Harold e la matita Viola – Crockett Johnson

Una sera, dopo averci pensato su per un bel po’,
Harold decise di andare a fare una passeggiata
al chiaro di luna.
Ma la luna non c’era e ad Harold serviva una luna
per fare una passeggiata al chiaro di luna.

Quella di Harold è l’avventura di una notte: lui è un bimbo che svegliatosi da un sogno oppure dentro al sogno stesso, con la sua matita viola crea un universo solo con la potenza dell’immaginazione e del suo estro creativo. La matita disegna su un foglio bianco e rende visibile e vero ciò che prima era solo immaginato. Harold si diverte a scarabocchiare in libertà e poi, all’improvviso, dalla divagazione nasce una storia.


C’è anche con un momento centrale di sconforto in cui sembra siano i mostri, creati da lui stesso, ad avere la meglio. E’ un instante di paura che si può sconfiggere. L’immaginazione e la creatività sono libertà, sperimentazione, fallimento ed errore talvolta, ma anche ripresa e continua ricerca.
Questo ai bambini non dovremo spiegarlo, perché per loro sarà evidente e la matita ha la stessa potenza di una bacchetta magica.

Il piccolo Harold ci ricorda e ci insegna nel modo più naturale ed efficace, mostrandocelo senza dircelo, che se vogliamo anche noi adulti abbiamo una matita viola nelle nostre mani e non solo nell’immaginazione dei piccoli. La matita viola è la nostra possibilità di scrivere un capitolo diverso, ogni giorno, possiamo scegliere se seguire le solite strade o muovere nuovi passi in direzioni nuove 😉

Harold sapeva che più in alto fosse andato,
più lontano avrebbe visto.
Quindi decise di far diventare la collina una montagna.

Harold e la matita Viola di Crockett Johnson edito da Camelozampa è un albo illustrato che ritorna nelle librerie dopo diversi anni, non solo un ritorno molto gradito da grandi e piccini, ma direi indispensabile come spunto 😉

Un inno al potere dell’immaginazione, una storia affascinante per i lettori di ogni età e un perfetto esempio della forza narrativa del picture book.
3 milioni di copie vendute, tradotto in 14 lingue: un classico intramontabile, che finalmente torna in Italia

Harold è un bambino piccolo, che indossa il suo pigiamino e prende la sua matita viola per iniziare a disegnare strade, alberi, montagne, la luna e la città… insomma un mondo intero in cui poter passeggiare.
Una matita viola, davvero unica, come la fantasia dei bambini, perchè crea ciò che Harold pensa ma anche risolve al volo i problemi che Harold incontra, disegnandoli involontariamente, sul suo cammino.
Lo spazio bianco su cui si muove Harold è, senza mai essere nominato, il luogo della sua immaginazione: una pagina bianca (letteralmente) su cui il bambino dà vita alle proprie fantasie.

L’immaginazione di Harold è un vero e proprio ambiente, prima che un racconto: il bambino la vive in modo non del tutto consapevole, tanto che quando disegna un drago lo fa così spaventoso che “la mano cominciò a tremare”… disegnando così una linea non più dritta ma ondulata, che si fa subito mare.
Harold e la matita viola è uno dei più alti tributi all’immaginazione, un albo illustrato che grazie a Camelozampa rivive in un’edizione curatissima che lo rende preziosa.

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Ti mangio di baci – Carmen Gil

Il mostro Peloso era grande.
Più della quercia millenaria.
O della torre del castello.
O della montagna nuvolosa.

Peloso è un mostro molto grande che è sempre arrabbiato e solo. E più è solo, più si arrabbia, e più si arrabbia, più solo è…
Peloso era grande, enorme e soprattutto era sempre arrabbiato, arrabbiato e ruggente come una tempesta GRRRRRR !!


Peloso viveva nel paese dei paronzoli, adorabili esseri colorati che temono il grande mostro. Ogni volta che provano ad avvicinarsi a lui, scappano spaventati, intanto Peloso continua ad arrabbiarsi e ringhiare.
Una volta un paronzolo viola ha cercato di avvicinarsi a lui, ma un disegno che stava facendo è andato storto e Peloso non poteva sopportare che qualcosa fosse andato storto. Il grande Peloso iniziò ad arrabbiarsi e cominciò a ringhiare e ad agitarsi. Grrrrrr


Il paronzolo viola iniziò a correre pensando che Peloso lo avrebbe mangiato.
Allo stesso modo in cui il paronzolo viola ha cercato di avvicinarsi, così ha fatto anche un paronzolo blu, ma anche lui scappò dalla paura.

Ma arriva un giorno in cui un paronzolo arancione invece di scappare, gli sorride e questo sorprende così tanto Peloso che le sue sopracciglia sempre aggrottate si trasformano in un enorme sorriso. A poco a poco si rende conto che l’affetto che il paronzolo gli sta dando, anche quando è arrabbiato, gli fa perdere la rabbia…e tornare il sorriso!

