Battaglie di Colori – Tullet

Grazie alla loro super fantasia
i bambini sono in grado di giocare
praticamente con tutto

e l’aspetto ludico può essere un ottimo strumento per avvicinare i piccoli al contatto con i libri e all’amore per la lettura. Perché anche giocando si impara! 😉
I libri gioco quindi credo siano perfetti per raggiungere l’obiettivo. Il bambino, spesso attratto dall’utilizzo dei colori e delle forme, viene coinvolto attivamente in un’esperienza, partecipa, si diverte e vuole ricominciare da capo appena girata l’ultima pagina. Viene reso protagonista di un momento semplice e ricco di fascino che coinvolge i sensi e la percezione e stimola l’immaginazione.

Tante sfide da fare da soli o con gli amici:
àrmati di matite, colori e… all’attacco!

Qui si scarabocchia,
si colora e ci si diverte… disegnando!

Battaglie di Colori è infatti uno degli ultimi colouring book di Hervé Tullet edito da Franco Cosimo Panini si presenta ai piccoli lettori con il suo grande formato e ben 64 pagine per dare libero sfogo (in tutti i sensi) alla fantasia.


Battaglie di Colori è fatto come una sequenza di tabelloni di giochi di società, e lo si può giocare anche in due, con una certa ferocia: schiacciare le formiche si può, se lo fai col pennarello non fai male a nessuno e sfoghi un po’ le rabbie. Far fuori i pidocchi, poi, è una vendetta doverosa contro le loro invasioni, i morsi dietro le orecchie e i pettinini pungenti.
Proprio così, pagina dopo pagina rossi, verdi, gialli, blu diventano protagonisti di epici scontri, invitando il bambino a combattere a suon di pastelli e pennarelli.

Con il pennarello alla mano.
Chi vincerà? Decidilo tu! 😉

Come sempre il pluripremiato Hervé Tullet riesce a stupirci ad ogni pagina, liberando l’oggetto “libro” da quelle che associamo come le sue funzioni tradizionali e dalle griglie che definiscono l’impostazione grafica. In questo albo illustrato ogni pagina è costruita attorno a un’idea: dai disegni bianchi che si cancellano grazie al colore, alle battaglie da completare con macchie e scarabocchi.

Una battaglia di colori, sì… ma attenzione, c’è una regola: non si può uscire dal tappeto… e poi tutto è concesso. Ogni doppia facciata presenta un gioco da fare da soli o in compagnia.


Diventa un gioco liberatorio il poter scarabocchiare senza pietà mostri con terribili denti affilati o cancellare macchie sulla maglietta utilizzando proprio i pennarelli. Il libro diventa così un intelligente punto di partenza per creare altre attività, utilizzando fogli di carta molto grandi o, perché no, della tela.

Possiamo stare sicuri che ogni new entry targata Tullet nei nostri scaffali di casa sarà esente da flop perché si tratta di libri-gioco imperdibili pieni di attrattive, divertimento e magia per piccole menti attive e curiose.
Perfetti per fantasticare, creare e amare incondizionatamente i libri.
(dai 3 anni)

Buon divertimento con le battaglie di colori!
Puoi acquistare il libro QUI:

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Benjamin Chaud: 3 Episodi di Papà orso e il suo piccolo

Tre libri, che hanno il gusto del latte caldo, la dolcezza del miele, l’odore del pane speziato, il sapore indescrivibile delle sere d’inverno, delle veglie intorno al fuoco, delle storie dentro un letto accogliente. Tre libri, indipendenti tra di loro, ma che allo stesso modo è una storia unica che continua, che parla d’orsi, parla di famiglia, parla di padri e figli.

Come nasce la trilogia di Papà orso e il suo piccolo di Benjamin Chaud?

Tutto è iniziato con questo poster che ho creato per un’opera chiamata ” La maison est en carton ” (La casa è fatta di cartone)…

Oltre ad essere un’immagine per l’opera, era anche una dedica alla nascita del mio primo figlio. Mi è piaciuto molto lavorare su questa immagine e volevo creare più immagini come questa.
Così ho proposto a Sophie Giraud, di creare un libro con questo tipo di immagini e lei ha detto, “va bene, crea qualcosa come ‘Dov’è Wally?’ in opera con un papà canguro e il suo piccolo canguro...

Dato che non mi piace disegnare i canguri, ho scelto di disegnare orsi, ai quali mi sento più vicino – ed ecco che ho continuato a raccontare cosa vuol dire essere un papà. 🙂

Dato che mi è piaciuto molto realizzare questo primo libro Una canzone da orsi ed è stato molto ben accolto e con molto piacere è stato vincitore del Premio Andersen 2013 come miglior libro 0-6 anni.
Da allora ne ho fatto un secondo. Pupupidù Orsi in Pista, una nuova fantasmagorica avventura dedicata a papà Orso e a Orsetto.
Non c’è due senza tre e non potevo fermarmi, e appena avuto il mio secondo figlio, ho continuato con le avventure di papa orso in un terzo libro “Un Ballo da Orsi” che è piuttosto autobiografico.

Non sapevo se ero davvero capace di farlo, e non pensavo che mi sarebbe piaciuto creare immagini con così tanti dettagli – ma una volta iniziato, ho cominciato a divertirmi totalmente.
Per me è impossibile immaginare così tanti personaggi, quindi disegno amici, familiari o personaggi famosi. Questo mi aiuta molto; sapendo che esistono davvero mi permette di sapere come si muovono, cosa fanno, come sono vestiti … e li faccio diventare tutti i protagonisti del mio film truccato.

Così sono nati questi tre grandi capolavori di Benjiamin Chaud editi in Italia da Franco Cosimo Panini, un piacevolissimo trio di libri illustrati di gran formato che uniscono una storia simpatica, semplice e spiritosa a splendide e ricche illustrazioni, zeppe di particolari, entro cui perdersi, restando saldi però ad un filo conduttore narrativo ben preciso.
Ma sopratutto sono 3 libri dei quali non ci si accontenta di una sfogliata veloce, anzi, invita i piccoli lettori a qualche momento di indugio e di gioco in più.

Una canzone da orsi

In questo primo libro siamo quasi in inverno e un piccolo orso – curioso e, come tutti i cuccioli, poco incline ad abbandonarsi all’inattività forzata del sonno – al momento di andare in letargo si lascia distrarre dallo svolazzare tardivo di una minuscola ape.
Dove c’è ape c’è miele, come è ben noto. Ed è così che il piccino non ci pensa due volte prima di lanciarsi fuori dalla tana all’inseguimento del ronzante insetto.


Quando Papà Orso, già addormentato, si accorge di essere rimasto solo è troppo tardi: Orsetto è ormai lontano. Ma da bravo, apprensivo e premuroso genitore, l’animale si getta all’inseguimento e alla ricerca del figlioletto.
E così – via! – parte l’avventura che il piccolo lettore può seguire sulle grandi tavole le quali, con il breve testo relegato a poche righe in fondo, occupano quasi l’intera doppia pagina.

Dove sarà finito Orsetto?
E dove starà andando, a passo svelto dietro la sua ape?

Sarà’ divertente cercare entrambi, e non troppo facile individuarli, nel fitto della foresta prima e nel caos della città, poi.

