FeLicottero – Kim Crabeels

A ogni bambino che ha avuto qualche incidente,
grande o piccolo. Tu continua sempre a vedere
il lato positivo. E vedrai che, come FeLicottero,
si supera tutto!
Marc Herremans

Questa storia è ispirata dal triatleta belga Marc Herremans che invita tutti i bambini che hanno avuto un incidente grande o piccolo che sia a vedere oltre…a trovare il lato positivo di ogni cosa, come imparerà a fare il nostro Felicottero!

FeLicottero racconta la storia di un bellissimo fenicottero rosa circondato da tanti amici che lo adulano e invidiano per le sue vittorie in tutti gli sport: ha vinto la medaglia dei 50 metri in volo veloce, dei 100 metri di corsa sui trampoli, danza in aria con le uova e il campionato degli uccelli migratori…lui era su tutti i giornali.

“E i suoi sogni di gloria
si sono infranti come un guscio di un uovo.”

Un giorno fenicottero cade giù dalle nuvole… e d’un tratto i suoi sogni s’infrangono… perde una delle sue zampe…lui la cerca ogni giorno… a volte gli sembra che stia solo giocando a nascondino con lui la zampa, perché sente fastidio, a volte anche prurito… ma non la trova mai. Anche i suoi amici non ci sono più, tutti scomparsi, magari anche loro si sono nascosti?
L’incidente è raccontato da un’illustrazione che resta impressa nella memoria: il fenicottero è sdraiato a terra, con le ali spalancate, le piume al vento e una zampa in meno. L’immagine più dolorosa, però, è quella successiva, dove Fenicottero chiama gli amici, e non li trova. Attorno a lui non c’è più nessuno. Fenicottero, però, è un FeLicottero e non ha perso l’ironia.

“Ogni cosa a suo tempo.
Passo dopo passo,
un piede dietro l’altro…
Ci vuole pazienza!”

Un giorno arriva in suo soccorso un saccente e simpatico mille piedi che con le sue 500 braccia e 500 zampette un po’ infastidisce Felicottero, ma lo sprona a dare il meglio di sé e stuzzicandolo di qua e stuzzicandolo di là riesce a infondere coraggio e forza di volontà a Fenicottero anzi a F(elicottero) che riprenderà a volare con le sue magnifiche ali, ritroverà i suoi amici e riprenderà a vincere i suoi trofei come faceva prima dell’incidente.

“Bravo Fenicottero, finalmente hai capito!
per sognare non ti servono i piedi!”

Proprio così, “Per sognare non servono i piedi..” dice infatti il millepiedi, che svela agli altri uccelli una verità importante: a Fenicottero manca una zampa, ma soprattutto mancano gli amici!

Sinnos edizioni ci presenta un libro particolare di Kim Crabeels e dell’illustratrice Marije Tolman su un argomento delicatissimo.


Un albo dal formato verticale, con colori sgargianti, in particolare il rosa del nostro protagonista, che spiccano sullo sfondo bianco e regala tra palme e trampoli anche le buffe espressioni dei protagonisti.
Come già detto la storia è ispirata dal triatleta belga Marc Herremans, questo albo si fa forte di una particolarità testuale: è infarcito di modi di dire, sui quali si appiglia anche l’ironia del protagonista e la sua capacità di scherzare sulla menomazione che si porta dietro. In Millepiedi trova un degno compare di risata; insieme prendono con leggerezza quel che viene, la leggerezza saggia di chi sa dire le cose come sono, anche quando è il caso di rimproverare gli altri amici che difettano un po’ in presenza e solidarietà.
Far comprendere a un bambino la disabilità, sia essa sua o di un’altra persona a lui vicina, non è facile ma questo libro può aiutare con delicatezza a trasmettere il bambino in un mondo che può sembrare complicato da spiegare ma in realtà non lo è, perché con una disabilità non cambia la visione del mondo, cambia solo il punto di vista da dove si osserva.

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Il giardino curioso – Peter Brown

C’era una volta una città
senza giardini né alberi né prati.

Nulla, neppure un ciuffo d’erba.
La maggior parte delle persone
passava il proprio tempo al chiuso.

Come puoi immaginare
era un posto molto triste.

La forza della natura è sempre sotto i nostri occhi:
un fiore che cresce da una crepa nell’asfalto, una pianta rampicante che esce da un buco in un muro, l’erba che sfida il peso della ghiaia del vialetto e spunta tra i sassolini bianchi. Sembra che fiori, piante e erbe siano curiosi di vedere cosa c’è anche dove non è esattamente il loro posto e, quindi, sbucano dove meno ce l’aspettiamo.
È un po’ questa l’idea su cui si basa Il giardino curioso edito da Giralangolo, la cui storia, narrata con parole e immagini strepitose da Peter Brown, è ispirata da ciò che è successo veramente alla vecchia ferrovia sopraelevata, la High Lane, a New York, sul lato ovest di Manhattan.
Per anni i treni hanno viaggiato su quelle rotaie, finché, nel 1980, sono state abbandonate. Da allora, pian piano, la vegetazione ha preso il sopravvento, e adesso, guardando in quella direzione, si vedono fiori, piante selvatiche e alberi: un vero e proprio giardino che si snoda sopra strade e palazzi.

Il protagonista di questa avventura è Liam, un bambino che ama stare all’aperto, sempre, anche quando piove. Un giorno, per caso, sale gli scalini di una stazione della vecchia ferrovia sopraelevata. Tra binari arrugginiti e traversine disfatte, Liam vede una piccola macchia di colore: è un fiore che, con fatica, cerca di crescere.


