Gita sulla Luna – John Hare

L’autobus giallo si riempie in copertina, gli scolari salgono tra schiamazzi e corse attraverso il tunnel trasparente, l’insegnante controlla che ci siano tutti, anche un ultimo bambino che si attarda malinconico.
Non c’è una parola, ma le immagini sono eloquenti e si ha l’impressione di essere circondati dal rumore eccitato della scolaresca, dal lieve vibrare del trasporto spaziale

Gita sulla luna è il debutto di un illustratore americano John Hare, amante dello spazio che ci racconta con il suo stile pittorico, senza usare alcuna parola, uno spazio ricco e nero dove quel tocco giallo spicca e le illustrazioni ci catapultano con naturalezza in un mondo lunare.

Immediatamente ci ritroviamo nei panni e nello sguardo dell’ultimo, lento bambino che a differenza dei compagni ha un blocco e una scatola di pastelli in mano. Ci immergiamo anche cromaticamente nella luna, l’autobus se ne va, e il suolo grigio, il cielo nero e le tute spaziali bianche e nere, lasciano poco spazio al colore: è la terra nel cielo l’unico punto cromaticamente affascinante: il protagonista ne è calamitato e incomincia a ritrarla. La visita guidata si snoda tra dune e crepacci, tra buche e promontori… il grigio amplifica un senso di noia e di monotonia che fa addormentare il bimbo protagonista.


Così in un attimo e il piccolo studente viene lasciato indietro dal pullman spaziale che parte per tornare a casa.

All’inizio è un attimo di smarrito, ma poi il bambino comprende che l’attesa è l’unica strada: l’insegnante si accorgerà della sua mancanza al primo appello! Non rimane altro da fare se non sedersi….a disegnare, come piace a lui.
Nuovamente assorto nella sua attività, il bambino non si accorge degli occhietti curiosi che lo stanno osservando.
Proprio così, guardate bene, perchè in quel silenzio lunare, curiosi abitanti spuntano, tra sassi mimetici ci sono loro, strani omini sabbiosi.

Che sia per i colori, o per la curiosità tipica dei bambini…ma  per tutti loro è un momento di condivisione e amicizia che genera entusiasmo e gioia, in un attimo.


E proprio qui che si esalta la bellezza della solitudine come possibilità per far nascere idee straordinarie, ritagliandosi uno spazio personale e fatto di silenzi.
Ma poi all’orizzonte una vibrazione rompe l’incantesimo: la vedete anche voi? Un pullman giallo sta tornando indietro!

Gita sulla Luna edito da Babalibri racconta una storia coinvolgente, anche nell’assenza di parole valorizza la presenza di dettagli “parlanti” che contestualizzano e rendono vive e vivide le illustrazioni. Ecco dunque una gita indimenticabile!
Una storia che ognuno può liberamente raccontare lasciando spazio alla fantasia che saprà dar voce a quelle parole che ogni illustrazione inscena.
L’autore in questa storia ben racchiude un singolare approccio a temi più che mai importanti nostri giorni. L’accoglienza, la visione del diverso, l’accettazione, la comunicazione non verbale esemplificata a tuttotondo grazie ad un testo colmo di immagini piene d’atmosfera e altrettanto capaci di condurre il lettore verso mondi lontanissimi.

Gita sulla luna è un silent book, una storia “universale”, come lo spazio che attraversa, che dimostra come è possibile superare la paura del diverso, attraverso la comunicazione non verbale e l’entusiasmo della scoperta.

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La notte della Balena – Peppo Bianchessi

Una volta all’anno, in una notte
di mezza estate, arrivava la balena.
Era mio padre ad avvertirmi.
Mi mandava a letto prima del solito e poi,
a un certo punto della notte, veniva a svegliarmi.

Sono pochi i fortunati che riescono a vederla volare sopra la città, magari in una bella notte stellata d’estate.
Tutti insieme, ci si sveglia di notte, si sale sul tetto in silenzio, si porta qualche panino con burro salato, prosciutto e cetrioli, una coperta su cui sdraiarsi sul tetto di casa, e si aspetta tutti insieme con pazienza, proprio come fanno i tre protagonisti della storia, papà, mamma e bambino.
Insieme, aspettano ognuno al loro posto, finchè non arriva un filo di vento che si porta dietro un profumo di sale e alghe.

“E arriva lei.
Eclissava la luna,
lenta e maestosa
come le grandi navi del porto.
Girava senza fretta
A volte faceva le piroette
e ci mostrava la pancia.
Non finiva più tanto era grande.”

Maestosa, immensa ma amorevole e serena la grandissima balena si muove nel cielo con calma e grazie, e poi si avvicina a loro, si avvicina al papà di questa famiglia felice, si guardano profondamente negli occhi, restano così in silenzio a comunicare ad emozionarsi occhi negli occhi a raccontarsi fronte contro fronte, muso contro muso momenti di vita.

“Poi se ne andava.
Allora papà tornava a sedersi,
mangiavamo i panini
e parlavamo di lei.”

Non tutti possono vederla, non basta salire una notte d’estate sopra il tetto di casa, proprio come farà il bimbo quando il padre non c’è più…perchè come gli insegnerà la vita, e la sua famiglia, bisogna essere felici, insieme ed in armonia, magari sempre abbracciati con il naso all’insù, seduti su una grande coperta da picnic e lei quand’è il momento gusto arriva.
Perchè la balena annusa la felicità..e non solo lei…

La notte della balena di Peppo Binachessi edito da Rizzoli, è una storia illustrata che molto ha a che fare con la memoria e gli affetti che per ognuno di noi son più cari.
E’ un libro poetico, profondo e audace. Un’opera che ha il sapore delle stelle, quando i cieli tersi sembrano farle piovere direttamente nel nostro cuore.

Pagina dopo pagina è una storia che parla d’amore, di vita, di affetti, di mancanze ma anche e soprattutto di crescita, quella crescita unica e profonda che avviene solo dentro ognuno di noi quando ci si ferma con calma ad ascoltare e a vivere pienamente la vita, la realtà, la famiglia, chi ci sta vicino, i ricordi, il passato…
E che dire delle splendide illustrazioni a tutta pagina?
Sono enormi, affettuose, ci avvolgono e guardandole sembra proprio d’essere lì seduti sul tetto abbracciati a tutto tondo dalle emozioni che il testo essenziale ci racconta e ci fa vivere.
Questo è un viaggio in una notte d’estate, un viaggio nel tempo, nello spazio in cui, per il padre e per il bambino niente di ciò che conta davvero viene perso per sempre.