Spingendosi, insieme a Papà Orso, addirittura dentro il sontuoso ed elegantissimo palazzo dell’Opera, tra signore ingioiellate, gentiluomini in smoking, luci della ribalta e ballerine piumate.
Fino a scoprire che il divo della serata, stavolta, risulterà proprio e il grosso e peloso genitore!… Bhe, magari non per tutti, ma di certo sarà così per lo spettatore più importante…

Un racconto tenero e garbato, sicuramente gradevole, anche se il punto di forza dell’albo, dichiarato e sbilanciato, è costituito dalle illustrazioni.
Si tratta in questo caso di uno sbilanciamento positivo perché, grazie alle immagini, la storia, che fa da canovaccio e da spina dorsale al libro, diventa anche punto di partenza per narrazioni parallele e giochi.
Si suggerisce infatti, ad ogni voltar di pagina, di cercare e trovare l’orsetto fuggiasco e l’ape svolazzante ma, oltre questi, il testo, ad una lettura non troppo veloce, indica altre piste, altri particolari da scovare, altre piccole chicche su cui posare lo sguardo e l’attenzione. Come i taglialegna terrorizzati in cima agli alberi, o il cartello pubblicitario raffigurante un orsacchiotto.

Buffi e allo stesso tempo dotati di una loro, pur essenziale , raffinatezza, i disegni riescono ad essere ricchissimi senza diventare caotici.
Lo sguardo è così libero di correre sull’illustrazione senza affaticarsi ma, anzi, godendone appieno e riuscendo con facilità a cogliere dettagli e sfumature.
Forse merito anche dei colori usati che risultano armonici e con un effetto leggermente retrò, grazie ad un sapiente uso di tinte nette accanto ad altre più morbide e sfumate, senza disdegnare il bianco e nero.

Pupupidù. Orsi in pista

Le storie di Orsetto e del suo papà continuano del secondo libro, Pupupidù. Orsi in pista, ed è un piacere ritrovare lo stile ironico, dinamico e raffinato di Chaud. Questo è un altro libro in cui perdersi piacevolmente: ricco di particolari, di storie dentro alle storie, colpi di scena e humor.
Sfogliatelo, e ogni volta scoprirete qualcosa che vi era sfuggito… e vi divertirete a seguire non solo i protagonisti, ma anche i personaggi secondari.

Anche stavolta Orsetto si lascia trascinare dalla propria curiosità e si tuffa in un viaggio fantastico. A differenza del primo libro, in questo troviamo dei “buchi” che introducono ogni volta in un mondo diverso, dai sotterranei al tendone di un circo…

La storia è l’occasione per conoscere mamma orsa e Orsettino, il fratellino di Orsetto. La famiglia, una volta riunita, vivrà una splendida esperienza che lascerà tutti a bocca aperta…
Se Una canzone da orsi era ambientato in un teatro, Pupupidù offre al lettore lo spaccato di un altro ambiente magico, quello del circo. L’arte e l’espressività sono ancora una volta il motore centrale del racconto.

Anche in questo secondo “episodio” il racconto si presenta ai piccoli lettori, insolito, appassionante e ricco di stimoli diversi: un albo illustrato di grande formato dove le immagini sono le protagoniste assolute, mentre il testo semplice e breve offre solo una delle chiavi di lettura.
Il resto è tutto da sognare grazie alla vostra curiosità e fantasia…

Un ballo da orsi

Il terzo libro a completare le avventure di Papà orso e del suo piccolo è Un ballo da orsi.
Siamo a Parigi. È notte e grossi fiocchi di neve scendono dal cielo.
Sui tetti vicino all’Opera si vedono delle orme.
Piccole e grandi.
Affiancate.
E capitomboli.
Sono di Papà Orso e suo figlio Orsetto.
Avevano deciso di passare l’inverno sul tetto dell’Opera, ma la nevicata li ha costretti a cercare un altro rifugio.
E così “intrufolandosi in una finestra socchiusa, i due orsi finiscono in mezzo a una tribù di orsacchiotti colorati, che sembrano anche loro in letargo”.

La tana è così comoda che Papà Orso e Orsetto si addormentano subito. L’indomani iniziano i problemi: la tana è un centro commerciale e gli orsacchiotti colorati dei peluche. Qui iniziano i guai 😀
Il piccolo orsetto, viene scambiato per un peluches da un bambino e dai suoi genitori. Mentre viene portato fuori dal negozio Papà Orso si risveglia dal suo ronfare e si caccia all’inseguimento.

Eccolo papà orso, lo ritroviamo con casco rosso e scooter giallo a inseguire un taxi.
Poi a correre tra la folla di ritardatari frenetici alla stazione ferroviaria. In equilibrio su un container che è caricato su una nave.
Sul ponte di questo “labirinto galleggiante” alla ricerca di aria fresca.
A esplorare i fondali marini e su una spiaggia affollata con “i peli che si arruffano da tutte le parti”.

A partecipare a una festa in maschera con una ghirlanda al collo e un fiore dietro l’orecchio. In un “folle ballo di gruppo” dove potrà porre fine alla sua corsa e finalmente insieme a Orsetto pensare solo a ballare, mangiare e cantare.

Come nei due libri che lo hanno preceduto, Un ballo da orsi contiene una ricchezza di dettagli e personaggi sbalorditivi. Ancora una volta la sparizione del piccolo orso è un pretesto per giocare con i bambini e scoprire dove si è cacciato in mezzo a quel vortice di persone, colori, situazioni, vite parallele che si intrecciano e si mescolano alla trama principale.
Il piccolo lettore diventa protagonista di un gioco di osservazione e di ricerca: non perdere mai di vista Orsetto, mentre corre a perdifiato tra le pagine ricche di dettagli.
Anche questo, come i due precendenti è Un libro da gustare in mille versioni, insieme, grandi e piccini, fino alla sorpresa finale.

Con questi tre libri si può LEGGERE, OSSERVARE, GIOCARE e IMMAGINARE.
Da soli o in compagnia di un adulto, con o senza suggerimenti.
Può diventare pretesto per sfide con mamma e papà o con gli amici (“vediamo chi trova…”), oppure territorio per fantasticare in solitudine, collegare personaggi, dettagli, minuzie che al primo sguardo, magari, non erano risaltate.

Quanta ricchezza in questi 3 libri illustrati:
possiamo rileggerli davvero cento volte, vedremo sempre cose nuove e inventarne tante altre storie 😉

Ora spetta a voi perdervi ed immergervi in queste letture
e aiutare papà orso a seguire il suo piccolo
🙂

Puoi acquistare i libri QUI

Una canzone da orsi

Benjamin Chaud

Dory Fantasmagorica: 3 libri divertentissimi – Abby Hanlon

Chi è Dory?
Dory è una bambina di 6 anni, dalla grande fantasia, alle prese con la scuola, le prime amicizie, fratello e sorella troppo reali e amici immaginari molto presenti. Frutto della penna di Abby Hanlon – insegnante newyorkese che ha iniziato a scrivere e disegnare le avventure di Dory ispirata dai giochi di fantasia dei suoi figli.
Dory Fantasmagorica è una serie di tre libri, pubblicati in Italia da Terre di Mezzo editore.

