Lupo e la zuppa di piselli

Il lupo, si sa, è da sempre il “protagonista” amato dai bambini, sopratutto quando non fa paura, per non dire tenerezza e pure simpatia, ed è proprio quello che capita anche nel libro Il Lupo e zuppa di Piselli.

In un inverno lungo e freddo, nell’ennesima giornata di neve, nella casa in mezzo al bosco è finita la legna da bruciare. Allora Pietro si avventura malvolentieri verso i ceppi preparati e accumulati in fondo alla valle, allietato solo dalla sua zuppa preferita che la moglie sta preparando: piselli spiaccicati e pancetta affumicata a cuocere a fuoco lento sulla stufa.

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Al rientro, ecco uno, due, tre… dieci lupi che lo inseguono …oh mamma ci sono 10 lupi dietro di lui!
Il simpatico tagliaboschi se la dà a gambe a suon di zoccoli, ma un brutto lupo, più temerario gli corre dietro ed entra in casa, a quel punto non c’è altro da fare.. “Antonia, svelta, la zuppa!!!”
Antonia gli rovescia tutta la zuppa addosso! Per fortuna il pericolo è scampato 😉

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Quindici giorni dopo, il freddo e la neve non sembrano andar via e per Pietro è di nuovo il momento di tornare nel bosco per l’ennesimo rifornimento di legna, quale occasione migliore per il lupo che medita vendetta, ma ecco che Pietro sarà ben più ingegnoso di lui!..

Il Lupo e la zuppa di piselli pubblicato da Edizioni Clichy ci riporta ad una storia classica, conosciuta per lo più come “La scala dei lupi”, diffusa in Europa, in Russia, in India e anche in Africa, dove a volte al posto dei lupi ci sono i conigli o addirittura un leone. Una storia dalla struttura ripetitiva e dall’andamento adatto alla lettura ad alta voce, a cui il tratto di Magali Le Huche conferisce ulteriore espressività (godetevi le espressioni, degli umani e dei lupi!).

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Dal 1990 Françoise Diep si dedica alla narrazione di storie, una moderna Cantastorie di fiabe tradizionali che lei stessa ha raccolto in giro per il mondo.  Dal 2001 cataloga fiabe tradizionali del Burkina Faso insieme a François Moïse Bamba, scrittore africano, vive a Nîmes.

Magali Le Huche  da piccola si inventava delle storie che la facevano stare sveglia tutta la notte, allora ha iniziato a disegnare per ritrovare il sonno. Da grande, la voglia di inventare storie e di disegnare non l’abbandona e così parte alla volta di Strasburgo per frequentare l’accademia di Arti decorative.

Per Clichy ha illustrato:

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Questo libro, come detto, si presta benissimo a letture ad alta voce, grazie alla storia che piace molto ai bambini, al formato grande, alle illustrazioni chiare e nitide che permettono di coglierne al meglio i particolari; inoltre mi piace il ritmo incalzante, divertente ed ironico.

Buona lettura e chissà forse la zuppa di piselli spiaccicati diventerà la preferita anche di tanti bambini 😉

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Il lupo e la zuppa di piselli

Françoise Diep

i bestiolini – Gek Tessaro

In un prato apparentemente, sembra che non ci sia quasi niente,
i fiori, gli steli, le foglie qua e là, ma siamo sicuri che sia tutto qua?
Se in mezzo all’erba ti metti a cercare,
tanti piccolini potrai incontrare:
corrono, saltano, son birichini. Ecco a voi i bestiolini.

Mosche dispettose che corrono dietro a tutto ciò che si muove, lucertole che regalano la loro coda, farfalle dalla bellezza che dura assai poco… e poi ancora rane, libellule, lumache dalle strie viscide e umide, formiche in schiere sotterranee, zanzare invise a tutti, cicale e grilli canterini, api, lucciole intermittenti… tutti questi compongono l’esercito di Bestiolini, simpatiche creaturine che abitano le praterie di quelli che a noi sembrano solo semplici prati, che anche se non usano le stesse parole a riscaldarli hanno lo stesso sole.

Gek Tessaro, autore di letteratura per l’infanzia e teatro e uno dei più importanti e amati illustratori contemporanei (Premio Andersen 2010 e 2012 e Premio Nati per leggere 2011), è l’autore di questo delizioso libro: I Bestioli edito da Franco Cosimo Panini, ci ha dato la possibilità di conoscere da vicino le storie di insetti e di altri piccoli abitanti dei prati attraverso una narrazione allegra e giocosa, talvolta tanto tenera da arrivare diretta al cuore dei bambini di ogni età.

