E’ solo una storia di… LUPI – Véronique Caplain

E’ mercoledì e come ogni mercoledì…
In salotto i piccoli hanno già scelto un libro.
“E’ una storia di lupi!”
“Oh, non vi spaventerete?”
risponde papà un po’ preoccupato.

“E’ proprio quello che vogliamo!
Noi amiamo essere terrorizzati!”

Di mercoledì tocca a papà capra fare il bucato, occuparsi della casa e accudire i piccoli capretti. Prima di leggere loro una storia, mette in forno la torta e poi si siede e apre il libro che i suoi figli hanno scelto. E’ una storia di lupi che i piccoli hanno scelto apposta per spaventarsi, per provare forti emozioni.

Inizia così E’ solo una storia di… LUPI di Véronique Caplain edito da Valentina Edizioni, un albo sulla paura sentita e affrontata nell’ambiente protetto e sicuro che è la propria casa.
La paura, si sa, è contagiosa e, se la suggestione si mette in mezzo, se ne prova sempre di più.
E a poche pagine dall’inizio della storia… vengono accontentati. Succede infatti che i rumori descritti nel libro, il libro con un lupo che si aggirava furtivamente nel bosco ed era molto molto affamato, si sentono – ahimè – anche fuori dalla casa dei capretti.

Clack Clack! Ma per fortuna era solo una persiana che si era sganciata.

Click Clack! Ma per fortuna ero solo Violet, che stava chiudendo la porta a chiave.

Toc Toc! Ma a bussare non è il lupo, come nella storia, è il postino…
E così via in un crescendo di suspense che vede i due caprettini sempre più spaventati.


Così, mentre papà capra legge, sembra che tutto quello che è nella storia succeda anche nella realtà. In casa si cominciano a sentire sinistri rumori che spaventano i piccoli. Papà capra, però, è pronto a rassicurarli subito.

Ma quando i rumori sembrano arrivare dal tetto, proprio mentre il lupo della storia cerca di entrare in una casa passando dal camino, il papà va a controllare, insieme ai caprettini che non vogliono restare soli e sono ormai terrorizzati. In soffitta non c’è alcun lupo, il rumore era quello di una finestra che sbatteva, ma ecco che all’improvviso si sente un terribile odore di bruciato.

Il lupo sta dando fuoco alla casa?
Come nel libro? Ma no.
È solo la torta al cioccolato che si è carbonizzata.
Tutto per colpa di uno stupido libro” si lamenta il papà.
È l’ultima volta che vi leggo una storia come questa!

Poi però i caprettini lo convincono a continuare e lui sta leggendo le ultime pagine quando all’improvviso ecco che …..si mette a piovere. Il papà corre fuori per ritirare il bucato ed è proprio in quel momento che intravede una sagoma nera tra gli alberi…
Non è che questo lupo, alla fine c’è davvero? Si chiedono i tre piccoli capretti e si chiedono i piccoli lettori. E quando tutto sembra negare l’ipotesi che nel bosco si aggiri un lupo cattivo, arriva il finale a sorpresa…!

“Ma come?
…E’ solo una storia,
nient’altro che una storia!”

Veronique Caplain e Grégoire Mabire hanno creato un divertente albo in cui il ritmo della narrazione è perfettamente sostenuto pagina dopo pagina dal dialogo tra testo e immagini. Ampie tavole attraenti e ricche di particolari si alternano a pagine scandite dall’alternanza di parole e piccole figure, mentre due doppie pagine illustrate trattengono il lettore nei due punti clou della storia.
Un bel libro da leggere ad alta voce, specialmente dai papà, per sperimentare insieme ai bambini la forza dell’immaginazione e della condivisione. 😉
Un bell’albo da osservare nei dettagli per godere dell’ironica ricchezza delle figure.
Una bella lettura per i bambini che amano le emozioni forti, i lupi, le storie un po’ a sorpresa.
Le illustrazioni sono simpatiche, il testo è divertente, anche se un po’ pauroso.
Adatto per bambini dai 3-4 anni, può piacere molto anche ai lettori più grandi!

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Luisa: Le avventure di una gallina

Cosa c’è di più buffo di una piccola pennuta avventuriera?
Luisa è curiosa, Luisa è in gamba, Luisa è coraggiosa, Luisa è leggiadra. Luisa è una gallina.
Una gallina che va per mare, va in città esotiche, va al circo.

La gallina, animale che per eccellenza immaginiamo pigro, sedentario, un po’ sciocco perfino, di sicuro poco incline al brivido dell’imprevisto.
Ma Luisa è una gallina speciale. Non come le sue compagne che amano chiocciare nell’aia e riposare sul soffice pagliericcio. A lei piace quando il cuore accelera il battito e – voilà – comincia la vera avventura!

E’ audace Luisa di sicuro…ad esempio quando balza senza indugio su una nave al porto in procinto di salpare e sopravvive sia ad un attacco dei bucanieri che ad un vero e proprio naufragio.

E, ancora, quando si fa ingaggiare come equilibrista del circo e col suo elegante e compito ombrellino rischia di cadere giù dritta dritta nella bocca di un leone.

Per non parlare di quando, durante la visita ad un bazar orientale, finisce catturata da un losco trafficante di galline e, col suo coraggio, fomenta un vera fuga collettiva verso la libertà.

Insomma, Luisa è un po’ così, imprudente e temeraria, impavida e sprezzante del rischio.

Ma quando gli eventi prendono una piega davvero brutta non può fare a meno di provare nostalgia per la sua fattoria, le sue sorelle e la vita placida e comoda della quale, puntualmente si priva.
Rinuncia tutto sommato breve, però, perché il fatto straordinario è che la nostra eroina alla sera, dopo le sue mirabolanti avventure, torna sempre a casa.

Alle domande curiose delle compagne le prime volte si schernisce un po’, come se le sue vicende fossero di poco conto. Ma non sempre. “Questa volta ve lo dico!”, decide Luisa alla fine della storia. E finalmente rende tutte le amiche partecipi delle sue peripezie.
E tutte, proprio tutte, palpiteranno di nuovo assieme a lei, e insieme a lei si addormenteranno poi, sfinite dalle fatiche degli avventurieri.

Un albo che delizia e diverte, che fa sorridere, immaginare.
Ogni avventura è anche una piccola celebrazione del potere magnifico della fantasia

Alla bellezza del libro Luisa – Le avventure di una gallina di Kate DiCamillo edito da Giunti, contribuiscono in gran parte le splendide illustrazioni di Harry Bliss, dotate di grande forza narrativa e di gustosa ironia.
Sono disegni dettagliati che raccontano là dove le parole si fermano e accennano soltanto, che giocano sui contrasti per divertire il lettore. Immagini in cui perdersi, seguendone le fila, i particolari, il tratto sicuro, le espressioni dei personaggi, perfino i capovolgimenti del libro ai quali costringono.

