Tutto attorno ti sorride

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E all’improvviso ti senti sollevato,
ti senti diverso, più ottimista e tutto attorno ti sorride.
Fino a quando ti chiedi del perché della tua felicità, e allora tutto svanisce.

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Imparare l’Ottimismo ogni giorno

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Eccoci qui con un nuovo argomento “il pensiero positivo”, ora per favore abbandonate il pregiudizio che dice che gli ottimisti vivono perennemente con gli occhiali rosa sul naso. L’ ottimismo, quello vero, consiste nella capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà ma di vederle come momenti di crescita personale assumendo così un punto di vista più distaccato che consente di cogliere le diverse opportunità e di dare il meglio di se.

Io trovo che sia difficile, soprattutto in questo momento storico, essere ottimisti piuttosto che pessimisti, perché vedere il mondo attraverso la lente della realtà conduce spesso a valutazioni negative ma, come al solito, dobbiamo considerare che il nostro modo di essere è dato sia da un risultato fisiologico che da uno culturale. E già perché socialmente noi associamo il pessimismo, come pure il realismo, alla saggezza mentre l’ottimismo all’ingenuità.

Anche la psicologia fino a poco tempo fa tendeva ad “attenuare l’infelicità” mentre ora c’è un nuovo orientamento che cerca di accrescere la felicità. Come fa notare Martin Seligman, il padre della psicologia positiva «…ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare, quanto possiamo avere di favorevole in noi (la spiritualità come l’ottimismo, l’interesse come l’iniziativa) e a fare leva su tali caratteristiche». Il fine? Esattamente quello che ci siamo posti con questa serie di articoli: stare, per quanto possibile, ancora meglio nella psiche come nel corpo.

Si, anche nel corpo. Le ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato che i pensieri positivi riescono a limitare la secrezione degli ormoni da stress, come il cortisolo, e a stimolare la produzione di betaendorfine, gli analgesici naturali dell’organismo che stimolano il piacere e riducono il dolore. Altri studi hanno riscontrato un’ aumento della quantità di un’ anticorpo, sIgA in sigla, che protegge contro le infezioni delle vie respiratorie. Tutto questo non fa che confermare quello che tutti possiamo verificare: chi è ottimista, ha un sistema immunitario più efficace, quindi è maggiormente protetto dalle malattie e addirittura raddoppia i livelli di sopravvivenza (dimostrato da una ricerca dell’Università di Texas-Galveston in America) ma non solo, riesce anche a superare più brillantemente le prove della vita. In altre parole, chi tende a focalizzarsi sul positivo, anziché sul negativo, sta meglio con se stesso e con gli altri.

Certo non si parla solo di ottimismo ma anche di altre predisposizioni d’animo come la speranza (che fa si che le persone che ne sono persuase mettano in atto dei comportamenti che portano sempre ad un risultato positivo), l’autostima (di cui ampiamente parlato), l’estroversione, il senso dell’ umorismo, la capacità di autoanalisi ecc…

A questo punto penserete, “ma c’è qualcuno che possiede tutte queste doti? E chi è introverso, pessimista, e non molto simpatico cosa fa? E’ senza speranza?” No, una caratteristica di questo orientamento psicologico è proprio quello che Seligman chiama “l’ottimismo acquisito“, sostenendo che chiunque può ritrovare il meglio di sé, dal punto di vista emotivo, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare.

In altre parole la gioia di vivere, la speranza, l’ottimismo si possono imparare e noi lo faremo insieme.

Pensare in modo costruttivo

Prima di vedere come si diventa ottimisti vorrei parlarvi un po’ meglio di Seligman e della psicologia positivista, così da darvi un quadro più ampio da cui partire per diventare più ottimisti.
Seligman è docente di Psicologia all’Università della Pennsylvania e oltre ad essere l’autore di diversi best-seller e stato eletto nel 1997 presidente dell’Apa, l’associazione che raccoglie al suo interno oltre 155mila psicologi. Partendo dalla psicologia cognitivista e dalle ricerche svolte sull’ “ottimismo acquisito”, Seligman sostiene che chiunque può ritrovare il meglio di sé, dal punto di vista emotivo, riesaminando le predisposizioni negative, assaporando le esperienze positive e facendo leva sul desiderio naturale di migliorare.

In america, la scuola positivista è largamente dominante rispetto alle altre scuole di pensiero anche perché, secondo me, essendo partiti da un punto di vista opposto rispetto alle altre hanno raggiunto maggiori consensi : dagli infelici sono passati a studiare i soddisfatti, gli ottimisti, gli individui di talento. ” È giunto il tempo che la scienza comprenda le emozioni positive, dia un fondamento alla forza e alla virtù, e fornisca utili indicazioni per realizzare quella che Aristotele definiva la “buona vita” ( Seligman – Authentic Happiness- ) e continua dicendo che la psicologia non è “solo una branca della medicina”, ma è una scienza che può e deve fornire un “paradigma di civiltà”.

