Cosa ti sei fatta? – Jill Murphy

Claire si era fatta male al ginocchio, e voleva andare a casa per dirlo alla mamma.

Claire si è sbucciata il ginocchio, quindi se ne va a casa per raccontare tutto alla mamma. Lungo la strada incontra molti dei suoi amici e racconta a ciascuno una storia diversa su come si è procurata il suo graffio.


All’insaputa del lettore a questo punto, nessuno conosce la logica del motivo per cui si è ferita al ginocchio.
Ad ogni amico che incontra la versione è diversa.


Racconta a un amico che un grosso lupo cattivo ha cercato di divorarla e quando il lupo l’ha lasciata cadere si è sbucciata il ginocchio. Racconta a un altro amico che un disco volante ha cercato di portarla via nello spazio! Dice a qualcun altro che un coccodrillo ha cercato di mangiarla e l’ha rovesciata.

Menziona anche un serpente, un drago, un gorilla, una strega, un grande gigante e un fantasma che cerca di mangiarla o portarla via.

È stata lasciata cadere da un lupo, un serpente strisciante, un enorme drago o un gorilla peloso?


Come è successo quel graffio? Lo scopriremo quando arriva a casa dalla sua mamma 😉
Cosa ti sei fatta? di Jill Murphy edito da Mondadori è una storia giocosa e creativa, questo è un fantastico viaggio dell’immaginazione a cui ogni bambino può relazionarsi.

I bambini possono davvero entrare in empatia con Claire e ricordare tutti quei momenti nei quali vogliono davvero impressionare i loro amici con un grande coraggio 😉
Soprattutto, questo libro invoca il pensiero creativo e mostra che tutti, specialmente i bambini, hanno la capacità di agire in modo creativo, come si vede con le capacità immaginative di Claire. Questo libro dimostra anche l’ingenuità dei bambini. Claire è riuscita a convincere i suoi amici del terribile viaggio che ha fatto sulla via di casa, ma Claire sapeva di non raccontare queste storie a sua madre. Questo mostra che i bambini sono consapevoli con chi possono e non possono essere creativi.
Ho fatto attenzione a non dire la parola “bugia” durante questa recensione poiché Claire ha usato il pensiero creativo, qualcosa per cui un bambino non dovrebbe mai essere criticato.

Cosa ti sei fatta? è una storia adatta a bambini dai 5 ai 7 anni. Apprezzato come un libro letto ad alta voce con la classe o utilizzato nella lezione per incoraggiare l’immaginazione, il discorso descrittivo e la comprensione dei personaggi; è ottimo per incoraggiare il pensiero fantasioso e creativo.


Questa avventura cattura non solo per l’immaginazione selvaggia e meravigliosa dei bambini, ma anche per quella sensazione che tutti hanno avuto da bambini – che un grande cerotto renderà tutto migliore. È una storia che ricordo bene dalla mia infanzia e che mi è piaciuto molto leggere.
Consigliata per grandi e piccini 😉

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Il posto segreto – Susanna Mattiangeli

Si cucì un vestito di piume.
Si preparò un letto di foglie.
Che cosa mancava? La legna e un bel fuoco. Perfetto.
Arianna non era sola, no.
C’era con lei lo strano animale.

Arianna è una bambina che molto probabilmente la mamma o il papà, chiama per uscire, ma lei non c’è, non si trova, già da moltissimo tempo si è rifugiata insieme ad un animale straordinario in un angolo di cespuglio del parco.


E’ lì da molto tempo oramai e non ha più contatti con chi si trova fuori dal cespuglio, le voci dal di fuori arrivano ovattate, sempre più lontane nello spazio e nel tempo finché, un giorno, arriva forte e chiara una voce che la chiama per nome.
Incredibile che qualcuno ancora si ricordi di Arianna dopo tanto tempo che se n’è andata nel suo posto segreto!

“Sembrava impossibile, ma da
qualche parte c’era ancora
qualcuno che la cercava.
Chissà se la fuori tutto era sempre
lo stesso. Forse c’era qualcosa di
nuovo, dopo tanto tempo.”

Arianna si prepara ad uscire insieme allo Strano Animale, tenendolo per la zampa, esce alla luce del sole, incontra i passanti del parco e lascia il suo compagno su una panchina a contemplare i palloncini e ad abituarsi al nuovo ambiente, mentre Arianna si alza dalla scrivania, scosta le briciole di gomma dal suo disegno e lascia il foglio e il suo amico al parco per uscire dalla camera e dal libro.


Arianna rientra così nella realtà dopo averci accompagnati nel suo gioco, quello che ogni bambino e piccolo lettore può tranquillamente riconoscere e ripetere 😉
Quanto e dove vola la mente di un bambino quando si arma di un pastello e dà colore ai suoi pensieri?
Quale esperienza straordinaria, che viaggi riescono a fare i bambini!

Arianna, con la sua fantasia viaggia in un posto segreto dove solo lei può entrare senza rischiare di restare intrappolata; via via che il suo posto segreto prende forma scopriamo che all’interno i rumori e la luce sono filtrati e c’è uno strano animale di cui Arianna si cura con naturalezza, che non parla ma con cui c’è una forte sintonia.
Il silenzio è perfetto: Arianna si gode la pace completa della sua introspezione finché una voce riesce a raggiungerla, riportandola alla realtà.