Attraverso 4 capitoli, 3 racconti e un epilogo, Luisa una gallina da allevamento, ci conduce verso l’avventura. Ciò che la spinge in lungo e in largo per il mondo è il principio assolutamente lecito e condivisibile della libertà.
Perchè dopotutto la nostra vita è la più straordinaria delle avventure.
E come ci ricorda la quarta di copertina, diceva Emily Dickinson
La speranza è quella cosa con le piume…

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Il nuovo nido dei piccoli Marsù – Benjamin Chaud

Voi li conoscete i Marsupilami?
Sono simpatici animali con la coda lunghissima, il manto simile a quello di un leopardo (con le macchie), buffe orecchie e un grande nasone. Somigliano un po’ a una scimmietta, un po’ a un cagnolino, e abitano in un nido costruito tra i rami.

“I Marsupilami hanno costruito il loro nido
al di sopra degli alberi, al riparo da ogni pericolo.
È un nido fatto come di deve,
né troppo grande, né troppo piccolo,
e soprattutto molto accogliente.

Un giorno una terribile tempesta
si abbatte sulla foresta.
Il nido va in pezzi e la famiglia Marsupilami
si disperde nell’aria.”

Il nuovo nido dei piccoli Marsù di Benjamin Chaud edito da Bohem press, racconta di un’avvincente avventura! Una storia semplice ma profonda, in cui la famiglia si trova senza più casa dopo una terribile tempesta che ha spazzato via il loro nido

Houbalalà” è l’esclamazione di Papà Marsù nel momento in cui afferra i suoi tre cuccioli giusto in tempo! Con Mamma Marsù si stringono tutti forte aspettando che il vento si plachi.
Ora, che fare? Sono senza casa!
Nessun problema” rassicura la mamma,
Troveremo un altro ramo o un altro luogo per rifare il nido

Inizia dunque il loro viaggio alla ricerca di un nuovo luogo dove vivere. Ma sembra proprio che nessuno degli animali della foresta sia disposto a condividere il suo spazio con loro.
Nessuno dei luoghi che nelle loro intenzioni sarebbe un ottimo nuovo nido è libero:
un albero è occupato dal leopardo, un altro è presidiato dagli uccelli. Anche le pietre sono di proprietà di qualcun altro, l’armadillo che prontamente li caccia. Persino tra i cactus c’è qualcuno: il porcospino. E anche l’ultima foglia appartiene alla rana.
Finché, il pericolo imminente creerà unione e collaborazione e i Marsupilani potranno costruire il loro nido in un luogo davvero insolito con tanti nuovi amici! 😉

Un libro originale, molto colorato, con disegni particolari che attirano l’attenzione e conquistano i lettori di ogni età. La giungla dei Marsupilami è un luogo un po’ speciale perché è la casa di tanti animali strani, animali che non si capisce bene cosa siano e animali che non dovrebbero trovarsi lì come i ricci 😀
Durante la lettura non potrete non essere affascinati e divertiti dalle lunghissime code dei Marsupilani. Ora diventano scale per scendere dal nido, ora si ingarbugliano e annodano tra loro, ora servono a restare sospesi ai rami, ora ad abbracciarsi e a tenersi stretti stretti nella bufera.

Quello di Chaud, anche se focalizzato principalmente sui piccoli della famiglia Marsù, è anche un omaggio nei confronti di André Franquin.
C’è sicuramente un cambio di stile grafico, ma un messaggio umanista che Franquin avrebbe senza dubbio applaudito con entrambe le mani!
Infatti i nostri piccoli e buffi protagonisti sono apparsi per la prima volta nel 1952 opera del grande fummettista, il belga André Franquin, padre di Gaston Lagaffe e dei notissimi Marsupilami.

Le illustrazioni di Benjamin Chaud sono ironiche e in allegra contraddizione con i testi, sono movimentate e popolose, come ci ha ben abituati. Con questo stile l’autore dona ai bambini ulteriori occasioni di intrattenimento, per leggere altre storie nella storia e sorridere ancora. Il rischio, se così vogliamo chiamarlo, è che in questo scompiglio di figure, linee, foglie, fiori, rami di confondersi e di perdere di vista i piccoli Marsù, o di scambiarli per qualcun altro dei tantissimi personaggi raffigurati. Ma poi basta cercare quelle simpatiche lunghissime code snodate dei Marsù, per ritrovare l’orientamento e continuare a seguire i nostri protagonisti. 😀
Chaud, non si lascia sfuggire l’occasione di giocarsi tutto lo spazio della grande doppia pagina e pure di godersi un repertorio di colori perfetto per farci vivere l’ambientazione.
Alterna al fondo bianco, cieli tempestosi o intricati scorci di foresta che sono pura gioia per gli occhi. Abbandona invece il brulicare urbano visto nella Canzone degli orsi per scenari decisamente più lussureggianti.

Il disegno dinamico e infantile accompagna dolcemente il commovente messaggio della storia: il dolore dell’emigrazione forzata e la mancanza di solidarietà.
Con semplicità questa storia riesce a sfiorare una questione purtroppo abbastanza attuale e con il suo consueto tono di leggerezza l’autore mette sotto gli occhi del lettore il problema di chi è costretto a fuggire in cerca di un ‘nuovo nido’. E così, come avviene anche nella nostra realtà, anche i Marsupilami sono respinti dai tanti No pronunciati da tutti quegli animali che comodamente abitano già la foresta.

Certo, tutti noi, non viviamo in una giungla circondata da animali, ma ci sono alcune piccole somiglianze che piaceranno davvero molto ai più piccoli.
Questa ricerca di una nuova casa dà vita a scene squisite in cui Benjamin Chaud dà libero sfogo alla sua immaginazione, così come nei testi pieni di sorprese come nelle illustrazioni, espressive e divertenti.
Una storia bella da gustare e da rileggere scoprendo ogni volta nuovi particolari e scene nelle illustrazioni 😉

Ops! Abbiamo un problema – Jacob Grant

C’era una volta un orso pieno di sicurezze.
Orso e Orsetta pulivano la loro casa
tutti i giorni. La pulivano da cima a fondo.
Un giorno, mentre puliva, Orso scoprì
una cosa strana.