L’altra “mossa intelligente”, sempre secondo il mio modesto parere, è che la Positive Psychology si muove affiancando le ricerche che negli ultimi anni si stanno facendo sul cervello attraverso tecniche non invasive, per cercare di verificare cosa succede in esso nel momento stesso in cui proviamo determinati sentimenti, per trovare la risposta all’interrogativo più comune: come è fatta la nostra mente e cosa determina le nostre reazioni agli eventi esterni? Cosa ci rende felici e cosa ci rende felici?
Si è cercata, infatti, una base genetica alla felicità e dall’Università del Minnesota ci arriva la risposta che essa ha una base stabile innata (sarà davvero così?).
Dalle neuroscienze arriva l’informazione che il nostro umore è dato dalla quantità di dopamina, serotonina (diventata famosa negli ultimi anni come pillola della felicità) o endorfine. Ma crediamo davvero che un farmaco possa risolverci tutti i problemi e trasformarci in uomini felici, ottimisti, sereni? Io credo fermamente che bisogna “lavorare” per ottenere qualsiasi cosa, figuriamoci per diventare felici!!!

E allora…al lavoro!

FARE Smettete di pensare a quello potreste o vorreste fare ma fatelo; non aspettate rimuginando sui pensieri negativi di quello che potrebbe ipoteticamente accadere, siate fiduciosi, sarete sicuramente in grado di controllare gli eventi, e comunque anche in caso di avversità troverete delle alternative, delle strade traverse per raggiungere comunque il vostro obiettivo, e poi è meglio dire ho provato ma non ci sono riuscito piuttosto che avrei potuto farlo ma…

RIDIMENSIONARE – Tutti noi facciamo degli errori, l’importante è saper imparare da questi e andare avanti, senza caricarli di valenze eccessivamente negative. I veri ottimisti li commettono come tutti gli altri, la differenza sta nel fatto che, dopo averli superati, guardano oltre. E’ anche possibile che qualcuno di noi “sbagli” sempre nello stesso “campo”, che so i sentimenti piuttosto che gli affari, ma non per questo bisogna mettersi nell’ordine delle idee di avere fallito nella vita, molto semplicemente potremmo ammettere che in quel determinato settore abbiamo delle difficoltà ma che in altri 9999 siamo in gamba.

Come ci fa notare il prof. Gian Vittorio Caprara, ordinario di Psicologia della personalità all’ Università La Sapienza di Roma, “Pessimismo od ottimismo non rappresentano una disposizione innata, ma un modo di confrontarsi con la realtà, che viene assimilato nel corso della propria esperienza, sino ad influire significativamente sulla direzione che essa può prendere”. Tutto ciò ci porta a concludere che essendo appresi detti comportamenti possono essere modificati, ed è quello che noi stiamo cercando di fare.

ESTREMIZZARE – Se state leggendo questo articolo vuol dire o che tanto ottimisti non siete oppure che siete delle persone positive che si stanno ritrovando nel quadro che sto descrivendo. Se rientrate nel primo caso, molto probabilmente il vostro risveglio mattutino non sarà proprio all’insegna della gioia di vivere, penserete a tutto quello che dovete fare durante la giornata e al tempo che butterete via durante l’ora passata nel traffico, al parcheggio che non si trova, oppure all’ascensore che non funziona, alla discussione che dovete fare con vostro figlio/a o con vostro marito/moglie o fidanzata/o o convivente (spero di aver messo tutte le varianti). Bene, pensate al peggio, cioè estremizzate il tutto, visualizzate quello che di più negativo potrebbe accadervi, avvertite la vostra ansia, l’angoscia, la ricerca di una soluzione che non c’è…fatto?
Ora tornate alla realtà, pensate agli impegni della giornata che avete davanti, non sembrano bazzecole rispetto alle “tragedie” immaginate poco fa? OK, ora siete pronti ad uscire di casa, non vi sentite più ottimisti?Sono sicura di si!

VEDERE Vedete tutto nero? Per voi il mezzo bicchiere è sempre vuoto? Imparate a cambiare la vostra prospettiva, ad essere flessibili nel modo di vedere le cose.
L’ottimista in una situazione critica a tutto tondo, si concentra sul micro, cioè su quelle piccole, minuscole facezie che gli danno gioia e che gli consentono di “respirare”. In questo modo si ricaricano di energia e affrontano le difficoltà con maggiore grinta rispetto a chi vede solo la crisi e si ottenebra il cervello non riuscendo più a vedere la via d’uscita alternativa. Oppure, al contrario, di fronte a degli ostacoli riesce a vedere in toto la sua vita ricavandone un quadro generale positivo, riuscendo così ad andare avanti per la sua strada senza lasciarsi frenare dalle avversità.

PARLARE – Ne abbiamo già parlato, della connessione tra il cervello, il pensiero e il linguaggio. Se utilizziamo un vocabolario prettamente incentrato su pensieri negativi questi influenzeranno il nostro stato d’animo e di conseguenza il nostro cervello.
Allora eliminiamo dalla nostra conversazione frasi del tipo “non riuscirò mai a farcela” oppure “è troppo difficile per me realizzarlo” e trasformiamole in “ ce la farò” “riuscirò a realizzarlo”. Il pensare “male” ci fa percepire come peggiore la situazione che si sta vivendo e non ci fa tenere conto delle nostre possibilità, delle nostre capacità, in questo modo diamo la possibilità al nostro pensiero negativo di avverarsi. Gli ottimisti affrontano la vita con la filosofia del “posso farcela” e utilizzano tutte le loro “armi” affinché si realizzino i loro desideri.

Bene ora conoscete tutto quello che vi serve per cominciare il vostro allenamento mentale che vi porterà a diventare dei veri ottimisti e quindi a vivere più a lungo e circondati da persone sorridenti che vi apprezzano.

