E’ solo una storia di… LUPI – Véronique Caplain

E’ mercoledì e come ogni mercoledì…
In salotto i piccoli hanno già scelto un libro.
“E’ una storia di lupi!”
“Oh, non vi spaventerete?”
risponde papà un po’ preoccupato.

“E’ proprio quello che vogliamo!
Noi amiamo essere terrorizzati!”

Di mercoledì tocca a papà capra fare il bucato, occuparsi della casa e accudire i piccoli capretti. Prima di leggere loro una storia, mette in forno la torta e poi si siede e apre il libro che i suoi figli hanno scelto. E’ una storia di lupi che i piccoli hanno scelto apposta per spaventarsi, per provare forti emozioni.

Inizia così E’ solo una storia di… LUPI di Véronique Caplain edito da Valentina Edizioni, un albo sulla paura sentita e affrontata nell’ambiente protetto e sicuro che è la propria casa.
La paura, si sa, è contagiosa e, se la suggestione si mette in mezzo, se ne prova sempre di più.
E a poche pagine dall’inizio della storia… vengono accontentati. Succede infatti che i rumori descritti nel libro, il libro con un lupo che si aggirava furtivamente nel bosco ed era molto molto affamato, si sentono – ahimè – anche fuori dalla casa dei capretti.

Clack Clack! Ma per fortuna era solo una persiana che si era sganciata.

Click Clack! Ma per fortuna ero solo Violet, che stava chiudendo la porta a chiave.

Toc Toc! Ma a bussare non è il lupo, come nella storia, è il postino…
E così via in un crescendo di suspense che vede i due caprettini sempre più spaventati.


Così, mentre papà capra legge, sembra che tutto quello che è nella storia succeda anche nella realtà. In casa si cominciano a sentire sinistri rumori che spaventano i piccoli. Papà capra, però, è pronto a rassicurarli subito.

Ma quando i rumori sembrano arrivare dal tetto, proprio mentre il lupo della storia cerca di entrare in una casa passando dal camino, il papà va a controllare, insieme ai caprettini che non vogliono restare soli e sono ormai terrorizzati. In soffitta non c’è alcun lupo, il rumore era quello di una finestra che sbatteva, ma ecco che all’improvviso si sente un terribile odore di bruciato.

Il lupo sta dando fuoco alla casa?
Come nel libro? Ma no.
È solo la torta al cioccolato che si è carbonizzata.
Tutto per colpa di uno stupido libro” si lamenta il papà.
È l’ultima volta che vi leggo una storia come questa!

Poi però i caprettini lo convincono a continuare e lui sta leggendo le ultime pagine quando all’improvviso ecco che …..si mette a piovere. Il papà corre fuori per ritirare il bucato ed è proprio in quel momento che intravede una sagoma nera tra gli alberi…
Non è che questo lupo, alla fine c’è davvero? Si chiedono i tre piccoli capretti e si chiedono i piccoli lettori. E quando tutto sembra negare l’ipotesi che nel bosco si aggiri un lupo cattivo, arriva il finale a sorpresa…!

“Ma come?
…E’ solo una storia,
nient’altro che una storia!”

Veronique Caplain e Grégoire Mabire hanno creato un divertente albo in cui il ritmo della narrazione è perfettamente sostenuto pagina dopo pagina dal dialogo tra testo e immagini. Ampie tavole attraenti e ricche di particolari si alternano a pagine scandite dall’alternanza di parole e piccole figure, mentre due doppie pagine illustrate trattengono il lettore nei due punti clou della storia.
Un bel libro da leggere ad alta voce, specialmente dai papà, per sperimentare insieme ai bambini la forza dell’immaginazione e della condivisione. 😉
Un bell’albo da osservare nei dettagli per godere dell’ironica ricchezza delle figure.
Una bella lettura per i bambini che amano le emozioni forti, i lupi, le storie un po’ a sorpresa.
Le illustrazioni sono simpatiche, il testo è divertente, anche se un po’ pauroso.
Adatto per bambini dai 3-4 anni, può piacere molto anche ai lettori più grandi!

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Una splendida notte stellata – Jimmy Liao

Questo è uno di quei libri che, una volta terminato, si riprende in mano per il puro piacere di sfogliarlo e immergersi in quelle suggestive illustrazioni ❤

La voce narrante è quella di una ragazzina che racconta le tappe importanti di un anno della sua vita. La prima pagina, completamente nera quasi come fosse un sipario, lascia il posto poi a un susseguirsi di sfumature che traducono in immagini eventi e emozioni.

Si racconta, la ragazza, i primi anni della sua vita si sono srotolati a diretto contatto con la Natura.

«fino all’età di sei anni ho vissuto
con i miei nonni in montagna,
dove di notte le stelle
erano immense e splendenti.
»

  Qualche pagina più in là,
la ritroviamo con una mamma
«molto occupata col lavoro
e con i suoi tanti amici
»

e un papà
«sempre al telefono.
Ogni sua chiamata sembra di vitale importanza.
In ogni caso, non ho molto da dirgli
e probabilmente lui, allo stesso modo,
non sa di cosa parlare con me
.
»

La ragazza non vive più immersa nella Natura. Quello che ha lungamente desiderato, ritornare in città dai suoi genitori, si è presto rivelato qualcosa di sgradevole e avvilente.
E come se non bastasse, l’incedere inesorabile della vita si prende anche il nonno. E allora, sì che tutto crolla, o tutto potrebbe crollare.

Proprio in questo momento dove la ragazza è travolta dagli eventi e dalle emozioni ecco che incontra l’inattesa opportunità della rinascita in una voce, in un volto, in un’altra anima fragile eppure fortissima

«durante una fredda notte d’inverno,
mi sono svegliata da un sogno
e ho sentito qualcuno cantare.
Ho visto un ragazzo sconosciuto sdraiato sul tetto
sulla casa della anziana signora.
Cantava dolcemente verso un cielo carico di neve.
C
on i suoi modi felici e spensierati,
era come se provenisse da un altro pianeta.»

La ragazza incrocia spesso quel ragazzo schivo, accompagnato dal suo cane, che adora correre sotto la pioggia. Una volta lo vede in un vicolo circondato da coetanei con cattive intenzioni. La ragazza non tollera le ingiustizie. Lo salva. Finiscono entrambi ammaccati in ospedale e lì, dal niente, sboccia il fiore dell’amicizia.


Si capiscono, si confidano, si liberano.


Insieme partono.


Come per ogni romanzo di formazione, è nel viaggio – solitario o condiviso con un compagno fidato – che il cambiamento fiorisce.
Meta? La casa del nonno in montagna.
Sì, proprio là, dove i ricordi prendono vita. Dove la Natura riannoda con placida pazienza i fili del passato dell’uno e dell’altra per aprire a nuovi orizzonti.

Si sono sorretti. Sono cresciuti. Sono rinati.
Le insormontabili paure di un tempo sono tornate piccole.


Cosa ne sarà della ragazza? E del ragazzo?
A ciascun lettore scoprirlo e riscoprirlo.
Non vi rivelo altro, anche se questa storia è così ricca su così tanti livelli, che svelarvi la semplice trama non la sminuirebbe di molto.
Perché nella lunga e toccante strada di ogni storia creata da Jimmy Liao ci sono sentieri che aspettano lettori coraggiosi per condurli là, in quel posto speciale, dove
«quando sollevi lo sguardo verso il cielo stellato, il mondo prodigiosamente si trasforma
Là, dove tutto ebbe inizio.