Liam, non è un giardiniere, ma non ci mette molto a decidere di prendersi cura di lui e delle altre piantine che via via scopre tra la ghiaia. Liam con il suo entusiasmo, la sua pazienza e il suo impegno, riesce pian piano a far in modo che le piante comincino a crescere bene e le massicciata si trasformi in un giardino speciale, che sembra muoversi impaziente in avanti, curioso di esplorare tutto il percorso della ferrovia.

Il giardino curioso è un albo illustrato molto interessante per la storia e per come è narrata. Le parole raccontano, ma sono soprattutto le grandi immagini a catturare il piccolo lettore. Le pagine si aprono come finestre affacciate su questo giardino e ne mostrano i particolari, riducendo il testo al minimo necessario per lasciar parlare la natura nella sua voglia dirompente di rigogliosità.
Le tavole di Peter Brown sono incorniciate da sottili linee nere, che sembrano dar loro la natura di un quadro o una fotografia e, nello stesso tempo paiono arginare la natura esuberante, che ormai ha preso il sopravvento riempiendo sempre più di colore anche le pagine.

Come dice l’autore nella nota in fondo al libro, sebbene sembri impossibile per la natura svilupparsi in una città fatta di mattoni e acciaio, viaggiando e guardando il mondo intorno a noi è facile realizzare che spesso la natura esplora posti che abbiamo dimenticato.
Un libro decisamente positivamente visionario sulla forza della natura che, con la collaborazione di tutti, può cambiare anche il volto di una intera grande città.


Un libro straordinario. Una storia bella e commovente che cela significati profondi ma senza ostentare una morale.
La natura vince sul grigiore della città!
Giorno dopo giorno, con impegno e costanza, il bambino curioso riesce a dar vita ad un giardino altrettanto curioso, che si spinge oltre i suoi binari per esplorare altri luoghi, fino a colorare l’intera città, riportando il sorriso tra gli abitanti.

Non perdiamo mai occasione di educare i bambini alla natura.
Quanto bello sarebbe se in ogni città ci fosse più natura?
Un libro che incuriosisce i bambini e li diverte, educandoli al rispetto della natura, con i suoi tempi e le sue attese: attraverso l’impegno, la costanza e la tenacia, il piccolo Liam riesce a raggiungere obiettivi straordinari, coinvolgendo anche i suoi concittadini.
Sensibilizziamo e sensibilizziamoci in questa direzione per vivere meglio e garantire un futuro più felice ai nostri figli.

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Ops! Abbiamo un problema – Jacob Grant

C’era una volta un orso pieno di sicurezze.
Orso e Orsetta pulivano la loro casa
tutti i giorni. La pulivano da cima a fondo.
Un giorno, mentre puliva, Orso scoprì
una cosa strana.

Orso è pieno di sicurezze. È sicurissimo di avere una casa pulitissima, ordinatissima e di saper fare ogni cosa nel modo migliore. Tra le certezze di Orso c’è anche quella di occuparsi nel migliore dei modi della sua amica di peluche Orsetta, ma una mattina mentre Orso rassetta si accorge di una cosa molto strana.
Un libro è fuori posto. Orso è SICURISSIMO di non averlo lasciato in terra!
Come’è possibile che ci sia un libro pieno di ragnatele per terra?
Che disordine! Che sporcizia!

Orso ribalta casa, cerca ovunque con orsetta, mettendo sotto sopra una stanza dopo l’altra, ragnatela dopo ragnatela.
Un ragnetto dispettoso si sta divertendo a riempire la casa di ragnatele!

Nella foga di cercare il ragno che sta riependo la casa di ragnatele, succede una cosa terribile: Orsetta rimane incastrata con un braccio sotto ad un tavolo e Orso, nel tentativo di prenderla, inavvertitamente le strappa un braccio.

Ecco il disastro, orsetta si è rotta; Orso è triste e dispiaciuto, cerca in tutta casa qualcosa per riparare la sua amica e corre a prendere la valigetta del pronto soccorso. Quando torna per fasciare la povera zampa trova orsetta già sistemata, come nuova!

Chi sarà stato?
Il piccolo ragnetto, con i fili della sua ragnatela, ha ricucito il braccio della sua piccola amica!
Ad orso ora non davano più fastidio le ragnatele, la casa non sembrava più tanto in disordine, e il nuovo amico non era poi così male!

Ops! Abbiamo un problema di Jacob Grant edito da Lapis Edizioni è una storia dolce che comunica ai nostri bambini quando la frettolosità nel giudicare, nel cercare un colpevole, alle volte, arrechi più danni che cercare di capire che cosa stia succedendo, avere pazienza di guardare. Non tutto il male viene per nuocere.
Con semplicità, Orso e ragnetto dimostrano a piccoli (e grandi) lettori che alle volte essere troppo sicuri di qualcosa, ci porta a perdere o rovinare oggetti e rapporti a cui teniamo.
Insegnano quanto è bello aprirsi a nuovi amici, e quanto questi possono essere diversi da noi, di diverse forme, ma non per questo sbagliati 😉

Le simpatiche e deliziose illustrazioni, il testo breve e semplice, rendono Ops! Abbiamo un problema un libro adatto a letture di gruppo ad alta voce; provate a leggerlo con un pizzico di enfasi e intonazione diversa per scandire meglio le emozioni che prova Orso, i bambini si divertiranno un sacco e chiederanno il bis!!