Eh già perché l’ottimismo è contagioso e farà “ammalare” le persone che vi circondano!

Vi lascio con una frase di Martin Seligman, “...ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare, quanto possiamo avere di favorevole in noi (la spiritualità come l’ottimismo, l’interesse come l’iniziativa) e a fare leva su tali caratteristiche”.

Buon cammino con Ottimismo!

di Monica MARINI

fonte: http://www.alenapoli.net

Come cambiare la vita cambiando il pensiero

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Create nuove sensazioni per cambiare

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Create nuove sensazioni piacevoli e decidete quando provarle. Trovatevi un partner. Create una sensazione gradevole che sia completamente nuova, una a caso, una sensazione mai provata. Scegliete una delle tante submodalità. Poi, una delle tante posizioni nel vostro corpo. Cominciate da un punto qualsiasi, lavorate in una direzione qualsiasi finché non ottenete una sensazione corporea completamente piacevole. Lasciate che il vostro corpo intero vada in iperestesia. Poi, prendete delle decisioni. “Quando vogliamo sentirci in questo modo?

C’è chi si deprime non appena arriva sulla soglia di casa. Può darsi che non ne sappia la ragione. Forse viene tormentato dalla moglie. Più lo tormenta, più lui si deprime. Se invece questi tormenti lo inducessero a rivolgersi a lei con una nuova luce negli occhi e lo emozionassero in un modo completamente nuovo, scommetto che lei lo lascerebbe più tranquillo e che la sua vita sarebbe migliore.

Rimanete imbottigliati, forse sull’autostrada. La vostra pressione sanguigna sale alle stelle. D’ora in poi, provate a mettervi comodi e a dirvi: “Almeno, ho più tempo per me stesso.” Rilassatevi e cominciate a sognare ad occhi aperti. Qualcuno strombazzerà per ricordarvi che è ora di ripartire. Con me funziona ogni volta.

Abbiamo dei modi di creare per voi ogni tipo di sensazioni positive. La maggior parte delle persone non si avvicinano neanche ad avere cinestesicamente, visivamente, o auditivamente, un mondo interiore così ricco come sarebbe ampiamente possibile. E più è ricco il mondo interiore, più è ricco quello esterno.

Sono sicuro che Mozart non aveva vocine stridule nella sua testa che lo tormentavano dicendo: “Non ti eserciti mai al piano. Questa canzone fa schifo!”, oppure immagini sfuocate degli strumenti dell’orchestra, con suoni metallici, sensazioni tremolanti e fastidiose nello stomaco e roba del genere.

Le persone che vivono la vita più pienamente si realizzano dal loro interno.

di Richard Bandler
tratto dal libro: Il tempo per cambiare

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Cosa ne pensano gli esperti
Decisamente un testo essenziale nella biblioteca della PNL. Il Tempo per Cambiare è una ricchissima fonte di ispirazioni, informazioni, risorse e strumenti. Un must per chi vuole veramente scoprire come sia possibile migliorare la propria vita con la PNL. Un altro esempio pratico del genio bandleriano e delle sue capacità di aiutare a cambiare… in poco tempo.
Claudio Belotti – Trainer PNL – Direttore “Scuola per Coach” di Nlp Italy e Extraordinary

Il libro Il Tempo per Cambiare è un autentico e preziosissimo Manuale per la Salute e per il Benessere della Mente. Straordinaria la ricchezza apportata dagli strumenti di cambiamento e di potenziamento delle risorse umane. Un libro di immediato utilizzo che consiglio di cuore a chiunque voglia rendere felice se stesso e le persone che gli sono accanto.
Consuelo Zenzani – Psicologa-Psicoterapeuta, Master Practitioner in PNL

Il comportamento umano non è casuale, è sistematico. Bandler entra in questo sistema e ci svela i meccanismi per cambiare. In meglio. Adesso. In modo semplice, veloce e, soprattutto, divertente. Nel tempo di leggere questo libro c’è già il tempo per cambiare.
Carlo Raffaelli – Pubblicitario, Consulente e Coach in PNL

Un sorriso, un regalo!

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Un sorriso è più di un regalo, perché ricevere un sorriso o una carezza è la cosa più bella, specialmente se fatto con il cuore. Gesti semplici ma importanti per la vita di ognuno di noi.

Pensi a quello che dici?

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Come afferma la Legge dell’Attrazione, i pensieri e le emozioni creano e attraggono le esperienze della realtà di ognuno. Certamente nella vita di ognuno di noi ci sono delle cose che non vanno. E’ arrivato allora il momento di cercare di capire il motivo per cui accade tutto questo.

Ormai è stato detto e ridetto: i pensieri creano la realtà . Si, i pensieri sono molto potenti. I pensieri ispirano le emozioni e in definitiva creano energia che emaniamo nell’Universo. Questa energia assume poi forma fisica. Ma c’è un altro ingrediente importante che la maggior parte delle persone non tiene in considerazione parlando della Legge dell’Attrazione : il potere della parola.

All’inizio fu la parola …” (Giovanni 1:1) ne abbiamo sentito parlare tutti almeno una volta. Ma effettivamente quanto spesso ci fermiamo un attimo e riflettiamo su questa affermazione? La realtà esiste a vari livelli di vibrazione. Tutto ciò che fa parte del mondo fisico vibra ad una frequenza più bassa rispetto a quello che appartiene al mondo della mente. I pensieri sono parte per eccellenza di quel mondo mentale,con una frequenza di vibrazione più alta rispetto al mondo fisico. Il corpo invece fa parte del piano fisico,più denso e che vibra più lentamente. Comunque in qualche modo abbiamo tutti la capacità di creare i desideri al livello di vibrazione più intenso e di manifestarli nel mondo fisico.

