Dolci di luna – Babalibri

Con il cuore che batteva forte
Xian-Zi vide per la prima volta

il mondo degli uomini.
Fu subito inebriata dal profumo dei fiori
e abbagliata dai colori meravigliosi del paesaggio.

La principessa Xian-Zi figlia dell’Imperatore di Giada, dal cielo guardava ogni giorno il mondo degli uomini, fino al giorno in cui decise di scendere sulla Terra.
Mentre camminava ammaliata da colori e profumi incontrò un uomo che le chiese disperato di guarire la madre gravemente ammalata. Xian-Zi non solo guarì la madre dell’uomo, ma decise di restare sulla terra con lui..da questo incontro nasce un bambino, Tian-Zi.

L’imperatore di Giada, resosi conto di essere sul punto di perdere la figlia per sempre, ordina a una sua fedele guardia di riportare a casa la principessa e così Tian-Zi cresce senza la sua mamma, fino a quando non decide di cercarla fino in cielo!

“Ogni sera, dal giorno in cui era nato,
la nonna di Tian-Zi gli aveva raccontato
la storia del Cammino del cielo e
il bimbo ormai la conosceva a memoria.

Un giorno d’autunno,
Tian-Zi preparò un grande zaino,
salutò la nonna e il padre e si avviò
lungo il Cammino del cielo:
voleva ritrovare sua madre.”

Tian-Zi vuol dire figlio del cielo. Ed è proprio verso il cielo che Tian-Zi si dirige in cerca di sua madre.
Il viaggio è lungo e pericoloso ma con l’aiuto di una gru riesce ad arrivare alle porte del Palazzo. Ad accoglierlo tutto l’amore e la commozione di sua madre.
Una gioia immensa riempie il cuore della principessa, che può finalmente riabbracciare suo figlio. Per lui prepara dolci che non esistono sulla Terra: i dolci di luna.
Si mangiano una volta l’anno con la luna piena.

Ancora una volta però è l’imperatore che si mette in mezzo tra madre e figlio: caccia dal regno di Giada il piccolo Tian-Zi, perché a nessun umano è concesso viverci.
Il dolore consuma la principessa a tal punto che suo padre le concede una volta all’anno, in occasione del ritorno sulla terra del bambino, di andare da lui con un paniere di dolci di Luna.
I primi sarà proprio lui a prepararli.


Dolci di Luna di Chen Jiang Honh edito da Babalibri è una storia che incanta i lettori grandi e piccoli, soffusa da un velo di malinconia, riesce a parlare direttamente al cuore di ognuno di noi, soprattutto grazie ai disegni che sanno esprimere in modo molto espressivo i sentimenti dei protagonisti, in particolare nei momenti di maggiore tensione e disperazione.

Tutto questo è attraversato dal mito legato alla festa della Luna.
Lei, la luna, meravigliosamente ritratta nella sua pienezza, è testimone muta di quel che accade sotto di lei. Accompagna parti del viaggio, la salita in cielo sul dorso della gru. È testimone della durezza dell’imperatore. Talvolta, enorme sul fondo, illumina la scena, talvolta, discreta, si vela nei contorni.

“…alla fine della notte non c’è la notte,
ma l’aurora,
e alla fine del mare non c’è il mare,
ma il cielo.”

Questo racconto parla ed esprime a pieno l’amore tra genitori e figli, la separazione e il dolore inconsolabile, il viaggio e il coraggio di un bambino per affrontarlo, la terra e il cielo così diversi e lontani tra loro, la tradizione e il mito, la magia che attraversa la fiaba. E anche il suo modo di dipingere tutto questo è ancora lì, a conquistare lo sguardo.
Come di consueto Chen Jiang Hong usa colori intensi ed espressivi, arricchendo le sue tavole con molti elementi della cultura cinese, in grado di avvolgere i piccoli e i grandi lettori in un’atmosfera tipicamente cinese.

“Fare libri per bambini, penso sia per me un destino. Non mi sono formato per diventare un autore e un illustratore di libri per bambini, non mi sono mai interessato a questo ambito creativo. Ci sono arrivato per caso […] Più il tempo passa, più credo ci sia stata proprio un’azione del destino. E questa cosa è importante per capire la mia visione.”

Dolci di Luna è un toccante albo sull’amore materno ispirato alle leggende che hanno dato vita alla Festa della luna e ai dolci che accompagnano questa giornata in Cina.
Per ricordare questa storia, infatti, ogni anno si celebra la festa della Luna, a metà dell’autunno: le famiglie si riuniscono per godere dello stare insieme, e lo fanno anche mangiando i tradizionali dolci di Luna.

Buona lettura!
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Una splendida notte stellata – Jimmy Liao

Questo è uno di quei libri che, una volta terminato, si riprende in mano per il puro piacere di sfogliarlo e immergersi in quelle suggestive illustrazioni ❤

La voce narrante è quella di una ragazzina che racconta le tappe importanti di un anno della sua vita. La prima pagina, completamente nera quasi come fosse un sipario, lascia il posto poi a un susseguirsi di sfumature che traducono in immagini eventi e emozioni.

Si racconta, la ragazza, i primi anni della sua vita si sono srotolati a diretto contatto con la Natura.

«fino all’età di sei anni ho vissuto
con i miei nonni in montagna,
dove di notte le stelle
erano immense e splendenti.
»

  Qualche pagina più in là,
la ritroviamo con una mamma
«molto occupata col lavoro
e con i suoi tanti amici
»

e un papà
«sempre al telefono.
Ogni sua chiamata sembra di vitale importanza.
In ogni caso, non ho molto da dirgli
e probabilmente lui, allo stesso modo,
non sa di cosa parlare con me
.
»

La ragazza non vive più immersa nella Natura. Quello che ha lungamente desiderato, ritornare in città dai suoi genitori, si è presto rivelato qualcosa di sgradevole e avvilente.
E come se non bastasse, l’incedere inesorabile della vita si prende anche il nonno. E allora, sì che tutto crolla, o tutto potrebbe crollare.

Proprio in questo momento dove la ragazza è travolta dagli eventi e dalle emozioni ecco che incontra l’inattesa opportunità della rinascita in una voce, in un volto, in un’altra anima fragile eppure fortissima

«durante una fredda notte d’inverno,
mi sono svegliata da un sogno
e ho sentito qualcuno cantare.
Ho visto un ragazzo sconosciuto sdraiato sul tetto
sulla casa della anziana signora.
Cantava dolcemente verso un cielo carico di neve.
C
on i suoi modi felici e spensierati,
era come se provenisse da un altro pianeta.»

La ragazza incrocia spesso quel ragazzo schivo, accompagnato dal suo cane, che adora correre sotto la pioggia. Una volta lo vede in un vicolo circondato da coetanei con cattive intenzioni. La ragazza non tollera le ingiustizie. Lo salva. Finiscono entrambi ammaccati in ospedale e lì, dal niente, sboccia il fiore dell’amicizia.


Si capiscono, si confidano, si liberano.


Insieme partono.


Come per ogni romanzo di formazione, è nel viaggio – solitario o condiviso con un compagno fidato – che il cambiamento fiorisce.
Meta? La casa del nonno in montagna.
Sì, proprio là, dove i ricordi prendono vita. Dove la Natura riannoda con placida pazienza i fili del passato dell’uno e dell’altra per aprire a nuovi orizzonti.

Si sono sorretti. Sono cresciuti. Sono rinati.
Le insormontabili paure di un tempo sono tornate piccole.


Cosa ne sarà della ragazza? E del ragazzo?
A ciascun lettore scoprirlo e riscoprirlo.
Non vi rivelo altro, anche se questa storia è così ricca su così tanti livelli, che svelarvi la semplice trama non la sminuirebbe di molto.
Perché nella lunga e toccante strada di ogni storia creata da Jimmy Liao ci sono sentieri che aspettano lettori coraggiosi per condurli là, in quel posto speciale, dove
«quando sollevi lo sguardo verso il cielo stellato, il mondo prodigiosamente si trasforma
Là, dove tutto ebbe inizio.

