La mia mamma – Arianna Giorgia Bonazzi

La mia mamma comincia dalla punta dei capelli
e finisce nelle suole delle ciabatte.
Col piede chiude il forno, coi capelli,
mi fa il solletico sull’ombelico.
…Il mio pezzo preferito però è la punta del dito
per girare pagina e vedere cosa viene dopo.

La mia mamma di Arianna Giorgia Bonazzi edito da Rizzoli, è un albo illustrato che parla delle Mamme pasticcione, di quelle attente e precise, di mamme che si preoccupano troppo, mamme avventurose, mamme casalinghe e mamme in carriera.


Un albo illustrato, davvero bello da leggere insieme ai bambini perchè ci offre dei divertenti ritratti di figure materne, narrateci dai loro pargoli.
Tanti ritratti, visti dagli occhi dei bambini…ritratti di mamme che fanno sorridere, scaldano il cuore, fanno riflettere e scendere qualche lacrima di emozione…
C’è poco da fare a prescindere dal loro carattere e dal proprio lavoro, hanno tutte una qualità in comune, la capacità di donare gioia e amore.

“E tu mamma quanti baci hai?”
Lei dice che ne ha un sacco, un sacco bucato
da cui ne spuntano sempre di nuovi.

Pagina dopo pagina le illustrazioni meravigliose di Vittoria Facchini arrivano dritte al cuore.
Enormi, intense, calde, a dipingere, con pennellate decise, figure materne affettuose, amorevoli e allegre tra fiori, occhioni, capelli lunghi e sorrisi.
La mia mamma è un libro speciale che racconta il legame più importante, quello tra un bambino e la sua mamma

…mi butta sul divano
e mi schiaccia tra due cuscini,
spruzza la maionese trasparente e il ketchup invisibile.
Poi così conciato mi porta sulla tavola
urlando: “Gnam gnam gnam panino di bambino!”

La mia mamma, un libro tenero che riflette il mondo interiore dei più piccoli e degli adulti.
Mamme tuttofare che con un piede chiudono il forno e contemporaneamente con le mani srotolano lo scotch, mamme spassose che sanno farti girare in tondo come se tu fossi su una giostra, mamme giovani ed intrepide che quando va via la luce non hanno paura di scendere da sole in cantina e che conoscono dei trucchi magici per allacciarsi le scarpe. Mamme che a volte sono antipatiche, mamme che hanno a cuore l’ambiente, mamme che rientrano tardi la sera e si dimenticano la spesa, mamme sportive ed avventurose e divertenti che inventano buffi giochi e trasformano lietamente le giornate, mamme iperprotettive, mamme che cantano e coccolano, e giocherellone.
Una carrellata vibrante, poetica, surreale, tenera, logica di quella sorridente illogicità dei piccoli.

..quando si mette a cantare
una ninnananna mi ricorda tante cose insieme,
come un colpo di vento. Allora la riconosco,
le tocco la pelle buffa del gomito e ci addormentiamo.

Un libro tenero sul legame più importante
Non ci sono racconti resi in modo sdolcinato ma affettivo e autentico.
Perché i bambini sono coccoloni, giocherelloni, fantasiosi, ma anche severi, attenti e con le loro emozioni, di gioia, rabbia, gelosia, care mamme, non si scherza!

Quando le diciamo che è antipatica
la mia mamma dice che è troppo facile
essere simpatiche se non si è vere mamme.

Ogni mamma ha il proprio modo di essere genitore, ma tutte siamo accomunate dall’amore per i nostri bambini a cui riserviano cura ed attenzione, ognuna mettendo in campo il proprio stile educativo e il personale modo di abitare il mondo.


Un albo perfetto per tutte le mamme e per tutti i bambini, perchè racconta proprio dal loro punto di vista e proprio come sanno fare i bambini, insistendo su tutti quei dettagli che sembrano insignificanti ma invece riescono a condurci alla sostanza della vita.
Un albo speciale per un grande amore, perchè l’amore tra madre e figlio è grande non solo nell’intensità ma anche grazie alle sue sfumature, nei sentimenti e le emozioni che è in grado di muovere e far germogliare.
Un punto di vista, spontaneo che descrive l’essenza delle mamme!

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Foto di gruppo – Gek Tessaro

La scimmia si guardò in giro alla ricerca
di qualcosa da fotografare.
Ma tutto quello che vide fu una pulce.
Mise a fuoco e si preparò a scattare.

Un giorno passeggiando per la Savana, una scimmia trovò un oggetto davvero interessante. Ahimè, trovava solitamente molti e svariati oggetti abbandonati dai turisti, ma era la prima volta che il suo ritrovamento era così interessante: una macchina fotografica.

La scimmia cominciò a guardarsi subito intorno, in cerca di un soggetto che fosse degno del primo scatto.
Non vedeva l’ora di fare la sua prima foto e il soggetto doveva essere perfetto per l’occasione.. cercò e cercò ma non trovò che una pulce. Si convinse che non avrebbe trovato nulla di meglio, così la scimmia mise a fuoco e si preparò a scattare.


…Ma, ecco che, come in una reazione a catena anche gli altri animali della foresta si posizionarono accanto alla pulce per essere immortalati in una bella foto di gruppo. Ad ogni doppia pagina ne incontriamo uno che dopo aver dichiarato le sue motivazioni va ad aggiungersi al gruppo costringendo la scimmia ad indietreggiare per poter inserire tutti nell’inquadratura: il rinoceronte con il suo corno fortunato, il ghepardo e le sue macchioline, l’ippopotamo con la sua bella pancia, il gnu dallo sguardo intenso, il gorilla che non poteva essere escluso in quanto quasi parente della scimmia, il leone imperatore della foresta, il coccodrillo verde che come è noto a tutti è super fotogenico, lo struzzo e le sue piume, le formiche che anche se piccole non finivano mai, l’elefante silenzioso… Alle prese con tutti quegli animali da sistemare, e terrorizzata dall’idea che ne potessero arrivare altri, la scimmia fu costretta ad indietreggiare parecchi metri.