Il posto segreto di Susanna Mattiangeli e Felicita Sala edito da Lupoguido è un albo illustrato molto interessante, che da voce al bisogno dei bambini di interiorità, di pace con sé stessi, di viaggiare liberi con la fantasia, di cura delle proprie fragilità fino alla necessità di vivere alla luce e in compagnia degli altri.
L’autrice, Susanna Mattiangeli, con la sua scrittura bella e pulita ed empatica ci narra questa storia con tanta forza quanta delicatezza, le stesse caratteristiche con cui anche l’illustratrice, Sala crea le bellissime illustrazioni che sin dai risguardi ci parlano di un mondo parallelo, distante per quanto vicinissimo.


Pagina dopo pagina osserviamo Arianna, mentre gioca nel parco, godendosi tutto ciò che la natura ha da offrire. Trova tesori, si rifugia in un nascondiglio e fa amicizia con una creatura dall’aspetto piuttosto grande ma soffice, non troppo dissimile da un giocattolo nella sua stanza. È una ragazza intraprendente che realizza mantelli con piume e un letto con foglie.

Le gioiose illustrazioni piene di natura sono fantastiche e i piccoli lettori ( e non solo) sono completamente all’oscuro di quanto tempo esattamente sono stati al fianco di Arianna. Tuttavia, mentre la storia si avvicina alla fine, fanno una scoperta.
Tutto quello che è successo è in realtà parte del disegno della piccola Arianna.
È la sua immaginazione che ha di fatto catturato tutti i lettori.
Un po’ strano, un po’ misterioso e una grande metafora.
Il posto segreto illustra il potere dell’immaginazione per trasportarci in nuovi mondi

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Non voglio stare in SILENZIO! – Laura Ellen Anderson

Non voglio stare in silenzio, preferisco il RUMORE!
Voglio che la MIA VOCE si senta tra la gente a tutte le ore!

Perché tacere quando si può fare molto rumore? Ci sono così tanti modi per essere ascoltati, dai colpi allo schiocco, dagli schizzi al ruggito, e la bambina in questo libro li fa tutti. Assaporando un frastuono, non riesce a capire perché qualcuno vorrebbe stare zitto.
Un giorno deve persino andare in biblioteca e significa che dovrebbe stare seduta in silenzio un sacco di tempo ma è TROPPO NOIOSO urla a gran voce generando un shhhhhhhhhhh da tutti gli altri!


Per far passare un po’ il tempo magari può aprire un libro..e si ritrova completamente assorbita dalla storia con tutto il rumore e l’avventura che si svolgono nella sua immaginazione.

“DENTRO la mia testa ci sono un sacco di RUMORI e SUONI:
pirati, maghi e sirene, mille avventure in mondi lontani.”

Da quel momento in poi, inizia ad ascoltare il mondo che la circonda e scopre di imparare così tanto ascoltando – anche se a volte le piace ancora essere rumorosa!


Favolosamente divertente, “Non voglio stare in silenzio” di Laura Ellen Anderson edito da Picarona. Una lettura brillante e leggera da leggere ad alta voce, il testo rimbalza insieme a molti rumori e azioni a cui i più piccoli possono unirsi.
Anche le illustrazioni sono meravigliose e piene di energia e vita poiché la bambina prima si diverte a fare rumore e poi trova la meraviglia della lettura e l’importanza di ascoltare. Ogni espressione cattura perfettamente le sue emozioni.


E’ una simpatica e vitale celebrazione dell’espressione di come essere se stessi in modi diversi.
È un’esplorazione giocosa e gentile del tempo e del luogo per il silenzio, ma il bambino lo impara e lo valorizza per se stesso piuttosto che per la lezione che gli viene detta o costretta. La ragazza del libro impara come il mondo si ferma ed è tranquilla e immobile quando legge ed è assorbita dalle storie piuttosto che distratta.
E un modo meraviglioso per ricordarci che c’è un tempo per la calma e un tempo per l’energia esplosiva 😉
Unisciti a questa bambina, in questo rumoroso libro illustrato su come prendere atto delle cose più tranquille della vita.

“Mi piace stare in silenzio,
così posso ASCOLTARE IN ADORAZIONE
i piccoli e meravigliosi suoni
ai quali prima non prestavo attenzione.”

Fare rumore è MOLTO divertente, ma cosa succede quando ti prendi il tempo per ascoltare veramente il mondo che ti circonda?
Una lettura perfetta per tutti i bambini che amano battere cose, urlare a gran voce e sfrecciare in ogni dove e sempre 🙂
.è anche grazie al silenzio che possiamo ascoltare il mondo e viaggiare sulle ali della nostra fantasia!

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La Fiaba di Harold – Crockett Johnson

Una sera Harold scese dal letto, prese la sua matita viola e,
assieme alla luna, andò a fare una passeggiata in un giardino incantato.