«Se Jimmy Liao, in queste pagine,
è riuscito a comunicare con il mondo
è anche grazie al fatto che parla la lingua dell’arte »
Tomaso Montanari

In questo libro illustrato Una splendida notte stellata di Jimmy Liao pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, l’autore racconta la difficoltà di crescere e di comunicare attraverso una nuova storia-poesia, in cui le immagini e le parole si fondono con la bellezza e con l’arte, in un continuo gioco di rimandi.
Le parole in questa storia sono poche ed essenziali. La comunicazione viene quasi integralmente affidata ai disegni, bellissimi, spesso a doppia pagina che contengono numerosi echi di opere artistiche, una delle quali – La notte stellata di Van Gogh – non solo è citata esplicitamente nel titolo e riprodotta in miniatura nell’ultima pagina, bensì è anche richiamata in diverse tavole del racconto. Le citazioni artistiche però non si fermano a Van Gogh, ma attraversano anche il mondo di Magritte e Klee.
Ogni tavola, ogni pagina è un vero e proprio quadro in cui immergere gli occhi per una pausa rigenerante dal peso specifico della realtà.
Leggere e soprattutto guardare questo albo è un’esperienza sensoriale ed emotiva ricca e profondaquando arrivi all’ultima pagina di questo albo, il mondo intorno sembra domandare un’attenzione e una propensione alla scoperta della sua grandezza anche nelle cose semplici (gioiose e tristi) che spesso tendiamo a dimenticare.

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Minimalario – Pinto&Chinto

C’era un lupo ormai vecchissimo che di notte,
per addormentarsi, contava le pecore che aveva mangiato!

C’era una gallina che covava sei uova.
Dopo ventun giorni le uova si schiusero
e la chioccia contò i pulcini. Erano sette!

C’era un piccolo riccio che non aveva fratelli e doveva sempre giocare da solo.
Allora si appallottolava e giocava da solo.

C’era un cervo che aveva perso un corno in un combattimento. Al suo posto mise un attaccapanni, fissato con il nastro adesivo. Tempo dopo, un boscaiolo trovò il corno nel bosco. Se lo portò a casa e lo usò come attaccapanni.

C’era un pesce palla pieno di paure, che nuotava sempre con cautela.
Il pesce palla nuotava con cautela perchè aveva paura di incontrare un pesce ago

C’era un camaleonte che non sapeva cambiare colore. Vedendo che gli altri camaleonti ci riuscivano, diventava verde d’invidia…

Sono centoquattordici storie per centoquattordici animali diversi
Tutte puntano ad un esito comune: una risata divertita.

In un regime di felicità quanto estrema sintesi, che tanto pesca nella favola, i modi per ottenerla, questa risata, spaziano dall’ironia al nonsense, si servono di giochi di parole, fin dal titolo, ricorrono all’assurdo, al paradosso. Ed è questo, l’assurdo, ovvero il ribaltamento di ogni logica.


Accanto all’assurdo e al paradosso, si gioca con il buon senso esasperandolo fino a farlo diventare comico.
Si tratta di un’ironia fine, studiata ad hoc per ognuno degli animali, che in alcuni casi lascia l’amaro in bocca per le riflessioni che fa scaturire, in altri fa ridere spensieratamente.


Accanto ai testi così felici di Chinto, si dispone il segno inconfondibile del compagno di giochi di sempre, David Pintor, in arte Pinto. Collaudatissima coppia di vignettisti da più di vent’anni Pinto&Chinto si intendono alla perfezione e anche in questo Minimalario edito da Kalandraka.


Ogni pagina è dedicata a una storia di cinque o sei righe accompagnata da un’illustrazione, che vede come protagonisti degli animali in situazioni surreali e fantasiose. L’età di lettura consigliata è dai 7-8 anni.

Incontriamo una lucciola senza luce, il calamaro allegro che spruzza inchiostro colorato, il gallo stonato che fa piovere quando canta, una cocorita educata che non ripete mai parolacce… Ciascuna storia, scritta con una vena umoristica intelligente, ci consegna una morale, come avviene nelle favole


Come una lucertola che rinuncia alla sua coda per poter scappare, come il maiale che non avendo soldi per un vestito per il ballo in maschera rimediò una striscia di fango sulla schiena per travestirsi da salvadanaio, un ghiro che passa tutto l’inverno dormendo, una cicala che canta una canzone insulsa e monotona, una vespa che adora i dolci, una mucca che nitrisce come un cavallo… e poi ancora un millepiedi che vuole diventare un calciatore, un topo da laboratorio con un sacco di malattie, una medusa che si sente molto sola, una pulce che vive sulla testa di un cane, un asino molto pigro, un pinguino freddoloso che gli amici prendono in giro, uno scorpione che non ha mai punto nessuno, una iena che non ride mai…

Una carrellata di animali, un vero e proprio animalario con tanti, anzi tantissimi animali diversi, grandi e piccoli, e tutti con una storia da raccontare, anzi cento storie brevi, brevissime…

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Mamma – Delforge & Gréban

Essere madri è un viaggio meraviglioso e complicato. Significa andare oltre i propri confini, accettare la rivoluzione di cui si è portatrici, donarsi e donare. Significa una giostra continua di emozioni: felicità, speranza, paura, allegria, tristezza. Mille diverse sfumature che un piccolo grande libro ha saputo cogliere.

Ci sarà il tuo primo passo,
il tuo primo libro,
il tuo primo disegno.
Ci sarà il tuo primo bagno al mare,
la tua prima canzone,
la tua prima candelina.
Ci sarà il tuo primo film,
il tuo primo: “Mamma”.,
il tuo primo: “Ti voglio bene”.
Ci sarà il tuo primo scherzo,
il tuo primo cucchiaio di miele,
la tua prima margherita.
Coraggio,
non è ora di svegliarsi?
Ne abbiamo di cose da fare!

Mamma, la parola più amata. La prima che viene pronunciata, di solito, dai bimbi di ogni latitudine.

Come narrare, quindi, i vari momenti
e i mille modi diversi di essere mamma?

31 ritratti di mamme da tutto il mondo, tanto diverse e allo stesso tempo, nonostante epoche e luoghi differenti, tutte accomunate da sentimenti ed esperienze identiche. Un viaggio emozionante attraverso i paesi del mondo che racconta il rapporto esclusivo e il legame forte e indissolubile che si crea fra madre e figli, che va oltre lo spazio e il tempo.

“…Custodisci l’amore,
la felicità di essere come sei,

il gusto di ogni istante,
la gioia di stare con gli altri,
il coraggio di cambiare,
il bisogno di condividere e il piacere di ridere.
Se segui queste idee, giorno dopo giorno,
se resti te stessa, ovunque anche in famiglia,
se sai ascoltare, ma rifiuti di giudicare,
sarai una donna, figlia mia.”

Mamma, è un libro illustrato toccante e unico, è nato in Belgio ma già tradotto e pubblicato in 20 lingue, e Terre di Mezzo editore ha portato fortunatamente anche in Italia.
Davvero un splendido in ogni pagina, impreziosito dai brevi testi poetici di Hélène Delforge e dai grandi disegni, splendidi, di Quentin Gréban.
Mamma è un nome che evoca amore, affetto, legame, dolcezza, nostalgia, tanti sentimenti profondi e unici che Hélène Delforge – giornalista belga, autrice di libri per bambini e mamma – ha cercato di fissare sulla carta, in un connubbio ben riuscito fra parole e immagini. E lo ha fatto in modo esemplare.
Hélène, riesce a portare alla luce sfaccettature diverse dell’essere madre, evocando sentimenti che chi è già madre conosce molto bene.
Lo fa in modo discreto e usando poche parole che per la loro delicatezza, arrivano diritte al cuore.