Quanto dovrà indietreggiare la povera scimmia per farli entrare tutti e scattare questa “Foto di gruppo” ??
La scimmia indietreggiò e indietreggiò ancora finché non riuscì ad inquadrare tutti e finalmente scattò!

Foto di Gruppo di Gek Tessaro edito da Lapis edizioni è un libro divertentissimo, pieno di animali che tanto piacciono ai bambini, pieno di suspence e di elementi per rendere la vostra lettura più interessante e accattivante...e il finale è piacevolmente a sorpresa.

Per cogliere davvero le qualità di questo libro vi consiglio di leggerlo ad alta voce.
L’autore, che è anche l’illustratore, Premio Andersen 2010 come “migliore autore completo”. E’ riuscito a sviluppare una storia semplice, ma assolutamente ben costruita, chiara e capace di suscitare il sorriso già a partire dalla copertina.
Le immagini sono costruite con la tecnica del collage; colori vivaci, pennellate chiare e decise, che rendono bene le caratteristiche di ogni singolo animale e spingono a caratterizzare ognuno di loro anche con l’uso diversificato della voce da parte del lettore.

Una storia divertente per tutti i bambini che amano gli animali e le foto…
per grandi e piccoli lettori che da piccoli e grandi imprevisti fortuiti della vita hanno voglia di fare uscire qualcosa di speciale e divertente… 😉

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Che solletico! Batti le manine, Tutti giù per terra, Buonanotte – Helen Oxenbury

Muovi mani balla e gira
piglia impugna stringi e tira
soffia e batti zumpappà
ciao ciao mamma ciao papà

Tutti giù per terra, Che solletico!, Buonanotte, Batti le manine.
Sono quattro cartonati di formato quadrato, coloratissimi, divertenti da sfogliare, per tutti i babylettori!

Ogni storia, ogni libro racconta in maniera semplice, essenziale e poetica alcuni momenti di rutine dei bambini, come possono essere un giro in altalena, il momento della pappa sul seggiolone, il bagnetto dopo aver giocato fuori nel fango, il girotondo nel lettone morbido di mamma e papà.

L’autrice, Helen Oxenbury, già amatissima, illustra questi semplici momenti con bambini di tutti i colori che insieme, serenamente condividono gli spazi, giocano, si relazionano, fanno esperienza del loro corpo e mettono in gioco anche le loro emozioni.
Piccoli bambini che scoprono gattondando o nei loro primi passi, il mondo che li circonda attraverso gesti semplici, e vicino a loro non mancano adulti che li accompagnano che non si fanno problemi a farli saltare sul lettone o a farli sporcare con il cibo o con il fango. 😉

Non possiamo che gioire perché Mondadori sta facendo un’importante operazione di recupero anche di titoli sconosciuti in Italia dell’autrice inglese.
Questi quattro titoli sono molto adeguati a bambini piccolissimi, già dagli 8/9 mesi.
Il brevissimo testo è formato da quattro frasi in rima baciata.
C’è un ritmo poetico perfetto, i gesti semplici diventano poesia in queste pagine.
Sono libri nei quali un bambino si ritrova, si riconosce, con i quali si può stimolare il suo linguaggio per la sonorità così facilmente memorizzabile e accompagnarlo, nei mesi, nell’apprendimento di queste divertenti filastrocche.

Canta una canzone
gira gira in tondo
salta sul lettone
casca tutto il mondo

Quattro libri pratici per la manine curiose dei bambini, pratici da portare in giro, che accompagnano i bambini mentre muovono i loro primi passi nel mondo delle parole e delle immagini illustrate, aiutandoli a scoprire come si nominano le semplici azioni della vita, le loro prime conquiste, gli oggetti con cui vengono a contatto o vedono intorno a loro, toccano, sperimentano.

Le letture possono continuare ritrovando questi bambini di tutto il mondo in un libro che è ormai un classico “Dieci dita alle mani, dieci dita ai piedini” un altro libro che non posso fare a meno di consigliare.
Non contiene una classica storia, ma una dolcissima filastrocca che mostra bambini da tutto il mondo:
uno nato nei campi, un altro che sbuca da una tenda e cammina accanto all’aia dove le galline beccano il loro mangime, un terzo nato al freddo dei ghiacci e pesantemente vestito di abiti a pois proprio come la “tutina” del pinguino che lo guarda da poco distante.

Che cosa accomuna questi piccoli fra loro tanto diversi per aspetto fisico, abitudini, ambiente?
Un fattore così scontato che quasi non ci si pensa, il fatto che tutti abbiano dieci dita nelle mani e altrettante nei piedi – e ce le mostrano con travolgente allegria queste dita i piccoli protagonisti del libro, sventolando mani e piedi come bandiere sorrette orgogliosamente.

Pur senza raccontare una storia propriamente intesa, il libro trasmette un messaggio positivo, di tolleranza e di accettazione, e a parlare anche di coccole, visto che l’orecchiabile testo in rima si conclude citando l’altra cosa che tutti i bambini hanno in comune ovunque, l’amore dei genitori.

Uno stile di illustrazione molto bello che fa ben risaltare, i delicati acquerelli della Oxenbury che occupano la quasi totalità dello spazio disponibile su ogni facciata.
L’artista è riuscita a rendere e mantenere pur senza troppi dettagli i tanti tipi fisici diversi.
Ma quello che più colpisce è il modo in cui le espressioni dei bimbi riescono a trasmettere i loro sentimenti e la loro serenità, siano essi impegnati a mettersi un dito in bocca, a battere le manine o mentre giocano nella molle melma.
Con i suoi visi tondeggianti e i colori tenui che risaltano su uno sfondo generalmente bianco, la Oxenbury è riuscita a ritrarre bimbi realistici ma non stereotipati, nei quali anche i piccoli lettori/ascoltatori possono facilmente identificarsi.