Orso è pieno di sicurezze. È sicurissimo di avere una casa pulitissima, ordinatissima e di saper fare ogni cosa nel modo migliore. Tra le certezze di Orso c’è anche quella di occuparsi nel migliore dei modi della sua amica di peluche Orsetta, ma una mattina mentre Orso rassetta si accorge di una cosa molto strana.
Un libro è fuori posto. Orso è SICURISSIMO di non averlo lasciato in terra!
Come’è possibile che ci sia un libro pieno di ragnatele per terra?
Che disordine! Che sporcizia!

Orso ribalta casa, cerca ovunque con orsetta, mettendo sotto sopra una stanza dopo l’altra, ragnatela dopo ragnatela.
Un ragnetto dispettoso si sta divertendo a riempire la casa di ragnatele!

Nella foga di cercare il ragno che sta riependo la casa di ragnatele, succede una cosa terribile: Orsetta rimane incastrata con un braccio sotto ad un tavolo e Orso, nel tentativo di prenderla, inavvertitamente le strappa un braccio.

Ecco il disastro, orsetta si è rotta; Orso è triste e dispiaciuto, cerca in tutta casa qualcosa per riparare la sua amica e corre a prendere la valigetta del pronto soccorso. Quando torna per fasciare la povera zampa trova orsetta già sistemata, come nuova!

Chi sarà stato?
Il piccolo ragnetto, con i fili della sua ragnatela, ha ricucito il braccio della sua piccola amica!
Ad orso ora non davano più fastidio le ragnatele, la casa non sembrava più tanto in disordine, e il nuovo amico non era poi così male!

Ops! Abbiamo un problema di Jacob Grant edito da Lapis Edizioni è una storia dolce che comunica ai nostri bambini quando la frettolosità nel giudicare, nel cercare un colpevole, alle volte, arrechi più danni che cercare di capire che cosa stia succedendo, avere pazienza di guardare. Non tutto il male viene per nuocere.
Con semplicità, Orso e ragnetto dimostrano a piccoli (e grandi) lettori che alle volte essere troppo sicuri di qualcosa, ci porta a perdere o rovinare oggetti e rapporti a cui teniamo.
Insegnano quanto è bello aprirsi a nuovi amici, e quanto questi possono essere diversi da noi, di diverse forme, ma non per questo sbagliati 😉

Le simpatiche e deliziose illustrazioni, il testo breve e semplice, rendono Ops! Abbiamo un problema un libro adatto a letture di gruppo ad alta voce; provate a leggerlo con un pizzico di enfasi e intonazione diversa per scandire meglio le emozioni che prova Orso, i bambini si divertiranno un sacco e chiederanno il bis!!

Buone letture!
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Borgo Nascondino – Agathe Demois & Vincent Godeau

Tutto va come un trenino
qui a Borgo Nascondino,
e senza aver mai troppa fretta
ognuno lavora nella sua casetta.

Chi abita in quella grande casa?
In posta, staranno smistando i pacchetti da consegnare?
E in quell’ufficio lavorano o giocano?
Quella famiglia cosa si sta portando in vacanza con tutti quei bagagli?
E il treno fermo in stazione è vuoto?
Gli alberi con le loro belle chiome sono case vuote o son abitati?
Chi si nasconde là?!
Dove sono finiti gli animali dello zoo?

Preparatevi, questa è una lettura unica! Una lettura con una lente d’ingrandimento magica! 😉

Borgo Nascondino di Agathe Demois & Vincent Godeau edito da L’Ippocampo Ragazzi, è uno di quei libri che fin dalla prima pagina fan luccicare di gioia gli occhi dei bambini che lo vedono e non lo vorrebbero lasciare più! (Nel 2014 gli stessi autori hanno realizzato anche: La grande traversata sempre edita da L’ippocampo Ragazzi)

Un libro-gioco dalle molteplici letture: quella tradizionale, fatta attraverso le parole e le immagini, e quella interattiva che viene fatta con l’ausilio di una speciale lente magica. Passandola sulle immagini monocrome rosse che caratterizzano le pagine, il lettore scopre un mondo nascosto, popolato!
Pagina dopo pagina, casa dopo casa, negozio dopo negozio, albero dopo albero e così via si scopre un intero mondo rosso, che a guardarlo così sembra tanto normale quanto noioso…
Ma dietro a questi muri, dentro le chiome degli alberi, dentro le auto si nasconde un altro mondo…Borgo Nascondino!


Basta utilizzare la lente magica per scoprire cosa ci nasconde ogni scena dietro quei tratti rossi.
Un gatto sopra un lampadario, una coppia che festeggia un compleanno, una scala fatta a forma di coccodrillo, c’è chi cucina, chi dorme, chi danza e compera scarpe, pasticceri alle prese con una gigante torta, un panificio affollato, gli uccellini che smistano la posta nell’ufficio postale, chi gioca con gli aerei di carta in ufficio o a ping-pong!

Borgo Nascondino, è un libro curioso, tutto da scoprire, che invita i bambini a viaggiare con la fantasia ed entrare liberamente in un mondo fantastico dove accadono pure cose strane. Tante cose tutte da scoprire e da giocare. È proprio come scostare una tenda ed entrare silenziosamente in un’altra realtà: la lente ci permette di scoprire nuovi personaggi, a volte buffi e stravaganti, altre volte seri e impegnati nei lavori più disparati.

Un albo di grande formato, dove le immagini che si estendono su tutta la pagina sono le vere protagoniste; il breve testo è scritto sempre in rosso nella parte inferiore del libro. Un testo lento, curioso, che ben si sposa con le immagini che necessitano di un’attenta visione, hai visto che buffo quel pino dove mi è sembrato di vedere un signore in altalena!? 😀 E in quella fabbrica?
Pure in piscina ho visto uno strano scivolo! 😀

Un viaggio di scoperta, che porta il lettore a girare il mondo, attraverso semplici case, negozi, fabbriche, palestre, auto, alberi e zoo.
L’occhio si perde, esplorando con pazienza centimetro per centimetro un disegno complesso, articolato e la sensazione è sempre quella di aver trascurato qualcosa, un dettaglio, un particolare, uno schema, una piccola narrazione.
La casa editrice L’Ippocampo dimostra ancora una volta attenzione e sensibilità verso i piccoli lettori, proponendo l’oggetto libro come fonte di vero divertimento e sorpresa!
Un caleidoscopio di invenzioni visive straordinarie sospese tra fantasia e realtà.
Tante storie diverse in cui perdersi…di certo una gioia per la vista!

