Verde – Non voglio essere una strega!

Poteva almeno fare lo sforzo di chiamarmi
Bianca o Bruna.
Al limite Violetta,
invece no, è andata a scegliere Verde.

Verde, è una simpatica ragazzina undicenne, figlia e nipote di strega, a cui non interessa affatto imparare l’arte della magia, ma piuttosto capire cosa farne del compagno di classe Sufi (è innamorato di lei o no? E lei cosa prova?) e trovare suo padre che non ha mai conosciuto.


Quando la mamma decide che ogni mercoledì lo passerà dalla nonna, nella speranza che cominci a imparare i fondamentali della stregoneria, Verde capisce che la magia non serve solo a zittire il cane dei vicini o a far fronte all’ennesimo fastidio, come pare sia per la mamma, ma può anche avere dei risvolti positivi e migliorare la vita delle persone.

Il libro si dipana allegramente tra la vita domestica e quella scolastica di Verde, la sua lotta nel contrastare la madre con i suoi piani, cercando di sfuggire alle tattiche della nonna nell’insegnarle ogni sorta di magia/incantesimo/pozione, tentando al contempo di vivere con leggerezza la sua vita scolastica, con gli amici, in momenti, insomma, che la rendono normale … e felice!


Verde non vuole essere una strega come sua madre e che aspira solo a vivere come “tutti”. Le preoccupazioni della giovane eroina non fanno rima con pozioni, elisir e calderoni: sono molto più concrete, si oserebbe dire; anche se… quando si tratta di attrarre l’Amore, non siamo solo a un passo da qualcosa di magico?!

Forse alla fine, Verde potrebbe
essere una strega, ma a modo suo?

Verde – Non voglio essere una strega di Marie Desplechin e Magali Le Huche edito da Mondadori è un libro con una storia a quattro voci, poiché scopriamo pagina dopo pagina, fumetto dopo fumetto tutti i dettagli di questa avventura attraverso quattro personaggi: Ursula, Anastabetta, Verde e Sufi. Ognuno racconta, racconta Verde. Ognuno vede e racconta le cose per come le vede, ma portando nuovi elementi.

Contrariamente a quanto si può immaginare al primo sguardo, questo fumetto non è essenzialmente fantastico. Vi sono certamente alcuni elementi in cui intervengono i trucchi magici, ma pian piano si rivela molto più profondo di così. Affronta in particolare i temi della genitorialità, della trasmissione, dell’educazione, ma anche di altri problemi personali per i giovani ragazzini: come i sentimenti di amore e crescita.
Insomma in questa bella storia vengono affrontati molti temi: amicizia, differenze, relazioni madre-figlia e nonna-nipote, adolescenza e necessità di differenziarsi, assenza e la ricerca del padre.

Una storia davvero piacevole leggera e simpatica, anche le illustrazioni di Magali Le Huche sono delicate, colorate e divertenti da guardare grazie a questa veste grafica a fumetti.

In Verde, nessuna stregoneria cupa, piena di scheletri e ragnatele, anche se è in un seminterrato che si trova il magico “laboratorio”.
Né verruca sul naso, né lunghi capelli sporchi. No… Verde, sua madre Ursula e sua nonna Anastabetta sono vere donne del nostro tempo, che vivono nella nostra vita quotidiana. Questo è qualcosa che avvicina i lettori ai personaggi di questa storia!


Inoltre i personaggi hanno ciascuno il loro carattere, le loro caratteristiche che li rendo unici e pure molto simpatici.
Ursula la madre è asciutta con capelli arancioni e vispi, talvolta furiosa e isterica, ma amorevole, di una gentilezza che fa sbiadire le altre madri con invidia;
La nonna Anastabetta è tonda, generosa, pazza, ma attenta e di una gentilezza che ti fa venire voglia di cucinare quattro ore al suo tavolo;
e il giovane Sufi, innamorato ma chi lo sa se proprio di Verde…
oh e poi c’è proprio lei Verde, che strega affascinante e birichina che è 😀

Una storia piena di sorrisi da scoprire!
Una bella striscia a fumetti che piacerà a tutti i giovani lettori, che parla di magia, ma non solo … e che incanta con bellissime illustrazioni,… una storia un po’ folle e divertente!
Se cercate una storia ironica, divertente, sopra le righe e spumeggiante allora Verde fa per voi 😉

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Io e Fata Mammetta – Magie e Unicorni – vol. 3°

SALIRIDU’!
SAGHETTIRIDU’!
PIROETTARIDU’!
BOMBARIDU’!
Come te la cavi con la magia?

Fate, unicorni e desideri magici si combinano in questo terzo libro della serie Io e Fata Mammetta di Sophie Kinsella! La mamma di Ella potrebbe sembrare la mamma di tutti ma ha un grande segreto. Deve solo battere i piedi 3 volte, battere le mani, muovere il sedere e dire Marshmellow e si trasforma in una fata. L’unico problema è che non è particolarmente brava in magia.


Tutti i suoi incantesimi si concludono in esilaranti conseguenze per la gioia dei lettori.
E’ proprio bello vedere i loro visi illuminarsi e ridere a lungo con la storia.
Questi sono brevi capitoli con molte illustrazioni.


I bambini alle prese con le prime letture a capitoli adorano queste storie perché sono libri divertenti che inoltre celebrano la relazione madre/figlia.

In questo terzo volume l’unico desiderio di Ella è quello di diventare una fata come sua madre. Sogna il giorno in cui avrà la sua corona scintillante e sarà autonoma nelle magie. Ella immagina persino quale sarebbe il suo primo incantesimo: un unicorno scintillante tutto suo!

Ma Ella sa che gli incantesimi sono spesso più difficili di quanto sembri, anche con le speciali app fatate disponibili … ed essere una fata in attesa non è tutto arcobaleni e farfalle 😀

Ella imparerà la giusta magia per farla diventare una fata un giorno?
O imparerà che non ha bisogno di essere una fata perché tutti i suoi desideri diventino realtà?

Questi libri a capitoli hanno quel giusto pizzico di elemento fantasy, ma sono anche perfettamente realistici in molti modi. E’ molto apprezzato il carattere più grande e la spaziatura tra le linee. La formattazione è ottima per i bambini che stanno entrando nel mondo dei libri a capitoli e hanno bisogno di meno testo sulla pagina.