Buone letture!
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A taaavola! – Babalibri

A taaavola!
Mangia la minestra, è buonissima…
Non mi piace la minestra!

Sono tantissimi i genitori che ogni giorno si inventano di tutto per far mangiare i loro pargoli, minestre di verdure salutari dal colore talvolta improbabile risultano a volte difficili da proporre. E allora la pazienza e la calma finiscono presto e si parte con metodi ancestrali, adesso viene il lupo a mangiare la tua minestra se non finisci subito di mangiare.
Solo che non si tratta di una minaccia a vuoto, eh no! Infatti il lupo si presenta veramente 😉

A taaavola!”: una storia unica e esilarante, quando la cena può diventare l’occasione per invitare un lupo e un orco. Matthieu Maudet e Michaël Escoffier si divertono a ribaltare la prospettiva del mondo dei bambini il tutto in un libro divertente targato Babalibri.

I due autori decidono però di dare un pizzico di follia alla storia e di far diventare questo libro, unico!
«Se non mangi» lo minaccia la mamma,
«sarà il lupo a mangiare te».
E infatti «1… 2… 3! Lupo, a taaavola!».


Ed ecco il lupo presentarsi a cena, peccato che a lui non piacciono i bambini, e quindi se il lupo non vuole mangiare, ci penserà l’orco a farsi uno spuntino!


«1… 2… 3! Orco, a taaavola!» grida la mamma.
Ma anche l’orco ha dei gusti piuttosto insoliti…

Quindi il bambino è salvo, ma alla fine chi avrà mangiato la minestra?!

Il bambino deve a questo punto divorare la minestra, prima che i due ospiti possano mangiarla, una storia ironica che gioca con gli stereotipi sui famosi cattivi e li rende più umani e simpatici.
Lo stile dell’albo è divertente, scanzonato e spiazzante, sia nel testo che nelle illustrazioni.
Poche parole e colori che attirano ne fanno un albo da presentare anche ai più piccoli.
Le immagini buffe e la storia di solo dialoghi, rende il libro affascinante e leggero e come ci hanno abituato gli autori, un libro dal finale sorprendente!

Non ci resta che augurarvi Buone minestre! 😛
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Domani farà bello – Rosie Eve

Benvenuti nell’Artide,
una terra di mare, di ghiaccio e di cielo,
tutta a Nord del nostro pianeta.
Il mondo si riscalda, i ghiacci si sciolgono…

Un giovane orso polare bianco con la sua mamma affronta le giornate belle e quelle brutte, le tempeste e le giornate di sole. Solo che le tempeste sono sempre più violente e il sole è troppo caldo, tanto da sciogliere i ghiacci della banchisa.
Così, a un certo punto, mamma e cucciolo sono separati dal crollo di un pezzo di iceberg, su cui l’orsetto si troverà a vagare da solo, in mezzo al mare.

Ci sarà il momento di doversi tuffare e cominciare a nuotare e continuare a farlo per giorni; per fortuna, quando si è stanchi, viene in soccorso un amico e il viaggio può continuare. E’ la mamma che parla e incoraggia ad avere sempre fiducia, perché lei sarà sempre lì ad attendere il ritorno del piccolo.

Ma dobbiamo sempre credere nel futuro…
e accettare i momenti belli come quelli brutti.
Un bravo orsetto conosce la pazienza.
Sa che il sole tornerà…

Nella storia avviene un “brusco” cambiamento di prospettiva.
La mamma aspetta il suo cucciolo non più sulla banchisa, ma in un territorio nuovo, disegnato dalle città sommerse; come dire, e a sottolineare che noi, la nostra civiltà fatta di consumismo compulsivo delle risorse, costi quel che costi, verrà letteralmente ricoperta dall’innalzamento dei mari, dovuto allo scioglimento dei ghiacci.
Gli orsi, invece, in qualche modo se la caveranno, come hanno sempre fatto, certi del loro futuro e attenti a conservare con amore il loro ambiente.

Se il cambiamento tarda troppo a venire,
perderai un poco la speranza.

Ma non mollare,
troverai sempre qualcuno pronto ad aiutarti.

Da bravo orsetto prosegui il tuo viaggio…
verso il sole.

Domani farà bello, di Rosie Eve, pubblicato da L’Ippocampo Ragazzi, è un albo illustrato originale, che racconta con grande semplicità il dramma del cambiamento climatico, con un finale che rappresenta una prospettiva diversa e interessante.
Nella storia convivono due filoni di narrazione:
da una parte l’esperienza drammatica del distacco e della perdita, la ricerca e poi il sollievo di ritrovarsi insieme, con il ruolo di mamma orsa che, conducendo il racconto, incoraggia a non perdere mai la speranza;
dall’altra lo sfondo dei cambiamenti climatici, la visione ahimè apocalittica, ma realistica, di quello che potrebbe essere lo scenario futuro, a fronte del comportamento autodistruttivo che la specie umana sta mettendo in campo.
L’autrice mette in guardia e sottolinea quanto, in una favola, può esserci di realismo, una prospettiva remota, ma non troppo, che può coinvolgere tutti noi, grandi e piccoli lettori.