Le pagine sono ricche di colori, proprio come i prati e i versi in rima semplici, descrittivi e facilmente memorizzabili rendono questo libro ricco di momenti di grande intensità, capace di far riflettere e far comprendere il rispetto per i più piccoli e per la vita.

I protagonisti di questo libro, infatti sono insetti, piccoli e semplici, senza pretese. Esserini minuscoli, che aspirano a un po’ di felicità, certi soltanto di voler esserci in questo mondo, “pieno di cose belle per chi sa vedere”.
Formichine, bruchini, api, lumache e libellule, tanti sono i bestiolini che popolano il prato! Ogni animaletto si presenta con una filastrocca ritmata e divertente e racconta tante piccole curiosità che lo caratterizzano.

Adatto a tutte le età, i piccoli ameranno andare alla scoperta de i «bestiolini», d’altronde lo sappiamo come i bambini siano sempre molto affascinati da questi esserini che si muovono nel verde 😉 e i grandi?! beh aiuteranno nella ricerca!

“Lavoro coi bambini e tento di ricordarmi il disagio che si può provare a quell’età. Tento perciò di misurarmi con loro solo dopo aver piegato le ginocchia per trovarmi così alla pari”.
Gek Tessaro

Gek Tessaro gioca con i bambini, quando leggi un suo libro non devi sforzarti di interpretare, non devi prepararti prima, puoi improvvisare perché il libro è perfetto com’è e saprà arrivare al bambino anche senza alcuna mediazione.
Ancora dice di se:
“Racconto storie con il disegno e so che è un privilegio
perché quello di raccontare è il più bel mestiere del mondo”

E Gek Tessaro disegna con collage, acrilico, acquerello, inchiostro, sperimentando, ma rendendo la sua firma riconoscibile sempre. Dopo la lettura del libro consigliamo un piccolo laboratorio ad esempio disegnando su un unico prato i bestiolini che avete incontrato magari facendo una bella passeggiata 😉

Delizia per ogni bambino che si ritrovi la fortuna di averle per le mani, queste pagine. Simpaticissimi Bestiolini, tutti occhi e colori sgargianti, popolano i fogli colorati e fra papaveri, stagni e fili d’erba zompettano, strisciano, svolazzano raccontando in versi la loro micro-macro vita nei meandri di un universo perlopiù nascosto agli occhi di noi umani.
I bestiolini sono minuscoli, sono birichini, tremano di paura all’avvicinarsi del più piccolo dei bambini, si possono spaventare con un dito solo e tremare di paura… Adesso comprendiamo che è bello e importante imparare a conoscerli e rispettarli, anche e malgrado siano tanto diversi da noi:
“Il mondo è grande, c’è tanto posto…
ti do la zampa, tu dammi la mano,
ecco magari fa un poco pianino, son delicato, son un bestiolino”.
Amore e rispetto sono essenziali e si imparano fin da piccoli, e preziosi si riveleranno sempre ❤

Buona lettura e buone passaggiate alla ricerca dei nostri amici Bestiolini!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

I bestiolini

Gek Tessaro

Una Lucciola per lanterna.. e la paura del buio va via!

Chi da bambino almeno una volta non ha avuto paura di stare da solo a letto al buio?
E chi non ha desiderato il conforto di una lucina?
In questi giorni stiamo parlando spesso delle paure dei bambini, una delle più comuni è la paura del buio, ma come possiamo aiutare i nostri piccoli?
Sicuramente, tenendo un piccola lucina accesa in cameretta, ma anche i libri ci vengono in aiuto. Le storie a tema servono tantissimo, perché i bambini si immedesimano nei personaggi.

E allora ecco un libro che piace molto! Una lucciola per lanterna di Gabriel Alborozo edito da Sinnos, un bellissimo libro illustrato che possiamo leggere ai nostri bambini per aiutarli a vincere la paura del buio, e per scoprirne i lati positivi 😉

Nina è una bambina che ha paura del buio. La sera, quando va a letto, tiene sempre una lucina sul comodino accesa, calda e rassicurante a forma di luna accesa… ma poi una notte la corrente se ne va e la lucina si spegne.