«Se Jimmy Liao, in queste pagine,
è riuscito a comunicare con il mondo
è anche grazie al fatto che parla la lingua dell’arte »
Tomaso Montanari

In questo libro illustrato Una splendida notte stellata di Jimmy Liao pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, l’autore racconta la difficoltà di crescere e di comunicare attraverso una nuova storia-poesia, in cui le immagini e le parole si fondono con la bellezza e con l’arte, in un continuo gioco di rimandi.
Le parole in questa storia sono poche ed essenziali. La comunicazione viene quasi integralmente affidata ai disegni, bellissimi, spesso a doppia pagina che contengono numerosi echi di opere artistiche, una delle quali – La notte stellata di Van Gogh – non solo è citata esplicitamente nel titolo e riprodotta in miniatura nell’ultima pagina, bensì è anche richiamata in diverse tavole del racconto. Le citazioni artistiche però non si fermano a Van Gogh, ma attraversano anche il mondo di Magritte e Klee.
Ogni tavola, ogni pagina è un vero e proprio quadro in cui immergere gli occhi per una pausa rigenerante dal peso specifico della realtà.
Leggere e soprattutto guardare questo albo è un’esperienza sensoriale ed emotiva ricca e profondaquando arrivi all’ultima pagina di questo albo, il mondo intorno sembra domandare un’attenzione e una propensione alla scoperta della sua grandezza anche nelle cose semplici (gioiose e tristi) che spesso tendiamo a dimenticare.

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FeLicottero – Kim Crabeels

A ogni bambino che ha avuto qualche incidente,
grande o piccolo. Tu continua sempre a vedere
il lato positivo. E vedrai che, come FeLicottero,
si supera tutto!
Marc Herremans

Questa storia è ispirata dal triatleta belga Marc Herremans che invita tutti i bambini che hanno avuto un incidente grande o piccolo che sia a vedere oltre…a trovare il lato positivo di ogni cosa, come imparerà a fare il nostro Felicottero!

FeLicottero racconta la storia di un bellissimo fenicottero rosa circondato da tanti amici che lo adulano e invidiano per le sue vittorie in tutti gli sport: ha vinto la medaglia dei 50 metri in volo veloce, dei 100 metri di corsa sui trampoli, danza in aria con le uova e il campionato degli uccelli migratori…lui era su tutti i giornali.

“E i suoi sogni di gloria
si sono infranti come un guscio di un uovo.”

Un giorno fenicottero cade giù dalle nuvole… e d’un tratto i suoi sogni s’infrangono… perde una delle sue zampe…lui la cerca ogni giorno… a volte gli sembra che stia solo giocando a nascondino con lui la zampa, perché sente fastidio, a volte anche prurito… ma non la trova mai. Anche i suoi amici non ci sono più, tutti scomparsi, magari anche loro si sono nascosti?
L’incidente è raccontato da un’illustrazione che resta impressa nella memoria: il fenicottero è sdraiato a terra, con le ali spalancate, le piume al vento e una zampa in meno. L’immagine più dolorosa, però, è quella successiva, dove Fenicottero chiama gli amici, e non li trova. Attorno a lui non c’è più nessuno. Fenicottero, però, è un FeLicottero e non ha perso l’ironia.

“Ogni cosa a suo tempo.
Passo dopo passo,
un piede dietro l’altro…
Ci vuole pazienza!”

Un giorno arriva in suo soccorso un saccente e simpatico mille piedi che con le sue 500 braccia e 500 zampette un po’ infastidisce Felicottero, ma lo sprona a dare il meglio di sé e stuzzicandolo di qua e stuzzicandolo di là riesce a infondere coraggio e forza di volontà a Fenicottero anzi a F(elicottero) che riprenderà a volare con le sue magnifiche ali, ritroverà i suoi amici e riprenderà a vincere i suoi trofei come faceva prima dell’incidente.

“Bravo Fenicottero, finalmente hai capito!
per sognare non ti servono i piedi!”

Proprio così, “Per sognare non servono i piedi..” dice infatti il millepiedi, che svela agli altri uccelli una verità importante: a Fenicottero manca una zampa, ma soprattutto mancano gli amici!

Sinnos edizioni ci presenta un libro particolare di Kim Crabeels e dell’illustratrice Marije Tolman su un argomento delicatissimo.


Un albo dal formato verticale, con colori sgargianti, in particolare il rosa del nostro protagonista, che spiccano sullo sfondo bianco e regala tra palme e trampoli anche le buffe espressioni dei protagonisti.
Come già detto la storia è ispirata dal triatleta belga Marc Herremans, questo albo si fa forte di una particolarità testuale: è infarcito di modi di dire, sui quali si appiglia anche l’ironia del protagonista e la sua capacità di scherzare sulla menomazione che si porta dietro. In Millepiedi trova un degno compare di risata; insieme prendono con leggerezza quel che viene, la leggerezza saggia di chi sa dire le cose come sono, anche quando è il caso di rimproverare gli altri amici che difettano un po’ in presenza e solidarietà.
Far comprendere a un bambino la disabilità, sia essa sua o di un’altra persona a lui vicina, non è facile ma questo libro può aiutare con delicatezza a trasmettere il bambino in un mondo che può sembrare complicato da spiegare ma in realtà non lo è, perché con una disabilità non cambia la visione del mondo, cambia solo il punto di vista da dove si osserva.

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La Bella Addormentata – Valeria Docampo

Ognuno ha letto mille volte le fiabe classiche ai propri figli, nipoti e pronipoti. Ogni fiaba ha una sua magia, una bellezza che si perpetua negli anni e rimane così nel cuore di chi l’ha letta. Una di queste fiabe storiche è proprio “La bella addormentata”. È stata riprodotta più e più volte, in svariate movenze e colori, dai cartoni animati, ai libri, ai film.
Noi oggi la vediamo in una nuova veste, raccontata e illustrata secondo la spettacolare messa in scena del New York City Ballet, con colori e disegni raffinati, eleganti e fiabeschi.

La bella Addormetata edito da Terre di mezzo, in un formato elegante e grande.
Dopo il successo dello Schiaccianoci un’altra delle fiabe classiche più popolari di tutti i tempi è raccontata con i disegni, molto particolari e unici della bravissima illustratrice Valeria Docampo.
Questo libro è la seconda collaborazione del New York City Ballet e l’illustratrice Valeria Docampo. Le illustrazioni vibranti evocano la magica produzione, raccontando un racconto di sacrificio e valori, in sfumature di viola, rosa e blu, che portano ad un agitazione vibrante e felice nel finale.

La protagonista della storia è una Principessa, una bellissima bambina, in suo onore viene allestita una grande festa e invitate le fate madrine di Aurora ma una delle fate, la fata cattiva, non viene invitata. Carabosse arriva avvolta dalla rabbia, mentre le altre fate stanno consegnando alla principessa Aurora i loro doni: bellezza, grazia e intelligenza, ma lei non è arrivata per consegnare un regalo, bensì una maledizione!
Scaglia, un terribile maleficio contro la bambina :

“La bambina crescerà e crescerà e crescerà.
Ma il giorno del suo sedicesimo compleanno
si pungerà il dito con un fuso, e morirà!”