La lettura è indicata dai 5 anni, ma è assolutamente da proporre anche a bambini più grandi in quanto questo apre la porta a molte riflessioni e a molti approfondimenti che ha senso fare con bambine e bambini, direi dalla terza elementare in poi.
E’ molto bello ragionare con loro sull’idea di futuro che hanno, come se lo immaginano e cosa farebbero per renderlo migliore e allo stesso tempo sensibilizzarli sul rispetto dell’ambiente che li circonda.

Le illustrazioni di Rosie Eve sono essenziali ed emozionali, l’albo, alterna tavole a tutta pagina o a pagina doppia, a pagine in cui il racconto accelera con sequenze di immagini che descrivono le azioni con un linguaggio che riprende lo stile del fumetto.
Domani farà bello, raccontando dell’orsetto che ha perso la mamma, la sua solitudine in mezzo al mare rende la storia ed il messaggio intuitivo ed evidenzia, sollecitando la partecipazione emotiva del giovane lettore o lettrice.
La visione del mondo futuro ha una limpida chiarezza, che esprime un indiretto grido d’allarme quanto basta per insegnare qualcosa alle generazioni che avranno il super-eroico compito di salvaguardare il nostro pianeta…una storia piena di speranza!

Ho imparato tante cose nel mio viaggio!
Quando c’è una tempesta o la notte senza fine…
devo avere pazienza…
e andare avanti fiducioso.

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Gorilla di Anthony Browne

Anna passa tutto il suo tempo
a leggere libri sui gorilla,
a guardare spettacoli di gorilla
e a disegnare immagini di gorilla.
Lei ha i gorilla sulla sua lampada da comodino

e persino sulla sua scatola di cereali.
Anna ama i gorilla
e desidera vederne uno vero,
ma suo padre è sempre troppo occupato
o troppo stanco
per portarla allo zoo.

Gorilla, edito da Orecchio Acerbo, racconta la bella storia di Anthony Browne, di una ragazza solitaria che desidera trascorrere del tempo con suo padre perennemente impegnato.
Suo padre è troppo assorbito dal suo lavoro per rispondere alle sue domande, e ancor meno per rispondere alle sue richieste di un viaggio allo zoo per guardare i gorilla. Poi quando finalmente non lavora, è troppo stanco per lei.

Le struggenti illustrazioni di Browne, non possono non emozionare e mostrano la ragazza e suo padre in una casa poco illuminata. Il padre lavora sotto una lampada da scrivania o si seppellisce profondamente nel giornale. Anna invece cerca di attirare la sua attenzione fino a che non si arrende e guarda la TV in un angolo.

Per il suo compleanno, chiede a suo padre un gorilla.
Il padre che lavora sempre ed ha poco tempo e poca pazienza con Anna; per il suo compleanno il massimo che può fare per lei è regalarle un piccolo gorilla giocattolo.
E’ grande la delusione sul viso della ragazzina, ma poi… “è successo qualcosa di incredibile”.

Il gorilla giocattolo diventa un vero gorilla,
protettivo come il padre che desidera,
e pronto a soddisfare i suoi desideri.

Ecco quel magnifico esemplare di gorilla, dolcemente le domanda se gradirebbe una visita allo zoo…riuscirà a condurla oltre le soglie della solitudine dell’infanzia.
Proprio così, si avvera il grande sogno di Anna!!!!

L’arrivo del gorilla gentile è un premio insperato, e il volto del grande animale è disegnato con una espressione di profonda dolcezza, proprio come i bambini immaginano gli animali, che identificano nella loro fantasia come degli umani.

Vestito degli abiti di suo padre, cappello compreso, il gorilla accompagna la bambina allo zoo, dove si possono vedere i vari oranghi e scimpanze, tristissimi dietro le sbarre delle gabbie; poi al cinema, dove un gorilla superman affascina la piccola spettatrice; in pasticceria e infine, sulle spalle del gorilla, Anna ritorna a casa stanca, ma felice come non lo era stata mai..

Dopo una così meravigliosa gita con il caro ed immenso gorilla, Anna si svegliò il mattino guardando il gorilla giocattolo e sorridendo…ricordando il suo “sogno”..
un magnifico sogno ma, quella mattina, del suo compleanno, la piccola Anna riceve una ancora più bella e inattesa sorpresa! Ovviamente vi lascio il piacere di scoprire la dolcezza del finale.

Ecco la vera felicità

Insignito di una miriade di premi, il grande illustratore di libri per bambini Anthony Browne, che aveva dedicato a King Kong un altro suo libro famoso, in “Gorilla” sembra voler superare se stesso.

Le illustrazioni con tutti i precisi dettagli dei disegni di Anthony Browne sono di una grande e rara raffinatezza, la tavola che più emana tutta la tenerezza vede il tenerissimo bacio tra Anna e il suo grande amico, ma devo dire che anche quello sguardo raggiante mentre si guardano negli occhi arriva a scuotere ricordi ed emozioni in grandi e piccini.

Con un uso magistrale tra il realista e surrealista, dai tempi lievi e precisi come quelli di una melodia, Browne racconta della tristezza di una bambina che, a causa di un padre sempre troppo impegnato, rischia di non vedere realizzato il più forte dei suoi desideri, quello di andare allo zoo a vedere i suoi amati gorilla, neanche in occasione del giorno del suo compleanno. Ma, si sa, quando i bambini non riescono ad andare verso i sogni sono i sogni che vanno verso i bambini.

Semplicemente meraviglioso!
Impossibile non amare il grande gorilla!

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Tutti in coda! – Babalibri

Anche gli animali fanno la coda! Ma per cosa?