Il 1° volume
Dory Fantasmagorica

la piccola protagonista, si presenta ai lettori con il suo fare inconfondibile, è divertente, imprevedibile e soprattutto incontenibile, fino a portare allo sfinimento i genitori e la sorella e il fratello più grandi di lei.

Non lo fa apposta, ma ha sempre la battuta pronta e vuole esserci ad ogni costo, anche finendo per mettersi nei guai:


Dory soffre del sentirsi la più piccola in ogni situazione, sempre esclusa dai giochi e dalle avventure dei fratelli. Cerca di sopperire con la sua fervida immaginazione che produce amici immaginari ad ogni piè sospinto (qui conosciamo Mary), a prendere alla lettera tutto quello che le vien fatto credere e a buttarsi a capofitto in tutto, senza stare mai zitta, disposta addirittura a trasformarsi in Ossodipollo, adorato cucciolo di cane, o a infilare le mani nel gabinetto per recuperare la pallina rimbalzina.

Il 2° volume
Dory fantasmagorica trova un’amica
(per davvero)


l’avventura di Dory continua nel suo secondo anno di scuola e il suo inatteso incontro con una bambina abbastanza singolare da poterle diventare amica e, soprattutto, amica vera; proprio così, vera, perché chi già conosce Dory sa che la sua vita sta a metà via tra la realtà e la fantasia (è questa la fantasmagoria!).

Che fatica, per una bimba già così coinvolta nei suoi spazi immaginari, prendere la porta di casa per uscire in mezzo agli altri, direzione LA SCUOLA, zaino in spalla (uno zaino in cui c’è di tutto, tranne il materiale per la scuola!) e, nelle orecchie, le raccomandazioni dei fratelli perché Dory non faccia quella “troppo stranaanche là fuori, in mezzo agli altri mentre lei, al suo fianco, porta a spasso gli amici della sua vita dentro casa, fantastici, irrinunciabili, invisibili.

In classe quest’anno c’è una nuova bambina: le mancano due denti davanti, disegna principesse, si veste come una principessa, è educata come una principessa e ha un nome da principessa: Rosabella!

Dory la riconosce: è lei la migliore amica per sempre!

Rosabella non si stupisce degli amici e delle storie di cui Dory la rende partecipe, né ha dubbi sull’esistenza di una Signora Arraffagracchi che ha rapito il Signor Bocconcino per convincere Dory, col ricatto, a tornare al mondo fantasmagorico di sempre. Rosabella e Dory, insieme, sfidano la terribile Signora, la battono e Dory scopre che la fantasmagoria più bella è quella vissuta, nel gioco, con gli altri.

Anche in questa seconda avventura ritroviamo il ritmo travolgente e l’ironia (divertentissime le vignette che accompagnano la storia), racconta anche la strada che tutti i nostri piccoli devono percorrere per andare verso il mondo senza paura di perdere i legami di casa: scopriranno che evento straordinario può essere, finalmente, l’incontro con un amico reale.

Questa coinvolgente serie di libri continua con
il 3° volume:
Una pecora nera a scuola.
Dory fantasmagorica


Indubbiamente Dory è sempre lei, come potrebbe cambiare la bambina burlona e sognatrice che abbiamo imparato a conoscere nei primi due libri della serie.
Dory ha iniziato la scuola e, come abbiamo scoperto nel secondo episodio, ora ha una grande amica vera che si chiama Rosabella.

Con tutte le sue imperfezioni e la sua visione distorta del mondo, è un personaggio che si lascia amare dai cuori dei suoi lettori. Le immagini in bianco e nero sono cosparse liberamente in tutto il libro, che lo rendono un libro divertente per i lettori in crescita.

È una lettura divertente e veloce
che i bambini possono apprezzare e ridere.

A Rosabella e Giorgio (altro compagno vero) si uniscono, ancora una volta, il fidato Signor Bocconcino, il mostriciattolo Mary, che dorme sotto il suo letto, e la temibile signora Arraffagracchi, nemica assoluta.

In questa nuova avventura la piccola Dory ha un nuovo problema da affrontare, deve imparare a leggere. Ma attenzione è una questione di assoluta importanza e non tanto perché lo richiede la maestra ma perché la sua amica Rosabella è la lettrice più grande e più brava mai vista.

Se non impara a leggere come la sua amica Rosabella, dovrà fare gli esercizi di lettura senza essere in coppia con lei ma con Giorgio e dover far finta di leggere con la mente mentre l’insegnante controlla.
Troppo faticoso e per niente divertente 😉

Per fortuna, c’è come sempre il signor Bocconcino, troppo geniale nel trovare le soluzioni, anche se non sempre adatte e perfette.
Eh già servirebbe una pozione magica del signor Bocconcino, ma le cose non vanno come previsto 😉
E così in un pomeriggio in cui leggere diventa la cosa più importante da portare avanti, Dory si trova alle prese con una pecora nera che esce dal libro e la seguirà ovunque.
Con questa pecora nera ci troveremo catapultati in una fattoria dove la nostra piccola amica chiederà l’aiuto di Bocconcino per ottenere una Pozione Magica di Lettura e dove incontrerà la signora Arraffagracchi che vorrà, invece, rubare degli animali.

Dory ancora una volta,
ci travolge con avventure
e divertimento assicurati.

e ovviamnete ancora una volta,
realtà e immaginazione si uniscono e si mescolano.

Io penso che questa serie e in particolar modo quest’ultimo libro possa diventare la chiave che farà capire e amare la lettura a tutti i piccoli lettori, che come Dory, si sentono schiacciati dal peso di non riuscirci.
Talvolta basta davvero poco per far scattare quella scintilla che può davvero fare la differenza…Forse forse potrebbe proprio Dory a farla accendere. 😉

Mi rimane solo da dire, nel caso non sia trapelato 😀 che Dory Fantasmagorica è incontenibile come la sua fantasia, che leggendola sarà anche come fare un viaggio sui pensieri dei vostri bambini piccoli, distratti, confusionari, combina guai.
Idee mirabolanti, spericolate, vedono cose che noi non vediamo, si entusiasmano per cose che noi non capiamo..sarà un viaggio davvero bello anche per i grandi!

Dory PIACE perchè?

Beh, perchè assomiglia alle bambine e ai bambini che conosciamo, desiderosi di vivere avventure e pronti a trasformare in narrazioni fantastiche ogni nuova esperienza o persona incontrata.
Si presta bene a una lettura autonoma dai 7-8 anni, a una lettura ad alta voce già a partire dai 5.

Buon divertimento,… leggendo 😉
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Dory
fantasmagorica

Abby Hanlon

Abby Hanlon

Abby Hanlon

L’accalappialuna – Barroux

“Il mio nonno ha una casa in cima alla collina,
tre peli sulla zucca e un sacco di storie da raccontare.
Ha sempre in testa il suo cappellino rosso.
Un giorno, prima o poi, fra tanto tempo, me lo regalerà.”

Il nonno di questo bambino vive in una piccola casa arroccata. Un pò come lui.
Il simpatico nonnino porta sempre, sulla sua testa, un piccolo cappello rosso che non separa mai…e dentro la sua testa, miglia di storie folli e ricordi incredibili che condivide con suo nipote.