“Mio tesoro,
mio gioiello,
meraviglia mia.
Resta al caldo, nella muraglia delle mie braccia.
Lascia che ancora per qualche anno ti difenda
dalla durezza del mondo.”

Le bellissime illustrazioni di Quentin Gréban– illustratore belga che dal 1999 ha pubblicato in diversi paesi d’Europa circa 50 libri per bambini – valorizzano a pieno il messaggio dell’autrice, ritraendo le mamme del mondo nei loro reali momenti di vita.
Le sue illustrazioni, descrivono in modo molto particolareggiato la situazione di mamme provenienti da diversi paesi del mondo e appartenenti a diverse epoche storiche, e insieme ai testi, scavano nel profondo dell’animo di queste donne.

“Sei arrivata tu.
Non dico: “Volevo scoprire il mondo, ma…”
Dico: “Voglio scoprire il mondo con te, per te, grazie a te”.
Non sei un freno, sei il mio motore.
Non sei un fardello, sei il mio portafortuna.”

31 testi delicati come una carezza, sono immaginati come dialoghi o monologhi che ogni mamma rivolge al proprio figlio, 31 ritratti in tempi e spazi diversi.
Riflettono con pazienza e affetto tutto ciò che le madri vivono per i loro figli, tutto ciò che sono e saranno, perché siamo sinceri, per una madre un figlio sarà sempre il suo bambino.

“Tutta questa gente.
Tutti questi consigli non richiesti.
Tutte queste frasi che mi confondono…
Quando succhi tra le mie braccia, il mondo si ferma.
So che stai bene.”

Troviamo la donna tibetana sorridente, con il suo piccolo addormentato fra le braccia.
La giovane africana con lo sguardo lontano e il bimbo che sbuca dalla fascia portabebè.
La madre indiana che protegge suo figlio con gli occhi di tigre. Quella eschimese a caccia, fra le mani l’arpione, il bambino sprofondato nella sua pelliccia di volpe argentata.
E poi ecco anche il salto indietro nel tempo. Madri del Settecento e del dopoguerra, della Belle Époque e della rivoluzione hippy: peace & love, pollice sollevato e bimbo in spalla. Perché gli autori non dimenticano mai che ogni mamma è, prima di tutto, una donna, cambiano solo le condizioni di contorno. Non certo la sostanza!

“Che avventura!
Tu sei all’inizio, io quasi alla fine.
Tu hai tutto fra le mani,
io mi sciolgo fra le tue dita.
Ti passo il testimone.
Che avventura.
Che avventura!”

Sono mamme che parlano dei loro figli, delle sensazioni che gli hanno fatto vivere dentro e fuori dalla pancia e che li difendono come leonesse.
Sono mamme che non si rassegnano ad una società che le vuole incasellate, donne che hanno molto da dire e lo dicono con in braccio il loro bambino.

“Il nostro legame invisibile,
quello che mi fa riconoscere la tua sagoma,
il tuo pianto o il tuo colpo di tosse anche in mezzo alla folla.
Quel filo, dunque, saldamente annodato tra te e me, ha ceduto.
Sei troppo lontano. Dove sei?
E’ questo, lasciar crescere un bambino?
Accettare che tagli il filo per partire all’avventura?”

L’attesa, la paura, la speranza, la solitudine, il distacco, la severità, la stanchezza… sono parole che in qualche modo accomunano tutte le mamme, mamme che qualunque cosa succeda perdonano, abbracciano e accolgono

Un delicatissimo libro
per omaggiare ancora una volta
tutte le Mamme.

Mamma è un libro dal formato particolare, rettangolare e piuttosto grande, come grandi sono le emozioni che suscita, perché forte è la carica dei sentimenti che questi affreschi provocano, pagina dopo pagina ci si ritrova con il sorriso e con le lacrime… Essere madri è una delle esperienze più totalizzanti che una donna può vivere, ma oltre alla gioia e alla felicità sono da mettere in conto anche la fatica, il dolore, lo scoramento, la delusione…
Sebbene questo libro sia raccomandato dagli 8 anni, lo vedo più come un libro per tutte le mamme di oggi, di ieri e di domani, ma anche perfetto per un momento molto tenero e di complicità tra madre e figlio

“Promesso per tutta la vita
ti accoglierò a braccia aperte quando ti sarai fatto male.
Spazzerò via il dolore a forza di baci magici.”

Nel libro vediamo madri vere, combattenti, con coraggio e tanto amore da dare.
Mamme che hanno le loro virtù e anche i difetti.
Mamma, invita e ricorda di godere tutti i momenti, quelli più piccoli che possono sembrare insignificanti a quelli più forti e folli che scuotono la vita.
Mamma è un libro che parla al cuore di ogni mamma, senza retorica e luoghi comuni, è profondo, toccante ed emozionante…ogni mamma leggendolo si riconoscerà nel suo profondo!

“Oggi, siamo in due.
All’orizzonte una luce dorata.
Tra le mie braccia, il futuro.
Dorme”.

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Il libro delle ore felici di Jacominus – Rèbecca Dautremer

«A te che tieni questo libro tra le mani:
grazie per il tempo che gli dedicherai.
Se sei un adulto…
Certo che questo libro è anche per grandi!
Se sei piccolo, alcuni passaggi ti sembreranno
un po’ difficili da capire.
Non preoccuparti…».

Un racconto che sintetizza la vita, quella di un coniglio, di Jacominus appunto. Ancora una volta gli animali sono un tramite, una chiave originale per aprire quei cassetti dell’anima umana che, in fondo, loro sanno farci aprire con più facilità. Anche quando sono disegnati. E in poche pagine raccontano una vita, la loro, la nostra.
Ha le dimensioni di un album addirittura, è curato in ogni minimo dettaglio e stupisce ad ogni pagina. Già grazie alla tenerissima cover, conosciamo il protagonista della nostra storia: l’indimenticabile Jacominus.

Così, con grazia, l’autrice ci parla anche di un personaggio imperfetto, e non solo di carattere. Rèbecca Dautremer ci racconta del più tenero coniglietto in circolazione: Jacominus.
La grande illustratrice francese ci fa viaggiare ancora una volta nel suo mondo poetico e fantastico, fatto di colori caldi e immagini eleganti.
Le illustrazioni a due pagine, ricche di particolari che si torna volentieri a contemplare, sono intervallate da pagine singole in cui viene rappresentato Jacominos, ognuna affiancata da una pagina di testo: se scorriamo queste singole pagine lo vediamo crescere, insieme al racconto della sua storia, fino all’inevitabile ultima pagina.
L’autrice si cimenta questa volta con una storia che, seppur raccontata con i suoi classici toni fiabeschi, affronta la normale quotidianità di un peloso coniglietto, dalla sua nascita fino alla morte, arrivata serenamente, in un giorno di primavera, sotto un mandorlo in fiore. Le parole che la accompagnano sono un inno alla vita: “Una bella vita normale, niente da ridire”, semplice, sana e piena, che valeva “veramente la pena di essere vissuta”, si dice il protagonista.

Ebbene, Jacominus da piccolo, a seguito di una rovinosa caduta, si fece talmente male ad una zampetta, tanto che questa rimase “stramba”, come la chiama la nonna Beatrix. Un adulto avrebbe reagito davvero male, se ne sarebbe crucciato ed avrebbe inveito contro il mondo ogni giorno, lamentandosi con chiunque della sua disabilità. Queste parole invece non sono mai state pronunciate da Jacominus e mai lo saranno perchè Jacominus non vivrà mai la sua vita facendosi condizionare dalla sua zampetta stramba ma riuscirà sempre a “guardare” la vita nella sua vera preziosità.