Fortunatamente la Fata dei Lillà doveva ancora consegnare il suo dono…
“La bambina crescerà e crescerà e crescerà.
Ma il giorno del suo sedicesimo compleanno
si pungerà il dito con un fuso ma non morirà…
cadrà invece in un sonno profondo.”

“Il sonno durerà cento anni,
allo scadere dei quali verrà svegliata
dal bacio del vero amore”

Molti del passaggi della fiaba sono resi, attraverso le illustrazioni, come se fossero dei fermo-immagine del balletto, delle vere coreografie.
Uno dei balletti classici più famosi e una delle fiabe più amate di tutti i tempi, in un libro prezioso: La Bella Addormentata. Questo libro è presentato da un nome prestigioso, una vera icona della danza internazionale, il New York City Ballet, e illustrato con un tratto delicato e poetico, ma estremamente incisivo, da Valeria Docampo.
Il libro è decisamente riccamente illustrato e segue la trama, la coreografia, i costumi e le scenografie della produzione della Bella Addormentata del New York City Ballet.

L’illustratrice, Valeria Docampo è nata a Buenos Aires in Argentina, ha studiato Belle Arti poi si è laureata presso l’Università di Buenos Aires come Graphic Designer e Comunicazione Visiva. Dal 2006 si dedica alle illustrazione per bambini. Attualmente vive a Lione in Francia. Nel suo lavoro usa entrambe le tecniche: manuali e digitali; indaga su nuovi metodi e materiali in una costante ricerca di nuove forme espressive. Valeria inizia a disegnare spinta dal desiderio di catturare la poesia delle cose.

Per quelli di noi che desiderano poter andare al balletto e vedere La Bella Addormentata, ecco il libro che stavamo aspettando 😉
Lo stile unico e immediatamente riconoscibile di Docampo è sempre elegante e assolutamente sorprendente e incredibile.
È come se L’illustratrice osservasse il balletto con te e fosse in grado di individuare ogni momento in cui sei stato colpito dallo stupore. Quindi prende quei momenti e li inserisce magicamente in un libro illustrato in modo da poter rivivere quei momenti ogni volta che vuoi.
È una bellissima visione e lettura che sorprende e delizia!

“Esattamente cento anni dopo,
il principe Désiré stava attraversando la foresta a cavallo
e si fermò a riposare.
Iniziò a sognare a occhi aperti,
e gli apparve la Fata dei Lillà.”

“Io so dove si trova il tuo futuro.
Giace con il tuo unico vero amore,
la bellisima principessa Aurora.”

Il resto dovrete scoprirlo da voi 😉 …pagina dopo pagina, entrando in punta di piedi tra ballerine fluttuanti e leggiadre nei movimenti, personaggi delle fiabe che si uniscono inaspettatamente, insomma ve ne innamorerete sicuramente. Dai colori ai disegni tutto vi sembrerà meraviglioso, in uno stile pastello e delicato vi catturerà!

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Case straordinarie – Cècile BECQ

Avete mai sognato di visitare la tana della famiglia coniglio, lo chalet di Babbo Natale, il nascondiglio delle fate o il palazzo delle sirene?

Case straordinarie ci apre la porta per entrare in un mondo fantastico, anzi tanti mondi fantastici, per la precisione 11. Il piccolo lettore si trova a sbirciare ed esplorare case di personaggi appartenenti al mondo delle fiabe, delle leggende, degli animali, degli insetti.

Toc toc toc! Entrate pure…
In copertina, una porta semi aperta rivela in anteprima i personaggi che abitano le Case straordinarie di Cécile Becq, illustratrice e pittrice francese.
Una raccolta di abitazioni immaginarie e di cittadine incantate nelle quali brulicano personaggi minuti e bizzarri perlopiù conosciuti dalla tradizione ma rivisitati con originalità dal tenue tratto dell’autrice.
Uno splendido albo dal formato importante con tavole, indipendenti dal filo narrativo, infatti possono essere lette senza un preciso ordine ma restano connesse dalle simpatiche “fughe” che alcuni personaggi fanno dal loro habitat a quello che segue.

Tra i funghi si nascondono le fate, lo sapevate che sono il loro nascondiglio preferito?! Vivono tutte insieme in armonia con gli animali tra un balletto e un volo si confondono con le loro amiche lucciole
«Un mirtillo di qua…
una foglia di là…
è facile nutrirsi quando si è una fata»

Vi è mai capitato di non ritrovare una piccola cianfrusaglia?! Beh forse è stata recuperata, aggiustata e montata da una piccola comunità che vive nascosta dietro ai muri, loro non buttano niente, anche una tazza può diventare una vasca! Sono i minuscoli (umani piccolissimi), amici dei topolini, vivono tutti insieme in una tana piena di cianfrusaglie che usano proprio come oggetti di arredamento. Hanno, però, un nemico, il gatto.
«È un ingegnoso bazar dove anche i topolini si sentono a casa»

E sotto al letto chi ci vive?!
Vi dico solo che mentre dormite, sotto il letto potrebbe esserci una vera e propria città, scintillante e viva come Las Vegas 😀

E se andiamo nel lontano Polo Nord scopriamo pure lo chalet di Babbo Natale! Folletti indaffarati a cucinare e a costruire giocattoli, lavorano sodo, ma sempre in allegria.
«Tutto l’anno i folletti si danno un gran daffare per il grande giorno»

Il viaggio continua, fin nelle profondità del mare, per arrivare al magnifico palazzo delle sirene.
Qui tra coralli, anemoni fosforenscenti, tutto è musica, danza e gioia!

Tutte le 11 case illustrate a tutta pagina, sono introdotte da un breve testo in alto a sinistra e all’interno delle illustrazioni sono presenti delle altre piccole note di testo che aiutano a indirizzare lo sguardo, invitando a fare attenzione ad alcuni particolari e raccontando delle micro-storie all’interno della vita di ogni casa.

Case Straordinare di Cécile BECQ edito da Giralangolo è un albo illustrato davvero meraviglioso, incoraggia i bambini a descrivere le numerose scenette presenti nelle varie ambientazioni. Gli occhi che vanno su e giù, poi a destra e a sinistra, sono intenti a curiosare tra le situazioni buffe, non così poi lontane dalle loro esperienze quotidiane 😉

Le tavole illustrate piene di particolari ricordano le illustrazioni dei Wimmelbuch (i libri tedeschi di sole immagini). Le pagine brulicano di scene e azioni, il testo è formato da poche righe affinchè sia il piccolo lettore libero di descrivere e raccontare ciò che vede.
Per rendere il tutto ancora più divertente e accativante l’autrice ha pensato di arricchirlo anche con un doppio gioco la cui regola è indicata prima che inizi la lettura: cercare una buffa rana che si nasconde in ogni abitazione e scovare l’inquilino della casa precedente che è andato a finire nella casa dei vicini (quindi nella doppia pagina successiva alla sua) 😀
Case straordinarie non limita i bambini ad una lettura veloce, con una fine, ma li porta ad una lettura-osservazione più attenta e impegnativa. I tanti particolari non vengono notati e colti al primo sguardo, è come uno scovare e notare di volta in volta cose nuove che prima ci erano sfuggite.
Così il libro risveglia la curiosità e fa venire voglia di immaginare ogni angolo, ogni dettaglio della decorazione. Ogni pagina sarà l’occasione per raccontare storie, inventare scene, dialoghi tra piccoli soggetti ricchi di fascino. Ogni casa offre un abbondante universo immaginario popolato da creature soprannaturali e talvolta divertenti che rallegrano davvero!