Inoltre Borgo Nascondino ci regala moltissimi spunti per un laboratorio ricco, poche pagine o anche un solo disegno, possono essere assolutamente riproducibili o realizzabili dai bambini.
Occorrente:
Fare un disegno con un pennarello a punta fine blu,
Disegnare sopra un’altro disegno/storia, questa volta con il colore rosso.
Prendiamo in prestito la lente dal libro Borgo Nascondino et voilà, il gioco era fatto: annullando i tratti rossi con il filtro della lente i disegni blu diventavano improvvisamente visibili.
L’opportunità che da questo libro è di sperimentare con materiali, tecniche, recupero di oggetti destinati ai rifiuti mettendo in campo idee e creatività è dietro l’angolo, non lasciamocela sfuggire! Così come la possibilità di raccontare una storia collettiva, immaginarla, scriverla e disegnarla insieme, assegnando compiti e missioni, controllando lo spessore dei tratti, verificando il funzionamento della lente, correggendo se necessario.

Per i bambini più tecnologici c’è anche la possibilità di scaricare l’applicazione (per smartphone e tablet) realizzata per “Borgo Nascondino” che ha vinto il Ragazzi Digital Award alla Fiera di Bologna 2018.
Per continuare a scoprire i misteriosi abitanti del borgo, creati da Agathe Demois e Vincent Godeau, anche attraverso dei mini-video divertenti e poetici!

Borgo Nascondino non è una classica lettura, è un esercizio di pazienza, è un esercizio di fantasia, perché all’osservatore tenace è anche richiesto di scoprire ed inventare, perché no, i nessi, le storie, le relazioni, per poi ricominciare da capo.
Davvero una gioia per gli occhi e per la mente di osservatori di tutte le età! 😉

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Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf

Capita spesso di vedere i bambini che si incantano a guardare le persone che passano davanti a loro, e forse nella loro grande immaginazione si immedesimano o immaginano cosa stanno facendo o dove stanno andando!

Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf fin dalla copertina ancora prima di aprire il libro, ci invita con semplicità nel suo mondo a seguirla; la vediamo tornare dal mercato con la spesa fatta nel cestino, indossa uno di quegli abiti rotondi guarniti di pizzi e merletti che volutamente enfatizzano le salutari rotondità, cerchi d’oro alle orecchie sode di scrofa ed un’aria assolutamente felice ed appagata, nonostante maialino le stia tirando le lunghe cocche del grembiule e sia intento a gustarsi un ottimo gelato al cioccolato.
Poi, subito dopo, con lo sguardo, dalla finestra di casa, nel frontespizio ci invita con gran cordialità ad entrare nella storia, ma soprattutto nella sua casa e nella sua vita.
Pagina dopo pagina, Dorotea ci invita a a curiosare nella sua casa che si mostra in tutta la sua eleganza e particolarità.


E’ una madre single, (non è subito percepibile, essendo il libro senza una parola, ma arriva a una seconda e più attenta lettura) e il figlio corre tra le pagine combinando pasticci, pieno di allegria e vitalità, incantando lettori grandi e piccini.
Piena di oggetti, di dettagli, di elementi che creano lo spessore del contesto e dell’azione. Un libro che diventa una vera quinta teatrale, che esattamente come una scenografia si costruisce in una sovrapposizione per strati. E da una quinta teatrale così ben disegnata è possibile ricostruire appunto l’azione in scena, ma anche la vita di Dorotea nella sua dimora così piena di calore e di vita quotidiana.
Le pagine in cartoncino sono illustrate solo sul fronte che, come quinte di teatro, offrono aperture che rendono viva e quasi tridimensionale la scena e, invitandoci con crescente curiosità ad entrare ed uscire tra una fessura e l’altra, ci introducono nelle stanze che compongono casa Sgrunf.


La porta d’ingresso è stupore e quasi magia per i piccoli lettori, così socchiusa e quel pomolo rotondo che pare staccarsi dalla pagina sono un invito ad afferrarlo e spingere la porta e chiedere a gran voce:
“Possiamo entrare? Siamo arrivatiii!”
oppure da buona padrona di casa “Avanti entrate è aperto!”

Eccola lì la cara Dorotea. È al telefono con alcuni parenti per programmare questa domenica di primavera piena di chiacchiere e con un buon pranzo in compagnia. Mentre lei alterna l’organizzazione a qualche pettegolezzo il suo piccolo maialino la guarda con quello sguardo quasi allarmato, forse non gli piacciono i pranzi con i parenti?! 😀

Ecco infatti che appena finita la telefonata, Dorotea ci invita nella sua cucina

Silentbook, senza nemmeno una parola, con le pagine fustellate, in un gioco perfetto di scorci di ambienti e personaggi seguiamo la sua giornata e quella del suo piccolo.
Seppur senza parole, come in un dialogo intimo e familiare, ci invita a riconoscerci nei gesti e nelle situazioni di Dorotea e del suo birbante porcellino:
dalla porta della cucina, dove Dorotea impasta torte e biscotti, passiamo al salotto: è l’ora del tè e la famiglia è riunita attorno al tavolo rotondo sul quale, in bella mostra, occhieggiano ciambelle e burrose torte guarnite, caffettiere di porcellana e teiere. Mialino lancia dalla sua cerbottana i canditi della torta, colpendo i commensali – unico svago in una giornata costretto in abiti poco comodi senza poter veramente fare quel che desidera.

Arriva il momento dei saluti che sono cordiali e gentili, il baciamano a Dorotea perfetta padrona di casa e un bacio con lo schiocco a maialino.

La giornata è finita. È stata lunga, faticosa, ma ne è valsa la pena. Ora la casa riposa, tornata alla quiete di sempre, alle voci note di Dorotea e maialino.
Un bel momento di relax in bagno e poco importa se maialino ha disseminato il pavimento di dentifricio ed ora procede a riempire la tazza col bagnoschiuma: Dorotea è così, è una mamma grassa e rosa che sa il fatto suo!

Rilassati entrambi (più o meno :D) sotto il piumone è il momento del dolce dormire mentra dalla finestra entra il chiarore della luna.

Ciò che vi ho raccontato è la mia versione di questa storia, la vostra forse sarà completamente diversa, basta lasciare il via libera alla fantasia dei vostri piccoli lettori!

Pubblicato per la prima volta in Svizzera nel 1978 e subito tradotto dalla Emme edizioni di Rosellina Archinto. Oggi riportato in libreria da LupoGuido, a quarant’anni di distanza, vince il Premio Andersen 2018 come Miglior libro mai premiato!
Il libro, Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf, scritto e illustrato all’età di soli 28 anni, è un concentrato di bellezza che si distilla in raffinatezza.
Questo libro di stile ne ha molto, al pari della sua ideatrice Tatjana Hauptmann. Tedesca, figlia di un barone russo (Tatjana Nikolainewja von Sass) e di una ballerina di teatro, oggi è una bellissima signora dai capelli candidi che continua a dimostrare una grande eleganza e un grande gusto per le cose belle. E soprattutto un grande talento nell’illustrare libri, al di là di ogni moda, con una sapienza interpretativa del canone classico.
Insomma in così tanti anni non ha perso un grammo del suo fascino, nonostante si tratti di un albo senza parole.