Poi Jacominos impara anche il russo e l’italiano, ed il corso, il latino, il persiano… per questo un giorno s’imbarca su quella nave, proprio per aiutare a risolvere quei problemi laggiù, lui che è in grado di capire così tante persone…

Un libro grazie al quale gli adulti guardano un po’ nel loro cuore, in fondo siamo tutti un po’ come Jacominus, diversi ma uguali, con pregi e difetti. I bambini, accompagnati nel viaggio di questa famiglia allargata, fatta di personaggi fantastici illustrati magistralmente, impareranno quel che gli adulti spesso nascondono.
Il libro delle ore felici vi farà accorgere delle cose più autentiche di cui si compone la vita, quelle piccole magie che ai bambini sono così ovvie ma che noi adulti abbiamo l’assoluta necessità di ricordare ogni giorno per vivere davvero bene. Questo meraviglioso libro illustrato parla direttamente al cuore, invitandovi a “guardare” più che “vedere”.

Jacominus, un semplice coniglietto, ha molto da insegnare a grandi e piccini, anzi forse della sua storia hanno proprio bisogno i grandi.

I piccini adoreranno i meravigliosi disegni di cui è composta questa storia, ne rimarranno ammaliati.
La storia di Jacominus è ricchissima di personaggi, i quali tutti hanno molto da raccontare perchè davvero unici. Questa è si la storia di Jacominus infatti ma è anche la storia di una grande famiglia che rimarrà impressa nei ricordi al pari del coniglietto protagonista.
Impareranno che anche gli animali sanno gioire, patiscono, soffrono, hanno amici proprio come noi. Ora lo sappiamo, non è più fantasia ma una certezza sulla quale riflettere. Fatevi commuovere, entrate nel magico mondo de “Il libro delle ore felici di Jacominus” senza pregiudizi e lasciatevi andare.
Insomma un libro curato in ogni suo dettaglio, pieno di personaggi, di immagini oniriche e realistiche al tempo stesso, di parole poetiche e raffinate.
È rivolto a piccoli e grandi lettori perché, come ci spiega la stessa autrice nella presentazione iniziale, “è un libro da condividere” tra adulti e bambini.

Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough di Rèbecca Dautremer edito da Rizzoli è bello e commovente come una nascita e un addio, perché non c’è fine quando c’è un inizio.
Non c’è fine quando si può ritornare infinite volte sulla prima pagina e scoprire un nuovo dettaglio nelle tavole enormi, da far girar la testa e perdere l’orientamento.
Non c’è fine quando si è “stati”, quando si è lasciato traccia delle proprie zampette sulla rena della storia, anche senza aver scatenato una guerra o ucciso un drago.
Perché il senso della vita è la Vita.

Come le ore felici?
Diciamo pure una vita intera!
Quella di Jacominus Gainsborough.

Le foglie d’autunno nel parco,
la pioggia, la bassa marea.

Un capitombolo, un arrivederci sul molo,
un buongiorno in un giardino di pietre-

Un picnic, qualche gita e
l’ombra fresca sotto il mandorlo.

Tutto qui.
Una vita. ❤

Pagina dopo pagina si respira magia pura, si respira positività e buoni insegnamenti.
Pagina dopo pagina si respira davvero la magia del buon vivere e che tutto questo ce lo ricordi un piccolo e tenero coniglietto forse è ancora più speciale perchè la vita senza le inutili costruzioni mentali che si fanno gli uomini forse sarebbe davvero più semplice e le riusciremmo a dare il suo vero, inestimabile, valore finalmente.

Buona lettura e buona Vita
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Isadora Moon: Magie di inverno

Era il lunedì mattina di una gelida mattina invernale
e io stavo andando a scuola con Coniglietto Rosa.
Faceva così freddo che vedevo
le ragnatele ricoperte di brina luccicare
sotto i primi raggi di sole,
e a ogni respiro liberavo sbuffi
di nuvolette bianche.

Abbiamo imparato a conoscere l’unicità di Isadora Moon nei precedenti libri (leggi le recensioni QUI )
Isadora non è solamente una bimba, metà vampira e metà fata, Isadora è molto di più!
Sua madre è una fata e suo padre è un vampiro e lei è un po’ di entrambi! 😉
Ci sono tanti motivi per amare Isadora Moon..ve ne diamo 5 per inizare 😉
o Isadora Moon è unica!
o Il pupazzetto di Isadora, Coniglietto Rosa, è magico!
o Con questa avventura puoi scoprire che cosa può accadere quando il pupazzo di neve si anima 😉 !
o E puoi visitare il magico palazzo di ghiaccio!
o Le sue avventure, le bambine (dai 5 anni) le adorano e ne sono letteralmente innamorate!

I suoi racconti che hanno come tema portante l’amicizia, l’inclusione e l’accettazione di sé ci raccontano le avventure di una bambina fuori dal comune che compie un percorso comune a tanti altri.

Al mattino appena arrivata a scuola vede Oliver che sta distribuendo gli inviti per andare a pattinare, l’entusiamo sale alle stelle, ma ahimè ben presto scopre insieme alle sue amiche Zoe e Selene che Oliver poteva invitare solo tre amici.
Anche a casa Isadora si sente delusa e triste per non poter provare a pattinare sul ghiaccio.
Ma potrebbe proprio esserci in famiglia una zia che conosce le magie del ghiaccio, anzi potrebbero proprio essere le sue specialità!
Zia Sabrina, con lunghi capelli argentati che brillano grazie a piccolissimi fiocchi di neve e con in mano una valigia che sembra fatta di cristallo arriva a casa di Isadora

Non c’è molta neve da queste parti, vero? chiede zia Sabrina
Magari ce ne fosse! Mamma mi ha raccontato che quando eravate piccole andavate insieme a pattinare sul ghiaccio.
Ci divertivamo tantissimo! Tu hai mai pattinato, Isadora?

Basta una piccola magia nel retro di casa ed ecco la neve e un piccolo specchio compatto e lucido che brilla alla luce del sole.

Una giornata con la neve!
E via come per magia tutti a pattinare!
E appena i ricordi della festa di Olver ritornano, Isadora ben si inventa di fare un pupazzo di neve, o forse è meglio dire un bambino di neve e Coniglietto Rosa crea con la neve una Coniglietta 😀 Ma la magia della neve fatata continua perchè il bimbo di neve (Candido) e la coniglietta prendono vita e trascorrono insieme il pomeriggio a volteggiare nel ghiaccio come due grandi amici.
Raggiunta la sera Isadora e Candido giocano e lei insegna un po’ del suo mondo al bambino di neve.
Isadora ama giocare sulla neve, specialmente quando le sue creazioni prendono vita!
Ma la magia della neve non può durare per sempre.
Riuscirà a salvare i suoi nuovi amici prima che si dissolvano?

“Isadora ci tiene così tanto a te
che non può sopportare l’idea di perderti.

…Non si può rinunciare alle persone a cui teniamo…”

E non è tutto! Magie di inverno di Harriet Muncaster edito da DeAgostini è realizzato in una bellissima edizione regalo con copertina rigida è piena di attività magiche, e gustose, insomma tante cose da fare e assaggiare, offrendo ore di divertimento in compagnia di Isadora e Coniglietto Rosa per far rivivere la magia del racconto ;)!

Consiglio la lettura a partire dai sei anni. Il font è bello grande e perfettamente leggibile e le pagine sono arricchite da simpatiche illustrazioni. Perfetto come prima lettura autonoma, ma adatto anche come lettura condivisa. Tutta la seria è assolutamente spassosa e divertente. Quello che più ci piace, oltre a tutto lo stile, le illustrazioni è proprio il fatto che tutte le avventure di Isadora sono sempre istruttive, sempre delicate ma sorprendentemente regalano un significato molto importante e profondo.