Cosa succederà alla fine?
Farà amicizia davvero con tutti i paronzoli?
Perché il libro si chiama “Ti mangio baci” e non ho menzionato nulla sui baci?
Qual è la fine? Dovrete scoprirlo da soli 😉

Sai quando dicono… “amami quando meno lo merito, sarà quando ne avrò più bisogno“?
Ti mangio di baci di Carmen Gil edito da NubeOcho è una bella storia che mi ha ricordato quella frase.

Peloso aveva bisogno di amore, qualcuno che nonostante qualche momento no, e qualche arrabbiatura non se si fosse spaventato lasciandolo solo, accompagnandolo e convalidando i suoi sentimenti. Una storia che può insegnarci molto, sia ai più piccoli che a noi adulti 😉

Consiglio questo libro per lavorare sull’autostima, soprattutto nella fase dell’infanzia, dove si costruiscono veri sentimenti verso se stessi e verso gli altri. Possiamo anche lavorare con questo libro sull’empatia verso gli altri, poiché Peloso è un mostro che ha un problema a livello personale e questo influisce sui suoi rapporti con gli altri. Come possiamo aiutare alcuni amici che sono come Peloso?

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Più piccolo di me non c’è nessuno – Clotilde Perrin

Il più incredibile
dei super bambini
è di sicuro
il bambino minuscolo.
Questa è la sua storia.

Un bambino, o meglio un fratellino è appena entrato nella sua vita e in quella dei suoi genitori.
E lui, bambino e  da poco fratello maggiore, si sente trascurato con il pretesto che ora è cresciuto e può badare un po’ a se stesso.
Ma se lui non si sente affatto grande! Se si sente ancora piccolo..o meglio minuscolo!
Proprio così, in un momento da grande, dove deve fare colazione da solo, si sente attirato dal biberon di latte del fratellino e quando inizia a rimpicciolirsi, non sospetta di essere all’inizio di un viaggio che non dimenticherà…

Tra gli albi della collana L’Acchiappastorie di Terre di Mezzo trovate i “Super bambini. Piccoli poteri magici per crescere”. Si tratta di tre titoli dell’autrice e illustratrice francese Clotilde Perrin.
Una nuovissima collezione di piccoli album tanto belli quanto delicati. In ogni avventura seguiamo un bambino che affronta una situazione che lo turba, lo preoccupa o non gli si addice.

Proprio come accade in Più piccolo di me non c’è nessuno, per un breve periodo, il nostro (super) eroe si ritrova dotato del potere di diventare piccolo, anzi piccolissimo e gli permetterà di superare la sua apprensione.
Una volta domata questa nuova emozione grazie alla nuova amicizia con una creatura ancora più piccola di lui, che lo aiuterà a far pace con il suo ruolo di fratello maggiore, il super potere scompare, poiché il bambino non ne ha più bisogno 😉
Ecco dunque il magico potere di un buon libro, come un’avventura durante la quale un bambino, confrontato con la nuova difficoltà, come il sentimento di abbandono legato all’arrivo di un fratellino o di una sorellina, si trasforma in un “piccolo-eroe” grazie a un potere temporaneo. Non un potere qualsiasi, ma questo potere gli permette di superare l’ansia e l’apprensione di queste situazioni destabilizzanti.

“Il bambino minuscolo atterra su un fiore
grande quanto un letto.
Il bello di essere piccoli
è che puoi saltellare dappertutto.”

Clotilde Perrin comprende bene le piccole preoccupazioni dei bambini, e per accompagnarli nelle loro avventure ha immaginato una serie di meravigliosi ritratti di bambini che lei (come al solito) ha illustrato con dipinti vivaci e poetici…

L’arrivo del fratellino o della sorellina è carico di tante aspettative, qualche ansia e molti sensi di colpa dei genitori. E la trasformazione della famiglia, nei suoi equilibri, è totale. Per il primogenito, soprattutto se ancora piccolo, è difficile capire i cambiamenti che annusa intorno e, come sempre, i libri illustrati possono venire in suo aiuto.
Ribadisco però il concetto che il libro non è la soluzione o “il metodo perfetto” per favorire questi passaggi, ma può offrire spunti, parole, immagini e una chiave simbolica ed emotiva a noi e a nostri bambini. La lettura condivisa di un tema poi così “grande” ed importanti per i nostri piccoli, può aiutare a creare finestre per poterne parlare apertamente.

Una piccola lettura da condividere con i nostri piccoli senza moderazione!!!
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Qui accanto a me – Alexandre Rampazo

Io e il mio Orso
siamo grandi amici.
Amici per la pelle!

Un ragazzo ha un orso come grande amico (grande, vero?). L’orso si prende cura del bambino e il bambino si prende cura anche dell’orso.


Qui accanto a me di Alexandre Rampazo, edito da Gallucci, parla dell’amore incondizionato, di quelli rari e insolubili. Il finale rimane un un segreto, che non posso svelare… Ma non ho dubbi: tutti ameranno alla fine.


La delicatezza del testo e delle immagini racconta il rapporto affettuoso tra un ragazzo e il suo grande amico orso. La complicità tra i due nella vita quotidiana incanta man mano che il ragazzo cresce, fino a quando l’orso se ne va. Come affrontare questa perdita? A volte la risposta può essere molto vicina.