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Pomelo Elefantino da giardino – Ramona Bădescu

Pomelo sta bene sotto il suo soffione.
Ma per un elefantino così piccolo,
che proboscide!

Pomelo, piccolo elefantino rosa con una lunga proboscide che vive in un orto all’ombra del suo soffione. Si si, le avventure di Pomelo nascono tra una pianta di carciofo e una carota, in compagnia di Gigi la lumaca e Gantok la tartaruga.

Appena apriamo il libro, si entra in un mondo che conosciamo bene, quello di un orto. Lo conosciamo bene ma allo stesso tempo è lontano dal nostro sguardo, soprattutto è molto lontano dalle nostre dimensioni, perché composto da ortaggi e piante piccole. Un ambiente perfetto invece per il nostro Pomelo, in quanto è un elefante in miniatura.

Pomelo elefantino da giardino, contiene tre avventure.
Nel primo “Che proboscide!” il buon piccolo Pomelo è infastidito dalla sua lunga proboscide, tanto da farlo rimanere bloccato dappertutto;
fa un passo avanti, si arrotola …
va a caccia di zanzare e si incastra tra i sassi…
ma può essere comodo per fare scherzi agli amici, raggiungere qualche deliziosa fragolina inaccessibile o persino leggere tranquillo aspettando la sera sotto al suo soffione!

Nel secondo episodio “Pomelo ha paurascopriamo le sue paure.
L’elefantino rosa ha paurissima dei porri di notte, ma ha anche paura che la pioggia cancelli i colori o di non capire più nulla, nemmeno il suo amico Gigi, ma vi sfido a resistere a Pomelo come un cappuccetto rosso (che ha paura di finire nella brutta storia) 😀
I cambiamenti, dopotutto, lasciano sempre perplessi, a volte spaventati, ma bisogna avere il coraggio di affrontarli, esplorarli, farli propri, in modo che possano portare a esperienze nuove, che possano arricchirci, ampliando la nostra conoscenza del mondo.

L’ultimo episodio, “i giorni spassosiesalta le qualità del nostro personaggio, proprio per mostrare che, nonostante la sua piccola stazza, il colore particolare, il suo essere insomma diverso, è pieno di qualità invidiabilissime, come il poter diventare invisibile su sfondo rosa, l’essere grande rispetto ad altri esserini suoi amici, essere bello, impermeabile, pratico mentre fa una gara di corsa con le lumache oppure navigando sulla rugiada seduto sul guscio di una noce.
Le espressioni che assume Pomelo in questo ultimo capitolo sono davvero esilaranti. E la riflessione sulla diversità che diventa ricchezza è importantissima.
Ma il piccolo elefante è anche un sognatore a cui piace guardare le nuvole che passano e ammirare i tramonti …
Anche questa volta il tutto terminerà ai piedi del suo amato soffione, da cui ritorna sempre.

Poche frasi, tante immagini dal tono scherzoso e poetico, in Francia Pomelo è un personaggio popolarissimo nato nel 2002, e le sue avventure sono state tradotte in ben 17 lingue.
A Pomelo, la sua autrice Ramona Badescu e il suo illustratore Benjamin Chaud hanno dedicato molti libri e contiamo che Terre di Mezzo, per la gioia dei piccoli lettori continui a ri-pubblicarli in Italia.

Ramona Bădescu e Benjamin Chaud rendono l’umore in continua evoluzione di Pomelo con tenerezza e precisione. Per i bambini che spesso lottano con le loro emozioni, è molto rassicurante vedere questo piccolo elefante essere sconvolto e goffo.

Con i suoi occhi a palla, la lunga proboscide e soprattutto quel colore, così lontano da quello vero degli elefanti, non può non intenerire il lettore. Carino, buffo e tenero, è perfetto per una storia legata all’infanzia. Durante la storia Pomelo assume varie espressioni, una più azzeccata dell’altra, che lo rendono vero, reale, in quanto sono espressioni tipiche dei bambini. Dubbio, felicità, tristezza, perplessità, sorpresa. Diverte anche il lettore adulto, che non può rimanere indifferenze a un essere così semplice, quanto simpatico e ricco di sfumature.

Perfetto per i bambini dai 3 anni,
e per tutti i bambini che amano giocare e maneggiare gli ortaggi nell’orto,
ma anche per i bambini che appena vedono una carota si rifiutano di sedersi a tavola 😉
Tre storie semplici ma ricche di emozioni, sorrisi e tenerezza
sarà impossibile non cercare sotto ai soffioni Pomelo l’elefantino rosa 😉

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Mirabelle senza Paura – Katie Haworth

Mirabelle e Meg, erano gemelle
sembravano davvero identiche, ma…
…non lo erano.
Già da piccole avevano attitudini diverse.

Mirabelle e Meg, sono due gemelline, e i loro genitori sono dei famosi acrobati circensi. Sembrano proprio identiche ma, in realtà, non lo sono!
Mirabelle, infatti, è molto coraggiosa e davvero audace, e rende molto orgogliosi i genitori, mentre Meg è affascinata da tutt’altro, e non smette mai di parlare, chiedere, osservare e di leggere libri!
Non le interessa minimamente arrampicarsi, neppure su una poltrona.

Quando, i genitori Moffat pensano sia arrivato il momento di introdurre le bambine alla vita del circo, Meg rimane per la prima volta senza parole, bloccata dalla paura.
Ha paura dell’altezza, ha paura ad arrampicarsi verso la piattaforma del trapezio, con il sostegno dei genitori prova ad esercitarsi in altre discipline, come la giocoleria, l’equitazione ma niente, neanche le altre discipline circensi fanno per lei.