Agli occhi del bimbo il suo “rifugio” è magico, ci sono dappertutto i ricordi delle sue avventure, dal pavimento al soffitto, dalla cantina alla soffitta.

“Lui dice che è stato un addestratore di gnu,
di mamuth e di orsi artigliati.
E io gli credo.”

L’accalappialuna di Barroux, illustrato magnificamente da‎ Séverine Vidal è edito in Italia da Edizioni Clichy ed è quasi difficile descriverlo con le parole data l’alchimia che si instaura tra queste due persone, l’affetto che li lega è qualcosa di unico e straordinario.
Il piccolo protagonista di questa storia: un bambino che vede nel nonno con l’inseparabile cappellino rosso il suo supereroe, colui che ha inventato le uova lisce e rotonde (prima erano quadrate), che per sbaglio una volta ha pescato una sirena e lo sai ragazzo mio, quanto ha cantato…., che raccoglie le cose rotte e le trasforma in oggetti magici.

Tutte queste storie, suo nipote potrebbe ascoltare per ore, ne beve ogni singola parola, non mette in dubbio niente, perché il nonno è capace di farlo ridere costruendo macchine pazze per farlo volare e quando va a pescare con suo nonno, è sempre lì con la speranza segreta di incontrare Denise, la sirena, che un tempo aveva deliziato suo nonno con la sua voce magica.

Un affetto destinato a crescere negli anni, fino a quando il nonno, stanco, consegna il cappellino rosso al nipote, come fosse un passaggio di testimone, e con la stessa tenerezza il nipote, racconterà le sue meravigliose avventure, le sue invenzioni sbagliate, i suoi record del mondo… al suo caro nonno desideroso di storie e di amore.
È ora il suo turno di raccontare o disegnare storie esilaranti.

Ma avrebbe potuto farlo senza questo nonno con un’immaginazione traboccante?
Tutto è detto in questo bellissimo album con contorni poetici, il legame privilegiato tra le generazioni, la forza della fantasia, l’importanza della trasmissione, la leggenda di famiglia che ci aiuta a crescere.

Con il testo modesto e meravigliosamente malinconico di Séverine Vidal, possiamo trovare le illustrazioni di Barroux leggermente ombreggiate e leggermente sfocate. Se le parole ci portano in storie per dormire, le immagini di profondo blu ci immergono in sogni d’oro.
L’accalappialuna con grandi tavole a doppia pagina dai bei colori, è uno di quegli album dolci e belli allo stesso tempo, come previsto, un po ‘divertente e un po’ triste anche come nella vita ❤

Un libro ricco di dolcezza e di vita da gustare da 4 anni!
Puoi acquistare il libro QUI:

L’accalappialuna. Ediz. illustrata

Barroux, Séverine

Giochi d’Arte di Hervé Tullet

Cosa accade quando un bimbo gira le pagine di questo libro?
Che tipo di scenario apparirà? Quale mondo fantastico?
Quale opera d’arte si nasconde dietro ogni pagina, dietro ogni buco, dietro ogni chiazza colorata?
Sicuramente un gioco, una danza di forme e di linee.. la poesia visiva di Hervé Tullet torna nuovamente a stupire con la sua immensa spontaneità!

Giochi d’Arte è la versione italiana, pubblicata da L’Ippocampo, di The Big Book of Art, di Hervé Tullet, edito da Phaidon nel 2013, ed è il capolavoro di tutti i bambini. È un libro di libertà, di creatività, di espressione, di fantasia.

Si vede il potere di questo libro appena aperto:
qualsiasi bambino ne rimane catturato e potrebbe anche rimanere un’ora a sfogliare, ridere e creare.

Realizzato in pagine cartonate e rilegatura a spirale, Giochi d’Arte è l’ennesimo progetto di grafica e cartotecnica in cui riconosciamo la caratteristica principale dello stile di Tullet: la creatività è servita sul piatto d’argento per ogni bambino che vuole giocare, inventare, scoprire. Voltando le pagine animate dai tagli laser e mischiando le opere a piacere, il bambino impara a crearne di proprie dando sfogo alla sua fantasia.

Invece di sedere e, come di solito accade, ascoltare le parole del libro che viene loro sottoposto, i bambini che hanno in mano un libro di Tullet sono autorizzati ad afferrare, rivoltare sottosopra e scuotere il loro libro come più li aggrada. Sebbene questo titolo sia rivolto a un pubblico prescolare, la sua genialità non lascerà indifferenti i lettori di ogni età (anche dai 2 anni).

I bambini vogliono sapere tutto e non hanno pregiudizi.
Essi, più sono piccoli e più sono aperti.
Tutto è comprensibile
ed è in grado di comunicare per loro
con un vasto repertorio di strumenti.
Tutto quello che dovete fare è mostrare qualcosa,
per farla diventare l’inizio di una nuova cosa.
Tullet

Chiazze, scarabocchi, campiture, tutte le forme e i materiali utilizzati nel libro sono accessibili per i bambini poiché essi sono creati nello stesso modo in cui un bambino li immaginerebbe. La forza di questo libro, secondo lo stesso Tullet, non risiede nella tecnica o nel “bel disegno” ma nel suo essere raggiungibile. La semplicità incoraggia i bambini a sentirsi meno intimiditi quando si esprimono e a fargli sentire che anche loro possono produrre arte.

“Ho costruito questo libro in cinque parti divise: scarabocchi, forme, colori, lettere e segni. È una sorta di dizionario per gli occhi, nonché un dizionario per il bambino prima che questi diventi un lettore”.
ha affermato l’autore.

Nato ad Avranches nel 1958 e residente a Parigi, Hervé Tullet ha studiato Arti plastiche e decorative prima di lavorare per la comunicazione e la pubblicità. Il suo primo libro per bambini risale al 1994, e in breve la sua abilità nel proporre libri sorprendenti e stimolanti lo ha reso famoso.
Il suo super best seller “Un libro” è stato tradotto in ventisette lingue e gli ha consentito di vincere, fra l’altro, il Premio Andersen come Miglior libro fatto ad arte.

Come abbiamo detto, contrariamente a quanto avviene con la maggior parte degli altri libri, anche di quelli per bambini, i libri di Tullet sono pensati per essere afferrati, ribaltati, scossi e maneggiati nei modi più diversi. La sorpresa, infatti, è in attesa dietro ogni pagina, e Giochi d’arte non fa eccezione.

Ogni pagina del libro è divisa in due metà, in stile flip-book, che invitano i piccoli artisti a mescolare e abbinare le loro visioni artistiche in totale libertà. Il piccolo lettore crea centinaia di opere a piacere, seguendo istinto e fantasia, girando le pagine ricche di colori, disegni, forme, colori, scarabocchi e lettere.
Nel grande libro Giochi d’Arte, c’è sempre una sorta di nuova costellazione in corso che lo rende coinvolgente e super divertente.
Questo libro insegna alle giovani menti a pensare in modo creativo, indipendente e creativo.

Dopo centinaia di combinazioni, dopo aver immaginato e viaggiato sulle ali della libertà e dell’arte proviamo a prendere un bel foglio tanti pennarelli o pennelli e creiamo pure noi con i bambini nella magia della creatività!