Piacevole, divertente! Un maxi libro perfetto per tutti i bambini curiosi 😉
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Mamma – Delforge & Gréban

Essere madri è un viaggio meraviglioso e complicato. Significa andare oltre i propri confini, accettare la rivoluzione di cui si è portatrici, donarsi e donare. Significa una giostra continua di emozioni: felicità, speranza, paura, allegria, tristezza. Mille diverse sfumature che un piccolo grande libro ha saputo cogliere.

Ci sarà il tuo primo passo,
il tuo primo libro,
il tuo primo disegno.
Ci sarà il tuo primo bagno al mare,
la tua prima canzone,
la tua prima candelina.
Ci sarà il tuo primo film,
il tuo primo: “Mamma”.,
il tuo primo: “Ti voglio bene”.
Ci sarà il tuo primo scherzo,
il tuo primo cucchiaio di miele,
la tua prima margherita.
Coraggio,
non è ora di svegliarsi?
Ne abbiamo di cose da fare!

Mamma, la parola più amata. La prima che viene pronunciata, di solito, dai bimbi di ogni latitudine.

Come narrare, quindi, i vari momenti
e i mille modi diversi di essere mamma?

31 ritratti di mamme da tutto il mondo, tanto diverse e allo stesso tempo, nonostante epoche e luoghi differenti, tutte accomunate da sentimenti ed esperienze identiche. Un viaggio emozionante attraverso i paesi del mondo che racconta il rapporto esclusivo e il legame forte e indissolubile che si crea fra madre e figli, che va oltre lo spazio e il tempo.

“…Custodisci l’amore,
la felicità di essere come sei,

il gusto di ogni istante,
la gioia di stare con gli altri,
il coraggio di cambiare,
il bisogno di condividere e il piacere di ridere.
Se segui queste idee, giorno dopo giorno,
se resti te stessa, ovunque anche in famiglia,
se sai ascoltare, ma rifiuti di giudicare,
sarai una donna, figlia mia.”

Mamma, è un libro illustrato toccante e unico, è nato in Belgio ma già tradotto e pubblicato in 20 lingue, e Terre di Mezzo editore ha portato fortunatamente anche in Italia.
Davvero un splendido in ogni pagina, impreziosito dai brevi testi poetici di Hélène Delforge e dai grandi disegni, splendidi, di Quentin Gréban.
Mamma è un nome che evoca amore, affetto, legame, dolcezza, nostalgia, tanti sentimenti profondi e unici che Hélène Delforge – giornalista belga, autrice di libri per bambini e mamma – ha cercato di fissare sulla carta, in un connubbio ben riuscito fra parole e immagini. E lo ha fatto in modo esemplare.
Hélène, riesce a portare alla luce sfaccettature diverse dell’essere madre, evocando sentimenti che chi è già madre conosce molto bene.
Lo fa in modo discreto e usando poche parole che per la loro delicatezza, arrivano diritte al cuore.

“Mio tesoro,
mio gioiello,
meraviglia mia.
Resta al caldo, nella muraglia delle mie braccia.
Lascia che ancora per qualche anno ti difenda
dalla durezza del mondo.”

Le bellissime illustrazioni di Quentin Gréban– illustratore belga che dal 1999 ha pubblicato in diversi paesi d’Europa circa 50 libri per bambini – valorizzano a pieno il messaggio dell’autrice, ritraendo le mamme del mondo nei loro reali momenti di vita.
Le sue illustrazioni, descrivono in modo molto particolareggiato la situazione di mamme provenienti da diversi paesi del mondo e appartenenti a diverse epoche storiche, e insieme ai testi, scavano nel profondo dell’animo di queste donne.

“Sei arrivata tu.
Non dico: “Volevo scoprire il mondo, ma…”
Dico: “Voglio scoprire il mondo con te, per te, grazie a te”.
Non sei un freno, sei il mio motore.
Non sei un fardello, sei il mio portafortuna.”

31 testi delicati come una carezza, sono immaginati come dialoghi o monologhi che ogni mamma rivolge al proprio figlio, 31 ritratti in tempi e spazi diversi.
Riflettono con pazienza e affetto tutto ciò che le madri vivono per i loro figli, tutto ciò che sono e saranno, perché siamo sinceri, per una madre un figlio sarà sempre il suo bambino.

“Tutta questa gente.
Tutti questi consigli non richiesti.
Tutte queste frasi che mi confondono…
Quando succhi tra le mie braccia, il mondo si ferma.
So che stai bene.”

Troviamo la donna tibetana sorridente, con il suo piccolo addormentato fra le braccia.
La giovane africana con lo sguardo lontano e il bimbo che sbuca dalla fascia portabebè.
La madre indiana che protegge suo figlio con gli occhi di tigre. Quella eschimese a caccia, fra le mani l’arpione, il bambino sprofondato nella sua pelliccia di volpe argentata.
E poi ecco anche il salto indietro nel tempo. Madri del Settecento e del dopoguerra, della Belle Époque e della rivoluzione hippy: peace & love, pollice sollevato e bimbo in spalla. Perché gli autori non dimenticano mai che ogni mamma è, prima di tutto, una donna, cambiano solo le condizioni di contorno. Non certo la sostanza!

“Che avventura!
Tu sei all’inizio, io quasi alla fine.
Tu hai tutto fra le mani,
io mi sciolgo fra le tue dita.
Ti passo il testimone.
Che avventura.
Che avventura!”

Sono mamme che parlano dei loro figli, delle sensazioni che gli hanno fatto vivere dentro e fuori dalla pancia e che li difendono come leonesse.
Sono mamme che non si rassegnano ad una società che le vuole incasellate, donne che hanno molto da dire e lo dicono con in braccio il loro bambino.

“Il nostro legame invisibile,
quello che mi fa riconoscere la tua sagoma,
il tuo pianto o il tuo colpo di tosse anche in mezzo alla folla.
Quel filo, dunque, saldamente annodato tra te e me, ha ceduto.
Sei troppo lontano. Dove sei?
E’ questo, lasciar crescere un bambino?
Accettare che tagli il filo per partire all’avventura?”

L’attesa, la paura, la speranza, la solitudine, il distacco, la severità, la stanchezza… sono parole che in qualche modo accomunano tutte le mamme, mamme che qualunque cosa succeda perdonano, abbracciano e accolgono

Un delicatissimo libro
per omaggiare ancora una volta
tutte le Mamme.

Mamma è un libro dal formato particolare, rettangolare e piuttosto grande, come grandi sono le emozioni che suscita, perché forte è la carica dei sentimenti che questi affreschi provocano, pagina dopo pagina ci si ritrova con il sorriso e con le lacrime… Essere madri è una delle esperienze più totalizzanti che una donna può vivere, ma oltre alla gioia e alla felicità sono da mettere in conto anche la fatica, il dolore, lo scoramento, la delusione…
Sebbene questo libro sia raccomandato dagli 8 anni, lo vedo più come un libro per tutte le mamme di oggi, di ieri e di domani, ma anche perfetto per un momento molto tenero e di complicità tra madre e figlio

“Promesso per tutta la vita
ti accoglierò a braccia aperte quando ti sarai fatto male.
Spazzerò via il dolore a forza di baci magici.”