Infatti sono racconti, che oltre a divertire e catturare l’attenzione dei piccoli lettori riescono a far capire l’importanza di accettare e accettarsi per come si è, con tutte le meravigliose peculiarità che ci rendono unici e speciali.
Parlano di persone molto diverse per cultura, caratteristiche fisiche e preferenze che decidono di coesistere e che lo fanno con piacere.
Il messaggio dei libri è presentato in modo semplice e diretto, da essere facilmente recepito dai bambini, che si rispecchiano spesso in tante delle attività/avventure di Isadora.

Puoi acquistare il LIBRO QUI:

Altri titoli della serie Isadora Moon:
Primo giorno di scuola,
Vacanza in campeggio,
Festa di compleanno,
Spettacolo di danza,
Guai in vista,
Gita scolastica,
Magie di Inverno,
Giornata al Luna Park.
Diario dell’Amicizia
Il magico quaderno delle attività

Olly va a sciare – Elsa Beskow


Quando Olly compì sei anni,

ricevette in regalo dal padre un paio di sci nuovi.
Olly non stava più nella pelle
per l’attesa e continuava a chiedersi:

“Arriverà mai l’inverno quest’anno?”.

Prima di raccontarvi di Olly e della sua avventura è necessario, però, che io vi dica che Elsa Beskow (1874-1953) è la più celebre autrice svedese di libri per bambini, è la Rodari di Svezia, la sua Beatrix Potter.
Il suo stile inconfondibile ha sempre cercato di rappresentare la natura in modo delicato, raccontando storie di vita quotidiana strettamente legate al suo mondo in cui gli elementi naturali prendevano vita.
Generazioni di bambini si sono nutrite con la sua penna e la sua matita, sempre attente alla natura, alla bellezza, all’armonia. E infatti questo albo è intriso di un realismo magico che vive della fantasia pura, quella dei bambini, e in essa si cura e rinnova.

Olly va a sciare è una fiaba di Elsa Beskow, pubblicata in Italia da Officina Libraria è una fiaba che ha più di 100 anni, ed è buffo che una fiaba centenaria sia oggi molto più fresca di altre tanto piùgiovani di lei!

Olly è un bambino di 6 anni. Vive ai margini di un bosco con la sua famiglia. Riceve per il compleanno un paio di sci tutto suo dopo quelli smessi dal figlio del mastro dove lavora il padre.
Manca solo la neve!

Alla fine l’inverno arrivò.
Un paio di settimane prima di Natale
la neve iniziò a cadere a grandi fiocchi
e nevicò per due giorni e due notti di fila
così che tutto venne avvolto
da una pesante coltre bianca.

Ah, quanto era felice Olly!
Così felice da fare tre capriole nel letto!

Non si era mai vestito così in fretta prima;
forse si mise perfino qualcosa al contrario.

Poi di corsa dalla mamma:
“Mamma, mamma,
posso andare subito nel bosco?”

L’intraprendenza del bambino è vera, credibile, convincente, tangibile sia nel testo, sempre puntellato da numerosi dialoghi, sia nei quadretti in bianco e nero posizionati di tanto in tanto all’interno della righe stampate. Pare quasi di averlo accanto, Olly, mentre trangugia la colazione, monta sugli sci e salutando mamma e fratellino si avvia verso il bosco.
E’ ovvio che Olly non aspetta altro, indossa i propri sci e va!
Cappello di lana rosso e giacchetta blu, spessi calzettoni e guanti caldi, Olly si addentra nel bosco e mano a mano che cammina, che scia, il bosco diventa più bello; un luogo reale in mezzo al quale sciare diventa per Olly talmente splendido da sembrare una fiaba, da dargli l’impressione di aver varcato la soglia del giardino del Re dell’Inverno.
Olly è davvero così felice che chiama ad alta voce proprio il Re Inverno per ringraziarlo. Al suo posto compare Mastro Gelo, un anziano signore barbuto, di bianco vestito, che con il solo soffio cosparge di brina e neve il cappotto di Olly.

E così s’incamminarono attraverso il bosco,
Mastro Gelo davanti e Olly dietro.

Mentre il dialogo tra i due si fa sempre più amichevole, compare una signora anziana, incappucciata, infreddolita, raffreddata, che viene prontamente -e malamente- scacciata da Mastro Gelo.
È la vecchia Sgelo che sbaglia sempre i tempi e al suo passaggio scioglie la neve per preparare l’arrivo della sua signora, la Primavera!

Ma la vera avventura per Olly deve ancora incominciare.
Con lui Olly arriverà scivolando e racchettando al palazzo del Re Inverno, dove assisterà, all’incredibile lavorio del popolo lappone al suo servizio, intento a preparare quelli che di abitudine sono i regali che chiedono i bambini svedesi: scarponi in pelle per sciare, calzettoni e guanti da sci con polsini lunghi fatti a maglia con magnifiche rose ricamate sopra, sci, slittini e pattini da ghiaccio. Ma al suono del gong…tutti fuori a giocare e allora sì ebbe inizio il divertimento!

E proprio qui accompagnato da Mastro Gelo, Olly conosce Re Inverno, una figura davvero imponente con al seguito due trichechi. Re Inverno, dopo averlo conosciuto, promette a Olly dei pattini nuovi, dato che non li ha mai avuti e gli permette di giocare con i bambini che al castello stanno lavorano per la realizzazione di semplici giochi. Quei regali arriveranno sulla porta di casa il giorno dopo.

Ti sei divertito?chiese Mastro Gelo, che arrivò proprio in quel momento.
Non mi sono mai divertito tanto in vita mia!”.
Non fatico a crederlodisse Mastro Gelo compiaciuto. Dopodiché legò una renna davanti agli sci di Olly, sali anche lui sugli sci per guidare e si misero in viaggio attraverso la grande torbiera dove Olly di solito raccoglieva more boreali durante l’estate.

Ritorna la calma, la tensione cala, Mastro Gelo conduce Olly fino al margine del bosco, verso casa. Ormai saldo, il legame tra il bambino e la natura, nella realtà fantastica, proseguirà nel tempo e quando Olly troverà due pacchetti regalo con pattini e sci davanti alla porta di casa, saprà da chi provengono;
quando vedrà la pioggia, il vento e il fango spazzare via il paesaggio invernale tanto amato da lui e suo fratello, saprà che vecchia Sgelo sta ormai compiendo il suo inevitabile lavoro 😉

Una storia, viva perché popolata da tanti personaggi, incantatrice, come solo l’immaginazione dei bambini sa essere, da assaporare e in cui accoccolarsi in attesa della neve. Grazie alle illustrazioni a piena pagina, accolte sempre nella tavola di destra, sono ariose, movimentate, luminose, dipinte con varie tonalità di bianco.

Una storia che ha il sapore della leggenda, basti sapere e ricordare come molti di noi sono cresciuti sentendo la leggenda dei giorni della merla che spiegava il freddo di fine gennaio. A inizio novembre ci sono giorni di sole perché è l’estate di San Martino, legata alla famosa cappa ceduta per benevolenza. Re Inverno non fa più parte delle storie che raccontiamo ai bambini, ma è una tradizione culturale molto presente in altri paesi soprattutto del Nord Europa. In Russia, durante gli anni in cui era proibito il culto cattolico, i bambini non potevano aspettare la nascita di Gesù Bambino, almeno ufficialmente, allora si rimediava dicendo che aspettavano Nonno Gelo o Re Inverno.

Una storia che merita di essere letta ai bambini perchè parla in modo originale del Natale, senza nominare Babbo Natale. Infatti Re Inverno porta doni ai bambini, vive in luogo pieno di ghiaccio dove i lapponi realizzano oggetti in legno e stoffa per i bambini. La sovrapposizione delle due figure è chiara, ma in Olly va a sciare è il legame tra favola e stagione il tema principale.