Nina è spaventatissima. Ombre mostruose sembrano arrivate nella stanza e ha paura. Corre dai genitori, ma dormono profondamente, la bambina si affaccia alla finestra e vede che il giardino è “pieno di piccoli punti danzanti LUCCIOLE”.

Trova il coraggio di andare fuori e prenderne una con un barattolo che le faccia da lanterna, infatti la luce della lucciola le fa compagnia durante la notte, giocando a bere un tè con le bambole e giocando con le ombre cinesi, ma ben presto Nina capisce che la lucciola deve stare solo in compagnia delle sue amiche lucciole, infatti si sa, che le lucciole chiuse in un barattolo non possono starci, soffrono e poi si spengono.
La piccola prende coscienza che non si può ricaricare una lucciola, ma solo renderle la libertà ecco che quindi decide di riportarla fuori, in giardino, fra le sue compagne, dove la luccioletta può riprendere a brillare come prima e rendere magica la notte buia.

Alla piccola Nina non resta che tornare nel suo lettino a godere della luce dorata che filtra dalla sua finestra.
Un albo che con delicatezza tratta la paura del buio e, in un certo senso, aiuta ad affrontarla e vincerla.
Il testo è semplice, la narrazione crescente, accompagnata magistralmente da immagini in cui i colori predominanti sono il nero e il rosso, il bianco e il giallo a contrasto.
Il finale? Beh, il finale è a sorpresa ed è meraviglioso… 😉

Una Lucciola per lanterna è una storia, che si racconta e sfoglia pagina dopo pagina, tutta nel buio della notte (nere infatti sono le pagine)..
è un libro illustrato, per tutti i grandi che avevano paura del buio e non se lo ricodano più,
e per tutti quei bambini che che ancora temono la notte (consigliato dai 4 anni),
per imparare che c’è sempre, da qualche parte, una luce pronta per illuminarci e farci scoprire anche la magia della notte.

Buona lettura e dolce notte
Puoi acquistare il libro QUI:

Una lucciola per lanterna

Gabriel Alborozo

La Piccola No-E-Poi-no

“Ogni notte, poco dopo essersi addormentata, la piccola si sveglia
e si chiede se il giorno sia già sorto..
… Ogni notte gli ripete: “Giorno non gironzolare troppo a lungo. Vieni presto”

Spesso capita ai piccoli di aver paura del buio e si sentono piccoli e spaventati.
Vi ricordate quando, da bambini, avevate timore di qualcosa? Avreste tanto voluto un metodo per far passare la paura, non è vero? Il libro La piccola No-E-Poi-No di Irena Štusej ed edito da Picarona è una favola moderna che grazie anche alle illustrazioni stupende di Kristina Krhin la piccola protagonista ci rivela che la fonte del suo malessere deriva dalle favole classiche che la mamma le legge prima di andare a dormire.

A pensarci bene, quante volte le nostre mamme raccontavano a noi e noi leggiamo ai nostri figli quel famoso C’era una volta… Tanto tempo fa, in un paese molto lontano,….
Parole magiche che ci portano, come per incanto nel mondo della fantasia, dove tutto è possibile, dove regna il linguaggio delle emozioni e la realtà magicamente acquista le forme più svariate, a volte crudeli, a volte magnifiche…sopratutto se questo c’era una volta è legato alle più note favole della nostra tradizione, come quelle dei Fratelli Grimm, per esempio e talvolta risultano essere tutt’altro che confortevoli ma popolate, invece, da streghe, genitori che abbandonano i figli, lupi che mangiano le nonne, e spesso può capitare che risultino essere poco digeribili per un bambino prima di andare a letto.

Dobbiamo sapere che La fiaba parla la stessa lingua del bambino, arriva direttamente al suo mondo inconscio, senza mezze misure, lo accompagna tra forti emozioni e lo aiuta ad affrontare i problemi umani universali, soprattutto quelli che occupano la sua mente (la gelosia tra fratelli, sentimenti ambivalenti verso i genitori, la paura del buio, la paura di diventare grande, ecc) . Il linguaggio
della fiaba si rivolge direttamente all’ Io in erba del bambino, e ne incoraggia lo sviluppo, placando allo stesso tempo pressioni emotive interne consce e inconsce.

