Non è giusto! – Babalibri

“Ferdinando mi obbliga a fare
un sacco DI COSE
che non voglio fare e NON E’ GIUSTO.”
“Perchè le fai allora?” chiede Gaspare

Ferdinando e Simone sono così amici che decidono insieme di voler costruire un aereo di cartone.
Ferdinando chiede a Simone
“Vai a cercare un pennarello nero gigante per disegnare la cabina”;
poi Ferdinando vorrebbe che Simone andasse a prendere un cuscino e poi anche un piatto di carta e poi ha costantemente bisogno di qualcosa di nuovo. Cerca questo e cerca quello, alla fine è sempre Ferdinando a decidere le attività più interessanti ed è sempre Simone che deve andare a cercare…

Ferdinando è un tantino prepotente ed egoista nei confronti di Simone, difatti, non lo fa affatto collaborare alla costruzione dell’aereo ma lo sfrutta e basta.
Simone è triste ed è alle prese con un nuovo sentimento: quello dell’ingiustizia.
Alla domanda di Simone perché deve essere sempre lui a cercare le cose, Ferdinando gli risponde così: “Altrimenti non sono più tuo amico!”.

Ma che farsene di amici così?!
Chi è che vorrebbe un amico che non ti fa giocare insieme a lui e che non ti fa fare niente di niente?

Durante la notte infatti, il piccolo coniglietto si sveglierà tutto angosciato gridando appunto che non è giusto!, dimostrando così che quanto è accaduto lo ha profondamente colpito.
Riuscirà Simone a trovare una soluzione efficace per risolvere questo spinoso problema?
La risposta, il povero Simone, la troverà ancora una volta grazie al consiglio del piccolo Gaspare che lo aiuterà con un saggio consiglio 😉

Non è giusto! è questo il titolo dell’albo di Stephanie Blake, edito da Babalibri. Una bella storia per parlare di amicizia, condivisione e anche di egoismo.
Simone affronta con la consueta allegria e irriverenza, un dilemma che ogni bambino si trova ad affrontare: come riconoscere ingiustizie e prepotenze e come imparare a trasformarle in una formidabile occasione di crescita.
Stephanie Blake è l’autrice della serie di successo dell’eroe coniglio Simone che, come ogni bambino, vive le avventure quotidiane alle prese con emozioni e sentimenti, in casa, in famiglia e con gli amici.
La lettura di questo libro illustrato è consigliata a partire dai tre anni, sicuramente potrà essere un valido strumento per affrontare il grande importantissimo tema delle ingiustizie fra bambini, e non farà male leggerlo anche a noi adulti.

I libri con protagonista il coniglio Simone sono dei classici della casa editrice Babalibri, molti dei quali presenti adesso anche nel formato brossura per la collana Bababum, formato molto utile per le prime letture in autonomia.

I punti di forza di queste avventure con Simone sono:

> parlano delle emozioni dei bambini e di situazioni che vivono quotidianamente aiutandoli a riconoscerele e rielaborarle;
> usano un linguaggio semplice e immediato;
> facilitano la modulazione della voce nelle letture ad alta voce perchè le parole che devono essere pronunciate con un tono più alto sono scritte in maiuscolo e in maniera più marcata.

Non è giusto! Un libro da leggere insieme ai nostri bambini per prima cosa per stare insieme e divertirci e poi può essere un ottimo pretesto per trattare temi che i bambini affrontano quotidianamente, perchè come ogni buon libro finita la storia può iniziare la discussione 😉

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Ti CERCO, ti TROVO – Anthony Browne

“Giochiamo a qualcosa?” chiese Cy
“MA a cosa possiamo giocare?” chiese Poppy

Due fratellini, Cy e Poppy, sono in cucina. La loro tristezza è tangibile per un cane, Goldie, scomparso da casa da giorni. Che si fa? Sono tristi e non sanno come passare il tempo.
Si potrebbe uscire, nel bosco e giocare a nascondino. Poppy è d’accordo. Uno, due, tre, quattro…

“Facciamo che tu vai più lontano che puoi nel bosco
e poi io ti vengo a cercare”.

Cy ha trovato una capanna di rami nella quale nascondersi, è emozionato perché questa volta sua sorella non lo troverà così facilmente, eppure per qualche ragione inizia a tremare.
Poppy e Cy giocano, ma il lettore continua ad avvertire un velo di inquietudine.


Il bosco per Antony Browne diventa sempre qualcos’altro, il posto dove i bambini sperimentano la propria solitudine, il proprio dolore o la propria disperazione. In questo albo il gioco del nascondino è doppiamente simbolico: Cy si è nascosto così bene che Poppy non riesce a trovarlo e Goldie, il loro cane, è lì fuori da qualche parte.
L’inquietudine, come sempre negli albi di questo straordinario autore, diventa la condizione necessaria per trovare una rassicurazione, la chiave con cui il doppio registro narrativo, senza sforzi, mescola conscio ed inconscio.

Ti cerco, ti trovo, di Anthony Browne che la casa editrice Camelozampa ha portato in Italia con la traduzione di Sara Saorin.
Un libro illustrato ricco, importante, che si sviluppa su livelli emozionali diversi.
Anche questa volta la lettura di uno dei libri di Browne equivale ad un’immersione totale nella storia. Riusciamo a percepire persino la brezza che si alza con il procedere della sera, il fremere delle foglie e quello di Cy che vorrebbe scomparire nel cumulo di fronde in cui si è nascosto ed insieme essere ritrovato dalla sorella a mano a mano che il tempo passa e calano le ombre e la sessione di nascondino nella sua mente infantile pare diventare infinita.


Un bosco è natura che accoglie, alberi altissimi, profumi e suoni che infondono pace. Ma si trasforma in un luogo molto diverso quando si è bambini e ci si trova lì da soli. Anthony Browne lo sa bene ed è capace, attraverso l’uso dei colori, del tratto e della prospettiva, a infondere nel lettore un’inquietudine crescente e a trasportarlo lì, nel bosco, insieme a Poppy e Cy.