Nel libro vediamo madri vere, combattenti, con coraggio e tanto amore da dare.
Mamme che hanno le loro virtù e anche i difetti.
Mamma, invita e ricorda di godere tutti i momenti, quelli più piccoli che possono sembrare insignificanti a quelli più forti e folli che scuotono la vita.
Mamma è un libro che parla al cuore di ogni mamma, senza retorica e luoghi comuni, è profondo, toccante ed emozionante…ogni mamma leggendolo si riconoscerà nel suo profondo!

“Oggi, siamo in due.
All’orizzonte una luce dorata.
Tra le mie braccia, il futuro.
Dorme”.

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Aspirante Fata 2° – Sophie Kinsella

…la mamma non è ancora molto brava
con gli incantesimi,

anche se si impegna davvero tanto.
Ma un giorno riuscirà a fare tutto per bene.
E, quando sarò grande,
anch’io sarò una fata come lei.

Avrò le ali luccicanti e la mia Smartbacchetta.
E quindi ecco cosa sono adesso:
un’Aspirante Fata.

Nel primo libro abbiamo avuto modo di conoscere fata Mammetta e la sua famiglia, in particolare sua figlia Ella, una bambina molto sveglia per la sua età… in questo capitolo invece saremo catapultati verso quattro simpatiche avventure riguardanti gli “imprevedibili” incantesimi di Fata Mammetta.
Aspritante Fata di Sophie Kinsella edito da Mondadori è il secondo volume che racconta le avventure di Ella e sua mamma. Questa secondo volume è una raccolta di quattro nuove storie: Scimmiaridù, Stopparidù, Gelatoridù e Volaridù, racconti che portano con sè una ventata di simpatia, leggerezza e ovviamente un pizzico di magia 😉

Bisogna essere molto abili e preparati per usare la super e tecnologica Smartbacchetta. Basta infatti digitare un codice sbagliato che vi ritroverete trasformate in scimmie, a nuotare in una piscina di gelato o peggio ancora sommersi da una torta gigante.
Tutto questo ovviamente è opera di Fata Mammetta che essendo un po’ pasticciona spesso nei suoi incantesimi, qualcosa va storto. Per fortuna però che in soccorso alla mamma maldestra arriva Ella, la sua assistente preferita, in grado di salvarla da ogni situazione.

Come quella volta che il papà aveva un pranzo importante con il suo capo e aveva vietato a Fata Mammetta di usare la magia, ma la donna entrando a casa di chi la ospitava aveva visto la moglie del capo molto triste a causa della scomparsa del suo pappagallo e perchè non usare la magia per trovarlo?
Peccato che i suoi incantesimi si sono rivelati disastrosi e hanno trasformato prima lei ed Ella in due scimmie, poi due elefanti e infine dei pinguini.
Quando sembrava tutto perduto Ella ancora una volta ha salvato la situazione e del resto che senso ha usare la magia senza un po’ di divertimento?

La storia più divertente è senza dubbio quella in cui tutta la famiglia decide di andare in vacanza a Parigi, in modo da godersi un po’ di sano relax e soprattutto staccarsi dalla magia, peccato che Fata Mammetta non riesce a starne senza e chissà che in vacanza non ci sia qualcuno come lei, pronta a farle guerra per gli sdrai migliori.
Ancora una volta però sarà Ella a riportare la mamma sulla retta via, anche se con qualche piccolo scivolone.
E dopo tutta al fatica, la aspetterà una festa di compleanno magica ed indimenticabile.

Sophie Kinsella è riuscita a distribuire anche in questo secondo romanzo tutti gli ingredienti che avevano reso un esperimento vincente il primo, la Kinsella si dimostra infatti perfettamente all’altezza della sua nuova veste, ovvero quella di irretire i sogni dei lettori più giovani. Credibilissima nel nuovo ruolo, Sophie è davvero un portento che lancia sapientemente i suoi incantesimi magici con la sua solita maestria.

Incantesimi, risate, avventure incredibili ed una Mammetta un po’ goffa, pasticciona forse ma sempre piena di magia, fanno di questa lettura un perfetto regalo, un momento unico di lettura per mamme e bambini ma anche nonne e zie ovviamente 😉

Inoltre, Fata Mammetta non sarebbe lo stesso senza le meravigliose illustrazioni di Marta Kissi, che sono distribuite per tutto il romanzo e sono davvero incantevoli, per grandi e piccini è davvero impossibile smettere di osservarle.


Anche lo stile della Kinsella è sempre piacevole, inconfondibile e scorrevole. Leggero, veloce e denso di magia, racconta in fretta quattro belle storie, magiche e divertenti, capaci di far sorridere e sognare ma anche riflettere. Si, perchè le storie di Fata Mammetta hanno tutte un giusto tocco di insegnamenti e buoni sentimenti che le rendono davvero uniche e preziose. Tanti incantesimi quindi ma anche tante piccole lezioni di vita, di quelle che fa sempre bene ricordare ogni giorno e portare nel cuore.

Tra risate e piccoli insegnamenti ogni avventura riuscirà a divertire!
Ma, Ella diventerà una vera e propria Fata?!…non ci resta augurarvi buona lettura 😉

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Il libro delle ore felici di Jacominus – Rèbecca Dautremer

«A te che tieni questo libro tra le mani:
grazie per il tempo che gli dedicherai.
Se sei un adulto…
Certo che questo libro è anche per grandi!
Se sei piccolo, alcuni passaggi ti sembreranno
un po’ difficili da capire.
Non preoccuparti…».

Un racconto che sintetizza la vita, quella di un coniglio, di Jacominus appunto. Ancora una volta gli animali sono un tramite, una chiave originale per aprire quei cassetti dell’anima umana che, in fondo, loro sanno farci aprire con più facilità. Anche quando sono disegnati. E in poche pagine raccontano una vita, la loro, la nostra.
Ha le dimensioni di un album addirittura, è curato in ogni minimo dettaglio e stupisce ad ogni pagina. Già grazie alla tenerissima cover, conosciamo il protagonista della nostra storia: l’indimenticabile Jacominus.

Così, con grazia, l’autrice ci parla anche di un personaggio imperfetto, e non solo di carattere. Rèbecca Dautremer ci racconta del più tenero coniglietto in circolazione: Jacominus.
La grande illustratrice francese ci fa viaggiare ancora una volta nel suo mondo poetico e fantastico, fatto di colori caldi e immagini eleganti.
Le illustrazioni a due pagine, ricche di particolari che si torna volentieri a contemplare, sono intervallate da pagine singole in cui viene rappresentato Jacominos, ognuna affiancata da una pagina di testo: se scorriamo queste singole pagine lo vediamo crescere, insieme al racconto della sua storia, fino all’inevitabile ultima pagina.
L’autrice si cimenta questa volta con una storia che, seppur raccontata con i suoi classici toni fiabeschi, affronta la normale quotidianità di un peloso coniglietto, dalla sua nascita fino alla morte, arrivata serenamente, in un giorno di primavera, sotto un mandorlo in fiore. Le parole che la accompagnano sono un inno alla vita: “Una bella vita normale, niente da ridire”, semplice, sana e piena, che valeva “veramente la pena di essere vissuta”, si dice il protagonista.

Ebbene, Jacominus da piccolo, a seguito di una rovinosa caduta, si fece talmente male ad una zampetta, tanto che questa rimase “stramba”, come la chiama la nonna Beatrix. Un adulto avrebbe reagito davvero male, se ne sarebbe crucciato ed avrebbe inveito contro il mondo ogni giorno, lamentandosi con chiunque della sua disabilità. Queste parole invece non sono mai state pronunciate da Jacominus e mai lo saranno perchè Jacominus non vivrà mai la sua vita facendosi condizionare dalla sua zampetta stramba ma riuscirà sempre a “guardare” la vita nella sua vera preziosità.