Come i due precendenti Io e Fata Mammetta 1 e Aspirante Fata anche in questo terzo libro delle avevnture di Io e Fata Mammemtta quasi ogni pagina contiene illustrazioni in bianco e nero che completano così bene la storia. Allo stesso modo, il vocabolario inventivo e una trama carina aggiungono divertimento al piacere di una bella lettura!

Ora certamente non vi toglierò il piacere di scoprire gli altri incantesimi e le divertentissime altre avventure contenute in Magie e Unicorni, un terzo potentissimo capitolo che, se avete amato i precedenti, non potete assolutamente perdervi. Ogni racconto è di per sè magico e divertente ed in esso Ella imparerà delle belle lezioni, perchè, anche combinando qualche pasticcio, si impara.
Questa è una serie davvero imperdibile, una serie che fa la felicità di grandi e piccini, piacevolissima da leggere anche insieme a loro, casomai indossando tiara e alette da fata che costituiscono il perfetto outfit che sposa perfettamente la lettura. Provate e mi direte! 😉

Sophie Kinsella è sempre una garanzia, se ancora non la conosceste nella sua veste di autrice per bambini/ ragazzi, credetemi, non potete proprio perdervela. Divertente e talentuosa, la Kinsella è un portento della carta stampata ma anche della magia, non dubito infatti che lei stessa sia una perfetta Fata Mammetta…

Buone letture!
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La Famiglia Volpitassi – Brigitte Luciani

Cos’è questo rumore, papà?
Qualcuno è entrato nella nostra tana.
Presto nascondetevi!

Nella tana di papà Tasso, Scouty e Woody, mamma Volpe e la piccola Rosie ci arrivano per sbaglio, dopo aver abbandonato in fretta e furia la loro casa perché scoperta dai cacciatori. L’intrusione crea scompiglio nella nuova tana, ma papà Tasso fin da subito si dimostra ospitale e gentile verso le nuove arrivate e offre loro del cibo e un letto dove potersi riposare.

Forse all’inizio pareva essere una sosta temporanea invecediventa una vera e propria convivenza tra la famiglia di volpi e quella di tassi.
Mamma Volpe e papà Tasso sembrano andare a gonfie vele
e sono in perfetta sintonia, la stessa cosa non si può dire dei tre cuccioli. Rosie non riesce a legare con Scouty e Woody e i due non fanno altro che elencare le differenze che intercorrono tra le due specie di animali. Nemmeno nei giochi i tre vanno d’accordo: i tassi sono troppo lenti, hanno paura di tutto e sono maniaci dell’ordine; le volpi sono troppo spericolate, vivaci e decisamente confusionarie.


Così nel mentre gli adulti iniziano già a progettare di ingrandire la tana dei tassi, i tre cuccioli pensano a un piano che possa, una volta per tutte, aprire gli occhi ai genitori sulle evidenti differenze che ci sono tra tassi e volpi: e cosa c’è di meglio di una bella festa a sorpresa, piena di animali, musica e rumore? Di sicuro papà Tasso farà il guastafeste perché odia la confusione e questo costituirà per mamma Volpe il motivo per litigare con lui.
Come andrà a finire?
Sarà un problema o la possibilità di vivere in una nuova e amorevole famiglia?

 

Molti conoscono già la famiglia Volpitassi e finalmente sono arrivati in libreria i libri che hanno ispirato la serie in onda in tv! La famiglia Vopitassi è un tenero fumetto adatto ai giovanissimi lettori (dai 6/7 anni in su per una lettura autonoma) ricco di umorismo, poesia e splendide illustrazioni dai colori luminosi, opera della amatissima Ève Tharlet edito da il Castoro.


Anche questa volta si racconta delle vicende di una famiglia, o meglio di una famiglia che va a comporsi: nel primo volume, Volpitassi – L’incontro, infatti il signor Tasso e i suoi due cuccioli offrono riparo a Rosie e alla sua mamma, due volpi che hanno visto la loro tana distrutta dai cacciatori. La convivenza diventa presto molto di più: il signor Tasso e la signora Volpe infatti decidono di fondare una nuova famiglia in cui i tre “quasi fratelli”, come dice Rosie, un po’ combinano guai e avventure insieme un po’ faticano ad abituarsi alle novità.
Famiglia allargata dunque, infatti la serie animata affronta uno dei temi più importanti di questo millennio “famiglia mista” cercando di portare a ragionare sull’accettazione delle differenze degli altri e nel riuscire a trovare la propria strada, per la costruzione della propria personalità.
Tutti dovranno imparare ad andare d’accordo e trovare un nuovo equilibrio nelle loro vite. Fortunatamente, quando c’è amore e comprensione la casa è sempre piena di felicità e sorrisi!

Il secondo volume: Volpitassi – Scompiglio nella tana, riprende il racconto di questi nostri amici tassi e volpi che vivono insieme da 1 mese.
Genitori e figli si conoscono e vivono insieme.
Le inevitabili tensioni sorgono, ma questi 3 cuccioli intrepidi vivranno avventure che li uniranno. Di fronte a una minaccia comune, uniranno infatti tutte le loro forze.
Inoltre in questo seconda avventura farà la sua comparasa anche il padre nomade di Rosie 😉

È un fumetto facile da leggere e piacevole per gli occhi. I dialoghi sono semplici e accessibili.
Queste due storie si basano sul fumetto francese per bambini “Monsieur Blaireau e Madame Renarde” di Brigitte Luciani e Eve Tharlet tradotto in 17 lingue.
Va detto che queste due storie Volpitassi – L’incontro e Volpitassi – Scompiglio nella tana sono storie di famiglia che possono parlare a tutti.

Oltre ad essere delle letture molto piacevoli sono anche divertenti e mostrano come le differenze non sono necessariamente barriere insormontabili.
La convivenza tra le due famiglie Volpi e Tassi, consente di affrontare molti temi che si incontrano necessariamente e quotidianamente in ogni famiglia 😉
Sono ideali per apprendere e affrontare valori come la tolleranza, la condivisione, l’amore e l’amicizia.
Con tenerezza, questa serie di libri per bambini (dai 5 anni) lascia molto spazio alle relazioni familiari, all’immaginazione e all’avventura.