Il gioco del nascondino è un gioco antico, forse il gioco simbolico più antico di tutti, quasi un rito iniziatico e tutti da piccoli eravamo entusiasti di giocarci. C’è una preda, c’è un cacciatore e c’è una tana, quella che ti salva e ti libera, e quella dove ti nascondi, ma che non ti può tenere al sicuro per sempre. Nel libro di Antony Browne, il lettore interpreta entrambe le parti – quella del cercatore e quella della preda – perché è questo che fa la letteratura, ci dà la possibilità di sperimentare e scambiare i ruoli, di attraversare i boschi, da quelli delle fiabe a quelli degli albi.

La storia si svolge al tramonto. Le ombre sono lunghe, scure, ma il cielo è terso in questa bella sera d’autunno. Pare di percepire l’aria pungente.


Il bosco, sebbene così nitido e luminoso, resta un luogo misterioso, pieno di ombre, di giochi di luce: i rami, le radici e la corteccia degli alberi sembrano o celano volti, animali, addirittura cose.
La prima lettura di questo albo ci troverà troppo presi emotivamente nel seguire le vicende dei due fratellini per accorgerci che Browne ha preparato per noi un secondo piano lettura/gioco, il lettore deve giocare a nascondino con Poppy e Cy. Cosa si nasconde nel bosco?
Antony Browne ha disseminato le pagine di oggetti da rintracciare. Allora sarà un piacere ricominciare a sfogliarlo da capo per cogliere la lista elencata a fine racconto.

Ti cerco, ti trovo, come suggerisce il titolo, si conclude con un lieto fine. Nel cambio di colori e di atmosfera, l’autore sembra quasi volerci ricordare una cosa semplice ma determinante: che il modo in cui percepiamo ciò che viviamo è spesso dettato soltanto dalla natura del nostro sguardo sul mondo.
Per questo le sue storie sono un dono, un luogo dove coltivare la speranza; bisogna avere paura, addentrarsi nel profondo di noi stessi, perdersi per ritrovarsi. Si ascolta, si valuta, si sta in attesa, si trattiene il fiato. Poi il gioco inizia.

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E’ tempo di andare – Kim Sena

“Non ti sto lasciando, Mia” disse Lucy.
“Sarò sempre lì ogni volta che chiuderai gli occhi.
Se ci ricordiamo l’una dell’altra
SAREMO SEMPRE INSIEME.”

È tempo di andare sussurra la civetta a Mia. Lei solleva lo sguardo dal libro che stava leggendo e lo ferma appena sotto a quello della civetta che tendendo il collo, vorrebbe incontrarlo, per dare conforto. O più fermezza alle sue parole. Si ferma lo sguardo di Mia, mentre la bambina appoggia il capo al tronco della quercia.

È tempo di andare sì, ma perché? Mia è incredula, perplessa.
Sapeva che prima o poi avrebbe dovuto salutare la sua amica ma non riesce a capacitarsi dell’ora, dell’adesso, del tornare all’improvviso da dove si è arrivati. Tornano allora sul luogo del loro primo incontro, ripercorrono i ricordi della loro vita assieme.
Quando Mia era piccola, aveva trovato la civetta sotto la quercia: era caduta dal nido, aveva un’ala ferita. Così l’aveva portata a casa e l’aveva accudita e curata. Da quel momento avevano trascorso insieme ogni giornata. La loro amicizia era intensa e piena di tenerezza, per la civetta, però, a un certo punto è arrivato il momento di andare…


Il tramonto tinge tutto di un arancio morbido che inonda anche i petali delle peonie che regali e tuttavia lievi sostengono Mia, curano il suo dolore rendendo il ricordo immortale, mentre bambina e civetta si fondono l’una nel volto dell’altra, l’una nei pensieri dell’altra.

La luna è ormai alta in cielo, Mia e Lucy socchiudono gli occhi e immaginano.
Per Lucy è tempo di andare. Un abbraccio in silenzio, il nastro rosso sciolto, e tenui fiori d’ortensia a far da corolla al distacco.

“Ho sempre saputo che un giorno
avrei dovuto lasciarti andare”

disse Mia, e alzó lo sguardo
verso le nuvole che correvano.

Una storia che aiuta tutti, piccoli e grandi indistintamente, a trovare un modo di affrontare le inevitabili separazioni, e dar loro un senso.
Che tiene insieme chi resta e chi va.


Lasciarsi è sempre doloroso: l’autrice nell’albo cerca la strada per aiutare piccoli e grandi a vivere le separazioni e a dare loro un senso, nella certezza che i sentimenti autentici creano legami che la distanza non può intaccare.


A tessere il filo delle relazioni sono i ricordi, la certezza di poterli rievocare in qualunque momento, e di trovarvi rifugio quando serve. Entrambe infatti si promettono di guardare la luna e dedicarsi un pensiero ogni sera, sapendo che è ricambiato.

E’ tempo di andare è un splendido e delicatissimo libro che parla di perdita, di separazione, di mancanza con una dolcezza che solo lei, Kim Sena, può mostrarci con la sua penna e la sua matita. Grazie ad Orecchio Acerbo, che continua a diffondere meraviglie di questo valore!

Il tocco delicatissimo, onirico, delle illustrazioni di Kim Sena mette in questo libro anche tutto ciò che le illustrazioni non riescono a dire. L’illustratrice, nata in Corea del Sud, è da sempre innamorata della natura: lo si legge nei suoi disegni ricchissimi di particolari, in storie, come questa, che trasmettono a lettori di ogni età (non è soltanto un libro per bambini) anche il rispetto e la cura per l’ambiente, invitano alla cura delle creature più fragili e più piccole.