La storia inizia subito abbiamo aperto il libro ed Harold ha già iniziato a tratteggiare uno scenario preciso, una torre, l’accenno del versante scosceso di un monte, l’immancabile mezzaluna, sua fedele compagna di strada. Inevitabilmente e con curiosità seguiamo allora la scia viola della matita, voltiamo la pagina, ed eccoci qui…

“…se Harold non avesse saputo che si trattava di un giardino incantato,
a malapena avrebbe capito di trovarsi in un giardino.”

Harold trova il giardino completamente vuoto, nessuna pianta, nessun fiore, niente di incantato insomma, è solo una linea viola nel bel mezzo del nulla. Deve esserci un problema ed Harold decide di scoprire quale sia e di andare a chiedere al re che naturalmente abita in un grande castello, con tanto di torri e cancello di ferro.
Come fare per entrare?


Semplice! Harold, disegna un buchino. Dentro quell’enorme castello, però, si sente piccolo, allora disegna una scala, che lo porta su, su, fino in cima. Poi disegna un trono, ci si siede e prova anche la corona. Quando questa inizia a pesargli, allora la mette sulla testa del re che, probabilmente a causa del giardino, è triste.

E impotente, perché non conosce la ragione per cui il giardino è così spoglio. Ma il re non deve preoccuparsi, perché ci pensa Harold, a scovare la strega invisibile che ha causato il problema, a trovare il modo per scacciarla e a far apparire degli splendidi fiori. Poi sarà stanchissimo e dovrà trovare il modo per tornare a casa, nel salotto dove la mamma, seduta nella sua poltrona lo aspetta per leggere una storia…
Ancora una volta, gli unici attori che intervengono nell’avventura serale di Harold, sono quelli tracciati da un grosso e granuloso segno viola della sua matita.

Dopo, Harold e la matita viola, con questa seconda avventura: La Fiaba di Harold abbiamo finalmente, in Italia, il secondo libro della serie, che l’editore Camelozampa, vincitore al Bologna Children’s Book Fair 2020 del premio come migliore casa editrice per bambini, pubblica dopo vent’anni.


Con i libri di Harold, l’autore, Johnson porta alla loro massima espressione le potenzialità dell’albo illustrato, per la necessaria correlazione narrativa tra il testo e i disegni, i quali concorrono a raccontare la storia.


Non è una semplice storia, una semplice fiaba…La Fiaba di Harold è molto di più, come in tutti i libri di Crockett Johnson, è la forma narrativa che diventa storia.
La narrazione è una catena di incalzanti sorprese alla quale il lettore resta avvinto, seguendo il filo, non solo metaforico, di una logica ferrea, rigorosa ma allo stesso tempo ingegnosissima ed imprevedibile. Ad ogni intoppo, Harold trova e disegna una soluzione che apre poi ad un successivo ostacolo da superare, e via così.

“Salì su, su, sempre più su, finchè fu così stanco da non riuscire più
a fare nemmeno un altro gradino.

Per fortuna non c’erano altri scalini.”

Harold sale le scale che disegna egli stesso per poi costatare che
<< per fortuna non c’erano altri gradini>>.
È lui che disegna le scale o è la matita che crea?
Chi decide quanti saranno i gradini?
In altri punti è Harold che decide cosa fare e quindi, se bisogna entrare in un castello dalle mura altissime, che si disegni un topo! Poiché, certamente, se c’è un topo ci sarà la sua tana da cui entrare! 😉

“Come poteva crescere qualcosa, disse Harold tra sé e sé,
con una strega gigante che gironzolava con quei piedoni enormi?”

La Fiaba di Harold è un semplice libro ci dona una storia che è un inno al potere dell’immaginazione, un gioco appagante e ricco di sorprese per lettori di ogni età, perchè la fantasia stupisce e alimenta anzitutto se stessa.
La fiaba di Harold così come Harold e la matita viola ci permettono di giocare e inventare storie e di “buttarci dentro”… Due storie per bambini fantasiosi, capaci di dare vita ai sogni 😉

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Il Cappello del Nonno – Rachel Stubbs

Ti regalo il mio cappello.
…Usalo per divertirti,
per piacere e per necessità.
…Questo cappello contiene sogni…

Questa storia racconta in modo tanto semplice quanto profondo il significato riccamente sperimentato di un cappello rosso regalato a una bambina da suo nonno.

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A volte un cappello è solo un cappello. A volte è molto, molto di più.
Potrebbe essere più grande o più piccolo, non importa.
Perchè quello che importa non si vede, ma ti porterà lontano.
E non se ne andrà mai.

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Quando viene menzionato ciascuno degli attributi del cappello – ti mantiene asciutto e fresco, può essere usato per cose serie, sciocche o necessarie – vediamo il nonno e la bambina fare diverse attività insieme. Scavano in giardino, giocano in una piscina e dipingono quadri.

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Il cappello può essere enorme quando “contiene sogni” o proteggere dalle paure. Con esso possono viaggiare, anche in una giungla spaventosa dove le piante sembrano sospettosamente versioni troppo cresciute delle piante da appartamento. La scena finale è della nipote seduta in grembo a suo nonno sotto la luna e le stelle in un delizioso debutto che lo mostra mentre le dice
“Questo cappello è per te”.
Le possibilità sono infinite.