“Aspettammo.
E aspettammo ancora.
A un certo punto un filo di vento
ci portò un pò di fresco.”

La Notte della Balena è sì, una storia che nasce dalla perdita. Crescendo è inevitabile perdere persone o cose…la mancanza di un genitore che ci dava sicurezza, il trasloco da una casa dove si è vissuti fino ad allora, o una storia d’amore che finisce…ma insieme alla perdita della sicurezza legata a quella persona o cosa, spesso perdiamo anche noi stessi.


Questa storia nasce sì da una perdita, ma si conclude con il ritrovamento più immenso che possiamo avere.
La notte della balena, è si un grande e profondo viaggio, ma non lo è solo per il protagonista, che crescendo finalmente riesce a trovare il senso di una grande perdita e a guardare la sua vita da un altro punto di vista insieme a sua moglie a sua figlia, ma è anche il viaggio che riguarda più da vicino ogni persona, grande o piccola che lo sfoglia o lo legge. Perché la balena in fondo non è altro che “qualcosa che ognuno può vedere e interpretare a suo modo, per alcuni potrebbe essere uno dei suoi ricordi più belli, di quelli che riscaldano, che fanno scendere una lacrima di gioia e che son lì custoditi in una stella…

Una cosa è certa, il messaggio che porta con sè è davvero immenso e unico, è raccontato in modo delicato e avvolgente…inizi a leggerlo quasi con la testa tra le nuvole e termini con il cuore che si è illuminato di tante emozioni e ricordi, tante sensazioni che solo un libro così può trasmettere e farci dono…un dono che non ha prezzo.

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PIPPOLOTECA??? La biblioteca delle meraviglie – Lorenz Pauli

Questo non è mica un terreno di caccia:
è una biblioteca!”
“Una PIPPOLO…PIPPOLO-che?” domanda la Volpe.
“Una BIBLIOteca!” ribatte il Topolino.
“E che cos’è una PIPPOLOteca?”

Tre animali che normalmente non hanno molto a che spartire l’un con l’altro, una volpe, un topolino e una gallina sono impegnatissimi nella stessa attività. Cosa può aveli messi d’accordo?!

La Volpe sfrenata è a caccia di un topolino, passando attraverso la finestra di una cantina, finisce in una… biblioteca. L’inseguimento s’interrompe proprio lì… infatti, sorprende il Topolino in biblioteca, tutto intento alla lettura, e vuole appropriarsi del piccolo per una cenetta da leccarsi i baffi, ma lui prontamente la riporta all’ordine, poiché in una biblioteca bisogna osservare il silenzio e tutto va preso in prestito!

E che cos’è una PIPPOLOteca?” domanda la volpe.
Una biblioteca è un luogo con moltissimi libri da prendere in prestito.
I libri ci permettono di vivere tante avventure e imparare nuove cose. E possono anche far venire nuove idee.
E dicendo questo, il topolino porge alla volpe un libro da leggere. Per qualche minuto regna la calma.
Appena chiuso il libro, la volpe viene folgorata da una idea brillante… e corre via mentre il topolino le grida: Prima di andare rimetti il libro al suo posto!! ma ahimè la volpe è già uscita.

La notte successiva la volpe torna
voglio il libro di ieri, voglio portarmelo via”.
Puoi prenderlo in prestito,
ma riporta tutto in perfetto ordine,
senza graffi e… senza morsicare niente!

E devi fare la tessera della biblioteca

Scettica e dura a farsi convincere, la Volpe, dopo aver azzannato una gallina, ritorna con la sua preda tra i denti, al luogo in cui tutte le domande, o quasi, trovano una risposta.
Infatti, dopo tre notti la volpe torna e riporta tutto e porta con se anche una gallina… la sua intenzione era mangiarla ma prima deve accertarsi che le ossa di gallina non facciano male alle volpi!
A questo punto, la storia è tutt’altro che finita, ma continua a divertire! Non voglio più rivelare nulla, ma questo libro è la scelta perfetta se vuoi ispirare i bambini a leggere e a scoprire cosa posso trovare in una biblioteca. 😉

PIPPOLOTECA??? La biblioteca delle meraviglie di Lorenz Pauli e illustrato da Kathrin Scharer, pubblicato da LO Edition. Una favola che racconta quanta vita e quanta anima le buone letture possano ancora regalare a bambini e adulti.

Una storia divertente, perfetta per la lettura ad alta voce, assolutamente appassionante che racconta la magia di un luogo come la biblioteca, uno scrigno di altrettante storie da scoprire e da imparare, in grado di insegnare a leggere e a rendere possibile la convivenza tra personaggi con interessi molto diversi, trasformando un’affamata volpe golosa in una lettrice vorace!
Proprio così, con parole e fatti il Topolino insegna alla Volpe cos’è una biblioteca, le fa conoscere una nuova passione e nuovi modi di vivere e pensare.

Il Topolino va a prendere un libro illustrato e lo porta alla volpe.
Tieni, è per te, per aprire la tua mente a nuove idee.

Ecco quindi cosa può aver messo d’accordo queste creature! I libri, certamente! Una storia divertente e che appassiona i bambini, ambientata su un luogo magico dove è possibile imparare a leggere, vivere nuove avventure, aprirsi a nuove idee e riuscire a convivere.

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E’ tempo di andare – Kim Sena

“Non ti sto lasciando, Mia” disse Lucy.
“Sarò sempre lì ogni volta che chiuderai gli occhi.
Se ci ricordiamo l’una dell’altra
SAREMO SEMPRE INSIEME.”

È tempo di andare sussurra la civetta a Mia. Lei solleva lo sguardo dal libro che stava leggendo e lo ferma appena sotto a quello della civetta che tendendo il collo, vorrebbe incontrarlo, per dare conforto. O più fermezza alle sue parole. Si ferma lo sguardo di Mia, mentre la bambina appoggia il capo al tronco della quercia.