Ancora una volta, con le sue illustrazioni a matita raggiunge il contesto impalpabile del sogno. La poesia surreale dell’amicizia, della forza, del ricordo.

E’ tempo di andare, è metafora di vita

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Colorami – Chi c’è nello stagno?

I bambini di ogni età sono sempre affascinati dall’acqua. Date loro una fontanella o una pentolina e saranno un grado di divertirsi per ore!
E se l’acqua diventa un tocco magico per colorare una rana, una balena, una tartaruga e persino un’anatra?!

Colorami – Chi c’è nello stagno? e Colorami – Chi c’è nell’oceano? due libri speciali a contatto con l’acqua arriva la magia!
Ogni libretto contiene 7 illustrazioni in bianco e nero di Surye Sajnani – tartaruga, granchio, cavalluccio marino, balena, polipo, medusa, oppure rana, cigno, anatra, pesce e libellula.
Un mondo in bianco e nero, tuttavia, i bambini possono facilmente modificarlo a colori, con l’aiuto di acqua naturale.


Immergendo le dita o il pennello nell’acqua rimane solo da scegliere il diegno che più piace e le immagini in bianco e nero iniziano a cambiare, le manine dei bambini diventano come una bacchetta magica, e portano un’ondata colorata oltre che di stupore nei loro occhi nel vedere questo cambiamento!

I bambini possono praticare abilità motorie anche con un libro illustrato, una nuova originale stimolazione visiva e tattile, bellissimi da provare come un’attività sensoriale.
Usa pennello, cotton fioc o anche solo le dita, insieme ad un po’ d’acqua per un’attività senza “problemi” con i piccoli artisti!
I bambini più grandi oltre a dipingere le immagini in bianco e nero con l’acqua possono divertirsi a contare e nominare gli animali per espandere il loro vocabolario e i più piccoli possono più semplicemente vedere ravvivarsi le scene a colori semplicemente bagnando le pagine durante il bagnetto. Ecco cari genitori che vedete nel bagnetto una maratona, ora il tempo del bagno diventa anche un’esperienza magica come nessun altro con questi splendidi libri Colorami che sono resistenti e sicuri per ore di divertimento spumeggiante, di volta in volta.

Imparare a modificare il mondo con le proprie mani, in modo sottile, ci insegna che possiamo farlo anche con la mente. Perché? Semplicemente perché anche il gesto più piccolo è frutto di un’accurata progettazione da parte del bambino.

L’ippocampo Editore ha portato in Italia due bellissime proposte alternative davvero carine ai classici libri educativi. Colorami sono stati progettati e illustrati dalla designer indiana Surya Sajnani, che, insieme al marito, è dietro al marchio di successo We Gallery, si concentrano sulle esigenze e giocattoli per i bambini che possono beneficiare dalla nascita per stimolare i sensi e sviluppare le loro capacità psicomotorie.

Giocare è giocare, è esperienza di vita, è un tassello fondamentale dell’educazione. Fate giocare i bambini con l’acqua, con i colori, con le mani per scoprire, toccare ed essere loro stessi gli artefici delle loro piccole grandi opere magiche e non 😉

Da oggi comando io!

Nel folto della foresta, qualcosa non andava.
Durante la notte era comparso un muro,
e qualcuno aveva tappezzato gli alberi di strani cartelli…

Una mattina nella foresta gli animali si accorgono che c’è qualcosa di strano. Durante la notte, era apparso un muro. E qualcuno aveva attaccato sugli alberi alcuni strani manifesti.
I tassi sono i migliori?” leggeva il Castoro. “Sii più Tasso!” leggeva Orso perplesso
Che cosa significa?
Tutti gli animali sono decisamente confusi.
Ecco subito pronta la risposta dal Tasso “Tutti sanno che i Tassi sono gli animali migliori del bosco!

Gli animali lo guardono con gli occhi sbarrati e perplessi, ma…
Sembra così sicuro, forse ha ragione..

Il piccolo protagonista crede di essere il migliore di tutti gli animali del bosco. Tasso, infatti, vuole un mondo fatto a sua immagine e somiglianza, dove tutti gli altri animali siano uguali ai tassi e ne rispecchino le caratteristiche.

Piano piano, dunque, Tasso inizia a verificare dunque chi può rimanere nella foresta con lui.
Punto uno: Sapete scavare come i tassi? Il cervo non può, quindi deve andarsene al di là del muro.


Punto due: i tassi vivono in piccole tane, se riuscite a passare per questa piccolissima porta, potete rimanere! Orso e Alce sono troppo grossi e ahimè non ci passano. Non c’è tempo da perdere e tasso li catapulta fuori dalla foresta, al di là del muro.

Punto tre: chi sa fare il verso del Tasso? Riccio, coniglio e castoro a sentire il Tasso sono terribili, non riescono a ripetere il suo verso, ed eccoli che anche loro vengono cacciati fuori!


Punto quattro: rimasti solo in tre, Procione, Puzzola e Tasso…che ne dite se non è nero e bianco non fa parte del branco?!

Dopo aver dipinto la foresta in bianco e nero, Tasso si rende conto di essere tutto solo. E finalmente capisce:

“I tassi non sono i migliori.
Gli amici lo sono! “

Da oggi comando io! di Stella J Jones, illustrato da Carmen Saldana e pubblicato da Sassi Junior è un libro assolutamente perfetto per parlare con i bambini di Amicizia o per i bambini che vogliono sempre fare le regole, per i bambini un po’ bulli e per chi li subische 😉
Evviva quindi le differenze perchè ognuno è unico, ed evviva l’inclusività!
Le illustrazioni sono colorate e divertenti ed evidenziano le reazioni degli animali, infatti il dolce umorismo delle sue scene, in particolare le espressioni e il linguaggio del corpo degli animali parlano molto bene sono un complemento perfetto della storia.