La parola è un dispositivo unico nel suo genere. Più potente di una bacchetta magica, la parola è , infatti, il più potente mezzo che abbiamo a nostra disposizione! Sembra quasi impossibile che una cosa sulla quale spesso sorvoliamo e che ignoriamo sia uno degli strumenti più potenti? Guarda un attimo al mondo intorno a te, tutte le difficoltà conflitti, guerre, l’avidità … tutto questo è in realtà il risultato di un uso distorto della parola. Come specie, l’umanità sta letteralmente usando la magia nera seppur inconsciamente,e si vede il risultato nel caos che regna intorno ad ognuno di noi. Ma perché la parola è così potente?

Ogni parola pronunciata è la connessione diretta fra il pensiero (livello vibrazionale più alto) e il corpo (piano fisico a livello vibrazionale più basso). Nel momento in cui parli, porti i tuoi pensieri direttamente fuori sul piano fisico, sotto forma di onde sonore, caricate dall’intenzione che sta dietro ogni parola pronunciata. Il suono è energia, quindi questa energia è attiva immediatamente sul piano fisico.

Nel momento in cui dici qualcosa, crei energia rafforzata dall’intento sottostante. quando parli emani direttamente energia rafforzata dall’intenzione nel mondo fisico. Questa energia in pratica sta già vibrando a livello fisico. Questa energia alla fine si manifesterà molto più velocemente rispetto, per esempio,all’energia che emani praticando la visualizzazione. In molti casi addirittura si manifesterà quasi immediatamente. Ti è mai capitato di dire “dov’è questo o quello” e la cosa salta fuori subito?

Quindi è necessario acquisire consapevolezza del potere della parola. Quando parliamo,non ci stiamo solo esprimendo esteriormente. Stiamo creando la nostra realtà . Se ci riflettiamo un attimo “esprimere noi stessi esteriormente” significa sostanzialmente solo questo – l’espressione del mondo interiore verso l’esterno. infatti, ci sono una marea di indizi di noi nelle parole che usiamo tutti i giorni,dei quali non ci rendiamo nemmeno conto semplicemente perché non ci prestiamo attenzione.

Quindi è bene stare molto attenti alle parole che pronunciamo. I pensieri si manifestano, si ma più lentamente. C’è più tempo a disposizione per eliminare e sostituire i pensieri negativi con altri più positivi. Ma quando pronunci delle parole negative hai già emanato l’energia altrettanto negativa nel mondo fisico. Tieni d’occhio la tua bocca quindi! Questo semplice suggerimento può veramente aiutarti nel cambiare la tua vita.

Silvia

Fonte: http://www.leggeattrazione.altervista.org

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Attrarre ciò che più desideriamo è davvero possibile e alla portata di tutti. Come? Imparando a utilizzare a nostro vantaggio la Legge di Attrazione che insegna che la mente è un potente magnete attraverso cui letteralmente possiamo“materializzare” i nostri desideri. Ma allora perché soltanto alcune persone ottengono quelle cose che tutti cerchiamo? Cosa hanno loro di speciale?

Atkinson risponde che queste persone sanno generare pensieri sulla stessa lunghezza d’onda di denaro, benessere, salute e prosperità. Viene da sé che tutte queste cose si realizzano nella loro vita come la luce solare, una volta emanata, colpisce senza sforzo ogni cosa.

“Come un sasso lanciato in acqua, il Pensiero produce increspature e onde che si propagano lungo il grande Oceano del Pensiero. C’è una differenza, comunque: le onde sull’acqua si muovono su un solo livello in tutte le direzioni, mentre le onde del Pensiero muovono in tutte le direzioni da un centro comune, proprio come i raggi che irradiano dal Sole”.

Atkinson ha scritto La straordinaria forza di attrazione dei nostri pensieri per tutti coloro che vogliono migliorare la qualità della loro vita, utilizzando le immense forze mentali già a propria disposizione, ma di cui sono ancora inconsapevoli.

Affronta la vita con il sorriso

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Affrontare tutto nella vita
è la chiave per aprire la porta della felicità,
affrontare tutto con un sorriso
è il segreto per tenere la porta sempre aperta.

La preghiera di massa

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Scrive Gregg Braden nel suo bellissimo libro “Effetto Isaia”  : “E’ possibile che esista una scienza perduta che ci permetta di trascendere le guerre, le distruzioni e le sofferenze che da molto tempo sono state predette per l’epoca attuale?

Se ciò fosse vero, colmare quel vuoto riuscirebbe a evitarci le più grandi tragedie che l’umanità dovrà affrontare? Sia alcuni testi antichi risalenti a duemila cinquecento anni fa, sia la scienza moderna ci indicano che la risposta a questo tipo di domande è decisamente un “Si”

I nostri antenati ci rammentano, col linguaggio dell’epoca in cui vivevano, che esistono 2 tecnologie capaci di conferirci potere e di esercitare un impatto sulla nostra vita presente.