Un giorno nella vita di Dorotea Sgrunf, lo consiglio assolutamente, un libro di una bellezza rara quanto unica! Indicativamente per i bambini dai 5 anni per poter viaggiare più liberamente con la fantasia tra una porta e l’altra di casa Dorotea 😉 Inoltre è un libro che si presta benissimo con ottimi risultati per le letture ad alta voce 😉

Ora tocca a voi entrare nella casa di Dorotea e respirare pagina dopo pagina quel profumo di casa, di calore, di domenica in famiglia che ogni pagina con tanta naturalezza ci trasmette!
Buona lettura!

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Il Pinguino che aveva freddo

“BRR! Una mattina Milo cominciò a tremare.
Si accorse di avere freddo.”

Milo, giovane pinguino dalle piume bianche e nere, dal becco e dalle zampe arancioni, vive tra i ghiacci del Polo Sud, come è sempre stato per i pinguini, e conduce la vita che ci si aspetterebbe da un pinguino… fino a quando un giorno, precisamente alle 8,29 di una mattina, Milo si sveglia e trema.

Questo è l’inizio del libro che racconta la storia di Milo, un pinguino del Polo Sud, che dovrebbe buttarsi nel gelido mare del Polo sud per raccogliere pesci come gli altri pinguini, ma capisce che questa cosa non fa per lui.
Trema al pensiero forse, e trema proprio per il freddo. Milo è un pinguino che sente freddo. Un pinguino che sente freddo tra pinguini che non ne sentono affatto, anzi, in diligente fila, si dirigono verso il bordo della banchisa per tuffarsi nell’oceano gelato. Milo, no, infreddolito, si ferma sul bordo, decide di non tuffarsi.

Anzi decide di mettersi alla ricerca di qualcosa di nuovo, una possibilità che gli permetta di restare con gli altri, ma essere felice.
L’alternativa arriva dal mare, da una gigantesca balena.

”Sto partendo per un viaggio.
Il posto in cui vado potrebbe piacerti.
Vuoi venire con me?”

Il viaggio è lungo e li porta dal freddo Polo Sud alla calda isola degli uccelli.
La differenza tra i due luoghi è evidente. Il Polo è dominato da colori freddi tra cui prevale il bianco. I pinguini sono tutti uguali, disposti in linee rette e fortemente stilizzati.
L’isola degli uccelli è invece un luogo dai colori caldi, in cui convivono uccelli d’ogni tipo, grandezza e colore che sono disposti liberi.

Lo stile grafico di Philip Giordano è creato con volumi geometrici che non rinunciano al movimento e alla fluidità. Nei pinguini le forme sono facilmente riconoscibili, negli uccelli diventano meno nette e ripetitive. Si passa da un luogo in cui tutti sono uguali e fanno le stesse cose, ad uno variegato e coloratissimo in cui la diversità è accolta e vissuta con amicizia e comprensione.
Pagine armoniose, illustrate con geometrie dai colori tenui per rappresentare cieli e mari diversi, proprio come le emozioni che vengono espresse dai personaggi: paura e coraggio, inclusione ed esclusione, eccetera.

Tra gli uccelli domina la solidarietà, nessuno si sottrae dal donare una piuma quando il pappagallo bianco decide di creare una sciarpa per aiutare Milo a ripararsi dal freddo.
Ora Milo può tornare a casa un po’ più colorato e con più consapevolezze che lo aiuteranno a crearsi nuove amicizie e un nuovo interesse per il mondo che ora è diventato un luogo pieno di cose da scoprire.

Quando tornò a casa nulla era cambiato ma di diverso c’era la sciarpa che lo avrebbe protetto.

Il Pinguino che aveva freddo edito da Lapis Edizioni è una storia lieve e delicata che racconta di come a volte l’intreccio con realtà diverse possa aiutarci ad affrontare meglio le nostre diversità e riconoscere la nostra vera identità.
Un viaggio per crescere, accettare la propria diversità e… trovare nuovi amici questi gli ingredienti del libro ❤
Un libro perfetto per spiegare a un bambino, e magari anche a qualche adulto, che non c’è niente di male o sbagliato nell’essere diversi… anzi a volte è proprio grazie alla diversità che possono nascere nuove amicizie e si possono fare nuove esperienze, come è successo al nostro piccolo Milo.

Il VIAGGIO che simboleggia la crescita, il cambiamento.
L’ISOLA che rappresenta il porto sicuro, la pace raggiunta, la tranquillità emotiva.
Il RITORNO A CASA con la sciarpa, per raccontare metaforicamente una nuova maturità acquisita, una volontà di mostrarsi agli altri per come si è, senza bisogno di nascondersi o fingersi come loro.

“Per l’incantevole freschezza delle grandi tavole a colori. Per l’accorta e mirabile costruzione delle immagini. Perché ci racconta con grazia e candore una storia per nulla banale attorno all’affermazione della propria diversità.” Per tutto questo e grazie a questo Il Pinguino che aveva freddo è stato vincitore Premio Andersen 2017 come Miglior libro 0/6 anni!!!

Un libro per tutti i bimbi e non che vorrebbero una balena amica
quando non se la sentono di tuffarsi…

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Piccola Balena – Jo Weaver

Balena Grigia guidò la sua piccola
dai bassi fondali verso il tiepido mare del sud.
“Dove stiamo andando?” chiese la Piccola Balena
“Seguimi, Andiamo a casa” cantò sua madre.

Piccola Balena di Jo Weaver, è un libro delicato e perfetto per bambini e genitori che ritrovano in questo un albo magico e poetico, che porta a viaggiare con loro, mamma e figlia nella profondità dell’oceano e nella profondità di un sentimento, quello materno.

“Viaggiarono vicine, miglio dopo miglio, sotto i vasti cieli di mezzanotte.”

La Natura pagina dopo pagina continua ad essere la grande protagonista. Piccola Balena racconta e descrive l’epico viaggio di migrazione di 12.400 miglia che le Balene Grigie intraprendono ogni anno.
Le balene grigie della Baia di California sono famose per la loro socievolezza e cordialità. “Las amistosas” le chiamano, le socievoli. I musi incrostati dai molluschi, non è raro si facciano avvicinare e accarezzare dalle persone, e con loro, i loro cuccioli.