“Adorabile” è un termine molto appropriato per descrivere queste storie di tutti i giorni. La fratellanza, la famiglia ricostituita, le differenze, le concessioni necessarie per una piacevole convivenza, solidarietà, risate e piccoli piaceri, dissenso, condivisione, rispetto … teneri temi che parleranno a un buon numero di bambini.
Se gli intrighi sono sempre piuttosto positivi (gli argomenti non durano mai molto a lungo e non accade nulla di veramente drammatico), non c’è nulla di sciocco o ridicolo in queste storie. Gli autori hanno saputo cogliere momenti molto realistici e toccanti che gradualmente fanno crescere i nostri giovani protagonisti.

I disegni sono morbidi, bucolici e meravigliosamente colorati. Facilmente identificabile grazie alle sue caratteristiche, i personaggi sono espressivi, gli acquerelli di Eva Tharlet ci portano in questa foresta idilliaca con le sue radure e i suoi fiumi che sublimano il passaggio delle stagioni.

Divertitevi con la famiglia Volpi-Tassi!
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Insieme – Una storia a colori – Arree Chung

All’inizio, c’erano solo tre colori:
i Gialli, i Rossi e i Blu

I Rossi, gran rumorosi, i Gialli tipi brillanti e gli elegantoni Blù vivono tranquilli e in pace finché… Tutti speciali a modo loro, tutti in armonia, finché un giorno un Rosso inizia a rivendicare una certa superiorità gridando:

“i Rossi sono i migliori!” .
Ma i gialli non erano d’accordo.
“No! siamo NOI i migliori,
perchè siamo i più brillanti!”

Ecco manco a dirlo, che ovviamente Gialli e Blu non sono d’accordo, e ovvio che scoppia una bella baraonda, finiscono per litigare e separarsi.
Ora chi può riuscire a fargli cambiare idea?!

I colori decidono di separarsi e dividere la città in zone rigidamente riservate. La loro bella armonia colorata non esiste più.
Poi un giorno succede che un blu era tutto solo e triste ma in compagnia di una sua amichetta gialla, magicamente ritrova l’allegria, proprio così loro due per caso si incontrano e scoprono, di stare bene insieme.
Presto i due sono inseparabili. Ma non tutti i colori approvavano questa nuova amicizia. In realtà, erano piuttosto turbati. Perché quei due stavano fraternizzando?
I colori non dovevano evitare di mescolarsi?

Nonostante la riprovazione degli altri, Giallo e Blu continuano ad essere amici e a prendersi cura l’uno dell’altro. Presto decidono di sposarsi. Dalla loro unione felice nasce una bambina, un nuovo colore…un verde brillante come il Giallo e calmo con il Blu. Una creatura così particolare e adorabile che piace a tutti.
Che dite, secondo voi la convivenza torna ad essere una necessità?
Altri colori decideranno di mettersi di nuovo insieme?

Insieme. Una storia a colori, è un albo illustrato realizzato da Arree Chung edito da Mondadori, con la sua semplicità, pagina dopo pagina, colore dopo colore 😉 parla ai più piccoli di tolleranza e valorizzazione delle diversità, di amicizia, comunità, inclusione e sentimenti con un’eco a quel capolavoro che è Piccolo giallo e piccolo blu di Leo Lionni

“I bambini riuniscono le persone.”
Arree Chung

I libri che parlano della diversità, della discriminazione, della tolleranza e dell’inclusione familiari corrono il rischio di essere didattici e predicatori. Ma quando sei nelle mani di un bravo scrittore, non senti nulla di tutto ciò. Invece, ti stupisci della genialità e della creatività insite nella storia e dei modi in cui l’autore ha reso un concetto duro, fresco, accessibile e divertente.


Un libro molto molto bello e totalmente tangibile, questa storia è perfetta per parlare ai bambini di pregiudizi e intolleranze, dei “pericoli” della mentalità chiusa e la bellezza della diversità familiare e delle strutture familiari alternative! Un libro adatto certamente all’età della scuola materna, ma è fantastico anche per i bambini più grandi, anche per quelli di voi che sono a contatto con i ragazzi della scuola media. Vivace e davvero speciale, Insieme. Una storia a colori susciterà discussioni animate e getterà bei semini per la loro crescita personale.

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L’uomo con il violino – Kathy Stinson

Dylan era un attento osservatore.
La sua mamma invece no.
Quel venerdì di febbraio
era una giornata come tutte le altre,
fino a che…
Musica!
“Mamma aspetta!”

Il piccolo Dylan entra in metropolitana, e all’improvviso… che musica!
Note meravigliose turbinano e avvolgono i passanti distratti e in ritardo mentre un violinista di strada riempie la stazione con questa musica emozionante. Niente, la gente corre è di fretta e non ci bada.
Nel via vai della metropolitana ci sono tante persone, tutte rappresentate dello stesso colore, tutte grigie, solo un suono è colorato: la musica che arriva da un violinista.

Dylan, con la curiosità e la passione viscerale che distingue i bambini, vorrebbe tanto fermarsi ad ascoltare, ma la mamma lo trascina via, anche per lei non c’è tempo da perdere.
Questa musica li vuole solleticare è vivace e Dylan riesce quasi a “vederla”.
Dylan riesce a vederla, sua mamma no.

E’ un uomo che suono al violino.
Dylan vorrebbe fermarsi, ma sua mamma lo porta via. Però per tutto il giorno Dylan sente la musica dentro di sé, sente i suoi colori e la sua forza.

Quella stessa sera, a casa, la radio dà un annuncio curioso:

“Oggi oltre un migliaio di persone
hanno avuto l’opportunità di ascoltare
uno dei migliori musicisti al mondo
in una stazione della metropolitana…”.

L’uomo con il violino di Kathy Stinson edito da Terre di Mezzo è ispirato ad una storia vera, il 12 gennaio 2007 uno dei migliori violinisti al mondo, Joshua Bell, ha suonato per quarantatré minuti alla stazione della metropolitana Enfant Plaza Station di Washington. Ha portato il suo inestimabile violino Stradivari e ha suonato dei pezzi incredibili.
Un piccolo e semplice esperimento per vedere cosa sarebbe successo se uno dei più grandi violinisti del mondo si fosse esibito come qualsiasi artista di strada.
Pochissimi i passanti che si fermarono e la maggior parte per meno di un minuto, nessuno ha applaudito alla fine dei pezzi. Solo i bambini si volevano fermare ad ascoltarlo ma puntualmente venivano trascinati via dai genitori.
Il piccolo Dylan è solo uno dei tanti bambini che quel giorno del 2007 volevano ascoltare la musica di Joshua Bell, e ci insegna che i bambini (privi di filtri e strati sul cuore) sono ancora in grado di riconoscere la bellezza…
I bambini, attenti osservatori e curiosi di scoprire il mondo così come appare, consegnano a noi adulti verità a volte celate.