Poi Jacominos impara anche il russo e l’italiano, ed il corso, il latino, il persiano… per questo un giorno s’imbarca su quella nave, proprio per aiutare a risolvere quei problemi laggiù, lui che è in grado di capire così tante persone…

Un libro grazie al quale gli adulti guardano un po’ nel loro cuore, in fondo siamo tutti un po’ come Jacominus, diversi ma uguali, con pregi e difetti. I bambini, accompagnati nel viaggio di questa famiglia allargata, fatta di personaggi fantastici illustrati magistralmente, impareranno quel che gli adulti spesso nascondono.
Il libro delle ore felici vi farà accorgere delle cose più autentiche di cui si compone la vita, quelle piccole magie che ai bambini sono così ovvie ma che noi adulti abbiamo l’assoluta necessità di ricordare ogni giorno per vivere davvero bene. Questo meraviglioso libro illustrato parla direttamente al cuore, invitandovi a “guardare” più che “vedere”.

Jacominus, un semplice coniglietto, ha molto da insegnare a grandi e piccini, anzi forse della sua storia hanno proprio bisogno i grandi.

I piccini adoreranno i meravigliosi disegni di cui è composta questa storia, ne rimarranno ammaliati.
La storia di Jacominus è ricchissima di personaggi, i quali tutti hanno molto da raccontare perchè davvero unici. Questa è si la storia di Jacominus infatti ma è anche la storia di una grande famiglia che rimarrà impressa nei ricordi al pari del coniglietto protagonista.
Impareranno che anche gli animali sanno gioire, patiscono, soffrono, hanno amici proprio come noi. Ora lo sappiamo, non è più fantasia ma una certezza sulla quale riflettere. Fatevi commuovere, entrate nel magico mondo de “Il libro delle ore felici di Jacominus” senza pregiudizi e lasciatevi andare.
Insomma un libro curato in ogni suo dettaglio, pieno di personaggi, di immagini oniriche e realistiche al tempo stesso, di parole poetiche e raffinate.
È rivolto a piccoli e grandi lettori perché, come ci spiega la stessa autrice nella presentazione iniziale, “è un libro da condividere” tra adulti e bambini.

Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough di Rèbecca Dautremer edito da Rizzoli è bello e commovente come una nascita e un addio, perché non c’è fine quando c’è un inizio.
Non c’è fine quando si può ritornare infinite volte sulla prima pagina e scoprire un nuovo dettaglio nelle tavole enormi, da far girar la testa e perdere l’orientamento.
Non c’è fine quando si è “stati”, quando si è lasciato traccia delle proprie zampette sulla rena della storia, anche senza aver scatenato una guerra o ucciso un drago.
Perché il senso della vita è la Vita.

Come le ore felici?
Diciamo pure una vita intera!
Quella di Jacominus Gainsborough.

Le foglie d’autunno nel parco,
la pioggia, la bassa marea.

Un capitombolo, un arrivederci sul molo,
un buongiorno in un giardino di pietre-

Un picnic, qualche gita e
l’ombra fresca sotto il mandorlo.

Tutto qui.
Una vita. ❤

Pagina dopo pagina si respira magia pura, si respira positività e buoni insegnamenti.
Pagina dopo pagina si respira davvero la magia del buon vivere e che tutto questo ce lo ricordi un piccolo e tenero coniglietto forse è ancora più speciale perchè la vita senza le inutili costruzioni mentali che si fanno gli uomini forse sarebbe davvero più semplice e le riusciremmo a dare il suo vero, inestimabile, valore finalmente.

Buona lettura e buona Vita
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Affamato come un lupo – Silvia Borando

La Lepre è venuta a sapere che nel bosco c’è un lupo affamato e cerca di avvisare tutti gli animali che incontra sulla sua strada. Una lumaca, un ghiro, un mulo e una talpa.

Alla lumaca dice di scappare perché c’è un lupo affamato che vuole mangiarla ma ahimé, la lumaca, non riesce ad andare più veloce di così.
A questo punto la lepre decide di aiutarla, si carica la lumaca in spalla e riprende la fuga insieme a lei.

Corri e corri con la lumaca sulle spalle, la lepre incontra un ghiro. Il ghiro, naturalmente, è addormentato. La lepre avvisa il ghiro che c’è un lupo e lo incita a scappare, ma niente da fare, il ghiro… non si sveglia!

“Allora ghiro, vuoi scappare sì o no?
Ti dico che nel bosco
c’è un lupo affamato!” urla la lepre.

“Ma il ghiro proprio non si sveglia:
dorme come un ghiro”.

La lepre decide di aiutarlo, così prende il ghiro per la coda e riprende la sua fuga.
Scappa e scappa, con la lumaca sulle spalle e tenendo il ghiro per la coda, la nostra lepre incontra un mulo.

Cosa dirà al mulo e alla talpa?
C’è veramente un lupo affamato
che gironzola nel bosco?

La fine non ve la racconto perché è deliziosa, ammesso che questo sia il termine più adatto al caso… 😀

Affamato come un lupo di Silvia Borando edito da Minibombo è, innanzitutto, una storia molto divertente che ha come punto di partenza la natura (intesa come indole) degli animali che popolano questo bosco. Da qui non può che avere inizio una storia avvincente, che strappa più di un sorriso, in perfetto stile Silvia Borando e Minibombo 😉
Trovo che i libri Minibombo siano davvero di grande pregio per la capacità che hanno di parlare direttamente ai bambini, di coinvolgerli con semplicità, ironia e sorpresa.

Infatti grazie alle brevi frasi e ai disegni coloratissimi tiene il piccolo lettore con il fiato sospeso per tutta la durata del racconto.
Colpisce per la grafica semplice, immediata, a misura di bimbo. La storia è divertente. La protagonista, la lepre rosa, è simpatica e di buon cuore: mentre scappa si preoccupa di avvisare del pericolo tutti gli animali che incontra e quando non le danno retta, non esita ad aiutarli a portarli con sé.
Ma non è solo la lepre che conquista i piccoli lettori, ascoltatori, osservatori: nella loro immobilità tutti i protagonisti sono deliziosi: la lumaca che non si sbriga, il ghiro che non si sveglia, la talpa che non ci vede…
(Storia rivolta a bambini tra i tre e i cinque anni)

Affamato come un lupo, gioca su ribaltamenti e affermazioni di attese e disattese, il massimo per i piccoli che ritroveranno tutti i loro animali conosciuti, le loro paure, le loro idee, e con divertimento in molti casi saranno naturalmente portati rivederle criticamente.
Consigliato più che caldamente, gli albi per piccoli piccoli così divertenti e curati non si vedono proprio tutti tutti i giorni!