Dopo la lettura del libro è divertente immaginare con i bambini come può continuare la storia.
Cosa succede dopo?
Pensi che gli animali accettino nuovamente Tasso?
Continuare la storia e immaginare cosa succede dopo diventa un esempio per i giovani animali e anche per i nostri piccoli lettori per insegnare la diversità e le differenze in modo che ciò non accada mai più! 😉

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Bandito servito! – Babagiochi

Bandito servito! ispirato dal mondo di Catharina Valckx e le avventure del suo protagonista “Billy”.
Ecco che libro e gioco sono due esperienze che hanno molti elementi in comune.
I libri di Catharina Valckx piacciono da matti: l’illustratrice che viene dai Paesi Bassi ha creato dei mondi bellissimi per bambini e Billy, il suo criceto, sono diventati compagni di gioco per moltissimi bambini!
Se i libri per l’infanzia, infatti, hanno una spiccata componente giocosa, i giochi possiedono un elemento narrativo. E allora perché non far vivere i personaggi delle storie nuove avventure fuori dai libri, creando un passaggio quasi naturale tra i due universi?

In questo Babagioco, Bandito servito!, (pubblicato da Babalibri) servono buona memoria e un’ottima capacità di imitare le carte del gioco per guadagnare quante più nocciole possibili.
Ogni giocatore gira a faccia in su, pescando dal mazzo, quante carte si sente di imitare. Ha un secondo per carta per memorizzarle. Dopo di che deve chiudere gli occhi e imitare in sequenza le carte. Se riesce guadagnerà tante nocciole quante ne sono rappresentate nelle carte che ha imitato.

Oltre ad essere super appassionante ed essere quindi un gioco perfetto per le serate in famiglia o per i pomeriggi tra bambini, è anche molto educativo, infatti i bambini devono testare la loro concentrazione, il loro essere furbi e soprattutto la loro memoria, grazie a delle sequenze da memorizzare in pochissimo tempo. E anche la coordinazione motoria si mette in moto, perché per guadagnare le nocciole dobbiamo ricreare ad occhi chiusi le mosse disegnate sulle carte, quelle eseguite da Giancarlo e Billy, come fare le boccacce, dare un bacio, canticchiare, mettere un dito nel naso, tapparsi gli occhi…

E si impara anche con le carte speciali che il flusso naturale di gioco può essere interrotto da eventi 😉

Sulle carte Billy e Giancarlo compiono semplici azioni e il gioco riprende pedissequamente personaggi e caratteristiche tipiche delle storie e del mondo da cui è ispirato, sembra quasi di giocare insieme a loro.
Ed è anche avvincente, perché come in ogni gioco di carte e di società che si rispetti ci sono carte speciali che fanno raddoppiare il malloppo, aumentare il tempo di memorizzazione o guadagnare nocciole in più!
La caratteristica principale dei Babagiochi consiste proprio nel legame strettissimo che intercorre con i libri: ogni gioco prende ispirazione da uno o più titoli di un autore Babalibri.

Ma andiamo con ordine 😉
Bandito Servito! è un gioco di carte dal mondo di Catharina Valckx della durata di circa 15 minuti
per 2 o un massimo di 8 giocatori.

Il gioco è composto da un mazzo di carte. Nella compatta scatolina troviamo 48 carte, di cui 8 speciali e 35 gettoni “Nocciola”. Tutte realizzate con materiale resistente e simpaticamente illustrate, perfettamente adatte al target per cui sono pensate.
La scatola è piccola ma comodissima anche da portare in giro e contiene tutto comprese le istruzioni facili e sintetiche per iniziare subito a giocare insieme!

Bandito servito! piace perchè:

  • C’è l’universo di Billy / Jean-Claude che richiama tutti gli album
  • Il lato giocoso : è molto divertente imitare, riprodurre le posizioni del lombrico o Billy
  • Il formato del gioco : una bella scatola in grado di memorizzare tutto e non perdere nulla.

La continuità tra giochi e libri letti è davvero piacevole, stimola moltissimo la fantasia dei bambini a cui piace ritrovare figure e personaggi conosciuti!
Ma attenzione, Bandito Servito! è sì un gioco per i bambini dai 4 anni, ma i Babagiochi potrebbero rivelarsi molto divertenti anche per i grandi! 😀

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Bandito Servito!

Splash – Chi ha paura dell’acqua?

Nooo! Non voglio entrare in acqua!
Perbaccolina, non è possibile!
Sei un papero dal collocorto piumato.
Voi paperi siete degli eccellenti nuotatori!
Io no, Non mi piace l’acqua…

Mentre nuota nel lago, il cigno Enrico si rende conto che un’anatra lo sta guardando con gli occhi molto tristi.
Enrico non riesce a capire come sia possibile in una giornata così meravigliosa – il tempo è bello, l’acqua è invitante per una nuotata … ma come mai è lì tutto solo la piccola anatra e non entra in acqua?!?


Il buon Enrico si rivolge a Milo senza ulteriori indugi. È così che i due si conoscono e Enrico scopre che al piccolo Milo non piace l’acqua, nemmeno un po’. Anzi… Ne ha persino paura. E non può nuotare!
È la prima volta che Enrico conosce un’anatra che ha paura di nuotare … quindi decide di aiutarlo a superare questa sua paura.

Non sai nuotare? Ti insegnerò!

Senza ulteriori indugi, entrambi si dirigono verso la piscina.
Costumi da bagno veloci e via!
Ma non è così facile come immaginava Enrico.

