I viaggi di Babar

Babar, il giovane re degli elefanti,
parte per la luna di miele a bordo di una mongolfiera,
insieme alla sua sposa, la regina Celeste.

Due elefantini felici, con in testa una piccola corona d’oro, due elefantini in viaggio di nozze in mongolfiera, fino a quando una tormenta fa volare la mongolfiera su un’isola di cannibali.

Babar e Celeste vengono salvati da una balena che li abbandona su uno scoglio in mezzo al mare e poi vengono imbarcati su una nave da crociera. Purtroppo però il capitano non capisce che ha davanti il Re e la Regina degli elefanti (Babar e Celeste hanno perso la corona durante la tormenta), così li dona al circo del signor Ferdinando.

I due elefanti riescono a scappare e a ritrovare nella grande città l’anziana signora che ha aiutato Babar quando era ancora un cucciolo.
Finalmente la luna di miele può continuare, ma quando tornano a casa il Re e la Regina devono affrontare una vera guerra con i rinoceronti.
Per fortuna Babar è un grande Re… e un grande stratega 😉

Babar, è un’elefantino illustrato da Jean de Brunhoff, artista e pittore francese, nel lontano 1931.
Jean de Brunhoff diede una forma e un volto a Babar prendendo spunto da una fiaba della buonanotte che sua moglie Cécile raccontava ogni sera ai loro bambini, e fin da subito fu amatissimo!
Cécile, per addormentare i bambini, aveva inventato il personaggio di un elefantino parlante, destinato a diventare re di Célesteville e a inanellare un discreto numero di storie. Un bel giorno Jean decise di disegnare, colorare e trascrivere la prima di quelle storie (a mano, imitando la calligrafia infantile), in 48 pagine di taglia extralarge. Ne venne fuori un album, “L’histoire de Babar” (in italiano: “Il primo libro di Babar”) destinato a rivoluzionare il mondo dell’editoria per ragazzi. Nulla di simile si era mai visto prima. Il successo fu travolgente.

Babar, divenne subito un classico in tutto in mondo al quale seguirono molti altri libri, raccolte di fiabe e serie televisive a cartoni animati, programmi televisivi in live action e anche un film nel 1989.
Le illustrazioni sono splendide e presentano una novità per come era inteso l’albo illustrato all’epoca; lo ha affermato anche una voce molto affermata:

“Tra il 1931 e il 1937, Jean de Brunhoff ha compiuto un’opera che ha cambiato per sempre il volto del libro illustrato. Nessuno prima di lui è riuscito a concepire l’illustrazione a doppia pagina con pari effetto drammatico e di sorpresa. Le righe di testo che scorrono alla base delle immagini sono così semplici ed efficaci che l’arte letteralmente sboccia da esse”.
Maurice Sendak

Concedere il tempo di assaporare questa storia ai bambini è un vero piacere, perchè è ben scritta e invita pagina dopo pagina a godersi le immagini colorate e affascinanti.
I viaggi di Babar, grazie a Picarona è stato ripubblicato, e a distanza di molti anni, Babar continua a deliziare la vita di molti bambini e adulti, di oggi 😉 è uno di quei libri con i personaggi classici del ventesimo secolo che non manca mai di tentare allo stesso modo adulti e bambini.
Jean De Brunhoff, ha prodotto opere di scrittura e opere d’arte per bambini che rimangono popolari e mooolto piacevoli anche tutte le età di oggi.

“Se ami gli elefanti, amerai Babar e Céleste.
Se non li hai mai amati, d’ora in poi li amerai”
Alan Alexander Milne – papà di Winnie-the-Pooh

I disegni sono molto semplici, quasi ingenui nella loro esecuzione. Tuttavia, catturano perfettamente il fascino e l’innocenza della storia.

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Bella e il Gorilla – Anthony Browne

C’era una volta un gorilla molto speciale,
a cui era stao insegnato un linguaggio dei segni.
Sembrava avere tutti ciò che serviva.
Ma era triste.
“Io… voglio…
un amico.”

Gorilla è probabilmente oggetto di ricerca, vive tranquillo e con tutti gli agi in un appartamento, ha anche una televisione e un water e gli viene insegnata la lingua dei segni.