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.
– G. Chesterton

Fortunatamente mai come oggi, di fronte al dominio incontrastato di internet e della televisione, la lettura, che è anche disciplina interiore della parola e dei significati che ad essa diamo, è l’unico strumento che fa crescere liberi, che rinsalda i legami affettivi e offre contenuti veri alla vita quotidiana. Il bambino che, attraverso la fiaba, entra in contatto con il mondo, ha ottime possibilità di diventare un adulto veramente libero


Anche nel libro, la mamma della piccola No-e-poi-No sà che i libri parlano con il linguaggio delle fiabe per raccontare la verità, ma nello stesso tempo aiutano gli adulti a parlare con i bambini.
Per sconfiggere la paura del buio valgono ancora tutti gli escamotage che i genitori usavano per noi da piccoli: porta aperta, lucina accesa, pupazzetto che fa compagnia, etc. Ma più di tutto è importante, però, trovare anche delle modalità attraverso le quali il bambino possa rivalutare il buio in chiave positiva, ad esempio con un favola.
…mi piace ricordare che la paura in genere o la paura del buio, come capita nel libro La piccola No-e-poi-No fa parte di un normale percorso di crescita e come tale va affrontato e condiviso insieme a mamma e papà, esorcizzando insieme la paura attraverso le favole e i giochi.
Non ha senso sdrammatizzarle o dire che non esistono: per i bambini ci sono e sono reali. A mio parere è molto più opportuno invece attivare strategie di ascolto e di accoglimento che i piccoli ci raccontano. Alle volte il solo fatto di poter contare su qualcuno che ascolta e che cerca di comprendere ciò che proviamo, ci aiuta a sentirci più protetti e sicuri!
Ed è così che ad entrare dalla finestra sarà un giorno magnifico.

Buona lettura

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La piccola No-e-poi-no

Irena Stusej

 

Petra …e molto di più!

“Non c’è nulla che possa spostarmi”

Petra è un sasso. No no, Petra è molto di più:
eh già è una montagna che nessuno può spostare,
anzi no, è un uovo liscio da cui possono uscire esseri meravigliosi,
Oooh guarda bene, Petra è un’isola del Paradiso in mezzo al mare infinito!!!
Petra è tutte queste cose, ma è anche molto di più, e con l’aiuto della fantasia… cosa sarà domani?

Petra è, come dice giustamente il suo nome, una pietra. Che dalla sua però ha una grande fantasia e quindi viaggia immaginandosi ruoli diversi: una montagna, un uovo, un’isola. La sua capacità di lasciare di stucco, anzi di sasso, 😉 chi la osserva si moltiplica quando incontra la fantasia di una bambina che la dipinge regalandole nuove identità.

Petra è un bellissimo albo illustrato di Marianna Coppo ed edito da Lapis Edizioni ci racconta la storia di un semplice sasso, un sasso SOLITARIO, ma come abbiamo detto, non un semplice sasso, lei è tante cose… durante le sue straordinarie giornate la sassolina ama giocare con la fantasia e trasformarsi.. talvolta potrà sembrare una montagna? forse un’isola? Qualunque cosa sia, Petra ti stupirà!
E’ così divertente cambiare la propria identità.

Un giorno le si avvicina un cane curioso che prende una cotta per lei e decide di sradicarla dal luogo in cui si trova da sempre.
Petra viene spinta in un ambiente completamente nuovo, come farà ad adattarsi?
Che ne sarà ora di lei e della sua solitudine?
Le illustrazioni sottili e sobrie di Marianna Coppo sono incantevoli e donano carattere e consistenza alla storia.
Basta guardare gli occhioni dell’adorabile pietra per innamorarsene fin dal primo sguardo.

L’espressività di quei due grandi occhi e la piccola bocca, racchiudono tutto ciò che è grande circa questo personaggio assolutamente adorabile.
Una storia semplice ma potente, che illustra chiaramente il potere della prospettiva e la forza della nostra immaginazione.

L’albo è costruito in modo da fa comprendere al lettore il punto di vista e la relatività data dal punto d’osservazione: Petra si immagina montagna e troneggia a tutta pagina, ma appena compare un cane eccola ridimensionarsi alla sua giusta misura: tutto dipende da dove si guarda!

Questo albo, pagina dopo pagina ci mostra come talvolta basti cambiare la prospettiva per scoprire un mondo nuovo.