PUOI ACQUISTARE IL LIBRO QUI:

Giochi d’arte. Ediz. a spirale

Hervé Tullet

 

i libri imperdibili:
Colori – Un libro che parla direttamente al lettore in modo da coinvolgerlo in un viaggio sensoriale ed esplorativo alla scoperta del mondo dei colori. Attraverso l’uso sapiente delle dita che si trasformano in pennelli, i bambini (dai tre anni) sono invitati a toccare e “dipingere” le pagine, in modo da vivere in prima persona la magia dei colori primari che si trasformano in secondari e via dicendo. Un piccolo capolavoro; un libro coinvolgente e interattivo, originale e stimolante che non può mancare nella biblioteca di famiglia e in quella scolastica (Vai alla scheda e alla recensione del libro).

Un libro – Geniale e coinvolgente, Un libro è considerato uno dei capolavori di Hervé Tullet. Si tratta di un libro-gioco che coinvolge gli adulti e i bambini, stimolando le capacità narrative di questi ultimi in maniera creativa e originale. Davvero sorprendente risulta l’interazione tra il bambino e le pagine del libro. Indispensabile e immancabile a casa e a scuola.

Un gioco – l’autore ha trovato un nuovo modo per costruire l’interazione tra il libro e il lettore: qui il pallino diventa un personaggio con sentimenti ed emozioni, che esprime le sue paure e i suoi desideri incoraggiando il bambino a giocare insieme.
Il bambino è invitato a seguire la linea nera con il dito per guidare il punto giallo attraverso il libro.
Per fare questo si deve rispondere alle domande, giocare a nascondino, ottenere su un giro, passando ostacoli, recitare una formula magica …

Si tratta di un libro pieno di magia, gioia per i bambini ma anche per i bambini più grandi, è essenzialmente un “oggetto- libro interattivo “, nelle parole dell’autore, e un supporto magico per giocare.

Hervé Tullet e i laboratori: La fabbrica dei colori
La fabbrica dei colori. I laboratori è il titolo del nuovo libro dell’illustratore francese: un vero e proprio manuale per l’allestimento e la realizzazione di fantastici e coinvolgenti laboratori artistici e creativi rivolto a insegnanti, educatori, animatori, genitori e fratelli maggiori.

Si tratta di laboratori e workshop di grande successo che Hervé Tullet ha realizzato nel corso degli anni in tutto il mondo. Ogni attività viene illustrata in maniera esaustiva, a cominciare dai materiali necessari e dalle istruzioni fondamentali, cui si aggiungono esempi e immagini che aiutano nella preparazione e nella realizzazione del laboratorio.

Il libro diventa così una preziosa fonte di ispirazione per poter progettare attività creative in vari contesti ludico-educativi (Vai alla scheda e alla recensione del libro).

Il figlio unico – Guojing

Siamo in Cina, una bambina lasciata sola a casa esce per andare dalla nonna.
Durante il tragitto si perde.. Che paura!
Ma poiché di una favola si tratta, ecco apparire un maestoso cervo che la aiuta e che la porta in un mondo soffice e fantastico sopra le nuvole.

Qui la bambina incontrerà altri adorabili personaggi,
si lancerà in avventure incredibili,
riderà, si addormenterà, avrà di nuovo paura.
Per fortuna il cervo magico è sempre lì a proteggerla, per poi riaccompagnarla sulla via di casa.

Il figlio unico è un silent book surreale e poetico, pubblicato da Mondadori, illustrato da Guojing, che ha raccontato questa storia partendo da una esperienza vissuta personalmente.
Infatti l’autrice si è ispirata a un fatto reale della sua infanzia, quando in Cina era in vigore la politica del figlio unico (che da pochissimo non è più in vigore) e i bambini fin da piccoli erano abituati alla solitudine. Un retroscena che si scopre dalla prefazione perché nel resto del libro non ci sono parole.

Guojing, vuole trasmetterci fin dalle primissime illustrazioni proprio il senso di isolamento e solitudine da lei provato, quando i suoi genitori erano costretti a lasciarla sola in casa per andare al lavoro.
Questa realtà sofferta trova la sua cura nella creatività:
la magia della fantasia è quindi per la bambina – e per l’autrice – l’antidoto ideale contro l’assenza, perché popola il mondo di creature con le quali condividere, in silenzio, le proprie emozioni.

Le illustrazioni sono in bianco e nero e sono fatte di linee morbide dai contorni incerti, che rendono perfettamente l’atmosfera trasognata ed emotivamente intensa della storia.
Sono illustrazioni che arrivano dirette e riescono a raccontare e a suggerire ogni emozione, dalla paura allo stupore, dal senso di libertà alla nostalgia.
Si può inventare un commento alle immagini per guidare l’attenzione dei bambini. Oppure decidere di sfogliarlo insieme in silenzio, lasciandoli liberi di seguire la storia nella loro testa e aspettando domande e considerazioni.

Questo libro mi sento di consigliarlo si a bambini sopra i 5 anni, ma anche per noi genitori..è un mix speciale e ricco di emozioni, ogni disegno, ogni pagina se vi lascerete trasportare come ha fatto la bimba, sulle ali della fantasia, vi regalerà lacrime dai mille sapori.. perchè vi ritroverete a respirare a vivere le emozioni della piccola protagonista, insomma emozioni uniche!

E se vi state chiedendo “Ma come fai a dire che è una poesia: non ci sono parole, qui: solo disegni!

Effettivamente come già detto, nel libro che consigliamo, a parte la breve introduzione dell’autrice, di parole non ce ne sono affatto.

Il figlio unico, osannato dal Wall street Journal come il miglior libro dell’anno, è proprio poesia disegnata, una poesia che parla direttamente al cuore raccontandoci una storia, lunga ben 112 pagine, con garbo, in silenzio.

Buona lettura e buon viaggio sulle ali della fantasia
Puoi acquistare il libro qui:

Il figlio unico. Ediz. illustrata

Guojing

Siamo tutti un po’ orsi un po’ porcospini – Francesca Romano

Ci sono momenti nella vita nei quali, leggere un libro è come mettersi una coperta sulle spalle in un giorno di pioggia, e pagina dopo pagina accocolati sul divano senti il cuore scaldarsi di magia.

Queste sono state le sensazioni che ho avuto leggendo il libro Siamo tutti un po’ orsi un po’ porcospini di Francesca Romano edito I Buoni Cugini Editori inoltre a rendere ancora più coinvolgenti le favole ci sono le delicate illustrazioni di Dafne Zaffuto.
Come raccontato nel retro di copertina questo libro nasce dal cuore di una mamma e dalla fantasia di quando era una piccola ragazzina dagli occhi grandi e dalla fervida immaginazione, che desiderava diventare una famosa scrittrice…(forse anche per questo è magico) 😉

Ora Francesca è mamma e come spesso capita le strade della vita l’hanno condotta in altre direzioni, ma fortunatamente ha conservato il suo sogno!

Siamo tutti un po’ orsi un po’ porcospini mette i primi germogli proprio grazie alle favole che Francesca raccontava ai suoi bambini quand’erano un po’ più piccini, ogni sera infatti le inventava di sana pianta viaggiando sulle ali della fantasia con loro.
Nasce proprio così questa raccolta di 9 favole che hanno come protagonisti orsi, querce, fiori, principesse, corpi celesti..tutti simbolicamente si trovano ad affrontare prove comuni a molti di noi.