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Sono sicura che ogni bambino adorerebbe assolutamente avere un cappello come quello nella storia meditativa di Rachel Stubbs. Un semplice cappello rosso è stato donato, un giorno, con amore a una bambina da suo nonno.
Ma questo non è un cappello ordinario, anzi; ha un incanto tutto suo perché le sue possibilità sono apparentemente illimitate.

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Ad esempio, potrebbe tenerti caldo e asciutto, o fresco; può servire come soggetto d’artista o contenitore per bevande, puoi indossarlo per distinguerti o mimetizzarti …
È un detentore di sogni, un celatore di segreti, una copertura per le paure; porterà chi lo indossa nei posti più lontani e meravigliosi prima di riportarti indietro a rannicchiarti sulle ginocchia del nonno.

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Il Cappello del Nonno di Rachel Stubbs edito da Rizzoli, racconta con stupore e meraviglia quel magico rapporto che si crea tra i nipoti e i nonni.
Con la loro esperienza, con il loro vissuto, con il loro affetto infinito sono un dono prezioso, un dono che apre la loro mente a mille avventure e a mille ricordi ed emozioni.
Un albo illustrato dedicato al grande amore Speciale tra nonni e nipoti
Una storia che vuole essere un grande elogio alla preziosità dei nonni, alla loro presenza che è come una promessa di avventura e meraviglia laddove pareva non esserci nulla 😉

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Posso essere Tutto! – Jerry Spinelli

Io quando cresco cosa sarò?
Di tutti i mille lavori del mondo
Io quando cresco quale farò?
Il pianta-zucconi
Il soffia-soffioni
Il piega-aeroplani
Il cucciola-cani…

Il libro presenta una lunga serie di lavori-attività inventate dal bambino, che fantastica su cosa gli piacerebbe essere da grande: dal soffia-soffioni al morsica-frutto, dallo sporcati-tutto al prosciuga-limoni, attività strampalate ma con una loro logica rigorosa a cui Spinelli e Liao conferiscono l’autorità di professioni consolidate, suggerendo che ogni bambino può potenzialmente fare tutto quello che desidera.

Posso essere tutto! è una riedizione italiana tradotta da Bruno Tognolini, meravigliosamente illustrata da Jimmy Liao edito da Camelozampa


I mestieri inventati nel testo sono tra quelli più assurdi…mai sentiti! Ma così attraenti per tutti i bambini!
Chi è che non ha mai sognato di poter trasformare una passione in un lavoro?
La domanda da cui nasce il libro è quella che tutti i bambini si fanno quando crescono o che viene posta loro dagli adulti 😉
Quale lavoro farò? Ce ne sono così tanti nel mondo! Quale sarà il mio?

Il bambino di Jerry Spinelli alla fatidica domanda “Cosa farai da grande?” “Posso essere tutto!Ma tutto cosa? E da qui parte il gioco di improvvisazione fantastica tipica dei bambini che sa rendere vivi e reali mestieri nuovi e del tutto inconsueti.


Alcuni buffi, altri belli e altri brutti. E qui viene data una risposta ironica.
Posso essere tutto! è un albo illustrato bellissimo da leggere insieme. Molto divertente e originale. Fa sorridere i piccini, ma fa anche pensare ed emozionante anche per noi adulti.


E’ l’immaginazione bambina a trasportare il lettore in un gioco di suoni e di rime, rese da Bruno Tognolini attraverso l’uso di parole nuove e inaspettate che riescono a rimescolare gli immaginari più vari. E l’abilità di Jerry Spinelli e Tognolini sta proprio in questo, saper rendere il punto di vista bambino così com’è.

L’albo ha le illustrazioni coloratissime di Jimmy Liao che duettano perfettamente con il testo e contribuiscono insieme alla costruzione di significato. Immagini che riempiono le facciate e inglobano il testo e che attraverso piccoli escamotage “tecnici” uniscono la narrazione e forniscono un indizio di ciò che accadrà dopo. Indizi posti in basso a destra di ogni apertura e subito richiamati nella prima facciata successiva.

Una lettura che diventa uno stimolo per la fantasia e la creatività.
Ricorda e aiuta i bimbi a pensare che tutto è possibile, basta desiderarlo e impegnarsi per realizzarlo, i sogni vanno coltivati. Ed è necessario continuare a cercare e a cercare sempre quello che piace veramente.

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La Grande Avventura – François Roussel

” Cosa fai, tesoro mio?
dovresti raccogliere polline
e invece ti trovo qui a dormire
su questa margherita”

Rovistando e raccogliendo polline, che avventura per la piccola ape! Sì, ma eccola, sua madre la sorprende mentre fa un pisolino su una bellissima margherita quando dovrebbe essere in pieno sforzo! La piccola ape ha un buon motivo per riposare?

La piccola ape risponde e, lungi dall’essere costernata di fronte alla madre arrabbiata, le spiega che, davvero, non stava dormendo e che non è proprio colpa sua, perché è stata aggredita, mentre raccoglieva saggiamente polline, da un’enorme (e abominevole) mantide religiosa.