“Non vi era alcun modello etnico o demografico per distinguere le persone che erano rimaste a guardare Bell, o quelle che davano soldi, da quella stragrande maggioranza che si affrettava a passare il passato, senza emigrare. Bianchi, neri e asiatici, giovani e vecchi, uomini e donne, erano rappresentati in tutti e tre i gruppi. Ma il comportamento di un solo gruppo demografico rimase assolutamente coerente. Ogni volta che un bambino passava, cercava di fermarsi a guardare. E ogni volta, un genitore allontanava il bambino “.
(Gene Weingarten, domenica 8 aprile 2007, The Washington Post)

La storia di Stinson è intrecciata dall’esperienza immaginaria di un bambino, come Dilan che è commosso da questa musica, nonostante il tentativo di sua madre di affrettalo. Ecco un nuovo promemoria per ogni età di guardare e ascoltare! L’arte ci circonda, a volte nei luoghi più inaspettati.
Le illustrazioni meravigliosamente dettagliate di Petričić catturano il senso di meraviglia che la musica può suscitare.
L’uomo con il violino è una brillante rappresentazione della sensibilità dei bambini e della triste perdita di quella meraviglia da parte della maggior parte degli adulti.

Le illustrazioni di Dušan Petričić fanno turbinare e piombare la musica in pastelli acquerelli di blu, viola, rosa, verde e pesca tra la tristezza in bianco e nero del viaggio quotidiano della maggior parte degli adulti. Il ricordo di quella musica continua ad accompagnare Dylan mentre la sua giornata avanza, elevandolo e illuminando la sua giornata, anche mentre il tintinnio e il clangore tintinnanti di macchine, piatti, voci continuano a risuonare, a prescindere da dove si trovi. Solo quando ascolta la stessa musica alla radio Dylan può attirare l’attenzione di sua madre e accompagnarla nella sua magica cavalcata musicale.

Una cosa divertente da fare con i bambini dopo aver letto L’Uomo con il violino di Kathy Stinson e Dusan Petricic è di ascoltare con loro il brano e vedere come l’illustratore ha interpretato le scale graffianti e le parti melodrammatiche e scorrevoli della canzone 😉

Un banale e semplice esperimento? Un bel libro illustrato?
Questa storia è molto di più, è messaggio convincente della capacità della musica di arricchire la nostra vita e la saggezza dei bambini che viene trascurata troppo spesso e troppo facilmente.

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La Befana – Sandra Nelson

«Calze bucate, scarpe rovinate,
eccomi qui, eccomi là,
son la Befana, trallallà.»

Nicola, è un bimbo che vive nelle campagne Toscane, a Montepulciano. È un po’ cattivello e capriccioso, non aiuta la mamma a mungere le mucche, nel pollaio spaventa le povere galline e gioca con le uova.
La mamma gli ripete sempre, che la notte del 5 Gennaio la Befana, gli porterà solo carbone e non buoni dolcetti come ai bimbi bravi, ma Nicola non crede alla streghetta che va in giro cavalcando una scopa.
Insomma nemmeno la minaccia della Befana che gli porterà il carbone spaventa Nicola, perché lui non ha paura della Befana.


Un giorno Nicola va a passeggiare nel bosco ma smarrisce la via del ritorno e molto impaurito entra in una casetta. Una casetta vecchia e impolverata dove fa un incontro veramente inaspettato…

La befana di Sandra Nelson edito da Jaca Book racconta, ai bambibi, in modo semplice ed educativo, oltre la leggenda della famosissima vecchietta , anche il giusto modo di come comportarsi con gli altri. Nicola infatti, il bambino, grazie a Lei riesce a cambiare il suo atteggiamento e a capire i giusti modi di approcciarsi; una lettura rassicurante nei toni, ma fuori dai canoni per ciò che concerne ambientazione e disegni.

In quella casa spuntata dal nulla vive la Befana.
Allora esiste veramente, non l’ha inventata la mamma per convincerlo a lavorare!
La vecchietta è molto autoritaria e chiede a Nicola di spostare i sacchi di farina, raccogliere le uova e mungere la mucca!


Ovviamente il ragazzo fa tutto controvoglia, ma piano piano, grazie ai consigli della Befana impara a svolgere ogni lavoro con gentilezza.
Pagina dopo pagina scopriamo che quelli che ha procurato Nicola sono gli ingredienti per i biscotti che la Befana consegna la notte dell’Epifania.
Ma la Befana consegnerà anche il carbone?!?

Nicola però impara a fare “il buono” anche se controvoglia, lavora senza fermarsi per la Befana e, grazie a lui, anche quest’anno i bambini avranno i loro biscotti.


Ora Nicola può dire veramente di non aver paura della Befana, perché è una vecchietta deliziosa…
Un bellissimo albo di grandi dimensioni sulla Befana e sull’importanza della gentilezza.
Una storia breve ma molto significativa, dove si spiega che anche il più ribelle dei bambini, in fondo, merita l’opportunità di avere una “seconda possibilità”.

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Buon natale cane Puzzone – Gutman e Boutavant

E’ Natale, e ritorna Cane Puzzone in una nuova avventura accompagnata dal suo fedele amico Spiaccigatto.
Questa vigilia di Natale, troviamo i nostri due amici nella loro pattumiera scaldarsi con una borsa dell’acqua calda che perde acqua e il cane spelacchiato invece è ben vestito di calzini spaiati e bucati. Malgrado il freddo i due discutono dei doni che il Cane Natale porterà loro.

“Speriamo ci porti tante belle cose, Spiaccigatto!”
“Sì, come l’anno scorso,
un monopattino senza ruote e un osso senza carne!”