La prima è la scienza della profezia, che ci permette di accedere alle future conseguenze di scelte che facciamo nel presente. La seconda è la sofisticata tecnologia della preghiera, che ci consente di scegliere quale profezia futura vivremo.”

Venerdì 13 novembre 1998 fu indetta una preghiera mondiale per la pace in un momento di crescente tensione politica tra vari paesi del mondo. Quel giorno segnava una data importante, la scadenza del termine imposto all’Iraq per soddisfare le richieste delle Nazioni Unite in materia di ispezioni agli armamenti. Se l’Iraq non avesse soddisfatto le loro richieste, si sarebbe verificato un massiccio bombardamento destinato a distruggere i siti sospettati. I bombardamenti avrebbero sicuramente provocato la morte di molti civili e militari. Centinaia di migliaia di persone, collegate attraverso il World Wide Web, scelsero la PACE, programmando una preghiera di massa sincronizzata con cura, che quella sera si svolse contemporaneamente in tutto il mondo.

Durante la preghiera, accadde un evento che molti hanno interpretato come un miracolo. Trenta minuti dopo l’inizio dell’attacco aereo, il Presidente degli Stati Uniti d’ America, dopo aver ricevuto una lettera di ufficiali iracheni che gli assicuravano la loro cooperazione durante l’ ispezione degli armamenti, emise un ordine piuttosto raro, chiedendo alle forze militari di “smontare”, ossia di ritirarsi a missione iniziata.

Poiché risultati simili erano stati registrati in precedenza in Iraq, Stati Uniti e Irlanda del nord, oggi si sta costituendo un corpus di prove indicanti che l’effetto della preghiera di massa va ben al di là delle coincidenze.

A conferma di un principio descritto da testi centenari, i fatti provano semplicemente che le scelte operate da molte persone e ORIENTATE IN MANIERA SPECIFICA hanno un effetto diretto e misurabile sulla nostra qualità di vita.

Oggi, la scienza perduta della preghiera, che forse è rimasta codificata nelle antiche tradizioni fino a quando il pensiero contemporaneo non è stato in grado di decifrarla, ci suggerisce un corso di azione capace di evitare all’umanità un futuro di malattie, distruzioni. guerre e morte. Oggi noi siamo a conoscenza del linguaggio necessario per infondere questo potente messaggio di speranza e di possibilità in ogni momento della nostra vita.

Alla fine degli anni ’80, l’effetto della preghiera di massa e della meditazione fu documentato attraverso alcuni studi svolti nelle maggiori città, in cui il numero di crimini diminuì notevolmente grazie a continue veglie, per la pace, tenute da numerose persone attraverso una rete invisibile, apparentemente capace di penetrare nei sistemi di credenze, e nei vari strati sociali delle aree cittadine più decadenti, una scelta di pace fatta da pochi individui riusciva a toccare le vite di molti.

I gruppi che svolgevano preghiera e meditazione provocarono un effetto diretto osservabile e misurabile sul comportamento umano.

Per finire, desidero riportare un esperimento condotto dal biologo quantistico Dr. Vladimir Poponin che Gregg Braden citò in un suo programma: “Healing Hearts , healing Nations: the science of peace and the power of the prayer” (guarigione del cuore, guarigione delle Nazioni: la scienza della Pace e il potere della preghiera).

Esperimento n.3: – Del DNA prelevato da una placenta fu prima immesso in un container e quindi suddiviso in 28 fiale, ciascuna fiala fu affidata ad un ricercatore che doveva generare un certo tipo di forte emozione. Quando il ricercatore esprimeva gratitudine, amore e apprezzamento, il DNA nella fiala rispondeva espandendosi e rilassandosi; quando il ricercatore sperimentava rabbia, paura ,frustrazione o stress, il DNA rispondeva contraendosi e disattivando molti codici!

Questo esperimento fu in seguito applicato a PAZIENTI SIEROPOSITIVI.

I sentimenti di amore, gratitudine e apprezzamento AUMENTAVANO LA RESISTENZA IMMUNITARIA DI 300 mila volte!!!

Meditiamo sui possibili risultati che potremmo ottenere rivolgendo, con fede granitica, il nostro amorevole intento al DNA e alla memoria cellulare degli ammalati!

«La membrana che separa le varie possibilità future può essere così sottile che talvolta, quando entriamo in una nuova sequenza di eventi, possiamo perfino non accorgercene. Ad esempio, l’“improvviso bisogno” di fare ginnastica più spesso, di cambiare la propria dieta o di mettere nuova energia in un rapporto in difficoltà, rappresenta nuove scelte, capaci di frantumare la struttura di un modello del presente e di condurre a un nuovo risultato. Anche se sentiamo che la scelta è stata spontanea o naturale, il cambiamento ci consente di sperimentare un presente in cui esistono potenzialità di salute o di rapporti che in passato erano irrealizzabili. La preghiera è il linguaggio che ci permette di esprimere i nostri sogni, facendoli avverare. Cosa accadrebbe se facessimo le nostre scelte intenzionalmente?».

Un illuminante nuova interpretazione delle profezie delle pergamene del Mar Morto

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Un manoscritto di duemila anni fa, compilato dal profeta Isaia, descrive quello che la scienza dei quanti suggerisce, ossia l’esistenza di molti futuri possibili per ciascun momento della nostra vita. Isaia ha descritto la scienza di come noi scegliamo quale futuro vogliamo sperimentare. Ogni volta che lo facciamo sperimentiamo l’effetto Isaia.