Durante la lettura restano altre domande:
Chi è questo orso?
Un amico immaginario?
Tuo padre? Un fratello maggiore?

Solo il passare del tempo può portare la risposta.
I bambini scopriranno la risposta, leggendo questo albo illustrato piena di fantasia e sentimenti – e chiunque abbia un orso in famiglia si identificherà! 😉

André Neves, un grande artista della letteratura, soprattutto dei bambini, dice:
“In molti modi un libro per bambini può trarci in inganno.
Uno di questi è leggerlo troppo in fretta. Senza concentrarsi.
E’ una presunzione pensare che solo un testo denso sia un buon testo.”

Questo albo illustrato di Rampazo, ha una storia con un senso si di circolarità, perchè con molta semplicità, pagina dopo pagina ci fa viaggiare nel tempo e in ciascuna tappa da lui raccontata..ed è proprio così che si accendono i ricordi, quelli luminosi, quelli speciali.

Alexandre Rampazo rievoca gli affetti che popolano l’ infanzia, in un libro in cui testo e immagine lavorano insieme per toccare le emozioni del lettore con estrema delicatezza. Attraverso il rapporto tra un ragazzo e il suo orso, il libro ci mostra che a volte un po ‘di fantasia può rendere più giustizia alla complessità dei sentimenti che proviamo di qualsiasi realismo.

Il finale del libro ci ricorda che l’infanzia, oltre ai suoi giochi e alla sua gioia, è anche il momento della vita in cui sperimentiamo le nostre prime grandi perdite e impariamo ad affrontarle.

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Parole BAMBINE – David Pintor

“Nara, mi chiede spesso di disegnare insieme a lei.
Voglio dipingere!” esclama con una tale esigenza che rende impossibile ogni mio tentativo di rimandare quel momento.

Parole Bambine di David Pintor edito da Lapis edizioni è nato come “Il primo dizionario di Nara” perchè è il risultato della maestria illustrativa di David Pintor e del tempo trascorso con sua figlia, con la matita in mano 😉
È proprio così, dai momenti trascorsi insieme alla figlia Nara, nata a marzo 2017, è nato questo dizionario compilativo delle prime parole di sua figlia…e non solo.


Sono più di cento parole pronunciate da Nara che servono come spunto a David per ricreare altrettanti momenti preziosi in compagnia della figlia e della sua scoperta del mondo attraverso il vocabolario. Il libro, ha un formato piccolo, compatto, quasi a voler essere un dizionario a misura di bambino e diventa così per l’autore:

«un riassunto dei momenti indimenticabili
che ho passato con mia figlia durante i suoi primi due anni»


“Il disegno è per lei, principalmente, intrattenimento ma anche fantasia, comunicazione e un modo meraviglioso di conoscere il mondo.”

Parole bambine, attraverso Nara, la bambina protagonista, i bambini potranno infatti imparare tantissime parole e associare l’immagine, partendo dalla A con ACQUA, ALBERO, ANNAFFIATOIO, passando per tutte le altre lettere dell’alfabeto… F come FIORI, G come GRANDE, GRIDARE, M come MAMMA, MATITA, O come ORECCHIO, P come PAPA’, PIEDI, PIOGGIA, e non poteva mancare la P di PUZZETTA :D, S come SOLLETICO, SCHIUMA, STELLE, T come TETTA, TUNNEL, U come UOVO fino ad arrivare alla lettera Z con ZAINO.


Seguiamo le prime conquiste della bambina coi codini con il suo stesso entusiasmo.


Ogni pagina contiene una parola: una cosa, un’azione, un colore, una coccola, e ogni volta la scopriamo (e la riscopriamo) insieme a Nara (illustrata nella pagina accanto) come se la pronunciassimo insieme a lei!


Nara impara a conoscere tutte le cose che la circondano e suo padre immortala e illustra ogni scoperta con il suo stile inconfondibile.

Insomma, un libro davvero molto piacevole e divertente, consigliato a partire dai 2 anni (ma anche prima se le manine non sono troppo “ruspanti” 😀 in caso contrario tenete a portata di mano il nastro adesivo che riparerà gli inevitabili strappi della curiosità) 😉

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Urrà, papà Sgrunf è di nuovo qua! – Tatjana Hauptmann

E’ arrivata una grande nave al porto e i marinai sono tutti impegnati a spostare bauli e scatoloni. Tra loro, ecco spuntare papà Eberhard Sgrunf, anche lui, come tutta la sua famiglia è un grosso morbido porcello appena arrivato a casa dopo lunghi viaggi lontani; a testimoniarlo ci sono gli adesivi sulla sua valigia.


Non poteva assolutamente mancare, ad attenderlo sua moglie, emozionata e felice, e altrettanto rosa e morbida con il loro piccolo porcellino sorridente che regala un mazzo di fiori al papà.


Il risultato dell’arrivo di papà Sgrinf è esilarante perché ha portato a casa con sè, fantastici doni per tutta la famiglia, ed ecco che la casa si trasforma rapidamente in un bazar!
Ci sono souvenir per il piccolo, vestiti tipici per la moglie, cartoline, pugnali e perfino un narghilè: l’eccitazione sarà al massimo quando papà Sgrunf mostrerà come usarlo.