Ogni storia ha al centro temi importanti presi dalla vita che viviamo ogni giorno, avvolti però dalla tipica atmosfera della favola. I racconti trattano con leggerezza, e con un linguaggio delicato i tanti sentimenti e le emozioni messe in gioco e non a caso, l’autrice parla di amore, della ricerca della felicità, l’accettazione dell’altro e di come, a volte, certi comportamenti un po’ troppo altezzosi possano allontanare le persone che ci vogliono bene.

Come afferma Francesca “Quasi ogni favola è ispirata a persone a me care, che rivestono alcune caratteristiche dei protagonisti, per esempio il porcospino, ricoperto da aculei cela in realtà il suo animo tenero, l’orso considerato morbido e giocherellone, è anche un animale forte dalle grosse responsabilità, da qui il titolo: “Siamo tutti un po’ orsi, un po’ porcospini”.

Penso proprio che questo piccolo libro porti con sè la grande capacità di scaldare il cuore, di far riflettere grandi e piccini, sopratutto se il libro viene letto in coppia sulle ali della fantasia, per approdare a mondi animati da personaggi fantastici. La storia che particolarmente mi è rimasta nel cuore è VerAmika, sarà per le querce protagoniste che da sempre mi affascinano per la loro maestosità, sarà per la storia di vera Amicizia che racconta..
E voi, quale porterete nel cuore, da quale storia vi farete riscaldare questo inverno?

Buona lettura 🙂
Puoi acquistare il libro QUI

Siamo tutti un po’ orsi, un po’ porcospini

Francesca Romano

L’inventafavole… per liberare la Fantasia!

Facciamo una gara di fantasia?
Sono certa che tutti noi ne abbiamo un mucchio, grandi e piccini e pure i nonni sia inteso! 😉
Se volete mettervi alla prova, c’è un libro-gioco che fa per voi. Si chiama L’inventafavole ed è edito da Il Barbagianni.

Che cos’è?
L’Invetafavole è un originale libro-non libro davvero rivoluzionario:
composto da 37 grandi e bellissime carte da gioco, con illustrazioni piene di poesia e fatte apposta per accendere l’immaginazione, da girare una dopo l’altra per inventare fiabe e raccontarle a voce alta, aggiungendo particolari via via che il gioco procede.

Un gioco TUTTO da inventare e reinventare

“Mamma, mi inventi una storia?” quante volte sentiamo questa richiesta!?
Come se i libri a disposizione non bastassero. Eppure le storie inventate, un po’ personalizzate, in cui volendo i bambini possono entrare e cambiare qualcosa, sono decisamente più belle… si lancia la fantasia a briglia sciolta, ispirati da una immagine che a volte dice tanto e a volte poco, pronta per adeguarsi al nostro racconto.

L’autore è Claudio Pallottini, affiancato da un illustratore di assoluto talento come Mauro De Luca.
In un libretto di accompagnamento al mazzo di carte, Claudio Pallottini spiega com’è nato questo gioco, e lo fa narrando una breve, toccante fiaba sulla sua infanzia. L’autore spiega che nessuno gli ha mai raccontato una fiaba fino ai quattro anni, questo perché la sua mamma era muta e il suo papà non si sentiva in grado di farlo. La mamma allora aveva cercato un modo per esaudire il desiderio del suo bambino, e la soluzione era stata proprio un gioco: aveva disegnato delle carte con illustrazioni fiabesche che potessero essere di ispirazione e incoraggiamento per il marito e gliele aveva regalate, aggiungendo un biglietto con scritto “ora non avrai più scuse”.
E così il piccolo Claudio poté ascoltare le fiabe che il papà inventava un pezzetto per volta, voltando le carte realizzate dalla moglie.

La sua caratteristica principale?
Un gioco che… non ha regole, e che serve a inventare e raccontare mille volte mille diverse fiabe.

Come?
Basta estrarre una carta per partire sulle ali della fantasia…
“Cera una volta…” che cosa? Una principessa! Un castello! E poi un drago, un cavaliere, un bosco, un mago… Le carte suggeriscono un percorso, ma invitano anche a sovvertire le regole e, come veri “ingredienti” di una preparazione sorprendente, possono essere rimescolate e ricomposte a creare fiabe sempre nuove.

Il risultato?
Un gioco davvero creativo, e che cambia ogni volta. Perfetto per i genitori, i nonni, ma anche per le scuole, dove può essere un utile strumento educativo!

Puoi inventare una fiaba voltando le carte a caso, oppure usandone solo alcune. Puoi pescare una carta e raccontare la storia che ti viene in mente guardandola, e quando sei a corto di idee ne prendi un’altra e la colleghi alla prima. Oppure puoi guardare le carte e scegliere quelle che ti sembra possano essere collegate tra loro per tessere una trama avvincente. È un gioco, l’importante è che tu ti diverta! 😉

I bambini più cresciutelli possono giocare da soli, con i genitori o con i nonni, a scuola o con i vicini di casa, o anche per animare una cena tra amici.
Dopotutto, ogni momento è buono per concedersi una fiaba sulle ali della fantasia!
Un mago, un re, il bosco, una principessa … estrai una carta e inventa la tua storia. 😉

Puoi acquistare o regalarle da QUI!

L’Inventafavole 1

L’Inventafavole

Claudio Pallottini

 

L’Inventafavole 2

L’inventafavole 2

Claudio Pallottini

La Fabbrica dei Colori – Hervé Tullet

“Da sempre mi rifiuto di imporre l’esercizio del bel disegno.
Intuito e istinto guidano i bambini nell’atto creativo ”
HERVE’ TULLET

Lasciare la possibilità ai bambini di esprimersi liberamente, semplicemente incanalando la loro immaginazione. Un principio che può sembrare scontato, ma per nulla semplice da rispettare.
Scrive Tullet nell’introduzione:
“Mentre gioco con loro, accelerando ritmo e dando una lista di consegne vaghe,
i bambini finiscono per dimenticare i loro complessi e le loro inibizioni”.

E’ da questo presupposto che è nato il libro La Fabbrica dei Colori – i laboratori  di Hervé Tullet edito da L’ippocampo.
Lui celebre artista e autore di albi per l’infanzia spiega pagina dopo pagina come allestire i migliori laboratori artistici per bambini che lui stesso ha selezionato e organizzato in giro per il mondo.

Giocare con i colori. Sì, ma non disegnare semplicemente. Con la fantasia di Tullet e questo libro potrete intrattenere i bambini e dare spazio alla fantasia.
Per ciascuna proposta Tullet Hervé indica il materiale necessario e dà istruzioni precise affinché l’evento si riveli un successo.
Esempi e fotografie illustrano e guidano lo svolgimento delle varie attività. Ogni iniziativa è stata scelta per stimolare la fantasia dei bambini, favorire il lavoro di gruppo, senza richiedere particolari abilità artistiche.