Ridere fa bene!

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Uno studio dell’università di Baltimora conferma quanto intuito dal medico clown Patch Adams.

Ridere fa buon sangue, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, conferma un’originale ricerca scientifica appena presentata a Orlando, in Florida, all’American College of Cardiology , l’appuntamento più importante dell’anno per i cardiologi di tutto il mondo. La risata è un vero e proprio farmaco, ci suggeriscono i ricercatori, con tanto di indicazioni. Dosaggio: una somministrazione di quindici minuti al giorno. Effetti: miglioramento della circolazione del sangue e prevenzione delle malattie cardiovascolari. Controindicazioni: nessuna. Una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne. La terapia del sorriso non è una novità: tutti ormai conoscono la storia di Patch Adams, il medico americano con il naso da clown che prima ha intuito, poi trasformato in cura il potere benefico della risata.

Cura la mente e il corpo:
lo dimostrano numerosi studi sugli effetti benefici della risata. Perfino un sorriso finto può aiutare

Una risata non è affatto un cattivo inizio per un’amicizia ed è di gran lunga il miglior modo per finirla, disse Oscar Wilde.

Vi sentite giù? Provate a ridere di più, o almeno a sorridere.

Che il riso faccia buon sangue è detto popolare ma la scienza conferma. La risata migliora l’umore e la resistenza allo stress, fa bene anche al cuore, alza le difese immunitarie, migliora il latte materno rendendolo uno scudo contro le allergie del neonato perché quando la mamma ride aumenta la quantità di melatonina. Non è necessario che la risata sia vera: va bene finta, addirittura indotta, tenendo in bocca una penna e costringendo il labbro superiore ad alzarsi per mostrare i denti, assicura Fritz Starck, psicologo dalla lunga carriera universitaria ora a Würzburg, in uno speciale dedicato alla questione sulla rivista Mind. Gli studi secondo cui risata e sorriso sono la migliore medicina, del resto, non mancano.

Willibald Ruch, dell’Università di Zurigo, ha dimostrato che le risate suscitate dalle battute, siano esse in commedie o barzellette, alzano la soglia del dolore: i volontari di un gruppo di studio che sono riusciti a tenere più a lungo la mano nell’acqua ghiacciata senza soffrire erano anche quelli che fino a poco prima si erano divertiti ridendo a delle battute.

Chi è propenso all’umorismo e alle risate facili, poi, ha il 40% in meno di possibilità rispetto ai musoni di essere soggetto ad attacco cardiaco, dice uno studio condotto da Michael Miller dell’università del Maryland, presentato diversi anni fa. Ridere 15 minuti al giorno aiuta anche a perdere peso (perfino due chili in un anno). Lo sostiene una ricerca pubblicata sull’International Journal of Obesity, condotta da Maciej Buchowski della Vanderbilt University di Nashville (Tennessee, Usa) che ha esaminato il dispendio di energia di un gruppo di persone messo di fronte a programmi tv di vario tipo. Ebbene, le commedie hanno richiesto il 20% di fabbisogno calorico in più, perché ridere aumenta il battito cardiaco e impegna molti muscoli, producendo lo stesso effetto di una sana camminata.

Ridere è una sorta di “lubrificante sociale”, un atto ancestrale, un modo per fare nuove amicizie e consolidarne altre, fissare l’appartenenza nella gerarchia sociale, sostiene Robert R. Provine, psicologo e neurologo dell’università del Maine che all’argomento ha dedicato 20 anni di ricerche, per arrivare alla conclusione che ridere non è solo la risposta intellettuale a qualcosa di divertente ma è uno strumento istintivo di sopravvivenza, tipico degli animali sociali.

Il sorriso aiuta i rapporti sociali ma anche l’umore, e rende perfino le persone più sexy. Uno studio di Eric Bressler del Westfield State College ha dimostrato che le donne giudicano più attraenti i soggetti di foto sotto le quali c’è una battuta che viene attribuita all’uomo immortalato nello scatto. Alcuni psichiatri usano la terapia del sorriso per curare lievi forme di depressione, ma senso dell’umorismo e capacità di sdrammatizzare si sono dimostrati efficaci anche in casi più gravi. Un gruppo di psichiatri dell’università tdesca di Marburg hanno dimostrato che sono fondamentali in una strategia di distacco dai problemi, perché aiuta a vederli sotto un’altra luce.

Sorridi alla vita!

Guarire con il buonumore

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Ridere fa bene. Ossia: una disposizione positiva della mente, un atteggiamento attivo e reattivo sono i presupposti di una buona salute. Di più: ridere stimola la circolazione, aumenta l’ossigeno nei polmoni, abbassa la pressione, attiva i muscoli.

Essere ciò che gli altri vogliono

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La cosa più facile di questo mondo è essere ciò che siamo, mostrare ciò che proviamo.
La più difficile è essere ciò che gli altri vogliono che noi siamo. Eppure è questo lo schema entro il quale ci vediamo costretti a vivere.
Siete voi stessi, o siete ciò che gli altri vi hanno detto che siete? E volete sapere davvero chi siete? Perché, se lo desiderate realmente, sarà il viaggio più lieto della vostra vita.