È tempo di andare sì, ma perché? Mia è incredula, perplessa.
Sapeva che prima o poi avrebbe dovuto salutare la sua amica ma non riesce a capacitarsi dell’ora, dell’adesso, del tornare all’improvviso da dove si è arrivati. Tornano allora sul luogo del loro primo incontro, ripercorrono i ricordi della loro vita assieme.
Quando Mia era piccola, aveva trovato la civetta sotto la quercia: era caduta dal nido, aveva un’ala ferita. Così l’aveva portata a casa e l’aveva accudita e curata. Da quel momento avevano trascorso insieme ogni giornata. La loro amicizia era intensa e piena di tenerezza, per la civetta, però, a un certo punto è arrivato il momento di andare…


Il tramonto tinge tutto di un arancio morbido che inonda anche i petali delle peonie che regali e tuttavia lievi sostengono Mia, curano il suo dolore rendendo il ricordo immortale, mentre bambina e civetta si fondono l’una nel volto dell’altra, l’una nei pensieri dell’altra.

La luna è ormai alta in cielo, Mia e Lucy socchiudono gli occhi e immaginano.
Per Lucy è tempo di andare. Un abbraccio in silenzio, il nastro rosso sciolto, e tenui fiori d’ortensia a far da corolla al distacco.

“Ho sempre saputo che un giorno
avrei dovuto lasciarti andare”

disse Mia, e alzó lo sguardo
verso le nuvole che correvano.

Una storia che aiuta tutti, piccoli e grandi indistintamente, a trovare un modo di affrontare le inevitabili separazioni, e dar loro un senso.
Che tiene insieme chi resta e chi va.


Lasciarsi è sempre doloroso: l’autrice nell’albo cerca la strada per aiutare piccoli e grandi a vivere le separazioni e a dare loro un senso, nella certezza che i sentimenti autentici creano legami che la distanza non può intaccare.


A tessere il filo delle relazioni sono i ricordi, la certezza di poterli rievocare in qualunque momento, e di trovarvi rifugio quando serve. Entrambe infatti si promettono di guardare la luna e dedicarsi un pensiero ogni sera, sapendo che è ricambiato.

E’ tempo di andare è un splendido e delicatissimo libro che parla di perdita, di separazione, di mancanza con una dolcezza che solo lei, Kim Sena, può mostrarci con la sua penna e la sua matita. Grazie ad Orecchio Acerbo, che continua a diffondere meraviglie di questo valore!

Il tocco delicatissimo, onirico, delle illustrazioni di Kim Sena mette in questo libro anche tutto ciò che le illustrazioni non riescono a dire. L’illustratrice, nata in Corea del Sud, è da sempre innamorata della natura: lo si legge nei suoi disegni ricchissimi di particolari, in storie, come questa, che trasmettono a lettori di ogni età (non è soltanto un libro per bambini) anche il rispetto e la cura per l’ambiente, invitano alla cura delle creature più fragili e più piccole.

Ancora una volta, con le sue illustrazioni a matita raggiunge il contesto impalpabile del sogno. La poesia surreale dell’amicizia, della forza, del ricordo.

E’ tempo di andare, è metafora di vita

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Il Sentiero – Marianne Dubuc

La signora Tasso è molto vecchia.
Ogni domenica, si avvia lungo il sentiero
in fondo al giardino e cammina fino in cima.
E’ una domenica come tutte le altre.
Ma oggi si sente osservata…

La signora Tasso è solita fare delle lunghe passeggiate solitarie fino in cima alla montagna del Pan di Zucchero.

La sua camminata è costellata di rituali, incontri solo apparentemente fortuiti, tappe che segnano il cammino verso la vetta, lungo il sentiero saluta gli amici, raccoglie funghi o frutti, dà una mano a chi ne ha bisogno, si gode i passi e il paesaggio. La dolce signora Tasso ha un pensiero, un sorriso e un saluto da dedicare a tutti. Anche per quella gattina che la sta osservando, e impaurita le dice che vorrebbe tanto salire sulla montagna, fino a Pan di zucchero, ma si sente ancora troppo piccola.

«“Sono troppo piccolo” Con lei niente è impossibile.
“Io avevo la tua età quando ci sono salita la prima volta”.
Ma succede che non le si creda».

La piccola Lulù, dapprima timorosa di non essere all’altezza della scalata e poi compagna inseparabile di ogni nuovo ritorno al Pan di Zucchero settimana dopo settimana con la signora Tasso.

Settimana dopo settimana,
infatti i due camminano a fianco!

Quante cose imparerà durante il tragitto!

«“Che sentiero prendiamo?”
La signora Tasso sa che la vita è fatta di decisioni.

“Scelgo questa qui. Sa di melo”
E che basta ascoltare il cuore».

Come ogni giovane creatura che guarda con curiosità alla vita, Lulù fa molte domande, e la signora Tasso conosce tutte le risposte 😉 Con un bastone adatto e seguendo le indicazioni, Lulù comincia ad appassionarsi e a prenderci gusto: impara ad ascoltare, a vedere, a intervenire in caso di bisogno, a cantare quando le forze vengono meno (perché il morale della truppa è importante!), a scegliere, a fermarsi per prendere fiato. E quando finalmente si arriva in cima, ecco il silenzio dello stupore…

La loro bellissima Amicizia prende forma e sostanza su quei pendii, passo dopo passo proprio nel cuore della natura, mentre camminano fianco a fianco e imparano a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi reciprocamente. E mentre Lulù diventa via via più sicura, coraggiosa e spedita sulla montagna, la signora Tasso comincia via via a rallentare, a fermarsi su un tronco per riprendere fiato, a lasciare che sia la piccola gattina a passare davanti e a guidare l’esplorazione.

Fino a che la signora Tasso
non ha più le forze per accompagnare Lulù

«“Ti aspetterò qui.
Al mio ritorno mi racconterai tutto”».

Settimana dopo settimana,
il sentiero dona a Lulù nuovi tesori.

«Poco a poco la montagna della signora Tasso
diventa la montagna di Lulù».