Un giorno il Gorilla comunica con il linguaggio dei segni che si sente solo e con i gesti chiede ai suoi custodi un amico. E’ così che arriva Bella, una piccola e affettuosa gattina che in un primo momento appare spaventata dalla creatura enorme e nera nelle cui mani viene affidata, ma poi i due diventano tutt’uno.
Lui le vuole bene, donandole le attenzioni di cui ha bisogno, dandole il latte e anche del miele, trascorrono le giornate insieme e dormono abbracciati insieme…e non solo, i due vanno anche a fare i loro bisognini insieme 😀
Bella e Gorilla trascorrono così felici e appagati le giornate in amicizia per moltissimo tempo.

Finchè un giorno Gorilla si arrabbia moltissimo guardando un film alla tv, la rabbia è così forte che rompe la televisione. I custodi si preoccupano subito, pensano che il gorilla sia diventato improvvisamente pericoloso e la conseguenza è che bisogna allontanare la gattina a cui rischia di far del male.

“Il gorilla guardò Bella.
Bella guardò il gorilla.
Poi lei cominciò a segnare.
Sono…
stata…
IO!”

Bella e il Gorilla di Anthony Browne edito da Camelozampa è un’opera prevalentemente di immagini, disegni a colori espressivi e commoventi; un volume nel quale la narrazione è affidata soprattutto agli occhi dei protagonisti, da soli in grado di raccontare gioie, dolori, paure e speranze.
Il racconto è liberamente tratto dalla storia vera di Koko, la gorilla nata nello zoo di San Francisco (morta circa un anno fa) che conosceva il linguaggio inglese dei segni, questo racconto per i più piccoli fa riflettere sull’importanza dell’amicizia, anche fra specie diverse.
Un bel libro, senza alcun dubbio! Un libro che, con la sua genuinità carica di buoni insegnamenti, abbatte le barriere dei pregiudizi e parla ai lettori di valori universali da preservare, come la solidarietà, la riconoscenza, l’amicizia.

La trama stessa può essere un punto di partenza per la discussione sulla solitudine, l’amicizia e la gentilezza. Infatti durante la storia il gorilla vive una serie di emozioni: tristezza, felicità, rabbia, che sono tutte raccontate dalle espressioni sul suo volto.
Le emozioni vissute dal Gorilla sono qualcosa che tutti i bambini avranno vissuto in qualche modo nella loro vita, rendendo questo libro qualcosa a cui potranno relazionarsi. Ciò potrebbe anche migliorare ulteriormente la loro interpretazione delle emozioni mostrate attraverso le illustrazioni.

Una storia speciale che ha il potenziale per essere usata con una vasta gamma di età. Le straordinarie illustrazioni realistiche attirano l’attenzione anche dei lettori più giovani. Un libro illustrato, dove l’entusiasmo di Browne incoraggia i bambini a diventare lettori di parole e immagini.

Bella e il grande e grosso Gorilla non possono che provocare tenerezza e amore, insegnare il rispetto e la considerazione, il termine discriminazione qui non trova assolutamente casa perchè pagina dopo pagina un gatto e un gorilla di fatto diventano grandi complici e inseparabili amici.
Ce lo dimostrano spesso i bambini, ora anche Bella e il Gorilla ci ricordano che l’Amicizia a volte è qualcosa di inaspettato, succede e basta.

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Dory Fantasmagorica all’Arrembaggio – Abby Hanlon

“Ho un sacco di amici”
“Davvero?”
“Alcuni reali, e altri immaginari”.

Di avventura in avventura torna Dory, finalmente, con il quinto volume: Dory Fantasmagorica. All’arrembaggio! (Scopri le prime tre storie QUI  e la quarta storia Dory Fantasmagorica Con la testa fra le Nuvole QUI )
Dory Fantasmagorica, una serie amatissima, edita da Terre di Mezzo, scritta e illustrata da Abby Hanlon, Premio Orbil 2017 assegnato da ALIR, Associazione Librerie Indipendenti per Ragazzi.

Cosa combinerà Dory in questa nuova avventura?

La mamma di Dory vuole convincerla che crescere non è poi così male e che ci sono giochi diversi dalla signora Arraffagracchi che fa combinare a Dory sempre tanti guai. E forse c’è qualcosa che Dory vorrebbe: Vascaland, un giocattolo per la vasca da bagno, che ha visto in una vecchia rivista a casa della nonna. Peccato che non venga più prodotto!
Dory decide che la colpa di tutto è proprio dei pirati: anche del fatto che Vascaland sia fuori produzione.
Intanto Anna, la sorella di Dory, si trova in difficoltà. Le sue amiche l’accusano di aver rubato un braccialetto.