“Benvenuti. Gli ultimi arrivati si mettano in coda qui.”

Tutto inizia così, l’uccellino dall’alto coordina e da indicazioni alla piccola rana, l’ultima arrivata, la numero 50! Davanti a lei c’è una lunga fila di animali, dal più piccolo al più grande, in A T T E S A!
Provengono da tutto il mondo: Asia, Africa, foresta, savana, giungla, fattoria…

Ma cosa fanno tutti questi animali ben allineati con il loro numero?
La coda, sì, ma perché?


50 animali dalla rana all’orango, passando per il vombato e finendo con l’elefante, tutti in coda;
alcuni più pazienti di altri, alcuni simpaticamente affamati, altri annoiati o arrabbiati, qualcuno che sbadiglia e qualcuno che si diverte nell’attesa per una meravigliosa avventura.
Di dirvi quale sia questa meravigliosa avventura non ce lo sogniamo nemmeno! 😀
Vi posso solo dire che una doppia pagina annuncia l’apertura di un’attrazione: “Benvenuti sulle onde giganti!!!

Edito da Babablibri, Tutti in Coda è stato realizzato da Tomoko Ohmura, una bravissima illustratrice giapponese.
È un libro fresco (a tratti direi anche umido) ma assolutamente divertente!
Per tutti i bambini che amano gli animali, l’acqua e le grandi avventure Tutti in Coda è un libro da non perdere l’occasione di sfogliarlo.
Adatto ai piccolissimi che adorano nominare e rinominare le stesse cose all’infinito, ma è garantito che sa far sorridere anche i più grandicelli (direi 3-6 anni) 😉

La prima volta che l’ho aperto mi sono detta: e adesso questo come lo leggo?
Sì, perché tre quarti del libro sono fatti così:
un elenco di animali, numerati da 50 a 1, in coda uno dietro l’altro.
Alcuni dicono qualcosa, altri no.
Alcuni interagiscono tra loro, altri no.
Alcuni (quasi tutti) sono animali comuni, altri no (che caspiterina è un vombato?) 😀
Ah, e poi c’è un uccellino che fa un sacco di lavoro per far da guida, dare indicazioni e a tenere tenendo d’occhio tutti quanti i 50 animali!

Insomma: come fare? Leggere il nome di tutti gli animali? Nominare solo quelli che parlano?
Cercare di dare un senso alle espressioni di quelli che stanno zitti?

Beh devo dire e devo ammettere che, dopo la prima lettura, c’è da ricredersi.
Nonostante le premesse, Tutti in coda è uno dei libri che i bambini preferiscono.
A ogni lettura si scopre un nuovo particolare, ogni volta i bambini si concentrano su un animale diverso e quando arriviamo alla balena…il divertimento è unico!
Questo bellissimo album permette di conoscere i numeri da 1 a 50, i nomi degli animali, nonché cercare di indovinare l’animale successivo, perché alcune volte prima di girare pagina vediamo la coda 😀

Ma a proposito, perché fanno la coda? Sorpresa!!! 😉
Francamente, vale la pena aspettare!

Belle scoperte e buone letture! 😉

Tutti in coda

OHMURA TOMOKO

 

Il Vento – Alessandro Riccioni

Una mattina d’inverno si alzò il vento.
Si alzò di cattivo umore.
Di più, di pessimo umore. L’azzurro del cielo,
sgombro di nuvole, lo irritò così tanto
che decise di sfogare tutta la sua rabbia.

E’ così che ha inizio una giornata strana, di trambusto e confusione. E, quando il vento è arrabbiato, soffia.
Soffia tra le pagine del libro Il Vento di Alessandro Riccioni edito da Il Leone Verde Piccoli e soffia anche tra le vie di quella città..

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La gente cerca riparo nei negozi, si stringe nei cappotti, ma per i cappelli non c’è nulla da fare: volano via.
Di tre cappelli in particolare seguiamo pagina dopo pagina il lungo viaggio verso il mare, dove il vento osserva divertito il berretto di lana di un bambino conquistato da un piccolo granchio;

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il cappello a cilindro di una statua vivente che vola insieme a un gabbiano;

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e l’elegante cappellino di una vecchia signora che nuota in groppa a una balena.

Il Vento illustrato da Simone Rea è come il caso, che scombina l’esistenza ricomponendola a suo piacere. L’assenza di controllo sugli eventi e anche il fatto di non riuscire a salvare il proprio cappello può decisamente essere ragione di fastidio, ma i personaggi di questo libro sollevano le spalle e dicono Pazienza! 😉
Impossibile anche per il vento, inizialmente arrabbiato, resistere alla risata che, fragorosa, alza un bel po’ di sabbia.
Con quella sua voglia di giocare e di ridere, che trova eco negli alberi azzurri e invernali, dove un piccolo scoiattolo riceve pure un dono inaspettato, una coppola rossa che gli calza proprio a pennello.

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Simone Rea ha disegnato un vento come un grigio gigante gonfio e tondo con piccoli arti e grossi denti, ma ad attirare lo sguardo è anche quel piccolo scoiattolo che si affaccia al principio e alla fine con qualcosa di cambiato..
e quel chiarore del bosco nebbioso che si contrappone in modo stupendo ad una città molto colorata e articolata nei suoi volumi che diventa una sorta di strumento musicale nelle mani, molte più di due, del gigante del vento.