Buona lettura!
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Domani farà bello – Rosie Eve

Benvenuti nell’Artide,
una terra di mare, di ghiaccio e di cielo,
tutta a Nord del nostro pianeta.
Il mondo si riscalda, i ghiacci si sciolgono…

Un giovane orso polare bianco con la sua mamma affronta le giornate belle e quelle brutte, le tempeste e le giornate di sole. Solo che le tempeste sono sempre più violente e il sole è troppo caldo, tanto da sciogliere i ghiacci della banchisa.
Così, a un certo punto, mamma e cucciolo sono separati dal crollo di un pezzo di iceberg, su cui l’orsetto si troverà a vagare da solo, in mezzo al mare.

Ci sarà il momento di doversi tuffare e cominciare a nuotare e continuare a farlo per giorni; per fortuna, quando si è stanchi, viene in soccorso un amico e il viaggio può continuare. E’ la mamma che parla e incoraggia ad avere sempre fiducia, perché lei sarà sempre lì ad attendere il ritorno del piccolo.

Ma dobbiamo sempre credere nel futuro…
e accettare i momenti belli come quelli brutti.
Un bravo orsetto conosce la pazienza.
Sa che il sole tornerà…

Nella storia avviene un “brusco” cambiamento di prospettiva.
La mamma aspetta il suo cucciolo non più sulla banchisa, ma in un territorio nuovo, disegnato dalle città sommerse; come dire, e a sottolineare che noi, la nostra civiltà fatta di consumismo compulsivo delle risorse, costi quel che costi, verrà letteralmente ricoperta dall’innalzamento dei mari, dovuto allo scioglimento dei ghiacci.
Gli orsi, invece, in qualche modo se la caveranno, come hanno sempre fatto, certi del loro futuro e attenti a conservare con amore il loro ambiente.

Se il cambiamento tarda troppo a venire,
perderai un poco la speranza.

Ma non mollare,
troverai sempre qualcuno pronto ad aiutarti.

Da bravo orsetto prosegui il tuo viaggio…
verso il sole.

Domani farà bello, di Rosie Eve, pubblicato da L’Ippocampo Ragazzi, è un albo illustrato originale, che racconta con grande semplicità il dramma del cambiamento climatico, con un finale che rappresenta una prospettiva diversa e interessante.
Nella storia convivono due filoni di narrazione:
da una parte l’esperienza drammatica del distacco e della perdita, la ricerca e poi il sollievo di ritrovarsi insieme, con il ruolo di mamma orsa che, conducendo il racconto, incoraggia a non perdere mai la speranza;
dall’altra lo sfondo dei cambiamenti climatici, la visione ahimè apocalittica, ma realistica, di quello che potrebbe essere lo scenario futuro, a fronte del comportamento autodistruttivo che la specie umana sta mettendo in campo.
L’autrice mette in guardia e sottolinea quanto, in una favola, può esserci di realismo, una prospettiva remota, ma non troppo, che può coinvolgere tutti noi, grandi e piccoli lettori.

La lettura è indicata dai 5 anni, ma è assolutamente da proporre anche a bambini più grandi in quanto questo apre la porta a molte riflessioni e a molti approfondimenti che ha senso fare con bambine e bambini, direi dalla terza elementare in poi.
E’ molto bello ragionare con loro sull’idea di futuro che hanno, come se lo immaginano e cosa farebbero per renderlo migliore e allo stesso tempo sensibilizzarli sul rispetto dell’ambiente che li circonda.

Le illustrazioni di Rosie Eve sono essenziali ed emozionali, l’albo, alterna tavole a tutta pagina o a pagina doppia, a pagine in cui il racconto accelera con sequenze di immagini che descrivono le azioni con un linguaggio che riprende lo stile del fumetto.
Domani farà bello, raccontando dell’orsetto che ha perso la mamma, la sua solitudine in mezzo al mare rende la storia ed il messaggio intuitivo ed evidenzia, sollecitando la partecipazione emotiva del giovane lettore o lettrice.
La visione del mondo futuro ha una limpida chiarezza, che esprime un indiretto grido d’allarme quanto basta per insegnare qualcosa alle generazioni che avranno il super-eroico compito di salvaguardare il nostro pianeta…una storia piena di speranza!

Ho imparato tante cose nel mio viaggio!
Quando c’è una tempesta o la notte senza fine…
devo avere pazienza…
e andare avanti fiducioso.

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Ecco come Funziona il corpo Umano – Nicola Edwards

Perché nell’acqua le mani e i piedi raggrinziscono?
Perché quando abbiamo freddo ci vengono i brividi?
Come si formano croste e cicatrici?
Qual è il muscolo più forte? Che cosa ci fa produrre rutti e puzzette?
Come funziona la memoria?
Quanta pipì può contenere la vescica?
Perché i lividi cambiano colore?

Per i bambini arriva sempre il momento di queste domande “ordinarie”, e trovare risposte non banali ma sufficientemente semplici è complicato.
Ghiandole salivari, apparato tegumentario, muscolo striato, aorta, articolazioni mobili, intestino tenue o crasso, bronchi, bronchioli, vene, apparato digerente, sistema nervoso, cellule, apparato circolatorio, DNA, tessuti, cornea, sistema immunitario e molto altro ancora.
Le domande dei bambini su come lavora ogni parte del nostro corpo trovano risposta nell’imperdibile libro di Nicola Edwards, Ecco come funziona il CORPO UMANO.

Ci sono molti libri, giochi e attività creative che possiamo utilizzare per spiegare il corpo umano ai bambini. L’argomento è sempre molto interessante e può essere affrontato in modo creativo, senza rinunciare ai termini specifici e all’approccio scientifico.
La casa editrice Editoriale Scienza per la sua collana “A tutta scienza“, ha pubblicato Ecco come Funziona il corpo Umano di Nicola Edwards, uno di quei libri che si ha voglia di sfogliare già solo guardandone la copertina, rigida e dalle dimensioni importanti, ricca di disegni colorati che spiccano per la loro chiarezza sul fondo nero.


Aperto il volume ci si trova subito di fronte ad una piacevolissima sorpresa: il retro della copertina infatti è composto da una pagina apribile che svela un vero e proprio “libro nel libro”: un libricino, infatti, presenta il corpo umano in maniera sintetica con delle mappe del corpo umano.
Apparato tegumentario, sistema muscolare, sistema scheletrico, apparato digerente, apparato respiratorio, apparato circolatorio, sistema nervoso e apparato urinario compaiono nell’indice delle mappe con accanto il rimando alle pagine dell’albo dove questi argomenti saranno trattati, mentre in ogni mappa è presente una scheda con l’elenco delle parti del corpo presenti in quel determinato sistema o apparato.

Ogni mappa ha il colore delle pagine del libro a cui fa riferimento, una guida per facilitare la lettura senza però obbligarla in alcun modo.
Insomma sicuramente oltre alle informazioni e nozioni le protagoniste sono anche le immagini disegnate dai bravissimi illustratori George Ermos e Jem Maybank, che centrano in pieno l’obiettivo di spiegare senza troppi giri di parole com’è fatto il corpo umano.
Perchè è anche guardando le immagini che i bambini potranno intuire molto con un colpo d’occhio.
Per esempio come sono fatte le ossa: invece di dover leggere che sono composte da cartilagini, osso spugnoso, fisi, midollo, periostio e osso compatto, basterà guardare con attenzione l’immagine. Lo stesso vale per i vari apparati (digerente, respiratorio, circolatorio, genitale, eccetera).

Il libro è composto da 40 pagine di una bella carta spessa e non patinata, si può idealmente suddividere in tre parti: un’introduzione che conduce i lettori all’interno del corpo umano e lo avvicina ai concetti di sistema ed apparato; l’approfondimento degli undici apparati e sistemi che compongono l’uomo; un’ultima sezione imperniata sul DNA che spiega perché siamo fatti proprio in un determinato modo e accenna anche a concetti come l’ereditarietà. A chiusura del volume vi è poi un utile glossario che permette di ritrovare con immediatezza il significato delle parole chiave incontrate nelle diverse pagine.