Il Sentiero di Marianne Dubuc edito da Orecchio Acerbo con una delicatezza meravigliosa e unica racconta la metafora della vita. Un passaggio di testimone, dunque, una vita che genera l’altra la quale a sua volta ne accoglie e dà il via ad una nuova quando in chiusura Lulù incontrerà un nuovo compagno che, proprio come lei tanti anni prima, vorrà andare alla cima del Pan di Zuccherò insieme a qualcuno che possa guidarlo.

Pagina dopo pagina, passo dopo passo, salita dopo salita si viaggia verso un sentiero che porta a crescere, a diventare “grandi”, a riconoscere la bellezza delle piccole cose, a essere gentili con gli altri, a incontrarsi e a conoscersi con autenticità. Un sentiero in cui la giovinezza e la vecchiaia possono trovarsi e percorrere insieme un tratto di strada, lasciando a chi rimane insegnamenti preziosi e ricordi incancellabili.

Il grande potenziale di comunicare un tema così grande è la caratteristica di una grande autrice, raccontare a piccoli e grandi, senza retorica, con delicatezza e semplicità un tema così grande e allo stesso tempo universale, come lo sono la vita e la morte.

“Penso che i bambini capiscano molto più di quanto pensiamo
e dobbiamo fidarci di loro come lettori.
Ne sono convinta. “
Marianne Dubuc

Questo libro, ho scritto in memoria di mia nonna morta“, spiega Marianne Dubuc. “Era molto presente nella mia infanzia, ma anche in altri momenti importanti della mia vita.”

“Nella sua vita, già, volevo scriverle una storia, ma prima che trovassi il modo di farlo, lei morì. Finalmente, sono riuscita a scrivere questa storia in onore e in memoria di tutte queste cose che mi ha dato, che lei mi ha mostrato. Parte di se stessa che ha condiviso con me e che, anche se non è più lì, rimarrà sempre in me, nei miei ricordi, nei miei modi di fare le cose, i miei riflessi. Cose che condivido ancora con le persone intorno a me. Il libro parla davvero del fatto che anche se una persona non è più fisicamente lì, è ancora con noi in un altro modo “.

L’impronta della nonna di Marianne Dubuc è ovviamente molto forte nell’album, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni.

“Mia nonna viveva sulla strada per la Montagne à Saint-Hilaire. Il titolo arriva direttamente da lì. Spesso andavamo a Pan di Zucchero, la cima del Mont Saint-Hilaire. Essendo cresciuto a Montreal, in quei fine settimana con lei, era il mio contatto con la natura. Mia nonna era un’amante della natura; per lei era molto importante. Nei miei libri, succede sempre in natura. Immagino ci sia un collegamento.”

“Non ho scritto questo libro per un particolare pubblico. L’ho scritto come lo sentivo. Ma volevo mantenere questo lato filosofico. Perché è parte della vita accettare che le persone che abbiamo amato e che sono state nella nostra vita ci lascino un giorno. Continuano a vivere da noi. “

Il Sentiero è un libro da assaporare prima con gli occhi, colpisce per la qualità delle illustrazioni, ma anche per il suo spirito contemplativo.
Piace l’attenzione al dettaglio nelle illustrazioni dell’autore: la piccola coccinella su un ramo, si può quasi sentire il profumo dei fiori di melo o il fruscio delle foglie al vento.
Quest’ultima opera di Marianne Dubuc è molto più di un bel libro per bambini.
Per il suo nuovo libro, Marianne Dubuc fa rivivere la dolcezza e la sensibilità che abbiamo trovato in Il leone e l’uccellino . Si prende il tempo di mettere la sua storia sul testo, mentre prendiamo un percorso secondo i nostri desideri. Tutto intorno, ci sono le sue illustrazioni nitide, con caratteristiche delicate.

Più che una passeggiata, Marianne Dubuc ci offre una storia sulla cura, la resilienza, l’importanza di prendersi il proprio tempo e la trasmissione di conoscenza e conoscenza di generazione in generazione. In breve, è un albo pieno di significato e può essere letto ancora e ancora senza esaurire mai le possibilità!

Buona lettura e buona passeggiata tra le pagine di questo Sentiero! 😉
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L’orsetta MUR – Happonen & Vasko

“Tutti gli orsi di questa foresta
si stanno preparando
per andare in letargo.
Tutti, tranne uno:
un’orsetta di nome Mur.

Dopo aver accumulato cibo durante l’estate, ora tutti – ma proprio tutti gli orsi, come Natura vuole – si stanno preparando al lungo sonno invernale.
E’ autunno, il bosco subirà una trasformazione; la flora andrà in riposo e così anche la fauna si nasconderà o si addormenterà; c’è solo una creatura che non sembra affatto convinta alla prospettiva del letargo, é Mur, la protagonista!

L’autunno è alle porte, ma Mur non vuole rinunciare alla luce e cerca di ritardare il momento il più possibile.

Niente da fare.

Gli orsi vanno in letargo e Mur con loro.
Mur non ha nessuna voglia di trascinarsi nella tana sebbene ci stiano andando tutti gli altri orsi. La troviamo così che si gira e si rigira nella tana, in un buio totale. Gli altri russano, ronfano e dormono beati mentre lei con gli occhi sbarrati resta sveglia a fissare le pareti della tana.
La tana è buia come un sacco di velluto nero, ma Mur non ha sonno, rimane sveglia, fissa il soffitto, si annoia, prova a contare i mirtilli… niente, il letargo non fa per lei.

Ma perché gli orsi devono dormire?

Particolarmente divertente la doppia tavola in cui assume tante posizioni differenti, come fanno certi umani adulti o bambini (lei persino a testa in giù) nel tentativo di conciliare il sonno… ma niente, niente sonno anzi è molto moooolto NOIOSO! 😀

Quando l’inverno ha ormai steso sul paesaggio una spessa e soffice coperta di neve e ovunque regna il bianco, lei decide che non può più sprecare tempo, vuole vedere l’inverno, viverlo, annusarlo, scoprirlo.
Lei vuole uscire.
Lei è diversa.
Lei è Mur, l’orsetta dell’inverno.
Ed ecco che con sorpresa finalmente un raggio di luce riesce a tagliare il buio della caverna: non è la luce del sole, è una stella.