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Passata la “furia” del vento ecco che il sole splende di nuovo ora il vento si è placato e tutto sembra tornare come prima…ma qualcosa di diverso c’è.. 😉

In questo libro certo si parla del vento, ma anche della rabbia che arriva e spazza via tutto.
Si parla della città, dei suoi palazzi e dei suoi abitanti, ma anche dei cambiamenti dell’anima..
È adatto ai piccoli (dai 4 anni) perché le illustrazioni sono stupefacenti.
E’ adatto anche ai più grandi perchè sono in grado di coglierne gli aspetti più significativi della storia.

Insomma un libro illustrato assolutamente imperdibile.   

E voi, riuscite a salvare il cappello quando incontrate un vento così birichino?!
Buona lettura!
Se ti piace il libro puoi acquistarlo qui:

Il vento

Alessandro Riccioni

Io: una poesia di vita

Io-Stina-Wirsen

Dai sussulti e da alcuni spasmi, credo che sia in arrivo…la mia nascita.
A dirti il vero ,mamma, un pò di paura ce l’ho da qualche giorno. In casa tua, mi sento già a casa mia.
Conosco il lettone sul quale riposi. Ti sento dormire..e io veglio dentro di te.
Il lettone è la prima cosa che voglio provare, appena uscita.
Le tue mani le conosco millimetro per millimetro.
Mi inteneriscono; sprigionano la mia felicità.
Conosco anche già gli odori di cucina e so che adori la pizza alle melanzane, le spremute e che sei divoratrice di coppe-gelato.
Dei tuoi discorsi, alcuni mi piacciono tanto, altri però sono barbosi e antipatici quanto mai.
Perchè fate, con nonna e le amiche, tutte quelle supposizioni?
Assomiglierà a me, al papà, alla zia?
Ricordati, mamma, che IO SONO IO.
Non fare di me un idoletto; un soprammobile di lusso.
Sono qualcosa infinitamente nuovo, che entra nel mondo per cercare tutto ciò che è bello, buono, vero.
E’ vero sono piccolissimo, ma per Dio sono una donna intera, completa.
Mamma, voglio adorarti ed essere adorata infinitamente,
ma voglio che tu mi pensi da subito come una persona libera,
che ha bisogno di piangere, ridere, sbagliare, soffrire, godere, sperare, credere, insieme con te e con il papà.
Insieme, uno vicino all’altro, non uno sopra l’altro. Conosco le tue preghiere per me, per la mia felcità.
Sento le doglie o sbaglio?? Mamma, ho un pò di paura…
ma sò che tu e papà siete con me e mi proteggerete sempre e
con molta pazienza e amore mi insegnerete a crescere.
Grazie mamma e papà, Io!

 

Io Io

Stina Wirsén

Compralo su il Giardino dei Libri

Stina Wirsèn, l’illustratrice, sagace interprete dell’attualità. “Io” è una delle sue opere più belle; poi ci sono loro, i lettori che sono numerosissimi. Stina, infatti, è conosciuta, amata e apprezzata in tutto il mondo grazie ai suoi disegni.
Nota per la capacità di saper raccontare i molteplici aspetti dell’esistenza umana attraverso il disegno. Così percorrendo il meraviglioso viaggio chiamato vita, l’autrice crea un nuovo personaggio presentato nel volume “Io” pubblicato da Sonda Edizioni.

Con immagini semplici ed essenziali si descrivono nelle 32 pagine rilegate in una copertina bianca, metafora del candore e della purezza di una nuova creatura, quelle che sono le sorprese, le sconfitte, le emozioni, le attese di un percorso unico e irripetibile intrapreso da una bambina. Illustrata con l’essenzialità di una sagoma, il corpicino della piccola protagonista si muove incontrando gli elementi della natura e confrontandosi con la realtà circostante.

Chi legge il libro non può che rimanere folgorato dalla sublime eleganza dei disegni e dalla poesia del testo che nella semplicità delle frasi racchiude il senso di una storia.

Un libro dedicato a chi è venuto al mondo, a chi sta per intraprendere il viaggio chiamato vita. Dove si fanno esperienze piacevoli, si superano difficoltà da soli o insieme a chi ci circonda.

Io rappresenta il cammino che affronta ciascun bambino, descrive poeticamente l’esistenza nell’arco di un giorno, a contatto con gli elementi della natura, attraverso semplici gesti simbolici che rappresentano un percorso consapevole.

Un libro d’amore in cui l’autrice celebra la vita attraverso immagini espressive e semplici parole. Poeticamente, l’augurio che ogni bambino si realizzi, un giorno, come persona.

Un regalo ideale per i nuovi genitori o per chi intraprende un nuovo progetto di vita.

La strada per la felicità

La strada per la felicità

La strada per la felicità

La strada per la felicità non è dritta.
Esistono curve chiamate Equivoci
Esistono semafori chiamati Amici,
Luci di precauzione chiamate Famiglia

E tutto si compie se hai:
Un cerchione di risposta chiamato Decisione
Un potente motore chiamato Amore
Una buona assicurazione chiamata Fede
E abbondante combustibile chiamato Pazienza.

A. Jodorowsky

Le Pietre del Cammino - Libro

“Le pietre del cammino” sono l’esempio più emblematico – e forse il più bello – del percorso poetico di Alejandro Jodorowsky, uno degli artisti più geniali e versatili della contemporaneità.

Una raccolta di ben 500 aforismi e poesie brevi, 500 “pietre” del cammino di Jodorowsky che in questa forma espressiva trova una delle strade più appropriate per rappresentare la sua visione del mondo.