Ma non è finita qui, Papà Sgrunf, infatti, ha portato i suoi filmini delle vacanze e tutta la famiglia assiste con curiosità quello che la cinepresa mostra, dei tanti luoghi esotici visitati, almeno finché il nastro non si arrotola comicamente intorno al suo naso 😀

Urrà, papà Sgrunf è di nuovo qua! di Tatjana Houptmann edito da Lupoguido racconta un giro del mondo che incanterà tutti! Grazie alle immagini senza parole e alle fustellature che si sovrappongono nelle varie pagine, ci spostiamo dentro altre stanze della casa.
E così pagina dopo pagina, dal porto, alla porta di casa, dalla cucina, al salotto… con espedienti cartotecnici che consentono di sfogliare le pagine e di sovrapporre le immagini in un prima e un dopo, si presta ad una lettura dialogata e immaginata con i bambini e lascia il necessario spazio all’immaginazione.


Questo è il valore aggiunto di questa storia (e del precedente libro Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf – vincitore del Premio Andersen 2018 per la categoria “Miglior libro mai premiato”.) è la speciale testualità artistica di cui si pregia: anche questo è un silent book (senza parole), con una la speciale sequenza di raffinate illustrazioni intagliate in un gioco tridimensionale di sagome e finestre che disvelano, pagina dopo pagina, il piccolo intimo mondo dei porcellini. Niente e nulla viene lasciato al caso: ogni tavola è ricchissima di dettagli tutti da scoprire!

Leggere, raccontare, immaginare esplorare con gli occhi e con le mani ogni pagina, ogni piccola architettura di carta della Hauptmann si conferma ancora una volta un’esperienza sensoriale “woooow” coinvolge e conquista i bambini e stimola la loro curiosità e immaginazione…ecco perchè è un’esperienza da ripetere ogni volta con nuovo stupore.

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Mappe delle mie Emozioni – Bimba Landmann

Mappe delle mie Emozioni di Bimba Landmann edito da Camelozampa è una storia speciale ed è anche un silent book.
Senza dire una sola parola, il bambino protagonista prende il suo zaino sulle spalle e con una piccola imbarcazione, inizia la sua navigazione fuori dal tempo e dallo spazio comune, verso luoghi immaginifici e sconosciuti per esplorare la sua dimensione più intima e profonda.

Le prime Terre che scopre all’inizio di questo viaggio sono quelle della Speranza, dai colori sulle tonalità dei verde chiari e cristallini. Il centro di questa terra rasserenante è un occhio che osserva e tranquillizza, il Mare dei Sogni, in cui è possibile coltivare questi piccoli desideri nascosti e custoditi in un cassetto, è possibile guardare avanti con coraggio, e ancora, abbracciare promesse e desideri.

Lungo la strada, non manca di incontrare un compagno di viaggio, e insieme si avventurano e continuano questo viaggio misterioso.
Il bambino e il piccolo amico, con fiducia proseguono il cammino verso nuove terre proiettati nel futuro, ma ecco che all’orizzonte compaiono le Terre della Paura, sono scure, agitate, inquiete. Senza l’uso di nessuna parola, l’autrice trasmette in modo semplice e diretto l’emozione che cambia, il cuore batte forte e i dubbi affiorano, un senso di panico e paura attanaglia il giovane, che non si sente abbastanza pronto e forte per superare queste zone piene di paure, lo sgomento, il terrore. Queste terre sono impetuose, imprevedibili dalla Paura al Disgusto, meglio spostarsi e cambiare meta.
Ed eccoli finalmente in volo, leggeri e candidi volare verso le Terre della Gioia. Di nuovo emergono emozioni piacevoli, positive e trascinanti, l’allegria, la delizia, la beatitudine, la felicità e i colori delle illustrazioni tornano ad essere luminosi, brillanti.

Le emozioni di ogni terra hanno strade, montagne, laghi e mari e tanti dettagli da osservare e cercare.
Non ci resta che mettere lo zaino in spalla e viaggiare, giocare, esplorare ogni territorio insieme al piccolo protagonista.
Pagina dopo pagina Bimba Landmann racconta attraverso luoghi fantastici ed evocativi, ricchi di grande inventiva e varietà di registri tutte le sfumature delle emozioni, dalla gioia alla vergogna, dalla meraviglia alla tristezza, fino all’amore.
Un altro aspetto importante è come tutti i territori, sono collegati tra loro, fanno parte di un unico “mondo” e sono tutte ugualmente importanti affinché l’equilibrio possa continuare.
Mappe delle mie Emozioni porta un messaggio silenzioso, senza voler insegnare, senza voler giudicare, ma tra avventure di scoperta, di terra in terra, di colore in colore, scorre durante tutto l’albo.