Molto interessante è l’approccio scelto per veicolare le informazioni, che si caratterizza per un mix di spiegazioni e curiosità com’è tipico delle pubblicazioni firmate da Editoriale Scienza.


Infatti, per ogni argomento trattato, è presente un bollino “Lo sapevi?” in cui si svela una particolare curiosità legata al tema o alla parte del corpo trattata. L’approfondimento più didattico è naturalmente immancabile e si realizza attraverso l’unione di informazioni più generali descritte direttamente dal testo piuttosto che dalle illustrazioni.

Questo libro piace molto ai ragazzi (direi almeno frequentanti la scuola primaria o dai 7/8 anni, poi ovviamente dipende dalle passioni e dagli interessi di ogni bambino 😉 specie se avete bambini curiosi che vi fanno domande a cui non sapete rispondere!)
Piace perchè contiene dei “fumetti” di approfondimento che rispondono ad un sacco di curiosità.
Contiene informazioni curiose che raramente si trovano nei libri di questo genere, come scoprire che lo starnuto più veloce ha raggiunto i 165 km all’ora.
Sicuramente è un testo di qualità che da modo di approfondire alcuni argomenti che si affrontano a scuola in modo più divertente e quindi facilitando l’apprendimento.

Buona scoperta del Corpo Umano!
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L’isola del Nonno – Benji Davies

Syd si ritrovò sul ponte di una grande nave.
Tutto intorno c’era un oceano di tetti.
Il nonno tirò una leva,
BOOOOOOOOP!
La sirena suonò e la nave iniziò
lentamente a muoversi.

Syd si reca spesso a trovare il nonno, nella sua abitazione in fondo al giardino. Ha tanta familiarità da poter entrare anche quando il nonno è assente, conoscendo il nascondiglio dove egli ripone la chiave.
Un giorno che la casa pare deserta, il bambino si sente chiamare dalla soffitta. Il nonno si è rifugiato in soffitta, quella stanza sconosciuta, ingombra di oggetti curiosi.

Syd lo raggiunge e insieme passano oltre una misteriosa porta di ferro, nascosta da un telo.
Al di là c’è il ponte di una nave, svettante sui tetti delle città. Un rombo di sirena e i due salpano, prendono il mare aperto e giungono fino a un’isola tropicale rigogliosa, verdeggiante, fitta di una vegetazione meravigliosa.

L’isola in cui approdano è bellissima, decisamente tropicale, il nonno sta talmente bene che non gli serve nemmeno il bastone.
Tanto divertente è la vita sull’isola, tra tuffi, giochi e momenti di quiete, che al momento di tornare indietro, verso casa, il nonno comunica a Syd che la sua intenzione è quella di restare.

Il bimbo comprende e dopo un attimo di preoccupazione, coraggiosamente assume il comando della nave e rientra in città. Il viaggio verso casa sarà più duro senza il nonno, ma seppur nella tempesta, Syd porterà la nave a casa sana e salva.

E’ il giorno dopo, quando Syd torna nella casa deserta, che scatta la malinconia: il nonno non è più lì, la soffitta è deserta e perfino la porta di metallo è scomparsa.
Che sia stato solo un sogno?
Ma in bocca a un pellicano arriva il messaggio a rassicurare e fugare il dubbio: un nonno sorridente, sereno in mezzo agli amici dell’isola.

L’isola del nonno di Benji Davies, autore inglese di grande dolcezza e sensibilità, edito da EDT – Giralangolo, riesce ad affrontare l’argomento con una dose davvero mirabile di grazia, merito anche della scelta di una chiave immaginifica, simbolica e fantasiosa, lieta oltre la malinconia di fondo, grazie alla quale la dimensione affettiva si percepisce in ogni grande, colorata, intensa e vivissima tavola…è un tripudio di colori, la quintessenza della vita che vive anche quando qualcosa, o qualcuno, si perde per strada.
Infatti le illustrazioni hanno un tratto morbido, gaio e gentile, tinte pastose, semplici nello stile eppure eloquenti, che si accompagnano a un testo lieve ed essenziale, raccontando – grazie a rimandi, citazioni, particolari, pose, espressioni – molto agli occhi che sanno indugiare nell’osservazione.
Ad esempio con un occhio attento si potrà notare che alcuni degli oggetti che popolavano la soffitta si ritrovano anche sull’isola. La teiera, ad esempio, il grammofono, ma anche la scimmia, che in casa era un pupazzo inerte di peluche mentre ora è un animale vivo e vivace.

È una bellissima metafora del saluto, del ricordo, della bellezza del volersi bene e dello stare insieme, ma anche una conferma rassicurante di ciò che rimane dopo e che resta per sempre parte di noi, del fatto che la vita ci mette di fronte a delle grandi sfide, ma che in fondo si può riuscire a superarle tornando a casa sani e salvi.

Non è semplice con in nostri bambini affrontare il tema della morte di una persona cara, di un famigliare, di un nonno magari, al quale si è voluto molto bene, con il quale si sono condivisi momenti di gioco, complicità, scoperta, affettività.
E’ propio questo a rendere L’isola del nonno un libro illustrato molto prezioso, proprio grazie a questa sua capacità di parlare di una tematica dolorosa e difficile senza aver bisogno di nominarla, né di darne una rappresentazione diretta, didascalica. Non per questo risulta meno eloquente, anzi, dal punto di vista emotivo è estremamente toccante

E’ inoltre una metafora efficace per parlare, senza dirlo, del potere del ricordo, della possibilità di far rivivere costantemente chi si è perso nella memoria delle esperienze che si hanno avute insieme: l’isola è quel posto speciale dove risiedono tutti i momenti felici che nonno e nipote hanno condiviso ed è lì che il nonno si troverà per sempre a vivere, mandando al suo amato nipote messaggi che sono, e sempre saranno, i ricordi, che continueranno a germogliare nel suo cuore.

Consiglio con affetto questo libro a chi è alle prese con bambine e bambini che hanno bisogno di elaborare un lutto perché può contribuire a offrire al piccolo un riferimento immaginifico cui appoggiarsi.
Certamente, come tutti i buoni libri, non può fornire loro risposte, non promette soluzioni, ma sicuramente accarezza il loro cuore, le loro emozioni e spinge il lettore a guardare dentro di sé, a sentire, rivivere e pensare da un punto di vista diverso.
L’isola del nonno non ha età, può essere letto insieme ai bambini dai 4 anni, a quelli più grandi, ma scalda il cuore anche a noi adulti
E uno di quei libri capaci di smuovere i sentimenti più profondi, lasciandoti con gli occhi pieni di lacrime e il sorriso stampato sulla bocca.

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Cane Puzzone – Colas Gutman

Cane Puzzone è nato in un bidone dell’immondizia, ma è pure sempre un simpatico randagio che profuma OPS puzza di sardine, il pelo sembra una moquette vecchia ed è sempre in giro con il suo improbabile amico felino Spiaccigatto.

Impossibile non affezionarsi fin da subito al buffo protagonista Cane Puzzone, buono e credulone.
In più è anche un po’ tonto, un po’ lento, confonde la destra con la sinistra, la testa con la coda, non ha malizia, non sa cogliere la cattiveria che c’è intorno, è sempre speranzoso e gentile, specie col suo amico Spiaccigatto, Cane Puzzone ha infatti l’ottimismo di chi nella vita non ha avuto nulla, e gioisce per ogni piccola cosa.
Ma anche i personaggi che fanno da contorno sono simpatici e allegri, sicuramente più scaltri come appunto il micio Spiaccigatto o la bimba dalle scarpe senza lacci.