“Oggi ho litigato tantissimo con Anna.
Ha fatto i braccialetti dell’Amicizia,
ma non ne ha fatto uno per me.”

“Un tesoro scomparso?” chiedo
“Per caso c’entrano i pirati?”

Ecco la missione giusta per Dory: dimostrare che invece sono stati… i pirati. Non possono mancare la signora Arraffagracchi, con tanto di benda sull’occhio, e il signor Bocconcino, trasformato in sirena. Inoltre Mary trova una nuova amica, Stelletta. Si può essere amiche in tre? Anche questa nuova avventura è fantastica e capace di entusiasmare con la sua freschezza e originalità!

Le avventure di Dory, sono come un ciclone, se inizi a leggere non puoi smettere, perché ti travolge, ti fa ridere, ti porta nel suo mondo così fantastico e mirabolante che non puoi non ridere, che non puoi non voler sapere cosa succede dopo.
Ancora centocinquanta pagine spumeggianti e movimentate da disegni a matita in bianco e nero, balloon, vignette spiritose che raccontano ancor più delle parole l’esuberante personalità di Dory Fanstamagorica detta Birba, la figlia piccola di una famiglia composta da mamma, papà e i fratelli Luca e Viola.

“Adoro i nostri pomeriggi insieme” dice la mamma
“Sei la mia piccola socia.”
“Questo vuol dire che sono la tua preferita, vero?” chiedo
Lei mi fa l’occhiolino e dice “No”.

Scritto con frasi semplici e dialoghi animati, propone un testo suddiviso in sette capitoli intervallato da disegni vispi che si rifanno al mondo dei fumetti. Le illustrazioni in bianco e nero, fanno sì che l’attenzione non sia mai distolta dalla storia.
L’autrice, Abby Hanlon è anche l’illustratrice di Dory Fantasmagorica. Vive e lavora New York dove fa l’insegnante della scuola primaria. Ha iniziato a scrivere ispirandosi alle storie raccontante e inventate dai sui figli.
Potrete leggere il primo volume, oppure cominciare dall’ultimo, o dal secondo. Birba vi conquisterà tutti. I suoi amici immaginari oppure quelli reali, o le sue avventure strampalate, vi cattureranno nella lettura, tra risate e lieti finali.

Dory piace perchè è una bambina come tante, che riesce a trovare nella sua fantasia una soluzione al problema di sentirsi esclusa, con quella genuinità tipica dei bambini. Lei usa l’immaginazione e incoraggia i lettori a fare lo stesso 😉

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Un’Idea! – Hervé Tullet

“All’inizio si cerca…
si cerca…
e se non si trova.
Si cerca ancora…
All’improvviso… si sente
come un solletico…
OH! UN’IDEA!”

La coltivazione delle idee è cruciale nella vita; ma le idee si trovano in tutto il mondo, ciò che serve è la curiosità di guardare, ascoltare, toccare, assaggiare, annusare, imparare…
Poi, improvvisamente, si sente come un soffio, un solletico… ecco l’idea!

Si capisce subito se è buona,
perché nelle buone idee
c’è sempre un pizzico di follia…
Un’idea è come un piccolo seme
che spinge forza
per il desiderio di nascere.

Ma solamente se si è curiosi, osservatori, se si impara e si cerca bene e anche un po’ si sbaglia… tutto quello che sembrava caos diventa un’idea, una bellissima idea!

Che cos’è un’IDEA?
Come nasce un’IDEA?

Le idee, quando arrivano fremono, sono frizzanti e talvolta sbarazzine e disordinate, ma perché un’idea sia davvero buona bisogna mettere ordine, catalogare, organizzarle, provarle, magari sbagliando, ma riprovando.

“ …da sempre mi rifiuto di imporre l’esercizio del bel disegno.
Intuito e istinto guidano i bambini nell’atto creativo”
Tullet

Dalla geniale intuizione comunicativa espressa nei suoi libri (che spesso non hanno bisogno di parole) possiamo avere “strumenti” per organizzare attività permettendo così ai bambini di “giocare agli artisti” e non solo!
Si possono far vivere ai bambini una serie di esperienze coinvolgenti, spaziando, con collegamenti multidisciplinari, dall’arte alla matematica.
Inclusività, cooperazione, interazione sono i punti fermi dell’arte collaborativa che ritroviamo sempre nei libri di Tullet.