Meg non vuole più parlare con nessuno nemmeno con la sorellina Mirabelle che invece ha trovato la sua strada e fa il gran debutto nel mondo del circo con il suo primo spettacolo, applaudita da tutti. Ma quando è il momento di parlare, ecco che è Mirabelle a essere presa dalla paura e si blocca.

Mirabelle senza paura era terrificata.
Fu proprio allora che sentì una piccola mano stringere la sua,
e udì una voce FORTE e SICURA alle sue spalle.

Mirabelle senza paura di Katie Haworth edito da Sassi Junior oltre ad essere una storia molto piacevole da leggere, porta con sè, pagina dopo pagina un gran bel messaggio:
Tutti noi abbiamo un particolare talento e tutti noi abbiamo paura di qualcosa, anche chi apparentemente sembra più coraggioso.


E’ un albo illustrato, che si presta molto bene alla lettura ad alta voce, è meraviglioso e dolce per come sottolinea la bellezza e l’importanza della diversità e dell’aiuto reciproco, soprattutto tra fratelli e sorelle
E’ una storia che porta anche un bel promemoria a noi adulti, talvolta troppo presi dalle aspettative, come i signori Moffat, potremmo non accorgerci che i bimbi hanno interessi diversi da quelli che ci si aspetta o immagina. Ancora una volta una conferma dell’ampio utilizzo degli albi illustrati perchì ognuno può interpretare la storia con le sue emozioni e con il suo vissuto 😉

Anche le illustrazioni di Nila Aye completano il significato che comunicano le parole, aggiungendo quello che il testo lascia in sospeso. Sono immagini semplici, che ispirano subito simpatia; inoltre sono prive di troppi particolari, cosicchè l’attenzione ricade tutta sulle due protagoniste.

Una storia speciale per due sorelle,
sorelle che si fanno forza a vicenda,
sorelle diverse, e ognuna speciale con le sue capacità!
Una storia per affrontare insieme le paure e la vita
tenendosi e tendendosi una mano…a vicenda

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Passi da gigante – Anaïs Lamber

Stamattina mi sono preparato
senza fare rumore,
sono uscito.

Inizia così questo albo illustrato, un bambino esce di casa dopo aver infilato il suo berretto a righe. Ai piedi indossa stivali di gomma verde erba.

I suoi stivali verdi occupano un grande posto sulla pagina, così come la sua lente d’ingrandimento: senza dubbio un punto di vista molto orginale, quasi da gigante.

Nel giardino ci esce al mattino presto, probabilmente appena sveglio, con la curiosità di scoprire che distingue i bambini, anche la coccinella è già lì ma non sono le uniche… d’altra parte, sotto le foglie, vengono organizzate spedizioni e sono previsti combattimenti di ogni tipo. Ma il piccolo gigante ha altre ambizioni. I suoi stivali lo rendono forte e coraggioso per attraversare fiumi e foreste.
E così pronto si incammina e inizia ad esplorare il giardino: l’esperienza è così fantastica e avventurosa che attraverso i suoi occhi i ciuffi d’erba diventano foreste, i ricci di castagna mostri pungenti, i tronchi d’albero elefanti e le orme di un gatto un orso!

Tutto diventa quindi sproporzionato e assume dimensioni gigantesche.
Ogni cosa ne diventa immediatamente un’altra nella testa di questo bambo: esseri pungenti, elicotteri che si catturano, carovane in viaggio, zampe enormi e occhi che dal pelo dell’acqua tutto osservano…
Questi “passi gigantici invitano nel giardino e ci fanno riscoprire la natura con gli occhi dell’infanzia, dove tutto sembra distorto, sproporzionato dall’immaginazione infantile . Finché non appare un gigante, ancora più grande…

Un gigante buono sorprende il bambino, ma chi sarà questo gigante?
Sarà un orso buono?

Passi da Gigante di Anaïs Lambert edito da Pulce Edizioni è un libro che racconta ai piccoli lettori, le meraviglie della natura, e ricorda anche ai più grandi che, con lo sguardo e l’incoraggiamento giusto da parte degli adulti, i bambini possono fare veri e propri passi da gigante 😉 Consigliato a partire da 2 anni

Passi da gigante, è visto a livello del suolo, come un bambino vede la natura. In ogni pagina scene bucoliche squisitamente illustrate raccontano la storia della spedizione di questo piccolo bimbo curioso nel suo giardino.
Un vasto mondo che scopre, indossando i suoi stivali verdi.
Un vasto mondo che reinventa con la sua immaginazione!

Il suo modo di vedere insetti ed elementi naturali. Si spinge fino al punto di pensare di incrociare un orso, un elefante, un coccodrillo, una giraffa, un canguro … Un gioco gioioso con ciò che vede, odora e sente fino a quando..

Due mani enormi mi hanno afferrato
e sollevato da terra.

Un album vibrante, straordinariamente illustrato, che celebra l’immaginazione infantile che vede tutto molto più forte della realtà fino alla sua rassicurante caduta.
Anaïs Lambert ci offre qui un albo meraviglioso che celebra la fantasia dei bambini, la primavera e la natura che ci circoda.


Un albo sublime perché immerge noi adulti nell’infanzia e fa brillare gli occhi come prima! Anche i bambini lo adorano perché parla loro “all’altezza” di ciò che vedono!
Perché è un inno alla natura, superbamente illustrato e anche perché ci parla di tenerezza e complicità genitore figlio… 😉

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La casa che un tempo – Jilie Fogliano

Nel folto bosco c’è una casa
una semplice casa
che un tempo era casa
ma ora non più.

La casa che un tempo è la storia di una casa deserta che si svolge nel profondo dei boschi.
Un bambino ed una bambina passeggiando nel folto del bosco scopronoin cima alla collina una casa, che pende sbilenca. La casa che un tempo non era screpolata così. La casa che un tempo era dipinta di blu.”.
La guardano con curiosità questa casa che “si appoggia“, “una volta dipinta di blu” e “screpolata“.