Oh sì, ha detto la madre? Ma sì ! E aveva gambe enormi. Ma la piccola ape è riuscita a sfuggirgli saltando su un enorme coleottero …

E’ questo è l’inizio del libro La grande avventura (Picarona) di questa piccola ape con una ricca immaginazione. Ma l’autore François Roussel è molto furbo nel snocciolare la storia e, dopo aver lasciato che la sua piccola ape sviluppasse la sua storia assurda come meglio crede, fa reagire la madre … che non si lascia ingannare.

Perché, sì, La Grande Avventura è un albo illustrato che parla della verità, sempre più interessante da raccontare un’enorme bugia. Soprattutto quando la mamma è pronta ad ascoltarla. Ma non vi dico tutto, sarebbe un peccato parlarvi del finale frizzante immaginato da François Roussel! Le illustrazioni, in nero e giallo, sono vivaci ed espressive. Il testo, è tenero e racconta questo bel rapporto tra la piccola ape e sua madre.

In questa storia per bambini, i più piccoli saranno in grado di capire quanto sia importante dire sempre la verità ai genitori. Anche se la verità non è molto gloriosa, è comunque meglio di una bugia.
Dopo Il Grande giorno (che trovi raccontato qui), François Roussel mette nuovamente in scena un’eroina tanto piccola quanto tenera. Un libro con illustrazioni dolci come un miele buono e tutte in bicolore, per meglio lavorare con la fantasia dei bambini e permettere di sdrammatizzare il tema delle bugie, qui accostate con tenerezza e ironia.

Pluk e il Grangrattacielo – Annie M.G. Schmidt

Pluk aveva un piccolo carroattrezzi rosso.
Con quello attraversava tutta la città e cercava una casa dove vivere.

Pluk e il Grangrattacielo di Annie M. G. Schimdt è un libro che possiamo definire “lungo”, perché ha tante pagine scritte ( ben 204!), ma è diviso in capitoli (così da poter durare e farvi compagnia per tanti giorni) e ci sono molti disegni bellissimi e divertenti. Un libro molto spassoso, super fantasioso e avventuroso!

Pluk raccoglie in brevi capitoli (perfetti da leggere uno a sera) alcuni episodi – alcuni consequenziali altri no – della vita del bambino Pluk che solitariamente si trasferisce a vivere da solo nella torretta del Grangrattacielo al centro della città.

La narrazione si apre con Pluk sul suo carroattrezzi rosso che cerca casa, viene a sapere della torretta e se ne appropria insieme a Ciccia Clio la colomba e, dal secondo capitolo, a Zaza lo scarafaggio pulitissimo, poi arriveranno anche uno scoiattolo che soffre di vertigini, i gabbiani… tra persone e animali del posto: la famiglia Fracassini, Vertiginio, Zaza, Egea Marina, la Sibiglia, Agatina e la signora Stralindo, il signor Pennino, il lupo Marinaro.


Pluk è un bambino pieno di iniziativa, orgoglioso del piccolo carroattrezzi rosso con cui va ovunque.

Il libro è già amatissimo e si legge con un crescendo di attenzione non dovuta tanto alla suspense che lega alcuni capitoli tra loro, ma solo alcuni, bensì all’affetto e all’empatia che ci lega a Pluk.


Attraverso quaranta micro-avventure, incastonate su doppia colonna, approdiamo alla storia uscita dalla penna di Anna Maria Geertruida “Annie” Schmidt (1911–1995), già vincitrice del Premio Hans Christian Andersen nel 1988, definita “la più versatile e dotata autrice di libri per bambini nei Paesi Bassi”, paragonata − da un gruppo di storici − a icone della storia olandese come Vincent Van Gogh e Anna Frank.

Pluk e il Grangrattacielo è edito in Italia da Lupoguido è un libro adatto a tutte le età: letto in condivisione a 4-5 anni, un capitolo ogni sera, prima di andare a letto; oppure divorato da un lettore di 7-8 anni, avido di parole, ma anche di illustrazioni, quando immerso tra le pagine, viene catapultato da un’avventura all’altra.

E sicuramente anche per tutti gli adulti che leggeranno e che si ritroveranno un sorrisino che spunterà nel scoprire quel che combina papà Fracasso coi suoi Fracassini, il Lupo Marinaro (o sarà Mannaro?), il Signor Pennino o la Signora Stralindo. Adatto a tutti, ma proprio a tutti!

Se il capitolo prima finisce con
Devi venire subito, Pluk.
C’è bisogno di aiuto.
Vieni, presto…
non potete miei cari adulti che sentirvi dire “un altro, ancoraaa…” 😀

A causa della chiara lunghezza dei capitoli, in realtà si offrono come favole della buonanotte. Da soli, vi anticipo già che non so se riuscirete a fermarvi dopo un capitolo. 😀 I bimbi vi diranno che devono essere sempre almeno due. E un altro paragrafo del prossimo….E già che ci siete… 😀

Le prime avventure di Pluck apparvero già nel 1968 nei Paesi Bassi. Ma la storia non sembra polverosa. Piuttosto, è intramontabile curioso e meravigliosamente ribelle. Sempre disponibile e amichevole, Pluk conquista il cuore dei lettori. Anche se non riesce a conquistare tutti gli abitanti del grattacielo nella cui torre si sta muovendo.