I colori, i pennelli grazie a Hervé Tullet prendono vita nelle mani di tutti i bambini, i fogli si trasformano e prendono vita a ritmo di musica in un continuo movimento tra frequenti cambi di posto, pennelli lasciati cadere e la libertà di sporcarsi coi colori.
Nessuno ha un posto fisso, nè i colori, nè i bambini.
Un’Idea di Hervè Tullet edito da Franco Cosimo Panini è un libro che racconta in modo semplice, ma chiaro e diretto, come nasce l’idea, come riconoscerla e come impiegarla per stimolare la creatività di oggi e di domani.

Quello che mi piace di più di Tullet è il fatto che sembra istintivamente sapere come attingere a quella parte creativa del cervello dei bambini in cui diventano esperti assoluti nel colmare le lacune che a volte si sviluppano e vengono a galla da adulti – un vuoto invece può diventare un’idea semplice qualcosa di completamente diverso.

In Un’Idea, Tullet esplora e si espande su questo – in qualcosa di simile a un pezzo di poesia concreta, un libro che è pieno di illustrazioni molto semplici, che utilizzano solo i colori primari e il nero – ma il testo è progettato per stimolare e dar vita nei bambini e pure in noi adulti a quei pezzi creativi del nostro cervello.
E non si parla solo di un’idea per disegnare, illustrare qualcosa o per sognare nuove storie, ma per tutti gli aspetti della nostra vita in cui abbiamo bisogno di un po’ di immaginazione, una scintilla di ispirazione o anche solo di una buona spinta briosa nella giusta direzione.

“I bambini vogliono sapere tutto e non hanno pregiudizi.
Essi, più sono piccoli e più sono aperti.
Tutto è comprensibile ed è in grado di comunicare
per loro con un vasto repertorio di strumenti.
Tutto quello che dovete fare è mostrare qualcosa,
per farla diventare l’inizio di una nuova cosa.”

Tullet

Con il libro Un’idea possiamo dar inizio ad un viaggio esplorativo visivo, che invita il lettore a fare un viaggio alla scoperta di sé all’interno della propria immaginazione con citazioni ispiratrici e immagini scribacchianti per stimolare la creatività nella vita o con i nostri bambini.
Gioca, divertiti, cerca e … trova: poi fai tesoro delle tue idee. Questo è il messaggio che Tullet spera che i giovani prenderanno da questo libro.
È anche un messaggio di cui gli adulti (insegnanti e genitori) devono tener conto nelle loro aspettative 😉
Tullet sa che le idee sono eccitanti, meravigliose e luminose, ma trovarle è un’abilità. Può essere difficile vedere le idee rosse, gialle e blu a volte tra le frenetiche linee nere del mondo. Bisogna imparare a cercare idee.
Come gli altri suoi libri, incluso il suo più noto Un Libro, il semplice stile artistico e l’uso dei colori primari rendono la storia accessibile. Lo stile parla di un modo molto semplice di comprendere il mondo che è in definitiva toccante e commovente. A volte le linee nere nelle illustrazioni di Tullet nascondono e affollano le idee colorate e questo contrasto sembra soffocante.
Ma Tullet ci ricorda che le idee sono…lì, ovunque nel mondo, ma non sarai sempre in grado di vederle. Dovrai guardare da vicino … ” …e quando guardi da vicino, sbocciano in qualcosa di più luminoso e persino più bello di quando hai visto il tuo primo sguardo.

“Se si cerca…
si Trova!
e…
se ti mettessi
a cercare
anche tu?”

Un’idea è una storia, è un libro da assaporare, perchè come ogni opera dell’autore, è pensato per essere un punto di partenza e essere poi completato da ogni lettore, bambino, genitore ed educatore che li interpreterà, li leggerà e da tutte le attività che verranno sviluppate attorno a al libro dopo la lettura.
Un ottimo libro per i più piccoli in modo da poter ricordare loro di fare tesoro delle loro idee, ed è anche un’ottima lettura per gli adulti che hanno bisogno di sentirsi ispirati.

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Sonata per la Signora Luna – Babalibri

“Puoi chiamarmi signora Luna”.
“E non hai freddo, lassù nel cielo” chiese Hank.
“Sì” rispose la signora Luna. “È così”.