La fabbrica dei colori è assolutamente una fonte di ispirazione per piccoli o grandi laboratori con i bambini!
Colori e pennelli prendono vita nelle mani dei bambini, metri di bianco si riempiono di puntini e di cerchi, per trasformarsi poi in grandi campi fioriti!
Tra l’altro uno dei laboratori più famosi e amati dell’artista francese è proprio Il Prato Fiorito, in cui i bambini danno vita, partendo da un puntino piccolissimo, a una gigantesca distesa di fiori colorati realizzati con macchie, cerchi, spruzzi di colore, pennellate veloci. Anche in questo caso la partecipazione dei bambini è massima e, dopo un iniziale stupore, non vedono l’ora che arrivi il comando STOP! CAMBIATE POSTO, per muoversi e proseguire sul foglio di un altro il lavoro.

Insomma, vien da sè capire che è una meraviglia disegnare liberi, a ritmo di musica, in un continuo movimento tra frequenti cambi di posto, pennelli lasciati cadere e la libertà di sporcarsi con i colori, sui fogli rimane traccia di un lavoro collettivo in cui si sono composte fantasia e spontaneità con il rispetto degli spazi di tutti.

“I bambini vogliono sapere tutto e non hanno pregiudizi.
Essi, più sono piccoli e più sono aperti.
Tutto è comprensibile ed è in grado di comunicare
per loro con un vasto repertorio di strumenti.
Tutto quello che dovete fare è mostrare qualcosa,
per farla diventare l’inizio di una nuova cosa.”

La fabbrica dei colori – i Laboratori è un ottimo “strumento” per cambiare la routine quotidiana e darle colore!
Non è un albo illustrato, No! E’ una vera e propria guida per divertirsi con i bambini facendo emergere la loro vena creativa. Dedicato a famiglie, genitori, insegnanti, educatori.
Vi posso assicurare, ma se già conoscete Tullet lo saprete, questo libro sarà una grande fonte di ispirazione per numerose attività in casa, a scuola o per una festa con i bambini.

Buon divertimento in libertà, con i colori!

>Puoi acquistare il libro qui:

La fabbrica dei colori. I laboratori di Hervè Tullet

Tullet Hervè

Lea e l’elefante… una storia di Amicizia – Kim Sena

C’era una volta Lea, una bimba dai grandi occhi scuri, la camicetta con il fiocco e le scarpe lucide con il cinturino. Lea aveva proprio tutto: una bella casa, tanti giocattoli, persino una coroncina da mettere sul capo. Ma, nonostante tutte le belle cose che possedeva, la sua testa continuava a essere vuota e sopratutto lei non è felice.
Le giornate sono noiose e monotone. Un giorno riesce a parlare con un elefante che da tempo spiava dalla sua finestra e a diventarne amica.  Lo porta a casa, gli offre cibo e giochi, gli mostra i suoi tesori e cerca di stupirlo, ma ad un certo punto l’elefante chiede di poter tornare all’aperto dai suoi amici… decide allora di promettergli qualcosa di davvero eccezionale: lo farà volare.

Basterà che lui, tutto dipinto di bianco, si alleni correndo ogni giorno con un palloncino rosso legato sulla proboscide. La fiducia è talmente tanta che l’elefantino prova e riprova, ma questa non è la favola di Dumbo e il povero cucciolo non ottiene alcun successo. Anzi rimane sempre più solo e lontano dai propri amici.

Lea e l’elefante ci racconta una storia di amicizia, per bambini, scritto da Kim Sena (per Orecchio Acerbo Editore), giovane illustratrice di Seul. Dopo il grande successo di “Renna Bianca“, esce nelle libreria questo suo nuovo romanzo caratterizzato dai meravigliosi disegni a matita, che rendono il libro un meraviglioso gioiellino da poter legger con i proprio bimbi.

Un formato verticale molto grande, perfetto per rendere piena giustizia alle illustrazioni e alle parole, dove la piccola ed elegante sono la dimostrazione che il possedere e accumulare tanti oggetti costosi non riempie il vuoto che un amico può colmare.
Lea, nella sua reggia e con i suoi oggetti ricercati crede di avere le chiavi per la felicità ma è l’elefante a farle capire che i beni materiali sono destinati a distruggersi e rompersi mentre un legame d’affetto non conosce il logorio del tempo e la polvere.

Le splendide illustrazioni sfumate in grigio con tratti leggeri accompagnano in un mondo fantastico che va oltre l’apparenza e insegna che in due è più facile volare. Un albo stupendo da ogni punto di vista.
Dalla copertina alle pagine interne, l’unica nota di colore è rappresentata da un palloncino rosso, simbolo della vita che vuole altra vita e della fuga dall’isolamento.

Lea vuole rendere speciale il suo nuovo amico: lo dipinge di bianco, gli lega il palloncino alla punta della proboscide. Lui ci prova ad alzarsi da terra, ma niente e niente, non riesce a volare.
E intanto, con l’abilità di chi sa narrare attraverso immagini e dettagli, Sena ci mostra un accenno di sorriso sul volto di Lea e un velo di tristezza, ora, negli occhi dell’elefante.
Adesso è lui ad essersi abbandonato sul grande divano ed è sempre lui a guardare da una finestra la vita che scorre senza che vi partecipi, con gli amici elefanti a rotolarsi nel fango.
Una raffica fortissima di vento spazza via la grande casa, il dentro capace di imprigionare e separare dalla vera vita, che per sua natura ha bisogno degli altri, dell’incontro, della comunità.

I pastelli compaiono sullo sfondo, colorano di rosa le guance di Lea, rendono gli sguardi più attenti, sembra quasi che i due sorridano con gli occhi.

L’amicizia è basata sulla gratuità, non ha prezzo,
non si compra con la promessa di far volare qualcuno.

Così, ad un certo punto, sparisce pure il palloncino rosso: non ha più senso, non serve più.
Perchè è questo il messaggio che scopriranno entrambi, non c’è bisogno di promettere l’impossibile per volersi bene e fare amicizia, ne’ di tanti oggetti belli e costosi per riempire un vuoto che solo un amico può colmare.
Molto meglio è giocare insieme.
Perché, come dice l’elefante a Lea, ”anche se non sei così tanto speciale, noi due siamo amici’‘.
E allora, anche volare sarà possibile.

Lea e l’elefante con poche ma efficaci parole, racconta non solo una storia, ma insegna qualcosa che arriva al cuore.
Il suo racconto, con grande semplicità e limpidezza, parla di solitudine e di amicizia, di insicurezze e di chi riesce a farcele mettere da parte.
Lea e l’elefante pagina dopo pagina racconta proprio ciò che provano oggi molti bambini. Spiega infatti come una bambina può sentirsi sola anche se è circondata da mille giochi, sottolineando l’incapacità degli oggetti di riempire un vuoto che solamente l’amicizia può colmare.

“Da sola puoi farcela, ma se staremo vicini, io potrò sempre aiutarti”

A chi vuole andare oltre l’apparenza,
A chi ama volare con la fantasia
A chi cerca, in una semplice storia, la vera amicizia.
Buona lettura!