E’ un albo illustrato che ogni volta che viene letto e sfogliato racconta e completa pezzi della storia, pezzi di questo immenso viaggio dentro se stessi.
Dal Mare dell’Allegria, al Grande Albero dei Doni, dalla Foresta del Buon Augurio al Mare del Dubbio, dall’Isola “non so fare nulla” al Lago della Malinconia, dalla Foresta stellata della Salute alla pianura degli Abbracci…


Percorriamo Strade che Guardano Lontano e Spiagge del Controllo, attraversiamo Foreste Stellate e ci immergiamo in Città Sotterranee del Delirio…ogni terra, come ogni sensazione, emozione hanno un nome preciso e descrivono il territorio, strade e sentieri conducono a ognuno di essi. Mondi che sembrano sconosciuti ma che invece ci appartengono perchè sono le nostre emozioni.


Questo libro è un viaggio che non ha età, un viaggio unico dentro noi stessi, adulti e bambini, perchè Mappe delle mie Emozioni è un inno alla bellezza di ogni sfaccettatura del nostro carattere

Bimba Landmann con questo albo illustrato, dal sapore visionario e dal grande impatto scenico, ci ricorda come i territori della nostra interiorità siano isole meravigliose da esplorare, talvolta terre inattese da attraversare, rifugi in cui trovare riparo ma anche siti oscuri e minacciosi da cui allontanarsi.

Un silent book che colpisce e conquista per le sue magnifiche illustrazioni e per la forza con cui permette ai bambini ( e non solo) di imparare a conoscersi, trasformando ogni pagina in un viaggio alla scoperta delle Emozioni.
Un libro che stimola una catena di nuovi pensieri, idee, racconti e libera la fantasia.
Dopo la lettura, con i piccoli lettori si possono creare mappe mai esistite, lasciandoli liberi di immaginare posti intimi e personali, creature dai nomi strani che possono abitarli…non serve una precisa direzione, lasciamoli liberi di raccontare le loro emozioni 😉

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Prendimi per mano, mamma – Nadine Brun-Cosme

Dico piano: “Prendimi per mano mamma”

Quando Lea va a scuola, c’è la strada principale con molte macchine che fanno molto rumore.
Quindi dice: “Prendimi per mano, mamma!” E cammina sul marciapiede, stringendosi un po’ a lei. Prendimi per mano mamma, di Nadine Brun-Cosme edito da Clichy edizioni è un libro illustrato essenziale, semplice, immediato e pieno di tenerezza, con il suo linguaggio infantile, invita i piccoli lettori in una bella passeggiata in città insieme alla piccola Lea e a sua mamma.
Resta, nonostante tutto, da superare tutti gli ostacoli, e scoprire timidamente, pagina dopo pagina il mondo esterno, affrontando il percorso che compie ogni giorno per raggiungere la scuola, c’è il solito traffico rumoroso delle macchine nelle strade, ma c’è anche il panettiere che saluta, i motorini rossi della pizzeria, la lavanderia automatica con i tanti panni che girano all’interno degli oblò e i vetri che si appannano giusto giusto il tempo per disegnare con il ditino un piccolo cuoricino.

Ci sono molte cose intorno al piccolo mondo di ogni bambino, molti rumori, le macchine e il cancello della scuola. Come? “O” Cosa? Chiedendo alla mamma, pagina dopo pagina, di camminare mano nella mano
Ogni tanto pronuncia una frase “prendimi per mano, mamma!” e così Lea, come ogni bambino si sentono protetti, come se in quella frase ed in quella stretta di mano ci sia un potere soprannaturale, che infonde coraggio e le permette di lasciarsi andare, per scoprire giorno dopo giorno un pò di più il mondo esterno.


Prendimi per mano, mamma è anche una storia positiva, leggera, allegra e perfetta per superare un momento delicato come il distacco dalla mamma quando si va a scuola. La piccola Lea infatti appena vede il cancello della scuola in lontananza chiede alla mamma di prenderla per mano, ma lei la accompagna solo fino all’ingresso e lì , senza tanti convenevoli la abbraccia, la bacia e la lascia sola. Ecco che Lea affronta ora il mondo senza la rassicurante formula magica… ma la soluzione arriva insieme all’amica la piccola Marie, che la invita a giocare con lei e Lea trova conforto questa volta in una mano amica, dimenticandosi tutte le sue insicurezze.

Prendersi per mano, stringerla, tenerla stretta per i bambini ma anche per noi grandi è sempre stato e sempre sarà un gesto che infonde sicurezza, calore, affetto…un gesto che senza parole rassicura come a dire “Sono qui, sono qui vicnino a te”.

Proprio come accade a lei in questa storia, anche nella vita di tutti i giorni i bambini, cercano appena si sentono spaesati questo calore, e negli ambienti, come la scuola dove la mamma non c’è…ci sarà sicuramente una mano amica pronta a tendere la mano per correre insieme felici

Prendimi per mano, mamma è una storia che ha sicuramente molti messaggi, dall’infondere sicurezza ai bambini più “spaventati” e alle prese con le nuove avventure, al far capire invece a quei bambini più “spavaldi” che alcune volte, come per strada o in situazioni nuove e meglio stare vicini alla mamma 😉

.mamma che tendendo la mano è sempre lì pronta a dare sostegno e incoraggiamento e al momento giusto si lascia andare per muovere piccoli grandi passi da soli nel mondo

Buona lettura
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Groelefante & Topolino: Che Amicizia bestiale!