Non c’è limite alla fantasia in queste 40 storie che vi travolgeranno in un mucchio di situazioni tutte normali e tutte strambe e in cui c’è sempre un’avventura e un problema da risolvere. 😉

Pagina dopo pagina incontriamo diversi piccoli eroi, molte persone buone e alcune decisamente meno buone… Perché Pluk è un bambino buono, piccolo ma anche grande, che a suo modo vuole aiutare chi ne ha bisogno, ancor più se è piccolo, indifeso e minacciato da chi è più forte!
Pluk è davvero ingegnoso!

 

 

 


Un libro da leggere insieme per divertirsi e guardare alla vita con la leggerezza e il candore che solo l’infanzia sa regalare…con o senza Banbacche 😉

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Pupazzi di Neve – David McKee

“Andiamo a fare un omino di neve” disse Rupert
“Un omino? siete sicuri?” domandò papà
“Io farò una donnina di neve” disse Kate

Rupert e Kate sono fratelli e sono i protagonisti, che in una giornata di neve decidono di fare un pupazzo di neve, ma se Kate vuole fare una donnina di neve, Rupert quasi sconcertato sceglie di fare il suo omino di neve. Prima comunicano le loro scelte ai genitori, che molto serenamente ritengono valide e belle entrambi le idee; genitori che nel loro essere e fare quotidiano sono rappresentati alle prese con le faccende che “solitamente” vengono etichettate al rispettivo compagno.
infatti il papà i bambini lo interrogano finchè è alle prese con le pulizie con l’aspirapolvere e la mamma con martello e chiodi sta fissando un quadro in casa.
E poi via! Entrambi con entusiasmo si adoperano per creare i loro pupazzi.


Indossati, guanti, sciarpa, giubbotto e berretto eccoli uscire, Rupert per fare un omino e Kate una donnina.
Non manca nulla ai due pupazzi di neve, grazie a mamma e papà l’omino di neve e la donnina di neve infatti hanno anche i loro cappelli e la loro sciarpa e non manca la foto ricordo…anche perchè dopo la notte forse i pupazzi potrebbero non esserci più…

Pupazzi di neve di David McKee edito da Mondadori, vede i piccoli Rupert e Kate intenti a costruire un pupazzo di neve. Rupert è felice, ma Kate vorrebbe realizzare una donnina di neve. Certo, nessuno ne ha mai vista una… Però, in fondo, chi ha detto che non si possa fare?


Ancora una volta un bel albo illustrato che insegna a guardare il mondo senza pregiudizi di genere e a sostenere con forza le proprie idee, dall’autore di Elmer.

Con la naturalezza e la semplicità di pensiero dei bambini, i due insieme trovano questa soluzione creativa alla questione, una soluzione che diverte e fa riflettere su un tema importante e di grande attualità come quello dei pregiudizi legati al genere.
Un classico scritto oltre trent’anni fa che, oggi più che mai sarà amatissimo anche dai nostri bambini.

David McKee deve gran parte della sua notorietà all’aver ideato un personaggio potente ed amatissimo dai  bambini: Elmer l’elefantino variopinto, che ha fatto della sua diversità una bandiera. Una riflessione quella che riguarda l’identità, il rapporto con se stessi, la relazione con gli altri che è presente in tutta la produzione dell’autore inglese, a partire da Elmer fino ad arrivare ai Due mostri protagonisti delle altre sue storie illustrate.
Con grande intelligenza e sapienza David Mckee è riuscito a regalare ai bambini di tutto il mondo albi che sanno far riflettere ma con grande leggerezza, avulsi da qualsiasi tipo di moralismo o conformismo, ma anzi propagatori di valori profondamente universali oltre che di un’idea d’infanzia assolutamente libera e selvaggia.
Nella vasta produzione disegnata di David McKee due possono essere i filoni principali da cui far partire la nostra analisi: da una parte l’accettazione della diversità e dall’altra la creazione fantastica del reale, o, se vogliamo, la normalità quotidiana nel suo rapporto con la fantasia e la fiaba.
Tutte qualità speciali che possiamo riscontrare anche in questo ultimo titolo Pupazzi di Neve.

Consiglio la scuola anche alle maestre, ai nonni, ai genitori in biblioteca… perchè è un albo che insegna a guardare il mondo senza pregiudizi di genere e a sostenere con forza le proprie idee.

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Il cuore Smemorato – Valentina Gazzoni

“La scomposizione di un cuore non è
un cuore infranto ma l’inizio di nuove avventure.”

Le pagine di questo libro, adatto per i bambini dai cinque anni in su, raccontano di un cuore che si dimentica di essere un cuore, ma inizia a trasformarsi in mille personaggi immaginari che viaggiano, si muovono, si trasformano e scompongono in un continuo divenire per realizzare mille fantasie.