Petra di Marianna Coppo è un libro per bambini che amano giocare con la fantasia.
Perchè la sua forma non cambia, ma lei si trasforma in relazione con il mondo esterno.

Questo libro si presta benissimo anche ad un laboratorio con i bambini.

Cos’è Petra?
Una montagna?
Un uovo?
Un’isola?
Petra non è nulla di tutto questo, eppure lo può diventare.
Ecco quindi che i bambini, tra fogli, pennarelli e pastelli colorati, daranno sfogo alla loro fantasia per inventare tante diverse identità di Petra.
Oppure può ispirare a fare tante piccole rocce da compagnia e incoraggiare ogni bambini a fare la sua Petra.
Perché noi siamo molto più di quello che vediamo: siamo ciò che immaginiamo!

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Petra

Marianna Coppo

Come imparare le tabelline giocando: Le Tabelline Canterine

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È inutile negarlo: le tabelline ‘stanno antipatiche’ ai bambini di oggi (come a quelli di ieri!) e rappresentano un grande scoglio per la maggior parte dei bambini della scuola primaria.
Certo, imparare le tabelline ripetendole all’infinito può diventare un vero strazio per (quasi) ogni piccolo alunno e anche per mamma e papà.

Allora, come è possibile aiutare il bambino, anche a casa, a superare questo ostacolo?
Un approccio divertente, basato sul gioco – lo stesso a cui si rifanno le più recenti teorie e attività didattiche – è sicuramente il migliore alleato.

Oramai si sà come la musica sia una delle attività didattiche più coinvolgenti e divertenti, lo confermano e ce lo insegnano anche Giuliano Crivellente, co-autore, insieme a Silvia Rinaldi, di Tabelline Canterine edite da Mela Music. Provate questo metodo…e le risposte verranno cantando!

Perché non sfruttare, allora, il potere del ritmo per imparare le famigerate tabelline? Questa l’idea di base del metodo musical-matematico messo a punto dagli autori che ogni genitore può proporre a suo figlio per dargli una mano con le tabelline.

Ogni tabellina (dall’1 al 10) è abbinata a una canzone (naturalmente in rima) per farla memorizzare più facilmente (e senza noia) al bambino. Così, l’apprendimento si può trasformare in un gioco, una sfida canora in famiglia o tra compagni di scuola.

Effettivamente per imparare bene ci vuole tanta memoria e tanto allenamento, sopratutto per rispondere alla terribile domanda…”Quanto fa…?”.
Allora il nostro consiglio è di provare Le Tabellini Canterine di Silvia Rinaldi

Le tabelline canterine sono canzoni pensate per i bambini che devono imparare le tabelline. Sono in totale dieci canzoncine, una per ogni tabellina; ognuna presenta personaggi, storie e generi musicali diversi.

Con la musica e le rime, le tabelline sono più divertenti e si memorizzano prima. Sono acquistabili presso Melamusic, ma possono anche essere ascoltate gratis su Youtube.

 

Non ci crederete (se non ci siete già in mezzo) ma quando il piccolo alunno deve imparare le tabelline, si arrivano a rimpiangere pappe e pannolini. 😛
Ecco allora che Le Tabelline Canterine diventano un simpaticissimo trucco utile per superare lo scoglio delle tabelline.

Affiancare le canzoni alla semplice ripetizione mnemonica può essere un esercizio utile per tanti bambini..
Per i bambini che non amano lo studio a memoria,
per i bambini che invece faticano, e ben si sa che le rime contenute nelle canzoni possono aiutare,
per le maestre che vogliono provare a proporre anche questo metodo magari ascoltandole mentre si fa qualcosa di meno impegnativo. Poi si sà, a casa si possono ascoltare innumerevoli volte.

Imparare le tabelline cantando. Proprio come se fossero allegre filastrocche musicate che mamma e papà ripetono ai loro piccoli prima di andare a dormire e che si ricorderanno anche da grandi.
Le Tabelline Canterine sono un metodo semplice per far amare una delle materie più ostiche per i bambini, quindi cari genitori e care maestre.. ora tocca a voi cantare 😉

Come me – Fuad Aziz

“Mor gioca da solo e, a volte, suona un bidone
che prima conteneva petrolio.
Le sue piccole mani rimbalzano veloci
battendo un ritmo magico.”