Milo continua a inventare nuove scuse, per non dover andare in acqua.
Ma poi il buon Enrico ha davvero una buona idea, che convince anche Milo!
Se non da solo, allora perchè non entrare in acqua insieme?!
E’ così divertente sulla schiena di Enrico!!!
Ma se il piccolo Milo finisce in acqua, che accadrà?!
Forse alla fine di questa storia qualcuno farà dei gran lacrimoni…ma vi lascio scoprire da soli perchè 😉

Penso che questo sia uno dei rari libri per bambini che si occupa di superare la paura dell’acqua, e devo dire che mi sembra molto utile sia per superare questa paura che per molti altri che possono sorgere in qualsiasi momento. Imparare a superare le paure non è facile, ma contare sull’aiuto dei libri mi sembra un’idea favolosa.

Splash – Chi ha paura dell’acqua? di Günther Jakobs edito da Picarona è un album illustrato che racconta come una piccola anatra con la paura di nuotare nell’acqua sia aiutato da un simpatico cigno, per superare questa paura e rendersi conto che è capace di nuotare da solo e che sguazzare nell’acqua è divertentissimo!
L’autore tedesco Günther Jakobs ci offre un album divertente con un profumo classico che possiamo usare per aiutare i bambini a superare la paura di imparare a nuotare.

Le illustrazioni sono incentrate su ciò che è importante, sono estremamente vivaci, dinamiche e supportate molto efficacemente nel testo che evidenzia con caratteri più grandi alcuni momenti.
Questo libro con le sue belle illustrazioni davvero simpatiche grazie ai molti dettagli divertenti, come la piscina che brulica di buffi bambini animali in costume e con la cuffia e con le sue 24 pagine felici e divertenti , è altamente raccomandato per i bambini da 3 anni!
Günther Jakobs incontra sicuramente il gusto e l’umorismo dei piccoli lettori – una storia molto divertente da leggere ad alta voce!

Imparare a nuotare è un piccolo ma grande traguardo per i bambini. Alcuni vogliono imparare molto velocemente e sembrano essere nel loro elemento, nell’acqua, per altri bambini invece il momento non è dei più tranquilli… l’acqua è troppo fredda, ci sono gli schizzi che danno fastidio agli occhietti e poi anche l’acqua profonda (o così pare a loro) causa molto disprezzo e paura.

Splash – Chi ha paura dell’acqua? è un libro illustrato sulla fiducia in se stessi, sul coraggio e sul fatto che a volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti ad affrontare queste situazioni. Perfettamente connesso con il mondo quotidiano del bambino.
Non importa come – ogni bambino ha il suo ritmo come sempre ed è bello essere accompagnati e incoraggiati sulla strada del successo, proprio come per Milo, che trova nel cigno Enrico un grande sostegno e un grande amico per affrontare questa sua paura 😉

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Uff! – Ilaria Guarducci

Ed era lì che Uff si sentiva all’apice della noia,
libero di fissare il vuoto, di sentirsi annoiato.
Ma così annoiato, così annoiato,
così tanto annoiato che….

Il libro parla di un bimbo di nome Uff che non si divertiva mai, proprio mai.
Il suo colore preferito era il grigio e amava solo la pasta in bianco.

“Si annoiava così tanto e così bene che
un giorno si chiuse nella sua stanza e
decise di autoproclamarsi sua maestà
il re supremo della noia”

Si annoiava sempre in ogni stagione e in ogni posizione quindi un giorno decide di creare il suo regno ricco di noia…prima partendo dalla corona, poi costruendosi un trono, un castello, una corte e anche una principessa che si doveva annoiare con lui…nel suo regno di noia Uff trova il suo ambiente perfetto e quasi quasi inizia a divertirsi!!!

Mamma, mi sto annoiando! Cosa facciamo?
Quante volte i vostri figli vi avranno fatto queste domande.
Non sottovalutiamo la noia…
E se il tuo bambino fosse così annoiato da arrivare a divertirsi con la noia? Al piccolo protagonista succede proprio così: non reagisce a niente di quello che i genitori propongono, ma da solo riesce a costruire un noiosissimo mondo nel quale si diverte.
La noia stimola la creatività e permette ai nostri bimbi di concepire idee geniali e brillanti. Spesso noi genitori abbiamo la tendenza a occupare tutto il tempo dei nostri bimbi, ma in realtà questo è un male, in quanto sottraiamo loro del tempo prezioso per volare con la fantasia.

La noia dovrebbe essere un diritto di ogni bambino e non un problema da risolvere. Infatti il protagonista Uff si attiva in prima persona e agisce di conseguenza per creare qualcosa in grado di superare la noia stessa.

Camelozampa ci presenta questo bellissimo e coloratissimo e ovviamente “noiosissimo” 😉 albo, scritto e illustrato da Ilaria Guarducci, che con questo suo stile di illustrazioni buffe ed incisive, smaschera in modo bizzarro le nostre ansie di genitori.
Un libro per cui è stato usato un font ad alta leggibilità
Un libro semplice ed efficace, dedicato a tutti i bambini di oggi che non trovano mai soddisfazione e si annoiano subito in ogni loro attività forse perché possiedono troppe cose o forse perché vengono accontentati in ogni loro desiderio…mentre Uff trova il divertimento e la sua giusta dimensione quando crea il suo regno immaginario ricco di nuove costruzioni e noiose ma al tempo stesso divertenti attività.

Uff, è una lettura che invita i piccoli lettori e pure i grandi alla pazienza, al saper aspettare quella cosa giusta che fa per noi, che fa aprire mente e corpo e ci dona vitalità per quello che amiamo di più.
Uff è davvero il manifesto del diritto alla NOIA e della sana libertà di annoiarsi! 😉

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Aiaccio – Biagio Russo

Era l’unico trapezista del circo Aladin.
Ma un giorno il cuore,
che pensava di non avere, si aprì di colpo,
si spalancò come quando il vento bussa coi piedi.