Ma il freddo e la fame si fanno sentire … e soprattutto la voglia di trascorrere una vigilia di natale i una casa vera diventa la lor grande ambizione…e la trovano pure! Il cartello indica:
“Famiglia Natale! da noi è Natale tutti i giorni!”


ma ahimè a dispetto del nome e delle apparenze qui ci sono dei bimbi davvero perfidi e usano Spiaccigatto e Cane puzzone non per regalarsi un animale ma per farsi i dispetti donando l’un l’altro la cosa più brutta e indesiderabile che sono riusciti a trovare. La perfida bambina regala al fratello la coppia di animali e il perfido gratello le regala una bambola senza braccia trovata per terra accanto ad una bambina addormentata per strada. Insomma, questi due bimbi sono molto lontani dall’essere la famiglia Natale!

Per fortuna Cane Puzzone e Spiaccigatto scappano in tempo e trovano davvero un’anima buona che li accoglie e, indovinate un po’…, è la stessa bambina che chiedeva l’elemosina e che si era addormentata sul marciapiede a cui il bambino aveva rubato la bambola per fare un regalo -dispetto alla sorella… ma per la povera bambina aver perso la sua bambola senza braccia è come aver perso la cosa più preziosa…


Ecco che nonostante il susseguirsi di disgrazie che inevitabilmente li sopraffanno, i nostri due antieroi con un cuore d’oro troveranno il tempo di aiutare la bambina, Cuordilana.

Buon natale cane Puzzone di Colas Gutman e Marc Boutavant edito da Terre di Mezzo ci racconta ancora una volta, una storia attuale: c’è molta tristezza, miseria sociale, ma pagina dopo pagina il tutto è avvolto perfettamente da un buon livello di umorismo e perfettamente in linea con il buon spirito natalizio, infatti termina con un risultato di speranza e quell’incrollabile amicizia di un cagnolino puzzone e del felino molto intelligente.


Umorismo, fantasia e tenerezza sono ancora ben presenti in questa nuova opera, la quarta ( Scopri QUI le 3 precendenti) in compagnia dei nostri due simpatici amici a quattro zampe.
È divertente, toccante e perfetto per le festività natalizie.

Tutto è bene quel che finisce nel bidone
“Arrivederci Cuordilana, non prendere freddo” le raccomda cane puzzone.
“Grazie amici. Mi avete fatto passare un bellissimo Natale!”

Questo libro, attraverso due personaggi atipici, permette di avvicinarsi alle differenze , perché sinceramente chi vorrebbe un cane e un gatto che odorano le sardine per passare il Natale!?
Una storia di Natale molto lontana dalla ricchezza solitamente associata al Natale e che apre la strada alla discussione! Qui è la povertà che regna e che lascia il posto a molte emozioni!!!
Leggiamo anche la miseria sotto forma di animali poveri e abbandonati ma anche di una bambina che non ha nulla da mangiare e che implora, è molto commovente !!!

E’ un libro che apprezzo molto ma dopo o durante la lettura, è necessario lasciare il tempo da dedicare alle molte domande che i bambini inevitabilmente porranno perché gli argomenti si muovono e raramente vengono discussi!

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Il Secondo lavoro di Babbo Natale – Michele D’Ignazio

Lui era uno stagionale:
lavorava solo durante le feste di Natale.
Il suo era un incarico intenso, faticoso e importante,
ma che gli permetteva di starsene in panciolle
( e in pantofole) per tutto il resto dell’anno.
Da gennaio a novembre era in vacanza!

Il protagonista della storia è proprio il Babbo più famoso, ovvero Babbo Natale che, in un periodo in cui la tecnologia tenta di prendere il posto della magia, riceve la lettera più temuta, quella in cui viene decretato il suo licenziamento.


Licenziare Babbo Natale?! Ma si può?!
Evidentemente sì, visto che il Servizio Postale Internazionale non si è fatto scrupoli e così Babbo Natale, in un colpo solo, si è ritrovato senza lavoro.
Lui che è buono di natura non si perderà d’animo e, cercando di rimettersi al passo con i tempi sempre più intrisi di tecnologia, inizierà a inviare il proprio curriculum (un po’ maldestramente) ed a mettersi in gioco con i lavori più disparati.

Ma a cosa può essere idoneo una persona come lui?
Potrebbe essere un cameriere? Sfortunatamente no perchè dovrebbe in primis mettersi a dieta e soprattutto tagliarsi la barba, qualcosa di altamente improbabile visto che è ciò che lo caratterizza.
L’animatore? Perchè no, lui che è tanto amato dai bambini può certamente rientrare in questa categoria, se non fosse che questa volta è la sua età e non il suo aspetto a non andare bene. Dunque la ricerca si fa sempre più ardua, ma forse sembra esserci una piccola speranza anche per lui e, in tutta questa sfortuna Babbo Natale potrebbe aver trovato molto di più che un nuovo lavoro, qualcosa che è ancora più raro e da custodire.
Tra numerosi lavori vagliati, quello che però darà una svolta alla storia sarà quello che vedrà il nostro Babbo Natale diventare un nuovo netturbino.

Da lì in poi si entra nel vivo la storia, una storia nuova e decisamente emozionante, ricchissima di spunti nascosti ad ogni pagina, spunti su cui riflettere che forse si riveleranno persino più importanti per i lettori più adulti ma in fondo non è forse questa la vera magia dei libri per ragazzi?!

Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele D’Ignazio edito da Rizzoli, è una lettura per ragazzi brillante, sagace e divertente, una di quelle adattissime ai lettori più giovani (dai 6 anni) ma che riesce a dare moltissimo anche a noi adulti.
Tra battute e scene esilaranti, Il secondo lavoro di Babbo Natale si legge in un soffio ma è chiaro sin da subito che questa lettura sia destinata a rimanere a lungo nei cuori dei lettori che vi si accosteranno.

Arricchita dalle modernissime illustrazioni di Sergio Olivotti, la storia parla di seconde opportunità, del coraggio che ci vuole per mettersi di nuovo in gioco dopo una caduta, trovando sempre in sè il coraggio di tentare, di reinventarsi e così crescere.


Le illustrazioni caratterizzano la maggior parte della storia e i ragazzi si soffermano a gurdarle nei dettagli perchè saltano subito all’occhio con colori accesi e vivaci.
Non solo la meritocrazia ma anche l’attenzione all’ambiente sarà centrale nella nuova avventura di Babbo Natale, due punti di estrema attualità che secondo me sono stati affrontati egregiamente dall’autore.