Mur non è come gli altri orsi, comincia a pensare di non essere uguale uguale agli altri anche se il colore della sua pelliccia sia marrone come loro.
Un bel libro illustrato sugli orsi, sulla natura ma anche sull’identità, alla ricerca di sè e di quello che che ognuno sente dentro il cuore.
Happonen infatti crede che l’esempio di Mur sia uno spunto interessante sia per i bambini che gli adulti per riflettere su chi sono veramente.

“Mur mi ha insegnato molto a seguire il mio istinto invece che le aspettative degli altri.
Spesso le persone semplicemente fanno le cose per abitudine,
quando ascoltare ciò che realmente si vuole può essere un’esperienza liberatoria “.

Tradurre la storia di Mur in lingue straniere ha provocato una sfida: il Mur originale non ha genere, poiché la lingua finlandese usa la stessa parola per maschio e femmina. Senza pronomi specifici per genere, l’autore non aveva bisogno di pensare a Mur come a un ragazzo o una ragazza. Mentre i traduttori volevano una soluzione, Happonen decise che Mur fosse una lei.

“Soprattutto in alcune culture, è molto meno probabile che le ragazze si ribellino contro le tradizioni e le regole di quanto non lo siano per i ragazzi”, spiega. “Mi piace l’idea che sia un animale potente per le ragazze di tutto il mondo.”

L’orsetta MUR di Kaisa Happonen e Anne Vasko edito da DeAgostini è un delicato racconto finlandese fatto di natura e di silenzio…e magia!
Eh sì, è anche ricco di magia, perchè questo libro offre anche l’APP gratuita per la realtà aumentata: permettendo ai piccoli lettori di esplorare il mondo di Mur ed entrare nel vivo della storia, semplicemente inquadrando ogni pagina.
Ogni pagina infatti è un portale che rimanda ad un’area virtuale in cui ci si può immaginare nel “panni” dell’orsetta Mur, con le illustrazioni che prendono vita dai suoi movimenti! Pura magia per gli occhi dei bambini!

E’ talmente un viaggio unico che l’APP è vincitrice del primo premio nella categoria speciale per i contenuti di realtà virtuale / aumentata della Bologna Book Fair 2017, un progetto editoriale che unisce la lettura tradizionale alla realtà aumentata.
Per un’esperienza all’insegna della meraviglia costruita proprio su questo libro!
Con la fotocamenra del telefono o del tablet, attivata dall’app, si inquadrano le tavole “sensibili” e da questa relazione tecnologia-carta derivano nuove illustrazioni interattive, cosicché sullo schermo del supporto elettronico compaiono elementi totalmente autonomi e animati.

Come sempre la realtà aumentata è legata alle immagini del libro, ma qui, l’uccellino della copertina (e delle tavole in cui è presente) viene riconosciuto dall’applicazione e si anima, a muoversi nello spazio circostante staccandosi dal contesto scenico della pagina per mettersi letteralmente a volare nella stanza in cui ci troviamo.

Ruotando il nostro telefono o tablet permettiamo ai bambini di godere della suggestione di nuovi scenari a 360°, percorrere boschi di alberi che perdono le foglie nel bianco lattescente della luce del Nord, percependo la sensazione della neve e della nevicata e si ritroveranno al centro della tana al fianco degli orsi addormentati, per poi uscire dalla tana con Mur a vedere le stelle.

I colori accesi e brillanti di Anne Vasko illustrano il poetico testo di Kaisa Happonen, acclamato dalla critica e riconosciuto come la “vetta finlandese” della letteratura per bambini.
L’orsetta MUR unisce sapientemente il bello della tradizione e la spettacolarità delle nuove tecnologie.
Una storia finemente illustrata, imbastita con semplicità per parlare ai piccoli, affiancata da un’app che regalerà la magia dello stupore anche a voi grandi.
L’applicazione infatti è realizzata per aumentare il potenziale del libro e pensata per un pubblico dai 4 agli 8 anni.

Buona lettura in questo mondo magico
che prende vita tra la natura Finlandese! ❤

Puoi acquistare il libro QUI:

Guarda un’anteprima della magia che regala questo libro: 😉

Molly e Mae. Due amiche, un viaggio – Danny Parker

Molly e Mae due bimbe, amiche.
Molly e Mae iniziano un viaggio insieme.
Molly e Mae sono alla stazione ad aspettare il treno.

In Molly e Mae ­ Due amiche, un viaggio, le autrici Danny Parker e Freya Blackwood e grazie a Terre di Mezzo editore qui ci raccontano la storia di un’amicizia tra due bambine, nella sala d’aspetto di una stazione ferroviaria.
Molly e Mae non sono certo due statuine; già dall’arrivo in stazione di primo mattino le bambinette si muovono in lungo e in largo dimostrando di avere parecchie energie da spendere:
si confondono tra i passeggeri, si contorcono sulle panchine, s’intrufolano qua e là per giocare a nascondino, ballano, si scambiano gomme da masticare, caramelle e segreti.
Con la complicità tipica delle amiche o delle sorelle.

Questo è solo l’inizio del racconto e di questo viaggio:
il gioco continua in treno tra bambole, merende, salti sui sedili.
Il piccolo lettore può seguirle nelle doppie pagine dell’albo dove le illustrazioni di Freya Blackwood sceneggiano come in un film la giornata.. il viaggio.

Per due infaticabili amiche, Molly e Mae non mancano neppure le occasioni per un litigio, l’entusiasmo iniziale lascia il posto alla noia, a qualche battibecco, allo scegliere posti distanti mentre fuori piove, quasi a dire che il rapporto per un attimo si è raffreddato, come il tempo meteorologico. Le bimbe con un muso lungo e in silenzio giocano da sole a far ghirigori sui vetri appannati del finestrino, mentre il treno corre sotto la pioggia.
Ma ben sappiamo che per i bambini è solo una questione di pochi attimi, perché la mancanza l’una dell’altra
induce le bambine a mettere in atto piccole manovre di avvicinamento. 😉

Dopo aver visto la vicinanza delle bambine farsi sempre più complicità, condividere caramelle e segreti, diventare appiccicate non solo a causa delle gomma da masticare, ma perché stanno bene così. Insieme.
E insieme stanno anche nel disagio di guardare ciascuna da un finestrino differente, ma comunque nella stessa carrozza.
Allora una di loro prende l’iniziativa e qui il testo davvero si fa esempio di quel che è la vita o perlomeno che si auspica si sappia fare nella vita:

“Molly prende le parole che non avrebbe dovuto dire e le nasconde.
Poi trova alcune di quelle che avrebbe dovuto dire,
e inizia a costruire un ponte tra di loro.
Anche Mae aggiunge qualche parola,
per renderlo abbastanza forte da reggerle entrambe”. ❤

Una storia apparentemente molto semplice, ma la stazione, il viaggio e il treno in realtà sono tappe, le tappe cadenzate della vita di due bambine che giocano, mangiano, parlano, imparano, litigano e fanno pace.
Gli orari scandiscono il tempo di un’amicizia che quando si è bambini è composta da attimi piccolissimi che passano con la velocità di un battito di ciglia.
Le stazioni invece sono i cambiamenti di umore, il passaggio da uno stato d’animo all’altro.
Il treno, infine, è la vita stessa che sembra scorrere sempre uguale, ma ci fa attraversare sempre paesaggi nuovi (ponti, vallate, praterie) e fermate differenti.
Una storia delicata ricca di spunti di riflessione, realizzata con splendidi acquerelli.

La doppia pagina, inoltre, consente alle autrici Parker e Blackwood di giocare con lo spazio a disposizione.
La distribuzione di parole e immagini varia in modo ben bilanciato di pagina in pagina, dando vita a sequenze che scorrono rapide una dopo l’altra, alternate a immagini a tutta pagina.
Alla bellezza del messaggio, veicolato da una storia originale e dolcissima, si lega, dunque, la straordinaria maestria di due autrici che dimostrano di essere in perfetta sintonia tra loro.

Per tutti questi motivi, consiglio questa splendida lettura a grandi e piccini, un albo che parla a tutti e ricorda quanto importante sia l’amicizia, quel sentimento tra due persone che, “tenendosi per mano”, decidono di proseguire insieme il viaggio chiamato vita.

…il viaggio continua, tra curve e rettilinei, ponti e gallerie.
Molly e Mae guardano insieme il paesaggio che scorre veloce mentre
“il treno continua la sua corsa”…come la Vita!

Buona lettura e buon viaggio!
Puoi acquistare il libro QUI:

Un passero per capello – e la forza dell’Amicizia

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Un amico conosce la melodia del nostro cuore
e la canta quando ne dimentichiamo le parole.
C.S. Lewis

Se chiediamo ai bambini, A cosa serve veramente un amico?
ci diranno: A fare cose insieme. A giocare. A parlare, ad ascoltare…
l’amico è qualcuno con cui stai bene.

Tra amici, veri, c’è una sintonia speciale, certo possono esserci altre persone che ti vogliono bene, ma solo il tuo amico ha quel qualcosa che di colpo ti fa sentire il cuore più leggero, basti pensare come un’ amicizia speciale a volte possa cambiare la vita!
E’ proprio questo il caso di Sofia, protagonista di Un Passero per capello edito da Camelozampa.
Sofia, è una bimba che trascorre le giornate al pianoforte, in compagnia del suo gattino e di qualche uccellino che si posa sul davanzale della finestra ad ascoltarla. Di amiche, purtroppo, nemmeno l’ombra, Sofia è sola con la sua musica.

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Un giorno, la piccola si sveglia in mezzo a uno stridente cinguettare di uccellini.
Ma che cos’è successo?
La bimba è disperata: ovunque vada, non riesce a liberarsi dei fastidiosi inquilini che popolano la sua grande chioma.
Come fare?
Come si può eliminare quel fastidioso rumore che le impedisce di vivere la sua vita normale?

Stremata dal canticchiare di questi uccellini birichini cerca una via di fuga e va così a fare una passeggiata, ma si sà come l’essere diverso viene visto sempre con scherno e preso in giro, e così sarà anche per la povera Sofia
stanca e triste si siede su una panchina. A farle compagnia, involontariamente, si accomoda un’altra bambina.
Con un gran cappello anch’esso invaso di tanti piccoli uccellini chiacchieroni.
Le due bimbe, soprese nel vedersi accomunate dal problema, iniziano a parlare di paure, giochi e suoni  Così facendo, glu uccellini cominciarono a volare via..
..perchè il potere unico dell’amicizia vince su tutto!!

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Un Passero per capello vuole parlare a quei momenti silenziosi e pensierosi dei bambini.
Un passero per capello non vuole essere solo il come trovare un antidoto alla solitudine. Certo, all’inizio della storia Sofia è sola, ma non è infelice, come abbiamo visto, suona il piano, ha un gatto per fedele compagno, a volte un paio di uccellini si fermano ad ascoltarla.
Quando gli uccellini fanno baccano, c’è la sua mamma, che le vuole bene e cerca di aiutarla, ci sono altri bambini, ma è come se non parlassero la sua stessa lingua.
Sofia e la sua nuova amica, invece, si capiscono: sentono allo stesso modo è proprio questa la vera scintilla che c’è tra loro.

Scritto e illustrato da Monika Filipina. Un albo originale e tenero, sulla potenza unica dell’amicizia, percè può vincere ogni cosa, anche la solitudine.

“E quando succede che qualche uccellino torni da loro,
tutte e due sanno cosa bisogna fare!”

Lo sappiamo bene, accade ai grandi ma anche ai bambini, quando si è soli  è facile avere pensieri tristi, malinconici e brutti, che mettono “casa” nella nostra testa, fanno un sacco di “rumore”, non smettono di frullarci attorno e non se ne vogliono andare fino ad occupare tutta la nostra testa e renderci incapaci di sentire il resto del mondo.
Come fare allora per scacciarli?
Un Amico è l’unico rimedio per liberarcene, per far scattare quella magia, quell’ incantesimo che ci allevia davvero il cuore.

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Caro amico,
tu che stai sempre al mio fianco, che mi sollevi quando sono triste,
che scacci via la mia solitudine tu sei unico e a te dico Grazie! ❤

Ai bambini piace molto, perchè Un passero per capello è un libro con illustrazioni coloratissime e parole semplici che toccano il cuore: nella sua chiarezza indica una strada i bambini per sentirsi “meno soli” nei loro pensieri e meno incompresi, per ritrovare la fiducia in se stessi e negli altri.