Aiaccio è il protagonista di questa storia. Lavora in un circo e fa il pagliaccio, circondato da tanti animali. La storia si apre alla fine di uno spettacolo, la folla ride e Aiaccio un po’ si stupisce, non è nato per quel lavoro ma in tutto quello che fa ci si impegna. Solo che Aiaccio è sempre un po’ triste, anche se il tempo cura le ferite, sembra sempre che, seppur circondato di animali che lo seguono affettuosamente, quella mancanza di parole e quello sguardo melanconico vogliano ancora ripercorrere quella storia lontana, della ragione che lo ha portato a fare il pagliaccio.

“Il pagliaccio sentì lo spostamento d’aria
urtare il cielo di gomma a spicchi colorati,
il riso del pubblico aveva spostato
il tendone del circo con la potenza di
un gigantesco starnuto.
Non era mai accaduto”.

Quel pagliaccio è Aiaccio un ex trapezista del circo Aladin. Inciampa e cade in una pozzanghera di sterco di elefante. Ed è questo che scatena il riso degli spettatori. In quel momento davanti ai suoi occhi passa tutta la sua vita.
Si innamora di una trapezista appena arrivata dalle SaintesMaries de la Mer. la gitana Gipsy, con i suoi occhi verdi malinconici. In un giorno di giugno caldo e perfetto scatta l’incastro perfetto, il naso e il volto di Gipsy nell’incavo del collo di Angelo, e il bacio.

Quella vita la ripercorre Biagio Russo, che di Aiaccio è l’autore. Si tratta di un libro pubblicato da Lavieri edizioni e illustrato da Daniela Pareschi.

Nel suo libro racconta il circo come una metafora di un piccolo mondo. Con la storia del pagliaccio Aiaccio (che prima era un trapezista, di nome Angel) e della trapezista Gipsy – che arriva da Saintes Marie de la Mer, in Provenza, la capitale dei gitani – della quale Aiaccio si innamora.
Biagio Russo con Aiaccio racconta le sue passioni letterarie e cinematografiche, parla di apparenze e pregiudizi, di amore e di speranza. E lo fa con un linguaggio universale. E’ una fiaba ma non è un libro solo per ragazzi. E’ una novella illustrata, ma le immagini sono, esse stesse, un racconto.

Aiaccio non è la classica favola da C’era una volta…, no è molto di più!
Quindi quando aprirete questo libro vi troverete un racconto narrato in maniera precisa che racchiude in poche parole un mondo: la storia di Angel che diventa Aiaccio, la storia di un amore e di una panchina. Vi ritroverete a fare da spettatori ad uno spettacolo, ad ammirare le pieghe di un tendone da Circo e a sperare che Aiaccio si riprenda dal suo dolore. È una storia elegante che non ha termini difficili ma porta con se tante emozioni, “da grandi”, spiegate con semplicità.

È una bellissima storia quella di Aiaccio, adatta a tutti( dai 10 anni), e che non mette in difficoltà i genitori nel dover spiegare il senso dell’emozione, perché è già lì, nelle tavole che arricchiscono il volume, disegnate da Daniela Pareschi e tra le righe di Biagio Russo.
Una storia raffinata ed evocativa, che parla di apparenza, di pregiudizi, ma soprattutto di speranza e amore.
Il circo Aladin diventa allora metafora di un micromondo, apparentemente felice, dove gli incontri tra gli esseri umani possono far sognare o precipitare. Se poi un giorno arriva da Saintes Maries de la Mer, dalla capitale dei gitani, una trapezista-farfalla di nome Gipsy… il mondo del circo, come quello della vita, può crollarti addosso.
Una storia di muscoli e di cuore, di forza e di tenerezza, di lacrime che diventano risate, di uomini e animali nella simbiosi del circo

“Non bisogna mai perdere l’amore per la vita e pensare sempre che le cose vadano, prima o poi, un pochino meglio. Quando meno te l’aspetti può accadere qualcosa di buono in questa vita che tutti viviamo con difficoltà, con fatica. Ogni giorno abbiamo mille motivi per essere arrabbiati. “

In questa storia, leggenda del mondo del circo oppure realtà, si fondono poesia e grazie, a cominciare dalle parole scelte per il testo.
Provare nel cuore le sensazioni del pagliaccio protagonista e sognare con lui attraverso le pagine del racconto sono elementi perfettamente presenti sfogliando le pagine di Aiaccio, un libro da custodire con gelosia per la sua genuina purezza.
Un albo da non perdere, raro!

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Il Corpo Umano – Viaggia, conosci esplora

Come funziona il tuo apparato respiratorio?
Che tipo di ossa formano uno scheletro?
Come si digerisce il cibo che mangiamo?
Come fanno a guarire le ferite?

Per i bambini sono domande ordinarie, e trovare risposte non banali ma sufficientemente semplici è complicato. Ai bambini dai 6 anni in su si può proporre Viaggia, conosci esplora – Il Corpo Umano è un bellissimo cofanetto che racchiude un libro con tutte le indicazioni sul corpo umano e un puzzle bellissimo di 200 pezzi, con 10 pezzi speciali, per costruire il corpo di un ragazzino alto circa 130 cm!

Perfetto per intraprendere un coinvolgente viaggio nel corpo umano, argomento di forte richiamo per i bambini che, già a partire da 4-5 anni, cominciano a chiedersi “come siamo fatti” e a volerne sapere di più sul nostro “funzionamento”.

Se il puzzle e le domande hanno acceso un pizzico di curiosità, il libro è perfetto per portarla avanti e spiegare ancora di più. 😉
Come tutti i prodotti Sassi Junior anche Viaggia, conosci esplora – Il Corpo Umano si contraddistingue per la qualità. Inoltre l’argomento è trattato in modo semplice e introduce ai bambini in modo chiaro, diretto e semplice il concetto di corpo umano.

Leggete ad alta voce le domande sfiziose che pone:

LO SAPEVI? Nel viso ci sono circa 50 piccoli muscoli
che, contraendosi, tirano la pelle
ed esprimono i nostri stati d’animo!”