Harriet Henry è una bambina molto timida ed introversa che ama suonare il violoncello.
Una sera, dopo che i suoi genitori le propongono di suonare in un’orchestra, Harriet detta Hank, si chiude nella sua camera ed inizia a suonare.
Harriet non ama suonare davanti a una platea, non ne sopporta nemmeno l’idea. Preferisce crearsi uno spazio, tutto suo… solitario in cui suonare solo per se stessa.

All’inizio disturbata dalla presenza di un gufo, la piccola Harriet, smette di colpo di suonare.
Hank vorrebbe suonare, in pace, da sola, ma quel gufo appollaiato fuori dalla finestra disturba la sua concentrazione. Nulla può una tazzina tirata in direzione della notte scura col fine di allontanarlo.
Di lì a poco una scoperta: quella stessa tazzina ha combinato un grande disastro. La luna è stata colpita, è caduta dal cielo e si è incastrata sul comignolo della sua casa. Tocca riportarla al suo posto.

Harriet non aveva intenzione di colpire il gufo.
Voglio solamente stare da sola” pensò.
Si sedette per la terza volta e cercò di trasformare il rimorso in una nuova tazza di tè.
Prima che ci riuscisse, però, la casetta si riempì di fumo. In fretta e furia Harriet fece da sé un secchio, lo riempì d’acqua e lo rovesciò nel camino. Dopodiché corse fuori.

E fu così che Harriet, detta Hank, e la signora Luna fecero conoscenza.
Come potrà aiutare la signora Luna a ritornare lassù nel cielo?

Semplicemente da qui, tra le due, nasce un’amicizia luminosa, in un viaggio profondo, un viaggio che è percorso interiore e di crescita, una nuova amicizia fatta di piccoli gesti di aiuto e di cura…


Harriet accompagnò la luna, trasportandola su un carretto, a comprare un berretto dal cappellaio Orso, che però non volle essere pagato perché, quando era molto giovane, si era innamorato in una notte di luna piena…dopo aver scoperto che la luna amerebbe tanto fare un giro in barca, Hank trasportò il carretto fino alla sponda del lago e chiese al Tricheco, il pescatore, di noleggiare una barca. Il tricheco non si volle far pagare perché, molto tempo prima, la luna l’aveva condotto in salvo durante una tempesta.
Donarsi all’altro per aiutarlo è un modo per riconoscere dentro di noi delle potenzialità. E la piccola Hank che vediamo prima di chiudere il libro è una bimba un po’ più sicura di quello che realmente era in grado di fare e pensare.

Babalibri con Sonata per la Signora Luna ci accompagna in un’emozionante storia, di una dolce rara e preziosa poesia con cui è intriso questo racconto, che e prende vita attraverso i dialoghi di Philip C. Stead e le illustrazioni dai colori tenui e dai contorni morbidi e abbozzati di Erin E. Stead.
I colori tenui avvolgono con delicatezza Harriet e fanno da controcanto perfetto alle parole di Philip, e viceversa, perché non c’è una melodia principale e una secondaria in quest’albo, che consiglio a grandi e piccini che inseguono un sogno bellissimo, e a chiunque abbia timore della sua bellezza.

All’inizio il piccolo mondo di Harriet è racchiuso al sicuro in una stanza, le cui pareti la isolano da ciò che può far paura, dalle aspettative dei suoi genitori, all’entrare in contatto con nuove persone…
Ma perfortuna il fortunato incontro con la luna diventa un’occasione per ascoltare ed essere ascoltata, per conoscere e per lasciarsi conoscere, e per accogliere e per farsi accogliere.
Condividere la propria musica con la luna è il primo grande passo di Harriet per aprire sé stessa al mondo.

Sonata per la signora Luna è un libro delicato, poetico e sognante che pagina dopo pagina parla di timidezza, crescita, amicizia e immaginazione.
Dopo la lettura: possiamo far creare ai bambini la loro Amica luna, con l’uso creativo di materiali diversi: carta ondulata, carta crespa, carta vellutina, tempere… ognuno si diverte a darle la forma “amica” che più pensa essere la migliore 😉

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La villa delle Meraviglie – Un libro da… esplorare – Cléa Dieudonné

E’ il primo giorno delle vacanze estive.
Flora segue controvoglia la sua mamma nell’immenso parco della villa.
Che idea assurda lasciarla qui tutta l’estate dalla zia Violetta…

Pronti ad entrare nella Villa delle meraviglie?
Flora, costretta dalla mamma a trascorrere tutta l’estate dalla zia Violetta, una parente mai vista prima. La voglia di trasferirsi è pari a zero. Riuscirà la bambina a cambiare idea una volta che avrà incontrato la zia e visto la meravigliosa e immensa villa in cui abita?