Buona lettura per Crescere leggendo 🙂

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Un posto silenzioso – Luigi Ballerini

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Ma tu ce l’hai un posto silenzioso? – Un posto come?
Silenzioso – Silenzioso?
Sì, un posto silenzioso – Come sarebbe un posto silenzioso?
Prova a immaginarlo – Un posto dove non si sente niente?
Non esattamente…“  …

In un dialogo a due voci, il Silenzio incoraggia un bambino a immaginare un luogo lontano dal caos, lontano dai rumori, dai suoni assordanti dei videogiochi e della tv e dalla mille chiacchere dette per riempire il vuoto.
E’ proprio lì, nel silenzio che il bambino incontrerà quelle parole speciali che ronzano nell’aria senza fare rumore: i suoi pensieri e le emozioni più profonde e vere… ed ecco che il Silenzio non farà più “paura” ma diventerà un amico fidato con cui trascorrere felici del tempo.

L’autore Luigi Ballerini, medico, manager, psicoanalista e oramai sempre più apprezzato scrittore ligure, originario di Sarzana ma residente a Milano con moglie e quattro figli. In questo 2016 il suo bagaglio di libri per ragazzi si arricchisce di questo albo illustrato: Un posto silenzioso, illustrato dal premio Andersen Simona Mulazzani, che ci da la possibilità di affrontare in modo dolce e delicato un bellissimo argomento, il silenzio.
Pagina dopo pagina il bambino protagonista del libro impara la potenza e la magia del silenzio,
il bambino riscopre rumori che non aveva mai notato.. l’acqua sciabordare sulle pietre levigate dal mare,
il grande gabbiano bianco gridare, il chiacchiericcio delle foglie, e là in fondo un treno che sfreccia veloce.

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Una lettura che si può trasformare in esercizio, un passo fondamentale per imparare ad ascoltare l’eco dei pensieri e la voce vera dell’anima.
Un albo bellissimo, delicato e magico, da leggere per viaggiare in silenzio, per intraprendere il lungo viaggio sul filo della fantasia.
Un gran regalo è questo, noi genitori possiamo reimparare insieme ai nostri figli l’importanza del silenzio e quanto sia vitale per ritrovare, senza rumore, i pensieri e le emozioni più profonde.

E tu? Sì tu, ce l’hai un posto silenzioso?
Tutti possono trovarne uno, chiudi gli occhi e immagina…

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Anche nella pedagogia montessoriana, il silenzio, è un valore imprescindibile nel rapporto con se stessi e con gli altri: solo attraverso la pratica del silenzio si colgono le sfumature delicate della vita.
Un posto silenzioso, grazie anche alle illustrazioni, insegna e aiuta i bambini ad interconnettersi con gli altri e a ritrovare anche il piacere di ascoltare e non solo quello di parlare.

Il silenzio regala ai bambini un nuovo modo di approcciarsi a loro stessi, agli altri e al mondo che li circonda aiutandoli a sentire e vivere le cose, anche le più piccole, in maniera sincera,
aiutandoli a lasciar volare a piene ali la fantasia,
aiutandoli a scopririre il rumore della pioggia..
aiutiamoli a sentire il vento che sembra cantare…

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I bambini non sono abituati al silenzio ma Un posto silenzioso è per loro un buon esercizio per l’autoriflessione e per sviluppare maggiore consapevolezza, perchè ai bambini il silenzio va insegnato come un gioco, con animo tranquillo e sereno; è così che il bambino sentirà il silenzio come momento di raccoglimento, per pensare, per riflettere, per sentirsi, per fanstasticare, per disegnare libero.

Educando i bambini al silenzio loro non lo interpreteranno come “punizione” e anzi lo sentiranno come un gioco “magico” e una liberazione.
In questo modo aiutiamo i bambini nell’interiorizzazione e li invogliamo a prestare maggiore ascolto al mondo che li circonda.
Vedrete come poi saranno loro stessi a richiedere il gioco o il momento del silenzio perchè il premio sarà un rumore, un suono, un sogno, una melodia che altrimenti non avrebbe potuto ascoltare o immaginare.

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Vi consiglio inoltre dopo la lettura di “Un posto silenzioso”  e dopo aver provato il silenzio, a chiedere ai bambini di immaginare dove si nasconde il silenzio: appena trovato e visualizzato nella loro mente dovranno raccontare la sua forma e il suo colore disgnandolo 🙂
Provate e vedrete quanto immensa è la fantasia dei bambini.

Ora prova a chiudere gli occhi.
Che cosa senti?

…. 😉

Buona lettura e buon silenzio, per Crescere Leggendo!

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Il leone e l’uccellino – Una Grande Amicizia

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Prendersi cura dell’altro senza impedirgli di prendere il volo..
questo è il grande messaggio del libro Il Leone e L’Uccellino di Marianne Dubuc (Orecchio acerbo).
I disegni sono color pastello, le figure sembrano uscite da una poesia di vita. Seguendo il ritmo delle stagioni, nella natura e nei sentimenti di creature semplici e sincere, procede il racconto di questo meraviglio albo.

Il racconto è semplicissimo ed è proprio questa sua sua semplicità, affatto banale, che rende difficile se non impossibile allontanarsi da una storia che narra l’amicizia tra un leone e un uccellino, appunto, ma che è anche un racconto di solitudine e comprensione.

L’autrice, Marianne Dubuc, ci regala, in ben 72 pagine, espressioni che parlano al cuore anche se si presentano vuote, piazzate nel momento giusto, quel delicato bianco è un silenzio, soffice, che in fondo, lo sentiamo, lo sentono anche i bambini, è uno stato d’animo e cambia assieme alle stagioni.
Ma è anche quello spazio vuoto che racconta metaforicamente una solitudine, quella di leone, che vive da solo in una casetta semplice ma accogliente, leone, che trascorre le giornate a curare il suo orto, a raccogliere le foglie d’autunno, a vivere nello scorrere delle stagioni e del tempo.