Le balene grigie fanno nascere i loro piccoli nelle tiepide acque del Pacifico, davanti alle coste della California. Qui si fermano per allattarli, per poi riprendere la loro rotta verso il grande Nord, verso il loro habitat naturale. Il lungo percorso di ritorno le madri lo fanno da sole con accanto solo i propri cuccioli che per la prima volta sono chiamati a un viaggio faticoso, attraverso luoghi sconosciuti, e non privi di pericoli. “Piccola Balena” è la storia di una di loro.

Tutti gli anni, immancabilmente, da gennaio a marzo le balene compiono questo immenso viaggio d’Amore verso i mari del nord, verso Casa. Un lungo, lunghissimo viaggio, avventuroso e non privo di insidie. E allora la socievolezza delle madri si trasformerà nella più attenta e protettiva cautela.

Ed è proprio di questo viaggio, e della profondità dei sentimenti, che Jo Weaver, intenzionata a bissare il successo di “Piccola Orsa“, premio Nati per Leggere e premio Cento dell’anno scorso, ci racconta in Piccola Balena.

Come capita ai bambini, anche le piccole balene sono curiose e si stancano, infatti la Piccola chiede alla madre: “Che cos’è casa?”
Trascorrono i giorni e le notti e la Piccola chiede alla madre: “Quanto manca?”
“Ce la faremo mai ad arrivare?”
E quando le forze della Piccola iniziano a calare o arriva quel pizzico di paura, la mamma è lì prontà a ricordare alla sua Piccola: “Io sono conTe, và avanti”

L’autrice Jo weaver è una scrittrice e illustratrice di albi per bambini.
Si è dilpomata in Children’s Book Illustration alla Cambridge School of Art. Nel 2014 è stata finalista del prestigioso The AOI Illustration New Talent Awards. Piccola orsa (Orecchio Acerbo 2016), il primo albo che ha interamente scritto e illustrato, ha vinto il premio Nati per Leggere e il premio Cento.
Fortunatamente è tornata con questa dolcissima storia e con le sue incredibili illustrazioni di carboncino e gesso che sono semplicemente affascinanti, suggestive, eppure rappresentano perfettamente la storia, sono essenziali quasi illustrazioni oniriche, monocromatiche, per trasmettere l’immensità dell’oceano con onde gentili che oscillano e pacifiche sembrano uscire dal libro, di questo viaggio e di queste enormi e dolci creature.

Piccola Balena, ha messaggi per grandi e piccini, basta solo aprirsi a questo viaggio..
…una bellissima storia sulla migrazione delle balene, l’amore dei genitori e la vita che vive “silenziosa” nell’oceano…

Buona lettura e buon viaggio!

Puoi acquistare il libro QUI:

Casa Albero – Ilya Green

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Il bambino chiama la mamma e domanda:
“Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?”
La mamma ascolta, piange e sorride
mentre stringe al petto il suo bambino.
“Eri un desiderio dentro al cuore.”
Rabindranath Tagore

Da un bozzolo verde esce la testina di un piccolo bambino.
“Eccomi qui!”
Mi sentivo stretto,
allora sono uscito
per trovare un posto adatto.”

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Proprio come avviene in qualsiasi nascita, anche nel libro Casa Albero di Ilya Green il piccolo protagonista che pian piano è cresciuto, si sente troppo stretto e quindi esce dal suo “bozzolo” in cerca di un posto più adatto. Va in su e in giù, nella sua ricerca, a gattoni tra i rami di un albero variopinto e va alla ricerca di un posto in cui stare, un posto comodo, che lo protegga e lo faccia stare tranquillo.

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Il suo viaggio di scoperta sui rami lo porta a incontrare un gatto, anch’esso in cerca di una casa.
L’albero nella sua maestosità di colori offre diverse tane che, però, sono già abitate! Ecco quindi che insieme i due amici provano a entrare nella tana di un gufo..ma è troppo stretta,
nel nido di un uccello..ma è troppo rischiosa,
nella casa del ghiro..ma è troppo buia!
A quanto pare nessuno di questi posti si rivela adatto e accogliente.

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In nessuna di queste tane il bambino può crescere e diventare grande e forte.
Ma ecco che dopo diversi tentativi e dopo tanto gattonare tra i rami il piccolo riconosce il suo luogo d’appartentenza e l’unico “albero” in grado di offrirgli calore e vita più adatti a lui.

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Casa albero, Mon arbre il titolo originale con cui è stato pubblicato in Francia ed ha tra l’altro ottenuto il patrocinio del Ministero della Cultura e della Comunicazione e del Fondo Assegni familiari, nell’ambito dell’iniziativa “Prime Pagine”. Il libro è stato donato a ogni nuovo nato o adottato per sensibilizzare all’importanza della lettura.

Un dolcissimo libro che ti cattura lo sguardo grazie ai suoi colori vivavi alternato al disegno delicato. Primo fra tutti il rosso fuoco, questo rosso caldo dell’albero che con i suoi rami attraversa le pagine del libro in lungo e largo. Il disegno, così accurato che riguarda i protagonisti della storia: il bambino, il gatto, gli animali interlocutori.

Accanto al disegno che cattura, c’è un testo che ti culla, nella sua essenzialità, culla i bambini e culla la mamma
Casa Albero, con una dolcissima sensibilità parla di casa e famiglia, anche di accoglienza e conforto…ma più di tutto parla di Vita e di un Amore che solo la Vita sa creare.

Consigliatissimo,
come lettura coccola,
come regalo a dei futuri genitori,
come regalo a dei neo genitori.

Buona lettura!

Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Casa Albero

Ilya Green

Le Vacanze degli animali – Marianne Dubuc

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Quanti viaggi possiamo fare con la fantasia?! Infiniti mi vien da dire..
E leggendo un libro?!
Assolutamente tantissimi! 😉

A far viaggiare piccoli e grandi con la fantasia, ma anche di tana in tana per tutto il mondo è un piccolo Topo, per di più, Postino!!
L’autrice ed illustratrice canadese Marianne Dubuc propone, dopo Le case degli animali, questo Le vacanze degli animali (Editore Orecchio Acerbo), la storia di Topo Postino alle prese con le vacanze e con una serie di pacchetti da consegnare ai suoi amici in giro per il mondo. In campeggio, su un’isola vulcanica, in mezzo alla giungla: un giro del globo con la sua famiglia, per rilassarsi, consegnare puntualmente i pacchi ma anche per osservare attentamente l’ambiente di ogni singola tappa.