P.S. Anche questa volta Minibombo ha lanciato una app connessa al libro e che vi permette di giocare con i personaggi del libro.
Ecco che la fuga continua anche nel tablet o giocando con lo smartphone (pochino però ed insieme 😉 )


E’ ancora una fuga disperata, quella per scappare dal lupo notoriamente affamato. Ed infatti le quattro creaturine protagoniste di Affamato come un lupo, scappano e scappano anche nell’App, senza troppo pensare, attraversando boschi, caverne, tane sotterranee e addirittura fluttuando tra le onde del mare.
Il lupo affamato ha interrotto il loro tranquillo picnic e i quattro, terrorizzati all’idea di essere sbranati, fuggono il più lontano possibile. Ad aiutarli nella fuga saranno i bambini (5-6 anni), che li guideranno attraverso una successione di labirinti fino a diversi punti di salvezza, solo presunta però, perché ogni volta puntuale il lupo sopraggiunge e la fuga riprende.


Ecco che le creature di Silvia Borando diventano ancora più simpatiche quando prendono vita sullo schermo dei tablet. Grazie alle bellissime animazioni di Anna Beozzi e a un puntuale sound design, i quattro animaletti strappano sorrisi e risate a chi li osserva fuggire tra saltelli, squittii e goffi tentativi di supportarsi a vicenda.
La possibilità di interagire con il tablet viene concessa ai bambini solo in alcune tavole, quelle in cui compaiono i labirinti. L’interattività è dunque limitata ma anche indispensabile e funzionale al fluire del racconto: se i quattro animaletti non vengono guidati (mediante trascinamento) verso un’uscita, la storia si ferma.

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L’Orso Bartolomeo va in Vacanza – David Barrow

L’orsetto Bartolomeo abita
al primo piano con Mamma e Papà.
Oggi è un giorno speciale, perchè…
Bartolomeo sta per partire
per le Vacanze!

Il piccolo orsetto Bartolomeo, vive con i suoi genitori al primo piano di un coloratissimo condominio. Le loro valigie sono quasi pronte e stanno per uscire per partire per le vacanze, quando il piccolo orsetto si ricorda di aver dimenticato dall’amico Fernando il secchiello e la paletta.
Sale quindi al secondo piano dove abita l’amico per recuperarli.

Nel frattempo iniziano a caricare la macchina, sembra tutto pronto…oh no! Bartolomeo ha dimenticato i suoi occhialini da nuoto, li aveva prestati a Rosalba che abita al terzo piano…e così via 😉 finchè finalmente sembra essere tutto pronto, si parte!Sicuramnete dopo tutto questo sali e scendi dal condominio Bartolomeo non avrà dimenticato nulla!?

Riuscirà Bartolomeo
con mamma e papà a partire per le vacanze?!

Il povero Bartolomeo è esausto prima ancora che inizi la vacanza, dato che deve precipitarsi al primo, secondo e terzo piano per recuperare i suoi occhialini e pure l’acquilone!

Non è l’unico con questo problema, quando tutto è pronto e impacchettato in macchina – tocca al Papà essere un po’ smemorato, dimenticando forse la cosa più importante di tutte (ti lasceremo scoprire cos’è! 😀 )

L’Orso Bartolomeo va in Vacanza di David Barrow edito da Sassi Junior è un albo illustrato dal grande formato ricco di illustrazioni divertenti e in stile retrò, piene di dettagli deliziosamente eccentrici e i piccoli lettori e ascoltatori apprezzeranno un sacco il finale 😉
E’ una storia con cui molti, molti genitori si identificheranno e che probabilmente avranno pure vissuto almeno una volta in prima persona durante le vacanze estive!


L’Orso Bartolomeo va in Vacanza è una storia con un tema divertente e con una svolta altrettanto divertente!
Una bellissima storia di amicizia e condivisione, un’avventura tra i vari piani alla ricerca di quello che per lui era stata la condivisione delle sue cose.
Un viaggio prima ancora del viaggio.

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Voglio un’altra Mamma – Nadine Robert

..la mamma mi ha chiamato “testone”.
Tutte le volte che ne combino una, strilla: “razza di testone!”
Ma Testone non è il mio vero nome.
Il mio nome è Joseph Fipps!”.

Il protagonista della storia Joseph viene spesso chiamato Testone dalla mamma e dagli adulti attorno a sé, ogni volta che non ubbidisce e trasgredisce le regole. In questo nomignolo egli non si riconosce e dentro di sé lo rifiuta confermando a se stesso la sua vera identità.
Con la fantasia Joseph talvolta vola via desiderando di essere un grifone, animale fantastico con la testa e le ali di un’aquila e il corpo di un leone. È il suo espediente per fuggire dalla realtà.

Joseph Fipps è arrabbiato. Molto arrabbiato con sua madre, perchè come tutte le mamme, gli impedisce di fare tutto quello che gli passa per la testa.
Perché non poteva salire la scala per raggiungere il ramo di castagno più alto dove si nasconde il nido?
Chi ha deciso che all’età di cinque anni si è troppo piccoli?
Poi la rabbia aumenta, fino alla frase che esce come un grido di esasperazione!

“Mi dici sempre di “no!”
Non posso mai fare niente.
Sei cattiva e io voglio un’altra mamma!”

“Molto bene” dice lei.
“Conosco una mamma
che forse potrebbe fare al caso tuo.
E’ una mamma tricheco che vive sui ghiacci
al Polo Nord, cosa ne pensi?”

Un giorno all’ennesimo rimprovero Joseph dice alla mamma che è una cattiva mamma e che ne vuole un’altra diversa. La mamma gli dice che non ne può più delle sue birichinate e gli consiglia una nuova mamma tricheco che vive sui ghiacci del Polo Nord. A Joseph vengono le lacrime agli occhi, esce di casa e raggiunge il ruscello che scorre accanto al castagno, il suo albero preferito dove si annidano dei cardellini, uccellini tutti gialli che depongono uova azzurre. Si sdraia per terra a vedere le onde più piccole che si rincorrono sull’acqua. Inizia a fantasticare di essere un grifone sul ghiaccio del Polo Nord dove incontra mamma tricheco.

Joseph cavalca su di lei e la sua nuova mamma si arrampica e scivola sul ghiaccio. Poi conosce i cuccioli di tricheco con le loro piccole zanne. Mamma tricheco invita Joseph a dormire con loro quella notte. Nonostante la bellissima e divertente avventura, Joseph improvvisamente sente freddo e si rende conto di non avere la pelliccia di un grifone e di non avere le ali per volare fino a casa.

Ecco che Joseph torna alla realtà udendo i “cip cip” e i “pio pio” dei Cardellini e l’urlo della mamma: “Jooooseph! Al suo risveglio egli non è più arrabbiato, torna a casa e chiede alla mamma di andare al ruscello con lui a conoscere mamma tricheco. Mano nella mano s’incamminano verso il ruscello ma non trovano il Polo Nord né mamma tricheco. Ad attenderli ci sono i cardellini sul castagno. Mamma e figlio osservano gli uccellini condividendo questa esperienza in estasi e ritrovata armonia.

Ironico, spiazzante, eppure commovente, Voglio un’altra mamma di Nadine Robert e Geneviève Godbout, entrambe canadesi e alla prima prova insieme un albo magnificamente illustrato edito da LupoGuido. Un tenerissimo promemoria sui legami indissolubili (per quanto conflittuali) all’interno della famiglia.
È una storia per bambini senza morale e senza retrologie, non consiglia e non fornisce ricette pronte all’uso, parla ai bambini che vi si riconoscono, divertente e scanzonata.