Ma cosa vuole trasmettere questo libro?
Molte sono le tematiche affrontate dall’autore che lo fa con ironia mai banale.
Mai perdersi d’animo, mai soggiacere al pessimismo, vietato mollare! Così come ci insegna Babbo Natale, le cadute più forti portano alle più grandi risalite che però richiedono forza, coraggio, determinazione, voglia di mettersi in gioco e decisamente molta fantasia.
…E scopre che non è mai tardi per realizzare i desideri.
I propri, ma anche quelli degli altri!

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Una Gallina nello zaino – Guia Risari

“Orazio, quella gallina non ti molla!” mi grida Francesco divertito.
Mi volto e la vedo. E’ piccola, rotonda, con le penne bianche e la testa rossiccia.
“Buongiorno” saluto senza riflettere.
Lei risponde ” Puon girno a tì!”

Durante una gita in campagna il piccolo Orazio fa amicizia con una buffa gallina, di nome Carmen, che ha una caratteristica davvero singolare: parla!


Anzi, non solo parla ma chiacchiera senza sosta in una strana lingua, un misto tra Italiano, Spagnolo e “Gallinesco” che solo Orazio capisce. Carmen rivela al suo nuovo amico il desiderio di trasferirsi in città e così, nascosta nello zaino del bambino, a fine giornata torna a casa con lui.
Nasce così un’amicizia, credere ognuno nell’altro.
La gallina si chiama Carmen e ha tre anni e la cosa strana è che Orazio la capisce.
Carmen si adatta subito alla vita di città e segue Orazio anche a scuola, nascondendosi nello zaino.
Avere una gallina come amica è molto divertente anche se non è per niente facile mantenere il segreto! A casa infatti il frigo è pieno di uova e la spazzola di papà ha impigliate strane piume.

“Il sorriso di una gallina non è come il nostro,
non è nel becco; è tutto concentrato
negli occhi che si addolciscono
e nelle piume intorno al collo che si sollevano”

A poco a poco l’amica pennuta, Carmen, riesce a far emergere tante doti e abilità del bambino. All’inizio della storia, infatti, Orazio sembra timido e insicuro, ma finirà invece per acquisire consapevolezza e talenti grazie a Carmen. Sì, perché Carmen non lo giudica, gli si affida, lo rende felice e così l’autostima del piccolo cresce e si sviluppa.

Una gallina nello zaino di Guia Risari con le illustrazioni Anna Laura Cantone edito da Terre di mezzo, oltre ad essere una storia tenera e molto molto divertente, pagina dopo pagina porta a galla più chiavi di lettura educative da cogliere. Non ultima l’importanza di abbandonare i pregiudizi. Perché sì, adesso lo sappiamo bene che le galline, da sempre identificate come animali poco intelligenti, in realtà sono sensibili e dotate di sorprendenti abilità.

Testo e illustrazioni dialogano efficacemente, le immagini in bianco e nero, vanno a inframezzare il testo scritto, facilitandone così la lettura e rendendola ancora più piacevole e divertente, capace di toccare anche temi delicati come quello del bullismo.
Guia Risari cattura l’attenzione dei piccoli lettori, capitolo dopo capitolo, si immedesimano nel protagonista, che deve in tutti modi proteggere il saggio pennuto e non può raccontarlo a nessuno. Le prese in giro del fratello maggiore, gli strani dubbi dei genitori e le abilità della gallina spingono sull’acceleratore. Sarà difficile, dire ai bambini  “Oggi leggiamo solo un capitolo...” andranno via come il pane, tanto è piacevole e scorrevole la lettura!
Esilarante il modo di comunicare di Carmen, perchè come abbiamo detto è una gallina che sa parlare, e alla quale Orazio riesce a insegnare a leggere e scrivere! Ogni tanto la gallina sparisce e Orazio si chiede dove vada … beh, starà a voi scoprire l’attività segreta di Carmen, che riuscirà addirittura a tirare fuori dai guai Francesco!

Un piccolo romanzo da godersi sia per una lettura autonoma dai 7-8 anni sia per una lettura ad alta voce dove vi potrete sbizzarrire ad immaginare la voce di Carmen!
Non vi svelo altri dettagli ma vi posso assicurare che Carmen si rivelerà una creatura eccezionale e il piccolo Orazio, pian pianino uscirà dal suo guscio scoprendosi in un bambino aperto e coraggioso, pronto per mille nuove avventure!
Ironico, divertente e riflessivo!

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Mary Poppins – Lauren Child

Arriva con il vento dell’Est
e scivola su per la ringhiera della loro scala,
la vita dei due ragazzi si accende di magia
e di incanto..quando arriva Mary Poppins!

Chi è che non conosce l’incredibile storia di Mary Poppins?!
La bizzarra bambinaia che arriva a casa Banks sospinta dal vento portando magia e serenità? Tutti i bambini, almeno una volta nella loro vita si sono imbattuti in questo incredibile personaggio.
E’ uno di quei classici amati da tutti, capaci di segnare in qualche modo l’infanzia.
Partiamo subito con il dire che si tratta di una versione ridotta rispetto al romanzo della Travers: l’autrice infatti decide di illustrare solo sette dei dodici capitoli originali, quelli che a sua avviso sono i più “esilaranti e ricchi di spunti e riflessioni”.

Mary Poppins, illustrato da Lauren Child edito dalla Rizzoli è davvero un gioiello, un perfetto regalo per i bimbi di oggi che si appresteranno a conoscere Mary grazie al volto di Emily Blunt che a quelli di ieri che non smetteranno mai di emozionarsi guardando il Classico Disney originale.

L’illustratrice alterna scene luminose realizzate con tonalità brillanti a tratteggi in chiaroscuro, quasi a voler avvicendare la realtà con la dimensione fantastica dei sogni e della magia. Il prezioso volume inoltre ci permette di ammirare uno dei tratti distintivi del suo stile: il sapiente uso di collage, tessuti e ritagli grazie al quale prendono vita personaggi di cui è davvero impossibile non innamorarsi; primi fra tutti Mary Poppins, Jane e Michael; e ancora Bert il Fiammiferaio, lo zio Albert, Miss Lark, John, Barbara e tanti altri.