LO SAPEVI? Nelle mani e nei piedi è presente
più della metà delle ossa di tutto lo scheletro!”

LO SAPEVI? i capelli crescono
a una velocità di circa 0,3 mm al giorno!”

LO SAPEVI? Che i neonati
hanno più ossa degli adulti!”

Troverete nei bambini degli interlocutori loquaci e partecipi: proveranno a indovinare la risposta, la immagineranno, cercheranno motivazioni per giustificarla, osserveranno con frenesia le figure a caccia di indizi. Useranno la fantasia ma anche la loro logica stringente e nel frattempo cominceranno a riflettere sulla natura del corpo umano, e fra tutte quelle informazioni, fra tutti quei termini nuovi, qualcuno si fisserà nella memoria e costituirà la base di partenza per futuri apprendimenti.

I testi hanno un’ottima valenza scientifica, rapportata all’età dei lettori a cui il libro+puzzle è destinato. Ma è guardando le immagini del puzzle che hanno costruito, tra l’altro grande quasi come loro, che i bambini potranno intuire molto con un colpo d’occhio. Per esempio come sono fatte le ossa, basterà guardare con attenzione l’immagine. Lo stesso vale per i vari apparati (digerente, respiratorio, circolatorio, genitale, ecc..).

Un cofanetto che si presta benissimo come idea regalo o ancor più semplicemnte per i vostri bambini curiosi di apprendere; certamente acquisiranno in modo spensierato e giocoso molte nozioni interessanti, come:
Conoscere il corpo nella sua globalità
Percepire, conoscere e denominare le parti del corpo
Analizzare e rappresentare lo schema corporeo
Formulare ipotesi sulle caratteristiche e sul funzionamento interno del corpo (4/5 anni)
Individuare, collocare e denominare alcuni dei principali organi interni (4/5 anni)
Acquisizione di nuovi vocaboli (4/5 anni)
Esplorare e conoscere i sensi
Cogliere il concetto di simmetria del corpo
Sviluppare atteggiamenti di rispetto e di cura verso il proprio corpo

Insomma, diciamolo chiaramente spiegare ai bambini e ai ragazzini le funzionalità di una macchina così complessa e un argomento tanto vasto e sottocategorizzato può sembrare un’impresa impossibile ma in realtà con un cofanetto di così alta qualità, grazie al grande puzzle e con l’ausilio delle illustrazioni del libro fornito a corredo, si può facilitare tale compito a noi genitori, ai nonni, zii e agli insegnanti 😉

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Una cosa difficile – Silvia Vecchini

Talvolta è difficile, riconoscere di aver sbagliato,
chiedere scusa a un amico,
scoprirsi dalla parte del torto.
Allo stesso tempo, è molto importante,
per la crescita emotiva e relazionale,
imparare a farlo, con sincerità.

Un cagnolino-bambino corre all’inseguimento di qualcosa che sta ruzzolando giù dalla collina. Forse è un gioco, il pomolo di una porta, forse una pallina. Ma avvicinandosi alla pagina con più attenzione si scopre che si tratta in realtà di una rotella.

Rimbalza fino a che non si deposita tra i fili d’erba. Il ragazzino afferra l’oggetto e lo guarda sconsolato. Il giovane protagonista pensa, stringe nella mano la rotellina, poi si volta e si rimette in marcia.
Va verso la salita.
Torna indietro, controvento, faticosamente, determinato ma con lo sguardo ancora desolato.
La collina diventa una montagna da scalare, con rocce alte e ripide. Sulla guancia scorre una lacrima. Con il vento e la neve la parete rocciosa si fa più insidiosa, mentre la tempesta di neve imperversa. Il cagnolino però non demorde, continua a guadagnare centimetri in avanti. Non è facile percorrere passo dopo passo questo viaggio, che non è una semplice scalata ma un viaggio dentro se stessi e dentro la propria coscienza.

Quando raggiunge finalmente la cima della montagna, il cane-bambino non è più solo. Seduto sulla vetta, voltato di spalle, qualcuno sta piangendo.
Due ragazzini dispiaciuti e un gioco che si è rotto. O meglio, un gioco che uno dei due ha rotto. Un carretto a cui manca una ruota.

Ora è perfettamente chiaro e lampante quello che è successo. Il piccolo cagnolino ha rotto la macchina!

“SCUSA…“

(quanta fatica costa pronunciarla!), l’unica parola che troviamo scritta in questo poetico libro che scava con metafore intense nella sfera emotiva e nella coscienza morale di ciascuno di noi.

Eccolo il gesto magico, che si esplica in una parola ma che dentro, dietro, ha tutto: la montagna, la neve, le lacrime, l’affetto, la riflessione, la scelta, il coraggio.
La rotellina però è stata recuperata.

Il gioco si può riparare.
Si può riparare a un errore.
Si può chiedere scusa.
Si deve chiedere scusa, quando si ha sbagliato.

Gesti allo stesso tempo piccoli e grandi – enormi – che cementano le amicizie e allenano l’empatia, che fanno diventare persone migliori, dei quali è giusto sottolineare bellezza e difficoltà, senza svilirli.

Una cosa difficile di Silvia Vecchini e Sualzo edito da Bao Publishing, è decisamente un albo delicatissimo e toccante, che riesce a raccontare a piccoli e grandi quanto può essere ardua, ma allo stesso tempo rasserenante e fortificante, un’azione di scuse. E lo fanno con una leggiadria e poesia che incanta, senza alcuna ombra di didascalismo, riuscendo ad arrivare alle corde dell’anima e regalandoci un’opera significativa, limpida ed eloquente.
Un albo praticamente senza parole – solo una, quella più importante – che del picture book ha lo sviluppo sulla doppia pagina – teatro di scena – e del fumetto la sequenzialità.