Questi brevi componimenti, costringendo all’essenzialità, richiedono un altissimo livello di concentrazione della parola e del suo potere evocativo. Da qui scaturisce la grande potenza insita in queste piccole scintille, che riescono – anche se solo per un unico, meraviglioso istante – a illuminare l’intero universo con la loro carica esplosiva concentrata.

Non so chi sei né so chi sono
ma conosco la nostra relazione
Jodorowsky

Messaggio per le donne di questo mondo

Messaggio per le donne di questo mondo

Messaggio per le donne di questo mondo.
Care donne dovete scoprire chi siete davvero. Nel corso dei millenni la vostra vera forza è stata sottovalutata, ora è tempo di risvegliarla.

Dovrete avere un po’ di pazienza per riacquistare fiducia nella vostra forza divina, ma ce la farete.

Al principio la donna era onorata perchè era colei che portava la vita, la creava. Questa consapevolezza si sta risvegliando…

Per guarire, il mondo ha bisogno del vostro intuito e delle vostre facoltà spirituali. Scavate nelle vostre anime e riportate alla luce il meglio di voi finora sopito.

Riportate alla luce la vostra magia e la vostra luce dall’oscurità del ventre materno della terra. Avete già fatto molta strada e altra ce n’è ancora da fare…

Recuperate la vostra piena integrità per diffonderne il messaggio tra i vostri simili e il vostro esempio si riverberi come un sasso scagliato nello stagno; in questo modo la cura per il mondo è a portata di mano. Dovete essere consapevoli di quanto ognuna di voi è importante e quanto è grande il potenziale nascosto in voi.
Siete divinità e avete il compito di portare alla luce e proteggere la vostra essenza come ogni uomo in terra.

La luce dorata vi avvolga e vi sollevi per irradiare la vostra luce.

Tratto da Gli Angeli così Vicini di Isabelle Von Fallois

Gli Angeli così Vicini - Libro

Voto medio su 1 recensioni: Sufficiente

Alla vigilia del suo trentesimo compleanno la pianista Isabelle von Fallois cade facendo jogging. La diagnosi parla chiaro: leucemia acuta. Qui ci racconta con il suo stile avvincente come è stato possibile scampare alla morte, non perdere la fede e guarire dalla malattia con l’aiuto degli angeli.

Il suo libro da coraggio e sveglia la fede. Racconta come, anche nelle situazioni apparentemente senza via d’uscita il sostegno degli angeli unito alla fede da buoni frutti se il cuore resta aperto alla speranza. Allo stesso tempo è un diario che da conto di un cammino spirituale personalissimo e offre numerosi spunti di riflessione.

Oggi, a distanza di dieci anni l’autrice è guarita e di nuovo in forma, e accompagna tante persone nell’inesauribile universo degli angeli.

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Nel corso di questo seminario illuminante e divertente, della durata di un giorno, Doreen Virtue (massima esponente mondiale sugli Angeli) ti svela la simbologia delle carte degli angeli e l’arte di saperle interpretare.

Imparerai ad aprire l’intuito e ad affinare le tue capacità divinatorie naturali per ricevere informazioni precise nelle letture.

Questo seminario potenzierà le tue interpretazioni facendoti progredire al livello successivo in modo da permetterti di ricevere risposte specifiche e dettagliate per te e per le persone a cui vuoi interpretare le carte.

Durante questo seminario Doreen Virtue sarà accompagnata da Radleigh Valentine, assieme a Doreen co-autore de “I Tarocchi degli Angeli”.

Alla fine del seminario, riceverai l’attestato di partecipazione come Angel Card Reader ™lettore certificato delle carte degli angeli, a dimostrazione della tua formazione nella comprensione delle carte oracolari degli angeli. Questo attestato ti permette di insegnare la lettura delle carte degli angeli anche gli altri, o di tenere letture professionali.

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Puoi guarire la tua Vita

L’Amore si sa, è uno dei più potenti strumenti di guarigione. Imparare ad accettarci e ad amarci esattamente così come siamo, è forse la lezione che tutti noi siamo chiamati ad imparare.
Spesso però siamo capaci di amare noi stessi e gli altri, solo se questo amore è vincolato da precise condizioni. E’ come se, in un certo senso, seguissimo la regola del cosiddetto ‘solo se…’ o ‘ solo quando…’
L’Amore è uno dei più potenti strumenti di guarigione
Mi amerò solo se… troverò un nuovo partner…quando dimagrirò… quando cambierò lavoro… se saranno gli altri ad amarmi per primi…. e la lista potrebbe continuare all’infinito.
A chi e a che cosa condizionate il vostro amore? E cosa succede quando anche solo una di queste condizioni viene meno? Cosa accade se non avete ancora trovato il vostro partner ideale? E se il lavoro dei vostri sogni pazienta ad arrivare? Cosa succede se anche gli altri, seguendo il vostro stesso ragionamento, si aspettano che siate proprio voi a fare la prima mossa?
Amare se stessi –dice Louise Hay – è un’avventura meravigliosa: è come imparare a volare. E’ vero, non è sempre semplice amarsi completamente: tutti noi, infatti, abbiamo i nostri piccoli e grandi difetti che a volte, ai nostri occhi, appaiono così evidenti, da ritenere impossibile l’atto di poterci amare incondizionatamente. Eppure, non è possibile imparare a volersi bene se non partiamo proprio dall’accettarci così come siamo, anche con i nostri difetti.
Ripercorriamo insieme, brevemente, le Dieci fasi ideate da Louise Hay per imparare ad amare se stessi, nella speranza di aiutare sia le persone che già hanno iniziato a farlo, sia coloro che vorrebbero cominciare ora.