Tutto è possibile, anche gli incontri impossibili…
Scusa non ti avevo visto!
Nemmeno io!
Guarda ci assomigliamo!

Un bel giorno, per caso o per sbaglio, un elefante e un topolino si incontrano. Beh, ai nostri occhi non ci sono due animali più diversi: elefante grande, topolino piccolo, uno con la proboscide, l’altro con un naso piccolo, uno erbivoro e amante di grandi spazi, l’altro onnivoro e amante delle piccole cavità più nascoste…
Invece i due, fin da subito notano di avere molto in comune: quattro zampe, due orecchie, una coda e sono entrambi grigi, tanto basta per decidere di cominciare un viaggio insieme alla scoperta del mondo, in un susseguirsi di situazioni comiche e assurde lungo il corso delle stagioni.
E così li vediamo avviarsi, come se fossero amici da sempre.

“Rischia di essere un po’ lungo”
“Se sei stanco puoi sempre appoggiarti a me”
“D’accordo allora. Si va!

Così i due amici scoprono il mondo e i suoi abitanti, tutti diversi. Elefante e topolino, insieme fanno davvero tante cose…osservano gli altri animali che incontrano, fanno i bagni in mare, scivolano anche sul ghiaccio, visitano case stregate, viaggiano e viaggiano moltissimo, si mascherano e guardano insieme le stelle, si fanno domande, e filosofeggiano, imparano a conoscersi meglio e parlano, parlano, parlano…


E’ Groelefante a far tante domande e Topolino pare conosce tutte le risposte: è bello sapere le cose, ma anche molto bello scoprirle insieme.
Passa il tempo, passano le stagioni e i due nuovi amici scoprono che il tempo trascorso insieme è l’aspetto più bello della loro avventura.

“Di’ Groelefante, secondo te c’è qualcuno sulla luna?”
“Ma certo, guarda, s’illumina tutte le notti'”

Groelefante e Topolino di Pierre Delye e Ronan Badel edito da Terre di mezzo, è un libro illustrato a fumetti che conquista i bambini per l’ironia e la simpatia!


Pagina dopo pagina, storia dopo storia insieme a questi due amici di viaggio impariamo che le dimensioni non contano, che anche se siamo diversi in amicizia nulla cambia.
Groelefante e Topolino, insieme si completano, viaggiano, scoprono, corrono, vivono e insieme si divertono.
Questa divertente amicizia tra un elefante e un topolino è tanto improbabile quanto ovvia. Certo, sono diversi, ma si arricchiscono a vicenda e con tanto umorismo!
La storia è suddivisa in brevi schizzi indipendenti. Ogni pagina (o doppia pagina) costituisce una gag, ma i diversi episodi sono collegati tra loro, il che dà un filo alla storia. C’è l’incontro tra i due eroi, la loro scoperta del mondo e degli altri, il loro progetto di vivere insieme e stabilirsi nella stessa casa.

Le illustrazioni di Ronan Badel (autore e illustratore bretone) sono molto espressive, spontanee e vivaci. Pochi tocchi di acquerello colorano delicatamente le linee tracciate con una penna in inchiostro nero.
Pierre Delye, compone con saggezza e in modo molto divertente con le parole. Qui affronta i temi della differenza, dell’amicizia e della scoperta attraverso situazioni talvolta burlesche e discussioni del tutto assurde tra i due amici.

32 brevi racconti a fumetti dove non manca una parte di ironia sottile che attraversa queste pagine, anche se leggendoli con calma e con osservazioni si coglie qualcosa che va ancora più nel profondo, quella consapevolezza che hanno entrambi i due amici riguardo al loro sentirsi uguali uguali.


Piccole avventure per parlare di fiducia, coraggio, sintonia, oppure momenti esileranti…ecco dovete sapere che dopo averli conosciuti difficilmente li dimenticherete, anzi! 😉
Groelefante e topolino, sono amici per ridere insieme, divertirsi e viaggiare.
Da regalare e leggere a tutti i bambini, grandi e piccini
😉

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Le Avventure di Pinocchio – Justine Brax

“C’era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo di catasta…
…Passò di mano in mano fino ad arrivare in quelle di Geppetto,
un vecchio scultore… A lui venne l’idea di costruirsi
con le proprie mani un bel burattino di legno,
una meraviglia di burattino.”

Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e qui illustrato da Justine Brax, edito da Rizzoli e che fa parte di una collana di classici, diretta e presentata da Benjamin Lacombe. E’ un albo con una struttura narrativa divisa in capitoli (come l’originale), ogni capitolo è arricchito da tavole di una bellezza straordinaria, dalle linee moderne e realistiche ma con una sentore onirico e fanciullesco.
Pagina dopo pagina troviamo Pinocchio burattino ma dai tratti morbidi e umani, il grillo parlante quasi simile ad alieno, una fata Turchina incantevole in tutto, proprio come un dipinto.
I colori usati sono prevalentemente sui toni del blu e del verde in tutte le loro sfumature più calde, sfogliando e leggendo questo libro si ha la sensazione di immergersi in un mondo oramai dimenticato.