Questo libro senza parole è un albo da assaporare, osservando le pagine che scorrono insieme a una storia apparentemente semplice che racconta qualcosa di molto difficile.
Lo abbiamo provato e lo proviamo in tanti e sappiamo che in teoria è semplice chiedere scusa, nei fatti è molto più difficile, perché prevalgono tanti altri sentimenti diversi: l’orgoglio, l’arrabbiatura, il pensiero di avere ragione a tutti i costi…

Una storia piccolissima, che narra per immagini un episodio minuscolo nella vita di due persone, che però ha una valenza immensa, perché sono i sentimenti a essere toccati. L’amicizia, il senso di colpa, il desiderio di farsi perdonare e rimettere tutto a posto, la capacità di chiedere scusa e di andare avanti come se nulla fosse accaduto.

C’è tutto questo nel breve racconto visivo immaginato da Silvia Vecchini e illustrato da Sualzo.
Allora, così come è arrivato, il vento scompare. I due, col sorriso ritrovato, riparano al danno. Un gesto d’amicizia e il terreno si fa erboso, soffice, i pendii scoscesi tornano un dolce declivio, giusto quel poco che basta per scivolare leggeri e sereni sulla macchinina aggiustata.
Un libro bello e curato, dal significato importante, per adulti e bambini.

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Max e i supereroi – Rocio Bonilla

Max andava pazzo per i supereroi,
come quasi tutti i bambini della sua età!

Max, un simpatico bambino innamorato di tutto ciò che è Super: da Batman, a Superman, da Hulk all’Uomo Ragno. La sua camera è un guazzabuglio di pupazzetti, poster, fumetti, libri e lui è Super per davvero.
Max, esattamente come tutti i bambini, capisce fin da subito che non serve una festa per mascherarsi, e nemmeno chissà che costume, un bacchetto di legno diventa una spada, uno strofinaccio un mantello, e via veloci per la casa a caccia di cattivi e persone da salvare…ogni giorno 😀

Quei supereroi erano tutti forti e fantastici,
ma lui aveva il suo preferito.

Ovviamente Max ha un Supereroe preferito: Megapower!
Questa supereroina supera ogni altro potere, è coraggiosa, addomestica animali di ogni razza, ha la super vista, la super intelligenza, il super coraggio, sa fare tante cose contemporaneamente, è sempre disponibile, e soprattutto… esiste per davvero!!!

Avrete capito chi è Megapower?!

La parte migliore sta nel fatto che Max conosce MEGA POWER e la verità è che… la sua speciale qualità è scoperta al momento del bacio della buona notte
Vi basti sapere che dopo la lettura i vostri figli vi osserveranno con occhi nuovi, e da allora vi seguiranno con nuovo interesse quasi a volervi cogliere sul fatto 😀

Nel libro, travestita da supereroe, c’è il rapporto tra Max e sua madre. Notiamo su ogni pagina il fascino e l’ammirazione che prova per lei!
La madre che gestisce i robot e disattiva le pompe… che non sono altro che i vari elettrodomestici. Megapower è quella che ti aiuta a decifrare i codici segreti o a fare i compiti che sono quasi gli stessi 😀
Quella mamma che vede tutto (e cosa no) o che salva persone come Max quando si fa male.

Max e i supereroi di Rocio Bonilla edito da Valentina Edizioni è una storia assolutamente da non perdere.
L’autrice è riuscita a unire il suo stile caldo e avvolgente a quello di Oriol Malet, davvero super fumettoso.
E’ riuscita a dare l’idea attraverso i suoi disegni e la semplicità espressiva di come un figlio possa vedere la propria mamma, imprime la sua impronta personale alla creazione di spazi e personaggi. In essi usa molti colori ma sono molto morbidi e crea immagini dolci, con molti dettagli realistici. Oriol Malet aggiunge con maestria la parte fumettistica, rendendo Mega Power una splendida eroina evocando lo stile di quei vecchi fumetti, utilizzando anche classiche onomatopee.

Aggiungete che Max e i supereroi ha vinto il Kirico Book Award 2017 nella categoria di autore spagnolo concesso dai librai del Kirico Book Club. Un’occasione per affrontare il problema della riconciliazione familiare e per insegnare ai bambini il valore e il lavoro delle loro madri e dei loro padri.

Con questa storia Bonilla è riuscita a descrivere perfettamente le madri, ma dotandole di poteri straordinari nelle semplici faccende quotidiane.
Max e supereroi rende un bel tributo alle madri.
Quelle donne che sono talvolta, ingiustamente dimenticate e il cui lavoro non è mai riconosciuto come merita. Sono capaci di fare migliaia di cose allo stesso tempo, di essere consapevoli dei loro figli, di prendersi del tempo per giocare, prendersi cura di loro e dargli coccole senza trascurare altre questioni. C’è una fase nella vita, specialmente quando siamo piccoli, in cui dipendiamo tutti dalle nostre madri per tutto. Sono in grado di risolvere qualsiasi problema che possa sorgere, placando le nostre paure e creando un ambiente sicuro ed emotivo. Per questo motivo diventano supereroi.
Devo ammettere che come madre è un libro che mi emoziona molto perché parla di tutte quelle cose che facciamo per i nostri figli e dell’impatto che ha su di loro.

Un finale molto emozionante e bello che credo aiuterà i bambini a riflettere sulle loro relazioni con i loro genitori. Anche se i bambini restituiscono sempre tutto ciò che gli diamo, mi piace molto l’idea che questa ammirazione si rifletta in qualche modo.
Un libro, originale, spiritoso, divertente e molto visivamente attraente che mette in risalto le relazioni tra madre e figlio.
Max e i supereroi è un libro apprezzatissimo da tutti i bambini che hanno la devozione per i supereroi, ma è un grande dono per ogni madre, perché per un bambino non c’è eroina più grande di sua mamma!

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