Questo straordinario libro illustrato di Fuad Aziz ci parla di amicizia e di accettazione di se stessi, ma ci parla anche di macchie… le macchie di un ghepardo che era triste. Come Me, è edito da Artebimbi, che ha questo suo magico modo di introdurre i bambini all’arte, nonché alla lettura, nonché alla voglia di cultura, nonché alla curiosità, alla scoperta,  all’immaginazione.

Si sà quanto una forte amicizia possa lasciare tracce indelebili, più di qualsiasi colore: è questo che imparano Mor, un bambino che abita in un piccolo villaggio dalle case colorate vicino alla savana e un ghepardo triste e solo senza macchie. Loro sono i protagonisti di una storia semplice e intensa, immersi nella meravigliosa savana africana.

“…e si accorge che l’abbraccio
l’ha reso come il piccolo ghepardo:
Felice e pieno di Colore.”


L’autore Fuad Aziz è un autore iraniano che ha lasciato il suo paese e da anni vive in Italia. Da sempre affezionato ai temi dell’educazione interculturale, il suo è un tratto che unisce alla freschezza dei colori le forme e le fisionomie di mondi lontani. La bellezza dei suoi libri sta nella capacità di raccontare con poche parole sentimenti e vissuti  universali, capaci di toccare anche il cuore di bimbi molto piccoli.

La semplicità dei suoi lavori, sa racchiudere in sé la complessità della vita ed i grandi temi che la attraversano. Ed è proprio questa la caratteristica dei veri Artisti: la capacità di coniugare discorsi complessi in modo semplice e comprensibile a tutti. Le fiabe ed i racconti che scrive e illustra, sono attraversati da una vena di poetica tenerezza che li rende speciali ed unici. Si tratta di semplici episodi di vita quotidiana con protagonisti bambini e animali, che lasciano in chi legge emozioni profonde e durature. Tutto questo è ancora più prezioso se pensiamo alla situazione del suo paese, dove per un artista è davvero difficile esprimersi a causa della situazione di guerra e dittatura di cui non si riesce a vedere la fine.

Questo libro, nasce anche in versione Kamishibai.
La parola é giapponese (Kami=carta + Shibai=teatro), che si può tradurre come “rappresentazione teatrale di carta” – ed è una valigetta di legno, nella quale vengono inserite tavole illustrate di cartone, grandi circa come un foglio A4, che su un lato hanno un’immagine, sull’altro il testo della storia da leggere.

Pensa, che sembra che le sue origini siano legate ai templi buddisti del XII secolo d.C, nei quali le immagini in sequenza sarebbero state utilizzate per la prima volta dai monaci per raccontare al popolo analfabeta storie religiose ricche di insegnamenti morali, e che poi sia rimasta nelle tradizioni del Giappone per secoli, vivendo il suo momento di splendore negli anni fra il 1920 ed il 1950.
Artebambini – per primi hanno importato questo piccolo gioiello anche in Italia – viene sopratutto utilizzato nei nidi e nella scuola dell’infanzia.
La tecnica, in effetti, è perfetta per catturare l’attenzione dei più piccini: le immagini sono grandi, perciò offrono uno stimolo visivo importante, e l’abilità del narratore nel leggere la storia scorrendo le tavole una dopo l’altra aiuta a tenere alto l’interesse anche nei bimbi che ancora non hanno un alto livello di concentrazione.
Credo che le potenzialità del Kamishibai non si limitino alla narrazione e che questo strumento possa essere utile per intrattenere in modo costruttivo bambini di ogni fascia d’età! 😉
Scopri QUI i vari Kamishibai

Inoltre leggendo il libro Come Me, la meraviglia nasce naturalmente e si rimane a bocca aperta quando ci si rende conto che si può leggere questa storia guardando anche solo le illustrazioni e senza sapere nulla di Africa, poetica, retorica, critica, testo, contesto e via dicendo … perché queste illustrazioni sono dei quadri nei quali ci si può immergere e perdere, da grandi o da piccini.

Buona lettura!

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Peter Pan – Frezzato

“Tutti i bambini diventano grandi.
Tutti tranne uno.
E tutti lo capiscono in fretta, come Wendy.”

Proprio con queste parole inizia la versione originale di Peter Pan di James M. Barrie e Massimiliano Frezzato edito da Lavieri. Peter Pan è un personaggio che di certo non ha bisogno di presentazioni, e questo non solo perché prima o poi passa di fronte alle finestre di ogni bambino, ma anche in virtù delle sue innumerevoli rivisitazioni. Eppure Lavieri dà a tutti l’occasione di conoscerne le storiche ed originali sfumature grazie anche alle favolose illustrazioni di Frezzato.