Ecco che nella sua “semplicità”, dato che è strutturato con pochissime frasi in ogni pagina, Le vacanze degli animali, fa davvero viaggiare con la fantasia.
Il protagonista, Topo Postino accompagna il piccolo lettore attraverso tutte le zone e gli ambienti del mondo facendo vedere come si vive in ogni tipo di abitazione.
Dalla roulotte alla tenda da campeggio, alla tana delle marmotte, senza dimenticare l’interno fresco di un cactus nel deserto o l’igloo del Polo Nord, i bambini imparano che ogni ambiente ha una sua casa caratteristica dove è possibile stare bene come nella propria.

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Il mondo si sà è troppo grande per fermarsi, consegnato un pacco, e Topo postino parte per una nuova tappa, altri giri e avventure attendono la simpatica famiglia. Dal gelido polo al cuore della giungla misteriosa, dove un famoso personaggio attende la famiglia, fino a “un giretto fra le nuvole” in mongolfiera per consegnare l’ultimo pacchetto.

Marianne Dubuc ha creato delle dimore superaccessoriate, belle, colorate e confortevoli per accogliere ogni specie di animale in ogni parte del mondo.
Ogni casa è curata e pensata in modo dettagliato ed originale, ogni personaggio che ci abita oltre ad accoglierci nella sua casa apre le porte della fantasia ad una storia diversa. Ecco che ogni casa, ogni pagina è uno spunto narrativo che i piccoli lettori potranno cogliere per far nascere altre mille storie.

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Altro dettaglio che i bimbi notano subito sono quei piccoli dettagli fiabeschi sparsi qua e là, se colti, ci guidano in altri mondi fantastici! Avete visto per caso Pollicino, i 3 porcelli, il lupo e cappuccetto rosso?
Ma attenzione dicono che ci siano anche i fratelli Hansel e Gretel, li avete notati? 😉

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Vi posso assicurare che appena i bimbi riconscono questi “famosi” personaggi i loro occhi si illumineranno dallo stupore!! Ammirateli sono espressioni da non perdere..

Grazie agli infiniti e curati dettagli di ogni casa e di ogni paesaggio rendono questi libri albi colorati e ricchi di espressive e dettagliate illustrazioni, vien quasi da pensare allo stile Wimmelbuch.
Forse anche per questo stile unico i bimbi adorano Topo postino e i suoi amici, perchè ci si perde nei dettagli, e si viaggia verso tane sconosciute, verso abitudini diverse, d’altronede ognuno di noi ha una casa diversa, no?!.

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I bambini, con la loro sana ed immensa curiosità scopriranno, viageranno e visiteranno insieme alla famiglia di Topo postino stimolando il loro desiderio di sapere, insomma Le case degli animali e Le Vacanze degli animali sono una sorta di libri gioco in cui rincorrere i dettagli e aguzzare la vista.

Non mi resta che auguravi un felice viaggio.. con la Fantasia!

Marianne Dubuc

 

Le case degli animali

Marianne Dubuc

Il posto Giusto – Beatrice Masini

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Il Posto Giusto” di Beatrice Masini è un libro che ritengo davvero molto speciale.
Poetico e profondo. Bello da ascoltare, incantevole da sfogliare grazie alle perfette illustrazioni di Simona Mulazzani. E’ per bambini ma contiene un messaggio anche per i grandi e ha uno scopo grandissimo, ma andiamo con ordine.

Il Posto Giusto” è il primo libro della Fondazione Ronald McDonald Italia, dedicato ai bambini che racconta l’importanza di stare insieme e di “sentirsi a casa”, anche se lontani.
Va ricordata l’importanza della Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia che ha sede locale ed è presente nel nostro Paese dal 1999.
Proprio grazie Fondazione e all’ospitalità offerta dalle case, migliaia di bambini che vivono lontano da poli di eccellenza ospedaliera hanno potuto usufruire delle migliori cure mediche e di un’assistenza adeguata alla loro patologia.
Nel 2014 la Fondazione ha festeggiato ben 15 anni di attività e per festeggiare questo anniversario è nata l’idea di realizzare in partnership con Carthusia Edizioni, casa editrice specializzata in libri illustrati per ragazzi, “Il Posto Giusto”, un libro illustrato per bambini che racconti l’importanza di stare insieme, capace di spiegare come “casa” sia il luogo in cui non ci si sente mai soli perché riunisce sotto lo stesso tetto persone che si vogliono bene, in cui è importante sentire il calore degli affetti e dove i bisogni di ciascuno trovano una risposta.

Voi vi chiedete mai quale sia il posto giusto?
Quello spazio nel vuoto in grado di darci un’identità,
quel posto rassicurante dove tornare lasera e sentirsi a casa.

Quando scoiattolo si sveglia dal lungo inverno, trova che la sua tana è troppo cupa, non gli piace!
Qualcosa si accende dentro di lui e gli fa capire che..non E’ IL POSTO GIUSTO!
Allo stesso tempo una vocetta lo accompagna e tenta di fargli cambiare idea..non è semplice aprirsi al nuovo, più facile rimanere rinchiusi nella propria tana.
Il piccolo scoiattolo non pare però convinto e decide di mettersi in viaggio a cercare il posto giusto, se esiste davvero…

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Il suo cammino lo porta a casa di picchio:
«“Scusa, Picchio, secondo te qual è il posto giusto?”…
“Buchi, buchi”. E si rimise a bucare.»
Nel prato è il turno della tartaruga: «“Senti, Tartaruga qual è il posto giusto?”
Ci vollero cinque passi e cinque ore, e alla fine finalmente rispose:
“Sotto. Il posto giusto è sotto.”».
Per la Cinciallegra scopre essere invece un nido, per la Talpa è «dentro» ed infine aspetta la sera per chiedere a Civetta, e la risposta è «sopra! Per vedere e sapere bisogna stare sopra.».
Il nostro scoiattolino, alla fine è decisamente confuso perché i diversi punti di vista dipingono nella sua mente «un posto che è sopra, ma anche sotto. Un buco e una galleria. Un nido.» Un posto così «bisognava proprio sognarlo per inventarlo».

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Dormì bene e fece un sogno, quando si svegliò scelse l’albero più grande e con radici profonde, ora aveva bisogno degli altri e così chiamò Picchio a far buchi, Talpa le gallerie, Cincia e Merlo a far i nidi..  e così via, ognuno dava il proprio contributo, perchè alla fine nel grande albero ci fosse tutto e sopratutto che per tutti fosse Il posto giusto!
Un posto che accolga i bisogni di ciascuno e dove nessuno si sente mai solo…
Questo è il messaggio che arriva ai piccoli.
IL POSTO GIUSTO è dove SI STA INSIEME!!!

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Proprio come nelle Case e Family Room, diffuse in 58 paesi nel mondo, che la Fondazione Ronald McDonald mette a disposizione alle famiglie che hanno la necessità di rimanere lontane da casa per lunghi periodi per garantire ai figli malati, le cure mediche necessarie.