Stupiti dalla meraviglia di chi una volta avrebbe potuto vivere in questa casa; i bambini decidono di entrare in casa da una vecchia finestra rotta e in mezzo a oggetti abbandonati, azioni lasciate a metà e ricordi orfani provano ad immaginare chi un tempo abitava lì, dove può essere andato, se mai tornerà.
Scoprono una casa che una volta era una casa.

Chi era quel qualcuno
che passava in corridoio
che cucinava in questa cucina
che sonnecchiava su questa sedia?

Mentre i bambini esplorano, trovano fotografie sbiadite sul muro, vecchi mobili e oggetti usati una volta. L’immaginazione dei bambini vola mentre si interrogano sulle persone che una volta vivevano in questa casa.Perché hanno lasciato questa casa che una volta era una casa e dove stavano andando?”, “Sono scappati e non si sono salutati?
Poiché non esiste una risposta giusta o sbagliata, l’autore e l’illustratore portano il lettore in un’avventura con una miriade di possibilità. La famiglia si è persa nei boschi? Sono a Parigi a dipingere sul fiume?

Julie Fogliano e Lane Smith uniscono i loro talenti per un libro illustrativo suggestivo. Le illustrazioni un po ‘surreali e dettagliate meritano di essere assaporate e il testo poetico scorre senza intoppi.
Una lettura perfetta ad alta voce.
Anche il bosco sfondo dell’avventura, è un luogo abbandonato: fin dall’inizio del racconto le parole ci ricordano che la casa e il sentiero un tempo erano accoglienti, dritti, colorati, mentre ora sono sbilenchi, screpolati, invasi da piante. Infatti alla fine dell’esplorazione, poco prima del ritorno, appare chiaro che la casa non è vuota: rami di alberi, rovi, uccelli, la luce del bosco la abitano pieni della solida tranquillità che la natura emana riprendendosi le cose umane.

Forse la casa è lì ad aspettarli.
Aspetta di sentire il rumore delle chiavi.

La casa che un tempo edito da Rizzoli è storia senza tempo che ha un’atmosfera magica.
Un’avventura di quelle che affascinano i bambini perchè…
…trovare una casa abbandonata in un bosco è un’esperienza che profuma di storia e di vita. E’ un momento unico, piena di mistero, domande, ipotesi, paura solleticante.
…ogni casa ha una storia da raccontare e quelle abbandonate ne porteranno sicuramente di affascinanti.

Buona lettura!
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La Voce del Mare – Marlies van der Wel

Giona è in spiaggia.
Per la prima volta nella sua vita.
Sente un suono che non conosce.
Balza fuori dalla carrozzina,
corre tra la sabbia e vede…
il mare.

Questa è la storia di Giona, non è solo un bel libro illustrato sul mare, ma soprattutto una storia speciale.
Una storia di vita di un uomo chiamato Giona. Lui sogna una vita nel mare. Ma ciò non è possibile. Giusto?

La storia inizia con un piccolo Giona di 2 anni. Lui è lì tranquillo in una carrozzina vecchio stile ed è guidato verso il mare dalla mamma. Non appena vede il mare, salta fuori e va diretto verso il mare. Il mare sembra chiamarlo e così si trova in un mare profondo a nuotare con un pesciolino. Ma quando il pesce boccheggia, Giona vuole fare lo stesso. Ma ciò non è possibile. Sua madre gli chiarisce che non appartiene al mare ma a terra tirandolo fuori subito dall’acqua.
Fin da piccolino decide comunque che nella vita non c’è nessun altro posto al mondo dove vuole essere: se non il mare!

Giona non si sforza solo di osservarlo, né gli basterebbe per essere felice nuotarci dentro, no, Giona vuole davvero farne parte. Trascorre tutto il suo tempo in spiaggia per raccogliere gli oggetti che il mare porta a riva e che lui potrebbe usare per costruire le sue invenzioni stravaganti che spera lo trasporteranno in una nuova vita tra i pesci.

Quando Giona ha otto anni ha un acquario in testa, raccoglie vecchie cose a riva. La sua barca è un ombrello e se vuole nuotare troppo in profondità nel mare, la sua corda ahimè si spezzerà facendo ridere di lui i pescatori!

Quando Giona ha 18 anni cammina con la sua tuta da snorkeling. La sua “barca” è quello che è più simile a una botte di vino con un tubo del camino attaccato ad esso…ma ciò non basta, sfortunatamente una grande onda lo riporta in spiaggia.


Giona è triste e gira le spalle al mare. Ma continua a raccogliere ciò che il mare gli dà.

Trascorre il tempo, passano gli anni e Giona diventa un uomo più anziano, alla fine deve affrontare il fatto che purtroppo il tempo stringe per lui e lui ha un sogno da realizzare il suo grande sogno …

L’acqua bagna i suoi piedi, le onde scivolano avanti e indietro.
Sembra che sussurrino: ‘Vieni qui, avanti!’
Così, quando nessuno lo vede, Giona si immerge.
Cullato dalla marea, Giona capisce immediatamente una cosa:
questo è il suo posto.

Qui, in mezzo al mare.

La voce del Mare di Marlies van der Wel edito da Sassi Junior è una bella miscela di ironia, spensieratezza, leggerezza e romanticismo ma non mancano profonde riflessioni in cui il fallimento è solo strumento per continuare a provare e riprovare e come si addice alle storie più belle un lieto fine.

Marlies van der Wel è un animatrice e illustratrice olandese i cui cortometraggi sono stati riconosciuti a livello internazionale in prestigiosi festival come quello di Berlino, Toronto e Sundance, per citarne alcuni.
L’autrice, usa un linguaggio visivo intenso, fatto da immagini belle e dettagliate, animate da un movimento minimale ma naturale.
Con le sue splendide illustrazioni combinate con un testo semplice ed essenziale ci racconta una storia che è emozionale (ma mai strappalacrime), universale (ma personale) e spensierata (con un pizzico di umorismo).
Non solo una storia che parla di ciò che si desidera, no è più di questo, è come un impulso irrefrenabile per un sogno di una vita!