“Ma come avete fatto a crescere così presto?”
È un segreto.
“Insegnatemelo: vorrei crescere un poco anch’io.
Non lo vedete? Sono sempre rimasto alto come un soldo di cacio.”
Ma tu non puoi crescere” replicò la Fata.
“Perché?”
Perché i burattini non crescono mai.
Nascono burattini, vivono burattini e muoiono burattini.

“Oh! sono stufo di far sempre il burattino!” gridò Pinocchio, dandosi uno scappellotto.
“Sarebbe ora che diventassi anch’io un uomo come tutti gli altri.”

Le avventure di Pinocchio è libro classico molto amato, praticamente senza tempo e conosciuto da tutti.


I bambini fin da subito hanno un debole per questa storia perché è tenera e magica al tempo stesso, ma posso assicurarvi che ora illustrata da Justine Brax diventa ancora più magica agli occhi di grandi e piccini!


Da Geppetto che mette tutto se stesso nel costruire un bel burattino che chiama Pinocchio, un nome che a suo dire gli porterà fortuna, e impegnandosi con tutta la sua passione per farlo il più possibile somigliante a un bambino vero. Ed è proprio quel suo sguardo nella prima immagine del libro che ci lascia presagire tutta la grande pazienza che gli occorre per tenere testa alle monellerie di quel burattino, che una volta avute le gambe inizia a correre, ad attirare l’attenzione, a conquistarsi un po’ di libertà, mettendo nei guai…

Ma è proprio questa la sintesi delle avventure di Pinocchio, quel desiderio di libertà, quella voglia di diventare un bambino vero, che lo porterà ad affrontare una serie di peripezie incredibili; il diverbio tra il voler essere un bambino obbediente e il lasciarsi travolgere dalla vita. Il piccolo burattino vuole andare a scuola a imparare a leggere, a scrivere, ma allo stesso tempo non sa resistere alla tentazione di seguire quei furfanti del Gatto e la Volpe.


Già lo sapete che a nulla valgono le raccomandazioni del Grillo Parlante per farlo resistere dai suoi intenti.
Fortunatamente un’aiuto glielo darà la “bella Bambina dai capelli turchini”, pronta a tirar fuori dai guai il piccolo Pinocchio. Ma neanche con lei Pinocchio si comporterà bene perché le racconterà tante bugie che gli faranno crescere il naso di legno.


Tutti da bambini avremmo preferito giocare invece che andare a scuola e tutti, anche se sapevamo che non si doveva fare, abbiamo raccontato tante bugie. Pinocchio è un burattino ingenuo, sa poco della vita e pensa con molta leggerezza, fidandosi spesso degli altri che invece lo portano sempre su una cattiva strada.

Pinocchio, è una storia del passato, per noi adulti, è una storia con la quale siamo cresciuti, è una storia senza tempo che non smette mai di emozionare e far sognare sia i grandi che i piccini.
Le avventure di Pinocchio fa parte di una collana illustrata, edita da Rizzoli, diretta e presentata da Benjamin Lacombe, con la voglia di riproporre i grandi classici in una nuova veste, affiancando la grande fantasia di scrittori del passato con la meravigliosa bravura di giovani illustratori di oggi.

Ecco dunque che Le avventure di Pinocchio è una delle storie più belle mai narrate, una storia senza tempo, che tra avventure, disavventure, imbrogli e un po’ di magia, riesce a far vivere ancora oggi un’esperienza intensa e allo stesso tempo ad insegnare l’importanza dei valori più sinceri ai bambini.

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Ciri e Cirirì nel bosco delle delizie – Kaya Doi

Ciri e Cirirì si alzano di buon’ora
e decidono di fare un giro in biciletta.
Drin drin! Drin drin!

Ciri e Cirirì sono due sorelle a cui piace andare in bicicletta. Vanno ovunque! Oggi esplorano la foresta.
Una foresta che è un mondo bambino, dove tutto ha la giusta misura e dove quando hai fame c’è un bar o una paninoteca piena di prelibatezze e quando viene la sera ci si imbatte in un delizioso hotel dalle stanze confortevoli.


Eccole dunque, ognuna in sella alla sua bicicletta, il più poetico dei veicoli, vagano nella foresta in un’avventura di un giorno. Ovunque vadano, incontrano la gentilezza e l’ospitalità di vari animali, creature selvaggiamente diverse da loro, ma animate da un comune impulso alla bontà.


Dal bar alla paninoteca, tra tuffi nell’acqua e pisolini sotto la grande quercia, le due bambine finiscono la loro giornata in un bellissimo hotel nella foresta dove anche le chiavi e le porte sono di tante dimensioni diverse e conducono a una stanza che sembra fatta su misura per loro. Sentendo il canto, si dirigono verso il balcone e si uniscono a un coro di animali che iniziano un concerto. Un altro elemento di una magica esperienza da libro illustrato sono proprio la “gentilezza e ospitalità“.
La storia è guidata da due amori paralleli – del mondo naturale e del mondo stravagante – e termina nel più grande unificatore di tutti: il canto.

Un libro delizioso in cui la natura è un piccolo mondo sicuro con cui le bambine sono in perfetta armonia.