Le illustrazioni della Child non sono assolutamente sporadiche fra le pagine ma accompagnano di pari passo la storia, arricchendola e donandole fascino. I colori vivacissimi sono assolutamente perfetti per dare vita ad una storia davvero magica che non può non far breccia nel cuore di chi legge.
Questo volume profuma di magia ad ogni pagina, proprio come d’altronde la storia che racconta.

Quando Mary Poppins tornò dal suo giorno libero,
Jane e Michael le corsero incontro.
Dove sei stata?” – le chiesero
Nel paese delle Fiabe” disse Mary Poppins
Hai visto Cenerentola?” chiese Jane.
Uh! Cenerentola? Proprio no” disse Mary Poppins con sdegno.
Cenerentola, figuriamoci!
O Robinson Crusue?” domandò Michael.
Robinson Crusoe?”…puah!” disse Mary Poppins
allora come fai ad essere stata lì?
Non poteva essere il nostro Paese delle Fiabe!

Mary Poppins arriciò il naso
Non sapete che ciascuno ha il proprio Paese delle Fiabe?

Le illustrazioni rafforzano un testo che non bisogno di altro: la storia ideata dalla Travers, come detto in precedenza, è uno di quei cult destinati ad essere amati dai lettori di ogni tempo e di ogni età. Un classico della letteratura dell’infanzia che pone al centro della storia la creatività, i sogni e la magia di poter vivere avventure ricche di fantasia; senza dimenticare il rispetto per gli altri e per gli animali.

Pubblicato per la prima volta nel 1964, Mary Poppins ha da sempre deliziato i lettori, sia nei libri che nei film. Questa straordinaria edizione deluxe di Mary Poppins la amerete!


Che abbiate letto il romanzo o visto il film, che abbiate 5 anni o 50 anni, non potete non amare questa figura femminile forte, magica e irresistibile che conduce Jane e Michael in una serie di avventure e paesaggi da sogno.


Non posso quindi che consigliare di cuore questo libro sia a chi fa la conoscenza di Mary per la prima volta e sia a chi invece la adora da sempre.


Tutti, grandi e piccini, troveranno magia fra queste pagine. Si, perchè, proprio come Mary insegna, c’è magia in qualunque cosa, anche quella che potrebbe sembrare la più ordinaria al mondo. Basta semplicemente avere un cuore puro per vederla e la magia inonderà tutto rendendo più bella ogni giornata.
Mary Poppins ci insegna uno stile di vita da mettere in pratica fin da bambini, se (noi) gli adulti lo ricordassero vivrebbero decisamente meglio cogliendo la magia quotidiana che spesso hanno sotto il naso ma che non viene apprezzato.

Mary Poppins è, e sarà sempre un personaggio intramontabile, senza tempo, che ha ammaliato milioni di bambini fin dal “primo incontro”. Ora attraverso questo delizioso libro possiamo farla conoscere a nuove generazioni di lettori e lettrici che ne rimarranno di certo incantati come è successo, e continua a succedere, a tutti noi! 😉

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Questo (non) è un leone – Ed Vere

“Questo libro è per tutti quelli che
sognano ad occhi aperti

e per quelli che pensano con la propria testa.”

Il protagonista di questo albo è Leonard, un leone al quale piace passeggiare, sognare a occhi aperti e inventare poesie. Un giorno Leonard incontra una papera di nome Marianna e diventano migliori amici.
Quando incontra Marianna, non pensa nemmeno per una frazione di secondo che normalmente i leoni si mangiano le papere. Invece, la saluta. I due si presentano e Leonard invita Marianna ad aiutarlo con una poesia che non riesce proprio a terminare. Nasce tra i due una bella amicizia, profonda, fatta di giornate serene, di confidenze e discorsi complicati, di notti passate a guardare il cielo stellato interrogandosi sull’universo.

“Passeggiano e fanno discorsi lunghi e complicati,
un misto di qua qua e ruggiti sconnessi.
…Insieme sono felici.
Non desiderano nient’altro.”

Gli altri leoni non vedono di buon occhio questa amicizia e impongono a Leonard di cambiare e diventare feroce.
I leoni sono feroci. I leoni sono forti. I leoni ruggiscono forte. Giusto?
Leonard è un leone come nessun altro.

“C’è un solo modo di essere un leone..
Leonard, devi essere feroce!” gli ruggiscono contro.

Leonard dovrebbe mangiare Marianna. Dicono.
Dovrebbe essere feroce, crudele, affamato. Marianna dovrebbe avere paura di Leonard, dovrebbe fuggire, non dovrebbe nemmeno azzardarsi ad avvicinarsi a lui. Dicono.

Una toccante illustrazione a tutta pagina dallo sfondo nero e senza testo mostra Leonard con la testa bassa che si allontana da Marianna, ed esprime tutta la crisi interiore di quel momento del leone gentile.


Siamo sicuri che c’è un solo modo per essere un leone?
Deve cambiare?
E’ davvero sbagliato il suo modo di essere e di pensare?
C’è davvero un solo modo di essere un leone?
Niente affatto!
Perché Leonard non è un leone qualunque. Leonard è se stesso. Lui è un leone gentile, che ama passeggiare nella natura, che apprezza il silenzio e la quiete.

“Il mondo è pieno di idee.
Grandi,
piccole,
buone,
cattive.
Qualcuno pensa una cosa…
qualcuno un’altra.”

Gli piace perdersi ogni tanto nei suoi pensieri mentre osserva la savana calda, sconfinata e brulicante di vita, sognare ad occhi aperti, comporre poesie, giocare con le parole e aspettare le stelle cadenti
Non vuole cacciare, non gli importa di sembrare feroce.
Vuole semplicemente essere quello che sente di essere. Tutto qui.
Con l’aiuto di Marianna, dopo aver riflettuto, vicini, sulla loro collina dei pensieri, Leonard riuscirà a spiegare al branco che nella vita non tutto è solo bianco o solo nero.

“Parlerò con calma, senza ruggire.
Non serve gridare, per farsi sentire.

Un’ape, una papera, un uccellino:
posso essere amico dell’animale più piccino.

…C’è un solo modo di essere leoni?
La strada giusta non è una sola,
perché io sono io, e tu sei tu.”