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Tutto delicatamente cambia, quando Leone vede, anzi sente, atterrare un piccolo uccellino accanto al suo orto.
Leone e i bambini sanno già che è un nuovo compagno, un amico.
Leone e i bambini sanno già che è un piccolo essere indifeso bisognoso di cure, calore, affetto.

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Dopo avergli fasciato l’ala ferita, è bene metterlo al caldo della sua morbida criniera.
Leone e i bambini sanno già che bisogna aiutare uccellino.. aprire la porta della piccola casa, ora che lui non ha più una casa, perchè lo stormo ha proseguito il viaggio verso Sud.
La storia di Amicizia tra il leone e l’uccellino si costruisce nei dettagli, deliziosi e incantevoli, che scaldano il cuore e restituiscono un’amicizia fatta di condivisione e sintonia.

Il Leone e l’uccellino è un libro che si fa amare da subito, fatto di poche parole a perorare immagini felici, che tutti, grandi e piccini portano nel cuore.
Inoltre l’autrice ha ben evidenziato che quello che conta sono i silenzi e i disegni, le espressioni dei volti e i gesti. Come se le parole fossero quasi un ingombro, qualcosa che possa disturbare la magia delle immagini, la loro semplicità.
Marianne Dubuc ci regala un albo dolce, che proprio non può mancare in casa.
Il libro parla di migrazioni, accoglienza, amicizia e nostalgia.

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E poi, cosa succede ai due amici?
Poi l’inverno lascia lentamente spazio alla primavera. E con la bella stagione, tornano anche gli uccelli migratori.
I due amici sanno già cosa accadrà. Bastano quelle due parole pronunciate da leone, “lo so”, a riaprire il vuoto, il silenzio. L’uccellino segue la natura e si riunisce al suo stormo, e leone riprende le sue attività in solitaria. La pesca, la cura dell’orto, le letture sotto l’albero.

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Nella lunga attesa e nello scorrere lento delle stagioni ricompare un vuoto che, tuttavia, non ha il sapore dell’assenza, ma della lontananza, e infine della speranza.
Lo stretto filo di amicizia che unisce il leone e l’uccellino riempie di speranza le lunghe giornate.
E i bambini sentono nell’aria questa speranza, questo desiderio che i due amici si riuniscano..

Ma poi quando il vento d’autunno spirerà nuovamente nell’orto, l’attesa e il desiderio di rivedere l’amico ritroveranno compimento e soddisfazione?! i bambini già lo sentono, già lo sanno..
In inverno, così come nel cammino della vita, in due è si sta meglio e fa sempre un po’ meno freddo. 😉

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Questa storia piace e si fa amare anche dai più piccini che vivono con il leone, soffrono e gioiscono con lui, ricordando a noi genitori, come per loro la vita sia spontaneità, sia semplicità, sia naturalmente amare.
Lasciatevi cullare da questo libro che a tutto pare sorridere e accarezzare, accompagnare, emozionare e comprendere, con un risultato che fa bene al cuore e all’anima di grandi e piccini.

Questo albo fa parte di un progetto per incoraggiare le famiglie alla lettura a casa come occasione per sviluppare il linguaggio e rinforzare i legami affettivi.

Marianne Dubuc

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Va’ Dove Ti Porta il Cuore

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“Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa,
pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere.

Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento,
mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento.
Radici e chioma devono crescere in uguale misura,
devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo,
solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e frutti.

E quando poi davanti a te si apriranno strade e non saprai quale prendere,
non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta.

Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo,
senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora.
Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore.
Quando poi ti parla, alzati e va dove lui ti porta.”

di Susanna Tamaro da Va’ Dove ti Porta il Cuore

Va' Dove ti Porta il Cuore - Libro

“Và dove ti porta il cuore”, racconta una storia forte e umanissima in forma di lunga lettera – scandita come un diario – di una donna anziana alla giovane nipote lontana.

È una lettera di amore e allo stesso tempo una pacata ma appassionata confessione a cuore aperto di un’intera vita che nel gesto della scrittura ritrova finalmente il senso della propria esperienza e della propria identità.

Hai bisogno di cambiare direzione

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Se sei insoddisfatto di qualcosa – anche di una buona cosa che vorresti fare, ma non sei in grado di farla – smetti ora.
Se le cose non stanno andando bene, ci sono solo due spiegazioni: o la tua perseveranza è messa alla prova, o hai bisogno di cambiare direzione.
Per scoprire quale delle due opzioni è corretta – dal momento che sono opposte l’una all’altra – usa il silenzio e la preghiera. Poco a poco, le cose diverranno stranamente chiare, fino a che non avrai sufficiente forza per scegliere.
Una volta che hai preso la tua decisione, dimentica completamente l’altra possibilità.
E vai avanti, perché Dio è il Dio del Valoroso.
Domingos Sabino dice:
Tutto va sempre per il meglio. Se le cose non stanno andando bene, è perché non hai ancora raggiunto la fine”.

di Paulo Coelho

Sulla Sponda del Fiume Piedra mi sono Seduta e ho Pianto - Libro
Edizione Speciale

In ogni storia d’amore c’è qualcosa che avvicina i protagonisti all’eternità, ai misteri del divino, all’essenza della vita: in un sorriso, in una carezza, in uno sguardo o in una frase magari lasciata a metà, gli amanti sanno sempre cogliere i segnali che il cuore invia loro per dirigerne il cammino lungo il sentiero della perfezione.

Ma che accade quando, nell’adolescenza, un grande amore viene sacrificato alla timidezza, allorché le parole si rifiutano di salire alle labbra e il futuro si perde nei colori autunnali di una quercia che domina una piazza?

Cosa si prova quando, dopo undici anni, si ritrova l’innamorato e si scopre che sta percorrendo la via della santità ed è in grado di compiere miracoli? Quali sono i pensieri (e le speranze) che rimbombano nella mente e che fanno sussultare il corpo con singhiozzi o risa?

Per Pilar, il sogno di un’esistenza al fianco dell’amato sembra dissolversi nelle gelide acque del fiume Piedra, ma talvolta anche i gorghi, le cascate e i ciottoli di un torrente – insieme a un rumore di passi alle spalle – possono reinventare il destino e far comprendere che “amare significa comunicare con l’altro e scoprire in lui una particella di Dio”