Appena aperta la porta Flora e la sua mamma, ma anche chi legge, è travolto da un turbinio di colori e da un brulicare di persone e oggetti. Un «benvenute!» gridato in coro accoglie lei e la mamma. L’arrivo in villa coincide con i festeggiamenti del carnevale estivo e intorno a Flora c’è una folla gioiosa e variopinta che l’attende in maschera, nel caos più assoluto, …non le rimane che travestirsi con entusiamo e in fretta per prendere parte alla festa!


Dalla festa si passa ad una vera parata, ma la villa è piena di stanze ben 11 stanze!
Flora decide di esplorarle tutte, cominciando dalle cucine… c’è un profumo così buono che arriva da lì…
Poi mentre sta rovistando nel guardaroba incontra suo cugino Basilico, anche lui trascorrerà le vacanze dalla zia Violetta, ma è impegnato: deve trovare uno scrigno perduto, così Flora si unisce a lui nella ricerca.
Insieme, Flora e Basilico, esplorano proprio tutto, dalla lavanderia, al giardino, al laboratorio, dove bisogna fare un decotto per antidoto alla studiosa di botanica intossicata da una pianta velenosa.


Ma quando arriva il cane della zia, bisogna seguirlo se vogliono trovarla 😉
La casa è così grande che non è facile trovare zia Violetta, infatti i due ragazzini, la incontrano solo alla fine nel suo studio, lei è una studiosa di civiltà perdute e non ha nessuna intenzione di fare annoiare i suoi nipoti questa estate!
Beh, con questi presupposti le vacanze estive di Flora e Basilico non saranno poi così noiose…sopratutto quando si trovano a partire in mongolfiera per una vacanza di ricerca… 😉

La Villa delle Meraviglie – Un libro da… esplorare di Cléa Dieudonné edito da Terre di Mezzo è un albo dal formato particolarissimo che si sfoglia aprendo le pagine come se fossero porte che ci conducono all’interno della villa delle meraviglie…
L’effetto? È come se aprissimo per davvero tutte queste, tante porte che nascondono scenari che ci conducono allo sviluppo della storia. Inoltre piegando all’indietro la copertina di cartone rigido, poi, otteniamo un supporto per sostenere il libro verticalmente…se non vogliamo frenare la fantasia l’invito è chiaramente quello di mischiare le stanze, mezza di qui e mezza di là, mezzo salone e mezza cucina,…. guardaroba e lavanderia, giardino e studio della zia, creare un labirinto di cose nelle camere delle meraviglie, piccoli strambi ostacoli che allungano il cammino verso la zia!

Un consiglio? Affinate bene bene la vista, perchè mentre si legge La villa delle meraviglie si devono cercare nelle dettagliatissime e affollatissime illustrazioni di Dieudonné tanti personaggi e oggetti citati nella storia.
Il divertimento per i piccoli lettori (dai 5 anni) è assicurato e il gioco prosegue anche sulla quarta di copertina.
Una vera villa delle meraviglie dove ogni stanza si presenta zeppa di dettagli da osservare e di personaggi da scovare, riuscite a trovare Flora in tutte le stanze? i 59 lampadari? E le 12 scimmiette? I 43 danzatori? E le 94 palme? E le 64 valige…?


Gli occhi vagano ovunque su queste doppie pagine di cartone piene di piccoli dettagli. Giochiamo alla ricerca di Flora, che a volte troviamo difficile trovare in questo labirinto di vestiti o tra personaggi travestiti da gran ballo.
Se la storia è leggera e richiede solo poche righe, deve lasciare spazio all’originalità di questo magnifico libro. Totalmente originale, il concetto dell’album rende la sua lettura davvero avvincente.

Questo libro è la conferma di come ogni pagina girata, ogni porta aperta siano voli liberi sulle ali della fantasia per i bambini..e non solo. Leggendolo ci si perde ad osservare i dettagli ma sarà impossibile leggendo la storia tenere a freno la voglia di essere in quelle stanze o in altre altrettanto ricche di particolari.
Dopo la lettura disegnate o create con dei fogli colorati porte colorate e poi lasciate liberi i bambini di disegnare la loro stanza in questa villa…ne vedrete delle belle, veramente!!