Ciri e Cirirì nel bosco delle delizie di Kaya Doi edito da Terre di Mezzo, è una storia dolce e fantasiosa. Il testo è semplice e la storia ha un’atmosfera unica, ordinaria ma magica.
Le illustrazioni sono davvero speciali. Hanno un’atmosfera vintage anni ’50. Ogni immagine è piena di dettagli pittoreschi che danno vita alle scene. I colori sono solari e luminosi, anche nel profondo della foresta.
L’autrice e illustratrice, Kaya Doi, crea un mondo morbido e sognante pieno di prelibatezze e animali amichevoli con la sua matita colorata e pastello.


Le illustrazioni della foresta e della natura ricordano le passeggiate rilassanti mattutine. Così tranquille e rilassanti e le illustrazioni di Doi catturano e raccontano questa sensazione esattamente nelle sue scene nella foresta. Sfogliare e leggere questo libro illustrato ai bambini, per noi adulti è come essere nel sogno o nella fiaba di un bambino, un albo illustrato davvero delizioso e incantevole per grandi e piccini!

Un altro elemento di un’esperienza magica di questo libro illustrato è l’avventura. Che si tratti di attraversare un bosco incantato o semplicemente di viaggiare nel cortile del vicino, un magico libro illustrato trasporta il lettore. Doi lo fa magnificamente, poiché Ciri e Cirirì non sono mai senza le loro biciclette. Infatti le due sorelline, gemelle si svegliano presto, desiderose “più di ogni altra cosa” di andare in bicicletta…all’avventura!
Le due sorelle visitano diversi posti nella foresta, che si rivolgono a creature di tutte le forme e dimensioni. Le api da miele condividono un minuscolo tavolo sul davanzale di una finestra, sorseggiando un dolce tè viola mentre Ciri e Cirirì “si godono una tazza di caffè ghianda”, servito in una tazza di ghiande, con il coperchio sul lato. L’attenzione di Doi ai dettagli nel mondo naturale segue nel mondo domestico. I suoi piatti da portata, dalle tazze da tè e dalle teiere ai vasi e tovaglioli di foglie, sono delicati e carini senza essere troppo dolci.

Anche la forma orizzontale dell’albo da il senso del viaggio e le illustrazioni a doppia pagina, tipiche del picture book giapponese, ci permettono anche di vedere più momenti contemporaneamente

In un mondo sempre più scosso dall’incertezza e dalla sfiducia, Ciri e Cirirì rappresentano in parte una piacevole fuga, in parte un promemoria vitale che la dolcezza, la gentilezza e la buona volontà sono irrefrenabilmente vivi nel deserto dello spirito umano, anche se a volte potremmo perderci nella foresta prima di riscoprirli.

Pagina dopo pagina è come andare in gita in bicicletta.
Una gita però che profuma di attenzioni ai dettagli e chi ci circonda.
Nulla e nessuno passa inosservato. Drin drin!

In sella alla bici ci sono buone tisane che profumano di bosco, ghiande e fiori di loto che ci attendono
😉

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Quanto è grande un elefante – Rossana Bossù

Un orso polare è più
piccolo di un elefante
Per fare un elefante
ci vogliono 7 orsi polari

Un elefante è piuttosto grosso, ma per spiegarci quanto è grosso arrivano in soccorso 7 orsi polari. Quanto è grande un orso polare? Probabilmente quanto 4 leoni messi insieme. Ma per spiegare quanto è grande un leone… serve un animale più piccolo! E così via fino a che non si hanno tanti animali, talmente tanti da comporre il più grosso fra tutti! Vi lascio scoprire da soli quante pulci servono per fare questo animale 😉

Quanto è grande un elefante? è il titolo di questo albo illustrato che riprende in modo perfetto le domande tipiche dei bambini e alle quali molte volte noi adulti ci troviamo spiazzati.
E’ difficile rispondere alle bizzarre domande dei bambini che vogliono scoprire il mondo se non si ha a disposizione un elefante vero! 🙂 Nella sua opera, edita da CameloZampa, Rossana Bossù ci conduce in un bel gioco per scoprire e comparare tra loro diversi animali per la gioia di tante piccole menti curiose.


Un delizioso albo illustrato con cui è possibile insegnare ai bambini il concetto di quantità, dimensione e numero. Il libro sfiora il principio di insieme, affronta il concetto di grande-piccolo e associa principi numerici e dimensionali al mondo naturale, insegnando così al bambino anche a riconoscere alcuni animali.

E tu lo sapevi che ci vogliono 4 leoni per fare un orso polare?
E che un leone è grande quanto 3 alligatori?

Immagini e testo vanno a braccetto, tanto che a volte l’immagine dell’animale in questione va a sostituire la parola scritta, così che anche i bimbi più piccoli possano seguire facilmente il racconto. Gli animali hanno connotazioni buffe, ma sono abbastanza realistici. I colori brillanti si mischiano bene alle texture pittoriche, un buon equilibrio fra matericità e forme morbide che emergono dallo sfondo colorato.
Vincitore della quattordicesima edizione del concorso Siria Poletti come migliorare albo illustrato 0-3 anni, Quanto è grande un elefante? è sicuramente un libro stimolante e pieno di spunti per far ragionare i più piccoli in modo divertente.

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