Pagina dopo pagina, ci ritroviamo immersi nelle illustrazioni a tutta pagina, che ci tuffano in mare e nella storia.

C’è il riutilizzo delle cose che il mare porta a riva, il mistero che lo circonda, l’arroganza delle persone intorno a Giona che non credono nel suo sogno, l’acqua che sorge e la realizzazione del sogno che dura tutta la vita.
E’ proprio questo il messaggio che arriva chiaro ai piccoli ma anche ai grandi lettori:…nella vita, qualunque sia l’obiettivo, grande o piccolo, non importa, non bisogna dimenticarlo mai!
Per raggiungerlo ci potrebbe volere molto tempo, molta costanza, forse una vita intera, ma non importa, l’importante è non rinunciare mai.

Ce la farà Giona alla fine a realizzare il suo sogno?

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Il Principe e la Sarta – Jen Wang

Sta davvero funzionando, Sebastian.
Tutto quello che abbiamo sempre sognato
sta succedendo.

Ti immagini se non avessi mai creato
quell’abito per Lady Sophia?

La storia è ambientata in una dinamica Parigi del primo Novecento. “La città dell’amoreè in fermento per via di un ballo indetto dalla Contessa Clementine di Artois per celebrare il sedicesimo compleanno del nipote in visita, il Principe Ereditario del Belgio, occasione anche per fargli fare la conoscenza di giovani donne in età da marito. Frances lavora per una sartoria di alta moda e sogna di diventare una stilista famosa.

Un giorno le tocca cucire l’abito di una ragazza che prenderà parte al ballo. La ragazza, però, non vuole un abito comune, bensì qualcosa che la faccia assomigliare alla sposa del diavolo, questa la sua esatta richiesta. Frances, contravvenendo alle regole della sartoria, decide di accontentare la stramba richiesta della cliente, confezionandole un abito sopra le righe, che di sicuro lascerà tutti a bocca aperta. Sarà proprio grazie a questo abito che attirerà l’attenzione di un ricco e misterioso cliente, che la assumerà per cucirgli gli abiti che desidera indossare.

Il cliente, però, altri non è che il Principe Ereditario Sebastian e le sue richieste sono alquanto inaspettate per Frances: vuole che confezioni per lui abiti femminili, ispirati a tutto ciò che più gli piace.
La ragazza scoprirà presto che il figlio del re cela un segreto: dopo il tramonto ama infatti indossare quegli abiti femminili e frequentare i locali notturni della Ville Lumière nei panni di Lady Cristallia.


Abiti belli, drammatici, romantici. Una bella sfida per la giovane sarta, che di sicuro non si lascia scoraggiare, anzi vede in questa richiesta l’occasione che stava aspettando per farsi finalmente notare e realizzare più velocemente il suo sogno di una vita. Tra i due nasce presto una sincera amicizia, li accomuna la passione per la moda, ma anche il desiderio di essere accettati per qualcosa che li rende unici, diversi.

Tra segreti e confidenze il loro legame diventerà sempre più solido, decideranno di affrontare insieme il percorso che li condurrà all’accettazione di sé in quel mondo adulto che, piano piano, in qualche maniera, rivoluzioneranno.

Il Principe e la Sarta di Jen Wang edito da Bao Publishing è un graphic-novel davvero splendido;
Premiato nel 2019 ad Angoulême nella categoria Jeunesse e in Italia nello stesso anno ha fatto vincere a Jen Wang il premio Miglior autrice straniera a Treviso Comic Book Festival.

Sebastian trova in lei, la sarta Frances non solo colei che è in grado di confezionare sfarzosi vestiti che ha sempre sognato di indossare ma anche una confidente con cui condividere la sua insofferenza nei confronti dei pregiudizi della società e per le pressanti aspettative di cui è caricato dalla famiglia.


Da parte dell’autrice non c’è la volontà di sensibilizzare il lettore sulla diversità in maniera sfacciata, ma il messaggio, è trasmesso in modo delicato ed elegante, risulta chiarissimo, per chi lo vuole cogliere.
Ecco che il lettore è libero di dedicare al racconto eventuali riflessioni sull’attualità o sulle battaglie sociali del secolo scorso, così come un bimbo può apprezzarlo rimanendo ingenuamente incantato dall’avventura di un principe pronto a tutto pur di ottenere ciò che lo fa stare bene.

Anche tramite Frances l’autrice riesce a trovare un modo per toccare argomenti attuali e parlare ai giovani, soprattutto a coloro che hanno un grande sogno nel cassetto e non vedono l’ora di realizzarlo. Quanto vale quel sogno? Ma quanto è forte il desiderio di realizzarlo?
L’autrice incarna in Frances l’emancipazione femminile e il saper cogliere le opportunità senza accontentarsi di una modesta sicurezza economica a discapito dei propri sogni. Frances è determinata, caparbia e capace, eppure trattiene il suo estro creativo per paura che gli abiti da lei concepiti non abbiano presa sul pubblico. Sebastian e Frances hanno quindi lo stesso problema: l’accettazione.

Il rapporto di reciproco affetto e aiuto però non basta. Il vero obbiettivo di entrambi è la libertà di potersi esporre senza timore, cosa impossibile se circoscritta a loro due soltanto. E infatti il principe e la sarta dovranno compiere delle scelte, il cui coraggio ispirerà e cambierà in meglio chi gli sta intorno…e sfocia così in un finale tanto divertente quanto, paradossalmente, commuovente…che non vi svelo 😉

I disegni sono adorabili e curati nel dettaglio soprattutto per quanto riguarda i capi d’abbigliamento fashion, i tratti dell’autrice delicati. Le espressioni e gli occhioni dei protagonisti contribuiscono a trasmettere la purezza che traspare in tutto il fumetto; ritengo siano il suo punto forte, capace di ispirare grande tenerezza.