Peter Pan è il simbolo dell’indipendenza dell’infanzia dagli adulti ma soprattutto l’occasione per vivere avventure meravigliose. Non manca niente: ci sono i pirati, ci sono le sirene, i pellerossa, i coccodrilli, tutti piuttosto cattivi.

Peter Pan, parla dell’infanzia come spesso non la vogliamo vedere e parla degli adulti come spesso non ammettono di essere; inoltre il libro affronta il tabù, quasi sempre rimosso, della spietatezza dei bambini. Peter non si fa tanti scrupoli a sottrarre i bambini alla loro casa, e le bambine in particolare, per farle diventare mamme della ghenga dell’isola che non c’è, dove però i calzini da rammendare sono veri e i piccoli sono voraci di storie ma anche di cibo amorevolmente cucinato.

Peter Pan è senza ombra di dubbio l’incarnazione umana dell’infanzia, del bambino che siamo stati e che ancora vive dentro di noi, portato all’eccesso, all’estremo, all’esasperazione.
E tuttavia egli parla il linguaggio dei più piccoli, da loro si fa ammirare e seguire come un leader carismatico, pronto a condurli in luoghi selvaggi e avventurosi, ad affrontare nemici spaventosi e spietati, nelle regioni di sconfinata bellezza in cui regnano leggende, sogni e immaginazione, fantasia e desiderio.
L’isolachenoncè, il posto che tutti conosciamo quando siamo bambini e in cui possiamo rifugiarci spontaneamente finché non diventiamo adulti, ha le sue regole ben precise e, diversamente da si possa inizialmente immaginare, presenta luci e ombre, chiarezza e oscurità. Niente, in Peter Pan, è solo bene o solo male.

Chi ricorda cosa succede a Wendy?
I genitori vogliono che Wendy cresca ma quando se ne va con Peter rimpiangono molto dolorosamente (soprattutto il padre “decisionista”) la loro fretta.
Cosa vuol dire crescere? Se gli uccellini volano via dal nido è proprio necessario chiudere la finestra, come ha fatto la mamma di Peter? Frezzato ripercorrere la storia sul binario originale fornendo così un pretesto per guardare con occhi nuovi al genio di James Matthew Barrie. Perché ogni bambino, diventato grande, sente il bisogno di incontrarlo di nuovo.

Il fatto che Wendy, infine, scelga di diventare grande e di tornare a casa sancisce una spaccatura irreparabile tra lei e tutto ciò che rappresenta Peter; una spaccatura commovente in cui tutti ci immedesimiamo, e leggendola ci rendiamo conto che forse non abbiamo mai avuto scelta, che siamo cresciuti senza accorgercene e che se anche Peter ci aveva condotti all’Isolachenoncè offrendoci la possibilità di rimanervi per sempre, probabilmente adesso siamo grandi perché abbiamo rifiutato e neanche ce lo ricordiamo.

Una storia meravigliosa, senza tempo, senza età, che si legge in qualsiasi stagione della vita e che sempre si presta a nuove interpretazioni, soggettive e personali.
Un capolavoro della letteratura per l’infanzia che rappresenta l’infanzia stessa e che consiglio a chiunque, bambini e genitori, per celebrare la giovinezza di chi ha ancora tutto da scoprire e per rivivere un tempo che forse non è mai stato troppo lontano.

Non possiamo non parlare delle illustrazioni di Massimiliano Frezzato! Cosa dire?
Le tavole di Frezzato sono un sogno nel sogno, un lusso da concedersi senza dubbio.
Decisamente all’altezza del racconto e forse si spingono ancora oltre raccontandoci cupezza e luce, profondità oscure, fate e brutti ceffi, tenerezza inconsapevole e meraviglia, un mix perfetto per amplificare all’infinito Peter Pan edito da Lavieri.

Peter Pan è un libro esistenziale, profondo e incantevole, determinante e indispensabile.
Leggetelo insieme ai vostri bambini (età consigliata dai 6 anni) e insegnate loro che finché possono devono necessariamente volare 😉
Questo libro dal grande formato e molto ben rilegato è bellissimo da regalare per qualsiasi occasione e da custodire con cura nella propria libreria..
DISPONIBILE ANCHE NELLA FAVOLOSA VERSIONE Peter Pan ARTBOOK!