1. CESSARE DI CRITICARCI:

le critiche e i giudizi spesso non servono per progredire verso il cambiamento che auspichiamo, bensì per tenerci imprigionati al passato e ai nostri vecchi comportamenti. Per esempio, se ci disprezziamo per la nostra incapacità di mantenere fede alla promesse fatte con noi stessi, non ci stiamo certo aiutando a realizzare il nostro obiettivo. Allo stesso modo, se ci ripetiamo di essere degli stupidi o degli incapaci, questo non ci renderà di certo delle persone migliori, e noi rimarremo solo bloccati nei sentimenti spesso ancora più dannosi del biasimo e del risentimento verso noi stessi. Ogni giorno è un nuovo giorno per attuare comportamenti diversi e provare ad abbandonare le tensioni create da atteggiamenti iper responsabili e ipercritici ai quali ci sottoponiamo continuamente.

2. SMETTERE DI SPAVENTARCI:
quante volte usiamo i nostri pensieri per rendere le situazioni peggiori di quello che realmente sono? Quante volte formuliamo pensieri capaci addirittura di terrorizzarci? Utilizziamo questo comportamento anche nella vita sociale: se qualche nostro collega d’ufficio incontrandoci non ci saluta, cominciamo subito a pensare che dobbiamo avergli fatto un torto, quando magari sta semplicemente pensando ad altro. Pensieri del genere non fanno altro che paralizzarci e non ci sono di nessuna utilità. Ogni volta che ci ritroviamo a formulare pensieri negativi, fermiamoci e riportiamo dolcemente l’attenzione ad una immagine per noi positiva (per esempio il tramonto), o ad un suono (magari il rumore del mare), oppure semplicemente ripetiamoci ad alta voce una frase positiva che ci aiuti ad uscire dal loop negativo nel quale siamo entrati.

3. ESSERE GENTILI, DOLCI E PAZIENTI CON NOI STESSI
la pazienza è davvero uno strumento straordinario. Troppo spesso pretendiamo che le nostre aspettative vengono soddisfatte subito, o che i cambiamenti che sentiamo necessari per noi e per la nostra vita avvengano quanto prima. Ma i nostri tempi spesso non coincidono con i tempi della lezione che siamo venuti ad imparare su questa terra: potrebbe infatti volerci più tempo del previsto oppure le cose potrebbero semplicemente non accadere secondo la nostra sequenza spazio-temporale. Tutti commettiamo errori mentre apprendiamo qualcosa di nuovo ed è solo se ci diamo il permesso di accettare questi errori e di imparare da questi, che progrediamo e miglioriamo veramente. E’ come quando abbiamo cominciato a camminare – dice Nicola Riva, insegnante certificato Louise Hay – se dopo il primo tentativo ci fossimo subito arresi o ci avessero detto che eravamo degli stupidi solo perché ci avevamo provato ma eravamo caduti, avremmo forse imparato più velocemente o meglio?’ Probabilmente no… e allora perché quando sbagliamo non possiamo semplicemente perdonarci e considerare l’accaduto un ulteriore passo verso il miglioramento?

4. ESSERE GENTILI ANCHE CON LA NOSTRA MENTE
trovarci a pensare a qualcosa di negativo non è certo la fine del mondo. Non dobbiamo odiarci perché facciamo pensieri negativi e nemmeno incolparci per le esperienze negative che abbiamo vissuto in passato. Un esercizio molto utile che Louise Hay consiglia in proposito è quello del rilassamento: quando ci troviamo tesi o spaventati semplicemente chiudiamo gli occhi e respiriamo profondamente per qualche minuto e mentre espiriamo ripetiamo a noi stessi ‘Ti voglio bene. Va tutto bene.’ In questo modo ci rilasseremo e allo stesso tempo invieremo al nostro cervello pensieri potenzianti.

5. LODARE SE STESSI:
così come le critiche deprimono il nostro spirito, le lodi lo risollevano. E’ importante dunque imparare a complimentarci con noi stessi per tutti i miglioramenti che siamo in grado di apportare alla nostra vita, e per tutti i cambiamenti che riusciamo ad attuare, anche per i più piccoli o per quelli che ci sembrano meno importanti.

Queste sono le prime cinque regole per imparare a volersi bene. Ed ora provate a pensare alla prossima volta in cui vi ritroverete a vivere una situazione che non vi soddisfa o in cui vi capiterà di formulare pensieri negativi… Come vi comporterete? Con quale frase potenziante sostituirete le solite vecchie critiche nei confronti di voi stessi? Come vi premierete per aver raggiunto quel traguardo, seppur piccolo, che vi eravate prefissi?

Accettati in modo totale per un’ intera giornata e stai a vedere che cosa succede!
Louise Hay

Pensare in positivo per ritrovare il benessere fisico e la serenità interiore

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Liberarsi da schemi mentali negativi, per aprirsi alla vita con un approccio ottimistico, significa servirsi del pensiero positivo come strumento indispensabile per vivere felici, all’insegna dell’amore e della pace.
L’autrice, affetta da una grave forma tumorale, è riuscita a sconfiggere il cancro grazie ad un processo di autoguarigione, attivato dal pensiero positivo.

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