Il Principe e la Sarta è una bellissima storia a fumetti che affronta con estrema naturalezza tematiche importanti, regalando momenti di grande tenerezza e di riflessione dedicati alle diversità, accettazione, sogni, amicizia.
Pagina dopo pagina, cartamodello dopo l’altro questa storia spiega in modo semplice con magnifiche illustrazioni piene di colore che si può essere se stessi anche se all’inizio gli altri forse non ci accettano. Ma coloro che ci amano ci ameranno a prescindere da chi siamo o chi vogliamo essere.

Leggetelo! Perchè Il Principe e la Sarta è uno di quei fumetti che ragazzi e adulti vorrebbero non mettere giù perchè lo leggi tutto di un fiato.
Una storia che ci invita a sognare un mondo più vero e migliore …una piccola perla!

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L’ascensore – Daniele Bergesio

Quante cose si possono fare d’estate?
Giocare in cortile, correre in bicicletta, fare un picnic…
Ma sarà il caldo, saranno le vacanze che si portano
via gli amici, talvolta persino l’estate può essere una stagione noiosa.

La storia della piccola Iris, ci rapisce dalla prima pagina, piena di pulsanti, per portarci sopra fino all’ultimo piano… Lei è lì annoiata, quasi imbronciata, con i suoi capelli ricci color carota, è assorta nei suoi pensieri, quando entra in casa, annoiata, sale in ascensore e pigia il primo bottone…

Uno dopo l’altro, primo piano, secondo piano, terzo ..quarto piano, ad ogni fermata Iris riscopre qualcosa dai suoi buffi familiari: a partire dalla mamma che la invita a collaborare per le faccende di casa, poi c’è il ricordo della nonna che le insegna l’importanda di conservare, lo zio scrittore, il nonno che le racconta i suoi viaggi e impara l’importanza di cercarsi, il cugino….


Ognuno di loro, a modo suo, la coinvolge nella propria quotidianità e Iris inizia così senza nemmeno rendersene conto a scoprire l’importanza e la bellezza di quelle piccole cose, che ci riservano il piacere della scoperta.

L’ascensore di Daniele Bergesio edito da Verbavolant, è un libro illustrato davvero meraviglioso, dal formato davvero unico e inusuale, che replica quasi con magia il percorso dell’ascensore e ne rivela, piano dopo piano, cosa accade nella casa e nella giornata della piccola Iris.
Ogni piano una bella scoperta, ogni piano un personaggio con la sua storia..ed ecco salendo, piano dopo piano anche la storia di Iris prende forma.
All’ultimo piano la camera di Iris, una scrivania e tanto spazio libero…ora è lo spazio perfetto per liberare la fantasia.

E’ come un viaggio e nella sua struttura ricorda proprio quello che facciamo ogni volta che varchiamo la porta di casa e schiacciamo un tasto…o ci perdiamo nei ricordi che le stanze raccontano.
E’ come un viaggio di crescita, insieme a Iris ci spostiamo tra i piani di una grande casa dove ogni stanza trasuda vissuti, ricordi, emozioni e storie. Ecco dunque che dolcemente è un albo metaforico sulla vita, sulla crescita di iris e dei bambini che, pian piano e piano dopo piano affronteranno una sfida, un’avventura diversa per crescere..e non si sa, dato che non sempre si può schiacciare il bottone, se sarà una nuova avventura in discesa o salita..ma forse poco importa, l’importante è farne tesoro e ritrovare poi qualcosa di nuovo dentro.

Proprio così, Iris, mentre sale, raccoglie oggetti, piccoli scarti, avanzi delle altre vite delle persone care che incontra.
E arriviamo fino al tetto … dove tutti i pezzi trovano una loro forma.

L’ascensore, oltre ad affascinare piccoli e adulti, con la sua struttura a “salita” e con le illustrazioni di Olha Muzychenko delicate e ricche di dettagli ci ricorda il valore, il ruolo delle nostre radici e l’importanza di provare a costruire e comporrre una nostra strada.

Per chi ama esplorare, scoprire e conoscere
Per chi è sempre alla ricerca di qualcosa
Per chi cerca un libro che ricordi il valore della famiglia…
un libro che profuma di vita…

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Beatrice e Vanessa – Yeoman & Quentin Blake

Beatrice, la pecora, e Vanessa la capretta,
avevano passato tutta la vita insieme, nello stesso campo.

Beatrice, la pecora e Vanessa, la capra, si conoscono dalla loro nascita, da allora pascolano sulla stessa erba intorno alla stessa fattoria e chiacchierano appoggiando il muso sulla staccionata del prato ogni giorno che passa.
Tutto sembra perfetto, ma quel giorno le loro abitudini, sempre i soliti argomenti, sempre la solita erbetta ogni giorno …basta, è tutto fin troppo noioso.

Dovremmo andare in vacanza – disse Vanessa
Subito? – chiese Beatrice timorosa
Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi!
Facciamo immediatamente le valige – disse Vanessa

Entrambe, amiche da sempre, non sono mai andate oltre lo steccato della fattoria.
La soluzione è andare in vacanza! Per assaggiare nuove erbe gustose e chissà casomai creare nuovi ricordi da raccontarsi.
Pronte e decise, si procurano il bagaglio: una borsa capiente, una testa di lupo impagliata e un bel mazzo di palloncini. L’essenziale, insomma, per un viaggio, specie se per arrivare alla meta si rivela necessario attraversare una foresta.

All’inizio, ovviamente, non conoscevano il pericolo che affrontavano quando si avvicinavano alla foresta, ma con intelligenza e (forse) un po ‘di fortuna, gli ostacoli si sentivano più facili da superare.