Buona vacanza in villa 😉
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Emma e il Baku Blu – Bradburne

Se fossi blu saresti anche tu
uno scalpitante e incalzante Baku.
Se i sogni fossero frittelle, e non pensieri a rotelle,
ne mangeresti di sicuro di più.
…Emma si rigira con un gran sorriso sul volto
gli occhi ancora chiusi nel sonno.

Emma è una bimba di 8 anni e Baku è un mostro blu in grado di divorare i suoi sogni ma non i suoi incubi, perchè non può digerirli.
La storia di Emma racconta una leggenda giapponese che se un bambino, svegliato da un terribile incubo, ripete per tre volte «Baku-san, vieni a mangiare il mio sogno», la creatura entrerà nella sua stanza e divorerà l’incubo. Ma guai ad abusare dei servigi del Baku, perché se dovesse rimanere affamato, potrebbe mangiare anche speranze e desideri! Al Baku blu che abita i sogni di Emma, però, gli incubi sono indigesti. Preferisce di gran lunga il sapore dei sogni belli e questo è un gran problema.


Nella trama si fondono stupore, meraviglia, scoperta dell’altro: Emma è una bambina di indole solitaria. La notte è di quelle agitate, perché il giorno dopo c’è un importante esame di matematica. Ma quando nel sonno le appare il tapiresco Baku blu, tutto prende una piega magica e surreale. Baku è in difficoltà: c’è un incubo che proprio non gli va giù. Finché Emma comprende quanto quella strana dieta a base onirica renda difficile l’esistenza della creatura blu.
C’è anche una morale: il Baku, nonostante la fame, capisce che non può mangiare i sogni più belli della piccola.
Il Baku Blu è un mostro blu che mangia i sogni con una lunga lingua, spaventoso, ma in qualche modo anche amichevole e affascinante.

Ne hai compiuti sette solo un anno fa,
in un baleno ne avrai quattordici,
e poi volerai all’università.
Gli anni passano come in un sogno,
ma se fuori invecchiamo
dentro restiamo quelli di sempre.
Gli anni passano, ma i nostri sogni
d’infanzia restano per sempre.

La storia è accompagnata dalle illustrazioni stupende e delicate di Chiara Sacchi con uno stile lirico, etereo, impalpabile come i bei sogni, ma a volte anche tormentato, nervoso, inquieto quando si tratta di incubi. Le illustrazioni accompagnano e ben si adattano al testo estremamente musicale e ritmico di Bradburne.
È come se la musica, in questa versione di Emma e il Baku blu, sia stata sostituita dalle illustrazioni, che raccontano le emozioni della bambina attraverso l’alternanza di colori ora freddi, ora caldi.

Eppure, senza i sogni
la vita e i progetti non sono niente, perchè
un vuoto totale senza sogni
non vale poi un granchè.

E grazie a te, mio dolce Baku
tutto per me un sogno bellissimo terrò
Che ogni giorno mi aiuterà
ad affrontare le sfide che incontrerò.

Il risultato di questa collaborazione è lo splendido volume di Emma e il Baku Blu edito da Valentina Edizioni, un libro di un’opera lirica per bambini e famiglie, rappresentato per la prima volta nel 2017 presso la Biblioteca Braidense.
Quello di Bradburne, non è solo una storia di evasione ma è un modo per avvicinare le famiglie e i bambini al mondo delle opere splendidamente racconatate e messe in scena a teatro.

L’autore James M. Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, ha incontrato per la prima volta il Baku nel 1985, mentre era in viaggio in Oriente, la figura di questa creatura ibrida della tradizione cinese, entrata poi nella mitologia giapponese. “Quando la figlia di 9 anni del mio amico compositore Bruce Adolphe ha letto la storia ha voluto a tutti i costi che il padre scrivesse un’opera ispirata al racconto, e io scrissi il libretto»

Ecco, ora abbiamo capito perchè a volte i sogni son così difficili da ricordare, c’è un buffo e strambo Baku blu affamato che li vuole mangiucchiare?!
Dopo la lettura, diamo spazio ai bambini per farci raccontare a ruota libera i loro sogni sulle ali della fantasia,… non si sa mai che non vediamo e sentiamo comparire un Baku blu mangiucchione 😉

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