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Lea e l’elefante. Ediz. a colori

Kim Sena

La Piccola No-E-Poi-no

“Ogni notte, poco dopo essersi addormentata, la piccola si sveglia
e si chiede se il giorno sia già sorto..
… Ogni notte gli ripete: “Giorno non gironzolare troppo a lungo. Vieni presto”

Spesso capita ai piccoli di aver paura del buio e si sentono piccoli e spaventati.
Vi ricordate quando, da bambini, avevate timore di qualcosa? Avreste tanto voluto un metodo per far passare la paura, non è vero? Il libro La piccola No-E-Poi-No di Irena Štusej ed edito da Picarona è una favola moderna che grazie anche alle illustrazioni stupende di Kristina Krhin la piccola protagonista ci rivela che la fonte del suo malessere deriva dalle favole classiche che la mamma le legge prima di andare a dormire.

A pensarci bene, quante volte le nostre mamme raccontavano a noi e noi leggiamo ai nostri figli quel famoso C’era una volta… Tanto tempo fa, in un paese molto lontano,….
Parole magiche che ci portano, come per incanto nel mondo della fantasia, dove tutto è possibile, dove regna il linguaggio delle emozioni e la realtà magicamente acquista le forme più svariate, a volte crudeli, a volte magnifiche…sopratutto se questo c’era una volta è legato alle più note favole della nostra tradizione, come quelle dei Fratelli Grimm, per esempio e talvolta risultano essere tutt’altro che confortevoli ma popolate, invece, da streghe, genitori che abbandonano i figli, lupi che mangiano le nonne, e spesso può capitare che risultino essere poco digeribili per un bambino prima di andare a letto.

Dobbiamo sapere che La fiaba parla la stessa lingua del bambino, arriva direttamente al suo mondo inconscio, senza mezze misure, lo accompagna tra forti emozioni e lo aiuta ad affrontare i problemi umani universali, soprattutto quelli che occupano la sua mente (la gelosia tra fratelli, sentimenti ambivalenti verso i genitori, la paura del buio, la paura di diventare grande, ecc) . Il linguaggio
della fiaba si rivolge direttamente all’ Io in erba del bambino, e ne incoraggia lo sviluppo, placando allo stesso tempo pressioni emotive interne consce e inconsce.

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.
– G. Chesterton

Fortunatamente mai come oggi, di fronte al dominio incontrastato di internet e della televisione, la lettura, che è anche disciplina interiore della parola e dei significati che ad essa diamo, è l’unico strumento che fa crescere liberi, che rinsalda i legami affettivi e offre contenuti veri alla vita quotidiana. Il bambino che, attraverso la fiaba, entra in contatto con il mondo, ha ottime possibilità di diventare un adulto veramente libero


Anche nel libro, la mamma della piccola No-e-poi-No sà che i libri parlano con il linguaggio delle fiabe per raccontare la verità, ma nello stesso tempo aiutano gli adulti a parlare con i bambini.
Per sconfiggere la paura del buio valgono ancora tutti gli escamotage che i genitori usavano per noi da piccoli: porta aperta, lucina accesa, pupazzetto che fa compagnia, etc. Ma più di tutto è importante, però, trovare anche delle modalità attraverso le quali il bambino possa rivalutare il buio in chiave positiva, ad esempio con un favola.
…mi piace ricordare che la paura in genere o la paura del buio, come capita nel libro La piccola No-e-poi-No fa parte di un normale percorso di crescita e come tale va affrontato e condiviso insieme a mamma e papà, esorcizzando insieme la paura attraverso le favole e i giochi.
Non ha senso sdrammatizzarle o dire che non esistono: per i bambini ci sono e sono reali. A mio parere è molto più opportuno invece attivare strategie di ascolto e di accoglimento che i piccoli ci raccontano. Alle volte il solo fatto di poter contare su qualcuno che ascolta e che cerca di comprendere ciò che proviamo, ci aiuta a sentirci più protetti e sicuri!
Ed è così che ad entrare dalla finestra sarà un giorno magnifico.

Buona lettura

Se ti piace il libro puoi acquistarlo QUI:

La piccola No-e-poi-no

Irena Stusej

 

Petra …e molto di più!

“Non c’è nulla che possa spostarmi”

Petra è un sasso. No no, Petra è molto di più:
eh già è una montagna che nessuno può spostare,
anzi no, è un uovo liscio da cui possono uscire esseri meravigliosi,
Oooh guarda bene, Petra è un’isola del Paradiso in mezzo al mare infinito!!!
Petra è tutte queste cose, ma è anche molto di più, e con l’aiuto della fantasia… cosa sarà domani?

Petra è, come dice giustamente il suo nome, una pietra. Che dalla sua però ha una grande fantasia e quindi viaggia immaginandosi ruoli diversi: una montagna, un uovo, un’isola. La sua capacità di lasciare di stucco, anzi di sasso, 😉 chi la osserva si moltiplica quando incontra la fantasia di una bambina che la dipinge regalandole nuove identità.

Petra è un bellissimo albo illustrato di Marianna Coppo ed edito da Lapis Edizioni ci racconta la storia di un semplice sasso, un sasso SOLITARIO, ma come abbiamo detto, non un semplice sasso, lei è tante cose… durante le sue straordinarie giornate la sassolina ama giocare con la fantasia e trasformarsi.. talvolta potrà sembrare una montagna? forse un’isola? Qualunque cosa sia, Petra ti stupirà!
E’ così divertente cambiare la propria identità.

Un giorno le si avvicina un cane curioso che prende una cotta per lei e decide di sradicarla dal luogo in cui si trova da sempre.
Petra viene spinta in un ambiente completamente nuovo, come farà ad adattarsi?
Che ne sarà ora di lei e della sua solitudine?
Le illustrazioni sottili e sobrie di Marianna Coppo sono incantevoli e donano carattere e consistenza alla storia.
Basta guardare gli occhioni dell’adorabile pietra per innamorarsene fin dal primo sguardo.

L’espressività di quei due grandi occhi e la piccola bocca, racchiudono tutto ciò che è grande circa questo personaggio assolutamente adorabile.
Una storia semplice ma potente, che illustra chiaramente il potere della prospettiva e la forza della nostra immaginazione.

L’albo è costruito in modo da fa comprendere al lettore il punto di vista e la relatività data dal punto d’osservazione: Petra si immagina montagna e troneggia a tutta pagina, ma appena compare un cane eccola ridimensionarsi alla sua giusta misura: tutto dipende da dove si guarda!

Questo albo, pagina dopo pagina ci mostra come talvolta basti cambiare la prospettiva per scoprire un mondo nuovo.

Petra di Marianna Coppo è un libro per bambini che amano giocare con la fantasia.
Perchè la sua forma non cambia, ma lei si trasforma in relazione con il mondo esterno.

Questo libro si presta benissimo anche ad un laboratorio con i bambini.

Cos’è Petra?
Una montagna?
Un uovo?
Un’isola?
Petra non è nulla di tutto questo, eppure lo può diventare.
Ecco quindi che i bambini, tra fogli, pennarelli e pastelli colorati, daranno sfogo alla loro fantasia per inventare tante diverse identità di Petra.
Oppure può ispirare a fare tante piccole rocce da compagnia e incoraggiare ogni bambini a fare la sua Petra.
Perché noi siamo molto più di quello che vediamo: siamo ciò che immaginiamo!

Se ti piace il libri puoi acquistarlo QUI:

Petra

Marianna Coppo