Ma questa persona che sa amare è anche un uomo o una donna costantemente consapevole che vivere è una fonte incessante di felicità e di stupefazione. Sono convinto che, contrariamente all’opinione comune, eravamo destinati alla felicità, perché ci sono troppe cose belle al mondo: gli alberi, gli uccelli, il volto della gente. Non esistono due cose uguali, e le cose mutano in continuazione. Com’è possibile annoiarsi? Non è mai esistito un tramonto uguale a un altro. Guardate la gente in faccia. Ogni volto differisce dagli altri. Ciascuno ha la propria bellezza. Due fiori identici non sono mai esistiti. La natura aborre l’uguale. Persino due fili d’erba sono diversi tra loro. I buddisti mi hanno insegnato una cosa fantastica. Loro credono nell’immediato, nel «qui» e nell’«ora».
Sostengono che la sola verità è quella che esiste nel presente, in ciò che avviene tra me e voi in questo preciso istante. Se tu vivi in funzione del domani, il che è soltanto un sogno, tutto ciò che avrai non sarà altro che un sogno inesaudito. Quanto al passato, è ormai estraneo a qualsiasi realtà. Ha un suo valore, perché è valso a fare di noi ciò che siamo,
ma il suo valore si esaurisce qui. Evitiamo dunque di vivere nel passato. Viviamo nel presente. Quando mangiamo, mangiamo. Quando parliamo a qualcuno, parliamo. Quando guardiamo un fiore, guardiamolo. Captiamo la bellezza nel singolo momento in cui viviamo!

La persona che sa amare non è tenuta a essere perfetta. Basterà semplicemente che sia umana. Abbiamo quasi paura di affrontare qualunque cosa perché non siamo in grado di farla perfettamente. Maslow sostiene che certe esperienze splendide e decisive dovremmo viverle tutti: quella, per esempio, di fabbricare un vaso di maiolica, o di dipingere un quadro e poi dire: «Ecco, questa è un’estrinsecazione di me stesso».

Un’altra teoria esistenzialista afferma: «Io esisto perché ho fatto qualcosa. Ho creato, dunque sono». Eppure noi non vogliamo far «qualcosa» perché temiamo che non sarà ben fatto, che non riscuoterà l’approvazione altrui. Se sentite il desiderio di imbrattare una parete d’inchiostro, fatelo. Dite a voi stessi: «Questa azione promana da me. È una mia creazione. Ho fatto quel che ho fatto, e va benissimo». Ma non osiamo, perché vogliamo che le cose siano perfette. E pretendiamo che lo siano anche i nostri figli.

L’uomo peraltro è sempre suscettibile di progredire, migliorare, evolversi, e se non lo credete è segno che in voi è in corso il processo che conduce alla morte. Ogni giorno dovreste vedere il mondo alla luce di una nuova visione personale. L’albero davanti a casa vostra non è più lo stesso, e allora dovete guardarlo! Mutano giornalmente anche le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri figli, i vostri padri, le vostre madri: dunque, guardateli! Il cambiamento è in atto in ogni cosa, ivi inclusi voi stessi.

Giorni fa ero su una spiaggia con un gruppo di miei studenti. Uno di essi ha raccolto una stella di mare disseccata dal sole e con grande cautela l’ha rimessa in mare. «Sì, è secca, lo so» è stato il suo commento, «ma non appena avrà riassorbito l’acqua tornerà a vivere». Ha indugiato un momento, pensieroso, poi si è rivolto a me: «Sa» mi ha detto, «può darsi che il processo del divenire sia tutto qui; forse di tanto in tanto capita di sentirci prosciugati, e di avere bisogno solamente di un po’ di umidità per rimetterci in carreggiata e ricominciar da capo». Sì, può darsi che la faccenda sia tutta qui.
Effettivamente, investire nella vita equivale a investire nel cambiamento finale. Non è il caso di darci pensiero per la morte, dal momento che, dannazione, abbiamo un gran daffare a vivere! Lasciamo che la morte badi ai fatti suoi, ma al tempo stesso non si creda che la vita scorra placida e tranquilla! La vita non è così. Tenuto conto dei mutamenti
continuamente in atto attorno a noi, dobbiamo adeguarci senza posa: il che implica da parte nostra un divenire incessante, senza interruzioni. Stiamo facendo un viaggio formidabile, non c’è giorno uguale al precedente. Ogni esperienza è nuova, ogni persona è nuova, ogni mattino della vita è un fatto nuovo.

In Giappone, l’acqua che scorre è fatta oggetto di una cerimonia. Usavamo sedere in una piccola capanna nella quale aveva luogo la cerimonia del tè. Il nostro ospite colmava d’acqua un mestolo, poi lo versava nella teiera e gli astanti
porgevano l’orecchio al fievole rumore prodotto dal liquido che cadeva nel recipiente, onde quel suono acquistava echi elettrizzanti, fantastici. Penso al numero incredibile di persone che giornalmente lasciano scorrere le docce, l’acqua che cade dai rubinetti aperti nelle vasche e nei lavandini, e tuttavia non ne hanno mai udito il rumore. A quando risale l’ultima volta che avete indugiato ad ascoltare la pioggia?

Fonte: Amore di Leo Buscaglia

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Vivere amando se stessi e gli altri è la grande sfida della nostra esistenza. L’avventura più esaltante e creativa. Un sentimento senza età che, per il famoso pedagogista americano, ci fa diventare una forza suprema, responsabile, senza più limiti dei pregiudizi. Attraverso il reciproco amore si può arrivare a completare l’infinito.

Come vola il tempo?