Proprio come afferma l’autrice Beatrice Masini:
Il posto giusto che Scoiattolo cerca con tanta convinzione e alla fine trova – nonostante una vocetta petulante gli suggerisca di starsene da solo – è un luogo aperto e grande, che accoglie e abbraccia, in cui ciascuno può trovare il proprio spazio e gustare la compagnia degli altri.
Abbiamo tutti bisogno di un posto così.
È stato un onore e un piacere mettere una storia di animali a servizio di un impegno come quello di Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, e trovare un modo semplice per spiegare la filosofia della Fondazione attraverso un viaggio immaginato nel bosco.”

Una storia meravigliosa da raccontare prima della nanna, con grandi illustrazioni da guardare e riguardare grazie ai bellissimi e curati dettagli, un volume da regalare.
Uno di quei libri bello da leggere e rileggere in quanto Beatrice Masini è riuscita a scrivere una storia che ha, appunto, mille strade da percorrere per raccontare “solamente” di case, partenze, malattie, famiglia, alberi, confidenze, traslochi… ma che è stata capace anche di centrare il punto della sofferenza con delicatezza questa storia si può aprire a mille significati e verso mille strade di senso.

Inoltre alla fine del libro, alcune pagine interattive danno la possibilità al bambino di personalizzarlo, raccontando con parole o disegni il suo Posto Giusto.

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Ai bambini piace davvero molto, ve lo posso assicurare, ma anche ai genitori, d’altronde il messaggio è davvero forte e bello; infatti oltre a raccontare una storia di sentimenti, porta con sé un obiettivo importante in quanto parte del ricavato sarà devoluta a favore del finanziamento di nuovi progetti di Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald.

Grazie alla sensibilità verso le giuste cause, Carthusia Edizioni ci permette di leggere questo libro,
ma non sarà una lettura qualsiasi,
sarà un momento di tenerezza con i nostri piccoli lettori,
perchè il posto giusto è anche fermarsi e leggere insieme 🙂
+ Uniti Soli = Casa ❤

Se ti piace il libro e vuoi aiutare
la Fondazione Ronald McDonald puoi acquistare il libro qui:

Beatrice Masini

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Ci sono donne…

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Ci sono donne che camminano controvento da una vita….
Ci sono donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani…
Ci sono donne che cambiano pelle per amore….
Ci sono donne che donano il loro cuore
…per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole…

Ci sono donne che in silenzio fanno ballare la propria anima
su una spiaggia al tramonto…
…se ti fermi un istante le puoi sorprendere…
…mentre lottano contro il proprio istinto…
…mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi…
…affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose…

Ci sono donne che chiudono gli occhi…ascoltando una musica lenta…
…che rende ancora più salate le loro lacrime…
Ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo in gola….rinunciano alla felicità…
Ci sono donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma così
fugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall’amore…
…sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre…..
…se apri gli occhi un istante le puoi osservare…
…mentre disseminano briciole di se stesse
lungo il percorso verso quel treno che le porterà via…
…mentre urlano la loro rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventata prigione…
…mentre sorridono di disperazione a chi le vorrebbe far tornare alla vita di sempre…

Ci sono donne che non si fermano davanti a nulla…
…perché non troveranno mai la fine di quel filo…
Ci sono donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima…
…sperando che arrivi qualcuno a scioglierli….
…non fermare il cuore di una donna….niente vale di più
…non far piangere una donna….ogni lacrima è un po’ di lei stessa che se ne va…
…non farla aspettare da sola ed impaurita seduta sul confine della pazzia…
…e se la vuoi amare…fallo davvero…con tutto te stesso….

stringila e proteggila….lotta per lei…uccidi per lei….piangi con lei…
…donale il più bel raggio di sole….ogni giorno…
…tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi…
…quella luce è speranza…è amore…è puro spirito…è vento…
…è la più bella stella di qualsiasi notte…

Dedicata a tutte le donne del MONDO!

Elogio di una Donna Normale
Storie di donne e dei loro spericolati sogni di tutti i giorni

Cosa vogliono le donne dagli uomini, dalla famiglia, dal lavoro e, soprattutto, da se stesse? Le donne normali, quelle che ogni giorno cercano di esprimersi e realizzarsi nella sfera affettiva, ma anche all’esterno, nel mondo, che cercano la felicità dentro e fuori casa.

«Ci vuole coraggio, di questi tempi, a essere normali.
A riconoscere come normali i propri desideri, le proprie aspirazioni
» sottolinea Irene Bernardini, psicologa, nelle prime pagine di questo umanissimo (e sincero) racconto dell’animo femminile. «Ho imparato che le donne hanno immense riserve di coraggio e di dignità.

E per farle affiorare serve a volte uno scossone da parte di un’altra donna.» È questo l’atteggiamento, sensibile ma fermo, con cui lei – l’«altra» donna – accompagna, fianco a fianco, «per un pezzo di strada» le sue pazienti: madri, mogli, compagne, amanti, casalinghe o affermate professioniste, innamorate, deluse, tradite.

Come Elisa, quarantenne single in carriera, un’esistenza all’apparenza perfetta, in realtà incapace di amare ed essere amata; o Elena, trentadue anni, stimata specialista in ginecologia e ostetricia, lavoro a contratto in una clinica universitaria finché non resta incinta di un collega «molto sposato» e le viene garbatamente suggerito di farsi da parte; o Grace, che cerca, con fatica e intelligenza, di creare un rapporto con i figli del suo compagno, perché bisogna «rispettare i bambini senza la fretta di amarli e farsi amare solo perché sono le creature del proprio uomo».

L’amore, i figli, il lavoro, la vita sociale sono bisogni faticosamente conciliabili, e trovare un equilibrio non è così facile.

Costruire una relazione che non si misuri soltanto con un «battito di farfalle nello stomaco», che non confonda sentimenti ed emozioni; vivere gli affetti senza la tentazione di abdicare ai propri sogni e ai propri talenti; essere madri non pensando i figli come un prolungamento di sé: non c’è un’unica ricetta per raggiungere questi equilibri delicati, per conciliare al meglio le esigenze e le aspirazioni, per sentirsi una «persona intera».

Occorre forse talvolta essere un po’ acrobate, ma non è necessario essere speciali.

In fondo, le qualità più preziose, ci dice la Bernardini, sono proprio il coraggio di essere normali, la capacità di non strafare e di attingere con orgoglio alle risorse più tipicamente femminili: l’intelligenza affettiva, l’empatia, la generosità.
Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Ginnastica Intima per Donne