In un intervista l’autrice racconta da dove arriva l’idea iniziale di questo racconto:
«L’idea me l’ha data un episodio realmente accaduto con mia figlia quando aveva quattro anni. È successo esattamente come nel libro, lei era arrabbiatissima con me e così, dopo aver enumerato tutte le mamme che conoscevamo, io sono passata a nominare mamme “assurde” come una mucca, un gorilla, fino alla famosa mamma tricheco che sta al Polo Nord. Mia figlia ha capito subito che stavo scherzando, ma in seguito mi ha detto che aveva iniziato a pensare per davvero a come sarebbe stato avere un tricheco per mamma. È stata quella la scintilla per la mia storia».


Il testo – francamente eccellente – lascia talvolta il posto all’immagine che divide, ritma la storia. I disegni sono precisi, delicati, straordinariamente vivi, in costante movimento.
Le illustrazioni di Geneviève Godbout, sono piene di dolcezza e poesia. Bei disegni realizzati con matite colorate, con sfumature tenui, tondeggianti e sobrie si presentano su sfondi bianchi dentro bolle..un sano mix che rendono questo album un gioiello ricco di sentimento, come quando appare la figura intera della mamma solo nelle pagine finali del libro…proprio a sottolineare quel momento, quando finalmente la mamma e Joseph ritrovano il loro equilibrio, e come se il piccolo protagonista la riconoscesse in quel momento interamente nel suo ruolo di madre;
Il piccolo Joseph si rende conto che non vuole un’altra realtà, non vuole un’altra mamma e non vuole nemmeno essere un grifone. Lui è Joseph e come tale vuole essere trattato.
Ora insieme si dedicano a quelle piccole attività che lui, testardamente, voleva fare da solo.

Ci siamo passate un po’ tutte, noi mamme, e che ci continuiamo a passare mano a mano che i nostri figli crescono e forse le parole per dirlo cambiano, magari diventano meno esplicite, o più pungenti, magari si arricchiscono di sfumature e sinonimi. Ma fatto sta che il senso rimane quello.
Lo sappiamo.. le mamme, quando dicono NO, e impongono limiti, e pretendono il rispetto di alcune regole, e insistono su certi argomenti, tutti i giorni, come una cantilena, diventano insopportabili. E i bambini scoppiano. Inevitabile che accada 😉
Genitori e figli nella loro relazione possono permettersi di esagerare e di pronunciare a volte parole di troppo, con la certezza del perdono e della comprensione reciproca. Questo è il bello, bellissimo, della relazione in cui il legame è talmente forte e profondo che può andare oltre le parole e le azioni a volte spropositate.

Voglio un’altra mamma è un libro che parla di spazi e di individualità da rispettare: i bambini sono esseri umani che stanno scoprendo il mondo e soprattutto la loro identità e il loro essere unici..ecco quindi la prima cosa da tenere in considerazione 🙂
Voglio un’altra mamma illustrazione dopo illustrazione ci racconta e racconta in modo diretto e naturale ai piccoli lettori il rapporto unico che c’è tra un bambino e la sua mamma

Buona lettura!
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Stammi vicino Papà – Soosh

“Se ho il mio papà vicino a me,
non c’è niente che non possa fare.”

L’amore tra un papà e la propria figlia in 23 illustrazioni che scaldano il cuore, opera dell’artista ucraina Snezhana Soosh diventata celebre per le sue illustrazioni su questo rapporto magico e coinvolgente.
È risaputo che i papà hanno un legame speciale con le loro bambine. L’artista Soosh ha creato una serie di illustrazioni ad acquerello che mostrano tutta la magia e la bellezza di questa relazione.
La maggior parte del lavoro di Soosh è incredibilmente dettagliato, concentrandosi sul mostrare la routine quotidiana di un padre e sua figlia, ma con una nuova luce. L’artista invita gli spettatori a concentrarsi su ciò che si nasconde dietro l’immagine, quale emozione evoca.

“Lui riesce sempre a farmi ridere.”

La dimensione esagerata del padre rispetto alla figlia sembra mostrare che le dimensioni non significano sempre potere, e che gli uomini hanno un altro tipo di forza dentro di loro. Mostra il lato più morbido, il lato paterno, così dolce e amorevole per la figlia minuscola.
Ogni bambino vede in suo papà un gigante buono. Non importa quale sia la sua statura, il suo lavoro, il tempo che trascorre con lui, il papà sarà sempre una persona verso la quale riporre la propria fiducia e dietro la quale nascondersi quando si ha paura.

“Non importa quanto sia indaffarato,
trova sempre il tempo per stare con me.”

Tuttavia, Soosh stessa non ha avuto questa esperienza.
“Ho sempre desiderato avere una relazione tenera e amorevole con mio padre,
ma non sapeva come mostrare il suo amore,
quindi la maggior parte del tempo era distante e freddo”

Soosh

“Ho disegnato ciò che mi mancava e desideravo molto:
sentirmi amata e protetta dal mio grande papà”.
Soosh

“E anche se il guscio d’uovo finisce nella frittata,
noi la mangiamo lo stesso!”

Un rapporto che non è riuscita ad avere quando era piccola e che, invece, ora rivive tra suo figlio e il marito. Attraverso loro due, Soosh ha proiettato il rapporto che avrebbe tanto voluto avere con il padre.

“Spero che i padri vedranno quanto siano importanti
nella vita dei loro figli

e si sentano apprezzati e ispirati
a mostrare il loro amore e affetto”

“Voglio anche dire che la vera forza si manifesta
attraverso l’amore e la tenerezza”.

Soosh

“Noi riempiamo la nostra casa
con simboli speciali”

L’omone, qualunque sia la sua statura oggettiva, dal quale farsi coccolare, con il quale giocare e anche del quale prendersi cura se è troppo stanco. Questi sentimenti così puri, questo amore così vero sono ben raccontati in Stammi vicino Papà di Soosh edito da DeAgostini che racconta con poesia attraverso meravigliose illustrazioni i momenti più quotidiani.
Ogni immagine è un avvolgente abbraccio nel rapporto tra padre e figlia.
Ogni illustrazione racconta attimi di vita quotidiana, semplici ma dalla forza straordinaria.

“Ci piace coccolarci.”

“… molto più grande della figura della bambina, sua figlia, perché è così che lei lo vede – ed è così che molti di noi vedono i nostri eroi e genitori. La sua barba fa pensare a qualcosa di antico, forte, solido. È qualcuno che è lì solo per: amarti senza motivo, incondizionatamente e per sempre….”

“Mi aiuta.”

Le illustrazioni sono realizzate attraverso acquerelli color terra su un ampio spazio bianco, vediamo la coppia padre-figlia giocare insieme, confortarsi l’un l’altro durante i momenti difficili, comportarsi in modo buffo e giocoso, cucinare insieme, la conforta durante i brutti momenti (come quando la sua tartaruga muore), la protegge dai mostri sotto il letto e non perde mai una ninna nanna, anche quando è via… e molto altro ancora. I due hanno una tenerezza tra di loro, e molto è comunicato attraverso il loro linguaggio del corpo.

“Lo spazio per me nel suo lettone
non manca mai.”

Stammi vicino Papà è un tributo amorevole al legame tra una bambina e suo padre.
Il calore, il conforto, le risate e il sostegno di un padre sono rappresentati con vero sentimento.
Un inno a tutti i papà del mondo, all’Amore e alla passione che ci regalano, spesso senza farlo troppo notare.
Consigliato per la nascita di una figlia, per una bella festa del papà o come regalo per i futuri genitori o semplicemente per regalarvi un momento di dolcezza unica accoccolati sul divano..padre e figlia e tanto Amore!

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