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Peter Pan
James M. Barrie

Toc! Toc! Dov’è il mio orsetto?

“Dove si è cacciato il mio orsetto?” chiede la bambina tornando da scuola.
È sparito! E subito si mette a cercarlo, bussando a tutte le porte del palazzo.
Man mano che sale fino all’ultimo piano, la piccola fa incontri straordinari, nuove amicizie e vede le cose più curiose. Ma il suo orsetto?

Toc! Toc! Dov’è il mio orsetto? di Kaori Takahashi, pubblicato da Donzelli Editore, non è un semplice libro, è un libro gioco, è un’avventura che si costruisce mattoncino dopo mattoncino.
Infatti questo stupendo libro gioco, è originale già dalla forma perchè da chiuso, richiama la forma di un mattoncino e, da aperto, offre la visione completa di un palazzo a più piani composto da ben 21 pannelli!

I bambini ne rimangono totalmente affascinati, sopratutto appena capiscono la struttura insolito di questo libro, da aprire e letteralmente “spiegare”, o srotolate. Eh già, questo sembra proprio un libro-mattoncino che si apre progressivamente e cresce in un’alternanza di tavole colorate e in bianco e nero; cresce fino a costruire l’interno di questo palazzo dove si muove la piccola protagonista che, non trovando più il suo amico peluche, in cucina e nella sua stanza, decide allora di cercarlo fuori, impegnandosi in una lunga ricerca che la porterà a scoprire le case dei suoi vicini, mondi per lei sconosciuti a pochi passi da sé.

Dov’è orsetto? È qui il mio orsetto?
È la domanda che, con piccole varianti, rivolge dapprima a se stessa e alla sua mamma, e poi ripete via via ai vicini che abitano ai piani superiori dell’edificio.
Le basta percorrere poche rampe di scale per trovarsi in realtà che appaiono lontanissime, in cui si riversano alcuni aspetti del carattere e delle passioni di chi abita quelle case.
Al primo piano viene accolta in una casa piena di libri, e poi in una, già più insolita, con tante piante e addirittura un albero in salotto. Chi la abita ha decisamente il pollice verde.
Sale al secondo piano, bussa alle due porte che incontra. Trova una casa con tante fotografie in fase di sviluppo; quasi sicuramente la abitano due fotografe.

La bambina, sempre accompagnata dal suo gatto – a cui via via si sono sommati altri piccoli strambi compagni aggregatisi casa dopo casa, come traccia degli universi appena incontrati – continua la sua ricerca piano per piano, bussando con determinazione ad ogni porta.
L’onomatopeico “Toc Toc!”, si ripete e annuncia ogni volta un nuovo incontro.
Tra il terzo e il quinto piano si troverà in una casa- giardino, abitata da una famiglia di cervi; in una casa-acquario, con tanto di balenottera; conoscerà una bambina della sua età che arriva da un paese lontano; e poi c’è un Babbo Natale in incognito, fuori stagione 😛

Al di là delle porte di questo alto edificio la bambina non troverà il suo orso, ma tante sorprese che l’arricchiranno.
Arrivata poi finalmente al terrazzo, finalmente dopo tanto cercare…… potrà riabbracciare il suo Orsetto (anche se, a guardare con attenzione, un indizio lo si poteva cogliere già nelle primissime pagine)… …e via di corsa giù per le scale, scendendo rampa dopo rampa con orsetto, il gatto e le altre strane figure a corredo, fino al pian terreno, lì dove tutto era iniziato.

Se siete abituati a leggere i libri sfogliando una pagina dopo l’altra, decisamente Toc! Toc! Dov’è il mio orsetto? rivoluzionerà la vostra prospettiva. La sua originalità, infatti, sta proprio nel percorso di lettura.
Comunque anche in questo caso la struttura “a ripetizione” fa pieno centro, ma cosa ancora più importante incuriosisce e diverte un sacco i bambini, sia nella lettura che nel richiuderlo per riporlo nella sua confezione, non richiede abilità particolari e i bambini, dai 3-4 anni in su, possono farlo tranquillamente da soli 😉

Toc! Toc! un bellissimo libro-gioco da regalare!

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Toc! Toc!
Kaori Takahashi