Questo (non) è un leone (Terre di Mezzo) è un albo illustrato di Ed Vere, un autore britannico di libri per bambini, una delle più importanti istituzioni di arte e design del Regno Unito. Il libro è anche vincitore dell’Oscar’s Book Prize 2019
Le illustrazioni sono sbalorditive e vibranti e usano incredibili linee semplici per creare personaggi che si raccontano e ci trasmettono le loro vive emozioni!
Questo è un libro davvero adorabile con un messaggio cristallino sulla forza che non ha nulla a che fare con l’essere feroce e potente ma che invece viene attraverso la passione, l’amicizia e l’empatia. Adoro il modo in cui la creatività e la cura sono promosse qui, soprattutto attraverso un animale che i bambini non necessariamente assoceranno a tale comportamento.

“I wrote ‘How to be a Lion’ because I wanted to say to children,
there are many ways that you can you.
Don’t be afraid to show it.
if you’re quiet, gentle, or a dreamer – they’re all valid.
I wanted to show how you might resist
the pressure to conform – to stand up for who it is you want to be.”

“Ho scritto ‘Questo (non) è un leone’ perché volevo dire ai bambini,
ci sono molti modi in cui puoi farlo.
Non aver paura di mostrarlo.
Se sei tranquillo, gentile o sognatore, vanno tutti bene.
Volevo mostrare come potresti resistere alla pressione
di conformarti al gruppo – e difendere chi sei. “

– Ed Vere –

Ed Vere è un maestro di libri illustrati spiritosi che offrono tanto agli adulti quanto ai bambini. Questo è un ottimo testo letto ad alta voce che piace e affascina ogni stanza piena di bambini grazie al suo linguaggio semplice, diretto e divertente. Tuttavia e soprattutto, Leonard porta con sè dei messaggi molto belli e importanti:
gentilezza, coraggio, amicizia
e possibilità di essere quel che si è, senza obbedire alle leggi del branco, la differenza, le amicizie, la resistenza al bullismo e gli stereotipi.
Un libro adorabile da esplorare con i bambini di tutte le età (3-7anni circa) che scatenerà la conversazione e metterà in mostra comportamenti positivi e belli in un modo che i bambini capiranno, troveranno accattivanti e da cui impareranno. Vi è ampio spazio per l’applicazione nell’aula primaria poiché un punto di partenza per le discussioni sono empatia, creatività, sensibilità e molto altro!

In un periodo nel quale le voci più forti sembrano dominare, facendosi specchio per essere imitate, noi adulti dovremmo consentire ai bambini di trovare la propria voce, forte o silenziosa, e di dare loro il coraggio di dire ciò che vogliono dire. E Leonard fa proprio questo.
Questo (non) è un leone, mostra e dimostra ai ragazzi come si può essere sensibili ed essere allo stesso tempo un leone 😉
È un libro davvero eccezionale!

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Fili – Torill Kove

Impareremo a fidarci l’una dell’altra
e a ritornare l’una dall’altra

La gente osserva col naso all’insù una cascata di fili provenire dall’alto. Cercano di acchiappare il proprio filo, quello che li ricongiungerà al più recondito desiderio.
Una ragazza riesce a prenderne uno rosso. Anche lei desidera qualcosa.


Si aggrapparsi al filo rosso e inizia a salire sempre più in alto. Sorvola la città, la campagna e il bosco, dove, improvvisamente, il filo la porta nuovamente verso terra.
A tenere l’altro capo del filo c’è una piccola bambina tutta sola. Una volta raggiunta, la ragazza la copre, la nutre e le dona amore. Diventa la sua mamma.

“Con me dovrai sentirti al sicuro,
cos’ potrai imparare
a stare sulle tue gambe..
scoprire quanto c’è di bello
nel mondo intorno a noi.”

Insieme crescono.
Tornano in città, la bambina cresce sotto la protezione della madre. Il filo rosso si allunga e si accorcia come se fosse un elastico che le tiene unite ed anche sempre più indipendenti l’una dall’altra.

“Impareremo a fidarci l’una dell’altra
e a ritornare l’una dall’altra”

Fili è un libro illustrato profondo e commovente, narrato e illustrato da Torill Kove edito da Giralangolo. Nessun legame è più forte di quello tra madre e figlia: e questo libro vi farà emozionare
Torill Kove, scrittice e illustratice, racchiude tutto in un filo, il filo che lega una mamma (un genitore) a un figlio.
È un filo di vita che li lega e che man mano si allunga a dare spazio. Legate da quel filo la mamma si prende cura della figlia, poi, legate, vanno alla scoperta del mondo, del gioco, di nuovi amici.
E quando i tempi sono maturi, sono entrambe pronte per tagliare quel filo e arrotolarne ognuna un pezzetto, da tenere sempre con sé, proprio all’altezza del cuore. Così, con quel gomitolo rosso, la figlia potrà partira alla ricerca della propria vita e del proprio filo, sempre certa che quel legame, quel filo vicino al cuore, non la abbandonerà mai.

“…Saprai nel tuo cuore
che cosa significa voler bene a qualcuno

e avere qualcuno che ti vuole bene.”

Lasciamoci cullare attraverso le emozioni, pagina dopo pagina, con questo testo potente, essenziale e profondo. Leggendolo, possiamo inserire la nostra storia, arricchire, ricordare…
Fili, ci racconta di infiniti destini e racconta il legame tra madre e figlia attraverso la delicatezza dei suoi disegni e proponendo una metafora semplice ma al contempo capace di smuovere le emozioni.

L’autrice racconta, che una parte della storia si ispira alla sua esperienza di genitore adottivo di una bambina, ora quindicenna. Tuttavia, aggiunge, non è un assolutamente un albo illustrato sul processo di adozione. Si concentra sulle relazioni, in particolare quella unica e speciale che si crea tra madre e figlia nelle varie fasi della vita.

La forza dei sentimenti emerge dirompente tra le pagine del libro proprio a dimostrare come il rapporto tra madre e figlia sia uno dei legami più forti che esistano:
il filo rosso che unisce le due protagoniste, infatti, è sottile, leggero ma indistruttibile, una presenza e non un laccio, una sicurezza e non un intralcio.
Tutti i genitori dovrebbero avere questo libro. Tutti tutti, madri e padri!

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