Un giorno Spiaccigatto spiega al suo amico cos’è un padrone e Cane Puzzone ne vuole uno tutto per sé, comincia così un’improbabile avventura per le vie della città alla ricerca di qualcuno che gli faccia da padrone.
Purtroppo Cane Puzzone non è molto sveglio, e nemmeno molto fortunato, inciampa spesso in loschi figuri che approfittano della sua ingenuità (e rimangono disgustati dalla sua puzza!).
Prima uno strano uomo che raccoglie cani per rivenderli, poi una banda di ladri poco raccomandabili che cercano animali strambi da impagliare, infine la bambina con le scarpe rosse senza lacci che forse poi non è così male…

Cane Puzzone è nato in Francia, dalla penna di Colas Gutman e dalle illustrazioni di Marc Boutavant presenti a colori per rendere ancora più ricco questo libro.
Con i suoi tratti, Marc Boutavant completa perfettamente l’opera dello scrittore: nelle immagini, Cane Puzzone è sempre sorridente, bocca aperta e lingua a penzoloni; il cane che tutti vorrebbero avere come amico (se non puzzasse di sardine, ovviamente).
Una storia divisa in capitoli, adatta anche a essere letta a puntate, la sera prima di addormentarsi che sta avendo un incredibile successo tra i più piccoli (4-7 anni), le sue avventure si sono moltiplicate per nove libri e trasformate anche un cartone animato. Finalmente è arrivato pure da noi grazia a Terre di Mezzo Editore. Cane Puzzone è un titolo fantastico e un’ottima e divertente lettura per chi sogna di avere un cucciolo!

Impossibile non amarlo!
Basta il nome, basta il suo sguardo allegro e il suo aspetto buffo

Fra rapimenti, colpi di scena e personaggi improbabili si snocciola questa simpaticissima prima storia di Cane Puzzone ma occhio che le avventure di Cane Puzzone continuano anche nel libro Cane Puzzone va a scuola

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Io e Fata Mammetta – Sophie Kinsella

…questa è la mia mamma.
Sembra una mamma come tutte le altre…
ma non lo è, perchè può trasformarsi in una fata.
Le basta pestare tre volte i piedi per terra,
battere le mani, agitare i finachi, dire:
“Marshmallow” e…PUF!

Ecco Fata Mammetta!”

C’è una bambina, figlia di una fata pasticciona, che ci racconta quattro avventure della sua mamma speciale. Perché fata mammetta ha un po’ fretta, vorrebbe fare tanti incantesimi interessanti, ma spesso non ricorda le formule.
Non è forse vero che tutti i bambini pensano alla propria mamma come a una fata capace di fare magie?
Tra “riparidù”, l’incantesimo che ripara gli oggetti che si rompono, e mucche che compaiono in cucina quando hai voglia di latte fresco, la risata viene spontanea!
Mammetta è sì una fata, ma in un mondo contemporaneo, che i bambini conoscono: è una mamma che lavora, si occupa della casa e al posto della bacchetta magica ha lo smartphone, usa la FataApp e la FataMail.

Certo avere una mamma fata è davvero una rarità poichè con la sua magia può aiutarti in ogni campo.
Come quella volta che Ella doveva fare un figurone con i suoi amici e doveva cucinare insieme alla mamma, che grande avventura è stata lavorare fianco a fianco per far colpo sulla sua acerrima nemica.
Peccato però che il fratellino di Ella non la pensasse allo stesso modo, decidendo di divertirsi ad imbrattare la cucina di impasto per dolci.
Come risolvere il problema? Ma con la bacchetta magica, certamente, sperando che le cose vadano in meglio!

E che dire di quella volta in cui la mamma di Ella si è ammalata e per evitare di restare confinata a letto ha cercato rimedio nella magia, finendo solo per peggiorare le cose ma in compenso facendo divertire un mondo la sua bambina, che presto si è ritrovata sul tetto della casa con una madre supermuscolosa.
Ma non è solo la madre di Ella a padroneggiare la magia, è anche la zia di Ella, la quale è molto più preparata della sorella e azzecca al primo colpo tutti gli incantesimi.

Io e Fata Mammetta di Sophie Kinsella edito da Mondadori è un libro suddiviso in capitoli, ciascuno dei quali racconta un’avventura di Fata Mammetta e di Ella ed è incentrato su un incantesimo in particolare, assisterete quindi a numeri magici, si, ma anche a storie che hanno un risvolto su cui riflettere e che mostreranno il bellissimo rapporto che lega Ella alla sua Fata Mammetta.
Infatti è proprio la morale che l’autrice ricava da queste storie che lo rende un libro significativo perchè essere dotati di poteri magici è una cosa meravigliosa e spesso può aiutare quando ci si trova in difficoltà ma è bene sapere che non tutto si risolve con la magia e anzi, ad usarla troppo si rischia di perdere davvero le cose belle della vita.
Poter fare incantesimi è senza dubbio una dote invidiabile e può aiutarti a vincere e a stracciare i tuoi nemici, ma non è più importante sapere di avercela fatta con le proprio forze e non grazie ad un trucco?
L’autrice ce lo fa capire bene! Essere magici è fantastico, ma essere se stessi è semplicemente fenomenale.
Tutto il libro è arricchito da bellissime illustrazioni, in bianco e nero, che lo rendono più bello ed affascinante agli occhi delle baby lettrici. Lo stile del testo è lineare, e molto piacevole 😉 Evocativo e frizzante, saggio ma mai pedante, lo stile della Kinsella fa di sicuro centro!

Le mamme adoreranno rispecchiarsi nella Fata Mammetta, un po’ pasticciona forse, ma dotata di scintillanti ali fatate, una potentissima smartbacchetta ed una splendente e magica tiara, tutti accessori che, per’altro, la rendono bellissima agli occhi della sua bimba.

Le bambine non potranno fare a meno di adorare Fata Mammetta, rimarranno affascinate dalle sue magie e non vedranno l’ora di condividere con le loro mamme le avventure di Fata Mammetta e di sua figlia Ella.
Insomma un libro che piace a mamme e bambine, ma anche i maschietti si faranno delle belle risate!
Sarà per le avventure bizzarre, per le immagini, per i divertentissimi giochi che troverete nelle ultime pagine, o sarà per la golosissima ricetta di muffins magici da realizzare a casa con mamma ma fatto sta che questo libro lo consiglio come un graditissimo regalo per le bimbe!


La storia frizzante e piena di magie, strapperà più di un sorriso sia alle mamme che alle bimbe e contribuirà di certo a rendere memorabile un bel momento di lettura mamma-figlia
Leggero, scorrevole, immediato ed intrigante, questa raccolta di quattro racconti piacerà a chi riuscirà leggerlo in maniera indipendente, ma anche ai bambini più piccoli, che si faranno raccontare la storia della buona notte 😉

Sophie Kinsella è un’autrice famosissima in tutto il mondo per la sua serie per adulti dove ha dato prova di essere un’autrice che sa dosare la giusta ironia e allo stesso tempo creare il pathos per le scene più gravi.
Con questo libro si è lanciata in una nuova sfida, entrando nel mondo dei ragazzi con un romanzo magico tutto da scoprire!
Io e Fata Mammetta” è solo il primo capitolo, il secondo  è uscito in ottobre ed è “Aspirante fata

Io e Fata Mammetta è dedicato a Rex e Sissy, i miei figli più piccoli di 7 e 6 anni
(gli altri sono Freddy, 21, Hugo, 20, e Oscar, 12).

È una delle storie che ho inventato per loro, la sera quando li mettevo a letto.
Mi sono accorta che le avventure di Ella e di sua mamma li divertivano,
che avevano grandi potenzialità narrative.
Io raccontavo, Sissy e Rex a volte mi suggerivano cosa aggiungere.

Sophie Kinsella

Aprite le porte a un pizzico di magia!
Accendete le vostre smartbacchette e che la magia abbia inizio!
Lasciatevi incantare dalle avventure di Ella e di Fata Mammetta!

Buona lettura!
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