Una storia che appare semplice nei suoi versi, ma che vi consiglio di leggere insieme genitori e figli, insegnanti e alunni, per seguire le gesta dei protagonisti, strampalati e con simpatici nomi fantasiosi, ma soprattutto per sfruttare insieme le pagine finali del volume, dove sono inseriti dei cuori pretagliati, che possono essere staccati, ridisegnati e ricomposti in mille modi diversi prima di essere riposti fra le sue pagine.

Il cuore smemorato, edito da EDT Giralangolo, nasce dall’esperienza diretta di Valentina Gazzoni, nei laboratori che tenie da anni con i bambini e sono convinta che questo libro non abbia una specifica fascia d’età, soprattutto non solo per i piccolissimi, anzi sa stupire e “toccare” i più cresciuti 😉
Le due pagine rosse con i pezzetti già pronti sono solo l’inizio. Una volta staccati tutti e utilizzati, si può ripartire disegnando nuovi cuori e spezzettandoli magari anche in molte parti.

“Questo libro era nato con tutto un altro titolo, che però piaceva poco a me e all’editore; ma non riuscivamo a venirne a capo, fino a quando un bambino di cinque anni ha trovato l’idea giusta, interpretando alla perfezione quanto le pagine del libro esprimono” – racconta l’autrice

Il cuore smemorato è questo: un insieme di brevissimi incipit di narrazioni in cui brandelli di cuore diventano altro da sè, hanno evidentemente dimenticato la loro origine così spesso prima del senso profondo che un cuore può avere, per diventare orecchie, artigli, petali, gusci e… tutto ciò che saprete vederci dentro voi!

Una lettura che stimola i bambini a esprimere i loro sentimenti, le loro passioni e le loro paure che spesso non riescono a comunicare con genitori e insegnati.
Perché un foglio di carta, un pennarello e un paio di forbici, diventano uno strumento amichevole per tirare fuori senza censure ciò che i bambini hanno dentro l’animo.
E così la citazione che abbiamo presentato nell’introduzione ci fa capire e fa riflettere bambini e adulti
“La scomposizione di un cuore non è un cuore infranto,
ma l’inizio di nuove avventure”.
E allora, prendiamoci il tempo di giocare con questi brandelli ci cuore, chiudiamo gli occhi e seguiamo il nostro TUMP TUMP TUMP

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Harold e la matita Viola – Crockett Johnson

Una sera, dopo averci pensato su per un bel po’,
Harold decise di andare a fare una passeggiata
al chiaro di luna.
Ma la luna non c’era e ad Harold serviva una luna
per fare una passeggiata al chiaro di luna.

Quella di Harold è l’avventura di una notte: lui è un bimbo che svegliatosi da un sogno oppure dentro al sogno stesso, con la sua matita viola crea un universo solo con la potenza dell’immaginazione e del suo estro creativo. La matita disegna su un foglio bianco e rende visibile e vero ciò che prima era solo immaginato. Harold si diverte a scarabocchiare in libertà e poi, all’improvviso, dalla divagazione nasce una storia.


C’è anche con un momento centrale di sconforto in cui sembra siano i mostri, creati da lui stesso, ad avere la meglio. E’ un instante di paura che si può sconfiggere. L’immaginazione e la creatività sono libertà, sperimentazione, fallimento ed errore talvolta, ma anche ripresa e continua ricerca.
Questo ai bambini non dovremo spiegarlo, perché per loro sarà evidente e la matita ha la stessa potenza di una bacchetta magica.

Il piccolo Harold ci ricorda e ci insegna nel modo più naturale ed efficace, mostrandocelo senza dircelo, che se vogliamo anche noi adulti abbiamo una matita viola nelle nostre mani e non solo nell’immaginazione dei piccoli. La matita viola è la nostra possibilità di scrivere un capitolo diverso, ogni giorno, possiamo scegliere se seguire le solite strade o muovere nuovi passi in direzioni nuove 😉

Harold sapeva che più in alto fosse andato,
più lontano avrebbe visto.
Quindi decise di far diventare la collina una montagna.

Harold e la matita Viola di Crockett Johnson edito da Camelozampa è un albo illustrato che ritorna nelle librerie dopo diversi anni, non solo un ritorno molto gradito da grandi e piccini, ma direi indispensabile come spunto 😉

Un inno al potere dell’immaginazione, una storia affascinante per i lettori di ogni età e un perfetto esempio della forza narrativa del picture book.
3 milioni di copie vendute, tradotto in 14 lingue: un classico intramontabile, che finalmente torna in Italia

Harold è un bambino piccolo, che indossa il suo pigiamino e prende la sua matita viola per iniziare a disegnare strade, alberi, montagne, la luna e la città… insomma un mondo intero in cui poter passeggiare.
Una matita viola, davvero unica, come la fantasia dei bambini, perchè crea ciò che Harold pensa ma anche risolve al volo i problemi che Harold incontra, disegnandoli involontariamente, sul suo cammino.
Lo spazio bianco su cui si muove Harold è, senza mai essere nominato, il luogo della sua immaginazione: una pagina bianca (letteralmente) su cui il bambino dà vita alle proprie fantasie.