Una storia su come uscire dalla tua zona di comfort, amicizia e viaggio. Il personaggio piuttosto ingenuo di Beatrice con la coraggiosa e intelligente Vanessa è una combinazione comune ma non noiosa. Anche ciò che si guadagna dopo il ritorno dall’avventura è stato davvero rilassante.

Beatrice e Vanessa di John Yeoman, illustrato da Quentin Blake, edito da Clichy è uno di quegli albi illustrati esilaranti, imperdibili e assolutamente geniali.
Il suo stile è vorticoso e giocoso come le illustrazioni aeree, divertenti e raffinate dello straordinario Quentin Blake.

Una storia che stimola i bambini ad uscire dalla loro zona di confort
Una storia fresca e divertente
Una bella avventura per due amiche inseparabili

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Costruttori di Stelle – Soojin Kwak

Voi lo sapete come sono fatte
e come nascono davvero le stelle
a cui affidiamo i nostri desideri più speciali
e che ci appaiono come tanti puntini luminosi,
mentre le guardiamo con il naso all’insù,
nel blu profondo del cielo notturno?

Sembra proprio che dietro le quinte opera una squadra di piccoli e ingegnosi costruttori che, con gran lavoro e passione, ogni giorno progetta e costruisce quelle magiche invenzioni che incantano le notti di tutti noi.

Ma le stelle, sono sempre state lassù?
Chi ce le ha messe?

Chissà quanti bambini se lo domandano, affacciati a una finestra o indicandole con il ditino sollevato verso quella distesa infinita.
Sicuramente son domande che si è posta anche la bambina che è stata Soojin Kwak, giovane illustratrice coreana.
E’ cresciuta perdendosi e viaggiando nelle pagine dei libri, “sognando di partire verso fantastiche avventure” in compagnia dei suoi personaggi immaginari preferiti. E questa spinta fortissima a volare con la fantasia verso territori e luoghi insondabili la ritroviamo intatta oggi nelle corpose tavole illustrate del suo primo, e già premiato, picturebook.

E’ proprio lei, Soojin Kwak che immagina un mondo dove uomini e donne operosi, infaticabili, visionari, studiano, progettano e realizzano qualcosa di unico.
In laboratori segreti, affidandosi a operazioni e calcoli complessi, questi tenaci e speciali architetti del cielo impegnano tutta la loro forza per portare bellezza e luce alla nostra vita.
Pagina dopo pagina, non importa se non si sono parole o storie da leggere perchè adulti e bambini, siamo tutti lì intenti ad osservarli mentre recuperano le stelle spente con i retini, per poi trasportarle in grossi camion e poi ancora arrivare nelle stanze in cui avviene il miracolo.

Questa è una squadra di costruttori affiatata, collaborativa, laboriosa.
Ognuno è alle prese con un compito preciso, e ognuno sa quanto sia importante il suo contributo: c’è chi disegna e teorizza, chi trasporta materiali edili, chi sale su una scala con un mattone in mano, chi si cala dall’alto appeso a una carrucola stringendo un rullo da pittore, chi tinteggia o asciuga usando un phon, chi inscatola e controlla i cavi elettrici.
E poi con lo sguardo non passano inosservati un orologio alla parete e altri dettagli che ci avvisano che in questa fabbrica speciale si lavora di giorno e senza nessuna sosta per arrivare in tempo al momento in cui ci sarà bisogno di accendere e illuminare il cielo.
Quando finalmente arriva l’ora, tutto è pronto, tutti sono pronti per attaccare la spina e alzare, stanchi ma felici e appagati, il naso all’insù!

Costruttori di Stelle di Soojin Kwak edito da Carthusia è il vincitore del Silent Book Contest 2019 – Gianni de Conno Award, primo concorso internazionale dedicato i libri senza parole.
E finalisti del Premio Andersen 2020 come Miglior libro senza parole.
Un inno alla collaborazione e alla luminosa energia che ne scaturisce, che si è aggiudicato la vittoria anche grazie alla perfetta costruzione del percorso narrativo, ritmato ed ironico.

Per chi non li conosce, i silent book non sono altro che libri senza parole dove il racconto è affidato esclusivamente alle immagini. Utilizzando solo rappresentazioni, sviluppano una narrazione, in genere legata a uno o due personaggi. Le immagini, infatti, hanno tutte un filo conduttore e generalmente sono molto curate sia nella raffigurazione dello sfondo e dello scenario, che del protagonista. La loro struttura è lineare, con uno sviluppo temporale dei fatti. Essendo libri che non prevedono la lettura di parole, quindi non verbali, possono essere utilissimi soprattutto per i bambini sotto i sei anni…ma nulla li vieta anche dopo i 6 anni, anzi!
Grazie ai silent book, anche un semplice momento di lettura sul divano può trasformarsi in un’esperienza piacevole e rilassante. Inoltre possono essere un ottimo modo per esercitare nel bambino competenze di tipo narrativo, e non solo.

Per esempio, una volta terminato il libro, noi genitori potremmo provare a chiedere come continua secondo i bambini la storia. In questo modo il piccolo, immaginando un racconto che va oltre la cornice del libro, può provare a costruire una storia sua, diventando coautore del racconto.
I silent book sono interessanti proprio per questo aspetto: se da una parte sono in grado di esercitare abilità narrative, dall’altra sono un ottimo modo per imparare a raccontare ed ascoltare una storia.

Costruttori di stelle, racconta alla meraviglia questo mondo silenzioso ma brulicante e non manca di dirci anche altro, per esempio ricorda ai bambini che insieme, aiutandosi reciprocamente e contando non solo sulle proprie capacità ma anche sulle competenze e capacità degli altri, si possono raggiungere obiettivi fantastici e unici!

Una storia che ci fa sognare ad occhi aperti
Una storia speciale per chi ama costruire e fantasticare
Una storia che non vedi l’ora di raccontare guardano le stelle!

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