Quante volte hai udito il commento: “Come vola il tempo!”? Quando sei colmo di gioia e di felicità, quando dai il meglio di te stesso, quando vivi per gli altri e ti preoccupi intimamente del bene del tutto, il tempo vola davvero e ne gusti ogni secondo. Tu vivi nel tempo, ma non è necessario lasciare che esso divenga un fardello e ti travolga. Vi è un tempo per tutto, per tutte le cose che vuoi fare, poiché sarai tu a trovare il tempo per esse. Ogni individuo possiede la stessa quantità di tempo, ma è il modo nel quale la si utilizza che conta; non ti lamentare dunque se alcune anime hanno più tempo di altre. Non essere mai schiavo del tempo, ma fanne invece il tuo servitore.
Devi decidere cosa fare e poi dedicartici: scoprirai di avere il tempo di farlo.

da: “Eileen Caddy – Le porte interiori – Amrita

Le Porte Interiori Le Porte Interiori

Eileen Caddy

Perdoni quando ti senti ferito?

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Che fai quando ti senti ferito?

Sembra che in primo luogo sorga la “necessità” di restituire l’offesa, fare all’altro quello che ci è stato fatto, ripagare con la stessa moneta, più gli interessi “punitivi”.

E come ti sei sentito quando ti sei lasciato prendere da questo istinto?

Vuoi conoscere la tua possibilità massima? Qual è il tuo limite? Di cosa sei capace?
Allora devi fare qualcosa di diverso.

Proviamo: fai riaffiorare un ricordo o aspetta la prossima volta che ti senti ferito, chiuditi in te stesso, PIANGI, sentiti “vittima”, sentiti il “buono” e che tutto ciò che ti è capitato è ingiusto per te. Poi rimani in silenzio e ascolta da questo silenzio, ciò che hai da dire.

Questo sì che è un grande passo, e avrai molte possibilità per fare pratica ogni giorno.

Ora guardati di nuovo dentro e pensa: quante persone hai ferito tu? (è impossibile ingannare se stessi!). Quante persone hanno pianto per causa tua? Quanto di questo dolore lo puoi sentire come un dolore inferto a te stesso? Cerca di pensare a una situazione in cui tu hai fatto soffrire qualcuno e di cui ti penti con tutto il tuo essere. Quando ci hai pensato, chiediti se ti piacerebbe che ti perdonassero e che qualcuno guarisse il dolore che tu avevi provocato. Questo lo possiamo chiamare “consapevolezza dell’effetto dei nostri atti” perché sentire e pensare sono pure azioni.

Qui comincia il cammino più arduo: il perdono a te stesso e agli altri.

Con la parola “perdonare” non diciamo “dimenticare”, né mettere a tacere, con la parola “perdonare” prendiamo consapevolezza dei nostri errori, della nostra debolezza, delle volte che abbiamo ferito. Senza trovare giustificazioni comprendiamo e quando comprendiamo, questa comprensione si trasforma in compassione per coloro che abbiamo ferito.

E come noi abbiamo ferito qualcuno, altri hanno ferito noi e se noi possiamo perdonarci, possiamo perdonare e provare compassione anche per chi ci ha ferito.

Aver perdonato ti darà chiarezza nell’agire, ti porterà a smettere di reagire, imparerai a dominare la tua personalità, ti farà aumentare la gratitudine per ogni opportunità che ti viene offerta di conoscere te stesso e imparerai ad esprimere ciò che provi senza fare del male a nessuno.

Attenzione: è importante che tu sappia che se non perdoni con il CUORE, generi in te forze di repressione che prima o poi verranno fuori e che ti faranno male. Avanza fin dove il tuo amore per te stesso e per gli esseri umani te lo permetta. Non obbligarti a fare ciò che non senti. Lasciati guidare da chi o cosa ti ha portato fino a questa lettura e se non ti senti non farlo. Ricorda che sei tu a scegliere di crescere e di godere della tua crescita.

Il perdono è la chiave della felicità

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Ricomincia da Te è un vero e proprio seminario creato per il lettore e che lo aiuterà gradualmente ad abbandonare le resistenze a lasciare andare quello che nel passato ha portato risultati negativi.
Il perdono porta alla comprensione che il passato è concluso per sempre, e restituisce intatte le proprie possibilità di affermazione. Le cause del conflitto spesso si trovano dentro di noi, nel nostro cuore, risolverle ci permette di affrontare il presente e il futuro con energie del tutto nuove.
Perdonare con responsabilità ci restituisce pienamente il nostro potere.

È proprio questo il momento per lasciare andare tutto quello che non ha funzionato nella tua vita.
E ricominciare da subito.

Q
uello che afferma il perdono è che il passato è passato.
(Con molti esercizi all’interno)

“NON PUO ESSERCI FORMA DI SOFFERENZA
CHE NON NASCONDA UN PENSIERO DI NON PERDONO.
NÉ PUÒ ESSERCI FORMA DI DOLORE
CHE IL PERDONO NON POSSA GUARIRE”
(Un Corso in Miracoli)

Le tue paure vengono dal passato perché è lì che abitano, perché ti ostini a volerle ospitare così spesso? Non sei costretto a sentire obblighi o doveri di cortesia verso di loro. Rimandale indietro da dove sono venute con un bel messaggio per il mittente: «Niente ho più a che vedere con voi, che siete solo le mie paure del passato».