L’immaginazione di Harold è un vero e proprio ambiente, prima che un racconto: il bambino la vive in modo non del tutto consapevole, tanto che quando disegna un drago lo fa così spaventoso che “la mano cominciò a tremare”… disegnando così una linea non più dritta ma ondulata, che si fa subito mare.
Harold e la matita viola è uno dei più alti tributi all’immaginazione, un albo illustrato che grazie a Camelozampa rivive in un’edizione curatissima che lo rende preziosa.

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Mappe delle mie Emozioni – Bimba Landmann

Mappe delle mie Emozioni di Bimba Landmann edito da Camelozampa è una storia speciale ed è anche un silent book.
Senza dire una sola parola, il bambino protagonista prende il suo zaino sulle spalle e con una piccola imbarcazione, inizia la sua navigazione fuori dal tempo e dallo spazio comune, verso luoghi immaginifici e sconosciuti per esplorare la sua dimensione più intima e profonda.

Le prime Terre che scopre all’inizio di questo viaggio sono quelle della Speranza, dai colori sulle tonalità dei verde chiari e cristallini. Il centro di questa terra rasserenante è un occhio che osserva e tranquillizza, il Mare dei Sogni, in cui è possibile coltivare questi piccoli desideri nascosti e custoditi in un cassetto, è possibile guardare avanti con coraggio, e ancora, abbracciare promesse e desideri.

Lungo la strada, non manca di incontrare un compagno di viaggio, e insieme si avventurano e continuano questo viaggio misterioso.
Il bambino e il piccolo amico, con fiducia proseguono il cammino verso nuove terre proiettati nel futuro, ma ecco che all’orizzonte compaiono le Terre della Paura, sono scure, agitate, inquiete. Senza l’uso di nessuna parola, l’autrice trasmette in modo semplice e diretto l’emozione che cambia, il cuore batte forte e i dubbi affiorano, un senso di panico e paura attanaglia il giovane, che non si sente abbastanza pronto e forte per superare queste zone piene di paure, lo sgomento, il terrore. Queste terre sono impetuose, imprevedibili dalla Paura al Disgusto, meglio spostarsi e cambiare meta.
Ed eccoli finalmente in volo, leggeri e candidi volare verso le Terre della Gioia. Di nuovo emergono emozioni piacevoli, positive e trascinanti, l’allegria, la delizia, la beatitudine, la felicità e i colori delle illustrazioni tornano ad essere luminosi, brillanti.

Le emozioni di ogni terra hanno strade, montagne, laghi e mari e tanti dettagli da osservare e cercare.
Non ci resta che mettere lo zaino in spalla e viaggiare, giocare, esplorare ogni territorio insieme al piccolo protagonista.
Pagina dopo pagina Bimba Landmann racconta attraverso luoghi fantastici ed evocativi, ricchi di grande inventiva e varietà di registri tutte le sfumature delle emozioni, dalla gioia alla vergogna, dalla meraviglia alla tristezza, fino all’amore.
Un altro aspetto importante è come tutti i territori, sono collegati tra loro, fanno parte di un unico “mondo” e sono tutte ugualmente importanti affinché l’equilibrio possa continuare.
Mappe delle mie Emozioni porta un messaggio silenzioso, senza voler insegnare, senza voler giudicare, ma tra avventure di scoperta, di terra in terra, di colore in colore, scorre durante tutto l’albo.

E’ un albo illustrato che ogni volta che viene letto e sfogliato racconta e completa pezzi della storia, pezzi di questo immenso viaggio dentro se stessi.
Dal Mare dell’Allegria, al Grande Albero dei Doni, dalla Foresta del Buon Augurio al Mare del Dubbio, dall’Isola “non so fare nulla” al Lago della Malinconia, dalla Foresta stellata della Salute alla pianura degli Abbracci…


Percorriamo Strade che Guardano Lontano e Spiagge del Controllo, attraversiamo Foreste Stellate e ci immergiamo in Città Sotterranee del Delirio…ogni terra, come ogni sensazione, emozione hanno un nome preciso e descrivono il territorio, strade e sentieri conducono a ognuno di essi. Mondi che sembrano sconosciuti ma che invece ci appartengono perchè sono le nostre emozioni.


Questo libro è un viaggio che non ha età, un viaggio unico dentro noi stessi, adulti e bambini, perchè Mappe delle mie Emozioni è un inno alla bellezza di ogni sfaccettatura del nostro carattere

Bimba Landmann con questo albo illustrato, dal sapore visionario e dal grande impatto scenico, ci ricorda come i territori della nostra interiorità siano isole meravigliose da esplorare, talvolta terre inattese da attraversare, rifugi in cui trovare riparo ma anche siti oscuri e minacciosi da cui allontanarsi.

Un silent book che colpisce e conquista per le sue magnifiche illustrazioni e per la forza con cui permette ai bambini ( e non solo) di imparare a conoscersi, trasformando ogni pagina in un viaggio alla scoperta delle Emozioni.
Un libro che stimola una catena di nuovi pensieri, idee, racconti e libera la fantasia.
Dopo la lettura, con i piccoli lettori si possono creare mappe mai esistite, lasciandoli liberi di immaginare posti intimi e personali, creature dai nomi strani che possono abitarli…non serve una precisa direzione, lasciamoli liberi di raccontare le loro emozioni 😉

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